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Pensioni, oggi valgono la metà
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giorgio








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giorgio is offline 

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MessaggioInviato: Lun Feb 18, 2013 11:32 am    Oggetto:  Pensioni, oggi valgono la metà
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Crolla il potere d'acquisto delle pensioni:
in quindici anni perso un terzo del valore

Tra il 1996 e il 2011 perso il 33% di potere d'acquisto. E il trend non rallenta, tanto che per il sindacato dei pensionati della Cgil, nel 2012-2013 la riforma Fornero toglie in media 1.135 euro a 6 milioni di persone. Non si ferma, invece, la corsa di tasse e tariffe, che nel 2013 peseranno per oltre 2mila euro a pensionato




A conti fatti, comparando cioè il valore di oggetti usuali all'entità della pensione tra il 1992 e oggi, per chi è andato in pensione in allora, il valore si è più che dimezzato, anche perché la rivalutazione ha riguardato solo una minima parte dell'assegno, quindi la penalizzazione è stata molto più incisiva, costringendo gli interessati a cambiare il treno di vita.

Tutto ciò considerando la relativamente bassa inflazione nell'area euro, della quale facciamo parte. Quindi non posso che essere grato a Prodi e Ciampi per aver fatto di tutto per entrare nel circuito della moneta unica. Mentre condanno tutti coloro che hanno contribuito a peggiorare i conti dello Stato, costringendolo ad un debito pubblico che ci costa 80 miliardi di euro ogni anno, euro sottratti a tutti noi, specie se percettori di un reddito fisso.


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«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta»
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MessaggioInviato: Lun Feb 18, 2013 11:32 am    Oggetto: Adv






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giorgio








Registrato: 06/01/07 01:27
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giorgio is offline 

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MessaggioInviato: Lun Feb 18, 2013 2:57 pm    Oggetto:  
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1) E' evidente a tutti che l'Europa dal punto di vista normativo-legislativo e da quello della moneta, esista.
Ed esiste pure come Mercato Comune per la libera circolazione delle persone e delle merci.

2) E' altrettanto evidente che non esiste l'Europa politica, anche se eleggiamo un Parlamento. A malapena siamo tutti dentro la NATO, ma se non ci fosse questa alleanza internazionale l'integrazione delle forze armate sarebbe zero.Per non parlare del Ministro degli esteri che vale come il due di coppe quando comanda bastoni.

3) Gli stati che fanno parte dell'Europa, a diverso titolo non rinunciano alla loro indipendenza nazionale e vivono la contraddizione di un potere che via via viene eroso dalle istituzioni legislative e di governo di Bruxelles.

Tutto ciò, in periodo di recessione produce quella paura irrazionale e quella insicurezza nella gente pari a quella di chi non voglia affrontare con determinazione il problema dell'unità europea e si barcameni nei limiti delle proprie politiche locali. Se questa è la malattia, i sintomi sono quel malessere che produce distacco dalla politica nazionale, avversione per l'Europa, ed alimenta lo scetticismo verso i provvedimenti che ogni governo può prendere per risollevare ciascun paese dalla crisi. Si possono fare tante riflessioni sul ruolo della Gran Bretagna e delle destre europee nel cercare di tenere divisa l'Europa, sino all'azione dei movimenti separatisti che aleggiano in Gran Bretagna, in Spagna, in Francia, in Italia che ne rappresentano la migliore contraddizione - dalla lotta per la nazionalità a quella per la frantumazione della nazionalità.

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