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Governo Tecnico...costi della politica
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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Nov 17, 2011 7:11 pm    Oggetto:  
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Chi comandava prima ha necessità di rifarsi un volto passabile, ed ecco spiegato perchè il cav. 1816 ha accettato di sostenere il governo dei tecnici. Lui sa, o almeno spera, che siccome gli italiani dimenticano presto, quando ci saranno le nuove elezioni tutte le cazzate sue e dei suoi compari di governo saranno dimenticate, e magari gli occhi del pubblico saranno puntati sul nuovo teatrino, cioè le azioni, certamente dure, del governo Monti.

Questo governo al limite potrebbe essere un errore del Pd:
- aiuta Berlusconi a rifarsi il trucco
- da alla Lega la possibilità di fare il Savanarola di turno.
Un errore del Pd, ma anche un grande senso, vero, anzi unico fra tutti, di responsabilità, che sono quasi sicuro che alcuni "italiani" non capiranno e non apprezzeranno.

Bersani dice: noi sosterremo lo sforzo del governo.. e noi dciamo che sosterremo il Pd.

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«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta»
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MessaggioInviato: Gio Nov 17, 2011 7:11 pm    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Nov 17, 2011 10:52 pm    Oggetto:  
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AostaSera.it 17 novembre 2011 19:42 ha scritto:
Politica
Monti: “Occorre riconoscere il valore
costituzionale delle autonomie speciali”

Roma - Nel primo discorso in Senato il neo-premier Mario Monti non dimentica nessuno,
autonomie locali comprese, e si tiene le competenze degli Affari regionali.
Nicco evidenzia la propria soddisfazione in una nota.

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Il Premier Mario Monti

"Abbiamo ascoltato con interesse l'ampia relazione del Presidente incaricato sulla crisi economica e finanziaria e le indicazioni per superarla, largamente condivisibili. Di particolare rilievo la forte e chiara affermazione sulle autonomie speciali. E' una questione su cui avevamo espressamente chiesto la sua attenzione nell'incontro di lunedì a Palazzo Giustiniani e ne prendiamo atto con soddisfazione". Il deputato Roberto Nicco evidenzia così la soddisfazione personale per il primo discorso in Senato del neo-premier Mario Monti. Un intervento che è stato spesso spezzato dagli applausi, ai quali lo stesso Monti ha posto un sorta di “freno” pregando la platea di ascoltare: “Se dovete fare una scelta - mi permetto di rivolgermi a tutti - ascoltate, non applaudite!”.

Il discorso di Monti ha cercato di affrontare la grande matassa dei temi per i quali si aspettava il suo intervento per comprendere gli indirizzi del nuovo Governo. Una trepidante attesa soddisfatta, per lo più, con la presa in esame un po’ tutto, come era facile immaginare in un primo intervento che doveva contenere la sintesi delle consultazioni con le forze politiche. Tra i tanti argomenti (analisi della crisi internazionale, richiamo alla sobrietà, taglio dei costi alla politica, lotta all'evasione, riforma del mercato del lavoro e delle pensioni, il probabile reinserimento dell'Ici e uno studio sulla patrimoniale), Monti non ha dimenticato le autonomie locali:

“Il riequilibrio di bilancio, le riforme strutturali e la coesione territoriale richiedono piena e leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali – ha detto il neo Premier - Occorre riconoscere il valore costituzionale delle autonomie speciali, nel duplice binario della responsabilità e della reciprocità. In quest'ottica per rispondere alla richiesta formulata dalle istituzioni territoriali nel corso delle consultazioni, ho deciso di assumere direttamente in questa prima fase le competenze relative agli affari regionali. Spero in questo modo di manifestare una consapevolezza condivisa circa il fatto che il lavoro comune con le autonomie territoriali debba proseguire e rafforzarsi, nonostante le difficoltà dell'agenda economica. In tale prospettiva si dovrà operare senza indugio per un uso efficace dei fondi strutturali dell'Unione europea”. Domani si replica alla Camera.


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MessaggioInviato: Ven Nov 18, 2011 7:38 pm    Oggetto:  
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Fa impressione il rilievo che le dimissioni del pres del cons. hanno avuto nei media internazionali. Mai le dimissioni di un governo italiano avevano fatto notizia in questa maniera. L'Italia e Berlusconi sono stati un tema costante da mesi in tutta la stampa mondiale che mi capita sempre di sfogliare su internet. Sul piano simbolico è un fenomeno senza precedenti nel mondo “liberaldemocratico” (miliardario, tv, prostitute, corruzione estrema, mafie e crisi). Ma nelle ultime settimane è stato tema da prima pagina fissa. La caduta dell'Italia, terza economia europea (e con altri paesi in bilico), rappresenta un pericolo per tutta l'Europa e quindi per l'intera economia globale, dal momento che comporta pesanti conseguenze a catena. Questa é paradossalmente una fortuna dell'Italia: non si trova né in una posizione di isolamento (fa parte dell'euro e dell'Europa) né in una posizione di forza, perché smangiata dalla corruzione politica e dal devastante smembramento economico e culturale. Ma ciò che incuriosisce e sconvolge all'estero, sul piano simbolico, é l'inettitudine e l’inerzia leghista-berlusconiana, che per noi non sono una novità, anzi! Un miliardario circondato di mignotte e servi di ogni specie, più simile ad un dittatore da repubblica bananiera che ad un leader europeo, mentre il suo paese se ne andava in malora da anni, fino all’ultimo non ha mollato. Di fatto all'estero non capiscono nemmeno come sia possibile. Il problema é che loro non conoscono la storia..

La politica ha i suoi scopi e le sue funzioni precise. Quando vengono a mancare i risultati, i riscontri e i successi, perché manipolata a fini personali da un lato ed utilizzata dall'altro senza alcuna finalità progettuale, la causa è da cercare nella scarsa conoscenza degli strumenti e nella cultura generale approssimativa di una classe dirigente screditata. Ecco la storia! Perché attualmente un tecnico come Mario Monti riscuote un buon 80% della simpatia popolare? Perché di fronte ai disastri della dicotomia di cui sopra si considera soluzione più che accettabile una gestione quanto meno assennata, condotta con mano ferma - qualità che si riconosce, sulla base di esperienze passate a Monti - e si è anche disposti, specie a sinistra a soprassedere sulle prospettive politiche di fronte a necessità impellenti imposte dal mercato. E’ per questo che ho nella testa la salvezza del nostro Paese. Ho nella testa la difesa dei nostri risparmi. Ho nella testa il futuro dei nostri giovani. Ho nella testa un avvenire migliore. Forse nel furore ideologico alcuni non si sono accorti che si stava andando al disastro, dove non si salvava nessuno. Ed infatti quello che non ha potuto la politica l'ha realizzato il meno 12 per cento accusato in poche ore del titolo Mediaset. Forse il cavaliere ha fatto un pò di conti e quando ha cominciato la sua avventura governativa, le sue aziende nel 2001 valevano oltre 9 miliardi di euro ed alla fine … ne valgono meno di due. Lui agli affari ci pensa e questa volta i suoi interessi hanno coinciso con i nostri interessi. Gramellini con una felice battuta nel programma di Fabio Fazio ha ironicamente fatto notare come la sinistra alla fine e a sua insaputa “previde” questo epilogo: In the name of God, go!

Evidente che, al di là della personale predisposizione di ciascun elettore, scegliere il meglio in queste condizioni diventa difficile, in molti si sono rifiutati e molti altri si sono accomodati a scegliere il meno peggio. Ora i voti moderati del centrosinistra sono ancora col Pd o con Di Pietro, dall'altra parte ci sono i fascisti veri (Fini), i democristiani convinti (Casini) e gli opportunisti e i beoti ( berlusconi e le sue tv). Di questi ultimi non ci libereremo facilmente. Dalle sue tv Lui continuerà a tenersi stretti opportunisti e beoti, grazie ai furti fatti (dal suo amico del Hotel Raphael), al popolo e il regalo delle tv. Perciò un auspicio, penso che nessuno gliele porterà via in modo furbesco, ma si dovrà agire in fretta e in modo che la casta ereditaria non possa continuare a godere della situazione immutabile che si era creata..

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MessaggioInviato: Dom Nov 20, 2011 12:51 am    Oggetto:  
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Chi pragmaticamente si propone di governare l'Italia, specie in momenti come questi, non può prescindere dalla Chiesa di Roma e dal suo interessato appoggio. E' un fatto. Quanto ai giudizi, mi pare inaccettabile sparare sentenze senza valutare nel merito ciò che il Governo farà, quando e solo quando lo farà. Altrimenti non sono giudizi, ma pregiudizi, quindi fasulli nel progetto. Anche le critiche su certi componenti del Governo, a mio giudizio, sono prematuri. Aver fatto parte di società o enti, pur avendone ricoperto cariche di grande responsabilità, non consentono di illazionare su presunti conflitti di interesse, inesistenti quando da quelle cariche ci si è prontamente dimessi.

La professionalità, la acclarata esperienza, la profonda conoscenza del mondo del credito fanno, ad esempio, di Passera un uomo capace di interpretare al meglio i bisogni del mondo produttivo, specie in un momento nel quale il credito è fattore indispensabile per riavviare la crescita economica. O pensate che siccome le Banche fanno schifo per definizione, del credito se ne possa fare a meno? Datemi retta, aspettiamo a lanciare pietre. Se sarà il caso sarò il primo a raccogliere ciottoli e porgerli a chi ha braccia più leste delle mie.

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MessaggioInviato: Dom Nov 20, 2011 9:46 pm    Oggetto:  
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Abbiamo letto che la fiducia in Mario Monti ha raggiunto oltre l'80% dei cittadini ed anche il suo governo è sugli stessi livelli. Però a mente fredda dico che manca qualcosa. E proprio perchè stavo pensando alla mia Regione che con le sue enormi frane, che la colpiscono un giorno sì e l'altro pure, si sta rovinando il territorio con le sue mani. Dal nuovo governo mi sarei aspettato il ministro "Della valorizzazione delle campagne e delle battaglie contro la desertificazione e l'abbandono del territorio". Non è una cosa di poco conto. Oggi nel nostro paese le città diventano sempre più popolate e le campagne sempre più deserte. Non parliamo dei territori montani... Ne derivano problemi di grande rilevanza sociale ed economica. Limitiamoci ad analizzare i problemi di carattere economico.

La nostra agricoltura è al collasso. Sempre meno occupati e con redditi al limite del sostentamento. Mi è molto dispiaciuto che il prof. Monti non abbia speso una sola parola su questo importate argomento. Eppure ogni mattina 60 milioni di italiani devono pur mettere qualcosa sotto i denti per sopravvivere. Le statistiche ci dicono che il 60-70 % di quello che mangiamo non viene dalle nostre terre. L'80 per cento della pasta che consumiamo non viene da grano italiano. Lo importiamo perfino dall'Australia. Le terre italiane vengono abbandonate perchè per pochi centesimi al chilo non è più conveniente produrre. Lo stesso ragionamento vale per la carne per non parlare dei prodotti trasformati del latte. Non parlo poi del settore forestale montano, perchè ho già speso troppe parole. Una volta si diceva: un popolo che abbondona l'agricoltura è destinato a scomparire. Siamo sulla buona strada. Il Prof. Catania, neo ministro dell'agricoltura, conosce questi problemi. Speriamo che agisca in tempo perchè ho voglia di mangiare un pomodoro che sappia di pomodoro e non di amido, ho voglia di gustare dell'ottima fontina e non della plastica.

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MessaggioInviato: Lun Nov 21, 2011 3:47 pm    Oggetto:  
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Non c'è bisogno dei sondaggi, basta andare un pò in giro ed ascoltare quello che dice la gente. Non gli esperti che queste cose le hanno sempre detto. La gente che non conosce il significato della parola spread o non comprende che cosa sia il debito pubblico. Questa gente, la stragrande maggioranza del popolo italiano, è preoccupata ed angosciata per il proprio futuro. Nessuno ha ormai certezze di come sarà la propria condizione fra sei mesi. E in questo momento non bastano nemmeno le attestazioni di fiducia e di stima verso il professore. Per questo il prof. Monti è al lavoro con un programma di equità e di grossi sacrifici. Tuttavia sono sicuro che anche le più innovative soluzioni per risolvere i nostri problemi non basteranno a rimetterci in carreggiata. Non basteranno. Al massimo potranno far migliorare il quadro d'insieme, ma di poco. Ne sono sicuro.Per questo, penso che l'esempio di un altro paese europeo possa essere preso a modello. Mi riferisco all'Irlanda.

L'Irlanda è stato il primo paese dell'eurozona a ricevere gli aiuti della banca centrale europea e del fondo monetario internazionale. E oggi, dopo un periodo di austerità, l'economia ha ricominciato a crescere. Leggo che il prestito è stato di 85 miliardi di euro. I dati irlandesi erano più o meno uguali a quelli italiani. Rapporto debito pil al 115 per cento e la disoccupazione un pò più corposa. Anche il quadro politico irlandese era confuso ed è mutato radicalmente nell'ultimo anno. Il partito che aveva da sempre dominato la scena politica, è andato all'opposizione e un'inedita alleanza laburisti-conservatori ha fatto il miracolo. L'Italia deve chiedere gli aiuti alla Bce e al Fondo Monetario Internazionale se vuole veramente uscire da questo momento difficile. Questa operazione la può fare solo un governo tecnico importante e credibile. Non c'è tempo da perdere.


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MessaggioInviato: Sab Nov 26, 2011 10:58 am    Oggetto:  
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Zagrebelsky: "di fronte a catastrofi giusta tecnocrazia"
25 novembre 2011, 17:23
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Gustavo Zagrebelsky

"Di fronte a catastrofi" tecnologiche, ambientali, finanziarie, può accadere "che la politica nella sua versione democratica o demagogica soccomba". Secondo il presidente emerito della Corte Costituzionale Gustavo Zabrelsky - che parla davanti al presidente Napolitano - è allora possibile che la politica si "autosospenda" e lasci il posto "ai sapienti" per "tempi brevi". Una affermazione che sembra riferirsi alla vicenda politica attuale, anche se Zagrebelsky non ha mai citato esplicitamente il governo


"La prospettiva che si apre è quella di una tutela tecnocratica del potere e della politica". Parole fosche quelle di Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale che oggi, in un convegno al Palazzo della Consulta sul tema 'Dallo Statuto Albertino alla Costituzione Repubblicana', ha tenuto una relazione sul costituzionalismo e il rapporto tra diritti e doveri in una società, quella moderna, che non pensa al futuro delle prossime generazioni e che sembra votata ad autofagocitarsi. Presente il capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

Siamo in una situazione in cui la politica, per vocazione più interessata a ragionare sui "tempi brevi" scanditi da "elezioni e rilevazioni demoscopiche", si "autosospende", sostiene il costituzionalista. La sua è un'analisi anche cinica sul quadro attuale: "Perchè è poco probabile che nell'interesse della politica rientri anche la preoccupazione per le generazioni future". Prevale, insomma, un "interesse momentaneo", una "miopia", la tendenza "a essere cicala, mentre invece va recuperata la virtù della presbiopia".

Zagrebelsky ha usato il paragone tra la società attuale e quella dell'Isola di Pasqua, dove "ogni generazione si è comportata come se fosse l'ultima" e l'uomo ha agito "libero da ogni debito nei confronti della generazione successiva".
"Il costituzionalismo - ha spiegato - non può più ignorare tutto questo" e accanto ai "diritti soggettivi" va utilizzata "la categoria dei doveri".
"Il costituzionalismo - ha detto il presidente emerito della Consulta - ha prodotto la democrazia, e oggi abbiamo bisogno di elementi di tecnocrazia" e "la dimensione scientifica della decisioni politiche è l'ultima metamorfosi cui il costituzionalismo è chiamato".
"Oggi abbiamo bisogno di elementi di tecnocrazia", è la tesi che ben si accompagna alla fase attuale, in particolare alla nascita del governo Monti. Certo, aggiunge Zagrebelsky, "doveri e tecnocrazia fanno paura, ma sono necessari per il costituzionalismo qualora lo si intenda senza egoismi". Nella convinzione che questa sia una fase in cui è indispensabile inculcare più una cultura dei doveri (verso l'ambiente, le future generazioni, il pianeta, ecc.) che dei diritti, Zagrebelsky conclude che "il costituzionalismo continuerà ad avere una storia se verranno incorporati nella democrazia nozioni scientifiche capaci di guardare al futuro".


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MessaggioInviato: Dom Nov 27, 2011 12:09 am    Oggetto:  Passera mette d'accordo Fiat e Cgil
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La mediazione del neo ministro dello Sviluppo Corrado Passera convince sindacati e Fiat e dopo mesi di trattative a singhiozzo e attese deluse viene finalmente raggiunto un accordo sugli incentivi ai lavoratori di Termini Imerese (Palermo). Il sì è arrivato al termine di una giornata di negoziati al ministero dello Sviluppo, presenti tutte le sigle, i tecnici del dicastero del Lavoro, gli advisor, i rappresentanti di Torino e quelli dell'azienda subentrante Dr Motor. Alla fine c'è anche la firma della Fiom che tuttavia lamenta "il dispetto della Fiat che ha applicato importi più bassi" di quelli normalmente praticati. Il presidio davanti alla fabbrica viene rimosso.

A sera la soddisfazione prevale sulle critiche che pure non mancano. Tirano un sospiro di sollievo oltre 1.500 famiglie in ansia da mesi: chi non è in uscita è in cassa integrazione. Passa il primo importante test di una serie il ministro Passera che incassa a sorpresa il plauso della Cgil. L'organizzazione guidata da Susanna Camusso gli riconosce la "costruzione della soluzione" e il "rispetto" delle parti in campo. La finalizzazione è attesa giovedì 1 dicembre, ma la trattativa prosegue nei prossimi giorni con la Dr Motor, che subentra al Lingotto, per rilancio del sito industriale siciliano. Bisogna dire che questi "tecnici", se vogliono, sanno fare i manager e risolvere presto le situazioni. Ora vedremo cosa proporranno per il paese.

Ps.
Dunque questo conferma che in presenza di interlocutori seri e con la volontà di arrivare a soluzioni la Fiat è una controparte come le altre; ostica e rognosa quanto si vuole, ma pur sempre una controparte e non un Moloch invincibile come hanno voluto far credere, per interessi diversi, sia i berluschini che i più estremisti.


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Il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera

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MessaggioInviato: Lun Dic 05, 2011 3:24 pm    Oggetto:  
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Nel piccolo paese c’era un sindaco che non sapeva fare il suo mestiere, la gente non aveva lavoro, il comune era pieno di debiti, le scuole andavano a pezzi, c’era grande preoccupazione per il futuro. Un giorno nel piccolo paese quel sindaco incapace è costretto a lasciare l’incarico e dopo pochi giorni al suo posto arriva un signore molto per bene, tranquillo come tutte le persone che hanno una forza interiore, preparato. Prima ancora che il nuovo sindaco potesse prendere il posto di capo della comunità, nelle piazze e nelle strade esplode una violenta protesta di studenti del piccolo paese. La gente guarda incredula i cortei e gli scontri con la polizia e qualcuno ha perfino il coraggio di chiedere perché di quelle manifestazioni, e la risposta è: "non vogliamo un governo come quello che se ne è appena andato, abbiamo già pagato troppo, adesso vogliamo i nostri diritti".

Al qualcuno che ha avuto il coraggio di obiettare che il nuovo governo del piccolo paese non si è ancora insediato e quindi forse la protesta così anticipata è fuori luogo, gli studenti rispondono: "a noi non interessano i governi, per noi sono tutti uguali, vogliamo solo i nostri diritti". Il qualcuno che ha posto le domande allora si ritira, non capisce come può un nuovo governo che ancora non lavora dare i diritti che gli studenti invocano, anzi chiedono, e se ne va a casa scuotendo la testa. Intanto fra gli studenti che manifestano spuntano cartelli con scritte tipo via le banche dal governo, occupiamo le università e cose del genere, e la gente del piccolo paese che sta a guardare dalle finestre non capisce e si chiede "ma che vuol dire? Che c’è sotto? " Perché è difficile comprendere come si possa protestare prima che l’altro abbia fatto la benché minima mossa. A meno che non ci sia qualcuno che soffia, come si suol dire, sul fuoco.


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MessaggioInviato: Lun Dic 05, 2011 6:47 pm    Oggetto:  
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Concita De Gregorio ex direttore del'Unità scrive:
E' bastato leggere qualche post in giro per la rete per avere un'idea di quale potesse essere una manovra più giusta, semplice e gradita al popolo.
-Riduzione spese militari.
-Riduzione spese e privilegi della politica.
-Tagli ai vitalizi.
-Patrimoniale una tantum per redditi sopra i 100 mila euro.
-Tassa del 10-15% sui capitali scudati.
-Equilibrio dell'Irpef per le fasce più alte.
-Eliminazione dei finanziamenti ai partiti.
-Tracciabilità dei pagamenti sotto i 300 euro.
-Leggi pesanti per gli evasori.
-Tutte queste manovre avrebbero reso contento chiunque, a costo zero e (per la maggior parte) di lunga durata.
Era così difficile? Magari bastava un giro in rete....

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MessaggioInviato: Ven Dic 09, 2011 11:42 pm    Oggetto:  
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Sono passati solo alcuni giorni e ora mi viene quasi da ridere:
tutti a volere la patrimoniale, e adesso si scopre che il patrimonio...
ce lo hanno quelli che hanno la casa di proprietà.

Alcune volte è meglio stare zitti

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MessaggioInviato: Sab Dic 10, 2011 12:10 am    Oggetto:  
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Ho un dubbio, se Di Pietro non voterà i provvedimenti andrà da solo. Una volta ci ha fregato, due volte no! E' bello lucrare con il populismo, ma non è una cosa seria. C'è qualcuno che in Italia è in grado di sapere quanto valgono queste frequenze televisive? I creditori che ci giudicano vogliono numeri certi e non ballerini. C'è qualcuno oggi Italia che è in grado di sborsare tali cifre? Dobbiamo restare con i piedi per terra. Tremonti ci ha fatto precipitare a questi livelli perchè ha approntato manovre che poi non si realizzavano. Facciamo finta che Monti abbia a suo tempo inserito la norma sulle frequenze, quale cifra avrebbe dovuto inserire sulla manovra 1, 2, 3, 16 miliardi? Ci vogliono numeri certi e non farfalle.

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Anche Vendola, che avrebbe gioco facile a sparare a zero su tutto non esendo neppure in Parlamento, è molto prudente sulla manovra. Sono scelte fatte in piena e drammatica emergenza, pesanti perchè prese dopo anni di inerzia in cui si negava addirittura la crisi, e che devono essere approvate dal Parlamento in cui tutti sappiamo che tipo di maggioranza c'è. Nel contesto dato non credo che il governo avrebbe potuto varare una riforma più di "sinistra". Sono scelte fatte con la pistola alla tempia e in un momento in cui una campagna elettorale avrebbe potuto avere risvolti drammatici.

La pausa dei "tecnici" deve essere il meno lunga possibile. Serve la Politica, quella vera, con la P maiuscola. Del resto tutte le scelte sono sempre "tecniche", ma mai nessuna è politicamente neutrale. Una volta varata la manovra, se non ci sono le condizioni per fare una riforma elettorale decente che ridia potere ai cittadini, si vada al voto subito. Porcellum o meno, chi vuole, può restituire questo potere in mille modi, magari tramite primarie vere. Ora però è il momento di salvare il Paese, nell'interesse di tutti e in particolar modi degli ultimi. Anche in piena bancarotta chi ha i soldi avrebbe il modo di sopravvivere, gli altri no. Ciascuno si assuma le proprie responsabilità, poi saranno i cittadini a valutare, spero il prima possibile.



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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Dic 22, 2011 10:23 pm    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 22/12/2011 11:39 ha scritto:
COSTI POLITICA: VDA,RIDUZIONE 10% PER INDENNITA' CONSIGLIERI
(ANSA) - AOSTA, 22 DIC -
Approvando con 26 voti a favore e sette contrari una proposta di legge presentata dalla maggioranza il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ha disposto la riduzione del 10,34% delle indennita' spettanti ai consiglieri regionali (comprensiva dell'adeguamento previsto dalla manovra dell'agosto scorso per le indennita' parlamentari).

La proposta di legge e' composta da cinque articoli e ridefinisce anche il rimborso forfettario delle spese di viaggio che spetta ai Consiglieri residenti a una distanza da Aosta superiore a venti chilometri. Inoltre da facolta' ai consiglieri di rinunciare volontariamente alle indennità. Il risparmio per il bilancio del Consiglio Valle nel 2012 ammonterà a 300 mila euro e nel 2013 a 160 mila. (ANSA).

(ANSA) Data: 22/12/2011 12:29 ha scritto:
COSTI POLITICA: VDA,RIDUZIONE 10% PER INDENNITA' CONSIGLIERI (2)
(ANSA) - AOSTA, 22 DIC -
''Nell'attuale clima di preoccupante disaffezione verso la politica - ha sottolineato Diego Empereur (Uv), relatore della proposta di maggioranza - le voci critiche che si levano contro la cosiddetta 'casta' hanno buon gioco a identificare gli emolumenti percepiti dagli amministratori pubblici come meri privilegi ingiustificati. Tuttavia, come ha chiarito la Corte costituzionale, la corresponsione di un'indennita' risponde al principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione e in un regime democratico il legislatore ha l'obbligo di porre in essere le condizioni indispensabili a garantire a tutti l'accesso alle cariche pubbliche e il relativo esercizio delle funzioni. L'obbligatorieta' dell'indennita' vale altresi' a garantire il principio di libero esercizio del mandato, assicurando l'indipendenza degli eletti e consentendo l'esercizio della funzione in modo continuativo e professionale''.

''Tuttavia - ha aggiunto - la questione non puo' essere ignorata, la politica non puo' far finta di niente rispetto alle accuse di 'corporativismo', data la dimensione fortemente emotiva che ha assunto nel Paese e nella nostra comunita'. La nostra proposta, seria ed equilibrata, frutto di un approfondito confronto politico, interviene per ridurre il trattamento indennitario''. ''Abbiamo cercato di aprire un tavolo per elaborare proposte comuni - ha poi sottolineato il presidente della Regione, Augusto Rollandin - ma non e' stato possibile. Non e' vero che in tal senso non c'era la volonta' della maggioranza. La nostra e' una proposta di buon senso, logica, non demagogica, senza eccessi e meditata''. (ANSA).


Chi indicasse la burocrazia e il suo implicito potere come uno degli ostacoli principali alla modernizzazione delle nostre isitituzioni e leggi, ha perfettamente ragione. Come premessa per tutte le riforme possibili, non solo per sveltire le pratiche di cui ci si occupa, dovrebbe essere fatta una vera riforma burocratica. Ma se il potere del burocrate è esaltato dall'insipienza, dalla inesperienza, e dal pressapochismo del politico messo a capo dell'Amministrazione o dell'assessorato del quale fa parte, quando quel posto è occupato da una persona (un tecnico) che se ne intende, magari per esperienza diretta, ciurlare nel manico diventa più difficile. E questo è un altro dei vantaggi sull'affidamento delle amministrazioni ad esperti fuori dai partiti.

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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Dic 22, 2011 10:49 pm    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 22/12/2011 12:43 ha scritto:
COSTI POLITICA: VDA; RESPINTE PROPOSTE LEGGE DI ALPE E PD (V.'COSTI POLITICA: VDA,RIDUZIONE 10% PER...' DELLE 11.39)
(ANSA) - AOSTA, 22 DIC -
Prima di approvare la proposta di legge della maggioranza sui tagli alle indennita' dei consiglieri regionali, l'assemblea valdostana questa mattina ha respinto quattro iniziative legislative sullo stesso tema presentate da Alpe e Pd.

Le proposte del Pd prevedevano la riduzione dell'indennita' di carica del 20% nel caso di svolgimento contestuale di attivita' di lavoro subordinato nel settore privato o di lavoro autonomo o imprenditoriale, oppure nel caso di godimento di pensione superiore a 20 mila euro annui lordi; inoltre proponevano la soppressione di una serie di facilitazioni o liberalita' connesse all'espletamento della funzione, come i rimborsi chilometrici, la gratuita' delle tratte autostradali, gli abbonamenti a quotidiani e settimanali, gli sconti sullo skipass regionale; quella congiunta Alpe-Pd fissava a 6.700 euro l'indennita' mensile lorda di carica dei consiglieri regionali e commisurava l'indennita' di funzione e la diaria in percentuali diverse rispetto all'indennita' di carica; infine quella di Alpe introduceva disposizioni per la soppressione dell'assegno vitalizio a partire dalla prossima legislatura e la riduzione del contributo ai gruppi consiliari di circa il 50%. (SEGUE).


(ANSA)Data: 22/12/2011 12:46 ha scritto:
COSTI POLITICA: VDA; RESPINTE PROPOSTE LEGGE DI ALPE E PD (2)
(ANSA) - AOSTA, 22 DIC -
Illustrando la propria proposta Gianni Rigo (Pd) ha osservato che ''lo scopo e' 'sganciare' l'indennita' del consigliere a quella del parlamentare, per perseguire quel principio di autonomia decisionale che dovrebbe contraddistinguere la nostra Assemblea legislativa e per perseguire, in un'ottica di assunzione di responsabilita' e di chiarezza, l'obiettivo di rendere facilmente misurabile lo stipendio del consigliere''.

Alberto Zucchi (Pdl) ha osservato: ''Non credo che a livello locale ci siano le storture che si sono viste a livello nazionale. Ci sono consiglieri buoni e meno buoni, devono essere poi i cittadini a decidere''. ''I costi della politica - ha aggiunto - non dipendono dagli stipendi ma dalle decisioni che vengono prese''. Per Giuseppe Cerise (Alpe), ''la proposta della maggioranza non e' un atto di alta nobilta', ma prevede bazzecole, dato che la riduzione effettiva degli emolumenti scende sotto il 5%. E' proprio un bello sforzo, offensivo nei confronti della popolazione valdostana, in particolare delle fasce piu' deboli. Si e' persa l'occasione per lanciare un segnale forte e unitario su questo argomento, indipendentemente dalle singole correnti di pensiero''.

Dario Come' (Stella alpina) ha ribadito che ''questa maggioranza regionale sta dimostrando di voler assumere dei comportamenti in sintonia con il rigore che la grave crisi economico-finanziaria impone a tutti'' mentre Raimondo Donzel (Pd) ha evidenziato: ''Le nostre proposte non sono disfattiste e non mettono in difficolta' il lavoro del Consiglio Valle: rappresentano un gesto di sobrieta' e di immagine che in questo momento occorre dare''.

''La Valle d'Aosta e' tra le prime Regioni d'Italia a dare un segnale di sobrieta' - ha osservato Leonardo la Torre (Federation autonomiste) - anche confermando il passaggio dal vitalizio al sistema contributivo. La Valle d'Aosta e' una Regione virtuosa, attenta ai problemi del territorio e alla qualita' di vita dei suoi cittadini, con una classe politica seria, differente dalla realta' di molte altre Regioni''.

A chiudere il dibattito e' stato il presidente della Regione, Augusto Rollandin: ''Oggi i cittadini non si sentono rappresentati dagli eletti perche' c'e' un meccanismo che fa si' che questi siano scelti dalle Segreterie politiche e non esprimano minimante i territori. In Valle d'Aosta, non e' cosi': gli elettori ci conoscono, hanno la possibilita' di dialogare con noi. La fiducia viene anche dal rapporto che si ha con la comunita': i cittadini prenderanno atto del dibattito avvenuto stamattina in quest'aula, ma non credo che ci valuteranno su questo. Non penso che sia nel costo degli eletti che si traduca il costo della politica: la gente ci chiede di far funzionare la macchina amministrativa, di fornire dei servizi di qualita', di utilizzare correttamente i fondi a disposizione dell'amministrazione''. (ANSA).



Tutto ciò che ho letto, è solo l'esito di un'accurata autopsia della politica come l'abbiamo conosciuta negli ultimi anni. Volendo sintetizzare, se mi è concesso, questa è la mia critica al partitismo del quale la nostra Regione ha sofferto e soffre. E' la critica al potere fine a se stesso con mezzi non giustificato dai fini, così capovolgo anche il detto machiavellico.

Da qui la differenza tra la mia visione (e del Pd-Vda) e quella dell'Uv&C. La mia (e del Pd-Vda) improntata alla speranza che questo deplorevole stato di cose alla fine possa cambiare e all'ingrediente essenziale perché ciò avvenga: la speranza, il progetto di una Regione migliore e, per coerenza mia personale (e del Pd-Vda), l'idea di come ciò possa avvenire. Quella dell'Uv&C caratterizzata da un rassegnato, ancorché rabbioso, pessimismo che dà l'immutabilità della situazione attuale come unica prospettiva, senza peraltro suggerire come eventualmente porre rimedio al "caos" denunciato. Come conclusione logica di questo mio post dico che la soluzione sta nel limitare al massimo il potere dei partiti di maggioranza, confinandoli all'unico " luogo " dove esprimere le loro idee: il Consiglio Regionale e impedendo loro di mettere le mani su ogni tipo di potere amministrativo.
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