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giorgio








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MessaggioInviato: Mer Mag 09, 2012 11:44 am    Oggetto:  
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L’Italia è un paese conservatore.
I cambiamenti avvengono molto lentamente. Il voto dell’altro ieri è stato un cataclisma per i partiti, in particolare per quelli di centrodestra, ma non ha segnato un cambiamento apprezzabile sul piano politico e culturale. Questo risultato è stato un test importante in particolare per il Pd che sta appoggiando un governo impopolare per il proprio elettorato. Sostanzialmente ha tenuto (non era scontato),senza cedere ai grillini, all’astensionismo, a Sel.

Anche Sel e Idv hanno retto, senza brillare in un momento in cui hanno potuto giocare la carta dell’opposizione. Qualche voto è stato rosicchiato loro dal M5S. I centristi restano al palo. La Lega ne esce con le ossa rotte. Anche il Pdl viene spazzato via dal voto. Risultato che senza dubbio sarà stato notato da tutti i valdostani, che senza dubbio chiederanno conto della “famosa alleanza” gestita e voluta da Rollandin e Perron. Cosa ne sarà ora di questa credibilità pidiellina spazzata via in campo nazionale, che ci porta ad una considerazione inevitabile: con le quote di sbarramento il Pdl rischia davvero di rimanere fuori dalle camere, alle prossime elezioni. Scommettiamo che adesso la riforma della legge elettorale la faranno?

I loro voti sono finiti in parte nell’astensione, ma per lo più ai grillini. Del resto il M5S si presenta con la stessa caratteristica populista e leaderistica dei loro vecchi capi. Anche molti slogan di Grillo riecheggiano vecchi stereotipi della destra (mafia, tasse, razzismo, omofobia). Dunque a conti fatti lo scenario politico non è cambiato di tanto. La frantumazione della destra e le liste unitarie del centrosinistra favoriranno il passaggio di molte giunte al Centrosinistra, ma lo scenario culturale non subisce molte variazioni.

L’unica vera novità è l’ulteriore frammentaione in liste e listarelle che, se confermata alle politiche, renderà il Paese ingovernabile. Se il futuro dell’Italia sarà in direzione della Francia o della Grecia, dipenderà soltanto da noi.

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MessaggioInviato: Mer Mag 09, 2012 11:44 am    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Sab Mag 12, 2012 2:51 am    Oggetto:  
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La Stampa 11.05.2012 ha scritto:
POLITICA LA SVOLTA DEL PARTITO
Pd, eletti a casa dopo 2 mandati
Per sindaci e assessori il limite è 10 anni
AOSTA
Nelle fila del Pd chi ha ricoperto la carica di consigliere regionale per due mandati non è ricandidabile
E’ giusto cercare sistemi che aiutino a rinnovare la politica ma si rischia di creare armi a doppio taglio dice Rudi Marguerettaz Segretario Stella Alpina
L’incandidabilità resta anche per il futuro. Non basta stare in panchina un giro per poi tornare dice Raimondo Donzel Segretario Partito Democratico


Due mandati e poi a casa. Il Pd Valle d’Aosta modifica il sua statuto interno e inserisce una serie di norme per favorire il ricambio della classe politica. E si tratta di regole piuttosto stringenti. L’articolo 18 dello statuto interno, ratificato dalla direzione regionale mercoledì, prevede che non sia ricandidabile a consigliere regionale «chi ha ricoperto detta carica per la durata di due mandati». Inoltre gli iscritti al Partito Democratico non possono «ricoprire una carica monocratica di governo» (come per esempio il sindaco) o «far parte di un organo esecutivo collegiale» (incarichi da assessore) «per più di due mandati pieni consecutivi o per un arco temporale equivalente», quindi 10 anni. Il segretario regionale Raimondo Donzel riassume: «Si tratta di limiti che vanno letti da una parte come norme “anti gioco dell’oca”, nel senso che una volta esauriti i due mandati l’incandidabilità resta anche per il futuro, non basta stare in panchina un giro per poi tornare. Dall’altra c’è un principio “anti riciclaggio”: il limite dei due mandati vale anche se sono stati svolti sotto le bandiere di un altro partito».

Le uniche deroghe possibili sono quelle previste dallo statuto nazionale del Pd (che prevede eccezioni - ma al massimo per il 10 per cento degli eletti - per chi abbia dato al partito «un contributo fondamentale in virtù dall’esperienza politico-istituzionale, delle competenze e della capacità di lavoro»). La norma non scatterà per nessuno degli attuali consiglieri regionali del Pd, tutti alla prima legislatura intera. Donzel però sottolinea che «al di là dei limiti dei mandati, applichiamo il codide etico del Pd nazionale, severissimo, specie dal punto di vista della fedina penale dei candidati».

La decisione del Pd non rappresenta certo una novità assoluta. Anche altri partiti prevedono limiti temporali alle cariche elettive. L’Uv, all’articolo 36 del suo statuto, pone il limite dei «tre mandati consecutivi e completi» per gli eletti in Consiglio regionale (è il caso di Alberto Cerise e Ennio Pastoret), in Parlamento e a Bruxelles. Il Leone rampante, però, concede il rientro dopo la pausa di un mandato. Alpe si è data la regola secondo cui «i consiglieri regionali in carica per due legislature consecutive non potranno essere immediatamente candidabili», dunque anche in questo caso il rientro è possibile. Non hanno limiti al numero di mandati né la Fédération autonomiste («Non ne abbiamo mai avvertito la necessità» dice il segretario Leonardo La Torre) né il Pdl («Non se n’è mai discusso, ma tutto può essere rivisto, gli avvenimenti recenti suggeriscono perlomeno una riflessione» secondo il coordinatore Alberto Zucchi). Due mandati interi e consecutivi sono il massimo possibile, invece, per la Stella Alpina, «ma al prossimo congresso ne riparleremo» spiega il segretario Rudi Marguerettaz. Si mantenesse l’attuale regola interna, infatti, tutti gli attuali consiglieri regionali - Francesco Salzone, Dario Comé, André Lanièce e Marco Viérin - dovrebbero rinunciare a ricandidarsi alle elezioni dell’anno prossimo, avendo già esaurito le due legislature possibili: «E’ giusto cercare sistemi che aiutino il rinnovamento della politica - dice Marguerettaz -, ma il rischio è di creare armi a doppio taglio. Il congresso, in estate, deciderà la linea da mantenere».
"Il principio in Valle non è una novità ma le nuove regole sono le più rigide"
DANIELE MAMMOLITI



E' già da tempo che il Pd-Vda sta proponendo una politica che non sia quella che attualmente viene messa sotto accusa da tanta parte dei cittadini. Ora questo articolo di Daniele Mamoliti ci riporta alla vera questione, al nocciolo principale del problema. L'evidenza sostanziale è secondo me che quando si tratta di agire sul serio e di prendere decisioni coerenti con i propri principi, con le azioni proposte, non tutti riescono a seguire ciò che hanno enunciato con "pompa magna". Leggendo attentamente l'articolo infatti si potrà valutare come e quanto siano state false le precedenti dichiarazioni rilasciate solo per influenzare gli elettori dell'Uv&C. Il Pd-Vda ha finalmente scoperchiato con la sua svolta politica, il vaso di Pandora che in Regione conteneva tutta quella serie di ipocrite dichiarazioni d'intenti. Non vedo l'ora di leggere altre "magnifiche baggianate" oltre a quella di Rudi Marguerettaz Segretario Stella Alpina che dice:" E’ giusto cercare sistemi che aiutino a rinnovare la politica, ma si rischia di creare armi a doppio taglio"...o quelle di Leonardo La Torre segretario di Fédération autonomiste («Non ne abbiamo mai avvertito la necessità») senza contare quelle del Pdl («Non se n’è mai discusso, ma tutto può essere rivisto, gli avvenimenti recenti suggeriscono perlomeno una riflessione» secondo il coordinatore Alberto Zucchi)

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giorgio








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MessaggioInviato: Sab Mag 12, 2012 6:12 pm    Oggetto:  
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Patuasia 12 maggio 2012 ha scritto:
Mission impossible?
Pubblicato di patuasia
I candidati del Pd valdostano non potranno essere rieletti dopo due mandati. Questa dello stop dopo i due mandati è un cavallo di battaglia nel programma del Movimento 5 stelle fino a ieri considerato dalla sinistra, ma non solo, demagogo e populista. Dunque qualcosa di buono deve avere, se anche il Pd nostrano fa oggi sua quella idea. Che sia proprio quella di forzare i partiti, altrimenti pigri, a una riforma radicale nel loro interno la sua missione?



stefano ferrero Dice:
12 maggio 2012 a 12:58

Se sarà effettivamente così è certamente positivo.
Se però il Movimento 5 stelle ha fatto scuola già da due anni, prima con lo stop al finanziamento ai partiti e ora anche sul limite massimo ai due mandati la sottovalutazione dell’effetto innovatore, come dice correttamente Patuasia, è forse frutto di opportunismo politico e mala fede?

Oppure sono diventati tutti populisti e demagoghi… e allora forse è utile andare a rivedersi il vocabolario italiano e chiamare le cose con i termini corretti: buon senso.
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libero Dice:
12 maggio 2012 a 14:01

Bravo Stefano! Già, adesso i partiti si interrogano sul finanziamento pubblico, cosa che non avevano mai discusso prima, si pongono un limite di mandati, guardano la fedina penale ecc ecc, insomma mi sembra che il M5s cominci ad essere indispensabile per l’inevitabile riforma dei partiti, almeno se vogliono continuare ad esistere.
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Zorro Dice:
12 maggio 2012 a 14:19

Pare del tutto evidente oramai che la signora Patuasia sarà una prossima candidata dei cinquestelluti. Non sarà purtroppo una novità e neanche una giovane promessa. Dopo aver sostenuto la margherita e il sindaco GRIMOD contro LOUVIN per le elezioni comunali del 2005, si candida alle regionali con LOUVIN nel 2008 e alle comunali 2010 con ALPE…. e adesso nuovo giro e nuova corsa, i 5S…. ma, volendo introdurre una novità, mettere un limite anche alle candidature, no?
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patuasia Dice:
12 maggio 2012 a 14:49

Ho lavorato per il Giornale “Il Cittadino valdostano” diretto da Vincenzo Calì, curando le parti più vicine alla satira e all’immagine, esperienza che reputo bellissima, perché mi ha aperto nuovi orizzonti di conoscenza. In quel periodo la mia conoscenza politica era ingenua come lo è per tutti quelli che vi si affaccino e per coerenza nei confronti del giornale a cui collaboravo ho sostenuto, credendoci la lista che vedeva al suo interno quello che oggi è diventato il PD. Aosta viva ai miei occhi era un esperimento poco chiaro con quel Dino Viérin che girava dietro alle quinte e con tutti quegli ex unionisti…, il centrosinistra allora rappresentava ai miei occhi ancora una garanzia e candidati di centrosinistra votai. Non per questo addolcii il palato che invece si fece più amaro man mano che prendevo consapevolezza dei giochi e giochetti vari. La mia penna divenne sempre più affilata e mi condusse alla disoccupazione. Volendo partecipare, sono di carattere esuberante, provai con quel partito che si definiva nuovo e diverso, dopotutto il suo segretario era Paolo Louvin, lontano mille miglia dal modello tradizionale, l’aria mi sembrava buona e mi misi a disposizione quando mi chiesero di candidarmi. Risposi di sì qualche anno dopo quando VdAVive divenne Alpe, mi sembrava doveroso fornire un pur semplice contributo. Ma l’esperienza maturata mi ha fatto capire che la mia origine culturale, per certi aspetti, era troppo diversa da quella espressa dal partito e me ne andai. Oggi vedo nel Movimento 5 stelle quella freschezza, quell’entusiasmo, quella novità che cercavo allora e mi piace, mi diverte sostenerlo. Lei, signor Zorro, cerca fango, ma non lo troverà per il semplice fatto che io non sono animale di palude. Porre un limite alle candidature? Mi sembra una vera stronzata, perché poi? Se uno vuole partecipare al gioco può farlo sempre, diverso è lasciare il gioco posseduto anche agli altri. Per quanto riguarda l’introduzione delle novità rivolga l’invito agli altri partiti che è più opportuno.
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Fabio Protasoni Dice:
12 maggio 2012 a 15:15

Missione inutile (per quel che ci riguarda). Visto che mi compete direttamente in quanto Presidente del PD vi informo che lo Statuto regionale del Pd è stato approvato ad Ottobre del 2011, pubblicato sul sito del partito nel Dicembre dello stesso anno insieme a bilanci e regolamenti e che l’Assemblea Regionale lo ha redatto con due sedute plenarie e con una commissione apposita a che ci ha lavorato per 6 mesi… Non ricordo nessun riferimento a M5s nel dibattito che abbiamo svolto. Non potevate saperlo e il giornalista nell’articolo della Stampa ha probabilmente sovrapposto la riunione della Direzione in cui abbiamo parlato delle elezioni con l’argomento statuto. Poco male ma tant’è! Sul nostro sito potete trovare e criticare tutto e di più… ma fateci un giro.

Poi magari fate un giro su quello di M5S, della sella Alpina o del PDL o di chiunque altro e poi… Tutti uguali?

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armando fiou Dice:
12 maggio 2012 a 16:24

scusate, ho una proposta. Non c’entra nulla con il tema del topic lo so ….ma quando si parla di programmi politici stacco il cervello perchè comunque so che sono gran balle…. La proposta è creare un blog sulla valle d’aosta che riporti le brutture della nostra regione e le nefandezze varie che si vedono in Aosta Capitale. Il mio modello è questo:

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Giorgio Bruscia Dice:
12 maggio 2012 a 16:41

Ho letto ciò che ha scritto Fabio Protasoni,
ma avendo lui lasciato un LINK alquanto dispersivo e ben sapendo della pigrizia e della distrazione dei partecipanti dei blog – in generale – vorrei essere più esaustivo. Infatti a supporto dell’invito fatto da Fabio per fare un giro informativo, lascio qui un link mirato, atto a fare vedere quanto il Pd-Vda avesse già concluso nei tempi indicati nel precedente post, l’approvazione dello Statuto regionale ( Ottobre del 2011 ). Per chi poi volesse leggere solo tale notizia, senza “attardarsi” sulla completezza del nostro Statuto, invito a scorrerlo fino ad arrivare all’Articolo 18, laddove si tratta di “Incandidabilità e incompatibilità”.


P.S. Il Pd nostrano non è solo da oggi che ha una sua idea sui due mandati, ma da come si evince dal link (per chi avesse voglia di leggere) riportato qui sopra, non ha bisogno di copiare nulla da nessuno!

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Fabio Protasoni Dice:
12 maggio 2012 a 16:48

Grazie Giorgio Bruscia
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MessaggioInviato: Gio Mag 24, 2012 9:38 pm    Oggetto:  
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Finanziamento pubblico dimezzato
di Natalia Lombardo
Citazione:
Passa la proposta Pd. Sì della Camera: il taglio scatta già con la rata di luglio
.
Contrari Lega, Idv, radicali e Noi Sud, si astiene Fli


I partiti si sono dimezzati i finanziamenti pubblici, da 182 milioni di euro scendono a 91 nel 2012; il taglio della metà scatta da luglio, con il pagamento dell’ultima rata di rimborsi elettorali. Ieri l’aula della Camera ha votato l’articolo 1 del testo di legge scritto da Bressa del Pd e Calderisi, Pdl, approvato con 372 sì, 97 no e 17 astenuti. Contrari la Lega, i Radicali, Noi Sud e Italia dei Valori. Per il sì hanno votato Pd, Pdl, Udc, Api, mentre Fli si è astenuta, a riprova che il Terzo Polo è finito.

Decisamente soddisfatto Pier Luigi Bersani che per primo aveva proposto il tagli della metà: «Avevo detto dimezzamento e ci siamo arrivati». La settimana prima, quando l’ostruzionismo leghista aveva causato il rinvio del voto, il segretario Pd si era infuriato. Ora «si comincia a vedere qualche fatto. Siamo riusciti ad arrivare a un risultato concreto e vero», ha commentato ieri: «Per noi questa misura vuol dire anche tagliarci un braccio», ha ammesso, «ma la spesa più grossa che affrontiamo è la formazione di 2.000 giovani, nell'iniziativa Finalmente Sud, e quella la salveremo». Il Pd infatti ha lavorato perché il taglio passasse senza altri tentennamenti, e ieri il voto è stato anticipato per lo slittamento delle nomine per le Authority. Si continua oggi, all’esame anche l’aumento delle detrazioni fiscali per le donazioni ai partiti e alle Onlus. Ora dei 91 milioni il 70% (63.700.000 euro) andrà come rimborso per le spese elettorali e per l'attività politica. Il restante 30%, cioè 27.300.000 euro, viene erogato a titolo di cofinanziamento. Il taglio ai rimborsi procederà a scalare negli anni, secondo il testo Bressa-Calderisi, e secondo i conti della Ragioneria dello Stato, a regime, nel 2016 i risparmi per lo Stato saranno di 11 milioni di euro.

Nel pomeriggio sono stati bocciati tutti gli emendamenti presentati dalla Lega e da qualche pidiellino per l’abrogazione totale del finanziamento, così da cavalcare l’onda populista contro i partiti, tanto più con il successo di Grillo. Il governo si era rimesso all’aula. «Ancora oggi c'è chi promette una raccolta di firme per una legge che verrà, c'è chi, demagogicamente, perché forse sa che non passerà, mette ai voti un emendamento che dovrebbe cancellare il contributo pubblico ai partiti», ha commentato Michele Ventura, vicecapogruppo Pd che ricorda: «Il Pd si è battuto dimezzamento delle risorse subito, e da subito, il contributo passa da 182 a 91 milioni».

Ma quando è stata bocciata la proposta di non dare più soldi ai partiti nella Rete è scattato il tam tam delle critiche, mentre la Lega con faccia tosta accusava di «bluff» e «demagogia» Pd, Pdl e Udc, che hanno votato contro gli emendamenti. A favore Lega, Idv, Radicali e NoiSud. I deputati di Fli si sono astenuti, propensi ad abolire il finanziamento come «segnale forte» ai cittadini sfiduciati dalla politica. Ma in aula un leghista ha balbettato che «sull’uso che ne hanno fatto i partiti dei fondici sarà un dibattito. Se ne sono viste di tutti i colori». Verde, soprattutto.
È passato invece l’emendamento di Sesa Amici, del Pd, per la parità di genere, che «sanziona» del 5% il partito che presenta un numero di candidati dello stesso genere superiore a due terzi del totale.

SCINTILLE IN AULA
L’atmosfera si è scaldata per un botta e risposta tra Roberto Giachetti e Roberto Maroni: «C’è chi ha preso doppie razioni. La Lega oggi deve tacere», ha detto il deputato del Pd, l’ex ministro leghista gli ha urlato «bravo, bravo» e dai banchi della Lega è volato uno «stai zitto» a Giachetti. E Maroni ha annunciato che oggi La Padania in prima pubblicherà «l’elenco di chi ha votato contro l’abrogazione» dei finanziamenti, la lista di proscrizione. Tagli anche ai fondi della Camera: il presidente, Gianfranco Fini, ha proposto il taglio del 5%, pari a 50 milioni l’anno su 992: un totale di 150 milioni di risparmi nel triennio 2013-2016.

l'Unità 23 maggio 2012

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giorgio








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MessaggioInviato: Mar Mag 29, 2012 11:19 am    Oggetto:  
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Amministrative. Il Pd ha vinto ma non ci diamo per vinti

Il Pd ha vinto le amministrative, ma non come poteva. Il Pd ha vinto le amministrative, ma non come doveva. Il Pd ha vinto le amministrative, ma non doveva. Il Pd lo fa apposta, per farci sudare a trovare un motivo per dire che non ha vinto. Il Pd, a proposito, non ha vinto perché ha vinto Grillo. Il Pd nega l’evidenza: le uniche elezioni vere erano a Parma, le altre erano simulazioni. Il Pd ha avuto più sindaci ma meno voti, la solita doppiezza togliattiana, molto più trasparenti gli altri partiti che hanno perso sia voti che sindaci. Il Pd anche se vince non coglie il disagio di molti elettori. Il Pd anche se vince non coglie il disagio di molti commentatori: io al primo exit-poll di Monza ho avuto una crisi di panico. Il Pd, ditemi che non è vero che ha vinto a Monza! Il Pd, ditemi che non è vero che ha vinto a Como! Il Pd, ditemi che non è vero che ha vinto in Piemonte! Il Pd, ditemi che posso continuare a dire che non interpreta il Nord, come ho detto per decenni! Il Pd continua a non interpretare il Nord, lo interpretava la Lega, che ora è in tournée in Tanzania, ma torna subito. Il Pd, al limite, ha vinto per abbandono dell’avversario. Il Pd è così cattivo che abbandona gli avversari in autostrada. Il Pd a Genova ha vinto con un candidato non suo, che aveva sconfitto le candidate del Pd alle primarie. Il Pd a Palermo ha perso contro un candidato dell’Idv, che non aveva riconosciuto il risultato delle primarie. Il Pd quando vince le primarie non fa notizia, perché le vince per puntiglio. Il Pd con le primarie comunque sbaglia, è un mio riflesso primario. Il Pd quando perdeva dalla destra festeggiavamo la destra, ora che batte la destra diciamo che non ha nulla da festeggiare. Il Pd, subito dopo l’insediamento dei suoi sindaci, si arrenda.

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Questo pezzo di Enzo Costa teniamolo bene in vista per un bel pò, visto che ogni giorno c'è qualcuno che continua con questa sinfonia, che da giorni e giorni vado correggendo su Fb e su alcuni blog dove purtroppo l'incosapevolezza dilaga. Certo hanno tutti (quelli e questi) una faccia da fondo di padella con l'avanzo dell'olio del fritto misto infarinato. L'articolo inizia con alcuni elementi per me incontrovertibili (il fatto che il Pd avesse vinto, ma non come avrebbe potuto e dovuto), ed un elemento oggettivo (il fatto che avesse ottenuto più sindaci, ma meno voti rispetto alle precedenti amministrative). Ma prosegue cercando di rimarcare, anche satiricamente, come questi aspetti venissero strumentalizzati, manipolati o gonfiati da vari commentatori interessati.

Però, di fronte ad alcune certezze assolute, specie quella sul Pd destinato a precipitare, e curiosamente simile a quanto scrive la stampa in generale io, che dispongo solo di parecchi dubbi, non posso discutere: non c'è partita. Il Pd, a volte penso, è un poco come la mamma: in famiglia risulta sempre la responsabile di tutto nel bene e nel male, ma con maggiore gaudio se è del male che si parla! Le mamme solitamente fanno quel che possono: solitamente di fronte ai problemi cercano di attivarsi per il meglio; non si chiudono nè porte nè finestre..., ma la mamma ha bisogno dell'amore e della collaborazione di tutti quelli che sono nella barca, e se nella barca c'è chi lavora di succhiello per bucare lo scafo, deve avere maggiore aiuto! Io cercherò di essere sempre presente nel momento della bisogna.

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erika








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MessaggioInviato: Mer Mag 30, 2012 5:18 pm    Oggetto:  
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grazie giorgio!
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