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AREA DEMOCRATICA

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LA QUESTIONE MORALE
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Autore Messaggio
giorgio








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MessaggioInviato: Lun Dic 15, 2008 9:34 am    Oggetto:  
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bruno courthoud ha scritto:
mi ha sempre divertito questa ossessione dei politici nel voler separare gli uomini in due categorie: i tecnici e i politici.
In realtà ci sono (o meglio dovrebbero esserci), per lo meno nella pubblica amministrazione, ruoli diversificati: ruoli tecnici e ruoli politici.
Nella mia breve carriera (a partire dal 2 maggio 1976) presso la pubblica amministrazione ho potuto invece notare questo:
che i cosiddetti politici non hanno generalmente nessuna preparazione o competenza tecnica, meno che mai nei settori in cui siedono come amministratori, eppure sputano sentenze e pareri su qualsiasi argomento (sanno tutto loro)
che i cosiddetti tecnici hanno molte volte un acume politico infinitamente superiore a quello di chi li amministra e, in seguito alla 45/95, pretende di giudicarli (è un po' come se la mia competenza professionale dovesse essere giudicata dal mio gatto).
Quanti politici abbiamo salvato da figure meschine e guai giudiziari!
chi li conosce, li evita.


Vedi caro Bruno potrei essere d'accordo con te su certe affermazioni che fai sui politici, ma mi sembra un pochino esagerato ed azzardato esserlo su tutto. Non fosse altro che tutta la serie di uomini politici che hanno fatto grande questa democrazia italiana del dopo guerra. Non fosse altro che anche alcuni di questi hanno patito le prigioni più infami e abbiano dato la vita per mantenere fede ai propri ideali.

Nei Promessi Sposi si può definire demagogo il personaggio di Antonio Ferrer, eroe della gente, il quale aveva dimezzato il prezzo del pane. L'effetto positivo imminente fu il fatto che tutti avevano il pane, anche fra la gente meno agiata; gli effetti negativi furono che i panifici lavoravano il doppio per avere gli stessi guadagni e, a lungo andare, la farina scarseggiò sempre di più.

La conseguenza logica fu l'assalto al forno.

Cosa vogliamo fare vogliamo fare di tutta un' erba un fascio o vogliamo in questo caso mediare e trovare un minimo di riscontro anche nella lungimiranza politica e non solo osannare alla preparazione scentifica dei tecnici?

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Nuto Revelli
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MessaggioInviato: Lun Dic 15, 2008 9:34 am    Oggetto: Adv






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erika








Registrato: 04/01/07 08:32
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MessaggioInviato: Lun Dic 15, 2008 12:24 pm    Oggetto:  
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Già i ruoli...
Non è detto che dei buoni tecnici siano buoni politici e viceversa...
E' però altrettanto vero che i tecnici spesse volte sfruttano i politici e viceversa... Non sarebbe male in questo riuscire ad essere più laici possibili e quindi su dati tecnici fare le scelte politiche e da scelte politiche poter migliorare con la tecnica.
Non sempre i dottori sono i migliori assesori alla sanità come gli agronomi all'agricoltura...spesse volte ognuno è impegnato a guardare al proprio orticello lontano da una logica d'insieme.
Sarebbe bello che tutti stessero al posto giusto, ma ahimé quale potrebbe essere il criterio?
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giorgio








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giorgio is offline 

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MessaggioInviato: Mar Dic 16, 2008 7:26 pm    Oggetto:  
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Ogni tanto mi avventuro a curiosare, sì a curiosare, in altri blog per vedere “che tempo che fa”… per dirla alla Fabio Fazio, intendendo con ciò capire l’umore di gente non propriamente amica.. E non ostante il primo impulso di rispondere cercherò di trattenermi dall’agire. Ho fatto un fioretto. Non devo e non voglio più insolentire nessuno. I commenti che sorgono spontanei, i miei, li terrò per me così, ecco il “fioretto”, eviterò di fare chiudere i blog e lascerò la possibilità ai poveri, indifesi e introversi commentatori di fare il proprio mestiere e non di diventare le vittime sacrificali di una insolente, sfacciata, screanzata, irriverente voce che canta fuori dal coro.

Per me la critica può servire, come spesso accade, a formulare giudizi negativi e di biasimo. Ma può pure essere quella facoltà intellettuale che permette di formulare giudizi obiettivi e analitici su fatti e questioni anche di natura politica. Qui - dove dico io - purtroppo la usano al primo modo. Ed è anche per questo che mi comporterò secondo quanto previsto dal motto: " Se lo conosci lo eviti".

Ora passando in rassegna le affermazioni di un pregiato estensore, da me letto con rispetto, si capisce che molte non hanno alcun contenuto di obiettività, e spesso consentono un elevato grado di ambiguità. Ad esempio come non ricordare i tradimenti di quella politica che hanno bersagliato per ben due volte Romano Prodi, che gli hanno fatto capire che il Partito democratico era un partito privo di quella dimensione numerica che potesse sconfiggere le destre, ma che neppure l'Ulivo, come coalizione aveva radici ben salde. Alcune di esse erano meri bastoni, puntelli incerti che sostenevano i rami più esposti. Il suo torto è di aver lasciato questo partito che lo ha eletto per due volte Presidente del Consiglio. Doveva, almeno per spirito di gratitudine restare nel Partito democratico per dare vigore all'unità ed alla sua linea politica. Se ne è andato.

E poiché l'opposizione che piace è quella spavalda priva di ragionamenti e che non valuta neppure le conseguenze, ma che pensa ai fatti propri, ecco che si arriva al panegirico su Di Pietro. Lui ideologicamente di destra, che finisce per essere l'ultimo baluardo che resiste agli assalti della destra. Lui l'immaginario collettivo dell'eroe, che a me personalmente sembra un Brancaleone. Su Di Pietro che prende i voti perchè spaventa Berlusconi ho opinioni nettamente diverse. Tutto ciò che divide il centrosinistra e gli permette di parlare di magistratura anziché dei problemi degli italiani, rappresenta una boccata d'ossigeno per il Cavaliere. Di Pietro e Berlusconi si alimentano a vicenda e ballano il valzer mentre la nave affonda.

Aver imbarcato l'IdV è l'unico sbaglio che imputo a Veltroni in questo anno di segreteria. Dopo i due anni di governo de L'Unione, nato male e finito peggio, il centrosinistra non aveva nessuna possibilità di vincere le elezioni. L'unica cosa saggia da fare era quello di lavorare per il Pd e Veltroni non ha avuto il coraggio di farlo fino in fondo. Ora il Pd ne paga il prezzo, o meglio lo pagano gli italiani. La politica di Di Pietro porta acqua, quotidianamente, al mulino di Berlusconi. Silvio chiama, Tonino risponde, questa è la verità, ma è solo politica da avanspettacolo.

Dal mio punto di vista Veltroni dovrebbe lasciare Di Pietro e Berlusconi a scannarsi sulle vicende giudiziarie e occuparsi esclusivamente dei problemi degli italiani, delle pensioni che non bastano, delle fabbriche che chiudono, dei cassaintegrati, dei precari e dei giovani.

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faustocoppi








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MessaggioInviato: Mer Dic 17, 2008 3:24 pm    Oggetto:  
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Buongiorno.
Ad evitare di mettere in imbarazzo giorgio anche io eviterò di rispondere fuori da queste mura accoglienti di AREA DEMOCRATICA.
Qui mi è ancora permesso di scrivere e di poter dire la mia senza che si vada a sbirciare l'indirizzo mail dei messaggi. E così la mia la dico anche su Di Pietro.
La questione morale incombe anche sul PD. Saranno i nuovi acqisti, i nuovi arrivi nel PD? Chi lo sa e per adesso non voglio interessarmene.
Ma sono molto contento che li arrestino.
È l'idea che certi personaggi siano fuori che mi preoccupa.
Sono sicuro che a differenza di ciò che succede nel PDL, quei politici nel Partito Democratico verranno accantonati e messi da una parte.
O almeno lo spero. Sta di fatto che in Abruzzo è successa una vicenda di corruzione molto grave.
Anche la competizione che Di Pietro ha voluto fare, forzando il suo uomo, senza fare delle primarie, non poteva che produrre la sconfitta. L'assenteismo, questa volta del popolo del Partito Democratico, è stato vistoso, e di sicuro indicava sia il disagio per la precedente amministrazione corrotta, che quello per il colpo di mano di un piccolo partito che ha voluto strafare.
La strada in discesa è ancora irta di difficoltà e patimenti, ma occorre percorrerla tutta, prima di risalire con un partito ed una sinistra rinnovata. Un leader non si riconosce solo per il ruolo di prestigio che ricopre, ma anche per la sua abilità ed il carisma. In tutta la sinistra in questo momento non ce n'è neppure uno. In tanti anni hanno fatto carriera solo dei funzionari che sono tutt'altra cosa. E così un altro tredici per cento nella regione Abruzzi è rimasta a casa e non è andata a votare.
La leadership è funzione ed attività del leader, che Veltroni in questo anno e mezzo si dia una mossa se vuole almeno dare a vedere di esserlo.

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faustocoppi
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faustocoppi








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MessaggioInviato: Mer Dic 17, 2008 3:53 pm    Oggetto:  
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Cara Erika, si può anche comprendere perché la maggioranza del popolo di destra voti per i suoi "campioni", mentre la maggioranza del popolo della sinistra si trovi in grande difficoltà. Da una parte c'è solo una proposta politica e di governo, dall'altra c'è confusione e sbandamento.
Di Pietro è parte della confusione, Veltroni è parte dello sbandamento, in un momento in cui bisognerebbe cercare di produrre meno protagonismo ed avere più capacità e forza di serrare i ranghi, quanto meno per poter resistere in attesa di tempi migliori.
I partiti purtroppo hanno perso la loro natura di movimenti politici e stanno finendo per essere un succedaneo delle oligarchie.
Gli apparati nel tempo hanno costruito sistemi di difesa dell'enstablishment che così non riesce a fruire di quel rinnovamento che è sempre necessario.
Le inchieste giudiziarie non sono un problema, ma la soluzione di un problema, quando non vi sia all'interno dei partiti la dovuta attenzione alle questioni della corruzione e dell'interesse privato. In questo i magistrati li vedo alleati, sia che inquisiscano uomini di Berlusconi che uomini della sinistra.
Le inchieste giudiziarie non vanno usate però, come sta predicando qualcuna del'IDV-Valle d'Aosta. Non sono randelli. E chi volesse partecipare a questo sport si identificherebbe come un battitore di base-ball con tanto di mazza. Un mazzuolatore insomma.

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faustocoppi
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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Dic 18, 2008 1:28 am    Oggetto:  
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Solo gli ingenui credono che queste cose accadano solo adesso. In parte certe cose succedevano anche quando ero giovane e quello fu uno dei motivi per cui dissi allora un “no grazie” alla politica, che però ho sempre seguito con passione civile perché comunque la ritengo fondamentale per la nostra democrazia.

In questa sinistra mi batto perché il Pd sia forte e per questo Pd mi batto altrettanto perché diventi il luogo dove operano gli onesti e che quello stesso luogo venga interdetto a chi cerchi scorciatoie per un proprio ed esclusivo paradiso.

Di fronte a certe vicende divento ancora più lucido e razionale, cerco le soluzioni per risolvere il problema, e tutto faccio, meno che recriminare contro il partito, che di fatto è la vittima di questo sconquasso. E so anche che senza leader forti, con le nuove scadenze elettorali alle porte, in pratica con il treno in corsa, non è facile ottenere un mutamento rapido di indirizzo.

Di Pietro non va da nessuna parte a sinistra perché è fondamentalmente un uomo di destra per temi etici importanti, comunque faccia la sua strada, visto che l'ha scelta liberamente. In quanto ai disonesti del Pd, in primo luogo hanno truffato me ed il Pd e quindi sono felice che la magistratura li abbia messi alle corde e tolti dal giro. Per loro non provo alcuna forma di solidarietà ed un certo disgusto.

Mi fanno sorridere poi, certi personaggi che in Valle hanno girovagato un pò ovunque nei vari movimenti e che si richiamano alla sinistra autodefinendosi poi giustizialisti. Incredibile questo devastante sconquasso culturale! Personalmente ci penserei su prima di scrivere queste amenità.

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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Dic 18, 2008 12:32 pm    Oggetto:  
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Citazione:
E a destra
che dicono?



Il brillante imprenditore Alfredo Romeo, eleganza di ottima sartoria ed eloquio imperativo, faceva affari a Napoli (non solo) con il sostegno convinto di Italo Bocchino, parlamentare di An già delfino di Pinuccio Tatarella oggi grande sponsor di Mara Carfagna per l’eventuale dopo Bassolino. Se vale per tutti – deve, no? – il tema della responsabilità etica e pre-giudiziaria che si incista in quel tono un po’ così, in quella familiarità torbida fatta di ammicchi allora il “ti aiuterò” di Bocchino a Romeo e il suo “siamo un sodalizio” dovrebbero suscitare all’istante uno sdegno uguale e contrario, una sollevazione simmetrica nell’elettorato di centrodestra a quella che giustamente indigna il popolo di centrosinistra.

Anche oggi centinaia di interventi nel nostro sito internet, centinaia dimail al giornale: chiedono pulizia immediata. Che il Pd sia una casa di vetro. A destra si difendono, invece, si coprono. Certo questa non può essere una scusa. Lo abbiamo detto subito. Si deve pretendere che chi è coinvolto in indagini giudiziarie, nel Pd, faccia adesso un passo indietro. Che i governatori e gli assessori e i sindaci sospettati di malgoverno non trascinino nel loro privato inferno milioni di elettori che non si faranno trascinare, del resto e tra l’altro.

Tuttavia, lasciateci solo due righe per marcare la differenza di reattività fra un elettorato ed un altro. Non ho visto sindaci di destra incatenarsi davanti a giornali di destra. Non ho letto autocritiche nei quotidiani che fiancheggiano il governo paragonabili agli atti d’accusa dei giornali che si dicono a sinistra. Se la destra attacca la sinistra e la sinistra attacca se stessa c’è qualcosa di squilibrato, c’è un errore di sistema. Diverse sensibilità, per così dire. Va bene: si può ripartire da qui.

CONCITA
DE GREGORIO

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dario m. carmassi








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dario m. carmassi is offline 




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MessaggioInviato: Gio Dic 18, 2008 12:57 pm    Oggetto:  Pensieri controcorrente
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Questione morale, una slavina senza fine

Il tema è difficile e delicato, non credo di poter essere sospettato di conflitto di interessi se mi allontano un po’ dalla deriva.

Il tema dell'etica nella politica come prioritario e propedeutico a qualsiasi scelta di tipo ideologico e/o programmatica è stata la ragione prima che mi ha portato nel 2006 ad partecipare di nuovo in prima persona alla politica locale e ad aderire a VdaVive.

Purtroppo nel nostro paese non usciamo dal pantano in cui ci rivoltiamo da decenni.

La rivoluzione "giudiziaria" degli anni novanta ha portato al PD, al PDL e ai governi Berlusconi, sigh!

Chi pensa di utilizzare le vie dei tribunali per cambiare la politica si sbaglia e di grosso.

Così come si sbagliano i magistrati che pensano di utilizzare il loro potere per dirigere la vita politica.

Da noi, nella petite patrie, 4 presidenti di giunta inquisiti, alcuni condannati.

L'onestà intellettuale prima ancora che "penale" è un prerequisito che purtroppo non viene certificato dai tribunali, resta un'autocertificazione a cui gli elettori possono dare più o meno credito.
Poi, se gli elettori danno credito anche alle certificazioni di condanna beh, questo è il limite della democrazia.

Il dramma della nostra situazione è l’impossibilità di discernere il grano dalla gramigna. I coinvolgimenti e le complicità sono così trasversali e l’infiltrazione così tentacolare che nessuna parte sembra esserne immune, informazione, imprenditoria, mondo sindacale, società civile compresa.
La magistratura stessa risulta essere ben al di sotto di ogni sospetto.

Quale è il crinale oltre il quale l’interesse personale, la cura dei propri affari, la tutela verso i propri familiari, la difesa della propria azienda e quindi anche dei dipendenti della stessa, diventano condiscendenza e complicità nel malaffare?
Ognuno definisce quello altrui ma il proprio? Molti moralizzatori senza morale, poche persone serie, questo mi sembra di percepire, ben lungi da me pormi al di sopra della mediocrità diffusa.

Cerco, però di pormi delle domande di immaginare come uscirne senza abbandonare la speranza che ci si possa porre rimedio restando una democrazia, anche perché i regimi totalitari navigano da sempre nel mare della corruzione con la sola differenza che nessuno può denunciarla.

Chiedere un commissariamento dell’Italia, Valle d’Aosta compresa, a chi?

Esiste un blog, "svedesi dentro"
che esterna questo senso di impotenza e al tempo stesso la voglia di essere diversi come scritto nella home page:
"Nel senso più semplice del termine, possiamo affermare che lo svedese è la quintessenza dell’etica. In ogni aspetto della vita e delle cose. E’ profondamente etico nel rapportarsi con la natura e con gli altri esseri umani, sul lavoro e nella vita sociale. Così intensamente da essere ricondotto ad un’etica della vita semplice, disarmante e meravigliosa. È profondamente rispettoso di tutto ciò che non è lui, che non gli appartiene."

Temo però che gli Svedesi non siano interessati a prendere in appalto la vita pubblica italiana.

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bruno courthoud








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bruno courthoud is offline 






MessaggioInviato: Gio Dic 18, 2008 2:12 pm    Oggetto:  
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caro Dario
condivido le tue osservazioni e credo che la soluzione non possa che essere una sola:

ogni gruppo politico organizzato si munisca di anticorpi, provveda a fare subito e immediatamente pulizia in casa propria, si munisca di strumenti adeguati (statuti, regolamenti interni inderogabili). E non guardi come si comportano o dovrebbero comportarsi gli altri (trovo di un'estrema banalità l'articolo de L'Unità sopra riportato).
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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Dic 18, 2008 2:50 pm    Oggetto:  
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Carissimi, devo convenire che siete un pochino disattenti. Laughing

Infatti questo problema era stato già preso in considerazione tempo fa e ne avevamo già discusso in questo Forum. Ma torrnando immediatamente sul tema voglio essere meno banale, e per rispondere a Bruno, gli riporto alcuni stralci di un articolo, sempre tratto da L'Unità del 16 settembre 2008, e che come dicevo prima avevo già commentato sul Forum di Area Democratica.

« Oggi chiediamo di istituire una vera e propria Anagrafe pubblica degli eletti:
in internet l’operato di un milione di eletti e nominati, tra deputati, senatori, consiglieri e consulenti per poter conoscere scelte e comportamenti di tutti gli amministratori, inserendo un elemento che finora ha connotato solamente i Parlamenti delle grandi democrazie anglosassoni.

Quasi ogni anno siamo chiamati ad eleggere una volta deputati e senatori, un’altra volta chi mandare al Parlamento Europeo, un’altra volta ancora il Sindaco, il presidente della Regione o della Provincia, consiglieri circoscrizionali...

Ebbene: una volta che li abbiamo eletti, che cosa sappiamo di quello che fanno, che dicono, che propongono? Cosa sappiamo, davvero, di quello che viene deciso in un consiglio comunale, in un’assemblea regionale, in una commissione parlamentare di Montecitorio o Palazzo Madama? Eppure si tratta di decisioni che riguardano la nostra vita: la salute, le tasse, la scuola, le pensioni, l’assistenza, il lavoro...

A tutti i livelli istituzionali occorre garantire ai cittadini la possibilità di poter conoscere con facilità non soltanto l’attività svolta dai vari Enti, ma anche quei dati inerenti l’attività degli eletti, integrale e senza filtri, rendendo disponibili, di facile accesso e consultazione, atti e informazioni. Quante volte sono presenti e assenti. Come e se lavorano. Con quali metodi o espedienti. Se sono assenteisti o quante volte e come votano, in plenaria o nelle commissioni. Quante e quali “missioni”, fraudolentemente o no, si attribuiscono. Quali e quanti strumenti regolamentari usino: interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno, prese di parola. E ancora: quali le loro situazioni patrimoniali, immobiliari, finanziarie, fiscali, societarie, i loro incarichi remunerati… Consentire la pubblicità delle discussioni affinché il cittadino abbia gli strumenti per una partecipazione attiva alla vita politica e democratica del Paese.

La proposta che chiediamo di sostenere e fare propria, ha anche un valore politico generale: di fronte a ciò che accade nei “Palazzi”, una risposta può e deve venire dal Paese, con l’arma della democrazia. Il partito del “conoscere per deliberare” può assicurare, con l’aiuto e la collaborazione di ciascuno, questa speranza di alternativa e di cambiamento ».
di Antonella Casu*

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dario m. carmassi








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MessaggioInviato: Gio Dic 18, 2008 3:35 pm    Oggetto:  
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A proposito di attenzione



l'iniziativa anagrafe degli eletti sostenuta dal Partito Radicale, credo sia stata anche portata in Consiglio Valle dal gruppo VdaVive-RV. (Vi darò indicazioni più precise.)

E' cosa buona e giusta ma, sufficente?

Ho appena letto che la proposta di del Gruppo VdaVive-RV di riduzione dei costi della politica ha ricevuto parere negativo in Commissione Istituziuoni e Autonomia.


no comment...........
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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Dic 18, 2008 7:20 pm    Oggetto:  
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Vorrei soltanto proporre una riflessione su alcuni aspetti della questione.

1) Il Pd, come partito, non è un comitato d'affari e il gruppo dirigente potrà essere anche inadeguato e litigioso, ma è sostanzialmente sano sotto il profilo morale.

2) Il Pd è un partito di massa e conta centinaia di migliaia di amministratori locali. Non mi scandalizzo se, tra tanti, ci sono anche persone corrotte. Questo è compito della magistratura e mi risulta che il Partito abbia sempre espresso piena fiducia nel lavoro dei magistrati. Nessuno ha mai parlato di " toghe nere". Se c'è qualche sindaco corrotto il Pd è parte lesa, non strumento "di sistema".

3) Specialmente per la scelta degli amministratori locali (sindaci e consiglieri) la responsabilità dei partiti, Pd compreso, è stata ridimensionata dalla legge. I sindaci si presentano in prima persona (sostenuti dai partiti, ma con le "mani libere" da loro) e per la scelta dei consiglieri ci sono ancora le preferenze. Paradossalmente i politici calati dall'alto (parlamentari), risultano allo stato dei fatti, migliori di molti amministratori scelti direttamente dalla gente che li conosce.

4) L'Italia è l'unico Paese al mondo in cui un avviso di garanzia (strumento a tutela di una persona indagata) si trasforma immediatamente in condanna mediatica. Questo è grave dal mio punto di vista e non ha niente a che vedere con i concetti di moralità ed etica della politica.

5) Alzare polveroni mediatici, mischiare il marcio con il sano, mettere tutto nel tritacarne e spandere merda su tutto con il ventilatore, può servire a qualcuno per raccattare qualche gracile consenso, ma alimenta il qualunquismo, la fiducia nella possibilità di cambiare le cose e porta acqua solo al mulino dei veri ladri.

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bruno courthoud








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MessaggioInviato: Gio Dic 18, 2008 8:17 pm    Oggetto:  
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Rispondi citando

non è il caso di aspettare che il Parlamento legiferi in proposito (non lo farà mai), né che si muova la magistratura. Ogni organizzazione politica si crei i propri anticorpi (statuti, regolamenti, allontanamento dalla pubblica amministrazione, ecc.), senza prevedere eccezioni, in modo da garantire le precondizioni etiche necessarie per poter amministrare il denaro pubblico.
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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Dic 18, 2008 9:03 pm    Oggetto:  
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bruno courthoud ha scritto:
non è il caso di aspettare che il Parlamento legiferi in proposito (non lo farà mai), né che si muova la magistratura. Ogni organizzazione politica si crei i propri anticorpi (statuti, regolamenti, allontanamento dalla pubblica amministrazione, ecc.), senza prevedere eccezioni, in modo da garantire le precondizioni etiche necessarie per poter amministrare il denaro pubblico.


C'e un libretto dalla copertina verde
edito da

con dimensioni di 13.5x21.00 cm.

In alto c'e scritto:

Partito Democratico

Statuto Codice etico
Manifesto dei valori

Non sono molti i partiti che ne posseggono uno.
Appena nati, anche se Patrizia non ne è convinta,
seppure così giovani, ce ne siamo subito dotati.
Il vaccino è stato preparato, ora si tratta di diffonderlo.

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MessaggioInviato: Gio Dic 18, 2008 10:07 pm    Oggetto:  
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Uno dei comma del" Codice Etico "


5) Condizioni ostative alla candidatura e obbligo di dimissioni

1. Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione anche di carattere interno al partito coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stato:
a) emesso decreto che dispone il giudizio;
b) emessa misura cautelare personale non annullata in sede di impugnazione;
c) emessa sentenza di condanna, ancorché non definitiva, ovvero a seguito di patteggiamento;
per un reato di mafia, di criminalità organizzata o contro la libertà personale e la personalità individuale;
per un delitto per cui sia previsto l’arresto obbligatorio in flagranza;
per sfruttamento della prostituzione; per omicidio colposo derivante dall’inosservanza della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

2. Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione anche di carattere interno al partito,
coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, ricorra una delle seguenti condizioni:
a) sia stata emessa sentenza di condanna, ancorché non definitiva ovvero a seguito di patteggiamento, per delitti di corruzione nelle diverse forme previste e di concussione;
b) sia stata emessa sentenza di condanna definitiva, anche a seguito di patteggiamento, per reati inerenti a fatti che presentino per modalità di esecuzione o conseguenze, carattere di particolare gravità;
c) sia stata disposta l’applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali, ancorché non definitive, previste dalla legge antimafia, ovvero siano stati imposti divieti, sospensioni e decadenze ai sensi della medesima normativa;

3. Le condizioni ostative alla candidatura vengono meno in caso di sentenza definitiva di proscioglimento, di intervenuta riabilitazione o di annullamento delle misure di cui al comma 2 lett. c).

4. Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione anche di carattere interno al partito:
a) i proprietari o coloro che ricoprano incarichi di presidente o di amministratore delegato di imprese che operano a livello nazionale nel settore della informazione, ovvero il loro coniuge, parenti o affini;
b)i proprietari ovvero coloro che ricoprano incarichi di presidente o di amministratore delegato di imprese che operano nel settore della informazione a livello locale, nel caso in cui l’organo di garanzia territorialmente competente previsto dallo Statuto accerti che per il rilievo dell’attività dell’impresa si possa determinare un sostegno privilegiato a loro esclusivo vantaggio.

5. Ove sopravvengano le condizioni di cui ai commi precedenti, gli eletti, i titolari di incarichi all’interno del partito, ovvero il personale di nomina politica, rassegnano le dimissioni dal relativo incarico.

6. Attuazione del Codice Etico
1. Lo Statuto indica l’organo competente ad accertare e a pronunciarsi circa le violazioni del Codice etico, la procedura da seguire e le sanzioni da adottarsi.



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«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta»
Nuto Revelli
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