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COMUNICATI e (ANSA)
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giorgio








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MessaggioInviato: Mar Apr 22, 2008 10:48 am    Oggetto:  
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(ANSA) ha scritto:
09:58 ELEZIONI: VDA; ARCOBALENO, POSITIVA AZIONE CON GALLETTO

- AOSTA, 22 APR -
L'assemblea di Arcobaleno Vallee d'Aoste esprime in una nota "un giudizio molto positivo sulla decisione di proseguire anche alle elezioni regionali l'azione unitaria dell'alleanza del Galletto". L'organismo si è riunito lo scorso 19 aprile ad Aosta.

"L'iniziativa referendaria del 2007 - si legge nella nota - ha costretto la maggioranza regionale a modificare le regole di elezione del Consiglio regionale aprendo la strada alle alleanze preventive ed ai Programmi comuni. Per quanto la legge approvata dal Consiglio regionale sia piena di difetti e contraddizioni, rimane il fatto che il 25 maggio prossimo si voterà con un sistema nuovo".

Per Elio Riccarand, coordinatore dell'Arcobaleno, "il nuovo sistema e la competizione per coalizione rappresenta un grande successo politico dell'Arcobaleno che, da tempo, perseguiva l'obiettivo della riforma elettorale e di una presenza unitaria del Galletto anche alle elezioni regionali".

"Il Programma comune del Galletto, concordato con il Partito Democratico e la lista di Vda Vive/Renouveau, contiene tutti i punti essenziali - prosegue la nota - per cui l'Arcobaleno si è battuto in questi anni e permette di prefigurare una ampia e positiva collaborazione per cambiare radicalmente il sistema con cui è governata la Valle d'Aosta". La presentazione alla stampa dei candidati dell'Arcobaleno e della campagna elettorale si terrà il 28 aprile alle 18 alla Taverna Ad Forum di Aosta.



Io mi auguro, per un normale proseguimento di un cammino politico attento e serio, che l'Arcobaleno si presenti alla ribalta con lo stomaco pieno, infatti sulle pagine valdostane de La Stampa di ieri - a pagina 53 - si trova uno sfogo sopra le righe (come al solito) da parte del Presidente-Prefetto Caveri. Il titolo: Perrin mangiato dall’Arcobaleno.
E che il Partito Democratico faccia segnali ben precisi di moderatismo a tutti i suoi sostenitori e simpatizzanti, al fine di non essere scambiato per una banda di bolscevichi assatanati e assetati al punto tale da portare le loro mucche ad abbeverare alla fontana di P.za Chanoux. Spero veramente che la strategia unionista, magistralmente orchestrata da tutti i media locali vada in over dose d'esposizione mediatica. Con tutte quelle persone che ho il piacere di avere un colloquio, il ritornello ricorrente è:
"Non se ne può più di tutto questo protagonismo. Ci manca solo più che Caveri si metta ad impartire benedizioni Urbi et Orbi"...

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Adv



MessaggioInviato: Mar Apr 22, 2008 10:48 am    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Apr 24, 2008 10:04 am    Oggetto:  
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(ANSA) ha scritto:
17:58 ELEZIONI: MARGUERETTAZ, RISCHIO BIPOLARISMO ANCHE IN VDA

(ANSA) - AOSTA, 23 APR -
"Non credo che si vada al secondo turno ma se non si passa al primo turno c'é il forte rischio di importare il bipolarismo romano anche in Valle d'Aosta". Lo ha sottolineato Rudi Marguerettaz, segretario della Stella Alpina, nel corso di un incontro con i giornalisti.

"La nuova legge elettorale è anche per noi una novità e si dovrà capire cosa succederà quando sarà concluso l'esito dello scrutinio". Rudi marguerettaz si è poi detto fiducioso che la coalizione del centro autonomista "conquisterà al primo turno la maggioranza assoluta dei seggi e a quel punto - ha aggiunto - si dovrà capire come verranno ripartiti i vari seggi".

Marguerettaz si è comunque detto "al 51% certo che la coalizione del centro autonomista otterrà almeno il 49% dei voti il che consentirà di governare con 18 seggi". "In caso di ballottaggio - ha concluso il segretario - non ritengo sia opportuno che le forze politiche che si giocano la maggioranza abbiano contatti con quelle che rimangono escluse dal ballottaggio stesso".


Oggi ho capito, dopo avere letto questo comunicato Ansa, cosa voglia significare l'aggettivo "Tronfio". Volete anche alcuni sinonimi? Eccoli: Arrogante, superbo, pieno di sé, presuntuoso, vanaglorioso...Credo che questo comunicato e quello dei guardiani della maggioranza a forza di governo se lo sarebbe potuto risparmiare, il testè neo eletto presidente di una istituzione che conta arrivata a lui per grazia ricevuta! Io penso che queste dichiarazioni così spericolate siano il frutto della solita sinergia che si innesca nel momento in cui si avveri il detto: “Io do una mano a te e tu sei vassallo a me”. Eh sì noi ne sappiamo, purtroppo qualche cosa!

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vicali








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MessaggioInviato: Ven Apr 25, 2008 11:53 pm    Oggetto:  
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Caro Giorgio, io leggo diversamente da te queste dichiarazioni. A me pare che diano il segno della fase storica che stiamo vivendo. Di fatto, un esponente di spicco (si fa sempre per dire) della coalizione di maggioranza vede come buon risultato il raggiungimento di 18 seggi, cioè un mezzo disastro, visto che partono dai 24 attuali.
E dà segno di temere moltissimo l'eventuale ballottaggio... Sono convinto che in tale evenienza potrebbe succedere davvero di tutto...

(Approfitto per rallegrarmi del tuo... scampato pericolo. Nel passato ho avuto anch'io seri problemi di salute, ma posso immaginare il particolare senso di precarietà che si prova quando a fare le bizze è... l'unico cuore che abbiamo).

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Vincenzo Calì
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erika








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MessaggioInviato: Lun Apr 28, 2008 9:11 am    Oggetto:  
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Già,
guardando i volti unionisti si capisce che tutta questa sicurezza non c'è più.
Questa legge elettorale, che si sono fatti ad hoc (naturalmente pensando di andare da soli, visto la loro potenza) oggi diventa un boomerang.
Costretti ad imbarcarsi quelli che 5 anni fa volevano UN'ALTRA VALLE D'AOSTA promettendo loro qualche assessorato e soprattutto costretti a stringere alleanze con altri.
Basta leggere le dichiarazioni di Lattanzi di questi giorni per capire che quanto auspicato da Marguerettaz è impossibile!!! Dai, è la fine del ni droite ni gauche!

Vorrei per questo farvi notare un'ANSA della scorsa settimana molto interessante
09:56 === SENATO: POLEMICA NELLA SVP SU GRUPPO MISTO
(ANSA) - BOLZANO, 24 APR - C' è una polemica tra i senatori Svp Oskar Peterlini e Manfred Pinzger sull'ipotesi di costituire un gruppo misto al Senato.
Pinzger - scrive oggi il giornale in lingua tedesca Dolomiten - non è d'accordo sul fatto che Peterlini stia cercando di costituire un gruppo al Senato con l'ipotesi della presenza di valdostani e Udc, assieme ai senatori a vita. "Occorrerebbe - dice Pinzger - attendere un attimo per valutare esattamente con chi ci si allea, dato che la maggioranza di governo è mutata".
Alla Camera, invece, bastano tre deputati per fare il gruppo e la cosa - dice il giornale - sembra fatta con la Svp e gli autonomisti valdostani. (ANSA).

Non avevamo dubbi!
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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Mag 09, 2008 3:45 pm    Oggetto:  
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ANSA Valle d'Aosta ha scritto:

13:19 CONSIGLIO: VDA; CAPIGRUPPO DECIDONO DI NON SOSTITUIRE FOSSON
(ANSA) - AOSTA, 9 MAG -
Il neo senatore della Valle d'Aosta ed ex assessore regionale alla sanità non sarà sostituito, nelle sue funzioni di consigliere regionale, nelle ultime settimane di legislatura, prima delle elezioni regionali.

Lo ha deciso oggi, dopo approfondimenti legali, la Conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale che ha convocato una seduta straordinaria dell'assemblea legislativa regionale per giovedì prossimo, 15 maggio, alle 12, prevedendo all'ordine del giorno la presa d'atto delle dimissioni di Antonio Fosson dalla carica sia di consigliere regionale che di assessore alla sanità, salute e politiche sociali e la successiva assunzione delle funzioni ad interim da parte del presidente della Regione. Il candidato all'eventuale sostituzione di Fosson sarebbe stato Giuseppe Cuc, primo degli esclusi nella lista dell'Union Valdotaine. (ANSA).



Una curiosità.... Ma il "capogruppo " Piero Ferraris ha votato?

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MessaggioInviato: Mer Giu 04, 2008 12:52 am    Oggetto:  
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(ANSA) ha scritto:
12:42 UV: GUIDO CESAL SI DIMETTE DA PRESIDENTE DEL MOVIMENTO

- AOSTA, 3 GIU -
Con una lettera inviata ai due vice presidenti, Guido Cesal si è dimesso dalla carica di presidente dell'Union valdotaine che ricopriva dal 18 giugno 2006. Le dimissioni sono da mettere in relazione al risultato elettorale conseguito alle regionali del 25 maggio.

Consigliere regionale uscente, nonché presidente della Commissione Istituzioni e Autonomia, Cesal ha ottenuto 1389 preferenze ed è risultato 25/o sui 35 candidati di cui 17 eletti. Cesal aveva anche rifiutato, nei giorni scorsi, di far parte della Commissione politica nominata dal Comité Federal incarica a svolgere le trattative per la nuova giunta alla cui formazione è stato incaricato Augusto Rollandin.

Guido Cesal aveva preso la guida dell'Uv in un momento di grandi tensioni all'interno del movimento in seguito alla sconfitta riportata alle politiche che portò alle dimissioni di Manuela Zublena (il 25 maggio eletta consigliere regionale). Guido Cesal ottenne 278 voti, una settantina in più del quorum; 77 schede le bianche e 58 quelle nulle; votarono 415 delegati su 590 aventi diritto. (ANSA).


Anche le corazzate vengono scalfite...

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MessaggioInviato: Mer Giu 04, 2008 8:04 pm    Oggetto:  
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(ANSA) ha scritto:
15:25 REGIONI: VDA; LE DUE OPPOSIZIONI ALLA GIUNTA ROLLANDIN
- AOSTA, 4 GIU -
Il governo valdostano guidato da Augusto Rollandin che il 24 giugno sarà eletto dal Consiglio Valle dovrà fare i conti con due opposizioni: quella del Pdl (4 seggi) e quella del centro sinistra (Cool.

Al momento il Partito delle Libertà, come ha commentato Massimo Lattanzi (il più votato della lista) sceglie la strada della "posizione costruttiva". "I nostri elettori - spiega il consigliere regionale - ci hanno votato per governare, semmai ci collocheremo all'opposizione costruttiva solo se non ci saranno comunanze tra il nostro programma e quello della maggioranza".

Il confronto sul programma ci sarà la prossima settimana. Lattanzi esclude, però, "qualsiasi possibilità di intesa, salvo incontri di cortesia, con il centro sinistra; tra noi e loro la distanza è abissale. Con loro - aggiunge Lattanzi - siamo disponibili a discutere solo delle grandi questioni istituzionali tipo la verifica se la legge elettorale ha funzionato e modifica dello Statuto speciale". Con la maggioranza "per il bene di tutta la valle" il confronto sarà invece su come rilanciare lo sviluppo socio-economico, la sburocratizzazione, il potenziamento del comparto turistico, precisa il consigliere.

Il governo Rollandin dovrà anche fin d'ora fare i conti con l'opposizione di VdA Vive-Renouveau (5 consiglieri), due movimenti nati da altrettanti scissioni dell'Uv che si sono presentati con una lista comune, e il Partito democratico (3). Entrambe le liste hanno presentato un programma comune alternativo a quello della coalizione del centro autonomista (Uv-Fa-Sa).

Roberto Louvin, il più votato di Vda Vive-Renouveau che ritorna in Consiglio dopo cinque anni e averlo lasciato per limite di mandati da Presidente della Regione, parla di "rapporto collaborativo all'opposizione con il Pd nel rispetto delle rispettive identità" e l'impegno al confronto sulle questioni da dibattere con l'Arcobaleno che faceva parte della coalizione ma che non ha ottenuto alcun seggio. Louvin ribadisce che "sarà un'opposizione ispirata al programma della coalizione".

Nei prossimi giorni, come ha aggiunto Louvin, VdA Vive-Renouveau si incontrerà con il Pd per individuare una linea comune per l'avvio della 13/ma legislatura, ed in particolare sulla convalida degli eletti e l'elezione degli organi istituzionali. "Noi - sottolinea Louvin - non abbiamo preclusioni per parlare ma ci pare che dalle forze di maggioranza non ci sia stata particolare attenzione".

"E' fuori discussione che con il Pdl - precisa Raimondo Donzel, segretario e legislatore neo eletto - ci incontreremo su questioni istituzionali e di rappresentatività negli organi del Consiglio; per il resto confermo che siamo lontanissimi". La Giunta Rolladin, come anticipa Donzel, sarà incalzata dal Pd su "temi concreti quali l'occupazione, la crisi economica. Vogliamo - sottolinea il segretario del Pd - risposte strutturali sull'emergenza Valle d'Aosta". Donzel ribadisce poi che "nel partito è nuovamente forte la responsabilità del ruolo che il centro sinistra deve svolgere anche nella nostra regione". (ANSA).


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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Giu 05, 2008 10:23 pm    Oggetto:  
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Citazione:
12:18 PD: DIMISSIONI DI BICH E FLORIO DA COMMISSIONE POLITICA
(ANSA) - AOSTA, 5 GIU -
Enrico Bich e Vanni Florio si sono dimessi dalla Commissione politica del Pd della Valle d'Aosta. Lo ha confermato Vanni Florio evidenziano una diversa valutazione, rispetto al segretario regionale, Raimondo Donzel, del risultato elettorale del partito, e criticando la conduzione e la gestione del partito.
"Non voglio essere responsabile di scelte che non condivido ma che nemmeno possiamo discutere" ha aggiunto Florio. "Non potendo assolvere al mandato che mi è stato affidato - ha proseguito - preferisco lasciare l'incarico". Secondo Vanni Florio, a differenza di Donzel, alle elezioni regionali in partito "ha subito un fortissima sconfitta che ci deve far riconsiderare l'organizzazione sul territorio e la nostra azione politica".
Nel corso dell'intervento svolto nel corso dell'Assemblea costituente Florio ha poi espresso critiche al modo in cui è stata organizzata e gestita la campagna elettorale. "Poiché nel partito non è permesso che ciascuno, con le proprie responsabilità, possa esprime le rispettive posizioni preferisco - ha ribadito Florio - rimettere il mandato che mi è stato dato".
La commissione politica, composta da Raimondo Donzel, Enrico Bich, Roberto Avetrani, Vanni Florio e Giovanna Zanchi, era stata nominata a inzio gennaio.
(ANSA).
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PD: BICH, GOVERNO DEL PARTITO POCO TRASPARENTE (V. 'PD: DIMISSIONI DI BICH E FLORIO...' DELLE 12.19)
(ANSA) - AOSTA, 5 GIU -
Sono le "numerose criticità riscontrate nella gestione della campagna elettorale conclusasi col voto del 25 maggio e il governo di questo partito, condotto in maniera poco trasparente e democratica" ad aver spinto Enrico Bich a dare le dimissioni dalla Commissione politica del Partito democratico della Valle d'Aosta.
E' quanto lo stesso Bich afferma in un comunicato stampa diffuso oggi. "Tale decisione - ha aggiunto - nasce dalla consolidata convinzione che un organo di partito nel quale si operano importanti scelte politiche e organizzative deve essere riunito con continuità ed assiduità per preparare adeguatamente l'intera campagna elettorale: dalla costituzione della lista dei candidati, attraverso una capillare ricerca sul territorio, all'organizzazione dei momenti di confronto con la popolazione, alla costruzione di un programma di governo credibile e condiviso. Tutto questo è mancato".
Secondo l'analisi del voto proposta da Bich "il risultato ottenuto alle elezioni regionali dallo schieramento dell'alleanza autonomista e progressista è deludente, con una grave perdita di consensi rispetto all'esito delle elezioni politiche e, all'interno della coalizione, il Partito Democratico ottiene un risultato ancor più negativo, decisamente al di sotto degli obiettivi e delle speranze riposte nel nuovo soggetto politico".
Per questo motivo, "é necessario riflettere - ha aggiunto Bich - a fondo sulle ragioni della sconfitta: il gruppo dirigente del PD deve favorire questa fase di confronto serio ed approfondito, evitando chiusure difensive, mettendo mano a quelle necessarie modifiche sia sul piano del funzionamento del nuovo soggetto politico che sul piano della definizione degli obiettivi politico-programmatici, per recuperare un rapporto vero e fecondo con la società valdostana".
(ANSA).



Sono stato indeciso se riportare queste ANSA sul Topic: RIPENSIAMO IL CENTRO SINISTRA o pubblicarlo qui, come ho fatto. Perché devo dire che questi comunicati sono sì delle ANSA, ma sono soprattutto l’indice di un malcontento un po’ scomposto che si è di nuovo manifestato all’interno della solita frangia conservatrice della vecchia Gv-Ds rimasta nel Pd. Ma questo non è proprio un guaio né tanto meno un segnale di disfatta come molti stanno visibilmente gufando e goffamente augurando. Basta ricordarsi le scene di alcuni protagonisti "Piddini" mentre incrociavano le dita e speravano nell’irraggiungibilità della quota elettiva del quarto consigliere Pd: Giovanni Sandri.

Ebbene questo è sempre stato lo spirito di questi signori che ora si dannano l’anima per rovesciare le carte e la “frittata”. Ebbene diciamolo…come non notare una grossa anomalia nell’elezione di Carmela Fontana e lo scarto di voti che Sandri ha subìto quale “compagno di cordata” di Carmela, e che per una piccolissima manciata di essi non ricevuti gli è stato impedito la sua rielezione? Come non notare le mancanze di quelle accoppiate che ci si era riproposti nel solito giochino delle elezioni? Se oggi avessimo avuto il quarto consigliere tutta questa manfrina non sarebbe venuta allo scoperto in maniera così eclatante e velenosa.

Ma tant’è, si cerca di nuovo di stringere quelle fila che fino a ieri avevano finito per andare ognuno per proprio conto e che oggi non avendo incassato ciò che si sperava, ora si volge lo sguardo accusatorio verso il segretario, reo di avere portato a casa quasi 1500 voti. Scelte non condivise, critiche alla organizzazione e gestione della campagna elettorale da una parte, governo del partito condotto in maniera poco trasparente e democratica, una mancata capillare ricerca sul territorio, una deficitaria organizzazione dei momenti di confronto con la popolazione dall’altra, ci fanno capire che le danze per gli indimenticati ribaltoni, sono di nuovo iniziate.

Poi si parla di poca chiarezza con l’elettorato, di beghe interne che disorientano lo stesso non facendo apprezzare scelte più chiare con politiche più comprensibili e di più facile impatto… Ecco, si cerca di ritornare ai tempi ante ultimo congresso - il IV° - dei Ds-Gv dove la confusione era assoluta, senza farsi scrupolo alcuno di arrecare ancor più danno alla credibilità di questo nuovo partito, senza pensare agli altri, come la buona politica comanda, ma sempre e solo per se stessi. Ma questa volta ci sono tante persone e tanti simpatizzanti pronti a fare barriera e fronte comune per evitare di nuovo la reazione.

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MessaggioInviato: Mer Giu 11, 2008 3:55 pm    Oggetto:  
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(ANSA) ha scritto:
10:16 PD: VDA;CIRCOLI TERRITORIALI ANALIZZANO VOTO DELLE REGIONALI

(ANSA) - AOSTA, 11 GIU -
Dopo l'Assemblea costituente spetta ora ai circoli territoriali del Partito democratico della Valle d'Aosta analizzare il risultato delle elezioni regionali del 25 maggio scorso, in cui il partito ha ottenuto il 9,31% e tre seggi in Consiglio regionale.

Gli organismi sono stati per questo convocati con all'ordine del giorno anche la discussione della situazione interna al partito per rispondere "alla volontà - spiega una nota diffusa oggi - espressa dall'Assemblea costituente del 3 giugno di rilanciare il Pd partendo da un più forte radicamento sul territorio, incontrando iscritti e simpatizzanti su tematiche specifiche".

I primi incontri previsti sono quelli del circolo Evançon, giovedì 12, alle 20.30, nella sede Pd di Champdepraz; del circolo Mont Emilius 3, lunedì 16, alle ore 20.30, nelle scuole elementari di Gressan; Valdigne, mercoledì 18, alle ore 20.30, nel Poliambulatorio di Morgex. Seguiranno, entro la fine di giugno, le convocazioni degli altri otto circoli. (ANSA).


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MessaggioInviato: Ven Giu 20, 2008 4:36 pm    Oggetto:  
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(ANSA) 10:47 ha scritto:
PD: DELEGAZIONE VALDOSTANA ALLA COSTITUENTE NAZIONALE
(ANSA) - AOSTA, 20 GIU -
Il segretario regionale, Raimondo Donzel, e la responsabile cultura e giustizia, Simona Mele, rappresentano il Pd della Valle d'Aosta all'Assemblea costituente del Partito convocata per oggi e domani a Roma. L'Assemblea è tra l'altro chiamata ad approvare la relazione di Veltroni e ad eleggere i 120 membri della nuova direzione. (ANSA).

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MessaggioInviato: Gio Giu 26, 2008 2:59 pm    Oggetto:  
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(ANSA) 11:23 ha scritto:

PD: VDA; DOPO INSUCCESSO ELETTORALE NUOVO UFFICIO PRESIDENZA
- AOSTA, 26 GIU -
Dopo l'insuccesso elettorale del 25 maggio, quando il partito ha perso un seggio regionale, l'assemblea valdostana del Pd ha deciso di costituire un nuovo ufficio politico. La decisione è stata assunta a maggioranza ieri sera. Il segretario Raimondo Donzel dovrà, entro venti giorni, presentare la sua proposta per "la formazione di un ufficio politico collegiale rappresentativo di tutte le componenti".
L'assemblea costituente, "visto il risultato non soddisfacente delle elezioni regionali - si legge in una nota - ha messo al centro del dibattito la necessità sempre più stringente di rafforzare la struttura politico organizzativa del partito al fine di valorizzare l'insieme delle risorse e delle competenze presenti nel Pd della Valle d'Aosta ".
L'organismo ha quindi deliberato di "istituire un organismo politico che affianchi il segretario, oggi anche impegnato in Consiglio regionale, in attesa che si definisca il nuovo Statuto e si convochi il congresso fondativi ". (ANSA).


DIZIONARIO DI STORIA
BALCANIZZAZIONE

«Riduzione di uno stato nelle condizioni di disordine interno ed esterno caratteristiche degli stati balcanici nel corso della disgregazione dell'impero ottomano, ovvero divisione di un territorio apparentemente omogeneo in una pluralità di piccoli stati, come è tipico dei Balcani. Il concetto nacque nelle cancellerie europee proprio per l'instabilità politica dell'area balcanica, da sempre terra di conquista, luogo di incontro e scontro di tre differenti espansioni: slava, ottomana, germanica. I Balcani fornirono più di una volta il casus belli nelle lotte fra i tre grandi imperi russo, turco e asburgico, fino a raggiungere, nel corso dell'Ottocento, la fama di "polveriera d'Europa". L'attentato all'arciduca d'Austria Francesco Ferdinando a Sarajevo (1914), che scatenò la prima guerra mondiale, radicò ulteriormente tale concezione, che sembrò trovare nuova conferma dopo la caduta dei regimi comunisti, tra il 1989 e il 1990, a causa del riprodursi della tradizionale instabilità politica regionale».

Gran brutto periodo storico per tutto il mondo e per l’Europa in particolare. Ancora oggi abbiamo e vediamo, alle porte di casa nostra, le disastrose conseguenze. Siamo capaci di uscirne fuori? Penso proprio di No. Il tutto è incancrenito da antichi odi e vecchissimi rancori razziali e culturali. Ora vogliamo provare a fare un piccolo, ma semplicissimo accostamento, avvicinare lo stesso concetto di balcanizzazione a ciò che sta accadendo nel Pd VdA? Bene, l’avete fatto? Ora riuscirete a capire perché anche qui il tutto è incancrenito da antichi odi e vecchissimi rancori culturali e brame personali. Il tutto condito da un livore individuale che porta ad un continuo rimescolamento di alleanza pur di fare prevalere il proprio potere messo in discussione o mai raggiunto seppur sempre agognato.. Altro che eticità e valori condivisi della politica, altro che belle parole o progetti nuovi…qui si vuole sempre giocare sporco. E non venite a raccontare e a disquisire poi sul concetto di DEMOCRAZIA. Bisognerebbe, prima di assumersi questa grossa responsabilità, fare una bella abluzione orale. A breve andremo a cavillare quali saranno tutte le componenti. Ne vedremo delle belle!

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MessaggioInviato: Ven Giu 27, 2008 3:59 pm    Oggetto:  
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La Stampa 27 Giugno 2008 ha scritto:


Pd, il segretario non sarà più solo

Sette a due. Il documento passa nell’assemblea del Pd che avrà così un nuovo ufficio politico. Chiusa la commissione con le dimissioni di alcuni componenti dopo la tornata elettorale, ora il segretario Raimondo Donzel avrà ad affiancarlo questo «ufficio». Rappresenterà le varie componenti del partito nuovo. Un passo che sa di vecchio?

Enrico Bich, che ha presentato il documento poi votato, risponde: «No, il sistema non funziona. Si tratta di formare un organismo collegiale che gestisce il partito. Questione di democrazia interna. Se non seguiamo noi le linee della democrazia chi deve farlo? Sarebbe un burla. Non posso pensare di essere in un partito con un uomo solo al comando. C’è stata una gestione poco oculata, i risultati delle elezioni sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo perso consensi con due ‘’pezzi’’ in più, noi e la Margherita». E’ una sorta di sfiducia al segretario? «No, per nulla. Il segretario ha da fare parecchio, è anche consigliere regionale. Chi offre una lettura del genere alla nascita dell’ufficio politico è fuori strada».
Il documento dell’assemblea si conclude con un impegno dato al segretario Raimondo Donzel, quello di «sottoporre all’approvazione dell’assemblea costituente, entro 20 giorni, la formazione di un ufficio politico collegiale rappresentativo di tutte le componenti politiche e culturali presenti nel Pd».
Il segretario è uno dei due astenuti. Non condivide? Donzel spiega: «E’ una questione di forma, non di sostanza. Il documento è stato presentato senza che fosse all’ordine del giorno e in ultimo, quasi che ci fosse una sorta di timore in una mia replica. Per questo mi sono astenuto. Sull’ufficio politico sono d’accordo. Ma sia chiaro io sto cercando di cambiare modo di far politica e dico che esiste la necessità di riorganizzare il partito, ma se tutto ciò passa per le correnti, allora siamo alle solite. Non va bene riconoscersi nella propria corrente, bisogna, al contrario, mescolarsi. Non è un caso se non abbiamo scelto la strada della federazione o di altre formule. Il Pd è il Pd».
Si è sentito accusato? «No. Esiste uno sbandamento del centrosinistra non soltanto qui, ovvio. La democrazia è in crisi in tutta Europa e in Italia abbiamo un problema in più per il fenomeno Berlusconi. In Valle dobbiamo considerare con serietà il fatto che un elettore su quattro non è andato alle urne. Ben venga la gente che vuole lavorare nel partito, ma per superare le correnti, non per mantenerle».




Eccola di nuovo...
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Eccola di nuovo
la sceneggiata napoletana, eccola di nuovo la telenovela brasiliana, eccola di nuovo l’alleanza dei riformisti alla valdostana: un déjà vu che ha già fallito.
Molti di coloro che parlano di democrazia, hanno diritto di avere ambizioni e anche di tentare di resuscitare vecchi fantasmi. Una parte importante della Gv-Ds, a cui tutti siamo pronti a riconoscere i meriti, ma che ci peritiamo di dire che non c’è più alcun bisogno – come sostengo da tempo – ieri sera ci hanno provato di nuovo. Ma anche questa volta falliranno come fallirono a non difendere alcuni fondamentali diritti della gente…compresa la propria “base”. Per esempio, non vi era alcun bisogno di ripresentare la stessa scena pietosa da"imboscata" che era andata già in onda sia in via Binel in una riunione del Cittadino (di cui ero parte integrante), sia in tutte quelle occasioni in cui necessitava affondare le decisioni prese dalla Direzione... Certo che da un punto di vista della correttezza, hanno dimostrato con i fatti di non tenerla assolutamente in debito conto. E anche questa volta, correttezza zero! Sui comunicati si scrive una cosa e nella realtà poi le cose si fanno cambiare ad usum delphini.

Allora in quel caso fallirono politicamente, e anche come “partito della sinistra ” in se. Infatti, quello che fu deciso dalla Direzione convintamente con tutta la base, con il territorio, fu da loro invece contrastato e abbattuto. Una catastrofe ancora più forte di quello che una sinistra come la Gv-Ds non si sarebbe potuta mai immaginare negli anni a venire. Un partito ridotto al lumicino 3 o 400 iscritti e solo più qualche migliaio di simpatizzanti. Probabilmente anche questa volta crederanno di avere una grande arma politica, ma non sarà così e la maggioranza del partito, quello che non sta a tramare nelle oscure stanze non sta più da tempo con i vecchi capataz. Oggi abbiamo uno strumento, a nostro favore, le primarie e la consultazione popolare, e di qui tutti dovranno passare. Compresi quelli che si sentono i maggiorenti del Partito democratico. Quelli che pensano di avere dietro di se folte schiere di ammiratori. Quelli che quando parli di risultati personali deludenti alle elezioni…si offendono a morte.

Quando una o più correnti politiche danno un’arma preziosa agli avversari e la fanno diventare un boomerang, qualcosa non funziona. Quanta produzioni di comunicati, e articoli di stampa! Quindi, se questi signori si comportassero come veri appartenenti ad un partito politico, aperto e tollerante a tutti indistintamente, capirebbero che il compito e il diritto di discutere, non sarebbe diventato quella crociata politica e culturale come la si vuole presentare oggi. Sarebbe stato invece un compito da svolgere con idee, progetti e proposte per una più seria riflessione anche a sostegno prima del partito e poi del segretario. Questo come si usa nei grandi partiti democratici e non solo a parole. Ora mi sembra giunta l’occasione di una riprova del nove e spero vivamente che il segretario oberato da tanti impegni dia loro la possibilità di lavorare veramente per il partito.

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giorgio








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MessaggioInviato: Sab Giu 28, 2008 11:44 pm    Oggetto:  
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bruno courthoud ha scritto:

...dal sito ufficiale del segretario PD del 27 Giugno, 2008 alle 17:30

scusa Giorgio ma è tanto per capire. Non discuto sull’esigenza o meno di un ufficio politico collegiale da affiancare ad un segretario generale (non sono mai stato addentro alle dinamiche interne di alcun partito o movimento e quindi non me ne intendo molto), ma che cosa significa “rappresentativo di tutte le componenti”? Se per componenti si intendono i DS, La Margherita, Alé Vallée, questi movimenti politici non erano stati sciolti alla vigilia proprio per costruire un partito nuovo? Li si vuole fare rientrare dalla finestra dopo che sono usciti dalla porta? Se, come probabilmente fiuto, così non è, quali sono queste “componenti” che già si sarebbero formate all’interno del PD e, soprattutto, cosa dicono? Sai, tanto per capire.



Ah, ah, ah, caro Bruno...anche questa volta hai centrato il nocciolo della disamina. E qui sono io a farti una domanda: sai cos’è il nocciolo centrale d’inerzia? Se non sei ingegnere, geometra o architetto, ti voglio ricordare che il nocciolo centrale d’inerzia, è definito come la zona in cui deve cadere il carico per avere sollecitazioni di tipo omogeneo, per cui la sezione risulta o tutta compressione o tutta trazione, in altre parole il nocciolo centrale d’inerzia è il luogo geometrico dei punti che hanno l’asse neutro esterno o tangente alla sezione. Come è noto la muratura non resiste a trazione quindi è importantissimo che “ l’asse neutro” sia fuori dalla sezione muraria, cioè il centro di sollecitazione a compressione sia interno ad una zona di sezione tale che i rispettivi assi neutri siano esterni od al più, tangenti e non secanti la sezione.

Quindi, lascio a te risolvere il dilemma se nel nostro partito ci sia più trazione che compressione o viceversa. Oppure se, dopo avere inferto alla vera sinistra riformista un disastro edilizio (partitico), i “vecchi imprenditori” non vogliano prendersi le proprie responsabilità e cerchino disperatamente di riversare sull’ultimo arrivato tutti gli errori compiuti. Dopo aver lasciato crollare la “costruzione” per i loro calcoli sbagliati, oggi si dilettano al gioco del cerino. Tra l’altro la correttezza dei calcoli e nel caso del Pd VdA la correttezza istituzionale, è diventata carta straccia, grazie ad alcuni maggiorenti per diritto familiare. E non è la prima volta che si fa uso di questi misurati espedienti o di calcolati stratagemmi per risolvere problemi interni, in sostanza un vero e proprio “modus operandi”.

Anche io sono molto curioso di capire a rigor di logica, il riferimento alle “componenti” appurato che un intervistato, ha fatto un chiaro richiamo ad esse. E’ anche fuor di dubbio che in lingua italiana “componenti” non sono sinonimi di “correnti”. In politica una corrente politica è un'aggregazione, stabile o temporanea, di esponenti politici la cui comunanza di intenti ed istanze non sia formalizzabile (ovvero non si intenda formalizzare) nella strutturazione tipica in partito pubblico. DS, La Margherita, Alé Vallée, erano partiti pubblici confluiti nel Pd. Dunque!

Io, naif della politica, credo di avere capito che, le scelte in politica sono di carattere etico, e non estetico. Ovvero, coloro che pensano, e sono parecchi, che le scelte politiche siano di carattere estetico sono appunto di solito legati alla concezione che il politico ha delle doti naturali ereditarie, come un musicista o un artista in genere, e finiscono per l'accettare una teoria dell' élite, espressione della classe dirigente o altro, e fatalmente per trovarsi ideologicamente impegnati contro la democrazia e a favore del governo dei migliori.

Questa posizione elitaria, già della mozione 1 l’abbiamo combattuta e sconfitta a Quart nel 2004, con l’aggregazione di tutta la base e dei peones. Chi c’era si ricorderà. Questa realtà storica qualcuno o qualcuna degli attuali maggiorenti del partito dovrebbe rammentarla. Dovrebbero iniziare a pensare perché oggi si stiano apprestando a fare a parti invertite lo stesso gioco, alleandosi con personaggi che fino a ieri avevano osteggiato e affrontato battendoli sul piano dei programmi con una lotta altamente democratica.

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erika








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MessaggioInviato: Lun Giu 30, 2008 5:21 pm    Oggetto:  
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Già,
cari Giorgio e Bruno anch'io resto pietrificata. Si parla di componenti e io in quota a chi sarei??? Chi sono i capi bastone? Chi sono i soldatini?

E perchè quando si tratta di lavorare (vedasi festa del PD, coordinamenti di circolo, gruppo comunicazione, gruppo regolamento...)
queste componenti non si vedono? Vecchia, veramente vecchia politica, e ahimé il ponte che da tempo cercavo di costruire è crollato! Spero che di questo ne sia contenta colei che con tanta caparbietà avevo sempre stimato perchè credevo diversa.. Certi atteggiamenti me li aspetto dai vecchi della politica, ma non da chi rappresenta il futuro, le istituzioni...

« La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico. » ecco cosa diceva Enrico Berlinguer e quando in assenza di regole qualcuno dice: "in assenza di regole ognuno si fa le sue", beh..non posso che rimanere disgustata. Non abbiamo dei valori? Non dovremmo essere i primi ad essere corretti? E chi fra le altre cose è all'interno delle istituzioni ha veramente bisogno di regole scritte?
NON POSSO CHE ESSERE DISGUSTATA!!!

E sapete, io quel documento se non parlava di componenti, pezzi, aree...e se fosse stato presentato in maniera corretta l'avrei votato, mentre così non ho potuto far altro che dissociarmi. Sono troppo corretta per le "imboscate" dell'ultimo minuto e sono sempre più convinta di aver scelto il Segretario giusto!
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giorgio








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MessaggioInviato: Lun Giu 30, 2008 8:54 pm    Oggetto:  
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Citazione:

Si è stabilito da lungo tempo
che in una società democratica il voto di un cretino conta tanto quello di un super intelligente. Lo gnosticismo è un movimento filosofico - religioso, molto articolato, la cui massima diffusione si ebbe nel II e III secolo dell'era cristiana. Gli gnostici dunque erano "persone che sapevano", e la loro conoscenza li costituiva in una classe di esseri superiori, il cui status presente e futuro era sostanzialmente diverso da quello di coloro che, per qualsiasi ragione, non sapevano.

Il leninismo e la gnosi sono legati dalla medesima concezione elitaria, che cioè solo un ristretto numero di persone è in grado di analizzare e comprendere la realtà, di rendersi conto di ciò che succede realmente. E’ da qui che parte la grande battaglia all’interno della vecchia Gv-Ds. Da questa constatazione le strade divergeranno quanto al che fare. Ma la concezione elitaria non è patrimonio esclusivo del leninismo e della gnosi, e la sua origine è tutt'altro che intellettuale, anche se è indubbio che le intelligenze sono distribuite in maniera difforme.

Se degli individui intelligenti si mettessero insieme e operassero secondo il principio del rabbino di non fare agli altri ciò che non si vorrebbe venisse fatto a loro, non ci sarebbe nulla da ridire. Il problema emerge quando questo gruppo di intelligentoni decide che cosa è il bene e cerca di realizzarlo. Ma prima ancora di questo fatale programma, c'è l'ancora del più complesso problema di chi mai stabilisca un criterio di intelligenza minima per essere membri che contano in un partito, visto che anche al suo interno le intelligenze, è da presumere, non saranno distribuite imparzialmente. E qui voglio ricordare per l'ennesima volta ciò che è successo nel 3°congresso dei Ds-Gv a Quart nel 2004, con la sconfitta degli intelligentoni.

Allora cominciamo ad individuare una caratterizzazione del concetto di élite:
Esiste una élite quando, essendo dato un problema sociale, politico, etico, a un gruppo esteso di persone, all'interno di tale gruppo esteso alcuni individui si associano perché accomunati dalla convinzione di avere capito a fondo e realmente il problema, e dalla volontà di dedicarsi a tempo pieno alla sua soluzione in base alla comprensione suddetta. Come dire: noi i problemi li abbiamo capiti, lasciateci lavorare in pace da queste “poltrone” che ci siamo procurate.

Esiste poi un'altra caratteristica formale dei gruppi elitari: In essi si entra solo per cooptazione. In altre parole sono i membri dell'élite a decidere chi entra a far parte del gruppo, vuoi per allargare il gruppo vuoi per sostituire chi è morto o chi avesse abbandonato o come rappresentante di una parentela. Ricordate anche qui la fine ingloriosa delle varie Fgci e Sinistre giovanili valdostane che non riuscivano mai a fare un passo in tutta autonomia? E normalmente i cooptati sono tali per una riconosciuta omogeneità di analisi e comprensione dei fenomeni - sociali, politici - e, come detto sopra, per lo zelo dimostrato nel perseguire gli obbiettivi o i programmi del gruppo. Possiamo quindi tentare di precisare ulteriormente la definizione formale di élite aggiungendo alla affermazione di cui sopra che altri membri della comunità possono entrare a farne parte se, e solo se il gruppo elitario li accetta al suo interno. Capito? Mi sono spiegato? Dove sono finiti tutti quei giovani che facevano parte del partito? Oggi purtroppo per loro che sono diventati adulti è rimasta solo la via del chinare ancora il capo o di andarsene in altri partiti o pietire posti di “portaborse”.

Un proverbio siciliano dice 'cummannari è megghiu che futtiri' , e questo ci fa tornare al problema degli effetti dell'esistenza di una élite. Essi sono stati per lo più devastanti. Il proverbio siciliano succitato corrisponde alla raccomandazione “fate la guerra non fate l'amore”, e questa è la storia come non solo viene insegnata nelle nostre scuole, ma come effettivamente si è svolta. Non sorprenderà quindi che la funzione della scuola anche politica sia quella di “formare la classe dirigente”. Formare la classe dirigente appunto a fare la guerra e non l'amore, perché “cummannari è megghiu che futtiri ”. Queste le profonde basi etiche della formazione dell'élite politica. La sua filosofia è una brillante sintesi in contrasto con l'altra di un certo barone Pierre de Coubertin: "Alle elezioni è importante partecipare e vincere".


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