AREA DEMOCRATICA

SPAZIO DEMOCRATICO - UNA PIAZZA, UN PONTE

giorgio - Mer Gen 24, 2007 7:55 pm
Oggetto: UNA PIAZZA, UN PONTE
Il Forum di Area Democratica è diventato la piazza sotto casa mia, cambia faccia a secondo delle giornate e dei momenti della giornata. A volte l'attraverso veloce, a volte mi fermo a chiacchierare, a volte me ne sto in un cantuccio e ascolto e osservo. Per ora ci sono più o meno sempre le stesse facce, se qualcuno non si fa vedere per troppo tempo, io ne chiedo notizie. Ci sono le battute che si ripetono, le discussioni appassionate, le serate che si trascinano lente, per ora (...e meno male) niente "incazzature", le confidenze a volte. E' una piazza strana, perchè ci circola gente dei posti più impensati e per questo vive anche di notte. Qualche volta vado a sbirciare e qualche ospite non si fa mancare. Alcune volte, proprio come in ogni piazza che si rispetti, riesco a vedere anche i piccioni.

Ma quello che io ho sempre sognato, e continuo a sognare, è quello di saper costruire un ponte. Dopo attenti e accurati studi, tecnicamente, molti ne sarebbero capaci. La mia ambizione è quella di pensare al ponte come strumento, come veicolo d’incontro, come una possibilità, da dare a tutti indistintamente, di percorrerlo e attraversarlo per arrivare di là, in quel luogo ideale dove si sposa l'ottimismo con il futuro.


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giorgio - Lun Gen 29, 2007 3:39 pm
Oggetto: un ponte, una piazza
giorgio.b ha scritto:
Ma quello che io ho sempre sognato, e continuo a sognare, è quello di saper costruire un ponte. Dopo attenti e accurati studi, tecnicamente, molti ne sarebbero capaci. La mia ambizione è quella di pensare al ponte come strumento, come veicolo d’incontro, come una possibilità, da dare a tutti indistintamente, di percorrerlo e attraversarlo per arrivare di là, in quel luogo ideale dove si sposa l'ottimismo con il futuro.


Ebbene cari amici del Forum, in questi ultimi giorni ho ricevuto un gran brutto segnale nel constatare che persone e compagni a me vicini stiano disattendendo al mio sogno, alla mia, chiamiamola così "utopia". Il ponte a cui ho fatto riferimento nel mio Topic d'apertura, l'altra sera ha subito un grave scossone. Una fiumana improvvisa e violenta, ha cercato di minarne le basi... E' stato deludente prendere atto, come nel mio partito, ci siano molte incomprensioni e per calcare un pò la mano sulla verità, degli equivoci di fondo. Equivoci che partono da posizioni e assunti che ti costringono a valutare sistematicamente con diffidenza quello che ti viene candidamente esposto. E' così, che si sviluppa quel ragionamento perverso che porta il nome di "dietrologia". I detti dell'oggi non corrispondono mai ai fatti del domani. Purtroppo da un pò di tempo alcuni nostri responsabili ci stanno abituando a ragionare così, stante il fatto che una sera ci dicono una cosa, poi successivamente sui giornali leggi di posizioni e dichiarazioni che sono di tutt'altra fattura e indirizzo politico. Per chi non avesse capite le mie elocubrazioni, invito i compagni ad andarsi a leggere attentamente l'intervista che Guido Cesal, ha rilasciato alla Vallèe del 27 gennaio, nel merito delle inconguenze politiche diessine. Poi se leggiamo La Stampa, vediamo due nostri consiglieri disconoscere violentemente gli altri due. Per non dire dell'ennesimo aggiustamento di rotta che su Gazzetta Matin altri dirigenti fanno all'indirizzo dei Referendum. Insomma un "bailamme" totale.

Quando mai riusciremo a proporre un partito coerente che da Carema fino al Monte Bianco, possa mantenere una posizione politica ben precisa, senza dovere fare i conti con i rais locali? Quando mai potremo avere una linea politica discussa al nostro interno e poi messa in atto nelle varie realtà esistenti? Sì insomma senza essere considerati come Terzo Partito all'interno dei DS, noi di AREA DEMOCRATICA alziamo alto un avviso e una proposta: perchè non trovare prima un progetto politico da portare avanti e unificare in una sintesi omogenea le varie idee prima di andare allo sbaraglio con il pericolo di confondere tutti quelli che ancora ci seguono? A sentire la gente, questa ci dice che non vuole a che fare più nulla con noi. Non ci capiscono più una "beata mazza" Exclamation

raimondo - Lun Gen 29, 2007 4:35 pm
Oggetto:
Caro Giorgio vedo di non essere l'unico a vivere una condizione di malessere rispetto al politichese che torna a respirarsi in casa GV-DS a pochi giorni da un nuovo appuntamento congressuale.
Congresso? Parola magica. Ecco di nuovo il bisogno di fare riunioni. Ah, già, serve pure la base con il ditino alzato. Se la platea non è plaudente, che figura ci fanno i dirigenti? Vogliamoci di nuovo tutti bene per un giorno. Poi si torna come prima: a decidere le cose tra quattro capi popolo; a fare qualche compromesso con altre fazioni tenendo all'oscuro i plebei che tanto non possono capire le grandi strategie.
E per il partito democratico, stante l'assenza di un Bob Kennedy locale, faremo un fritto misto alla piemontese - con cervella fritte naturalmente - .
Area democratica vuol gettare un ponte che sia attraversato da persone trasparenti ed oneste. L'etica è il cardine del nuovo partito democratico: ecco perché fatica tanto a decollare. Anche la sinistra riformista deve fare i conti non solo col socialismo europeo ma con il problema etico.
Il tuo ponte, in questo senso, ha fondamenta solide, speriamo che qualcuno lo voglia attraversare!
giorgio - Mar Gen 30, 2007 11:59 am
Oggetto:
Mi piacerebbe tenere questo topic come uno spazio dove discutere anche di cose circoscritte al nostro territorio e più precisamente riguardanti quell'immagine utopica del ponte. Il ponte ha sempre stimolato pensieri alti, direi sublimi. Possiamo dunque entrare di più nel merito e nel concreto, sempre tenendo presente che il sogno si risolve spesso e volentieri nella realtà?
faustocoppi - Gio Feb 01, 2007 11:09 pm
Oggetto:
Nonostante quel che se ne dica, la logica delle mozioni del Congresso di Quart non è affatto superata. Infatti, mai come oggi, il dibattito politico all’interno del nostro partito è bloccato in uno sterile ostacolarsi tra i due schieramenti, con mezzi talvolta ai limiti delle regole. Questo non interessa, anzi infastidisce i nostri iscritti della Base, che mai come adesso si sentono poco rappresentati dal Partito e faticano a comprendere il suo Gruppo Dirigente (leggere la stampa quotidiana..). Per un Partito che fa dell’etica la propria bandiera e della presenza sul territorio la propria forza trainante, questo comportamento è grave e ci obbliga ad una preoccupata riflessione. Dobbiamo tornare al dialogo con la gente comune; devono tornare argomento centrale del nostro discutere i problemi dei Cittadini e del Territorio, solo così potremo uscirne con un Partito più forte, rinnovato, credibile, Democratico. E non con questa canea del tutti contro tutto. Che miseria, che squallore leggere su "La Stampa" come i nostri dirigenti si possano prestare a distruggere un partito glorioso e popolare come il nostro, per il solo scopo di mantenere le posizioni di preminenza, quasi che fossero in trincea a difendere chissà quali ideali. Non sanno fare altro che accusare di "stile Pcus" e mancanza di autonomia. Mi auguro che presto molti nostri compagni ci possano leggere e partecipare dialogando su questo Forum. Possano cioè rivedere e correggere, con la nostra presenza di AREA DEMOCRATICA, credo qualificante, il giudizio negativo che in tanti si stanno facendo seguendo le "strane vicissitudini" di uomini che al potere da anni stanno portando il partito allo sbando.
giorgio - Dom Feb 04, 2007 11:02 pm
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
17:38 DS-GV: CHIESTO INTERVENTO GARANTI PER DECISIONI DIREZIONE
(V. NTZ 'DS-GV: CONVOCATA PER OTTOBRE ASSEMBLEA...' DELLE 10,35)


(ANSA) - AOSTA, 16 GIU - L'intervento della Commissione dei Garanti "per il ristabilimento della legalità Statutaria ad ogni livello e istanza del partito" è stato chiesto da cinque dirigenti dei Democratici di sinistra-Gauche valdotaine al termine della Direzione regionale che si è svolta ieri sera a Montjovet.

La richiesta è stata avanzata dai consiglieri regionali Piero Ferraris, Giovanni Sandri e Giulio Fiou, dal vice-sindaco di Aosta, Marino Guglielminotti Gaiet, e dal capogruppo in Consiglio comunale di Aosta, Alder Tonino. "I sottoscritti - si legge nell'istanza - denunciano il clima di intolleranza, anche alimentato da una parte della segreteria regionale, volto a precludere qualunque confronto e quindi qualunque soluzione unitaria sui temi strategici delle scelte politiche regionali, delle alleanze e del partito".

Inoltre, prendono atto che "nella direzione regionale di ieri è stato rifiutato l'ennesimo tentativo di percorso unitario verso l'Assemblea congressuale, mentre è emerso un documento di rottura, anche rispetto ai dettati del 3/o Congresso (Quart 2004), che non ha avuto tra l'altro il sostegno né dei gruppi consiliari regionale e della Città di Aosta, né delle componenti Cristiano-sociale e Riformista".

Infine, sottolineano "il progressivo decadimento del confronto politico democratico all'interno del partito che sta compromettendo la capacità propositiva dei Ds e quindi provoca una conseguente marginalizzazione del ruolo del partito, proprio in un momento in cui la complessità della fase politica richiederebbe una Gauche valdotaine unita e determinata nei propri obiettivi". I cinque firmatari della richiesta ritengono pertanto "illegittimo il documento reso pubblico dalla segreteria regionale". (ANSA).




Caro faustocoppi stante quello che hai scritto, mi è venuto in mente un documento che conservo e che riporto qui a futura memoria, non si sa mai che qualcuno dei nostri dirigenti riuscisse a girare ancora la frittata. Leggi attentamente questo comunicato ANSA, leggi e rifletti. Vedrai quante cose si sono dette, e oggi si ripropongono con una strana combinazione di fatti e tempi. Ancora oggi, dobbiamo capire come un documento di richiesta intervento dei Garanti sia stato messo a disposizione dell'ANSA.
giorgio - Ven Feb 23, 2007 2:28 pm
Oggetto:
ANSA ha scritto:

PD: AREA DEMOCRATICA, COERENZA CON SCELTA MOZIONI CONGRESSO


(ANSA) - AOSTA, 23 FEB - Area Democratica, la componente recentemente costituitasi nei Ds Valle d'Aosta, interviene nel dibattito congressuale invocando "coerenza nei comportamenti". In un nota spiega che "non basta firmare la mozione Fassino e poi dire che la Valle d'Aosta è una realtà particolare, per giustificare politiche e comportamenti a livello regionale contraddittori con lo spirito della mozione stessa".

Area Democratica sottolinea, poi, che "alla foga con cui alcuni dirigenti hanno aderito alla mozione Fassino, dovranno poi seguire comportamenti coerenti anche a livello regionale", e precisa: "la mozione Fassino presuppone il riconoscimento sostanziale che le profonde trasformazioni economiche e sociali in atto, rendano necessaria la nascita di un Partito Democratico. Una grande forza, che guidi una coalizione di centrosinistra larga, obiettivamente esposta a rischi di fragilità e distinzioni". La componente anticipa, infine, che "parteciperà con la sua vivacità al dibattito sulle mozioni nazionali e sarà presente con una sua mozione nel congresso regionale proprio per fare chiarezza sul percorso del Partito Democratico in Valle d'Aosta, che non può essere ridotto a una mera operazione elettoralistica in funzione delle regionali del 2008". (ANSA).


UNA PIAZZA, UN PONTE
Una piazza per discutere,
un ponte per avvicinare...

giorgio - Dom Mar 25, 2007 12:24 pm
Oggetto:
under
giorgio - Dom Mar 25, 2007 12:24 pm
Oggetto:
AostaViva - Il punto d'arrivo Agorà Vallée d'Aoste Vive -
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Vorrei che tutti i nostri cari ospiti e assidui frequentatori leggessero su questo link che qui vi ho riportato,
se il riferimento ad Area Democratica è frutto delle mie elocubrazioni mentali. Certo, area democratica in
questo articolo di Louvin sarà anche frutto di una combinazione di parole associate,
ma mai come questa volta indicative di un'aspirazione comune.

W Area Democratica


AostaViva ha scritto:
[..] Ma il dialogo non può e non deve fermarsi lì.

Non sarà finalizzato alla nascita di un nuovo movimento di “potere” rifondativo di una Union Valdôtaine allo sbando.

La nostra scommessa va molto al di là.

Passa attraverso le istanze di area democratica, tra i delusi (non i trombati) di partiti tradizionali che più non si riconoscono nelle loro antiche “Chiese” politiche.

Tocca quella parte di popolazione raccolta sotto il brutto nome di “società civile”, in pratica quanti non hanno mai fatto militanza attiva, delegando altri a rappresentarli.

Si rivolge al cuore dei sindacati, agli amministratori attenti al bene del proprio territorio, a tutti coloro che affrontano per spirito di servizio il loro ruolo in prestito alla politica e non per puro interesse personale.

E’ questa l’area, enorme nei piccoli numeri espressi dalla nostra Regione, nella quale cercheremo nei prossimi giorni di far nascere un dibattito [..].

Aosta 07/03/2007


Paolo Louvin – Vallée d’Aoste Vive

emilio - Dom Mar 25, 2007 1:32 pm
Oggetto:
giorgio ha scritto:
AostaViva - Il punto d'arrivo Agorà Vallée d'Aoste Vive -
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Vorrei che tutti i nostri cari ospiti e assidui frequentatori leggessero su questo link che qui vi ho riportato,
se il riferimento ad Area Democratica è frutto delle mie elocubrazioni mentali. Certo, area democratica in
questo articolo di Louvin sarà anche frutto di una combinazione di parole associate,
ma mai come questa volta indicative di un'aspirazione comune.

W Area Democratica



come volevasi dimostrare i numeri non mentono:
non siamo gli unici a visitare questo Forum, non siamo esclusivamente autoreferenziali.
la cosa curiosa è che si sono accorti di noi, ci considerano e NON sottovalutano le nostre motivazioni, le nostre idee esponenti di altri movimenti ... prima di quelli del nostro partito!!! Confused
emilio - Dom Mar 25, 2007 2:50 pm
Oggetto: Margherita alias fam. Calì
Citazione:
Vincenzo Calì dice:
Il Partito Democratico, che si tenta di costruire a livello nazionale, avrà riflessi anche da noi. Non ho apprezzato le prime mosse in questo senso della Gauche Valdôtaine, che con la costituzione dell’Area Democratica al suo interno forse si illude di trasformare il grande progetto del Partito Democratico in una sorta di Cosa3. Il Pd, è bene chiarirlo subito, per noi non potrà essere un partito dei Ds allargato grazie a qualche cooptazione.


si è accorta di noi, anche se in termini meno positivi anche la Margherita Valdostana ...
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o almeno il suo "rappresentante unico" o quasi ...
dibattito come da tradizione immagino non ce ne sia stato ...
e poi rappresentante di chi? dibattito con chi? ... di soi même!!! Twisted Evil

"spetalando" la margherita nell'eterno dubbio del "m'ama non m'ama": non ci ama, questo è evidente!!! Embarassed
ma non è grave ... il sistema della fam. Calì non è per noi un riferimento,
nè tantomeno la risposta alle nostre istanze di DEMOCRAZIA!!! Cool
paolog - Dom Mar 25, 2007 6:51 pm
Oggetto:
Embarassed Abbiamo sentito quello che Calì ha detto appena ha visto il compagno Raimondo, " lui non è mai stato nell'arcolbaleno ne tanto meno con i verdi".
Quindi abbiamo capito il pensiero della margherita valdostana, sono pochi e già vogliono dettare legge nei D.S.G.V.
Certo se questo è l'approccio, troveranno un pane molto duro da masticare, A.D. sarà il pane duro. Evil or Very Mad
giorgio - Lun Apr 02, 2007 1:30 am
Oggetto:
D'Alema ha scritto:
Voglio dirlo ancora una volta con assoluta chiarezza: il Pd non sarà una terza forza tra socialisti europei e conservatori. Noi vogliamo, con il Pse ma anche con altre forze, dare vita a una nuova e più grande sinistra europea; il Pd italiano contribuirà ad un allargamento e ad un rafforzamento del campo riformista, e non lo si può certo fare senza il Pse. D'altro canto, i leader socialisti europei guardano al Partito democratico in Italia come a un loro interlocutore e non certo all'improbabile partito socialista che dovrebbe nascere da questa scissione. Trovo davvero molto piu' appassionante l'idea di partecipare alla costituente del Partito democratico per portare lì le idee, i progetti, i valori della sinistra di ispirazione socialista in Italia, in un confronto aperto con altre correnti culturali, che è esattamente quella prospettiva di incontro fra culture, di rinnovamento nella sinistra per la quale lavoriamo da oltre dieci anni. Voglio fare un ultimo appello alle compagne e ai compagni della minoranza: proviamo ancora una volta a lavorare insieme, a discutere, a confrontarci. Il PD ha bisogno delle idee e della passione di tutti. Non decidete oggi come il nuovo partito sarà domani. Partecipate alla sua costruzione, e forse tra qualche mese vi troverete in un partito che non sarà poi così diverso da come lo volete.


Dedicato a tutti quei compagni che vogliono costruire con noi
di Area Democratica un Pd in Valle d'Aosta nuovo e giovane...

giorgio - Gio Apr 05, 2007 11:29 am
Oggetto:
erika ha scritto:
Per quello che riguarda il dibattito non posso che essere d'accordo con Raimondo ma sono felice che dei 7 delegati mi sembra che 5 siano giovani e uno è donna. Chissà che a forza di ripetere e sentirsi ripetere che questo partito nuovo non può essere fatto di vecchi dirigenti non ci credano anche loro e a Firenze ci vadano un giovane e una donna....
Devo poi fare pubblicamente i complimenti a Claudio Latino che ha presentato la mozione Angius. Molto molto bravo. Il PD ha bisogno di giovani come lui e nonostante ci dividano i tempi e i modi per la creazione del PD sono contenta che a lottare ci sarà. COMPLIMENTI.....



Ecco che cosa intendo per una Piazza, un Ponte! Riporto qui un messaggio di erika
che si rifà allla riunione di ieri sera alla Monte Emilius dove un altro soddisfacente
risultato di AD ha premiato i suoi sostenitori. Ma la specificità di Area Democratica
sta proprio nell'avere sempre presente che il traguardo e il progetto per essere
raggiunto e realizzato, ha questo ideale: Un partito unito, giovane, trasparente,
con pari dignità. Una Piazza ampia, dove dialogare... un Ponte per traghettare idee e valori
dentro un partito finalmente di tutti.

raimondo - Gio Apr 05, 2007 12:41 pm
Oggetto:
Che bello ci fosse una mozione al congresso regionale con una chiusura che riprende paro paro il commento di Giorgio Exclamation Question Idea Exclamation
giorgio - Dom Apr 22, 2007 10:47 pm
Oggetto:
Citazione:
ORDINE DEL GIORNO

Le delegate e i delegati del Congresso regionale della Gauche Valdôtaine-Democratici di Sinistra esprimono un giudizio positivo sul confronto che ha accompagnato la fase congressuale e riconoscono a tutte le mozioni presentate il merito di aver rappresentato posizioni, ansie ed aspirazioni di tutti gli iscritti al partito.

Si apre ora una fase nuova, molto impegnativa, che deve rivedere il pieno coinvolgimento di tutto il partito sulla base dei seguenti impegni:

1. il processo di costruzione del nuovo partito democratico non si può limitare ad intese o accordi tra forze politiche esistenti ma deve essere caratterizzato da un processo di partecipazione democratica, aperto a tutti i valdostani, che consenta di allargare i confini e la ricchezza del nuovo partito;

2. la Gauche Valdôtaine-Democratici di Sinistra deve essere protagonista di questa fase, animatrice di un processo partecipativo che si rivolge alle altre culture riformiste e alle componenti autonomiste e progressiste di questa regione interessate al percorso del partito democratico;

3. all’interno di questo percorso, la Gauche Valdôtaine-Democratici di Sinistra si dovrà presentare con una piattaforma programmatica rinnovata, capace di cogliere l’esigenza di cambiamento e rinnovamento della società valdostana, ancorata ai valori e alle idealità della nostra esperienza di sinistra, alla funzione che ancora oggi deve svolgere un partito laico, moderno e di sinistra, promotore di uno schieramento di centro sinistra capace di un progetto che guarda ad un futuro migliore,

4.
nel nuovo partito la rappresentanza di genere, con una presenza significativa di donne nei gruppi dirigenti, e il rinnovamento generazionale saranno obiettivi fondamentali e irrinunciabili;

5. sul piano organizzativo le strutture di partecipazione politica e democratica costruite negli anni dai DS non solo non dovranno essere smantellate, ma dovranno essere moltiplicate e rafforzate su tutto il territorio regionale;

6. la costituente del Partito Democratico deve definire un rapporto con il PD a livello locale di tipo federativo, che continui e rafforzi l’esperienza della Gauche Valdôtaine-Ds.

Pollein, 14 aprile 2007

giorgio - Lun Apr 30, 2007 7:53 pm
Oggetto:

Stanotte non dormivo.
Parlavo, senza aprire la bocca per non svegliare madame, con me stesso e mi raccontavo una serie di fatti e fatterelli politici che ho vissuto in passato, così, tanto per ricordarmeli. Poi mi è venuta in mente una frase sentita l'altra mattina a Radio Tre da un operaio che diceva, pressappoco "ma noi operai i sindacati, in qualche maniera, ci difendono, ma quando smettiamo di essere operai e ritorniamo cittadini, a noi chi ci difende dai politici?" E mi si è accesa una lampadina nel cervello...Eggià, chi difende i cittadini dai politici? Noi andiamo a votare e poi per cinque anni stiamo lì come babbei in attesa di buttare via gli scemi e ricominciare il giro della giostra. Perchè, pensateci bene, quelli che governano sono la stessa cosa dei padroni dell'impresa...certo, li abbiamo votati, ma il fatto rimane, poi loro, per cinque anni, fanno come cavolo gli pare...e forse anche più!

Ed ecco allora una lampadina che si accende: l'IDEA.
Facciamo un SINDACATO DEI CITTADINI, organizziamo una struttura non politica, ma civile in grado di discutere con lorsignori e di portare avanti le istanze del popolo che deve subire. Non sarebbe una nuova formazione politica, ma una semplice e magari efficace arma di difesa appunto dalla politica. Poi all’improvviso la luce della succitata lampadina si è spenta. I sindacati dei cittadini ci sono già: si chiamano PARTITI. Molti li snobbano ma sono uno strumento di partecipazione formidabile. Basta utilizzarli nello spirito con cui li riconosce la nostra Costituzione. Allora mi sono spaventato al pensiero di vedere il mio partito allo stato attuale, mi sono impaurito all’ipotesi di non riuscire a fare qualche cosa di impegnativo per cambiare definitivamente le cose al suo interno. Poi alla ricerca di un appiglio di sicurezza, di un pensiero che mi facesse abbandonare l’inquietudine che mi aveva assalito, mi sono ricordato di tutti i miei compagni di strada che insieme a me stanno tentando l’impossibile con Area Democratica verso un vero Partito democratico...e allora ho preso sonno!

giorgio - Mar Giu 05, 2007 10:10 pm
Oggetto:

CERTO IL FRAZIONISMO E’ DELETERIO, ma dobbiamo ricordarci che alcune scissioni in certi contesti storici sono state non solo necessarie, ma inevitabili. Quella bolscevica ad esempio, rispetto all'inettitudine menscevica, per non parlare della nascita del PCI. Quello che sta succedendo oggi è un'altra pagina amara, per la sinistra. Se la consideriamo dal punto di vista della possibile diminuzione della forza della sinistra, ma può essere anche il principio di una svolta necessaria, per far emergere dal torpore, i valori e gli ideali della sinistra. Un torpore che ha favorito il consolidarsi di una casta burocratica che ha preso in mano le leve del potere nel partito sino quasi a distruggerlo. Sarebbe deleterio mantenere una unità fittizia su una politica anonima chiamandoci ancora di sinistra. In una situazione come l'attuale, prima di perdere definitivamente i contatti con il popolo della sinistra, meglio cercare da subito un percorso comune e costruire così un nuovo soggetto politico come il Pd, riferimento per tutta la sinistra riformista e per tutto il centrosinistra.

raimondo - Mer Giu 06, 2007 8:36 am
Oggetto:
La glastnost è il principio di ogni processo riformatore...

L'unità delle sinistre non è un obiettivo di oggi; ma è da prima della caduta del fascismo che uomini di grande intelligenza vi hanno profuso le loro energie. Se non vi siamo arrivati, se meanche si riusciva a mettere insieme il PSDI e il PSI, se dal PCI venivano espulsi quelli del Manifesto, se a sinistra vi sono sempre stati gruppi che hanno contestato il grandi partiti della sinistra, andrà anche riconosciuto che qualche distinzione di fondo c'era (e non marginale) ... Non credo nella malafede collettiva dei politici...

E qui vengo al PD... Se l'obiettivo di mettere insieme le diverse culture riformiste dovesse favorire l'aggregazione a sinistra, dovremmo rallegrarci perché raggiungeremmo due obiettivi in uno.

Io per adesso mi occupo del PD e noto che in Valle chi predica l'unità in realtà coltiva tanti orticelli che hanno grandi recinti che li separano, e non vede di buon occhio il nascere di un forza politica "riformista" con un progetto chiaro e trasparente che non sia a sua volta come alcuni partiti valdostani la somma di singoli "signori della guerra" con le loro "truppe".

E quindi non capisco... come si possa riformare il sistema politico valdostano, predicando "valori" e pontificando sulle "riforme" se sotto sotto i metodi non cambiano radicalmente...

giorgio - Mer Giu 20, 2007 7:05 pm
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
16:42 SINISTRA DEMOCRATICA: SAVINO CORCELLA COORDINATORE VDA

(ANSA) - AOSTA, 19 GIU -
Savino Corcella, già di Rifondazione comunista e Ds, è il coordinatore della Sinistra Democratica della Valle d'Aosta. Sd è il movimento fondato dagli ex leader Ds Fabio Mussi e Gavino Angius.

In una nota diffusa da Corcella si legge che la forza politica vuole promuovere "una sinistra nuova, plurale, laica, autonoma, critica, larga, di governo, del lavoro, della cultura, dell'ambiente, delle libertà; una sinistra non minoritaria, ambientata in Europa nel socialismo".

Sinistra Democratica della Valle d'Aosta si presenterà al pubblico venerdì 22 giugno, alle ore 21, ad Aosta, presso l'Espace Populaire di via Mochet, nel corso di una serata alla quale è annunciata la presenza anche dell'onorevole Giorgio Panattoni, coordinatore di Sinistra Democratica del Canavese. (ANSA).


La piazza sotto casa si è un pochino svuotata, e il ponte è servito per ora solo a Savino per fare un'escursione o una rimpatriata. Spero in un prossimo sentimento "nostalgico". "Saudade" la chiamano i calciatori brasiliani, a lui che è un brasiliano della parola un caloroso saluto augurandogli un pochino di "Saudade" domani che il PD sarà veramente una cosa nuova a cui fare riferimento...
Ciao Savino a presto

faustocoppi - Dom Ago 19, 2007 12:39 pm
Oggetto:
faustocoppi ha scritto:
La calda estate di Gavino
agosto, sinistra mia non ti conosco


Rina Gagliardi
Me lo ricordo bene il compagno Gavino Angius, in quel lontano lunedì del 1991. Eravamo a Rimini, all'Hotel Continental (che si era trasformato nel quartier generale del No allo scioglimento del Pci) e il congresso costituivo del Pds era quasi finito: si trattava solo di eleggere Achille Occhetto segretario del nuovo partito. Si aspettava la notizia - più che scontata, quasi una sorta di adempimento burocratico - in un clima non particolarmente allegro. Invece, di notizia ne arrivò un'altra, e inaspettata: Occhetto non era stato eletto per mancato raggiungimento del quorum previsto. E fu proprio Angius, in quel momento, a balzare dalla sedia in preda ad un irrefrenabile scoppio di felicità: si procurò sull'istante due bottiglie di spumante e officiò un brindisi per tutti gli astanti. Un brindisi "alla faccia di Occhetto". Una piccola compensazione, dopo le sofferenze di una campagna congressuale durata due anni. Gavino, così mi pareva, è fatto così: un uomo intelligente ma anche schietto, e un po' sanguigno. Non un politicante, o un adepto dell'arte dell'intrigo, così cara a tanti politici. Uno che usa ponderare a lungo le sue posizioni, le sue scelte, ma poi le esprime apertis verbis , senza troppi giri di parole o contorsioni dialettiche.
Voi direte: perché questa lunga premessa sul vicepresidente del Senato, oggi uno dei leader di spicco di Sinistra Democratica? Perché in questo scorcio di torrido agosto, Gavino Angius sembra essersi consacrato a una sola "missione": l'attacco alle sinistre radicali, e segnatamente a Rifondazione comunista. Ieri, addirittura, una doppia uscita - Unità e Corriere della sera - per difendere le bellezze della Legge 30, mettere sotto accusa la manifestazione del 20 ottobre e paventare un nuovo ‘98. Insomma, ci si è buttato anima e corpo, in questa battaglia - proprio come se la sinistra, le sinistre, fossero il suo nemico principale. Nemmeno l'unità d'azione gli piace. Ora, alla luce della limpida storia politica che Gavino Angius ha alle spalle, non riesco a trovare una ratio convincente, né in queste sue posizioni, né in questo suo sfrenato attivismo agostano. E provo a interrogarmi.
Prima, possibile spiegazione: la distanza "nel merito delle cose", cioè sulle leggi (Treu e Biagi) che regolano il mercato del lavoro. Forse Angius non le conosce bene, forse ha letto troppi articoli di Ichino, e ne è stato folgorato. Forse, ancora, non considera il superamento della precarietà del lavoro come una priorità, a dispetto degli impegni solenni assunti nel programma dell'Unione. Fin qui, opinioni personali - sbagliate, ma pur sempre opinioni. Ma come fa, poi, Angius ad affermare che il Prc è contro la legge 30 «per pure ragioni strumentali» e con una «degenerazione propagandistica che ha del grottesco»? Qui, duole dirlo, o c'è disinformazione, o (come propendo a pensare) c'è pura malafede. Fin dai tempi in cui quella legge fu approvata, Rifondazione espresse un netto, nettissimo giudizio critico - e non da sola, ma in compagnia, per dire, di fette amplissime del sindacato, oltre che di numerosi giuslavoristi. Nella campagna elettorale di un anno e mezzo fa, tutti i dirigenti, grandi, medi e piccoli, di Rifondazione si sono sgolati a ripetere, in quattro o cinquemila comizi, che uno dei nostri obiettivi qualificanti era proprio l'abolizione, o il superamento sostanziale, di quel tipo di legislazione.
Tanto è vero che, a governo Prodi già ampiamente insediato, il 4 novembre del 2006 il Prc partecipò massicciamente a un corteo (assai riuscito) contro la precarietà - e tutti, forse anche Gavino, capirono allora di che cosa si trattava, di una grande insostituibile battaglia di civiltà. Arrivare adesso a sostenere che, invece, si tratta di una «spregiudicata» (sic) manovra politica, anzi politicistica, per sbarazzarsi del governo Prodi è davvero scorretto, infondato e palesemente strumentale - del resto, a tutti è chiaro che il vero pericolo, per il governo Prodi, viene dalle componenti centriste dell'Unione, dallo stravolgimento del programma dell'Unione in senso moderato e confindustriale che una parte della maggioranza tenta di compiere, nonché dalla "voglia matta" di Lamberto Dini di ridiventare presidente del consiglio, sia pure per un giro di valzer. Ma, supponiamo, tutto questo Angius lo sa bene. Vuol dire, allora, chissà, che il passionale dirigente comunista di vent'anni fa si è trasformato, lui sì, in uno spregiudicato uomo di manovra? Una quinta colonna del Pd, che opera - pensa di operare più efficacemente - da fuori, da "libero battitore", con l'incarico di far deragliare, se e come può, il treno dell'unità a sinistra? Uno che alle ragioni di Sinistra Democratica - quelle strategiche e di lunga durata - ci crede come noi crediamo in Dio?
Seconda spiegazione (non alternativa ma complementare alla precedente): Angius ha il terrore, qualunque cosa essa sia, della "Cosa Rossa", ovvero di una soggettività di sinistra plurale, unitaria, consistente, capace di incidere nella grande politica e perfino nell'attività di governo. Teme di tornare "indietro", nell'inferno del comunismo e della radicalità, e di privarsi così di un dignitoso futuro politico - al punto da pensare che quello con Boselli e De Michelis possa davvero definirsi tale. Ma un tal panico, vivaddio, è quasi incomprensibile, anche dal punto di vista di chi, come l'ultimo Angius, ha il vezzo di definire se stesso come un "socialdemocratico europeo". Non la vede, il vicepresidente del Senato, la crisi profonda in cui si dibatte, in tutta Europa, la socialdemocrazia? Non si è accorto della sua deriva centrista, liberista, social-liberale? Non ha avuto notizia della Grosse Koalition tedesca e del successo crescente della Linke , guidata da un socialdemocratico europeo vero come Oskar Lafontaine? Insomma, se il modello in cui Angius si riconosce è quello di Blair, o di Gordon Brown, o dell'attuale Spd, e se quelle sono le sue prospettive politiche, lo dica con maggiore chiarezza. Magari spiegando meglio le ragioni che lo hanno portato a non aderire al Partito Democratico (non gli piaceva il nome?), che è oggi la casa naturale, il logico approdo, di chi pensa la politica in termini neocentristi. Oltre che di chi, naturalmente, ha una sfegatata paura del "Rosso", come ogni buon toro alla corrida di Pamplona.


http://www.liberazione.it/


Una Piazza, un Ponte...Una Strada, un Ritorno!
La federazione di Aosta, si scoprì la più importante d'Italia, in senso numerico percentualistico, nell'essere promotrice entusiasta del suo percorso legato alla Mozione Angius. Si prevedeva e si esaltava, un pò avventatamente, questa "vittoria" come quella che avrebbe portato un rinnovamento a livello di Partito regionale. Si discuteva già di nuovi e giovani segretari proiettati verso un "socialismo" illuminato valdostano. Anzi lo si era persino publicizzato persino dalle pagine del Travail, se non vado errato...Ora noi semplici ciclisti, che hanno percorso tanta strada in questo mondo di stranezze, siamo stati facili profeti...Avevamo detto di un bellissimo film: Torna a casa Lassie! Lo ribadiamo, oltre le biciclette, molti ciclisti amano i coollie, e fanno fatica a distaccarsene, gli vogliono bene...un bene dell'anima!

giorgio - Gio Ago 23, 2007 2:25 pm
Oggetto:
Angius sin dall'inizio aveva una posizione diversa. Se ha seguito Mussi e Salvi lo deve aver fatto sull'onda dell'emozione e delle polemiche. Succede quando si vuol essere leader senza esserne capaci. Qualunque cosa farà non avrà alcuna importanza. Angius è ormai come se non fosse mai esistito. E' probabile che aderisca al partito di Boselli e che attraverso di esso rientri nel PD a tempo dovuto.

Grande confusione, come si poteva prevedere... dice Fausto Coppi, e non a torto. Grande confusione anche qui nei Ds-Gv, dove chi non era leader e chi pensava di trarne vantaggio comunque, oggi si ritrova con un boomerang che sta voltaggiando alle spalle, pronto a colpire di ritorno... Il Partito Democratico della VdA merita altri uomini e un "leader" oramai, lasciatemolo dire, noi lo abbiamo già!

giorgio - Dom Ago 26, 2007 12:19 pm
Oggetto:
faustocoppi ha scritto:


Vorrei qui ricordare con estrema compostezza, ma con grave dolore la scomparsa di Vittorino Chiarello. Fu tra i fondatori di Rifondazione in ambito locale e nazionale e anche se non ho potuto conoscerlo personalmente so che Vittorino è stato sempre un comunista coerente e efficace nella sua azione politica. A quei nik che più gli sono vicini politicamente, e che con il sottoscritto avevano iniziato un dialogo “all’acqua di rose”, ricevano da me le più sincere condoglianze. Umanamente siamo vicini alla famiglia.



erika - Mar Ago 28, 2007 12:05 pm
Oggetto:
La discesa in campo di Raimondo pensavo potesse essere un buon inizio per costruire il ponte di cui parla Giorgio ma con rammarico leggo alcune dichiarazioni rilasciate in questi giorni e mi rendo conto che i muri vengono tirati su molto più velocemente.

Mentre raccoglievo le firme, mi rendevo conto di quanto questa società civile fatta da agricoltori, da medici, da professori, da operai... apprezzi Donzel. La considerazione invece che ci sia l'ombra di Giovanni Sandri dietro questa candidatura mi fa veramente sorridere e arrabbiare allo stesso tempo. Accetterei questo da una persona estranea al partito, da una persona che non conosce Raimondo ma non da una persona che ha visto nascere Area Democratica, a seguito ogni fase del Congresso e si è letto le mozioni congressuali. Una persona che l'ha spesse volte sentito parlare in direzione e letto su le pagine di Le Travail.

Se uno voleva fare una critica a mio avviso doveva farlo sul piano politico, dicendo cosa non condivideva della dichiarazione d'intenti ma questo naturalmente è il mio modesto parere.. Il parere di una persona che si è avvicinata alla politica da pochi mesi. Ora anziché parlare delle ombre se uno apprezza Raimondo e condivide la sua dichiarazione di'intenti credo debba sostenerlo, così si inizieranno a vedere le luci. I fatti contano molto più delle parole..
giorgio - Mar Ago 28, 2007 3:26 pm
Oggetto:
giorgio ha scritto:
Nulla da fare... I consigli della vecchiaia rischiarano senza riscaldare, come il sole d'inverno. Continuo a sgolarmi e parlo di fare qualche passettino indietro per iniziare con un piglio diverso l'approccio che si è dato da sempre ad ogni gesto, ad ogni accenno di incomprensione, agli scontri invece che ai dialoghi. Ma i gossip caro Fiou no! Basta, non se ne può più.

Invecchiando si diventa più tolleranti; non vedo commettere alcun errore che non abbia commesso anch'io, questa è la pura verità, ma a voi cari ragazzi di Area Democratica, vi chiedo come diceva Goethe, di non fare sentire più vecchio di quello che non è il nostro caro compagno Fiou, non facendogli perdere uno dei maggiori diritti dell'uomo: non essere più giudicato dai suoi simili. Vi chiedo dunque di dargli un cenno di presenza in vita facendogli notare quanto sia stato alquanto deprimente leggere queste sue posizioni nei confronti del caro amico Raimondo. E pensare che neanche a Fiou, Raimondo, aveva negato una parola colloquiale, come si conviene tra persone civili e rispettabili.

Mi dispiace, ma devo fare notare quanto sia stato infelice nella sua esternazione un consigliere navigato ed esperto come Fiou a cui aveva dato il mio voto anche in tempi non sospetti. Pazienza...costruiremo il nuovo con nuovi strumenti e nuovi Leader, ma questa volta sappiamo che saranno più credibili...Questi signori che sdegnosi allontanano qualunque forma di partecipazione democratica per ritornare agli strumenti dello stalinismo come il "Gossip", non meritano di rimanere al loro posto.

erika - Mar Ago 28, 2007 3:55 pm
Oggetto:
Io invece vorrei averlo accanto a me a sostenere Raimondo. Credo sia un buon consigliere e non potete immaginare cos'abbia voluto dire per me presentare la nostra mozione accanto a lui.
Vorrei però capire il perché di questa caduta di stile soprattutto ripeto da parte di uno che conosce bene Raimondo ed è in politica da anni.... Rolling Eyes
giorgio - Dom Set 02, 2007 2:59 pm
Oggetto:
Citazione:
L’esigenza di un partito autenticamente democratico che si richiami ai valori, all'etica, alla coerenza, all'unità di intenti, anche se fra non molto ci sarà la fusione nel PD, è sentita come alquanto importante da moltissimi compagni ancora oggi. Le "verbose" rivendicazioni dei due consiglieri regionali, lontani lo spazio di una poltrona, dal posto assegnatogli dal loro elettorato, le astruse discussioni di questi giorni che cadono sempre su posizioni personali, la mancanza di notizie sulla unità interna dei Ds come tema principale e portante sull'unificazione dei partiti di centro sinistra, i cavillosi distinguo di qualche leader, ci stanno stancando. Il rischio che si corre è l’abbandono dell’impegno civile e politico di fare entrare nel Partito Democratico, quella maggioranza delusa perchè convinta dell’incapacità di questa classe dirigente che si professa "riformista" a percepire il pericolo che si corre: la sparizione di una sinistra moderata da ampie zone d’Italia in generale e della Valle d'Aosta in particolare.

Quindi cerchiamo di uscire dalla frammentazione, dai piccoli litigi, concentriamoci sulla nostra capacità di aggregazione, mentre nel contempo vediamo di lavorare su quella degli altri. Abbiamo a disposizione la rete, che è uno strumento molto potente. Siamo tutti capaci di analisi, e possiamo davvero fare qualcosa per rilanciare la vita pubblica dei cittadini... perchè questo è il senso di questo progetto: riportare al cittadino il senso della cittadinanza, attraverso le associazioni, le federazioni, i movimenti, la società civile... con la politica, la solidarietà, l'aggregazione... tutto quello che è incompatibile con questo eccesivo protagonismo cui stiamo assistendo in questi ultimi giorni. Eppure anche noi cadiamo nei tranelli, litighiamo e ci perdiamo nelle minuzie, perdiamo facilmente di vista gli obbiettivi per puro amor proprio. Insomma di lavoro ce n'è proprio tanto, e la strada non è in salita, è proprio verticale.

Certe volte le strumentali divisioni che frenano l'entusiasmo di molti potenziali elettori suonano assurde... come se i 300 spartani alle Termopili si fossero divisi sulla base del colore del gonnellino e sulla forma dello scudo, mentre l'esercito persiano piombava su di loro... L'idea di costruire, o anche solo di rafforzare una rete di associazioni e Case dei Democratici è qualcosa di talmente impegnativo, che talvolta ci preoccupa. Ma ora che siamo partiti... evitiamoci inutili difficoltà e andiamo avanti cercando di coinvolgere gli scettici, che sono ancora tanti...
Avanti con Raimondo Donzel.


giorgio - Lun Ott 22, 2007 5:03 pm
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
10:19 PRC: VALLEISE, ENTRO ANNO NECESSARIO SOGGETTO UNICO SINISTRA

(ANSA) - AOSTA, 22 OTT -
Per la sinistra italiana e valdostana è giunto il momento di scegliere. "Entro l'anno dobbiamo dare vita in tutto il paese, in Valle d'Aosta a un soggetto unitario della sinistra, con tesseramento comune, liste comuni a ogni appuntamento elettorale". E' l'impegno assunto in una nota da Piero Valleise, segretario regionale di Rifondazione Comunista, all'indomani della manifestazione di Roma.

"Il popolo diffuso della sinistra sociale - sostiene Valleise - chiede alla sinistra politica tre cose: radicalità, innovazione delle forme di rappresentanza, e unità, vale a dire il superamento di divisioni vecchie e sciocche. Il quotidiano Liberazione ha citato positivamente in prima pagina l'esperienza valdostana dell'Arcobaleno". "In questo senso - si legge ancora - va la costruzione di Sinistra Europea Valle d'Aosta. La 'Casa Rossa' deve essere un processo democratico per ritrovare il filo rosso con i giovani e per definire il profilo del socialismo del ventunesimo secolo".

Secondo Valleise, infine, "é il momento delle scelte chiare, il treno passa ora, Ds e Margherita sciogliendosi hanno dato vita a un soggetto politico simile alla Democrazia Cristiana degli anni '80, alleato con i poteri forti, conservatore sui diritti, attento ai suggerimenti di Vescovi e Cardinali''. (ANSA).



Bella la premessa, ma orrendamente stantia e conservatrice la chiusa di un concetto politico espresso all' ANSA
da Piero Valleise. A prima vista ed a una sommaria lettura, il comunicato ANSA poteva sembrare di buon auspicio.

Certo che Liberazione non è un giornale di larga tiratura, ma se i suoi potenziali lettori valdostani invece di
"sbracare" in considerazioni simil vallesiane fossero più sensibili al rinnovamento, si sarebbero accorti che
in Valle d'Aosta nella buca della ribalta, sotto la cuffia non c'era alcun suggeritore. I lanciatori di questi strali
critici da Rfc, ai suoi alleati dell'Arcobaleno, sono pregati di prendere atto che gli sconfitti nelle recenti elezioni
per il PD della VdA sono coloro che appartengono esattamente alla categoria da loro tanta deprecata.

Inoltre vorrei fare una piccola considerazione. Se i responsabili dell'Arcobaleno fossero stati un pochino
più attenti e accorti politicamente e meno critici a prescindere dall'evolversi della situazione del PD in Valle,
avrebbero notato - come personalmente ho appurato - quante persone domenica 14 ottobre hanno
preferito, dopo una nostra campagna fatta casa per casa, di caldi appelli al voto, essere presenti in
P.za Chanoux e non ostante venti minuti di coda, votare con soddisfazione per il PD.


Ps.
Sabato 20.10.2007 la sinistra era in piazza. Settecentomila persone si sono date appuntamento a Roma
per far sentire il peso della loro voce. Tra loro c'era una componente, fortemente minoritaria, appartenente
a quella che definisco sinistra cialtrona. Era quella che marciava non per i diritti dei lavoratori, dei pensionati
e dei precari ma contro il PD e la CGIL. Io spero di cuore che la sinistra (quella vera) riesca ad unirsi per avere
un peso maggiore nel centrosinistra. Proprio per questo dovrebbe staccarsi definitivamente da quelli del tanto
peggio tanto meglio (che in genere sono quelli con la pancia piena, che possono divertirsi a giocare alla rivoluzione).
Ovvero da quelli che la sinistra storica ha sempre isolato e combattuto.

erika - Mer Ott 24, 2007 10:55 am
Oggetto:
Non è l'unica dichiarazione che mi ha colpito in questi giorni.
Lunedì sulla gazzetta matin ho letto che Guglielminotti non sa se entrerà nel PD. Non era uno dei sostenitori della mozione Fassino nella prima fase del Congresso? Non è stato uno dei 3300 che domenica 14 ottobre ha votato? Cos'è quindi cambiato? Sembra che tutti i più grandi sostenitori del PD siano i meno convinti ora? Bah,...non riesco proprio a capire!!!!
giorgio - Gio Ott 25, 2007 7:01 pm
Oggetto:
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Una piazza...un ponte...un link...
giorgio - Gio Nov 01, 2007 2:47 pm
Oggetto:
erika ha scritto:
Non è l'unica dichiarazione che mi ha colpito in questi giorni.
Lunedì sulla gazzetta matin ho letto che Guglielminotti non sa se entrerà nel PD. Non era uno dei sostenitori della mozione Fassino nella prima fase del Congresso? Non è stato uno dei 3300 che domenica 14 ottobre ha votato? Cos'è quindi cambiato? Sembra che tutti i più grandi sostenitori del PD siano i meno convinti ora? Bah,...non riesco proprio a capire!!!!



Nulla da fare... I consigli della vecchiaia rischiarano senza riscaldare, come il sole d'inverno. Continuo a sgolarmi e parlando di fare qualche passettino indietro per iniziare, con un piglio diverso, l'approccio che si è dato da sempre ad ogni gesto, ad ogni accenno di incomprensione, agli scontri invece che ai dialoghi. Un approccio che, visto i risultati del 14 ottobre, dovrebbe essere imperniato su una maggiore attenzione all'accaduto e ad una minore spregiudicatezza nelle esternazioni. Ma parlare di incertezze, di non essere entrato nell'ottica del nuovo Partito Democratico, dopo essere stato uno dei sostenitori fassiniani, caro Guglielminotti Gaiet no! Basta, non se ne può più. Direi a questo punto, dopo avere sostenuto una parte e partecipato al gioco, non puoi venirci a dire che non è più confacente con le tue visioni e volontà politiche. E ciò mi porta a dire severamente: Giù la maschera!

Invecchiando si diventa più tolleranti; non vedo commettere alcun errore che non abbia commesso anch'io, questa è la pura verità. Ma caro Marino ti chiedo di dare un cenno di presenza in vita facendoci ricredere su quanto sia stato alquanto deprimente leggere queste tue posizioni nei confronti del nuovo partito che è nato e che tu non hai avuto bisogno di notarlo o di far sapere nemmeno al segretario, il caro amico Raimondo, la tua posizione, che ritengo molto importante visto l'impegno istituzionale che ricopri. E pensare che neanche a te, Raimondo, aveva negato una parola colloquiale, come si conviene tra persone civili e rispettabili.

Mi dispiace, ma devo fare notare quanto tu sia stato infelice in questa esternazione di vicesindaco navigato ed esperto. Una persona a cui avevo dato fiducia durante tutte le esternazioni da te fatte " sul tutto va bene madama la marchesa nel comune di Aosta". Pazienza...costruiremo il nuovo con nuovi strumenti e nuovi Leader, ma questa volta sappiamo che saranno più credibili...Voi, signori miei che sdegnosi avevato allontanato qualunque forma di partecipazione democratica nascondendovi dietro all'alibi che noi "rinnovatori" volevamo ritornare agli strumenti dello stalinismo, non meritate più di avere la nostra fiducia. Rimanere al vostro posto senza vedere o capire che nulla di ciò che è capitato, dovrebbe essere pesante e pericoloso perchè vorrei capire sulla fiducia di chi potete fare affidamento.

erika - Ven Nov 02, 2007 8:25 am
Oggetto:
Già, caro Giorgio, anche a me spesse volte mi sale la rabbia perchè nonostante stiamo costruendo qualcosa di nuovo le logiche vecchie tornano a prendere piede.
Le solite brutte dichiarazione e i soliti ripensamenti come se tutto fosse dovuto ad una persona piuttosto che ad un'altra.
Qui stiamo parlando di un progetto che ha visto noi, Marino ed altri partecipi fin da subito... Vorrei quindi invitarlo a leggere la mozione congressuale che ha sostenuto, era piuttosto chiara la posizione sul PD e quindi questi ripensamenti dell'ultima ora a cosa sono dovuti?
Ecco quindi che apprezzo le persone che non convinte non hanno sostenuto la mozione Fassino o il 14 non sono venute a votare. Sono coerenti...tutti gli altri,mi dispiace, ma denotano semplicemente la mancanza di un progetto politico.
giorgio - Lun Nov 05, 2007 12:55 pm
Oggetto:
E pensare che Fassino tutt'ora segretario dei Ds non fa storie, obiezioni, e le dichiarazioni sue sono sempre impostate per il futuro del Pd senza recriminazioni, senza rimpianti o ricerca di rivalse future, un grande...

Fassino: Non resterò con le mani in mano, lavorerò insieme agli altri per costruire il Pd. Piero Fassino non svela quale sarà il suo impegno nel prossimo futuro e intervistato a 'Che tempo che fa', si limita a dire che di sicuro non resterà con le mani in mano: "E' impossibile che non faccia niente, come è noto sono un tipo particolarmente attivo".

Quindi aggiunge: "Per qualche settimana mi riposo, che è legittimo dopo sei anni in prima linea. Poi, intanto sono parlamentare dell'Ulivo, mi dedicherò all'attività parlamentare. E poi lavorerò insieme agli altri per costruire il Pd, farò in modo insieme agli altri che il Pd onori la fiducia intanto di quei 3,5 milioni di cittadini che hanno creduto in questa scommessa".

Capito signori della politica diessina valdostana? Capito qual'è il comportamento che un ex segretario nazionale Ds, tiene davanti al suo popolo? Non è che facendo lo gnorri come fa qualcuno dei nostri "prìncipi" valdostani della ex Gv-Ds che si possa risolvere qualche cosa. Ripeto questo è il momento dell'amalgama, il momento della riconciliazione. Qui non si tratterà più di fare la parte della minoranza con i mezzi che si usavano tempo addietro...i metodi saranno quelli della discussione del dialogo e della sintesi...I tempi... quelli della "decisione", saranno quelli del Segretario che imposterà la linea politica esposta nel suo programma d'intenti. Un programma completo e qualificato che la maggioranza ha approvato e che la popolazione ha provveduto a convalidare con il suo voto il 14 ottobre.

faustocoppi - Mar Nov 13, 2007 5:17 pm
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
10:16 PD: DONZEL, ADERISCE A GRUPPO SOLO CHI SOSTIENE REFERENDUM

(ANSA) - AOSTA, 13 NOV -
"Il sostegno alla partecipazione al voto del 18 novembre è una condizione per poter aderire al gruppo consiliare regionale del Partito democratico - L'Ulivo". Lo sostiene in una nota il segretario regionale del Pd, Raimondo Donzel, invitando "tutti i consiglieri regionali che erano presenti nelle liste delle primarie per l'Assemblea costituente del Pd" di dichiarare "apertamente" il loro sostegno alla partecipazione ai referendum previsti domenica prossima.

Per "chiarire ulteriormente la posizione del Partito democratico" è stata convocata questo pomeriggio alle 15 una conferenza stampa nella sede provvisoria del Pd della Valle d'Aosta, in corso Battaglione 13/a. (ANSA).


(ANSA) ha scritto:
17:05 PD: VDA; E' SCONTRO SUL GRUPPO CONSILIARE IN REGIONE

(ANSA) - AOSTA, 13 NOV -
A due settimane dalla costituzione del gruppo consiliare del Partito democratico-l'Ulivo al Consiglio regionale della Valle d'Aosta, prevista per la seduta del 21 e 22 novembre, è scontro sulla sua composizione.

Se da una parte Carmela Fontana e Giovanni Sandri, entrambi attualmente del gruppo Ds-Gauche Valdotaine, hanno già annunciato la loro adesione, incerta e controversa rimane la collocazione degli altri due ex-diessini e ex candidati (non eletti) all'Assemblea costituente del Pd regionale, Giulio Fiou e Piero Ferraris, appartenenti a un altro gruppo denominato 'Per il Partito democratico in Valle d'Aostà.

"Quello che è certo - ha spiegato oggi il segretario regionale del Pd, Raimondo Donzel in una conferenza stampa - è che nessuno potrà utilizzare il nome del Partito Democratico al di fuori dal gruppo ufficiale e quindi Ferraris e Fiou dovranno scegliere se aderire alla nuova formazione o fare altre scelte perché comunque il loro gruppo decadrà".

Sul piano politico, a dividere le due componenti ex-Ds presenti in Consiglio regionale è soprattutto la posizione sui referendum propositivi in materia elettorale e sul nuovo ospedale, previsti domenica prossima: "ritengo - ha aggiunto Donzel - incomprensibile, ingiustificata e immorale la presa di posizione pubblica di Piero Ferraris a favore della non partecipazione al voto, visto che, al contrario, l'Assemblea costituente del Pd si è espressa unanimemente per la partecipazione". Un atteggiamento, a giudizio del segretario regionale del Pd, "incompatibile con il nuovo partito".

Nessun commento alle dichiarazioni del segretario Donzel da parte di Piero Ferraris e Giulio Fiou: "chiariremo la nostra posizione - dicono - nelle sedi opportune". (ANSA).


Nessuno scontro. La coerenza, l'etica e il rispetto delle regole dovranno essere i motivi pricipali a cui faranno riferimento tutti i componenti del PD
giorgio - Mar Nov 13, 2007 7:34 pm
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
17:25 PD: DONZEL, VALUTEREMO POSIZIONE GRUPPO COMUNE AOSTA

(ANSA) - AOSTA, 13 NOV -
'Nelle prossime settimane valuteremo il posizionamento del gruppo consiliare del Pd in Consiglio comunale di Aosta rispetto alla maggioranza che potra' anche non essere in continuità con l'attuale collocazione dei Ds". Lo ha detto oggi Raimondo Donzel, segretario regionale del Pd.

Del nuovo gruppo comunale del Pd dovrebbero far parte gli attuali consiglieri di maggioranza dei Ds-Gauche Valdotaine, Alder Tonino e Gianni Rigo, e anche Enrico Bich (Alé Vallee) schierato con l'opposizione. I Democratici di sinistra esprimono inoltre il vice sindaco, Marino Guglielminotti Gaiet e l'assessore ai Servizi sociali, Giuliana Ferrero. "Nessuna posizione è stata definita fino ad ora - ha aggiunto Donzel - ma avvieremo un percorso condiviso con i nostri esponenti in Comune da cui dovrà emergere la decisione sulla collocazione del gruppo". (ANSA).


Ripeto qui le parole di Faustocoppi: Nessuno scontro. La coerenza, l'etica e il rispetto delle regole dovranno essere i motivi pricipali a cui faranno riferimento tutti i componenti del PD
giorgio - Mar Nov 13, 2007 9:59 pm
Oggetto:
Citazione:
PD: COMMISSIONI A LAVORO
E' prevista per le ore 10,30 di sabato 17 novembre presso l’Hotel Radisson Sas in via Filippo Turati 171 a Roma, la riunione di insediamento delle tre Commissioni (Commissione Statuto, Commissione Manifesto dei valori, Commissione Codice Etico) del Partito Democratico.

I componenti delle suddette, eletti dalla Assemblea nazionale costituente del 27 ottobre scorso, dovranno inanzitutto provvedere ad eleggere un presidente ed un relatore. I lavori dovranno essere ultimati entro il 31 gennaio 2008. A tale scopo, le Commissione potranno articolarsi in sottocommissioni e definire forme di consultazione e coinvolgimento nelle proprie scelte dei componenti l’Assemblea nazionale costituente.

Le proposte da queste predisposte saranno poi sottoposte all’approvazione della Assemblea nazionale costituente del 28 febbraio 2008.


Un augurio convinto a tutti i partecipanti delle tre Commissioni.
Un particolare e appassionato saluto alla componente delle succitate
- eletta nelle liste di Veltroni - come rappresentante della Valle d'Aosta
dall'Assemblea del 27 ottobre scorso, nella Commissione Codice Etico.
Auguri.

erika - Mer Nov 14, 2007 8:24 am
Oggetto:
Proprio in merito a questo, visto che mi sembra lontano da ogni etica l'atteggiamento di chi chiede l'astensione in un partito nuovo dove i cittadini elettori attivi sono parte integrante e per ogni scelta si chiede il loro parere, spero che in questa commissione la Valle d'Aosta avrà qualcosa da dire.
Sono veramente ferita da quest'atteggiamento perchè é una vera mancanza di rispetto verso le 3500 persone delle primarie, verso i due candidati segretari, verso tutte le persone che erano in lista.
Nulla vietava di potersi candidare e nella propria dichiarazione d'intenti mettere che il cittadino non può fare scelte, i referendum propositivi si devono utilizzare solo per parlare del ruolo delle massaie, le alleanze non sono nemmeno da discutere si starà con UV e FI, come succede spesso in Consiglio... Ecco la vera chiarezza!!!!
bruno courthoud - Mer Nov 14, 2007 12:52 pm
Oggetto:
Eh già: l'etica ha come presupposto la coerenza!
paolog - Mer Nov 14, 2007 4:09 pm
Oggetto:
Surprised Meravigliato, forse nò, preso in giro sì:
Sabato 10 novembre, alla prima assemblea del P.D. Piero Ferraris c'era, perchè invece di andarsene prima che i lavori terminassero, non è sceso a spiegare alla platea le sue ragioni? Embarassed
Eppure il segretario Raimondo Donzel, aveva cercato con la sua relazione un punto di incontro, aveva chiesto unanimità di vedute, e la Costituente Regionale è stata unanime. Very Happy
Perchè allora usare il P.D. e Veltroni per scopi personali?
Aspetto/iamo spiegazioni convincenti, e non stupide frasi offensive e retoriche.
Twisted Evil
giorgio - Mer Nov 14, 2007 4:37 pm
Oggetto:
E' mio parere che sia giunta l'ora di formalizzare al nostro interno, una sensibilità politica con nuovi principi che contrastino il formarsi di stravolgimenti, incomprensioni che ci allontanano dal retroterra culturale del liberalismo democratico a cui facciamo riferimento e che ci ha distinto e connotato. La composizione di questo Partito Democratico tende a colmare alcune mancanze, ripensare le diverse amnesie, correggere le molte revisioni che il nostro partito e qui parlo di quello regionale, ha patito costantemente nel tempo. Ho deciso di non confidare più sui nostri riformisti al prosciutto cotto oramai da tempo e dalle ultime esternazioni sui referendum che hanno fatto, lasciano presupporre che abbia agito per il meglio! Noi crediamo negli azzeramenti e nelle successive ricostruzioni. Non vogliamo più sentir parlare di riforma se la parola significa spostare due virgole, purché tutto resti com'è. Ad esempio si è capaci di riformare la complicata situazione politica in cui si sono cacciati questi " pseudo-dissidenti" già del vecchio partito dei Ds-Gv? Ci possiamo attendere ancora quote di buona volontà di rispetto dei valori condivisi, da un' intera Assemblea Costituente, basandole su regole certe, chiare, condivise e rispettate finalmente da tutti?
giorgio - Dom Dic 16, 2007 12:30 pm
Oggetto:
rivoluzione

Ho visto una formica,
in un giorno freddo e triste,
donare alla cicala
metà delle sue provviste.

Tutto cambia: le nuvole,
le favole, le persone...
la formica si fa generosa...
è una rivoluzione!

Gianni Rodari

paolog - Dom Dic 16, 2007 7:26 pm
Oggetto:
Very Happy Giorgio è intelligente e sensibile, le poesie sono state scritte per uomini come lui.
Twisted Evil Le poesie non toccano la mente degli uomini gretti e ignoranti, di persone che credono di essere sia la cicala che la formica, sia pinocchio che il gatto e la volpe.
Rolling Eyes Noi popolo del Partito Democratico, siamo come Giorgio sensibili e intelligenti, e voi vecchi dirigenti dei G.V.D.S. da che parte volete stare.
Rolling Eyes Non ci sono più scuse, ora c'è un partito nuovo,fatto da uomini, donne, e giovani che nulla vogliono avere a che spartire con la vecchia politica.
Twisted Evil Per noi, che abbiamo visto il partito diviso dagli interessi di parte, la gioia di vivere un partito nuovo, dove il progetto sia unico e condiviso da tutti.

erika - Lun Dic 17, 2007 9:13 am
Oggetto:
eppure ci sono giovani che si arrogano diritti sui propri nonni e parenti.
Anche mio nonno ha dato tanto a questo partito a livello di tempo e denaro nonostante non fosse un uomo dell'alta borghesia. Eppure sono certa che come ha accettato di non avere più la falce e il martello, avrebbe dato con piacere alle nuove generazioni le piante su cui innestare nuovi frutti.
Ora chi crede di potersi arrogare diritti su tutto e tutti, anche sui nostri pensieri credo sbagli.
Meglio i sacrifici che dover dire grazie a qualcuno...e se la logica è che ognuno coltivi il suo orticello... Sono sempre più convinta che solo con un vero rinnovamento, che non si basi quindi sull'età anagrafica come ritiene qualche giovane vecchio, si potrà essere veramente propositivi!
In questo senso ho notato con piacere che Katya, Rachida e Paolo hanno già contribuito con documenti molto interessanti sul forum del welfare.
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faustocoppi - Dom Gen 06, 2008 9:16 pm
Oggetto:
Citazione:

La politica a sinistra, soprattutto nel Partito Democratico ormai sempre più forza legata al centro – se non intervengono fatti nuovi - paga il prezzo di aver rinunciato a una identità progressista chiara, che ha ancora un suo significato ben preciso e un popolo che si riconosce in essa. Il problema centrale è quindi quello dei contenuti e non la sterile polemica.
Chi riduce le difficoltà del governo Prodi a una mera questione di maggioranze traballanti al Senato, di legge elettorale, di bipolarismo fallito, di assetto costituzionale del Paese dice delle mezze verità, che da sole non vanno da nessuna parte. E in particolare a sinistra per venirne a capo è necessario che si apra un dibattito sulla sua natura attuale, su cosa essa è diventata o rischia di diventare.
Dove si nasconde allora la verità? O meglio come fare per giungere a una spiegazione di quanto è avvenuto che sia capace di andare alla radice dei problemi? La maggioranza di centrosinistra barcolla. Non in parlamento, ma nei confronti del suo popolo. C’è una “quota” della sinistra che ha smarrito infatti il rapporto con la base, con la sua gente. Va avanti a colpi di vertici, direzioni nazionali, segreterie.
La destra,che sia quella cristiana e moderata o quella demagogica e populista, riesce oggi a parlare al suo elettorato e agli italiani in genere. Tiene fede a quei valori cui tradizionalmente fa riferimento l’elettorato conservatore: famiglia, sicurezza, identità nazionale e cristiana. La sinistra moderata invece appare ancora incapace di porsi alla testa di un cambiamento e di indicare una meta cui tendere gli sforzi della politica.
Stiamo pagando il prezzo per aver rinunciato a una maggiore identità di sinistra che ha un suo significato ben preciso? Si sta accantonando un popolo che si è sempre riconosciuto in esse? Quegli stessi contenuti di pace e progresso, che a volte stentano ad affermarsi anche nelle socialdemocrazie già consolidate, riusciranno ad emergere nel Partito Democratico? E questo, sarà laico o presterà l’orecchio agli allarmi del Vaticano? Si schiererà coi precari o con i datori di lavoro? E Veltroni sarà autorizzato a parlare della sinistra e ne farà ancora parte? Probabilmente dovremo essere molto vigili!
Il 14 Ottobre scorso si è scelto un leader con le primarie, ma non si è parlato fino in fondo di programmi, di idee e soprattutto di cambiamento. Non parlo della Valle d’Aosta dove con l’elezione di Raimondo Donzel molte cose stanno cambiando pur nell’ambito di grosse difficoltà che vengono artatamente mantenute e coltivate da un potere costituitosi da anni all’interno della ex Gv-Ds. La porta del partito è forse stata chiusa ai giovani attraverso regole di elezione volte da un lato a garantire le posizioni esistenti? E’ mancato un confronto schietto coi militanti? Non c’è stato un dibattito sul contenuto di questo riformismo? L’apertura maggiore alle nuove generazioni avrebbero dato uno spessore diverso alla nascita del partito? Onestamente direi proprio di No. Forse questo è problema da accreditare al Pd in campo nazionale, non in Valle! Il Partito Democratico dovrà essere un ottimo cartello elettorale, vincente. Non dobbiamo perciò mai rinunciare a certi temi e al confronto con la base, altrimenti avremo anche noi perso in partenza.


erika - Lun Gen 07, 2008 10:11 am
Oggetto:
Ecco che con la costituzione dei circoli territoriali si vuole tornare a parlare con la base. Nel mese di gennaio stiamo cercando di promuovere almeno 4 iniziative per parlare di contenuti. Spererei nuovamente in una grande affluenza anche se mi rendo conto che una cosa è andare a votare per scegliere una persona altra cosa è voler partecipare in prima persona a tutto questo...
faustocoppi - Gio Gen 10, 2008 11:11 pm
Oggetto:
Citazione:
Primarie PD
16 ottobre 2007

COMUNICATO STAMPA
La Segreteria politica di Vallée d’Aoste Vive, riunitasi lunedì 15 ottobre presso la sede del movimento, ha valutato assai positivamente la partecipazione generale al voto, sia a livello nazionale che locale, per l’elezione degli organi dirigenti del Partito Democratico.,
In particolare per quanto riguarda la Valle d’Aosta, l’affluenza alle urne si è rivelata decisamente superiore alle aspettative, segnale questo particolarmente incoraggiante rispetto alla partecipazione popolare prevista ed auspicata per i referendum propositivi del 18 novembre.
Sarà questo un momento storico per la Valle d’Aosta, un’occasione nella quale si potrà realmente voltare pagina affrontando con rinnovato slancio le future sfide politiche ed economiche.
L’afflusso alle urne ha dimostrato che, quando i valdostani possono agire in piena libertà e senza condizionamenti, partecipano con passione all’attività politica.
Vallée d’Aoste Vive si congratula con Raimondo Donzel, neo-segretario eletto, che ha sempre richiamato nel corso della campagna elettorale il proprio pieno appoggio al momento referendario.

Vallée d’Aoste Vive


Citazione:
Non staremo più in silenzio
20 novembre 2007

COMUNICATO STAMPA

Non staremo più in silenzio, ribatteremo colpo su colpo le menzogne che i partiti di maggioranza regionale continuano a presentare ai cittadini.
Come può il Comité Fédéral dell'Union Valdôtaine assumere toni trionfalistici per un risultato elettorale nato sulla scia di vergognose azioni che hanno condizionato il voto di molti e grazie ad una scelta astensionistica che ha permesso nei fatti il controllo capillare del voto sull’intero territorio regionale.
Come può un popolo riconoscere ancora la dignità di governare a chi ha messo in ginocchio la democrazia, ha impedito il confronto politico preferendo l’uso di strumenti di controllo, impedendo di fatto un regolare sviluppo della votazione, senza provare un moto di repulsione per le parole di chi lo offende.
Nessuno sostiene che i risultati del referendum sarebbero necessariamente cambiati nella sostanza in condizioni di voto “normali”, né che si sarebbe certamente raggiunto il quorum: ma vogliamo continuare a nasconderci dietro un dito quando facciamo tutti finta di non vedere come sono andate realmente le cose?
Anche se solo un elettore fosse stato condizionato e limitato, sarebbe stato grave: nei fatti lo sono stati a migliaia e i partiti di maggioranza lo sanno, lo sanno i dirigenti di questi partiti, gli iscritti che non possono che riconoscere l’ingiustizia e l’illegalità di fondo dell’azione, i cittadini che ne hanno parlato e ne parlano per le strade.
Quasi 30.000 valdostani si sono recati alle urne.
Loro non hanno avuto paura di andare a votare, di indicare un sì o un no sulla scheda, magari di votare scheda bianca ma di dare la possibilità di un risultato, qualunque fosse, ad una democrazia partecipata.
E non ci si dica che non ne avevamo parlato PRIMA dei risultati elettorali.
In una lettera aperta ad Union Valdôtaine, Stella Alpina e Fédération del 17 ottobre 2007 venivano messi in luce i gravissimi rischi della scelta astensionistica rispetto alla segretezza ed alla libertà del voce.
Mai nessuna risposta.
Non crediamo più alla buona fede di certe scelte e la deriva antidemocratica in atto ci mette in apprensione.
Siamo convinti che la maggioranza silenziosa non resterà tale ancora a lungo: chiediamo una presa di posizione agli intellettuali., al mondo libero dell’arte, ai professionisti, agli operai, agli imprenditori, agli agricoltori…
Ma dove sono finiti i liberi pensatori? L’omologazione al sistema non può pagare all’infinito, senza trasformare il sistema in regime.
È un atto di liberazione dai condizionamenti che viene chiesto.
Invitiamo tutti al dialogo, al confronto, alla resistenza ed alla messa in atto di forti opposizioni interne in seno a quei partiti nei quali in questo momento si tende ad avallare come “normali” comportamenti lesivi dei diritti fondamentali di ogni cittadino.

Paolo Louvin – VdA Vive


Due comunicati stampa di per se molto diversi, ma legati da un filo rosso.

L'affluenza e la partecipazione del popolo valdostano ad una votazione. Il primo comunicato per esaltare un'elezione di un segretario, Raimondo Donzel, che ha sempre richiamato nel corso della campagna elettorale il proprio pieno appoggio al momento referendario. Il secondo, per ribattere colpo su colpo alle menzogne che i partiti di maggioranza regionale continuano a presentare ai cittadini che hanno visto, in queste menzogne, disconoscere la dignità di governare a chi ha messo in ginocchio la democrazia, ha impedito il confronto politico preferendo l’uso di strumenti di controllo, impedendo di fatto un regolare sviluppo della votazione, senza provare un moto di repulsione per le parole di chi lo offende.
Nei fatti come dice Paolo Louvin sono stati: migliaia i cittadini coinvolti e i partiti di maggioranza lo sanno, lo sanno i dirigenti di questi partiti, gli iscritti che non possono che riconoscere l’ingiustizia e l’illegalità di fondo dell’azione, i cittadini che ne hanno parlato e ne parlano per le strade.

Ed ecco il filo rosso: Quasi 30.000 valdostani si sono recati alle urne. Loro non hanno avuto paura di andare a votare, di indicare un sì o un no sulla scheda, magari di votare scheda bianca ma di dare la possibilità di un risultato, qualunque fosse, ad una democrazia partecipata. Allora io mi domando perchè dare il rompete le righe e rischiare il dissolvimento di queste volontà di partecipazione?

Abbiamo in comune un elettorato adulto, consapevole e
democratico, perchè lasciarlo alla destra che qui in Valle d'Aosta
si sta configurando con preoccupante accelerazione?

giorgio - Dom Gen 13, 2008 2:37 pm
Oggetto:
La Stampa ha scritto:
CESAL BOCCIA LA REALPOLITIK
PER DAR SCACCO ALL’IMPERATORE
L’opinione
Enrico Martinet


Il presidente dell’Union Guido Césal confessa che «depuis longtemps» il cammino del suo movimento «è strettamente legato alla gestione del potere e abbiamo sovente confuso la politica con l’amministrazione». E’ così da almeno 25 anni. A volte perfino le ovvietà sono difficili da dire. Césal, sul giornale unionista «Le peuple valdôtain», scrive: «L’Uv deve rispondere ai bisogni collettivi dopo aver messo in prima fila i principi e i valori etici e morali che costituiscono il suo patrimonio identitario». Per il presidente, il Leone ha perduto identità.
Lontano dal «politichese» Césal compie un’autocritica profonda e indica la strada di una «rivoluzione». L’Uv ha programmato la sua crescita (fino a 18 consiglieri regionali) proprio gestendo il potere senza avere strategie politiche guida. Gestione resa possibile dalla ricchezza delle casse regionali. Il male del potere non è inseguire il consenso necessario a sostenere idee da tradurre in progetti, ma nell’inseguirlo con il clientelismo, mortificando la politica.
Il pentimento di Césal giunge in tempi più che sospetti. Alla vigilia della campagna elettorale che vedrà fra i protagonisti «un certain Rollandin», fautore della realpolitik che ha proiettato l’Uv ad avere il massimo dei consensi di una forza politica dal Dopoguerra ad oggi. Césal usa concetti cari a VdA Vive e a Renouveau, ripesca una «questione morale» sempre nascosta dall’Uv e boccia il suo stesso movimento pur di dare scacco al re, anzi all’«imperatore». La scacchiera sarà il congresso di marzo a Courmayeur

13 Gennaio 2008



Riporto questa opinione di Enrico Martinet, giornalista de La Stampa, perchè mi sembra opportuno far notare come Faustocoppi, nel precedente post, avesse in qualche modo intravisto
un filo rosso che continua a collegare la parte sana della popolazione valdostana con un mondo politico non completamente assoggettato alla gestione del potere.
Césal ammonisce: “Il male del potere non è inseguire il consenso necessario a sostenere idee da tradurre in progetti, ma nell’inseguirlo con il clientelismo, mortificando la politica.”

Noi di Area Democratica diciamo insieme a Faustocoppi che abbiamo identificato grossolanamente il filo rosso nei quasi 30.000 valdostani che si sono recati alle urne aggiunti ai 3500 che hanno votato specificatamente per dare vita al PD. Loro non hanno avuto paura di andare a votare, di indicare un sì o un no sulla scheda, magari di votare scheda bianca, ma di dare la possibilità di un risultato, qualunque fosse, ad una democrazia partecipata.

Allora ci domandiamo perchè dare il rompete le righe a queste degnissime e rispettabili persone e rischiare il dissolvimento di questa loro volontà di partecipazione? Abbiamo in comune un elettorato adulto, consapevole e democratico, perchè lasciarlo al modo del centrodestra che qui in Valle d'Aosta si sta configurando con preoccupante accelerazione?

erika - Lun Gen 14, 2008 9:35 am
Oggetto:
Mentre Cesal fa dell'autocritica, nell'articolo di fondo del peuple vi invito a leggere le parole del vice segretario in cui dice che Rollandin non è una persona qualunque, di quanto sia un ottimo amministratore...ma che è meglio che non si candidi.
Perché? Se è bravo ad amministrare...
Quanta incoerenza e quanto è evidente che ci si può alleare con una federation provvista di Lavoyer e Carradore ma non si può avere un potente nelle proprie fila... Evidente quindi che non è una questione morale ma una questione di potere!
COMPLIMENTI!!!!
E cos'è cambiato dal 2006 quando lo si voleva mandare a Roma ad oggi?
No comment...
giorgio - Gio Gen 17, 2008 2:33 pm
Oggetto:
La Stampa 17 Gennaio 2008 ha scritto:

Sorpresa, la sinistra unita

Nasce la Federazione per correre con Arcobaleno, Pd, Vda Vive e Renouveau
ALESSANDRO CAMERA

E’ nata nei giorni scorsi la «Federazione della sinistra e degli ecologisti». Presentazione ufficiale il 4 febbraio alle 16 all’Espace Populaire.
E’ la prima volta che tutte le forze della sinistra si preparano a correre compatte alle elezioni regionali di maggio. Il nuovo soggetto politico «aggrega in una forza progressista in grado di difendere cittadini e lavoratori dai sempre più gravi costi sociali del liberismo» Rifondazione comunista, Sinistra europea, Comunisti italiani, Sinistra democratica.
La prima assemblea della Federazione ha elaborato la «Carta di intenti» e l’atto costitutivo e ha nominato un coordinamento politico con Piero Valleise, Domenico Palmas, Savino Corcella, Giorgio Migliorini, Gabriella Manganoni, Andrea Padovani, Andrea Cristallini, Francesco Buratti, Alessandro Bortot, Piero Parlamento e Giorgio Caniglia.
La Federazione ha convocato la prima assemblea il 23 febbraio «per presentare il nuovo soggetto politico unitario e plurale e le linee politiche che lo caratterizzano» e avrà come organo di informazione il periodico «A sinistra». Gli obiettivi primari della Federazione sono nell’atto costitutivo e puntano a costruire «una grande forza progressista e a superare l’attuale frammentazione della sinistra».
Piero Valleise, segretario regionale di Rifondazione: «Siamo appena nati e vediamo crescere intorno a noi un grande interesse». Le idee delle Federazione sono chiare. «I nostri punti di riferimento - dice ancora Valleise - sono rappresentati dall’Arcobaleno e dall’Alleanza autonomista e progressista del “galletto”, strumenti indispensabili di un progetto di rinnovamento politico e sociale della Valle d’Aosta. Il proposito è di contribuire alla loro crescita ed al loro rafforzamento. In questa ottica - prosegue Valleise - sono di buon auspicio le dichiarazioni del segretario regionale del Partito democratico, Raimondo Donzel, che rifiuta la politica dei “due forni” ma punta ad un accordo per le regionali con l’Alleanza autonomista e progressista».
Piero Valleise delinea la strategia elettorale: «Un blocco unito da un programma comune con tre liste: Arcobaleno (con la federazione di sinistra), Partito democratico, forze autonomiste alternative (Vda Vive e Renouveau)».
La coalizione, sulla base dei risultati delle ultime elezioni regionali, partirebbe con una eredità di 3 consiglieri regionali dell’Arcobaleno, 2 del Pd, 2 del gruppo «Per il Pd» in quanto eletti nel 2003 con i Ds, e un pacchetto di circa 16.500 voti.
La nascita della Federazione è salutata con favore dai Giovani comunisti: «Rappresenta un momento fondamentale per dare una risposta a una crisi politica, sociale, culturale che si fa sempre più profonda». La riproposizione eventuale dell’alleanza del «galletto» avrebbe anche come punto di riferimento i voti ottenuti nell’aprile 2006 dall’accoppiata vincente Roberto Nicco-Carlo Perrin, che ottenuto 34.167 voti per la Camera e 32.553 voti per il Senato.
Sul piano elettorale tutto è ormai in fermento per il voto fissato per il 25 maggio. Il movimento Vda Vive esprime un giudizio negativo sulla nuova legge elettorale regionale, definita «un testo discriminatorio nei confronti delle forze politiche non rappresentate in Consiglio regionale». In chiave elettorale Vda Vive incontrerà domani i vertici di Renouveau.
Il Pd avvia la fase di costituzione dei Circoli Territoriali e oggi presenta il percorso. Domani primo appuntamento (20,30 a Morgex) presente Andrea Causin dell’esecutivo nazionale e responsabile enti locali. Il 22 gennaio a Gressan partecipazione del senatore Goffredo Bettini, coordinatore della fase costituente del Pd.



12vda fastnews ha scritto:
Pd e Renouveau verso la conferma dell'Aap per le regionali
Scritto da douze
giovedì 17 gennaio 2008
Le commissioni politiche del Partito Democratico della Valle d'Aosta e di Renouveau Valdôtain stanno lavorando per verificare le premesse per l'elaborazione di un programma di governo in vista delle prossime elezioni regionali.
I due movimenti, che si sono incontrati nel pomeriggio di giovedì 17 gennaio, condividono i principali punti programmatici e proseguiranno il dialogo e il confronto con Vallée d'Aoste Vive e Arcobaleno.



Bene, credo che ci toccherà fare ancora riferimento al famoso proverbio: Se son rose fioriranno.....
faustocoppi - Sab Gen 19, 2008 10:41 am
Oggetto:
Citazione:
19 Gennaio 2008

POLITICA. NON SI CANDIDERA’ ALLE REGIONALI


Verdi, per Riccarand
ultima assemblea
da coordinatore


«Sì ad un rilancio dei referendum propositivi. Sì all’unità tra le forze di sinistra e progressiste ed i movimenti autonomisti “buoni”. Sì ad una Valle d’Aosta dallo sviluppo sostenibile e durevole». Sono i temi che oggi saranno il filo conduttore dell’assemblea regionale dei Verdi valdostani convocata per le 15 all’Espace Populaire di via Mochet ad Aosta. L’assise «verde» sarà l’occasione per il coordinatore Elio Riccarand per ufficializzare il «no» alla candidatura regionale e l’addio al ruolo di coordinatore.
Le elezioni regionali: la linea strategica dei Verdi è tracciata. «Ricerca di una duplice unità. L’obiettivo è andare al voto del 25 maggio con una lista formata da un nuovo Arcobaleno, cui al nucleo storico (Verdi, Rifondazione, Italia dei valori, Comité des valdôtains e Sinistra alternativa) si uniscano i Comunisti italiani e Sinistra democratica. L’Arcobaleno allargato cercherà unità di intenti con l’area autonomista “buona”, Vda Vive e Renouveau e con il Pd. Una coalizione del “galletto” con un programma comune». In alternativa? «I Verdi andranno da soli». Il «fattore R»? Il ritorno in campo di Augusto Rollandin? «La risposta - dice Elio Riccarand - spetta all’Uv.»
Sul referendum «analizzando a freddo le cifre - dice Elio Riccarand - ci siamo resi conto che il risultato non è stato così malvagio. Lavoriamo per abolire il “quorum” oppure per abbassarlo. Prevediamo un ballottaggio tra la proposta di iniziativa popolare e la legge approvata dalla maggioranza».
«Il ruolo dei Verdi - conclude Riccarand - è importante e insostituibile per realizzate la principale priorità politica che è quella di uno sviluppo sostenibile e durevole. Con le risorse finanziarie, gli strumenti di autogoverno, i poteri legislativi e le caratteristiche del territorio, la Valle d’Aosta può essere un laboratorio avanzato di applicazione delle strategie della Convenzione alpina e dei suoi protocolli».


La Valle d'Aosta si merita di avere un governo più rappresentativo.
La Valle d'Aosta si merita una possibilità di avere un futuro.
Noi amiamo la Valle d'Aosta.
Buon lavoro.

giorgio - Dom Gen 20, 2008 4:19 pm
Oggetto:
La Stampa 20 Gennaio 2008 ha scritto:
Riccarand: “Pronti a governare”
Critiche a VdA Vive «Troppi tatticismi»
Anche l’IdV cambia da Bracci a Belardi


«Avanti verso l’unità delle forze ambientaliste, autonomiste e progressiste per costituire una coalizione a tre punte (Arcobaleno allargato a Comunisti italiani e Sinistra democratica, movimenti autonomisti, Pd) che si presenti al voto regionale del 25 maggio con un programma comune e da alleanza che aspira al governo della Regione». E’ questo il messaggio che ha lanciato ieri Elio Riccarand all’Espace Populaire nella sua ultima assemblea da coordinatore dei Verdi. «Passo la mano - ha detto - perché c’è bisogno di un ricambio generazionale ma resto nel movimento». Riccarand verrà sostituito nel giro di un paio di settimane dal comitato di coordinamento.
Ieri, nel parterre dell’assemblea, circolavano i nomi di Paolo Fedi e Carlo Curtaz (gia coordinatore per un breve periodo), ma la scelta pare essere al femminile. Due le donne candidate: Clotilde Forcellati, capogruppo Verde nel Consiglio comunale di Aosta e Loredana Faletti, scrittrice. «E’ il tempo di una donna ai vertici dei Verdi valdostani»: così molte voci durante l’assemblea. Dimissioni annunciate in assemblea anche da Marisa Bracci, coordinatrice dell’Italia dei valori (Arcobaleno). A sostituire Marisa Bracci, arrivata al compimento del programmato biennio, sarà Marco Belardi.
In assemblea Elio Riccarand ha spaziato sui temi del referendum, sulle ormai vicine elezioni regionali e sul ruolo dei Verdi in Valle d’Aosta. Sul referendum Riccarand ha detto «basta piangersi addosso perché 25 mila “sì” non sono cosa da poco. Rilanciamo il referendum, istituto di democrazia diretta, vero antidoto al potere oligarchico del “palazzo”».
Per le elezioni del 25 maggio il dimissionario coordinatore dei Verdi punta «ad una alleanza che metta assieme non la “cosa rossa”, non il verde, ma tutti questi colori mescolati in un Arcobaleno coalizzato che veda insieme anche gli autonomisti di Vda Vive e Renouveau e i progressisti del Pd, in un nuovo “galletto”, più forte, uniti da un programma comune di poche ma concrete cose». In tema elezioni Riccarand è stato polemico con Vda Vive. «Sono intrisi di eccessivo tatticismo e questo rallenta la costituzione dell’alleanza».
Riccarand ha riservato le ultime battute al movimento Verde. «Non siamo il partito del “no”. Tante cose si sono fatte in Valle sotto la spinta dei Verdi. Talvolta siamo troppo avanti, sull’energia, sui rifiuti, sull’ambiente, temi che oggi sono all’ordine del giorno e per i quali i Verdi si battevano già quindici-venti anni fa. Per fare della Valle d’Aosta un esempio di sviluppo sostenibile i Verdi sono insostituibili».

Alessandro Camera


La Stampa 20 Gennaio 2008 ha scritto:
Paolo Louvin
«Accuse infondate Noi collaboriamo»


«Eccesso di tatticismo di Vda Vive? L’accusa di Elio Riccarand - dice Paolo Louvin, segretario di Vda Vive - è del tutto infondata. Siamo per una collaborazione con le forze politiche con cui abbiamo vinto le elezioni 2006 ma non lasciamo ad altri stabilire le nostra agenda». Louvin definisce le priorità arancioni: «Rafforzare l’intesa con gli autonomisti favorevoli ad una nuova politica in Valle d’Aosta e il dialogo sarà serio e senza pregiudizi con chiunque voglia costruire il cambiamento».




Una piccola disamina su questi due articoli non può e non deve mancare. E questa, per evidenziare l’assunzione di posizioni trascurabili, le poche e marginali novità (al di là di una certa apparenza) da parte di Louvin e Riccarand. Entrambi i contendenti sono i maggiori referenti con le più elevate responsabilità nei rispettivi movimenti o partiti politici di appartenenza. A mio avviso, sarà che di eccessivi tatticismi non sono solo intrise le forze politiche qui evidenziate, sarà che ancora oggi non esistono sereni rapporti di fiducia, sarà che comunque la si metta... il "Soglio" regionale fa gola un pò a tutti, fatto sta che non vedo, in tutta franchezza, una vera presa di coscienza che non sia ravvisata come l'atteggiamento interessato del "politico" che non vuole abdicare o perdere contatto con il potere o con la forza politica di appartenenza.

Appena sopra (…nei due articoli) ho messo in grassetto alcuni passaggi, brevi, ma emblematici che ci fanno capire che comunque la si voglia prendere in considerazione, sia i verdi con l'Arcobaleno allargato sia gli arancioni di Vda Vive, si auto propongono come forze leaders di una eventuale coalizione ( un nuovo “galletto” ). Ritengo anche emblematico fare notare come entrambe le forze qui dialoganti, abbiano "volutamente" lasciato in disparte e neanche preso in seria considerazione quel partito nuovo che sta raccogliendo eredità politiche importanti sia in campo nazionale che regionale. E quello che un pò fa specie è che entrambi i leaders delle forze colorate di verde e di arancione, propugnatori entrambi del galletto, facciano un pò gli "gnorri", non accorgendosi che proprio lui il galletto, naturalmente ispirato dalla luce mattiniera sta già cantando. Non si avvedono che lui è rivolto là verso quel preciso punto dell' orizzonte politico, là dove c’è il Pd foriero del nuovo, punto di riferimento di chi voglia costruire veramente il cambiamento.

giorgio - Gio Gen 24, 2008 11:28 pm
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
12:20 ELEZIONI: VDA; ARCOBALENO,DIVERSI COLORI PER UNICO PROGRAMMA
(ANSA) - AOSTA, 24 GEN -
Diversi colori e un unico programma per le sette forze politiche che compongono l'Arcobaleno in Valle d'Aosta e che si presenteranno insieme, ovvero con una lista unica, alle prossime elezioni regionali del 25 maggio. L'accordo politico è stato presentato questa mattina e "potrebbe essere esteso a breve anche all'associazione Loris Fortuna".

Per ora dell'Arcobaleno fanno parte Verdi, Rifondazione Comunista, Comité de valdotains, Italia dei Valori e Sinistra Alternativa, che avevano fondato la coalizione nel 2003, a cui si sono aggiunti i Comunisti Italiani e Sinistra Democratica. "E' la prosecuzione di un percorso - ha spiegato Elio Riccarand (Verdi) - per il consolidamento e l'allargamento dell'Arcobaleno. L'obiettivo è comune: cambiare radicalmente il sistema di amministrare la Valle d'Aosta. Non faremo alleanze con chi governa adesso, Union Valdotaine in primis, né con la destra".

"Una parte significativa della società valdostana - si legge in una nota - si ispira ai valori di solidarietà, di giustizia, di tutela dell'ambiente, vuole più partecipazione democratica; si impegna per una politica intesa come servizio alla collettività. Spesso, però, questa Valle d'Aosta positiva é sovrastata dalla diffusione di modelli e comportamenti caratterizzati da valori ben differenti. Ecco allora la Valle d'Aosta del consumismo, dell'arrivismo, del disimpegno e della spregiudicatezza". "Arcobaleno Vallee d'Aoste - prosegue il comunicato - ha rappresentato una sintesi originale, coraggiosa e positiva che ha permesso di tenere aperta la prospettiva di una alternativa al sistema di potere dominante nella nostra Regione".(ANSA).

giorgio - Sab Feb 02, 2008 9:38 pm
Oggetto:
La Stampa 02.02.2008 ha scritto:
Il peso del “Fattore R”e le grandi
manovre fra gruppi di alleati


I TANTI COLORI DEL GALLETTO
Il Pd con l’incognita
del caso Fiou-Ferraris
Gli attriti tra Verdi e Vda

Parte la carica dei moderati in una lunga volata elettorale. Moderati che si spintonano per spazi propri. Immagine e distinguo da trovare in coalizioni anche grandi, come quelle del «galletto». Come non sparire? Essere moderati offre garanzia in un momento di confusione, di messaggi incrociati e incomprensibili, di crisi economica con un orizzonte ancora più nebuloso della politica. Ma per essere moderati bisogna darsele di santa ragione. Il criterio del buon «cartello» elettorale è declinato in tre punti. 1. Trovare un’intesa sulla base di un programma «moderato» che tenga conto delle varie componenti e lasci fuori le tinte d’identità partitica più forti. 2. Limare gli scontri personali all’interno delle coalizioni. 3. Trovare la soluzione a ostacoli complessi, quali le elezioni politiche, l’interpretazione più conveniente della riforma elettorale e i posti di sottogoverno.

Questa la «struttura» pressoché mostruosa per rotolare fino al voto. Ma ci sono anche le «sottostrutture» per ogni singolo partito o movimento e alleanze in formazione. Un labirinto. I moderati, si sa, intendono rappresentare l’equilibrio, quindi sono al centro. L’Union è al centro della politica valdostana: per luogo ideologico e per forza di attrazione. Ha un problema in più, il «Fattore R», cioè la candidatura di Augusto Rollandin. La parte non rollandiniana dei vertici del movimento, superata la fase «etica», affronta l’opportunità politica. Questa parte unionista vuole vincere al primo turno le elezioni, anche sacrificando alcuni dei seggi attuali pur di non giocarsi tutto (da sola) al ballottaggio che verrebbe interpretato come «un referendum su Rollandin». Inaugurando così l’inedito politico del «candidato forte ma scomodo». Se questa sarà la strada il cartello con Stella alpina e Fédération, più Lega Nord, è un obbligo. Ma il gruppo di questo centro, oltre alle questioni unioniste, deve fare i conti con la fuga del «casato Emili» dalla Fédération. Emily Rini ha lasciato il Foyer e pare indirizzata verso l’Uv. E anche il padre, Emilio, sarebbe tentato a tornare dal Leone. E la Stella incassa l’arrivo dell’Udc in un tentativo di nuova Dc, che però c’è già nella Fédération.

Spintoni anche nel centrosinistra del «galletto». Avrà tre punte: Pd (fusione di Ds e Margherita), Arcobaleno (7 componenti) e autonomisti (VdA Vive e Renouveau). Incognita pesante: che faranno Giulio Fiou e Piero Ferraris, ora nel vagoncino parallelo del «Per il Pd»? Finiranno sul binario della locomotiva Union o risponderanno alla chiamata del segretario Pd Donzel? Il «galletto» deve essere moderato nonostante l’accostamento di colori difficili quali il verde e l’arancione dei louviniani. Le «lime» si sprecano per riuscire a far dialogare i Verdi e VdA, così vicini sui temi etici, referendari e per il Parlamento, ma assai meno sul come amministrare la Regione. Così come è rugosa la proposta di Renouveau della doppia filiera scolastica (scuola italiana e scuola francese) che lascia in apnea il Pd. E non solo. Nell’Arcobaleno rimbomba un’eco sinistra (nel senso politico): da Rifondazione comunista ai Comunisti italiani, dalla Sinistra democratica alla Sinistra alternativa. Con grandi punti interrogativi sui personaggi da candidare. «Le tentazioni di Carlo» è uno dei capitoli del libro delle attese. Perrin (Renouveau) potrebbe candidarsi, mentre Roberto Louvin, inventore arancione, è in sospeso. E offre l’interrogativo: «Mi candido o no?». Ovvio che sì. Chi ha sciolto ogni dubbio è il verde-referendario-elvetico Elio Riccarand: «Non mi candido».

Il centrodestra sa che avrà la «libertà» nel suo simbolo, ma non sa ancora se come suffisso alla Casa della, o al Partito della. Prova a ritrovarsi intorno al ritrovato dialogo tra Alleanza nazionale e Forza Italia mentre ha perso l’Udc, volata sui petali della Stella e la Lega Nord che dopo tanti strali si ritrova accanto all’Uv nel segno del concetto magico del federalismo. Forza Italia segue il concetto del come interpretare e governare l’autonomia potendo contare anche sul «pontiere» Eddy Ottoz. E il compito del «pontiere» verso An e il più volte indignato Alberto Zucchi è interpretato da Massimo Lattanzi.

ENRICO MARTINET


giorgio - Sab Feb 02, 2008 9:42 pm
Oggetto:
La Stampa 02.02.2008 ha scritto:
Dodici giorni di primarie per l’Union

L’8 il via alla raccolta delle firme per forze
ora non rappresentate in Consiglio regionale


La marcia di avvicinamento alle elezioni regionale cammina su due direttrici: parte politica e versante tecnico-burocratico. Nell’Uv è tempo di primarie. Per indicare 29 dei 35 candidati, le sezioni si riuniranno dal 4 al 16 febbraio e nomineranno i 3 delegati dell’assemblea di zona che designerà gli aspiranti consiglieri. La lista dei 35 sarà completata da un candidato espresso dalla Jeunesse e dai 5 proposti dal Comité Fédéral. La lista Uv, dopo una serie di passaggi interni, diventerà ufficiale dopo la ratifica del Conseil Fédéral.

L’8 marzo potrà cominciare la raccolta firme (non meno di mille e non più di 1500) indispensabili per presentare una lista. Termine ultimo il 20 aprile. Le firme devono essere presentate solo da partiti e movimenti che non abbiano almeno un rappresentante in Consiglio regionale. Le liste dovranno essere depositate tra le 8 del 20 aprile e le 20 del 21 aprile. Sul piano politico sono cominciati i colloqui tra forze per cercare quelle alleanze che possono aprire le porte ai benefici previsti dalle nuove norme elettorali. A sinistra è nata una coalizione a sette che, sotto i colori dell’ Arcobaleno, oltre ai cinque componenti storici dell’alleanza (Verdi, Rifondazione, Comité de valdôtains, Italia dei valori, Sinistra alternativa) conta anche Sinistra democratica e Comunisti italiani. Il nuovo Arcobaleno ha nominato un Comitato unitario per definire un programma comune con le liste dell’area progressista-autonomista.

Il Comitato direttivo di Vda Vive ha dato mandato alla segreteria di «valutare le condizioni per un accordo con Renouveau valdôtain e avviare le consultazioni con le forze politiche che hanno dato vita all’Alleanza autonomista progressista per l’eventuale presentazione di un unico programma di governo». Il Partito democratico è in movimento ed è impegnato a fare esordire il «partito nuovo» con un risultato positivo.

In casa Uv la commissione politica (Guido Cesal, Claudio Brédy, Ugo Voyat, Roberto Vicquéry, Luciano Caveri e Ego Perron) ha avviato le consultazioni incontrando Stella alpina e Fédération. L’Uv ha anche riallacciato i rapporti con la Lega Nord, che dopo anni è tornata nella palazzina di avenue des Maquisards. Il centrodestra tenta di ricostruire la Casa delle Libertà. Persa la Lega e con l’Udc che guarda alla sponda Stella alpina, la CdL ritrova Alleanza nazionale.

ALESSANDRO CAMERA


giorgio - Dom Feb 10, 2008 10:50 pm
Oggetto:
wwww.partitodemocratico.it ha scritto:

Un ponte sul pantano
di Lidia Ravera

Certo… una mazzata come la crisi di governo mentre ti stai organizzando, stai completando il lavoro delle commissioni, per concordare nuove regole, mentre lavori alla formalizzazione di qualcosa di diverso, di migliore, è un duro colpo. Il passo lento e attento di chi si inerpica per strade nuove, tutte in salita, deve per forza farsi veloce, tutto deve precipitare verso conclusioni rapide, efficaci. Si deve correre. Passare all’azione.

Lì per lì, per te che vieni da fuori e stai cerando di sintonizzarti su una lunghezza d’onda inconsueta, è quasi panico. E adesso che si fa? Per una volta che si stava tutti attorno a un tavolo, a discutere, a vedere che cosa va riformato e che cosa proprio rivoluzionato nel vecchio modo di fare politica…accidenti, non ci voleva questa brusca sterzata, quest’incidente di percorso.

L’ultima riunione della commissione etica di cui fai parte cade proprio il 25 gennaio, la mattina che segue la caduta di Prodi. L’atmosfera non è di fibrillazione cardiaca, come ti saresti aspettata. Dici: beh, il neonato Pd sarà un partito d’opposizione, non un partito di governo, che botta! Ti guardano con soave estraneità, e continuano a spostare aggettivi. La bozza del codice etico è pronta, circola in rete per le ultime correzioni.

Pochi giorni dopo Veltroni, con seducente spavalderia, annuncia che il Pd andrà al confronto elettorale da solo, per quello che è, con la sua forza e le sue debolezze, senza contrattare alleanze cedendo di qui e promettendo di là, come si è sempre fatto, come si è fatto per troppo tempo. Non ci saranno carrozzoni coatti, identità non omologabili, alleanze senza altra base teorica che le reciproche convenienze. Ti accorgi che si sta mettendo in pratica quello s’era promesso ai cittadini. Alle gente di sinistra, ai cattolici progressisti, ai compagni di strada stanchi di dover digerire complicità obbligate.

Improvvisamente ti senti quasi allegra, quasi ottimista. Vuoi vedere che ce la facciamo? In fondo, per non sprofondare nel pantano, per non farsi ghermire dalle sabbie mobili delle cattive abitudini, basta costruire un ponte. Tutti insieme. Onestamente, e con un po’ di coraggio.

Lidia Ravera



Grazie Lidia, oggi dai risultati che abbiamo ottenuto, almeno qui da noi, fai bene a sperare e ad essere ottimista. Sono stati ottimi risultati...
Pensa ci hanno portato più "Fondatori" di tutti gli ex partecipanti ai due partiti che si sono fusi e messi assieme.

giorgio - Gio Feb 14, 2008 11:27 am
Oggetto:
10:50 ANSA DEL 13.02.08 ha scritto:

ELEZIONI: VDA; UV VERSO CONFERMA ALLEANZA CON SA E FA
- AOSTA, 13 FEB -
L'Union Valdotaine proseguirà nelle prossime settimane gli incontri con Stella Alpina e Federation Autonomiste in vista di una conferma alle prossime elezioni - sia regionali sia politiche - dell'alleanza che ha governato la Regione Valle d'Aosta negli ultimi due anni e mezzo.

Lo ha ribadito il Conseil federal dopo la riunione svoltasi ieri sera a Quart. In particolare l'organismo direttivo unionista - come riportato in una nota - "prende atto di una mancanza di disponibilità del partito democratico a condividere un percorso politico comune" e ritiene"non concepibile un accordo con Forza Italia dopo che lo stesso partito ha sottoscritto un accordo politico con Alleanza Nazionale per le prossime elezioni". Allo stesso tempo il Conseil federal "valuta positivamente la disponibilità di Stella Alpina e Federation Autonomiste di procedere nella direzione di un accordo programmatico per le elezioni politiche e per quelle regionali".

In conclusione, il Conseil da mandato al Comitato federale e alla commissione politica di proseguire i confronti con le attuali forze di maggioranza "per definire le strategie, i progetti e i programmi comuni in vista delle prossime scadenze elettorali, così come di proporre i candidati per il Parlamento".

(ANSA).


Citazione:
La notizia ANSA è di fonte UV; chi è del PD dovrebbe almeno avere qualche dubbio e non prendere per oro colato la voce del più arrogante: non è la voce del PD.
Spero che la Stampa di venerdi riporti le mie dichiarazioni in merito che così sintetizzo:

"Abbiamo incontrato l'UV come RV, VdV e Arcobaleno, con alcuni punti programmatici molto precisi su cui discutere:
1- Sviluppo sostenibile di una regione il cui PIL cresce meno di quello italiano;
2- Crisi del casinò
3- Questione Morale
4- Riduzione costi della politica
5- Giudizio positivo sui Parlamentari (complimentati dallo stesso Presidente della repubblica)

Ebbene non c'è stata nessuna disponiblità a discutere.
O con noi o contro di noi è stato il messaggio UV

Da buoni valdostani abbiamo abbastanza rispetto di noi stessi per correre "liberi" come Veltroni ci ha indicato
e per non accettare volgari battutine da parte di autorevoli esponenti UV sulla questione morale che nel PD è così prioritaria da far sì che ci si allei con l'Italia dei valori.


Naturalmente è bene che nel PD si coltivino e si esplicitno idee diverse; ma non è corretto mettere in dubbio la trasparenza e l'autorevolezza di decisioni "democratiche".
Tra l'altro non siamo a conoscenza di altri partiti in grado di eleggere in un pomeriggio organismi territoriali, portando al voto quasi 500 persone. (Noi abbiamo aperto i circoli; la FA ha chiuso i foyer, questa è la realtà).
buon lavoro



Il problema è che noi facciamo le elezioni per vincerle e non certo per partecipare. La legge elettorale con il suo bel premio di maggioranza è quella, i partiti sono quelli ed è ovvio che si cerchi l'apparentamento con chi ha detto che confluirà in un secondo momento nel Pd. Del resto Di Pietro è una persona laica e soprattutto affidabile, per cui non capisco la manfrina. Tutti sappiamo che lo scopo del Pd è quello di sottrarre voti al centro e quest'aria da veginelle la trovo di molto incantata.

E poi, miei cari amici e probabili alleati - ditemi - se il Pd dovesse vincere le elezioni, i vostri partiti che cosa pensano di fare ? Splendido isolamento? Non credo!...quindi - di che cosa parliamo se alla fine puntiamo tutti sul PD!!!! L'importante è esserci liberati della zavorra chiamata dini e mastella, augurandomi ( e questo è un mio pensiero personale) che la Binetti la chiudano da qualche parte per quel poco che conterà.

giorgio - Mar Feb 19, 2008 2:58 pm
Oggetto:
(ANSA) 10:53 ha scritto:
VERDI VDA: PROSEGUIRE ESPERIENZE GALLETTO E ARCOBALENO

- AOSTA, 19 FEB -
I Verdi della Valle d'Aosta, "unitamente a tutto l'Arcobaleno", in una nota definiscono "indispensabile la prosecuzione dell'esperienza del Galletto" per le prossime elezioni politiche. Il Coordinamento, si dice quindi "favorevole alla conferma delle alleanze e dei candidati che hanno avuto il sostegno della maggioranza degli elettori valdostani due anni fa". I Verdi sottolineano, poi, che "Perrin e Nicco hanno fatto un buon lavoro che si è interrotto per la fine prematura della legislatura, occorre perciò continuare con tenacia tale opera nell'interesse dell'intera comunità valdostana".

Per quanto riguarda le elezioni regionali il Coordinamento politico dei Verdi ha espresso "pieno sostegno alla Lista Arcobaleno Vallee d'Aoste" e l'impegno a presentare alle regionali "una coalizione autonomista progressista con un programma comune di governo di tre liste: Arcobaleno, Partito Democratico, Vallee d'Aoste Vive-Renouveau valdotain".
(ANSA).


Dice Raimondo Donzel, segretario del Partito democratico Vd'A:

La forza delle idee

Per mesi il dibattito nel Partito democratico in Valle d’Aosta è stato imperniato sul tema della priorità da dare al programma rispetto alla costruzione o riaffermazione di un sistema di alleanze preconfezionato, come segnale di un nuovo modo di far politica. Ora, paradossalmente, con l’approssimarsi delle elezioni regionali, molti sono tentati di ribaltare la questione, focalizzando l’attenzione solo sulle alleanze, e cercando facili scorciatoie.

Nel Partito Democratico resta invece centrale la forza delle sue idee.
Vediamo dunque di chiarirne alcune. La crisi del sistema produttivo della Valle d’Aosta è sotto gli occhi di tutti; anche se le ingenti risorse di cui disponiamo ci consentono ancora di vantare un diffuso benessere (economico). Non possiamo continuare a chiuderci nel guscio di un sistema fragile e poco competitivo. Occorre rilanciare l’economia valdostana puntando sulle potenzialità delle nostre imprese e confidando nella possibilità di sviluppare un “nuovo” spirito imprenditoriale. Si impongono riforme strutturali che guardino al futuro. Per fare questo il motore di lungo periodo non può che essere l’Università della Valle d’Aosta, che deve essere liberata dalla condizione di “stand-bay” in cui è stata collocata.[continua]


erika - Gio Feb 21, 2008 4:42 pm
Oggetto:
Proprio in vista dell'elaborazione del programma del PD spero parteciperete numerosi
SABATO 23 FEBBRAIO 2008
DALLE ORE 14.30 ALLE ORE 18.00
BIBLIOTECA DI CHÂTILLON

PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE
DELLA VALLE D’AOSTA:
INNOVAZIONE, RICERCA, UNIVERSITÀ, LAVORO.

 Relazioni dei gruppi di lavoro
 Proiezione di parte dell’intervento di Walter VELTRONI di sabato all’Assemblea Costituente Nazionale
 Interventi di vari esperti: Albino Imperial, Claudio Viale, Antonella Barillà, Giovanni Sandri.
 Ampio spazio per il dibattito
 Parteciperà il Sen. Gianfranco MORGANDO, Segretario regionale del PD del Piemonte

Presiede Roberto Avetrani - Coordinatore Circolo Territoriale Monte Cervino



UNA VALLE D’AOSTA MODERNA. SI PUÒ FARE.
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giorgio - Ven Feb 29, 2008 12:18 pm
Oggetto:
La STampa ha scritto:
Aosta 29 Febbraio 2008
VdA Vive «L’etica per noi è centrale
Per gli altri no»


«La situazione politica interna al movimento è congelata a dimostrazione di quanto l’etica sia nei fatti al centro della nostra azione, questo a differenza di quanto accade negli altri movimenti politici in cui i legami familiari e le questioni etiche non sono poste come aspetto problematico». Così il documento della segreteria di VdA Vive che ha respinto le dimissioni da segretario di Paolo Louvin. La precisazione non era contenuta nel primo comunicato diffuso nella tarda serata di mercoledì. Louvin si è messo da parte per «trasparenza» perché fra i candidati alle Regionali ci sarà il fratello Roberto. Segretari arancioni, in questa fase, sono i vice Mauro Arvat e Iris Morandi.


pasolini - Mer Mar 26, 2008 12:10 pm
Oggetto:
La Stampa 25 Marzo 2008 ha scritto:

Quel santino “rolla e fuma”
ultima frontiera della politica
AOSTA


Tra le frasi più gettonate nei noiosi comizi di questi giorni, c’è la cantilena di chi promette «una politica vicina ai bisogni reali dei cittadini». La Sinistra Arcobaleno, anziché attendere un’eventuale vittoria alle urne per attuare la promessa, ha giocato d’anticipo, scegliendo di soddisfare le necessità reali della gente già in campagna elettorale. E lo ha fatto con un dono quasi stupefacente, in tutti i sensi.
Certo, non è possibile accontentare tutti e i politici lo sanno bene, ma il santino distribuito dalla coalizione «rossa» farà senz’altro felice (e senza attendere l’esito del voto) la foltissima schiera di italiani che ama fumare hashish e marijuana: è un perfetto kit per rollarsi una canna, alias spinello. Manca soltanto la materia prima. Nel dépliant a ventaglio, coloratissimo, dietro al logo «Il 13 e 14 aprile fai una scelta di parte» sono ritagliabili 60 filtrini di morbido cartoncino che, al loro interno, celano l’altra chicca: un pacchetto di 32 cartine lunghe, quelle che si usano appunto per rollare tabacco mixato a «fumo» o «erba». L’invito della Sinistra Arcobaleno a fare «una scelta di parte» per il voto di aprile è riferito all’altro slogan pubblicizzato dal santino, che però rasenta l’apologia di reato: «Coltivare da sé o coltivare la mafia?», a firma «Antiproibizionisti contro tutte le mafie». La legge sulla droga, in Italia, dice che consumare stupefacenti non è reato ma coltivarli sì, ed è anche uno di quei reati per i quali di solito i giudici hanno la mano pesante.
Sarà lo spoglio delle schede a dire se l’omaggio agli elettori-fumatori sia stato azzeccato. L’unico rischio è che qualcuno si presenti alle urne più confuso del solito

STEFANO SERGI

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Quando nel 200? avevo il mio banchetto davanti all'Università Statale di Milano, insieme ai miei compagni, era la stessa identica cosa. Per non parlare dei permessi che c'erano una volta si e quattro no. Ed era divertentissimo, perchè vedevi gente di 30 anni, quelli che da una vita hai visto in università e non riuscivi a capacitarti del fatto che non la finissero MAI, che anzichè distribuire il volantino e spiegare un pò, come facevamo noi della giovanile, alla fin fine prima ti dicevano "oh, la vuoi una cartina gratis???" e poi ti rifilavano il programma. Senza spiegare, ovvio. Perchè loro non c'avevano bisogno di spiegare, era giusto così non è che potevi fare tante domande.

E' il lato che ho amato e amo meno di RC, questo mischiare cose che non c'entrano una beata minchia, questo attirare la gente senza parlare di quello che pensi, ma di quello che gli offri. Una cartina è una cartina, però è un marketing alla publitalia, secondo me.

Ah, erano anche quelli che se ne andavano sempre prima, lasciavano giù le cartacce e non parlavano mai con quelli degli altri banchetti. Invece ricordo con affetto i radicali, le signore che volantinavano per Di Pietro e i Comunisti italiani che, una volta abbiamo pure ospitato sotto il nostro gazebo perchè pioveva. Ci siamo fatti, con queste persone delle gran chiacchierate, le ricordo perchè erano proprio edificanti.
giorgio - Mer Mar 26, 2008 7:28 pm
Oggetto:
Movimento Verdi Alternativi ha scritto:
Galletto e Leone: Due progetti alternativi

Scritto da Riccarand Elio
mercoledì 19 marzo 2008

Dunque il Presidente del Consiglio comunale di Aosta, Renato Favre, nel comizio di ieri della lista Vallée d'Aoste al salone della Biblioteca di viale Europa ha affermato che l'accordo a tre fra UV-Stella Alpina-Fédération c'è alle politiche, ci sarà alle regionali del 25 maggio e ci dovrà essere anche alle comunali di Aosta del 2010. Qualcuno penserà ad un'uscita prematura. Qualcun altro affermerà che si tratta di un'affermazione incauta. Però un merito le parole di Favre ce l'hanno: la chiarezza. Bello sarebbe che anche l'Alleanza del galletto dicesse la stessa cosa: insieme alle politiche, insieme alle regionali, insieme alle comunali di Aosta. Non solo sarebbe bello; sarebbe anche doveroso, visto che le forze dell'Alleanza si sono battute per le alleanze preventive ed hanno condotto una campagna referendaria in tale direzione. E non ho dubbi che così la pensino decine di migliaia di valdostani che nel 2006 hanno votato il Galletto e nel novembre 2007 sono andati a votare per il referendum propositivo. Ed allora? Perchè c'è incertezza? Come mai c'è ancora qualcuno che usa un linguaggio oscuro, ipotizza alleanze variabili a seconda delle elezioni, immagina doppi forni ed assurde convergenze a fantomatici secondo turni ? Una bella competizione a tutto campo fra Galletto e Leone rampante; una scelta netta fra due progetti alternativi di ampio respiro alle politiche, alle regionali, alle comunali di Aosta: questo sì che piacerebbe alla popolazione valdostana e ridarebbe dignità al confronto politico. Ed è per questo che è nato il Galletto.

Scritto da Riccarand Elio
mercoledì 19 marzo 2008


Come sempre e da sempre le stesse e identiche parole. Nel momento del bisogno ci si ripete e si parla di lotte, di alleanze e di unità d'intenti. Ma poi come sempre si ritorna e si ricade sul "gossip", su fatti immaginari, su linguaggi oscuri di difficile interpretazione. Noi del Pd ci siamo spesi da tempo a fare conoscere le nostre posizioni, le nostre fatiche, la nostra partecipazione a tutti gli eventi politici. Ci è stata persino imputata anche una presa di posizione sbagliata in merito all'ultimo referendum, e questo secondo molti soloni ci avrebbe danneggiato. Come dire a tutti quei valdostani, cui si fa riferimento, che la nostra coerenza ora si è consolidata ed è diventata una nostra prerogativa così come la prerogativa di un "partito guida" come il nostro non è mai venuta meno?

Tutti noi del Pd abbiamo capito che per ampliare ancora di più gli orizzonti con la popolazione valdostana, dobbiamo chiarire che non siamo più un partito "altrui-dipendente". Siamo di nuovo quella locomotiva che, di nuovo "sotto pressione", il capo macchinista l'ha deviata dal binario morto in cui era stata relegata fino a poco tempo fa, sul binario di partenza. Chi vuole stare con noi sappia che la locomotiva è targata Partito Democratico. Che io sappia la locomotiva ha un solo forno in cui riversare tutto il carbone necessario per farla camminare spedita. Tutto il resto come le scorie, resta e rimane nel "tender". Le scorie, la polvere di carbone, verrà spazzata via al primo rifornimento. E' ora di cambiare, di vedere cioè in questo treno la forza del cavallo d'acciaio che porta sviluppo e futuro in molte lande desolate. Ora ha bisogno di tutti per procedere, e per essere autonomo, ha anche la necessità di chiedere ai passeggeri di collaborare con il personale viaggiante. Troppo comodo stare sempre seduti negli scompartimenti a "bighellonare"...

giorgio - Gio Mar 27, 2008 9:47 am
Oggetto:
A proposito dei due forni ipotizzati da Elio Riccarand sarà forse perchè lui ha un'esperienza non indifferente del fatto che in VdA è invalsa la prassi che esponenti di un partito votano per candidati di altri partiti? Nel Partito Democratico della Vd'A, ci siamo dati una regola ben precisa che credo sia ascoltata da tutti e rispettata, visto che la nostra base è composta da moltissimi giovani e non professionisti della politica. Il vento fresco del nuovo che spira al nostro interno parla con voce rassicurante e sussurra cose notevoli....non vogliamo più sentire parlare di aderenti del PD che praticarno e ipotizzano voti incrociati. Noi siamo per la coerenza e per la scelta fatta, alla faccia di molti "marpioni" della politica, e voteremo i due candidati dell’AAP che sono i nostri candidati.

E sempre per rimanere sullo stesso argomento e per parlare fuori dai denti si continua a vociferare (altro male da estirpare alla radice) di decisioni difficili riguardanti il progetto per le elezioni regionali. E' chiaro a tutti che siamo su due piani distinti ma poiché verosimilmente nulla è stato votato dall’assemblea e poichè abbiamo netto il senso della responsabilità non abbiamo conclusioni valide per tutte le stagioni. E per dirla come dice il Segretario: La posizione ufficiale del PD è stata apprezzata e non dobbiamo fare forzature. Possiamo solo fare degli sforzi per perdere!

Come dicevo sopra, nell'altro messaggio di risposta del 26 marzo, dobbiamo ricordare con orgoglio e lungimiranza che il Pd è un protagonista non un comprimario. Molte persone dovranno assimilare in fretta questo concetto e apprezzare il fatto che stiamo lavorando con tutta la nostra forza d'urto recuperata, per dare ai valdostani la possibilità di scegliere fra due progetti di governo alternativi. Il Pd è protagonista del progetto che ha come rappresentanti Nicco e Perrin. Insomma la locomotiva è ripartita!

rocky - Gio Mar 27, 2008 5:06 pm
Oggetto:
Caro Riccarand
non riesco a capire questa fretta di chiudere l' accordo come galletto in piena campagna elettorale per le politiche. Credo come dici tu che siano due i piani e diversi e poichè sono sicuro di aver sentito in almeno due occasioni durante i comizi fare queste affermazioni, ti dico che così facendo metti in difficoltà anche il senatore e il deputato. Questo è capitato precisamente a Quart e credo che questo tipo di atteggiamentono non fa che danneggiare la campagna elettorale e alzare la tensione all'interno dell'alleanza AAP. A parer mio che conta sicuramente poco, non penso che il Pd non voglia andare avanti con il galletto e forse sarebbe meglio vedere che non sia nell'area autonomista "il qualcuno" che non vi vuole. Penso anche che sarebbe sbagliato a livello politico non proseguire su questa strada che avete iniziato tutti insieme nel 2006 e sarebbe di difficile comprensione per quell' elettorato che voterà nicco e perrin non trovare nelle prossime regionali anche l'arcobaleno. Un pò di coraggio però e si faccia un passo alla volta e per le regionali c'è tutto il tempo per accordarsi seriamente.
erika - Ven Mar 28, 2008 11:53 am
Oggetto:
Naturalmente se si converge su un programma comune.
Io non sono d'accordo ad esempio sulla battaglia per il quorum dei referendum e la proposta fatta da Riccarand poco tempo fa.
Non sono d'accordo a toni accesi. Non sono d'accordo agli aut aut.
Troviamo 10 punti comuni e poi vedremo!
Noi proprio per questo ci troveremo per una giornata intera di sintesi in questi giorni.
rocky - Ven Mar 28, 2008 1:38 pm
Oggetto:
Oggi navigando su internet vado sulla ansa valle d'aosta e vedo le dichiarazioni rilasciate da Fiou e Ferraris e mi rendo conto di quanto siano deliranti, bugiardi e scorretti! E' venuta fuori la loro vera identità unionista buttando per l'ennesima volta fango sul pd. Ferraris dice che si accingeva a uscire dal consiglio regionale in punta di piedi ma si è dimenticato di dire che usciva anche con le braccine un po' più corte visto che cosi non tirerà fuori neanche un soldo di quanto douto! Ma credo che con queste dichiarazioni tutti coloro che in questi anni li hanno sostenuti finalmente possono farsi un'idea chiara di che personaggi sono in realtà. Riguardo alle dichiarazioni di Fiou a proposito del rendum, hanno dimostrato quanto siano antidemocratici invitando la gente a non andare a votare, seguendo i dictat nientemeno che dell'UV. Sul tema dell'alleanza direi che il pd è stato sempre chiaro sulla collocazione da assumere e sicuramente non va nella direzione di dare in mano alle destre il governo della nostra regione!!! inviterei quindi i due soggetti in questione a bere meno di prima mattina e a ritornare nei ranghi del partito del quel rispettano fedelmente la linea politicaaldotaine!
faustocoppi - Ven Mar 28, 2008 10:33 pm
Oggetto:
Citazione:
ANSA Valle d'Aosta Data: 28/03/2008

19:40 ELEZIONI: LOUVIN,CONFRONTO PRIVILEGIATO CON PD PER REGIONALI
(V. 'ELEZIONI: REGIONALI VDA; G. BARUCCO...' DELLE 19.30)

(ANSA) - AOSTA, 28 MAR - Vallée d'Aoste Vive e Renouveau Valdotain "apriranno un confronto privilegiato con il Partito Democratico e successivamente con l'Arcobaleno" in vista di un'eventuale alleanza per le prossime elezioni regionali. Lo ha detto oggi Paolo Louvin, segretario di Vda Vive, a margine della conferenza stampa di presentazione della lista di candidati che riunisce i due movimenti, per la cui presentazione, entro il 21 aprile, dovranno essere raccolte tra le 1.000 e le 1.500 firme.

L'incontro con il Pd - secondo quanto anticipato dallo stesso Louvin - potrebbe svolgersi già nei prossimi giorni: "verificheremo - ha spiegato - le compatibilità rispetto a un programma concordato dalle nostre forze". (ANSA).



Ho praticato per molte tappe il forum di Agorà, alla fine mi sono stancato di tirare il gruppo e giunto all'esaurimento fisico mi sono ritirato. Nessuno lì dentro a parte i soliti responsabili, voleva fare la sua piccola dose di fatica e pigiare qualche volta, non i pedali, ma i tasti del Pc. Capisco che si fa meno fatica a leggere che ad esprimere qualche concetto seppur confuso e articolarlo in un messaggio. Ma visto che ogni tanto mi faccio vivo su questo forum di A.D, voglio ritornare al mio vecchio rapporto collaborativo dato spassionatamente in Agorà e fare gli auguri a Paolo Louvin, segretario di Vda Vive, di proseguire positivamente nella verifica " delle compatibilità rispetto a un programma concordato dalle sue forze" con il Pd. Auguri per un proficuo lavoro e pensi al futuro della Valle d'Aosta. Lei e Raimondo Donzel siete due persone giovani e intelligenti, da voi aspettiamo ottimi risultati.
giorgio - Gio Mag 08, 2008 7:16 pm
Oggetto:
toscano ha scritto:
Alla sinistra del Pd
Achille Occhetto

C’è qualcosa di inquietante nel panorama politico che è apparso ai nostri occhi dopo che i fumi dei fuochi d'artificio della campagna elettorale si sono depositati sul terreno. Lo spettacolo a sinistra è desolante. La duplice sconfitta della cosiddetta “area radicale” e del progetto riformista moderato del Pd, ci consegna una lacerante divaricazione tra una sinistra che perde se stessa lungo la strada del moderatismo e una che si abbarbica alle antiche radici intese non già come linfa vitale di una rigenerazione ma come feticcio o, ancor peggio, come mera difesa di piccole rendite di posizione.

Tra questi due poli divaricanti dovrebbe collocarsi una nuova sinistra. Ma chiediamoci: esiste lo spazio politico ideale per questa nuova sinistra?
Una cosa è certa: la sinistra arcobaleno non è riuscita a rappresentare tale esigenza. In verità, non ci ha nemmeno provato. Sono venuti meno alcuni presupposti - una cultura di governo e l'accettazione dell'orizzonte ideale del socialismo europeo - che potevano rendere credibile quel tentativo. L'anelito verso la ricerca di una nuova frontiera, che ha contraddistinto l'impegno di Sinistra democratica e di un parte di Rifondazione, è stato contraddetto dai ritardi e dalle resistenze che di fatto hanno ridotto l'insieme dell'iniziativa a un mero cartello elettorale. Lo stesso vagheggiamento dell'opposizione per l'opposizione ha favorito la macchina micidiale del “voto utile” che ha spinto gran parte degli stessi elettori di Rifondazione comunista a votare per il Partito democratico.

In questa commedia degli equivoci è rimasto sconfitto tutto il centrosinistra, vittima delle reiterate azioni autolesioniste con le quali i vecchi gruppi dirigenti partitici hanno, in vari momenti e in vari modi, affossato il “Grande Ulivo”. Ora, cosa possiamo fare?
Per debellare il male oscuro che ha paralizzato le diverse coalizioni di centrosinistra occorrerebbe superare alla radice l'idea nefasta delle due sinistre, una di governo e l'altra di opposizione. I due capisaldi - cultura di governo e identità socialista - chiamano in causa una sinistra che sappia superare la divisione tra riformisti e sinistra radicale, che sia ferma nei principi, ma di governo. Una simile sinistra non sta al governo ad ogni costo, ma non sta nemmeno ad ogni costo all'opposizione. Svolge il proprio ruolo - quello che le è stato affidato dai cittadini - con la medesima cultura di governo.

Tuttavia qualcuno potrebbe ancora obbiettare: al di là delle ragioni della politica, quali sono le ansie, i problemi, le rivendicazioni che potrebbero definire, sia pure a grandi linee, lo spazio di una nuova formazione politica?
Credo che per rispondere in modo compiuto - e non solo politicistico - a questi interrogativi, occorrerebbe ridefinire il terreno sociale ed economico sul quale si manifestano le contraddizioni del nuovo millennio. Ciò richiederebbe, come ciascuno può ben comprendere, una ricerca di ampio respiro. Tuttavia non intendo esimermi dal sottolineare alcuni temi di scottante attualità che contraddicono la cultura dominante neoliberista. Quella cultura che è la matrice di tutte le teorie tendenti a dichiarare morto e sepolto il mondo del lavoro salariato, inesistenti le contraddizioni - vecchie e nuove - interne al modello di sviluppo capitalistico, assurdamente palingenetiche le richieste di un rinnovamento radicale delle società attuali, al punto tale da rendere obsoleta, se non risibile, l'esistenza stessa di una sinistra alternativa.

In realtà tutto ci dice che siamo di fronte a una nuova fase critica del capitalismo su scala mondiale. Mutano i soggetti e la forma delle contraddizioni, ma rimane la sostanza della critica.
Prima considerazione. Il mondo del lavoro.
I dati parlano chiaro e in modo agghiacciante. Quando Marx era celebrato, copiato, vezzeggiato e usato da quasi tutta la cultura mondiale, i lavoratori salariati erano solo cento milioni. Adesso che l'intellettualità, cosiddetta moderna, si fa beffe dell'idea stessa dell'estensione del lavoro salariato, i lavoratori salariati sono passati da cento milioni a due miliardi.

Seconda considerazione. Di questi due miliardi una parte rilevante è costituita da un miliardo e mezzo di nuovi lavoratori globali aventi diritti e salari minimi e mezzo miliardo di lavoratori dei paesi sviluppati aventi diritti e salari elevati. Terza considerazione. Si ripropone in una forma nuova la tesi di Marx sulla funzione dell’“esercito industriale di riserva” (i disoccupati) nel determinare contraddizioni interne al mondo del lavoro e indebolire l'azione degli occupati per più alti salari e per la difesa dei diritti sindacali.
In tale contesto, la stessa flessibilità, oltre a trasformare la precarietà nel lavoro in precarietà di vita, contribuisce alla frammentazione delle classi lavoratrici e delle loro forme associative.

Questa immane lotta tra i poveri su scala planetaria reca con sé nuovi conflitti sociali all'interno del popolo, determina una concorrenza cieca e senza esclusione di colpi di cui si alimentano tutte le nuove contraddizioni: da quelle legate agli attuali biblici movimenti migratori, ai temi stessi della sicurezza, su cui si fonda la scissione, anche nel voto, dello stesso operaio, tra la sua figura di produttore (che risponde ai sindacati) e quella di cittadino (che sente il richiamo della destra sui temi dell'immigrazione e della sicurezza).

Un altro terreno su cui mutano i soggetti e la forma delle contraddizioni, ma non la sostanza della critica all'attuale stato di cose, è quello ecologico. Anche questo è un tema che è diventato banale, fino a sfumare in un conformismo riformistico che si infrange impotente contro le alte scogliere delle cittadelle fortificate dell'attuale modello di sviluppo. Ciò avviene perché non si è ancora compreso che occorre ripensare la nozione stessa di progresso, dal momento che viviamo le laceranti contraddizioni tra la necessità di uno sviluppo allargato all'intera umanità e l'esigenza della difesa della natura e dell'equilibrio ecologico del pianeta; tra tecnologia e occupazione; tra internazionalizzazione dei processi produttivi e accentramento delle sedi di decisione e di controllo; tra sovranazionalità e particolarismi e conflittualità etniche e religiose.

E che dire del tema capitale su cui è nata la sinistra mondiale, quello della giustizia? Ormai tutti possono vedere che la più grande ingiustizia che sconvolge la comunità umana è il divario pauroso tra la ricchezza di pochi e l'abissale povertà della maggioranza degli uomini. Come non cogliere che tutto ciò non lo si risolve con la carità redistributiva - che pure è insufficiente - ma chiama in causa l'organizzazione economica e sociale, i modelli produttivi, di vita e di consumo, dei paesi più ricchi?

Chi rappresenta tutto questo? Chi darà voce al mondo dei salariati, dei precari, ai nuovi soggetti figli dei drammi del nostro tempo?
Ho visto che alla notizia della scomparsa della sinistra “radicale” dal Parlamento, alcuni commentatori si sono chiesti attoniti: ma ora chi rappresenterà le tensioni sociali? Correremo il rischio di manifestazioni violente? Il problema è ben più ampio. C’è da rappresentare un universo in movimento. Questo universo plurale e articolato non può essere compiutamente espresso né dalla sinistra radicale né da un riformismo pallido e appannato. Ci vuole una forza animata da una effettiva cultura di governo. Ma che abbia nello stesso tempo il senso e la dignità di un progetto autonomo.

Ho più volte affermato di non avere alcuna nostalgia conservatrice per la vecchia sinistra e di non avere nemmeno alcuna prevenzione verso la formazione di un nuovo partito democratico, che si inscrivesse nell'area della sinistra, capace di fondere, attraverso una effettiva contaminazione ideale e politica i diversi riformismi della tradizione politica italiana. Ma a mio avviso si è scelta una scorciatoia sbagliata. Sarebbe stato meglio meno ma meglio.
Quella ipotesi infatti, a mio parere, doveva essere favorita dal formarsi di una grande coalizione - soggetto politico - nella quale ogni componente, pur mantenendo, almeno all'inizio, la propria identità di partenza, fosse tuttavia ispirata dalla medesima tensione ideale e morale verso una politica profondamente rinnovata.

Era l'idea della Carovana. Il “Grande Ulivo” incominciò a incarnare quella idea. In quella occasione uomini e donne che il muro ideologico della guerra fredda aveva divisi si ritrovarono dalla stessa parte, dando vita ad una effettiva esperienza unitaria di base.
La rottura di quella esperienza perpetrata nel nome del primato dei vecchi partiti è stata un vero e proprio delitto politico. La formazione di un partito democratico che è rimasto isolato nel campo, ormai deserto, del vecchio centrosinistra ha fatto il resto. Rimane tutto intero il problema della rappresentanza politica di grandissima parte delle tensioni e delle aspirazioni che attraversano la nostra società.

In questa situazione abbiamo davanti a noi due strade da percorrere. La prima è quella di dar vita, tra il Pd e le componenti residuali di una vecchia sinistra radicale, ad una nuova formazione politica che, muovendosi all'interno dell'orizzonte ideale del socialismo europeo, vada oltre le antiche appartenenze. Si tratterebbe di un'opera immane, che oltretutto sarebbe costretta a muoversi contro il senso comune semplificatorio che sta infuriando alla cieca sul sistema politico italiano. La semplificazione - da me più volte invocata - rispetto al proliferare di partitini che non hanno alcuna ragione storica al di fuori dell'autovalorizzazione dei loro apparati, è un conto; altro conto è l'autentica rappresentanza di un imperativo di riscatto morale e ideale che sale da una parte rilevante delle moderne società sviluppate. Se non ci poniamo il problema di questa ineludibile “rappresentanza”, tutto il sistema politico italiano rischia di precipitare in una crisi irreversibile e la stessa gigantesca opera compiuta dopo la Liberazione da Togliatti e da De Gasperi per far uscire le masse popolari italiane dal sovversivismo endemico di cui erano ancora prigioniere, verrebbe vanificata.

Queste osservazioni mi suggeriscono l'ipotesi di un modello flessibile, insieme unitario e articolato. Un modello che si proponga l'obiettivo di costruire un nuovo centrosinistra.
Qualcuno ha anche suggerito di riorganizzare la sinistra di cui sto parlando all'interno del Pd.
Non mi faccio il segno della croce: anche questa seconda ipotesi potrebbe essere presa in considerazione. Tuttavia è da escludere un innesto di sinistra all'interno dell'attuale impostazione organizzativa, oltre che ideale e politica, del Pd. Anche in questo caso occorrerebbe un modello flessibile, insieme unitario e articolato. Qualcosa che sia una sintesi più alta tra l'attuale Partito democratico e l'esperienza del “Grande Ulivo”. Ma anche tale ipotesi richiederebbe un ripensamento collettivo delle prospettive strategiche dell'insieme dell'area di centrosinistra.

Lo stesso Pd, o ha un'ipotesi che riguarda l'insieme delle forze di centrosinistra, oppure da solo, come si è visto, non va da alcuna parte. Il gruppo dirigente del Pd, invece di pensare di reclutare, dopo la comune sconfitta di tutto il centrosinistra, piccole pattuglie di sbandati, dovrebbe avere la forza politica e morale dei momenti storici cruciali. Una forza che non si affida alle rese dei conti dentro la nomenclatura, che lasciano il tempo che trovano, ma che si pone il problema effettivo di un ripensamento generale.
Ciò comporterebbe la decisione di dar vita a una seconda costituente del Partito democratico e del nuovo centrosinistra.

Tuttavia in entrambi i casi, sia in quello dell'immediata formazione di un nuovo partito di sinistra, sia in quello di una flessibile e articolata ricostruzione del “Grande Ulivo”, non si potrà prescindere dalla presenza di una grande sinistra democratica e popolare.
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erika - Ven Mag 09, 2008 2:44 pm
Oggetto:
TRENT'ANNI FA VENIVA RITROVATO IL CADAVERE DI ALDO MORO DOPO GIORNI DI PRIGIONIA.
Vorrei ricordare che Aldo Moro e Enrico Berlinguer volevano raggiungere il "compromesso storico" ovvero raggiungere un accordo tra comunisti, socialisti e cattolici.
Oggi quella piazza c'è ed è il PARTITO DEMOCRATICO. Non c'è modo migliore di ricordare questo martire.
giorgio - Ven Giu 13, 2008 1:53 pm
Oggetto:
La Stampa 13 Giugno 2008 ha scritto:
ASSEMBLEA

Appello per salvare l’Espace populaire


Si parlerà di strategie future nell’assemblea dei soci del circolo Arci Saperi e sapori, domani alle 16 all’Espace in via Mochet ad Aosta. Corsi, conferenze, concerti all’Espace populaire hanno avuto due mesi in cui la terra è sembrata mancare sotto i piedi, accentuando la collaborazione attiva di quanti hanno continuato a dare gratuitamente il proprio contributo culturale. «Giornalisti di fama sono stati protagonisti dei nostri incontri a costo zero» spiega Roberto Mancini, mentre Beppe Barbera si è impegnato in prima persona e ha coinvolto amici jazzisti «per aiutare questo posto che mette a disposizione anche un pianoforte, cosa che non molti locali fanno».
Gli sforzi però non bastavano, il volontariato non paga i debiti. La cooperativa Rosso Piccante che gestisce ristorante e bar non riusciva a colmare i 50 mila euro di debiti cumulati. «Da quel punto di vista è diventato socio anche il consorzio Trait d’union - spiega Sandro Bortot, consigliere regionale uscente dell’Arcobaleno, che versava gran parte dello stipendio all’Espace -. Il consorzio ha contribuito con 20 mila euro e ha dato suggerimenti per la gestione del bar e del ristorante, primo fra tutti il cambiamento da cooperativa di lavoro a sociale: come eravamo gestiti prima, non potevamo aumentare i soci se non moltiplicando i dipendenti». Ora invece si apre anche la possibilità di coinvolgere lavoratori disabili. «Facciamo di tutto per difendere questo baluardo della cultura libera - dice il presidente di Saperi e Sapori, Gabriele Scattolin -. Ma servono idee e una maggior partecipazione da parte dei soci. Stiamo lanciando la “Campagna dei 100 contribuenti”: serviranno un centinaio di soci che siano disposti a versare ogni mese anche 30 o 50 euro per coprire le spese d’affitto della struttura».




Ora sarà sempre più dura senza l'apporto dei "consiglieri". Ma voglio qui ricordare una frase di un noto comico, ma altrettanto noto benefattore umanitario, Giobbe Covatta anche lui notoriamente di "sinistra", che ci proponeva spesso dall'Africa: Basta poco checcevò! Sì in effetti basterebbe poco affinchè queste iniziative non andassero sempre a finire con "fallimenti" e rendiconti che chiudono sempre in rosso. Basterebbe che qualcuno avesse meno puzza sotto al naso e che ci si rendesse conto che iniziative come quelle sostenute dall'Arcobaleno di andare sempre da soli, non fossero sempre sostenute a spada tratta. Se si cominciasse a ragionare e a dialogare con più pragmatismo con altri partiti progressisti, si avrebbero risultati sicuramenti più ottimali.
giorgio - Mer Giu 18, 2008 3:29 pm
Oggetto:
Corrado Olivotto ha scritto:
Bella questa coscienza di sè.
Se anche la sinistra istituzionale ha di sè stessa questa immagine pensate un po’ quale immagine ne possano avere quelli che tribulano ad arrivare a fine mese.
Ho già pubblicato due volte (già troppo) un lungo post di commento della condizione attuale della sinistra italiana e valdostana.
Mi piacerebbe che chi fa tanto l’ideologo commentasse le mie parole.
Magari senza atteggiarsi a un SUSLOV de chez nous.
Ciao.
———————-
Anzi, a uso e consumo di chi legge faccio che riportare qui il mio intervento, non odiatemi. Corrado.
———————-
Corrado Olivotto - Aosta
17 Giugno, 2008 alle 21:44
uh uh uh uh uh
Com’è che giorgiobruscia perde le staffe?
Forse che il mio amico Bakunin ha colpito nel segno?
Non condivido l’impostazione sovversiva fine a se stessa degli anarchici odierni, né condivido il loro totale rifiuto della politica delegata.
Concordo però, io marxista Luxembourghiano, con il ribrezzo che i seguaci di Bakunin, Kropotkin e Proudhon provano per chi sta nelle stanze del potere e per chi anela ad entrarvi.
Mi perdoneranno , Donzel ed il suo fido servitore se dopo aver passato la mia gioventù nel PCI, nel PCI di Berlinguer, non riesco a vedere il volto del grande Enrico dietro alle loro facce.
Dopo l’affossamento del PCI ad opera di una classe dirigente (e non della base) preoccupata di legittimarsi di fronte alla borghesia; dopo la fondazione di un partitino estremista che voleva rifondare un comunismo che non ha nessun bisogno di essere rifondato perché continua ad esistere; dopo la costruzione di un PdCI che si è usurpato il simbolo del PCI ma che è solo espressione di quella corrente filosovietica e brezneviana che ha il suo massimo esponente nello stalinista Marco Rizzo; dopo aver sciolto anche il PDS-DS in un calderone che ha assunto a proprio modello i miliardari americani del Democratic Party;
DOPO TUTTO QUESTO …
ora un quasi sconosciuto Donzel, una improbabile impiegata di patronato e qualche personaggio pescato dalla società civile,
vorrebbero insegnarci cosa significa essere di sinistra?
Un po’ più di modestia non guasterebbe, anche alla luce dei risultati elettorali.
Con una sinistra ridotta a un PD brutta copia del partito clintoniano, con un PRC che ormai è solo più la fotocopia sbiadita di Dem.Prol., con un PdCI che cossuttianamente (o togliattianamente) predica il verbo proletario in lingua terzinternazionalista per poi sposare i governi borghesi in nome del realismo democratico e della teoria dei piccoli passi, che deve fare la povera gente?

Affidersi ai nuovi penosi leaders che desiderano prendere il posto di quelli vecchi nelle stanze dove si guadagna e si decide?
Rifugiarsi in aride certezze tracciando crocette piene di fede su falci e martelli che ormai sono solo poco più che vuoti crocifissi senza significato?
Annullare le schede, e non votare proprio, in nome di una dignità operaia che ancora non è morta ma che non ha possibilità di esprimere il proprio grido di dolore?

NO CARI VOI.
Di fronte a cotale sinistra purulenta, e ad una realtà sindacale ormai istituzionalizzata che non rappresenta più nessuno ma gestisce il mondo del lavoro per conto del potere, l’unica scelta possibile è l’azione diretta.
Che la gente si riappropri del proprio destino.
Che in tutti i luoghi di lavoro nascano coordinamenti autoconvocati che si impongano come interlocutori a fianco (o magari al posto) dei sindacati di regime.
Che nel corpo sociale nascano istanze di base in ogni campo che spingano le malate rappresentanze istituzionali nelle direzioni più giuste.
Che l’inevitabile rappresentanza istituzionale possa sentire quotidianamente sul collo il fiato dei propri elettori.

Io, dove lavoro, mi sto impegnando, se un giorno saremo tanti dovrete starci a sentire.
E non sporcate il nome di Enrico Berlinguer, vipere, progenie di vipere, sepolcri imbiancati.
Corrado Olivotto – Aosta


giorgio ha scritto:


Ho fatto
una scelta precisa! Non risponderò più a certi personaggi che si qualificano da soli scrivendo delle immani idiozie, all'interno di un blog ufficiale come quello del segretario del Pd. Un blog simile non merita la presenza di polemisti di professione che, con la scusa di una loro presunta appartenenza alla sinistra si sentono in dovere di sporcare luoghi preposti a discussioni costruttive, a sintesi e a colloqui di una certa apertura...con emerite stupidaggini.

Certo che prendendomi questo impegno di smascherare questi signori, troverò sempre colui che in "cauda venenum" vorrà dire la sua, sempre e comunque. E' un rischio che accetto con la speranza di potermi controllare e rimanere così nel consentito di una netiquette forumistica.

A volte, e mi riferisco al succitato Corrado Olivotto, non si risponde per un motivo ben preciso! E questo, può essere un bene per chi è chiamato in causa , ma anche per quell’interlocutore che credendosi un padreterno potrebbe subire un duro contraccolpo nell’apprendere che è e rimane un semplice quaquaraquà . Non sto a precisarne il significato, ormai ne parlano tutti persino in Sicilia.

Vediamo... la mania compulsiva dello scrivere in molte persone è elevata, un pò come quella che Italo Calvino raccontò, a proposito della fretta, in una antica storia cinese, di un virtuoso del disegno. Riporto non ad uso e consumo di chi legge, ma per cultura generale, visto che Corrado si ritiene un virtuoso dello scrivere:

«Tra le molte virtù di Chuang - Tzu c’era l’abilità nel disegno. Il re gli chiese il disegno d’un granchio, Chuang - Tzu disse che aveva bisogno di cinque anni di tempo e d’una villa con dodici servitori. Dopo cinque anni il disegno non era ancora cominciato. “Ho bisogno di altri cinque anni” disse Chuang - Tzu. Il re glieli accordò. Allo scadere dei dieci anni Chuang - Tzu prese il pennello e in un istante, con un solo gesto, disegnò un granchio, il più perfetto granchio che si fosse mai visto”. »

Questo per dirti, primo che stai correndo troppo caro Corrado, e secondo per fare una piccola disamina della tua vita pubblica. Basta poco qualche click qua e là, un pò di memoria da frequentatore di blog e.... Sei dappertutto, sei dovunque ci sia qualcosa da criticare stante, come dici tu, la tua mortificante esperienza di uomo di sinistra. E non solo, ma anche di sindacalista. Hai battuto ogni luogo, ogni sito, sei andato in cerca dovunque e in ogni dove, per dire tutto e il contrario di tutto e scaricare il tuo livore per quello che non può più essere il tuo mondo.

A me pare che la tua storia sia molto tormentata, soprattutto quella politica. Ricordo ancora le memorabili stronzate che scrivevi sul forum di Caveri, quando con tutte le tue forze lo blandivi e via via in un crescendo rossiniano ti esaltavi sino all'inverosimile. Eri diventato un suo "ascaro". Ben altro dal sottoscritto che tu hai descritto come fido servitore. Uno come te che cercava di dare le "dritte"...anche a Caveri e insegnargli a fare politica. Diciamola tutta, alla fine, alla chiusura del blog di Caveri la tua presenza era vista con terrore anche dai tuoi stessi compagni di merende...

Rivedo
i tuoi viaggi a Bologna nel 1978 per prendere conoscenza di cosa fosse una città amministrata dai “rossi”, rileggo la tua lettera denuncia: “ Perché ho lasciato il sindacato” dove chiedi disperatamente a chi ti volesse dare un indirizzo e-mail di spiegare perché eri uscito definitivamente dal sindacato confederale.

Ho sotto gli occhi il Forum: “Convenzione per lo Statuto” dove esprimi anche qui pareri autorevoli sulla revisione dei contenuti dell'autonomia regionale e dei suoi presupposti. Sorvolo sulle tue comparsate sul blog di Eddy Ottoz, come: “Perché sono accusato di essere uno di destra (e un po' è vero) e questo inquina il giudizio sui miei commenti. Se io critico il buffo governo Prodi le mie parole sono accolte con un sorrisetti che sottintende: "eh, cosa volevi che dicesse ...". Comunque il giudizio è abbastanza scontato, sono dei pagliacci. Ciao. Corrado Olivotto

Mi si spalanca poi di meraviglia la bocca quando ti leggo tutto intento a dire la tua anche a Rosy Bindi e avversare come consuetudine, i tuoi tormenti notturni, la tua ossessione, rimproverandola dall’alto della tua autorevolezza, a che sia servito entrare nel Pd, rinfacciandole che anche qui su questa scelta, avevi ragione tu ed era meglio stare con Giovanardi e Buttiglione. L’ultima tua frase poi è come sempre significativa: I comunisti non cambiano ragazzi, sono e restano autoritari.

Eh sì Corrado Olivotto, alias Bakunin e chissà quanti altri alias visto che sei in possesso di svariati indirizzi mail, persino come quello del Comune di Aosta ( ..............). Vero che tu ora sei uno di quelli favorevoli a punire i fannulloni che approfittano delle risorse dell’azienda dove lavora?! E come ossimoro, vai a disquisire sulla: La moralità dei «padroni» di Stefano Doroni, dove? Sul blog ragionpolitica.it del PdL di Berlusconi…naturalmente.

Sì insomma, tu non puoi essere una persona credibile, e quello che mi stupisce e che ancora tu possa scrivere, come dicono i calabresi, minchiate a ripetizione credendoti il padreterno. Quello che mi stupisce e che tu ancora pretendi di dire la tua e ti arrabbi quando qualcuno ti smaschera per quello che sei. L'ho detto sopra e lo ripeto: un quaquaraquà.


giorgio - Sab Giu 21, 2008 12:14 am
Oggetto:
Mikhail Bakunin 20 Giugno, 2008 alle 11:27 ha scritto:
bruno courthoud 20 Giugno, 2008 alle 12:50 ha scritto:
Mikhail Bakunin 20 Giugno, 2008 alle 18:25 ha scritto:

ma quali “intenti “reazionari” e gattopardeschi”?
ma quale rinnovamento?
stai scherzando, bruno?
o hai davanti agli occhi le stesse fette di salame (ungherese) che giorgio si porta dietro da troppo tempo?
dov’è la novità?
il segretario voltagabbana?
già visto
il programma innovativo?
mai visto
e avanti dove?
verso la completa autodistruzione, modello arcobaleno?
si accomodino, siore e siori, il titanic, grande faro della modernità sta per togliere le ancore, si accomodino nelle sfarzose cabine, nei saloni pregiati, tutto è pronto per il viaggio inaugurale….

cordialmente

mikhail

in prospettiva, credo che il PD debba scegliere tra 1) privilegiare programmi e progetti e intorno ad essi coagulare il consenso 2) privilegiare il numero di crocette sulle schede elettorali facendo leva sui personalismi (ed altro). La risposta mi pare abbastanza scontata. Passo e chiudo.


in prospettiva, siccome non esiste nè l’opzione 1 (per manifesta incapacità di questa becera classe dirigente ad elaborare un qualche programma che così si possa chiamare) nè la 2 (per mancanza cronica, per fortuna, di “pelo” sullo stomaco, alla rol, tanto per intenderci), mi pare abbastanza chiaro che non esiste neanche la prospettiva….

cordialmente

mikhail


Mi sono preso la briga di riportare uno stralcio di colloquio avvenuto sul blog di Raimondo Donzel e noto come alcuni personaggi alla Bakunin siano sempre più squallidamente inconcludenti e privi di idee. L’astio che attraversa questi ultimi messaggi di Mikhail Bakunin è strano, quasi innaturale: decisamente sopra le righe, come se lui cercasse di sopperire con una patina di teatrale iracondia ad una passione politica ormai appassita. Le regole del gioco sono importanti, certo, ma non tali da sostituirsi alle ragioni e ai torti dei futuri schieramenti, delle future battaglie. Se l’involucro elettorale pare, a tanti, soprattutto a lui, così decisivo, forse vuol dire che i contenuti e le idee della “sua” politica valdostana sono al punto più basso. Credo che se ognuno fosse forte, tranquillamente forte delle proprie idee, non dovrebbe temere nulla né da Raimondo Donzel né da Giorgio Bruscia esimio Mikhail Bakunin. Si vede che c’è in giro pochissima gente convinta di avere idee forti da spendere nel gioco politico prossimo venturo valdostano. E Mikhail Bakunin con questo astio e livore distruttivo lo sta dimostrando in prima persona.
giorgio - Sab Giu 21, 2008 10:26 am
Oggetto:
Corrado Olivotto ha scritto:

[…]Dopo l’affossamento del PCI ad opera di una classe dirigente (e non della base) preoccupata di legittimarsi di fronte alla borghesia; dopo la fondazione di un partitino estremista che voleva rifondare un comunismo che non ha nessun bisogno di essere rifondato perché continua ad esistere; dopo la costruzione di un PdCI che si è usurpato il simbolo del PCI ma che è solo espressione di quella corrente filosovietica e brezneviana che ha il suo massimo esponente nello stalinista Marco Rizzo; dopo aver sciolto anche il PDS-DS in un calderone che ha assunto a proprio modello i miliardari americani del Democratic Party;

DOPO TUTTO QUESTO ora un quasi sconosciuto Donzel,una improbabile impiegata di patronato e qualche personaggio pescato dalla società civile vorrebbero insegnarci cosa significa essere di sinistra? Un po’ più di modestia non guasterebbe, anche alla luce dei risultati elettorali. Con una sinistra ridotta a un PD brutta copia del partito clintoniano, con un PRC che ormai è solo più la fotocopia sbiadita di Dem.Prol., con un PdCI che cossuttianamente (o togliattianamente) predica il verbo proletario in lingua terzinternazionalista per poi sposare i governi borghesi in nome del realismo democratico e della teoria dei piccoli passi, che deve fare la povera gente? Affidarsi ai nuovi penosi leaders che desiderano prendere il posto di quelli vecchi nelle stanze dove si guadagna e si decide? Rifugiarsi in aride certezze tracciando crocette piene di fede su falci e martelli che ormai sono solo poco più che vuoti crocifissi senza significato? Annullare le schede, e non votare proprio, in nome di una dignità operaia che ancora non è morta ma che non ha possibilità di esprimere il proprio grido di dolore?
NO CARI VOI […]



Eccolo qui il rivoluzionario al prosciutto cotto, l’anarchico che innesca bomboloni alla crema e che, pentito e voltagabbana - dice di essere stato del Pci, ma se n’è andato, era un sindacalista ed è fuoriuscito dalla Confederazione - pubblica anche questa settimana uno sconcertante presupposto, l’assunto cioè sulla permanenza in Valle d’Aosta, di una sinistra politica, dal titolo: Aiuto, i soliti rossi! Il commento intelligente è affidato a Corrado. Il quale in uno stralcio che ho prelevato dal blog di Raimondo Donzel, svolge secondo suo stile il seguente ragionamento: “Come è possibile che in Valle d’ Aosta esista ancora una sinistra, dal momento che dalla sinistra io me ne sono andato?” Il Corrado, nella sua amarezza, appare sincero: considera la sopravvivenza della sinistra come uno sgarbo personale, e forse conoscendolo, non è da scartare del tutto l’ipotesi che qualche decina di migliaia di Valdostani abbia deciso di restare di sinistra al solo scopo di nuocergli.

So che è difficile, ma suggerisco a Corrado e ai suoi alias, di non incaponirsi, e di recedere dal suo pur comprensibile risentimento. Non so se può confortarla caro Corrado, ma anche a chi scrive è accaduto di dover sottostare a un analogo, incredibile oltraggio. Qualche anno fa, me ne andai da Torino, Ebbene, mi dicono che Torino, nonostante la mia assenza, ci sia ancora. Pur se a malincuore, me ne sono dovuto fare una ragione. Coraggio, Corrado. Può farcela anche lei.

erika - Lun Giu 23, 2008 8:02 am
Oggetto:
Già caro Giorgio,
quando leggo cosa scrive quell'uomo sul blog di Raimondo mi rendo conto di quanto si possa odiare in politica. Molto probabilmente quando al lavoro, a scuola, al bar troviamo una persona che la pensa in maniera diversa da noi ci mettiamo a discutere e a dire la differenza fra i nostri e i suoi progetti. Qui invece mi sembra di leggere un sacco di invettive contro il segretario e la classe dirigente, ma nemmeno una proposta.
Ebbene il programma non c'era. Ma quel programma non è stato scritto dal segretario, ma da tutto il partito e perchè Bakunin non ha portato delle proposte visto che mi sembra molto addentro e quindi sa bene come funziona un partito.
O forse costui era abituato che in un partito uno pensa e le pecore lo seguono??? Se crede che sia una porcata, bene..questa porcata è opera di tutti quelli che nel partito hanno avuto voglia di lavorare.
Inutili quindi le critiche di coloro che sono stati eletti in passato. Avevano solo da portare delle discussioni nelle sedi dovute! Anzi, li inviterei a leggere il codice etico. In quelle sedi dovrebbero rendere conto sempre senza sollecitazioni!
Tanta tanta cattiveria, tante tante critiche, ma nessuna proposta E POCO LAVORO.
Ora rinizieranno le feste e qui si potrà anche aiutare a servire costine. Spero che il buon Bakunin venga così magari parlando a quattro occhi ci si potrebbe spiegare e magari mi direbbe cosa voleva vedere lui in quel programma.
freeoliver - Lun Giu 23, 2008 8:56 am
Oggetto: alf
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giorgio - Lun Giu 23, 2008 2:18 pm
Oggetto:
Caro signor Olivotto
che pure al sottoscritto è sconosciuto (come vede siamo due sconosciuti!), ho lasciato passare un pò di tempo dall'arrivo del suo messaggio, in maniera tale che chi si fosse "avventurato" in questo forum, abbia notata una firma e una presenza nuove. Solo così in molti avranno letto il suo post, senza che questo venga coperto da una risposta troppo repentina. Veda io non credo assolutamente a nulla, quasi non credo nella vita… viste le traversie personali che mi hanno portato ad essere per più volte considerato morto.

Per ben due volte mi hanno fermato il cuore. Per ben due volte hanno riacceso il motore, dopo svariate ore di intervento sullo stesso. Me lo hanno rimesso in moto come un semplice motore dopo avergli rifatto le “fasce elastiche”. I bravi meccanici di cardiochirurgia hanno usato una procedura e una metodologia corretta e salvifica. Come vede io alla correttezza dei metodi ci credo…eccome! Come credo alla correttezza e all’educazione di ogni singolo individuo che voglia veramente intavolare un dialogo anch’esso corretto!

Cosa pretendeva da me, Corrado, dopo tutto quel po’ po’ di roba che ci ha vomitato addosso? Pacatamente, sommessamente, potrei sapere da voi ed espressamente da lei, quali sono le vere intenzioni che spingono ad essere così aggressivi? Ma lei pensa che il sottoscritto sia una di quelle persone che prima di parlare... “mena”? Questo fa parte di una cultura un po’ retrodatata come la sua. Guardi che si sbaglia veramente di grosso.

Tuttavia me lo conceda, le sue espressioni i suoi metodi, quelli sì da provocatore, avrebbero fatto arrabbiare chiunque non sia stato un politico di professione, rotto ai metodi ipocriti di cortesia esteriore. Io e glielo avevo spiegato, non sono un professionista, io sono un naijf della politica e come tale voglio essere considerato, vista la mia lontananza di miglia e miglia dalla politica praticata. Corrado, le riporto a suo uso e consumo, un’ ANSA che pubblicata in tempi non sospetti, spiegava già la nostra posizione verso quella sinistra che qui in Valle veniva criticata da tempo. Un pò come fa lei oggi, ma con meno aggressività e con un minimo di discrezione e di rispetto.




ANSA Valle d'Aosta
Data: 20/12/2006 12.09
ha scritto:

(ANSA) DS-GV: AREA DEMOCRATICA COME SPAZIO APERTO DISCUSSIONE

- AOSTA -

Uno spazio aperto di discussione, un luogo di costruzione ed elaborazione critica del programma dei Democratici di Sinistra-Gauche Valdotaine. E' la definizione, secondo statuto, di “Area Democratica” , associazione di tendenza politica e culturale che è stata presentata oggi agli organi di informazione. "Area democratica" - ha spiegato il portavoce, Emilio Zambon, è nata per dare una risposta al quesito« La passione politica e' finita?» La risposta, almeno per noi, è stata negativa. C' é disaffezione verso la politica, ma la passione, quella vera, “non sparisce". Co-fondatori dell'associazione, aperta ad iscritti e non, ai Ds-Gv (costo simbolico un euro), sono Giorgio Bruscia, Raimondo Donzel e Paolo Gianfranceschi.

Come recita lo statuto, "Area democratica intende realizzare concretamente il progetto di saldatura tra iscritti, militanti e società civile, superando le barriere che oggi separano i partiti dai cittadini e dalle persone, favorendo la tolleranza nei confronti di pluralità politiche che tendono alla vivacità del dibattito interno al partito". Per "favorire la discussione e coinvolgere maggiormente i giovani nel dibattito politico" è stato anche aperto un blog all'indirizzo
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(ANSA).

freeoliver - Mar Giu 24, 2008 8:49 am
Oggetto: alf
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giorgio - Mar Giu 24, 2008 3:05 pm
Oggetto:
giorgio ha scritto:
Corrado Olivotto ha scritto:

Com’è che giorgiobruscia perde le staffe? Forse che il mio amico Bakunin ha colpito nel segno? Non condivido l’impostazione sovversiva fine a se stessa degli anarchici odierni, né condivido il loro totale rifiuto della politica delegata.

Concordo però, io marxista Luxembourghiano, con il ribrezzo che i seguaci di Bakunin, Kropotkin e Proudhon provano per chi sta nelle stanze del potere e per chi anela ad entrarvi. Mi perdoneranno Donzel ed il suo fido servitore se dopo aver passato la mia gioventù nel PCI, nel PCI di Berlinguer, non riesco a vedere il volto del grande Enrico dietro alle loro facce.
Dopo l’affossamento del PCI ad opera di una classe dirigente (e non della base) preoccupata di legittimarsi di fronte alla borghesia; dopo la fondazione di un partitino estremista che voleva rifondare un comunismo che non ha nessun bisogno di essere rifondato perché continua ad esistere; dopo la costruzione di un PdCI che si è usurpato il simbolo del PCI ma che è solo espressione di quella corrente filosovietica e brezneviana che ha il suo massimo esponente nello stalinista Marco Rizzo; dopo aver sciolto anche il PDS-DS in un calderone che ha assunto a proprio modello i miliardari americani del Democratic Party; DOPO TUTTO QUESTO …

Ora un quasi sconosciuto Donzel, una improbabile impiegata di patronato e qualche personaggio pescato dalla società civile vorrebbero insegnarci cosa significa essere di sinistra?
Un po’ più di modestia non guasterebbe, anche alla luce dei risultati elettorali. Con una sinistra ridotta a un PD brutta copia del partito clintoniano, con un PRC che ormai è solo più la fotocopia sbiadita di Dem.Prol., con un PdCI che cossuttianamente (o togliattianamente) predica il verbo proletario in lingua terzinternazionalista per poi sposare i governi borghesi in nome del realismo democratico e della teoria dei piccoli passi, che deve fare la povera gente?

Affidersi ai nuovi penosi leaders che desiderano prendere il posto di quelli vecchi nelle stanze dove si guadagna e si decide? Rifugiarsi in aride certezze tracciando crocette piene di fede su falci e martelli che ormai sono solo poco più che vuoti crocifissi senza significato? Annullare le schede, e non votare proprio, in nome di una dignità operaia che ancora non è morta ma che non ha possibilità di esprimere il proprio grido di dolore? NO CARI VOI. Di fronte a cotale sinistra purulenta, e ad una realtà sindacale ormai istituzionalizzata che non rappresenta più nessuno ma gestisce il mondo del lavoro per conto del potere, l’unica scelta possibile è l’azione diretta.

Che la gente si riappropri del proprio destino.
Che in tutti i luoghi di lavoro nascano coordinamenti autoconvocati che si impongano come interlocutori a fianco (o magari al posto) dei sindacati di regime.
Che nel corpo sociale nascano istanze di base in ogni campo che spingano le malate rappresentanze istituzionali nelle direzioni più giuste.

Che l’inevitabile rappresentanza istituzionale possa sentire quotidianamente sul collo il fiato dei propri elettori. Io, dove lavoro, mi sto impegnando, se un giorno saremo tanti dovrete starci a sentire. E non sporcate il nome di Enrico Berlinguer, vipere, progenie di vipere, sepolcri imbiancati.

Corrado Olivotto - Aosta




Eccolo qui il rivoluzionario al prosciutto cotto, l’anarchico che innesca bomboloni alla crema e che, pentito e voltagabbana - dice di essere stato del Pci, ma se n’è andato, era un sindacalista ed è fuoriuscito dalla Confederazione - pubblica anche questa settimana uno sconcertante presupposto, l’assunto cioè sulla permanenza in Valle d’Aosta, di una sinistra politica, dal titolo: Aiuto, i soliti rossi! Il commento intelligente è affidato a Corrado. Il quale in uno stralcio che ho prelevato dal blog di Raimondo Donzel, svolge secondo suo stile il seguente ragionamento: “Come è possibile che in Valle d’ Aosta esista ancora una sinistra, dal momento che dalla sinistra io me ne sono andato?” Il Corrado, nella sua amarezza, appare sincero: considera la sopravvivenza della sinistra come uno sgarbo personale, e forse conoscendolo, non è da scartare del tutto l’ipotesi che qualche decina di migliaia di Valdostani abbia deciso di restare di sinistra al solo scopo di nuocergli.

So che è difficile, ma suggerisco a Corrado e ai suoi alias, di non incaponirsi, e di recedere dal suo pur comprensibile risentimento. Non so se può confortarla caro Corrado, ma anche a chi scrive è accaduto di dover sottostare a un analogo, incredibile oltraggio. Qualche anno fa, me ne andai da Torino, Ebbene, mi dicono che Torino, nonostante la mia assenza, ci sia ancora. Pur se a malincuore, me ne sono dovuto fare una ragione. Coraggio, Corrado. Può farcela anche lei.


Suvvia signor Olivotto, lei marxista Luxembourghiano! Non la vedo bene nella posizione di colui che come Rosa Luxemburg, esalta il coraggio dei bolscevichi, che in condizioni difficilissime, quasi disperate, avevano osato lanciare la parola d'ordine dell'insurrezione! Non la vedo…alla testa di un manipolo di ossessi attaccare il palazzo d’inverno inneggiando alla Rivoluzione. Piuttosto la vedrei nella posizione dei socialdemocratici tedeschi che si resero complici, con il loro tran-tran, del militarismo del loro governo, con tutti i disastri che ne derivarono...Per Rosa, l'unica possibilità di salvezza per la rivoluzione russa era che il proletariato europeo, stimolato dall'esempio dei russi, si fosse sollevato a sua volta.

Tutta l’Europa! Shocked E lei Olivotto come si sarebbe riconosciuto in questo, stante il suo attuale “pensiero” ? E’ vero, Rosa Luxemburg criticava in particolare l'abolizione delle libertà democratiche: senza libertà di stampa, senza diritto d'associazione e di riunione, diceva la rivoluzione non può andare avanti, perché questi diritti sono uno strumento indispensabile per l'auto-educazione politica delle masse popolari. Senza elezioni generali, libertà di stampa e di riunione illimitata, libera lotta d'opinione in ogni pubblica istituzione, la vita si spegne, diventa apparente e in essa l'unico elemento attivo rimane la burocrazia". Ma Rosa Luxemburg condivideva anche il principio della dittatura del proletariato, anche se per lei "questa dittatura doveva essere opera della classe, e non di una piccola minoranza di dirigenti in nome della classe".

Di contro le devo dare ragione quando parla: “dell’affossamento del PCI avvenuto ad opera di una classe dirigente (e non della base) preoccupata di legittimarsi di fronte alla borghesia; dopo la fondazione di un partitino estremista che voleva rifondare un comunismo che non ha nessun bisogno di essere rifondato perché continua ad esistere; dopo la costruzione di un PdCI che si è usurpato il simbolo del PCI ma che è solo espressione di quella corrente filosovietica e brezneviana che ha il suo massimo esponente nello stalinista Marco Rizzo” e (Adriana Manganoni Laughing )

Ed ora? Sulle orme di Arturo Parisi da un lato e di D’Alema dall’altro, continuare la Storia Infinita del ripartire di nuovo da zero? Ora definire l’attacco di Parisi come idiozia politica è dire poco, vista l’assoluta mancanza di una qualsivoglia proposta costruttiva o alternativa. Come qui in Valle, si sta ritornando ai ''vecchi riti tribali della decapitazione del leader in caso di sconfitta della tribù''. E per parafrasare modestamente Goffredo Bettini, coordinatore del partito e veltroniano doc: ''Ma che vuole Corrado Olivotto? Donzel è stato chiamato da tutti (e i vecchi Ds lo sanno benissimo) in un momento di sbandamento e di lotta nella coalizione del centrosinistra valdostano. Ha mobilitato migliaia di persone alle primarie, ha costruito il partito, ha fatto una campagna elettorale appassionata e innovativa, suscitando tante energie (...) Certo non siamo al governo regionale, ma abbiamo costruito una delle più grandi forze riformiste della recente storia valdostana ''. Guardiamoci un po’ attorno e vediamo quali sono le alternative. Per quanto riguarda il resto ci ritornerò sopra con calma…cercando di non adeguarmi alle sue espressioni molto colorite! Così si parla e si discute meglio.

Saluti e bentornato

giorgio - Mar Giu 24, 2008 5:26 pm
Oggetto:
Citazione:
PD: VELINA ROSSA DIFENDE 'RED', NON METTE IN DISCUSSIONE LA SEGRETERIA
(ANSA) - Roma, 24 giu -
Mentre ' ReD ', l'associazione 'Riformisti e Democratici ' all'interno del Pd si presenta pubblicamente e altrettanto pubblicamente riceve le critiche per essere una nuova corrente, anzi un 'correntone' dalemiano, la Velina Rossa (l'agenzia di area ex Ds) scende in campo per difendere la nuova associazione.

''Si vuole per forza parlare male dell'Associazione Red, mentre non viene messa in discussione la segreteria del partito '' sottolinea la Velina che poi aggiunge: ''Siamo stanchi di ripetere che mai come in questo momento il confronto politico deve ampliarsi e comprendere nuove forze politiche, che possano veramente far superare l'impasse e mettere in discussione su fatti concreti il governo Berlusconi ''.



Come vede caro Olivotto la storia prosegue a puntate e D'Alema è di nuovo ripartito all'attacco di Veltroni. Lui non ci sta ad essere tagliato fuori, capirai... intelligente e presentuoso com'è, è ancora convinto di ritornare in sella ad un partito che non lo ha mai visto partecipe in maniera primaria. Lui è forte come sono forti gli ex. E' la stessa storia dei Ds-Gv! Loro hanno il patrimonio e ora anche le fondazioni come d'Alema. E lei mi chiedeva di spiegare alla gente, alla base, con modestia, come i nuovi arrivati o simil sconosciuti come Donzel, il sottoscritto ecc.potrebbero insegnare cosa significa essere di sinistra. La risposta è semplice. Qui nessuno si affida più totalmente ai leaders perchè i vecchi si comportano ancora in questa incresciosa maniera. In quanto ai nuovi penosi leaders che desiderano prendere il posto di quelli vecchi nelle stanze dove si guadagna e si decide, beh se lo lasci dire, lei non può esprimere giudizi di questa fatta! Primo perchè questi nuovi leaders sono degli sconosciuti (come dice lei), e dunque le rimarrebbe difficile leggere nella palla di vetro... secondo la invito ad informarsi meglio sulla dignità, sulla stima e sul rispetto che la nuova dirigenza si è e si sta conquistando nella base. Questa possibilità, quella di parlare a tutti indistintamente e dovunque è stata un'opzione dimenticata dai vecchi leaders, abituati a gestire ormai il partito solo dalle poltrone.

Saluti

freeoliver - Mer Giu 25, 2008 7:57 am
Oggetto: alf
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erika - Mer Giu 25, 2008 12:33 pm
Oggetto:
Aiuto...
qui le espressioni colorite non mancano! eppure mi sembrava che il post riportasse il titolo UNA PIAZZA, UN PONTE...
In merito alla dirigenza forse non siamo all'altezza, ma vorrei che si facessero avanti le teste illuminate per dirci in cosa stiamo sbagliando e non solo per criticarci senza conoscerci.
Fino ad ora abbiamo sempre creduto nelle regole. Pagando a caro prezzo tutto questo, ma potendo fare dell'etica una vera bandiera.
Oggi in una discussione con un compagno che stimo e apprezzo mi chiedeva dove sta la differenza fra oggi e il passato. Bene...credo che in passato c'erano persone che non versavano, dichiaravano l'opposto di quanto deciso...oggi il nostro codice etico impone a tutti gli iscritti il rispetto delle regole e a tutti gli eletti di render conto del loro operato. Facciamo tornare la discussione sui contenuti e non sulle persone.
E cerchiamo di accettare gli altri e i loro pensieri. E' legittimo pensare di voler cambiare Segretario come ha detto Parisi ma è doveroso, quando si fa una proposta del genere, avere un progetto.
Ho seguito l'assemblea nazionale e ho trovato di bassissimo livello il suo intervento. Tanta rabbia, tanto rancore e nessuna proposta.
La gente è ormai stanca e spesse volte esprimono il voto con logiche distorte, non si informa...pensiamo a come fare per aumentare la partecipazione e soprattutto, perchè quando ci tolgono dei diritti non sentiamo più l'esigenza di scendere in piazza. Perchè se in fabbrica allegata alla nostra busta paga ci danno una lettera per dirci quanto è bravo il nostro Presidente non ci ribelliamo...
Non abbassiamo ulteriormente il livello culturale attaccandoci allo scontro. Non serve a nessuno.
Ora spero che nei futuri post ci sia veramente la volontà di far diventare questo luogo di discussione una piazza o un ponte. Le barricate e i muri non portano da nessuna parte.
giorgio - Gio Giu 26, 2008 12:26 am
Oggetto:
La crisi della famiglia, della serietà dei comportamenti, come quella dei partiti, c'è ma è figlia della fine della società patriarcale o pre-moderna e credo che sia una evoluzione logica e scontata. Non sono però d'accordo che tutto questo non dipenda dagli uomini, le cose che accadono nel mondo dipendono sempre dagli uomini tranne che per le catastrofi naturali (e neanche sempre).

Diciamo che la nostra è una società mediamente opulenta e quindi egoista, in quanto conseguenza di un modo di vedere la vita non come emancipazione o progresso sociale ma solo ed esclusivamente dal punto di vista dell'accumulazione economica e dell'ascesa sociale. Quindi si vota in base al peso dei soldi nelle nostre tasche. Si vota chi protegge le tue scappatoie, le tue furbizie, i tuoi escamotage legali (o meno), ma borderline. Molti fatti criminosi stanno di nuovo uscendo anche in Valle e non saranno isolati, spero, così da dimostrare quanto sia stato precario l'equilibrio che i politici di ieri avevano artificiosamente costruito.

E qui cara Erika che c'è la colpa degli uomini. Di chi ha interpretato male gli eventi, di chi non ha saputo vedere il futuro o non ha avuto idea di come affrontare il presente. Tutto è sempre stato rimandato ad un futuro prossimo senza mai prendersi le proprie responsabilità a tempo debito. Tanto qui si aggiusta sempre tutto. Le ricette buone 20 o 30 anni fa devono essere aggiornate o si resta indietro e fuori dalla storia. Questo è capitato, ma le colpe ora si vogliono addebitare ai figli, agli ultimi arrivati che disperatamente invece cercano di ribaltare i vecchi fallimenti gestiti come successi. Vorrei fare un piccolo inciso, andate a leggervi l'ultimo numero del Travail e troverete di che sorridere amaramente. Un giornale che continua ad essere ancora la cassa di risonanza di molti "bombardini". E qui è sempre colpa degli uomini.

Chi non si è opposto nel momento giusto contro il torto del momento diventerà irrilevante in futuro. Sono quegli uomini che hanno lasciato scappare gli animali dal recinto, hanno abbattuto il recinto e non hanno tentato di trovare un suo sostituto moderno. Lo avevano trovato, ma per loro è troppo ingombrante. Anzi ora penso che faccia loro persino ombra! Così a furia di parole e di analisi fatte da persone che vogliono essere il softwear del Pd, i padri nobili di un partito che non c'è più (Ds-Gv) si va allo sbaraglio con la cultura della sconfitta, con la cultura tribale di dover per forza tagliare la testa del capo tribù che li ha portati in battaglia, sebbene riottosi.

E anche qui in valle si vedono i frutti...Oggi gli operai votano lega, nelle anticamere dell'inciucio si vota An e Fi, e nei quartieri alti si votano gli imperatori... Se non è colpa degli uomini di chi sarà mai? Se non è colpa degli uomini che hanno menato le danze sino a ieri di chi è la colpa?

freeoliver - Gio Lug 03, 2008 8:47 pm
Oggetto: alf
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giorgio - Ven Lug 04, 2008 1:03 am
Oggetto:
freeoliver ha scritto:
Sig. Giorgio Bruscia

se mi consente di parlare ancora una volta lasciando da parte la polemica che è nata a seguito della mia provocazione dell'altra volta,vorrei dire che:

1) vengo dalla storia del PCI, mi ci sono iscritto nel 1979 e ci sono rimasto fino allo scioglimento;

2) mio nonno mi ha avviato su questa strada politica dopo aver vissuto una vita piena di difficoltà a causa delle sue idee;

3) mi sono formato politicamente nella FGCI di D'Alema e nel PCI di Berlinguer, i valori ed i principi imparati allora non mi hanno mai abbandonato.

Le chiedo una cortesia a nome anche di altri ex PCI con cui parlo frequentemente: potrebbe togliere dal suo profilo l'avatar con l'immagine di Enrico Berlinguer?

Mi creda, non è un fatto personale, ma tale figura non le appartiene, appartiene invece a tutti noi che lo abbiamo conosciuto (io ad esempio l'ho conosciuto ad una festa nazionale dell'Unità di Milano).

Un po' questa sua appropriazione ci offende.

Grazie e ... non me ne voglia.

Corrado Olivotto


Ma quando mai un moderatore non permette di scrivere ai nick che liberamente si sono iscritti e che vogliono partecipare dialogando all'interno di un forum? Freeoliver mi creda, della polemica e dell'equivoco in cui lei è incorso comportandosi in maniera provocatoria, io le ho già riversate nel sacco che porto dietro le spalle. E' un sacco capiente che mi aiuta nella vita a gestire meglio incontri, conoscenze, esperienze magari poco simpatiche, come a prima vista potrebbero sembrare essere state le sue. Lei qui è ospite e a lei è riservato il posto che generalmente si riserva alle persone che chiedono ospitalità. Dunque sarà trattato con il massimo riguardo e con le attenzioni dovute. Ad un patto però. Si deve ricordare che lei è un ospite in casa altrui e come tale anche lei dovrà comportarsi da persona civile e corretta.

Perciò non può entrare a casa mia, accolto con dignità e con buone maniere e nel momento che io mi assento per offrire un thè, lei mi va a fare pipì dietro al divano. Questo non le è permesso. Come non le sarà permesso di imporre le sue richieste. Lo ritengo poco educato e raffinato che da parte sua possa chiedere, non di rifiutare il thè ( è nel suo diritto), ma di pretendere dal suo ospitante di togliere dalla parete di casa un'icona del più caro parente che abbia in considerazione. Lei lo ha conosciuto a Milano, se vuole le posso dire che il 17.09.1981 al festival nazionale dell'Unità di Torino che si svolgeva a Italia 61 un’area che partiva dalla stazione della ferrovia sopraelevata Allweg (appena dopo le Molinette) e proseguiva sino ad arrivare al casello della finanza di Torino, anche io ebbi l’onore di conoscerlo, ma con lui c’erano Giancarlo Paietta e l’attuale presidente della repubblica italiana, Giorgio Napolitano. Conservo ancora gelosamente una bottiglia di Tokaji Szamorodni dry dove conservo le loro firme. Quella sera nel menù campeggiava l’Ungheria con il suo Gulasch piccante all’inverosimile. E con ciò? Vogliamo fare a chi sputa più lontano? Questa mia appropriazione vi offende? Ma chi se ne frega signor Olivotto, io non mi offendo che lei abbia conosciuto Enrico. Mi stupisce che con le sue assurde affermazioni, Lui di notte non le venga in sogno a buttarla giù dal letto.

paolog - Ven Lug 04, 2008 9:20 am
Oggetto:
Shocked Bravo Giorgio, niente altro da aggiungere. Very Happy
giorgio - Gio Lug 10, 2008 11:01 am
Oggetto:
freeoliver ha scritto:
Sig. Giorgio Bruscia

se mi consente di parlare ancora una volta lasciando da parte la polemica che è nata a seguito della mia provocazione dell'altra volta,vorrei dire che:

1) vengo dalla storia del PCI, mi ci sono iscritto nel 1979 e ci sono rimasto fino allo scioglimento;

2) mio nonno mi ha avviato su questa strada politica dopo aver vissuto una vita piena di difficoltà a causa delle sue idee;

3) mi sono formato politicamente nella FGCI di D'Alema e nel PCI di Berlinguer, i valori ed i principi imparati allora non mi hanno mai abbandonato.

Le chiedo una cortesia a nome anche di altri ex PCI con cui parlo frequentemente: potrebbe togliere dal suo profilo l'avatar con l'immagine di Enrico Berlinguer?

Mi creda, non è un fatto personale, ma tale figura non le appartiene, appartiene invece a tutti noi che lo abbiamo conosciuto (io ad esempio l'ho conosciuto ad una festa nazionale dell'Unità di Milano).

Un po' questa sua appropriazione ci offende.

Grazie e ... non me ne voglia.

Corrado Olivotto


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CHIUDERO’ GLI OCCHI E PENSERO’ A TE, DOLCE ENRICO...

« Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi,
non c'è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia. »

giorgio - Ven Lug 25, 2008 4:49 pm
Oggetto:
Aostasera.it 21/07/2008 ha scritto:
Festa del PD
Un migliaio di persone alla festa del PD nel primo fine settimana
Champdepraz - Moderatamente soddisfatti i responsabili della prima festa regionale del PD di Champdepraz. Nei primi 4 giorni di manifestazione – dal 17 al 20 luglio – sono passate sotto le strutture all’aperto del partito, in località Le Sale, circa 1000 persone.

Festa del PD
Esprimono moderata soddisfazione i responsabili della prima festa regionale del PD di Champdepraz. Nei primi 4 giorni di manifestazione – dal 17 al 20 luglio – sono passate sotto le strutture all’aperto del partito, in località Le Sale, circa 1000 persone, una media di poco meno di 300 coperti a serata.

“Il nostro è un bilancio per ora positivo – ha spiegato Franco Contratto, responsabile della festa nonché consigliere comunale a Champdepraz – tenuto conto che i 25 volontari che lavorano alla buona riuscita della manifestazione hanno arrostito 8 quintali di costine, fritto 300 Kili di patate fritte e 100 di salamelle”.

Secondo gli organizzatori, quindi, i valdostani hanno reagito bene al cambio di denominazione, da festa dell’unità a festa del PD, per cui non si sono registrati cali di affluenza. I tempi, però, sono ancora prematuri per dire se i numeri, nel complesso, saranno stabili e soprattutto se questa manifestazione porterà nelle casse del PD della Valle d’Aosta risorse economiche per organizzare nuove iniziative sul territorio.

La festa del PD riaprirà, quindi, nel prossimo fine settimana: da venerdì 25 a domenica 27 luglio. In particolare venerdì è previsto un dibattito sull’informazione coordinato da Giovanna Zanchi.

di Nathalie Grange


Quella che non è passata inosservata è la quasi totale assenza dei dirigenti del vecchio partito. Non un personaggio che abbia voluto contribuire alla perfetta riuscita di questa manifestazione, lasciando tutto sulle spalle dei giovani Pd. Mi dicono, per fare un esempio che neppure l'ultimo segretario dei Ds si sia quasi mai visto. E così pure quei personaggi che fino all'altro ieri avevano fatto della festa dell'Unità un trampolino di lancio politico. Sembra quasi un segnale, come una precisa volontà di mandare a "ramengo" la festa, strozzare nella culla cioè il nuovo bambino che è nato. Sicuramente di questo si terrà nota e conto quando sarà il momento di ascoltare le reprimende e le critiche che dopo... sempre ed eternamente dopo, arriveranno. Andremo anche noi poi a tirare le somme su una partecipazione attiva che è mancata da parte proprio di quelle persone che da sempre si sentono i maggiorenti del partito, pronti solo a reclamare posti e poltrone.

E' da un pò di tempo che nel partito si respira quest'aria di rivalsa inconsulta e che si aspetti da parte di una certa "fronda", tempi migliori per passare al contrattacco e tendere, come si è imparato a fare, estrose imboscate. Questa sera venerdì 25 LUGLIO 2008 alle ore 18.00 la FESTA REGIONALE DEL PD che si svolge a CHAMPDEPRAZ – LOC. LE SALE. vedrà trattare e dibattere un argomento molto importante: “L’informazione in Valle d’Aosta”. Interverranno: Claudio Laugeri Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Valle d’Aosta, Roberto Mancini Giornalista, Elena Meynet Giornalista Agenzia 12vda.


Ps. La politica vista da Francisco De Souza con i suoi 60 scatti mi ha un pò deluso. Certo che andare dietro alla corrente e farsi trascinare è molto facile e premiante...alcune volte. Poca fatica e molta resa. Ma annotare due scatti due di un segretario appena eletto di un partito (Pd) che ha dato anche un suo componente (Nicco) eletto al Parlamento, mi senbra davvero eccessivamente riduttivo.

erika - Lun Lug 28, 2008 3:09 pm
Oggetto:
Caro Giorgio,
ti sbagli. L'ex Segretario c'era e per questo lo ringrazio. Anche da queste piccole cose si nota la serietà di una persona e nonostante la mia diversa visione del partito, le nostre discussioni dovute soprattutto alla mia inesperienza e al mio caratteraccio...è una persona che apprezzo.
Ripeto, credo che partecipare alle iniziative del partito dimostri la correttezza delle persone.
La partecipazione comunque c'è stata da parte della gente. Tante persone che non si vedevano più, tanta allegria e una bella squadra...
Sugli scatti sappi poi credo che non conti la quantità ma la qualità...
Sii sereno, siamo sulla strada giusta!
In merito al dibattito invece, è stato molto interessante. Gillo ha condotto molto bene e Laugeri ha fatto un'analisi veramente lucida di quanto avviene in Valle.
paolog - Dom Ago 03, 2008 12:08 pm
Oggetto:
Shocked Non capisco Erika, a volte pensa che il suo buonismo sia caratteraccio! Non voglio entrare in polemica con lei, nè tantomeno con gli attuali dirigenti del P.D. ed ex dirigenti G.V. Evil or Very Mad , ma a me sembra che la loro presenza alla festa del P.D, sia stata molto scarsa, se non per portare loro stessi ai dibattiti, sempre da soli. Una domanda, ma non sono stati eletti da poco negli organi dirigenti del P.D. e in Regione?
Si sperava tanto in un nutrito codazzo di amici, oppure è successo che i "loro amici"... erano presenti alla festa di S.Giorgio e S.Giacomo o ad altre sagre paesane? Twisted Evil

erika - Lun Ago 04, 2008 8:33 am
Oggetto:
Condivido sul fatto che, quando si è dirigenti o eletti, dovrebbe essere normale partecipare alle iniziative del partito, ma ripeto che alla gente tutto questo non importa.
Tutti i dibattiti sono stati molto interessanti. Soprattutto quello sull'informazione e chi non c'era...beh, peggio per lui.
Intanto stiamo preparando un bus per andare il 30 e 31 agosto alla FESTA NAZIONALE DEL PARTITO A FIRENZE!
Presto i dettagli e partecipate numerosi...anche qui preferisco trovarmi in mezzo alla gente!!!!
Non è buonismo, ma voglia di fare! E chi non ha partecipato sinceramente può anche criticare, ma ogni sua critica per me lascerà il tempo che trova...
paolog - Ven Ago 15, 2008 6:46 pm
Oggetto:
Cari compagni e amici, vorrei farvi presente, con la mia solita immediatezza che ben noti "surfisti" e voltagabbana, che incrollabilmente parcheggiano nella gauche valdotaine(?), vogliono fare non la cosidetta Festa dell'Unità, ma la "festa" al Partito Democratico e in particolare al suo massimo rappresentante, il Segretario Raimondo Donzel.

Vi ricordate la gauche... quel "piccolo mondo antico"... quasi un mondo a sè stante, insomma una famiglia che incurante della realtà per lei l'importante era vincere? Dove vincere significava che era sufficiente prevalere in congresso, essere cioè maggioranza nelle direzioni e in segreteria, per poter decidere in seguito la strategia politica e le alleanze vagheggiate?

Ecco stò parlando di questo, stò parlando del luogo irreale dove si sono ritrovati i "maggiorenti" (si fà per dire)...tutti assieme amichevolmente, pronti a rifare la g.v., pur di non perdere nemmeno i loro piccoli privilegi acquisiti; e dei loro santoni quelli della politica dei 4 amici al bar, dei trombati che millantavano voti a gò-gò, e che sventolando sondaggi, che finanziariamente abbiamo scoperto essere messi a carico del PD, parlavano come "guru" ai propri discepoli creduloni, di vittorie e nuove alleanze in Regione.

Ora questi signori ritornati pesantemente con i piedi per terra, vanno in giro tra vecchi compagni e amici di merende, a seminare zizzania, vento... snobbando le nostre feste, parlando male di tutto lo staff del nuovo PD, accusando tutto e tutti di scarsa preparazione politica, insinuando anche che il segretario voglia licenziare gli unici due lavoratori che operano in sede P.D. , e chi più ne ha ne metta.

Rammentiamo loro i doveri, le regole, l'etica politica che hanno sottoscritto e abbracciato al momento della loro iscrizione e partecipazione personale al PD.
Richiamiamo alla loro memoria, forse ora un pò gracile che non potranno più, una volta membri del PD, cambiare a colpi di maggioranza (noi la memoria l'abbiamo buona) lo Statuto del Partito Nazionale. Infine dovranno tenere conto della vecchia massima popolare che avverte:"chi semina vento raccoglie tempesta."

giorgio - Sab Ago 16, 2008 3:47 pm
Oggetto:
paolog ha scritto:
Cari compagni e amici, vorrei farvi presente, con la mia solita immediatezza che ben noti "surfisti" e voltagabbana, che incrollabilmente parcheggiano nella gauche valdotaine(?), vogliono fare non la cosidetta Festa dell'Unità, ma la "festa" al Partito Democratico e in particolare al suo massimo rappresentante, il Segretario Raimondo Donzel.

Vi ricordate la gauche... quel "piccolo mondo antico"... quasi un mondo a sè stante, insomma una famiglia che incurante della realtà per lei l'importante era vincere? Dove vincere significava che era sufficiente prevalere in congresso, essere cioè maggioranza nelle direzioni e in segreteria, per poter decidere in seguito la strategia politica e le alleanze vagheggiate?

Ecco stò parlando di questo, stò parlando del luogo irreale dove si sono ritrovati i "maggiorenti" (si fà per dire)...tutti assieme amichevolmente, pronti a rifare la g.v., pur di non perdere nemmeno i loro piccoli privilegi acquisiti; e dei loro santoni quelli della politica dei 4 amici al bar, dei trombati che millantavano voti a gò-gò, e che sventolando sondaggi, che finanziariamente abbiamo scoperto essere messi a carico del PD, parlavano come "guru" ai propri discepoli creduloni, di vittorie e nuove alleanze in Regione.

Ora questi signori ritornati pesantemente con i piedi per terra, vanno in giro tra vecchi compagni e amici di merende, a seminare zizzania, vento... snobbando le nostre feste, parlando male di tutto lo staff del nuovo PD, accusando tutto e tutti di scarsa preparazione politica, insinuando anche che il segretario voglia licenziare gli unici due lavoratori che operano in sede P.D. , e chi più ne ha ne metta.

Rammentiamo loro i doveri, le regole, l'etica politica che hanno sottoscritto e abbracciato al momento della loro iscrizione e partecipazione personale al PD.
Richiamiamo alla loro memoria, forse ora un pò gracile che non potranno più, una volta membri del PD, cambiare a colpi di maggioranza (noi la memoria l'abbiamo buona) lo Statuto del Partito Nazionale. Infine dovranno tenere conto della vecchia massima popolare che avverte:"chi semina vento raccoglie tempesta."


Caro Paolo

Ultimamente Raimondo Donzel, viene tirato in ballo da alcuni esponenti del Pd professionisti della politica di cui si sostentano da molti lustri e di cui continuerebbero a sostentarsi anche in caso di vittoria del centrodestra (Uv ed alleati) alle elezioni del 2009. Viene criticato e accusato (udite, udite!) di fare uso di uno stile di politica plebiscitaria tipica “ dell’uomo solo al comando", una locuzione, rivolta ad un uomo come Donzel (forse caratterialmente poco simpatico agli avversari) considerato generalmente l'uomo - immagine del Partito Democratico. Oggi con lui il Pd non si presenta più “ a palazzo regionale” col cappello in mano e perciò molti finti alleati vorrebbero sfrattarlo quanto prima dalla segreteria.

L'esperienza positiva dell’Union Valdotaine, con il clamoroso risultato elettorale conseguito nelle elezioni del maggio scorso, ha dimostrato quanto sia importante anche il radicamento nel territorio. Questa dovrebbe insegnare che esiste ancora un “mestiere della politica” che non è quello caro ai gerontosauri e ai giovani discepoli di questi nati vecchi e cresciuti affilando i denti in attesa di succedere ai capi “ perpetuandone ” la gestione, ma è quello di stare vicini alla gente, ai suoi problemi e alle sue aspettative praticando soprattutto l'ascolto che rappresenta essenzialmente la volontà di ascoltare. Non è indispensabile avere una risposta per ogni cosa, è però fondamentale essere prossimi ai cittadini, riflettere con loro, riprendere dialoghi interrotti, ragionare insieme.

Ad osservare e a leggere “dentro” le vicende del Pd in Valle d’Aosta è forte la tentazione di rinchiudersi in un silenzio assordante, dove ad urlare con forza non è la voce, ma è il senso di estraneità, di rabbia, di delusione, di rammarico per aver creduto, o almeno sperato, pur fra mille titubanze e mille critiche sul metodo, che il nuovo partito avrebbe dato vita a una nuova stagione in cui democrazia e partecipazione fossero parole strettamente legate a un coerente e conseguente agire politico e non alle lotte intestine, ai mezzucci e ai veleni. Strumenti, questi ultimi, ben noti e ben utilizzati dai “ perpetui ”, gli inamovibili della politica che costituiscono un solidissimo partito a parte, blindato, nepotistico che prescinde dal partito in cui militano e di cui sono anche dirigenti. Il partito dei perpetui, le elezioni le vince sempre e comunque, a prescindere dalla coalizione che andrà a governare un ente, un comune, una regione. È un partito di minoranza, ma provvisto di fortissime credenziali che si traducono in un potere che permette la continuità nella gestione privatistica della cosa pubblica in qualsiasi condizione ambientale come fosse cosa propria, con regole non scritte ma estremamente precise e immutabili nel tempo.

Importa forse a costoro collocare e tenere il partito al centro del dibattito politico? Ma quando mai, se questi dirigenti politici si sentono dei generali a vita legittimati a muoversi in autonomia alla ricerca di nuove e, soprattutto, vecchie alleanze? Ufficiali di lungo e lunghissimo corso che serrano le fila dei propri ranghi a presidio delle postazioni acquisite. Ha una qualche importanza per costoro la comunicazione politica e la partecipazione civile? Importa forse se la battaglia politica è finalizzata più a distruggere l'avversario interno che quello esterno? Ha una qualche importanza che le intese sottobanco condannino l'elettorato fidelizzato e quello potenziale del Partito Democratico ad anni di marginalità? Certamente costoro non sentono l'obbligo morale di rispondere al credito che hanno assegnato al Partito Democratico quegli elettori che, pur non approvando appieno la linea politica veltroniana, hanno riposto nel Pd un'aspettativa di nuovo linguaggio politico, di nuovo impianto concettuale.

È circolato per decenni un aneddoto su Enrico Berlinguer che, dialogando con un giornalista, avrebbe detto con il suo mai mutato accento sardo: “Sonno vennutto dalla Sardegna emmigratto”. Il giornalista, divertito, gli chiese: “Ma perché si gratta onorevole?” La stessa domanda sarebbe interessante rivolgerla a chi, anche in Valle d'Aosta, è venuto temporalmente dopo Berlinguer, magari dopo aver pensato a cosa sarebbe accaduto se invece di grattarsi, in Valle, avessero fatto politica.


faustocoppi - Sab Ago 16, 2008 5:02 pm
Oggetto:
Paolo, il fatto è che partiti al disotto di una certa percentuale non li prendo neppure in considerazione, io non amo neppure i partiti cerniera dal ricatto facile. Il PD anche qui in Valle d'Aosta viene fuori da questi miei due postulati, aggiungendo il fatto che io voto da sempre a sinistra.
La vecchia sinistra non ha fatto solo guai come dici tu. Dal suo punto di vista ha fatto politica.
Quella stessa che sta mettendo in difficoltà il centrosinistra valdostano (con il nuovo PD) che si trova con i fatti compiuti e che ben difficilmente riusciremo a modificare. La mia analisi è che non si deve neppure pensare che Donzel potrà da subito rivoluzionare quella politica. Sono i poteri forti di questa regione che determinano i fatti politici. Lui non si adeguerà, ma non potrà frenare e cancellare immediatamente certe tendenze e certe cattive abitudini. Ma potrà impedire che accadano nuovamente evitando la deriva di questo partito con l'elezione a breve scadenza di un altro segretario.
Ho sentito strane voci che ipotizzano un arco di gestione triennale della segreteria.
Cari Paolog e giorgio, forse Donzel sapendo dal vivo cos'è la guerra per bande (l'abbiamo vissuta assieme nella GV-DS...) potrebbe essere più assennato e meno impulsivo del previsto vista la sua giovane età. Sono i vecchi "perpetui maggiorenti" come dice giorgio, che cercano di incastrarlo, e per evitare il peggio, oggi deve cedere di un passo e avanzare di due. Solo in questa maniera, può evitare esagerando la minaccia di un conflitto termonucleare all'interno del PD.
Le parole di alcuni "maggiorenti" e di altri creduloni ingenui sul destino prossimo del nostro partito non mi piacciono affatto ed essere buoni surfisti non è come essere buoni politici. Ricordo ancora cosa disse ultimamente Luciano Boccazzi, che probabilmente non parlava per se stesso, volendo spregiudicatamente ritornare alleato delll'UV. Proprio lui!

Speriamo comunque che le promesse fatte dal segretario, nella sua campagna elettorale siano almeno in linea con la sua azione politica. Io non nutro sospetti di indietreggiamento e votandolo in P.za Chanoux, in alternativa agli altri gli ho data piena fiducia. E questo lo si può considerare un esempio di come sia difficile mantenere una ferrea coerenza in politica, anche se talvolta capisco che sia meglio un po di flessibilità.
pasolini - Mar Ago 19, 2008 12:19 pm
Oggetto:
Ciao Paolo…anche questa volta hai centrato il nocciolo della discussione.
Riporto un post che giorgio aveva scritto intorno al mese di giugno corrente anno, avente in linea di massima lo stesso tema.
E qui ti rispondo con quanto scritto da giorgio:

Citazione:

« Visto che hai centrato il nocciolo della disamina voglio farti una domanda: sai cos’è il nocciolo centrale d’inerzia? Se non sei ingegnere, geometra o architetto, ti voglio ricordare che il nocciolo centrale d’inerzia, è definito come la zona in cui deve cadere il carico per avere sollecitazioni di tipo omogeneo, per cui la sezione risulta o tutta compressione o tutta trazione, in altre parole il nocciolo centrale d’inerzia è il luogo geometrico dei punti che hanno l’asse neutro esterno o tangente alla sezione. Come è noto la muratura non resiste a trazione quindi è importantissimo che “ l’asse neutro” sia fuori dalla sezione muraria, cioè il centro di sollecitazione a compressione sia interno ad una zona di sezione tale che i rispettivi assi neutri siano esterni od al più, tangenti e non secanti la sezione.

Quindi, lascio a te risolvere il dilemma se nel nostro partito ci sia più trazione che compressione o viceversa. Oppure se, dopo avere inferto alla sinistra riformista un disastro edilizio (partitico), i “vecchi imprenditori” non vogliano prendersi le proprie responsabilità e cerchino disperatamente di riversare sull’ultimo arrivato tutti gli errori compiuti. Dopo aver lasciato crollare la “costruzione” per i loro calcoli sbagliati, oggi si dilettano al gioco del cerino. Tra l’altro la correttezza dei calcoli e nel caso del Pd VdA la correttezza istituzionale, è diventata carta straccia, grazie ad alcuni maggiorenti per diritto familiare. E non è la prima volta che si fa uso di questi misurati espedienti o di calcolati stratagemmi per risolvere problemi interni, in sostanza un vero e proprio “modus operandi”.

Anche io sono molto curioso di capire a rigor di logica, il riferimento alle “componenti” appurato che un intervistato, ha fatto un chiaro richiamo ad esse. E’ anche fuor di dubbio che in lingua italiana “componenti” non sono sinonimi di “correnti”. In politica una corrente politica è un’aggregazione, stabile o temporanea, di esponenti politici la cui comunanza di intenti ed istanze non sia formalizzabile (ovvero non si intenda formalizzare) nella strutturazione tipica in partito pubblico. DS, La Margherita, Alé Vallée, erano partiti pubblici confluiti nel Pd. Dunque!

Io, naif della politica, credo di avere capito che, le scelte in politica sono di carattere etico, e non estetico. Ovvero, coloro che pensano, e sono parecchi, che le scelte politiche siano di carattere estetico sono appunto di solito legati alla concezione che il politico ha delle doti naturali ereditarie, come un musicista o un artista in genere, e finiscono per l’accettare una teoria dell’ élite, espressione della classe dirigente o altro, e fatalmente per trovarsi ideologicamente impegnati contro la democrazia e a favore del governo dei migliori.

Questa posizione elitaria, già della mozione 1 noi l’abbiamo combattuta e sconfitta a Quart nel 2004, con l’aggregazione di tutta la base e dei peones. Chi c’era si ricorderà. Questa realtà storica qualcuno e qualcuna degli attuali maggiorenti del partito dovrebbe rammentarla. Dovrebbero iniziare a pensare perché oggi si stiano apprestando a fare a parti invertite lo stesso gioco, alleandosi con personaggi che fino a ieri avevano osteggiato e affrontato battendoli sul piano dei programmi con una lotta altamente democratica ».


rocky - Mar Ago 19, 2008 12:56 pm
Oggetto:
vorrei ricordare a fausto coppi che è vero che ho parlato di valutare con attenzione la nostra posizione al comune di aosta oltre tutto non sono io che deciderò con quale alleanza stare ma sarà il partito a decidere.Credo però che prima sia importante costruire il programma per le prossime comunali e poi confrontarci con le forze politiche per vedere chi di queste forze condivide il nostro programma.credo invece pre ciò che riguarda le alleanze ci sia tutto il tempo per far le giuste considerazioni.anche se devo dire che in regione non si è partiti col piede giusto non si può riunire l'alleanza e decidere determinate strategie e poi il giorno dopo una di queste forze poliche ci ripensa e fa ciò che vuole cosi come è successo riguardo le ineggibilità dove si fà passare questa iniziativa sia stata presa da liberi cittadini poi leggendo i nomi si sa benissimo che cosi non è però credo che un appoggio morale il nostro partito avrebbe potuto darlo anziche fare il gioco di quacuno.Il gioco è chiaro far notare a tutti che il nostro partito non aderisce a queste iniziative perchè si sta riavvicinando all'union valdotaine credo che il segretario su la scelta di non partecipare a questa iniziativa avrebbe dovuto sui giornali spiegarne le motivazioni sarebbe stato meglio anche per far tacere una volta per tutte le falsita che si stanno dicendo in giro riguardo il nostro partito.
Mandrake - Mar Ago 19, 2008 6:36 pm
Oggetto:
Sempre più "coerente" il buon rocky.
Guarda lontano alle comunali naturalmente di Aosta dove c'è ancora qualche lecca-lecca...
Ha già la penna in mano per scrivere il programma...
Un programma che vada bene all'Union Valdotaine...
Non agitarti caro Rocky se speri di salire sul carro dell'UV non c'è bisogno di scrivere nulla. Il pacco è già preconfezionato...
Un partito di servi conta come il due di picche e non detta condizioni; ma accetta quel che passa il convento...
Peccato che nessuno considera che l'ennesima faida contro l'attuale segretario farà perdere altri voti anziché riempire le casse... Ormai il gioco è scoperto i vecchi GV-DS non valgono più della Fédération... Con la fame di posti e denaro se n'è andato anche l'onore e il blasone dei discendenti del nobile PCI...
Gran brutta storia, caro Rocky... Ma i Bich, i Monteleone, le Ferrero son lì a braccia aperte per farti entrare nel loro clan...
Buona fortuna

rocky - Mar Ago 19, 2008 7:11 pm
Oggetto:
Come al solito non hai capito un " ***** ". Ho detto che prima si fa il programma poi si decidono le alleanzequindi datti una regolata e pigliati una camomilla che se no rischi di prenderti un infarto.Io non voglio salire sul carro di nessuno sara il partito a decideresu quale carro salire .I nomi che tu hai fatto fanno parte integrante del pd possiamo avere idee diverse ma non deve mai mancare il rispetto cosa che probabimente ha 74 anni non hai ancora imparato.buona fortuna e curati
giorgio - Mar Ago 19, 2008 7:55 pm
Oggetto:
rocky ha scritto:
Come al solito non hai capito un..." ***** ". Ho detto che prima si fa il programma poi si decidono le alleanzequindi datti una regolata e pigliati una camomilla che se no rischi di prenderti un infarto.Io non voglio salire sul carro di nessuno sara il partito a decideresu quale carro salire .I nomi che tu hai fatto fanno parte integrante del pd possiamo avere idee diverse ma non deve mai mancare il rispetto cosa che probabimente ha 74 anni non hai ancora imparato.buona fortuna e curati


Ciao rocky,
come tu saprai io qui sono il moderatore e in questa veste invito te e tutti quanti gli interlocutori ad essere meno aggressivi. Non tanto nell'esposizione dei concetti esplicativi del proprio pensiero, ma sostanzialmente nella forma. Cerchiamo di non scrivere parole che anche se fanno parte del gergo quotidiano, io preferirei non leggere qua dentro.
Buon forum a tutti
giorgio

raimondo - Mer Ago 20, 2008 12:20 pm
Oggetto:
Ringrazio Giorgio per aver salvato questo forum dalle derive verbali in cui presunti "amici" tentano di far finire le discussioni.

Si comincia con qualche parolaccia. Si evita di entrare nel merito. E così si fa chiudere uno spazio di discussione democratica, che ha molti difetti ma ha anche il pregio in una Regione dove il dibattito è soffocato di dare spazio a chi normalmente non lo trova nelle sedi istituzionali.

Quindi buon lavoro e a presto.


Nel merito trovo significativo un contributo di Federico Geremicca:
Da "La Stampa" del 20 agosto 2008

Il Pd diviso e la sfida dei sindaci
Non è certo un caso se, intervenendo nella polemica tra Sergio Chiamparino e il Pd piemontese, Walter Veltroni si sia guardato bene dal liquidare le questioni poste dal primo cittadino di Torino alla maniera con la quale - ma era un’altra epoca - Massimo D’Alema tentò di frenare la crescente influenza dei primi sindaci a elezione diretta. Con definizione non dimenticata, l’allora segretario del Pds - era il 1997 - li bollò come cacicchi (capi di antiche tribù sudamericane). Oggi, probabilmente, non lo rifarebbe: e riconoscerebbe, anzi, che proprio i cacicchi (governatori e sindaci delle grandi città) rappresentano il volto del nuovo Pd, la parte più solida - e nota e popolare - del gruppo dirigente democratico in senso lato. E in fondo si può dire che la decisione di Veltroni di schierarsi dalla parte di Chiamparino nella polemica che lo contrappone al suo partito segna forse il punto d’approdo di quella disputa politica e di potere che tanti danni ha fatto al centrosinistra negli ultimi quindici anni: e cioè la contrapposizione continua tra partito e leadership.
Il segretario del Pd ha scelto di prender campo nella polemica in corso a Torino, ma avrebbe in verità potuto farlo a Genova come a Bologna o in Sardegna, di fronte a ricandidature (quelle di Cofferati e Soru, per esempio) discusse o addirittura in discussione.

Il che testimonia, semplicemente, di quanto quella disputa non sia ancora chiusa e di quanti problemi continui a creare al Pd. Sono gli stessi problemi, in fondo, che hanno segnato per anni il rapporto tra Romano Prodi e la sua coalizione, mai disposta a riconoscerne pienamente la leadership. E non si è trattato - e non si tratta - di una semplice disputa per il potere. Alle spalle c’è una differente idea della politica e forse perfino della democrazia, del come distribuire - cioè - influenza, ruolo e pesi tra partito e leader: politico o di governo che sia. È il conflitto finale, in fondo, tra una tradizione politica figlia del ’900 (e dunque della Prima Repubblica) e l’irrompere sulla scena (con la Seconda) di partiti e poteri personali, con leadership scelte e legittimate direttamente dai cittadini.
Non può dunque sorprendere che i contraccolpi maggiori dell’impetuosa trasformazione in atto abbiano investito e investano soprattutto il centrosinistra, «casa» degli eredi dei maggiori partiti della Prima Repubblica - Dc e Pci in testa - sfiorando appena il centrodestra (nato, di fatto, con Berlusconi e la Seconda Repubblica). Si pensi solo - per fare un esempio - agli effetti prodotti nei due diversi campi dalla disputa tra partiti e leader. Dal 1994 alla fondazione del Pd, il Pds-Ds ha cambiato quattro segretari (Occhetto, D’Alema, Veltroni e Fassino) e il Ppi-Margherita addirittura cinque (Martinazzoli, Bianco, Marini, Castagnetti e Rutelli): dall’altra parte Berlusconi, Fini e Bossi sono da allora al loro posto. E il duello, naturalmente, ha avuto riflessi anche sulla guida del governo: il centrosinistra ha infatti cambiato quattro volte il suo candidato premier (Occhetto, Prodi, Rutelli e Veltroni) e ha avuto tre presidenti del Consiglio diversi (Prodi, D’Alema e Amato). Dall’altra parte, sempre e solo Berlusconi.
Tutto ciò magari dimostra (ma non è questo che ora interessa) che nel centrodestra c’è un problema di democrazia, ed è sicuramente vero. Ma anche la democrazia non è immutabile, può darsi regole diverse e distribuire pesi e contrappesi in maniera anche assai differente tra Paese e Paese. In ogni caso, o la si cambia cambiandone le regole o ci si adegua a quelle che ci sono: quel che è difficile fare è adeguarsi (e in alcuni casi addirittura promuovere) regole nuove tentando di farle vivere con logiche vecchie. Se si imbocca la via delle primarie e poi dell’elezione diretta per scegliere sindaci, governatori e capi del governo, per esempio, è poi impensabile immaginare che i partiti possano condizionarne oltremodo le scelte e limitarne l’autonomia d’azione: gli eletti, infatti, sentiranno - e a ragione - di dover rispondere del loro operato agli iscritti o ai cittadini, e non certo più ai vecchi apparati e alle burocrazie di partito.
Insomma, al di là del merito - e cioè di chi abbia torto e chi ragione - la sensazione è che sia questo il nodo ancora irrisolto che si cela dietro la polemica in atto tra Chiamparino e il suo partito o tra Renato Soru e mezzo Pd sardo. Così come non molto diversa, in fondo, è l'origine della polemica sulle decisioni solitarie contestate a Walter Veltroni. Tutto sembra dire, però, che per il Pd sia ora di uscire anche da questo guado. E le vie, in definitiva, sembrano soltanto due: o tornare indietro, con una battaglia restauratrice delle antiche regole (elettorali e non solo), o andare avanti assumendo le nuove genuinamente e fino in fondo. Il che vuol dire, nel caso in questione, semplicemente riconoscere e accettare l’autonomia conferita dai cittadini direttamente col voto a governatori e sindaci. Sperando, naturalmente, che non si trasformino in cacicchi.

paolog - Mer Ago 20, 2008 12:23 pm
Oggetto:
Rolling Eyes Vorrei che il compagno Rocky leggesse bene i post, e non vada subito "in aceto"... se viene criticato.
Embarassed Stiamo da tempo scrivendo che quasi tutti gli ex dirigenti della g.v ...quelli della prima ora, quelli del congresso di Quart del 2004 (dove ci fu la cosiddetta rivolta della base), si comportarono in maniera uniforme cioè coperti e allineati.
I primi, dove nonostante la vittoria ottenuta con la maggioranza del 70%, hanno sempre bussato alla porta u.v con i piedi, i secondi, invece di procedere con i cambiamenti promessi, si sono accodati alle nuove forze autonomiste (sic.), perchè in mano portavano, come hanno sempre portato i propri interessi. Non quelli del partito, non quelli della base, insomma dei "peones" dove volente o nolente ci sei anche tù. (non prendertela...)Twisted Evil
Quindi scordati le comunali, e se credi di poter fare accordi come alle regionali, avrai una amara sorpresa... per l'ennesima volta.
Ritorna con i "Peones" caro compagno Rocky, ritorna con i piedi per terra insieme a noi, tra coloro che a quel progetto ci credono ancora.
Con il P.D, partito nuovo si può fare, forse..... Cool

rocky - Mer Ago 20, 2008 1:13 pm
Oggetto:
caro paolo io non devo andare con nessuno e riguardo il fatto che noi siamo con le nuove forze autonomiste vorrei ricordarti che è stata una scelta fatta dal partito e se non sbaglio approvata anche dal segretario. per ciò che riguarda le comunali vorrei ricordarti che proprio Donzel ha detto che le alleanze saranno decise autonomamente dai vari compagni sul territorio e quindi anche ad aosta probabilmente saranno i circoli della città ad esprimersi riguardo il tipo di alleanza con qui si andrà alle prossime cqmunali. Riguardo gli accordi che tu accenni credo che tu stia correndo troppo prima di tutto bisogna essere candidato secondo se dovessi far degli accordi non li farei certo con le persone che hanno corso con mè nella lista di donzel. Sicuramente a differenza trua io sono molto soddisfatto del mio risultato alle regionali a differenza del risultato mediocre del partito, Riguardo al progetto di qui tu parli la ritengo l'ennesima bugia che ci tocca sentire da tè e da quella classe dirigente che non rispetta le parole date non siete più credibili, i compagni se ne vanno dal partito e voi vi troverete sempre più soli e senza più una maggioranza auguri continuate cosi di questo partito non rimarrà che polvere.
giorgio - Mer Ago 20, 2008 7:12 pm
Oggetto:
Come ho notato da qualche giorno, in questo forum, con la concitazione è ritornato a fare capolino, il fermento. Si sa che dopo le vacanze ferragostane dove tutto è ovattato e i protagonisti si sono auto silenziati, anche i factotum si risvegliano magicamente dal sonno. E in ottimo stile 007, sono ritornati attivi, come ci ricorda la letteratura dell’intrigo poliziesco e del retroscena politico…

Ora con calma e determinazione mi sono preso la briga di andare a leggere tutto. Esattamente tutto ciò che è stato prodotto dalla fervida penna dei nostri nick, protagonisti indiscussi di questo apprezzabile sito di AREA DEMOCRATICA. E nel farlo mi sono imbattuto in molte sorprese non ultime le contraddizioni che rocky continua a proporci, e che probabilmente, un pochino irato com’è, vista la situazione, credo che qualche cosa gli stia sfuggendo di mano.

Caro rocky, noi ci conosciamo molto bene e tu sai quanto. Non sto qui a rievocare le belle chiacchierate che da sempre ci siamo fatte, tu ed io e non solo per telefono. Ma ripenso alle lunghe passeggiate fatte con i compagni più vicini, a parlare di politica, avanti e indietro lungo gli assi principali della Città o casa di qualcuno di noi a farci un caffé. Che serate ragazzi! Che passione nel parlare di politica, quella che noi sognavamo di fare una volta “abbattuti” i notabili. Ricordi che fu il sottoscritto a chiamarli così, quando prima di Quart scoprii che la loro mozione aveva in lista persone che non erano elencate in ordine alfabetico, ma per ordine di censo? Già allora li avevamo descritti come «casta».

Ebbene cosa ti sta succedendo caro rocky? Sei stato di nuovo preso nella morsa di chi mangia anche a colazione pane e volpe? E la "signora" di cui sei anche referente, non ricorda più i sentimenti che provava quando veniva indicata da questa “casta” di notabili come “melina per tutti” o incapace ad essere assessore al Comune prima e consigliere in Regione poi? Non ricorda più il pane salato e le amare lacrime inghiottite quando le venivano contestate cose meschine come il fatto di non avere una educazione e una preparazione culturale adeguata? Veniva citata dalla stampa (…dietro istigazione dei notabili) come «assessore silente» visto il suo mutismo.

Perché dunque dimenticare tutto questo e fare fronte comune con i Bich, i Monteleone, le Ferrero che son lì a braccia aperte per farvi entrare nel loro clan… Un partito di servi conta come il due di picche e non detta condizioni; ma accetta quel che passa il convento... e come dice Mandrake, peccato che nessuno considera che l'ennesima faida contro l'attuale segretario farà perdere altri voti anziché riempire le casse...

Caro rocky vorrei anche riportare ciò che ci hai inviato Martedì Mar 25, 2008 5:59 pm dove dicevi:-
"Una risposta al signor Caracciolo è dovuta. Vorrei ricordare che la minoranza dei ds di cui, lui, ferraris, fiou e compagnia bella che dicono che la maggioranza del pd non sia democratica anzi populista e demagogica, bisognerebbe ricordargli quanto siano stati democratici loro nelle scorse elezioni politiche quando hanno criticato apertamente le scelte fatte a maggioranza nella direzione ds e lavorato di nascosto per la concorrenza. D'altronde sappiamo bene che hanno un debole per l'Union valdotaine, ma in un partito le decisioni prese a maggioranza vanno rispettate. Credo che la sua non adesione non sia dovuta alle scelte del pd ma soprattutto fatta per salvaguardare i suoi interessi. Credo che oggi l'Union abbia dato una risposta importante riguardo ai consigli di amministrazione. Basta guardare chi hanno sostituito alla Sav. Anche questa persona non ha aderito al pd. Come si vede bene non guardano in faccia a nessuno oggi... e a lui domani chi lo sa."

Oppure quando, rispondendo a Paolo che Venerdì Mar 28, 2008 8:42 pm aveva scritto:-
Pienamente d'accordo con i compagni e gli amici Giorgio, Rocky e Erika, oggi abbiamo assistito all'atto finale. Fiou e ferraris hanno fatto atto di sottomissione all'u.v. La cosa in se non mi stupisce, forse non aver versato le quote dovute al partito non bastava, bisognava anche denigrare. Ma una cosa mi ha lasciato perplesso, non aver visto gli attuali dirigenti del P.D. sostenere il Segretario Raimondo Donzel.Dove erano Sandri, Fontana, Vanni, Avetrani e anche Nicco?...
...tu Sabato Mar 29, 2008 11:39 am scrivevi:-

"Caro paolo non credo che il problema sia non aver visto a quella conferenza stampa i nomi da tè citati ma è più preoccupante aver visto li il gruppo del comune di aosta credo che per chiarezza prima che si faccia la lista regionale si abbia un chiarimento con queste persone sopratutto visto che qualquno si è permesso di scrivere a roma come membri dell'esecutivo nazionale bich e ferrero.mentre ho letto un comunicato stampa in difesa del segretario da parte del esecutivo quindi credo che il segretario non sia abbandonato a sè stesso. questo momento è molto difficile ma un buon segretario deve avere la capacità di unire estringere le fila ha un gruppo di dirigenti attorno a lui deve farli lavorare come una squadra solo cosi si possono ottenere buoni risultati.Ma credo sopratuuto che sia arrivato il momento giusto per far si che gli obblighi che un aderente à vengano rispettati e che qualcuno decida una volta per tutte se stare dentro o fuori è meglio perderne qualcuno per strada adesso che trovartelo a continuare a lavorare contro e sicuramente verso l'elettorato si è più credibili fate piazza pulita."

Per ora ho già scritto troppo, ma ci ritornerò sopra.

rocky - Mer Ago 20, 2008 9:32 pm
Oggetto:
caro giorgio come da tè scritto tante volte ci siamo sentiti e abbiamo discusso di come questo partito doveva essere cambiato e ci siamo sempre trovati daccordo.Credo però che forse non ci riusciamo a capire tutti già dicono che io sto con bich e che sponsorizzo l'alleanza con l'union valdotaine tutto errato sto solo dicendo da qualche giorno che riguardo le alleanze sarà il partito a decidere con chi si andrà alle prossime comunali. Ma credo che sia più importante iniziare a lavorare sul programma delineando chiaramente quali siano le nostre proposte per risolvere i problemi che da anni affliggono la nostra città un piccolo esempio la viabilità etanti altri che non sto qui ad elencarti.Mi piacerebbe che la finiste con questa fobia che io o CARMELA ci siamo schierati con qualcuno intendiamo portare avanti le nostre idee cercando sopratutto di lavorare perche in questo partito si ritorni a discutereconfrontandosi sui problemi e la si smetta di criticare i compagni perchè su certi argomenti la si pensa diversamente indicandoli poi di far parte di un'altra corrente come da voi sovente detto nei miei confronti.Credo poi che una certa riflessione dobbiate farla anche voi su come si stia guidando il partito visto che tanti compagni che hanno votato Donzel alle primarie oggi stanno abbandonando il partitocompagni che son sempre stati vicino a noi e ci hanno sempre sostenuto.Ho ritenuto corretto risponderti perchè come sai ti stimo e per chiarire definitivamente la mia posizione ti saluto con la speranza di poterci confrontare al più presto di persona ciao a presto.
faustocoppi - Gio Ago 21, 2008 1:01 am
Oggetto:
rocky ha scritto:
vorrei ricordare a fausto coppi che è vero che ho parlato di valutare con attenzione la nostra posizione al comune di aosta oltre tutto non sono io che deciderò con quale alleanza stare ma sarà il partito a decidere.Credo però che prima sia importante costruire il programma per le prossime comunali e poi confrontarci con le forze politiche per vedere chi di queste forze condivide il nostro programma.credo invece pre ciò che riguarda le alleanze ci sia tutto il tempo per far le giuste considerazioni.anche se devo dire che in regione non si è partiti col piede giusto non si può riunire l'alleanza e decidere determinate strategie e poi il giorno dopo una di queste forze poliche ci ripensa e fa ciò che vuole cosi come è successo riguardo le ineggibilità dove si fà passare questa iniziativa sia stata presa da liberi cittadini poi leggendo i nomi si sa benissimo che cosi non è però credo che un appoggio morale il nostro partito avrebbe potuto darlo anziche fare il gioco di quacuno.Il gioco è chiaro far notare a tutti che il nostro partito non aderisce a queste iniziative perchè si sta riavvicinando all'union valdotaine credo che il segretario su la scelta di non partecipare a questa iniziativa avrebbe dovuto sui giornali spiegarne le motivazioni sarebbe stato meglio anche per far tacere una volta per tutte le falsita che si stanno dicendo in giro riguardo il nostro partito.


Caro rocky, credo che tu non debba continuare a barare, e usare questo malvezzo, che molti giocatori scorretti praticano normalmente. Questo "giochino" purtroppo si è evoluto nei tempi e in pratica è divenuto esercizio comune anche tra i politicanti, con il guaio che qui tutti si sentono dei politici avveduti e anche navigati.
Per cui “personaggi” che da tempo orbitano attorno ad una qualunque formazione politica si sentono abilitati a dare ricette e indicare strategie per arrivare prima all'obiettivo, allo scopo… il fine. Sì insomma tutti piccoli Machiavelli! (ricordi… “i fini giustificano i mezzi?”)
Nel 1512 quando ormai aveva più di quarant'anni, (era nato a Firenze il 3 maggio 1496, da antica e nobile famiglia) Niccolò Machiavelli veniva privato del suo ufficio e veniva inviato al confino per un anno. Il provvedimento era abbastanza logico perchè tutta l'attività diplomatica e politica di Machiavelli si era svolta al servizio del regime repubblicano di Firenze e la sua continuazione non poteva riuscire gradita ai Medici che rientravano nella loro città al seguito delle vittoriose truppe spagnole. Vuoi tu dunque fare la stessa fine di Machiavelli?
Come farete tu e tutti coloro già descritti da Mandrake e che ti aspettano a braccia aperte ad essere ancora graditi dal Principe “Augusto il Magnifico”? Anche lui è tornato e come Lorenzo vi confinerà e multerà di una grande somma di “mille fioreni” e vi interdirà l'ingresso a Palazzo Regionale…
rocky - Gio Ago 21, 2008 1:06 pm
Oggetto:
Caro Fausto Coppi credo che per l'ennesima volta tu ti sei fatto un'idea sbagliata sul mio conto ti prego di leggere con attenzione la risposta che ho dato a giorgio.Credo che sia arrivato il momento di piantarla li nel indicarmi come persona desiderosa di tornare con l'union valdotaine non è cosi,ho solo fatto delle considerazioni su quella che potrebbe essere la strada che ci porterà alle prossime elezioni comunali.Credo e lo ripeterò sempre che prima è importante scrivere il programma e su questo confrontarci con tutte le forze politiche.Ritengo importante il contenuto di questo programma perchè sara su questo che vedremo una volta per tutte quali saranno le vere intenzioni delle forze politiche.Penso poi che bisognerà valutare attentamente il lavoro svolto da questa maggioranza al comune di aosta che a parer mio e ben al di sotto delle aspettative.aanche su questo si valuterà se continuare a stare con l'attuale maggioranza,il mio parere personale è che se si continua cosi non ci siano i presupposti per continuare.Spero di aver chiarito una volta per tutte la mia posizione.In attesa di tua risposta un cordiale saluto
erika - Gio Ago 21, 2008 3:41 pm
Oggetto:
Con assoluta sincerità vi dico che sono sempre più STANCA!!!
Leggo con amarezza quanto scrive Rocky:
"la classe dirigente che non rispetta le parole date non siete più credibili".
Ora mi chiedo quali sono queste parole e cosa sta facendo lui.
In merito alle alleanze credo non ci sia un bel nulla da decidere soprattutto ora che l'UV ha come capo bastone uno lontano anni luce da noi...
Sinceramente preferisco stare all'opposizione che essere co partecipe di quanto sta avvenendo!
L'acquisizione di Cervinia, la spiaggia a Brusson, l'inceneritore...grandi niziative per un vero rilancio del turismo!!!
Ora mi chiedo com'è possibile cambiare idea così in fretta. Noi con questo modo di far politica dovremmo essere lontani anni luce!!! Le persone che hanno creduto nell'alleanza del galletto dove sono finite? Mi sembra che Nicco si stia comportando benissimo e i nostri 3 consiglieri sin dai primi consigli sono riusciti a fare grandi cose e ad essere apprezzati da tutti.
Ora Rocky porta qualche proposta. Ogni tuo post è sempre pieno di rabbia e sinceramente le critiche senza le idee sono difficili da capire.
Ad esempio cosa pensi dell'ospedale, dell'ampliamento dell'aeroporto, della metropolitana leggera...?
Chiudo dicendo una cosa che forse risulterà poco apprezzata. Bene, mi manca lo spirito critico di Vanni. Nonostante spesse volte mi trovassi lontana dalle sue posizioni ho sempre apprezzato in lui la voglia di costruire. Naturalmente detestavo la sua testardaggine... Ora chiedo a tutti voi quindi di evitare di continuare ad attaccarvi, ma se volete scrivere una cattiveria cercate anche di pensare ad una proposta costruttiva che vorreste fosse presa in considerazione. Certo, è più faticoso, ma sicuramente molto più arricchente per voi e per chi vi legge.
In merito ai compagni che se ne vanno credo che perdere persone che non rispettavano le regole non può che essere motivo di vanto. In più ti invito a leggere l'articolo riportato da Raimondo, ci sono due strade da scegliere. Tocca a noi capire se vogliamo tornare indietro o andare avanti...
giorgio - Gio Ago 21, 2008 4:08 pm
Oggetto:
Vanni ha scritto:

Inviato: Dom Mar 30, 2008 11:37 am

Per quanto mi riguarda, io ero e sono la dove sono convinto di dover essere in virtù degli incarichi che mi sono stati affidati. Vale a dire a lavorare, nel silenzio personale, affinchè ciò che tutti insieme vogliamo realizzare, abbia modo di accadere! La risposta spetta a tutti, coralmente, con il lavoro. Anche perchè ciò che deve interessarci non è tanto l'attacco al segretario, ma piuttosto alla prospettiva politica che insieme e in grande numero ci siamo dati, tutti.
Vanni



Caro Vanni,
capisco che questo è un momento dove la memoria di certe cose dette fanno ancora male. Ma io mi domando come tu faccia a rimanere in silenzio, con tutti gli sviluppi che si sono succeduti a partire dagli ultimi incontri in Assemblea Costituente. Mi riferisco alle notizie riportate di ciò che sta architettando Giovanni e i suoi ex avversari giurati.
Mi domando e lo faccio sotto voce, come tu faccia ad accettare teorie così bislacche visto il tuo impegno profuso per l'AAP. Mi domando come faccia anche la tua componente che fa capo a Laurino Rean a rimanere zitta sotto gli attacchi che vengono portati da uomini che viaggiano sull'onda di un mare in tempesta, con una tavola da surf molto ampia.

erika - Gio Ago 21, 2008 4:48 pm
Oggetto:
Credo che Vanni non faccia capo a nessuno , ma sia sempre stato molto libero.
Certo che se io soffro per certe dichiarazioni, persone come Vanni, Avetrani, Laurino, Tino...che sono stati fra i primi attori di questa alleanza, immagino cosa possano pensare...
Abbiamo criticato un certo atteggiamento e modo di fare di questa maggioranza e ora saremmo disposti a non vedere più nulla?
Crediamo che siano cambiati?
Boh...inizio veramente a far fatica a star dietro a certe idee, ma forse sono io che non capisco...
rocky - Gio Ago 21, 2008 5:53 pm
Oggetto:
quando parlo di compagni che se ne vanno dal partito non parlo di Fiou e ferraris ma di altri che hanno sostenuto prima laurino poi donzel. EDè strano che solo io abbia sentito compagni che di questo partito no0n ne vogliono più sapere visto che certe cose le ho sentite alle feste del partito. Per ciò che riguarda l'ospedale sono da sempre contrario al suo ampliamento ad est ma purtroppo bisogna dire con estrema chiarezza che il referendum lo abbiamo perso.Sono personalmente contrario all'inceneritore credo che su questo argomento ci possono essere diverse soluzioni,come quella di portare direttamente i rifiuti tramite rotaia direttamente all'interno dell'inceneritore che si trova a settimo torinese,oppure portarlo via gommo nel eporediese.Riguardo le alleanze ho già spiegato che il segretario ha detto che ci sarà una certa autonomia nella scelta sul territorio cosi come Aosta,credo molto probabilmente che questa scelta spetterà ai circoli quindi non vedo dove stanno le tue preoccupazioni saranno gli aderenti ascegliere o gli iscritti quindi la maggioranza deciderà visto che cosi si fa in democrazia cara Erica.Ma credo che si avrà tutto il tempo di confrontarci alla ripresa dei lavori ciao a presto
giorgio - Gio Ago 21, 2008 7:47 pm
Oggetto:
Rocky ti rispondo con un mio post che tu, vista la prolungata assenza dal forum non avrai letto.

"Andate in giro per la Valle d’Aosta... troverete molto dissenso che comincia ad affacciarsi, certo con ragioni che ancora mancano di profondità di analisi politica, che si attaccano a qualche dettaglio organizzativo, ma che alla fine arrivano a una conclusione propositiva e costruttiva, simile a quella da me elaborata: ”Questi vecchi dirigenti, quelli del tracollo della Gv-Ds, quelli del disastro di avere portato gli iscritti a sole poche centinaia di soggetti, quelli dei Ds cancellati in Bassa Valle (regione della VdA di tradizioni prettamente progressiste), sono arrivati al capolinea e stanno inventando di tutto con il solo obiettivo di permanere".

Io domani ad ascoltare questi signori che criticano la linea politica di Donzel al fine di assicurare la propria permanenza in sella e alla caccia della maniera più sbrigativa per ridimensionare il segretario, non ci andrò mai più. Neanche alle feste dell’Unità. Loro sì invece, loro saranno lì, in prima fila, per una precisa volontà, per una visibilità a buon mercato e per raccontarci come fare giochini di potere all’interno del partito. Non ci andrò mai più. Andrò dopo, ad ascoltare cos'hanno da dire i delegati. Magari quelli giovani e preparati. E poi, se ci saranno regole democratiche, a contestare e votare contro l'ennesimo gruppetto di oligarchi nominati e non eletti. Ne abbiamo anche noi...di quelli che strepitano ad alta voce.

Fin dall'inizio, noi ci siamo spesi senza tregua per il Partito democratico. Per quell'aggettivo (democratico) continua la nostra battaglia, con ogni mezzo a disposizione e far trovare ai dinosauri della politica della Gv-Ds una bella novità : un Pd vivo che cammina con le sue gambe e con le sue idee. A questo punto mi sembrerebbe un atto intelligente da parte del popolo del Pd valdostano, che credo non ne possa più, condannare i vecchi sistemi della politica consociativa. Se si perde, e si vuole fare cambiare linea politica ogni dieci giorni, non si riesce a dare un'identità a questo cacchio di partito, e la fiducia nella gente va a picco. Noi dobbiamo avere nella nostra politica idee propositive e alternative convincenti.

Il concetto che gli individui siano responsabili delle loro azioni all'interno del sistema dice che le classi dirigenti rendono conto, rimettono il mandato e vanno in cerca di una rilegittimazione. Ma attenzione...attraverso nuove primarie, non attraverso le tessere dei capibastone.

erika - Ven Ago 22, 2008 9:07 am
Oggetto:
Sono assolutamente d'accordo con te. E' il territorio che sceglierà e per questo sono tranquilla..le persone che hanno votato alle primarie, quelle che hanno votato alle politiche e poi hanno votato alle regionali hanno premiato chi non era d'accordo con il metodo unionista e a maggior ragione adesso non possono che condividere quella scelta.
Certo, è più bello stare in maggioranza, diventare dirigente o presidente di qualche cda, ma noi vogliamo fare politica in modo diverso.
O forse non lo vogliamo più?
Cos'è cambiato dal 26 maggio ad oggi?
In merito a chi si sta allontanando ti ripeto di leggere quanto estrapolato da Raimondo su La Stampa.
E' un problema nazionale ed è comprensibile che ci siano persone che in tutto questo non si riconoscano, ora sta a noi gruppo dirigente (e se non sbaglio ci sei anche tu) essere credibili e lavorare...
Infatti mentre tu sei in pausa io sto raccogliendo firme per la Petizione, organizzando il bus per Firenze, aiutando le persone che vogliono iscriversi alla scuola estiva...e se non sbaglio ti avevo chiesto un aiuto...
Anche sull'ampliamento dell'ospedale sono d'accordo, ma nella riunione con il gruppo comunale credo che Alder sia stato molto chiaro su cosa si pensa dell'ampliamento. Ci può essere, ma a determinate condizioni. Basta essere servi! Proponiamo delle alternative.
In merito a questo poi ti invito a fare una visita a Saint-Pierre dove sorgerà la clinica privata. Oltre a deturpare un bellissimo paesaggio, stanno costruendo uno stabile enorme..
Dov'è il progetto politico che ci sta dietro? Cosa si pensa di costruire?
Altri n. stabili privati sparsi ovunque?
Ecco come far tornare la voglia ai cittadini. Parliamo di problemi concreti, riuniamo i circoli, studiamo la nostra zona e proponiamo qualcosa per loro.
Ecco quindi che anziché parlare di alleanze, sono d'accordo con te, parliamo di programma e così le porte all'UV saranno definitivamente chiuse!!!!
giorgio - Ven Ago 22, 2008 12:48 pm
Oggetto:
Ogni tanto mi faccio prendere da una deprecata auto celebrazione e vado a ripescare cose dette...anni fa, quando con rocky e Carmela e tutti gli altri potenziali appartenenti ad Area Democratica, all'epoca scandalizzatissimi, non riuscivano proprio a digerire certe cose che oggi sembrano essere dimenticate...Ecco cosa scrivevo ben sapendo (ne avevamo discusso assieme) che dietro di me avevo la loro completa approvazione:


giorgio ha scritto:

" Constato che non sono l'unico a vedere che in Valle d'Aosta a seconda dell'interesse personale privato (che qualcuno si sforza di far coincidere con quello dell'UV, ma vale anche per i DS che conosco meglio), si applicano metri di misura diversi. Pensate alla Giunta del Comune di Aosta, che ha sempre avuto il plauso del Segretario regionale dei DS e che per assecondare la Stella ALpina ha prima modificato il regolamento che prevedeva cinque assessori creando un sesto assessorato per Delio Donzel. Poi quando Baccega è passato da Fédération a Stella Alpina s'è detto che la squadra lavorava sul programma (sempre col plauso del Segretario dei DS) e si è avvallata una Giunta dove la Stella Alpina sembra il partito di maggioranza relativa del Comune (che lo stia diventando?).
Ecco perché serve trasparenza. Sempre, anche se c'è un prezzo da pagare. Ecco perché anche il caso Vezza merita di essere letto con la necessità di più trasparenza nei comuni rispetto alle candidature e al loro significato politico. Certo prima e non dopo le elezioni come atto di ritorsione. Destra e Sinistra o centro destra e centro sinistra sono parole che devono significare qualcosa anche in Valle d'Aosta."



Perdio...ma la coerenza politica dove la mettiamo sempre?
faustocoppi - Ven Ago 22, 2008 4:44 pm
Oggetto:
Se qualcuno dice che Rocky e i suoi referenti non reggono a sufficienza all'assalto nell'assemblea Costituente dei soliti calmi e avveduti avversari di maggioranza, ebbene, forse una ragione ce l'hanno. Non è moralmente accettabile che un iscritto e dirigente di uno dei partiti più in vista della Valle (...e formalmente impegnato sì a governare, ma anche a contrastare lo strapotere dell'Union), dimenticando totalmente i principi etici che il suo partito esprime, si allinei politicamente con coloro che, noi tutti definiamo ''più che politici, dei bulemici del potere".
E poi di fronte allo sgomento, e alle sicure prese di distanza di tutto un qualificato mondo politico di riferimento, che include anche la famiglia della sinistra, di fronte a una chiara e preoccupata presa di distanza, "non può venirci a dire scusate tanto, mi sono sbagliato.
No, non si può sbagliare così: andare "a pranzo e a cena" con l'Union Valdotaine e poi specificare che a tutt'oggi non si è parlato di politica. Ma allora ci sorge un grave dubbio: di che vogliono parlare o di cosa avranno parlato, i novelli filo-unionisti? Forse c'è la speranza che facendo l'operazione in piena evidenza nessuno, nemmeno gli iscritti al Pd, si sarebbero accorti dell'indecente matrimonio?
Egregio rocky fare oggi il plateale passo indietro per dire a tutti: che bravi, mi avete fatto riflettere, non si devono fare accordi così indecentemente bipartisan… non ci fanno dimenticare i notevoli errori fin qui lasciati perdere e le trascuratezze nei confronti di una maggioranza del partito che, poiché tale, fa insistentemente sentire la sua voce! Siamo di nuovo al post Quart? Dobbiamo forse ringraziare questi signori per avere capito che quando si parla di pari dignità? La balena rosso nera non avrebbe fatto sconti nemmeno ad E. Chanoux, se fosse ancora in vita! Il peggior danno di questa eventuale e da alcuni auspicata alleanza è la corruzione delle coscienze.
Non dobbiamo avere paura di disturbare il manovratore per aiutarlo, anche se così facendo, si corre il rischio di rimanere a piedi. Dobbiamo avere coscienza che, il percorso da intraprendere sarà affollato da tanti uomini che, appurati i veri nostri valori si uniranno a noi come "compagni di strada".
E per quelli che come Rocky ci racconta, se ne stanno andando, io dico che è meglio perderli che trovarli. Probabilmente non hanno capito nulla del nuovo partito.
rocky - Ven Ago 22, 2008 5:45 pm
Oggetto:
caro Fausto coppi io non ho fatto nessun passo indietro ho semplicemente detto che a parer mio oggi non si deve discutere con chi andare ma costruire un programma che dia risposte chiare sui problemi che attanglino la nostra città.Su questo programma ci confronteremo in seguito con tutte le forze politiche compresa l'union visto che attualmente siamo in maggioranza con loro al comune di aosta.Vorrei poi ricordare che piaccia o no in assemblea si dovrà discutere della costruzione di una nuova segreteria visto che cosi è stato deciso e votato in assemblea, con la speranza che questo tipo di decisione serva a far stemperare gli animi. cercando sopratutto dirilanciare in maniera forte e chiara l'azione politica di questo partito una volta per tutte.
bruno courthoud - Ven Ago 22, 2008 9:05 pm
Oggetto:
scusate se intervengo, ma, quale osservatore esterno, non riesco proprio più a raccapezzarmi. Mi pareva di aver a suo tempo capito, fin dalla costituzione del nuovo PD (e avevo chiesto chiarimenti in tal senso), che la collaborazione in comune di Aosta (caso più clamoroso), tra UV e nuovo PD dovesse protrarsi solo fino alla fine della legislatura comunale (anno 2000) perché interromperla avrebbe significato rompere il patto con gli elettori stipulato a inizio legislatura (anno 2005). Credo di non essere il solo ad aver dato fiducia al nuovo PD alle regionali ANCHE e soprattutto su questo presupposto. E' infatti evidente che una collaborazione con l'UV in Comune di Aosta (o meglio in tutti i comuni dove ciò avviene) e una opposizione in Regione sono politicamente incompatibili, al di là di ogni possibile vantaggio immediato e contingente, e al di là di ogni possibile programma (l'UV detterà il suo, naturalmente). Non capisco pertanto perché il problema si riproponga ora, in prossimità delle prossime elezioni comunali. E' scontato che persone come me (ma credo di non essere il solo) non rinnoveranno il loro appoggio al PD (non più nuovo PD) qualora dovesse prevalere un'ipotesi esclusivamente opportunistica di alleanza con l'UV. Un PD = exDS infatti non mi interessa minimamente, così come non mi interessano minimamente le vostre diatribe interne (e credo di non essere il solo). Questo regime infatti (perché di regime si tratta) non ha bisogno di puntelli, ne ha già abbastanza.
Grazie e chiedo scusa.
bruno courthoud
giorgio - Sab Ago 23, 2008 1:04 am
Oggetto:
bruno courthoud ha scritto:
scusate se intervengo, ma, quale osservatore esterno, non riesco proprio più a raccapezzarmi. Mi pareva di aver a suo tempo capito, fin dalla costituzione del nuovo PD (e avevo chiesto chiarimenti in tal senso), che la collaborazione in comune di Aosta (caso più clamoroso), tra UV e nuovo PD dovesse protrarsi solo fino alla fine della legislatura comunale (anno 2000) perché interromperla avrebbe significato rompere il patto con gli elettori stipulato a inizio legislatura (anno 2005). Credo di non essere il solo ad aver dato fiducia al nuovo PD alle regionali ANCHE e soprattutto su questo presupposto. E' infatti evidente che una collaborazione con l'UV in Comune di Aosta (o meglio in tutti i comuni dove ciò avviene) e una opposizione in Regione sono politicamente incompatibili, al di là di ogni possibile vantaggio immediato e contingente, e al di là di ogni possibile programma (l'UV detterà il suo, naturalmente). Non capisco pertanto perché il problema si riproponga ora, in prossimità delle prossime elezioni comunali. E' scontato che persone come me (ma credo di non essere il solo) non rinnoveranno il loro appoggio al PD (non più nuovo PD) qualora dovesse prevalere un'ipotesi esclusivamente opportunistica di alleanza con l'UV. Un PD = exDS infatti non mi interessa minimamente, così come non mi interessano minimamente le vostre diatribe interne (e credo di non essere il solo). Questo regime infatti (perché di regime si tratta) non ha bisogno di puntelli, ne ha già abbastanza.
Grazie e chiedo scusa.
bruno courthoud



Caro bruno un grazie innanzi tutto per la pazienza e la comprensione che mostri nei confronti di questo partito, il Pd, che sta uscendo faticosamente dal suo bozzolo. E’ difficile diventare farfalla, è difficile riuscire a dispiegare le ali e iniziare a volare. Come vedi ho riportato il post a cui tu facevi riferimento e che hai scritto Mercoledì Nov 28, 2007 1:02 am:

" Precisando, mi pareva di ricordare che i manifesti programmatici dei due segretari Donzel e Bich fossero concordi su due punti chiave in questo momento in VDA: il sostegno del nuovo PD all'AAP ed ai referendum propositivi (non si tratta quindi di persone che possono piacere o non piacere: conosco Alder Tonino da una vita ed abbiamo sempre avuto ottimi rapporti, Giuliana Ferrero mi pare una ragazza simpatica e carina, gli altri non so); ma probabilmente sono io che ricordo male. E così Bich che era in linea con le indicazioni del PD ha dovuto entrare in maggioranza (alla faccia del mandato elettorale maggioritario) e gli altri rimangono in maggioranza (alla faccia delle indicazioni di programma del PD, con la scusa del mandato elettorale a suo tempo ricevuto). Fino a quando? E' un'eccezione alla regola fino a scadenza mandato elettorale (2010)? Fino alle elezioni regionali. "

bruno courthoud

Come vedi anche io ho la memoria buona come pure non capisco perché il problema delle alleanze si riproponga ora Cool in prossimità delle prossime elezioni comunali. Queste non sono diatribe interne, ma sono punte di iceberg che spuntando dal filo delle acque ci ricordano quanto ghiaccio ci sia ancora nascosto sotto. Il tuo post è molto gradito per svariati motivi, ma il principale è quello che una persona di valore e di cultura come te, simpatizzante del Pd dica chiaramente come sia scontato che persone come te non rinnoveranno il loro appoggio al Pd nel caso in cui dovesse prevalere l'ipotesi opportunistica di alleanza con l'UV. Infatti è da tempo che sto battendo anche io sul tasto che un Pd che rispecchi la ex Gv-Ds non interessa minimamente, così come non interessano tutte le prese di posizione per riproporre un’alleanza suicida. Credo che noi cercheremo di fare tutto il possibile per mantenere nelle nostre fila persone raziocinanti ed intelligenti come te e come dice fausto coppi …gli altri è meglio perderli che trovarli. E’ chiaro a tutti che questo regime unionista con Rollandin suo grande profeta non ha assolutamente bisogno di puntelli, perchè ne ha già abbastanza. Come non ricordare tutte le manovre di F.I ora PdL fatte per avvicinarsi al partito di maggioranza che ha fatto confluire i suoi voti nell’Uv?
Lo hanno capito tutti, ma qualcuno ancora no. Evidentemente!

faustocoppi - Sab Ago 23, 2008 12:23 pm
Oggetto:
La cosa migliore, responsabilmente, sarebbe che non si aprisse alcun conflitto, e che le diatribe interne finissero una volta per tutte. Prima di innescare polemiche, alcunii dirigenti dei democratici valdostani dovrebbero ricordare la condizione di difficoltà di cui l’intero partito soffre, agli occhi dell’opinione pubblica.
Visto però che il conflitto è per ora ineliminabile, e che magari al Pd farebbe anche bene chiarirsi le idee una volta per tutte, la forza delle ragioni e della posizione di Raimondo Donzel, e di altri che si trovano in situazioni analoghe appare incomparabile con quella dei dirigenti di partito, per quanto questi ultimi possano essere stati selezionati dalle elezioni interne. Nei grandi partiti, non solo progressisti, chi ha vinto importanti elezioni primarie, come quelle che si sono svolte in p.za Chanoux, governa col consenso popolare e si è distinto per il proprio lavoro è sempre – di fatto o di diritto – il leader sul proprio territorio. È il volto del partito davanti a una platea molto più ampia di quella degli iscritti. Vale per Donzel come per Rollandin a destra, piacciano o no. Dalle rispettive parti andrebbero difesi e sostenuti, non contrastati, almeno fino a quando qualcuno non penserà di poter fare meglio di loro davanti all’intero corpo elettorale.
giorgio - Mar Ago 26, 2008 12:22 pm
Oggetto:
Nelle primarie di ottobre che consentirono a Donzel di vincere andò a monte un certo progetto di ricettare i voti decisivi (concordati e non, moltissimi, sicuramente organizzatissimi con intervento diretto di qualche dirigente di un partito ultimo arrivato - e sempre documentabile con decine di testimonianze) e conquistare in maniera impropria la segreteria Pd contro la base ampia definita dei “peones”. Pur avendo perso, questo partito dei “notabili” sta cercando con le carte degli azzeccagarbugli nostrani, di varia estrazione, una rivincita interna a scoppio ritardato. Nel Pd. In quell’occasione, Donzel non ricorse alla giustizia interna né a quella ordinaria: per non sfasciare il forno. È stato ben ricambiato? Non credo e oggi qualcuno si frega ancora le mani dalla soddisfazione. Anche da parte di coloro che non molto tempo fa erano con lui e fecero fuoco e fiamme contro le posizioni dell’ultima segreteria Ds-Gv. Contro quelle posizioni filo unioniste, che oggi battute e accantonate dalla maggioranza del partito si cerca prepotentemente di fare tornare in auge.

Così va, malissimo, la vita. Il blocco dei “delenda Donzel” andrà avanti, a qualunque costo, come d’abitudine perché è comunque al capolinea e non ha nulla da perdere nella determinazione allo sfascio. Gli imperituri della ex Gv – Ds e alleati pseudo riformisti sanno che è l'ultima chance per rivendicare candidature, commissioni politiche (di controllo), conferme benché scadute, contrattare poltrone e prebende per l'eventuale uscita di scena. Senza credibilità, consenso, voti, con qualche avanzo di apparato. Loro sono il fuoco nemico di un Pd che per loro è già alla frutta. Loro sono determinati in Valle d’Aosta a dargli il colpo di grazia. Ma alcuni e molti possono reagire gridandogli sul muso: “no pasaran”.

Prodi diserta la festa nazionale del Pd dicendo: “Servono facce nuove, do l'esempio non mostrando la mia”. Qui personaggi archeologici dell’epoca neolitica già apparsi nell’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans ( e da oltre 30 anni nella polpa del potere) vuole restare in primissima fila e sbarrare la strada a quelli che politicamente sarebbero i loro posteri. Possono e forse hanno già fatto tantissimo male. Ma restano ugualmente allo sbando, finiti, trapassati. Desolatamente soli, isolati e screditati in una società che hanno concorso a far diventare amaramente delusa, senza speranza, disgustata.

giorgio - Gio Ago 28, 2008 3:42 pm
Oggetto:
Aostaviva ha scritto:
La Cervino SpA
In mani pubbliche

Poche affermazioni dell’ex presidente della Regione (Luciano Caveri) furono da noi integralmente condivise; tra queste quella del 3 settembre 2007 che viene di seguito riportata integralmente così come diffusa dalle agenzie di stampa; diceva dunque Caveri a proposito della Cervino SpA, all’uscita di una riunione con il Presidente della Cervino SpA Mario Cravetto, cui avevano preso parte anche gli assessori Marguerettaz e Pastoret: «la nostra decisione di non acquistare una delle poche società degli impianti rimasta quasi totalmente in mano privata nasce dalla volontà di lasciare agire il libero mercato e dalla constatazione che il 'cash flow' (il flusso di cassa generato dalla vendita, in questo caso, degli ski pass, n.d.r.) giustifica e motiva l'intervento di un privato».
Questa stessa volontà (per la verità un po’ mitigata dal politichese) traspariva dalla lettura del programma elettorale della Coalizione del Centro autonomista, che ha ottenuto il 25 maggio scorso un grande consenso da parte dell’elettorato:
“Si dovrà inoltre pensare alla nascita di una holding che riunisca le stazioni di impianti a fune a prevalente capitale pubblico; dedicare attenzione alle due stazioni a capitale privato, Breuil-Cervinia e Courmayeur e tutelare i piccoli comprensori a vocazione sociale”
Forte è stato quindi il nostro stupore nell’apprendere che l'8 agosto la Giunta regionale (è pur vero che è cambiato il manovratore e che i due assessori hanno mutato i loro orizzonti) ha deciso l’acquisto tramite Finaosta delle quote di Mario Cavetto. Dedicare attenzione, per il nostro Governo regionale, vuol dire in realtà, comperare. Il libero mercato non interessa più.
Sugli eventuali vantaggi di tale operazione, tra l’altro, persistono in noi forti perplessità: la Società era in vendita da più di un anno; non pare godere di splendida salute, anzi, presenta una forte crisi di liquidità; richiede forti investimenti, il cui rientro non è ipotizzabile a breve o medio termine; 26 milioni dei nostri soldi (oltre 50 miliardi delle vecchie lire) saranno investiti per portare un ulteriore carrozzone nell’ambito pubblico. Il nuovo corso dell’attuale Giunta si rivela ancora una volta non differire in nulla dalle vecchie ed esecrabili pratiche di precedenti governi.
Aosta, 8 agosto
Mariuolo


La decisione sulla posizione tenuta dal Pd nel merito de La Cervino SpA non è stata accolta con molto piacere da un nostro rappresentante all'interno della Assemblea costituente. Cercando conferme o contrasti con la posizione da noi assunta, riporto dal forum Agorà la linea di Aosta Vive. Mi farò carico a breve di farvi leggere l’articolo del segretario rilasciato a La Stampa a proposito de La Cervino SpA.
giorgio - Gio Ago 28, 2008 3:48 pm
Oggetto:
Citazione:
Pubblicato 11 Agosto, 2008

Da “La Stampa Valle d’Aosta” del 10 agosto 2008
DONZEL: “IL SALVATAGGIO DELLO SCI A CERVINIA DIMOSTRA CHE LA POLITICA NON CAMBIA”

«Questa è la vecchia politica, quella degli spizzichi e bocconi, ma quando si saprà la strategia per il futuro e si smetterà con gli interventi di emergenza?». Raimondo Donzel, leader Pd e consigliere regionale, critica l’intervento della Regione per il salvataggio delle funivie di Cervinia. Tre milioni per l’acquisto della maggioranza della società degli impianti di sci di una delle stazioni più prestigiose dell’arco alpino. Donzel insiste: «Tutto appare vecchio, anche il solito giro di poltrone nell’Amministrazione. Qualche cosina di nuovo si è visto negli uffici della presidenza, il resto appare immutato e immutabile».

Il «caso Cervinia» è per Donzel emblematico. «E’ ovvio - dice - che tutti vorrebbero salvare lo sci del Breuil, ci mancherebbe altro, ma il problema è il come. La Regione interviene come sempre e non lascia gli spazi ai privati. Si poteva tentare prima il coinvolgimento del Consorzio degli operatori turistici, poi l’intervento pubblico. Adesso invece quale potrebbe essere il ruolo dei privati? Più che aspettare che la Regione rifaccia impianti vecchi stando seduti in un bar, non vedo che cosa possano fare. Poi seguiranno le perdite astronomiche, quindi interventi tampone e via così come un copione più che visto».

Il segretario del Pd sottolinea l’intervento di «Comune e Comunità montane, cioè ancora Regione». Sentenzia: «Così non si va da nessuna parte, manca ciò che ci si aspetta e cioè una scelta di controtendenza che spinga l’iniziativa privata lasciandole la possibilità di avere un ruolo da protagonista e non da comprimaria. Gli esempi proprio dei consorzi di operatori turistici che in prima persona gestiscono gli impianti ci sono nell’arco alpino. Penso ad esempio a Kitzbuhel».



Ho mantenuto la promessa
faustocoppi - Lun Set 01, 2008 7:25 pm
Oggetto:
Ho riletto la frase che un nostro dirigente, ci ha inviato, esattamente quella dove nel suo penultimo capoverso ammonisce:
“Fare funzionare un partito nuovo non necessariamente comporta l'abbandono automatico di meccanismi di decisione che si sono dimostrati efficaci; se invece si preferisce far tabula rasa del passato come per distruggere un virus pericoloso, ebbene non ci dobbiamo stupire se invece di folle festanti sempre meno persone si avvicinano al nostro progetto, come dimostrano i risultati delle elezioni regionali e la sempre minore partecipazione alle varie iniziative.
Carissimo, a me piace la chiarezza e in tutta sincerità e di primo acchito ti rispondo:
“ ma tutto questo non era ampiamente preventivato?”
Bastava fare questo ragionamento: la festa de L'Unità una volta era anche un momento di aggregazione allargata di gruppi già uniti sotto una idea politica di sinistra, fatta di attivismo: assemblee, volontariato, volantinaggio, organizzazione di eventi culturali etc. Cioè:
" il popolo de L'Unità era quella gente che la sera prendeva e andava a fare la riunione coi compagni per organizzare una festa per i giovani, un'altra sera si preparava tutto per mandare aiuti ai disagiati, un’altra sera ancora si studiava come fare ricevere un ciclostile ancora in buono stato.
Oggi blandisci l’amico trasportatore che con il suo camion passa in qualche paese povero dell’est per portare aiuti di primo intervento".
Ancora oggi questo accade, come mi dice un mio caro amico, in alcune sedi del PD tipo quella del quartiere dove lui abita; l'ultimo camion di vestiti usati e libri ad esempio è partito proprio il mese scorso, ma la sede del PD di *** è una specie di sede ex PCI travestita alla bisogna da sede del PD.

Apriamo un inciso: “la base”, i peones di questa sede pensa ad un modo per creare in questi paesi le condizioni tali da rallentare l'immigrazione mostruosa in Italia. Non solo, ma lo fa. Cioè trovano i soldi con donazioni, riffe, aste e feste di beneficenza e altri trucchi da attivisti. I destri direbbero con i soldi delle cooperative rosse, perchè i delinquenti credono sempre che gli altri facciano parte di un gruppo che riceve finanziamenti occulti. In breve: la base di sinistra agisce, la base di destra e le dirigenze di destra non fanno nulla e sembra che risolveranno tutto loro. Qui in valle d’Aosta, in questo Pd, è in atto da tempo qualche azione utile a squalificare tutto il nuovo e giovane staff. Si sta cercando di isolarlo e di renderlo inoffensivo, di spegnerlo piano piano. Un pò come per la posizione del nuovo segretario. Lo si vuole nella posizione per lui peggiore: quello di ostaggio. Ecco allora alcune mie considerazioni spontanee!
Prima, tornando al dunque, si è cercato di allontanare i compagni "hard core", cioè gli attivisti, i peones, quelli che si danno da fare, e allargare il consenso anche ai moderati, a quelli che noi chiamiamo i quattro amici al bar.
Seconda, i moderati, se non siamo ciechi, dovremmo anche sapere che sono i “perpetui” che hanno voglia di fare il minimo indispensabile per la comunità. Loro chiedono, strepitano da dentro le ciabatte, si indignano, votano e fanno votare i propri fedeli e non fanno nulla che non sia lavorare per prendere i sogni loro e spenderseli tutti alla faccia di tutti gli altri. Poi ti parlano di solidarietà, ma che la facciano gli altri...naturalmente. Toh, danno un SMS da un euro al Telethon, e poi si sentono Gandhi.
E terza, una festa è viva perchè è piena di gente viva e attiva. Se la cambi, e la trasformi in festa di centinaia di gregari che vivono solo per fare presenza, tentando di barcamenarsi o di fare solo atto di presenza cosa può uscire? Che differenza c'è tra una stanza piena dei miei amici che sono tutti dei “faustocoppi” e una stanza piena di “sciocchi” riottosi, molto perbene che dicono banalità e maldicenze a rotta di collo o che dicono: “è meglio non metterci assieme se no quelli ci buttano a calci fuori anche dalle Feste”? Ma soprattutto che la versione A dell’attuale segretario PD sarà un carnevale e la versione B una sorta di succursale della parrocchia dell’Union Valdotaine, piena di questi sostenitori che dicono "Ah non si può più andare avanti così signora casalinga di Voghera, se lo lasci dire dalla Casalinga di Pavia, e poi... non ci sono più le mezze stagioni".
Ecco, la festa del PD dovrebbe essere così come quella del tipo B perchè contiene individui che scroccano pasti a basso prezzo, che nascondevano prosciutti e altri generi alimentari dovendo risparmiare per tamponare l’ammanco devoluto alla donna delle pulizie o alla badante in casa ?
Poteva teoricamente essere meglio di quello che hai detto? No, anzi, è stupefacentemente vivace il tuo racconto rispetto a quello che immaginavo. Un festone, rispetto al funerale che per alcuni DEVE essere.
erika - Mar Set 02, 2008 11:37 am
Oggetto: FESTA NAZIONALE DI FIRENZE.
In merito a quanto dice fausto coppi devo sottolineare che quando leggo l'articolo a firma di Simone Piffari di lunedì che definisce la partecipazione alla festa di Firenze del turismo politico mi chiedo da dove esce costui...
Le feste sono sempre state un punto fermo, un atout e la grande partecipazione in Fortezza da Basso non fa che dimostrarlo.
In più in quella "gita di piacere" abbiamo potuto seguire importanti dibattiti sul federalismo fiscale, sulle iniziative per la rappresentanza di genere, sull'economia sociale, sui valori e sull'etica...
Certo poi abbiamo avuto anche il piacere di conoscere Segolene Royal, i "compagni" di Firenze, il Segretario della Toscana e soprattutto vedere la città facendoci a piedi il tratto dalla fortezza al nostro campeggio.
Un centro interamente pedonale, giovani che suonavano in tutte le piazze, i monumenti tenuti benissimo nonostante la grande e massiccia presenza di persone, un servizio di trasporto impeccabile, un campeggio in centro tenuto molto bene e con dei prezzi veramente stracciati.
Invito pertanto il giornalista di cui sopra a partecipare anche lui ad iniziative del genere. Scoprirà che anche dietro ad una Festa ci sono dei contenuti politici, culturali e relazionali che vale la pena scoprire. A meno che, naturalmente, non crediamo di vivere su un'isoletta e non vogliamo aprirci agli altri....
Anzi, nel merito voglio rendere nota la mail che ho mandato ai simpatizzanti del Pd valdostano appena arrivata ad Aosta. Ecco il testo:

I due giorni alla festa nazionale di Firenze sono stati una bellissima esperienza.
Oggi leggo su un giornale che si parla di Turismo Politico, ebbene mi sembra assurdo che venga così sminuito il valore di una Festa che, sotto il punto di vista politico, culturale e relazionale, ha sicuramente arricchito ognuno di noi e peccato per questo che fossimo in pochi.

Le feste sono un punto fermo e la grande partecipazione nella Fortezza da Basso lo dimostra. Questi eventi politici diventano inoltre anche eventi culturali e occasioni per creare delle relazioni con le altre sedi territoriali.
Abbiamo allacciato rapporti con il Segretario del PD Toscana, Andrea Manciulli, che si è detto disponibile a venire ad Aosta per presentarci lo statuto da loro approvato il mese scorso. (primi in Italia), con alcune consigliere delle Toscana, con Segolene Royal… Abbiamo inoltre apprezzato, in questa breve permanenza, un’ottima organizzazione della festa nonché la valorizzazione di una città veramente splendida che riesce a coniugare benissimo l’arte al turismo e alla vita di tutti i giorni. Ottimi trasporti, un centro interamente pedonale e un bellissimo campeggio in centro città.
Dal punto di vista politico sono stati molto interessanti i dibattiti
che abbiamo seguito.
- nella mattinata di sabato 30 c’è stata la riunione degli amministratori con Paolo Fontanelli (responsabile Enti locali del PD) Leonardo Domenici (Sindaco di Firenze), Mariangela Bastico (ministro ombra delle Autonomie regionali), Oriano Giovannelli (presidente della Lega delle autonomie), Piero Marrazzo (presidente della regione Lazio). Sono tanti i temi trattati. Fra questi sono state aspre le critiche alla bozza Calderoli sul federalismo, ai provvedimenti del ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini.
Il lungo dibattito è stato chiuso da Giuseppe Fioroni.
- Nel primo pomeriggio la senatrice Vittoria Franco ha incontrato le amministratrici del PD e in quell’occasione ha dato diversi spunti di riflessione di cui farò una breve relazione e ne parlerò all’interno della prossima riunione delle donne prevista per la prossima settimana e di cui vi manderò la convocazione a giorni.
- Alle 17 un bellissimo dibattito insieme a Segolene Royal ha animato la festa.
- Per concludere alle 21 si è parlato di economia sociale con delle bellissime riflessioni di Morando. (Di questo ultimo dibattito potete trovare il video sul sito del PD, ne vale la pena.). Il giorno prima invece Vincenzo ha seguito la riunione degli organizzativi e il dibattito di Di Pietro con Rosy Bindi “una nuova semina per nuovi valori”.

giorgio - Ven Set 05, 2008 4:54 pm
Oggetto:
Giovanni Bachelet ha scritto:
[...] Il neodeputato Pd guarda l’orologio e, vedendo che il suo intervento si avvicina, si chiede che cosa sottolineare nel tempo che gli è concesso. Forse, visto che molti organizzatori sono vecchi amici e nel pubblico la stragrande maggioranza è di elettori o fondatori del Pd (molti dei quali, alle primarie, hanno con ogni probabilità votato Rosy Bindi), potrà finalmente parlare senza peli sulla lingua del partito che ancora non c’è, né sul territorio né nelle istituzioni; dei circoli che, benché lasciati a se stessi dopo le primarie di ottobre, lavorano sodo sul territorio, ma rischiano, alla vigilia del primo tesseramento Pd di metà settembre, di restare senza sede, perché il partito non contribuisce più all’affitto, in barba al cospicuo rimborso elettorale;della cui destinazione, peraltro, nessuno sa nulla, in barba alla trasparenza finanziaria prevista dal codice etico approvato dal Pd. Potrebbe passare poi allo spappolamento del partito nelle istituzioni: a lui che è deputato, ad esempio, notizie e anticipazioni sui decreti di scuola e ricerca sono giunte nel corso dell’estate da amici o dai giornali, ma non dal Pd[...]


Premetto che ho avuto modo di leggermi tutto il testo tratto da l'Unità del 04.09.2008 e intitolato “I tormenti del giovane Pd” Giovanni Bachelet. E’ un po' lungo, ma come dici tu è di notevole importanza per come Giovanni Bachelet fotografa la realtà. Ho però voluto di proposito estrapolare un passaggio che mi sembra molto interessante, non politicamente, ma come in questo caso solo ( si fa per dire ), dal punto di vista specifico, esattamente là dove parla della sopravvivenza del Partito Democratico. Anche io cercherò di non avere peli sulla lingua parlando del partito che ancora non c’è, né sul territorio né nelle istituzioni; dei circoli che, benché lasciati a se stessi dopo le primarie di ottobre, lavorano sodo sul territorio, ma rischiano, alla vigilia del primo tesseramento Pd di metà settembre, di restare senza sede, perché il partito non contribuisce più all’affitto, in barba al cospicuo rimborso elettorale; della cui destinazione, peraltro, nessuno sa nulla, in barba alla trasparenza finanziaria prevista dal codice etico approvato dal Pd… Ecco è proprio di questo che voglio parlare. Il sottoscritto ancora oggi, e non sono il solo, non sa ancora nulla su come vadano le “cose” che sono legate alla vecchia gestione Gv-Ds.

Caro Raimondo vorrei qui ammonire, come tutto prosegua in sordina con un incomprensibile riserbo, al limite del segreto “carbonaro”. Questo mi sembra alquanto sospetto, visto che di tempo ne è passato a iosa e visto che le voci che circolano sono tutt’altro che confortanti. Non vorrei, detto tra noi che i rimborsi fossero già appannaggio del vecchio partito. Non potremo tollerarlo! Non potremo accettare questo dato, se così fosse, perché la sconosciuta, ma ormai famosa fondazione Giulio Dolchi (era il segreto di Pulcinella), dovrebbe gestire il fondo patrimoniale del vecchio partito Ds, che da quello che si sa – vox populi - era in attivo. I rimborsi delle precedenti elezioni capitate a rimorchio delle primarie dovrebbero essere già di pertinenza Pd. Non si spiegherebbe in definitiva come e perché… esistessero delle incombenze negative, queste non possano essere risolte con le quote liquidazioni che i consiglieri uscenti devono versare. Se non dico sciocchezze, le regole enunciano questo.

Ora non aspirerei, e questo lo dico come membro eletto della Commissione Garanti ex Ds, a che si creino e si realizzino strani intrecci di potere “in fieri”. E la mia preoccupazione è che personaggi usciti dalla porta possano rientrare dalla finestra. Non capisco, richiamandomi alla Commissione Garanti, perché questa sia stata convocata una volta sola per decidere sulla presidenza che avrebbe dovuto studiare e gestire l’iter per la chiusura del vecchio partito. Anzi posso dire che quando quella sera, si era prospettato il mio nome, non s’è ne fatto più nulla e le “cose” invece sono andate avanti appunto nel silenzio cospiratorio dei “Carbonari”.

Se esistesse la possibilità che nostri amici e compagni volessero prendere in mano le leve del comando del Pd facendo perno sull’attuale debolezza finanziaria e contando peraltro sulla disponibilità economica acquisita e controllata della vecchia Gv, beh credo che dovranno passare sui nostri corpi. Non siamo neppure disponibili alla conservazione della Direzione de Le Travail in mani che non siano totalmente Piddine. Queste collocazioni devono essere di competenza di donne, uomini fidati e di totale lealtà nei confronti del Pd e naturalmente del Segretario.

paolog - Sab Set 06, 2008 5:16 pm
Oggetto:
Giorgio dice, usciti dalla porta? Un eufemismo bello e buono...direi usciti dalla porta di servizio per non onorare gli accordi.

Ora, compagni e amici è scoppiata la pace tra i fratelli "coltelli", ma non certamente per fare il bene del PD, come non lo fecero per i D.S-G.V, ma sospetto e ipotizzo, per cercare di mettere in minoranza l'attuale segretario. Perchè?! Naturalmente per ritornare a riprendere posizioni di comando (chè a loro spettano per nobili lombi politici) e facendo proprio finta di nulla anche senza onorare gli accordi,...come dicevo precedentemente. E qui cascano gli asini. No, non è un lapsus, ma un grosso dubbio: "Vogliono rientrare dal retro, o dal portone principale?"

STA A NOI... base, compagni e amici, peones, buoni solo per le votazioni e/o alzare il dito nelle riunioni già concordate tra i vecchi maggiorenti dei D.S-GV, a non approvare ciò che fanno...null'altro che scopiazzare i loro referenti nell' U.V.

STA A NOI... vigilare, e se vogliono rientrare dal portone principale, lo facciano non a mani vuote, ma con "il dovuto". Vengano pure, NOI... siamo anche abituati ad essere minoranza... e a risvegliarci "peones" ci fà essere ancora più orgogliosi. Ma ripeto senza il "cum quibus" no!

Ci difenderemo ad oltranza e dovranno zittirci, se ce la faranno, ed inoltre sappiano che dovranno rendere conto ai dirigenti del P.D. nazionale.

Qui si parla di molti, molti e molti euri, di quote stabilite e di liquidazioni non ancora viste, che debitamente versate darebbero alla nostra organizzazione un futuro politico più roseo e prestigioso. Sarà così facilitata la nuova strada da intraprendere per dare quei segnali di rinnovamento che ancora oggi nel partito fanno fatica ad emergere.

giorgio - Lun Set 08, 2008 6:24 pm
Oggetto:
Sarà il caldo, sarà la vecchiaia, sarà la stanchezza, ma temo che tra un po’ sarò arrivato davvero al capolinea.

Credo che ormai non sia un mistero per nessuno che stiamo annaspando, nella ricerca di finanziamenti legali per le spese del Pd. Finanziamenti che non stanno andando a gonfie vele, ma vengono splendidamente interpretati con successo, visti e paragonati ai debiti che si sono accumulati nella precedente gestione. Almeno ciò è quanto si vuol fare apparire.

Lo ripeto per l’ennesima volta: non c’è un soldo! Lo ripeto per l’ennesima volta: chi ci dovrebbe dare una mano va a rimorchio o, peggio, ci ostacola! Lo abbiamo scritto più e più volte, e non ostante tutto vogliono rientrare dalla porta principale del Pd.

Con tutto questo, pur essendo arrivato ormai al punto di non sopportare più me stesso per essere così ripetitivo, continuo a ricevere ogni giorno, con una regolarità degna di miglior causa, informazioni di compagni che esasperati chiedono di: “dai un’occhiata su internet e passa questo al microscopio e di a tutti che cosa sta capitando”. Richieste di pubblicazione notizie, di fare delle telefonate in cui addirittura è scontato che siano a mie spese, o di richieste di andare a smuovere i “compagni” su e giù per la Valle perché “siamo disperati”. E quando io dico di no, e d’ora in poi dirò sempre di no, mi si pianta il muso: ma come, io mi permetto di dissentire? Ma come vado a pitoccare su tutto!?

Di tanto in tanto, quando proprio mi scappa la pazienza, allora parlo di degnissimi personaggi che “hanno bisogno” perchè devono finire di pagare il mutuo o altro, dicendo che io sono con Area Democratica una piccola caccolina di mosca autofinanziata; che vivo una situazione di pensionato, e che non pensino che io ho meno bisogno di tanti altri che da tempo vengono pagati. Non si sa come...., ovvero si sa, ma non si deve sapere. Oddio si sa, ma stiamo chiudendo un occhio.

Chiedo perché non fanno una piega quando pagano il biglietto del cinema, della discoteca, del palasport dove si esibisce un comico o un cantante, quando vanno in pizzeria, quando pagano la vacanza, quando comprano il vestitino firmato o quando fanno l’abbonamento alla TV a pagamento, ma, quando si tratta di venire al partito e versare il dovuto come da regole e da etica politica interna, si pretende di fare orecchie da mercante e si diventa improvvisamente tutti poveri in canna.

A questi si aggiungono i personaggi, forse i più squallidi, che - chiamando in causa il segretario - denunciano come scandaloso il fatto che lui è stato eletto consigliere a Palazzo Regionale con uno stipendio da favola. E meno male, altrimenti mi piacerebbe sapere chi avrebbe portato alle casse del partito una quota rilevante e per ora a quanto mi dicono non ancora sufficiente a tappare vecchi buchi. Avevano anche detto che lui stava licenziando tutti... E da quello che so questo non sta avvenendo, e perciò mi auguro in tutta coscienza che ognuno faccia il suo dovere.

bruno courthoud - Lun Set 08, 2008 8:49 pm
Oggetto:
Se ho capito bene, è il vecchio assedio, quello medioevale, che cingeva le mura della città e aspettava pazientemente che gli assediati si arrendessero e alzassero bandiera bianca perché ormai privi di viveri e di acqua.
giorgio - Mar Set 09, 2008 12:32 pm
Oggetto:
bruno courthoud ha scritto:
Se ho capito bene, è il vecchio assedio, quello medioevale, che cingeva le mura della città e aspettava pazientemente che gli assediati si arrendessero e alzassero bandiera bianca perché ormai privi di viveri e di acqua.


Chi mette in atto un assedio si pone lo scopo di isolare chi lo subisce in modo che questi non possa più avere comunicazioni con l'esterno e che non sia in grado di ricevere rifornimenti di cibo o di mezzi. Ciò avviene, solitamente, circondando l'obiettivo col proprio esercito. Oggi materialmente non è più così caro bruno, per un semplice motivo. Non certamente quello della scelta di espellere le così dette "bocche inutili" (anche se in parte è stato fatto), ma perchè non è più possibile attuare un blocco statico della posizione assediata. E il mezzo principale è proprio quello che sto usando ora: Internet. Un semplice Forum che permetta di comunicare con tutti ci dà la possibilità di sfuggire all’assedio massiccio. Ecco perché poco tempo fa ci fu un attacco concentrico a questa fonte minimale d’informazione. So che mitologicamente e storicamente gli assedi giungevano alla distruzione di chi si difendeva, ma oggi abbiamo fatto tesoro di queste esperienze e cercheremo con i mezzi attuali a disposizione di ribaltare il risultato. Certo che anche qualche aiutino esterno, magari appunto con qualche tuo scritto o pensiero nel merito della situazione farebbe comodo. Se non altro per allargare la cerchia delle notizie e delle informazioni su altri blog come quello che tu stai frequentando con successo.
bruno courthoud - Mar Set 09, 2008 7:27 pm
Oggetto:
caro giorgio
mi sento anch'io, come te, vecchio, stanco e ormai prosssimo al capolinea (nonostante l'età).
Inoltre, in particolare in questo periodo, se mi guardo intorno, mi sento assalire da una nausea insopportabile.
cerchiamo almeno di sopravvivere
con affetto
bruno courthoud
paolog - Mar Set 09, 2008 10:43 pm
Oggetto:
Mi auguro che state scherzando, il vecchio e ormai prossimo al capolinea è quel modo di fare politica.

E' raro trovare persone come voi sagge e oneste, questo fà loro paura, per questo si affannano ad intorbidire e agitare le acque per farci nauseare e allontanare.

E'così che negli anni sono riusciti a far scappare molti nostri marinai, ora è il momento di cambiare tendenza, e l'opportunità c'e', il P.D.

Avanti marinai onesti, facciamo quadrato e sosteniamo il nostro segretario Raimondo Donzel, eletto dal popolo delle primarie il popolo della sinistra, sul corsivo hanno scritto che i vecchi maggiorenti g.v. stanno per fargli le scarpe, e noi peones lo porteremo in carrozza.

Un abbraccio a Giorgio e Bruno, marinai onesti dei forum

erika - Mer Set 10, 2008 11:33 am
Oggetto:
Cari Giorgio e Bruno,
io non sono vecchia, ma sono veramente stanca e nauseata come voi.
Semplici discussioni interne di un partito vengono portate alla ribalta per nascondere cosa sta succedendo. Leggi, delibere, nomine...che non fanno ben sperare. Sindacati che nonostante i tagli previsti da questo governo non scendono in piazza. Partiti che decidono di sfidare la piazza, ma le diatribe interne fanno perdere il motivo ultimo... Donne e uomini che si definiscono di sinistra che diventano i più grandi fautori delle regionalizzazioni dei contratti.
Molto probabilmente l'intento è quello di demolire e sicuramente le persone con dei valori sono anche quelle più facili da attaccare. Noi in maggioranza come in minoranza lavoriamo comunque altri invece si definiscono fin dal primo giorno opposizione. Un'opposizione che non può mai diventare costruttiva, un'opposizione che non lavora,ma distrugge...
Un abbraccio e ci vediamo oggi in piazza....
giorgio - Gio Set 11, 2008 3:19 pm
Oggetto:
erika ha scritto:
Cari Giorgio e Bruno,
io non sono vecchia, ma sono veramente stanca e nauseata come voi.
Semplici discussioni interne di un partito vengono portate alla ribalta per nascondere cosa sta succedendo. Leggi, delibere, nomine...che non fanno ben sperare. Sindacati che nonostante i tagli previsti da questo governo non scendono in piazza. Partiti che decidono di sfidare la piazza, ma le diatribe interne fanno perdere il motivo ultimo... Donne e uomini che si definiscono di sinistra che diventano i più grandi fautori delle regionalizzazioni dei contratti.
Molto probabilmente l'intento è quello di demolire e sicuramente le persone con dei valori sono anche quelle più facili da attaccare. Noi in maggioranza come in minoranza lavoriamo comunque altri invece si definiscono fin dal primo giorno opposizione. Un'opposizione che non può mai diventare costruttiva, un'opposizione che non lavora,ma distrugge...

Un abbraccio e ci vediamo oggi in piazza....


Un signore elencando le sue ragioni scrive che quando arriverà il pullman di Veltroni per la raccolta firme Salva l’Italia lui in piazza Chanoux non ci sarà....

” Non ci sarò - lui dice - perchè credo che l'iniziativa che propone il Pd nazionale puzzi di uno strano populismo (forse retaggio dell'"incontro" con di pietro?) che non mi piace per niente. Portare la politica nelle piazze era (ed è) il leit motiv dei girotondini e di una certa sinistra dalla quale ci separa un solco ideologico e politico non più attraversabile. Non appartiene certo al Pd, partito di governo, partito riformista, partito che fa del parlamento e delle istituzioni il LUOGO della discussione, delle decisioni e dell'opposizione a quest'ultime. Non appartiene ad un partito che critica berlusconi con i suoi "tre milioni di italiani" in piazza del popolo a Roma (con fascisti, nostalgici di vario genere e affini...) contro il governo prodi e poi fa la stessa cosa. Non appartiene ad un partito che invece di disperdere energie e sostanze in inutili raccolte di firme (arma comunque a doppio taglio...) le potrebbe dirottare verso il consolidamento di una struttura interna ancora troppo debole e dispersiva. meno pullman, meno banchetti, meno proclami, più concretezza, più alternativa alle politiche vergognose di questo governo, più tessere, più congressi, più territorio, insomma più PARTITO.... "


E’ vero la decisione, la scelta di ognuno di noi, ad essere fino in fondo “voltairiani” è assolutamente libera. Ma di qui a condividerla ce ne passa. In assenza ormai di ideologie (che poi secondo me non sono affatto sparite), ci si identifica in quello che si fa. E quello che si fa, anche da parte di Di Pietro, che a ben guardare è un pò monotematico, diciamolo, non è adeguato, al momento, alla forza muscolare che la destra sta esercitando. Mettete la mitica sicurezza. Come noi tutti, pure Di Pietro è mica tanto chiaro su questo. Perchè riesce difficile mantenere la coerenza fra la battaglia "giustizialista" (semplifico tutti i termini, non prendeteli alla lettera, ma come concetto esteso e neutro) contro i falsificatori di bilanci e quella "buonista" sul tizio che vende in strada senza licenza. Stiamo tutti lì in bilico, sul problema! Perchè la sinistra ex comunista ha la stessa opinione sul tizio che vende vestiti in strada senza licenza, di molti compatrioti che votano forza italia e lo stesso Di Pietro.

Il problema è il "senza licenza". I comunisti non sono mai stati relativisti sulle regole da rispettare, tutt'altro ! E la sinistra estesamente socialista e libertaria la pensa al contrario. Quindi che facciamo? Ognuno per se? Cofferati a Bologna fa il "comunista" - nel senso anzidetto - e si piglia le bordate di Rifondazione e dei cattolici. Veltroni a Roma ha fatto il contrario, e Alemanno ci ha vinto le elezioni. Un po’ come è successo qui in Valle d’Aosta! Salvo poi sentire partire bordate di critiche insensate. Preciso che semplifico, ma è per capirsi velocemente senza fare conferenze. Questo è esattamente ciò che accade…C’è un’incapacità di ascoltarci al nostro interno ( prima analisi giusta, che va risolta tra chi vive la vita di partito, prescindendo dagli incarichi) e di capire il proprio elettorato, storico o potenziale. Ora non vorrei dire, e non sto giudicando nessuno, ma è evidente anche dall'intervento che ho riportato che si nota, come la "coerenza" a sinistra di uomini "di sinistra" e di alcuni altri di area socialista - riformista, non sia più un dato scontato. Esempio, la mitica questione sicurezza tra questi temi! Ma anche il sistema di tassazione, tutti a dire che ci vorrebbe equità, ma mai partendo dai loro redditi. Sempre il reddito di un altro. E potrei fare altri esempi. Questo è un dato, vi assicuro. Io non lo giudico nè positivo nè negativo: intanto comincio a prenderne atto.

Politicamente poi non la penso come il signore che ha scritto. Se milioni di persone mi chiedono una cosa, prendo almeno in considerazione il problema. Ma la destra non è così. Ad esempio, prendiamo l’ argomento del referendum per la fecondazione assistita, il voto "valse" esattamente - in termini politici, intendo, non in termini istituzionali - una petizione firmata da milioni di persone, in quanto il referendum non fu dichiarato valido per non raggiungimento del quorum, non perchè i " No " fossero comunque più dei "Sì", anzi, accadde il contrario. Ebbene, non solo la legge rimase tale - e questo era logico, viste le regole attuali del referendum abrogativo -, ma dell'argomento e di quelli connessi - studio delle staminali, libertà individuali, eccetera - non si è proprio parlato più. Io non so dire se il paese non è più democratico (voglio dire: se non c'è proprio più modo di opporsi perchè non c'è la libertà costituzionale, formale e informale, di farlo): ma sono certo che la destra italiana non è democratica. A differenza della sinistra che sta sempre a porsi il problema di far partecipare le persone alle decisioni, anche quelle che hanno opinioni diverse come le tue e magari su singoli aspetti, e di convincerli. Trovare soluzioni alternative, eccetera. La "petizione" - sinonimo di richiesta - è a noi (un "noi" impersonale, non necessariamente il singolo ). Cioè, si chiede al cittadino e alla cittadina se vogliono "salvare l'italia". E' il PD che lo chiede ai cittadini, non i cittadini che lo chiedono al governo e al parlamento. E, nel testo, si spiega perchè occorrerebbe salvarla ( l'Italia ). La firma ha quindi il senso di rispondere "Ok, rispondo che voglio salvarla". Mi permetto solo di dire che una petizione al parlamento - cioè a questa maggioranza fascista, bugiarda e demagoga - anche se firmata da milioni di persone, non sortirebbe effetto alcuno. Infatti il mago Silvio va dicendo che il suo è un gradimento del 67% e gli basta e gli avanza.

giorgio - Ven Set 12, 2008 3:03 pm
Oggetto:
Con il pullman di Salva l'Italia, più che il giorno dell’ "Ok, rispondo che voglio salvarla (l’Italia)" ,a mio giudizio, ieri in piazza Chanoux, questo si è trasformato in un giorno del rifiuto e dello sfregio. Esiziale per il Pd valdostano, offensiva, quasi delegittimante, per Walter Veltroni e soprattutto per gli altri leader regionali del Pd, la non presenza di alcuni dirigenti e consiglieri locali accanto ai banchetti e al pullman di “Salva l’Italia”...respinti con modi barbari da una parte del loro partito, mentre cercano di preparare un capezzale per un supposto morente Pd valdostano.

Come non notare che la parte minoritaria del Pd, quella che ieri era assente con alcuni uomini e donne, sta indulgendo al solito nel feroce, autodistruttivo sport prediletto da molti valdostani. Lo sputtanamento degli avversari! Molto più attraente, sicuro e meno rischioso che combattere gli avversari storici, e della destra. Vuoi mettere il piacere di una bella guerra civil-tribale? C'è più gusto. Basta essere spregiudicati al massimo. Determinati come sempre nelle scelte più negative. Avere ben chiaro il messaggio da mandare ai militanti, elettori e all'opinione pubblica. Il Pd valdostano è cosa nostra, ce lo ammazziamo da soli e vadano retro il gentil Veltroni e il signor Donzel. Stiamo lavorando per voi: ovvero per sparare al partito in parti sensibili e regalare la Regione ancor di più – se si potesse – all’Union Valdotaine e alla destra nelle prossime elezioni del 2010.

Ma in tutta questa vicenda, l'aspetto sgradevole e preoccupante è in quest'ultima decisione – quella dell’editto in extremis - di Enrico Bich di disertare l'incontro in Piazza Chanoux. Alla sua azione vanno aggiunti quegli altri (pochi) personaggi che gli si sono accodati per ignavia e per calcoli politici diversi e di piccolo cabotaggio. Uno sfregio al segretario nazionale, al segretario regionale e a tutti i componenti di questo partito che volenti o nolenti hanno capito che l’unico progetto praticabile per una Valle d’Aosta democratica e autonomista è rimasto in definitiva questo Pd. Devo per altro aggiungere che molti di questi personaggi sono arrivati a coprire un ruolo apicale nel partito su indicazione della stessa maggioranza del Pd. Sono molto preoccupato perché vedo che sta nascendo un separatismo di partito lanciato anche dalla vecchia guardia nei confronti del nuovo partito. Sarebbe come non riconoscergli ruolo e autorità: da parte di dirigenti che hanno avuto responsabilità di primo piano, come assessori e consiglieri di governo nelle varie istituzioni.

Una faccenda davvero ignobile se tutto fosse legato al rifiuto della presenza di Raimondo Donzel: appestato perché riconosciuto e apprezzato anche dall’ esterno, quasi fosse un avversario e non un compagno, un amico di partito, contro il quale si sono anche minacciate commissioni politiche per legargli le mani. Quando si avanzano simili pregiudiziali, significa che si persegue solo la rottura e ci sta lo sgarbo grave al segretario nazionale che da quello che so potrebbe essere favorevole e propendere per Donzel. Classica anatomia di un suicidio politico. Ma anche e non casuali prove tecniche di intelligenza col nemico, per regalare la Regione Valle d'Aosta alla destra e naturalmente ad una Union Valdotaine ancora più rafforzata.

«Fuori dal Pd, chi cerca legittimazione fuori dal Pd».

giorgio - Dom Set 14, 2008 12:23 am
Oggetto:
Blog segretario Regionale Pd ha scritto:
insiemearaimondo
12 Settembre, 2008 alle 16:40


Caro Giorgio,
capisco la rabbia di chi crede in certe iniziative del Partito e non le vede assecondate da tutti.
Capisco l’amarezza tua come ho cercato di capire ed accettare il dissenso di altri sulle iniziative del PD nazionale.

Ma ti invito a non generalizzare. Credo che più d’uno stia cominciando a capire quale risorsa possa essere il PD per la sinistra in Valle d’Aosta…

Credimi, non tutti sono disfattisti… Si è capito che il Partito a livello nazionale ha avuto una scossa dopo la sconfitta. Noi a livello regionale abbiamo pagato, tutto lo schieramento dell’AAP ha scontato, la sconfitta del centrosinistra e della sinistra nei confronti di Berlusconi.

Non capire che le battaglie locali sono legate all’Italia, all’Europa, al Mondo, è un grave errore. Le istanze leghiste in crescita in Italia, rappresentano un fenomeno che è diffuso in Europa e nel Mondo. Acuito da un clima di destra che non ha precedenti in Europa se non tornando ai tragici anni 30, che prelusero a un conflitto mondiale… Vediamo di non mettere la testa sotto la sabbia ma fare con umiltà la nostra piccola parte…
Qui l’UV ha saputo beneficiare sia del particolarismo, del bisogno di aggrapparsi ad identità locali, sia dell’effetto del leader decisionista, sia delle nostre divisioni interne, personalistiche oltre che politiche (parlo del PD).

Occorre avere fiducia nel lavoro che stiamo facendo. E continuare a costruire la speranza che si possa fare una politica diversa. Più attenta all’etica pubblica, più vicina ai cittadini, più capace di costruire oltre le barriere ideologiche una società più equa, più solidale, più libera.

Lavoriamo a questo, incassando anche gli sgarbi e le polemiche, con l’obiettivo di fare meglio. Ogni giorno. Ognuno di noi.

Salviamo l’Italia e con l’Italia la Valle d’Aosta.

Serve anche la passione, come quella che ci metti tu; non solo il raziocinio.

Fraterni Saluti

Raimondo



Ho copiato per dovuta conoscenza la risposta che Raimondo Donzel, segretario del
Partito Democratico Vd'A, mi ha scritto a seguito del messaggio da me postato appena sopra.
Quanto riportato, è stato prelevato direttamente dal suo Blog.

giorgio - Mar Set 16, 2008 3:52 pm
Oggetto:
La Stampa 16 Settembre 2008 ha scritto:

Per i dissidenti una leadership antidemocratica
Il Pd nella bufera Donzel sotto accusa AOSTA.

Bufera nel Pd.


Il segretario Raimondo Donzel è contestato. Documenti, lettere firmate da Roberto Avetrani e Ornella Cheillon. Perfino un dialogo concitato per strada, anzi in piazza Chanoux, nella tarda mattinata di ieri. Confronto a voci e dita alzate tra Donzel e Vanni Florio che a giugno, insieme con Enrico Bich, aveva dato le dimissioni dalla commissione politica. «Un uomo solo al comando» dice di Donzel Florio; e il segretario replica: «Non è vero, lui ha avuto problemi con tutte le segreterie». E Florio aggiunge: «E’ uno spigoloso, non si può parlare»; Donzel: «Sarà, ma se fossi in lui mi porrei qualche domanda. Poi basta con questi personalismi, il Pd è altra cosa».

Già ma per Avetrani e Cheillon quell’«altra cosa» è da leggere come «non democratica». Scrivono: «La proposta del candidato unico valdostano per un seggio a Strasburgo conferma il nostro convincimento che ormai i processi decisionali del partito non seguono quasi mai strade democratiche». Le critiche sono poi alla non costituzione del nuovo «ufficio politico» e di non decidere «mai collegialmente». Di qui la richiesta: «Convocazione urgente dell’assemblea costituente con all’ordine del giorno l’istituzione dell’ufficio politico e l’impegno nel costruire un’alleanza con le forze alleate alle ultime elezioni regionali». Avetrani e Cheillon ricordano che «la lista Laurino Réan che ci ha espressi in assemblea ha sostenuto con convinzione il progetto e il candidato attuale segretario sulla base di precisi impegni sottoscritti, politici e programmatici, come le decisioni collegiali e a trasformare l’alleanza autonomista progressista in alleanza politica, con programmi e strategie condivisi».

Donzel sbotta: «Un bel sostegno non c’è che dire. Sia chiaro, io accetto ogni critica, ciò che non accetto è che ci si dimentichi che durante l’estate il Pd ha lavorato sodo, che ci sono stati volontari che hanno dato il loro tempo per questo. E’ un po’ difficile parlare di non democrazia quando non si frequenta il partito, la Festa fatta, per esempio, che è stata un successo, oppure il progetto ‘’Salva l’Italia’’. Sono già state convocate due assemblee, non una e non certo per questa sollecitazione, ma lunedì scorso. Bisogna saper riconoscere i processi democratici, che sono di maggioranza e di minoranza». Però c’è il problema parlamento europeo, lei ha indicato una strada senza confrontarsi con gli altri, poi quello dell’alleanza autonomista progressista. «Strano modo di ragionare - risponde Donzel -. Il segretario non ha dunque margine di manovra autonomo? Da quanto è nei nostri programmi il seggio parlamentare a Strasburgo? Posso dire da sempre. Ho soltanto ricordato questo, che anche noi vogliamo un seggio in Europa e ho espresso un’idea per poter raggiungere l’obiettivo. O devo fare il segretario silente? Credo siano finiti i tempi dei segretari fantocci. Alleanza? Cos’è, mettiamo in discussione ogni volta ciò che esiste? Oppure vogliamo discutere e decidere che cosa fare sulle alleanze in dieci e in una serata? Non mi pare un sistema democratico. Ci vuole un confronto serio e non certo da fare d’estate quando tutti erano in vacanza».

Le premesse per uno scontro in assemblea ci sono tutte. I dissidenti non hanno mai digerito la candidatura di Donzel al Consiglio regionale, avrebbe dovuto fare soltanto il segretario, questi i patti. «Già - dice Donzel -. Come era nei patti il sostegno al segretario. Ma chi mi ha sostenuto mi ha chiesto di candidarmi in Regione e il partito, a Roma, mi ha detto di farlo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, sono stato di gran lunga il candidato più votato, segno che il Pd mi ha dato fiducia. Non si può ridurre tutto a fatti personali, la nostra politica è nata per superare queste cose. Il mio obiettivo è di costruire un Pd forte e credibile che sia capace di allargarsi, invece si continua a demolire. Ed è una costruzione fatta di dialogo, di confronto continuo con le persone. Non è un affare tra dirigenti».



Raimondo Donzel in minoranza. Laughing
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L’ala che fa riferimento a Laurino Rean mette in discussione il segretario. Ecco il titolo che campeggia a pag. 10 de La Gazzeta Matin. E oggi La Stampa con l'articolo che ho copiato sopra, cerca di soffiare ancor di più sul fuoco delle polemiche confermando con "il caso" senza firma, che è partita la solita Campagna d'Autunno. Il fatto che si attraversi una transizione è tema consolidato in diversi ambiti. E mi sta bene. Non sarà un concetto originale, ma resta comunque la soffocante sensazione di incertezza dei singoli, che esplode poi, stagionalmente. C’è discordanza, come sempre, sulle motivazioni e sulla scelta del periodo. Ma qui i memori della Gv-Ds, riposatisi le stanche membra, finalmente escono tutti dal letargo estivo.

E ti pareva dico io, che non avessero già pronto il capro espiatorio: ma ormai lo vedono tutti che lui non è un capretto da sacrificare, tanto male non si è ridotto, neanche di peso. Anzi ha invece snellito il partito di qualche peso di troppo, e ora sta cercando di fare rientrare anche i carri con le “salmerie”. Operazioni queste, che la famosa ala che fa riferimento a Rean non si era mai potuta concedere visto il “tremebondismo” che aveva assalito questo gruppo a tempo debito. Una sola febbre li univa fare fuori un consigliere già segretario dei Ds. Ma neanche questo erano riusciti a portare a termine. Peccato che a cercare di far saltare ogni collaborazione siano, salvo colpi di scena, tra le altre, le due facce che appaiono e che comprovano con loro argomentazioni ciò che Gazzetta Matin del lunedì 15 settembre 2008 e La Stampa di oggi pubblicano. L'attuale Pd per loro è solo una sintesi, la metafora dello sfascio, che ha in Raimondo Donzel un “padrone politico” e materiale al top della popolarità, ma che regna sulle macerie di un’ex Gv-Ds (che si era letteralmente sfarinato) oggi Pd. Bontà loro.

Sì perché Raimondo Donzel per loro non rappresenta il comun sentire della base (ma è su questo che ci misureremo), che nicchia sempre secondo loro, sull’ incompatibilità tra la doppia carica segretario-consigliere, che rivendica la propria autorità di segretario a prendere decisioni, e non sa che farsene di altri leaders che nell’attuale Pd continuino a santificare le alleanze con l’Union Valdotaine, fino a volerlo vedere allo stremo. Tutto questo approssimativamente è stato notificato alla Gazzetta e alla Stampa dalla regina-madre Ornella Cheillon, il principe-consorte Roberto Avetrani e altri notabili di quella corte che si vorrebbe ripristinare...

Anche sotto le mazzate di questo aggressivo ostracismo nostrano si può notare l’evidenza: Questo non è un Pd che implode. E la minoranza, è sempre quella minoranza che fa capo agli stessi soliti personaggi. A meno che ora gli stessi che si sono combattuti a sangue e con il coltello tra i denti e per motivazioni assolutamente di “sostanziale principio”, queste, vengano letteralmente calpestate. A questo punto se la coerenza e la vera politica si confonderanno con patetici e velleitari interessi rivolti al solito orticello, allora ci rimetteremo all’opera da una posizione sempre antagonista a quella agognata da questi signori. Anche ritornando all’opposizione! Questa collocazione non ci spaventa, ci siamo abituati.

Nel centrosinistra valdostano i carissimi “nemici” di Rollandin, i suoi maggiori sostenitori li trova non in un Pd - affatto allo sbando e ora anche con leader presentabili - , ma sono annidati nel vecchio partito dei Ds-Gv dove il ricordo di anni di malgoverno alla Regione, io dico da incubo e bancarotta (da 4000 a 400 iscritti), li ha resi impazienti e nostalgici di ritornare nella cabina di Comando. Sarebbe divertente poter valutare tutto il seguito dei protagonisti l’intervista su Gazzetta Matin e de La Stampa. Sicuramente da prefisso telefonico, tanto è che alle ultime elezioni politiche hanno preso stangate epiche contro degli oscuri concorrenti sia dell’Union che del Pdl. Anche nei loro paesi e nelle zone di maggior influenza. Ma hanno la pretesa, senza consenso e credibilità, di controllare e dominare il Pd ancora in stato di evoluzione non ostante la dura opposizione che stanno sviluppando concentricamente.

Al dunque, un Pd Vd’A espugnato col trucco delle false dichiarazioni, e delle esternazioni continue è quello che si sta cercando di fare. Le Eminenze Grigie e gli altri vecchi oligarchi credono di avere ancora un cartello di blocco verso Raimondo Donzel, ma allo stesso tempo (devono riconoscerlo) non sono stati in grado né sembrano, di eleggere un loro segretario. Ovvero vorrebbero eleggerlo ma alle loro dipendenze. Prono ai comandi e non autosufficiente. Uno stallo umiliante. Mentre il partito-ectoplasma da loro agognato langue in una regione come la Valle d’Aosta, una regione dove avanza un disastroso regime autoritario. Sarebbe utile che si comprendesse che con un Pd coeso si potrebbe contrastare degnamente l’attuale stato di fatto. Ma che gli importa a costoro e dintorni che la Valle possa venire derollandinizzata e il Pd raccolga i frutti di quel che è stato seminato? L'importante è mantenere il controllo del partito, e del potere che ne deriva condizionando il segretario. C'è un cinismo senza uguali, feroce. La maschera del potere perpetuo che non si ferma davanti a niente. Soprattutto pronta a favorire la sconfitta del proprio schieramento per mantenere le briciole del potere in incestuosa sinergia con il potere attuale.

Come diceva…ehm…(non lo ricordo più), sono nani sulle spalle di nani. Ai quali il popolo delle primarie dovrebbe ricordare la delega firmata e votata per Raimondo Donzel. E se non c'è altra via, ben vengano altre primarie. Se non è possibile si vada da Valter Veltroni che apra un vero e diffuso chiarimento, si spalanchi porte e finestre di un partito ancora occupato e chiuso dalle vecchie oligarchie con pensieri di alleanze pazzesche. Magari si favorirebbe, se si è ancora in tempo, l'afflusso di cittadini disgustati da queste penose manovre degli “Uniones” e dell’ altra ala del Pd. I veri e migliori alleati di un possibile ritorno al governo della Regione di una destra che sta già devastando tutta l'Italia. Perché mai dovrebbe salvarsi la nostra regione? Ci sono i Quisling del Pd allo stremo, fuoco nemico del centrosinistra, scudo e lancia di Rollandin.

giorgio - Mer Set 17, 2008 8:01 pm
Oggetto:
Un'aurea, abusata regola del giornalismo è che le buone notizie non fanno notizia, non meritano attenzione quanto quelle cattive, non interessano i lettori. E' vero fino a un certo punto. Davanti all'overdose di disastri attuali e annunciati - dal resto del nord e soprattutto in Italia - questa gerarchia si capovolge di fronte all'ordinario carattere ansiogeno e angoscioso del notiziario quotidiano. Come quando nei giornali locali si concentrano tante e tale notizie negative e sconvolgenti che talora, per autodifesa, li si prende e li si getta in un qualche angolo.

Il partito democratico valdostano non è ancora imploso né tanto meno sfasciato. Nel clima attuale, qualche lieta novella “fa” notizia, diventa importante e interessante per la positività magari saltuaria di cui abbiamo bisogno: a patto che sia un fatto reale e non un'illusione, un evento concreto e significativo che possa alimentare la speranza in uno sfiduciato contesto di pessimismo generalizzato. Ne è spuntata una, non clamorosa ma certo significativa che appartiene a questa categoria. La diamo perciò subito in apertura di messaggio al posto dell'estenuante diatriba nel Pd e la querelle sull'overdose ossessiva di ricerca di un nuovo sistema per cambiare segretario.

Finalmente si è rivista molta gente in piazza Chanoux a firmare per il Pd e per Salvare l'Italia.

Le campane a morto di appena pochi giorni fa virano in suoni festosi di nuovi simpatizzanti in arrivo. Ovviamente è una ripartenza, un inizio incoraggiante. Molto resta da fare per uno sviluppo più forte e stabile del nostro partito. Soprattutto per dar vita alle sinergie possibili di uno sbocco positivo che riguardi non solo il Pd di Aosta, ma dell'intera Valle. Alla faccia delle prediche che auspicano più che annunciare e piangere le sventure desiderate. La situazione è quella che è, anzi in parte era. Quella che sembrava essere un’esclusiva specializzazione dell’assenza dell’ala di riferimento, contraria a Raimondo Donzel, nonostante tanti megafoni giornalistici e le rotture auspicate, è stata vista in piazza Chanoux a firmare.

E non solo. Abbiamo rivisto anche altre persone che mai mi sarei aspettato di trovare. Persone che si sono fermate cortesemente a chiedere spiegazione, persone interessate a capire un po’ meglio il significato di questa raccolta firme. Ho visto persino il rappresentante di IdV che come aveva preannunciato ha mantenuto la parola data. Certo speravo di vedere anche qualcuno di Valle d’Aosta Viva o di Renouveau, ma pazienza non sempre tutte le ciambelle riescono con il buco. In definitiva qualche centinaia di persone ( e visti i tempi direi…una cifra!), nel pomeriggio hanno dato il loro contributo in maniera del tutto costruttivo. Una ripartenza che richiederà anni, fatiche, sudore, sacrifici ma soprattutto idee (speriamo che non siano sempre i soliti…), slancio, composto da un quadro di dirigenti regionali dinamici e determinati. Spero anche in un clima meno negativo e distruttivo di quello che - oltre gli aspetti davvero e drammaticamente critici – viene dipinto ad arte come disastroso ed esclusivo del nostro partito. Una bufala vergognosa che induce frustrazione e ulteriore sfiducia. Nonostante i giornali e l'esperienza diretta di chi si muove per l'Italia testimonino di una crisi diffusa che morde ovunque, come e spesso più che in Valle d’Aosta.

Insomma chiediamo a tutti di impegnarsi a lavorare per il consolidamento del Pd sul territorio. Di riaprirsi all'ottimismo. E’ tempo di lavoro, è tempo di accantonare inutili ostracismi. Ecco uno sbocco sul quale concentrare, senza grottesche divisioni strumentali gli sforzi di tutti, ciascuno nel proprio ruolo e con le diverse posizioni senza spingerle alla tensione distruttiva, alla rottura solo in nome di asfittiche, ragioni di schieramento o di potere.

erika - Gio Set 18, 2008 8:24 am
Oggetto:
Ebbene, io c'ero in piazza e non posso che dire che chi conosce Vanni e Raimondo è semplicemente il loro modo di confrontarsi. E' altrettanto vero che quando si cerca di fare del gossip e di spostare l'attenzione tutto si può scrivere.
Contento martinet....
Anzi, lo inviterei martedì prossimo a palazzo regionale ad intervistare la folla di persone in attesa di parlare con il Presidente. Forse sarebbe più interessante. Comunque, a parte il becero giornalismo da rivista vorrei evidenziare una notizia dell'ANSA di ieri in risposta a quanto dice Avetrani.

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16:28 VDA VIVE-RENOUVEAU: PROPOSTA PER SEGGIO UE A VALLE D'AOSTA
(ANSA) - AOSTA, 17 SET -
E' del gruppo VdA Vive/Renouveau la iniziativa della legislatura dare alla Valle d'Aosta un seggio al Parlamento europeo. Il gruppo ha infatti depositato alla Presidenza del Consiglio Valle la proposta di legge statale riguardante l'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia (Modificazioni alla legge 24 gennaio 1979, n. 18 ).

"La proposta - si legge in una nota del gruppo - vuole sollecitare il Parlamento a non dimenticare le rappresentanze territoriali in vista della consultazione elettorale europea del 2009". Mira, infatti, "ad assicurare che ogni Regione sia rappresentata da almeno un deputato al Parlamento europeo e correggere il metodo di assegnazione dei seggi per garantire ai partiti politici espressione di minoranze linguistiche riconosciute una giusta rappresentanza anche in ambito europeo".

I promotori spiegano che l'iniziativa "prende le mosse dalla constatazione che l'attuale normativa rende particolarmente difficile la possibilità che alcune regioni eleggano un proprio parlamentare europeo". La facoltà di collegarsi per le liste di candidati presentate da partiti espressi dalle minoranze linguistiche (francese della Valle d'Aosta, tedesca della Provincia di Bolzano e slovena del Friuli-Venezia Giulia) "non fornisce un'adeguata certezza" di rappresentanza.

Il gruppo evidenzia, infine, che la proposta di legge riprende i contenuti di analoga proposta avanzata dai deputati Zeller, Brugger e Nicco e "intende riaffermare la posizione del Consiglio Valle a favore di una modifica del sistema elettorale per l'elezione del Parlamento europeo garantendo una più equa rappresentanza politica". (ANSA).

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Scusate la mia ignoranza, non è così tanto che faccio politica, ma questa non era una proposta dell'alleanza oltretutto appoggiata da Veltroni?
EVITO OGNI COMMENTO...ma vorrei dire che le priorità che Carmassi evidenzia su Le Travail forse non sono le mie.
paolog - Gio Set 18, 2008 2:28 pm
Oggetto:
erika ha scritto:
Ebbene, io c'ero in piazza e non posso che dire che chi conosce Vanni e Raimondo è semplicemente il loro modo di confrontarsi. E' altrettanto vero che quando si cerca di fare del gossip e di spostare l'attenzione tutto si può scrivere.
Contento martinet....
Anzi, lo inviterei martedì prossimo a palazzo regionale ad intervistare la folla di persone in attesa di parlare con il Presidente. Forse sarebbe più interessante. Comunque, a parte il becero giornalismo da rivista vorrei evidenziare una notizia dell'ANSA di ieri in risposta a quanto dice Avetrani.

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16:28 VDA VIVE-RENOUVEAU: PROPOSTA PER SEGGIO UE A VALLE D'AOSTA
(ANSA) - AOSTA, 17 SET -
E' del gruppo VdA Vive/Renouveau la iniziativa della legislatura dare alla Valle d'Aosta un seggio al Parlamento europeo. Il gruppo ha infatti depositato alla Presidenza del Consiglio Valle la proposta di legge statale riguardante l'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia (Modificazioni alla legge 24 gennaio 1979, n. 18 ).

"La proposta - si legge in una nota del gruppo - vuole sollecitare il Parlamento a non dimenticare le rappresentanze territoriali in vista della consultazione elettorale europea del 2009". Mira, infatti, "ad assicurare che ogni Regione sia rappresentata da almeno un deputato al Parlamento europeo e correggere il metodo di assegnazione dei seggi per garantire ai partiti politici espressione di minoranze linguistiche riconosciute una giusta rappresentanza anche in ambito europeo".

I promotori spiegano che l'iniziativa "prende le mosse dalla constatazione che l'attuale normativa rende particolarmente difficile la possibilità che alcune regioni eleggano un proprio parlamentare europeo". La facoltà di collegarsi per le liste di candidati presentate da partiti espressi dalle minoranze linguistiche (francese della Valle d'Aosta, tedesca della Provincia di Bolzano e slovena del Friuli-Venezia Giulia) "non fornisce un'adeguata certezza" di rappresentanza.

Il gruppo evidenzia, infine, che la proposta di legge riprende i contenuti di analoga proposta avanzata dai deputati Zeller, Brugger e Nicco e "intende riaffermare la posizione del Consiglio Valle a favore di una modifica del sistema elettorale per l'elezione del Parlamento europeo garantendo una più equa rappresentanza politica". (ANSA).

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Scusate la mia ignoranza, non è così tanto che faccio politica, ma questa non era una proposta dell'alleanza oltretutto appoggiata da Veltroni?
EVITO OGNI COMMENTO...ma vorrei dire che le priorità che Carmassi evidenzia su Le Travail forse non sono le mie.



Brava Erika, fai bene a rimarcare che il parlamentare europeo era una proposta avanzata dell'a.p.p. e durante la campagna elettorale, appoggiata da Veltroni nella sua visita ad Aosta, poi a Roma da Nicco.
Ma cosa vuoi, quando si pensa a scrivere messaggini con insulti, e a snobbare le iniziative del P.D. si è poco attenti a questi piccoli dettagli.

giorgio - Gio Set 18, 2008 6:18 pm
Oggetto:
Con la coincidenza di abitare nello stesso condominio io e Giulio Cappa ci si salutava amichevolmente, e alla sera ci si fermava anche a fare qualche battuta sul nostro Pd. Magari mi capitava di incontrare Giulio quando scendevo sotto, per vedere se Le Travail fosse finalmente arrivato. Ma spesso la buca delle lettere restava tristemente vuota, e Le Travail che doveva essere già lì, manco lo ricevevo. Passavano giorni, i compagni mi riportavano per telefono il sapore degli articoli, ma il sottoscritto per leggerli doveva partire andare in sede a prenderne una copia. Sono le Poste, è il postino, è l’uomo che consegna…è questo, è quell’altro, ma regolarmente Le Travail prendeva probabilmente altre direzioni…Ora, Giulio non lo incontro più sottocasa ( per me è un dispiacere, ho traslocato a venti metri in linea d’aria dalla sede del Pd di corso Battaglione), ma il giornale al contrario di molti amici con cui ho parlato, mi è arrivato solo oggi. E’ già un grosso progresso!

Tutta questa manfrina per dire che ero curioso di leggere alcuni articoli che mi erano stati anticipati telefonicamente. Finalmente ho sotto mano gli articoli di Giovanni Sandri, di Roberto Avetrani e di Dario M. Carmassi. Beh che vi devo dire? Li sto leggendo e sto elaborando alcuni concetti che di certo posterò qui. Indubitabilmente mi è balzato subito all’occhio il piglio dell’ancora direttore de Le Travail, quasi non fosse capitato nulla. Ho annotato le parole tra il sarcastico e l’ironico di Roberto che esprimono i suoi concetti già elaborati, essendo essi partiti in fotocopia sia alla “büsiarda” (La Stampa) e buon peso a tutta la stampa locale. L’articolo di Carmassi, come ho notato dalle altre risposte di Erika e di Paolog, è stato letto e giudicato per il suo preciso significato. E cioè una risposta inaspettata da fare pervenire a Roberto. Dice Erika: Ma Scusate la mia ignoranza, non è così tanto che faccio politica, ma questa non era una proposta dell'alleanza oltretutto appoggiata da Veltroni? EVITO OGNI COMMENTO...ma vorrei dire che le priorità che Carmassi evidenzia su Le Travail forse non sono le mie. Oppure la replica di Paolog che scrive: Brava Erika, fai bene a rimarcare che la proposta del “parlamentare europeo” era una proposta avanzata dell'AAP e durante la campagna elettorale appoggiata anche da Veltroni nel giorno della sua visita ad Aosta. Non solo, ma poi anche da Nicco a Roma. Ma cosa vuoi, quando si pensa a scrivere messaggini con insulti ( Chi li ha scritti sa! Come lo sappiamo tutti noi ndr.) e a snobbare le iniziative del P.D. si è poco attenti a questi piccoli dettagli.

Come a ribadire, dico io che a qualcuno è sfuggito un piccolo particolare quando ha accusato dalle pagine della stampa locale Raimondo Donzel di prendere decisioni da “uomo solo al comando! Ma dove erano questi signori e queste signore? In ferie ferragostane a perfezionare le proprie idee per qualcuno a scrivere messaggi “particolari” per qualcun'altra!

giorgio - Ven Set 19, 2008 1:20 am
Oggetto:
La Stampa 18 Settembre 2008 ha scritto:

POLITICA.
INIZIATIVA DI VDA VIVE/RENOUVEAU
“Dateci un seggio europeo”


Il gruppo consiliare Valle d’Aosta Viva-Renouveau ha presentato alla presidenza del Consiglio regionale una proposta di legge statale per l’elezione degli italiani del Parlamento europeo.
«E’ un progetto - dicono i componenti del gruppo - che vuole costituire una forte spinta che solleciti il Parlamento italiano a non dimenticare le rappresentanze territoriali e le voci delle piccole regioni in vista delle Europee del 2009».
La proposta punta ad assicurare che ogni regione sia rappresentata da almeno un deputato all’Europarlamento e a correggere il metodo di assegnazione dei seggi per garantire ai partiti espressione di minoranze linguistiche riconosciute una giusta rappresentanza continentale. «L’obiettivo - dice Vda Vive - è che la Valle d’Aosta costituisca una circoscrizione elettorale e abbia la possibilità di esprimere un proprio rappresentante, in un momento in cui l’attuale normativa rende molto difficile che alcune regioni, tra le quali la Valle d’Aosta, il Molise e la Sardegna, eleggano un europarlamentare. Oggi - dicono ancora i promotori della proposta di legge - la facoltà di collegarsi per le liste di candidati espressi dalle minoranze linguistiche (francese della Valle d’Aosta, tedesca della provincia di Bolzano e slovena del Friuli-Venezia Giulia) non fornisce un’adeguata certezza in questo senso».

La proposta di legge riprende i contenuti di una iniziativa analoga avanzata dai deputati Zeller, Brugger e Nicco e vuole riaffermare la posizione del Consiglio Valle a favore di una modifica del sistema elettorale. E’, secondo i promotori, in linea con l’orientamento di alcuni Stati membri dell’Unione Europea (Belgio, Irlanda, Francia, Polonia e Regno Unito) che hanno scelto una suddivisione del territorio in circoscrizioni più piccole e più numerose di quelle italiane.

La proposta di legge statale targata Vda Vive/Renouveau (in tutto sei articoli) al secondo punto prevede che le circoscrizioni elettorali e i loro capoluoghi coincidano rispettivamente con le regioni e con i capoluoghi regionali, che sia garantita la rappresentanza di almeno un parlamentare europeo per regione, che si riduca il numero dei sottoscrittori necessari per presentare le candidature, che non siano consentite candidature plurime, che ciascun elettore abbia a disposizione un solo voto al posto delle tre preferenze.



Ecco qua!
erika - Ven Set 19, 2008 9:50 am
Oggetto:
Ahimé molte cose mi feriscono e spesse volte mi chiedo se sono io incapace ad organizzare o se è difficle organizzare quando tutti ti remano contro. Forse è dovuto alla mia persona, forse è dovuto alle questioni personali o forse ai troppi impegni... Vorrei avere consigli dalle persone più esperte di me e invece spesso sono sola con un bel bagaglio di critiche addosso...
A parte questo piagnisteo volevo fare 2 considerazioni politiche sull'articolo di fondo del direttore e sull'articolo di Carmassi pubblicati su Le Travail.

1). Parla di 3 consiglieri alla sinistra. Ma la coalizione di centro sinistra non ne ha ottenuti 8? in merito invece alla sua lettura del nostro partito vorrei riprendere il pensiero di una delle persone che politicamente stimo di più in assoluto, Albino Imperial:
"Sai qual'é la differenza fra gli autonomisti e noi? Loro credono che la Valle sia una Nazione, slegata da un contesto nazionale, europeo...noi invece guardiamo con interesse al di la delle nostre montagne pur amandole quanto o forse più di loro... nella scala dei valori di un partito come il nostro non possono che esserci valori condivisi come la pace, la solidarietà e la lotta per avere tutti gli stessi diritti."

E' indubbio che per molto tempo io abbia guardato con interesse ad un partito autonomista, ma crescendo, vivendo l'esperienza universitaria...ho capito che non bisogna cercare dei nemici a Roma, Bruxelles,...ma collaborare con essi.

2). In merito alle priorità di Carmassi invece credo che non possiamo dimenticarci dell'Università, del Turismo, dell'Economia...sarebbe veramente molto riduttivo concentrare tutto su due progetti e basta... Abbiamo presentato un programma comune che è una buona piattaforma su cui lavorare. Noi abbiamo già costituito dei gruppi di lavoro che hanno ulteriormente lavorato su questi temi, nulla vieta di unire le forze e soprattutto direi di evitare di mettere bandierine su idee condivise...ma almeno su queste far si che i gruppi lavorino insieme.
E' tutto da costruire, ma è vero che siamo al 2° consiglio quindi...DIAMOCI DA FARE!!!!

.
giorgio - Ven Set 19, 2008 12:09 pm
Oggetto:
erika ha scritto:
Ahimé molte cose mi feriscono e spesse volte mi chiedo se sono io incapace ad organizzare o se è difficle organizzare quando tutti ti remano contro. Forse è dovuto alla mia persona, forse è dovuto alle questioni personali o forse ai troppi impegni... Vorrei avere consigli dalle persone più esperte di me e invece spesso sono sola con un bel bagaglio di critiche addosso...
A parte questo piagnisteo volevo fare 2 considerazioni politiche sull'articolo di fondo del direttore e sull'articolo di Carmassi pubblicati su Le Travail.

1). Parla di 3 consiglieri alla sinistra. Ma la coalizione di centro sinistra non ne ha ottenuti 8? in merito invece alla sua lettura del nostro partito vorrei riprendere il pensiero di una delle persone che politicamente stimo di più in assoluto, Albino Imperial:
"Sai qual'é la differenza fra gli autonomisti e noi? Loro credono che la Valle sia una Nazione, slegata da un contesto nazionale, europeo...noi invece guardiamo con interesse al di la delle nostre montagne pur amandole quanto o forse più di loro... nella scala dei valori di un partito come il nostro non possono che esserci valori condivisi come la pace, la solidarietà e la lotta per avere tutti gli stessi diritti."

E' indubbio che per molto tempo io abbia guardato con interesse ad un partito autonomista, ma crescendo, vivendo l'esperienza universitaria...ho capito che non bisogna cercare dei nemici a Roma, Bruxelles,...ma collaborare con essi.

2). In merito alle priorità di Carmassi invece credo che non possiamo dimenticarci dell'Università, del Turismo, dell'Economia...sarebbe veramente molto riduttivo concentrare tutto su due progetti e basta... Abbiamo presentato un programma comune che è una buona piattaforma su cui lavorare. Noi abbiamo già costituito dei gruppi di lavoro che hanno ulteriormente lavorato su questi temi, nulla vieta di unire le forze e soprattutto direi di evitare di mettere bandierine su idee condivise...ma almeno su queste far si che i gruppi lavorino insieme.
E' tutto da costruire, ma è vero che siamo al 2° consiglio quindi...DIAMOCI DA FARE!!!!

.


Mi piacciono queste considerazion erika, soprattutto perchè hai messo in luce il tuo carattere di forte combattente, la fragilità di chi è assalita da dubbi, la determinazione assoluta a continuare, seppur non aiutata da quei "senatori" che spesso e volentieri si ritrovano solo a dare aria alle corde vocali, e oggi a a fare sfoggio della loro bella calligrafia. E' indubbio che la critica possa sbocciare cosi di punto in bianco, facilmente, senza ritegno, facendo scendere, come nel gioco delle carte, carichi pesanti come l'asso e il tre di briscola. L'importante è che tu sappia che il tuo compagno di gioco, è sempre con te, ti segue, ti aiuta a mitigare l'eventuale perdita di "quella mano", e che tutti e due sappiate che la partita finisce ai ventuno. Ma noi tutti sappiamo che l'aforisma del gioco delle carte non si può accostare alla battaglia politica. Essa è ben più dura e sconcertante e per vincere la guerra non è sufficiente arrivare ai "ventuno", ma bisogna considerare sempre il dopo, il futuro, la collaborazione anche degli sconfitti. Una lungimiranza questa che anche i Romani di Augusta Praetoria ci hanno insegnato.
faustocoppi - Sab Set 20, 2008 12:41 am
Oggetto:
ANSA ha scritto:
12:12 PD: SANDRI, IN VDA SCONTRO TRA AUTONOMISTI E NAZIONALISTI
(ANSA) - AOSTA, 19 SET -


Nel Pd valdostano "c'é un duro, seppur sotterraneo, scontro tra chi, legato profondamente all'autonomia, sottolinea la dimensione locale della sinistra e chi, contrario all'autonomia perché fonte di iniqui privilegi, si identifica solo in prospettive nazionali". A rivelarlo è Giovanni Sandri nell'editoriale pubblicato su 'Le Travail-Il Lavoro', il periodico del partito di cui è direttore.

Facendo riferimento alle componenti 'autonomiste' e 'nazionaliste' del Pd, il direttore evidenzia che "ci si può confrontare con i movimenti regionalisti, senza scendere a compromessi e senza complessi d'inferiorità, per ridare speranza e rappresentanza alle migliaia di valdostane e valdostani che si riconoscono nei valori della libertà, dell'uguaglianza, della solidarietà e del lavoro". Ricorda infatti che "il popolo valdostano è stato chiaro: 25 seggi ai partiti regionali nel 2003, 28 nel 2008. L'autonomia valdostana

- prosegue - al di là di come viene praticata, non può e non
deve essere messa in discussione. Non va in questa direzione la riproposizione tout court di proposte politiche nazionali".

Infine Sandri evidenzia che "la sinistra valdostana, passata dai 6 seggi del 1998 ai 7 del 2007 a 3 del 2008, avanzerà solo se saprà evitare la subalternità e l'antagonismo trovando al tempo stesso una sintesi tra locale e globale, possibilmente attraverso prospettive di tipo federalista". (ANSA).


Credo che non ne abbia ancora avute "a basta"!
Suvvia...chiamarci anche nazionalisti è proprio una vergogna!

giorgio - Dom Set 21, 2008 12:57 am
Oggetto:
Caro faustocoppi prendo spunto dall'ANSA (che hai riportato sopra) e che a dire il vero, mi fa pensare come mai un "Direttore" di un quindicinale del Pd Vd'A faccia considerazioni politiche che di fatto contestano la linea politica del nuovo segretario, senza che lui non si sia ancora messo in discussione visto l'insuccesso personale ottenuto.

Dunque ricapitoliamo! Dice Sandri: “ Nel Pd valdostano c'é un duro, seppur sotterraneo, scontro”. Accipicchia, ma cosa non c’è dentro a questo partito?! Tra la quantità industriale di errori che il Pd sta producendo – a detta dei soliti perpetui notabili - ora al suo interno troviamo anche chi è legato profondamente all'autonomia, e sottolinea la dimensione locale della sinistra (e chi sarà mai? ) e chi, contrario all'autonomia perché fonte di iniqui privilegi, si identifica solo in prospettive nazionali".

Ebbene non ci avevo fatto caso, ma il direttore sta di nuovo proponendo il suo papocchio Vieriniano o cos’altro? Credo che a questo punto il direttore si debba preoccupare di mettere a punto il suo motorino che restando acceso con difficoltà, non si accorge ancora che la macchina del nuovo partito si è avviata con altri passeggeri a bordo e verso altre prospettive. Che, altro non sono che quelle miranti e orientate ad un centro sinistra organico e connaturato alle esigenze delle popolazione valdostana. Il direttore dovrebbe saperlo visto che lui in partenza ex Gv-Ds, non essendo mai stato un Veltroniano convinto, propendeva con altri esponenti Ds nazionali per una sinistra più radicale. Questo è un fatto! Alla fine è proprio vero che a forza di “scapicollare” da una parte e dall’altra uno, personalmente non ricorda più in effetti dove stava e con chi.

Il sottoscritto invece in tempi non sospetti aveva fatto una scelta pressoché radicale con la formazione di Area Democratica, abbracciando il ruolo politico che Veltroni avrebbe dettato di lì a poco. Sì perché noi di Area Democratica stimiamo di avere persino anticipato la strategia veltroniana. Documenti scritti stanno a testimoniarlo.

Mi meraviglia che il direttore possa evidenziare come " la sinistra valdostana, passata dai 6 seggi del 1998 ai 7 del 2007 a 3 del 2008, avanzerà solo se saprà evitare la subalternità e l'antagonismo trovando al tempo stesso una sintesi tra locale e globale, possibilmente attraverso prospettive di tipo federalista.” La memoria è ballerina per dimenticare che agli appuntamenti significativi che vanno dal 1996 al 2006 non hanno certamente gratificato la Gv. Certo che sarebbe bello chiedersi se questi magniloquenti, visto che parlano tanto di “federalismo”, si sono mai interessati d’andare a leggere lo statuto di un Pd regionale come quello toscano, che fa del “federalismo” un punto qualificante.

Mi meraviglia il direttore, perché in molti ci si domanda dove era quando riceveva costanti informazioni su una nuova sensibilità e identità politica che era in via di formazione all’interno della Gv-Ds, molto tempo prima del IV° e ultimo congresso.

Mi meraviglia anche perché il sottoscritto pur con una formazione politica naïf …ha sempre cercato di rispettare i rapporti all’interno della ex Gv. Ma molti degli attuali e irremovibili dirigenti che hanno avuto colloqui con me, hanno forse creduto di interpretarmi come paradossale, stravagante con assurde intenzioni politiche.

Una bella dissertazione sull’essere politico del popolo della Valle d’Aosta dice che sostanzialmente esso è tutto per l’autonomia, ma che per il Pd prima c’è l’adesione ai valori del centro-sinistra e poi subito dopo viene l’autonomia con i suoi pregi, mentre per l’altra parte autonomista, prima ci sono i privilegi che ne derivano e poi in subordine i principi e l’uguaglianza sociale..

giorgio - Mer Set 24, 2008 12:01 pm
Oggetto:
La pseudo-gestione unitaria del partito con la proposta di inserire una commissione politica “agile e snella” è stata bruciata dai numeri: 16 e 18 (16 il numero degli attuali componenti la Assemblea cositutente...18 i componenti eventuali dell'ufficio politico proposto come agile e snello! ), ma sopratutto da quegli innumerevoli risolini sardonici di disistima e occhiate tra il divertito e l’incredulo che l’on. Pizzetti - del Pd Nazionale – continuava a lanciare di sottecchi. L’obiettivo era un drappello un pò agitato che nella sala conferenze della biblioteca di St.Christophe stava alla sua destra.

Non ostante questi segnali, evidenti a tutti, questo “manipolo” di compagni proponeva con ossessione un voto all’Assemblea Costituente affinché a questa si affiancasse un “gruppo” ristretto: una sorta di direttorio politico. Non aveva però fatto i conti con le regole statutarie del Pd. Credo che pur di arrivare alla soluzione studiata da mesi, di mettere sotto tutela il segretario, il gruppetto sarebbe stato disposto a tutto. Persino di fare i conti sbagliati. Naturalmente a proprio vantaggio. La rappresentanza cioè non doveva essere legata alla proporzionalità delle forze. Ergo, si può riprendere il dialogo solo se il segretario fa un passo indietro. Cioè si deve allineare a queste spassose esternazioni dichiarando vincitori gli sconfitti!
Questo è il singolare ragionamento del manipolo capeggiato dal Quisling di turno.

Ma la norma fondamentale della democrazia - visto che del termine se n’è fatto ampio uso – è quella di rispettare le regole che la tutelano. L’on. Pizzetti ha ribadito con efficace chiarezza, e in diverse tornate, che le primarie hanno dato un volto fondamentale a questo partito sia nella scelta dei principi sia nella scelta del Segretario. I numeri parlano chiaro, Raimondo Donzel è legittimato nel suo comportamento ed ha facoltà e l’autorità di agire in virtù del mandato che i suoi elettori gli hanno concesso. Piaccia o non piaccia. Dunque all'altra parte, non resta che un compito decisivo ed essenziale che non sia solo difensivo, ma anche propositivo e soprattutto costruttivo.

Donzel con una segreteria autorevole e rinnovata anche anagraficamente - da rivedere l'assiduità delle presenze e sostituire gli assenti recidivi - deve avviare il radicamento nel territorio del partito, organizzarlo, dare vita e sostenere i circoli, investire sul partito che c'è, fra i militanti e simpatizzanti - i peones - chiusi dall'apparato, riportarlo fra e con la gente. Per uscire dal chiuso delle liti e dell’ostracismo continuo, diffonderne l'attività nei comuni e nei paesi, ristabilire il dialogo con i cittadini. Insomma, un gioco di movimento, dinamico, fuori dalla staticità grigia e burocratica, scontata e demoralizzante, delle riunioni fatte solo fra le mura degli organismi interni.

giorgio - Mer Set 24, 2008 12:54 pm
Oggetto:
Ciò che dicevo sopra è necessario, vitale per una ragione essenziale. I cittadini percepiscono la rissa nel Pd Vd'A come una faida mezzo vecchia mezzo nuova. Comunque archeologica perché appare come un viaggio intorno all'ombelico del partito e dei suoi esponenti, specie quelli in dis-servizio permanente effettivo da 25-30 anni, e dei loro problemi personali di controllo e potere nel Pd e nelle istituzioni locali. Sentendosi ancora ombelico del mondo mentre sono una periferica propaggine di una minoranza-opposizione balbettante creata da una sconfitta politico-elettorale (quella del Pd) che in Valle d’Aosta può essere ribaltata in successo. Confermando la Regione Vd'A come terra de-rollandinizzata o de-berlusconizzabile. Non c'è attenzione né eco dei problemi dei cittadini, delle loro speranze e bisogni, nel dibattito asfittico e deprimente per rissa.

L’attuale opposizione interna (…ma appaiono all’orizzonte delle eccezioni!) soprattutto è portatrice non sempre sana della tradizione politicamente scorretta che mette al centro del confronto e dello scontro solo le questioni interne, i loro problemi personali. Si tratti di Cervini da preservare o rivendicare, di candidature da ottenere, o da imporre in commissioni politiche – vedi ufficio politico - nonostante le regole sulla proporzionalità di rappresentanza concordate nello Statuto del partito. Se passa questa linea e continua questa deriva, si porta definitivamente il partito allo sfascio: come non pochi sembrano volere. Senza paura delle parole, questa è intelligenza col nemico, lavorare per altri partiti o movimenti: meglio se ci vanno subito, attuando di fatto una scissione che hanno già avviato cercando di demolire il Pd. I danni sarebbero inferiori. Sarebbe salutare che agli anti-partito non fosse più dato modo di completare la cinica opera di distruzione. Non se ne può più di questo deprimente viaggio attorno all'ombelico disfatto della “castina” valdostana ex Gv-Ds.

Dicevo delle eccezioni. Sì, le ho notate l’altra sera a St.Christophe! Ho netta la sensazione che qualcosa stia cambiando, si stia muovendo. Ho delle sane e piacevoli percezioni che qualcuno si stia discostando dalla linea stritola tutto e spacca tutto mostrata con foga dai soliti meticolosi arruffoni che non vogliono saperne di dare un apporto costruttivo e concorrere per un Pd veramente più agile e dinamico. Faccio gli auguri a Giuseppe Rollandin di proseguire in quello che da lui ho ascoltato con attenzione, saluto la pacatezza e l’intelligenza di Alder Tonino e di quanti altri avranno capito che con questo manipolo di ferventi del tanto peggio tanto meglio non si va da nessuna parte. E’ tempo di lavorare per costruire.

giorgio - Gio Set 25, 2008 12:34 am
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
10:43 PD: VDA, ASSEMBLEA COSTITUENTE PUNTA A RILANCIO PARTITO
(ANSA) - AOSTA, 24 SET -
L'impegno a lavorare per un significativo rilancio del partito caratterizzerà l'attività dell'Assemblea costituente del Partito Democratico della Valle d'Aosta nei prossimi mesi.

L'organismo del partito si è riunito ieri nella biblioteca di Saint-Christophe per discutere il rinnovamento dell'ufficio di direzione politica del partito. "Dopo ampio dibattito - si legge in una nota - si è deciso che l'Assemblea costituente si riunirà con cadenza settimanale con alcune priorità sul tappeto: la stesura dello Statuto del PD valdostano, il tesseramento e la necessità di affrontare in tempi brevi i numerosi problemi politici in agenda".

Ha seguito i lavori dell'Assemblea anche Luciano Pizzetti, ex segretario regionale del Pd Lombardia e ora incaricato di seguire i lavori di costruzione del partito nelle regioni del nord Italia.


giorgio - Gio Set 25, 2008 1:00 pm
Oggetto:
La rozzezza di un politico di professione si può valutare da alcuni piccoli particolari. Se poi questi particolari non sono alcuni, ma mille e invece di essere piccoli sono grandi, beh questo politico dovrà senza dubbio cambiare mestiere. Sono stato incriminato da “questi” politici, di essere un degenerato grafomane, che ahimé, sordo agli stimoli fisici dell’ora tarda e a dispetto della mia anzianità, continuo indisturbato a scrivere e a vomitare insulti - ipse dixit - su questo forum di cui stimavo di portare avanti, nell’indifferenza più assoluta. Almeno lo credevo fino all'altra sera.

Ma a quanto pare la curiosità, il desiderio di conoscere è più forte del disprezzo che si prova nel leggere non gli insulti, che ho evitato con cura di scrivere, ma le semplici verità, l’argomento insolito, il fatto singolare che fino a poco tempo fa non riuscivamo a fare trasparire. Capisco che fin dalla comparsa politica di Area Democratica e con la mia martellante presenza sul forum (…ne sono il moderatore), la situazione di relativa tranquillità per i “perenni” della politica sia scomparsa. Ma questa mia attività è mirata ad un semplice obiettivo: Parlare semplicemente a tutti e possibilmente includendo tutti i compagni, e parlando di tutti i problemi che affliggono il Pd, e non viceversa secondo le accuse, di parlare solo di sciocchezze e caricaturali stravaganze.

Io so solo che sicuramente non appartengo a quella genìa che “in tempi bui” urlava ai quattro venti: «Molti nemici molto onore». E questa considerazione mi è stata fornita da un gesto assai poco piacevole che alcuni “compagni” identificatosi…si sono ritenuti offesi al punto tale di evitare di salutarmi e di stringermi la mano. Non sapevo di produrre tale sconquasso, ma un altro compagno che mi legge costantemente - pur con sensibilità diverse dalle mie – mi ha invitato a proseguire. Ecco dove stanno le differenze tra uomini politici illuminati e uomini, tra uomini politici rozzi e ominicchi.

paolog - Sab Set 27, 2008 10:12 pm
Oggetto:
Compagno e amico Giorgio, ti esprimo la mia solidarietà, poco politica è stata la reazione di alcuni ... durante l'assemblea costituente.
giorgio - Dom Set 28, 2008 10:10 pm
Oggetto:
paolog ha scritto:
Compagno e amico Giorgio, ti esprimo la mia solidarietà, poco politica è stata la reazione di alcuni ... durante l'assemblea costituente.


Citazione:
Un piccolo consuntivo
e un grande augurio


L'anno che è passato è stato tutto altro che semplice e, anche se possiamo ritenerci soddisfatti di alcune vittorie - come il referendum costituzionale, la sconfitta elettorale di Berlusconi, la vittoria del Galletto ed il conseguente ridimensionamento del Rollandinismo - non sono mancate sia in campo nazionale che regionale, le sconfitte, le domande senza risposta e i dubbi. Ed allora ci si rende conto spesso, che non sempre le normali istituzioni garantiscono l'esercizio dei diritti. Per questo è necessario inventare nuove forme di sostegno e di partecipazione, per far sì che le persone possano abitare a pieno titolo nella propria comunità, partecipare attivamente per farsi dare ascolto.

Quello che proponiamo, noi di Area Democratica, è di riprendere la mai obsoleta forma del dibattito interno ed oggi con gli strumenti tecnologici a disposizione di partecipare in maniera interattiva ad un " blog online " diverso dagli altri. Le caratteristiche politiche - culturali da noi inserite ed evidenziate nello STATUTO, ci hanno spinto a pensare di metterle in Rete con un Blog "fuori della cronaca giornaliera", in grado di stimolare e scuotere le menti, intorpidite dai tanti panettoni consumati in questi ultimi Natali... Chiediamo a tutti senza fare alcuna distinzione tra valdostani di nascita e quelli di adozione, iscritti e non, di partecipare con proprie idee, convinzioni e ragionamenti ad arricchire questo spazio che abbiamo fortemente voluto e realizzato.

Vorrei qui ricordare la buona volontà e quanta voglia di fare, di tanti compagni, sia stata da molti dirigenti timorosi, "silenziata" sull'altare di una pigrizia conclamata che da tempo ha minato le basi di questo partito. La visione d’altre strategie o alleanze spurie da percorrere, ha fatto sì che si tacitasse ogni voce che si elevasse fuori del coro, all'interno dei Ds. Scossi "a fasi alterne”, ci chiediamo in nome di chi e di cosa, di quale ideale di società e di mondo vale la pena battersi. Ai sacchi di sabbia dietro cui barricarsi (per fortuna un atteggiamento assente nel nostro dna), noi preferiamo le finestre aperte dalle quali chiamare " a Rete " le tante compagne e i tanti compagni, le amiche e gli amici che come noi, credono sia ancora possibile cambiare la politica: quella delle "sacre compatibilità economiche", con quella “laica”, delle donne e degli uomini, delle virtù, del rispetto, della pace e delle compatibilità sociali e ambientali .

Vogliamo un Blog che rispecchi e rifletta questo modo di essere, questo nostro agire politico. Noi, in antitesi con quel conformismo che circonda e attanaglia l'istituzione partito, chiediamo a compagne e compagni di inviarci con messaggi i loro sogni, le speranze deluse. Non le aspettative e gli ideali. Chiediamo a loro degli approfondimenti: sui temi all'ordine del giorno nella nostra Valle e in Italia, sul tema dei diritti e della giustizia sociale che sembrano scomparsi dai nostri valori, sull'assetto economico e sul futuro della nostra regione e del paese. Infine, chiediamo quale classe politica ci meritiamo di avere, quali siano le politiche migliori nell'interagire con i nostri futuri compagni di strada qui in Valle, guardando al 2008, ma intelligentemente anche oltre. Così come si conviene ad un partito importante come il nostro, che ha sempre avuto politiche d’ampio respiro.

Dunque, buona lettura e buona partecipazione a tutti. Area Democratica ed il suo Blog vuole tornare a quel lavoro di riaggregazione e di partecipazione della gente per valorizzare il più possibile le giovani energie provenienti dalle nuove generazioni al fine di instaurare un effettivo rinnovamento del gruppo dirigente. I giovani e i volenterosi dovranno vedere in noi un trampolino da cui cogliere l’opportunità per quel miglioramento che da tempo si augura Insieme, scopriremo i numeri vincenti della nostra scommessa che, se vinta, porterà a pigiare con più determinazione l'acceleratore del ricambio e del rinnovamento del nostro partito. Questo va fatto con l'unione delle nostre forze. Auguri a tutti voi per un anno completamente nuovo.


Aosta dicembre 2006



Caro Paolo, sono andato a pescare questo mio articolo che già nel 2006 parlava dei nostri sogni e che la diceva lunga sull'effettiva volontà dei nostri detrattori di iniziare con questo esperimento del Forum di Area Democratica. Come potrai notare, da allora sono passati alcuni anni, ma la volontà di collaborare per guardare con ottimismo al futuro è rimasta nulla. Anzi i detrattori sono aumentati e tutti adottano la tesi delle ingiurie che qui vengono riportate, per non apparire, ritenendosi mortificati. Io sarò totalmente di parte, ma a me non sembra di avere travalicato. Quello che dà fastidio, probabilmente è la poca propensione al dialogo e al confronto. Come sappiamo il segretario è stato accusato proprio da loro di essere un uomo solo al comando. Questo documento è una lettera preparata nell'ombra delle fumose stanze. Basterebbe un pò più di chiarezza, di voglia, e di buona volontà ad esporsi verso l'esterno, verso noi tutti, prima di fare accuse che giustappunto con questi comportamenti si tacitano da sole.
giorgio - Lun Set 29, 2008 10:14 am
Oggetto:
La Stampa 28 Settembre 2008 ha scritto:
POLITICA.
CHIARIMENTI DOPO LA ROTTURA INTERNA

Torna il sereno in casa Pd

L’assemblea costituente del Partito democratico si è riunita per discutere del rinnovamento dell’ufficio di direzione politica.
Sul tavolo del dibattito c’era anche la contestazione (nero su bianco) nei confronti del segretario Raimondo Donzel da parte di alcuni rappresentanti dell’assemblea. L’accusa mossa a Donzel era di gestire il partito «da uomo solo. Nessuno - era scritto nella lettera della “frattura” - ha voluto mettere in discussione la posizione del segretario ma abbiamo voluto ricordare a Donzel che è stato eletto dal popolo del Pd esattamente come i componenti dell’assemblea».

Il messaggio, in una riunione in cui era presente l’onorevole Luciano Pizzetti, responsabile della costituzione del Pd nel Nord Italia ed ex segretario della Lombardia, è stato recepito. «Siamo tornati a quel confronto positivo - dice Donzel - che durante l’estate, complici le vacanze, si era affievolito. Il dialogo resta fondamentale ed è importante che il dibattito non rimanga chiuso tra i dirigenti. Dall’assemblea viene riconfermata la volontà di tutti di dare più forza al partito. Il momento è difficile per la sinistra e per le forze di centrosinistra. Molti sono alla ricerca di una identità e occorre un maggior sforzo per dare risposte alla gente».

Il segretario era stato anche accusato di aver «dimenticato» la questione delle alleanze politiche. «Non si parla più - era la contestazione - della coalizione vincente alle elezioni politiche del 2006. L’Alleanza autonomista e progressista è morta?».

Risponde Donzel: «Le alleanze sono un tema importante. E’ chiaro che ce ne occuperemo. In questo momento mi sembra prematuro, ci sarà il tempo anche per riparlare di coalizioni. Intanto, come si vede dai lavori del Consiglio regionale, la nostra posizione emerge in modo chiaro. Stiamo facendo con Vdavive/Renouveau una opposizione senza sconti ma responsabile, al punto che nell’ultima seduta è stata la minoranza a permettere in più occasioni lo svolgimento della seduta garantendo il numero legale. E’ sempre la minoranza che, davanti a una maggioranza silente, eccezion fatta per il presidente Rollandin, tiene vivo il dibattito».

L’assemblea costituente ha messo tra le priorità l’avvio del tesseramento al partito entro la fine dell’anno e la stesura dello statuto del Pd valdostano. In cantiere anche le «primarie» dei giovani in programma ai primi di novembre.




Devo specificare - essendo presente all'Assemblea - che il messaggio è stato recepito soprattutto da coloro che hanno scritto "tanto di lettera"...L'on. Pizzetti ha ricordato ai più distratti che le regole sono le regole e che lo Statuto nazionale va rispettato. Inoltre l'on. Pizzetti ha ribadito con efficace chiarezza, e in diverse tornate, che le primarie hanno dato un volto fondamentale a questo partito, sia nella scelta dei principi che nella scelta del Segretario. I numeri parlano chiaro, Raimondo Donzel è legittimato nel suo comportamento ed ha facoltà e l’autorità di agire in virtù del mandato che i suoi elettori gli hanno concesso. Piaccia o non piaccia il segretario non può essere messo sotto tutela nè ingabbiato. Il fatto che lui poi riassuma anche la figura di rappresentante del Pd nel gruppo Consigliare regionale è un vantaggio in termini di credibilità e che conferisce prestigio al partito stesso, il nostro!
paolog - Lun Set 29, 2008 12:14 pm
Oggetto:
Leggendo i giornali locali si evidenzia in maniera maliziosa dunque "ingannevole" che nel P.D. ci siano due anime,
un'anima regionalista e una nazionalista, sic...
" Vedi Le Travail" - 1a quindicina di settembre - articolo in prima pagina di Sandri.
Una domanda semplice, semplice: perchè vengono intervistati solo gli ex maggiorenti della G.V?
Buono il Giovanni, ma in tanti anni che milito nel partito... non ho ancora capito come vira la sua anima.
Tocca a noi "base" far pervenire ai giornali locali la vera voce del P.D.

giorgio - Lun Set 29, 2008 4:09 pm
Oggetto:
giorgio ha scritto:
La rozzezza di un politico di professione si può valutare da alcuni piccoli particolari. Se poi questi particolari non sono alcuni, ma mille e invece di essere piccoli sono grandi, beh questo politico dovrà senza dubbio cambiare mestiere. Sono stato incriminato da “questi” politici, di essere un degenerato grafomane, che ahimé, sordo agli stimoli fisici dell’ora tarda e a dispetto della mia anzianità, continuo indisturbato a scrivere e a vomitare insulti - ipse dixit - su questo forum di cui stimavo di portare avanti, nell’indifferenza più assoluta. Almeno lo credevo fino all'altra sera.

Ma a quanto pare la curiosità, il desiderio di conoscere è più forte del disprezzo che si prova nel leggere non gli insulti, che ho evitato con cura di scrivere, ma le semplici verità, l’argomento insolito, il fatto singolare che fino a poco tempo fa non riuscivamo a fare trasparire. Capisco che fin dalla comparsa politica di Area Democratica e con la mia martellante presenza sul forum (…ne sono il moderatore), la situazione di relativa tranquillità per i “perenni” della politica sia scomparsa. Ma questa mia attività è mirata ad un semplice obiettivo: Parlare semplicemente a tutti e possibilmente includendo tutti i compagni, e parlando di tutti i problemi che affliggono il Pd, e non viceversa secondo le accuse, di parlare solo di sciocchezze e caricaturali stravaganze.

Io so solo che sicuramente non appartengo a quella genìa che “in tempi bui” urlava ai quattro venti: «Molti nemici molto onore». E questa considerazione mi è stata fornita da un gesto assai poco piacevole che alcuni “compagni” identificatosi…si sono ritenuti offesi al punto tale di evitare di salutarmi e di stringermi la mano. Non sapevo di produrre tale sconquasso, ma un altro compagno che mi legge costantemente - pur con sensibilità diverse dalle mie – mi ha invitato a proseguire. Ecco dove stanno le differenze tra uomini politici illuminati e uomini, tra uomini politici rozzi e ominicchi.


Ecco una risposta che ho prelevato dal blog di Vincenzo... "saccheggiandolo".


Caro Vincenzo,
come ben sai io faccio parte di quei giovani che nel 1989 avevano meno di quindici anni ed effettivamente quando partecipo a certe riunioni mi rendo conto che per me il salto è stato molto più facile, anzi non c’è nessun salto da fare. Non so com’erano Ferraris o Tonino segretario o non conosco cosa succedeva nelle direzioni di 10 anni fa. Ecco perché capisco chi non vuole impegnarsi in politica. Finché si perderà del tempo con i giochi di potere, finché non si arriverà preparati e ci si permetterà di insultare chi ha lavorato bene, anch’io cercherò di tenerli fuori dal gioco.

Com’è possibile che uno che poteva essere il mio segretario non conosca nemmeno lo Statuto nazionale?
Com’è possibile che dica che fa schifo la bozza regionale senza mai aver portato mezzo contributo?
Com’è possibile che non partecipi alle iniziative del partito contravvenendo all’art. 2 del nostro statuto?


La politica urlata e priva di idee appartiene a Berlusconi, non a noi. Per questo caro ghianda ti invito a seguire l’ultimo consiglio.
Non è vero che nelle interpellanze viene mantenuto un basso profilo e ti faccio alcuni esempi.


1) Nell’ultimo Consiglio c’è stato un attacco durissimo alla gestione del Casino. E’ stata ribadita la mancanza di programmazione e la gestione politica di tutto questo.

2) Sulla Cervino spa idem.

3) La risoluzione sull’Aiat unica è stata preparata da Donzel e la maggioranza, che nell’ultimo consiglio prometteva di farlo a gennaio ha slittato di un anno non facendo nuove nomine, ma prorogando queste.

4) Sulla discarica di Brissogne e sul progetto di inceneritore la Zublena, in grande difficoltà, non aveva mezzo di quei dati e quindi ha nuovamente evidenziato che si vuole procedere senza un minimo di programmazione per la raccolta riciclata e senza la benché minima idea di progetti alternativi o di guadagni da quest’opera faraonica.

5) Rigo ha presentato un’interpellanza sull’ici che impegna notevolmente la giunta.

6) Sulla proposta di Vda vive dell’europarlamentare è stato approvato l’emendamento presentato da Donzel per il coinvolgimento dei parlamentari…

Come vedi però il giornale locale più letto non riporta nulla di tutto questo.
Immagino nemmeno Le Travail. Ecco perché un giornale nuovo o lo stesso giornale con una nuova veste, perché non possiamo affidarci ai soli blog, alle parole dette per la strada…e se puoi segui il Consiglio in diretta o guardandoti i video dal sito, vedrai che non è come credi. Semplicemente bisogna parlare delle “divisioni” di alcuni per nascondere le “lotte” di altri, sta a noi non prestarci a questo gioco.
A presto.
Erika
faustocoppi - Lun Set 29, 2008 6:15 pm
Oggetto:
Citazione:
Aosta, 22 aprile 2008

CONFERENZA STAMPA

Presentazione programma comune per la prossima legislatura: concretezza e coraggio per cambiare

“Quello che ci caratterizza è la chiarezza delle nostre azioni future. Il nostro programma vuole portare più attenzione ai problemi della Valle. Diciamo da subito che siamo per una gestione pubblica che si distingue dall’attuale per una minore arroganza e una maggiore disponibilità a risolvere i problemi della gente. Presentiamo oggi un programma serio, pragmatico, che guarda lontano. Si tratta di trenta punti che guardano con coraggio al futuro. Programmeremo interventi e riforme, non faremo leggi prima delle elezioni… Lavoreremo perché la Valle smetta di vivere di rendita e riscopra la capacità di produrre. Cercheremo di garantire un maggiore livello di wellfare. Ci batteremo per garantire a più ampli strati di popolazione i diritti di cittadinanza che si concretizzano nel lavoro, nella casa, nei servizi, nella possibilità di crescere culturalmente. Possiamo vincere! Abbiamo gli uomini e le donne per farlo”.
Raimondo Donzel (Partito Democratico)


Non siamo riusciti a vincere, è vero, ma il programma dettato da Raimondo Donzel non va spostato di una virgola.
Questo lo dico - riprendendo il filo del discorso di erika - anche
per coloro che hanno giocato e continuano a giocare al Re di Prussia,
e per coloro che hanno la memoria moooooolto corta!
Cioè anche io mi domando,
ma dove era l'altro eventuale segretario in pectore o in prossimità di elezione quando si dicevano queste cose? Ah, magari a contare i cammelli...
faustocoppi - Ven Ott 03, 2008 5:00 pm
Oggetto:
Cari amici e compagni,
per me la decisione che il partito aveva preso nell’ultima tornata elettorale per le elezioni regionali, oltre cioè al rinnovamento dei quadri, all’accostamento dei giovani ai neo eletti, ma soprattutto alla strategia politica, sarebbe stato un ottimo spunto di partenza.
E ora, deve essere la base da cui riprendere il cammino d’avvicinamento a quel traguardo che ci eravamo prefissati e che potrebbe essere, le elezioni comunali ad Aosta.
E allora iniziamo a lavorare con un partito rinvigorito, con gente nuova,
che è riuscita a sfuggire alle logiche partitiche. Un partito che colga come importanti questi momenti senza partire con la visione di un'altra batosta annunciata.
Questa è una riflessione per l’azione politica che l’Assemblea Costituente ha già tracciata e che dà al segretario, un’ufficialità, senz’altri tentennamenti e cedimenti alla politica dello scambio, della concessione. Insomma non dobbiamo fare più passi indietro.
Non dobbiamo più farci riassorbire nel ventre molle, ma capace della balena rossa nera. Basta con i tempi bui in cui il nostro ex partito si è trovato a presentarsi con il cappello in mano.
In questi tempi di "campagna di riassestamento e di riequilibrio” all'interno del PD, viene spontaneo domandarsi se finalmente in questo partito, ci siamo dati una stabile democrazia fondata sul principio della sovranità di un direttivo eletto da una base, proporzionalmente forte e rappresentativa.
In pratica una democrazia, che delegata a rappresentanti eletti deve rispecchiare le volontà degli iscritti.
Ci si domanda se è finita quella sorta di “contestazione” dove il “maggiorente” insediatosi per proposta di alcuni elettori non era più al servizio del partito che lo aveva eletto, ma diventava l'esatto contrario. Oggi sono finiti i tempi in cui si voleva l'iscritto “peones” al servizio o in uso esclusivo, al politico eletto! Questa situazione purtroppo entrata nell’uso comune e che durava da anni, ora non deve prevaricare i meccanismi democratici interni al PD.
Noi umilmente abbiamo capito che, il vecchio potere politico ha la facoltà d’auto rigenerarsi, dando in usufrutto ai soliti noti, la scelta conclusiva ed esaustiva delle decisioni politiche.
Perciò oggi politicamente parlando, non dobbiamo più vivere in sudditanza di queste “personalità” e dobbiamo rendere manifesto come noi oggi eleggiamo qualcuno perché lui sia portavoce della volontà popolare e che dia forza al processo di trasformazione politica in atto. E non perché lui possa prendere possesso di una poltrona.
Sono finiti i tempi in cui chi traslocava, nella nuova veste politica di comando, perseguiva anche altri fini. In pratica anche se non fossimo alfabetizzati, culturalmente evoluti e non ci affaccendassimo nella vita sociale, non vivremo più in soggezione. Il vero spirito di fare politica per i cittadini, la passione, gli ideali, l’etica purtroppo è stata sepolta da una profonda crisi di credibilità.
Il politico deve essere al servizio del cittadino, non viceversa. Devo dire però che il degrado della politica, all’interno del nostro partito non ha mai vissuto momenti veramente critici. Il PD ha nelle sue basi, il Dna di grandi partiti democratici di sempre.
E questa democrazia, all’interno del nostro partito, di cui stiamo vivendo un momento critico, ci aiuterà a non riportarci come nel feudalesimo a delle conseguenze estreme. Tutto questo, solo se non continuiamo a fare strame delle volontà emerse dalla stragrande maggioranza del partito.
erika - Lun Ott 06, 2008 12:41 pm
Oggetto:
Riprendo una frase di faustocoppi: "Il politico deve essere al servizio del cittadino, non viceversa. Devo dire però che il degrado della politica, all’interno del nostro partito non ha mai vissuto momenti veramente critici. Il PD ha nelle sue basi, il Dna di grandi partiti democratici di sempre."
Naturalmente tutto ciò impone l'essere democratici e soprattutto avere quei valori della sinistra nel proprio DNA.
Quindi abborrire per episodi di razzismo, aiutare i più deboli, non denigrare il lavoro degli altri, lavorare tutti insieme per le cause comuni, non voler dividere la società in due, credere che valori come la solidarietà, l'uguaglianza, pace sono irrinunciabili...
Questo naturalmente lo si vede anche nella vita di tutti i giorni.
erika - Mar Ott 07, 2008 10:18 am
Oggetto:
Intanto qualcosa si sta muovendo.
Una nuova giovane donna è entrata a far parte della rosa dei coordinatori di circolo e il circolo di Aosta Centro e Collina sabato verrà intitolato a DEMETRIO MAFRICA.
Invito quindi tutti i partecipanti del forum sabato 11 ottobre alle ore 15 presso la Pépinière d'Entreprises per l'incontro

DEMETRIO MAFRICA L'UOMO, IL POLITICO


Il PD Valle d'Aosta intende così ricordare uno dei grandi protagonisti della sinistra valdostana e ispirarsi alle qualità di probità, laboriosità e accuratezza di cui Mafrica fu esempio in tutte le sue attività.
giorgio - Mar Ott 07, 2008 12:03 pm
Oggetto:
AostaSera.it ha scritto:
Incontro di studio dedicato a Demetrio Mafrica

Aosta - Il “Circolo Mafrica” del PD organizza un incontro di studio dal titolo “Demetrio Mafrica - l'uomo, il politico” che si svolgerà sabato 11 ottobre alle ore 15 ad Aosta, presso la sala grande della Pépinière d'Entreprises.

Per ricordare uno dei grandi protagonisti della sinistra valdostana “e ispirarsi alle qualità di probità, laboriosità e accuratezza di cui fu esempio in tutte le sue attività” il Partito Democratico valdostano organizza un incontro di studio dal titolo “Demetrio Mafrica - l'uomo, il politico” che si svolgerà sabato 11 ottobre alle ore 15 ad Aosta, presso la sala grande della Pépinière d'Entreprises.

Tra gli interventi inseriti in programma figurano quello di Bruno Germano, che traccerà un ritratto dell'uomo di cultura e dell'uomo di partito. Dino Viérin, già presidente della Regione e assessore, che ne ricorderà il ruolo di assessore all'industria e il suo impegno per le scelte energetiche. Umberto Fossà leggerà un'inedita autopresentazione scritta dallo stesso Mafrica. Bruno Albertinelli, sindacalista della CGIL e un rappresentante della Cogne Acciai Speciali rievocheranno il passaggio al privato della grande acciaieria. Raimondo Donzel, segretario regionale del PD ed un esponente del PD nazionale riassumeranno l'importanza di richiamarsi alla figura di Mafrica "in questa fase di fondazione del partito".


06/10/2008

paolog - Mer Ott 08, 2008 4:36 pm
Oggetto:
Il deputato Roberto Nicco fa lo spiritoso, e spiritosaggine per spiritosaggine, vorrei/mo fargli presente e rendere partecipe che lui non è il nostro referente nazionale, bensì è il gruppo dirigente del P.D. valdostano! In effetti lui poco si è speso per la nostra lista nella campagna elettorale " delle Regionali". Molti compagni ci sono rimasti male perchè sanno come si sia tutelato dichiarandosi "super partes" (…di chi, ancora non si è capito).
Ora per rendersi attraente agli occhi dei nostri dirigenti nazionali pretenderebbe di mandare una massa di persone (in quantità industriale) a Roma per la manifestazione del 25 ottobre.
Caro deputato, in un nostro precedente incontro Tu mi avevi assicurato che con il P.D. a Roma si lavora bene. Già allora ti risposi: Perchè non ti iscrivi al PD VdA? Attendo ancora purtroppo una risposta.
Perchè oltre al Consiglio regionale non fai presente al gruppo dirigente del P.D. Valdostano le tue iniziative a Roma? Insomma saresti un referente importante e prestigioso a tutti gli effetti.
Perchè invece di progettare nuove/vecchie aggregazioni politiche non lavori al fianco dei nostri giovani per cercare di farli crescere e donare loro quella importante cosa che è l’esperienza sul campo?

Un caro saluto

giorgio - Gio Ott 09, 2008 4:38 pm
Oggetto:
Beh, se questo messaggio di Paolo non risultasse chiaro, io ribadisco con un…Caro deputato…“Facta non verba”. Nel senso che sono anni che noi sostenitori del Pd che arriviamo dai Ds, aspettiamo una sua scelta di campo. Chiara, limpida, non più trattabile.

“Mutatis mutandis” (Cambiato ciò che bisogna cambiare) ora siamo al dunque caro onorevole. Se è vero come lei dice e non possiamo pensare diversamente, che con il Pd nazionale si lavora bene, perché non si convince che in Valle d’Aosta non esistono altre soluzioni, se non il Pd, ad aggregare movimenti dispersi e disseminati?

Se vogliamo dirla tutta, questo nucleo moderato che sta esprimendo con forza un tentativo di dare una risposta seria a molti interrogativi politici, è già un soggetto politico importante, non intenzionato a compiere azioni spregiudicate, e oggi come dice Veltroni conscio dei rischi connessi. L’esempio è di questi giorni anzi di oggi, al Parlamento, dove il Pd e il suo governo ombra ha messo in campo tutta la sua credibilità e impegno disinteressato pur di salvare il paese da una tragica bancarotta.

Sì siamo pronti a rischiare per il bene comune. Ma anche a ribadire che il Pd è sempre stato un partito Europeo da sempre e non a corrente alternata come la maggioranza. Ora si parla di Europa, ma dove erano questi signori quando dell’Europa volevano farne strame?

Noi siamo in Valle d’Aosta e mi domando cosa mai ne sarebbe di questa piccola regione se si ragionasse solo in termini di autonomia? Enrico Letta, ministro del Welfare del governo ombra del Pd, esprime una fortissima preoccupazione per la crisi economica mondiale e invita tutti ad andare oltre l'orticello di casa, per affrontare insieme l'emergenza senza precedenti. «Credo che ci sia bisogno di considerare questa vicenda dal punto di vista della responsabilità nazionale. La chiamo così, perché la crisi che si sta abbattendo sull'Italia è pesante, profonda».

E , aggiungo io, nell'Italia c'è anche la Valle d'Aosta.

giorgio - Dom Ott 12, 2008 5:22 pm
Oggetto:
Questo Pd l'ho sempre immaginato come una grande piazza, con i portici, l'edicola dei giornali, la libreria, il bar, il ristorante. E un negozio di giochi per bimbi e adulti, dove si vende ancora il trenino elettrico, che fa giocare bimbi e adulti insieme. Perchè la piazza è un contenitore di umanità varia, anche di quella al vetriolo e infestante per mestiere.

Quando finì di vivere la Gv-Ds, e una "certa sinistra" a lei collegata, la piazza di Area Democratica ha dato il meglio di se, ciascuno a trasmettere nelle righe la solidarietà, la passione e il dolore di una eventuale scomparsa. Un dolore espresso in modo compunto, io stesso in testa. So quanto si voglia la mia “dipartita” virtuale s’intende! Non mi do per vinto: sono certo che sia l'unica veglia funebre politica che mai si sia auspicata in una Valle d’Aosta senza propensione critica. E non solo in questo cavolo di paese che abitiamo. So che tanti non iscritti alla nostra piazza, hanno letto i messaggi e assistono perciò, leggendo, a questa veglia; lo racconto a tutti quelli che conosco. Una magnificenza di sentimenti.

Mi domando e vi domando: ma dopo essere stati capaci di tanto, guardate ora cosa è il Pd quasi scevro di quella zavorra malefica che ci siamo portati dietro per anni e che abbiamo mollato, un partito perciò fresco, vivace… e ora lasciamo che l'insipienza, qualche rozzezza, una certa cretinaggine di umanità ottusa e astiosa, debordante acrimonia e malanimo di qualche pirla - perchè di pirla si tratta - defechi su questa piazza?

A leggere commenti esterni o alcune risposte – molto poche in verità - qualche volta mi è scappata la pazienza e la tolleranza, e siccome non avevo dinanzi il personaggio, non ero nelle condizioni di malmenarlo - scusate-. Ma, il più delle volte, qui si sono letti post magnifici, e alcuni scritti pure con approfondita conoscenza della lingua nazionale e della politica più nobile.

Sono certo del valore di questa piazza: ha un senso, vuole dire, è una piazza. Quindi non può essere altro, ma una piazza è uno spazio importante, una lente attraverso la quale si intercettano tante fisionomie.

Degli infestanti esterni, permalosi che non hanno un cavolo da fare, se non affannarsi a squalificare chi si espone, e magari sono pure complessati e si nascondono, dietro ad una personalità presumibile per il nulla che sono, mi interessa ben poco. Mi interessano, invece, le giovani, i giovani che si stanno avvicinando per ascoltare meglio per capire se ancora valga la pena di fare politica di quella nobile, pulita, i peones che non s’abbattono, che sudano, che si danno da fare in qualunque momento, in qualunque luogo, senza bisogno di ritorni personali…Perché tutti questi hanno apprezzato che qui in questa piazza non ci sono imbonitori, ma solo persone per bene.

Mah. Questa è una dichiarazione d'amore. Mi colloco al centro della piazza e pianto la tenda, vediamo cosa succede. Il ponte è lì a pochi passi pronto per essere praticato e percorso nella direzione da noi indicata e tenacemente sostenuta




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faustocoppi - Lun Ott 13, 2008 3:19 pm
Oggetto:
Caro Giorgio,
quoto le riflessioni in cui mi ritrovo e ti ringrazio prima di tutto per aver aperto questo messaggio, ma soprattutto per lo spirito con cui l'ha fatto.
E' verissimo quel che scrivi e io credo che siano tanti i forumisti che condividono questa impostazione su cosa sia o debba essere Area Democratica e, a monte un forum.
lo dice la parola latina, non ce lo inventiamo noi.
E' prima di tutto una piazza, nel bene e nel male.
E soprattutto è una piazza che, a condizioni regolamentari veramente minime, consente di esprimere la propria opinione.
Mi ritrovo in quel che scrivi, anch'io a volte ho l'impellenza di sfogare per iscritto, di rendere pubblico, di condividere un pensiero, una critica, un'opinione, un'incazzatura.

Come tutte le piazze è e deve essere aperta, altrimenti cambia nome, non è più una piazza, è un cortile, un recinto, un giardino, con fiori magari bellissimi, ma con il filo spinato intorno.
Io credo che un forum così debba servire a molto e a tanti.
Per i fatti privati e le amicizie ci sono le e-mail, skype, i telefoni, al massimo si può anche aprire qualche sezione ristretta, ma il forum è il forum, lo dice la parola, se è chiuso non si può chiamare neppure forum.
Il forum serve a dare anche la possibilità di costruire rapporti (da prendere poi con le pinze, come penso io), non è il luogo dove necessariamente svilupparli.
E' un mezzo, non un fine.

Se non si parte da questo, non si va da nessuna parte.
E non serve aprire nuovi luoghi virtuali sperando che la forma superi i problemi di sostanza (ma possibile che l'esempio del PD non serva a nulla? ).
Siamo in piazza e può capitare che sia mal frequentata.
Solo che è la nostra piazza e sta a OGNUNO di noi gestirla, senza tirare per la giacca gli altri, ma con il proprio comportamento.
Il tuo comportamento sul punto è esemplare.
Chi non si è mai incazzato per qualcosa che ha letto?
Nessuno credo, ma un luogo di libera espressione non può fermarsi di fronte alle miserie umane.
Ci sono persone vere dietro monitor veri che si divertono a sobillare, far incazzare, provocare, insultare.
E' un dato oggettivo, che è insito nel web.
Provate ad aprire un topic, e ci saranno sempre quelli che ci sputano sopra dopo averlo frequentato e "usato", sfogando così la loro incapacità oggettiva di rapportarsi col mondo e con gli altri.
Ma è un problema LORO, non nostro.
Poi, da questa base, possono nascere tante cose, sia umanamente che politicamente, ma anche no.
Quel che è certo è che senza questo punto di partenza non nasce niente, quindi io mi metto dalla parte tua e dico: non chiudiamo questa esperienza.
Non buttiamo il bambino con l'acqua sporca.
Continuiamo a lavorare e a scrivere sempre in maniera da uscirne in modo positivo.
giorgio - Gio Ott 16, 2008 12:09 pm
Oggetto:
Qualcosa si muove, dentro il Partito democratico: a piccoli passi ma con segnali importanti. Arrivano dalle tante discussioni tra i consiglieri regionali? No. Dai passi importanti che entrambi gli schieramenti interni al nostro Pd-Vd’A stanno facendo in maniera sintetica e dialogica? Nemmeno, a parte l'organizzazione del viaggio a Roma per la manifestazione di sabato prossimo contro il governo Berlusconi. Niente di tutto questo. Si muovono i circoli, si muovono i giovani e propongono, discutono sui punti di contrasto, si danno nuovi appuntamenti. Senza aspettare input dall'alto per vivere dentro il Pd.

O per rianimarlo. Dipende dai punti di vista. Il secondo, molto comprensibile, è quello della base: che si sta piano piano rinnovando e che inizia a vedere finalmente nel nuovo Segretario un punto di riferimento sicuro e coerente del Partito democratico. Sì, anche questo potrebbe essere un auspicio come dice giustamente Raimondo, ma sicuramente i segnali - il giorno dopo del primo compleanno dei democratici “montanari” - per discutere sulla svolta necessaria «per rinvigorire il Pd valdostano, ci sono tutti.». Non manca il coraggio, a questi giovani, soprattutto perché sanno di avere ragione: «Sappiamo di chi è la colpa. Non c'è ancora uno statuto anche se ci sono regole condivise. Non ha completamente preso forma una nuova struttura organizzata e radicata nel territorio, mentre quelle esistenti sono state liquidate nell’ottica della “Fondazione Giulio Dolchi”. Non sono state promosse alternative decisive. Non ci si può ancora iscrivere in Valle d’Aosta e dunque rinsanguare le casse di un partito, il Pd che a tutt’oggi ha dovuto fare fronte anche a vecchi “sospesi” della Gv-Ds».

Tutto questo ha una risposta
abbastanza semplice e imbarazzante per i destinatari: « Il vecchio partito di riferimento ha fallito i propri obiettivi ed esaurito la rappresentatività politica. Ma la vecchia Gv-Ds continua ancora ad esigere e avanzare pretese. Sta ancora cercando di rendere perenne il passato! Ma il cerchio della trasformazione graduale delle vecchie direzioni politiche chiuse in se stesse e senza rapporto con la base, si sta per chiudere rinnovandosi con assemblee aperte dove maggioranza e minoranza si contrappongono con vincoli di rispetto, proposti e presentati dai democratici valdostani a fare data dalle primarie».

C’è ancora il tempo
di ripartire e ripartire dalle basi «prima di sprecarne tutto il potenziale. L'impegno nostro – della maggioranza - c'è tutto ed è messo in campo da persone che studiano, lavorano e che conducono una vita normale. Mica politici di professione o funzionari di partito! Allora «basta con l'assemblea chiamata a ratificare discussioni infinite, preconfezionate ad arte dai soliti noti, e prese su tavolini lontani dal Pd », quello che serve è allargare la discussione ai futuri iscritti, al tessuto dei circoli, senza «farsi le guerre interne» ma dando alla gente «la possibilità di decidere sulle cose che contano».

Propongo di ripartire da quanto si è fatto di buono, anziché guardare agli errori - che inevitabilmente abbiamo commesso - e alle cose che non hanno funzionato o sarebbero potute andare meglio. « E’ chiaro che sulla bilancia, il primo pesa molto più delle seconde. Propongo un convinto sostegno a Raimondo Donzel per il buon lavoro che sta svolgendo, sottolineando il fatto che chi non era d'accordo sul suo operato non è stato in grado di mettere in campo un'alternativa migliore». Ed infine continuare sul lavoro tematico delle commissioni, insistere affinché le primarie siano un punto fermo del progetto, puntare su argomenti forti da affrontare in maniera approfondita, non perché tutti condividono le posizioni della base» ma perché riconoscono che è necessario il suo coinvolgimento».
rocky - Gio Ott 16, 2008 12:43 pm
Oggetto:
mi piacerebbe che la si finisse di dare sempre colpe ai ds di mettere sempre i bastoni nelle ruote del pd non è cosi vorrei ricordarvi che dopo il 14 ottobre i ds hanno contattato Donzel dicendogli che le quote del travail di proprieta dei ds venivano date gratuitamente al pd e che avrebbe potuto avere all'interno del direttivo un suo rappresentante.Il problema è che per avere tutta la testata doveva edovrà trattare con la coperativa travail che ne è la proprietaria.Altro punto è quello della fondazione dove i ds che sono sempre contro a questo pd hanno fatto una proposta chiara quella che all'interno di questa fondazione ci sia parità di rappresentanza tra ds e pd ma anche qui nulla sè mosso.Ultimo punto vorrei ricordare che se oggi il segretario si vanta di aver ripianato il bilancio è anche grazie ai ds che hanno versato alle casse del pd 30.000 euro ecco chi sono i cattivi ds e neanche un grazie a chi a lavorato non contro ma per il pd.
bruno courthoud - Gio Ott 16, 2008 12:57 pm
Oggetto:
continuo a non capirci niente: ma allora i ds esistono ancora?
erika - Gio Ott 16, 2008 2:27 pm
Oggetto:
Innanzi tutto sono 15.000 € e sono dovuti ad un accordo precedente alle elezioni.
Per le quote di Le Travail se ricordi bene avevamo detto che eravamo ben contenti di averle. Invece nulla. Ora sembra debba esistere la fondazione per averle.
Per quello che riguarda invece la Cooerativa Le Travail, l'Immobiliare Mont Emilius, la Belote e la Fondazione... beato te che ci capisci qualcosa!
Io sinceramente non capisco più nulla. Non conosco bilanci, statuti e funzionamenti quindi sono l'ultima persona che ha diritto di parlare, ma se vuoi rendermi edotta, magari potrei condividere quanto dici.
In merito alla piazza e il ponte invece di cui parla il titolo di questo post vorrei rilanciare le parole di Giuliana e ringraziarla:

13:13 SCUOLA:MOZIONE LEGA;G. FERRERO,UNA VERGOGNA CLASSI STRANIERI
(ANSA) - AOSTA, 16 OTT -
"E' vergognoso utilizzare la scuola e i bambini per questioni politiche, come sta accadendo nel dibattito sulle classi differenziate per gli stranieri". Lo ha dichiarato oggi Giuliana Ferrero, assessore alle Politiche sociali del Comune di Aosta, nel corso della presentazione dell'iniziativa 'Terre di fiabe, musiche e danze'.
A proposito della mozione approvata alla Camera dei deputati, l'assessore ha aggiunto che "la convivenza che caratterizza la nostra società multietnica talvolta può anche affaticare, ma i problemi vanno affrontati con serietà politica".
"Il rispetto si fonda su una profonda conoscenza dell'altro - ha concluso Ferrero -, e porta alla scoperta delle similitudini nelle diversità e all'arricchimento del proprio bagaglio culturale". (ANSA).

Ecco la vera piazza e il vero ponte!!!! Nelle logiche di questo governo c'è in continuazione l'attacco ai più deboli. Chissà se non si pensi di ritornare alle differenziali e magari anche segregare i bambini con handicap visto che potrebbero rallentare l'apprendimento degli altri. Ringrazio per questo il "nostro" deputato che è stato uno dei 246 che hanno votato contro.
vicali - Gio Ott 16, 2008 3:25 pm
Oggetto:
Caro Bruno,
capisco e condivido il tuo sconcerto. Intervengo perché non sopporto le fumisterie. Spero di riuscire a chiarirti le idee.

I Ds politicamente non esistono più (se non nella fantasia di qualcuno, forse).

Come soggetto giuridico, invece, ci sono ancora, così come la Margherita. Sopravviveranno ancora per un po' per regolare le questioni economiche arretrate.
Per complicare le cose, i Ds hanno in ballo anche una cooperativa, un'immobiliare e una fondazione.
Ma sono cose che non riguardano per nulla il Pd. Sono esclusivamente affari loro.

Questione giornale.
Il Pd farà un giornale entro la fine dell'anno.
Se la cooperativa Le Travail, proprietaria della testata, vorrà cederla gratuitamente al Pd, il giornale manterrà quel nome pur cambiando completamente il resto (direzione, grafica, impostazione, ecc.).

Se ciò non avvenisse, il giornale potrebbe acquisire gratuitamente dalla Margherita la testata del Cittadino Valdostano, oppure creare una nuova testata.

Deciderà tutto l'Assemblea regionale.

Vincenzo Calì
giorgio - Gio Ott 16, 2008 6:09 pm
Oggetto:
rocky ha scritto:
mi piacerebbe che la si finisse di dare sempre colpe ai ds di mettere sempre i bastoni nelle ruote del pd non è cosi vorrei ricordarvi che dopo il 14 ottobre i ds hanno contattato Donzel dicendogli che le quote del travail di proprietà dei ds venivano date gratuitamente al pd e che avrebbe potuto avere all'interno del direttivo un suo rappresentante. Il problema è che per avere tutta la testata doveva e dovrà trattare con la cooperativa travail che ne è la proprietaria. Altro punto è quello della fondazione dove i ds che sono sempre contro a questo pd hanno fatto una proposta chiara quella che all'interno di questa fondazione ci sia parità di rappresentanza tra ds e pd ma anche qui nulla si è mosso. Ultimo punto vorrei ricordare che se oggi il segretario si vanta di aver ripianato il bilancio è anche grazie ai ds che hanno versato alle casse del pd 30.000 euro ecco chi sono i cattivi ds e neanche un grazie a chi a lavorato non contro ma per il pd.


Caro rocky, a me dispiace che tu, mentre sto indicando la Luna, persista a guardarmi il dito indice. Sto cercando da tempo di farti notare come qualcosa si muova, dentro il Partito democratico, che i passi sono piccoli, ma hanno come riscontro segnali importanti. Così come si muovono i circoli, oggi si muovono anche i giovani e propongono, discutono sui punti di contrasto, e ci si dà nuovi appuntamenti. Voglio ricordarti che questa sera su Rete S.Vincent vanno in diretta e si presentano in un programma dedicato. Da quanto tempo non vedevi giovani "di quelli veri"? Lo stesso segretario poi, dietro alcune sollecitazioni ci scrive: “Abbiamo fatto anche degli errori, io personalmente ne ho fatti […] Ora abbiamo il dovere di costruire, intorno ad un gruppo dirigente in parte rinnovato, un partito. Un partito serio, credibile, con regole chiare che sappia di nuovo creare uno spazio sociale e culturale per i democratici e i riformisti che si rifanno alla tradizione storica della sinistra...E' una sfida......... soprattutto UNA SPERANZA.

Dunque rocky deponi le armi, sotterra l’ascia, siamo stanchi di queste false polemiche. Siamo stanchi dei doppi giochi, siamo stanchi dell’ascoltato e riportato, siamo stanchi di vivere un percorso politico fasullo e accidentato come è sempre stato…Hai mai vissuto momenti di serenità, di soddisfazione nel vedere come le tue proposte fossero accolte spassionatamente e portate avanti dai nostri politici di riferimento? Proprio tu, un “ex giovane”su cui certe assicurazioni importanti di averti vicino caddero nel dimenticatoio. Rocky ripensaci, questa è una sfida importante … soprattutto UNA SPERANZA. Non gettare al vento tutto quello che di importante hai fatto, abbiamo necessità di avere persone come te e l’opportunità che hai di seguirci è una tua scelta consapevole. Fare questo percorso assieme a noi non ti sarà ricambiato con assicurazioni fasulle o con promesse roboanti. Ti chiediamo di servire la gente quasi come un impegno civile.

rocky - Gio Ott 16, 2008 6:21 pm
Oggetto:
mi dispiace che per l'ennesima volta non si dica la verità vorrei ricordarti che il discorso riguardo le quote del travail furono discusse già l'anno scorso il problema è sempre quello di oggi che tale confronto non è da fare con i ds ma con la coperativa il fatto che il segretario a sempre rimandato e non si può certo dire che questo ritardo sia da imputare ai ds ma al fatto che il pd non ha mai deciso cosa fare al riguardo. riguardo i 15000 euro è vero ma altrettanti verranno versati questo mese e vero che c'è stato un'accordo precedente all'elezione ma si da il caso che comunque sono soldi dei ds e ritengo sbagliato scaricare le responsabilità sui ds quando non si è stati capaci a prendere decisioni . Quindi oggi ritengo questo ritardo dovuto al segretario che quando vuole le decisioni le prende a tempo record ma quando deve assumerne altre che magari in quel determinato momento sono scomode allora volutamente le rimanda all'infinito.
bruno courthoud - Gio Ott 16, 2008 9:26 pm
Oggetto:
ringrazio vincenzo calì per i gentili chiarimenti. Speriamo.
giorgio - Ven Ott 17, 2008 1:10 am
Oggetto:
rocky ha scritto:
mi dispiace che per l'ennesima volta non si dica la verità vorrei ricordarti che il discorso riguardo le quote del travail furono discusse già l'anno scorso il problema è sempre quello di oggi che tale confronto non è da fare con i ds ma con la coperativa il fatto che il segretario a sempre rimandato e non si può certo dire che questo ritardo sia da imputare ai ds ma al fatto che il pd non ha mai deciso cosa fare al riguardo. riguardo i 15000 euro è vero ma altrettanti verranno versati questo mese e vero che c'è stato un'accordo precedente all'elezione ma si da il caso che comunque sono soldi dei ds e ritengo sbagliato scaricare le responsabilità sui ds quando non si è stati capaci a prendere decisioni . Quindi oggi ritengo questo ritardo dovuto al segretario che quando vuole le decisioni le prende a tempo record ma quando deve assumerne altre che magari in quel determinato momento sono scomode allora volutamente le rimanda all'infinito.


Dispiace anche a me rocky che si persista su queste ambiguità. Perciò voglio ricordarti che il sottoscritto è ancora uno dei sette garanti che i Ds hanno eletto nell'ultimo congresso. Ed è in funzione di questo, che voglio ribadire come noi “garanti”, non siamo mai stati convocati per dirimere una questione che a me sembrava, come questa, molto delicata. Tu sai perchè l'unica e ultima volta che la Commissione si è riunita non ha risolto nulla? Perchè quando il problema è incernierato prima sulla cooperativa e ora sulla fondazione, non ci devono essere orecchie indiscrete nei paraggi o persone che possano opporsi a decisioni diverse da quelle attese. Pensa che per il solo fatto che il mio nome fosse quello da esprimere eventualmente come presidente della Commissione Garanti per gestire la irreprensibilità dell’operazione, aveva già sconvolto molti. Ricordo a te e ai tuoi “immediati vicini” che la lettera di convocazione per questa riunione a me non era stata neppure inviata. Ho dovuto fare i salti mortali carpiati per poterla leggere...quella recapitata ad "altri" garanti.
Che correttezza!
Un ex politico "di peso" in testa a tutti e che tu probabilmente conosci, dietro assicurazione che sarebbe stata nominato vice presidente, schernendosi dietro a risolini indignati e indisponenti, rispose che lui non aveva tempo da perdere. O presidente o nulla! Capisci con chi abbiamo ancora a che fare? Tu sai benissimo che la questione Travail poi fa parte di un altro pacchetto di “interessi” politici e che l’incaglio pur andando avanti da anni non è mai arrivato a soluzione. Altro che ritardo…qui abbiamo fatto notte, fonda. Troppi motivi di base girano attorno alla galassia “fondazione”. C’eri anche tu quella sera in C.so Battaglione quando un personaggio, di cui ho ancora stima, si offese alzando la voce, perchè lì per lì non credemmo alla sua proposta in merito al Travail ! Lui quella sera, si prese tutte le responsabilità sia di chiarire gli accordi sia delle concessioni da fare. Ma purtroppo mal gliene incolse, perché lui era in buona fede, non altrettanto gli altri che gli avevano affidato l’ambasciata.

Tralascio il problema "Infinito", lo lascio al Poeta. Io sono infinitamente piccolo per poterlo comprendere.

erika - Ven Ott 17, 2008 10:15 am
Oggetto:
Caro rocky,
un pò di chiarezza.
I soldi per ora sono 15.000 e non 30.000 come pattuito circa sei mesi fa.
In merito alle quote di Le travail sono mesi che ne sento parlare, ma le quote ancora non si sono viste...
In merito alla cooperativa Le travail, l'immobiliare Mont Emilius, la Grand Prix di Belote, la Fondazione sono contenta tu abbia le idee chiare e se vuoi rendermi edotta ne sarei contenta. Si chiede che il PD entri a far parte di alcune di questa ma io bilanci, statuti e funzionamenti non li conosco.
In merito al titolo del post vorrei dire che qui si parla di UNA PIAZZA ed un PONTE mentre i contenuti sembra rispecchiare UN MURO contro MURO...
Naturalmente tutti auspichiamo si prosegua l'esperienza del Travail, ma se non ci sarà il passaggio delle quote e i presupposti si potrà decidere di prendere il cittadino o si farà un giornale nuovo. Ora il comitato di tesoreria farà le verifiche economiche.
Parlando di ponte invece vorrei evidenziare le parole di Giuliana dette ieri:
13:13 SCUOLA:MOZIONE LEGA;G. FERRERO,UNA VERGOGNA CLASSI STRANIERI

(ANSA) - AOSTA, 16 OTT - "E' vergognoso utilizzare la scuola e i bambini per questioni politiche, come sta accadendo nel dibattito sulle classi differenziate per gli stranieri". Lo ha dichiarato oggi Giuliana Ferrero, assessore alle Politiche sociali del Comune di Aosta, nel corso della presentazione dell'iniziativa 'Terre di fiabe, musiche e danze'.
A proposito della mozione approvata alla Camera dei deputati, l'assessore ha aggiunto che "la convivenza che caratterizza la nostra società multietnica talvolta può anche affaticare, ma i problemi vanno affrontati con serietà politica".
"Il rispetto si fonda su una profonda conoscenza dell'altro - ha concluso Ferrero -, e porta alla scoperta delle similitudini nelle diversità e all'arricchimento del proprio bagaglio culturale". (ANSA).

ECCO LA VERA PIAZZA ECCO IL VERO PONTE!!!!
giorgio - Ven Ott 17, 2008 10:21 am
Oggetto:
Citazione:
Lunedì, 16 Giugno 2008
L’eredità dei ds non va al pd


Mentre Walter Veltroni pensava al nuovo partito liquido, c’era qualcun altro che lavorava alacremente alla liquidazione del vecchio. Formalmente i Ds, ultimi eredi di quello che fu il glorioso partito di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer, spireranno nel 2011 con la presentazione dell’ultimo bilancio. Sempre che la diffidenza tra le due anime del Pd, dove Margherita ed ex comunisti sono poco serenamente confluiti, non ne prolunghi inaspettatamente la vita. Prospettiva, quest’ultima, che solo a pensarla riaccende tra i diessini le speranze di chi, con la fusione, ha perso quel senso di appartenenza e di memoria condivisa di quando ai congressi si cantava bandiera rossa la trionferà, falce e martello non erano ancora un emblema ingombrante, e a nessuno sarebbe mai venuto in mente,sfidando la stridente cacofonia, di chiamare “democratiche” le feste dell’Unità.Il commissario liquidatore è un uomo di rude simpatia, viso sornione segnato da un paio di baffetti vintage tali però da non nascondere i lampi di sarcasmo che lo attraversano. Ugo Sposetti, 61 anni, tesoriere dei Ds rieletto ad aprile deputato nella circoscrizione Lazio 2 dopo aver battagliato con il Loft che in omaggio alla filosofia del largo ai giovani voleva sistemarlo ai piani bassi della lista, ha il compito ingrato di chiudere la baracca.Sposetti ha cominciato anzitempo, quando ancora il Pd era di là da venire,affrontando l’indebitamento accumulatosi negli anni. Curioso che mentre lui ne trattava la sistemazione con le banche, qualcuno dei suoi compagni puntasse invece a possederle.

Dai 580 milioni di euro ereditati dalla vecchia gestione oggi ne sono rimasti 140 che entro la fatidica scadenza del 2011 dovranno essere azzerati.Poi, una volta alleggerita la pesante zavorra, il tesoriere diessino si è messo a lavorare sul patrimonio, quello tangibile e quello simbolico. Un lavoro lungo e complicato per differenti motivi. Il primo è che, per come la direbbe il cinefilo Veltroni quando nel secolo scorso tuonava contro gli spot che inframmezzavano i film in tivù, non si interrompe a cuor leggero un’emozione che dura da quasi novant’anni.Il secondo, più prosaico, è che i Ds non hanno mai avuto l’esatta contezza di quel che possedevano, così che si è dovuto procedere a un minuzioso inventario. Terzo, ma più importante, bisognava risalire ai proprietari, cosa tutt’altro che scontata. Molto spesso infatti il loro intestatario era il segretario della locale federazione, o addirittura della sezione di quartiere cui il donatore in procinto di passare a miglior vita trovava più semplice affidare la pratica. E anche se con il crollo del muro di Berlino e i processi di revisione susseguitisi dalla Bolognina in avanti le donazioni sono cessate d’emblée insieme all’ideologia che ne alimentava il flusso,la roba accumulata era tanta e abbisognava di un radicale intervento di sistemazione.

Il censimento ha catalogato 2.400 immobili di proprietà delle organizzazioni territoriali del partito. Si va da normali appartamenti a uffici adibiti a sede, a palazzi di pregio (per altro già venduti) come Botteghe Oscure, quello di Frattocchie le cui stanze ospitavano la scuola politica, o quello romano di piazza Campitelli dove c’era il quartier generale dell’associazione Italia-Urss. Roba che farebbe gola a qualsiasi fondo immobiliare, e che il PciDs ha sempre gestito alla viva il parroco, beatamente inconsapevole del tesoro che si trovava in casa. In una brutta parola, che ora anche al Botteghino il verbo finanziario ha fatto proseliti, non sono mai stati ottimizzati. Che fare di questi immobili che, senza nulla togliere ai famosi simboli, sono la vera ciccia del ragguardevole patrimonio?

Sposetti e i tesorieri locali ci hanno pensato molto. Occorreva trovare la formula che meglio garantisse la separazione tra gestione e politica, sottraendoli ai capricci e alla volubilità di quest’ultima.Maliziosamente, occorreva scegliere una istituzione giuridica che mettesse al riparo il patrimonio diessino dagli eventuali appetiti della nuova dirigenza del Partito democratico, là dove a rigor di logica avrebbe dovuto confluire. Perché un conto sono gli ideali, per altro già flebili di fronte alla fusione fredda che ha dato vita al nuovo soggetto, un altro la cassa.

Alla fine, nonostante che l’istituto in sé abbia una forte venatura autoreferenziale, o forse proprio per questo, si è optato per la fondazione. Anzi, le fondazioni, le quali almeno a livello di statuto e funzionamento sono in tutto e per tutto simili a quelle bancarie. Ogni federazione s’è fatta la propria andando a pescare, almeno nel nome, nel retaggio della tradizione. I sardi per esempio l’hanno intitolata a Enrico Berlinguer, ad Alessandria hanno invece scelto Luigi Longo, l’ultimo segretario custode della stretta ortodossia marxista-leninista, Milano a Elio Quercioli, ex vice sindaco, deputato nonché figura di spicco della vecchia nomenclatura.
In Valle d'Aosta la fondazione è stata intitolata a Giulio Dolchi
Le Fondazioni non dovranno rispondere a nessuno: non al segretario nazionale del Pd e nemmeno ai segretari regionali o provinciali. Avranno un consiglio di amministratori, un comitato d’indirizzo che indicherà il modo migliore per valorizzare il patrimonio, e naturalmente dovranno redigere un bilancio che obbedisca alla massima trasparenza. Ma tra le loro casse e quelle del Pd, ora affidate al nuovo tesoriere Mauro Agostini, non c’è né ci sarà alcuna contiguità. Detta più semplicemente, i diesse non portano nulla in dote al nuovo raggruppamento, il quale a sua volta nulla potrà pretendere. Inutile dire che la separazione, anche visto il cronico bisogno di soldi della politica, sta scatenando polemiche a non finire.



Ecco caro Bruno la risposta che ti dovevo. Una risposta un pochino più documentata ed argomentata non guasta mai.
La chiarezza e la trasparenza devono essere alla base di tutto il nostro nuovo percorso politico. Una specie di "Glasnost"
di gorbacioviana memoria, dovrà caratterizzare questa nuova gestione del Pd. Mai più dovremo permettere di tenere
nascoste tra le pieghe dell'organizzazione di un partito che è pubblico, segreti e e attività che fanno la fortuna dei marpioni.

Ps. Qui si potranno leggere tante cose come, ad esempio:
« Il fatto che i diesse non portano nulla in dote al nuovo
raggruppamento, il quale a sua volta nulla potrà pretendere».
E' sufficiente ricordarsi questo, o vedere chi erano gli intestatari
della locale federazione e si capiranno molte stranezze.

giorgio - Ven Ott 17, 2008 11:53 am
Oggetto:
erika ha scritto:


In merito al titolo del post vorrei dire che qui si parla di UNA PIAZZA ed un PONTE mentre i contenuti sembra rispecchiare UN MURO contro MURO...
Naturalmente tutti auspichiamo si prosegua l'esperienza del Travail, ma se non ci sarà il passaggio delle quote e i presupposti si potrà decidere di prendere il cittadino o si farà un giornale nuovo. Ora il comitato di tesoreria farà le verifiche economiche.
Parlando di ponte invece vorrei evidenziare le parole di Giuliana dette ieri:
13:13 SCUOLA:MOZIONE LEGA;G. FERRERO,UNA VERGOGNA CLASSI STRANIERI

(ANSA) - AOSTA, 16 OTT - "E' vergognoso utilizzare la scuola e i bambini per questioni politiche, come sta accadendo nel dibattito sulle classi differenziate per gli stranieri". Lo ha dichiarato oggi Giuliana Ferrero, assessore alle Politiche sociali del Comune di Aosta, nel corso della presentazione dell'iniziativa 'Terre di fiabe, musiche e danze'.
A proposito della mozione approvata alla Camera dei deputati, l'assessore ha aggiunto che "la convivenza che caratterizza la nostra società multietnica talvolta può anche affaticare, ma i problemi vanno affrontati con serietà politica".
"Il rispetto si fonda su una profonda conoscenza dell'altro - ha concluso Ferrero -, e porta alla scoperta delle similitudini nelle diversità e all'arricchimento del proprio bagaglio culturale". (ANSA).

ECCO LA VERA PIAZZA ECCO IL VERO PONTE!!!!



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bruno courthoud - Ven Ott 17, 2008 3:49 pm
Oggetto:
grazie anche a Giorgio per l'esauriente spiegazione. Le conclusioni da trarne non possono che essere un po' amare.
giorgio - Ven Ott 17, 2008 10:10 pm
Oggetto:
Rocky, cerchiamo un pò di pace. Io credo che prima di parlare di pace esteriore dovremmo parlare anche di quella interna. Questa la chiamano pace interiore e per me vuol dire avere un giusto equilibro tra bene e male, un equilibrio personale che è indipendente dagli altri. Se siamo coscienti di noi stessi, lo siamo anche degli altri. Mi auguro che sia così perchè eviteremmo molti problemi, ed eviteremmo anche un clima di odio. In questi ultimi tempi non c'è stato benessere, amicizia, collaborazione, perchè è mancato quel minimo di serenità che ci avrebbe consigliato di evitare e di cercare polemiche e risse verbali. Non sono un filosofo, ma credo che tutto dipenda da noi e dalla nostra tranquillità interna.

Vedi rocky la pace non è soltanto il contrario di guerra. Pace è di più... è la legge della vita umana. Pace è quando noi agiamo in modo giusto è quando tra ogni singolo essere umano regna eguaglianza e giustizia. Per esperienza, ti posso dire che questo è un sentimento che alberga nel cuore dell'uomo che si sforza di mettere in pratica i valori e gli ideali a cui facciamo riferimento. L'uomo che ha la fortuna di essere cosciente della validità dei propri valori è in Pace con se stesso e con il mondo intero, non ha paura di vivere la vita con tutti i suoi risvolti negativi che inevitabilbente prima o poi dovra' affrontare. Dunque stiamo tranquilli un pochino e lavoriamo assieme. Ripeto, sotterra l'ascia, e dai una bella tirata al "Kalumet"... Quando si dichiara guerra, la verità è la prima vittima.

rocky - Sab Ott 18, 2008 10:44 am
Oggetto:
caro gorgio io non voglio fare la guerra a nessuno ho solo voluto ribadire alcuni concetti perche ritengo sbagliato incolpare i ds di qualunque cosa.Vorrei che questo partito però iniziasse finalmente a dare risposte importanti sulle problematiche della nostra regione cioè che finalmente iniziasse ad avere una linea politica chiara.Credo però che per arrivare a tutto ciò bisogna utilizzare tutte le capacità e quindi tutte le persone che fanno parte di questo partito senza delegittimarle come è successo finora.ma penso che però la scelta fatta di far si che la comissione politica fosse la stessa assemblea costituente sia stato uno sbaglio.Ritenevo che questa comissione poteva tranquillamente essere rappresentata da un esponente per ogni lista presente alle primarie del 14 ottobre perchè aveva il compito di lavorare sullo statuto e su altre problematche passando obbligatoriamente in seguito per l'approvazione del suo lavoro tramite l'assemblea costituente invece si è voluto tirare fuori per l'ennesima volta che la comissione doveva essere rappresentata a seconda dei voti presi dalle liste.A PARER MIO invece di unire questa scelta a diviso ancora di più e sicuramente non abbiamo fatto una gran bella figura con l'esponente nazionale presente quella sera.Purtroppo il perdurare di questa situazione non può che far male a questo partito che ogni giorno che passa fa perdere qualche vecchio iscritto a questo partito purtroppo sto valutando attentamente se continuare la mia esperienza all'interno di quest'ultimo.La scorsa settimana sono andato a firmare contro il lodo alfano e qualcuno dei nostri che è passato per di li che mi ha visto parlare con una signora che il giorno prima era passata nella sede del pd siè preso la briga di dire in giro che io stavo raccogliendo le firme per l'italia dei valori cosa non vera tanto meno quella di un mio passaggio imminente i questultimo partito,stia tranquilla quella persona perche se decidessi di non continuare più nel pd non andrei comunque in nessun altro partito.purtroppo caro giorgio le malignità continuano e che queste vengano da esponenti di primo piano del pd mi deludono molto ecco perche sto valutando attentamente di impegnarmi in altri campi. Ciao giorgio a presto.
giorgio - Sab Ott 18, 2008 1:33 pm
Oggetto:
A volte mi viene da pensare al mio professore di italiano e latino che ad ogni piè sospinto ripeteva la frase di Pietro Metastasio: “ Voce dal sen fuggita, poi richiamar non vale, non si trattien lo strale, quando dall'arco uscì.” E sai perché dico questo? Perchè ogni volta che sbagliavo, mi rimarcava l'errore. Ma con te non mi sembra di correre questo rischio. In effetti alcune volte mi sembra che tu sia un pochino distratto e che la mia voce non giunga mai a destinazione. Insomma pur lasciando io andare alcuni strali, questi non ti fanno un “emerito baffo”.

Ti invito a riprendere la discussione, ti parlo di sotterrare l’ascia e tu continui a usare argomenti e toni, a guisa di clava. Sono tra quanti stanno invitando a non usare più lo scontro, e tu prosegui con randelli verbali e possibilmente li scegli anche tra quelli più nodosi. Ti ho rimarcato in un altro messaggio di aver colto un minimo di autocritica dal segretario e cosa vedo? Vedo una forte tendenza alla radicalizzazione. E ora mi permetto di dirti che questa tendenza non porta lontano.

Al punto in cui siamo occorre valutare se e come chiudere la stagione diessina. Quella delle cose fatte bene e quella con le sue contraddizioni e i suoi errori. E il primo gesto è sotterrare " l'ascia di guerra". Il primo passo deve farlo la minoranza? Ma come? Non vado alla ricerca di un gesto clamoroso. Chiedo di rivedere posizioni politiche che risentono del clima di alcuni anni fa. Mi piacerebbe sentire una parola di autocritica sui comportamenti poco chiari della fondazione e su tutto quello che è girato intorno ad essa e una presa di distanza dagli applausi quando si è voluto attaccare il segretario per rompere subito l’unità del partito fatta con argomenti del tutto pretestuosi.

Caro rocky siamo a un punto di svolta per tutti e se c'è una svolta nelle coscienze del nostro partito tutto questo aiuta. E' giusto chiedere alla maggioranza il senso della misura, ma la maggioranza non può essere la sola destinataria di questo appello. Lo stesso procedimento usato con Donzel al netto della gioia per averlo messo in difficoltà, e con lui la maggioranza del partito, è un processo che, per come si è svolto, per come è cominciato e sviluppato, contiene in se già la pena: danneggiare la reputazione del Segretario.

Allora rivedere criticamente i fatti che hanno costellato l'ultimo decennio quello dei Ds, credo che sia doveroso e utile per tutti. Tutto ciò come si traduce, con quali atti è possibile dichiarare chiusa quella stagione? Cominciamo a discutere solo più di quella nuova di quella del Pd ed in termini costruttivi e dialoganti. In concreto che cosa significa? La proposta Donzel mi sembra una buona proposta. «Ora abbiamo il dovere di costruire, intorno ad un gruppo dirigente in parte rinnovato, un partito. Un partito serio, credibile, con regole chiare che sappia di nuovo creare uno spazio sociale e culturale per i democratici e i riformisti che si rifanno alla tradizione storica della sinistra... E' una sfida......... soprattutto UNA SPERANZA»

E' una proposta che nasce dal territorio, dal centro sinistra e penso che la tua, la vostra opposizione abbia molte buone ragioni per valutarla con obiettività e magnanimità. Convergenza tra maggioranza e opposizione in questo momento non vanno molto di moda. Tuttavia penso che dovrai scendere dalla barricata dell’opposizione a prescindere. E un buon modo per cominciare a scendere è di tenere ferma una proposta, quella del segretario che, insisto, nasce dal territorio.

rocky - Sab Ott 18, 2008 3:18 pm
Oggetto:
va bene chiudiamo una volta per tutte questo discorso preferisco da oggi in avanti pensare di dedicare il mio tempo a cose più serie.In questo partito non mi ci ritrovo più . da oggi in avanti non troverai più un mio pensiero su questo blog ciao
giorgio - Dom Ott 19, 2008 3:54 pm
Oggetto:
rocky ha scritto:
va bene chiudiamo una volta per tutte questo discorso preferisco da oggi in avanti pensare di dedicare il mio tempo a cose più serie.In questo partito non mi ci ritrovo più . da oggi in avanti non troverai più un mio pensiero su questo blog ciao

l'Unità ha scritto:

ANGIUS SI AVVICINA AL PD: IL 25 IN PIAZZA

Gavino Angius si prepara a ‘rientrare’ nel Partito democratico, dopo la rottura avvenuta all’epoca dell’ultimo congresso Ds, a Firenze. Con una nuova associazione, Democrazia e socialismo, l’ex vicepresidente del Senato ha avviato oggi il percorso di riconciliazione con gli ex compagni, riunendo i suoi fedelissimi in un auditorium romano, alla presenza dell’ex leader della Quercia Piero Fassino (ministro degli Esteri nel governo ombra del Pd) e del coordinat5ore della segreteria Pd Goffredo Bettini.

«Vogliamo innanzitutto - ha spiegato Angius - dialogare con il Pd, che è la più grande forza di opposizione, poi parteciperemo convinti alla manifestazione del 25 ottobre. Ma se possibile vogliamo lavorare insieme per un progetto di nuova crescita del Paese, non solo economica ma civile». Con Angius ci sono personalità che hanno fatto percorsi diversi, da Cinzia Dato a Franco Grillini, al sindacalista Uil Antonio Foccillo.

Il punto unificante, per Angius, è la presa d’atto del fatto che «la Costituente socialista si è esaurita, è una occasione perduta e il partito che ne è nato non ha ruolo né progetto». Oggi Angius fa autocritica per non aver «contrastato a sufficienza il radicalismo di sinistra» nella stagione del governo Prodi e ammonisce: «Chi vuole fare politica non può prescindere dal Pd», partito al quale di demosocialisti chiedono maggiore apertura.

«Le autosufficienze identitarie dei diversi partiti del centrosinistra - avverte Angius - sono state un danno.- E un partito che ambisce a rappresentare una parte grande dei cittadini deve essere multiculturale». Bettini commenta con i cronisti: «Il Pd è un partito aperto, ed è molto significativo che raccolga nuove attenzioni, dialogo, adesioni». Per il braccio destro di Veltroni «é molto importante l’adesione alla manifestazione del 25, che sarà una grande manifestazione di popolo, un punto di riferimento in questo momento difficile per il Paese».

Soddisfatto anche Fassino: «È importante - dice - che un’area di donne e di uomini che quando avevamo costituito il Pd avevano dubitato e scelto un’altra strada, confluisca». Tutto questo dimostra che «il Pd è l’unico progetto in grado di rappresentare le speranze degli italiani e di dare all’opposizione la possibilità di allargare i suoi consensi». L’avvio del dialogo con l’associazione di Angius «è un atto importante - aggiunge Fassino - in direzione della costruzione della casa comune dei riformisti».




Quando si dichiara guerra, la verità è la prima vittima...avevo scritto alcuni post fa.
Ed ecco caro rocky, la dimostrazione che noi di Area Democratica non abbiamo ancora fatto scelte fondamentali sbagliate, ma bensì abbiamo sempre anticipato i tempi con buona pace di tutti coloro che si erano riconosciuti nell'area antagonista valdostana di Angius. Come vedi e spero leggerai, noterai che comportarsi da "Ombretta sdegnosa del Mississipi non far la ritrosa e...", non paga mai. Io non sono un professionista della politica, non lo sono mai stato, ma ti posso assicurare che chi vuole praticare questa strada deve essere più riflessivo e raziocinante. Non può ad ogni piè sospinto inalberarsi e prendere posizioni adeguate alla contingenza temporale. Un saluto caro rocky a te la decisione più ragionevole di ritornare tra noi a dialogare. Come vedi persino il riflessivo e calmo Angius ci ha ripensato su e ha capito che la battaglia per la battaglia non serve a nulla, se alle spalle non c'è un popolo che ti segue pronto a combattere per idee valide...Continuo desolantemente a notare come solo qui in Valle d'Aosta ci siano i soliti agitatori di cervelli che continuando a shakerarli non producono altro che confusione.

erika - Lun Ott 20, 2008 9:58 am
Oggetto:
Per scrivere lo statuto ci sarà una commisione ad hoc e la commissione politica non doveva fare questo. Se hai delle proposte c'è una sezione apposita sul forum del sito del partito.
Sull'uno per lista della commissione politica non posso credere che la pensassi anche tu così. E la proporzionalità, e la rappresentanza di genere...
E' questo che ha fatto scattare il nostro dirigente nazionale se ti ricordi.
Capisco bene caro rocky che non ti ritrovi più in questo partito. Non era uno slogan dire che era un partito nuovo. Un partito riformista del dialogo.
Sul lavoro vorrei farti notare che il circolo di Aosta centro si è riunito già ben 4 volte e presto chiederemo al gruppo comunale un incontro con tutti i nostri iscritti. Come vedi spazio per lavorare ce n'è...e credo che di problemi non ne abbia solo il centro.
Ora bisogna capire se la volontà è quella di lavorare.
Perchè non incontrare gli amministratori e poi elaborare proposte all'interno di ogni circolo? Perchè firmare per il Lodo Alfano (presto la Corte Costituzionale dovrà esprimersi su questo) e non per Salva l'Italia?
Non so se è il tuo caso, ma di altri si.
Essere stati candidati alle primarie, essere coordinatori di circolo, essere semplici iscritti cosa vuol dire?
In merito alle quote ripeto. Se voleva essere una donazione perchè non farla? Non ero d'accordo alla creazione della fondazione, ma era più che legittimo e non per questo ho detto allora esco dal partito...
Programmi e linee del partito le troverai nel programma presentato per le elezioni regionali, che i nostri consiglieri stanno seguendo fedelmente e proponendo in piena sintonia.
faustocoppi - Lun Ott 20, 2008 11:46 am
Oggetto:
La coerenza non abita qui. Questo è il cartello che ben figurerebbe appeso sulla porta d’ingresso del rocky pensiero.
Questa volta non parlo nemmeno di coerenza politica, quella è dispersa da tempo e credo nessuno spera più di ritrovarla da quelle parti, ma di coerenza morale.
Come tutti sanno la ex Gauche Valdotaine è da tempo impegnata in una battaglia a sfavore di Raimondo Donzel “condannato” in via definitiva per l’elezione a consigliere regionale oltre che per la sua posizione di Segretario. In molti soffrono per questo e in molti stanno ambendo a circoscrivere la sua autonomia politica.
Da tempo leggiamo in alcuni messaggi: “Finalmente un dirigente del Pd che non ha il cappello in mano“! Questa Gauche, un po’ gauche au caviar e un po’ gauche plurielle, chiede la condanna morale ovvero il completo sganciamento dalla carica di Segretario del consigliere Donzel, reo di non aver ottemperato ad un accordo preso solo con l’area dell’ex segretario Laurino Rean. Accordo tra l’altro siglato con la libertà di essere rescisso se una delle controparti si fosse dimostrata inadempiente.
Cosa, questa, che è successa nel momento stesso che si è continuato a sostenere posizioni contrarie alle decisioni del segretario, nonostante una serie di suoi ripetuti avvisi.
Questi segnali avrebbero dovuto ampiamente garantire il rientro dei contestatari negli standard della semplice disciplina di partito, bensì si è sempre continuato ad agire come se nulla fosse successo. Anche il nuovo segretario veniva dunque forzato a lasciarsi guidare. Non doveva esercitare la sua funzione in autonomia e avere la libertà di dettare la sua linea politica.
E questo ci porta ad una considerazione generale. I tempi dell’ambiguità sono passati, ci auguriamo per sempre, e ora serve una pacificazione nel PD regionale, perché quelle condizioni politiche oggi non esistono più, ma per una vera pace serve anche trasparenza e verità.
E soprattutto bisogna smetterla con la faziosità. Non esistono buoni e cattivi preconfezionati come non esistono segretari di serie A e di serie B: solo accettando tutti questo postulato potremo finalmente mettere la parola fine a questo brutto capitolo della nostra storia.
giorgio - Mar Ott 21, 2008 4:30 pm
Oggetto:
La Repubblica ha scritto:

Il sindaco pdci di Gela minacciato dalle cosche e rieletto con il 64% dei voti
"Ne parlerò prima con Diliberto: troppi ideologismi". L'incontro con Veltroni
RosarioCrocetta, simbolo dell'antimafia "Basta divisioni, entro nel Pd"

ROMA - Dice che la "sinistra radicale rappresenta ormai un politica vecchia" perché "non c'è più solo il conflitto sociale, il mondo è cambiato e non hanno senso le divisioni dei progressisti". Rosario Crocetta è il sindaco di Gela, sindaco antimafia, protagonista, suo malgrado ovviamente, di conversazioni intercettate tra boss di Cosa nostra dove viene additato come un nemico, sei uomini di scorta giorno e notte. Crocetta è il fiore all'occhiello del Pdci, primo cittadino rosso in una terra dominata dal centrodestra, confermato per il secondo mandato con il 64 per cento.

"Il comunismo per me significa condividere certi valori, lottare per gli ultimi, per la Costituzione, per l'antifascismo. Ma non amo le ideologie e non sono mai stato marxista, neanche da giovane". Insomma, Crocetta ha incontrato Veltroni venerdì scorso in Sicilia, da tempo subisce il pressing del suo amico Beppe Lumia, senatore del Pd, e sta per fare il salto: lascia i comunisti italiani e aderisce al Partito democratico.

Non ha ancora preso una decisione definitiva. "Sto riflettendo". Parlerà con Oliviero Diliberto. Ma la scelta appare davvero vicina. Veltroni vuole portarlo sul palco della manifestazione del 25 ottobre, simbolo della Sicilia onesta che può persino vincere in una terra dominata dal centrodestra. Lui ha già pronunciato un mezzo sì: "Mi convince il progetto di cambiamento di Veltroni. È un politico contemporaneo, ha letto una mia intervista, mi ha chiamato, ci siamo capiti. Mi piace l'idea di una formazione politica post ideologica, un progetto che parla a tutta la società italiana". Naturalmente un sindaco antimafia ha anche bisogno di non rimanere solo con la sua battaglia. "La sinistra radicale non è più rappresentata in Parlamento e io devo avere un interlocutore. Lo faccio non tanto per me, non perché ho paura ma per il mio ruolo, per il mio lavoro".

Alle assemblee del Pdci il disagio di Crocetta cresceva via via: "Lì la Confindustria resta un nemico di classe. Ma quando torno in Sicilia, l'associazione degli imprenditori è una mia alleata nella lotta al pizzo, così come il comitato antiracket di Tano Grasso". Crocetta poi non crede all'efficacia di una "semplice testimonianza, di una battaglia di nicchia". E il comunismo? "Quello in cui mi riconosco lo sento anche nelle parole di Veltroni: solidarietà, difesa dei poveri, legalità. E il Pd non può rinunciare a questi capisaldi".

Il sindaco di Gela non nasconde la sua omosessualità. Senza sbandierarla, senza farne la cifra del suo stare in politica. Ma nel Pd troverà i fronti contrapposti nella partita sui diritti. "Molti anni fa guidavo un'unità di fabbrica dell'Eni con 600 operai. Se il mio essere omosessuale lì non è stato un problema, figuriamoci nel Partito democratico. Io sono omosessuale, cattolico praticante, vado a messa tutte le domeniche, partecipo a un gruppo pastorale. Non credo negli steccati, ma solo nel confronto". Parole che piaceranno a Veltroni.


l'Unità ha scritto:
21 ottobre 2008
Circo Massimo, «Salva l’Italia». Il Pd: chi è con noi sia lì
Fonte Maria Zegarelli


Non sarà un muro contro muro. Ci saranno tutti i «no» del Pd alle politiche del governo Berlusconi, dalla scuola all’occupazione. E ci saranno le proposte del Nazareno per far ripartire la macchina Italia ferma da troppi mesi e con una tentazione fortissima che arriva da destra di inserire la retromarcia.

Se sarà un «Lingotto2» come chiede Francesco Rutelli, si scoprirà sabato quando il segretario Walter Veltroni prenderà la parola, non dal palco, ma da una pedana sistemata poco più in basso, in mezzo alla gente «perché questo è il messaggio che vogliamo dare», come spiegano i suoi più stretti collaboratori. Di sicuro, dicono dal Nazareno, non parlerà «alla politica»: parlerà a quell’Italia che non ci sta a tornare indietro, che vuole cambiare il Paese, che crede in una scuola delle pari opportunità per tutti, italiani e non, ricchi e poveri. Che vuole puntare sulla ricerca e sui giovani, sul clima di un pianeta che rischia di soffocare e di morire come l’Italia se non guarda avanti. Quell’Italia che vuole permettersi il lusso di sperare che i figli possano stare meglio dei propri genitori, che i propri genitori possano avere una vecchiaia dignitosa e un’assistenza adeguata.

Un altro Paese è possibile, la sintesi. Sarà senza dubbio il primo debutto nazionale del partito nuovo. Nuova la formula, nuova la location - impegnativa -, il Circo Massimo dove nessuno ha osato prima, Cgil a parte. Addio piazza San Giovanni, non per rinnegare il passato: soltanto perché il 25 ottobre durante il pomeriggio erano già previste altre iniziative. Sarà una manifestazione di partito e ci saranno le bandiere del Pd: i fotografi avranno materiale fresco per i prossimi eventi, con buona pace di via della Conciliazione.
I cortei saranno due: uno da piazza Esedra, l’altro dalla Piramide. L’appuntamento è alle 14, lungo i classici percorsi dei cortei. E mentre il popolo Pd si misurerà - anche numericamente, nessuno fa previsioni, ma si punta a cifre a sei zeri - dal palco si alterneranno Fabrizio Moro, Max Pezzali e l’Orchestra di piazza Vittorio.

Alle 16 sarà la volta degli interventi-testimonianza, a partire dal debutto ufficiale nel Pd del sindaco di Gela il simbolo della lotta al pizzo, Rosario Crocetta che lascia il Pdci perché come Enrico Berlinguer lo convinse- lui che era (ed è) un cattolico praticante - ad entrare nel Pci, oggi Walter Veltroni ha fatto lo stesso con il Pd. Racconterà la sua esperienza anche Jean Renée Bilongo, nato in Camerun 33 anni fa e arrivato in Italia per studiare e lavorare. Bilongo, residente a Castel Volturno, oggi fa il mediatore culturale, è un uomo stimato dai suoi concittadini, un immigrato che come moltissimi aggiunge e non toglie, cuce e non strappa. Alle 16.45 la parola al segretario per il discorso.

Ancora in via di definizione l’elenco degli invitati, ma ormai è solo questione di ore e poi il quadro dovrebbe essere completo. L’architetto Roberto Malfatto sta lavorando agli ultimi ritocchi della scenografia, mentre la task force del Nazareno - Walter Verini, Alberto Losacco, Achille Passoni - ieri sera si è incontrata per fare il punto. Ogni regione rappresenterà un tema, uno di quelli attorno a cui ruoterà la manifestazione, gli slogan saranno messi a punto nei prossimi giorni anche se molto sarà lasciato alla creatività del «fiume di popolo» che Goffredo Bettini si aspetta.

I circoli sono in piena attività: migliaia di pullman, 50 treni speciali, due traghetti dalle isole, tam tam internettiano, militanza di quartiere. Anche se Veltroni ha rotto i rapporti con l’ex magistrato, Antonio Di Pietro ha annunciato e ribadito la sua presenza in piazza. Bene, dice Marina Sereni, vicecapogruppo alla Camera, la manifestazione «è aperta a tutti coloro che condividono le nostre proposte per salvare l’Italia», ma è una iniziativa del Pd. Ci saranno anche esponenti di Sd, ma a titolo personale.



Sì, insomma qui in Valle d'Aosta stanno capitando cose strane e senza senso...In campo nazionale, in Italia, in molti si stanno riavvicinando al Pd. Vedono che è una cosa seria, che c'è un progetto e un programma seri, che in fondo, è la soluzione ultima se non si vuole veramente morire berlusconiani. In questa regione invece che cosa siamo costretti a vedere e a leggere? Messaggi come quelli di rocky, che sordo a tutte le realtà preferisce morire rollandiniano o al massimo restare ferito grave e fare - come dice felicemente bruno courthod - "la bazzecola" dell'Uv (come Fed. Aut e Ste. Alp). Certo che allinearsi a posizioni dettate da uomini che hanno nel sangue la volontà di non collaborare a prescindere, solo per vedere prevalere e dominare con i propri presupposti, è un pò come vendere la la propria dignità. Io mi auguro che un giorno la posizione di Area Democratica possa raggiungere ciò che si sta prefiggendo: "Il rinnovamento di un ex partito lasciato allo sbando e senza una classe dirigente nuova pronta a prendere posizione per guidarlo con esperienza e responsabilità.

Certo noi ora faremo anche fatica a tenere ferma la barra del comando, saremo anche in difficoltà a stare bene in sella e rendere mansueto un purosangue quale è il nostro partito... Ma perdio, se una volta superate queste difficoltà, qualcuno ci verrà a dire poi: come dovevamo fare, a cercarne la paternità o tentare di metterci il cappello sopra...saremo inflessibili e tenaci. Tenaci come siamo sempre stati da che eravamo minoranza. Da quando cercavamo di suggerire atteggiamenti diversi, da quando progettavamo di raddrizzare una situazione "poco rosea". Non ci spaventa stare in minoranza, non abbiamo nulla da perdere e nulla abbiamo mai preteso. Anzi no...il bene del partito, quello sempre, disinteressatamente.
paolog - Mer Ott 22, 2008 3:51 pm
Oggetto:
Caro Giorgio dici bene, in valle d'Aosta stanno capitando cose strane e senza senso....in Italia molti si stanno riavvicinando al P.D.....
Da noi invece vogliono far nascere un nuovo...si fà per dire, "partito della sinistra".
E tra i fondatori novità delle novità c'è un volto "nuovo": Elio Riccarand, che ha da poco compiuti 30 anni di politica - 1978 Nuova sinistra, e via via con Verdi, poi Arcobaleno ecc. ecc. e nel 2008 il "Galletto 2".
Una coalizione che se ben ricordo Laughing vinse le politiche nel 2006. Ecco allora tutti i leaders della coalizione sfilare in bella mostra da Romano Prodi per firmare un patto per la valle d'Aosta.
E sempre se ricordo bene, sempre la stessa fotografia, alle ultime politiche dove tutti i leaders della coalizione erano in prima fila sotto il palco del cinema Giacosa a sentire Walter Veltroni. E il simbolo del Galletto? Ah come ben risaltava sotto il simbolo del P.D !
E via scrivendo, l'accordo comune sulle Regionali, ecc.. ecc..
Ora se si parla di federarsi a livello nazionale con il P.D. si storce il naso, e ovviamente, si preferisce parlare: di spinta dal basso, di base della coalizione che si deve mobilitare!
Ma a sinistra in valle d'Aosta, devo ricordare a Elio Riccarand a Paolo Louvin, A Curtaz e forse anche al nostro caro deputato c'è il P.D VdA, ed è lì che si deve guardare. E' questo il riferimento politico...non altro.

giorgio - Sab Nov 29, 2008 7:06 pm
Oggetto:
Movimento Verdi Alternativo ha scritto:
VdA. Una regione in cui è finita la politica

Elio Riccarand



[...]

A mio avviso, abbiamo perso non per una carenza di contenuti e programmi, neppure per un difetto di comunicazione e neppure per uno scarso impegno dei candidati. Abbiamo condotto una buona campagna elettorale, c'è stato un buon impegno, siamo anche stati efficaci nella comunicazione. Tanto è vero che abbiamo elementi che ci portano a dire che i nostri consensi sono cresciuti nel corso della campagna. Le cause dell'arretramento sono altre. 1) La riduzione dello spazio politico. Nel 2003 Arcobaleno Vallée d'Aoste aveva un maggiore spazio. Era l'unica Lista di opposizione sul versante progressista. I DS erano allora in maggioranza con l'UV e gli esponenti di VdA Vive e Renouveau erano ancora dentro l'UV. Eravamo i soli a tener alta sul versante progressista la bandiera dell'opposizione ad un sistema di potere di cui avevamo da tempo individuato e criticato le caratteristiche. In queste elezioni invece eravamo tre Liste di alternativa sul versante progressista e sapevamo che avremmo pagato un prezzo. Abbiamo quindi perso un po' di voti ( soprattutto ad Aosta) attratti dalla novità del Partito Democratico e dalla sua ventata nazionale. Abbiamo perso un po' di voti attratti dalla novità della Lisa VdA Vive-RV, soprattutto nei Comuni fuori Aosta. 2) La composizione della Lista Avevamo una Lista con buone candidature, ma anche con dei punti deboli. Comuni molto importanti, come Pont-Saint-Martin e Saint-Vincent, senza candidati e vari buchi sul territorio. Neppure un Sindaco o Vicesindaco o assessore comunale. E' una nostra carenza di radicamente sul territorio che del resto non è cosa nuova. Rimane poi il rammarico di aver dovuto anche rinunciare a due buone candidature ( che ci avrebbero portato a raccogliere ben più dei 78 voti mancanti per iul quorum) per non entrare in contrasto con i nostri alletati di Renouveau e del PD. Abbiamo indubbiamente pagato anche un prezzo alla nostra coerenza. Mi riferisco a due aspetti. La rotazione in Consiglio regionale ci ha portato il consenso di alcuni ( che apprezzano un metodo per fare squadra, che dimostra un inusuale atteggiamento di non attaccamento alle poltrone), però ci ha portato anche la critica di molti elettori che avrebbero preferito una maggiore continuità. Così come abbiamo pagato un prezzo alla scelta, anche questa inevitabile in base ai nostri principi, di rinunciare ad alcune storiche candidature per rinnovare la Lista. Abbiamo coerentemente applicato un giusto principio di rinnovamento delle candidature che però ha fatto vacillare alcuni elettori che si sono trovati senza punti di riferimento che evidentemente li convincevano e rassicuravano.. A noi piace molto parlare di lavoro di squadra, di azione collettiva. Però le leadership non si inventano, soprattutto in una realtà piccola come la Valle d'Aosta. Ragionare in tempi di 10-15 anni di direzione politica per molti sembra già una eternità, ma la politica ha dei cicli lunghi e la sapienza politica, la competenza amministrativa e l'affidabilità non si improvvisano. Inoltre una comunità piccola come la nostra, anche per ragioni oggettive, non può essere particolarmente fertile nella produzione di persone in grado di svolgere un autentica funzione di guida politica.
[...]

Una riflessione sul lungo periodo.
Sulle strategie di lungo periodo bisogna riflettere con calma.
Tenere anche conto delle dinamiche che si produrranno a livello nazionale. Dobbiamo vagliare tutte le ipotesi. Valutare con intelligenza e senza pregiudizi tutte le possibilità che sono sul tappeto. C'é, direi anzitutto, una grossa questione di carattere generale che riguarda l'Alleanza. C'è, di fatto, sul tappeto una opzione che riguarda la trasformazione dell'Alleanza in un vero soggetto politico unitario che riunisca un vasto schieramento. E' questa una opzione praticabile? Condivisa? Ci sono poi le varie ipotesi rispetto alla nostra area dell'Arcobaleno. - Quella che prevede un rilancio dell'Arcobaleno Vallée d'Aoste che diventa un Partito che sostituisce tutte le componenti, quindi una vera struttura unitaria di partito con le tessere, le sezioni o i circoli, l'organo di informazione ecc ecc. - Quella che prevede la scomparsa dell'Arcobaleno ed ognuno torna nella propria casetta, gli ambientalisti nella casa Verde, i valoriali nell'Italia dei Valori, i comunisti in Rifondazione o nei Comunisti italiani, gli autonomisti in uno dei partiti già esistenti regionalmente. ecc ecc. - Quella che prevede la nascita di un nuovo movimento politico che ha i contenuti dell'Arcobaleno, ma si dà una denominazione, una immagine ed una organizzazione nuova. Si pone come punto di riferimento non solo per le donne e gli uomini dell'Arcobaleno, ma anche per coloro che, tanti o pochi che siano, sono in cerca di un punto di riferimento credibile, solido, autorevole. E poi ci possono essere altre opzioni ancora..... Basta questo elenco per avere un'idea della complessità e difficoltà delle scelte che si devono fare. Non dobbiamo avere fretta di decidere, anche perchè non ci sono urgenze che premono. Diamoci un periodo di qualche mese per mettere a fuoco le varie opzioni possibile e scegliere quella migliore. Ragioniamo, riflettiamo, valutiamo. Nel frattempo è imperativo non arretrare rispetto al lavoro comune svolto, alle battaglie politiche, al ruolo di vigilanza e di proposta che come Arcobaleno dobbiamo saper svolgere anche senza una rappresentanza diretta in Consiglio regionale e che come Alleanza abbiamo il compito di portare avanti unitariamente. Proprio noi dell'Arcobaleno che da più tempo, con più determinazione e coerenza abbiamo operato per un cambiamento del sistema politico valdostano, usciamo penalizzati da questa tornata elettorale. Viviamo il risultato elettorale con delusione e come una ingiustizia. Ma non bisogna scoraggiarsi. E del resto siccome non abbiamo mai lottato per il potere fine a se stesso o per tornaconti personali possiamo accettare serenamente le sconfitte che si determinano nelle competizioni elettorali, e ripartire spinti della molla della passione civile. Questo è il nostro modo di concepire la politica, di onorare la militanza politica.

Aosta giugno 2008




Io penso che un partito strutturato e organizzato su tutto il territorio come è il Partito Democratico, qui in Valle ce ne siano pochini... Ecco perchè si cerca di sfruttare il Convoglio del Pd per agganciarsi e farsi trascinare dalla sua possente locomotiva capace di trainare da sempre anche coloro che latitano nell'avere una base fortemente operante. Ecco perchè è molto più semplice pontificare da dietro le poltrone, in attesa che si presentino gli elettori. Basta...non siamo più propensi a continuare con questo artificioso gioco al massacro! Quando si tratta di posare il cappello sui voti del Pd, va sempre tutto bene madama la marchesa, ma nel momento in cui non si è più disponibili...allora siamo ancora leninisti e ideologici e adoratori di idoli.
giorgio - Lun Dic 22, 2008 11:38 pm
Oggetto:
Approfondimento/1

Testate di partito: ma quanto ci costate?

Aosta - La Regione ha deliberato, per i primi nove mesi del 2008, 84.000 euro circa a sostegno dei giornali di partito.
E’ la Voce della Stella Alpina, con oltre 23.000 euro, ad aver ottenuto il maggior contributo.


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Aostasera.it ha scritto:
Come le imprese editoriali, anche i giornali di partito in Valle d'Aosta sono finanziati attraverso una legge regionale (la 32 del 2004) che, a partire dal 1° gennaio 2009, sarà sostituita dalla nuova legge sull'editoria votata lo scorso aprile a maggioranza dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta.

Attualmente i partiti politici, in particolare, ottengono un rimborso pari al 50% delle spese sostenute per l'impaginazione, la stampa e la distribuzione dei loro giornali. La legge prevede, però, che le testate siano pubblicate e distribuite con cadenza almeno mensile, per almeno 12 numeri all'anno e con una tiratura minima di 3.000 copie per numero.

Ma come sono andate le cose nel 2008? Quanti contributi e a quali giornali sono stati erogati? L'amministrazione regionale ha deliberato per i primi 9 mesi dell'anno ovvero per i giornali usciti da gennaio a settembre 2008 (per l'ultimo trimestre devono ancora essere presentate le domande) oltre 160.000 euro per le testate politiche ed associative. La cifra per i soli giornali di partito si attesta invece sugli 84.000 euro.

Risultano, però, molto diversi tra loro i costi sostenuti dai movimenti politici per la pubblicazione dei loro giornali, costi su cui, è bene chiarirlo, hanno influito, per l'intensificarsi dell'informazione, anche le elezioni regionali del maggio scorso.

La Stella Alpina per "La Voce della Stella Alpina" - un giornale tabloid di 4 pagine a colori con frequenza mensile - ha ottenuto 23.374 euro di contributo a fronte di una spesa (sempre riferita ai primi tre trimestri) di oltre 46.700 euro. Il movimento della Stella Alpina spende, quindi, in media, oltre 5.100 euro a numero di cui la metà a carico dell'amministrazione regionale. Decisamente più contenuta la spesa sostenuta da Fédération Autonomiste che per il mensile "La Voix Autonomiste" (sempre un tabloid di 4 pagine a colori) spende in media ogni numero 2.272 euro ottenendo un contributo regionale, fino a settembre 2008, di poco più di 10.000 euro. ( quindi € 27.264)

Tra i giornali di partito che hanno ottenuto contributi figurano anche le "Le Travail", organo del PD valdostano, che per un quindicinale di 8 pagine a 2 colori, ha speso circa 30.000 € e ricevuto un contributo di 15.000 euro circa. Seguono per contributi ricevuti "Informazione Valle d'Aosta" (quindicinale dei Verdi di 4 pagine in bianco e nero) con 11.000 euro circa, "La Lanterne Magique" (mensile di Vallée d'Aoste Vive di 4 pagine a colori) con 8.200 euro circa, "Fortuna - pagine di confronto laico" (mensile del movimento Loris Fortuna di 4 pagine a 2 colori) che ha ricevuto sino ad ora 7.700 euro e, infine, "Renouveau Valdôtain", (mensile di 4 pagine in bianco e nero) dell'omonimo movimento con oltre 6.800 euro di contributo. Fanalino di coda il mensile Foglio Azzurro di Forza Italia che, sinora, ha ricevuto solo 1942 euro.

Questo è il quadro quantitativo che emerge dalle cifre diffuse dall'Assessorato alle Attività produttive. Sui contributi alle testate di partito sono diverse le posizioni in campo anche in seguito all'approvazione e all'entrata in vigore, a gennaio, della nuova legge regionale sull'editoria che introduce alcune importanti novità. La principale è che potranno accedere ai contributi solo le testate degli organi e dei movimenti presenti in Consiglio regionale. I commenti e le considerazioni dei movimenti politici saranno, quindi, riportati nella seconda tappa dell'approfondimento di Aostasera.it
di Nathalie Grange
22/12/2008




Non è chiaro se le somme ricevute da "Informazione Valle d'Aosta", "La Lanterne Magique", "Fortuna - pagine di confronto laico", "Renouveau Valdôtain", "Foglio Azzurro", siano riferite solo alla percentuale di finanziamento regionale. Se così fosse bisognerebbe moltiplicare per due le cifre di competenza che appaiono nell'articolo di Aostasera.it . Siamo curiosi di vedere e sapere anche il finanziamento dell'altra testata che qui non appare....sapendo benissimo che Le Peuple riceve finanziamenti statali. Ma ci piacerebbe sapere in che misura e in quale quantità di EURO.
giorgio - Dom Dic 28, 2008 12:23 pm
Oggetto:
Spigolando qua e là ecco che oggi ho trovato una spigolatura simile - direi ...quasi uguale - alla nostra che appare qua sopra del Lun Dic 22, 2008. La sorpresa arriva da questo link:

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...che è successivo al nostro topic e precisamente del martedì 23 dicembre 2008 e che ci fa notare come anche altre persone intelligenti riescano a discernere certe verità "mimetizzate" da notizie. Voglio anche sottolineare come questa spigolatura riceva una risposta che tra l'altro noi avevamo già individuata (sovvenzioni statali)

La risposta che Dario Carmassi - nel suo blog - poi riceve, mi fa presumere che il nostro Forum, pur con le sue centinaia di visite giornaliere, non sia nel novero dei Forum che possano ricevere risposte formali e ufficiali. La nostra voce, la nostra posizione non è incerta nè dogmatica, ma molto chiara. Ed essendo il Forum alquanto dissonante nel contesto mediatico-politico della Valle, probabilmente è di dificile aggancio senza riuscire a non evidenziare le proprie idee e per rimanere nel "vago" .

giorgio - Sab Gen 03, 2009 12:32 pm
Oggetto:
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SARDEGNA, laboratorio politico del Pd
di Marco Murgia ha scritto:
A grandi passi verso il completamento della coalizione. Con un gioco di parole facile facile, Passoni: che è Achille Passoni, l'inviato di Veltroni in Sardegna per la gestione del Pd sino alle elezioni di febbraio. Lavora su due piste, il commissario: l'unità del partito e la definizione del nuovo centrosinistra. Svolge il ruolo di segretario, spetta a lui tenere i rapporti con gli indecisi. Alla fine dei conti, i socialisti di Peppino Balia. L'incontro tra i due si è svolto ieri in via Emilia, nella sede dei democratici: una «chiacchierata positiva e utile», dice il consigliere regionale, «ma interlocutoria» quindi «attendiamo di rincontrarci».

Balia non si sbilancia: parla di «alcuni aspetti» affrontati ma anche della necessità di «capire adesso come può andare avanti la discussione, anche sugli aspetti programmatici». Nessun accenno alle candidature - «È prematuro parlarne» - ma la richiesta sul piatto è nota: un assessore in Giunta a scelta su una rosa di tre nomi e un eletto praticamente sicuro nel listino regionale. Andrebbe a rimpolpare la squadra socialista, visti i rumors non confermati che darebbero il consigliere regionale Mondino Ibba pronto a lasciare il partito. Con una richiesta su tutte, da parte del gruppo: un maggiore considerazione per gli alleati minori, posizione ribadita più volte in numerosi interventi durante gli ultimi due anni di legislatura.

È praticamente l'ultimo nodo da sciogliere, in attesa della decisione del Psd'Az oggi a Birori. Se da una parte è praticamente certo l'abboccamento con il centrodestra e il sostegno a Ugo Cappellacci, dall'altra è altissima la probabilità di una scissione nel partito dei Quattro mori: con la minoranza interna - ma maggioritaria nell'elettorato - pronta a formare una lista pro Renato Soru. In prima fila c'è la federazione cagliaritana, da tempo in contrapposizione con la gestione di Giacomo Sanna e Paolo Maninchedda.

Passoni non stempera l'ottimismo: «Stiamo lavorando assieme al presidente Soru per rafforzare la coalizione e costruire il programma per iniziare questa nuova avventura, in continuità con i risultati significativi del percorso già avviato in questi quattro anni e mezzo di governo». Un gioco di squadra su due livelli: il presidente uscente, oltre alla campagna elettorale che partirà ufficialmente martedì alla Fiera di Cagliari, lavora alla definizione del programma con gli alleati sicuri.

Idv: Questione morale e costi della politica nel programma di governo

In primo luogo, Soru rinsalda il rapporto con l'Italia dei Valori. Non è roba da poco, se si considerano gli ultimi mesi dentro il partito di Antonio Di Pietro: con il coordinatore regionale Federico Palomba in contrasto con lo stesso Soru e indicato senza troppa convinzione come uno delle possibili alternative quando si parlava di primarie di coalizione. Poi il coordinamento regionale che ha confermato a larghissima maggioranza il sostegno al presidente uscente: «Una decisione di tutto il partito», spiega il consigliere regionale Adriano Salis, «senza nessuna imposizione ma frutto di una discussione interna lunga e chiara di cui anche Di Pietro ha preso atto».

L'incontro di ieri, presente anche Palomba, è andato «bene, benissimo». L'occasione buona per «svolgere una ricognizione sul programma, che sarà basato fondamentalmente sul Piano regionale di sviluppo presentato nel 2007». Naturalmente, continua Salis, «presenteremo una memoria, su richiesta del presidente, per l'allargamento dei temi». Questione morale e riduzione dei costi della politica al primo punto: a disposizione, come base di partenza per la seconda questione, c'è un progetto di legge già depositato in Consiglio regionale.

L'Italia dei Valori si presenterà con proprio simbolo e otto liste, una per provincia, e un messaggio chiaro agli esponenti del Psd'Az che potrebbero risultare scottati dalla probabile svolta a destra del partito: «C'è tutta la nostra disponibilità a intercettare eventuali delusi, per dare la possibilità di farli esprimere nelle liste pro Soru». Un esperimento già tentato nel 2006, con proposta uguale: se fosse andata a buon fine, in quella occasione «il candidato sardista nelle liste Idv sarebbe stato eletto».

Nel frattempo, il presidente uscente incassa il sì dei Verdi delle province di Cagliari, Oristano, Nuoro, Olbia, Sassari e Alghero che confermano «la naturale collocazione della Federazione dei Verdi nella coalizione di centrosinistra e a sostegno del candidato presidente Renato Soru»: il partito ambientalista prepara una riflessione per «valutare l'opportunità di presentare i Verdi della Sardegna in una coalizione di liste di centrosinistra o in eventuali liste civiche a sostegno del candidato presidente che andranno a costituirsi».

Rifondazione: Giovani e personalità autorevoli nel listino regionale

Simbolo e liste proprie, come annunciato, anche per il Prc. Avranno una «significativa presenza di donne e giovani» e saranno formulate «nel pieno rispetto del pluralismo interno, così come democraticamente definito dall'esito del voto congressuale», spiega il capogruppo in Consiglio regionale Luciano Uras.

Tutto senza dimenticare i suggerimenti per il listino, che nella stessa direzione «dovrebbe accogliere l'esigenza di un forte ricambio, di una significativa presenza di giovani e di personalità autorevoli, riconosciute, tecnicamente e politicamente competenti, del mondo del lavoro, della cultura, dell'autonomismo e della sinistra». In sostanza è la ricerca di personalità esterne ai partiti «in ragione di un'apertura della coalizione che va proiettata innanzitutto sulla società».

Lunedì, intanto, il gruppo Per la Sinistra formato da Sinistra autonomista e Pdci presenterà il proprio simbolo e le proposte per il programma della coalizione.


giorgio - Dom Gen 04, 2009 6:33 pm
Oggetto:
Approfondimento/2

Aostasera.it ha scritto:
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Un numero del Peuple

Testate di partito: ma quanto ci costate?
Aosta -
In Valle gran parte dei giornali di partito beneficia di finanziamenti regionali,
fa eccezione Le Peuple Valdôtain, organo informativo dell’UV che gode di contributi statali.
Secondo Panorama, il giornale in 6 anni ha avuto oltre 1,5 milioni di euro.
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In Italia v’è forse solo una cosa più redditizia di fondare un partito politico: creare un giornale di partito, una pioggia di contributi è assicurata. Il tutto, ovviamente, è a carico del contribuente. In Valle gran parte delle pubblicazioni di partito beneficia di speciali finanziamenti regionali, fa eccezione Le Peuple Valdôtain, organo informativo dell’Union Valdôtaine.

Le Peuple, giornale di circa 10 pagine e a cadenza settimanale, gode infatti di contributi statali. Esistono ovviamente dei parametri minimi da rispettare: la pubblicazione deve essere settimanale e nel corso dell’anno devono venir stampati almeno 48 numeri. Parametri rispettati dal Peuple. La somma viene poi stabilita in base a precisi calcoli, ovvero facendo la media dei costi degli ultimi due anni di gestione, ovviamente l’editore deve presentare il bilancio dell’azienda (certificato da esperti) e in seguito viene stabilito un importo.

Questa non è ovviamente l’unica entrata dei giornali di partito, a questi soldi statali vanno aggiunti quelli derivati dalla vendita e dalla raccolta pubblicitaria. Nel caso della vendita è l’Union il cliente che compra da La Nouvelle ed Le Peuple, il giornale. Quello pubblico è però innegabilmente un grande aiuto, secondo i maligni addirittura eccessivo.

Il settimanale Panorama scriveva qualche tempo fa che Le Peuple Valdôtain era riuscito ad accappararsi in soli sei anni ( e per la precisione sino al 2005) oltre 1 milione e mezzo di finanziamenti. La cifra appare attendibile, se si considera che il giornale degli unionisti ha rastrellato nel solo 2005 oltre 332 mila euro. «Gli importi dei contributi si mantengono piuttosto stabili negli anni», ha spiegato Jean Barocco, editore del Peuple.

In questo caso i dati forniti da Panorama paiono confermati anche per il quinquennio successivo: a suon di 300 mila e rotti euro l’anno, il milione si supera assai velocemente. - Aosta 31/12/2008
di Cristian Pellissier


Per me è una cosa clamorosa. Quasi incredibile, io che sono abituato a vedere i numerini del mio giornale. E sebbene che tanto piccoli non lo sono neanche loro, a confronto con queste cifre, c'è da farsi accapponare la pelle. Mi domando, ma dove erano quei signori che oggi versano la cenere sul capo degli altri, quando erano ancora accreditati come casta? Dove erano quei cani mastini dell'allora opposizione che non riuscivano neanche con interpellanze a far arrossire l'Uv di cotanta munificenza statale? Magari un fantomatico comitato per la protezione della "stampa valdostana gracilina ", no è ?! O un comitato composto da "garanti" di tutte le tendenze politiche istituito appositamente per sorvegliare eventuali e possibili finanziamenti occulti di testate amiche? No è?!
faustocoppi - Mer Feb 25, 2009 4:17 pm
Oggetto:
La Stampa ha scritto:
25 Febbraio 2009

A MILANO. IDENTIFICATO DOPO UN GIORNO

Suicida sotto il treno
ingegnere di Brusson


BRUSSON

Emilio Revil, 37 anni di Brusson, ingegnere del Politecnico di Milano dove lavorava come responsabile del centro di calcolo, si è ucciso gettandosi sotto un treno poco distante dalla stazione di Lambrate, in Lombardia. Suicida come il padre Franco, 59 anni, insegnante di Verrès che si impiccò nel 2001 dopo una denuncia per «abuso di mezzi di correzione». Revil ha scelto la morte senza una spiegazione. E’ successo domenica pomeriggio. Il corpo straziato dal treno era stato segnalato alla Polfer di Lambrate da un passante. Privo di documenti, per ore è rimasto senza nome alimentando un giallo per un possibile omicidio. Poi, attraverso le impronte digitali, si è arrivati all’identità del valdostano.
La notizia della morte di Revil è arrivata al sindaco di Brusson Giulio Grojacques lunedì sera. In paese vivono la madre, Marisa Pirra, e lo zio del giovane. Ieri la famiglia è stata convocata a Milano dalla polizia il riconoscimento. Emilio Revil lavorava a Milano ma ogni fine settimana tornava a Brusson. «Credo che mai avrebbe rinunciato a staccarsi dalla sua terra - dice Grosjacques -. Era un ragazzo colto, caparbio e arrabbiato con il mondo per la brutta storia del padre. Di recente sembrava avesse lasciato alle spalle quei ricordi. Quando lo incontravo in paese era piacevole parlare con lui». Qualche anno fa, Emilio Revil era stato anche al centro di una diatriba giudiziaria con un giornalista valdostano per presunte minacce via blog. Revil aveva anche organizzato un sito web dove ha raccontato tutti i particolari sulla vicenda del padre e il trattamento riservatogli dai giornali. La data dei funerali non è ancora stata fissata.
DANIELE GENCO


Quest'oggi è una giornata per me alquanto triste. Quando ho letto questo articolo sono sobbalzato di colpo nel leggere che Emilio Revil si è tolto la vita così tragicamente. Come dice il cronista lui negli ultimi tempi era divenuto un personaggio conosciuto nel mondo dei Blog e dei Forum perchè aveva avuto una "pesante querelle" con un altro mio caro conoscente, il generale Zukov. Ma con tutto questo nemmemo il generale sarà contento di questa fine così tragica. Lui che dall'interno del suo T42 russo arrugginito e in sfacelo cercava di tuonare e colpire Emilio Revil, ma sempre con maniere educate. Lui invece si faceva chiamare "Uahlim" e anche io per mesi e mesi ho colloquiato e scritto e litigato con questo personaggio alquanto discutibile, sul progetto del nuovo ospedale di Aosta. Il Forum? Agorà. Un forum di Valle d'Aoste Vive andato in completo sfacelo. C'era anche un certo darmax, ma ai tempi darmax era solo un lontano parente di quello che conosciamo oggi.
dario m. carmassi - Mer Feb 25, 2009 6:24 pm
Oggetto:
Caro faustocoppi, sono sempre io non preoccuparti, penso e scrivo sempre le stesse cose.

Mi rendo conto di risultare anche un pò noioso ma tant'è.

Se non altro cerco di non riperterle negli stessi luoghi.

Capisco che "passata la festa e gabbato lu santo" possano non essere più gradite.

Ma perchè polemizzare con me, ricordando il povero Revil?

Non chiedetevi perchè non partecipo più al forum.

darmax

Rimane invece la consapevolezza che una grave malattia dello spirito attecchisce sempre di più tra di noi.
Non trovare più ragioni per continuare è terribile, sempre tra persone di cultura, istruite, intelligenti. La disperazione della ragione.
faustocoppi - Mer Feb 25, 2009 7:38 pm
Oggetto:
dario m. carmassi ha scritto:
Caro faustocoppi, sono sempre io non preoccuparti, penso e scrivo sempre le stesse cose.

Mi rendo conto di risultare anche un pò noioso ma tant'è.

Se non altro cerco di non riperterle negli stessi luoghi.

Capisco che "passata la festa e gabbato lu santo" possano non essere più gradite.

Ma perchè polemizzare con me, ricordando il povero Revil?

Non chiedetevi perchè non partecipo più al forum.

darmax

Rimane invece la consapevolezza che una grave malattia dello spirito attecchisce sempre di più tra di noi.
Non trovare più ragioni per continuare è terribile, sempre tra persone di cultura, istruite, intelligenti. La disperazione della ragione.


Certo, nessuna polemica. Vedo che al solito la coda di paglia si allunga sempre più. Io mi riferivo ai tempi di Agorà, quando era possibile mettere in dubbio ogni posizione, quando tutto era discutibile. Oggi non è più così. A partire dallo stesso Forum di Agorà che è andato in sfacelo. Io non mi sono mai chiesto chi era darmax. Tanto meno mi interessa oggi, visto che già da tempo mi sono allontanato da questi luoghi. Era solo un ricordo
giorgio - Mar Ott 06, 2009 7:22 pm
Oggetto:
(RCD) ha scritto:
MILANO - "Se ci saranno le politiche, il movimento c'e'". Beppe Grillo annuncia di essere pronto a correre anche per le elezioni politiche, se si dovesse andare al voto anticipatamente, con la sua nuova formazione politica, presentata oggi al teatro Smeraldo di Milano. "Io faro' il presidente, credo - ha detto - poi ci saranno una decina di voi, io voglio vedere la gente di 30 anni prendersi questo Paese". (RCD)


Grillo aveva sempre detto che alle politiche non si sarebbe mai presentato. Ridicolo. Comunque vale circa il 2÷3%. I voti che porterà a Di Pietro secondo un sondaggio odierno faranno lievitare l'IdV intorno al 9%. Una percentuale però ancora insufficiente per l'ex magistrato di mani pulite che da tempo si da da fare per raggiumgere il 10%. E pensare che aveva sottoscritto un patto per essere l'alleato del Pd e costruire quel centrosinistra che avrebbe dovuto contrastare con cifre più adeguate la destra, che per molti anni ancora governerà, ahinoi l'Italia.[/quote]
giorgio - Mer Ott 07, 2009 3:28 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 07/10/2009 ha scritto:
14:30 INFRASTRUTTURE: LA TORRE, SUPERARE IMMOBILISMO CITTA' AOSTA (RPT CON TESTO CORRETTO)
(ANSA) - AOSTA, 7 OTT -
"E' fondamentale superare l'immobilismo che attanaglia la città di Aosta e le nomine di Bruno Milanesio, a capo della società pubblica per la costruzione del campus universitario nella caserma Testafochi, e di Paolo Giunti, come presidente della controllata per l'ampliamento dell'ospedale, consentiranno di dare nuovo ossigeno al capoluogo valdostano, riaprendo il piano regolatore generale".

Leonardo La Torre, capogruppo e segretario della Federation autonomiste, commenta così la decisione della maggioranza regionale - anticipata oggi dal quotidiano La Stampa - sugli amministratori unici delle società costituite da Finaosta per la gestione dei due importanti progetti urbanistici del capoluogo regionale. Nei prossimi giorni la Giunta regionale formalizzerà le indicazioni alla finanziaria regionale. I due manager nomineranno a loro volta aree operative composte da tecnici ed esperti in materia urbanistica e operativa. (ANSA).


giorgio - Mer Ott 07, 2009 5:36 pm
Oggetto:
La Stampa 07 Ottobre 2009 ha scritto:
il caso
Regione, doppio «Sì» della maggioranza per i manager unici

Milanesio alla Testafochi guiderà la riconversione
AOSTA


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Dagli alpini agli studenti: a guidare la riconversione della Testafochi in cittadella universitaria sarà un politico di lungo corso, Bruno Milanesio. Il suo nuovo incarico pubblico sarà di manager unico di una società a responsabilità limitata con un solo socio, Finaosta. Il «sì» sul suo nome è dei vertici della maggioranza in Regione. Con lui passa anche un altro manager unico, Paolo Giunti, che a maggio lasciò la Finbard, e ora sarà la guida operativa di una società sempre controllata al cento per cento da Finaosta che si occuperà dell’ampliamento dell’ospedale «Parini».

I due manager seguiranno progettazione e lavori. Le due aziende (società di scopo) saranno costituite da Finaosta nei prossimi giorni. La finanziaria regionale ha ricevuto l’incarico dalla Regione. La pratica ospedale ha fatto qualche passo in più (in una settimana dovrebbe passare in Comune di Aosta l’accordo di programma), mentre per la Testafochi i tempi saranno più lunghi. Ma entrambe le società (non hanno ancora una denominazione) saranno pronte entro questo mese.

Il ritorno di Bruno Milanesio era stato ventilato da tempo. L’ultimo suo incarico come guida di un progetto era del 1990 quando si occupò della candidatura olimpica di «Aosta 98». Un progetto cominciato con la politica sottosopra, cioè con il ribaltone regionale che detronizzò dalla presidenza Augusto Rollandin per sostituirlo con Gianni Bondaz. Proprio Milanesio fu il tessitore dell’improvvisa quanto inattesa crisi regionale. La giunta Bondaz scivolò sulle Colombiadi, cioè sulla minitangentopoli conseguente a mazzette divise fra i partiti di maggioranza per i lavori pubblici in occasione delle celebrazioni per il cinquecentesimo anniversario della scoperta delle Americhe da parte di Cristoforo Colombo. Le Olimpiadi targate Milanesio naufragarono con il referendum voluto dall’Union valdôtaine che fece breccia nell’opinione pubblica.

Gli anni hanno sopito scandali e vendette. Milanesio, dopo essere stato eletto quale consigliere comunale della città, dopo aver lanciato e sostenuto progetti politici alternativi e culturali, dopo aver continuato la sua attività imprenditoriale, rientra come gestore pubblico di uno dei più importanti progetti aostani. La riconversione costerà oltre 90 milioni. Entro l’anno dovrebbe essere concluso il lavoro urbanistico, mentre il prossimo sarà dedicato alle progettazioni. Tra il 2011 e il 2015 verranno affidati i lavori. Un «via» ai cantieri che dovrebbero durare 8 anni nel caso in cui saranno fatti in un unico lotto. Gli anni per la realizzazione saliranno a 14 se i lotti saranno tre. Già stimati anche i costi di gestione del Polo universitario: 6,2 milioni l’anno (oggi l’ateneo costa 5,4 milioni). Il Polo, in cui verrà concentrata tutta l’attività universitaria, coprirà una superficie quattro volte superiore alle attuali sedi dell’ateneo: 34.927 metri quadrati.

Segna un ritorno anche l’ampliamento dell’ospedale «Parini». Paolo Giunti, che aveva lasciato la presidenza della Finbard, ora avrà l’incarico per l’ala Est ospedaliera. Giunti aveva gestito la ristrutturazione del Forte di Bard (manca ancora il 10 per cento delle opere), ma in contrasto con Finaosta che ha spostato la sede Finbard da St-Christophe alla fortezza, non ha accettato il reincarico. I lavori al «Parini» costeranno 140 milioni. L’accordo di programma con il Comune di Aosta è vicino. Il progetto sarà cambiato in parte. Non verrà più chiuso al traffico viale Ginevra, come il piano di fattibilità aveva previsto.
ENRICO MARTINET



Toh, chi si rivede! Guarda guarda chi rispunta alla ribalta socio politica valdostana! Un altro grande ritorno...che fa seguito ad un altro precedente grande ritorno. Le cambiali vanno pagate prima o poi e l’appoggio che Bruno Milanesio, fondatore e guida del PSV , fornì alla lista Uv alle comunali del 2005 e, soprattutto, il sostegno entusiastico al candidato Rollandin alle ultime regionali, ricevono oggi, "finalmente" un non indifferente compenso. Nessun fatto personale, ovviamente. Ma ricordo un episodio che tengo ancora legato vivamente nella mia menoria.

Ero appena arrivato da Torino con la responsabilità dei reparti pianificazione, progetti e lavori di una grossa Società di comunicazione, e alla fine del primo trimestre mi ero ritrovato, assieme ad altri genitori, nel corridoio del I° piano del Liceo Classico di via Torino. In attesa di essere ricevuti dai professori del IV° ginnasio ( personaggi squisiti come Maria Grazia Vacchina, Carla Micotti Mafrica, Bice Foderà, don Albino Linthy Blanchet e tanti altri ), questi genitori mi squadrarono dall'alto in basso perchè non mi ero "scappellato" davanti al passaggio di un corpulento signore in loden verde. Maccccome, mi dissero, ma lei non sa chi è? Io no... risposi. So solo che è il padre di Barbara, una compagna di classe di mia figlia. Quindi lei non sa chi è lui ?! No chi è? Guardi meglio non parlare ora, ma sappia che è un personaggio politico di Aosta, molto importante.

Beh, quanto importante lo appresi poi... seguendo le sue vicende giudiziarie e politiche. Che poi venni a sapere essere la stessa e identica cosa qui in Valle. Il tutto si fondeva in un unicum, che è un pò la storia della Valle d'Aosta che si traduce con due parole:Mamma Regione. Infatti "privatizzare" è un verbo inesistente nella politica locale. Lo stesso Milanesio ebbe a dire: "La Val d'Aosta è ormai con Cuba l'unico angolo di socialismo reale al mondo. Un socialismo reale senza socialismo, ma soprattutto senza mercato". Lui, vecchia volpe craxiana e testa fina della politica, dinosauro giurassico della politica valdostana, sopravissuto a mille traversie! E ora? Ora è proprio lui a gestire la riconversione della Testafochi in cittadella universitaria. Una svolta nella politica economica? No calma ragazzi, è vero il suo nuovo incarico pubblico sarà quello di manager unico di una società a responsabilità limitata, ma con un solo socio, Finaosta.


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grecorob - Mer Ott 07, 2009 5:54 pm
Oggetto:
Non abito piu' ad Aosta da qualche anno,ma continuo a frequentarla e poi è pur sempre la Capitale.Certo che le notizie di queste ultime ore qualche pensiero me lo danno.Sono arrivto in Valle circa 30 anni fa ed ancora si parlava di certe vicissitudini di un tale Assessore Regionale trattenuto per un certo periodo alla Torre dei Balivi(Brissogne,intesa come Casa Circondariale,era in costruzione),poi erano seguite le vicende legate ad Aosta Città Olimpica ed anche in tale occasione il nostro personaggio si mette in evidenza.Seguono anni di apparente disinteresse per l'attenzione alla " cosa pubblica",rientro in ruoli non proprio determinanti( permettetemi qulche dubbio)ed eccoci arrivati ai nostri giorni,con il conferimento di un incarico di alto prestigio ed immagino ben retribuito,il tutto con la benedizione del Consigliere Latorre che di per se è una garanzia.Adesso mi incuriosisce il completamento dell'organigramma e vedremo qualche altra novità (a pensar male ,a volte ci si azzecca......)
giorgio - Mer Ott 07, 2009 6:24 pm
Oggetto:
Le Messager Valdotain ha scritto:
PILA, NUOVO CENTRO TURISTICO (1973)

La stazione di Pila sarà costruita secondo i più moderni ed aggiornati dettami non solo della tecnica urbanistica ed edilizia -con il più integrale rispetto della natura- ma con l'intento di offrire un valido esempio di inserimento paesaggistico, di tutela ecologica del territorio, di architettura in funzione del paesaggio. Nel definire la stazione, l'equipe internazionale degli Architetti la classifica: "Integrata" nella natura circostante plasmandosi le costruzioni sull'andamento del terreno, "Omogenea" per il costante filo conduttore dell'architettura, "Coerente" perchè perfettamente dimensionata nei rapporti geografici ed umani, "Concentrata" in quanto le residenze vi sono raccolte avvolgendo e articolandosi attorno ai quattro nuclei essenziali: centro servizi, centro commerciale, centro sportivo, centro alberghiero.

Investimento previsto 18 miliardi; capacità 5.000 posti letto. La progettazione urbanistica, in soluzione integrata, prima realizzata in Italia, è opera dello Studio Chappis di Chambery, che ha riassunto, innovandole, tutte le esperienze di analoghe stazioni montane europee. Pila sorge a 15 chilometri da Aosta nel Comune di Gressan, ad un altitudine di 1750 metri ed è al centro di un comprensorio di 335 kmq. che abbraccia il territorio dei cinque comuni di Charvensod, Gressan, Jovençan, Aymavilles e Cogne.


Ripassino mnemonico
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giorgio - Gio Ott 08, 2009 11:25 am
Oggetto:
La Stampa 08 Ottobre 2009 ha scritto:
Milanesio e Giunti manager unici dei futuri cantieri

Metafora. Il leader della Fédération sceglie l’ironia per definire l’importanza
dei piani tecnici su Testafochi e ospedale. La Torre: “Ora la città ha due proconsoli”

Il sindaco. «Scegliere società esterne è la via giusta per affrontare i lavori
come avevamo indicato già nel 2005
AOSTA

Proconsoli.
Così Leonardo La Torre, leader di Fédération, definisce Bruno Milanesio e Paolo Giunti che guideranno le società per i lavori di Testafochi (Università) e ampliamento dell’ospedale «Parini». Ride, La Torre. E spiega: «E’ una battuta, ovvio. Aggiungo ancora che i due ‘’proconsoli’’ risolvono di colpo il problema della ricerca di un candidato a sindaco di Aosta, no? Intendo dire che queste due opere rappresentano il motore di sviluppo dell’intera città. E interrompono un evidente immobilismo cittadino». Parla in lui un ex sindaco di Aosta, quando giovane socialista fu portato sulla sedia più alta del municipio dal suo maestro di politica, Bruno Milanesio. Chi è oggi sindaco della città, Guido Grimod, che con il 2010 chiude il suo secondo mandato, dice: «Sono due progetti fondamentali per il futuro cittadino. Sono soddisfatto della decisione della Regione. Già nel 2005, come maggioranza comunale, indicammo questa strada, cioè quella di società che potessero gestire i due poli di sviluppo al di fuori dalla macchina burocratico-amministrativa. Così è andato. Bene».

L’avvio del lavoro per ospedale e Testafochi ha ora due momenti diversi: il primo riguarda la costituzione delle due società con socio unico, Finaosta; l’altro l’iter comunale. Per l’ampliamento verso Est del «Parini» l’accordo di programma Regione-Comune dovrebbe concludersi entro l’anno. Martedì il Consiglio comunale è chiamato a discuterlo e a votarlo. Ancora il sindaco: «Contiene una variante sostanziale al Piano regolatore, quindi dovrà essere pubblicato per consentire ai cittadini di formulare eventuali osservazioni. Dopo tornerà in Consiglio, quindi diventerà operativo». Passaggio essenziale perché la società possa andare avanti con progetti e appalti per i cantieri.

Uno dei nodi da risolvere è viale Ginevra. Chiuderlo al traffico, oppure no? «E’ un dettaglio importante che dovrà essere affrontato - risponde Grimod -. Il progetto prevede il collegamento sotterraneo tra ospedale di oggi e ala nuovo a Est. Viale Ginevra finisce in un cul de sac, cioè in via St-Martin. Il nuovo ingresso dell’ospedale sarà da via Roma e in viale Ginevra ci dovrà essere il meno traffico possibile. Come in parte avviene già oggi». Per la Testafochi i professionisti sono al lavoro per la progettazione del Piano urbanistico di dettaglio. Piano necessario per poter dar corso all’opera. Questione di viabilità anche qui. Sarà chiusa via Lexert e l’arteria Nord-Sud sarà via Giorgio Elter. Dal lato Est della città altro collegamento Nord-Sud attraverso via Jean de La Pierre.


Leonardo La Torre (Fédération) e Francesco Salzone (Stella alpina), già sulla questione ronde, mi sembra intorno al 20 marzo 2009, avevano detto di «avere voluto muovere le acque stagnanti dell’indifferenza». Il risultato poi ottenuto è stato un'altra cosa. A ben vedere le reazioni che hanno attivate, non sembra che ci siano riusciti in modo perfetto, visto che tutti i 74 sindaci dei comuni valdostani hanno votato contro la decisione di creare ronde "padane". Per ora con questa politica dissennata hanno raccolto solo fallimenti, ma soprattutto Federation si è trovata a fronteggiare aspre critiche interne, dove alcune si sono risolte con l'abbandono di collaboratori dal loro partito.

Vedo che in quanto a coerenza i politici sopra nominati non ne abbondano. Anzi, alla luce dei fatti e dei comportamenti, si può affermare, che la politica dei due movimenti al governo del Comune e della Regione - Fédération e Stella alpina - è quella di cavalcare la prima tigre che passa. Per poi coerentemente saltare su un'altra posizione politica ancora più conveniente. Vediamo ora cosa capiterà con il Proconsole Milanesio e padrino politico di La Torre, ma credo che la battaglia non sia ancora iniziata che già si stanno affilando le lame. Strani rumori metallici vengono percepiti da tempo, da quando anche noi volendo fare un pò di "gossip" parlammo di Bruno Milanesio sindaco, molti...molti mesi fa!

giorgio - Gio Ott 08, 2009 12:18 pm
Oggetto: Re: UNA PIAZZA, UN PONTE
giorgio Inviato: Mer Gen 24, 2007 7:55 pm ha scritto:
Il Forum di Area Democratica è diventato la piazza sotto casa mia, cambia faccia a secondo delle giornate e dei momenti della giornata. A volte l'attraverso veloce, a volte mi fermo a chiacchierare, a volte me ne sto in un cantuccio e ascolto e osservo. Per ora ci sono più o meno sempre le stesse facce, se qualcuno non si fa vedere per troppo tempo, io ne chiedo notizie. Ci sono le battute che si ripetono, le discussioni appassionate, le serate che si trascinano lente, per ora (...e meno male) niente "incazzature", le confidenze a volte. E' una piazza strana, perchè ci circola gente dei posti più impensati e per questo vive anche di notte. Qualche volta vado a sbirciare e qualche ospite non si fa mancare. Alcune volte, proprio come in ogni piazza che si rispetti, riesco a vedere anche i piccioni.

Ma quello che io ho sempre sognato, e continuo a sognare, è quello di saper costruire un ponte. Dopo attenti e accurati studi, tecnicamente, molti ne sarebbero capaci. La mia ambizione è quella di pensare al ponte come strumento, come veicolo d’incontro, come una possibilità, da dare a tutti indistintamente, di percorrerlo e attraversarlo per arrivare di là, in quel luogo ideale dove si sposa l'ottimismo con il futuro.


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E' il primo post scritto su questo tema che ha visto sviluppare ben 200 risposte e oltre 12.000 visite. Grande interesse dunque ma anche poca volontà di aprirsi veramente. Perchè? Ma perchè la colpa è sempre degli altri. La sinistra dura e pura si discioglie come neve al sole e si disperde in mille rivoli: nell'astensione, nel voto a Di Pietro, alla Lega e in piccola parte al Pd e non si sente neppure il bisogno di un minimo di autocritica. Forse la classe dirigente della sinistra dura e pura era inadeguata, forse mancava di uno straccio di proposta politica, forse il comportamento altalenante e incoerente al governo non era piaciuto ai propri elettori.... No, la responsabilità è di chi, almeno in quel momento, aveva maggiore credibilità anche tra i cittadini della sinistra.

Ora sento di nuovo "parlare" di Galletto. Ma questa volta non più come partito unico, ma come soggetto unico. Siamo alle solite. Così si evita di parlare di contenuti andando sempre e solo contro Rollandin. Un pò la riproposizione della politica nazionale che vede una certa sinistra solo contro Berlusconi. Dunque soggetto unico che non abbisogna di di istanze di base, di organismi, di sezioni, che esprimano un progetto un pensiero, una linea che non sia che quella dettata dai soliti grandi capi, dai soliti imperituri e inamovibili poltronisti. Vi siete mai chiesti che forse, dico forse, la vostra proposta politica non intercetta più i bisogni veri del vostro elettorato classico di riferimento che, per questo, vi sta abbandonando? Forse non vi rendete conto, ma con i vostri interventi non offedete il Pd, ma soprattutto l'intelligenza di quella che una volta era la vostra base.

In ogni caso sono fatti vostri. Io resto del parere che il Pd non deve cercare accordi con la vostra classe dirigente ormai inesistente e completamente inaffidabile e screditata, ma parlare direttamente al vostro elettorato per farlo tornare protagonista della vita politica. Potete anche non considerare utile il voto al Pd. Certamente non lo è a quei partiti della sinistra che ormai sono sotto la protezione del WWF.

giorgio - Gio Ott 22, 2009 4:07 pm
Oggetto:
AostaSera.it ha scritto:
Milanesio per la conversione della Testafochi? Louvin: “Scelta da condannare”
Aosta - Milanesio a capo della società che guiderà la riconversione della Testafochi. Rollandin: “Milanesio avrà una funzione amministrativa. E’ stato scelto per la conoscenza che ha dei meccanismi regionali e comunali".
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L'attuale Caserma Testafochi

Nel consiglio regionale di oggi, 21 ottobre, si è parlato della nomina di Bruno Milanesio a capo della società incaricata della riconversione della Testafochi in Università della Valle d'Aosta. "Ci sembrava alquanto improbabile - ha detto Roberto Louvin (VdaVive) - che dopo le traversie che avevano visto protagonista il geometra Milanesio la persona scelta fosse proprio lui, invece ci sbagliavamo. Per la nascita del Campus si parla di un progetto di 90 milioni di euro, ci chiediamo quali siano i titoli manageriali posseduti da Milanesio, quali i suoi precedenti, quali le sue esperienze condotte sul campo e, perché no, quali le sue vicende di carattere penale? Forse in Valle poteva essere allargata un po' la rosa dei candidati, forse si poteva guardare anche ad altre persone. Stiamo infatti parlando di soggetti che saranno a capo di società cruciali per lo sviluppo della città di Aosta".

La risposta è arrivata direttamente dal presidente della Regione, Augusto Rollandin. "Mi pare - ha detto - che in parte l'interpellante si sia già risposto da solo. Mi sembra poi che la conoscenza tra l'interpellante e Milanesio sia molto buona, io lo conosco molto meno. Non risultano condanne a carico di Milanesio per reati di tipo urbanistico, e l'abbiamo scelto per la sua conoscenza sia dei meccanismi della Regione sia di quelli del Comune. Il suo compito sarà più che altro amministrativo, non certo tecnico". "Sono partite le grandi manovre sulle opere pubbliche", ha ribadito Louvin che parla di "una saldatura di interessi politici forti che fa perno sull'asse Rollandin e Milanesio. Vediamo con preoccupazione la scelta di Milanesio e la condanniamo sul piano politico".

di Cristian Pellissier

21/10/2009

fulvio100z - Mer Ott 28, 2009 11:14 am
Oggetto: Area Democratica
Complimenti Giorgio,
vedo che "Area Democratica" era già nel 2007 in anticipo sui tempi.....
Ora anche Franceschini se ne accorge Laughing Laughing

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erika - Mer Ott 28, 2009 9:09 pm
Oggetto:
In questi giorni di delusione personale, Franceschini si è dimostrato un vero leader. Ha accompagnato ognuno di noi, ci ha riempito di chiamate, sms, mail e poi ieri ha deciso di darci la forza di non disperdere questa rete costruita in questi mesi e di continuare quest'esperienza insieme.

Naturalmente la notizia più bella è che saremo uniti sotto il nome di AREA DEMOCRATICA...
giorgio - Gio Ott 29, 2009 1:27 am
Oggetto:
romadomani.it ha scritto:
DA ROMA
I rischi paventati da Francesco Rutelli «esistono», ma vanno arginati dall’interno, con la formazione di un’ «Area Democratica» dentro il Pd. Si chiamerà così la componente del partito che fa riferimento al segretario uscente Dario Franceschini, il quale ha riunito ieri sera a Montecitorio i parlamentari suoi sostenitori. Una comunicazione breve, preceduta da un’introduzione di Piero Fassino: in circa mezz’ora, oltre a ringraziare tutti per l’impegno profuso nelle primarie, il candidato sconfitto ha spiegato - racconta uno dei partecipanti - che Area Democratica è necessaria «per mantenere il profilo pluralista del partito», ritenuto non al sicuro dopo «il successo della mozione più identitaria», quella di Pierluigi Bersani.

Una corrente? Al contrario, ha sostenuto Franceschini, è il solo modo per «non disperdere l’esperienza di superamento delle appartenenze nata con la nostra mozione». Per non tornare, insomma, a essere ex-popolari, ex-diessini, ecodem e via dicendo. Nella riunione non si è invece parlato del futuro organigramma del partito e dei ruoli che potrebbero essere riservati all’opposizione interna. «Con la mozione di maggioranza non c’è stato ancora alcun contatto - dicono i franceschiniani - ma quando Bersani farà le sue proposte, le valuteremo senza pregiudizi.

Non è un problema di poltrone, ma di dialogo interno». La proposta dovrà essere «chiara e trasparente», ha precisato Franceschini, altrimenti tanto vale giocare il ruolo di semplice minoranza interna. I più determinati a un’opposizione “tosta” sarebbero i veltroniani, più che altro in funzione anti-D’Alema, principale sponsor di Bersani e ritenuto il maggiore responsabile delle dimissioni di Walter Veltroni da numero uno del Pd. Gli ex Ppi, invece, cercano di mediare. E non nascondono la preoccupazione per l’addio di Rutelfi. Secondo Franceschini, dire che «se qualcuno va via non succede niente», come ha fatto Prodi, «non è un buon modo di ragionare».

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Auspichiamo che in ogni punto rete si possa sviluppare un punto lettura e partecipazione ad Area Democratica - VdA in una logica di rete sociale. La rete rafforza chi ne è parte. Favorisce l’affermarsi della soggettività dei singoli e ne aumenta le potenzialità, perché ciascun individuo si riconosce in un soggetto più ampio e articolato. Questo non produce gerarchia ma creatività. Il territorio come rete, il cittadino che dialoga, il circolo come social network.

Il sito
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AREA DEMOCRATICA: vuole offrire sia agli aderenti ai circoli Pd-VdA, sia a chiunque arrivi su questo sito, la possibilità di vivere una piazza virtuale dove confrontarsi, analizzare fatti e problemi del proprio territorio, creare dibattito intorno a tematiche d’interesse, diffondere idee e punti di vista, cercare di ottenere delle risposte dalle istituzioni, creare infine un ponte per confrontarsi e dialogare con altri movimenti.

Un fatto è certo. La soddisfazione mia personale e di tutti i partecipanti a questo forum, espressione dell'area culturale Area Democratica VdA - fondata già nel 2006 - di vedere anche Dario Franceschini denominare la sua area culturale come la nostra è veramente grande. Siamo orgogliosi di esserne stati i precursori.


giorgio

giorgio - Ven Ott 30, 2009 5:53 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 30/10/2009 ha scritto:

17:14 AMBIENTE: SINISTRA VDA, 5 SUGGERIMENTI PER MIGLIORARE AOSTA (ANSA) - AOSTA, 30 OTT - Dopo rapporto sull'ecosistema urbano di Legambiente - "che mette in evidenza quanto ci sia ancora da fare in Valle d'Aosta e più in particolare ad Aosta" - la federazione di Sinistra Alternativa propone in una nota alcuni suggerimenti per migliorare la situazione del capoluogo valdostano.

In dettaglio si tratta di: una campagna di lavori pubblici nel settore idraulico che permetta di ridurre al minimo le perdite presenti nella rete degli acquedotti; istituzionalizzazione della raccolta dell'umido e della raccolta dei rifiuti fatta porta a porta con l'introduzione di una regolamentazione più severa per controllare eventuali trasgressori; una serie di lavori tesi alla ristrutturazione e all'aggiornamento degli edifici pubblici al fine di ridurre al minimo la dispersione energetica; un nuovo regolamento per l'edilizia pubblica e privata che contenga norme vincolanti circa le costruzioni di nuovi edifici e la ristrutturazione di quelli antichi con vincoli contro la dispersione termica e il risparmio energetico; un piano di trasporto pubblico più efficace. (ANSA)



A dire il vero, dopo avere letto questo comunicato, mi sorgono dei dubbi sulla traduzione dello stesso. Cioè vorrei capire perchè c'è sempre chi si arroga il diritto di fare il professore o il "tuttologo" quando si tratta di esporre problemi che sono legati all'ambiente in cui si vive. Cioè come a dire che io giorgio bruscia non capisco la necessità di arrivare a comprendere il comportamento ideale che un un cittadino ideale dovrebbe tenere per la salvaguardia della sua città, regione, nazione. Nel caso specifico non riesco a capire che significato abbiano questi comunicati visto che la media dei cittadini che non rispettono le regole ambientali sono quelli che generalmente questi comunicati ANSA li snobbano.

Io piuttosto penserei che questi comunicati possano servire a ben altro, come ad esempio il tenere vivo il proprio stato politico rappresentato dagli autori del comunicato stesso. E credo che questi comunicati cominciano ad essere degli appelli disperati perchè sono gli unici legami restanti ed esistenti con la popolazione aostana. Popolazione che non vede più nessun rappresentante della Sinistra alternativa compiere atti politici, in quanto non più rappresenta a livello istituzionale. Costerebbe poi tanto mettersi in contatto con partiti "vicini" e cercare con loro una collaborazione più fattiva?

giorgio - Sab Ott 31, 2009 12:18 pm
Oggetto:
La Stampa 31 Ottobre 2009 ha scritto:
La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:
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Al Polo Universitario serve progettualità
Le cortine fumogene che hanno tentato di rendere irrespirabile l’aria del dibattito politico a proposito dell’incarco manageriale a Bruno Milanesio per la trasformazione della Caserma Testafochi in Polo Universitario della Valle d’Aosta si prestano ad alcune considerazioni. Milanesio, per quanto si è letto sugli organi di informazione, ha già risposto con saggezza e perspicacia alle accuse che gli sono state mosse: lui si ritiene, per esperienza e professionalità, un manager in grado di fornire un bagaglio di idee e soluzioni al problema in questione, ed è di queste che si dovrebbe discutere piuttosto che scaricare su di lui livori e frustrazioni che tradiscono, invece, proprio mancanza di progetti e di idee. Non si trova di meglio che attaccarlo sul piano personale (quando guariremo da questa malattia mortale del personalismo in politica?), dimenticando - tra l’altro - che due legislature fa nessuno ha avuto da ridire sulla sua candidatura a Sindaco di Aosta e sul fatto che per cinque anni (fino al 2005) è stato consigliere di opposizione, apprezzato per il suo impegno proprio da quelli che oggi lo criticano. Il problema del Polo Universitario, inoltre, non è solo un problema di ristrutturazione edilizia, non è solo un problema di «contenitore», ma anche e soprattutto di «contenuti». Si tratta di mettere a confronto idee e progetti sul tipo di Università che meglio si adatti al modello di società valdostana che si prefigura per i prossimi 30-50 anni, anche sul piano delle relazioni internazionali. Non siamo di fronte ad un problema «anagrafico», come qualcuno ha sostenuto, ma di capacità di lungimiranza e di intelligenza progettuale. Lascia, infine, dubbiosi e perplessi l’improvvisa resipiscenza e l’atteggiamento di una parte della (sedicente) borghesia intellettuale aostana e della solita, polverosa e stantìa sinistra radical chic, che hanno guardato, sin dal suo nascere, all’Università valdostana con la puzza sotto il naso, ritenendola inutile, brillando per assenza dalle sue iniziative e manifestazioni e guardandosi bene dal consigliare l’Ateneo valdostano ai propri figli. Si accorgono adesso dell’Università non perché si preoccupino di essa, ma solo perché Milanesio può avere qualcosa di interessante da dire in proposito.
ROMANO DELL’AQUILA

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Democrazia, oligarchia, autarchia o "ffp" (farsi gli affari propri).

Caro Romano dell'Aquila, non so a chi tu ti riferisca quando scrivi di improvvisa resipiscenza e di atteggiamento di una parte della (sedicente) borghesia intellettuale aostana e della solita, polverosa e stantìa sinistra radical chic, ma il Partito democratico vive la sua stagione di costruzione nella Regione e non è detto né che ci riesca, né che non ci riesca.

Questo dipenderà da molte cause e da molte volontà. L'Uv assieme alla sua fotocopia nazionale "La casa delle libertà", ha scelto l’oligarchia, quasi monarchica, di Berlusconi-Rollandin. Ma qui in Valle poi ci sono quelli del " ffp " che in genere o non scelgono nessuno, o si scelgono partiti dell’un per mille, o poco più, tanto nessuno li accontenta e così loro accontentano tutti. Ma il potere decennale qui sceglie di governare in modo autarchico.

E sembra che a sinistra sia proprio il farsi gli affari propri o “ffp” a prevalere, almeno per un venti per cento del suo elettorato. Contenti loro contenti tutti, in fondo, se non fossero contenti si darebbero una mossa, avrebbero meno puzza sotto il naso, e farebbero meno storie quando si dovessero seguire semplici direttive politiche ed ancora più semplici scelte elettorali. Tra tutte queste opzioni... le altre, le scelte istituzionali che andrebbero fatte con dei pesi e contrappesi democratici, ma che da tempo in Valle d'Aosta sono scomparsi, proprio perchè governata autarchicamente.

paolog - Mer Nov 11, 2009 1:49 pm
Oggetto:
Don Ugo Busso, parroco di Gignod.
Molti simpatizzanti del Pd della Valle d'Aosta si riconoscono nella tesi di Don Ugo Busso, parroco di Gignod, Exenex e Signayes. L’ex presidente della Caritas Diocesana Valdostana in una intervista rilasciata ad un settimanale locale si è rivolto ai suoi fedeli e tra le altre cose ha detto : "La fede non si impara a scuola, ma si vive in parrocchia". Alcuni esponenti politici approfittando di questa situazione, lo hanno coinvolto in un confronto molto simile ad una diatriba. In questo dibattito che considero sterile, questo continuo strattonare la giacca, da parte di aree politiche "locali" che si rifanno a convinzioni filosofiche più o meno laiciste, di un uomo di fede come Don Ugo Busso - molto impegnato anche nel sociale - credo sia solo uno dei tanti altri mezzucci per distogliere l'attenzione sui reali problemi e sulla crisi della politica in questa Regione. Nell'intervista rilasciata alla Vallée Notizie Don Busso, fa solo notare che la scuola e la politica prima di parlare di islamizzazione, entrambe, dovrebbero dare eguali opportunità alle diverse culture.
Sulla polemica del crocefisso nelle aule scolastiche, l’approccio al problema deve essere caratterizzato dal rispetto verso tutte le fedi e tutte le culture e non dal disprezzo verso il simbolo della croce.
Essa non è solo presente nelle aule, ma anche negli ospedali, sulle cime delle nostre montagne, sui sentieri, nei vari luoghi di culto.
E qui Don Busso dice una solenne verità ricordandoci che i veri simboli della cristianità sono i sacramenti, che rappresentano una tappa fondamentale per i cristiani, come l’Eucarestia e la parola che l'accompagna.
Chiudo prendendo a prestito il bollettino parrocchiale di Gignod che già nel 1992 riportava in maniera lungimirante - il Lessico familiare di Natalia Ginzburg - deputata della sinistra, figlia del prof. Levi, ebrea e atea. Negli anni ottanta essa scrisse: "Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente… Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli. A me sembra un bene che i bambini, i ragazzi lo sappiano fin dai banchi di scuola". Basterebbe raccontarlo a tanti ignari genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia - si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso.

Gianfranceschi Paolo
SegretariO del Cirlcolo P.D. del Grand Combin

giorgio - Mar Nov 24, 2009 11:43 am
Oggetto:
La Stampa 17 Novembre 2009 ha scritto:
La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:
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Sterile diatriba attorno a don Busso
Molti simpatizzanti del Pd della Valle d’Aosta si riconoscono nella tesi di don Ugo Busso, parroco di Gignod, Exenex e Signayes. L’ex presidente della Caritas diocesana in una intervista rilasciata a un settimanale locale si è rivolto ai suoi fedeli e tra le altre cose ha detto: «La fede non si impara a scuola, ma si vive in parrocchia». Alcuni esponenti politici approfittando di questa situazione lo hanno coinvolto in un confronto molto simile a una diatriba. In questo dibattito che considero sterile, questo continuo strattonare la giacca (da parte di aree politiche «locali» che si rifanno a convinzioni filosofiche più o meno laiciste) di un uomo di fede come don Ugo Busso - molto impegnato anche nel sociale - credo sia solo uno dei tanti altri mezzucci per distogliere l’attenzione sui reali problemi e sulla crisi della politica in questa Regione. Nell’intervista don Busso fa solo notare che la scuola e la politica prima di parlare di islamizzazione, entrambe, dovrebbero dare eguali opportunità alle diverse culture. Sulla polemica del crocefisso nelle aule scolastiche, l’approccio deve essere caratterizzato dal rispetto verso tutte le fedi e tutte le culture e non dal disprezzo verso il simbolo della croce. Essa non è solo presente nelle aule, ma anche negli ospedali, sulle cime delle montagne, sui sentieri, nei luoghi di culto. E qui don Busso dice una solenne verità ricordandoci che i veri simboli della cristianità sono i sacramenti, che rappresentano una tappa fondamentale per i cristiani, come l’Eucarestia e la parola che l’accompagna. Chiudo prendendo a prestito il bollettino parrocchiale di Gignod che già nel 1992 riportava in maniera lungimirante «Il lessico familiare» di Natalia Ginzburg, deputata della sinistra, figlia del professor Levi, ebrea e atea. Negli Anni 80 scrisse: «Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente… Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli. A me sembra un bene che i bambini, i ragazzi lo sappiano fin dai banchi di scuola». Basterebbe raccontarlo a tanti ignari genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia - si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso.

GIANFRANCESCHI PAOLO
Segretario del Circolo Pd

raimondo - Sab Dic 05, 2009 9:54 am
Oggetto:
Citazione:

Care amiche, cari amici,
intervengo per un breve precisazione in questo spazio aperto di dibattito coi cittadini sulla partecipazione al NO B Day.

Premesso che preferirei manifestazioni con slogan tipo: SI' alla Democrazia; SI' al rinnovo dei contratti di lavoro con la sigla di tutti i sindacati (e più soldi e meno tasse in busta paga); SI' alla Scuola per tutti...

Condivido la necessità di esprimere pubblicamente il disagio per la condotta irresponsabile (e mi riferisco a quella pubblica lasciando da parte la querelle sulle questioni - ancorché gravi - attinenti alla sfera privata) del Presidente del Consiglio...

Ma ravviso, in linea con il PD nazionale, la perplessità che i partiti (tutti) della sinistra invochino la società civile e poi appena questa mette fuori il naso tutti (compreso il PD naturlamente) cerchino di "zomparle" addosso e di "irrigimentarla...

Noi crediamo nel ruolo dei partiti. Noi auspichiamo che la gente si schieri e sclega l'adesione ufficiale (iscrizione) o partecipi agli eventi (primarie elezioni) del PD. Non lo nascondiamo. Ma siamo stupefatti che i cultori dei movimenti di lamentino ogni volta che il PD non dichiara ufficialmente di partecipare ad una (loro) manifestazione e quando ne promuove una il PD si lamentino egualmente parlando di tentatici di egemonizzare l'opposizione...

Il PD lascia fare ai movimenti e alle associazioni il loro ruolo e pensa a fare il suo. Quindi visto che siamo la principale forza di oppposizione non c'è da chiedersi neppure quale sia il nostro sentimento di simpatia verso gli amici e i compagni del NO B Day. Ne conseguirà una nostra significativa presenza nelle piazze.

Ma per cortesia non mettiamo il cappello a chi non lo vuole e non vincoliamo gli altri a scelte a cui non hanno avuto neppure il diritto di condividere democraticamente...

Con l'augurio (e la cosapevolezza) che sarà un successo!


giorgio - Sab Dic 05, 2009 11:39 am
Oggetto:
raimondo ha scritto:
Care amiche, cari amici,
intervengo per un breve precisazione in questo spazio aperto di dibattito coi cittadini sulla partecipazione al NO B Day.

Premesso che preferirei manifestazioni con slogan tipo: SI' alla Democrazia; SI' al rinnovo dei contratti di lavoro con la sigla di tutti i sindacati (e più soldi e meno tasse in busta paga); SI' alla Scuola per tutti...

Condivido la necessità di esprimere pubblicamente il disagio per la condotta irresponsabile (e mi riferisco a quella pubblica lasciando da parte la querelle sulle questioni - ancorché gravi - attinenti alla sfera privata) del Presidente del Consiglio...

Ma ravviso, in linea con il PD nazionale, la perplessità che i partiti (tutti) della sinistra invochino la società civile e poi appena questa mette fuori il naso tutti (compreso il PD naturlamente) cerchino di "zomparle" addosso e di "irrigimentarla...

Noi crediamo nel ruolo dei partiti. Noi auspichiamo che la gente si schieri e sclega l'adesione ufficiale (iscrizione) o partecipi agli eventi (primarie elezioni) del PD. Non lo nascondiamo. Ma siamo stupefatti che i cultori dei movimenti di lamentino ogni volta che il PD non dichiara ufficialmente di partecipare ad una (loro) manifestazione e quando ne promuove una il PD si lamentino egualmente parlando di tentatici di egemonizzare l'opposizione...

Il PD lascia fare ai movimenti e alle associazioni il loro ruolo e pensa a fare il suo. Quindi visto che siamo la principale forza di oppposizione non c'è da chiedersi neppure quale sia il nostro sentimento di simpatia verso gli amici e i compagni del NO B Day. Ne conseguirà una nostra significativa presenza nelle piazze.

Ma per cortesia non mettiamo il cappello a chi non lo vuole e non vincoliamo gli altri a scelte a cui non hanno avuto neppure il diritto di condividere democraticamente...

Con l'augurio (e la cosapevolezza) che sarà un successo!
raimondo


Se sabato in piazza ci sarà anche un solo elettore che ha votato Berlusconi e poi si è pentito, sarà un grande successo politico e l'iniziativa avrà tutto il mio plauso. Se questo non accadrà sarà un'occasione mancata. Le manifestazioni auto celebrative possono avere un senso per un partito o una qualsiasi associazione quando c'è bisogno di scaldare gli animi della propria gente per organizzare campagne e mobilitazioni successive.

Un comitato spontaneo che nasce esclusivamente per organizzare una manifestazione nazionale è destinato a non durare nel tempo, tanto più se verrà soffocato dal cappello dei partiti. Io guardo con simpatia alla manifestazione, ma ritengo la piattaforma sterile (com'è giusto che sia per un movimento). Non posso partecipare ad una iniziativa il cui appello inizia con un "me ne frega" di cosa viene dopo Berlusconi. E' la cultura di chi ha paura di perdere visibilità rispetto ad altri soggetti. Si sfrutta il lavoro degli altri per fare i primi della classe. In questi giorni abbiamo visto e continueremo a vedere Di Pietro come sponsor ufficiale della manifestazione, con esibizione di simboli viola e slogan anti Pd. Agli occhi dei cittadini apparirà come una iniziativa sua.

In Valle d'Aosta anche i Verdi ad esempio invitano a partecipare al presidio organizzato per il 5 dicembre ad Aosta, per protestare contro la politica del Governo e per chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Un partito serio invece ha bisogno di andare oltre alla protesta e di proporre soluzioni. Un partito serio deve lasciare in pace i movimenti, lasciarli liberi organizzare le proprie iniziative e limitarsi a raccogliere e tradurre in politica le loro istanze. Tentare di metterci sopra il cappello come stanno facendo alcuni partiti che non hanno più la forza di organizzare grandi manifestazioni in proprio, significa soffocarlo sul nascere e impedirgli di crescere.

So che molti iscritti al Pd parteciperanno. Io, nel mio piccolo, preferisco spendere il mio tempo libero nel fare opera di convincimento dei cittadini per partecipare nelle due giornate di mobilitazione promosse dal Pd 11 e 12 dicembre.

Le due iniziative non sono in contrapposizione...dunque ben vengano, ma lavoriamo affinché la mobilitazione cresca di giorno in giorno. Quella di oggi sarà una giornata di protesta, spero molto grande e partecipata. La prossima settimana ci sarà la mobilitazione del più grande partito di opposizione. che in questo momento non ha bisogno di mostrare i muscoli ma ha il dovere di assumere la responsabilità di raccogliere le istanze della piazza e di trasformarle in proposta politica. Ben vengano le due iniziative e lavoriamo affinché la mobilitazione cresca di giorno in giorno.

giorgio - Dom Dic 06, 2009 5:47 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 05/12/2009 ha scritto:
18:31 NO B DAY: IN PIAZZA AD AOSTA ANCHE SEGRETARIO PD VDA (ANSA) - AOSTA, 5 DIC - "Siamo vicini ai cittadini che sono contro la destra". Giustifica così il segretario regionale del Partito democratico, Raimondo Donzel, la sua presenza al NO B Day in piazza des Franchises, ad Aosta.
Sciarpa viola degli autoconvocati al collo, a pochi passi dal presidio allestito dal Partito della rifondazione comunista, dai Comunisti italiani, dall'Idv, ai quali si sono aggregati i Verdi, Donzel commenta:
Dal gazebo le voci di Walter Manazzale, consigliere comunale di Aosta del Prc, e Marilde Provera, ex parlamentare Prc, ricordano alle tante persone che affollano il centro storico del capoluogo i motivi che hanno spinto a scendere in piazza gli italiani. "Non ce la prendiamo con Berlusconi - dicono - come persona, ma come capo di un esecutivo che utilizza il potere per fare leggi ad personam, bloccando di fatto il lavoro del parlamento, che critica ferocemente chi lo mette in discussione, che premia chi agisce fuori dalle regole, che privatizza l'acqua e non le televsioni, che penalizza i lavoratori onesti e fa accordi con gli industriali". (ANSA)


Avevo dei dubbi sul fatto che la manifestazione in piazza des Franchises sarebbe stata notificata dai media e riportata con la dovuta attenzione dalle "testate" locali. Non ostante tutta la buona volontà di farla passare sotto silenzio e con sprezzo del pericolo c'è qualcuno che l'ha riportata. Devo dire tuttavia - sempre da "pignoletti" - che anche questo comunicato è inficiato da una presa di posizione poco serena, poco obbiettiva e ancor meno super partes. Presentare in maniera del tutto impalpabile un episodio politico - per me rilevante - o far notare come in fondo in fondo il segretario del Pd, Raimondo Donzel, per essere lì dovesse dare una giustificazione dimostra ancora una volta come il sottoscritto abbia ragione quando scrive che in Valle d'Aosta i "media" risentano pesantemente di certi condizionamenti relazionali e politici.

Come sempre qualcuno si aspetta che Donzel faccia dichiarazioni non impostate sul bon-ton politico o lesive nei confronti di ogni interlocutore non allineato al Pd pensiero, così poi dimostrare come il Pd sia isolato. Ma come sempre il Pd dimostra di lavorare per avere finalmente anche in Valle una sinistra capace di assumersi le proprie responsabilità. E oggi tentiamo anche di esprimere pubblicamente il disagio per la condotta irresponsabile del Presidente del Consiglio e in linea con il Pd nazionale, esprimere la perplessità che i partiti (tutti) della sinistra invochino la società civile e poi appena questa mette fuori il naso tutti (compreso il Pd naturlamente) cerchino di "zomparle" addosso e di "irreggimentarla...

Ma siamo anche stupefatti che i cultori dei movimenti si lamentino ogni volta che il Pd non dichiara ufficialmente di partecipare ad una loro manifestazione e quando ne promuove una il Pd, si lamentino egualmente parlando di tentativi di egemonizzare l'opposizione..."Siamo vicini ai cittadini che sono contro la destra" dice Donzel e io riepilogo qui la mia posizione:
1) sono da sempre favorevole alla manifestazione viola
2) sono sempre stato contrario alla sua strumentalizzazione da parte di Di Pietro
3) chiedo a quei giovani un impegno continuativo nella politica attiva proprio nei partiti della sinistra e del centro sinistra
4) critico chi critica Bersani perché il Pd è il solo "Incrociatore Aurora" che può sparare il colpo di cannone e la sola piazza che abbia la forza di dare inizio alla cacciata di Berlusconi, nelle forme che la democrazia o la storia ci imporranno.

giorgio - Mar Dic 08, 2009 3:07 pm
Oggetto:
La Stampa 08 Dicembre 2009 ha scritto:
Il centrodestra regionale
Allo studio una fondazione sul modello di «Fare Futuro»

Stai con Fini o con Berlusconi? A livello nazionale la domanda, nel Pdl, è diventata un tormentone che riempie le pagine dei giornali. In Valle d’Aosta, invece, tutto tace. E dire che la storia del centrodestra regionale non ha risparmiato, negli anni, dissidi, tensioni e litigi. Oggi il clima sembra molto diverso: «I punti di vista diversi esistono anche qui - spiega Giorgio Bongiorno, coordinatore del Pdl valdostano - come è giusto che sia un partito che ha una sua dialettica interna. Ma parlare di divisioni o correnti è del tutto fuori luogo, anche perché numericamente siamo piccoli. E poi siamo nati da poco, non c’è nessuna intenzione di cercare divisioni».

La conferma arriva anche da Alberto Zucchi, che da An si è innestato nel Pdl: «In questo momento serve un approccio unitario e non un’attitudine a cercare dei distinguo reciproci. Sulle questioni istituzionali, per esempio, siamo tutti d’accordo». Attorno a Gianfranco Fini, tuttavia, è nata un’area che si è raccolta nella Fondazione Fare Futuro, divenuta in poco tempo un punto di riferimento politico-culturale: «L’esperimento è interessante - annuisce Zucchi -, ma non penso si possa immaginare uno sbarco di Fare Futuro in Valle». Tuttavia il consigliere regionale ammette: «Penso che anche qui ci sia lo spazio per creare un luogo in cui discutere, al di là del Pdl». Solo un’ipotesi? «Personalmente - risponde Zucchi - mi sto muovendo per realizzare uno strumento del genere. Una fondazione va oltre i partiti e può davvero essere uno strumento utile. Ma non parlate di fronda».



Anche oggi come di consuetudine ho aperto il quotidiano "La Stampa" alla pag. 55 dove di solito trovo il resoconto della VALLE D'AOSTA. Ancora una volta mi sono ritrovato a pensare con rammarico, come questa redazione regionale si sia schierata anima e corpo con l'attuale governo e come se non bastasse, sia partita ormai a testa bassa per sostenere apertamente quei partiti che da tempo sponsorizza (stante la prossimità di elezioni aostane). E' da tempo che sto cercando, interessatamente, uno straccio di servizio, un articolo sul Pd-VdA, sulla sinistra in generale, che non sia la solita critica malevola e incentrata su fatti del tutto risibili. In effetti non ci sono riuscito. Qui su questo terreno, il silenzio è assoluto e assordante quanto è squillante e pieno di verve giornalistica tutto il materiale prodotto in supporto dei probabili e prossimi alleati dell'Uv: quelli che ci venderanno a Berlusconi.

Sì, è in atto un'offensiva a 360°, un contrattacco gigantesco, con tanto di salmerie al seguito per imporre - quasi un lavaggio del cervello - l'idea che l'Uv con il suo presidente e capo assoluto Augusto Rollandin, stia facendo la cosa più giusta per i Valdostani tutti, affinchè questi possano pensare e ragionare come tutta la storia e i valori sin qui praticati da questo popolo debbano essere buttati nel "cesso". Un pò come il tricolore per Bossi.

Poi ritorno su Fare Futuro e penso che Fini, quasi di sicuro, ha ancora il simbolo e la "Cassa" di An e se vuole può presentarsi alle elezioni con il suo simbolo. Ritenendo che possa fare l'8% mi dico : a questo punto è Berlusconi che può avere dei problemi a conquistare la maggioranza relativa e il gioco o è fatto o al senato non vi è maggioranza per nessuno. E senza una forte maggioranza, governano tutti, meno Berlusconi che non riesce a farlo neppure con cento deputati di maggioranza. Allora cos'è tutta questa corsa alla destra dei nostri governanti? Poi continuo a ragionare e penso che se in subordine, intorno a Casini, Montezemolo, Rutelli e Fini si costituisse un nuovo centro questo metterebbe in crisi più il PdL che il Pd. Può conquistare il 16-20% dei voti e per Berlusconi è di sicuro la fine. Insomma, il PdL potrebbe essere spaccato in qualunque momento mandando a gambe all'aria ogni progetto dei nostri politicanti al prosciutto cotto che si premurano solo e sempre di essere allineati con il potere romano. Altro che "autonomismo"!

Ma i tempi della politica non coincidono quasi mai con le necessità dei cittadini, semmai possono esserlo quelli dei rivoluzionari, ma qui non ce ne sono. Allora dovremo aspettare che maturino le condizioni politiche per la crisi di questa maggioranza, che non è solida neppure sul versante della Lega, pronta a cambiare cavallo pur di salvare il potere che ormai hanno raggiunto nella gestione della cosa pubblica, più ancora che per l'attaccamento alle riforme. Non so se uno sbarco di Fare Futuro in Valle possa essere un fatto positivo so solo che ai vertici del potere regionale valdostano c'è molto nervosismo. Non sono ancora convinti di fare il gran passo e darsi mani e piedi alla destra. Dal mio punto di vista "il potere" non è ancora cotto abbastanza e dovremo avere pazienza prima che cada come una pera matura. Lo sarà anche per il Leone prima o poi.

Il Pd è un partito da 28-34%
che sta a sinistra e può fare dei governi di coalizione con chi ci sta. Ma siamo in una fase molto transitoria. Se non si spacca il PdL e non ci crea una destra democratica, il paese resterà al palo, molto a lungo, galera permettendo.

pasolini - Mar Dic 08, 2009 5:37 pm
Oggetto:
Febbraio 2010.
Il governo berlusconi è caduto sul processo breve.
Fini si è dissociato definitivamente ed è uscito dal PDL.
Alle elezioni si presenta una lista fino a pochi mesi prima impensabile.
Si chiama Per La Costituzione.
Il candidato premier è Fini, il vice premier Bersani.
Raccoglie il nuovo partito di Fini, il PD, l'UDC, IDV, l'Alleanza di Rutelli, Sinistra Ecologia e Libertà.
Federazione di Sinistra rimane fori per questione di principio, mai con la destra.
Il programma non è specificatamente politico, ma si risolve in un solo punto.
Prendere la maggioranza e fare una legge seria sul conflitto di interesse, con un governo tecnico che reggerà l'ordinaria amministrazione fino all'approvazione di quella legge.
poi si tornerà alle urne.
Che fare?
giorgio - Mar Dic 08, 2009 5:47 pm
Oggetto:
pasolini ha scritto:
Febbraio 2010.
Il governo berlusconi è caduto sul processo breve.
Fini si è dissociato definitivamente ed è uscito dal PDL.
Alle elezioni si presenta una lista fino a pochi mesi prima impensabile.
Si chiama Per La Costituzione.
Il candidato premier è Fini, il vice premier Bersani.
Raccoglie il nuovo partito di Fini, il PD, l'UDC, IDV, l'Alleanza di Rutelli, Sinistra Ecologia e Libertà.
Federazione di Sinistra rimane fori per questione di principio, mai con la destra.
Il programma non è specificatamente politico, ma si risolve in un solo punto.
Prendere la maggioranza e fare una legge seria sul conflitto di interesse, con un governo tecnico che reggerà l'ordinaria amministrazione fino all'approvazione di quella legge.
poi si tornerà alle urne.
Che fare?


Con Fini dentro non mi piace, ma si potrebbe parlare di CNL come qualche anno fa. Però oggi un CNL non lo si potrebbe fare con i soli voti di Fini. Ci vorrebbe un accordo anche con la Lega su un certo numero di riforme. Ma non credo che la Lega sia in grado di compiere una inversione di coalizione così repentina. Pensare ad un CNL che vada alle elezioni, è così travolgente e rischioso che lo si potrebbe fare solo dopo aver sconfitto con le armi, un colpo di stato di Berlusconi. Spero che di questo ce ne rendiamo conto.

Al di la di tutte le considerazioni, con buona pace delle sinistre comuniste, o loro si rassegnano a pensare al governo e non alla rivoluzione (che poi a giudicare da Russia e Cina, non sanno neppure cos'è), oppure il Pd farà accordi di programma con i partiti di centro, tanti e tanto quanto basta a raggiungere la soglia del 50% più uno. E questa è la sola condizione per strappare al PdL il governo del paese. Certo, Berlusconi alla fine di questo giro deve essere spacciato, perché con lui il paese sarà sempre ostaggio della sua criminalità.

A chi avesse pensato ad un compromesso storico dico che la definizione di "compromesso storico" non può funzionare, perché quello era l'incontro della Dc di Moro con il Pci di Berlinguer, cioè dell'ottanta per cento del parlamento. Qui invece, per distruggere Berlusconi dobbiamo solo impedire che si faccia le ulteriori leggi ad personam e che finisca in galera, perciò basta solo che entri in crisi il Pdl ed il suo governo, magari da sostituire con un governo tecnico che duri il tempo del processo al cavaliere.

giorgio - Mer Dic 09, 2009 3:58 pm
Oggetto:
giorgio ha scritto:
(ANSA) Data: 05/12/2009 ha scritto:
18:31 NO B DAY: IN PIAZZA AD AOSTA ANCHE SEGRETARIO PD VDA (ANSA) - AOSTA, 5 DIC - "Siamo vicini ai cittadini che sono contro la destra". Giustifica così il segretario regionale del Partito democratico, Raimondo Donzel, la sua presenza al NO B Day in piazza des Franchises, ad Aosta.
Sciarpa viola degli autoconvocati al collo, a pochi passi dal presidio allestito dal Partito della rifondazione comunista, dai Comunisti italiani, dall'Idv, ai quali si sono aggregati i Verdi, Donzel commenta:
Dal gazebo le voci di Walter Manazzale, consigliere comunale di Aosta del Prc, e Marilde Provera, ex parlamentare Prc, ricordano alle tante persone che affollano il centro storico del capoluogo i motivi che hanno spinto a scendere in piazza gli italiani. "Non ce la prendiamo con Berlusconi - dicono - come persona, ma come capo di un esecutivo che utilizza il potere per fare leggi ad personam, bloccando di fatto il lavoro del parlamento, che critica ferocemente chi lo mette in discussione, che premia chi agisce fuori dalle regole, che privatizza l'acqua e non le televsioni, che penalizza i lavoratori onesti e fa accordi con gli industriali". (ANSA)

Avevo dei dubbi sul fatto che la manifestazione in piazza des Franchises sarebbe stata notificata dai media e riportata con la dovuta attenzione dalle "testate" locali. Non ostante tutta la buona volontà di farla passare sotto silenzio e con sprezzo del pericolo c'è qualcuno che l'ha riportata. Devo dire tuttavia - sempre da "pignoletti" - che anche questo comunicato è inficiato da una presa di posizione poco serena, poco obbiettiva e ancor meno super partes. Presentare in maniera del tutto impalpabile un episodio politico - per me rilevante - o far notare come in fondo in fondo il segretario del Pd, Raimondo Donzel, per essere lì dovesse dare una giustificazione dimostra ancora una volta come il sottoscritto abbia ragione quando scrive che in Valle d'Aosta i "media" risentano pesantemente di certi condizionamenti relazionali e politici.

Come sempre qualcuno si aspetta che Donzel faccia dichiarazioni non impostate sul bon-ton politico o lesive nei confronti di ogni interlocutore non allineato al Pd pensiero, così poi dimostrare come il Pd sia isolato. Ma come sempre il Pd dimostra di lavorare per avere finalmente anche in Valle una sinistra capace di assumersi le proprie responsabilità. E oggi tentiamo anche di esprimere pubblicamente il disagio per la condotta irresponsabile del Presidente del Consiglio e in linea con il Pd nazionale, esprimere la perplessità che i partiti (tutti) della sinistra invochino la società civile e poi appena questa mette fuori il naso tutti (compreso il Pd naturlamente) cerchino di "zomparle" addosso e di "irreggimentarla...

Ma siamo anche stupefatti che i cultori dei movimenti si lamentino ogni volta che il Pd non dichiara ufficialmente di partecipare ad una loro manifestazione e quando ne promuove una il Pd, si lamentino egualmente parlando di tentativi di egemonizzare l'opposizione..."Siamo vicini ai cittadini che sono contro la destra" dice Donzel e io riepilogo qui la mia posizione:
1) sono da sempre favorevole alla manifestazione viola
2) sono sempre stato contrario alla sua strumentalizzazione da parte di Di Pietro
3) chiedo a quei giovani un impegno continuativo nella politica attiva proprio nei partiti della sinistra e del centro sinistra
4) critico chi critica Bersani perché il Pd è il solo "Incrociatore Aurora" che può sparare il colpo di cannone e la sola piazza che abbia la forza di dare inizio alla cacciata di Berlusconi, nelle forme che la democrazia o la storia ci imporranno.

La Stampa 09 Dicembre 2009 ha scritto:
POLITICA. IN VISTA DEL CONGRESSO DEI VERDI
Raimondo Donzel al No B-Day - Prove tecniche di dialogo a sinistra

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Pierluigi Bersani ha preferito restare a casa e non unirsi al corteo che sabato scorso ha invaso Roma. Ad Aosta, invece, il segretario regionale del Pd Raimondo Donzel si è presentato alla manifestazione che a livello locale è stata organizzata in occasione del No Berlusconi Day, sfoggiando anche un foulard viola, colore simbolo dell’iniziativa. «Nulla di strano, – commenta – il Pd è vicino alla gente di sinistra contro la destra. E poi a Roma c’era anche la presidente del partito, Rosy Bindi».

Donzel conferma le stesse perplessità espresse da Bersani: «Preferirei manifestazioni propositive e non contro qualcuno. Ma condivido la necessità di esprimere pubblicamente il disagio per la condotta irresponsabile del Presidente del Consiglio». La sua presenza al No-B Day aostano ha il sapore delle prove tecniche di dialogo a sinistra, anche se Donzel puntualizza: «Il No-B Day è nato in modo spontaneo e non condivido chi ha voluto mettere il cappello dei partiti a questo evento. Io ho partecipato alla giornata di sabato, ma non ho portato né bandiere né materiale del Pd e avrei voluto che tutti avessero fatto lo stesso». Riferimento ai simboli di Idv e Prc presenti sabato in piazza des Franchises.

«Il Pd – aggiunge Donzel - lascia fare ai movimenti e alle associazioni il loro ruolo e pensa a fare il suo». Il dialogo però esiste davvero, nonostante tutto. La prossima occasione per la sinistra locale di confrontarsi sarà il congresso dei Verdi, sabato. Non ci saranno i partiti dell’area autonomista né quelli del centrodestra. L’invito a partecipare è stato limitato alle forze che compongono l’Alleanza autonomista progressista del Galletto. Ma con un’eccezione: proprio il Pd che, dati alla mano, resta la sigla che nel centrosinistra continua a raccogliere il maggiore consenso.
Daniele Mamoliti


...che D.M ci abbia letto? Shocked
pasolini - Mer Dic 09, 2009 7:34 pm
Oggetto:
Io la vedo un pò più grigia.
il mio progetto ha un senso in funzione di quanto accaduto sabato, cioè è una possibile e teorica risposta politica (alla cui verificazione io non credo) alla domanda delle persone scese a manifestare.
è molto più probabile che non venga data risposta alcuna, come sempre.
però è una risposta che rispetta le rispettive posizioni politiche e le cristallizza in attesa di poter tornare a discutere nel merito.
fini rimane di destra, il PD di sinistra (si fa per dire eh...) e via dicendo.
invece rutelli sta "chiamando" fini ad un'alleanza politica a tutto campo, non limitata come quella del sondaggio, cioè, dopo aver aderito al PD, cerca casini (che è stato col centrodestra una vita ed è di un centro che tira sicuramente a destra) e addirittura fini.
l'ipotesi di rutelli è un nuovo centrodestra che scalzi quello berlusconiano.
con buona pace di bersani, enrico letta, d'alema e di tutti quei babbioni che nel PD spingono verso l'UDC.
giorgio - Mer Dic 09, 2009 8:30 pm
Oggetto:
pasolini ha scritto:
Io la vedo un pò più grigia.
il mio progetto ha un senso in funzione di quanto accaduto sabato, cioè è una possibile e teorica risposta politica (alla cui verificazione io non credo) alla domanda delle persone scese a manifestare.
è molto più probabile che non venga data risposta alcuna, come sempre.
però è una risposta che rispetta le rispettive posizioni politiche e le cristallizza in attesa di poter tornare a discutere nel merito.
fini rimane di destra, il PD di sinistra (si fa per dire eh...) e via dicendo.
invece rutelli sta "chiamando" fini ad un'alleanza politica a tutto campo, non limitata come quella del sondaggio, cioè, dopo aver aderito al PD, cerca casini (che è stato col centrodestra una vita ed è di un centro che tira sicuramente a destra) e addirittura fini.
l'ipotesi di rutelli è un nuovo centrodestra che scalzi quello berlusconiano.
con buona pace di bersani, enrico letta, d'alema e di tutti quei babbioni che nel PD spingono verso l'UDC.


Per un istante, fate finta di sparire, di far conto che le vostre voci critiche da quattro voti non ci siano. Berlusconi è il centro destra ed il Pd di Bersani con Di Pietro è il centro sinistra. Il centro dell'Udc con Rutelli resta quell'8% che è adesso. Se Fini se ne va con An, quell'8+8% può indebbolire il PdL al punto che loro possono decidere di far nascere governi di centro sinistra o di centro destra.

Berlusconi è l'anomalia che si colloca oltre la legalità costituzionale, la destra e la sinistra, nel rispetto della legalità di queste istituzioni hanno il diritto dovere di governare quando abbiano il consenso della maggioranza degli elettori. Se invece uscite di nuovo voi, fuori dal siparietto, la questione di sostanza resta esattamente la stessa, solo che voi credendo di essere il centro del mondo rimescolate quelle carte che non riuscite neppure a toccare, per la sola potenza della mente.

giorgio - Gio Dic 10, 2009 11:44 am
Oggetto:
(ANSA) Data: 09/12/2009 ha scritto:
19:01 PD: IN PIAZZA PER PROTESTARE CONTRO GOVERNO BERLUSCONI
(ANSA) - AOSTA, 9 DIC -
"Al Partito democratico interessano i problemi dei cittadini e non i fatti giudiziari e personali del premier. Vogliamo scelte che siano fatte nell'interesse del Paese e non di pochi. Per queste ragioni è importante che i valdostani capiscano che le decisioni sbagliate fatte dal governo Berlusconi hanno ripercussioni importanti anche sulla Valle d'Aosta".
Lo ha evidenziato il segretario regionale del Partito democratico, Raimondo Donzel, presentando le iniziative regionali per la manifestazione '1000 piazze per l'alternativà in programma venerdì 11 e sabato 12 dicembre. Donzel ha stigmatizzato "i tagli alla scuola e alla ricerca, le scelte scellerate nel settore della sicurezza che mettono a rischio l'esistenza dei piccoli presidi territoriali, la mancanza di politiche del lavoro in un momento di crisi che è tutt'altro che alle spalle e l'assenza di lungimiranza".

Il Pd sarà presente in piazza des Franchises ad Aosta venerdì 11 dalle 9 alle 19 e davanti allo stabilimento Cogne dalle 12 alle 15. Sabato 12 l'appuntamento è in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto ad Aosta dalle 9 alle 13, in piazza Chanoux a Pont-Saint-Martin dalle 10 alle 12 e in piazza Chanoux ad Aosta dalle 14 alle 19. In calendario anche l'assemblea regionale venerdì sera all'Hotel Napoleon di Montjovet per "discutere le problematiche regionali e nazionali e fare il punto con gli amministratori comunali sull'ultimo quinquennio". (ANSA).

raimondo ha scritto:
Care amiche, cari amici,
intervengo per un breve precisazione in questo spazio aperto di dibattito coi cittadini sulla partecipazione al NO B Day.

Premesso che preferirei manifestazioni con slogan tipo: SI' alla Democrazia; SI' al rinnovo dei contratti di lavoro con la sigla di tutti i sindacati (e più soldi e meno tasse in busta paga); SI' alla Scuola per tutti...

Condivido la necessità di esprimere pubblicamente il disagio per la condotta irresponsabile (e mi riferisco a quella pubblica lasciando da parte la querelle sulle questioni - ancorché gravi - attinenti alla sfera privata) del Presidente del Consiglio...

Ma ravviso, in linea con il PD nazionale, la perplessità che i partiti (tutti) della sinistra invochino la società civile e poi appena questa mette fuori il naso tutti (compreso il PD naturlamente) cerchino di "zomparle" addosso e di "irrigimentarla...

Noi crediamo nel ruolo dei partiti. Noi auspichiamo che la gente si schieri e sclega l'adesione ufficiale (iscrizione) o partecipi agli eventi (primarie elezioni) del PD. Non lo nascondiamo. Ma siamo stupefatti che i cultori dei movimenti di lamentino ogni volta che il PD non dichiara ufficialmente di partecipare ad una (loro) manifestazione e quando ne promuove una il PD si lamentino egualmente parlando di tentatici di egemonizzare l'opposizione...

Il PD lascia fare ai movimenti e alle associazioni il loro ruolo e pensa a fare il suo. Quindi visto che siamo la principale forza di oppposizione non c'è da chiedersi neppure quale sia il nostro sentimento di simpatia verso gli amici e i compagni del NO B Day. Ne conseguirà una nostra significativa presenza nelle piazze.

Ma per cortesia non mettiamo il cappello a chi non lo vuole e non vincoliamo gli altri a scelte a cui non hanno avuto neppure il diritto di condividere democraticamente...

Con l'augurio (e la cosapevolezza) che sarà un successo!


giorgio - Gio Dic 10, 2009 12:14 pm
Oggetto:
sito ufficiale di Vallée d'Aoste Vive 8 aprile 2009 ha scritto:
Strategia autolesionista del PD
I pifferi di montagna, come ognuno di noi sa, andarono per suonare e furono suonati. Esattamente la stessa fine occorsa ad un partito progressista (?) valdostano che, piccandosi di essere il più furbo ed il più scaltro, ha inseguito l’improbabile chimera unionista sfasciando un’alleanza che qualche risultato l’aveva pur prodotto; morale: né con l’UV né con l’AAP. Soli come un gambo di sedano, a mendicare un candidato di facciata nella lista della circoscrizione, con la sicura certezza di non elezione.

Il PD, che ha tentato con tutte le armi di entrare in gioco, con proposte, ammiccamenti, concessioni sostanziose al Comune di Aosta e opposizione "costruttiva" in Regione, ha ottenuto soltanto la cocente disillusione dell’inutilità del suo corteggiamento: il taxi della destra è più grande e più comodo; cornuto e mazziato si dice in gergo.

Mariuolo
8 aprile 2009




Citazione:
(ANSA) Data: 09/12/2009 19:01 PD: IN PIAZZA PER PROTESTARE CONTRO GOVERNO BERLUSCONI
(ANSA) - AOSTA, 9 DIC -
"Al Partito democratico interessano i problemi dei cittadini e non i fatti giudiziari e personali del premier. Vogliamo scelte che siano fatte nell'interesse del Paese e non di pochi. Per queste ragioni è importante che i valdostani capiscano che le decisioni sbagliate fatte dal governo Berlusconi hanno ripercussioni importanti anche sulla Valle d'Aosta".

Lo ha evidenziato il segretario regionale del Partito democratico, Raimondo Donzel, presentando le iniziative regionali per la manifestazione '1000 piazze per l'alternativa in programma venerdì 11 e sabato 12 dicembre. Donzel ha stigmatizzato "i tagli alla scuola e alla ricerca, le scelte scellerate nel settore della sicurezza che mettono a rischio l'esistenza dei piccoli presidi territoriali, la mancanza di politiche del lavoro in un momento di crisi che è tutt'altro che alle spalle e l'assenza di lungimiranza".

Il Pd sarà presente in piazza des Franchises ad Aosta venerdì 11 dalle 9 alle 19 e davanti allo stabilimento Cogne dalle 12 alle 15. Sabato 12 l'appuntamento è in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto ad Aosta dalle 9 alle 13, in piazza Chanoux a Pont-Saint-Martin dalle 10 alle 12 e in piazza Chanoux ad Aosta dalle 14 alle 19. In calendario anche l'assemblea regionale venerdì sera all'Hotel Napoleon di Montjovet per "discutere le problematiche regionali e nazionali e fare il punto con gli amministratori comunali sull'ultimo quinquennio". (ANSA).


C'è chi parla di poltrone, e c'è chi invece parla e agisce perchè interessano soprattutto i problemi dei cittadini.
Lo ha evidenziato il segretario regionale del Partito democratico, Raimondo Donzel,
presentando le iniziative regionali per la manifestazione '1000 piazze per l'alternativà

giorgio - Gio Dic 10, 2009 3:31 pm
Oggetto:
La Stampa 10 Dicembre 2009 ha scritto:
POLITICA/1. IL PD RISPONDE A LA TORRE
Donzel: “Grave ridurre l’autonomia a un semplice discorso monetario”


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Mobilitazione nazionale per il Pd, che domani e sabato organizza «1000 piazze per l’alternativa». La manifestazione è stata presentata ieri ad Aosta nella sua versione locale. Il Pd sarà presente domani nel capoluogo in piazza Des Franchises dalle 10 alle 19 e davanti alla Cogne dalle 12 alle 15 per distribuire volantini con le sue proposte; sabato, dalle 9 alle 13 al mercato di Aosta, dalle 10 alle 12 a Pont-St-Martin e dalle 14 alle 19 in piazza Chanoux ancora ad Aosta. Spiega il segretario regionale del Pd, Raimondo Donzel: «E’ un’iniziativa che affronta i problemi dei cittadini, contro le politiche del governo di centrodestra, incapace di contrastare la crisi». Lo stesso centrodestra su cui il segretario di Fédération Leonardo La Torre ha affermato: «Il processo di avvicinamento con gli autonomisti è in atto, ma vogliamo un ritorno economico».

Donzel, alleato di La Torre in Comune di Aosta, ribatte: «Anche noi siamo autonomisti e riteniamo grave ridurre la questione a un discorso monetario». Il Pd domani sera a Montjovet sarà in assemblea generale e parlerà anche di Amministrative. Il giorno dopo i Verdi apriranno il loro congresso; il Pd è stato invitato, ma la sua presenza non è scontata: «Vedremo – dice Donzel –, mi risulta che l’invito sia stato fatto alle forze del Galletto. Ed è noto che noi non ne facciamo parte».


giorgio - Gio Dic 10, 2009 4:32 pm
Oggetto:
E' sempre opportuno e significativo ricordare che:

1) - Il Partito Democratico nasce per unire le diverse culture riformatrici e progressiste del paese e, attraverso queste, portare un cambiamento strutturale della politica italiana. [...] Il progetto, per quanto ambizioso, è, e rimane, quello di costruire un soggetto politico moderno, popolare e autenticamente riformatore, capace di rappresentare il meglio della società civile laica, cattolica, ambientalista e autonomista.

2) - Nelle tantissime assemblee che abbiamo portato e seguito sul territorio, si è sempre visto lo sforzo di cercare di rafforzare quella identità democratica e riformatrice attraverso il confronto sui problemi reali: il sistema di welfare che rischia di esplodere, la crisi che colpisce le famiglie, il lavoro e lo sviluppo economico e sociale dei nostri territori.

3) - Sulla collocazione del partito nell'esperienza del Galletto mi è sembrato di vedere un confronto politico trasparente tra chi voleva investire su una prospettiva di scioglimento del Pd in una formazione regionale radicale e chi credeva nella necessità di lavorare sulla autorevolezza, sulla credibilità e sull'autonomia di un processo costituente appena iniziato. La stragrande maggioranza del partito ha scelto questa seconda via. Questo poi si è concretizzato come il frutto del Congresso tenuto per le Primarie del Pd Vda dove neanche Bersani ha avuto un consenso così largo da paragonare a quello avuto da Donzel a livello regionale. Nelle ultime elezioni del 2009 ad Aosta il Pd da solo è il primo partito del centrosinistra cioè ha avuto più voti di Valle d'aosta viva, Rv, o riassumendo, più voti di Comunità Alpine. Sul territorio tutto, poi abbiamo fatto un ulteriore passo avanti ricuperando in molti Comuni.

4) - Il Pd nasce per fare altro, per rompere lo schema e voltare pagina, rimettendo al centro i problemi reali e costruendo proposte di governo della cosa pubblica che possano coinvincere i valdostani e gli italiani, tutti, che si può migliorare. Se le formazioni politiche che compongono il Galletto matureranno degli obiettivi analoghi e una cultura politica nuova non vedo per quale motivo non ci si possa incontrare in futuro. Oggi, votare per il Pd, significa votare per delle idee e dei progetti utili per l'Europa e per la Valle d'Aosta, per contrastare il populismo berlusconiano e il tentativo di destrutturare le nostre istituzioni ma anche per un cambiamento più ambizioso e urgente del fare politica: per una politica "normale" e moderna.

5) - Il Partito dempcratico dunque si candida a determinare un processo di innovazione della politica valdostana a partire dal campo delle forze del centrosinistra e di quelle autonomiste, prima di tutto nella capacità di governare la modernità e le trasformazioni sociali in atto e determinando una nuova stagione della partecipazione alla vita democratica. l'Assemblea prima e le primarie poi hanno confermato che tutto il Pd ha sancito una nuova linea politica che riconosce la necessità della presenza organizzata del Partito Democratico in Valle d'Aosta per dare un contributo alla ricomposizione di un ampio fronte autonomista, riformista, e progressista, incardinanto sui valori congiunti dell'Autonomia e della Resistenza antifascista.

giorgio - Sab Dic 12, 2009 11:46 am
Oggetto:
AostaSera.it 11/12/2009 ha scritto:
Il Pd in piazza contesta il governo nazionale.
"Scelte scellerate che coinvolgono anche la Valle"

Aosta - "1000 piazze per l'alternativa" è il titolo della manifestazione in programma oggi,
venerdì 11 novembre, e domani anche in Valle d'Aosta. Al centro della protesta i tagli alla
scuola e alla ricerca e la mancanza di politiche del lavoro in tempo di crisi.

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Il gazebo del PD ad Aosta

Due giornate di mobilitazione del Partito Democratico per riportare l'attenzione sui problemi delle persone, per contestare le politiche e le scelte del governo di Berlusconi in tema di occupazione, sicurezza, scuola. Questo, in sintesi, è "1000 piazze per l'alternativa", manifestazione in programma oggi, venerdì 11 novembre, e domani anche in Valle d'Aosta.

"Le persone devono capire che le scelte scellerate del Governo italiano interessano e hanno ricadute pesanti anche in Valle d'Aosta - sottolinea Raimondo Donzel, segretario regionale del PD - perché, solo per fare un esempio, se si tagliano le risorse per la sicurezza a livello nazionale, anche la polizia e i carabinieri della Valle d'Aosta avranno meno soldi e meno possibilità di presidiare al meglio il territorio". Al centro della protesta anche i tagli alla scuola e alla ricerca e la mancanza di politiche del lavoro e di contrasto alla disoccupazione in periodo di crisi economica "Abbiamo apprezzato le misure anti-crisi adottate dal'amministrazione regionale, ma riteniamo che da sole non siano in grado di rimettere in piedi un paese" ha commentato ancora Donzel.

Il Partito Democratico è presente oggi tutto il giorno in piazza des Franchises ad Aosta e dalle 12 alle 15 davanti allo stabilimento Cogne. Domani, sabato 12 dicembre, l'appuntamento è in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto ad Aosta dalle 9 alle 13, in piazza Chanoux a Pont-Saint-Martin dalle 10 alle 12 e in piazza Chanoux ad Aosta dalle 14 alle 19. Per fare il punto con gli amministratori comunali sull'ultimo quinquennio e discutere invece delle future alleanze in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno i membri dell'Assemblea regionale si riuniranno questa sera a Montjovet. "Credo - ha ribadito il segretario regionale - che confermeremo la linea già votata in passato ovvero alle elezioni amministrative faremo accordi sulla base di programmi condivisi, perché il PD è un soggetto autonomo e non fa parte di alleanze precostituite".

di Nathalie Grange

giorgio - Dom Dic 13, 2009 1:47 am
Oggetto:
VdA Today ha scritto:
1000 piazze PD, Donzel rilancia: «Non lasciamo
il governo di Aosta e Regione alla destra»


«Il PD è un grande partito, e non va al traino di nessuno»: Raimondo Donzel risponde indirettamente alla critiche per la mancata partecipazione al congresso dei Verdi valdostani, che si è tenuto sabato 12 dicembre all’Espace Populaire. «Rivendichiamo con orgoglio di essere il primo partito di sinistra ad Aosta – continua il segretario regionale – sommando più voti di Renouveau e VdA Vive».

«Siamo disposti a dialogare con tutti, ma non possiamo farci dettare la linea politica da Legambiente o dalla sinistra radicale». Donzel prende a riferimento i numeri le ultime elezioni regionali per dimostrare la forza che il suo partito esprime in città: «Verso Aosta si concentrano le attenzioni di tutti per quanto riguarda le alleanze. Noi però guardiamo all’intera Regione, al nostro radicamente sul territorio e alla politica nazionale».

I rapporti con gli autonomisti

Come risponde Donzel alla critiche di chi accusa il PD di voler affossare l’alleanza del Galletto? Ribadendo un cavallo di battaglia: «Noi siamo forza di governo, e vogliamo a tutti i costi che la città di Aosta e la Regione non finiscano in mano ad una destra affarista. Non ci stiamo con chi vede dietro all’Union solo clientelismo, dietro a Stella Alpina degli opportunisti e dietro a Fédération dei farabutti. Per questo dialoghiamo anche con questi movimenti, proprio perché vorremmo evitare di consegnare per 20 o 30 anni le amministrazioni comunale e regionale in mano alla destra. A questa destra». Il Donzel-pensiero? E’ il Galletto a scaricare il PD, e non viceversa.
A presentazione dell’iniziativa “1000 piazze per l’alternativa“, il segretario PD aveva ammonito: «Le iniziative sbagliate di questo governo iniziano ad avere ripercussioni anche a livello locale. Ci sembra che stia fallendo su tutta la linea, e vogliamo che la popolazione lo capisca».

Convergenze divergenti a centro-sinistra?

Le 1000 piazze passano in secondo piano, per tornare alle questioni locali. Donzel entra nel merito della polemica con i Verdi e le altre forze dell’Alleanza Autonomista Progressista, dicendo che avrebbe «partecipato volentieri a questo congresso, ma i metodi sono sbagliati e le parole hanno un peso». Il segretario fa riferimento al fatto che Gianpaolo Fedi, coordinatore dei Verdi locali, convocando gli alleati abbia invitato le “forze che fanno parte del Galletto“, scrivendo le testuali parole nell’invito inviato a Vallée d’Aoste Vive, Renouveau Valdôtain, Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, Associazione Loris Fortuna e PD, oltre che su Informazione, il periodico dei Verdi. Ma il Partito Democratico dal 2008 non fa più parte del Galletto. Questioni di lana caprina sulla terminologia: «Ho agito in buona fede», si è giustificato Fedi – e anche il nome sembra dargli ragione – durante il congresso; «Se ha dovuto ribadire che era un semplice errore, evidentemente c’era qualcosa dietro», replica dubbioso Donzel.

Verso le amministrative
I democratici però non chiudono la porta ad eventuali alleanze per le comunali del maggio 2010: «Vorremmo però che venga valorizzato il nostro peso politico, e che si smetta di attaccare a spron battuto nostri esponenti, come Alder Tonino, perché il PD è ancora un grande partito, radicato sul territorio e con una grande forza elettorale».
«Il Galletto lavora da un anno ad un soggetto unitario, ma nemmeno VdA Vive e Renouveau sono ancora riusciti a fondersi, ed è paradossale che Legambiente organizzi un banchetto lo stesso giorno e alla stessa ora del congresso dei Verdi: con questa sinistra spezzettata non si andrà mai da nessuna parte».
Il PD è disposto ad aprire subito un confronto con le forze del centro-sinistra? «Certo, a patto però che a parlare siano due soggetti. Con la vecchia “Unione” non si può vincere e governare».
di Alessandro Mano in gazebo, politica il 12 dicembre 2009 alle 18:51



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Sì, così piace anche a me l'articolo impostato su VdA Today. Un pezzo che si discosta dal precedente intitolato: Il PD valdostano nel cul-de-sac. L’attendismo paga sempre? Se non altro questa volta in questo articolo che ho riportato: 1000 piazze PD, Donzel rilancia: «Non lasciamo il governo di Aosta e Regione alla destra»... appare puntuale la posizione del Pd-Vda e del suo segretario.
giorgio - Lun Dic 14, 2009 10:46 am
Oggetto:
Riporto qui una risposta al messaggio di Alessandro mano su Vda Today di un certo Matteo 13 dicembre 2009 alle 10am


Citazione:
Qualcuno spieghi a Donzel che l’apertura a destra dell’Union non è IL problema, ma solo uno dei tanti. Non sarà certo il PdL a dare lezioni di affarismo ad un partito che proprio sull’affarismo e sul clientelismo ha costruito la sua egemonia.
Il problema è proprio l’Union!
Dal governo dell’Union ha origine il fatto che esiste un controllo fortissimo e discriminatorio sui dipendenti regionali, che ai referendum la gente va a votare col buio, che si chiude Psicologia perché gli studenti non sono dei potenziali elettori, che si cementifica e si spendono soldi in opere inutili…
Certi politicismi del PD rivelano a mio parere l’assenza di un’idea alternativa e complessiva su come gestire la Valle d’Aosta, nonché una scarsa considerazione della morsa in cui è stata infilata la libertà in Valle. L’apertura al PdL è una mossa strategica, non un invasione di campo, il nuovo carro dei vincitori su cui salire per legittimarsi e continuare a governare indisturbati.
Essere di sinistra da un pò di tempo a questa parte vuol dire necessariamente essere anti-unionista…

giorgio - Lun Dic 14, 2009 10:57 am
Oggetto:
E’ un dato di fatto che ci sono diversi modi di intendere e fare l’opposizione. E’ anche giusto dal momento che diverse sono le culture che si oppongono all’Union Valdôtaine. Io guardo con simpatia ad esempio l’opposizione spontanea che nasce anche dal popolo del web. Era l’ora che chi non fa politica militante facesse sentire la propria voce. Persone come te, Matteo, potrebbero rappresentare uno stimolo importante per tutta l’opposizione. A meno che non veniate soffocati nella culla da chi cerca di cavalcarvi e strumentalizzarvi. E qui in Valle personaggi di questa fattura ce ne sono, annidati e arroccati nei posti di rilievo mediatico – politico anche in luoghi impensabili della “vecchia” sinistra verde, radicale,a ntagonista e chi più ne ha più ne metta…

Mi dispiace che tutta la galassia della sinistra radicale sia praticamente morta qui in Valle e che per avere un minimo di visibilità sia costretta a portare le proprie bandiere alle manifestazioni che organizzano gli altri, con piattaforme palesemente immature rispetto alla propria cultura ed esperienza politica. Sono invece contento che il più grande partito dell’opposizione, il PD, si mobiliti in proprio cercando di fare mille iniziative su tutto il territorio nazionale e regionale e, cosa ancora più importante, porti avanti un’azione unitaria tendente a dividere il centrodestra (niente a che fare con l’azione di IdV che lo compatta). Non facciamoci travolgere dal carro prima che esso si metta in movimento. Mettiamoci i bastoni tra le ruote, “insieme”! A questo ci hai mai pensato? O vuoi che l’UV governi ancora per altri cinquant’anni?

Se tutte le opposizioni si muovessero, ciascuna secondo la propria cultura, forza e organizzazione, nella stessa direzione, contro lo stesso bersaglio, forse Rollandin e l’Uv avrebbero i giorni contati. Non ci vuole molto a capirlo. Alle manifestazioni si può aderire o meno, dipende dalla loro piattaforma politica. Ognuno è libero di organizzarle come e quando vuole e di aderire o meno a quelle degli altri. Non è questo il punto. Il fatto è che chi delegittima le forme di opposizione diverse dalla propria oggettivamente le depotenzia entrambe.


giorgio.b 13 dicembre 2009 alle 3pm

giorgio - Lun Dic 14, 2009 11:00 am
Oggetto:
emilio 13 dicembre 2009 alle 10pm ha scritto:

qualcuno ricordi a Matteo che i massimi esponenti di VdAVive e RV erano esponenti di spicco anche nell’UV e per cui nel trattare con gli uni o con gli altri non vedo tutta questa differenza… io non dimentico e credo poco nel ravvedimento radicale delle persone… la cosa che potrebbe infastidirmi e preoccuparmi sarebbe averli nel mio stesso partito, per questo non sento tutta questa smania di un tutti assieme appassionatamente. e poi che gli altri facessero pure, nessuno ha mai tentato di impedirglielo, anzi personalmente apprezzo perchè sarà anche più facile confrontarsi, non capisco gran parte di queste polemiche se non per dare indirettamente forza alla parte avversa.


giorgio - Lun Dic 14, 2009 11:15 am
Oggetto:
La nostra intenzione è promuovere una nuova aggregazione di Centrosinistra, per trasformare la politica e la società della nostra Regione. Siamo individui, associazioni, comitati, circoli e movimenti che non accettano né la deriva di destra della nascente alleanza tra l’Uv e il Pdl, né la frammentazione, la dispersione e le rivalità che caratterizzano l’attuale sinistra italiana e valdostana. Abbiamo una grande occasione per ricostruire una politica di cambiamento, continuando a lottare per la difesa e l’attuazione della nostra Costituzione. Il momento storico chiede il coraggio di sperimentare e un’assunzione collettiva di responsabilità. Vorremmo coordinarci con iniziative simili con altri partiti o movimenti valdostani, in modo da costruire un Centrosinistra nuovo, sperimentale e unitario, che parta dal basso e non solamente dall’alto.

Non escludo che il mio partito, specialmente in alcune specifiche realtà territoriali che non conosco, possa commettere sbagli o compiere azioni non condivisibili. Premesso questo, è francamente difficile ricostruire in quattro e quattrotto un assetto alternativo all'attuale potere consolidato da anni. Per dare ragione o torto ad Alessandro Mano o a Matteo occorre perlomeno conoscere i fatti. Io ho sostenuto il Pd federalista perchè credo che ogni territorio abbia la propria storia, la propria cultura il proprio modo di intendere la politica. Credo che le singole comunità abbiano tutto il diritto di scegliere da chi farsi amministrare e che debbano assumersene tutta la responsabilità. Vivo in Valle d’Aosta, e lavoro affinché il mio territorio sia ben amministrato e sia continuamente migliorata la qualità della vita, almeno per come io la intendo. Per come sono fatto, però continuerei a vivere male in questa Regione se non avessi la fondata speranza che liste personali come quelle dell’Uv e dei suoi attuali alleati o razziste e di destra come quelli dei futuri, non faranno fatica a radicarsi sul territorio. Sarebbe una catastrofe il contrario..

Qui in Valle Rollandin vinse le regionali
perchè fu scelto come candidato dai valdostani. Non ho strumenti culturali per valutarlo come amministratore; nella mia terra d’origine potrebbe forse candidarsi ad amministrare un condominio, niente di più. Se i valdostani gli hanno dato il consenso che ha avuto, evidentemente hanno un metro diverso dal mio per misurarlo. Tutto ciò premesso, se il riferimento nella risposta di Natteo è quello di una crisi delle istituzioni, della frantumazione della sinistra, e dei tentativi di operare un ribaltone con il supporto del Galletto, credo che siamo fuori strada. Se Matteo pensa e confida su vecchi politici di “lungo corso” - già Unionisti - come quelli di Valle d’Aosta viva, Rv, alleati assieme ad Aap ed i verdi, a me sembra che non ci sia nessuna novità. Al potere non avremo l’Uv n°1, bensì l’Union Valdotaine n°2. A me pare che l’azione politica intrapresa da poco dal nuovo Pd-Vda sia invece una mossa assai intelligente. La Valle d’Aosta non è una regione di sinistra, non lo è mai stata. La riflessione che pongo è questa: alla Valle d’Aosta e alla sinistra valdostana serve di più andare alle urne ed eleggere nuovamente un presidente di centrodestra o tentare di spostare a sinistra l'asse politico? Credo sia un nodo che devono sciogliere i valdostani anche nelle prossime elezioni comunali. Ma per fare questo dobbiamo aiutarli a comprendere che il maggior partito d’opposizione come il Pd sta lavorando per rinnovare il Palazzo senza portarsi dietro professionisti della politica abituati ad usare i vecchi arnesi del mestiere.

giorgio - Mar Dic 15, 2009 11:22 am
Oggetto:
(ANSA) Data: 14/12/2009 ha scritto:
18:00 GIORNALISTI:ORDINE E ASVA, INACCETTABILI INSULTI A CRONISTA
(ANSA) - AOSTA, 14 DIC -
"Le minacce e gli insulti al collega intervenuto all'assemblea dell'associazione Amis des Bataille de reines sono fatti gravi. Il comportamento di molti allevatori al pari del mancato intervento in difesa del giornalista da parte del presidente uscente, riconfermato nell'incarico denota una scarsa attitudine al confronto democratico".

Così i presidenti dell'Ordine dei giornalisti della Valle d'Aosta e dell'Associazione stampa valdostana (Asva), Claudio Laugeri e Antonio Mannello prendono posizione su quanto accaduto sabato scorso, quando il giornalisa del quotidiano La Stampa Enrico Martinet è stato insultato e minacciato da alcuni allevatori presenti durante l'assemblea dell'associazione Amis des Batailles de Reines.

"Al giornalista - spiegano nella nota Laugeri e Mannello - é stata negata qualsiasi informazione su un tema di indubbio interesse pubblico, quale l'elezione del direttivo di un'associazione di forte rappresentatività in un settore investito di recente da un'ampia e articolata inchiesta giudiziaria". "Quegli allevatori dalle facili minacce - si legge ancora nel comunicato congiunto - hanno perso un'occasione per distinguersi da quei comportamenti malavitosi invocati per regolare le questioni con chi rientri nella cerchia dei 'non graditi'".

Per i presidenti dell'Ordine dei giornalisti della Valle d'Aosta e dell'Asva "é inaccettabile la violenza pur se verbale rivolta a un giornalista colpevole soltanto di voler raccogliere le notizie direttamente alla fonte, anziché affidarsi alle veline e alle informazioni filtrate. Impedire ai cronisti di svolgere il proprio lavoro significa voler negare la possibilità di avere un'informazione degna di un Paese democratico". (ANSA).



Più volte mi sono ritrovato a piangermi addosso, scrivendo delle mie non positive impressioni, sulla carta stampata valdostana che è così matrigna con il Pd-Vda. Da tempo, noto come alcuni episodi e accadimenti politici vengono bellamente lasciati cadere nell'anonimato se questi, guarda caso, non riguardano la maggioranza, bensì il Partito democratico; poi l'evitare di esporre fatti nella corretta forma e non riportare nello stile consono al vero giornalista super partes, io penso che sia uno sfregio all'etica professionale. Non è una censura preventiva al giornalista qui sopra nominato, insultato e minacciato in una assemblea, ma è un rendersi conto come il sottoscritto finalmente non si possa considerare più una mosca bianca.

I giornalisti a volte sono nel mirino della critica
perchè colpevoli di voler raccogliere notizie scomode al palazzo, e in paesi non democratici addirittura rischiano la vita. Ma altre volte vanno direttamente alla fonte solo per evitare di farsi appiccicare la qualifica di "velinari". Infatti noi, utenti della carta stampata leggendo questi resoconti, e conoscendo la realtà perchè presenti all'intervista - che ha sviluppato altri argomenti e con altre considerazioni - ci domandiamo chi sia realmente il propositore di informazioni filtrate. Impedire ai cronisti di svolgere il proprio lavoro significa voler negare la possibilità di avere un'informazione degna di un Paese democratico". Sacrosanto! Ma il proporre alla vasta platea di lettori un'informazione monca o rielaborata "ad usum delphini" non è degna di un Paese civile.

giorgio - Mar Dic 15, 2009 3:41 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 14/12/2009 ha scritto:
18:00 GIORNALISTI:ORDINE E ASVA, INACCETTABILI INSULTI A CRONISTA
(ANSA) - AOSTA, 14 DIC -
"Le minacce e gli insulti al collega intervenuto all'assemblea dell'associazione Amis des Bataille de reines sono fatti gravi. Il comportamento di molti allevatori al pari del mancato intervento in difesa del giornalista da parte del presidente uscente, riconfermato nell'incarico denota una scarsa attitudine al confronto democratico".

Così i presidenti dell'Ordine dei giornalisti della Valle d'Aosta e dell'Associazione stampa valdostana (Asva), Claudio Laugeri e Antonio Mannello prendono posizione su quanto accaduto sabato scorso, quando il giornalisa del quotidiano La Stampa Enrico Martinet è stato insultato e minacciato da alcuni allevatori presenti durante l'assemblea dell'associazione Amis des Batailles de Reines.

"Al giornalista - spiegano nella nota Laugeri e Mannello - é stata negata qualsiasi informazione su un tema di indubbio interesse pubblico, quale l'elezione del direttivo di un'associazione di forte rappresentatività in un settore investito di recente da un'ampia e articolata inchiesta giudiziaria". "Quegli allevatori dalle facili minacce - si legge ancora nel comunicato congiunto - hanno perso un'occasione per distinguersi da quei comportamenti malavitosi invocati per regolare le questioni con chi rientri nella cerchia dei 'non graditi'".

Per i presidenti dell'Ordine dei giornalisti della Valle d'Aosta e dell'Asva "é inaccettabile la violenza pur se verbale rivolta a un giornalista colpevole soltanto di voler raccogliere le notizie direttamente alla fonte, anziché affidarsi alle veline e alle informazioni filtrate. Impedire ai cronisti di svolgere il proprio lavoro significa voler negare la possibilità di avere un'informazione degna di un Paese democratico". (ANSA).

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Più volte mi sono ritrovato a piangermi addosso, scrivendo delle mie non positive impressioni, sulla carta stampata valdostana che è così matrigna con il Pd-Vda. Da tempo, noto come alcuni episodi e accadimenti politici vengono bellamente lasciati cadere nell'anonimato se questi, guarda caso, non riguardano la maggioranza, bensì il Partito democratico; poi l'evitare di esporre fatti nella corretta forma e non riportare nello stile consono al vero giornalista super partes, io penso che sia uno sfregio all'etica professionale. Non è una censura preventiva al giornalista qui sopra nominato, insultato e minacciato in una assemblea, ma è un rendersi conto come il sottoscritto finalmente non si possa considerare più una mosca bianca.

I giornalisti a volte sono nel mirino della critica
perchè colpevoli di voler raccogliere notizie scomode al palazzo, e in paesi non democratici addirittura rischiano la vita. Ma altre volte vanno direttamente alla fonte solo per evitare di farsi appiccicare la qualifica di "velinari". Infatti noi, utenti della carta stampata leggendo questi resoconti, e conoscendo la realtà perchè presenti all'intervista - che ha sviluppato altri argomenti e con altre considerazioni - ci domandiamo chi sia realmente il propositore di informazioni filtrate. Impedire ai cronisti di svolgere il proprio lavoro significa voler negare la possibilità di avere un'informazione degna di un Paese democratico". Sacrosanto! Ma il proporre alla vasta platea di lettori un'informazione monca o rielaborata "ad usum delphini" non è degna di un Paese civile.

giorgio - Mar Dic 15, 2009 3:42 pm
Oggetto:
La Stampa 15 Dicembre 2009 ha scritto:
Cityporto in servizio non prima dell’estate
La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:
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In relazione all’articolo pubblicato sulle pagine de «La Stampa» di giovedì 10 dicembre e intitolato «Da febbraio scarico merci ecologico», desidero precisare quanto segue: il titolo dell’articolo è inesatto, non avendo il sottoscritto mai affermato alla giornalista che mi ha intervistato che il servizio sarebbe partito nel mese di febbraio 2010. Interpellato, ho dichiarato che, «essendo previsti 60 giorni per la presentazione del Piano operativo di dettaglio del Cityporto, il progetto relativo verrà consegnato probabilmente entro il mese di febbraio», specificando, successivamente, che «tale documentazione sarà la base per la gara d’appalto da indire e che, di conseguenza, rispettando rigorosamente i tempi, l’avvio del servizio non potrà avvenire prima della metà del 2010».
Ringrazio per l’attenzione.
MARINO GUGLIELMINOTTI GAIET
Vicesindaco di Aosta


C.V.D
giorgio - Gio Gen 21, 2010 12:24 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 20/01/2010 ha scritto:
17:57 PD: FONDAZIONE DOLCHI AMMINISTRERA' PATRIMONIO 1,7 MLN EURO (ANSA) -
AOSTA, 20 GEN -
La Fondazione Giulio Dolchi potrà contare su un patrimonio che si aggira attorno a un milione e 700.000 euro. Presentata oggi agli organi di informazione, è una delle settanta in costituzione in tutta Italia che hanno la funzione di amministrare il patrimonio economico e culturale del Partito Democratico.

"La decisione - ha sottolineato il presidente della Fondazione, Ercole Bruno Martinet - scaturisce a livello nazionale all'epoca dei Ds, che ravvisarono la necessità di separare la politica ossia il partito dalla gestione del patrimonio ereditato dal Pci". Per il segretario regionale del Pd, Raimondo Donzel, "la Fondazione è strumento di salvaguardia dello sforzo organizzativo di chi ci ha preceduti, a incominciare dal Pci, e veicolo di valori della sinistra valdostana". E Giulio Dolchi - secondo i rappresentanti del Pd - "ne rappresenta un baluardo": fu presidente del Partito, fondatore del Travail, partigiano, sindaco di Aosta e presidente del Consiglio.

Tra le finalità della Fondazione, infine, la promozione dei valori della sinistra, il supporto all'attività politica del Pd, la promozione di eventi, la valorizzazione dei documenti cartacei e fotografici appartenuti a Giulio Dolchi. (ANSA).



La Fondazione viene costituita formalmente con atto notaio Marcoz in data 6 maggio 2008. L’8 gennaio 2009 vengono nominati dal Consiglio di Indirizzo gli organi statutari.
Presidente del Consiglio di Indirizzo: Elisabetta Rosaci
Consiglio di Amministrazione:
Presidente: Ercole Bruno Martinet
Membri del Consiglio di Amministrazione: Raimondo Donzel, Walter Pivato, Giuseppe Rollandin, Massimo Verduci

Scopi della Fondazione
La Fondazione ha come finalità politico culturale la promozione dei valori della sinistra italiana ed europea ed in particolare supportare l'attività politica del Partito Democratico. La fondazione nel perseguimento dei suoi scopi istituzionali:
a) intraprende iniziative volte a promuovere il pensiero, la cultura e l'azione politica della sinistra italiana ed europea.
b) favorisce l'incontro fra tutti coloro che possano fornire supporto di idee e ogni altro contributo a sostegno alle attività della Fondazione.
c) può promuovere, progettare e organizzare anche su commessa o sulla base di appositi finanziamenti, attività formative,corsi, convegni e seminari nelle discipline di sua competenza.
d) può promuovere pubblicazioni ed iniziative editoriali di qualsiasi tipo e natura attinenti lo scopo della Fondazione.
e) promuove la raccolta di fondi e la richiesta di contributi, pubblici e privati, da destinare agli scopi della Fondazione

PS
Sito web della Fondazione
La Fondazione Giulio Dolchi ha un proprio sito web :
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Il sito potrà ospitare tra le altre cose, tutte le informazioni che riguardano la Fondazione: lo statuto, gli organismi direttivi, i bilanci,il patrimonio ( beni mobili e immobili con una precisa descrizione dell'ubicazione e dell'utilizzo) nonché una descrizione delle attività che la Fondazione propone, al fine di garantirne la massima trasparenza.
giorgio - Gio Gen 21, 2010 5:47 pm
Oggetto:
La Stampa 21 Gennaio 2010 ha scritto:
il caso
Istituzione politico culturale
La Fondazione Pd intitolata a Dolchi

AOSTA

E’ stata costituita in Valle d’Aosta la Fondazione Giulio Dolchi. L’iniziativa è di respiro nazionale ed è funzionale al trasferimento di tutti i beni dei Democratici di sinistra alle fondazioni «per separare la politica dalla gestione del patrimonio, evitando che scelte negative della politica abbiano ripercussioni sul patrimonio». La presentazione dell’istituzione intitolata a Giulio Dolchi è stata fatta ieri dal presidente del consiglio di amministrazione Ercole Bruno Martinet (presidente del consiglio di indirizzo è invece Elisabetta Rosaci), dal segretario regionale del Pd Raimondo Donzel e da Giuseppe Rollandin, che fa parte del Cda con Donzel, Walter Pivato e Massimo Verduci. Scopo delle fondazioni, hanno spiegato, «è anche quello di recuperare tutto il materiale conservato nelle varie sedi del partito per non disperdere una storia che dura da 70 anni».

La Fondazione Giulio Dolchi ha come finalità politico-culturale «la promozione dei valori della Sinistra italiana ed europea e il supporto all’attività politica del Pd». La scelta di intitolare la Fondazione valdostana a Giulio Dolchi è stata facile. «Dolchi - ha detto Ercole Bruno Martinet - è stato la storia della Sinistra in Valle d’Aosta, il fil rouge tra la Resistenza al nazifascismo e lo sviluppo democratico ed economico di oggi per la difesa dei più deboli. A Giulio Dolchi e alla sua determinazione sono legati sia il radicamento della Sinistra nell’identità valdostana sia la difesa della cultura bilingue».

Giulio Dolchi (classe 1921, sposato con Rosa Marquet, morto il 20 ottobre 2003) era stato partigiano nella brigata «Arturo Verraz» in Val di Cogne, dirigente di Pci, Pds e Ds, fondatore del giornale «Le Travail», presidente dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia), consigliere comunale nel capoluogo dal 1946, assessore comunale negli Anni 50, sindaco dal 1966 al 1992, consigliere regionale per cinque legislature nelle quali ha ricoperto il ruolo di vice presidente e più volte quello di presidente del Consiglio. Dolchi è stato presidente della «Fédération Mondiale Villes Jumellées» e, per l’impegno in favore dei valori della francofonia è stato insignito della Legion d’Onore dal presidente della Repubblica francese.

La Fondazione valdostana nasce con un patrimonio diversificato, che tra denaro contante (6500 euro), fabbricati, terreni, partecipazioni societarie, ammonta a circa un milione 700 mila euro. Tra i beni immobili di proprietà della Fondazione figura l’attuale sede del Pd in corso Battaglione Aosta.
Tra le prime iniziative della Fondazione (che ha già un sito,
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e ha un logo realizzato dal grafico aostano Franco Balan) sono previste anche la sistemazione dell’archivio Dolchi, la ricerca di testi e documentazioni su di lui e una mostra fotografica.


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giorgio - Lun Feb 01, 2010 5:10 pm
Oggetto:
Io, inizio ad essere un pò preoccupato…Scrivo sapendo tutto sulla vicenda delle primarie in Puglia, sui molti spunti di riflessione che si pongono e sono certo, sui fiumi di inchiostro e di parole che saranno ancora versati. Una cosa però mi preme dire in particolare ed è che in questa storia tutta sbagliata, la cosa che considero più sbagliata è stata quella di aver esposto una persona capace, corretta, e competente come Boccia a sconfitta certa e ironia della sorte, facendone per di più un simbolo della conservazione e della burocrazia. Francesco Boccia è una grandissima risorsa sulla quale costruire questo partito, e con lui altre e altri democratici. Mi riferisco a tutti coloro che rappresentano anagraficamente la generazione degli Obama, degli Zapatero e dei Milliband …Ma in Italia la direzione strategica, non gli tocca ancora perché è saldamente nelle mani di chi guidava la macchina già quindici anni fa. Quello che si richiede loro invece è come al solito di farsi carico di operazioni spericolate come quella pugliese o del lavoro quotidiano e durissimo sul territorio. La classica “gavetta” mai passata di moda. Più ancora della crisi di oggi, quello che mi preoccupa davvero è l’angosciosa capacità del nostro Partito di mangiarsi il proprio futuro. Quasi non ci accorgiamo che la nostra stanchezza è rifiuto di preparare il futuro, e generalmente si conducono al collasso culture politiche notevoli, ma che necessitano di nuova linfa, di rinnovamento. Il regista Francis Ford Coppola, intervistato per La Stampa da Raffaella Silipo descrive il possibile collasso: «Amo l’Italia ma mi rende triste. Perché è un paese in cui i padri divorano i figli, si prendono tutto senza lasciar nulla e i giovani devono andarsene per avere un’opportunità».

Dispiace qui far rilevare, che ora la B come iniziale, mi chiamo Bruscia, sia stata scassata, disintegrata dal risultato pugliese (Boccia) e dalla B più "peggiore" degli Incapaci: Berlusconi, Bush, Blair. E pensare che BB, come ricordiamo, era quel magnifico esemplare di donna, che rispondeva al nome di Brigitte Bardot. BB, due iniziali che portavano al compiacimento, perfino alla tentazione, al desiderio. Brigitte è stata un mito, un sogno della mia giovinezza. Ora è inutile che parliamo di Bush, bugiardo naturale, con quegli occhi molto vicini che dimostrano la teoria lombrosiana sui mentitori patologici. Di quelli che, e ce ne sono parecchi, che credono di essere i padroni del pianeta. Di Berlusconi parlare a che serve? Piduista, corruttore, falsificatore di bilanci, ladro di cose altrui (la Mondadori, per es), grande amico del bugiardo patologico americano con il quale si trovava certamente bene, vista la comunanza di “qualità” e forse anche di interessi. Solo l’insipienza e la "vuotaggine culturale" degli italiani lo tiene seduto su quella poltrona di comando. Ma mi tocca e devo parlare anche di Blair, la luce dei socialisti nostrani alla Cicchitto, che ha dimostrato alla Camera inglese di che pasta è fatto: Si è solo difeso, non ha ammesso errori, e arrogantemente falso, ha detto che il mondo senza Saddam è più sicuro e che lui oggi rifarebbe quello che ha fatto. Un populista altrettanto falso degli altri due B che ho citato. Deve essere la B iniziale. Bersani non si offenda, ma credo che anche a lui come al sottoscritto dispiacccia per la B iniziale. Di fatto io spaventato sempre da quella B, avevo votato per Franceschini, alle primarie, ma questa B dopo il trionfo di BB è diventata sinonimo di disastro. Speriamo di rifarci.

giorgio - Ven Feb 19, 2010 12:06 pm
Oggetto:
(ANSA) 12:37 ha scritto:
COMUNALI: AOSTA; ALPE PROPONE A PD PRIMARIE IN COMUNE
(ANSA) - AOSTA, 18 FEB -
Un 'ponte' verso il Pd per affrontare insieme la sfida elettorale delle comunali di Aosta e indire primarie comuni. Il nuovo movimento Alpe (Verdi, Vda Vive e Renouveau Valdotain) - nelle cui fila, tra l'altro, figurano alcuni fuoriusciti dallo stesso Pd - avvia il proprio percorso istitutivo con un gesto distensivo nei confronti dell'altro partito di centro sinistra.

"Verso il Partito democratico - ha spiegato Paolo Fedi, coordinatore dei Verdi, durante la conferenza stampa di presentazione della prossima assemblea costitutiva di Alpe prevista il 27 febbraio - siamo sempre aperti, la consideriamo la formazione più vicina e non possiamo pensare di metterci in una posizione di scontro, anche perché dal punto di vista degli ideali sono persone amiche".

In rappresentanza della componente degli indipendenti provenienti dal Pd, che confluiranno nel nuovo movimento (tra questi Vanni Florio e Roberto Avetrani), è intervenuto Walter Pivato: "Io e le persone di cui sono il portavoce - ha detto - non siamo state fatte entrare nel Pd, ma abbiamo lavorato all'interno dei Ds-gauche valdotaine per la creazione di un unico movimento riformista e autonomista che non fosse solo la filiale di un partito nazionale. Alpe rappresenta il coronamento di questo nostro impegno". (ANSA).

Mi piacerebbe non sapere ( mi fa paura alcune volte la verità, come cantava la Caselli) come faranno alcuni personaggi che figurano essere fuoriusciti dal Pd, quando dello stesso, non ne hanno mai fatto parte. Mi piacerebbe anche non sapere chi è questo personaggio che assieme agli altri quattro fuoriusciti, descritti una volta come indipendenti... poi come società civile, poi come liberi cittadini.... poi come ecc, possa costruire un ponte verso noi del Pd. Non sapendo fare altro che copiare i simboli, i progetti, i programmi, gli stessi slogan del Pd: "principi federalisti della solidarietà e della sussidiarietà che devono costituire, unitamente alla necessità di garantire a ciascuno pari opportunità, la base dell'organizzazione amministrativa, sociale e economica della Valle d'Aosta”... come potremo noi essere sicuri che questo ponte tenga alle intemperie e alle difficoltà del caso? Noi, sono anni che anche da questo Forum di Area Democratica con : Una piazza un ponte cerchiamo dialoghi, e qualche risposta, senza mai avere avuto la dignità di un briciolo di attenzione? Essere trattati con sufficienza snobistica da politici dalla notevole puzza sotto al naso, avere sempre la sensazione del fratello minore come lo sgobbone tappabuchi - o portavoti - basta leggere ormai ogni tipo d'informazione valdostana, ci ha più che stancato,.... irritato.
giorgio - Mar Set 28, 2010 4:07 pm
Oggetto:
La Stampa 28 Settembre 2010 ha scritto:
POLITICA.PROPOSTA DI ALLEANZA
Dalla Federazione della Sinistra
un appello alle forze progressiste


In attesa di capire se e quando si andrà al voto anticipato, la Federazione della Sinistra della Valle d’Aosta chiama a raccolta le forze dell’area progressista per «sviluppare i punti di un prossimo programma elettorale». Un appello lanciato «indipendentemente dalla data delle elezioni politiche» e che ha come destinatari l’Alpe, la Sinistra per la Città e l’associazione Loris Fortuna, già alleati alle recenti comunali aostane, ma anche il Partito Democratico e l’Italia dei Valori, passando per l’Associazione Libero Pensiero (Alp), che negli ultimi mesi si è distinta in particolare per il lavoro documentale svolto sui lavori che interesseranno l’Ospedale regionale. I rappresentanti delle sigle sono stati invitati alla tavola rotonda di venerdì alle 17.30 all’Espace Populaire: «La speranza – dice Francesco Lucat, coordinatore della Federazione – è che questo dibattito sia il primo di una lunga serie di iniziative».
Lucat attacca il Pdl («sigla che significa “Partito di Lui”», ironizza), «spaccato per un contrasto fra il suo padre padrone e uno dei suoi fondatori» e denuncia «la degenerazione culturale e morale, l’attacco alla Costituzione e la guerra al lavoro» del governo Berlusconi. Poi spiega: «In Valle d’ Aosta l’Uv ha, con troppa fretta, scelto di salire sul carro di quello che appariva il vincitore assoluto e che sembrava garantire la continuazione di quel regime finanziario su cui quel partito fonda gran parte del suo consenso». Secondo il coordinatore della FdS, «la dichiarazione di Ego Perron secondo cui “Dobbiamo interrogarci su quanto è opportuno fare per questa regione, per noi è importante avere sempre interlocutori”» esprime «un opportunismo da “O Franza o Spagna, purché se magna” che è perfettamente compatibile con la logica del berlusconismo, assai meno con quella di chi, chiamandosi erede di Émile Chanoux, dovrebbe avere una storia e una dignità da difendere». Lucat propone alle forze progressiste «un confronto e un lavoro di lunga lena, difficile e impegnativo» per «uscire dal berlusconismo» e lancia la proposta: «Se ci saranno elezioni a breve scadenza, bisognerà elaborare una proposta forte e unitaria che permetta quel cambiamento da troppo tempo necessario».
Daniele Mammoliti


AostaSera.it 28/09/2010 ha scritto:
Prove tecniche di confronto all’interno della sinistra autonomista valdostana
Aosta - Venerdì 1 ottobre i partiti e i movimenti che gravitano attorno all’area progressista e autonomista sono invitati a un dibattito pubblico all’Espace Populaire. L’appello proviene dalla Federazione della sinistra valdostana.


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Francesco Lucat

Le vacanze sono finite, è cominciato l’autunno, e si torna a fantasticare di una possibile unione della sinistra valdostana, lontano da scadenze elettorali troppo pressanti. Per ora siamo allo stadio della proposta, anzi, dell’appello. Tocca alla Federazione della sinistra fare la prima mossa, tendendo la mano ad amici e amici degli amici, ovvero a PD, Alpe, associazione Loris Fortuna, Italia dei Valori, Sinistra per la Città e Associazione Libero Pensiero (Alp), ma anche ai sindacati, e in generale a chiunque condivida l’esigenza di riformare la sinistra valdostana.

L’appuntamento è per venerdì 1 ottobre alle 17,30 al’Espace Populaire. “Dobbiamo ricostruire una cultura alternativa per arrestare il generale imbarbarimento della vita democratica” sintetizza Francesco Lucat, segretario regionale di Rifondazione comunista. “Va fatto anche, naturalmente, in prospettiva di uno sbocco elettorale”. Scorrendo la lista degli interlocutori, colpisce la presenza dell’Alp, l’associazione “grillina” che ultimamente sta dando filo da torcere alla maggioranza.

I rapporti con la sinistra dei partiti tradizionali non è mai stato idilliaco, ma sembra dire Lucat, è tempo di guardare oltre le piccole divergenze e costruire un’alternativa solida per fare fronte alla deriva politica e istituzionale segnalata a sinistra. Lo stesso discorso vale per Italia dei Valori e PD, con cui on sono mancati gli screzi, ma sempre, sottolinea il segretario di RC, nell’ottica di uno scambio franco e leale. Quali sono le priorità? Secondo Lucat, in primis viene la tutela del lavoro. “La ricetta per uscire dalla crisi, secondo l’industria e il patronato, è la precarizzazione sistematica dell’occupazione. Rifiutiamo questo modello, in quanto proprio il lavoro è la colonna portante della democrazia italiana, e la storia della Repubblica lo dimostra. A questo proposito, appoggiamo senza riserve lo sciopero della Fiom del 16 ottobre”. La palla è ora nel campo delle altre forze dell’area progressista e autonomista. “Dobbiamo incontrarci, metterci attorno a un tavolo e discutere di contenuti, e non di schieramenti politici”.
di Elena Tartaglione


Credo che la loro fatica sia senza pari, e va a loro tutta la mia stima per l'impegno che hanno promesso di mettervi. Io ho fatto altre scelte, con un intento pari al loro in termini di proposizioni politiche. Speriamo presto di reincontrarci insieme nelle lotte e nelle istituzioni della Regione. Le occasioni di certo non mancheranno. Anche se mi rendo conto che l'azione politica è molto più schematica della ricerca ideologica e dei fondamenti dell'unità. Tra l'altro le scissioni del passato non hanno ancora esaurito le ragioni di quelle scelte, vedremo pertanto se l'elaborazione del nuovo soggetto politico giungerà a chiudere un epoca, per aprirne un'altra nuova, superando la boa delle pure intenzioni. Lasciamoli giocare verrebbe da dire!

Come può coesistere il principio della solidarietà con l'incapacità a stare assieme, per costruire partiti sempre più popolosi e popolati di idee? Si ha forse così tanta paura delle differenze? Non credete, cari compagni che si stia esagerando con l'ottimismo oltre l'evidenza? Se continuiamo a:
- Guardare alle sconfitte recenti
- ripensare alla rivoluzione d'Ottobre
- ni al Pd.

...sarebbe come dire: siamo in alto mare, o forse è solo un incubo, dopo un minestrone mal digerito. Naturalmente, se il riferimento è sempre: “Dobbiamo ricostruire una cultura alternativa per arrestare il generale imbarbarimento della vita democratica” rifacendoci alla rivoluzione d'Ottobre, questo sarebbe pura utopia e una perla di cui non si vuole fare a meno. Un pò come quei richiami al marxismo che talvolta si sentono alla "base", seppure non esista neppure più un filosofo che si dica marxista. Di fatto se la sinistra radicale è così in confusione è proprio per questo.

paolog - Mar Set 28, 2010 4:56 pm
Oggetto:
Rieccoli. C'è puzza di elezioni? Ma per chi parlano questi cosiddetti uomini della sinistra FdS?
Anche per me capire a chi vogliono tirare la volata sarebbe interessante. Da buon S.Tommaso, diffidente e sospettoso, aspetto che facciano qualche nome nuovo, che portino qualche idea meno ammuffita.
Già scritto....come la penso sulle cariatidi della politica Valdostana, si fà per dire sinistra radicale.

giorgio - Lun Ott 04, 2010 12:37 pm
Oggetto:
La Stampa 02 Ottobre 2010 ha scritto:
POLITICA.
SVOLTA NELL’INCONTRO ALL’ESPACE POPULAIRE
Pd, torna il dialogo con la sinistra e gli autonomisti
A unire sono le critiche a Rollandin e Fosson
dopo la fiducia in Senato al governo Berlusconi


AOSTA

Dopo le tensioni e le incomprensioni dell’ultima campagna elettorale per le comunali, il Pd torna a dialogare con la sinistra e con il mondo autonomista. Dopo l’incontro all’Espace Populaire voluto dalla Federazione della Sinistra, che ieri pomeriggio ha messo attorno a un tavolo i rappresentanti delle forze che un tempo formavano l’Alleanza autonomista progressista, Raimondo Donzel dice: «Inizia una convergenza sui problemi sociali, sul lavoro, la scuola e la lotta al berlusconismo». Tanto che Francesco Lucat, artefice della riunione, non nasconde la sua soddisfazione («siamo andati al di là delle più rosee previsioni») che riesce a fargli digerire il secco «no» ricevuto dai grillini dell’Associazione Libero Pensiero, invitati ma rimasti a casa.

Ad accomunare Pd, Alpe, associazione Loris Fortuna e Rifondazione comunista più di un elemento. Ad esempio la critica alla decisione del senatore Antonio Fosson di dare la fiducia al governo Berlusconi: «Quando ho sentito il suo discorso ho avuto uno stravolgimento – ha detto Carlo Perrin –. Fosson si era candidato su presupposti diversi, ma il suo voto consolida un percorso politico». Donzel, sui rapporti tra Uv e centrodestra, non è stato meno tenero: «Rollandin va a Roma e porta in Valle solo fumo. Sono stati limitati i tagli, ma questi verranno fatti su indicazione del governo, alla faccia dell’Autonomia».

Ancora Donzel: «La maggioranza ha bocciato la nostra proposta di una legge contro la violenza sulle donne, che costava 100 mila euro, e poi ha speso 750 mila euro tra la Festa della Valle d’Aosta e la Désarpa, senza contare che quest’ultima è stata pessima, lontanissima dalla realtà del mondo agricolo e più simile al sabato fascista: un brutto spettacolo folcloristico in cui servire da mangiare e bere». La prospettiva? «La sfida è come quella per il Nuovo Ulivo – ha detto Flavio Martino – con l’obiettivo di unire le forze su un programma davvero riformista».
DANIELE MAMMOLITI

Dopo l’ appello lanciato dalla Federazione della Sinistra alle forze progressiste ecco che il Pd si sta preparando, oltre che per il voto nazionale, a più lunga gittata anche per quello regionale. Ma con chi? Con chi condividerà con lui un programma di governo e la voglia di battere in questo caso l'Uv di Augusto Rollandin. Ora dobbiamo trovare una convergenza ampia, ma dobbiamo pensare e ragionare fino a dove possiamo spingerci. Forse fino al punto di trovare il limite accettabile di un inizio di una convergenza sui problemi sociali, sul lavoro, la scuola e la lotta al berlusconismo. Esattamente come dice Donzel. Il Pd, alla faccia di certe posizioni preconcette è comunque un partito progressista e con lui deve fare i conti ed aprirsi con più elasticità quell’ elettorato di sinistra nel quale oggi si riconoscono almeno cinque proposte: Grillo, Di Pietro, la Federazione tra Prc e Pdci, Vendola e il Pd … appunto.

Appurato che il Pd è un partito di sinistra, di certo deve dialogare con tutto questo elettorato e il Vendola di cui tanto si parla, è importante solo se porta con sé una sinistra che è sì radicale, ma che vuole governare con noi. Non a tutti i costi, insomma deve essere il leader. È un alleato utile, soprattutto in campo nazionale, ma non possiamo minimamente immaginare che una coalizione guidata da lui arrivi al 51%. Dico questo perché il Pd ambisce a guidare il centrosinistra proponendo il suo segretario. In Valle esistono difficoltà e problemi quasi identici a quelli nazionali. Anche qui da noi sono tutti alla ricerca di visibilità per potersi innalzare e distinguersi da quel livello di uniformità che ha contaminato da tempo certe formazioni politiche.. Quasi tutte sono compresse e schiacciate dai soliti slogan e indirizzate verso un autonomismo spinto, che come la febbre del sabato sera, ha esasperato e drammatizzato quei rapporti che dovevano essere più concilianti con i partiti nazionali presenti in Valle. Se riusciremo a convergere senza troppi danni e mantenere la propria coerenza su certi valori, da cui non possiamo transigere ” Yes we can” … sì allora noi possiamo.. Sappiamo che la battaglia sarà lunga, ma dobbiamo ricordare che non importa quali ostacoli incontreremo nel nostro cammino, nulla può frapporsi a noi che chiediamo il cambiamento.

paolog - Mer Dic 08, 2010 6:19 pm
Oggetto:
E’ da tempo che affermo e penso che lo abbiate capito, quanto questa politica mi abbia deluso e amareggiato.
Sicuramente la politica intrallazzatrice e sporcacciona del centro destra, è la causa maggiore, ma una delusione pesante arriva anche dalla nostra parte, dalla politica che il centro sinistra continua a perseguire. Questa, non parla mai di programmi e di alleanze per vincere le elezioni, non ci illumina per come mandare a casa gli inetti avversari. Dopo due anni in cui assistiamo allo sfacelo del nostro paese, siamo ancora ai distinguo: Riformisti, Progressisti, Sel, Idv, Comunisti,
Verdi ed Ecologisti, Società Civile, Popolo Viola, Grillini, Radicali …
Non uniti nel battere questa destra becera e arruffona a qualunque costo, bensì pronti a fare una coalizione perfino con il Fli.
Ricordo come Fini abbia detto e fatto tutto e il contrario di tutto, e come dopo aver demolito la destra tradizionale, facendo un patto scellerato con Berlusconi e Bossi, ora si appresti ad un abbraccio "mortale" per la sinistra, solo per scopi personali.
Al PD, a noi, serve uno "scatto di reni" o scendere di quel tanto per tornare
tra la gente comune, tra gli operai, commercianti, artigiani, insomma tra i
cittadini e con loro condividerne i problemi; ma soprattutto dove è
possibile cercare di risolverli. Ci serve un ricambio generazionale, mettere un limite. Io ad esempio auspico due
mandati, insomma una politica nuova senza interessi personali,
dove per determinare i programmi, i candidati, non siano sempre i soliti
quattro amici al bar che da 30 - 40 anni fanno il bello e il cattivo tempo.
La politica bisogna condividerla con quei disinteressati volontari (i nostri "peones") che sono la colonna portante e la linfa vitale del nostro partito.
Smetterla con le rivalità interne, metterci in pace con noi stessi, e lavorare
a testa bassa spassionatamente. Ricordo che la politica non inizia un mese prima delle elezioni, e non finisce il giorno dopo, ma è un impegno quotidiano dove tutti gli eletti e i non eletti devono concorrere per il bene dei cittadini che ci hanno dato la fiducia.
I nostri elettori, la nostra base i "peones" sono esigenti, non vogliono
e non devono essere presi per i fondelli; tuttavia e lo si vede dalla loro protesta, con il non voto, come sappiano distinguere da chi lavora solo per essere eletto da chi opera per il bene comune.
Concludendo: diciamo e facciamo qualcosa di sinistra. Nanni Moretti
lo disse a suo tempo a D'Alema, ma questo rimase lettera morta, ora tocca a noi rianimarla.
A livello Regionale, ai nostri “amici” dell'Alpe e ai compagni
della sinistra Valdostana, diciamo che è ora di smetterla
con la politica dell'anticipo, del primo della classe, del buttarsi avanti a tutti i costi autonomamente, tutto questo non fa bene all'alleanza. O si lavora concordemente per lo stesso
progetto, con pari diritti e dignità di rappresentanza come si è detto all'assemblea di Verres, oppure ognuno vada per la propria strada.
Ricordiamoci dello spirito del 2006, tutti uniti …
ora non devono comportarsi come fossero la maggioranza dell'alleanza e dettarne i tempi e le regole, altrimenti cosa cambia tra loro e l'Union Valdotaine"?

giorgio - Gio Mar 10, 2011 12:54 pm
Oggetto:
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ha scritto:
Avevamo cortesemente rifiutato l’invito pervenuto da Alpe a partecipare al loro congresso, avendolo comunque considerato un gesto di apertura significativo, senza pregiudizi.

Tuttavia le nostre posizioni chiarissime e nette
in contrapposizione a quelle di Alpe su organizzazione, modo di operare concretamente e persone alla direzione non avrebbero consentito di esprimerci con la necessaria franchezza in una sede, come quella congressuale, in cui si è ospiti e si deve prima di tutto rispetto, che noi abbiamo. Alla luce delle dichiarazioni di Roberto Louvin, colui che è, di fatto, il padre padrone di Alpe, abbiamo avuto la conferma che la scelta di non essere presenti era quella giusta.

Ecco come giudica Louvin l’azione di informazione ai cittadini e di denuncia del Movimento 5 stelle e ne prende le distanze: "non abbiamo bisogno di fare sempre i primi della classe, di mettere il cappellino sulle battaglie degli altri. Non siamo tra quelli che mettono assieme un dossier e pensano di aver risolto tutto, dicendo 'adesso signori giudici vedetevelavoi". Ovviamente questa è anche la risposta ufficiale di Alpe al nostro invito a firmare l’esposto che spediremo in Procura riguardo al dossier delle centraline idroelettriche che abbiamo presentato. Messaggio ricevuto, non ve la sentite…ne prendiamo atto. Quello che ha detto al congresso, prof. Louvin, è inutilmente falso e lo sanno, prima di tutto, gli iscritti e simpatizzanti dell’Alpe che riteniamo essere, in maggioranza, persone molto consapevoli: un tentativo di propaganda il suo e un’offesa all’intelligenza del popolo di Alpe da chi, forse, si è arbitrariamente convinto di rappresentare un’élite politica insostituibile.

Noi non pensiamo di risolvere solo con l’attività di denuncia i problemi della Valle d’Aosta: quando abbiamo detto questo? Abbiamo lavorato e lavoriamo per informare, per far sapere le cose che rimangono diversamente chiuse nei palazzi e nemmeno voi dell'Alpe fate uscire. Coinvolgiamo i cittadini, abbiamo idee e progetti originali contenuti in sintetici programmi che sono come la lista della spesa: semplici, brevi e sbrigativi. Ultime le proposte alternative alle centraline idroelettriche sui torrenti a cui è seguito il vostro significativo silenzio. Come aveva già fatto il presidente del consiglio Alberto Cerise, vostro precedente compagno di merende, in un’intervista alla Stampa definendoci "fustigatori dei costumi" che urlavano e contestavano, lei vorrebbe creare un’immagine del Movimento 5 stelle che è quella che vi farebbe più comodo: non quella reale propositiva di soluzioni moderne e non clientelari, di rispetto delle regole, della legalità, dell’ambiente, di un’economia libera con la Regione che amministri e non faccia l’imprenditore in tutti i settori.

Le dodici ore di interventi con sindacalisti, rappresentanti di partito, dichiarazioni di principio le lasciamo volentieri a voi che avete paura del vero dibattito che farebbe emergere il disorientamento palese dei vostri elettori.

Noi che il congresso lo facciamo
tutte le settimane a turno a casa di uno o dell’altro, con le sedie che mancano e con Skype, non abbiamo bisogno di un consiglio direttivo, di un consiglio dei garanti, di un presidente, di un segretario e degli "uomini partito" Curtaz e Louvin che alla fine impongono la linea da seguire. Roba da vecchia democrazia cristiana e partito comunista. Cosa avremmo voluto vedere nel vostro congresso (forse non solo noi)? Un’Alpe senza politici di professione alla ribalta, con un passato sospetto o ingombrante, a decidere i giochi, in cui Carlo Perrin magari annunciava di andare a fare il nonno per esempio. Che non si faceva dare lezioni di democrazia da quel genio di Ego Perron (da sbattere fuori a calci dopo la riflessione da Isola dei Famosi". Credo che in una democrazia l’opposizione sia necessaria"). Un po’ di orgoglio accidenti! Che non faceva intervenire l’indagato Salvatore Luberto. Che non avesse parlato, parlato, parlato ma avesse deciso dove veramente vuole andare e come. Che avesse detto che con i truffatori presenti nella Fédération autonomiste non avrebbe mai fatto accordi. Con la corrente ambientalista veramente attiva che, invece, fa pensare alla sua confluenza in Alpe solo per evitare di raccogliere le mille firme per potersi presentare alle prossime regionali ed anche poter superare con facilità lo sbarramento della percentuale minima da raggiungere per poter avere degli eletti. Calcoli politici mediazioni e utili compromessi voi direte? No, per noi solo miserie e mancanza di coraggio.

ALPE NON C’E’,
e se continua così potrà essere un partito con un suo seguito, fatto di feudi di voti e personalismi, ma solo la brutta copia dell’Union Valdotaine. Ai capi di Alpe probabilmente questo è sufficiente per pensare di tornare a governare come quando erano presidenti e assessori e non facevano nulla di quanto predicano adesso come nuovi profeti. Il canto del galletto, che fiero spicca nel simbolo, dopo questo congresso povero di reale democrazia e di rinnovamento, si è trasformato in un misero verso di dolore, speriamo non quello del pollo che vede dietro l’angolo un destino segnato da cappone. Qualcuno del nostro gruppo si era arrabbiato per quella sveglia sui manifesti giganti e costosi del vostro congresso quasi identica a quella delle misere locandine artigianali del nostro Movimento 5 stelle presentatosi un mese prima ufficialmente. Incazzature inutili: la vostra sveglia non era stata volutamente caricata perché se avesse veramente suonato al congresso sarebbero stati dolori per chi comanda. E chi comanda si è dimenticato di caricarla…

La nostra sveglia invece ha suonato fortissimo per tutti i cittadini: che vogliono riprendere la democrazia e il controllo del loro destino in mano, direttamente, senza consumati mediatori dei partiti perché non esiste un’alternativa se non il vecchio che tenta di riciclarsi ma che ha le mani legate da quelli che erano gli amici di un tempo. Avevo personalmente, come altri, all’inizio guardato ad Alpe con prudenza ma con grande interesse a quello che sembrava un progetto che poteva rappresentare un tentativo di cambiamento. L’esito scontato del vostro congresso ha posato una pietra tombale sopra quelle speranze e la nomina del segretario in una struttura fortemente gerarchizzata come quella di Alpe non farà la differenza. Otterrete forse una vittoria nella lotta per le future poltrone nelle amministrazioni locali ma avete perso la sfida di rinnovamento, legalità e civiltà che è la sola che può salvare la Valle e per la quale noi ci battiamo.  Senza rancore nei confronti dei nominati, ma certo con molta delusione e amarezza per questa vostra rinuncia.

P.S. : " i dossiers non risolvono tutto" ,certo, ma almeno hanno consentito nell'interpellanza di oggi 9 marzo 2011 in Consiglio regionale alle ore 11.20 a Roberto Louvin, riguardante le centraline idroelettriche che nascono come funghi, di citare le società lussemburghesi interessate, circostanza che aveva denunciato proprio nell'ultimo dossier di dieci giorni fa il Movimento 5 stelle. La citazione in Consiglio da parte di Louvin comunque è positiva e denota forse che, messa da parte la propaganda, su alcuni temi importanti ci si dovrebbe ritrovare tutti esclusivamente per il bene della Valle d'Aosta...

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Ma l'incipit di questi signori che tra l'altro trattano argomenti come la schizofrenia ci hanno detto o no che: Avevamo cortesemente rifiutato l’invito pervenuto da Alpe a partecipare al loro congresso, avendolo comunque considerato un gesto di apertura significativo, senza pregiudizi. Alla luce delle dichiarazioni di Roberto Louvin, colui che è, di fatto, il padre padrone di Alpe, abbiamo avuto la conferma che la scelta di non essere presenti era quella giusta.

Allora una domanda è d'obbligo. Chi è la talpa nell'ALPE? Si perchè per scendere nei minimi particolari del congresso - come qui è stato fatto - il dubbio che ci assale è atroce, come atroce è il pensiero che Stefano Ferrero, travestito da gallo con tanto di cresta e sveglia nascosta sotto le ali, si sia infiltrato nel pollaio altrui e si sia staccato di dosso una penna per potere scrivere questo resoconto bellico. Un fatto è certo! Se qualcuno di noi fosse invitato in qualche congresso del Movimento di Grillo, si ricordi che prima di partire da casa a mani vuote, deve fare uno sforzo di memoria per dotarsi di qualche sedia o strapuntino, perchè a loro dire ne sono privi.

giorgio - Lun Set 19, 2011 3:51 pm
Oggetto:
Mi ero, stupidamente, fatto delle illusioni su Casini. Ora le ho cancellate dalla mente, Casini non è, cioè a me non sembra che sia, quello che anche nel Pd molti pensano: lui ha dato questa illusione a molti di noi perché ce lo siamo visti al fianco nell’opposizione a questo vergognoso governo, ma lui è in questa posizione per altri motivi che non i nostri, lui è lì perché Berlusconi, nella destra dove Casini starebbe benissimo perché lui è un uomo di destra o, al limite, di centro-destra, non gli ha lasciato spazio. Diversamente da Follini, che è un democristiano di centro-sinistra, Casini starebbe chiaramente bene in una compagine di destra, ed è per questo che altri amici di destra, come Sacconi, come Cicchitto, lo invocano ad alta voce.

Perché quindi Bersani e Letta e Franceschini continuano a cercare un colloquio con Casini? Che senso ha proporgli un Nuovo Ulivo?
Nel terzo polo c’è anche Fini, che a Genova alcuni piddini hanno applaudito. Applaudire Fini? Ma siamo fuori di melone? Io non sono qui a pettinare le bambole e ho tutto il rispetto che devo avere per un uomo che in definitiva ha dimostrato di avere palle e anche una certà onestà, ma devo dimenticare che era il figlio di Almirante? Che era una camicia nera? Si, capisco, Granata vorrebbe un Fli fondato sul Manifesto di Verona, una riesumazione fascista del socialismo dei primordi mussoliniani, ma che c’entra? Loro vogliono una destra sociale, io vorrei semplicemente un socialismo: siamo in antitesi o no? Quindi perché i capi del Pd cercano accordi con il terzo polo?

Casini fa un lavoro semplice: vuole distruggere ogni credibilità di Berlusconi (che non dovrebbe essere compito difficile, ma purtroppo troppi italiani non capiscono una beato "cabasiso", politicamente) per prenderne il posto. Lui gioca sull’età del satiro, sulla inesperienza di Alfano, sulla vacuità del Bossi attuale e si sta costruendo un vestito da candidato del centro destra contro il centro-sinistra. E allora molliamolo, lasciamo che vada dove deve andare, cioè nel campo dei berlusconidi e consideriamolo per quello che è: un avversario. Purtroppo Di Pietro viene spesso trattato con sufficienza dagli altri politici, ma è l'unico che ha detto le cose come stanno su Casini...(l'Udc è l'escort della politica),
dunque ogni tanto prestiamogli orecchio.


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giorgio - Lun Set 19, 2011 5:45 pm
Oggetto:
Alla fine ce l'hanno fatta ad incontrarsi. L'occasione è la festa dell'Idv. Il luogo? Il palco di Vasto. E' qui che dopo annunci, smentite e contro smentite finalmente Bersani, Vendola e Di Pietro hanno incrociato gli sguardi e le parole. Non sono tutte rosa e fiori, ma il primo scoglio verso l'unità d'intenti e di programma è superato e il bilancio è positivo. Non cominciamo a sofisticare con la solita lagna di sinistra "benino ma non è abbastanza". Intanto Bersani ha finalmente deciso di dare un taglio a quattro anni di baggianate di Veltroni e dei margheritini che sognano di essere la seconda gamba di un centro a leadership di Casini, e continuano, tetragoni alla sparizione politica e mediatica di Rutelli. Bene farebbe Bersani a usare internet per un referendum tra gli iscritti al Pd sulla sua scelta, sarebbe anche un modo di annunciare che la d del partito vuol dire "democratico" e non "degli indecisi". E se i margheritini che hanno tante preferenze, pochi voti e pochissimi iscritti si lamentano, pazienza, tanto non vanno da nessuna parte. Casini è stato così chiaro che si merita un rassicurazione, tipo che se si vince torna a fare il presidente della Camera. Della Repubblica direi di no, almeno fin quando non impara a parlare senza fare la bocca a cul di gallina...

Dunque è già qualcosa che si siano incontrati,
ma non basta, ma dalle dichiarazioni di Bersani traspaiono alcuni preoccupazioni. La prima quella di non rivivere la vicenda "Ulivo", la seconda, di carattere interno al Pd, di tenere unito il partito sul versante cattolico, la terza, aggiungo io, quella delle primarie di coalizione. Non da ultimo, legittimamente, quella di andare a governare un paese sfasciato da tutti i punti di vista. Considerazioni lecite, ma che non tengono conto che la deriva del Paese può anche sopportare provvedimenti economici pesanti purchè improntate sulla giustizia sociale. La classe politica è quella che è, ma sicuramente non è del tutto rappresentativa del popolo e comunque la sfiducia accumulata dall'attuale governo è tale che alle prossime elezioni toccherà ad altri assumersi la pesante eredità del governo. E se i sondaggi dicono il vero, toccherà al centro sinistra.E' inutile perdere altro tempo e ciascun partito della coalizione dia il suo contributo con spirito di sacrificio per giungere ad un accordo, fatto di pochi punti, ma essenziali sul piano economico e dei diritti civili. L'Italia si deve svegliare dal torpore berlusconiano e capire che si deve evitare il baratro ad ogni costo. Vale soprattutto per i nostri figli ed eredi. Infine un'ultima considerazione sulle primarie di coalizione. Se si terranno sono convinto che le vincerà Bersani perchè lo sosterrà anche la parte del partito più a sinistra ma non solo.


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giorgio - Mar Set 20, 2011 7:30 pm
Oggetto:
Il Pd non è un partito di centro, per il semplice motivo che è a favore di un bipolarismo maturo, nel quale il centro non ha spazio politico. Che è esattamente il contrario di ciò che il centro di Casini desidererebbe, cioè dare peso ad una formazione "ago della bilancia" come fece il Psi della prima repubblica che, nonostante il suo scarso 12%, comandava la linea politica, non disturbando il manovratore democristiano, interessato esclusivamente al potere. Il Pd può e vuole dare un'idea di centro di mediazione tra le istanze e le rivendicazioni della sinistra e il moderatismo scarsamente laico dei reduci democristiani e Ignazio Marino, cerca di proporsi come sintesi sia delle idee di sinistra, solidariste, ambientaliste e pacifiste, sia di quelle posizioni laiche che sono uno degli ostacoli al buon funzionamento del partito.

Bersani è il Segretario emerso dalle votazioni congressuali e lo statuto del partito prevede che il candidato Premier alle elezioni sia, appunto, il segretario del partito. Però adesso, per la storia di Penati, che non può essere ancora giudicata nella sua interezza (per esempio quel Di Caterina pare sia una specie di filibustiere...), ma che comunque è lì, pesante, sul tavolo (e il Pd ha perso quasi l’1% in pochi giorni, nei sondaggi), io fossi Bersani proverei a metterla giù pesante e proporrei di affidere la segreteria ad altri. Questo ben sapendo che è impossibile cambiare cavallo in corsa, a meno che non si convochi un congresso straordinario! Una cosa alla quale nel partito nessuno pensa. Perciò nello scenario attuale Bersani guiderà le campagne elettorali, a meno che non si profili un nuovo scenario nel quale il Pd si giochi la possibilità di guidare una eventuale coalizione nelle trattative con altri partiti - SeL, IdV, Socialisti, Verdi, Sinistra e Radicali - trattativa che faccia emergere una figura nuova sufficientemente carismatica da sintetizzare in se le istanze delle formazioni che faranno parte della coalizione stessa.

Ovviamente è diverso il caso di un Governo del Presidente, istituzionale e incaricato di governare la transizione tra questa legislatura e la prossima, prima della scadenza naturale. In questo caso, l'ideale è un personaggio impegnato a non dar seguito alla sua gravosa esperienza, in modo da avere le mani libere per fare le cose che è necessario fare, senza la paura di perdere il contatto con al sua base elettorale.

giorgio - Mer Set 21, 2011 11:07 am
Oggetto:
Io, al congresso, non ho votato Bersani. o meglio il suo progetto politico. Sono ancora convinto che se il Pd avesse mantenuto la barra sulla "vocazione maggioritaria" oggi volerebbe alto e, forse, Berlusconi sarebbe già un ricordo del passato. La strategia delle "grandi alleanze" costringe il Pd ad un ruolo di mediatore tra istanze diverse tra loro, oltretutto tra partiti padronali di "furbetti", siano essi di centro che di sinistra. Questo ruolo appanna la proposta politica del Pd e rianima vecchi zombi.

Tutto ciò premesso, nello scenario politico attuale, Bersani è la persona più adatta a guidare il Paese. Colto, serio, pragmatico, dotato di capacità amministrative indiscusse. La questione prioritaria che il Paese deve affrontare è il disastro economico. Vendola, Di Pietro, Marino possono essere più o meno simpatici e preparati su alcune materie, ma qui si tratta di salvare un Paese dal baratro. Anche la discussione sulle primarie di coalizione, in questo momento, è una puttanata. Da alcuni personaggi è concepita come una vetrina in cui mettersi in mostra, ma ora non è più tempo di giocare, è il momento di agire.

Non siamo mica qua a pettinare le bambole!


P.s.
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Dal 26 Gennaio del 1978 Berlusconi risulta iscritto alla loggia P2,
tessera numero 1816 codice e.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625.

giorgio - Sab Dic 10, 2011 9:57 pm
Oggetto:
Patuasia 8 dicembre 2011 ha scritto:

Nonostante i crampi

Eppure bisogna andare avanti. Nonostante i crampi. Lo dobbiamo per chi ci seguirà (in fondo siamo stati più fortunati di coloro che hanno avuto in eredità una guerra). Occorre accantonare il cinismo e dare speranza alle forze che un qualche cambiamento vogliono operare. Si va avanti a piccoli passi. Mi sembra che in Valle i partiti di minoranza comincino a dare una forma al malumore che, seppur nascosto, esiste eccome. In quanto minoranze non incidono minimamente sulle scelte operate dal regime, ma il loro attivismo (era ora!), le loro proposte, la loro criticità verso la gestione del patrimonio collettivo, creano uno spazio di discussione più ampio e prospettive alternative. Nonostante la forte crisi che attraversa la politica, di politica abbiamo bisogno. Mantenere l’attenti, non significa non saper valutare con positività gli interventi più incisivi che, negli ultimi tempi, hanno contraddistinto l’opposizione di Pd e Alpe ( Patusia mi scuserà l'inversione sigle). La prudenza, il guanto di velluto, il passo felpato, hanno lasciato il posto a maggiore sonorità e sicurezza. Forse hanno capito che il loro elettorato è stanco di questo sistema e necessita di una presa di posizione chiara da parte della politica che lo rappresenta. I cittadini hanno dimostrato che sanno fare da soli: la nascita di numerosi comitati, associazioni…, sganciati dai partiti lo testimonia, saper interpretare con fiducia e ottimismo questo tipo di partecipazione diretta, può fare la differenza nella prossima tornata elettorale.



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Sì. bisogna andare avanti Arrow
giorgio - Mar Feb 28, 2012 3:04 pm
Oggetto:
Sarebbe bene che si capisca che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di un fiume, sono lì, solo per farci arrivare all'altra sponda, quella che conta è l'altra sponda, quella abitata e condivisa dalla maggioranza delle persone che desiderano il bene comune. Noi molto più semplicente un mercoledi, 24 gennnaio 2007, avevamo intitolato questo trhead una piazza...un ponte. Le pietre ci sembravano parole un po' pesanti....appunto come le pietre.


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giorgio - Mar Mag 22, 2012 4:32 pm
Oggetto:
Dedico questo post ai compagni di Rifondazione comunista e ai numerosi supporters della sinista - sinistra. IL Pd non gode di buona stampa, in nessun paese europeo il partito di maggioranza relativa è sottoposto alle critiche severissime che la stampa rivolge al nostro partito; sempre critiche e critiche sia quando si vince sia quando si perde. Nel contesto nazionale ho notato tra l'altro, che il Pd siciliano è sottoposto ad un fuoco di sbarramento senza paragoni da parte di Sel e Idv. Però qualcosa di buono il Pd siciliano ha portato in porto con l'appoggio esterno al governo dei tecnici del governatore Lombardo. Mi riferisco alla legge elettorale voluta fortissimamamente dal nostro partito che ha consentito l'elezione di Leoluca Orlando a Palermo e di Valerio Marletta, esponente di Rifondazione comunista, a Palagonia, che è un grosso centro agricolo di 17.000 abitanti in provincia di Catania.

Con la vecchia legge elettorale nessuno dei due avrebbe mai potuto diventare sindaco con una maggioranza autonoma. Naturalmente, come per alcuni amici che ho su Facebook, sono contentissimo per la vittoria di questo giovane che si è imposto in una terra dove malaffare e inefficienza della pubblica amministrazione l'avevano fatta da padrone per decine di anni. Al primo turno aveva ottenuto il 23% dei voti, mentra l'unica lista che lo sosteneva aveva avuto il 9%. Al ballottagio ha ottenuto uno stratosferico 73,43% dei voti ed è diventato il primo sindaco siciliano di Rifondazione comunista. Uno di pochi d'Italia iscritto a questo partito. Ora dovrà fare i conti con un'esposizione debitoria del comune paurosa, 20 milioni di euro, che per un comune così piccolo rischia di far precipitare l'ente nel baratro del dissesto finanziario. "Mi attende un lavoro difficile, ma con l'aiuto di tutti ce la possiamo fare". Queste le prime dichiarazioni del neo sindaco. Ci congratuliamo con Marletta e gli auguriamo buon lavoro.


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Valerio Marletta
giorgio - Gio Lug 19, 2012 11:21 am
Oggetto: Elezioni politiche, inizia il dibattito
Citazione:
Elezioni politiche, inizia il dibattito
Dibattito aperto da Giuliana Lamastra
venerdì 6 luglio 2012

Si avvicinano le elezioni per il rinnovamento italiano che in Valle d'Aosta sono caratterizzate dal collegio uninominale. In questo sistema per vincere è fondamentale la scelta del candidato deputato e del candidato senatore. Riccarand propone che Alpe, Pd, Italia dei Valori, Federazione della Sinistra, Associazione Loris Fortuna, Movimento 5 Stelle uniscano le loro energie e si mettano al servizio per la creazione di una vasto schieramento progressista, ecologista, civico per le elezioni politiche con scelte dei candidati tramite primarie di coalizione. Cosa ne pensate?



Citazione:
Aosta 10 luglio 2012

Vedo che sul forum di ALPE ci sono già commenti e proposte di Riccarand... (sempre il primo della classe per condizionare il dibattito successivo?). Personalmente non conosco le nostre contro deduzioni per formulare una linea che si possa considerare valida a tutti gli effetti...vedi eventuale alleanza con il Movimento 5 Stelle, che come è ben risaputo non vuole alleanze - almeno in fase di partenza. Perchè non proporre già anche al nostro interno un pensiero - anche generalizzato - per sentire le varie proposte o eventualmente anche campane fuori dal coro?

Giorgio Bruscia

Aosta 18 luglio 2012

Caro Giorgio,
per il PD le alleanze si fanno sulla base di programmi e contenuti condivisi. Sia che si tratti di elezioni comunali, regionali o politiche. Certo anche la legge elettorale condiziona le scelte dei partiti o dei movimenti. Il sistema maggioritario alle Comunali, il proporzionale con sbarramento alle regionali e il collegio uninominale alle politiche influenzano le scelte.

Questa premessa ci porta a dire che il PD VdA ha una stretta collaborazione con il PSI (mai citato dagli esponenti politici dell'Alpe) e ha consolidato una collaborazione fattiva con IdV e su singole questioni con Rifondazione comunista ed esponenti di Sel. In particolare in Consiglio regionale si è rafforzata la collaborazione con il gruppo di Alpe che ha portato in questi ultimi anni anche a importanti risultati politici. Dunque il PD VdA è tutt'altro che chiuso in una torre d'avorio, ma aperto concretamente al dialogo con gi altri partiti e movimenti dell'area della sinistra e dell'autonomismo "critico". La primavera della legalità ha poi rafforzato il confronto politico con tutte le forze citate, anche con l'Associazione Loris Fortuna, e dimostrato che l'unità politica non si fa per sommatoria di sigle, ma su contenuti condivisi. Per questo ritengo più delicato, anche se non impossibile, il confronto con il Movimento 5 stelle che attualmente non riconosce la lealtà delle nostre battaglie politiche in Valle d'Aosta e ci accomuna nel giudizio negativo alle forze di maggioranza. La lotta contro il pirogassificatore può essere un momento di convergenza, ma non so quanto sia trasponibile sul piano delle elezioni politiche: noi siamo aperti al confronto.

Ma soprattuto al confronto con la parte viva e reattiva della società valdostana che si mobilita nelle associazioni e nei comitati. Oggi più che mai la politica non può vivere confinata nelle sedi di partito, anche se queste per noi, che ci siamo dati un codice etico e un manifesto dei valori e vogliamo una politica pulita, restano punto cardine della vita democratica del paese.

In ogni caso tutte le forze politiche sono comunque chiamate a un forte rinnovamento. I "vecchi" guru della politica locale valdostana che chiedono ai D'Alema di Roma passi indietro comincino a farlo anche a livello locale. Non si tratta della sterile polemica sul giovanilismo. Si tratta del fatto che le scelte strategiche del futuro politico della Valle devono essere in capo alla nuova generazione politica che guida i partiti e i movimenti della sinistra e non a chi, con qualità, impegno, perseveranza, intelligenza che sempre vanno rispettate e riconosciute, il suo tempo l'ha fatto...
Raimondo Donzel

giorgio - Ven Lug 27, 2012 9:54 am
Oggetto:
Non me lo sono mica sposato il Pd! Quando ero giovane non c'era il Pd nei miei sogni, ma non c'era neanche il crollo del muro di Berlino, ottima alternativa ad altri cinquanta anni di guerra fredda o a pochi giorni di olocausto nucleare. Quindi è molto pragmaticamente che guardo al Pd, senza preconcetti. E' da un sacco di tempo che dico che avrei votato il partito che a sinistra avesse più voti, ora quel partito è il Pd e voto il Pd perché sono contrario al "meglio nemico del bene", al piccolo è bello, e perché odio la perfezione dei piccoli perfezionisti.

Trovo molto bello del Pd...i temi della democrazia...un vincolo solido con il socialismo europeo...l'incontro con i cattolici, specie in un paese come il nostro, Bersani e Franceschini...e molte altre cose. Ovviamente mi piace anche Ferrero, più di Vendola, ma capisco che sta presidiando una nicchia di elettorato molto ristretta. Alcune sue analisi persino le condivido, ma voto rigorosamente Pd. Nel contesto ho semplificato, sì perchè nel Pd ci sono anche Marino e Fassina. Ma sempre per quella ragione strategica di cui dicevo, mancano tutti quelli che dai Ds non hanno voluto aderire, e che per questo li giudico meno bene della Bindi e di Fioroni.

Non sanno che fortuna sia avere ancora in Parlamento, un partito da: "un italiano su quattro", questi perfezionisti dell'imperfetto. Ma che ci vuoi fare, tutti i rivoluzionari non si rassegnano alle regole della democrazia e sono dei leader naturali in cerca d'espressione. Ma di questi tempi, pure fortunati per loro, al massimo possono tirare quattro bombe carta in Val di Susa.


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giorgio - Gio Ago 09, 2012 6:14 pm
Oggetto: Re: Elezioni politiche, inizia il dibattito
Citazione:
Aosta 18 luglio 2012

Caro Giorgio,
per il PD le alleanze si fanno sulla base di programmi e contenuti condivisi. Sia che si tratti di elezioni comunali, regionali o politiche. Certo anche la legge elettorale condiziona le scelte dei partiti o dei movimenti. Il sistema maggioritario alle Comunali, il proporzionale con sbarramento alle regionali e il collegio uninominale alle politiche influenzano le scelte.

Questa premessa ci porta a dire che il PD VdA ha una stretta collaborazione con il PSI (mai citato dagli esponenti politici dell'Alpe) e ha consolidato una collaborazione fattiva con IdV e su singole questioni con Rifondazione comunista ed esponenti di Sel. In particolare in Consiglio regionale si è rafforzata la collaborazione con il gruppo di Alpe che ha portato in questi ultimi anni anche a importanti risultati politici. Dunque il PD VdA è tutt'altro che chiuso in una torre d'avorio, ma aperto concretamente al dialogo con gi altri partiti e movimenti dell'area della sinistra e dell'autonomismo "critico". La primavera della legalità ha poi rafforzato il confronto politico con tutte le forze citate, anche con l'Associazione Loris Fortuna, e dimostrato che l'unità politica non si fa per sommatoria di sigle, ma su contenuti condivisi. Per questo ritengo più delicato, anche se non impossibile, il confronto con il Movimento 5 stelle che attualmente non riconosce la lealtà delle nostre battaglie politiche in Valle d'Aosta e ci accomuna nel giudizio negativo alle forze di maggioranza. La lotta contro il pirogassificatore può essere un momento di convergenza, ma non so quanto sia trasponibile sul piano delle elezioni politiche: noi siamo aperti al confronto.

Ma soprattuto al confronto con la parte viva e reattiva della società valdostana che si mobilita nelle associazioni e nei comitati. Oggi più che mai la politica non può vivere confinata nelle sedi di partito, anche se queste per noi, che ci siamo dati un codice etico e un manifesto dei valori e vogliamo una politica pulita, restano punto cardine della vita democratica del paese.

In ogni caso tutte le forze politiche sono comunque chiamate a un forte rinnovamento. I "vecchi" guru della politica locale valdostana che chiedono ai D'Alema di Roma passi indietro comincino a farlo anche a livello locale. Non si tratta della sterile polemica sul giovanilismo. Si tratta del fatto che le scelte strategiche del futuro politico della Valle devono essere in capo alla nuova generazione politica che guida i partiti e i movimenti della sinistra e non a chi, con qualità, impegno, perseveranza, intelligenza che sempre vanno rispettate e riconosciute, il suo tempo l'ha fatto...
Raimondo Donzel


Caro Raimondo
il Pd non è un partitino identitario nato per sbandierare il proprio purismo. Il purismo è la cosa più stupida che possa fare un partito di massa che si pone l'obbiettivo di governare un grande Paese. L'unico modo democratico di governare (da non scambiare con comandare) una società come la nostra, in cui si muovono pulsioni, aspettative, interessi diversi e variegati, è quello di fare la sintesi con una parte di essi. Questo comporta necessariamente cedere un pò di sovranità e cercare continuamente punti di convergenza con settori sempre più ampi della società, o meglio di una parte di essa. Una certa sinistra, invece, ha sempre concepito la politica come la ricerca ossessiva della perfezione. Questo purismo l'ha portata alla frammentazione esasperata, fino all'atomo. Ovvero ad un processo inverso di quello che serve a costruire una grande forza popolare, progressista e di governo.

Se si legge l'intervista di Bersani e le linee guida della Carta di Intenti del Pd con questi occhiali, il tutto assume un aspetto diverso. Per questo ritengo la sintonia del Pd con Sel e il distacco dall'Idv, un atto di chiarezza e un segno di speranza per il futuro. Finalmente, anche in Italia, si stanno mettendo le basi per una sinistra riformista e progressista di livello europeo. Non c'è niente di male ad avere un'identità (senza la quale non avrebbe senso neppure l'esistenza di una forza politica); non è questo il punto. Il discrimine è la motivazione di fondo di un soggetto politico. C'è chi si prefigge il ruolo di custode di un'ideologia (a questo mi riferivo quando parlo di purismo), chi di governare un Paese. Per il ruolo di custode non è necessario fare compromessi con nessuno; l'importante è restare puri. Per governare è necessario trovare punti di incontro tra le varie anime e i diversi interessi in campo.

Chi si prefigge questo compito deve necessariamente aprirsi agli altri, cercare continui compromessi e momenti di sintesi. L'intervista di Bersani, letta con la logica del purismo, può apparire assurda. Letta con la logica di chi si propone di governare il Paese, assume un'altro rilievo. Tutto qui. Quanto ai "partitini" è la logica del purismo che li porta ad essere piccoli, perché pur puro che tu sia avrai sempre a tuo fianco qualcuno che si sente più puro di te...Questa logica ha diviso da sempre la sinistra rendendola debole e subalterna ai poteri forti. Ma questo è un altro, tragico, capitolo.


erika - Mar Ago 14, 2012 10:27 am
Oggetto:
Caro Giorgio,
non credo che Raimondo si rivolgesse a te o a quanti sono nel pd in modo costruttivo e non per occupare poltrone.
Abbiamo simpatici personaggi passati in altri lidi, perchè, come ricorderai, in una delle prime riunioni della mozione 2 già accennavano a grandi ideali come un posto in un cda.
Abbiamo anche notabili ancora attaccati ad un UV che sbandiera di essere di sinistra e poi continua a fare scelte di destra.
Abbiamo anche giovani di renziana memoria che criticano le scelte del partito, ma di costruttivo non portano nulla ne nelle riunione, ne nelle feste...
Ora basta leggere l'ultimo artcilo di fondo del peuple per capire che noi non abbiamo nulla a che spartire con chi contesta la presenza nei comitati o attacca i giovani che non sono stati eletti definendoli dei politici mascherati da raccoglitori di firme.
Costruiamo un'alternativa credibile e responsabile.
giorgio - Ven Ago 31, 2012 3:39 pm
Oggetto:
Pian piano la situazione politica italiana si sta semplificando e si intravede finalmente la speranza di arrivare alle prossime elezioni politiche in uno scenario politico di tipo europeo. Il progressivo disgregarsi del berlusconismo, sta nornalizzando il Paese ed ogni soggetto politico sta tornando, pian piano, al proprio posto. A sinistra si va rafforzando un'asse Pd-SeL. Non è escluso che dopo le elezioni si inizi un percorso di fusione. Al centro Casini, Fini e Rutelli stanno cercando di costituire un soggetto politico "moderato", nella speranza di diventare determinanti nel dopo elezioni. Probabilmente riusciranno a ingaggiare qualche attuale ministro "tecnico" che darà credibilità politica al soggetto che vanno costruendo.

A destra si stanno compattando tutti i populisti (ex-berlusconiani, Grillo, Di Pietro, Travaglio, ecc...). Basta dare un'occhiata alla rispettiva stampa per rendersene conto (da Libero a Il Fatto Quotidiano). Stessi titoli, stessi argomenti, stesse campagne politiche, stesso linguaggio. E' un blocco sociale più coeso di quello che si pensi, basti pensare a quanto accaduto nel secondo turno a Parma. Nel 2013 i cittadini italiani potranno scegliere se dare una maggioranza forte a qualcuno (destra o sinistra) o se costringere una delle due parti ad allearsi con il centro (che in questo caso sarà quello che dà le carte). Certo, molto dipenderà dalla legge elettorale con cui voteremo e dal fatto che Berlusconi si tolga definitivamente di torno, ma gli scenari sono ormai ben delineati. In ogni caso, qualunque sarà il nostro futuro, sarà deciso dal voto degli italiani, che se ne assumeranno l'intera responsabilità, così come avviene in ogni democrazia.

giorgio - Ven Ago 31, 2012 9:50 pm
Oggetto:
Luciano Violante (Discorso di insediamento come Presidente della Camera dei deputati): "Bisogna sforzarsi di capire, senza revisionismi falsificanti, i motivi per cui migliaia di ragazzi e soprattutto di ragazze, quando tutto era perduto si schierarono dalla parte di Salò e non di quella dei diritti e delle libertà". Ho volutamente riportato questa citazione perchè è da qualche tempo che sento parlare alcuni compagni molto ottimisti sul M5S. Sentire frasi come questa: "Ragazzi, Grillo è un qualunquista e populista, ma non vuol dire che lo saranno i grillini che verranno eletti."...mi fanno un pò arrabbiare perchè si potrebbe dire: "Anche Di Pietro è un antiberlusconiano doc, ma Scilipoti è poi finito nella maggioranza berlusconiana."

Capire non significa giustificare e difendere scelte sbagliate. Questi ragazzi, per portare avanti la loro battaglia sulla "democrazia diretta" hanno scelto un movimento padronale (M5S) in cui non esiste il minimo di democrazia. Il loro capo nei suoi comizi non presenta uno straccio di progetto politico (se non qualche scemenza sull'uscita dell'Italia dall'euro, sul non pagamento del debito estero, sul ritorno alla lira svalutata al 50% e via dicendo...), ma dispensa insulti e offese a destra e a sinistra (ultimamente solo a sinistra). Per rispondere alla provocazione di Bersani a venire a discutere con noi alle nostre feste, si sono presentati solo per provocare ed insultare, perchè il capo non vuole che partecipino ai dibattiti. E' solo lui il mattatore che dirige tutto dal tabernacolo del suo blog, con gli articoli che gli scrive il socio in affari mister Casaleggio.

Democrazia significa confronto tra idee e proposte, non risse a base di insulti e vaffanculi. I giovani che andarono a combattere a Salò prima della disfatta non erano certo opportunisti. Sicuramente credevano in qualcosa. Ma si schierarono con la parte sbagliata. I giovani del M5S sono sicuramente idealisti, ma presentandosi a Bologna a provocare anzichè a confrontarsi con le idee degli altri, hanno dimostrato che ormai hanno preso una china sbagliata, senza ritorno. Per quanto mi riguarda che se ne vadano pure affanculo con il loro guru. Punto. Se vogliono introdurre in Italia la "democrazia diretta" inizino ad applicarla al loro interno e soprattutto imparino a rispettare le idee degli altri.

giorgio - Gio Set 13, 2012 4:02 pm
Oggetto:
Libero.it ha scritto:
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Vendola, Di Pietro, Bonelli, Ferrero e Diliberto insieme a Roma per i referendum sul lavoro:
miglior spot per il centrodestra non potrebbe esserci


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Vedere mostri è un brutto segno di faziosità. Vedere esponenti di partiti che non approvando la legge di riforma del lavoro, promuovono un referendum abrogativo, è politica. Se sarà ammesso, il popolo si esprimerà. Ma una cosa questo episodio ineluttabilmente racconta: che se in una coalizione tra Pd e Sel, che si presumeva uno dei punti fermi della prossima campagna elettorale per una scelta esplicita di Bersani, il coalizzando Vendola si schiera senza indugio, ma anzi con entusiasmo contro il governo Monti, mentre l'altro coalizzatore ne appoggia l'operato, questa coalizione nasce morta, anzi, secondo logica, non dovrebbe nascere affatto. Se poi all'interno del PD, ci fosse una parte consenziente con l'iniziativa abrogativa, a morire non è solo la coalizione, ma il Pd stesso. Secondo me.

Nel merito, la questione referendaria è superata dall'impossibilità di consultare nel periodo elettorale, ma sopratutto dal fatto che con la prossima legislatura, se ci sono cose da modificare, lo si potrà fare con i voti necessari. Se non ci fossero i voti, logicamente anche l'esito del referendum sarebbe molto questionabile. E' dunque prevalente la scelta strumentale, propagandistica della provocazione referendaria, ed è qui l'errore strategico che imputo a Vendola: realizzare un accordo con il Pd, che obtorto collo la legge Fornero l'ha votata, e proporre un'azione antigovernativa in contrasto con la sua linea politica di collaborazione con il governo

giorgio - Gio Set 20, 2012 6:46 pm
Oggetto:
giorgio ha scritto:
Dedico questo post ai compagni di Rifondazione comunista e ai numerosi supporters della sinista - sinistra. IL Pd non gode di buona stampa, in nessun paese europeo il partito di maggioranza relativa è sottoposto alle critiche severissime che la stampa rivolge al nostro partito; sempre critiche e critiche sia quando si vince sia quando si perde. Nel contesto nazionale ho notato tra l'altro, che il Pd siciliano è sottoposto ad un fuoco di sbarramento senza paragoni da parte di Sel e Idv. Però qualcosa di buono il Pd siciliano ha portato in porto con l'appoggio esterno al governo dei tecnici del governatore Lombardo. Mi riferisco alla legge elettorale voluta fortissimamamente dal nostro partito che ha consentito l'elezione di Leoluca Orlando a Palermo e di Valerio Marletta, esponente di Rifondazione comunista, a Palagonia, che è un grosso centro agricolo di 17.000 abitanti in provincia di Catania.

Con la vecchia legge elettorale nessuno dei due avrebbe mai potuto diventare sindaco con una maggioranza autonoma. Naturalmente, come per alcuni amici che ho su Facebook, sono contentissimo per la vittoria di questo giovane che si è imposto in una terra dove malaffare e inefficienza della pubblica amministrazione l'avevano fatta da padrone per decine di anni. Al primo turno aveva ottenuto il 23% dei voti, mentra l'unica lista che lo sosteneva aveva avuto il 9%. Al ballottagio ha ottenuto uno stratosferico 73,43% dei voti ed è diventato il primo sindaco siciliano di Rifondazione comunista. Uno di pochi d'Italia iscritto a questo partito. Ora dovrà fare i conti con un'esposizione debitoria del comune paurosa, 20 milioni di euro, che per un comune così piccolo rischia di far precipitare l'ente nel baratro del dissesto finanziario. "Mi attende un lavoro difficile, ma con l'aiuto di tutti ce la possiamo fare". Queste le prime dichiarazioni del neo sindaco. Ci congratuliamo con Marletta e gli auguriamo buon lavoro.


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Valerio Marletta


Come ha fatto una vecchia volpe della politica come Leoluca Orlando a vincere le elezioni comunali a Palermo? Semplice. "U Sinnucu" (il sindaco) ha promesso a tutti i dipendenti delle partecipate palermitane (migliaia e migliaia di disperati) che se fosse diventato sindaco sarebbero tornati i vecchi tempi della politica assistenziale. Un pò di confusione per le vie di Palermo, qualche cassonetto buttato in mezzo alla strada, e subito i milioni sarebbero arrivati a palate. Questo era il metodo democristiano che il buon Leoluca, da perfetto gesuita, conosce benissimo. Solo che questa volta ha fatto i conti malissimo, questa volta "il santo" è di marmo e non suda.

Sostanzialmente, il santo Monti, non è disposto a sborsare milioni
e milioni senza un serio progetto di risanamento. Anche oggi a Palermo i dipendenti stanno attuando una specie di guerriglia allo scopo di impaurire le autorità.Ma San Monti non è disposto a soccombere perche la GESIP (*) ha un'organico monstre di 1.800 dipendenti a fronte di una necessità di 800 unità. Dunque l'Orlando di lotta e di governo. C'è un carrozzone politico a Palermo che si chiama Gesip. C'è un leader sindacale di questo carrozzone che da mesi mette a ferro e fuoco questa città per avere da Monti almeno 5 milioni di euro. Ebbene il leader di questo carrozzone è ora candidato con Italia dei Valori per cercare di conquistare uno dei 90 posti all'assemblea regionale siciliana. Il Sindaco Orlando sarà pure di IdV, ma non ha dimenticato le sue origini democristiane di fede gesuitica.


(*) La Società Gesip, Gestione Servizi Impianti Pubblici Palermo SpA, è una società creata dal Comune di Palermo e da Italia Lavoro SpA, l’agenzia del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per lo sviluppo dei servizi a favore dell’occupazione.


giorgio - Sab Ott 12, 2013 3:48 pm
Oggetto:
Le persone costruiscono ponti,
la mente progetta,
la gente ne fa muri poi c'è chi cammina,
gambe o meno, ci crede.

Vi aspetto tutti in piazza,
quella che trovate dopo aver attraversate il ponte.

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…" Imparare a conoscere la lingua, la storia, la cultura, le abitudini, i pregiudizi e stereotipi,
le paure delle diverse comunità’ conviventi e’ un passo essenziale nel rapporto interetnico..."
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