AREA DEMOCRATICA

SPAZIO DEMOCRATICO - Governo Tecnico...costi della politica

giorgio - Ven Nov 11, 2011 12:03 pm
Oggetto: Governo Tecnico...costi della politica
La fiducia si può dare e poi ritirare. Negarla a priori, senza nemmeno conoscere le intenzioni programmatiche è un atto stolto e insano.
Andare a votare in queste condizioni e con questa legge elettorale è una pretesa in conclamata contraddizione con quanto espresso gli ultimi tre anni da Di Pietro e dai tutti i suoi parlamentari che non si sono convertiti. Un governo alternativo a quello di Berlusconi è una straordinaria vittoria in ogni caso. Un rito liberatorio. La fine di "un" incubo dei tanti che viviamo.
Il sostegno del PDL mi è indifferente se gli obiettivi sono condivisi. Cosa me ne frega di chi prema il tasto che approva la legge giusta? Gli strumenti che verranno scelti da Monti per perseguire quegli obiettivi, spesso obbligatori, non sono ancora noti. Bene farebbe Di Pietro a tenere un atteggiamento politicamente meno vile.
Lo so che fa paura mettere la propria firma sotto a provvedimenti aspri, ma è qui che si distingue uno statista da un peone qualunque. Un politico di razza da un Segretario di Razzi (ex IdV). Partecipi al governo per vigilare rigorosamente sull'equità dei provvedimenti, ma si astenga da comportamenti paraculi che gli elettori ormai riconoscono benissimo. Anche il gramelot si capisce, figuriamoci il dipietrese.

giorgio - Ven Nov 11, 2011 12:15 pm
Oggetto:
Questa è la posizione di SeL: Se il ventennio fascista condusse nel baratro della guerra il paese, il quasi ventennio del populismo berlusconiano ha prodotto macerie economiche e sociali che ci hanno condotto al disastroso rischio di default attuale. Bisogna mettere la parola fine al dominio politico di Berlusconi, ma bisogna immediatamente guardarsi dalle insidie del berlusconismo. Ogni esperienza, anche quelle che intendono fronteggiare in buona fede l’evidente emergenza economico finanziaria, non possono sopportare l’ipoteca berlusconiana.
Il rischio che un governo di emergenza diventi l’ancora di salvataggio del regime precedente è in campo, nonostante l’autorevolezza della figura di Mario Monti, prolungando una fase di incertezza che sarebbe dannosa per la nostra fragilissima finanza pubblica e per l’intera situazione economica del paese. Siamo consapevoli che per affrontare la crisi ci sia bisogno di responsabilità e impegni straordinari.
Siamo tuttavia convinti che per affrontare i prossimi anni sia necessario chiedere ai cittadini di scegliere su quali opzioni fondare un nuovo governo, condividendo gli oneri di una fase così drammatica per il paese. Per questo riteniamo che siano necessarie elezioni presto, per dare una prospettiva più certa e legittimata.
Un governo di emergenza non può che essere a tempo e con un immediato obiettivo: fronteggiare l’emergenza dei conti con una patrimoniale vera, che non colpisca i cittadini che stanno già pagando gli effetti nefasti della recessione, e restituire la parola agli italiani con il voto. Il cambiamento è necessario, i cittadini e le cittadine italiane dovranno essere i protagonisti di questa fase. La democrazia è la più grande risorsa per la salvezza del nostro paese.

giorgio - Ven Nov 11, 2011 12:19 pm
Oggetto:
"Il corretto epilogo della crisi di governo aperta è il ricorso alle urne". A sostenerlo è la segreteria confederale della Cgil che ritiene che non spetta all'attuale "governo dimissionario guidare il Paese alle elezioni" ma che serve "un governo di emergenza, di transizione e di garanzia del presidente della Repubblica".
giorgio - Ven Nov 11, 2011 12:20 pm
Oggetto:
A me pare evidente che chi spinge per andare immediatamente al voto è spinto solo dal desiderio di farlo con l’attuale legge elettorale. Alla faccia del paese e degli elettori. Non è un caso che si siano espressi in questo senso sia la Lega che l’IdV che hanno le rispettive leadership sotto tiro e mezzo PdL che teme l’implosione del partito. Cerchiamo di non abboccare all’amo. Rivotare ora e con questa legge elettorale è demenziale.
giorgio - Ven Nov 11, 2011 3:17 pm
Oggetto:
Chi contesta il governo "tecnico" lo fa pensando che:a) questo governo è una contraddizione in termini, perchè il governo, per essere tale, in democrazia deve avere il voto popolare, b) commissariare gli stati significa negare la democrazia, e questi "tecnici" altro non sono che referenti di interessi specifici diversi da quelli della collettività. Ma diciamocelo subito, togliere la democrazia agli stati (sovranità) era già implicito nel momento in cui si aderiva all'Euro. Solo che ora in Italia ci sono due fatti allarmanti: il primo è che il governo è dimissionario, e il secondo è che l'Italia è commissariata dalla Ue e dal Fmi. Il commissariamento ha fatto di per se cadere il governo o il governo ha fatto di tutto perchè la Ue commissariasse l'Italia? Terzo ed ultimo, qualcuno ha fatto in modo che il governo non facesse nulla per il default in modo che l'Italia fosse commissariata?

Gli interessi di alcuni si intrecciano con gli interessi degli altri, che stanno sempre in alto, comunque. Credo che la cosa che moltii politici non vogliono ora è il voto popolare. E questo la dice lunga di come viene interpretata la democrazia in uno stato sempre e comunque ( post....ma neanche tanto)-fascista. Non possono garantire nulla alla popolazione e nemmeno possono "turlupinarla" come al solito. Quando si ha poco stipendio e il piatto mezzo vuoto nessuno ascolta le menzogne di quei politici che fino a ieri ci hanno (s)governato. Intanto chi è contro i politici a prescindere, quelli che...sono tutti uguali, continueranno a dire che se la passano sempre e comunque bene con il loro stipendio ben pasciuto.
giorgio - Ven Nov 11, 2011 5:28 pm
Oggetto:
Non tutti i mali vengono per nuocere? Questo antico modo di dire tutto italiano può essere abbinato alla situazione politica italiana attuale... Da una situazione disastrosa alcune volte può nascere qualcosa di positivo. Vediamo quello che sta succedendo. La lega si è tirata indietro. Vuol dire che il timoroso Maroni non è in grado di affondare i colpi. E ieri abbiamo visto in un'intervista che è il trota che detta la linea. Povero Maroni, forse si era sentito statista perchè l'azione congiunta di magistrati e forze dell'ordine avevano catturato molti latitanti pericolosi. Lui ha pensato che era diventato bravo. Dunque la lega è out. Dall'altro versante anche il funambolico Di Pietro si è tirato indietro. Benissimo però non sarà facile per lui rientrare nella coalizione di centrosinistra quando ci saranno le elezioni. Ed ecco che immagino ed auspico una bella consultazione elettorale con i due estremi fuori dalle alleanze. Una elezione vera dove si confrontano i riformisti ed i conservatori. Così avviene in tutta Europa. Solo in Italia avviene il contrario. E da queste alleanze artefatte e senza anima è cominciato il disastro italiano. Forse in Italia stiamo per entrare in Europa. E' un bene per tutti.

Però penso che in Idv le cose stiano per cambiare. Stamane il sen. Pardi ha cambiato un pò la posizione. In Di Pietro vedo la sua miopia politica. Nel momenrto in cui la destra si divide clamorasamente precludendo per sempre una futura alleanza quando si tornerà a votare, Di Pietro ha pensato bene a dividere anche a sinistra. Se non è miopia politica questa ditemi qual'è? E tutto questo perchè? Per qualche voto in più? Ma io credo che i voti saranno in uscita viste le reazioni dei simpatizzanti sulla rete, su quello strumento così caro all'IdV. Comunque credo che, a prescindere dalle precedenti considerazioni su Di Pietro, l'ex Pm farebbe meglio ad aspettare l'incarico a Monti e il suo discorso al Parlamento per la richiesta della fiducia, perché questo signore potrebbe sorprenderci, e finiremmo per scoprire che non si tratta affatto di un "tecnico", ma di uno che fa politica. La sua dichiarazione, infatti è stata: «Servono riforme e tagli ai privilegi: un lavoro enorme».


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giorgio - Ven Nov 11, 2011 6:20 pm
Oggetto:
Voglio continuare con le mie personali considerazioni esponendo alcuni dubbi: tanti, troppi i problemi da risolvere. Sono un fan di Valentino Rossi - è pesarese tra l'altro - e come faccio a non rammaricarmi della sua Ducati con tutti i problemi meccanici da risolvere? E in politica come la mettiamo? Forse - e dico forse - i ministri possono essere dei tecnici, degli specialisti ai quali non è necessario spiegare come vanno le cose. Ma un Presidente del Consiglio non può essere un tecnico, ma uno preso dalla società civile che fa politica eseguendo gli ordini del Parlamento, i dispositivi delle leggi esistenti e proponendo soluzioni che comunque il Parlamento dovrà comunque approvare.

E il lavoro da fare, come lui stesso ha detto, è immane se vuole cambiare le cose e non lasciarle come stanno. Deve rivoltare il calzino, lui che non non ha nulla da temere per il suo futuro politico. La cosa importante è che faccia il suo lavoro con giustizia ed equità, se vuole raggiungere i suoi obiettivi senza buttare all'aria la pace sociale, ossia l'ambiente nel quale la gente si sente coinvolta a fare sacrifici in piena solidarietà cioè ciascuno in rapporto a ciò che ha e può dare. Se la "politica" attuale vuole salvare il paese, deve lasciarlo fare, modificando in sede legislativa le cose modificabili, ma senza stravolgere la direzione del risanamento.


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giorgio - Sab Nov 12, 2011 1:07 am
Oggetto:
Area Democratica 11 Novembre 2011 ha scritto:
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C'e' da festeggiare, con sobrieta'
L'editoriale di Marina Sereni

Il Governo Berlusconi ha le ore contate. Quante volte lo abbiamo letto, scritto, desiderato? Oggi sta veramente per accadere e nella nostra gente sento incredulità e qualche interrogativo. Non e' la caduta che ci si era immaginati: non c'e' stato il voto di sfiducia classico e le dimissioni del premier sono, mentre scriviamo, ancora soltanto annunciate, anche se intanto si discute ampiamente di un nuovo Governo a guida Monti. Sabato sera pero' all'annuncio seguirà il fatto: Berlusconi sara' a tutti gli effetti l'ex Presidente del Consiglio. Si potrà festeggiare finalmente? mi chiedono alcuni nostri militanti. Si', rispondo, con sobrietà perché le condizioni di vita delle persone sono difficili, le preoccupazioni per il posto di lavoro, la famiglia, l'azienda sono dure e le incertezze ancora molte. Tuttavia si deve e si può salutare con soddisfazione e speranza le dimissioni di Berlusconi, perché sono prima di tutto il risultato di una nostra battaglia in Parlamento e nel Paese. Mentre in tanti ci accusavano di fare del facile antiberlusconismo noi avevamo colto in anticipo sia la gravita' della crisi economica e sociale, sia il declino e la pericolosa perdita di credibilità del nostro Governo. Se oggi si può cominciare ad archiviare la lunga stagione del berlusconismo e se si può vedere nel Governo di emergenza l'avvio di una la fase politica nuova e' dunque merito in grande misura del Pd, della mobilitazione popolare e dell'unita' delle opposizioni che noi abbiamo ricercato e costruito.

Siamo ad una svolta politica che abbiamo tanto agognato e che ora rischia di coglierci di sorpresa. Da domani la sfida per noi non e' più far cadere Berlusconi ma salvare e ricostruire il Paese. E lo dovremo fare, come abbiamo detto con grande coraggio e nettezza, molto probabilmente sostenendo un governo di emergenza guidato da una personalità che non proviene dalla politica. Non sara' una passeggiata, il nostro popolo lo sa. Dovremo contribuire a fare scelte non ordinarie, dovremo farlo avendo a fianco esponenti del centrodestra. Di quel centrodestra che abbiamo contrastato duramente e che ha gravi responsabilità per la situazione economica e sociale italiana.

Il Pd questa prova difficile (ma necessaria se per noi prima di tutto viene l'Italia, come hanno detto Bersani e Franceschini in questi giorni) la può affrontare e vincere se saremo uniti nell'ambizione di influenzare il programma del Governo d'emergenza: crescita, rigore, equità debbono e possono andare insieme. Quando pochi mesi fa il Prof. Monti partecipo' ad un'audizione sul Documento di Economia e Finanza disse con grande chiarezza che una politica di soli tagli, senza attenzione alla crescita, non avrebbe funzionato. Purtroppo i fatti gli hanno dato drammaticamente ragione. Ora siamo, in una situazione straordinaria, tutti alla prova. Noi possiamo mettere il nostro partito al servizio di una grande fase di cambiamento, di una stagione di riforme, economiche, sociali e politiche. Una politica fiscale che premi il lavoro e l'impresa sulla speculazione e la rendita, un intervento sulle grandi ricchezze e sui grandi patrimoni, una riorganizzazione del welfare che costruisca nuovi diritti e combatta le diseguaglianze. E, insieme, una riforma della legge elettorale che corregga le distorsioni al bipolarismo prodotte dal Porcellum, una riforma del Parlamento, una riforma della politica e dei partiti. Con il governo "dei tecnici" può paradossalmente tornare centrale il ruolo della politica, dell'elaborazione riformista, del partito politico come soggetto indispensabile a realizzare le riforme difficili, i cambiamenti profondi che la crisi ci impone.


giorgio - Sab Nov 12, 2011 6:57 pm
Oggetto:
Oggi si apre una pagina nuova
E oggi cala il sipario.
Il PD è pronto ad una pagina nuova, nell'interesse del Paese



Cosa resterà: un plastico di Bruno Vespa, le plastiche delle Santanchesse, il tunnel della Gelmy, le maserati di Larussa, le commiserazioni di Lavitola, la casa di Scajola, i crolli di Pompei, i crolli della Borsa, le poesie di Bondi, gli Stracquadani, i quaquaraquà, i voti di fiducia, la sfiducia nel voto, quelli vestiti di nero che considerano Roma cosa loro (i black bloc) quelli vestiti di nero che considerano Roma cosa loro (gli Alemanni), le mezze calzette, i Fede, i traditori, i Mora, le bionde, i tg truccati di Minzolini, i voti truccati di Formigoni, le cene eleganti, le scene pietose, il Grande fratello, lo zio di Ruby, l'editto bulgaro, il dito (medio) padano, il G8, la P4, le case dell'Aquila, il casino di Arcore, il lettone di Putin, l'elettore di puttane, le gnocche, gli allocchi, gli Scilipoti, gli scellerati, gli illusi, i collusi, il bunga bunga, lo spread, i listini, i festini, i decreti, i cretini.


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giorgio - Dom Nov 13, 2011 12:44 am
Oggetto:
Emergono anche le prime indiscrezioni sulo colloquio tra Berlusconi e Monti. Secondo un retroscena dell'agenzia Adnkronos il premier avrebbe ribadito all'ex commissario Ue la necessità della presenza di un garante per la maggioranza nel nuovo esecutivo. In particolare il presidente del Consiglio avrebbe posto sul tavolo anche il tema della giustizia chiedendo garanzie in proposito. Ma Monti sarebbe stato contrario. Il senatore a vita avrebbe invece avvertito il premier che tutti i ministri e vice o sottosegretari dovranno essere tecnici e solo a lui spetterà decidere al di là delle alchimie della politica. A quanto si apprende il Cavaliere l'avrebbe invece spuntata sul fatto che il nuovo governo non dovrebbe legiferare sulla riforma elettorale nè sul tetto delle telecomunicazioni. Berlusconi avrebbe inoltre chiesto un programma dettagliato con un timing ben preciso dell'azione di governo.

A quanto pare degli ultimi colpi di coda del cavaliere qualcuno pare andare a segno: non si toccano le TV e si rischia di andare comunque a votare col porcellum, se prima non arriva il referendum. Il PDL potrebbe controllare la situazione e togliere la fiducia a Monti appena il referendum venga indetto. Altri 5 anni di puttane e puttanieri (non solo PDL ovviamente) rischia che non ce li leva nessuno...Come era prevedibile sta dando un altro colpo di coda e vuole dare una fiducia limitata ai soli punti indicati dall'UE. Praticamente dopo essere stato commissariato dai mercati e dalla UE ora vuole provare lui a commissariare il governo prima ancora che questo si formi. Il tutto allo scopo di volere dettare l'agenda sui temi che gli stanno più a cuore.

Come al solito prima vengono gli affari personali e poi tutto il resto



giorgio - Dom Nov 13, 2011 1:14 am
Oggetto:
Ora che l'avventura politica di Berlusconi e della peggiore destra Europea è finita, è forse giusto fare qualche bilancio su questi ultimi 3 anni. Quando nel maggio del 2008 il professor Prodi lasciò palazzo Chigi insieme al suo massimo collaboratore Tommaso Padoa Schioppa, lo spread con il bund tedesco era di soli 37 punti. Un semplice errore statistico. Eppure il governo Prodi era stato descritto dalla grande stampa terzista, in primis Corriere della Sera e Sole, come il massimo dei mali. Quando il risultato elettorale certificò la schiacciante vittoria della Lega e del Pdl molti avevano erroneamente intravisto l'inizio di un nuovo boom economico. E si iniziò con provvedimenti - in primis con l'eliminazione dell'Ici - demagogici e populisti. Eppure questi giornali hanno sostenuto questo governo fino quasi all'ultima curva, poi si sono arresi. Ora è possibile fare una serena analisi su quanto è successo. Siccome l'apparato economico italiano in tre anni non è scomparso, non è stato bombardato, non ha subito terremoti o maremoti, c'è una sola ed unica spiegazione. E' stata la classe dirigente politica del centro destra a causare ed accentuare il disastro. Prima minimizzando la crisi mondiale che si stava profilando e poi non attuando nessun provvedimento utile per attenuare gli effetti nefasti della crisi. Poi quando è avvenuta la crisi politica con l'uscita di Fini dalla maggioranza è stata tutta una tragicommedia giocata alla spalle degli italiani.
In ogni caso il dato fallimentare di 550 contro 37 dovrà restare per sempre nella nostra memoria.

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giorgio - Dom Nov 13, 2011 3:43 pm
Oggetto:
Monti faccia una legge elettorale conforme alle istanze dei referendari - eviti il referendum della prossima primavera/estate - e con ciò si imponga quale UOMO POLITICO !
Poi , da bravo economista qual è , faccia una legge di altissimo profilo : quella sul conflitto di interessi. Poi ripristinare la democrazia, non solo tasse ! Allora pagherò volentieri i maggiori balzelli.

A gennaio la corte di cassazione deciderà sull'ammissibilità del referendum. Se sarà sì la parola passerà ai partiti. Se faranno una nuova legge che va incontro al quesito referendario, si farà una nuova legge. Se non la faranno e se il quorum verrà raggiunto, tornerà in vigore il "Mattarellum", dove 475 parlamentari verranno eletti in collegi uninominali mentre i restanti 155 verranno eletti con il sistema proporzionale. Col "Mattarellum", la Lega che in questi giorni sta rompendo un'alleanza storica, potrebbe essere tentata di correre da sola mentre per Pdl sarebbe un vero e propio bagno di sangue. Eleggerebbe pochi parlamentari solo al sud Italia.

Ma dando ascolto a qualche dubbio, forse non mi sto rendendo conto che la storia sta operando una rivoluzione e che forse di qui a due mesi non si parlerà più di queste cose o non se ne parlerà in questi termini. Il bipolarismo come è stato concepito nella seconda repubblica a quanto sembra pare essere morto e seppellito, e con esso tutti i porcellum e i mattarellum della terra. Comunque vadano le cose occorrerà rimettere mano al sistema politico, dato che i partiti hanno dato prova di non essere in grado di funzionare. In quale paese, con un sistema politico funzionante, se cade la maggioranza non c'è un'opposizione pronta a prenderne il posto per fare cose diverse di quelle fatte dalla precedente maggioranza? Oggi in Italia questo non è stato possibile, perché l'opposizione non sarebbe stata in grado di garantire una politica diversa da quella di Berlusconi. Al punto che il Pd, per voce di Bersani, è stato costretto a scegliere come progetto:il meno peggio. Nel senso che le elezioni subito si sarebbero vinte, ma con un triste risultato: "governare le macerie del Paese Italia."


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giorgio - Lun Nov 14, 2011 2:48 pm
Oggetto:
I nostri giudizi sembrano molto convincenti. Spesso sono infondati. Nella finanza, nella vita chi è molto sicuro di sè spesso sbaglia. Gli psicologi analizzano questo fenomeno che ci accompagna ogni giorno. E' giusto analizzarlo anche alla luce di quanto sta avvenendo nella politica italiana. Gli esponenti del partito di Berlusconi ripetono tutti la stessa storia. Siamo favorevoli a patto che il presidente incaricato attui il programma imposto dalla lettera della EU. Ora questa affermazione è completamente falsa. La EU ci ha detto che dobbiamo rispettare i saldi, ma non ci ha detto come conseguirli. I soldi si possono trovare nei forzieri della Banca d'Italia o nel welfare italiano sbilanciato secondo alcuni, verso i garantiti e punitivo verso i giovani.Tuttavia gli esponenti della maggioranza si fanno coraggio pensando che il prof. Monti deve restare nell'alveo del loro fallimentare programma di governo. Fortunatamente non sarà così e le prime parole del professore sono incoraggianti: equità e crescita. Due parole che la ex maggioranza aveva bandito dal vocabolario della politica. Equità e crescita sono parole riformiste. In questo momento mi basta. Per il prossimo futuro vedremo.

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giorgio - Lun Nov 14, 2011 5:48 pm
Oggetto:
Il problema non è che ci preoccupi o meno, il problema è, se esistono altre vie d'uscita. La situazione è quella che è: 1900 miliardi di debito, interessi che viaggiano ormai al 7%. 200 o 300 miliardi (non ricordo la cifra esatta) in titoli in scadenza l'anno prossimo. Ogni punto in più di interesse sono miliardi di euro da sborsare per interessi. Chi li paga alla fine secondo voi? E sopratutto qual'è il punto di rottura oltre il quale ogni provvedimento è insufficente o arriva troppo tardi? Non lo so, ma l'impressione è che sia molto vicino: lo segnala la instabilità dello spread che ormai varia di 100 punti in un giorno. Sapete cosa vuol dire per la gente, che la sinistra dovrebbe difendere, avviarsi verso il default come in Grecia? Ora posto che continuare con il governo che avevamo fino a ieri sarebbe stato un suicido, che scelte ci sono? Due: nuovo governo o elezioni.

Elezioni vuol tre mesi di incertezza e instabilità, proprio quello che ci vuole per convincere gli operatori economici a comprare o almeno a non vendere i nostri titoli di stato! A quanto arriverebbe lo spread in tale situazione? Faccio presente che nei tre mesi passati è triplicato e che un giorno con la prospettiva di elezioni anticipate, l'ha fatto salire di cento punti. Pensare nuove elezioni ora è a mio avviso demenziale e il Pd perderebbe il mio voto se andasse in quella direzione [inciso: la lega sotto sotto spera nel default perchè nel caos sociale e finanziario che ne deriverebbe potrebbe pensare di raccoglire i consensi sufficienti per la secessione, avete fatto caso che quando il debito pubblico è a livelli di rischio la lega parla di secessione e nei periodi di tranquilltà diventa federalista?]. Non resta che un nuovo governo. E secondo voi guidato da chi, se non da uno che proviene proprio dall'establishment che si vuole rassicurare e tranquillizzare circa la nostra solvibilità? Sostenuto da chi? Da Pdl e centristi col Pd all'opposizione col risultato di prendere provvedimenti tutti sbilanciati in un senso? O col Pdl (con l'eccezione di un po' di transfughi se no non avrebbe i numeri) e Lega all'opposizione per far fare alla sinistra il lavoro sporco e perdere le elezioni?

La soluzione che sembra al momento in via di realizzazione è l'unica possibile, mi pare, per quanto possa offendere qualche delicata sensibilità, vedere un governo sostenuto dalla sfilza di nomi che molti citano, l'unica che abbia qualche possibilità di evitare il peggio. Se ce ne sono altre, non in un ideale mondo, ma qui e ora le ascolterò volentieri. Fatemi aggiungere un'ultima cosa: dopo anni di Berlusconi avere al governo una persona seria e competente è già una cosa molto molto "di sinistra".


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giorgio - Mar Nov 15, 2011 5:39 pm
Oggetto:
Non vedo alternativa a Monti in questo momento e credo che sia funzionale a molti nostri politici, spetterà a lui "far fare i sacrifici" agli italiani, poi con comodo si potrà votare, quando il lavoro "sporco" sarà già stato fatto.....solo allora capiremo certe tattiche. Anche se in effetti c'è poco da capire: la tattica del caballero è talmente evidente! Adesso sta ricontattando Fini, perché ha capito di avere sbagliato a voler fregarsi il suo partito estromettendolo per restare da solo a comandare. Dato che la cosa non gli è riuscita, così, come se niente fosse, come se gli insulti dei suoi giornali non fossero mai stati pubblicati, come se la campagna di fango che gli ha fatto gettare addosso con la faccenda della casa di Montecarlo, non fossero mai esistite, lo chiama e cerca di riappacificarsi. Una mancanza di dignità davvero rara! E la cosa potrebbe anche riuscirgli; anzi non mi meraviglierebbe affatto. Il collante che ha tenuto insieme questi personaggi è l'ambizione e l'ambizione se ne frega della coerenza e della dignità.
Auguro al caballero di tutto cuore di andare a godersi la pensione dorata ai caraibi, e lasciare noi in pace.


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giorgio - Gio Nov 17, 2011 7:11 pm
Oggetto:
Chi comandava prima ha necessità di rifarsi un volto passabile, ed ecco spiegato perchè il cav. 1816 ha accettato di sostenere il governo dei tecnici. Lui sa, o almeno spera, che siccome gli italiani dimenticano presto, quando ci saranno le nuove elezioni tutte le cazzate sue e dei suoi compari di governo saranno dimenticate, e magari gli occhi del pubblico saranno puntati sul nuovo teatrino, cioè le azioni, certamente dure, del governo Monti.

Questo governo al limite potrebbe essere un errore del Pd:
- aiuta Berlusconi a rifarsi il trucco
- da alla Lega la possibilità di fare il Savanarola di turno.
Un errore del Pd, ma anche un grande senso, vero, anzi unico fra tutti, di responsabilità, che sono quasi sicuro che alcuni "italiani" non capiranno e non apprezzeranno.

Bersani dice: noi sosterremo lo sforzo del governo.. e noi dciamo che sosterremo il Pd.

giorgio - Gio Nov 17, 2011 10:52 pm
Oggetto:
AostaSera.it 17 novembre 2011 19:42 ha scritto:
Politica
Monti: “Occorre riconoscere il valore
costituzionale delle autonomie speciali”

Roma - Nel primo discorso in Senato il neo-premier Mario Monti non dimentica nessuno,
autonomie locali comprese, e si tiene le competenze degli Affari regionali.
Nicco evidenzia la propria soddisfazione in una nota.

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Il Premier Mario Monti

"Abbiamo ascoltato con interesse l'ampia relazione del Presidente incaricato sulla crisi economica e finanziaria e le indicazioni per superarla, largamente condivisibili. Di particolare rilievo la forte e chiara affermazione sulle autonomie speciali. E' una questione su cui avevamo espressamente chiesto la sua attenzione nell'incontro di lunedì a Palazzo Giustiniani e ne prendiamo atto con soddisfazione". Il deputato Roberto Nicco evidenzia così la soddisfazione personale per il primo discorso in Senato del neo-premier Mario Monti. Un intervento che è stato spesso spezzato dagli applausi, ai quali lo stesso Monti ha posto un sorta di “freno” pregando la platea di ascoltare: “Se dovete fare una scelta - mi permetto di rivolgermi a tutti - ascoltate, non applaudite!”.

Il discorso di Monti ha cercato di affrontare la grande matassa dei temi per i quali si aspettava il suo intervento per comprendere gli indirizzi del nuovo Governo. Una trepidante attesa soddisfatta, per lo più, con la presa in esame un po’ tutto, come era facile immaginare in un primo intervento che doveva contenere la sintesi delle consultazioni con le forze politiche. Tra i tanti argomenti (analisi della crisi internazionale, richiamo alla sobrietà, taglio dei costi alla politica, lotta all'evasione, riforma del mercato del lavoro e delle pensioni, il probabile reinserimento dell'Ici e uno studio sulla patrimoniale), Monti non ha dimenticato le autonomie locali:

“Il riequilibrio di bilancio, le riforme strutturali e la coesione territoriale richiedono piena e leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali – ha detto il neo Premier - Occorre riconoscere il valore costituzionale delle autonomie speciali, nel duplice binario della responsabilità e della reciprocità. In quest'ottica per rispondere alla richiesta formulata dalle istituzioni territoriali nel corso delle consultazioni, ho deciso di assumere direttamente in questa prima fase le competenze relative agli affari regionali. Spero in questo modo di manifestare una consapevolezza condivisa circa il fatto che il lavoro comune con le autonomie territoriali debba proseguire e rafforzarsi, nonostante le difficoltà dell'agenda economica. In tale prospettiva si dovrà operare senza indugio per un uso efficace dei fondi strutturali dell'Unione europea”. Domani si replica alla Camera.


giorgio - Ven Nov 18, 2011 7:38 pm
Oggetto:
Fa impressione il rilievo che le dimissioni del pres del cons. hanno avuto nei media internazionali. Mai le dimissioni di un governo italiano avevano fatto notizia in questa maniera. L'Italia e Berlusconi sono stati un tema costante da mesi in tutta la stampa mondiale che mi capita sempre di sfogliare su internet. Sul piano simbolico è un fenomeno senza precedenti nel mondo “liberaldemocratico” (miliardario, tv, prostitute, corruzione estrema, mafie e crisi). Ma nelle ultime settimane è stato tema da prima pagina fissa. La caduta dell'Italia, terza economia europea (e con altri paesi in bilico), rappresenta un pericolo per tutta l'Europa e quindi per l'intera economia globale, dal momento che comporta pesanti conseguenze a catena. Questa é paradossalmente una fortuna dell'Italia: non si trova né in una posizione di isolamento (fa parte dell'euro e dell'Europa) né in una posizione di forza, perché smangiata dalla corruzione politica e dal devastante smembramento economico e culturale. Ma ciò che incuriosisce e sconvolge all'estero, sul piano simbolico, é l'inettitudine e l’inerzia leghista-berlusconiana, che per noi non sono una novità, anzi! Un miliardario circondato di mignotte e servi di ogni specie, più simile ad un dittatore da repubblica bananiera che ad un leader europeo, mentre il suo paese se ne andava in malora da anni, fino all’ultimo non ha mollato. Di fatto all'estero non capiscono nemmeno come sia possibile. Il problema é che loro non conoscono la storia..

La politica ha i suoi scopi e le sue funzioni precise. Quando vengono a mancare i risultati, i riscontri e i successi, perché manipolata a fini personali da un lato ed utilizzata dall'altro senza alcuna finalità progettuale, la causa è da cercare nella scarsa conoscenza degli strumenti e nella cultura generale approssimativa di una classe dirigente screditata. Ecco la storia! Perché attualmente un tecnico come Mario Monti riscuote un buon 80% della simpatia popolare? Perché di fronte ai disastri della dicotomia di cui sopra si considera soluzione più che accettabile una gestione quanto meno assennata, condotta con mano ferma - qualità che si riconosce, sulla base di esperienze passate a Monti - e si è anche disposti, specie a sinistra a soprassedere sulle prospettive politiche di fronte a necessità impellenti imposte dal mercato. E’ per questo che ho nella testa la salvezza del nostro Paese. Ho nella testa la difesa dei nostri risparmi. Ho nella testa il futuro dei nostri giovani. Ho nella testa un avvenire migliore. Forse nel furore ideologico alcuni non si sono accorti che si stava andando al disastro, dove non si salvava nessuno. Ed infatti quello che non ha potuto la politica l'ha realizzato il meno 12 per cento accusato in poche ore del titolo Mediaset. Forse il cavaliere ha fatto un pò di conti e quando ha cominciato la sua avventura governativa, le sue aziende nel 2001 valevano oltre 9 miliardi di euro ed alla fine … ne valgono meno di due. Lui agli affari ci pensa e questa volta i suoi interessi hanno coinciso con i nostri interessi. Gramellini con una felice battuta nel programma di Fabio Fazio ha ironicamente fatto notare come la sinistra alla fine e a sua insaputa “previde” questo epilogo: In the name of God, go!

Evidente che, al di là della personale predisposizione di ciascun elettore, scegliere il meglio in queste condizioni diventa difficile, in molti si sono rifiutati e molti altri si sono accomodati a scegliere il meno peggio. Ora i voti moderati del centrosinistra sono ancora col Pd o con Di Pietro, dall'altra parte ci sono i fascisti veri (Fini), i democristiani convinti (Casini) e gli opportunisti e i beoti ( berlusconi e le sue tv). Di questi ultimi non ci libereremo facilmente. Dalle sue tv Lui continuerà a tenersi stretti opportunisti e beoti, grazie ai furti fatti (dal suo amico del Hotel Raphael), al popolo e il regalo delle tv. Perciò un auspicio, penso che nessuno gliele porterà via in modo furbesco, ma si dovrà agire in fretta e in modo che la casta ereditaria non possa continuare a godere della situazione immutabile che si era creata..

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giorgio - Dom Nov 20, 2011 12:51 am
Oggetto:
Citazione:
Chi pragmaticamente si propone di governare l'Italia, specie in momenti come questi, non può prescindere dalla Chiesa di Roma e dal suo interessato appoggio. E' un fatto. Quanto ai giudizi, mi pare inaccettabile sparare sentenze senza valutare nel merito ciò che il Governo farà, quando e solo quando lo farà. Altrimenti non sono giudizi, ma pregiudizi, quindi fasulli nel progetto. Anche le critiche su certi componenti del Governo, a mio giudizio, sono prematuri. Aver fatto parte di società o enti, pur avendone ricoperto cariche di grande responsabilità, non consentono di illazionare su presunti conflitti di interesse, inesistenti quando da quelle cariche ci si è prontamente dimessi.

La professionalità, la acclarata esperienza, la profonda conoscenza del mondo del credito fanno, ad esempio, di Passera un uomo capace di interpretare al meglio i bisogni del mondo produttivo, specie in un momento nel quale il credito è fattore indispensabile per riavviare la crescita economica. O pensate che siccome le Banche fanno schifo per definizione, del credito se ne possa fare a meno? Datemi retta, aspettiamo a lanciare pietre. Se sarà il caso sarò il primo a raccogliere ciottoli e porgerli a chi ha braccia più leste delle mie.

giorgio - Dom Nov 20, 2011 9:46 pm
Oggetto:
Abbiamo letto che la fiducia in Mario Monti ha raggiunto oltre l'80% dei cittadini ed anche il suo governo è sugli stessi livelli. Però a mente fredda dico che manca qualcosa. E proprio perchè stavo pensando alla mia Regione che con le sue enormi frane, che la colpiscono un giorno sì e l'altro pure, si sta rovinando il territorio con le sue mani. Dal nuovo governo mi sarei aspettato il ministro "Della valorizzazione delle campagne e delle battaglie contro la desertificazione e l'abbandono del territorio". Non è una cosa di poco conto. Oggi nel nostro paese le città diventano sempre più popolate e le campagne sempre più deserte. Non parliamo dei territori montani... Ne derivano problemi di grande rilevanza sociale ed economica. Limitiamoci ad analizzare i problemi di carattere economico.

La nostra agricoltura è al collasso. Sempre meno occupati e con redditi al limite del sostentamento. Mi è molto dispiaciuto che il prof. Monti non abbia speso una sola parola su questo importate argomento. Eppure ogni mattina 60 milioni di italiani devono pur mettere qualcosa sotto i denti per sopravvivere. Le statistiche ci dicono che il 60-70 % di quello che mangiamo non viene dalle nostre terre. L'80 per cento della pasta che consumiamo non viene da grano italiano. Lo importiamo perfino dall'Australia. Le terre italiane vengono abbandonate perchè per pochi centesimi al chilo non è più conveniente produrre. Lo stesso ragionamento vale per la carne per non parlare dei prodotti trasformati del latte. Non parlo poi del settore forestale montano, perchè ho già speso troppe parole. Una volta si diceva: un popolo che abbondona l'agricoltura è destinato a scomparire. Siamo sulla buona strada. Il Prof. Catania, neo ministro dell'agricoltura, conosce questi problemi. Speriamo che agisca in tempo perchè ho voglia di mangiare un pomodoro che sappia di pomodoro e non di amido, ho voglia di gustare dell'ottima fontina e non della plastica.

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giorgio - Lun Nov 21, 2011 3:47 pm
Oggetto:
Non c'è bisogno dei sondaggi, basta andare un pò in giro ed ascoltare quello che dice la gente. Non gli esperti che queste cose le hanno sempre detto. La gente che non conosce il significato della parola spread o non comprende che cosa sia il debito pubblico. Questa gente, la stragrande maggioranza del popolo italiano, è preoccupata ed angosciata per il proprio futuro. Nessuno ha ormai certezze di come sarà la propria condizione fra sei mesi. E in questo momento non bastano nemmeno le attestazioni di fiducia e di stima verso il professore. Per questo il prof. Monti è al lavoro con un programma di equità e di grossi sacrifici. Tuttavia sono sicuro che anche le più innovative soluzioni per risolvere i nostri problemi non basteranno a rimetterci in carreggiata. Non basteranno. Al massimo potranno far migliorare il quadro d'insieme, ma di poco. Ne sono sicuro.Per questo, penso che l'esempio di un altro paese europeo possa essere preso a modello. Mi riferisco all'Irlanda.

L'Irlanda è stato il primo paese dell'eurozona a ricevere gli aiuti della banca centrale europea e del fondo monetario internazionale. E oggi, dopo un periodo di austerità, l'economia ha ricominciato a crescere. Leggo che il prestito è stato di 85 miliardi di euro. I dati irlandesi erano più o meno uguali a quelli italiani. Rapporto debito pil al 115 per cento e la disoccupazione un pò più corposa. Anche il quadro politico irlandese era confuso ed è mutato radicalmente nell'ultimo anno. Il partito che aveva da sempre dominato la scena politica, è andato all'opposizione e un'inedita alleanza laburisti-conservatori ha fatto il miracolo. L'Italia deve chiedere gli aiuti alla Bce e al Fondo Monetario Internazionale se vuole veramente uscire da questo momento difficile. Questa operazione la può fare solo un governo tecnico importante e credibile. Non c'è tempo da perdere.


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giorgio - Sab Nov 26, 2011 10:58 am
Oggetto:
Citazione:
Zagrebelsky: "di fronte a catastrofi giusta tecnocrazia"
25 novembre 2011, 17:23
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Gustavo Zagrebelsky

"Di fronte a catastrofi" tecnologiche, ambientali, finanziarie, può accadere "che la politica nella sua versione democratica o demagogica soccomba". Secondo il presidente emerito della Corte Costituzionale Gustavo Zabrelsky - che parla davanti al presidente Napolitano - è allora possibile che la politica si "autosospenda" e lasci il posto "ai sapienti" per "tempi brevi". Una affermazione che sembra riferirsi alla vicenda politica attuale, anche se Zagrebelsky non ha mai citato esplicitamente il governo


"La prospettiva che si apre è quella di una tutela tecnocratica del potere e della politica". Parole fosche quelle di Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale che oggi, in un convegno al Palazzo della Consulta sul tema 'Dallo Statuto Albertino alla Costituzione Repubblicana', ha tenuto una relazione sul costituzionalismo e il rapporto tra diritti e doveri in una società, quella moderna, che non pensa al futuro delle prossime generazioni e che sembra votata ad autofagocitarsi. Presente il capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

Siamo in una situazione in cui la politica, per vocazione più interessata a ragionare sui "tempi brevi" scanditi da "elezioni e rilevazioni demoscopiche", si "autosospende", sostiene il costituzionalista. La sua è un'analisi anche cinica sul quadro attuale: "Perchè è poco probabile che nell'interesse della politica rientri anche la preoccupazione per le generazioni future". Prevale, insomma, un "interesse momentaneo", una "miopia", la tendenza "a essere cicala, mentre invece va recuperata la virtù della presbiopia".

Zagrebelsky ha usato il paragone tra la società attuale e quella dell'Isola di Pasqua, dove "ogni generazione si è comportata come se fosse l'ultima" e l'uomo ha agito "libero da ogni debito nei confronti della generazione successiva".
"Il costituzionalismo - ha spiegato - non può più ignorare tutto questo" e accanto ai "diritti soggettivi" va utilizzata "la categoria dei doveri".
"Il costituzionalismo - ha detto il presidente emerito della Consulta - ha prodotto la democrazia, e oggi abbiamo bisogno di elementi di tecnocrazia" e "la dimensione scientifica della decisioni politiche è l'ultima metamorfosi cui il costituzionalismo è chiamato".
"Oggi abbiamo bisogno di elementi di tecnocrazia", è la tesi che ben si accompagna alla fase attuale, in particolare alla nascita del governo Monti. Certo, aggiunge Zagrebelsky, "doveri e tecnocrazia fanno paura, ma sono necessari per il costituzionalismo qualora lo si intenda senza egoismi". Nella convinzione che questa sia una fase in cui è indispensabile inculcare più una cultura dei doveri (verso l'ambiente, le future generazioni, il pianeta, ecc.) che dei diritti, Zagrebelsky conclude che "il costituzionalismo continuerà ad avere una storia se verranno incorporati nella democrazia nozioni scientifiche capaci di guardare al futuro".


giorgio - Dom Nov 27, 2011 12:09 am
Oggetto: Passera mette d'accordo Fiat e Cgil
La mediazione del neo ministro dello Sviluppo Corrado Passera convince sindacati e Fiat e dopo mesi di trattative a singhiozzo e attese deluse viene finalmente raggiunto un accordo sugli incentivi ai lavoratori di Termini Imerese (Palermo). Il sì è arrivato al termine di una giornata di negoziati al ministero dello Sviluppo, presenti tutte le sigle, i tecnici del dicastero del Lavoro, gli advisor, i rappresentanti di Torino e quelli dell'azienda subentrante Dr Motor. Alla fine c'è anche la firma della Fiom che tuttavia lamenta "il dispetto della Fiat che ha applicato importi più bassi" di quelli normalmente praticati. Il presidio davanti alla fabbrica viene rimosso.

A sera la soddisfazione prevale sulle critiche che pure non mancano. Tirano un sospiro di sollievo oltre 1.500 famiglie in ansia da mesi: chi non è in uscita è in cassa integrazione. Passa il primo importante test di una serie il ministro Passera che incassa a sorpresa il plauso della Cgil. L'organizzazione guidata da Susanna Camusso gli riconosce la "costruzione della soluzione" e il "rispetto" delle parti in campo. La finalizzazione è attesa giovedì 1 dicembre, ma la trattativa prosegue nei prossimi giorni con la Dr Motor, che subentra al Lingotto, per rilancio del sito industriale siciliano. Bisogna dire che questi "tecnici", se vogliono, sanno fare i manager e risolvere presto le situazioni. Ora vedremo cosa proporranno per il paese.

Ps.
Dunque questo conferma che in presenza di interlocutori seri e con la volontà di arrivare a soluzioni la Fiat è una controparte come le altre; ostica e rognosa quanto si vuole, ma pur sempre una controparte e non un Moloch invincibile come hanno voluto far credere, per interessi diversi, sia i berluschini che i più estremisti.


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Il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera
giorgio - Lun Dic 05, 2011 3:24 pm
Oggetto:
Nel piccolo paese c’era un sindaco che non sapeva fare il suo mestiere, la gente non aveva lavoro, il comune era pieno di debiti, le scuole andavano a pezzi, c’era grande preoccupazione per il futuro. Un giorno nel piccolo paese quel sindaco incapace è costretto a lasciare l’incarico e dopo pochi giorni al suo posto arriva un signore molto per bene, tranquillo come tutte le persone che hanno una forza interiore, preparato. Prima ancora che il nuovo sindaco potesse prendere il posto di capo della comunità, nelle piazze e nelle strade esplode una violenta protesta di studenti del piccolo paese. La gente guarda incredula i cortei e gli scontri con la polizia e qualcuno ha perfino il coraggio di chiedere perché di quelle manifestazioni, e la risposta è: "non vogliamo un governo come quello che se ne è appena andato, abbiamo già pagato troppo, adesso vogliamo i nostri diritti".

Al qualcuno che ha avuto il coraggio di obiettare che il nuovo governo del piccolo paese non si è ancora insediato e quindi forse la protesta così anticipata è fuori luogo, gli studenti rispondono: "a noi non interessano i governi, per noi sono tutti uguali, vogliamo solo i nostri diritti". Il qualcuno che ha posto le domande allora si ritira, non capisce come può un nuovo governo che ancora non lavora dare i diritti che gli studenti invocano, anzi chiedono, e se ne va a casa scuotendo la testa. Intanto fra gli studenti che manifestano spuntano cartelli con scritte tipo via le banche dal governo, occupiamo le università e cose del genere, e la gente del piccolo paese che sta a guardare dalle finestre non capisce e si chiede "ma che vuol dire? Che c’è sotto? " Perché è difficile comprendere come si possa protestare prima che l’altro abbia fatto la benché minima mossa. A meno che non ci sia qualcuno che soffia, come si suol dire, sul fuoco.


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giorgio - Lun Dic 05, 2011 6:47 pm
Oggetto:
Concita De Gregorio ex direttore del'Unità scrive:
E' bastato leggere qualche post in giro per la rete per avere un'idea di quale potesse essere una manovra più giusta, semplice e gradita al popolo.
-Riduzione spese militari.
-Riduzione spese e privilegi della politica.
-Tagli ai vitalizi.
-Patrimoniale una tantum per redditi sopra i 100 mila euro.
-Tassa del 10-15% sui capitali scudati.
-Equilibrio dell'Irpef per le fasce più alte.
-Eliminazione dei finanziamenti ai partiti.
-Tracciabilità dei pagamenti sotto i 300 euro.
-Leggi pesanti per gli evasori.
-Tutte queste manovre avrebbero reso contento chiunque, a costo zero e (per la maggior parte) di lunga durata.
Era così difficile? Magari bastava un giro in rete....

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giorgio - Ven Dic 09, 2011 11:42 pm
Oggetto:
Sono passati solo alcuni giorni e ora mi viene quasi da ridere:
tutti a volere la patrimoniale, e adesso si scopre che il patrimonio...
ce lo hanno quelli che hanno la casa di proprietà.

Alcune volte è meglio stare zitti
giorgio - Sab Dic 10, 2011 12:10 am
Oggetto:
Ho un dubbio, se Di Pietro non voterà i provvedimenti andrà da solo. Una volta ci ha fregato, due volte no! E' bello lucrare con il populismo, ma non è una cosa seria. C'è qualcuno che in Italia è in grado di sapere quanto valgono queste frequenze televisive? I creditori che ci giudicano vogliono numeri certi e non ballerini. C'è qualcuno oggi Italia che è in grado di sborsare tali cifre? Dobbiamo restare con i piedi per terra. Tremonti ci ha fatto precipitare a questi livelli perchè ha approntato manovre che poi non si realizzavano. Facciamo finta che Monti abbia a suo tempo inserito la norma sulle frequenze, quale cifra avrebbe dovuto inserire sulla manovra 1, 2, 3, 16 miliardi? Ci vogliono numeri certi e non farfalle.

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giorgio - Sab Dic 10, 2011 12:20 am
Oggetto:
Anche Vendola, che avrebbe gioco facile a sparare a zero su tutto non esendo neppure in Parlamento, è molto prudente sulla manovra. Sono scelte fatte in piena e drammatica emergenza, pesanti perchè prese dopo anni di inerzia in cui si negava addirittura la crisi, e che devono essere approvate dal Parlamento in cui tutti sappiamo che tipo di maggioranza c'è. Nel contesto dato non credo che il governo avrebbe potuto varare una riforma più di "sinistra". Sono scelte fatte con la pistola alla tempia e in un momento in cui una campagna elettorale avrebbe potuto avere risvolti drammatici.

La pausa dei "tecnici" deve essere il meno lunga possibile. Serve la Politica, quella vera, con la P maiuscola. Del resto tutte le scelte sono sempre "tecniche", ma mai nessuna è politicamente neutrale. Una volta varata la manovra, se non ci sono le condizioni per fare una riforma elettorale decente che ridia potere ai cittadini, si vada al voto subito. Porcellum o meno, chi vuole, può restituire questo potere in mille modi, magari tramite primarie vere. Ora però è il momento di salvare il Paese, nell'interesse di tutti e in particolar modi degli ultimi. Anche in piena bancarotta chi ha i soldi avrebbe il modo di sopravvivere, gli altri no. Ciascuno si assuma le proprie responsabilità, poi saranno i cittadini a valutare, spero il prima possibile.



giorgio - Gio Dic 22, 2011 10:23 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 22/12/2011 11:39 ha scritto:
COSTI POLITICA: VDA,RIDUZIONE 10% PER INDENNITA' CONSIGLIERI
(ANSA) - AOSTA, 22 DIC -
Approvando con 26 voti a favore e sette contrari una proposta di legge presentata dalla maggioranza il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ha disposto la riduzione del 10,34% delle indennita' spettanti ai consiglieri regionali (comprensiva dell'adeguamento previsto dalla manovra dell'agosto scorso per le indennita' parlamentari).

La proposta di legge e' composta da cinque articoli e ridefinisce anche il rimborso forfettario delle spese di viaggio che spetta ai Consiglieri residenti a una distanza da Aosta superiore a venti chilometri. Inoltre da facolta' ai consiglieri di rinunciare volontariamente alle indennità. Il risparmio per il bilancio del Consiglio Valle nel 2012 ammonterà a 300 mila euro e nel 2013 a 160 mila. (ANSA).

(ANSA) Data: 22/12/2011 12:29 ha scritto:
COSTI POLITICA: VDA,RIDUZIONE 10% PER INDENNITA' CONSIGLIERI (2)
(ANSA) - AOSTA, 22 DIC -
''Nell'attuale clima di preoccupante disaffezione verso la politica - ha sottolineato Diego Empereur (Uv), relatore della proposta di maggioranza - le voci critiche che si levano contro la cosiddetta 'casta' hanno buon gioco a identificare gli emolumenti percepiti dagli amministratori pubblici come meri privilegi ingiustificati. Tuttavia, come ha chiarito la Corte costituzionale, la corresponsione di un'indennita' risponde al principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione e in un regime democratico il legislatore ha l'obbligo di porre in essere le condizioni indispensabili a garantire a tutti l'accesso alle cariche pubbliche e il relativo esercizio delle funzioni. L'obbligatorieta' dell'indennita' vale altresi' a garantire il principio di libero esercizio del mandato, assicurando l'indipendenza degli eletti e consentendo l'esercizio della funzione in modo continuativo e professionale''.

''Tuttavia - ha aggiunto - la questione non puo' essere ignorata, la politica non puo' far finta di niente rispetto alle accuse di 'corporativismo', data la dimensione fortemente emotiva che ha assunto nel Paese e nella nostra comunita'. La nostra proposta, seria ed equilibrata, frutto di un approfondito confronto politico, interviene per ridurre il trattamento indennitario''. ''Abbiamo cercato di aprire un tavolo per elaborare proposte comuni - ha poi sottolineato il presidente della Regione, Augusto Rollandin - ma non e' stato possibile. Non e' vero che in tal senso non c'era la volonta' della maggioranza. La nostra e' una proposta di buon senso, logica, non demagogica, senza eccessi e meditata''. (ANSA).


Chi indicasse la burocrazia e il suo implicito potere come uno degli ostacoli principali alla modernizzazione delle nostre isitituzioni e leggi, ha perfettamente ragione. Come premessa per tutte le riforme possibili, non solo per sveltire le pratiche di cui ci si occupa, dovrebbe essere fatta una vera riforma burocratica. Ma se il potere del burocrate è esaltato dall'insipienza, dalla inesperienza, e dal pressapochismo del politico messo a capo dell'Amministrazione o dell'assessorato del quale fa parte, quando quel posto è occupato da una persona (un tecnico) che se ne intende, magari per esperienza diretta, ciurlare nel manico diventa più difficile. E questo è un altro dei vantaggi sull'affidamento delle amministrazioni ad esperti fuori dai partiti.
giorgio - Gio Dic 22, 2011 10:49 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 22/12/2011 12:43 ha scritto:
COSTI POLITICA: VDA; RESPINTE PROPOSTE LEGGE DI ALPE E PD (V.'COSTI POLITICA: VDA,RIDUZIONE 10% PER...' DELLE 11.39)
(ANSA) - AOSTA, 22 DIC -
Prima di approvare la proposta di legge della maggioranza sui tagli alle indennita' dei consiglieri regionali, l'assemblea valdostana questa mattina ha respinto quattro iniziative legislative sullo stesso tema presentate da Alpe e Pd.

Le proposte del Pd prevedevano la riduzione dell'indennita' di carica del 20% nel caso di svolgimento contestuale di attivita' di lavoro subordinato nel settore privato o di lavoro autonomo o imprenditoriale, oppure nel caso di godimento di pensione superiore a 20 mila euro annui lordi; inoltre proponevano la soppressione di una serie di facilitazioni o liberalita' connesse all'espletamento della funzione, come i rimborsi chilometrici, la gratuita' delle tratte autostradali, gli abbonamenti a quotidiani e settimanali, gli sconti sullo skipass regionale; quella congiunta Alpe-Pd fissava a 6.700 euro l'indennita' mensile lorda di carica dei consiglieri regionali e commisurava l'indennita' di funzione e la diaria in percentuali diverse rispetto all'indennita' di carica; infine quella di Alpe introduceva disposizioni per la soppressione dell'assegno vitalizio a partire dalla prossima legislatura e la riduzione del contributo ai gruppi consiliari di circa il 50%. (SEGUE).


(ANSA)Data: 22/12/2011 12:46 ha scritto:
COSTI POLITICA: VDA; RESPINTE PROPOSTE LEGGE DI ALPE E PD (2)
(ANSA) - AOSTA, 22 DIC -
Illustrando la propria proposta Gianni Rigo (Pd) ha osservato che ''lo scopo e' 'sganciare' l'indennita' del consigliere a quella del parlamentare, per perseguire quel principio di autonomia decisionale che dovrebbe contraddistinguere la nostra Assemblea legislativa e per perseguire, in un'ottica di assunzione di responsabilita' e di chiarezza, l'obiettivo di rendere facilmente misurabile lo stipendio del consigliere''.

Alberto Zucchi (Pdl) ha osservato: ''Non credo che a livello locale ci siano le storture che si sono viste a livello nazionale. Ci sono consiglieri buoni e meno buoni, devono essere poi i cittadini a decidere''. ''I costi della politica - ha aggiunto - non dipendono dagli stipendi ma dalle decisioni che vengono prese''. Per Giuseppe Cerise (Alpe), ''la proposta della maggioranza non e' un atto di alta nobilta', ma prevede bazzecole, dato che la riduzione effettiva degli emolumenti scende sotto il 5%. E' proprio un bello sforzo, offensivo nei confronti della popolazione valdostana, in particolare delle fasce piu' deboli. Si e' persa l'occasione per lanciare un segnale forte e unitario su questo argomento, indipendentemente dalle singole correnti di pensiero''.

Dario Come' (Stella alpina) ha ribadito che ''questa maggioranza regionale sta dimostrando di voler assumere dei comportamenti in sintonia con il rigore che la grave crisi economico-finanziaria impone a tutti'' mentre Raimondo Donzel (Pd) ha evidenziato: ''Le nostre proposte non sono disfattiste e non mettono in difficolta' il lavoro del Consiglio Valle: rappresentano un gesto di sobrieta' e di immagine che in questo momento occorre dare''.

''La Valle d'Aosta e' tra le prime Regioni d'Italia a dare un segnale di sobrieta' - ha osservato Leonardo la Torre (Federation autonomiste) - anche confermando il passaggio dal vitalizio al sistema contributivo. La Valle d'Aosta e' una Regione virtuosa, attenta ai problemi del territorio e alla qualita' di vita dei suoi cittadini, con una classe politica seria, differente dalla realta' di molte altre Regioni''.

A chiudere il dibattito e' stato il presidente della Regione, Augusto Rollandin: ''Oggi i cittadini non si sentono rappresentati dagli eletti perche' c'e' un meccanismo che fa si' che questi siano scelti dalle Segreterie politiche e non esprimano minimante i territori. In Valle d'Aosta, non e' cosi': gli elettori ci conoscono, hanno la possibilita' di dialogare con noi. La fiducia viene anche dal rapporto che si ha con la comunita': i cittadini prenderanno atto del dibattito avvenuto stamattina in quest'aula, ma non credo che ci valuteranno su questo. Non penso che sia nel costo degli eletti che si traduca il costo della politica: la gente ci chiede di far funzionare la macchina amministrativa, di fornire dei servizi di qualita', di utilizzare correttamente i fondi a disposizione dell'amministrazione''. (ANSA).



Tutto ciò che ho letto, è solo l'esito di un'accurata autopsia della politica come l'abbiamo conosciuta negli ultimi anni. Volendo sintetizzare, se mi è concesso, questa è la mia critica al partitismo del quale la nostra Regione ha sofferto e soffre. E' la critica al potere fine a se stesso con mezzi non giustificato dai fini, così capovolgo anche il detto machiavellico.

Da qui la differenza tra la mia visione (e del Pd-Vda) e quella dell'Uv&C. La mia (e del Pd-Vda) improntata alla speranza che questo deplorevole stato di cose alla fine possa cambiare e all'ingrediente essenziale perché ciò avvenga: la speranza, il progetto di una Regione migliore e, per coerenza mia personale (e del Pd-Vda), l'idea di come ciò possa avvenire. Quella dell'Uv&C caratterizzata da un rassegnato, ancorché rabbioso, pessimismo che dà l'immutabilità della situazione attuale come unica prospettiva, senza peraltro suggerire come eventualmente porre rimedio al "caos" denunciato. Come conclusione logica di questo mio post dico che la soluzione sta nel limitare al massimo il potere dei partiti di maggioranza, confinandoli all'unico " luogo " dove esprimere le loro idee: il Consiglio Regionale e impedendo loro di mettere le mani su ogni tipo di potere amministrativo.
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giorgio - Sab Dic 24, 2011 4:25 pm
Oggetto:
L'altro ieri ho letto una espressione come questa:
«Fra le sceneggiate neoliberiste della giunta Monti vi sono scene da vera e propria commedia dell’arte. La protesta delle donne operaie colpite deve essere fatta da una rispettabile e ammirevole deputata operaia leghista, mentre gli eredi di Gramsci e Togliatti inneggiano all’imposizione di un neoliberalismo privatizzatore assoluto»

Allora pensandoci su mi viene da prendere sul serio il suo autore - che evito ovviamente di rendere noto - e giunti a questo punto, mi pare che la sceneggiata sia soltanto sua. Se Monti è l'espressione di una crisi che trova in lui una possibile soluzione, in che cosa consiste la commedia dell'arte. Non è stato Monti a chiedere che fosse nominato Presidente del Consiglio, lui ha doverosamente accettato. Abbiamo già dimenticato i giorni ed i mesi in cui il Parlamento ed il Governo erano paralizzati, e le ore concitate in cui i mercati aggredivano il nostro debito, tentando l'ultima grande speculazione? A quel punto si era giunti anche grazie alla Lega che ha votato per otto anni tutte le leggi di questa destra populista, e che è stata il primo ed indispensabile puntello sia per le malefatte di Berlusconi che per l'insipienza di Tremonti.

La vera sceneggiata è proprio di quella donna che assume il ruolo emblematico dell'operaia, dopo essere stata sciocca servitrice del padrone ed è pronta a votare contro l'arresto del camorrista Cosentino. E gli eredi di Gramsci e Togliatti, se si riferisce alla costola di sinistra del PD, non hanno niente a che vedere con il neoliberismo che forse, il nostro erudito professore, confonde con le liberalizzazioni nel commercio e nelle professioni, la dove vige ancora oggi una chiusura totale alla concorrenza, e la cooptazione, per i giovani, avviene pagando un pesante noviziato, quando non sia resa facile dal familismo.


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giorgio - Sab Dic 31, 2011 7:44 pm
Oggetto:
AostaSera.it 28/12/2011 ha scritto:
Donzel: "il rapporto tra regioni autonome e governo non è solo questione di soldi"
Aosta - Il segretario del Partito Democratico polemizza con le posizioni critiche dei parlamentari Nicco e Fosson
sul governo Monti espresse stamattina. “Scarsa cooperazione tra regione autonome, fino alle guerre tra campanili“:
denuncia Raimondo Donzel.


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La conferenza stampa del Pd

“Adesso in Valle d'Aosta sono tutti contro il governo Monti, come se con Berlusconi fosse finito un idillio“. Questa considerazione del segretario PD Raimondo Donzel arriva a poche ore dalla conferenza stampa di questa mattina, dove i parlamentari valdostani Nicco e Fosson erano stati critici sull'operato del nuovo governo nazionale nei confronti della nostra regione. Dopo aver espresso perplessità sul proprio profilo facebook, nel pomeriggio, in occasione della conferenza stampa di fine anno del PD, Donzel è tornato sull'argomento. “A parte il fatto che a Berlusconi abbiamo lasciato 500 milioni di euro senza avere in cambio autonomia - afferma - non si può decidere il sostegno ad un governo solo a seconda se questo dà dei soldi oppure li toglie“.

Donzel critica il comportamento di tutte le regioni a statuto speciale
nel rapportarsi con Roma: “nei mesi scorsi sono state condotte trattative privatistiche, cosa che mette in evidenza quanto poco rapporto ci sia tra le varie regioni autonome“. “Di più - continua - quando si sente Fosson lamentarsi del fatto che la Sicilia deve versare meno denaro per il risanamento del debito pubblico e la Valle d'Aosta di più, vuol dire che si è arrivati alle guerricciole tra regioni“.

Se i due parlamentari hanno lamentato una mancanza di concertazione
da parte del governo Monti nei confronti di parlamento, regioni e soprattutto parti sociali, Donzel, replica che “la giunta regionale valdostana ha battuto il record negli accordi separati: vedrete nei prossimi mesi come pioveranno ricorsi“. Anche le critiche nei confronti della misura che limita il pagamento contante a mille euro non vanno giù al segretario: “non si può chiedere severità nella lotta alle mafie e all'evasione e poi lamentarsi per eventuali disagi alle case da gioco“. “Se è vero - conlcude Donzel - che il presidente Napolitano ha descritto i conti dello Stato come molto peggio di come si credeva, allora i nostri due parlamentari dovrebbero concordare sul fatto che bisogna fare qualche sacrificio“.


di Lorenzo Piccinno

giorgio - Mer Gen 04, 2012 4:15 pm
Oggetto:
Grandi polemiche sulla Legge 214 del 22/12/2011 a carico dei pensionati. Un provvedimento che impedirà da Marzo 2012 la riscossione della pensione di 1000 euro in contanti; obbligando così gli interessati ad aprire quanto meno un libretto postale, se non un conto corrente presso posta o banche. Ma insomma basta. In Italia quando ci sono da fare sacrifici guardiamo sempre gli altri, ma noi personalmente accampiamo mille scuse per non affrontarli. Guardiamo sempre gli altri paesi per dire quanto sono "avanti" rispetto a noi, ma guardiamo solo i fatti positivi, mai alle rinunce. In alcuni paesi se non hai il conto corrente non ti fanno neanche il contratto per i vari servizi come luce gas.ecc...Se foste meglio informati sapreste che esistono diverse banche che se accrediti lo stipendio o la pensione sono a costo zero, se poi sei in grado di usare internet ancor meno, lo dico perché lo sto sperimentando, non faccio pubblicità ovviamente ma tutti voi dovreste sapere che tali conti esistono. Certo oggi come oggi non possiamo vivere come "Alice nel paese delle meraviglie" bisogna documentarsi.

Esistono anche associazioni di consumatori che ti possono aiutare. Certo direte i vecchietti come fanno? Mia madre a 83 anni imparò usare il cellulare, e di "vecchietti" con cellulari ormai se ne vedono parecchi, forse non pensate che potrebbero anche affrontare un conto corrente? E questo non vuol dire necessariamente fare un favore alle banche. Ormai, grazie all'attitudine tutta italiana di voler evadere tasse ed ogni tipo di onere fiscale, siamo costretti a certificare tutti i nostri movimenti. Se fossimo stati tutti più dotati di senso civico ed avessimo sempre adempiuto il nostro dovere di cittadini non dovremmo ricorrere a certi rimedi.

Molti accampano la scusa che il primo ad essere poco civile sia proprio lo Stato. Sicuramente questo è vero, ma questo tipo di Stato c'è lo siamo voluto noi. Vi ricordate quando Berlusconi vinse le ultime elezioni sopprimendo l'Ici?Tutti contenti (se non tutti, moltissimi) lo votarono. Già si sapeva come sarebbe andato a finire soprattutto i Sindaci, e le persone responsabili, ma noi italiani pur di non spendere ce lo faremmo mettere anche in quel posto. Cosa che puntualmente è accaduta. Vi rammento che tutti i servizi hanno un costo.


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giorgio - Mer Gen 11, 2012 5:48 pm
Oggetto:
Repubblica online 11 gennaio 2012 ha scritto:

Migliorano i conti pubblici. E nei primi 9 mesi del 2011 si registra la migliora performance dalla fine del 2008. Secondo quanto riportato dall'Istat, nel terzo trimestre dello scorso anno, il rapporto deficit/Pil è stato pari al 2,7% (al di sotto del 3% indicato dall'Unione europea), mentre in nove mesi si è portato al 4,3% (al 4,6% nello stesso periodo del 2010).

Il miglior risultato dalla fine del 2008 cioè da quando il governo di B. ha cominciato la sua opera di devastazione dei conti pubblici. Dopo tre anni con un debito aumentato di 300 mld €, avere bloccato e prolungato arbitrariamente i contratti del pubblico impiego, tagliato a destra e a manca in scuola, ricerca, sanità, Forze Armate e Forze dell'Ordine dopo avere scialacquato a piene mani, avere fatto condoni e scudi fiscali, dopo non avere fatto nè politica industriale nè fiscale nè di efficienza. Una riduzione dello zerovirgola è proprio un gran bel risultato e quel Tremonti assieme al leggendario imprenditore di Arcore e al guerriero celtopadano di Gemonio sono dei veri maghi, non c'è che dire.

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giorgio - Sab Gen 21, 2012 4:42 pm
Oggetto:
Le accise sui combustibili sono state introdotte per finanziare i treni in deficit, pendolari compresi. Se c'è da buttare qualcuno dalla torre, preferisco gettare l'autotrasporto su gomma, sperando che le ferrovie ne approfittino. I tassisti non li sopporto. Ti hanno sempre puntato il tassametro alla gola, impedendo una crescita ed una diffusione del servizio. A Parigi prendevo quasi indifferentemente il Taxi o il Metro, ma in Italia, prendere un Taxi è svenarsi. Io dico che è ora di cambiare. Lo stesso è per i notai: pratiche da duecento euro (una giornata di lavoro) non possono costare duemila euro. Ho acquistato dopo anni di sacrifici la mia casetta. Non vi dico lo scandalo che ho dovuto pagare per dieci minuti di incontro tra le parti.

Lo stesso vale per gli ordini professionali. Se ho una laurea esercito, punto e basta. Perché devo passare sotto il controllo di una categoria che cura solo il numero, che regola le parcelle, e permette di sfruttare gli avventizi. per non parlare degli esami truccati. Gli ordini professionali sono un impedimento all'ingresso dei giovani nella professione. Per le farmacie vale la stessa regola:se ho una laurea in farmacia, apro una farmacia. Gli ordini professionali sono cartelli contro le liberalizzazioni e vanno aboliti. Anche le associazioni delle banche, dei petroli, delle assicurazioni devono essere chiuse. Possono stare aperte solo associazioni sindacali con compiti molto limitati e quando vi siano contratti collettivi da stipulare, ma che non devono trattare di questioni che attentano alla concorrenza. E si potrebbe continuare. Se si continua come prima, è come se Berlusconi governasse ancora.

Questo governo si è trovato senza soldi per il trasporto pubblico e li ha presi dal trasporto privato, per ridistribuire quelle risorse che si dice sempre che debbano essere ridistribuite per rimettere in sesto il paese. Veniamo alla Benzina, se si fanno un pò di conti si scopre che quando all'inizio degli anni 70, costava 159 lire al litro, gli stipendi degli operai erano inferiori alle centomila lire. Oggi che è a 1,7 €, quegli stipendi sono inferiori a mille euro. Allora, con uno stipendio si comperavano circa 600 litri di benzina, ed oggi se ne comperano altrettanti. Pochi anni dopo, con la prima crisi petrolifera, in pochi mesi il costo della benzina è passato a 350 lire, praticamente a parità di stipendio, e si è riusciti a ritornare sui valori dell'inizio anni settanta, solo venti anni dopo. Che piangano pure i trasportatori; io mi sono fatto i conti e non piango certo per loro.

giorgio - Gio Feb 02, 2012 7:39 pm
Oggetto:
Lavoro, Monti: "Posto fisso? E' monotono"

Aiah! Mi sa tanto che incomincia a girarmi la lancetta sul rosso.
Non solo monti (m minuscola rigorosamente come berlusconi) comincia a dire degli spropositi (non voglio dilungarmi ma è ovvio che cambiare a certi livelli è interessante, ma cambiare con uno stipendio da fame per rischiare di prenderne uno ancora più da fame è stupido oltre che poco saggio nei confronti della famiglia che hai sulle spalle). Ma va a dirglielo anche in casa mediaset cioè in casa di colui che ci ha portati al disastro. Forse per parlare alla solita platea di creduloni. Caro monti ma perché non vai anche a striscia la notizia (il braccio armato di berlusconi)? Tra l'altro io mi aspettavo che dicesse anche qualcosa a quell'asino di martone che dà dello sfigato ai pochi italiani (gli studenti) che a suo tempo mi hanno dato una delle poche soddisfazioni avute nel vedere una rivolta civile contro quello scandalo italiano chiamato berlusconi.

Ed in più ha ricordato che se è entrato in politica deve ringraziare berlusconi che suo tempo lo aveva nominato commissario ecc.ecc. monti ricordati bene che in questo paese di cioccolato andato a male non c'è ancora nessuno che ha ringraziato i cittadini per la loro pazienza e vedi di far risalire il contatore


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giorgio - Dom Feb 12, 2012 6:33 pm
Oggetto:
L'editoriale di Marina Sereni 10 Febbraio 2012 ha scritto:
Monti non sarà una parentesi,
il Pd si costruisce ora


Monti che conquista gli Stati Uniti, con la copertina di Time e il lungo e positivo colloquio con il Presidente Obama, e' l'ultima rappresentazione, in ordine di tempo, di quanto sia cambiata e probabilmente destinata a cambiare la politica italiana e il ruolo del nostro Paese in Europa e nel mondo. Obama e' interessato ad un'Europa che metta finalmente in agenda la crescita e l'Italia guidata da Monti, con le riforme strutturali messe in cantiere sul piano interno, e' l'interlocutore ideale, per credibilità e affinità di vedute. La crisi europea non e' risolta ma ora il nostro Paese può davvero tirare un sospiro di sollievo e combattere per spingere l'Europa a dare risposte più adeguate.

Man mano che Il Governo Monti prosegue la sua azione diventa più evidente che non siamo in presenza di una parentesi. Questo ripropone la domanda di cosa sarà il Pd dopo questa esperienza. Noi pensiamo che molto dipenderà da come sapremo sostenere il Governo nello sforzo di cambiare l'Italia, per farla uscire più forte e più equa dalla crisi. Le contraddizioni e le insidie di questa fase sono evidenti: l'Esecutivo deve mediare, trovare soluzioni che abbiano il consenso anche del centrodestra, le riforme che vanno fatte sono complesse e toccano molti interessi particolari che si "ribellano", la crisi economica e sociale ha reso sempre più aspre le diseguaglianze, i toni e le gaffe comunicative in cui e' incorso nelle ultime settimane più di un esponente di Governo a proposito dei problemi del lavoro hanno giustamente creato irritazione, il distacco tra la politica e i cittadini e' sempre più grande anche a causa di fenomeni inaccettabili di malcostume e corruzione...

In questo quadro due punti mi sembrano chiarissimi. Il primo: non possiamo guardare al Governo Monti con diffidenza e magari metterci a bordo campo a fischiare i falli. La sfida e' sulla qualità delle riforme, e' sui contenuti e sull'equità sociale. Un conto e' spingere il Governo a correggere gli effetti sociali più pesanti delle misure di rigore, come abbiamo fatto e come giustamente stiamo facendo sulle pensioni. Altro e' assumere un atteggiamento di conservazione del sistema di welfare che c'e', le cui lacune e insufficienze sono sotto gli occhi di tutti. La partita del mercato del lavoro, sul quale e' aperto il confronto con le parti sociali, e' cruciale e noi dobbiamo e possiamo essere protagonisti per un nuovo patto sociale che metta davvero al centro il futuro, le nuove generazioni. Sul mercato del lavoro così come sulle liberalizzazioni e le misure per la crescita.

Il secondo punto: il Pd deve essere il partito delle riforme istituzionali e politiche, dare priorità assoluta alla riforma elettorale, lavorare per rilanciare il ruolo dei partiti attraverso una rigenerazione della politica, della partecipazione democratica, della trasparenza. Riforma del bicameralismo, nuova legge elettorale, riforma dei regolamenti parlamentari, attuazione dell'articolo 49 della Costituzione sulla vita interna dei partiti. Questa agenda per noi deve essere tanto importante quanto quella delle misure per il lavoro e lo sviluppo. L'Italia per ripartire ha bisogno di crescita e ma anche di un sistema politico e istituzionale più efficiente. Il confronto di ieri tra Franceschini e Cicchitto ci dice che lo spazio per le riforme può esserci e che l'occasione non va sprecata.

In conclusione: e' nel vivo di questa fase politica nuova, e per molti aspetti eccezionale, che il Pd può mostrare e consolidare il profilo di un partito riformista, di centrosinistra. C'e' uno spazio nuovo e una ricerca da fare, di fronte al fallimento catastrofico delle ricette della destra liberista, per le forze progressiste in Europa e nel mondo? Certo che si'. Non per "tornare" alla socialdemocrazia, come qualcuno sembra suggerire. Ma per reinterpretare in forme e contenuti nuovi gli ideali e i valori di eguaglianza, di giustizia e solidarietà che abbiamo ereditato sia dalla tradizione del socialismo democratico che da quella del cattolicesimo popolare. E per arricchire il campo progressista su scala internazionale di un'esperienza e di un'elaborazione originale.


Il Pd deve essere il partito delle riforme istituzionali e politiche, dare priorità assoluta alla riforma elettorale, lavorare per rilanciare il ruolo dei partiti attraverso una rigenerazione della politica, della partecipazione democratica, della trasparenza. Riforma del bicameralismo, nuova legge elettorale, riforma dei regolamenti parlamentari, attuazione dell'articolo 49 della Costituzione sulla vita interna dei partiti. Questa agenda per noi deve essere tanto importante quanto quella delle misure per il lavoro e lo sviluppo. L'Italia per ripartire ha bisogno di crescita e ma anche di un sistema politico e istituzionale più efficiente. Il confronto tra Partito democratico e Pdl ci dice che, lo spazio per le riforme può esserci e che l'occasione non va sprecata.

Secondo me dobbiamo anche smetterla di demonizzare questo dialogo, descrivendolo come "inciucio". Guarda caso un termine che oggi viene insistentemente usato dalle forze politiche non in linea con i partiti guida del paese e non solo. Ma anche da quei personaggi che io chiamo: "battitori liberi", non più "memori" di un voto impegnativo come il voto di fiducia dato al governo Monti. Troppo facile e populista ora agire come fa la Lega. Un messaggio, questo, valido per tutti noi che abbiamo votato la diducia al governo tecnico, ma anche per coloro che pensano che sia giunta l'ora di dare mano per la realizzazione delle riforme, rimaste lì a marcire per contrasti politici e per inedia delle ex forze governative come Lega e Pdl.


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"Inciuciata italiana"

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Carbonada valdostana
giorgio - Ven Feb 17, 2012 12:59 pm
Oggetto:
ANTEFATTO
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Giornalettismo 17 febbraio 2012 ha scritto:

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La storia del San Filippo Neri a Milano

La storia la racconta Fabio Poletti sulla Stampa di Torino: non lo chiamano hotel, ma piu’ modestamente pensionato anche se c’è il wireless in camera e l’ambiziosa forma della struttura se lo meriterebbe. E’ il San Filippo Neri di via Mercalli, centouno camere e non paga l’Ici.

«Se la proprietà dell’immobile deve pagare anche l’Ici, ci aumenta l’affitto. Se ci aumenta l’affitto, noi aumentiamo le rette del convitto. Se no, chiudiamo». Il diacono Luigi Magni che dirige questa fondazione in pieno centro a Milano non avrà l’aria del mercante nel tempio, ma gli affari sono affari. E nell’anno della crisi, qualcuno dovrà pure pagare i conti.



La chiesa secolare non merita niente! ...Ma si può dire:" la bestemmia .. va contestualizzata"; Indovinate chi l'ha detto!? Un laico!? Un senza Dio? Mi pare di ricordare , un certo cardinale. Ruini!.. e che dire di Bertone!? Bagnasco!? E di tutto il cucuzzaro, che offendono le "Madre Teresa" i "Don Benzi" , o i "Don Gallo"!?... Ma siate seri, pagate anche voi ! Qualcuno non ha forse detto: "Date a Cesare quello che è di Cesare! ... Date a Dio, quello che è di Dio!"
giorgio - Mar Mar 06, 2012 5:25 pm
Oggetto:
Uno dei tanti difetti dell'umanità è la mancanza di umiltà. Non manca la modestia - abbonda quella falsa - ma essa è un atteggiamento, non una virtù. Una delle caratteristiche del virtuoso, è che riconosce i suoi errori e lo fa pubblicamente, che è un modo per emendarli. Dopo questa "botta" di saggezza - che qualcuno giudicherà "paternalistica" e, quindi, " irritante " - vengo al punto che mi ha indotto ad esternarla. I fatti, ciò che la cronaca registra, dimostrano un miglioramento della situazione italiana grazie ai provvedimenti che l'attuale governo ha preso e sta prendendo con l'aiuto (a volte somigliando al "kamikaze") del Pd: lo spread continua a diminuire - siamo tornati migliori della Spagna - le aste per il rinnovo del debito pubblico scaduto danno esiti molto favorevoli, le liberalizzazioni (ancorché mortificate dalla perversa azione dei lobbisti e dei partiti venduti, che li stanno ad ascoltare) unite alla semplificazione burocratica produrranno benefici, anche se modesti, giustizia sull'Imu a carico dei fabbricati commerciali della Chiesa sono una realtà;

Le imposizioni a Banche e Assicurazioni portano beneficio agli utenti, e i cantieri per le modifiche alla legislazione sul lavoro, a quella relativa alla corruzione...Al fisco (dove le risultanze dovranno essere giudicate quando si leggerà il testo definitivo), alla Rai e altre cose come la nomea internazionale e la riconquista al posto che ci compete nelle stanze dove si decide sull'Europa, con le decisioni importanti prese ieri, con l'evidente zampino di Monti frutto del prestigio personale di cui gode. Ora, un conto è la simpatia o l'antipatia che ciascuno di noi prova a seconda del suo modo di pensare, un conto è il riconoscimento obiettivo dei fatti che, negati contro la loro evidenza, rappresentano una manifestazione d'arrogante superbia che è l'antitesi dell'Umiltà dalla quale sono partito. Siate umili, e il flusso delle discussioni in ogni luogo deputato, scorrerà molto più agevolmente e con soddisfazione di tutti.

giorgio - Gio Mar 15, 2012 12:25 am
Oggetto:
Io capisco che molti, me incluso, che pagano o pagheranno salato la politica di risanamento che si sta facendo in Italia ne soffrano e si lamentino, ma delle due, l'una: o si pensa che nulla si doveva fare, che tanto le cose si aggiustavano da sole; o si ritiene che la nostra situazione debitoria fosse ed è tuttora grave e pericolosa e che quindi era necessario fare sacrifici duri in proporzione alla gravità stessa della situazione. Se si pensa che i sacrifici erano da fare, è legittimo chiedere che questi sacrifici fossero imposti nel segno dell'equità - che lo stesso Monti pose come una delle condizioni per salvare l'Italia - mancando la quale la protesta popolare assume una caratteristica molto più vigorosa che il Parlamento avrebbe modo e dovere di cassare.

L'aumento del prelievo fiscale è la sintesi dei sacrifici. Esso si realizza con un inasprimento delle imposte indirette che l'aumento in vigore dell'Iva e uno previsto per il prossimo autunno hanno attuato e con un aumento delle accise sui carburanti e su altri generi che sono in vigore. E con aumento delle imposte dirette sui tre versanti principali: le tasse sul reddito (personale e d'impresa), sulle rendite e sui patrimoni. I percettori delle imposte sono sia il Tesoro che gli enti pubblici Regioni e Comuni. Le imposte sul reddito non sono aumentate se non per quanto riguarda le addizionali locali e, anzi, si ipotizza una loro diminuzione dell'aliquota più bassa, quando si quantificherà il ricupero reale della lotta all'evasione. Le imposte sulle rendite mobiliari sono aumentate di oltre 5 mldi e quelle sul patrimonio immobiliare di oltre 10 mldi.

C'è poi un "pagamento" sia in natura con l'aumento dell'età pensionabile e in denaro, per il mancato corrispondente incasso delle pensioni, sostituite, per altro dagli stipendi per il maggior periodo di lavoro. A mio parere qualcosa si potrà ancora fare con un'imposta straordinaria sui patrimoni a partire da un certo valore in poi, e credo che questa risorsa alla quale Monti non può non aver pensato, sia la ruota di scorta se le cose non andassero come previsto. Io ( per modo di dire) nelle condizioni date, dico francamente che non avrei saputo fare meglio di come è stato fatto, e quindi mi riservo il diritto di mugugno, ma non tiro la croce addosso a nessuno. C'è poi la questione capitale della ripresa economica, ma questo è un altro film del quale discuteremo la prossima volta. Speriamo presto però.

giorgio - Gio Mar 15, 2012 7:47 pm
Oggetto:
So che dal versante francese interessato dalla Tav non sono contrari all'opera ed anche i movimenti ecologisti non vedono male la Tav, nell'ottica di un maggior impiego dei treni anzichè dei numerosi Tir che attraversano la regione in poche parole, solo in Italia si sta criminalizzando quest'opera, siamo già il Paese europeo con la linea ferroviaria più arretrata e non adeguata, perchè osteggiare un progetto simile? Capisco poco la necessità di un ponte sullo Stretto di Messina, viste le condizioni nelle quali versa la rete autostradale e ferroviaria di quella zona, ma la Tav ha finalità diverse, è forse meglio il serpentone infinito di Tir che viaggia sulle nostre strade? Conosco diverse persone, che stanno preferendo il Freccia Rossa all'aereo, per raggiungere Roma da Milano. Quando il servizio ferroviario è fatto bene, può essere una valida alternativa all'aereo e decisamente più ecologico. Un amico di mio figlio, specie d'inverno, da Roma a Torino e viceversa, prende sempre il "frecciarossa" e si trova benissimo. All'arrivo nella stazione di Porta Nuova, ci dice che affitta da Maggiore una macchinetta e, se è solo, prenotando in anticipo, spende meno che andare in auto.

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giorgio - Mar Mar 20, 2012 6:46 pm
Oggetto:
Non apprezzo particolarmente Monti, ma se è per questo Grillo al suo confronto è (allegoricamente) lo scemo del villaggio. Monti è certamente un uomo di destra, ma non si può neppure paragonare ad un delinquente come Berlusconi o a un qualunquista come Grillo, quindi il fatto che sia stato visto come una alternativa possibile da questo Parlamento (che ha ancora gli stessi parlamentari eletti alle ultime elezioni) è di per se un fatto meritorio. Se non fossimo stati sull'orlo del baratro, non avrei preferito il governo Monti a nuove elezioni: per brama di vincere non si poteva mettere a rischio la stabilità del paese. Così Monti è passato con la sua anomala maggioranza, e potrà governare il paese in questo tratto di sentiero scosceso e pericoloso, e poi toccherà alle forze politiche presentare propri uomini e programmi e chiedere al popolo quella legittimazione che solo le nuove elezioni potranno dare.

Le ragioni per cui non lo apprezzo stanno nella durezza con cui ha chiuso la questione delle pensioni, lasciando disoccupati anziani senza pensione e senza lavoro, e per come sta trattando strumentalmente la trattativa sull'articolo 18, fatto sintomatico che mostra come questo capitalismo straccione trovi nel governo sicura sponda. E non mi piace neppure che dell'incontro con Marchionne sia uscito solo che la Fiat ha il diritto di investire dove vuole. Me lo sarei aspettato da un Berlusconi che dichiarava ammissibile evadere le tasse quando fossero troppo alte, non certo da chi ha affermato che chi evade le tasse mette lui le mani nelle tasche degli italiani che le pagano.

Insomma, Monti appare come una figura di politico con molte sfaccettature, alcune delle quali brillano mentre altre restano opache, anche per il concorso di ministri che dimostrano grande coraggio contro i lavoratori, come la Fornero, o grande timidezza nei confronti delle lobbies e dei poteri forti. Quindi, per riassumere, non vedo l'ora che passi sta nuttata, ed invito tutti a lavorare per far risplendere il sol dell'avvenir.


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giorgio - Mer Mar 28, 2012 12:32 pm
Oggetto:
Ribadisco...non apprezzo particolarmente Monti. C'era una buona norma che interessava e riguardava tutti i politici italiani. Quando si andava all'estero, non si parlava dei fatti di casa nostra. Invece il "premier tecnico" ci ha preso gusto e nel suo viaggio di promozione dell'Italia, in svariati paesi stranieri, ha detto una cosa che non trova rispondenza nella realtà. Il governo sta bene, invece i partiti non esistono...Non mi piace questo sistema di interpretazione della realtà italiana. In questo momento stiamo male tutti. Il premier dovrebbe avere la capacità - come tutti ci auguriamo - di tenere unito il paese. Le prove muscolari non servono a nessuno. Forse è un limite culturale, ma in altre occasioni altri tecnici, Ciampi, hanno tenuto un altro e più alto profilo. E con l'aiuto di tutti, poi i risultati si sono visti. Dunque tanto per essere critici, e non difenderlo a spsada tratta, questo governo non ha fatto altro che "macelleria sociale" a vantaggio del solito 10% di ricconi, prendendo soldi dove erano più facilmente a portata di mano senza preoccuparsi abbastanza dell'equità, fino a cercare di togliere diritti ai lavoratori. Questa è una mia convinzione.

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giorgio - Mer Mar 28, 2012 4:54 pm
Oggetto:
Alla verifica dei fatti, non si può non convenire che questo governo sia di destra. Una destra affatto diversa da quella arruffona e disonesta targata Berlusconi-Bossi, ma sempre destra liberale-liberale con tendenze (controllate) liberiste. Se vogliamo, una destra onesta e dignitosa, colta e preparata, stimata dal consesso internazionale, ma non compatibile con la sinistra, nemmeno quando questa si presenta nella sua versione ( la mia) liberal-socialista che pretende sia la solidale perequazione della ricchezza - obiettivo salvezza - che ci può far uscire dai guai. Una destra "normale" con la quale sarebbe auspicabile e giusto misurarsi in una sana competizione elettorale quando la nazione sarà impegnata il prossimo anno.
giorgio - Ven Mar 30, 2012 4:45 pm
Oggetto:
Sono passati molti anni, ma credo che Norberto Bobbio individuasse la differenza tra Dx e Sx nell'uguaglianza. Il problema dell'uguaglianza è in realtà una tematica politica più vasta, che comprende anche le idee genericamente attribuite alla destra, per lo meno quella liberale e antistatalista. Quella fascista o quantomeno autoritaria è invece l'unica che disdegna l'uguaglianza. L'uguaglianza liberale naturalmente è quella dei diritti. Tutti hanno eguali diritti: Vita e incolumità, proprietà, diritto ad usare le cose di proprietà secondo i propri desideri, per citarne alcuni.

L'uguaglianza "di sx" innvece non è una uguaglianza di diritti, almeno se intendiamo i diritti come vincoli all'azione di terzi sulla proprietà in senso lato dell'Individuo. I diritti della sinistra sono storicamente quelli che Amartya Sen chiama i diritti/claims come rivendicazioni ( leggersi gli scritti sull'uguaglianza di Amartya Sen, che sono piuttosto illuminanti sull'argomento). Essi hanno un carattere più concreto, perchè afferiscono all'effettivo raggiungimento di uno stato di cose, un ottenimento preciso (il posto di lavoro, le cure sanitarie per esempio.), mentre i diritti liberali hanno carattere astratto, e implicano una ideologia puramente deontologica. Duqnue certamente la Sx deve avere in qualche modo a che fare con dei diritti, afferenti ad una idea di libertà positiva.

Quello che credo, al contrario dei "duri e puri" della Sx iitaliana, è che il diritto inteso come claim non sia affatto non negoziabile. Sono i diritti Liberali ad avere un carattere rigido. Credo che a seconda dei tempi, e delle sittuazioni concrete i diritti/claims siano certamente negoziabili. Ad esempio. si può rinunciare, nel caso dell'art.18, al reintegro obbligatorio in cambio di un cospicuo risarcimento e un salario di disoccupazione degno di questo nome.

giorgio - Ven Apr 06, 2012 5:45 pm
Oggetto:
La Stampa 05.04.2012 ha scritto:
Costi della politica
Il Friuli «bacchetta» la Valle d’Aosta

[D. M.]

Il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia annuncia che entro la fine della legislatura sarà approvata la riduzione del numero dei consiglieri regionali, «in tempo per le prossime elezioni del 2013», e lancia una stoccata ad altre regioni a Statuto Speciale, compresa la Valle d’Aosta, esprimendo «stupore» per il fatto che lo stesso processo non sia stato avviato né in Trentino Alto Adige e neppure nella più piccola regione d’Italia. In Valle, nei mesi recenti, sono state bocciate le proposte di riduzione del numero dei consiglieri presentate da Enrico Tibaldi (Pdl) e da Raimondo Donzel del Pd. Valutazione negativa, a livello regionale, anche per un disegno di legge presentato in Senato per dare il via ad un taglio. Il presidente Augusto Rollandin ha ribadito più volte che «il numero di 35 consiglieri è adeguato alla nostra realtà». Sulla riforma del Friuli giudizio perplesso di Luciano Caveri: «Stanno decidendo di "scorporare" gli assessori dai consiglieri, ma il numero dei politici resta immutato».


Sarebbe quasi ora che la si smettesse di leggere certe dichiarazioni a ruota libera e squilibrate, fatte dai responsabili istituzionali oggi al potere; e non siano come sempre buttate al vento, appuntando con sgomento, che sono state rilasciate senza alcuna volontà di essere soppesate per quello che valgono. Se poi queste dichiarazioni sono il risultato di una valutazione politica che dovrebbe avere un significato esaustivo - stante il fatto che sono state rilasciate dal Presidente regionale - sarebbe necessario avere (da parte di lorsignori) un minimo di rispetto rivolto anche alle posizioni dei cittadini valdostani diversamente rappresentati. Cittadini, che si stanno organizzando da tempo per rendere noto ai più, quanto il costo della politica in Valle d'Aosta sia eccessivo e che per realizzarne un risparmio, questo debba passare necessariamente anche dalla riduzione del numero dei consiglieri regionali.


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giorgio - Dom Apr 08, 2012 8:16 pm
Oggetto:
giorgio ha scritto:
So che dal versante francese interessato dalla Tav non sono contrari all'opera ed anche i movimenti ecologisti non vedono male la Tav, nell'ottica di un maggior impiego dei treni anzichè dei numerosi Tir che attraversano la regione in poche parole, solo in Italia si sta criminalizzando quest'opera, siamo già il Paese europeo con la linea ferroviaria più arretrata e non adeguata, perchè osteggiare un progetto simile? Capisco poco la necessità di un ponte sullo Stretto di Messina, viste le condizioni nelle quali versa la rete autostradale e ferroviaria di quella zona, ma la Tav ha finalità diverse, è forse meglio il serpentone infinito di Tir che viaggia sulle nostre strade? Conosco diverse persone, che stanno preferendo il Freccia Rossa all'aereo, per raggiungere Roma da Milano. Quando il servizio ferroviario è fatto bene, può essere una valida alternativa all'aereo e decisamente più ecologico. Un amico di mio figlio, specie d'inverno, da Roma a Torino e viceversa, prende sempre il "frecciarossa" e si trova benissimo. All'arrivo nella stazione di Porta Nuova, ci dice che affitta da Maggiore una macchinetta e, se è solo, prenotando in anticipo, spende meno che andare in auto.


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Meno male che i francesi non volevano la TAV e ci stavano quasi quasi ripensando..

giorgio - Lun Apr 09, 2012 7:22 pm
Oggetto:
INSIEME A RAIMONDO DONZEL ha scritto:
RITAGLI
1. Art. 18. Riforma del lavoro. Il PD spaccato sull’art.18? La solita gufata sull’implosione del Pd non ha sortito l’effetto desiderato dai “demolitori”. Fatto salvo che Renzino vive di bastiancontrarietà e si crogiola di ovvietà: meglio più lavoro che meno, abbassiamo le tasse invece di alzarle…A me pare che il gruppo dirigente Pd si sia ricompattato con la sua base. E che invece Pezzotta UDC, sostenendo l’idea di Bersani che il Parlamento può modificare la norma del governo Monti, abbia preso le distanze da Casini, con Monti sempre e comunque. Il Pdl invece ha aumentato la frattura con la Lega. Mentre Sel si è avvicinata al Pd. Ora non è il Pd a dover stare in guardia ma il governo Monti…

2. Pirogassificatore. Proposta di legge di iniziativa popolare per trattamento a freddo contro pirogassificcatore. Chi ha cambiato progetto di inceneritore (con cui ha vinto elezioni 2008, perche’ progetto folle e irrealizzabile) chiamandolo ora pirogassificatore accusa pd vda e me in particolare di aver cambiato idea: sono sempre stato dell’idea di ascoltare cittadini; la politica si fa per i cittadini non contro (11 mila firme). Nel merito sempre contrario a opere sovradimensionate che si trasformano in tasse per i cittadini. Inoltre ho richiamato l’importanza del principio diprecauzione per la salute umana: “Il principio di precauzione è citato nell’articolo 191 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (UE). Il suo scopo è garantire un alto livello di protezione dell’ambiente grazie a delle prese di posizione preventive in caso di rischio.”

3. Risoluzione del PD vda contro la presunta riduzione dei dirigenti da parte della Regione con risparmio di 900 mila euro. Ho sostenuto che il risparmio è di soli 500 mila euro e che manca un criterio di omogeneità sui titoli dei dirigenti nei vari assessorati (salvo quello della non laurea in molti posti strategici). Bocciata dalla maggioranza regionale. Non un rigo della Vallée Notizie, non un rigo de La Stampa, non una parola al TGr: una volta tanto stessa linea editoriale fanno parlare i sindacati… Possiamo davvero chiudere il Consiglio regionale (se fai più di tre interventi non hanno più spazio sui giornali per raccontarli…)… Salvo poi leggere punto per punto l’elenco con tittoli trionfanti delle grandi azioni della Giunta regionale… Par condicio? (ma ci penserà il nuovo Corecom?!? quello slegato dalla politica normale trasparente e lottizzato dai partiti di maggioranza)



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giorgio - Ven Apr 13, 2012 7:33 pm
Oggetto:
Continuiamo a parlare dei costi della politica, ma in maniera non ipocrita e qualunquista. Dunque facciamo un piccolo riepilogo. Parlo del Pd perchè è il partito che conosco. E' vero, il Pd spende molto meno per la campagna elettorale di quello che riceve come rimborso elettorale, ma il Pd non è come i partiti americani che si materializzano solo in occasione della campagna elettorale. La nostra attività prosegue 365 giorni all'anno sempre e in tutto il territorio nazionale. Basta sfogliare il sito internet del partito nazionale o di quello siciliano o valdostano, di quello di Aosta e di qualsiasi città italiana, per rendersi conto della quantità impressionante di manifestazioni organizzate dal nostro partito. Siamo sempre presenti in tutto il territorio nazionale con iniziative per portare avanti le nostre battaglie e le nostre tematiche. Il rimborso elettorale alcune volte va a finire nelle casse delle banche è vero, ma questo capita perchè hanno anticipato dei fondi in attesa delle scadenze annuali. E' giusto fare una riflessione sull'entità dei rimborsi, ma non si può interrompere, in questo momento, un flusso finanziario che alcune volte risulta gia impegnato.

P.s. Vorrei ricordare a qualcuno che fa finta di sconoscere queste cose che il vecchio Pci ha accumulato nel corso degli anni un passivo impressionate quantificabile in alcune centinaia di miliardi delle vecchie lire. Siccome siamo persone serie i nostri debiti li abbiamo sempre onorati, abbiamo impegnato il nostro imponente patrimonio immobiliare, valutato ai prezzi di mercato in quasi mille miliardi delle vecchie lire, frutto di piccole donazioni di milioni di militanti, per pagare i nostri debiti. Vorrei segnalarvi che ci sono partiti e partiti. Nella banca dove lavorava un mio conoscente, il Psi di bettino craxi lasciò un buco di 51 miliardi successivamente classificato come "partite incagliate" e poi come sofferenze bancarie.

Il Pd non ha residui passivi. Spende fino all'ultima lira per l'attività di un soggetto che trova legittimazione nella costituzione. Se analizzate i dati, vi accorgerete che il Pdl spende oltre il 50 per cento solo per la campagna elettorale, mentre il Pd impegna il 20 per cento per la campagna elettorale ed il resto per attività diluite nel corso dell'anno e in tutto il territorio nazionale. La settimana scorsa la città di Aosta ha ospitato in conferenza regionale un personaggio famosissimo a cui hanno partecipato esperti provenienti da tutto il territorio nord occidentale. Per voi queste attività sono inutili per noi,che aspiriamo a governare il paese, la Regione sono utili. Molta gente pensa che la politica sia una cosa inutile per noi è invece essenziale. Il nostro credo è la costituzione italiana per altri si potrebbe tornare allo Statuto Albertino.

giorgio - Lun Apr 16, 2012 5:23 pm
Oggetto:
AostaSera.it 16/04/2012 ha scritto:
L’IDV raccoglie firme per abolire il finanziamento pubblico ai partiti
Aosta - In Valle la segreteria regionale organizza una serie di gazebo e banchetti a partire da sabato 21 aprile in via di Croce di Città. “E' il momento di dire basta a questo spreco enorme di denaro pubblico". “No i miei soldi ai partiti”. E’ questo lo slogan scelto dall'Italia dei Valori per promuove una raccolta firme a sostegno di un progetto di legge d'iniziativa popolare per abolire il finanziamento pubblico ai partiti.

In Valle d'Aosta la segreteria regionale organizza una serie di gazebo e banchetti a partire da sabato 21 aprile dalle ore 15 in Croce di Città. “Rispetto all'attuale situazione economica nazionale – spiega l’IDV – riveste di particolare importanza questa battaglia di civiltà che intendiamo perseguire per dimostrarsi vicina ai cittadini che non riescono economicamente ad arrivare neanche alla terza settimana del mese. E' il momento di dire basta a questo spreco enorme di denaro pubblico che le recenti cronache mediatiche stanno evidenziando”.
di Redazione AostaSera



Insisto sui costi della politica proponendo di provare a discutere in via di principio, senza necessariamente guardare all'attualità della politica italiana. So che sarà difficile anche perchè ormai ho notato che molti leggono senza provare a replicare. Come dicevo in altro post io non mollo e ci riprovo. E' giusto, come comunità, sobbarcarci i costi della politica o no? La politica, in tutte le sue forme, è quella pratica che consente alla comunità di un territorio come la Valle d'Aosta (o nazionale) di governare l'economia e i rapporti tra le persone (regole). Io credo proprio di si. Chi svolge un ruolo pubblico deve essere messo in condizioni di poterlo fare in modo serio e sereno, nell'interesse e nelle necessità di tutti.

I partiti sono uno degli strumenti della democrazia, perchè rappresentano uno strumento di partecipazione e la cinghia di trasmisione tra gruppi di cittadini e interessi legittimi di parti della società, e i loro rappresentanti istituzionali. Quindi, secondo me, rappresentano uno di quegli strumenti della democrazia che devono essere sostenuti dalla collettività nel suo insieme (smettiamola di criminalizzare sempre e comunque ciò che la Costituzione prevede). Così come devono essere rimborsate le spese per i referendum e altri strumenti che rappresentano la sovranità popolare. Diversamente solo chi ha dietro di se le grandi lobby e tanti soldi, potrebbero fare politica, con grave danno per la democrazia. Solo se questo principio è condiviso, ha un senso entrare nel merito, ovvero di quanto e come destinare alla politica e ai suoi vari strumenti.

giorgio - Mer Apr 18, 2012 4:24 pm
Oggetto:
Poichè è in corso da parte di Grillo una campagna tutta basata sull'antipolitica e che sprofonda nel qualunquismo più becero e volgare (quando addita i partiti indiscriminatamente come delle volgari associazioni a delinquere), è bene sapere che il M5S non percepisce del rimborso elettorale per il semplice motivo che non si è ancora mai presentato alle elezioni politiche. Quindi, ad oggi e come da logica, non gli spetta. Vedremo il prossimo anno. Comunque ci sono partiti che cercano di rispettare l'art. 49 della Costituzione, ovvero di essere uno strumento di partecipazione dei cittadini alle scelte che li riguardano. Per ottemperare a questo scopo servono strutture territoriali e un'organizzazione che consentano un rapporto continuo e costante tra elettori ed eletti. Gli eletti, infatti, vengono considerati rappresentanti dei cittadini, che hanno il diritto-dovere di esercitare il ruolo di indirizo e di controllo. Non è facile garantire tutto questo: servono regole democratiche e trasparenti, e servono risorse economiche oltre che umane (attivisti). Il Pd è uno di questi partiti. I soldi percepiti dallo Stato vengono spesi tutti, e rendicontati fino all'ultimo centesimo.

Ci sono partiti padronali, in cui una o poche persone decidono tutto. Questi partiti non rispondono allo spirito dell'art. 49 della Costituzione e non necessitano di un'organizzazione territoriale. I cittadini sono chiamati a dare una delega fideistica in bianco ad un leader carismatico, che, poi, decide tutto. A parte le spese elettorali per manifesti e materiale pubblicitario, questi partiti non hanno spese. E' il caso (solo a titolo di esempio), dell'Italia dei Valori. I soldi che ricevono dallo Stato addirittura avanzano, e questo permette loro di fare populismo a buon mercato. I loro bilanci non sono trasparenti e la "cassa" viene tenuta da familiari o soci del capo in aziende private di famiglia. Magari poi parlano di "Casta" e fanno la voce grossa proprio con coloro che alla fin fine gli hanno permesso di essere presenti in Parlamento.

Ci sono non-partiti, come essi stessi si definiscono, come il M5S. Non hanno nessuna struttura e organizzazione. Il padre-padrone è un leader che sfrutta la sua popolarità di artista, spara le cazzate che vuole nei suoi spettacoli e raccoglie consensi su quelle. Probabilmente se si presentassero Celentano o Benigni, grazie al loro effetto mediatico raccoglierebbero molti più consensi, e senza spendere una "mazza". Ma la politica e la partecipazione sono un'altra cosa.

Come se ne esce? Semplicemente traducendo in norme applicative, lo spirito della nostra Costituzione:
- I partiti devono diventare soggetti giuridici e, come tali, rispondere delle loro azioni. Chi ruba o non ha i bilanci a posto, chiude.
- I partiti devono veder riconosciuto il ruolo che svolgono per tenere in piedi il sistema democratico. Sostenere la loro azione è compito e interesse di tutti.
.Devono però rispondere a criteri di rappresentatitività minimi stabiliti dalla legge.
- Solo chi rispetta questi requisiti può presentarsi alle elezioni (altrimenti restano liberi e legittimi movimenti di opinione).
- I loro bilanci devono essere certificati dalla Corte dei Conti.

Solo a questo punto è possibile entrare nel merito della cifra del Bilancio dello Stato da assegnare annualmente alle spese dei partiti, e ai criteri di ripartizione. Ma il sostegno pubblico alla politica (alla buona politica) è una garanzia di democrazia. Negarlo significa passare dalla padella alla brace.


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giorgio - Lun Apr 23, 2012 12:05 pm
Oggetto:
Beppe Grillo ha dichiarato apertamente e confermato che "non bisogna più considerare come tabù l'ipotesi di uscita dell'Italia dall'euro", che per lui è un'ottima idea. Con questo per quanto mi riguarda se ne può andare a fare in culo lui e le 5 stelle. Ormai ogni residuo dubbio è fugato: VAFF....LO, GRILLO. Sembra pare, che non voglia nemmeno rimborsare il debito pubblico italiano. Quando c'erano i manicomi si diceva che i veri pazzi erano fuori. E' probabile che uno di questi si possa identificare con l'animaletto parlante di Collodi. Si è lasciato abbindolare dalla leggenda secondo cui l'Islanda ha deciso con un referendum di non restituire il suo debito estero, e non solo da questa. Però mi sembra chiaro comunque che, in tutti i partiti, non vi siano iscritti o militanti per bene. Ci mancherebbe! Ma in giro e su altri blog si continua a farne una questione di persone mentre il problema è altro: sono i partiti tutti ancora uno strumento credibile di cambiamento?

I partiti possono essere di cambiamento o di conservazione, non è questo il punto. I partiti devono essere uno strumento in mano ai cittadini e non in mano ad un padrone. Un partito, a qualunque filosofia politica si ispiri, deve fare i conti con la realtà che lo circonda, fare scelte, giorno dopo giorno, tenendo di conto dei rapporti di forza esistenti. Se un partito (che rappresenta una fetta di comunità), avesse l'egemonia culturale nella società in cui opera, potrebbe fare le scelte che vuole. Quando questa condizione non sussiste, deve necessariamente trovare accordi con fette di società rapprentate da altri, con le quali deve necessariamente stringere compromessi. E' l'ABC della politica. Militare o sostenere un movimento non rispondente ai propri valori ed ideali, ma capace di resistere all'egemonia di quelli a noi avversi, non è affatto una contraddizione, ma puro buon senso. Nella perenne lotta di classe, ci sono momenti in cui si strappano importanti conquiste, altri in cui resistere o limitare i danni, rappresenta comunque una vittoria.

Quanto ai giovani e a coloro che non ne possono più, se si rivolgono al miliardario di turno che scende in campo contro la polica corrotta, sbagliano oggi come hanno sbagliato 20 anni fa con Berlusconi. Non è la delega al salvatore della patria a renderci rivoluzionari o più semplicemente protagonisti del cambiamento, ma l'impegno personale. Certo, Grillo prenderà tanti voti. Anche il movimento di Le Pen in Francia ne a presi raggiungendo quasi il 19% Ma entrambi rappresentano la conservazione.

giorgio - Sab Apr 28, 2012 8:01 pm
Oggetto:
Secondo me, in Italia, non ci potrà essere una ripresa forte da riportarci al relativo benessere del passato, per più di una ragione, e non perché il costo del lavoro nel nostro paese, nonostante il demenziale cuneo fiscale, sia troppo altro. Le ragioni vere mi pare siano:
Un apparato paese inadeguato ai tempi per infrastrutture, per illegalità multiforme, per lentezze burocratiche e giurisdizionali inaccettabile, per carenza endemica di una classe dirigente padronale disposta al rischio d'impresa, preferendo la più comoda e redditizia rendita finanziaria. Capisco che per ovviare a parte di questi difetti, manchino risorse finanziarie, così come è carente un sottofondo culturale che è inimmaginabile formare in breve tempo, ma per altri difetti, come lo snellimento burocratico, ciò che manca è la volontà politica di porre rimedio alle mancanze.

Per quanto riguarda la mancanza di investimenti, l'unica via di uscita è invogliare, creando un ambiente favorevole, capitali stranieri indirizzati alla crescita produttiva e non alla speculazione finanziaria, a sbarcare in Italia. Ed è ciò che il Governo sta cercando di fare con la missione del vice ministro del Tesoro in Cina in questi giorni. Poi, leggo di altri progetti, che potranno essere produttivi di ripresa, sono investimenti descritti come keinesiani su base Europea, in infrastrutture finanziate dalla BEI, che erano stati progettati da Delors sin dagli anni novanta, ma che la miopia tedesca e consimili ha osteggiato. Il finanziamento della Banca d'Investimento europea dovrebbe in gran parte provenire da una nuova tassazione sulle operazioni finanziarie, trascurando l'opposizione britannica e da quote minime a carico degli Stati.

Ma bisogna altresì essere consapevoli - specie noi, qui, in Italia - di due realtà che condizioneranno lo sviluppo dell'economia:
l'impossibilità di tornare ai consumi interni del passato precedentemente imposti da un atteggiamento consumistico voluto dal neoliberismo e inadeguati alle nostre effettive risorse spendibili. Dovremo, cioè, adattarci a modelli di vita adeguati alle risorse a nostra realtà, e non pompate dalla leva creditizia, in quanto il credito dovrà essere concesso su risorse prevedibili e ragionevolmente certe del creditore, e non su assurdi rischi che le banche si sono assunte nel recente passato. La condivisione del rischio è campo d'impresa non di bisogni personali.

La seconda realtà, è che venga istituzionalmente consolidata una giustizia fiscale che ponga freno alla elusione ed evasione fiscale, senza la quale l'incidenza del fisco non potrà mai essere diminuita a favore di una maggior disponibilità liquidità della generalità dei consumatori. La riduzione del costo del nostro treno di vita, unita a condizioni di giustizia fiscale, potranno portare vantaggio ad un responsabile welfare vera irrinunciabile conquista di civiltà.

giorgio - Mer Mag 02, 2012 1:04 pm
Oggetto:
Monti ha un ingrato compito, come quel medico che deve amputare la gamba ad un uomo. L'uomo si ricorderà solo di chi gliela ha amputata non la causa che ha causato questa operazione. Tutti vedono in Monti un affamatore, che mette tasse a destra a manca, un amico dei banchieri, un bocconiano, ma si dimenticano i molti perché si è dovuto scegliere questo tipo di governo. A quel punto eravamo arrivati a pagare il debito pubblico 575 p.b. il che voleva dire oltre il 7%, cosa che avrebbe azzerato tutte le manovre effettuate o meglio annunciate da Berlusconi il quale disse allora con grande faccia tosta che andandosene stava facendo un gesto di "grande generosità". Appena ho saputo, allora che Berlusconi se ne andava e gli subentrava Monti ho sentito in me ritornare la speranza che forse questo paese c'è l'avrebbe fatta. Ho fatto e sto facendo anch'io i miei sacrifici. Pagherò l'IMU, quando tolsero l'Ici, come ho già scritto, ho capito che si stava facendo una grande cazzata. Per chi sa leggere ed ha normali doti intellettive, ora Monti è stato abbastanza chiaro, il riferimento a PdL, Lega e protestatari "ad minchiam" è più che esplicito:

Citazione:
"Vorrei iniziare con una parola di sdegno - ha detto Monti aprendo la conferenza stampa - per chi ha governato, governa e intende proporsi al governo del proprio Paese, perché non può giustificare l'evasione fiscale, né tanto meno può istigare a non pagare le tasse o istituire personali e arbitrarie compensanzioni tra crediti e debiti verso lo Stato".
................
"Altri - ha proseguito il professore - sono i modi in cui in un Paese serio si risolvono problemi seri come quelli che l'Italia ha in questo momento avendoli ereditati da decenni di politiche spesso non serie. Ci sono responsabilità del passato che sono causa dell'attuale pressione fiscale".

Parole nette e dure anche nei confronti del governo Berlusconi e della sua scelta di abolire l'Ici. 'Se oggi c'è l'Imu - ha detto Monti - bisogna accettare l'amara verità che si è abolita l'Ici senza calcolare le conseguenze, non poteva e non doveva essere abolita" nella situazione economica in cui si trovava il paese.





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Mario Monti
giorgio - Sab Giu 16, 2012 7:26 pm
Oggetto:
Come possiamo notare, non siamo soli al mondo e dal mondo, volenti o nolenti, dipendiamo molto più oggi ad economie integrate, o globalizzate se volete, di quanto non dipendessimo 80 anni fa. Se il debito pubblico cresce ancora e il mercato non ci stima, chi sottoscriverà i prossimi buoni del tesoro? E ammesso che si trovi un investitore di buona volontà, a quali costi aggiuntivi agli attuali, che già mortificano i nostri bilanci, dovremo essere assoggettati? Ricordo, a questo proposito, che il costo di circa 80.000 miliardi annui di interessi, pongono il nostro paese in posizione di grave svantaggio, rispetto agli altri, che con le differenze rispetto a noi, possono permettersi di spendere per voci che a noi sono precluse.

La spesa per finanziamenti deve essere fatta, ma finanziata dall'Unione Europea tramite suoi propri Bonds a tassi molto inferiori a quelli che oggi L'Italia paga e, parallelamente, la Bce dovrà essere un vero istituto di emissione, capace di stampare moneta in momenti come questo, ma ciò sarà solo quando l'Unione Europea sarà uno Stato Federale, non prima. E per metterne le fondamenta mancano solo quei tre mesi che ha indicato la Lagarde. Si salverà l'euro e i paesi in difficoltà come il nostro che nello Stato federale perderanno la loro pericolosa visibilità.

Concludo sforzandomi di consolarmi, con il ribadire che l'unica nostra salvezza, facendo parte dell'Unione Europea, è che questa benedetta Unione si trasformi in un corpo reale di Stato federale e smetta la virtualità nella quale la Germania e la sua fobia storica per l'inflazione, detta leggi assurde rispetto alla situazione. Così che anche il nostro paese beneficerebbe dell'effetto di trascinamento che l'Europa sarebbe in grado di offrire in modo tale da sopravvivere al riparo della speculazione che rischia di ucciderci.

Ma anche in questo caso, non illudiamoci di poter tornare ai vecchi tempi del benessere e dell'allegro consumismo figlio di un'economia drogata dai tanti difetti che ci hanno afflitti. Se sopravviveremo ci dovremo adattare ad una diversa qualità di vita, ad altre abitudini che non è detto che siano meno soddisfacenti di quelle che la crisi ci ha costretto ad abbandonare a patto che da parte nostra si sia in grado di cambiare mentalità.


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