AREA DEMOCRATICA

SPAZIO DEMOCRATICO - LA QUESTIONE MORALE

giorgio - Lun Dic 08, 2008 7:35 pm
Oggetto: LA QUESTIONE MORALE
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Ecco, questa è l'intervista di Scalfari a Berlinguer, leggetela almeno saprete di che cosa state parlando.
bruno courthoud - Lun Dic 08, 2008 8:23 pm
Oggetto:
sembrano in gran parte parole scritte oggi, ma credo che le abbiano dimenticate un po' tutti quanti, almeno nella pratica politica, anche tanti di quelli che, a parole, si rifanno a Berlinguer.
giorgio - Lun Dic 08, 2008 10:08 pm
Oggetto:
Ieri mattina passando con mia moglie per una via del centro, ho visto l'insegna dell'unione nazionale consumatori. C'era qualcosa che stonava nell'aggettivo “consumatori”, e lo dissi a mia moglie:«di questi tempi non è bello essere consumatori, semmai utilizzatori accorti e parsimoniosi di risorse». Anche lei rimase per un istante interdetta, pensai che come al solito stesse per darmi torto, invece inaspettatamente mi rispose:«sai che hai ragione, non mi piace affatto sentirmi una consumatrice». Non insistemmo molto sull'argomento e passando di fronte al palazzo della Regione abbiamo commentato le ultime costosissime iniziative del governo regionale.

Giunti a sera, riusciamo a sentire Mercalli - molto conosciuto qui in Valle - , A che tempo che fa, che presentando uno slow-book dice che questo non è il momento per insistere sui consumi, come invece chiede il nostro presidente del consiglio, proprio per evitare che si ripetano quei danni che sono all'origine di questa crisi.

Ed anche Mercalli ripete alcune ore dopo di me che consumare non è bello, ma che invece bisogna utilizzare i beni con consapevolezza e parsimonia se non si vuole incorrere in pericoli maggiori.

Prima ancora, ventisette anni fa, questi ragionamenti li faceva Berlinguer. Anche se non sono ultimo, visti i disastri intercorsi, mi sento comunque un pò in ritardo. E voi? Io se non altro ho visto in lui un uomo saggio e degno di essere ricordato tra i grandi. E anche nella pratica politica, sebbene non sia mai stata la mia occupazione principale, ho sempre cercato di avere in lui un riferimento credibile.

Infine, mi piacerebbe ripassare risposta per risposta quell'intervista e vederla discussa in special modo da coloro che sventolano io credo a sproposito, l'immagine di quell'uomo moderno, morto oltre venti anni fa ed al quale ripeto mi ispiro nell'espressione delle mie idee. È questa la ragione per cui ho proposto questo testo.

bruno courthoud - Lun Dic 08, 2008 11:02 pm
Oggetto:
caro Giorgio
cosa ne pensi di quello che, intervistato a proposito della questione morale, ha detto oggi Occhetto su La Stampa? Ha detto che a Berlinguer, purtroppo, è stato preferito Craxi.
Perfettamente d'accordo sul discorso dei consumi. Bisognerebbe ricordarsene sempre, non solo in occasione di crisi economiche, vere o presunte.
Interessanti in proposito le considerazioni di Barbara Spinelli, ieri, sempre su La Stampa.
p.s. lasciando da parte il credo e il discorso politico, ho sempre ammirato Berlinguer e il suo PCI proprio per questo: il suo rigore morale.
Se qualcosa o tutto del PCI doveva essere messo da parte (l'ideologia), questo rigore è forse l'unica cosa che doveva essere rigorosamente conservata; ripristinarlo, come vediamo, è infatti molto, molto difficile.
giorgio - Lun Dic 08, 2008 11:47 pm
Oggetto:
La Stampa ha scritto:
UNO STRALCIO

Quindi che strada presero il Pds, poi i Ds e oggi il Partito democratico?

«La strada indicata e seguita da Craxi. Ho visto in questi anni autorevoli dirigenti spiegare che tra Berlinguer e Craxi aveva ragione l’ex leader socialista».

Si riferisce a Piero Fassino e a D'Alema?

«Anche ma non solo, è stato un vezzo generale che ha riguardato quasi tutto il gruppo dirigente. Come diceva il vecchio Napoleone Colajanni, il repubblicano e garibaldino dell’Ottocento, "il pesce puzza dalla testa"».

Sta dicendo che anche Veltroni e gli altri sono coinvolti?

«Ma neanche per sogno, non lo dico perché non lo penso. Vedo che per ora il problema è in periferia, mele marce, cacicchi o come si chiamano adesso, che comunque per me fino a sentenza definitiva sono tutti innocenti. Io parlo di una questione culturale, di una visione della politica»

Cosa intende dire?

«L’aver capovolto le idee di Berlinguer sule mani pulite, l’aver scelto di stare sul mercato anche come partiti, l’aver cercato di comprare una banca, l’aver tifato per questa o quella cordata di finanzieri... tutto questo ha cambiato la natura del centrosintra. Poi è evidente che, scendendo "pe li rami", in provincia troviamo il familismo, le commistioni, le cene tra compagni di merendine fatte tra amministratori e costruttori».

Ma perché è stata scelta questa linea, perché Craxi e non Berlinguer?

«Perché si sono lasciati trasportare dall’ansia di legittimazione, il bisogno insopprimibile di entrare nel salotto buono. Che poi, come si vede, tanto buono non è. Ci sarebbe stato bisogno di un codice morale come ha fatto Zapatero, in cui si riafferma che la politica deve stare su un altro piano rispetto agli affari, a prescindere dalla magistratura. Un Codice di autoregoamentazione insomma».

Se la sente a questo punto di dare un consiglio al segretario Veltroni?

«Certo, ricominciare da quel riformismo colto di Gobetti e Salvemini: la riforma della politica come questione morale. Passando ovviamente per una severa e profonda autocritica. Un processo che andrebbe fatto pubblicamente, coinvolgendo più gente possibile, con un atto nobile, una Convenzione, forse anche un Congresso».



Occhetto ha molte colpe, e come tutti quelli che fanno...
può avere sbagliato!
A volte è necessario valutare i tempi giusti.

bruno courthoud - Mar Dic 09, 2008 12:34 am
Oggetto:
? non ho capito la risposta.
vicali - Mar Dic 09, 2008 10:20 am
Oggetto:
I discorsi teorici lasciano il tempo che trovano. Vediamo di calare il discorso nella pratica quotidiana.
In Valle d'Aosta, dove il regime politico al potere, incentrato sullo strapotere dell'Uv, è fondato sul clientelismo, sulla commistione tra politica e affari (che, anzi, non sono neppure più distinguibili tra loro), sul voto di scambio, sulle raccomandazioni, sul nepotismo, sull'aggiramento sistematico delle regole, sul predominio dei furbi sugli onesti, sullo sperpero delle risorse pubbliche a fini privati, seguire la lezione di Enrico Berlinguer significa inevitabilmente fare una scelta di campo. O si è con il regime, seguendone i metodi o semplicemente tacendo sul malcostume imperante, o vi si oppone, proponendo un modello di politica che non transige su questi temi.
O si sta con chi intende perpetuare questo regime corrotto (Uv & c.), o con chi intende proporre un'alternativa, in linea con i principi indicati da Berlinguer.
Non vi sono vie di mezzo.
giorgio - Mar Dic 09, 2008 12:34 pm
Oggetto:
1981 intervista a Berlinguer ha scritto:
STRALCIO INTERVISTA :Scalfari - Berlinguer

Lei mi ha detto poco fa che la degenerazione dei partiti è il punto essenziale della crisi italiana.
È quello che io penso.

Per quale motivo?
I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c'è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una così brutta fine. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le "operazioni" che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un'autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un'attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.

Lei fa un quadro della realtà italiana da far accapponare la pelle.
E secondo lei non corrisponde alla situazione?

Debbo riconoscere, signor Segretario, che in gran parte è un quadro realistico. Ma vorrei chiederle: se gli italiani sopportano questo stato di cose è segno che lo accettano o che non se ne accorgono. Altrimenti voi avreste conquistato la guida del paese da un pezzo.
La domanda è complessa. Mi consentirà di risponderle ordinatamente. Anzitutto: molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più. Vuole una conferma di quanto dico? Confronti il voto che gli italiani hanno dato in occasione dei referendum e quello delle normali elezioni politiche e amministrative. Il voto ai referendum non comporta favori, non coinvolge rapporti clientelari, non mette in gioco e non mobilita candidati e interessi privati o di un gruppo o di parte. È un voto assolutamente libero da questo genere di condizionamenti. Ebbene, sia nel '74 per il divorzio, sia, ancor di più, nell'81 per l'aborto, gli italiani hanno fornito l'immagine di un paese liberissimo e moderno, hanno dato un voto di progresso. Al nord come al sud, nelle città come nelle campagne, nei quartieri borghesi come in quelli operai e proletari. Nelle elezioni politiche e amministrative il quadro cambia, anche a distanza di poche settimane.

Veniamo all'altra mia domanda, se permette, signor Segretario: dovreste aver vinto da un pezzo, se le cose stanno come lei descrive.
In un certo senso, al contrario, può apparire persino straordinario che un partito come il nostro, che va così decisamente contro l'andazzo corrente, conservi tanti consensi e persino li accresca. Ma io credo di sapere a che cosa lei pensa: poiché noi dichiariamo di essere un partito "diverso" dagli altri, lei pensa che gli italiani abbiano timore di questa diversità.

Sì, è così, penso proprio a questa vostra conclamata diversità. A volte ne parlate come se foste dei marziani, oppure dei missionari in terra d'infedeli: e la gente diffida. Vuole spiegarmi con chiarezza in che consiste la vostra diversità? C'è da averne paura?

Qualcuno, sì, ha ragione di temerne, e lei capisce subito chi intendo. Per una risposta chiara alla sua domanda, elencherò per punti molto semplici in che consiste il nostro essere diversi, così spero non ci sarà più margine all'equivoco. Dunque: primo, noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo Stato. I partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volontà politica della nazione; e ciò possono farlo non occupando pezzi sempre più larghi di Stato, sempre più numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo, controllando democraticamente l'operato delle istituzioni. Ecco la prima ragione della nostra diversità. Le sembra che debba incutere tanta paura agli italiani?




Se sostituiamo Valdostani a Italiani e Regione a Stato noi leggiamo e interpretiamo la situazione regionale.

Ora come ora non esistono alternative politiche. Non dobbiamo commettere gli stessi errori del Pci che come diceva Occhetto si è lasciato trasportare dall’ansia di legittimazione, il bisogno insopprimibile di entrare nel salotto buono. Prima di creare i presupposti di forza politica "efficace", dall'alto della quale sarà possibile combattere ad armi pari con il " regime Unionista" (come dice Vincenzo), e dunque sconfiggerlo, dobbiamo radicarci veramente sul territorio. E come? Con una nostra visibilità basata sulla corretta amministrazione della cosa pubblica a partire dai piccoli comuni e su su "pe li rami". Solo da questo confronto e con la forza della realtà sarà possibile fare un rapporto tra noi e gli altri. In mancanza di una pietra di paragone ogni discorso sarà vano.

Ps.
Per fare questo non è assolutamente necessario essere alleati del "regime" nè disconoscere Enrico Berlinguer nel non fare una scelta di campo. C'è solo la necessità di avere un Pd compatto, concentrato nel raggiungere gli obiettivi che si è dato, con l'apporto di tutti e senza deleterio disfattismo. Come diceva Pajetta gli sfasciacarrozze non devono prendere il sopravvento.



erika - Mar Dic 09, 2008 12:52 pm
Oggetto:
E in effetti dalla nascita del PD ad oggi tutte le scelte di questo partito sono state coerenti e in questo senso.
L'appoggio ai referendum, la non accettazione dell'adesione di una persona che non rispettava le regole, la scelta dei candidati del centro sinistra per le politiche e il fare minoranza in regione e rimanere dove scelto dagli elettori nel 2005 cercando di fare buon governo.
Io guardo ai fatti e rimango basita quando autorevoli personaggi che sembrano voler indicare la retta via non hanno rispettato metà del codice etico del nostro partito.
Con che coraggio rubo la colletta e poi mi metto a far la predica?
Ecco perchè la strada del rinnovamento intrapresa dal PD della Valle d'Aosta è l'unica percorribile. Naturalmente sperando che gli onesti con esperienza possano darci una mano.
vicali - Mar Dic 09, 2008 4:44 pm
Oggetto:
@Giorgio
Fantastico. Per combattere l'Uv bisogna governare nei comuni con l'Uv? Non mi sembrava il senso delle parole di Occhetto, citato a sproposito.

@Erika
Chi non ha rispettato la metà (?) del codice etico e indica la retta via? Potresti essere più chiara?
erika - Mar Dic 09, 2008 5:25 pm
Oggetto:
Leggi il corsivo.
Non pensare che tutti ce l'abbiano sempre con te e cerca di essere meno aggressivo. Io non ti ho mai insultato, mentre i toni e l'arroganza dell'altra sera non li dimenticherò tanto facilmente...
Il mio prossimo articolo su Le Travail sarà proprio sulla questione morale.
La questione morale come dice bene Zagrebelsky passa dal rinnovamento e capisco che per molti sia dura. Certo è che anzichè criticare, le persone con esperienza aiutassero i giovani non sarebbe male...
In questo ringrazio sia Giorgio, che spesse volte ha frenato la mia irruenza che Bruno, che pian piano mi sta facendo capire passaggi importanti sul PTP. Materia per me totalmente sconosciuta.
Enorme stima ed affetto per entrambi.

Vorrei inoltre guardaste con interesse il dibattito sul coordinamento del Nord e su colui che spero essere il mio futuro segretario nazionale. Un giovane trentenne veramente promettente....
giorgio - Mar Dic 09, 2008 6:59 pm
Oggetto:
vicali ha scritto:
@Giorgio
Fantastico. Per combattere l'Uv bisogna governare nei comuni con l'Uv? Non mi sembrava il senso delle parole di Occhetto, citato a sproposito.



Credo che chi mi conosce sappia quanto mi costi scrivere queste parole. E penso che anche Vincenzo Calì, se si potesse permettere di fermarsi un attimo e tirare un bel respiro si sarà accorto che la predisposizione a ruberie e malaffare attraversa ormai orizzontalmente entrambi gli schieramenti, così da aver tolto alla sinistra (e alla destra del tempo che fu) il rivendicato e presunto monopolio in materia di «questione morale». Non è una gran scoperta - si osserverà - ed è probabile sia così.

Il problema è, però, che c’è chi ancora fatica a trarne tutte le conseguenze. In verità, la sola «via etica» alla conquista del governo della nostra Regione dovrebbe avere un ridimensionamento e non perché siamo collusi o vogliamo l’inciucio a tutti i costi. Ma solo perché la presunta «superiorità morale» nei confronti dell’avversario politico, può essere solo un cemento provvisorio - quell’anti-unionismo a prescindere predicato da Vincenzo Calì – che costituirebbe l’asse portante del nuovo soggetto unico a sinistra. Insomma quell’antiberlusconismo che ha portato fuori strada il precedente governo nazionale.

Nei Comuni più piccoli, quelli che di rado conquistano le prime pagine dei giornali, non è che le cose vadano diversamente. E così, se ce ne fosse bisogno, le vicende degli ultimi mesi testimoniano che davvero la «questione morale» non ha più paladini immacolati. Dovrebbe discenderne che sulla «questione morale» è impossibile per chiunque costruire una politica, e tentare di raccogliere consensi.

Questo non è un bene, naturalmente. Però è un fatto. Che fa a pugni, talvolta, con certe presunzioni di «diversità» che ancora affollano, per esempio, il cosiddetto «immaginario Vincenziano». Non è qui tanto in causa il frequente richiamo a certo berlinguerismo di maniera: è in discussione, più concretamente, il riproporre oggi un’attuale, presunta e totalizzante diversità.

vicali - Mar Dic 09, 2008 8:51 pm
Oggetto:
@Erika
Purtroppo non leggo il Corsivo, come immagino molti altri che hanno letto il tuo commento, che perciò risulta incomprensibile. Anch'io non ti ho mai insultato. Io pongo questioni politiche. Gli insulti da parte mia te li sei tutti immaginati, ma contro la tua immaginazione autocalunnatoria nulla posso. Abbi più stima di te stessa.
vicali - Mar Dic 09, 2008 10:11 pm
Oggetto:
@Giorgio
Stai dicendo che siamo tutti colpevoli, quindi nessuno è colpevole. E' lo stesso argomento di Craxi allora e di Berlusconi oggi. Noi abbiamo il dovere di diradare la nebbia. Questo cercava di fare Berlinguer, denunciando i guasti della partitocrazia. Non si poneva il problema di sostenere una tesi impopolare. Nella vita, anche nella vita politica, bisogna fare delle scelte.
Occhetto, nell'intervista da te citata, ha denunciato proprio l'atteggiamento di chi si arrende all'andazzo corrente e scende a letali compromessi per entrare nel salotto buono, dove finirà per forza per essere "corrotto". Qui in Valle il "salotto buono" è il mondo degli intrecci clientelari del potere unionista, dove ognuno, a costo della propria libertà e della propria dignità, può essere gratificato da vantaggi personali più o meno grandi.
E' ovvio che la questione morale non può essere l'argomento centrale di una campagna elettorale, e soprattutto non può essere l'unico argomento, ma deve essere presente nel substrato della proposta politica di una forza riformista che vuole liberare e rendere dinamico il sistema Valle d'Aosta. E in questa fase politica questo substrato collide inevitabilmente contro ogni ipotesi di alleanza, anche nei comuni, con le forze che stanno ammorbando la vita democratica regionale.
bruno courthoud - Mer Dic 10, 2008 8:22 am
Oggetto:
la "moralità della politica" dovrebbe essere, per tutti, la precondizione per ogni tipo di politica, di destra o di sinistra. Una precondizione non negoziabile, come si dice. E ognuno è tenuto a fare pulizia in casa propria prima di tutto, se è il caso, senza guardare che cosa succede in casa d'altri.
Ha vinto Rollandin pur non essendo stato, almeno in passato, uno stinco di santo?
Non è un motivo per proclamare la bella politica a parole e nei fatti mettersi sulla sua scia. A questo punto tanto valeva votare direttamente Rollandin.
Il programma alternativo era stato predisposto in vista delle regionali, e questo a prescindere dalla questione morale, che è appunto tutt'altra cosa.
Comunque, fate quel che vi pare.
erika - Mer Dic 10, 2008 10:06 am
Oggetto:
Caro Bruno,
da noi Rollandin non avrebbe potuto nemmeno candidarsi. In merito ai piccoli comuni e non solo, sai bene che non funziona così. A Gressan c'erano 2 liste unioniste. Una con stella alpina e Rollandin, l'altra con DS e Vierin.
In altri Comuni sono semplicemente lotte fra famiglie e in altri ancora (buon peso) si cercano persone che nemmeno partecipano ai consigli tanto per arrivare alla quota.
Generalizzare quindi su tutti i Comuni per me è un'assurdità.
Proporrei invece delle modifiche alla legge elettorale, alla 54, alla 45...per rendere maggiore la distanza tra politica ed amministrazione.
Che i Sindaci tornino ad essere Sindaci! Non c'è nulla di peggio di un politico a capo di un Comune e di un Sindaco in Consiglio Regionale. Amministrare e Dare le linee di indirizzo, le due cose sono lontane mille miglia...

Ora caro Vincenzo vorrei dirti: "passi che tu dica che sono priva di autostima, ma che tu neghi di avermi detto "ragazzina, non venirmi a dire come devo comportarmi" e rivolgendoti a Raimondo hai detto:" imbocchi e mandi avanti Erika?". Beh, non c'ero solo io. Ti ripeto comunque che sarò anche una visionaria, ma quei toni non li accetto nemmeno da mia madre. Figurati da te....

Ora vi sembrerà strano e fuori luogo, ma vorrei collegare la questione morale con le dichiarazioni di Carmela di ieri sul trenino di Cogne.
"Per Carmela Fontana " é necessario ora mettere un punto chiaro e inequivocabile su cosa fare e sui costi di gestione. C'é chi parla di 2 mln di euro all'anno. Diversamente è meglio murare il tutto, ma non lo possiamo certo fare per "senso di responsabilità " .
Ecco credo che in questo si riconosca il valore di una persona. Tutti sono co-partecipi di questo scempio. Sono 28 anni che si va avanti e ne sono passate di persone e di giunte che hanno perseverato.

Ora possiamo andare e gridare in Consiglio che è una vergogna...o possiamo richiamare tutti a quel senso di responsabilità e quindi invitarli a fermarsi e capire dove si vuole andare. Facendo dell'autocritica e proponendo la soluzione più sostenibile. Forse tu Bruno hai qualche idea? Gli studi di Geodata mi sembrano un pò tanto pompati. Nemmeno per il Bianco abbiamo speso tutti quei soldi....

giorgio - Mer Dic 10, 2008 12:46 pm
Oggetto:
vicali ha scritto:
@Giorgio
Fantastico. Per combattere l'Uv bisogna governare nei comuni con l'Uv? Non mi sembrava il senso delle parole di Occhetto, citato a sproposito.



Essere un partito non è un problema, basta volerlo, e per presentarsi alle elezioni si può avere anche solo quel minimo di sostenitori che è previsto dalle leggi elettorali.

Fatto questo primo passo dovremmo riuscire a capire qual'è lo scopo di un partito. Per esempio, se un partito si fa carico dei problemi degli operai in una realtà ad elevata intensità operaia, o dei contadini in un'area rurale anch'essa dove ci sono molti contadini, può anche avere successo, in relazione a quelle realtà locali e speciali. Cool

Insomma, deve essere in grado di costituire quella massa critica che condiziona chi detiene il potere. Se non fosse così, neppure in quella realtà riuscirebbe ad incidere adeguatamente. Non sto a dire in quali modi, ognuno pensi a quelli che vuole. Gli stessi esempi non mancano. Cool

Lo stesso vale per un partito generalista che si rivolge a tutta la società e si pone come obiettivo il governo della Regione. Deve porsi anche il problema di come conquistare quel consenso necessario a vincere. Se resta a vita all'opposizione, legittima soltanto il potere di chi lo ha, ma non contribuisce, salvo casi molto speciali (il PCI ne ha dato alcuni esempi), al cambiamento di quella politica.
Laughing
dario m. carmassi - Mer Dic 10, 2008 1:00 pm
Oggetto:
meglio rendersi complici?
giorgio - Mer Dic 10, 2008 3:07 pm
Oggetto:
dario m. carmassi ha scritto:
meglio rendersi complici?

Non so se qui riusciamo a rendercene conto.
Comunque sia, comunque si cerchi di argomentare con aperture,
qualunque sia "l'argomento addotto" ( mi scuso con Vincenzo per il termine desueto e ccontorto...) per cercare un minimo di sintesi,
non ho mai visto partire dall'altra riva ,
un sorriso di comprensione, proporre un gesto amico anticipatorio di accettazione reciproca, fare un passo avanti. Solo battute fulminanti e ironiche.
Il nostro colloquio è e rimane a mio avviso univoco.
Non è un dialogo, anzi no, lo è, come d'altra parte lo è quello fra sordi.

Forse mi sbaglio.

dario m. carmassi - Mer Dic 10, 2008 3:37 pm
Oggetto:
Credo di aver già dato prova di essere più che disponibile al confronto.

Se non mi si passa una battuta..... vuol forse dire che ho centrato il bersaglio?

Colpito e affondato?

Ho anche origini toscane, tra le tante, morirò con una battuta sarcastica sulle labbra! Twisted Evil
bruno courthoud - Mer Dic 10, 2008 7:22 pm
Oggetto:
la questione morale NON è un problema politico. L'etica politica è un presupposto all'agire politico che tutti, a parole, riconoscono. Se diventa, come è da anni e anni, un "problema politico", trasversale a tutti gli schieramenti e a tutti i partiti, chi più chi meno, il significato è uno solo: che la politica è ormai un luogo marcio, un luogo infetto (non so se sia tubercolosi, AIDS o altro).

Vi è un solo rimedio:
disinfettare la politica, e ognuno deve pensare per sé, senza preoccuparsi di quello che fanno gli altri, ed evitare ulteriori contagi, escludendo ogni contatto a rischio con chi è contagiato, anche perché in politica non vi sono preservativi atti ad evitare il contagio.
bruno courthoud - Mer Dic 10, 2008 7:40 pm
Oggetto:
i comuni in VDA? diciamolo chiaramente, l'"autonomie communale" è una buffonata dell'UV. I comuni, piccoli, medi e grandi, sono le "vasche" in cui vengono cresciuti e allevati i futuri amministratori regionali (passate mentalmente in rassegna gli attuali membri della Giunta regionale) dell'UV. Far credere che siano amministratori e basta è una favoletta dell'UV utile solo ad esercitare meglio il proprio mestiere, come favoletta è quella che siano amministratori autonomi. Sono pedine telecomandate dall'UV. Questa è la realtà, non giriamoci intorno. Come ha giustamente detto Carmassi, il risanamento deve partire dai comuni, piccoli, grandi e medi.
Ovvio e conseguente che la legislazione in materia (54/98, 45/95, ecc. dovrebbe essere integralmente rivista), peccato che ... il coltello dalla parte del manico ce l'abbia l'UV, che, come si è visto in occasione dei referendum, non ha nessuna intenzione di mollarlo.
Bisognava forse pensarci prima (Giunta Viérin 93/98 ), invece di lasciarle fare quel che ha voluto e come ha voluto.
giorgio - Mer Dic 10, 2008 9:47 pm
Oggetto:
Ah, volevo anche dire a Dario, che lo "zerbino" non è un termine che uso e che sia rivolto a te, ci mancherebbe.
E' un vocabolo di indubbio significato, esattamente come l'hai interpretato tu,
ma che fino ad oggi è stato usato impunemente e in tutte le salse nei miei in primo luogo e nei nostri confronti di aderenti al Pd in secondo.
E' a questo che io facevo riferimento quando ti ho risposto in altro sito!

Ps. Scrivo questo dalle pagine del Forum di Area Democratica perchè non posso più risponderti direttamente dal blog di VCali.
Se non è intervenuto un guasto tecnico, sono stato inibito dallo scrivere su quel blog
.

bruno courthoud - Mer Dic 10, 2008 9:57 pm
Oggetto:
è senz'altro una sospensione per tutti o un guasto tecnico perché, ad es., anche a me è impossibile scrivere sul blog di Vincenzo Calì.
erika - Gio Dic 11, 2008 8:27 am
Oggetto:
Caro Bruno,
la legge sull'incompatibilità già vuole evitare che i Sindaci si candidino, vediamo se verrà cambiata prima del 2012.... In più è evidente che tutto questo può avvenire quante più persone sane ci sono li dentro.
Siano esse unioniste, democratiche o forziste...potremo avere idee diverse, ma si saprebbe che lo si fa per il bene comune.
Dall'ultima votazione poi sai bene che le due anime unioniste non sono così vicine e la compaggine scelta non farà che aumentare queste distanza.
Ora a gressan ci sono 2 liste di unionisti. Secondo la tua idea se ne fa una terza?
In merito alla questione morale sono sempre più convinta che è solo con un vero rinnovamento che si può portare avanti. Un vero rinnovamento, tengo a precisare non anagrafico (io ad Albino, Sergio, Giorgio ed altri devo molto), ma che possa far rinascere la voglia di partecipazione.
Noi stiamo cercando di fare questo, ma è evidente che la fatica è doppia. Sono tante le persone che qualunque cosa tu faccia criticano e sono tante le persone che da queste critiche se ne vanno...
bruno courthoud - Gio Dic 11, 2008 12:02 pm
Oggetto:
cara erika
ti rispondo molto volentieri, anche perché la situazione di gressan è analoga a quella di rhemes-saint-georges e di altri comuni (due liste dell'UV, in pratica). In tanti altri comuni vi potrà essere una lista unica (UV ovviamente), come per il passato.
vogliamo perpetrare questo sistema caro all'UV da sempre?
Liste alternative si possono presentare in tutti i comuni: lasciando perdere quel che ha in mente l'UV, le sue sirene (che si faranno sentire e cercheranno di distruggere il progetto), SOLO SE vi è un accordo a monte tra le forze alternative (in pratica PD, VDAVive e Renouveau, e ove presente Arcobaleno).
Tale scelta strategica non può essere demandata al caso per caso, comune per comune, situazione per situazione, ma deve essere una scelta strategica SU TUTTO IL TERRITORIO REGIONALE, senza che si presti voce alle sirene dell'UV, che ovviamente la contrasteranno.
E' una scelta di lungo respiro per le forze coinvolte, che non guarda al vantaggio immediato e particolare di ogni singola forza, ma è, a mio avviso, l'unica scelta coerente con quanto ha fatto finora il PD e fanno le altre forze citate.
Si è fatto 30, si deve trovare il coraggio di fare 31.
E si deve trovarlo SUBITO e chiaramente, più il tempo passa e più sarà difficile prendere decisioni in tal senso.
Ad ogni costo.
p.s. il tutto ha senso, appunto, se si inserisce in una strategia UNICA su tutto il territorio regionale (lasciare ogni decisione al caso per caso, al comune per comune, non ha ovviamente alcun senso). E' quel che interessa all'UV.
dario m. carmassi - Gio Dic 11, 2008 12:29 pm
Oggetto:
Noi, nel nostro piccolo, abbiamo fatto 32. Rolling Eyes

Concordo ovviamente in pieno con Bruno Courthoud (oramai è quasi stucchevole la nostra coincidenza di idee).

Aggiungo, per semplificare e sgombrare da alibi, che l'Arcobaleno Vda in quanto soggetto politico unitario ha dichiarato pubblicamente la sua definitiva scomparsa.

La sintesi e la convergenza politico-programmatica per l'alternativa all'UV è quindi praticabile tra RV, VdaVive, PD e Verdi in maniera sistematica.

Si tratta solo di accettare l'evidenza che è sotto gli occhi di tutti quelli che credono alla non ineluttabilità del regime.
Siamo uno stesso "popolo": quelli che erano alla presentazione di Libera, quelli che sono per l'Ospedale nuovo, quelli che sono per una ferrovia efficente, quelli che sono per la raccolta differenziata, quelli che sono per lo sviluppo di un turismo di qualità, quelli che vogliono una scuola di primissima qualità, quelli che vogliono che la cultura cresca, quelli che vogliono una Valle d'Aosta migliore, quelli che vogliono libertà ..........
giorgio - Gio Dic 11, 2008 1:02 pm
Oggetto:
bruno courthoud ha scritto:
è senz'altro una sospensione per tutti o un guasto tecnico perché, ad es., anche a me è impossibile scrivere sul blog di Vincenzo Calì.


Sarà mica perchè sta ancora cercando di inseguire la mail di faustocoppi? Laughing
dario m. carmassi - Gio Dic 11, 2008 2:57 pm
Oggetto:
bruno courthoud ha scritto:
è senz'altro una sospensione per tutti o un guasto tecnico perché, ad es., anche a me è impossibile scrivere sul blog di Vincenzo Calì.


Sarà mica perchè sta ancora cercando di inseguire la mail di faustocoppi?


Solo battute fulminanti e ironiche.

Mr. Green
bruno courthoud - Gio Dic 11, 2008 3:03 pm
Oggetto:
caro giorgio
ma perché continui ad insistere su una questione che, in fondo, chiunque sia faustocoppi, ha così poca importanza?
ciao ginobartali
erika - Gio Dic 11, 2008 3:20 pm
Oggetto:
Caro Bruno,
non hai ancora imparato a conoscere Giorgio?
E' una persona di un'umanità e sincerità infinita, ma è un gran testone e per lo più permaloso....
In merito a quello che dici dei comuni io non condivido assolutamente e cerco di spiegarmi.
La legge sull'incompatibilità l'unica cosa che ha di buono è la postilla che non possano candidarsi i Sindaci, ora bisognerebbe intervenire sugli incarichi a loro affidati e sui vari cda.
Rimuovendo queste cose forse ci sarebbe nuovamente uno spirito di servizio che oggi manca...Non vorrei entrare nei dettagli ma ahimé conosco persone oneste dall'altra parte della barricata e persone da evitare come la peste da questa. I duri e i puri non mi sono mai piaciuti, quelli che gridano agli incarichi facili e sono stati investiti di questi...
Solo con un vero rinnovamento tutto questo potrà cambiare. Un rinnovamento che non dipende dall'età anagrafica, ma da altro... Tu caro Bruno sei sicuramente uno di quelli che sulla propria pelle ha pagato la lotta al sistema, ma conosco un sindaco unionista del mio paese che ha rinunciato all'umento di stipendio...
Partiamo nel cercare di coinvolgere queste persone e nonostante la diversità di idee ci sarà sempre il rispetto e vedrete che la strada non potrà che essere molto più semplice da percorrere..
bruno courthoud - Gio Dic 11, 2008 5:06 pm
Oggetto:
peccato. ha vinto ancora una volta il sistema dell'UV (senza nemmeno combattere).
si vede che a tutti, in fondo, va bene così.

E via con l'intesa sullo Statuto (vecchio di 60 anni). cerchiamo di blindarlo: federalismo global o intégral, e tutto il resto: affari altrui, ovvero parole buone per sciacquarsi la bocca.

scommettiamo che il prossimo direttore giochi al casinò sarà graziano grosjacques? sarebbe il colmo della spudoratezza. ben felice di perdere la scommessa.

ciao a tutti
giorgio - Gio Dic 11, 2008 6:08 pm
Oggetto:
Se qualcuno avesse letto quello che anche di recente ho scritto su alcuni componenti del Pd, saprebbe che loro non sono affatto miei compagni, e ce ne sono anche altri nel Pd di cui non condivido né i comportamenti, né il pensiero. Ne potrei citare qualcuno per tutti, tra quelli votati alla parola facile o all'intervista rilasciata tanto per mostrare come noi dovremmo ragionare o a quelli che non hanno un carattere fermo sul corretto svolgimento del progetto del Pd...

Ma non ci posso fare proprio nulla. C'è libertà di associazione e loro scelgono il partito che vogliono per fare quello che vogliono. E anche io sono nel Pd proprio per incrociare con loro le sciabole, e lo faccio quando non devo perdere tempo in polemiche pretestuose con altri, poiché il miglioramento dell'organizzazione e della linea politica del Pd sono il mio principale obiettivo e viene ancor prima della critica agli altri partiti di sinistra o di destra.

Insomma, per arrivare non dico al cinquantun per cento, ma per arivare a "governare" prima dei La Torre e compagnia cantante, vengono loro. Ma è colpa mia se la Valle è fatta così? Io non sono fatto così, ma a che serve quel continuo: io, io e l'asino mio. Per andare avanti bisogna incapsulare e sterilizzare quelle tendenze, creando un sistema in cui loro ci siano per far numero, ma che non possano determinare una politica conservatrice.

Il richiamo alla questione morale, se per i partiti di destra si può riferire alla truffa, alla concussione, allo scambio politica contro affari, a sinistra e nel Pd è rigorosamente e soltanto quello che stava a cuore di Berlinguer: il partito non nasce per occupare il potere, ma per consentire alla società civile di gestire responsabilmente le istituzioni. Quindi, come non si devono fare carriere nei partiti e nelle istituzioni, altrettanto si deve essere capaci di organizzare la società civile per quei compiti e non lo si fa solo a parole o restando con il sedere incollato sulle sedie, aspettanto che la base venga a noi, ma selezionando amministratori, ad obiettivo, per incarichi a tempo determinato, e finito quel servizio se ne tornano a casa, nelle loro realtà, a godere o a subire i frutti ciò che loro stessi hanno prodotto con la loro condotta. Ma dobbiamo averli e non lasciarli sempre lì in corsia di rullaggio. Se non prendono il volo, non sapranno mai come i nostri sanno volare.

giorgio - Gio Dic 11, 2008 6:28 pm
Oggetto:
Non ci si rende conto di come anche le mie idee, come le vostre del resto, siano uniche ed irripetibili, ma non faccio come qualcuno vorrebbe a tutti i costi che si costruisse in Valle un partito su misura e poi come se quello fosse una finestra nel paese dei balocchi, dall'alto di quella finestra, tirare in testa a me che passo con migliaia di altre persone, le bucce dei pistacchi che ha appena sgranocchiato.
dario m. carmassi - Gio Dic 11, 2008 6:30 pm
Oggetto:
criptico!
giorgio - Gio Dic 11, 2008 6:44 pm
Oggetto:

In politica, se vi è un regime democratico, “piccolo è bello” non vale. Tanto meno con i numeri che hanno i movimenti. Se si è piccoli non si conta nulla. Governano da sempre "militari-condottieri-nobili-re, o ricconi-imprenditori-dittatori". Perché governino cittadini comuni, è necessario arrivare in democrazia, anche se spesso certi rappresentanti dei cittadini sono altrettanto venduti di quanto lo fossero certi tribuni del popolo nella Repubblica Romana.

Se non c'è una guerra alle porte, è un miracolo riuscire a mettere assieme una moltitudine di gente, qual'è quella che vive nella nostra regione, e dare ad essa un governo alternativo che si sostenga su base popolare. Perciò non capisco davvero questo storcere il naso, a questo Pd a questo partito capace di riassumere tutte le forze democratiche, quando l'alternativa è che governi un "Imperatore".


dario m. carmassi - Gio Dic 11, 2008 6:51 pm
Oggetto:
Io non capisco lo storcere il naso ad un PD che faccia un passo in più e che diventi promotore del soggetto AUTONOMISTA-RIFORMISTA PROGRESSISTA-AMBIENTALISTA.

Giorgio, convinciti, stiamo pestando l'acqua nel mortaio.

La soluzione è quella, altrimenti non ne uscite voi, non ne usciamo noi e cosa assai più grave non ne esce la nostra regione.

Sto cominciando a disperare!
giorgio - Gio Dic 11, 2008 7:19 pm
Oggetto:
L'ho già detto; ciò che amo non è il Pd o il Pci, ma la loro capacità, e prima ancora la determinazione che hanno, di mettere assieme tanta gente. Quella che c'è, non il cittadino modello che esce da qualche museo del pensiero. Non ho aggiunto molto ai concetti che da tempo vado ripetendo, ma che fare. Se le critiche sono queste, queste sono le mie risposte.

Ma anche io non dispero...

bruno courthoud - Gio Dic 11, 2008 8:51 pm
Oggetto:
non confondiamo le acque, non confondiamo la cosiddetta questione morale con le scelte politiche.

cara Erika, dici che c'è dell'onesto e del marcio dappertutto (in ogni istituzione politica): sono parole che sento ripetere da quando avevo poco più di venti anni e siamo, purtroppo sempre allo stesso punto (è un modo per giustificare qualsiasi scelta).

purtroppo, dopo quarant'anni, nulla di nuovo.

PD = DS

alternanza democratica: incompatibile con l'UV (basta leggere i primi due articoli del suo statuto o rivedere criticamente la sua storia ed il suo operato).

passo e chiudo.
erika - Sab Dic 13, 2008 10:55 am
Oggetto:
Caro Bruno,
forse hai dimenticato che il PD non ha accettato l'iscrizione di un signore che non stava rispettando le regole perdendo un bel pò di voti, ma potendo guardare in faccia i suoi elettori.
Il PD ha completamente rinnovato tutto il suo gruppo dirigente.
Il PD ha il 50% di donne in ogni organismo.
Il PD non potrà mai candidare un condannato....

Ora mi piace pensare che si critichi l'operato e non altro. Sono fuori dalle polemiche ad personam e dalla politica dei personalismi.
Ora se i Consiglieri non stanno facendo bene il loro lavoro è giusto criticarli, ma non possiamo sparare su scelte che nemmeno dipendono da loro. Le alleanze si decideranno democraticamente nei circoli e saranno proprio le persone a deciderlo. Come è avvenuto per i referendum, le elezioni politiche e regionali.
Ecco quindi che quando Fiou critica duramente il PD mi chiedo perchè lui si è accodato ad un candidato che parlava di appoggio ai referendum e di AAP. Perchè non ha messo la sua faccia e non si è candidato dicendo che non era d'accordo su nessuna delle scelte? Poteva uscirne sconfitto, ma per lo meno ci avrebbe provato.
Ecco perchè condanno così duramente le persone che non lottano, ma sparano sentenze. E' molto semplice farlo...

Sono stanca delle continue critiche a vuoto. Non sono d'accordo? mi espongo e lotto...

Caro Dario
il PD è nato come soggetto AUTONOMISTA-RIFORMISTA PROGRESSISTA-AMBIENTALISTA ed è aperto a tutti.
giorgio - Sab Dic 13, 2008 4:39 pm
Oggetto:
bruno courthoud ha scritto:
non confondiamo le acque, non confondiamo la cosiddetta questione morale con le scelte politiche.

cara Erika, dici che c'è dell'onesto e del marcio dappertutto (in ogni istituzione politica): sono parole che sento ripetere da quando avevo poco più di venti anni e siamo, purtroppo sempre allo stesso punto (è un modo per giustificare qualsiasi scelta).

purtroppo, dopo quarant'anni, nulla di nuovo.

PD = DS

alternanza democratica: incompatibile con l'UV (basta leggere i primi due articoli del suo statuto o rivedere criticamente la sua storia ed il suo operato).

passo e chiudo.



Caro Bruno, o hai votato per il PD, e pur avendo perso ci hai provato, o hai votato per qualcun altro e non ci hai neppure provato. Il primo problema che abbiamo a sinistra... sono quelli che neppure ci provano, altrimenti avremmo preso un dieci per cento in più con tutti i vantaggi politici che oggi ci mancano. Il valdostano medio è più realista del re e ragiona più o meno in questo modo: "è sempre stato così e così sarà". Per questo non si fa illusioni e sta al gioco sperando di raccogliere almeno le briciole.

A destra poi c'è una minoranza con cultura liberale (politicamente molto conservatrice ma onesta), che soffre di quel degrado e lo combatte ( Di Pietro, Travaglio, ecc...) e che per questa sua battaglia trova simpatie a sinistra. Ma sempre di destra si tratta. La sinistra, nel suo insieme, in Valle d'Aosta, non è mai stata capace di offrire un progetto veramente alternativo e si è sempre scordata che governare significa gestire le istituzioni e non continuare a fare il pesciolino rosso in un mare di squali.

Mi viene da ridere pensando alle dichiarazioni recenti di Giulio Fiou sulla stampa locale. Ma lui fino a ieri dove è vissuto? Solo a titolo di esempio, per spiegarmi meglio (non voglio riaprire il capitolo): anziché sostenere il movimento di rinnovamento che incalzava e che dalla base del suo partito – Ds-Gv – lo spronava a prendersi le sue responsabilità, lui irrideva e si scherniva quando questa cercava di mandare segnali di insofferenza proprio a lui e a chi era a Palazzo regionale. Oppure per toccare un altro tasto perchè non riusciamo a vedere come certe esaltanti apologie ambientaliste siano indubbiamente di grave discapito per una grande fascia della popolazione locale?

Non so se è vero che l'Italia o la Valle d'Aosta siano di Destra. Lo abbiamo visto per ben due volte in questi anni. Possiamo battere la destra. Il problema è che la sinistra (specie quella radicale, dell’Arcobaleno, ma non solo lei) è inconcludente, tutta persa in un mare di ideologia, e sempre li a confondere le proprie paturnie con l'ideologia stessa. Il risentimento non ha mai portato da nessuna parte, e per vincere ci vuole determinazione.

Ma questi, da decenni e decenni di lotte non hanno imparato proprio niente, come dire: ideologismo buttato al vento. Per fortuna noi ( come dici tu...Pd=Ds) li abbiamo portati almeno sino qui, altrimenti starebbero ancora nella Caverna, non quella di Platone, ma in quella di una destra becera. Purtroppo ora si lasciano trascinare, per loro inedia, in quella di Rollandin. Per ora mi consolo pensando - in campo nazionale - a Renato Soru e tenendo alta la bandiera della questione morale, come necessaria a sviluppare la nuova politica.

bruno courthoud - Sab Dic 13, 2008 11:46 pm
Oggetto:
comunico che la politica non mi aveva MAI interessato e non mi interesserà MAI più.
Vivo bene le stesso.
bruno courthoud
erika - Dom Dic 14, 2008 8:28 pm
Oggetto:
Caro Bruno,
mi dispiace. Sei un buon tecnico e quindi è normale tu sia distante dalla politica.
In regione vivo ogni giorno con politici nei ruoli dei tecnici e c'è un abisso. Un tecnico guarda alla sostanza, un politico alla forma. E' sempre molto più importante avere delle belle immagini su un sito che riempire questo di contenuti...
Comunque spero di poter contare su di te altre volte. Sei riuscito a farmi capire diverse cose e le tue idee mi sono state molto utili.
Un abbraccio.

Intanto vorrei fare un piccolo resoconto della giornata di oggi. Come al solito le parole di Ferruccio Deval sono riuscite a toccarmi il cuore ed emozionarmi. Anche la nostra giovane eletta è stata bravissima! Buonissima partenza, speriamo di continuare così...
bruno courthoud - Lun Dic 15, 2008 1:45 am
Oggetto:
mi ha sempre divertito questa ossessione dei politici nel voler separare gli uomini in due categorie: i tecnici e i politici.
In realtà ci sono (o meglio dovrebbero esserci), per lo meno nella pubblica amministrazione, ruoli diversificati: ruoli tecnici e ruoli politici.
Nella mia breve carriera (a partire dal 2 maggio 1976) presso la pubblica amministrazione ho potuto invece notare questo:
che i cosiddetti politici non hanno generalmente nessuna preparazione o competenza tecnica, meno che mai nei settori in cui siedono come amministratori, eppure sputano sentenze e pareri su qualsiasi argomento (sanno tutto loro)
che i cosiddetti tecnici hanno molte volte un acume politico infinitamente superiore a quello di chi li amministra e, in seguito alla 45/95, pretende di giudicarli (è un po' come se la mia competenza professionale dovesse essere giudicata dal mio gatto).
Quanti politici abbiamo salvato da figure meschine e guai giudiziari!
chi li conosce, li evita.
giorgio - Lun Dic 15, 2008 9:34 am
Oggetto:
bruno courthoud ha scritto:
mi ha sempre divertito questa ossessione dei politici nel voler separare gli uomini in due categorie: i tecnici e i politici.
In realtà ci sono (o meglio dovrebbero esserci), per lo meno nella pubblica amministrazione, ruoli diversificati: ruoli tecnici e ruoli politici.
Nella mia breve carriera (a partire dal 2 maggio 1976) presso la pubblica amministrazione ho potuto invece notare questo:
che i cosiddetti politici non hanno generalmente nessuna preparazione o competenza tecnica, meno che mai nei settori in cui siedono come amministratori, eppure sputano sentenze e pareri su qualsiasi argomento (sanno tutto loro)
che i cosiddetti tecnici hanno molte volte un acume politico infinitamente superiore a quello di chi li amministra e, in seguito alla 45/95, pretende di giudicarli (è un po' come se la mia competenza professionale dovesse essere giudicata dal mio gatto).
Quanti politici abbiamo salvato da figure meschine e guai giudiziari!
chi li conosce, li evita.


Vedi caro Bruno potrei essere d'accordo con te su certe affermazioni che fai sui politici, ma mi sembra un pochino esagerato ed azzardato esserlo su tutto. Non fosse altro che tutta la serie di uomini politici che hanno fatto grande questa democrazia italiana del dopo guerra. Non fosse altro che anche alcuni di questi hanno patito le prigioni più infami e abbiano dato la vita per mantenere fede ai propri ideali.

Nei Promessi Sposi si può definire demagogo il personaggio di Antonio Ferrer, eroe della gente, il quale aveva dimezzato il prezzo del pane. L'effetto positivo imminente fu il fatto che tutti avevano il pane, anche fra la gente meno agiata; gli effetti negativi furono che i panifici lavoravano il doppio per avere gli stessi guadagni e, a lungo andare, la farina scarseggiò sempre di più.

La conseguenza logica fu l'assalto al forno.

Cosa vogliamo fare vogliamo fare di tutta un' erba un fascio o vogliamo in questo caso mediare e trovare un minimo di riscontro anche nella lungimiranza politica e non solo osannare alla preparazione scentifica dei tecnici?

giorgio - Lun Dic 15, 2008 9:34 am
Oggetto:
bruno courthoud ha scritto:
mi ha sempre divertito questa ossessione dei politici nel voler separare gli uomini in due categorie: i tecnici e i politici.
In realtà ci sono (o meglio dovrebbero esserci), per lo meno nella pubblica amministrazione, ruoli diversificati: ruoli tecnici e ruoli politici.
Nella mia breve carriera (a partire dal 2 maggio 1976) presso la pubblica amministrazione ho potuto invece notare questo:
che i cosiddetti politici non hanno generalmente nessuna preparazione o competenza tecnica, meno che mai nei settori in cui siedono come amministratori, eppure sputano sentenze e pareri su qualsiasi argomento (sanno tutto loro)
che i cosiddetti tecnici hanno molte volte un acume politico infinitamente superiore a quello di chi li amministra e, in seguito alla 45/95, pretende di giudicarli (è un po' come se la mia competenza professionale dovesse essere giudicata dal mio gatto).
Quanti politici abbiamo salvato da figure meschine e guai giudiziari!
chi li conosce, li evita.


Vedi caro Bruno potrei essere d'accordo con te su certe affermazioni che fai sui politici, ma mi sembra un pochino esagerato ed azzardato esserlo su tutto. Non fosse altro che tutta la serie di uomini politici che hanno fatto grande questa democrazia italiana del dopo guerra. Non fosse altro che anche alcuni di questi hanno patito le prigioni più infami e abbiano dato la vita per mantenere fede ai propri ideali.

Nei Promessi Sposi si può definire demagogo il personaggio di Antonio Ferrer, eroe della gente, il quale aveva dimezzato il prezzo del pane. L'effetto positivo imminente fu il fatto che tutti avevano il pane, anche fra la gente meno agiata; gli effetti negativi furono che i panifici lavoravano il doppio per avere gli stessi guadagni e, a lungo andare, la farina scarseggiò sempre di più.

La conseguenza logica fu l'assalto al forno.

Cosa vogliamo fare vogliamo fare di tutta un' erba un fascio o vogliamo in questo caso mediare e trovare un minimo di riscontro anche nella lungimiranza politica e non solo osannare alla preparazione scentifica dei tecnici?

erika - Lun Dic 15, 2008 12:24 pm
Oggetto:
Già i ruoli...
Non è detto che dei buoni tecnici siano buoni politici e viceversa...
E' però altrettanto vero che i tecnici spesse volte sfruttano i politici e viceversa... Non sarebbe male in questo riuscire ad essere più laici possibili e quindi su dati tecnici fare le scelte politiche e da scelte politiche poter migliorare con la tecnica.
Non sempre i dottori sono i migliori assesori alla sanità come gli agronomi all'agricoltura...spesse volte ognuno è impegnato a guardare al proprio orticello lontano da una logica d'insieme.
Sarebbe bello che tutti stessero al posto giusto, ma ahimé quale potrebbe essere il criterio?
giorgio - Mar Dic 16, 2008 7:26 pm
Oggetto:
Ogni tanto mi avventuro a curiosare, sì a curiosare, in altri blog per vedere “che tempo che fa”… per dirla alla Fabio Fazio, intendendo con ciò capire l’umore di gente non propriamente amica.. E non ostante il primo impulso di rispondere cercherò di trattenermi dall’agire. Ho fatto un fioretto. Non devo e non voglio più insolentire nessuno. I commenti che sorgono spontanei, i miei, li terrò per me così, ecco il “fioretto”, eviterò di fare chiudere i blog e lascerò la possibilità ai poveri, indifesi e introversi commentatori di fare il proprio mestiere e non di diventare le vittime sacrificali di una insolente, sfacciata, screanzata, irriverente voce che canta fuori dal coro.

Per me la critica può servire, come spesso accade, a formulare giudizi negativi e di biasimo. Ma può pure essere quella facoltà intellettuale che permette di formulare giudizi obiettivi e analitici su fatti e questioni anche di natura politica. Qui - dove dico io - purtroppo la usano al primo modo. Ed è anche per questo che mi comporterò secondo quanto previsto dal motto: " Se lo conosci lo eviti".

Ora passando in rassegna le affermazioni di un pregiato estensore, da me letto con rispetto, si capisce che molte non hanno alcun contenuto di obiettività, e spesso consentono un elevato grado di ambiguità. Ad esempio come non ricordare i tradimenti di quella politica che hanno bersagliato per ben due volte Romano Prodi, che gli hanno fatto capire che il Partito democratico era un partito privo di quella dimensione numerica che potesse sconfiggere le destre, ma che neppure l'Ulivo, come coalizione aveva radici ben salde. Alcune di esse erano meri bastoni, puntelli incerti che sostenevano i rami più esposti. Il suo torto è di aver lasciato questo partito che lo ha eletto per due volte Presidente del Consiglio. Doveva, almeno per spirito di gratitudine restare nel Partito democratico per dare vigore all'unità ed alla sua linea politica. Se ne è andato.

E poiché l'opposizione che piace è quella spavalda priva di ragionamenti e che non valuta neppure le conseguenze, ma che pensa ai fatti propri, ecco che si arriva al panegirico su Di Pietro. Lui ideologicamente di destra, che finisce per essere l'ultimo baluardo che resiste agli assalti della destra. Lui l'immaginario collettivo dell'eroe, che a me personalmente sembra un Brancaleone. Su Di Pietro che prende i voti perchè spaventa Berlusconi ho opinioni nettamente diverse. Tutto ciò che divide il centrosinistra e gli permette di parlare di magistratura anziché dei problemi degli italiani, rappresenta una boccata d'ossigeno per il Cavaliere. Di Pietro e Berlusconi si alimentano a vicenda e ballano il valzer mentre la nave affonda.

Aver imbarcato l'IdV è l'unico sbaglio che imputo a Veltroni in questo anno di segreteria. Dopo i due anni di governo de L'Unione, nato male e finito peggio, il centrosinistra non aveva nessuna possibilità di vincere le elezioni. L'unica cosa saggia da fare era quello di lavorare per il Pd e Veltroni non ha avuto il coraggio di farlo fino in fondo. Ora il Pd ne paga il prezzo, o meglio lo pagano gli italiani. La politica di Di Pietro porta acqua, quotidianamente, al mulino di Berlusconi. Silvio chiama, Tonino risponde, questa è la verità, ma è solo politica da avanspettacolo.

Dal mio punto di vista Veltroni dovrebbe lasciare Di Pietro e Berlusconi a scannarsi sulle vicende giudiziarie e occuparsi esclusivamente dei problemi degli italiani, delle pensioni che non bastano, delle fabbriche che chiudono, dei cassaintegrati, dei precari e dei giovani.

faustocoppi - Mer Dic 17, 2008 3:24 pm
Oggetto:
Buongiorno.
Ad evitare di mettere in imbarazzo giorgio anche io eviterò di rispondere fuori da queste mura accoglienti di AREA DEMOCRATICA.
Qui mi è ancora permesso di scrivere e di poter dire la mia senza che si vada a sbirciare l'indirizzo mail dei messaggi. E così la mia la dico anche su Di Pietro.
La questione morale incombe anche sul PD. Saranno i nuovi acqisti, i nuovi arrivi nel PD? Chi lo sa e per adesso non voglio interessarmene.
Ma sono molto contento che li arrestino.
È l'idea che certi personaggi siano fuori che mi preoccupa.
Sono sicuro che a differenza di ciò che succede nel PDL, quei politici nel Partito Democratico verranno accantonati e messi da una parte.
O almeno lo spero. Sta di fatto che in Abruzzo è successa una vicenda di corruzione molto grave.
Anche la competizione che Di Pietro ha voluto fare, forzando il suo uomo, senza fare delle primarie, non poteva che produrre la sconfitta. L'assenteismo, questa volta del popolo del Partito Democratico, è stato vistoso, e di sicuro indicava sia il disagio per la precedente amministrazione corrotta, che quello per il colpo di mano di un piccolo partito che ha voluto strafare.
La strada in discesa è ancora irta di difficoltà e patimenti, ma occorre percorrerla tutta, prima di risalire con un partito ed una sinistra rinnovata. Un leader non si riconosce solo per il ruolo di prestigio che ricopre, ma anche per la sua abilità ed il carisma. In tutta la sinistra in questo momento non ce n'è neppure uno. In tanti anni hanno fatto carriera solo dei funzionari che sono tutt'altra cosa. E così un altro tredici per cento nella regione Abruzzi è rimasta a casa e non è andata a votare.
La leadership è funzione ed attività del leader, che Veltroni in questo anno e mezzo si dia una mossa se vuole almeno dare a vedere di esserlo.
faustocoppi - Mer Dic 17, 2008 3:53 pm
Oggetto:
Cara Erika, si può anche comprendere perché la maggioranza del popolo di destra voti per i suoi "campioni", mentre la maggioranza del popolo della sinistra si trovi in grande difficoltà. Da una parte c'è solo una proposta politica e di governo, dall'altra c'è confusione e sbandamento.
Di Pietro è parte della confusione, Veltroni è parte dello sbandamento, in un momento in cui bisognerebbe cercare di produrre meno protagonismo ed avere più capacità e forza di serrare i ranghi, quanto meno per poter resistere in attesa di tempi migliori.
I partiti purtroppo hanno perso la loro natura di movimenti politici e stanno finendo per essere un succedaneo delle oligarchie.
Gli apparati nel tempo hanno costruito sistemi di difesa dell'enstablishment che così non riesce a fruire di quel rinnovamento che è sempre necessario.
Le inchieste giudiziarie non sono un problema, ma la soluzione di un problema, quando non vi sia all'interno dei partiti la dovuta attenzione alle questioni della corruzione e dell'interesse privato. In questo i magistrati li vedo alleati, sia che inquisiscano uomini di Berlusconi che uomini della sinistra.
Le inchieste giudiziarie non vanno usate però, come sta predicando qualcuna del'IDV-Valle d'Aosta. Non sono randelli. E chi volesse partecipare a questo sport si identificherebbe come un battitore di base-ball con tanto di mazza. Un mazzuolatore insomma.

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giorgio - Gio Dic 18, 2008 1:28 am
Oggetto:
Solo gli ingenui credono che queste cose accadano solo adesso. In parte certe cose succedevano anche quando ero giovane e quello fu uno dei motivi per cui dissi allora un “no grazie” alla politica, che però ho sempre seguito con passione civile perché comunque la ritengo fondamentale per la nostra democrazia.

In questa sinistra mi batto perché il Pd sia forte e per questo Pd mi batto altrettanto perché diventi il luogo dove operano gli onesti e che quello stesso luogo venga interdetto a chi cerchi scorciatoie per un proprio ed esclusivo paradiso.

Di fronte a certe vicende divento ancora più lucido e razionale, cerco le soluzioni per risolvere il problema, e tutto faccio, meno che recriminare contro il partito, che di fatto è la vittima di questo sconquasso. E so anche che senza leader forti, con le nuove scadenze elettorali alle porte, in pratica con il treno in corsa, non è facile ottenere un mutamento rapido di indirizzo.

Di Pietro non va da nessuna parte a sinistra perché è fondamentalmente un uomo di destra per temi etici importanti, comunque faccia la sua strada, visto che l'ha scelta liberamente. In quanto ai disonesti del Pd, in primo luogo hanno truffato me ed il Pd e quindi sono felice che la magistratura li abbia messi alle corde e tolti dal giro. Per loro non provo alcuna forma di solidarietà ed un certo disgusto.

Mi fanno sorridere poi, certi personaggi che in Valle hanno girovagato un pò ovunque nei vari movimenti e che si richiamano alla sinistra autodefinendosi poi giustizialisti. Incredibile questo devastante sconquasso culturale! Personalmente ci penserei su prima di scrivere queste amenità.

giorgio - Gio Dic 18, 2008 12:32 pm
Oggetto:
Citazione:
E a destra
che dicono?



Il brillante imprenditore Alfredo Romeo, eleganza di ottima sartoria ed eloquio imperativo, faceva affari a Napoli (non solo) con il sostegno convinto di Italo Bocchino, parlamentare di An già delfino di Pinuccio Tatarella oggi grande sponsor di Mara Carfagna per l’eventuale dopo Bassolino. Se vale per tutti – deve, no? – il tema della responsabilità etica e pre-giudiziaria che si incista in quel tono un po’ così, in quella familiarità torbida fatta di ammicchi allora il “ti aiuterò” di Bocchino a Romeo e il suo “siamo un sodalizio” dovrebbero suscitare all’istante uno sdegno uguale e contrario, una sollevazione simmetrica nell’elettorato di centrodestra a quella che giustamente indigna il popolo di centrosinistra.

Anche oggi centinaia di interventi nel nostro sito internet, centinaia dimail al giornale: chiedono pulizia immediata. Che il Pd sia una casa di vetro. A destra si difendono, invece, si coprono. Certo questa non può essere una scusa. Lo abbiamo detto subito. Si deve pretendere che chi è coinvolto in indagini giudiziarie, nel Pd, faccia adesso un passo indietro. Che i governatori e gli assessori e i sindaci sospettati di malgoverno non trascinino nel loro privato inferno milioni di elettori che non si faranno trascinare, del resto e tra l’altro.

Tuttavia, lasciateci solo due righe per marcare la differenza di reattività fra un elettorato ed un altro. Non ho visto sindaci di destra incatenarsi davanti a giornali di destra. Non ho letto autocritiche nei quotidiani che fiancheggiano il governo paragonabili agli atti d’accusa dei giornali che si dicono a sinistra. Se la destra attacca la sinistra e la sinistra attacca se stessa c’è qualcosa di squilibrato, c’è un errore di sistema. Diverse sensibilità, per così dire. Va bene: si può ripartire da qui.

CONCITA
DE GREGORIO

dario m. carmassi - Gio Dic 18, 2008 12:57 pm
Oggetto: Pensieri controcorrente
Questione morale, una slavina senza fine

Il tema è difficile e delicato, non credo di poter essere sospettato di conflitto di interessi se mi allontano un po’ dalla deriva.

Il tema dell'etica nella politica come prioritario e propedeutico a qualsiasi scelta di tipo ideologico e/o programmatica è stata la ragione prima che mi ha portato nel 2006 ad partecipare di nuovo in prima persona alla politica locale e ad aderire a VdaVive.

Purtroppo nel nostro paese non usciamo dal pantano in cui ci rivoltiamo da decenni.

La rivoluzione "giudiziaria" degli anni novanta ha portato al PD, al PDL e ai governi Berlusconi, sigh!

Chi pensa di utilizzare le vie dei tribunali per cambiare la politica si sbaglia e di grosso.

Così come si sbagliano i magistrati che pensano di utilizzare il loro potere per dirigere la vita politica.

Da noi, nella petite patrie, 4 presidenti di giunta inquisiti, alcuni condannati.

L'onestà intellettuale prima ancora che "penale" è un prerequisito che purtroppo non viene certificato dai tribunali, resta un'autocertificazione a cui gli elettori possono dare più o meno credito.
Poi, se gli elettori danno credito anche alle certificazioni di condanna beh, questo è il limite della democrazia.

Il dramma della nostra situazione è l’impossibilità di discernere il grano dalla gramigna. I coinvolgimenti e le complicità sono così trasversali e l’infiltrazione così tentacolare che nessuna parte sembra esserne immune, informazione, imprenditoria, mondo sindacale, società civile compresa.
La magistratura stessa risulta essere ben al di sotto di ogni sospetto.

Quale è il crinale oltre il quale l’interesse personale, la cura dei propri affari, la tutela verso i propri familiari, la difesa della propria azienda e quindi anche dei dipendenti della stessa, diventano condiscendenza e complicità nel malaffare?
Ognuno definisce quello altrui ma il proprio? Molti moralizzatori senza morale, poche persone serie, questo mi sembra di percepire, ben lungi da me pormi al di sopra della mediocrità diffusa.

Cerco, però di pormi delle domande di immaginare come uscirne senza abbandonare la speranza che ci si possa porre rimedio restando una democrazia, anche perché i regimi totalitari navigano da sempre nel mare della corruzione con la sola differenza che nessuno può denunciarla.

Chiedere un commissariamento dell’Italia, Valle d’Aosta compresa, a chi?

Esiste un blog, "svedesi dentro"
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che esterna questo senso di impotenza e al tempo stesso la voglia di essere diversi come scritto nella home page:
"Nel senso più semplice del termine, possiamo affermare che lo svedese è la quintessenza dell’etica. In ogni aspetto della vita e delle cose. E’ profondamente etico nel rapportarsi con la natura e con gli altri esseri umani, sul lavoro e nella vita sociale. Così intensamente da essere ricondotto ad un’etica della vita semplice, disarmante e meravigliosa. È profondamente rispettoso di tutto ciò che non è lui, che non gli appartiene."

Temo però che gli Svedesi non siano interessati a prendere in appalto la vita pubblica italiana.

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bruno courthoud - Gio Dic 18, 2008 2:12 pm
Oggetto:
caro Dario
condivido le tue osservazioni e credo che la soluzione non possa che essere una sola:

ogni gruppo politico organizzato si munisca di anticorpi, provveda a fare subito e immediatamente pulizia in casa propria, si munisca di strumenti adeguati (statuti, regolamenti interni inderogabili). E non guardi come si comportano o dovrebbero comportarsi gli altri (trovo di un'estrema banalità l'articolo de L'Unità sopra riportato).
giorgio - Gio Dic 18, 2008 2:50 pm
Oggetto:
Carissimi, devo convenire che siete un pochino disattenti. Laughing

Infatti questo problema era stato già preso in considerazione tempo fa e ne avevamo già discusso in questo Forum. Ma torrnando immediatamente sul tema voglio essere meno banale, e per rispondere a Bruno, gli riporto alcuni stralci di un articolo, sempre tratto da L'Unità del 16 settembre 2008, e che come dicevo prima avevo già commentato sul Forum di Area Democratica.

« Oggi chiediamo di istituire una vera e propria Anagrafe pubblica degli eletti:
in internet l’operato di un milione di eletti e nominati, tra deputati, senatori, consiglieri e consulenti per poter conoscere scelte e comportamenti di tutti gli amministratori, inserendo un elemento che finora ha connotato solamente i Parlamenti delle grandi democrazie anglosassoni.

Quasi ogni anno siamo chiamati ad eleggere una volta deputati e senatori, un’altra volta chi mandare al Parlamento Europeo, un’altra volta ancora il Sindaco, il presidente della Regione o della Provincia, consiglieri circoscrizionali...

Ebbene: una volta che li abbiamo eletti, che cosa sappiamo di quello che fanno, che dicono, che propongono? Cosa sappiamo, davvero, di quello che viene deciso in un consiglio comunale, in un’assemblea regionale, in una commissione parlamentare di Montecitorio o Palazzo Madama? Eppure si tratta di decisioni che riguardano la nostra vita: la salute, le tasse, la scuola, le pensioni, l’assistenza, il lavoro...

A tutti i livelli istituzionali occorre garantire ai cittadini la possibilità di poter conoscere con facilità non soltanto l’attività svolta dai vari Enti, ma anche quei dati inerenti l’attività degli eletti, integrale e senza filtri, rendendo disponibili, di facile accesso e consultazione, atti e informazioni. Quante volte sono presenti e assenti. Come e se lavorano. Con quali metodi o espedienti. Se sono assenteisti o quante volte e come votano, in plenaria o nelle commissioni. Quante e quali “missioni”, fraudolentemente o no, si attribuiscono. Quali e quanti strumenti regolamentari usino: interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno, prese di parola. E ancora: quali le loro situazioni patrimoniali, immobiliari, finanziarie, fiscali, societarie, i loro incarichi remunerati… Consentire la pubblicità delle discussioni affinché il cittadino abbia gli strumenti per una partecipazione attiva alla vita politica e democratica del Paese.

La proposta che chiediamo di sostenere e fare propria, ha anche un valore politico generale: di fronte a ciò che accade nei “Palazzi”, una risposta può e deve venire dal Paese, con l’arma della democrazia. Il partito del “conoscere per deliberare” può assicurare, con l’aiuto e la collaborazione di ciascuno, questa speranza di alternativa e di cambiamento ».
di Antonella Casu*

dario m. carmassi - Gio Dic 18, 2008 3:35 pm
Oggetto:
A proposito di attenzione

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l'iniziativa anagrafe degli eletti sostenuta dal Partito Radicale, credo sia stata anche portata in Consiglio Valle dal gruppo VdaVive-RV. (Vi darò indicazioni più precise.)

E' cosa buona e giusta ma, sufficente?

Ho appena letto che la proposta di del Gruppo VdaVive-RV di riduzione dei costi della politica ha ricevuto parere negativo in Commissione Istituziuoni e Autonomia.
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no comment...........
giorgio - Gio Dic 18, 2008 7:20 pm
Oggetto:
Vorrei soltanto proporre una riflessione su alcuni aspetti della questione.

1) Il Pd, come partito, non è un comitato d'affari e il gruppo dirigente potrà essere anche inadeguato e litigioso, ma è sostanzialmente sano sotto il profilo morale.

2) Il Pd è un partito di massa e conta centinaia di migliaia di amministratori locali. Non mi scandalizzo se, tra tanti, ci sono anche persone corrotte. Questo è compito della magistratura e mi risulta che il Partito abbia sempre espresso piena fiducia nel lavoro dei magistrati. Nessuno ha mai parlato di " toghe nere". Se c'è qualche sindaco corrotto il Pd è parte lesa, non strumento "di sistema".

3) Specialmente per la scelta degli amministratori locali (sindaci e consiglieri) la responsabilità dei partiti, Pd compreso, è stata ridimensionata dalla legge. I sindaci si presentano in prima persona (sostenuti dai partiti, ma con le "mani libere" da loro) e per la scelta dei consiglieri ci sono ancora le preferenze. Paradossalmente i politici calati dall'alto (parlamentari), risultano allo stato dei fatti, migliori di molti amministratori scelti direttamente dalla gente che li conosce.

4) L'Italia è l'unico Paese al mondo in cui un avviso di garanzia (strumento a tutela di una persona indagata) si trasforma immediatamente in condanna mediatica. Questo è grave dal mio punto di vista e non ha niente a che vedere con i concetti di moralità ed etica della politica.

5) Alzare polveroni mediatici, mischiare il marcio con il sano, mettere tutto nel tritacarne e spandere merda su tutto con il ventilatore, può servire a qualcuno per raccattare qualche gracile consenso, ma alimenta il qualunquismo, la fiducia nella possibilità di cambiare le cose e porta acqua solo al mulino dei veri ladri.

bruno courthoud - Gio Dic 18, 2008 8:17 pm
Oggetto:
non è il caso di aspettare che il Parlamento legiferi in proposito (non lo farà mai), né che si muova la magistratura. Ogni organizzazione politica si crei i propri anticorpi (statuti, regolamenti, allontanamento dalla pubblica amministrazione, ecc.), senza prevedere eccezioni, in modo da garantire le precondizioni etiche necessarie per poter amministrare il denaro pubblico.
giorgio - Gio Dic 18, 2008 9:03 pm
Oggetto:
bruno courthoud ha scritto:
non è il caso di aspettare che il Parlamento legiferi in proposito (non lo farà mai), né che si muova la magistratura. Ogni organizzazione politica si crei i propri anticorpi (statuti, regolamenti, allontanamento dalla pubblica amministrazione, ecc.), senza prevedere eccezioni, in modo da garantire le precondizioni etiche necessarie per poter amministrare il denaro pubblico.


C'e un libretto dalla copertina verde
edito da
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con dimensioni di 13.5x21.00 cm.

In alto c'e scritto:

Partito Democratico

Statuto Codice etico
Manifesto dei valori

Non sono molti i partiti che ne posseggono uno.
Appena nati, anche se Patrizia non ne è convinta,
seppure così giovani, ce ne siamo subito dotati.
Il vaccino è stato preparato, ora si tratta di diffonderlo.
giorgio - Gio Dic 18, 2008 10:07 pm
Oggetto:
Citazione:
Uno dei comma del" Codice Etico "


5) Condizioni ostative alla candidatura e obbligo di dimissioni

1. Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione anche di carattere interno al partito coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stato:
a) emesso decreto che dispone il giudizio;
b) emessa misura cautelare personale non annullata in sede di impugnazione;
c) emessa sentenza di condanna, ancorché non definitiva, ovvero a seguito di patteggiamento;
per un reato di mafia, di criminalità organizzata o contro la libertà personale e la personalità individuale;
per un delitto per cui sia previsto l’arresto obbligatorio in flagranza;
per sfruttamento della prostituzione; per omicidio colposo derivante dall’inosservanza della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

2. Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione anche di carattere interno al partito,
coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, ricorra una delle seguenti condizioni:
a) sia stata emessa sentenza di condanna, ancorché non definitiva ovvero a seguito di patteggiamento, per delitti di corruzione nelle diverse forme previste e di concussione;
b) sia stata emessa sentenza di condanna definitiva, anche a seguito di patteggiamento, per reati inerenti a fatti che presentino per modalità di esecuzione o conseguenze, carattere di particolare gravità;
c) sia stata disposta l’applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali, ancorché non definitive, previste dalla legge antimafia, ovvero siano stati imposti divieti, sospensioni e decadenze ai sensi della medesima normativa;

3. Le condizioni ostative alla candidatura vengono meno in caso di sentenza definitiva di proscioglimento, di intervenuta riabilitazione o di annullamento delle misure di cui al comma 2 lett. c).

4. Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione anche di carattere interno al partito:
a) i proprietari o coloro che ricoprano incarichi di presidente o di amministratore delegato di imprese che operano a livello nazionale nel settore della informazione, ovvero il loro coniuge, parenti o affini;
b)i proprietari ovvero coloro che ricoprano incarichi di presidente o di amministratore delegato di imprese che operano nel settore della informazione a livello locale, nel caso in cui l’organo di garanzia territorialmente competente previsto dallo Statuto accerti che per il rilievo dell’attività dell’impresa si possa determinare un sostegno privilegiato a loro esclusivo vantaggio.

5. Ove sopravvengano le condizioni di cui ai commi precedenti, gli eletti, i titolari di incarichi all’interno del partito, ovvero il personale di nomina politica, rassegnano le dimissioni dal relativo incarico.

6. Attuazione del Codice Etico
1. Lo Statuto indica l’organo competente ad accertare e a pronunciarsi circa le violazioni del Codice etico, la procedura da seguire e le sanzioni da adottarsi.



bruno courthoud - Gio Dic 18, 2008 11:08 pm
Oggetto:
oltre che diffonderlo, bisognerebbe applicarlo, usando, ovviamente in modo metaforico, la ghigliottina (allontanamento dalla pubblica amministrazione).

Ma siamo sicuri che la cosiddetta questione morale e la maggior parte dei mali di questo paese e di questa regione non siano le due facce della medesima medaglia, di un unico sistema?

così sosteneva l'economista Ricossa su La Stampa, parlando del cosiddetto spoil system nostrano.
I suoi erano discorsi di tipo esclusivamente economico, non moralistico (i singoli birichini ci son sempre stati e sempre ci saranno)
giorgio - Ven Dic 19, 2008 1:25 am
Oggetto:
bruno courthoud ha scritto:
oltre che diffonderlo, bisognerebbe applicarlo, usando, ovviamente in modo metaforico, la ghigliottina (allontanamento dalla pubblica amministrazione).

Ma siamo sicuri che la cosiddetta questione morale e la maggior parte dei mali di questo paese e di questa regione non siano le due facce della medesima medaglia, di un unico sistema?

così sosteneva l'economista Ricossa su La Stampa, parlando del cosiddetto spoil system nostrano.
I suoi erano discorsi di tipo esclusivamente economico, non moralistico (i singoli birichini ci son sempre stati e sempre ci saranno)


Senza offesa Bruno, che ne diresti di essere un pò meno "tentenna" e più deciso e chiaro? Negli altri forum, questo comportamento verrebbe definito come "cazzeggio".
A me sembra che ti stia arrampicando un pochino sugli specchi. Di questo passo non so dove vuoi andare a parare. E' da tempo che sto cercando di seguirti, ma stai riempendo la strada di ostacoli, stai proponendo direzioni sbagliate, stai girando i cartelli indicatori nel senso sbagliato di marcia. Praticamente mi stai facendo tornare indietro. Non è che anche tu non sai più da che parte vuoi andare a finire?

Si, caro Bruno, penso proprio che il tuo partito giusto potrebbe essere quello di Di Pietro. D'altra parte è da un pò che sfogli la margherita: PD, IdV, PD, IdV, PD, IdV...mi sembra che questo sia quasi il tuo ultimo petalo. Io non sfoglio le "margherite", ed il mio partito da sostenere e votare resta sempre quello più serio e rappresentativo a sinistra, con buona pace di "qualcuno".
La coerenza fa anche la qualità in democrazia, altrimenti non è democrazia.

faustocoppi - Ven Dic 19, 2008 1:59 am
Oggetto:
Sì. Senza indulgenze, come sostiene Ezio Mauro su Repubblica. Non vi sono alternative: “l'unico rimedio è uno strappo di innovazione che faccia piazza pulita di vecchi apparati e di metodi ancora più vecchi” che “renda il partito trasparente, contendibile e aperto a forze davvero nuove nella società, col rischio necessario del ricambio.
Per fare questo, serve una classe dirigente coraggiosa e consapevole del pericolo mortale che corre, perché indulgenze e ritardi oggi - quando il Paese in crisi avrebbe bisogno di un pensiero e di una politica davvero alternativi alla destra - sono peggio che errori: sono colpe”. Difficile da obiettare un “ma” o declinare un'alternativa con un “se”. Questo non è il mio Pd, ha detto sconsolato Veltroni di fronte alla brutta storia che in molte regioni coinvolge ex margheritini ed ex ds.
E non è neppure il mio, né quello di milioni di cittadini che un anno fa ci hanno creduto per davvero, fondandolo.
È arrivato il momento di dare vita ad un soggetto veramente nuovo, diversamente non parliamone più.
E prepariamoci alla deriva populista e qualunquista del dipietrismo: una sorta di assicurazione sulla vita per Berlusconi. Bisogna farlo subito, senza esitazioni.
Questa volta non ci sono “ma anche”. Il popolo democratico è ancora con Veltroni: vuole discontinuità. Una forte discontinuità rispetto ad esperienze e prassi politiche che non devono e non possono tornare in auge.
Urgono provvedimenti chiari, dove non ci siano margini di ambiguità, con cui si aprono le porte nel Partito e verso le Istituzioni, perché i cittadini ci considerino un utile strumento di partecipazione. La classe dirigente e le nostre rappresentanze istituzionali non dovranno più essere le stesse degli ultimi dieci/quindici anni. I cittadini dovranno riconoscerci non solo per quello che siamo stati, ma soprattutto per quello che vogliamo essere oggi e domani: c'è un tempo per tutti!
E per gran parte dellla nostra classe dirigente è arrivato il momento di cedere il passo.
La politica ha sempre una valenza educativa, soprattutto per noi. Dissociarla dall'etica non è possibile, se vogliamo continuare a dirci di sinistra.
Sempre, ma oggi più che mai.
Credo che noi in Valle d'Aosta ci stiamo provando, a dare uno scossone. Un atto di intelligenza ed un moto di volontà può voler dire molto: per l'oggi e soprattutto per il futuro.
Ma questa volta, senza indulgenze, come è stato! Questa volta dobbiamo limitare il finto apporto di vecchie volpi. Questa volta dobbiamo proseguire per la nostra strada, senza esitazioni.
bruno courthoud - Ven Dic 19, 2008 10:02 am
Oggetto:
caro Giorgio
invece mi sono offeso
mi ha sempre divertito quest'ossessione dei politici di voler mettere a tutti i costi un'etichetta su tutte le persone. Io continuerò, se voglio, a dire la mia guardando dentro la scatola (vuota), senza guardare l'etichetta.
Il voto è l'unica arma che il povero cittadino ha.
Alle prossime europee molto probabilmente NON andrò a votare.
Addio.
p.s. l'unica cosa che mi interessa è che qui in VDA si lavori per l'alternativa al regime dell'UV (che evidentemente non conosci ancora abbastanza bene).
bruno courthoud - Ven Dic 19, 2008 10:24 am
Oggetto:
ma siccome questa alternativa, in questo paese di m..da, tutti la predicano, ma tutti la ostacolano, continuerò a fuggire i politici come si fugge chi ha l'AIDS. Sono una persona seria e l'ho pagato di persona e molto caramente.
Non ho, ad es., predicato per tutta la vita che il pane costa uguale per tutti per poi saltare sul carro alla prima occasione, come un sindacalista della CGIL, né mi sono costruito la villa in centro storico ad Aosta.
Per me il pane costa ancora uguale per tutti.
erika - Ven Dic 19, 2008 12:18 pm
Oggetto:
E secondo te non l'abbiamo applicato e lo stiamo applicando il codice etico?
Secondo te abbiamo accettato tutte le adesioni? Secondo te si potranno iscrivere persone senza il visto del tesoriere?

Caro Bruno, guarda i fatti e non le chiacchere...
Guarda che fra i candidati alle elezioni regionali non c'erano ne condannati, ne consiglieri regionali al 4 mandato anche se non continuativo..., guarda le azioni del gruppo regionale, (lavorano per le stesse cause, mettono i conti sul sito, leggi le loro interpellanze e mozioni...), guarda il regolamento per il tesseramento, guarda le facce che trovi come coordinatori di circolo, eletti nell'assemblea, nuovi nominati nel travail (nuove e in modo paritario fra i sessi)...
se poi credi che quanto facciamo non sia sufficiente, potrai dare sempre il tuo contributo, ma non accetto che tu dica che è carta che non applichiamo.
Ripeto che questi guai che stanno passando alcuni notabili non fanno che rallegrarmi. Da domani, non potranno più essere in questo partito e magari avremo perso consensi (avremo 3 consiglieri anziché 4), ma ne avremo guadagnato in altro.

Ora quindi se puoi essere più esplicito su cosa non appplichiamo, mi faresti un piacere. Mi dispiace ma io non sono dell'idea del bien faire et laissez dire, ma piuttosto bien faire et expliquez-moi vos doutes.... Per Giorgio insomma se credo di far bene non lascio dire come riporta lo slogan unionista, ma cerco di capire cosa c'è che non va...
bruno courthoud - Ven Dic 19, 2008 12:42 pm
Oggetto:
La casta ovvero ... collaboriamo:
"... il Parlamento compatto (escluso Di Pietro) boccia l'arresto del deputato Pd Margiotta." (La Stampa di oggi).

e il codice etico?

Erika, fino a ieri questa politica ti faceva schifo, ora non più? dipende da chi la pratica?

p.s. per Giorgio
il mio non è un inno a Di Pietro, che in questo momento sta facendo anche lui la sua brava politica politicata, come voi d'altronde.
Non disturbatemi più, per piacere.
Siete tutti della stessa pasta (infetti).
erika - Ven Dic 19, 2008 3:10 pm
Oggetto:
Forse non hai capito. mi fa più schifo che mai, ecco perchè rimango, ecco perchè vorrei rimanessero e entrassero sempre più persone oneste. Ecco perchè le scelte fatte in Valle credo siano importanti.

Io ti ho chiesto altro, ma evidentemente non hai voglia di sentire, non hai nemmeno letto quanto ti ho scritto...ma giudichi.

Sul fatto che siamo tutti infetti poi mi piacerebbe capire in cosa. Mi piacerebbe capire cos'ho fatto io, cos'ha fatto Giorgio, cos'hanno fatto tanti altri... Ti rendi conto di quello che hai scritto?

No, forse no, ma comunque sei stato molto chiaro. Ricordati però che al di là del video ci sono delle persone, anche se tu pensi siano bestie...
giorgio - Ven Dic 19, 2008 4:21 pm
Oggetto:
bruno courthoud ha scritto:
La casta ovvero ... collaboriamo:
"... il Parlamento compatto (escluso Di Pietro) boccia l'arresto del deputato Pd Margiotta." (La Stampa di oggi).
e il codice etico?
Erika, fino a ieri questa politica ti faceva schifo, ora non più? dipende da chi la pratica?

p.s. per Giorgio
il mio non è un inno a Di Pietro, che in questo momento sta facendo anche lui la sua brava politica politicata, come voi d'altronde.
Non disturbatemi più, per piacere.
Siete tutti della stessa pasta (infetti).


Sono valdostano.
Sono di sinistra.
Sono molto sfiduciato.

Comincio a credere,
che Bruno ti stia mettendo in linea con il più becero qualunquismo. Che la classe politica italiana, appartenente a qualsiasi partito, salvando la pace di POCHISSIMI, dovrebbe essere costretta alle dimissioni in massa e portata nei campi a svolgere comuni mansioni agricole come, il coltivar patate, vendemmiare ad ottobre o praticare la coltivazione intensiva del ravanello (ha un ciclo biologico molto breve, dai 60 ai 90 gg dalla semina), siamo quasi tutti d’accordo!

Anche io non vedo molte alternative. Ma penso che una persona onesta che sta lavorando per il rinnovamento, le persone volenterose e volontarie votate alla ricerca costante di dare un significato vero al riformismo, debba avere dei segnali diversi da persone che io ritengo responsabili e intelligenti come te, Bruno.

Ricordati che se continuiamo a segare le gambe agli onesti che lavorano, se procediamo nella direzione di dire che noi siamo della stessa pasta o che siamo infetti, troverai delle brutte sorprese tu e tutti coloro che praticano questo sport. Troverai che in questo mondo ci saranno degli abbandoni nel silenzio, in attesa di nuovi che non arriveranno mai più.

Fuori della Valle d’Aosta c’è una bufera eccezionale che nei prossimi mesi diventerà esplosiva. Ed è per questo che dico che una volta che anche gli onesti - che tratti da infetti - si siederanno su una sedia per riposarsi sfiduciati, tu troverai al posto di questi, ma su sedie di potere i disonesti che sono sempre lì pimpanti e attivi perchè loro, la stanchezza di riproporre il nuovo non l’hanno mai provata.

Credo che tu debba fare mente locale e un piccolo passo indietro cercando di farci capire che hai un pochino esagerato sul discredito che stai gettando a piene mani indifferentemente non su tutto il mondo politico, ma sulle donne e sugli uomini che stanno combattendo il malcostume politico.

bruno courthoud - Ven Dic 19, 2008 5:58 pm
Oggetto:
è la politica che è marcia, infetta, non le singole persone.
Scusatemi.
giorgio - Dom Dic 21, 2008 12:47 am
Oggetto:
Quando ti ritrovi gente che pensa di essere un rivoluzionario guardando i filmati di Grillo o ascoltando le sparate destricole e giustizialiste di Di Pietro e che è piena di risentimento ed egoismo tanto da frantumare i partiti che per loro sono balocchi, o contenitori pieni di gente infetta, le nostre ragioni, le mie, quelle di erika e di quegli altri illusi come noi, servono solo a confermare nel loro pressappochismo, le loro insensate idee. E se hanno la laurea è peggio ancora, perché è come una leva, da forza sia alle cose intelligenti che alle cose stupide.

Berlinguer nella sua intervista
non parlava neppure di malaffare, ma per lui la questione morale era ancora qualcosa di estremamente ingenuo, si riferiva all'approccio con cui uno si deve avvicinare alla politica con spirito di servizio e di solidarietà, e già allora, ai suoi tempi, si vedevano gli arrivisti, diversi da quelli che trent'anni prima per le idee rischiavano la galera e la vita. Ma che fare, neppure i nostri figli vivono la nostra vita e le nostre esperienze, e così oggi predominano questi modelli di “essere da sforzo minimo e massimo profitto”, qualunque cosa facciano, politica compresa.

Questo è il problema
da cui non si viene fuori. Tanto meno se si cancella il Pd. Io risolvo bene la questione morale stando fisicamente lontano dal partito ed ideologicamente vicino, e per far comprendere cosa si dovrebbe fare scrivo qui su Area Democratica, quasi fossi un intellettuale organico, in questa sezione virtuale costituita dai diversi partiti del centro-sinistra, grande come tutta la Regione. E poi per favore, largo ai giovani, purché righino dritto e smettano di lamentarsi come degli stolti.

bruno courthoud - Dom Dic 21, 2008 11:08 am
Oggetto:
nessuno vuol fare il rivoluzionario; sarebbe sufficiente un paese che assomigli ad un paese normale. Grazie degli insulti velati. Se c'è un boom dell'astensionismo e di di Pietro, un motivo ci sarà pure. Rifletteteci sopra, invece di continuare a difendere l'impossibile. Ho letto i resoconti della direzione del PD: bla, bla, bla, parole, parole, parole ... i cittadini vogliono fatti ed esempi.
p.s. continuo a fare dei discorsi sul sistema, non sulle singole persone. Conosco persone oneste, corrette, in buona fede (come Giorgio ed Erika), in tutti i partiti e mouvement, destra compresa. Purtroppo (esperienza personale) le persone oneste, corrette ed in buona fede, il più delle volte vengono USATE e poi messe da parte.
Chissà che questo abbandono (io la chiamo protesta) da parte dei cittadini verso la politica politicata (ormai è l'unica esistente), non sortisca l'effetto opposto di quello che pensate e supponete: un esame di coscienza e un soprassalto d'orgoglio da parte di tutta la classe politica. Non sempre, anzi quasi mai, tutto il male vien per nuocere.
Rivoluzione: l'unica rivoluzione necessaria è una rivoluzione culturale!
giorgio - Dom Dic 21, 2008 12:46 pm
Oggetto:
Caro Bruno,
voler farci capire che tutto ciò che stiamo facendo
è solo tempo perso, farmi capire che quello che sto scrivendo può essere fonte di risate, che è tempo gettato al vento e che il tutto da noi sostenuto, aiuti a distruggere quel poco di istituzioni che ancora restano, beh scusami, perchè arrabbiarsi con me, quando fino ad oggi gli insulti veri e non velati sono rivolti alla mia cultura, alla mia persona?

Strano modo di vedere il mondo. Sono uscito in punta di piedi da un altro blog, che ritenevo amico, perchè sono stato accusato di insolentire e offendere gli altri nick. Scrivevo cose forse ancora più leggere delle tue e di Vincenzo, ma che avevano il difetto di non essere in linea con il nuovo assunto politico di chi conduce il blog. E allora ecco apparire la mia maleducazione, l'offesa, o presunta tale, per chi non condivide la mia esposizione. Ora lì è permessa l'aggressività, non solo a nick noti, ma anche - dopo l'uscita propedeutica di faustocoppi - a diversi anonimi di scrivere in libertà e questo perchè loro sono in linea con il pensiero prevalente.

E per tornare al nostro colloquio, la realtà è un'altra caro Bruno. E' fatta di eccezioni delinquenziali e da onesta normalità. Quello che manca a troppa gente di destra e di sinistra è una visione del mondo futuro, manca una ideologia pesata sul metro della saggezza, ed è così che si finisce, in certi momenti di crisi, nella disperazione e nel raccapriccio. Se psicoanalizzassero quel malessere, troverebbero tutte le frustrazioni patite da chi non ha mai saputo cosa fosse davvero la realtà per potercisi rapportare, e la storia non è riuscita neppure a rivelare le ragioni di quelle frustrazioni, perché non è stata capita. È passata sopra, come un Catterpiller senza che se ne accorgessero, è così ora sentono un forte mal di testa e non sanno a cosa sia dovuto.

Chi attacca il Pd e spera di distruggerlo per costruire il suo mondo è alla fine delle sue idee, della sua politica, del suo mondo.

bruno courthoud - Dom Dic 21, 2008 1:41 pm
Oggetto:
e va bene ... avete sempre ragione.
d'altronde venite dalla scuola del:
"mai chiedere scusa" (letto poco tempo fa su questo blog).
"non accettiamo lezioni di etica e di trasparenza da nessuno" (letto poco tempo fa su questo blog).
Mi pare fosse la lezione di Stalin e dei suoi (forse devo ricredermi e pensare che Berlusconi non abbia tutti i torti quando continua a vedere comunisti di cui non fidarsi).
Distruggete sistematicamente chiunque non accetti il vostro pensiero unico (Vincenzo in particolare, vi siete comportati molto ingiustamente nei suoi confronti, nonché tutti i vostri compagni di partito verso di cui nutrite un odio viscerale per vecchie rancunes, tanto che non osano neanche più affacciarsi su questo o altri blog).
Vi alleate con il sistema mafioso e clientelare dell'UV.
In buona parte dell'Italia ne fate già parte (del sistema mafioso e clientelare).
Predicate il nuovo e razzolate come e più di prima.
Stroncate sul nascere ogni ipotesi di alternativa.
Cosa volete ancora? che qualcuno vi dia ancora credito?
A questo punto piuttosto che votare PD, voterei UV, tanto vale.
Ho l'impressione che fra poco rimarrete in due o tre su quella famosa piazza, e nessuno attraverserà quei ponti, nemmeno per quattro chiacchiere.
Tanti auguri e buone feste a tutti.
bruno courthoud - Dom Dic 21, 2008 2:00 pm
Oggetto:
"... le parole in Italia si pervertono così facilmente e ciclicamente. Non scottano quando dovrebbero scottare, infuocano quando descrivono fatti accertati. Quel che è normale viene esagerato, quel che è irregolare o illegale vien vissuto e presentato come normalità. Quando nel mondo delle parole si crea sì vasta confuzione vuol dire che s'è smarrita la via, che si va in giro come ciechi di notte, che vero e falso si mischiano. Le parole sono un luogo: perdi le coordinate quando non corrispondono più a nulla. Se i profeti biblici faticano tanto a dirle, se spesso addirittura le fuggono, è perché le vogliono puntuali, attendibili, non manipolabili da chi tende a "proseguire la sua corsa senza voltarsi" (Geremia 8, 6)"
Barbara Spinelli su La Stampa di oggi
bruno courthoud - Dom Dic 21, 2008 2:11 pm
Oggetto:
Reinhold Messner, montanaro rifiutato dai suoi stessi compaesani per essersi rifiutato di sventolare qualsiasi bandiera ed in particolare quella altoatesina sulle vette che ha scalato (al ritorno s'è ritrovato una discarica di letame davanti alla porta di casa), ha scritto per il fratello guida e direttore di una scuola di alpinismo, morto in parete colpito da un fulmine, uno stupendo compendio, ormai introvabile, di consigli pratici per chi vuole affrontare la montagna a qualsiasi livello.
Di fatto, sono consigli che ognuno può trasporre nella vita di tutti i giorni ed ai relativi problemi (non a caso il libretto mi è stato chiesto in prestito da uno psicologo e mai più restituito), una scuola di vita.
Ne cito, a memoria, uno a caso:
"Per scalare un ottomila, il primo passo è importante quanto l'ultimo".
Il PD si era ripromesso di scalare un ottomila ... i primi passi ...
Ancora buone feste
bruno courthoud - Dom Dic 21, 2008 3:04 pm
Oggetto:
e a proposito di "eccezioni deliquenziali" (vedasi uso delle parole): son le stesse parole che a suo tempo usavano la DC, il PSI, qui da noi l'UV, a proposito di un sistema (quando è praticato dagli altri).
Ma come si fa a non sapere? certe cose qui da noi le conoscevano persino gli uscieri!
Non siate ridicoli! non cercate almeno di difendere l'indifendibile! ma credete che qualcuno vi creda?
emilio - Dom Dic 21, 2008 6:21 pm
Oggetto:
bruno courthoud ha scritto:
e va bene ... avete sempre ragione.
d'altronde venite dalla scuola del:
"mai chiedere scusa" (letto poco tempo fa su questo blog).
"non accettiamo lezioni di etica e di trasparenza da nessuno" (letto poco tempo fa su questo blog).
Mi pare fosse la lezione di Stalin e dei suoi (forse devo ricredermi e pensare che Berlusconi non abbia tutti i torti quando continua a vedere comunisti di cui non fidarsi).
Distruggete sistematicamente chiunque non accetti il vostro pensiero unico (Vincenzo in particolare, vi siete comportati molto ingiustamente nei suoi confronti, nonché tutti i vostri compagni di partito verso di cui nutrite un odio viscerale per vecchie rancunes, tanto che non osano neanche più affacciarsi su questo o altri blog).
Vi alleate con il sistema mafioso e clientelare dell'UV.
In buona parte dell'Italia ne fate già parte (del sistema mafioso e clientelare).
Predicate il nuovo e razzolate come e più di prima.
Stroncate sul nascere ogni ipotesi di alternativa.
Cosa volete ancora? che qualcuno vi dia ancora credito?
A questo punto piuttosto che votare PD, voterei UV, tanto vale.
Ho l'impressione che fra poco rimarrete in due o tre su quella famosa piazza, e nessuno attraverserà quei ponti, nemmeno per quattro chiacchiere.
Tanti auguri e buone feste a tutti.


visto che mi vedo chiamato in causa rispondo
visto che i toni a parte l'ultima frase non sono molto concilianti
nella risposta non sarò per niente morbido, nessuna moina
probabilmente perchè proveniendo dalla scuola stalinista Question
nessuno mi ha insegnato il "porgi l'altra guancia".

ne faccio una questione personale
visto che se cercassi di prendere le parti di altre persone
verrei tacciato di essere il paladino di quello o quell'altro,
come è già accaduto su altri blog.
chiunque altro si sentirà chiamato in causa
si difenderà per conto suo.

non c'è niente che mi dia più fastidio di quanto qcn cerca di metterermi le parole in bocca, di ribaltare i concetti espressi ...
l'operazione che fai nei miei confronti è molto scorretta e dovresti saperlo
a parte che la dicitura corretta è
"NON SI ACCETTANO LEZIONI DI COERENZA E DI TRASPARENZA DA NESSUNO." e
NON "non accettiamo lezioni di etica e di trasparenza da nessuno"

ti prego almeno di fare copia/incolla nelle prossime occasioni, coerenza ed etica come saprai sono termini direttamente connessi, ma non sono sinonimi ...
e cmq riprendere una parte, la conclusione di un concetto, decontestualizzarla per strumentalizzarla a tuo uso e consumo la ritengo una pratica giornalistica vecchio stile a dir poco vergognosa.

cmq confermo il concetto, anzi traduco
e non ci trovo nulla di dittatoriale o pericoloso
(siamo cattivi e vabbè, si vede che qcn se lo merita ... opinioni personali entrambe legittime)
noi che animiamo questo forum a titolo gratuito, utilizzando il nostro tempo libero, (che poi sia tempo speso bene o male starà alla valutazione personale di ognuno e non al giudizio di qcn) non abbiamo connivenze, interessi, non abbiamo rapporti clientelari con nessuno e per questo mi sento di poter confermare
"NON SI ACCETTANO LEZIONI DI COERENZA E DI TRASPARENZA DA NESSUNO."

il PD mette tra le sue prerogative
anche un nuovo modo di discutere:
toni più pacati per cercare di coinvolgere la gente comune alla politica
ma il tuo tono non mi pare meno pesante del "nostro"
per cui tanto per continuare con i luoghi comuni
"pane al pane, vino al vino" e "chi la fa, l'aspetti"

se ti fa piacere partecipare a questo forum
che è uno spazio libero di discussione
caratterizzato anche da toni accesi
questa è la condizione; nessuno ti costringe
ognuno si prende le responsabilità di ciò che scrive
io non mi lamento delle tue accuse pesanti,
mi lamento del metodo con cui hai estrapolato una mia frase
e per questo mi permetto di risponderti a tono.

sulle svariate accuse che fai a seguire ti rispondo semplicemente dicendoti che a fronte di qualche Amministratore (peraltro "eredità" dei partiti fondatori del PD) che fa cose poco chiare o addirittura delinquenziali (anche se è ancora da dimostrare) e che io personalmente non mi sento di difendere a spada tratta, nel PD c'è un mare di volontari che ci credono, persone oneste che si danno da fare a titolo gratuito e che vengono mortificati da questi fatti ...
il progetto del Partito Democratico è un progetto di lungo termine, nella Direzione di venerdì Veltroni ha dato un segnale forte: via i capibastone che gestiscono questi sistemi corrotti e avanti un rinnovamento forte, ma non possono essere i comportamenti dei singoli ad infangare i Valori che si è dato un Partito; ci vuole tempo e partecipazione, io il mio tempo lo metto a disposizione, se non ti piace il PD così com'è potresti darti da fare per cercare di cambiarlo dall'interno, non è sufficiente partecipare al Forum "il PD che vorrei", se non ti piace il Partito Democratico potresti darti da fare in qualche movimento in cui ti riconosci maggiormente ...
di quelli che "so come andrebbe fatto", ma a cui non ho mai visto muovere un dito è pieno il mondo e la vallée non è esente.
un'altra frase che potrai riprendere a tuo piacimento e che mai rinnegherò
SONO STUFO DEI "FILOSOFI". Evil or Very Mad

una domenica pomeriggio "persa" a risponderti a 4 giorni da Natale,
ma si può rinunciare alla libertà di opinione, alla difesa delle proprie idee? IO NO Very Happy
giorgio - Dom Dic 21, 2008 6:23 pm
Oggetto:
Bruno, grazie lo stesso.
Le riflessioni non sono mai sterili se hanno un riscontro di scambio oggetivo, e se non cadono nell'alienazione del pensiero stesso. Mi piacciono, anche se sono un uomo, i gesti galanti. Le persone che hanno garbo, gentilezza nei modi. Non c’è niente da fare, per molte cose mi sento fuori tempo, che ne so! Mi incantano i cosiddetti galantuomini, che sono ovviamente una specie in via d’estinzione.

Bene, oggi sono in preda a questo genere di riflessioni (sterili?). Per questo che sono qui ad offrirti un abbraccio e per estendere i miei auguri a tutti. E chiedo scusa a quanti abbiano sentito nei miei scritti una polemica esagerata. Non vi è nulla di personale, anzi, dibattere è molto meglio che ignorare.

Sarà che al momento, come cantava il poeta, ho “tanto tempo ed anche il lusso di sprecarlo” ?

Di nuovo, auguri a tutti di buone feste e che le vostre sincere speranze si possano avverare.

giorgio

bruno courthoud - Dom Dic 21, 2008 6:59 pm
Oggetto:
continuerò a combattere le mie piccole battaglie, che a nessuno interessano, a livello personale, come ho sempre fatto, rimettendoci di persona.
Non ha alcuna importanza.

p.s. non c'è alcun bisogno di perder tempo a rispondermi.
altro p.s. ho fatto a meno della politica politicata per tutta la vita, figuriamoci adesso che sono in pensione!
lasciatemi però difendere quelli che pensano (i filosofi): un mio ex capoufficio preriforma della pubblica amministrazione usava ripetere: avremmo bisogno di persone che pensano!

pensate a cose più serie, invece che a sbranarvi tra di voi.

buone feste.
bruno courthoud - Dom Dic 21, 2008 7:21 pm
Oggetto:
mi scuso ovviamente con Emilio per avergli fatto perdere la domenica pomeriggio: non succederà MAI più.
emilio - Dom Dic 21, 2008 7:50 pm
Oggetto:
ancora ... allora insisti ...
ma non vedi che è virgolettato ...
vabbè fai come vuoi ...

emilio versione supercafone
vi avviso l'anestesia mi ha incarognito
non ce n'è più per nessuno.

credo che toglierò anche
la bandiera di PACE
dalla mia firma Mr. Green Mr. Green Mr. Green

e pensare che ti volevo rispondere seriamente ...
erika - Lun Dic 22, 2008 9:38 am
Oggetto:
Cari amici,
conoscendo la stori a di ognuno di voi capisco bene che mettere questi 3 cuori d'oro a parlare di etica è come accendere una miccia.
Bruno ha vissuto una storia lavorativa che sicuramente lo ha trasformato, Giorgio è capitato in Valle ed è stato trattato da straniero, emilio è giovanissimo, ma ha dovuto crescere molto velocemente.
Ecco quindi che tutti e tre siete talmente onesti che diventate di una permalosità assurda.

Vorrei rispondere a Bruno per quello che mi riguarda. Forse hai ragione, sarò semplicemente usata, ma posso dirti che sto imparando tantissimo e umanamente ho conosciuto delle persone meravigliose, ho capito che spesse volte la disinformazione può servire agli arrabbiati, ho capito che chi grida più forte forse avrà dedicate pagine di giornale, ma non so se avrà la stima di qualcuno, ho pianto sentendo deval e gioito ascoltando sara. Come vedi la politica è fatta anche di tutto questo e sono i fatti che devono essere giudicati. Ti ripeto che i primi passi ci portano ad
un gruppo coeso, che è in minoranza, che riesce a far passare proposte costruttive (proroga aiat, legge nefropatici, fondo vittime sul lavoro, sistemi di rifornimento per i mezzi a gas e gpl...), che pubblica i suoi conti
un partito solido, che tessera solo le persone in regola con statuto, codice etico e manifesto dei valori, che rinnova il proprio gruppo dirigente e i cda ( assemblea, le travail, liste...), che da ampio spazio alle donne, che non candida i condannati, che appoggia i referendum, che corre con l'AAP alle politiche e alle regionali...
Ora quindi mi sembra che i primi passi ci sono stati, mentre la bandierina che continui a sventolare mi sembra dovuta a scelte passate. Aspetta a giudicare e mentre accetto le tue critiche perchè capisco che la tua storia personale ti ha sicuramente segnato, non accetto quelle di altri.

Ora cercare di vedere un pò al di la di voi stessi e di non prendervela per le singole frasi. Cercate di parlare di contenuti e non di persone.
GRAZIE E AUGURI A TUTTI!!!
bruno courthoud - Lun Dic 22, 2008 2:06 pm
Oggetto:
per me, a questo punto, il PD farebbe bene ad appoggiare la maggioranza UV anche in Regione, in luogo di fare finta di stare all'opposizione.

Le stesse cose che dite di aver ottenute stando all'opposizione, le avreste ottenute anche stando in maggioranza, e forse qualcosa di più.

AUGURI A TUTTI
giorgio - Lun Dic 22, 2008 2:48 pm
Oggetto:
bruno courthoud ha scritto:
per me, a questo punto, il PD farebbe bene ad appoggiare la maggioranza UV anche in Regione, in luogo di fare finta di stare all'opposizione.

Le stesse cose che dite di aver ottenute stando all'opposizione, le avreste ottenute anche stando in maggioranza, e forse qualcosa di più.

AUGURI A TUTTI

Non volevo essere brutale caro Bruno, ma
a questo punto devo ammettere che proprio non
vuoi capire! Mi ricordi un pò il mio babbo quando diceva:
« Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.»

Io in piazza, da italiano, con il teschio di plastica sul viso ci vado
a Carnevale o al massimo come "ammaregano" ad Halloween.
Se devo combattere un battaglia sociale non è certamente
con l'esposizione di quattro teschi che risolvo qualche cosa.

Qui entrano in campo i rapporti di forze e se tu questo rapporto non
ce l'hai adeguato alla lotta che devi condurre sarai sempre perdente,
e gli interessi della comunità che tu vuoi giustamente difendere
saranno sempre e comunque calpestati. Ricordalo!


erika - Lun Dic 22, 2008 3:03 pm
Oggetto:
bruno courthoud ha scritto:
per me, a questo punto, il PD farebbe bene ad appoggiare la maggioranza UV anche in Regione, in luogo di fare finta di stare all'opposizione.

Le stesse cose che dite di aver ottenute stando all'opposizione, le avreste ottenute anche stando in maggioranza, e forse qualcosa di più.

AUGURI A TUTTI


Mi dispiace per te, ma staremo in minoranza e ti invito a leggere l'intervento di Deval. Si possono ottenere delle cose anche se dall'altra parte della barricata, questo naturalmente solo se si vuole lavorare per i valdostani e non per o contro qualcuno.
Ci hanno bocciato tutti gli emendamenti al bilancio, molto probabilmente non ascolteranno nemmeno le nostre modifiche alla 45 e 54, ma d'altronde sono loro che sono stati eletti.
Ora bisogna cercare di far capire alle persone cosa sta accadendo e contrapporre le nostre idee alle loro. Molto probabilmente qualcosa non passerà, ma anche pensare di aver dato la stessa dignità a tutti i dializzati, o aver ottenuto un fondo per i parenti delle vittime sul lavoro non può che essere una grande vittoria.
Sai bene che li in mezzo di grandi menti non ce ne sono, è quindi solo facendoci forza delle debolezze degli altri che possiamo ottenere qualcosa...
Ricorda poi che gli eletti sono lo specchio della società e quindi tanti criticano, ma poi... Quanti fra quegli allevatori tanto arrabbiati, non li avranno votati. E' solo con delle regole chiare che potremo cambiare le cose
giorgio - Gio Gen 01, 2009 3:21 pm
Oggetto:
Penso che quello di presentarsi come "il partito pulito" sia oggi l'unico vero atout, insieme ad un buon programma di centrosinistra, che il Pd potrebbe giocare per raccogliere consenso.

Però per essere un partito pulito, quindi inattaccabile ed in grado di attaccare l'opposizione deve fare pulizia al suo interno soprattutto cercando di limitare le occasioni che inevitabilmente possono generare comportamenti poco leciti e comunque censurabili.

Sono sicuro che la stesura di un codice etico sia un buon inizio e per la sua applicazione è richiesto il tempo necessario, quindi si può attendere pazientemente. Esiste anche la possibilità di accelerare questi tempi dando un segnale forte e dirompente semplicemente rinunciando in modo unilaterale a tutti gli incarichi politici all'interno dell'amministrazione civile (ASL, e organismi similari).

Anche se detta così potrebbe non essere convincente per tutti, ma penso che nella sostanza le nostre idee coincidano. Nelle "ASL, in tutti gli organismi similari, ecc" ci sono compiti puramente politici (di indirizzo e di controllo). Se un partito rinuncia "in modo unilaterale a tutti gli incarichi all'interno dell'amministrazione civile" viene meno alla sua funzione naturale, alla logica stessa che porta uomini e donne ad unirsi attorno ad un progetto di società e a scegliere i propri rappresentanti nelle istituzioni. Altra cosa è la gestione esecutiva di questi Enti che dovrebbe essere affidata a tecnici e a personale assunto con regolare concorso e non nominato dai partiti.

Per fare un esempio concreto: In una ASL le scelte sui servizi sanitari da potenziare o ridurre, sui livelli di assistenza da garantire su un territorio, sull'utilizzo e il razionamento delle risorse a disposizione, devono essere fatte dai politici e dagli eletti, perchè questo è il loro ruolo. Gli stessi devono poi esercitare una funzione di controllo sull'effettiva esecuzione di quanto da loro stabilito, per poi risponderne a livello politico. I relativi appalti, le delibere, l'affidamento dei lavori, le necessarie assunzioni dovrebbero però essere gestite da personale tecnico e amministrativo che dovrebbe poi rispondere personalmente del proprio operato. La politica non si salva con l'antipolitica, ma marcando i confini dei ruoli. Il Codice Etico del Pd nasce proprio da questa esigenza e rappresenta un buon inizio.

L'importante è imporre la sua applicazione ed esportarne la logica e la sostanza agli altri partiti

giorgio - Ven Ott 16, 2009 12:05 pm
Oggetto:
La Stampa 16 Ottobre 2009 ha scritto:
L’irritazione. il caso
Convegno di St-Vincent l’assessore alle Finanze «Obiettivo efficienza»

«Non voglio domande sulle truffe alla Regione»
Lavoyer e l’etica “No ai moralismi”


SAINT-VINCENT

Storia chiusa, per Claudio Lavoyer, quella delle truffe alla Regione causa ospitalità un po’ troppo generose. Chiusa da una condanna a un anno di carcere in primo grado ma soprattutto cancellata dalla prescrizione. Capitolo chiuso, ma nota dolente. Alla domanda se non abbia provato un qualche imbarazzo ad aprire i lavori di un convegno sui danni alle finanze pubbliche, l’assessore taglia corto e di quello, dice, «non voglio proprio parlare».\

Elastica, efficace. E soprattutto rapida. Così deve essere la pubblica amministrazione secondo l’assessore alle Finanze Claudio Lavoyer, che ieri ha aperto i lavori della tre giorni dedicata a «Etica e diritto - il danno alle Finanze pubbliche: profili amministrativi e penali». Organizzato dalla Regione, dall’UniVda e dal Centro europeo di bioetica (targato Unesco) radunerà fino a domani giuristi, magistrati (dal procuratore di Aosta Marilinda Mineccia fino al pg di Torino, Marcello Maddalena), docenti universitari e giornalisti (tra questi l’editorialista de La Stampa, Luigi La Spina).

«Non ho la presunzione di entrare nel merito degli argomenti in discussione - ha ammesso Lavoyer - ma due brevissime considerazioni sul rapporto tra etica e amministrazione le vorrei fare. Ritengo, in una visione non moralistica e bacchettona, che l’etica nella pubblica amministrazione significhi innanzitutto avere una pubblica amministrazione efficace nelle risposte ai bisogni dei cittadini».

La politica del fare, insomma. «Un’amministrazione equa, affidabile ed efficace riesce a ispirare fiducia al pubblico, crea un clima favorevole alle imprese e contribuisce al buon funzionamento dei mercati. L’etica è la chiave del buon governo». Lavoyer si fa una domanda - «quali sono quindi gli interventi necessari per rafforzare la fiducia dei cittadini?» - e si dà una risposta sgranata in cinque punti: «Bisogna definire una chiara missione per adeguarsi alle attuali esigenze della gente; salvaguardare i valori adeguandosi ai cambiamenti; è importante applicare le regole ma soprattutto prevenire le storture perché a lungo termine la prevenzione è un investimento che incide favorevolmente sulle relazioni tra pubblica amministrazione e società civile; anticipare i problemi e infine trarre vantaggi dalle nuove tecnologie, che possono aiutare i poteri pubblici a trovare nuove vie per informare i cittadini».

«Noi, politici e amministratori - dirà Lavoyer a margine dei lavori - abbiamo come primo compito quello di dare risposte alla gente». Risposte che però ogni tanto - basta leggere le cronache giudiziarie di tutto il Paese - cozzano contro la legge. «Il rispetto delle normative è la prima e imprescindibile regola, questo è chiaro - dice -. Però non deve essere tutto lì. L’efficienza è la chiave di tutto: azioni veloci risparmiano costi immensi ed evitano problemi a lungo termine. Serve equilibrio. Poi può capitare che i politici sbaglino, e quando prendono una decisione ogni tanto scivolino...». Chi quegli scivoloni era sempre pronto a punirli era il procuratore di Asti Maurizio Laudi, magistrato torinese in prima linea contro terrorismo e criminalità morto il 24 settembre a 61 anni per un infarto. Era nella segreteria scientifica del convegno e in tutti gli interventi della mattina ha fatto capolino il suo nome. Maddalena ha citato ampi brani della relazione che Laudi aveva preparato su Giustizia ed etica: «E’ da respingere - scriveva - una concezione della giustizia come valore assoluto. Spaventa l’idea di un giudice che con le sue sentenze stabilisca ciò che è “bene” e ciò che è “male”, facendosi egli stesso creatore della regola in nome di un incontrollato e incontrollabile ruolo di interprete autentico della “morale”».
ANDREA CHATRIAN



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Marcello Maddalena (Treviso, 1941) è un magistrato italiano. E' Procuratore capo della Repubblica presso il tribunale di Torino. Su posizioni più conservatrici rispetto a quelle del collega Gian Carlo Caselli, ha condotto le indagini relative ad importanti inchieste tra le quali l'affaire Telekom Serbia e il caso Moggi-Pairetto. Nel Gennaio 2006 ha criticato con durezza l'indulto varato dal Governo Prodi. (Fonte Wikipedia)

Ed in base a quest'ultima nota tratta da Wikipedia, non capiamo perchè non ci sia stata, da parte del megistrato schierato su posizioni più legalitarie o giustizialiste, una certa riluttanza a partecipare e a presentarsi sullo stesso tavolo al Convegno di St-Vincent assieme all’assessore alle Finanze Claudio Lavoyer. Quella delle truffe alla Regione - causa ospitalità fin troppo generosa - è stata un processo che come al solito ha visto un solo esito. E' stato chiuso tra l'altro in primo grado da una condanna, con un solo anno di carcere, ma il cacio sui maccheroni viene soprattutto spolverato con la cancellazione di questo con la sopravvenuta prescrizione.

«Obiettivo efficienza» è il titolo del convegno! Guai fosse mai così...dico io. Chissà quanti di questi personaggi - non traendo più benefici, dal significato opposto a questo motto - sarebbero impegnati nell'ora d'aria a pensare molto più profondamente agli ipocriti convegni che portano il titolo «Etica e diritto - il danno alle Finanze pubbliche: profili amministrativi e penali»
giorgio - Sab Ott 17, 2009 5:52 pm
Oggetto:
bruno courthoud ha scritto:
per me, a questo punto, il PD farebbe bene ad appoggiare la maggioranza UV anche in Regione, in luogo di fare finta di stare all'opposizione.
Le stesse cose che dite di aver ottenute stando all'opposizione, le avreste ottenute anche stando in maggioranza, e forse qualcosa di più.

AUGURI A TUTTI


(ANSA) Data: 17/10/2009 ha scritto:

11:44 REGIONI: FAS; CIPE TAGLIA A VAL D'AOSTA 2,6 MLN DI EURO

(ANSA) - AOSTA, 17 OTT -
La Valle d'Aosta avrà dallo Stato 2,6 milioni di euro in meno rispetto al previsto per gli investimenti a favore della competitività, inseriti nel programma regionale cofinanziato dal Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas). E' quanto si è appreso dalla riunione del Comitato di sorveglianza che si è svolta ad Aosta.

Il taglio del 6,2 per cento (in linea con quanto stabilito a livello nazionale per il complesso dei programmi attuativi regionali) è stato deciso per il 2009 dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ed ha ridotto le risorse destinate alla Valle d'Aosta dagli iniziali 41,58 milioni di euro a 38,967 milioni.

Tali fondi - è stato riferito dalla Regione - non sono ancora disponibili e la Valle d'Aosta ha anticipato con risorse proprie anche la quota di cofinanziamento del Fas. "Auspico - ha dichiarato il presidente della Regione, Augusto Rollandin - che il provvedimento di autorizzazione all'utilizzo delle risorse da parte del Ministero venga adottato al più presto e che il relativo anticipo venga trasferito alla Regione secondo quanto stabilito dai provvedimenti adottati dal Cipe per non compromettere il buon andamento della programmazione".

Fino al 2013, gli investimenti programmati in Valle d'Aosta nell'ambito del Fas sono di 58,8 milioni di euro, provenienti dallo Stato, dalla Regione e da altri soggetti pubblici. Le opere riguardano gli interventi sulle tratte ferroviarie Aosta-Chivasso e Aosta-Pre-Saint-Didier, la creazione di infrastrutture per la raccolta e la diffusione delle informazioni sulla rete viaria regionale, l'estensione del sistema informativo sanitario e sociale sull'intera regione, la realizzazione del Polo universitario nella caserma Testafochi di Aosta e la realizzazione di un percorso integrato tra i Parchi del Mont Avic e quello del Gran Paradiso. (ANSA).



Vedete...? Ecco chi sono in effetti gli alleati dell'Uv! Esattamente quelli che riescono a concludere solo disastri. E li propinano nei confronti di una regione che da tempo sta dando allo Stato tutto ciò che questo "governo alleato" le sta chiedendo e anche di più. Fare sacrifici, tagliare ovunque, senza un minimo di ritorno. Bene, vedo che ci stiamo preparando per il collasso finale, visto che da tempo anche gli allevatori - termometro principale della salute valdostana - sono arrivati allo stremo.

Sad

giorgio - Ven Ott 23, 2009 12:43 pm
Oggetto:
bruno courthoud - Inviato: Lun Dic 22, 2008 2:06 pm ha scritto:
per me, a questo punto, il PD farebbe bene ad appoggiare la maggioranza UV anche in Regione, in luogo di fare finta di stare all'opposizione.

Le stesse cose che dite di aver ottenute stando all'opposizione, le avreste ottenute anche stando in maggioranza, e forse qualcosa di più.
AUGURI A TUTTI


La Stampa 23 Ottobre 2009 ha scritto:

CANDIDATURE. IN VENTI AZIENDE
Valzer delle nomine nelle “controllate”


Sono 20 le aziende e le società in cui i rappresentanti di nomina regionale andranno in scadenza nei primi sei mesi del 2010. L’elenco è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale. Riguardano anche le figure dell’amministratore delegato, di due consiglieri di amministrazione e di un sindaco supplente dell’Inva, la società di servizi informatici in house. Per il Parco del Mont Avic l’avviso è per il presidente, due componenti effettivi e altrettanti supplenti del Collegio revisori dei conti. Per l’Usl l’avviso è relativo a due sindaci effettivi.

Per la casa di riposo G.B. Festaz la ricerca riguarda tre consiglieri del Cda. L’avviso pubblico cita anche il Consorzio produttori frutta di Gressan (un posto nel Cda), la Fondazione Emile Chanoux (presidente, tre posti nel Cda, un effettivo e un supplente del Comitato di revisione), la Fondazione Centro internazionale su diritto, società ed economia (sei consiglieri d’amministrazione e nove componenti del Comitato scientifico), oltre che la Fondazione Gran Paradiso (presidente, due revisori dei conti effettivi e due supplenti).

La raffica di avvisi comprende ancora la Fondazione Istituto musicale (un revisore effettivo e uno supplente), la Fondazione per le biotecnologie (due consiglieri), la Fondazione Natalino Sapegno (tre consiglieri e tre revisori dei conti effettivi), la Kiuva (un posto nel Cda), la Rav (un sindaco effettivo e uno supplente), la Servizi Previdenziali (presidente, due consiglieri e un sindaco supplente) e la Società producteurs de fruits Jovençan (un consigliere). Si chiude con la Società elettrica Gignod (un consigliere), la Valdigne Mont Blanc (un consigliere), la Valeco (presidente, un consigliere e un sindaco supplente), la Valle del Cervino (un consigliere) e il Comitato per la gestione venatoria (un consigliere). Per informazioni, bisogna rivolgersi all’Ufficio regionale Nomine.



Ora vedremo se ciò che scrisse bruno courthoud nel post inviato:
Lun Dic 22, 2008 ore 2:06 pm, corrisponde a verità o ad una sua "sparata" polemica.
Cercheremo di ritornare su questa notizia non appena avremo le risultanze del caso.

giorgio - Mer Ott 28, 2009 3:29 pm
Oggetto:
LA STAMPA 28 Ottobre 2009 ha scritto:
Buongiorno
Senza sapere

Se più niente ha il potere di stupirvi, ascoltate questa conversazione carpita dall’emittente Reggio Tv il giorno dei funerali delle vittime di Messina. C’è il governatore siciliano Lombardo che si lamenta con alcuni amici per aver firmato un decreto che consente a un consigliere comunale di costruirsi una casa in riva al torrente (quindi lievemente abusiva). «Capite? Chissà quanti ne firmo senza sapere, perché c’ho tanto di carte».

Per certi versi sarebbe stato meglio che avesse agito in malafede. Mi sarei sentito un po’ più sicuro, un po’ meno affidato al caso. Quel che invece apprendiamo dalla viva voce di Lombardo è che siamo nelle mani di una banda di politici superficiali e stressati che non hanno alcuna consapevolezza dei loro atti. Non hanno consapevolezza di quel che dicono e che di solito è pensato e scritto da altri. Non hanno consapevolezza delle mani che stringono, perché vengono portati in giro come madonne pellegrine e indotti a dar retta a persone di cui ignorano la storia e la fedina penale. E non hanno consapevolezza dei documenti che firmano, spesso a tarda sera, nei ritagli di tempo fra il collegamento tv e la dichiarazione ai giornali: il loro vero lavoro.

E’ chiaro che gente così dovrebbe almeno circondarsi di collaboratori preparati e integerrimi. Invece a prosperare in quella palude sono spesso i più servili, gli eterni portaborse. E così, dopo aver passato una vita a reclamare che fossero pulite, ci accorgiamo quanto sia importante che le mani della politica siano anzitutto attente, concentrate.
Massimo Gramellini




Sempre, noi del Pd-VdA, dobbiamo valutare ed essere costantemente attenti ad aprire i cordoni della borsa. Il fatto è che da tempo, esattamente da quando il partito è retto da questa dirigenza, che assieme stiamo cercando di ricreare un "tesoretto" da avere a disposizione atto a fare fronte a spese impreviste o a primarie che altri partiti non necessitano. Qualche manifesto, volantini, affitto di qualche locale per un'assemblea, un congresso ecc...

Leggendo in prima pagina de LA STAMPA il "Buongiorno" di Massimo Gramellini, mi è nata una considerazione leggermente diversa da quella che trae il bravo giornalista torinese. Questi signori - dice Gramellini - non hanno consapevolezza di quel che dicono e che di solito è pensato e scritto da altri. Non hanno consapevolezza delle mani che stringono, perché vengono portati in giro come madonne pellegrine e indotti a dar retta a persone di cui ignorano la storia e la fedina penale. Non hanno consapevolezza dei documenti che firmano, spesso a tarda sera, nei ritagli di tempo fra il collegamento tv e la dichiarazione ai giornali: il loro vero lavoro.

Esattamente come avviene qua da noi in Valle d'Aosta dove - ecco la mia considerazione - tutti i politici al potere con l'Uv, da "secoli", vengono portati in giro come madonne pellegrine, richiesti da associazioni, implorati da aziende, pregati in ginocchio da organizzazioni, pressati dalle istutuzioni culturali, combattentistiche, sanitarie, confindustriali, religiose, "arenarie" (quelle del vaccodromo) e chi ne ha più ne metta...Ovunque: sulla Tv nazionale e regionale, sui media, sui blog, sulla stampa locale, vediamo apparire i loro faccioni sorridenti e soddisfatti. Ovunque leggiamo di tutto, apprendiamo di tutto, che non sia il mondo politico dominante. Se c'è un politico di grido e per di più unionista, le degustazioni dei vini vengono meglio, gli assaggi delle fontine sono superlative, le castagnate poi non parliamone...e così della festa del lardo, del jambon, della "fioca", della valpellinentze! Si è arrivati a pubblicizzare con la propria immagine persino un animale albino, chiamato seduta stante "flocon de neige".

Ecco perchè a questi signori, a questo partito non è necessario sbirciare i cordoni della borsa. Loro sono costantemente e per tutto l'anno presenti e partecipanti come madonne pellegrine o madonne del giro, ovunque. Stringono mani, chiedono della salute della futura reina preferita, si interessano insomma di lasciare il segno della propria presenza in maniera indelebile. Sì perchè oltre tutto sono stati invitati e la festa e la manifestazione avrà successo solo per la loro presenza fisica. Poi finita la festa, tutti a casa con la consapevolezza di avere svolto un buon lavoro per il partito e per se stessi pensando alla prossima rielezione sempiterna e senza avere speso un soldo che un soldo, anzi. Saremo anche noi nelle mani di una banda di politici superficiali e stressati che non hanno alcuna consapevolezza dei loro atti. Saranno almeno circondatii di collaboratori preparati e integerrimi. A vedere dalle ultine reazioni dei giudici e dai risultati di alcuni processi a noi non sembra.

giorgio - Gio Nov 12, 2009 10:20 am
Oggetto:
La Stampa 12 Novembre 2009 ha scritto:

SCANDALO BESTIAME. LE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE DEGLI ACCUSATI
“Abbiamo l’appoggio di politici importanti”
Rollandin e Lanièce prima indagati, poi scagionati


AOSTA

A tirarli in ballo sono state le stesse persone arrestate nell’inchiesta sul bestiame contaminato e sulle Fontine adulterate che, parlando con altre persone al telefono, sostenevano di avere l’appoggio di politici di primo piano. Il presidente della giunta regionale, Augusto Rollandin, e l’assessore regionale alla Sanità, Albert Lanièce, sono stati inizialmente iscritti nel registro degli indagati. La loro posizione, però, è già stata chiarita e al gip è stata richiesta l’archiviazione. «Noi dobbiamo agire - spiega il procuratore capo di Aosta, Marilinda Mineccia - soltanto quando abbiamo elementi certi di responsabilità. Dai nostri accertamenti è invece emerso che entrambi erano inconsapevoli di tale situazione».
La maxi inchiesta (condotta dal Corpo forestale, dai carabinieri di Valpelline e dal Nas di Torino) ha portato all’arresto di 13 persone e 69 indagati a piede libero: tra questi anche alcuni veterinari, la cui posizione è ancora tutta da chiarire. «Gli illeciti emersi nelle indagini hanno portato alla luce un fenomeno preoccupante - continua il magistrato -, ma voglio rasserenare la popolazione perché tutte le attività che possono far temere per la salute pubblica sono state tenute sotto controllo».
Le Fontine adulterate e consegnate ai diversi punti vendita della Valle sono state sequestrate dai militari del Nas, così come è stato ritirato dal commercio anche il grosso quantitativo di «zancolato» che era stato venduto come burro. «C’è il risvolto - aggiunge il procuratore capo - dei danni economici per la Regione, che si è costituita parte civile, valutati tra 350 e 450 mila euro».
L’inchiesta era partita dai forestali. Indagando su reati collegati alla caccia avevano scoperto che in un ambulatorio di Carmagnola (Torino) si facevano esami su animali provenienti dalla Valle d’Aosta. Poi è venuto a galla il resto: produzione di Fontina utilizzando latte proveniente da una stalla dichiarata infetta da Tbc. Gli indagati sono 69, per reati che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa fino alla frode in commercio. Dalle indagini, coordinate dal pm Pasquale Longarini, è emerso inoltre che l’azienda agricola Cabraz di Jovençan, nonostante avesse la stalla bloccata per alcune bovine malate, aveva continuato a produrre la Fontina Dop. In seguito aveva ceduto il latte al caseificio Duclos, di Gignod, che lo avrebbe miscelato con altro latte.
Angelo Cabraz ed Eliseo Duclos sono finiti in carcere. Agli arresti domiciliari, invece, si trovano Antonio Albisetti di Montjovet, Fabrizio Bisson di Gressan, Emilio Cabraz di Jovençan, Marisa Cheillon di Gignod, Angelo Letey di Valpelline, Elio Louisetti di Bionaz e Gabriele Viérin di Gressan. Con loro anche i veterinari Davide Mila di Morgex, Claudio Trocello di Aosta e Massimo Volget di Brissogne. Ai domiciliari anche Rosella Badino, di Pralormo (Torino), titolare di un laboratorio analisi di Carmagnola.

DANIELE GENCO

Nel precedente post avevo stigmatizzato la facile ed opprimente presenza dei politici dell'Uv e alleati che reggono le sorti di questa Regione, in tutte le manifestazioni che possano portare loro facile pubblicità personale con poca spesa. Tradotto in soldoni il ritorno in voti dell'attenzione prestata (in questo caso agli allevatori e produttori). Leggendo in prima pagina nazionale de
LA STAMPA il "Buongiorno" di Massimo Gramellini, scrivevo, mi è nata una considerazione leggermente diversa da quella che trae il bravo giornalista torinese. Questi "politici" - dice Gramellini - non hanno consapevolezza di quel che dicono e che di solito è pensato e scritto da altri. Non hanno consapevolezza delle mani che stringono, perché vengono portati in giro come madonne pellegrine e indotti a dar retta a persone di cui ignorano la storia e la fedina penale. Non hanno consapevolezza dei documenti che firmano, spesso a tarda sera, nei ritagli di tempo fra il collegamento tv e la dichiarazione ai giornali: il loro vero lavoro.

Ora con questo scandalo che si sta approssimando all'orizzonte e dopo le intercettazioni telefoniche, credo che sia giunta l'ora di intervenire sulle esaltanti presenze dei politici regionali in tutte queste manifestazioni festaiole e di folklore. Il tutto viene scambiato da la "Informazione" come "tradizioni valdostane", ma in effetti non è nient' altro che una richiesta naturale e impropria di voti per le prossime votazioni....amministrative, politiche, referendarie e che dir si voglia, tanto non fa differenza. Il dipendere dal potere costituito da anni da una macchina politica anzichè da un partito o da un movimento che fa gli interessi solo di determinate categorie è ormai cosa nota. Per una buona dose di elettori di questa bella regione d'Italia e soprattutto per coloro che intrecciano interessi personali con pacchi di voti è ormai sotto gli occhi di tutti. Infatti sono direttamente coinvolti con il potere politico tanto da menarne vanto e parlando con altre persone al telefono, loro possono sostenere di avere l’appoggio di politici di primo piano.

Il presidente della giunta regionale, Augusto Rollandin, e l’assessore regionale alla Sanità, Albert Lanièce, sono stati inizialmente iscritti nel registro degli indagati. Anche se la loro posizione, è già stata chiarita e al gip è stata richiesta l’archiviazione, noi pensiamo che questo brutto costume di fare capire e non capire di dire e non dire o riferire negli incontri di routine, cose a mezza bocca, provocano equivoci di questo genere. Infatti i cittadini interessati (in questo caso anche sostenitori) si sentono sempre tutelati dai propri politici di riferimento anche nel compiere azione a volte riprovevoli. «Noi dobbiamo agire - spiega il procuratore capo di Aosta, Marilinda Mineccia - soltanto quando abbiamo elementi certi di responsabilità. Dai nostri accertamenti è invece emerso che entrambi erano inconsapevoli di tale situazione». Invece sapete cosa dice Massimo Gramellini nel suo magnifico pezzo: Senza sapere ? E’ chiaro che gente così dovrebbe almeno circondarsi di collaboratori preparati e integerrimi. Invece a prosperare in quella palude sono spesso i più servili, gli eterni portaborse. E così, dopo aver passato una vita a reclamare che fossero pulite, ci accorgiamo quanto sia importante che le mani della politica siano anzitutto attente, concentrate..... e aggiungiamo noi, agili nel contare le banconote dei danni economici che si sono accumulati per la Regione e valutati tra 350 e 450 mila euro. Chi pagherà tutto questo? Sarà il solito "Pantalone" valdostano, quello che vivendo di reddito fisso, le tasse se le paga tutte fino all'ultimo centesimo.

giorgio - Ven Nov 13, 2009 11:37 am
Oggetto:
La Stampa 13 Novembre 2009 ha scritto:

Buongiorno
L’Intrattabile

Sui libri di storia i nostri nipoti troveranno scritto che nell’autunno del 2009 un premier si fece approvare in 24 ore una legge per non finire sotto processo e penseranno a un refuso. Finiva così l’articolo che ho scritto un’ora fa e poi ho buttato nel cestino, perché nel rileggerlo mi sono accorto che ormai Berlusconi è un argomento intrattabile. Né io che scrivo né, temo, voi che leggete abbiamo più la giusta serenità per discutere di un uomo che non è un politico o un imprenditore come gli altri, ma un dio o un diavolo, a seconda degli umori. Uno che suscita amore e odio come le rockstar, le icone, le squadre di calcio.

Provate a immaginare se il presidente del Consiglio Casini (Tremonti, Letta, Bersani) si fosse fatto scodellare una legge ad personam, fresca fresca di giornata, dalle sue gallinelle parlamentari. I suoi elettori sarebbero stati i primi a scandalizzarsi, ma chi lo avesse difeso o attaccato lo avrebbe comunque fatto senza quella passione totalizzante e morbosa che contraddistingue i fan e i detrattori di Berlusconi.

Egli incarna il sogno di una massa di persone e i sogni di massa non sono tenuti a rispettare il codice penale né altra convenzione che non sia il perpetuarsi del sogno stesso. Questo pensano gli innamorati. Mentre i nemici diventano sempre più ossessivi e si chiedono: come potremmo non esserlo, visto che lui è ovunque, dalla politica alla finanza, dallo spettacolo allo sport? Ma anche loro non sanno più cosa inventarsi e così, proprio alla fine della sua parabola, quest’uomo epocale sembra aver raggiunto il suo obiettivo: lasciarci tutti senza parole.

Massimo Gramellini

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Dalla Repubblica delle Banane


La Stampa 13 Novembre 2009 ha scritto:

LE RICADUTE PER LA FONTINA
Rollandin: «Il marchio Dop non è in discussione»


«Non vedo perché mettere in forse il risultato di un prodotto definito con marchio Dop, solo perché alcuni allevatori e caseifici non si sono comportanti onestamente. La magistratura ha già isolato gli inquinatori, se qualcuno ha sbagliato paghi in prima persona». Lo ha detto il presidente della Regione Augusto Rollandin, ai margini della commemorazione della vittime di Nassiriya, ieri nella caserma dei carabinieri in via Clavalité. «Ho sempre sostenuto e raccomandato la bontà del prodotto - ha aggiunto il presidente -. Non credo proprio che la pregiata Fontina corra il rischio di essere esonerata del marchio Dop ottenuto con tanta fatica da tutti gli allevatori onesti». Aver saputo di essere indagato con l’assessore alla Sanità Albert Lanièce è stata un sorpresa e allo stesso tempo un dispiacere. «Chi ci ha tirato in ballo lo ha fatto impropriamente e in modo scorretto. La magistratura, però, ha già appurato la nostra estraneità ai fatti»

D.GE


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Dal Regno delle Fontine

giorgio - Ven Nov 13, 2009 12:36 pm
Oggetto:
La Stampa 13 Novembre 2009 ha scritto:

“La Toma? E’ un Visitors”

Nell’ordinanza del gip i filoni dell’indagine
che si è conclusa con tredici arresti

L’inchiesta dei carabinieri di Valpelline, polizia giudiziaria della Forestale e Nas di Torino, coordinata dal pm Pasquale Longarini, che ha fatto finire agli arresti 13 tra allevatori e veterinari (2 in cella e 11 ai domiciliari) è agli atti come procedimento penale 2135/08. I filoni sono 5: l’importazione clandestina di bovini dalla Svizzera, l’alimentazione di bovine con fieno non valdostano in contrasto con il disciplinare della Fontina, la produzione e vendita di Fontine prodotte con latte proveniente da bovini malati e di zangolato (burro grezzo non commestibile e zeppo di batteri), le importazioni clandestine di medicinali veterinari e la falsificazione dei risultati delle prove di tubercolosi e brucellosi per evitare di perdere i contributi regionali ed europei che premiano le stalle indenni. Il tutto con un’ampia rete di complicità tra allevatori (tra cui il presidente dell’associazione regionale, Gabriele Viérin, ultimo vincitore delle Batailles) e medici veterinari. Fatti commessi e accertati nel 2007, 2008 e inizio 2009. Questo dicono le carte degli inquirenti. Eccole.

Gli illeciti
Sotto il profilo della salute pubblica, cioé di ciò che arrivava sulle tavole dei valdostani, l’ordinanza del Gip Maurizio D’Abrusco a pagina 68 ha un capitolo intitolato «Gli illeciti legati alla gestione del latte e i suoi derivati. Scrive il giudice: «L’indagine ha messo in luce le condotte illecite di Eliseo Duclos e Marisa Cheillon (contitolari del Cav, il Caseificio Artigiano Variney di Gignod), di Roberto Avetrani (consulente di Duclos),
Antonio Albisetti (rappresentante, trasportatore e tuttofare presso il caseificio), Claudio Trocello (veterinario Usl), Elio Louisetti (allevatore e conduttore di bovine di proprietà anche del Duclos) e Angelo Cabraz (allevatore e fornitore di Fontine al Duclos)».
«Nel corso di intercettazioni emergeva la produzione di una partita di Fontine di colorazione rossa, inidonee al consumo umano per la riscontrata presenza di stafilococco (patogeno per l’uomo e l’animale). Le Fontine risultavano prodotte dall’azienda di Angelo Cabraz e cedute per la commercializzazione al Caseificio Artigiano Variney di Gignod. Eliseo Duclos e Marisa Cheillon rivendevano le Fontine, tra gli altri, al supermercato (omissis) di Aosta e a (omissis) di Ivrea. Le conversazioni tra Angelo Cabraz ed Eliseo Duclos dimostrano come le Fontine, poi sottoposte a prelievo e analisi, non fossero idonee al consumo umano per la presenza dello stafilococco».
Le Fontine rosse
«Eliseo Duclos, durante le conversazioni intercettate, riferiva ad Angelo Cabraz di aver appreso della presenza dello stafilococcco direttamente dal veterinario Claudio Trocello in servizio presso l’Usl Valle d’Aosta. Il 19 maggio 2008 servizi di controllo nel caseificio di Eliseo Duclos e negli allevamenti di Angelo Cabraz culminavano con il rinvenimento e sequestro di partite di Fontina inidonee al consumo. Si è accertato che Trocello, interagendo con Eliseo Duclos e Angelo Cabraz, ha clamorosamente violato ogni regola deontologica, agendo contrariamente ai doveri funzionali, attraverso le seguenti condotte: formando falsamente un atto del suo ufficio, nella specie una proposta di distruzione dichiarando un numero di Fontine da distruggere (7, ndr) minore rispetto a quello reale (14, ndr); avvisando telefonicamente Cabraz (utilizzando l’utenza mobile di Duclos, ndr) dell’imminente controllo a opera dei Nas di Torino e suggerendogli di occultare formaggi e similari; sollecitando il Duclos alla distruzione delle cosiddette Fontine rosse e a seguito dell’inerzia di questi, attivandosi per la produzione di documentazione falsa “comprovante” l’avvenuta distruzione presso lo stabilimento Zora di Pollein ove a tal fine si recava personalmente per poi desistere grazie all’intervento tempestivo della polizia giudiziaria».
«Vendile per i toast»
«La commercializzazione ad opera del Caseificio Artigiano Variney delle Fontine “rosse” provenienti dall’allevamento di Cabraz è stata riscontrata presso il supermercato (omissis) di Aosta e presso (omissis) di Ivrea dove il 22 maggio 2005 sono state sequestrate alcune forme. Il Duclos ha intrapreso vie “secondarie” per commercializzare comunque il prodotto inidoneo». In particolare, Duclos a un negoziante di Ivrea «suggerisce di venderle come “Fontina da toast”». In un’altra occasione, quando un supermercato di Aosta le restituisce, Duclos parla con Angelo Cabraz «per la somministrazione delle Fontine ai dipendenti di origine marocchina». E un’altra volta, le forme scadenti rimandate indietro «sono finite in un negozio di Pila».
La questione burro
Il capitolo burro, per usare un eufemismo, è a pagina 75 dell’ordinanza. «Con il sopraggiungere della stagione estiva, alla fine di giugno 2008, a fronte della carenza del prodotto burro nel caseificio Cav, Duclos è indotto da Antonio Albisetti ad approvigionarsi presso la ditta Valle Josina (Cuneo) di zangolato crema di latte non pastorizzato. Il prodotto, senza alcuna lavorazione aggiuntiva (pastorizzazione, ndr) è stato di seguito confezionato e commercializzato come derivante da produzione propria». Scrive ancora il Gip: «Di fatto, è stato incredibilmente venduto quale burro artigianale di panna pastorizzata...Va evidenziato che la ditta fornitrice opera correttamente, precisando sia nella telefonata sia nelle fatture che trattasi di prodotto non destinato al consumo umano diretto, richiedendo apposita dichiarazione del Duclos che il prodotto non viene venduto direttamente al pubblico bensì utilizzato nel ciclo produttivo aziendale». «Lo zangolato è un burro grezzo, ad elevata carica batterica, che necssita di ulteriore lavorazione (pastorizzazione, ndr) prima della somministrazione all’uomo. E’ emerso invece, da una serie di conversazioni telefoniche tra Duclos e Antonio Albisetti, che il prodotto zangolato, acquistato in pani bianchi da 25 Kg, è stato semplicemente ridotto di volume mediante ‘’panettatrice’’, ottenendo così panetti di diverse pesature (1 Kg, 500 e 250 grammi) somministrato al pubblico come burro di panna pastorizzata. Peraltro il Duclos prima della “riduzione volumetrica” ha esposto il prodotto alle elevate temperature estive (in luoghi inidonei come autorimesse o su un camioncino non refrigerato) favorendo in questo modo l’ulteriore proliferare esponenziale delle cariche batteriche, come palesato in una conversazione con Albisetti che lamenta: il fatto che lo zangolato (definito da Albisetti ‘’burro crudo’’) sia stato esposto a temperature troppo elevate (25-30 gradi); il deteriorarsi del prodotto “Fonduta”, divenuto nero e acquoso perché tenuto in un garage al caldo».

Il 7 agosto 2008 tra Duclos e Albisetti ci sono telefonate «propedeutiche all’occultamento dello zangolato fuori dallo stabilimento aziendale, su un camioncino in località Tzamberlet di Aosta, affinché non venga rinvenuto in sede di accertamento dell’Usl. Nella stessa giornata, lo zangolato a seguito di ordinativo del supermercato (omissis) viene depezzato e confezionato tour court (ovviamente senza pastorizzazione) e quindi consegnato al cliente, dando adito alla lamentela del personale (burro molle, ndr)...il 14 luglio 2008 il Nas di Torino con l’Usl Vda effettuava il campionamento del prodotto somministrato da Duclos come burro (esaminando panetti già confezionati) riscontrando cariche batteriche elevatissime». Di tutto ciò, il veterinario Trocello doveva redigere le «schede di vigilanza sanitaria». Che ha fatto, ma, scrive il Gip, «gli atti sono falsi».

Nell’estate 2008 il Caseificio Artigiano Variney acquista altro zangolato (443 Kg) dal Caseificio Piemontese di Torino. Il 17 settembre ne arrivano 174 Kg invasi dalla muffa «ma si evince la scetla di Duclos di commercializzarli comunque». E la decisione di vendere lo stesso quello zangolato ammuffito spacciandolo per burro fresco valdostano, scrive il Gip, è suffragata da testimonianze rese alla Procura da negozianti di Arvier, Morgex e da albergatori di Cervinia («era giallo e molle»). Trocello è di nuovo sullo sfondo, «attestando falsamente che l’azienda si sarebbe adoperata per il ritiro dal commercio di lotti non conformi». E ancora: «Il fine di lucro è evidente, posto che lo zangolato acquitato al prezzo medio di 1,80 euro al Kg viene rivenuto come burro artigianale valdostano a un prezzo medio di oltre 4 euro al Kg, con un guadagno, nel solo caso dell’approvigionamento dei 5656 Kg dal Caseificio Valle Josina nel secondo semestre 2008, di oltre 12.443 euro».
Extraterrestri
Spuntano anche gli extraterrestri. Scrive ancora il gip: «La commercializzazione di formaggi di dubbia qualità da parte del Caseificio Duclos assume connotati ancora più allarmanti nel caso delle Tome di Valpelline, descritte come “Visitors” (per l’interna colorazione verde, estranea alle caratteristiche merceologiche del prodotto) nell’ambito di una telefonata (16 luglio 2008) tra Antonio Albisetti e una dipendente del supermercato (omissis), che rievoca nell’immaginario il noto fatto di cronaca del vino Ciravegna additivato da metanolo». Altro filone. Siccome il 19 maggio 2008 hanno chiuso la casera di Angelo Cabraz (6 bovini positivi alla Tbc), questi non si perde d’animo e decide di mandare il latte proibito al Caseificio Artigianale di Duclos per la lavorazione. Duclos non è ignaro dei rischi, anzi. In una telefonata dice: «Sono proprio un fuorilegge». (1/continua)


Un pezzo o uno spaccato di vita valdostana che come una sinusoide presenta alternativamente e regolarmente il suo picco...
Allora ci viene da dire, ma è proprio un vizio!?


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giorgio - Sab Nov 14, 2009 1:00 pm
Oggetto:
La Stampa ha scritto:
L’inchiesta dei carabinieri di Valpelline, polizia giudiziaria della Forestale e Nas di Torino, coordinata dal pm Pasquale Longarini, che ha fatto finire agli arresti 13 tra allevatori e veterinari (2 in cella e 11 ai domiciliari) è agli atti come procedimento penale 2135/08.
I filoni sono 5:
1)-l’importazione clandestina di bovini dalla Svizzera,
2)-l’alimentazione di bovine con fieno non valdostano in contrasto con il disciplinare della Fontina,
3)-la produzione e vendita di Fontine prodotte con latte proveniente da bovini malati e di zangolato (burro grezzo non commestibile e zeppo di batteri),
4)-le importazioni clandestine di medicinali veterinari e
5)-la falsificazione dei risultati delle prove di tubercolosi e brucellosi per evitare di perdere i contributi regionali ed europei che premiano le stalle indenni.

Il tutto con un’ampia rete di complicità tra allevatori (tra cui il presidente dell’associazione regionale, Gabriele Viérin, ultimo vincitore delle Batailles) e medici veterinari. Fatti commessi e accertati nel 2007, 2008 e inizio 2009. Questo dicono le carte degli inquirenti. Il giudice D’Abrusco, nell’ordinanza con cui ha deciso su richiesta del pm Pasquale Longarini tredici arresti tra allevatori e veterinari per lo scandalo bestiame, scrive che «le attività si collocano in un amplissimo contesto criminale». «Taluni allevatori alteravano il risultato della prova tubercolinica somministrando cortisonici agli allevatori». Nelle intercettazioni emerge che le bovine malate, pur di evitare la perdita della qualifica di «stalla indenne» e i relativi contributi, finivano dritte al macello, quindi nei piatti dei consumatori. «Era positiva, l’ho macellata» dice un allevatore in una telefonata. E il presidente Arev Gabriele Viérin, tra gli arrestati (ai domiciliari), in un’altra conversazione con un collega a cui hanno bloccato il latte, spiega: «Porta la fialetta di un’altra e porta giù così sei tranquillo...». Tutto ruotava attorno al laboratorio di Carmagnola che svolgeva test illeciti e nascondeva le eventuali positività alle malattie.
Stefano Sergi


Quello che fa veramente male è il vedere come una banda di persone senza scrupoli, senza esitazioni, inquietudini o turbamenti, riesca a collocarsi in un contesto criminale, anche per motivi i più abbietti. Passi il filone della truffa, del non rispetto del disciplinare della Fontina (fieno non valdostano), dell'importazione clandestina di bovine di razza non valdostana, ma lo sdegno per un'azione ripugnante, schifosa e infame, come quella usata per immettere sul mercato prodotti non commestibili e zeppi di batteri e dunque pericolosissimi per la salute nostra e dei nostri bambini, è "smisuratamente immenso".

Cari democratici, credo, avrete letto anche voi su LA STAMPA quanto scrive il giudice: "L'indagine ha messo in luce le condotte illecite di Eliseo Duclos e del suo consulente R.A e ..." e ". Nel corso delle intercettazioni emergeva la produzione di una partita di fontine di colorazione rossa, inidonee al consumo umano per la presenza di staffilococco. Le fontine risultavano prodotte dall'azienda di ...e commercializzate dal caseificio Artigiano Variney di Gignod" ove era consulente...[ un ex Ds-Gv, dissidente Pd e poi passato al Galletto]. L'ho extrapolato, in quanto è l'unica persona coinvolta che conosco. Per ora non voglio esprimere giudizi di sorta, ma solo diffondere informazione. I giudizi si potranno esprimere alla fine delle indagini ma, sopratutto, alla fine quando ci sarà la sentenza finale.

giorgio - Lun Nov 16, 2009 9:24 am
Oggetto:
La Stampa 14 Novembre 2009 ha scritto:
“Era positiva, l’ho macellata”
Il giudice D’Abrusco «Le attività si collocano in un amplissimo contesto criminale»
STEFANO SERGI

«Le attività per le quali si procede si collocano in un amplissimo contesto criminale». Lo sottolinea il Gip Maurizio D’Abrusco nell’ordinanza di applicazione di 13 misure cautelari chieste dal pm Pasquale Longarini nell’ambito dell’inchiesta - condotta dai Nas di Torino, dalla polizia giudiziaria della Forestale valdostana e dai carabinieri di Valpelline - su bestiame contaminato e Fontine adulterate.
I test alterati
Uno dei capitoli su cui si fonda l’ordinanza è quello della truffa a Regione e Comunità europea attraverso l’alterazione dei test sulle bovine relativi a tubercolosi e brucellosi. Gli arrestati, per evitare che la stalla perdesse la qualifica di «indenne» e quindi i relativi contributi, si rivolgevano a un laboratorio di Carmagnola con la complicità di veterinari Usl e di altri convenzionati con l’Anaborava, l’associazione degli allevatori delle bovine di razza valdostana. Ecco cosa scrive il giudice D’Abrusco: «Nel gennaio 2008 il Corpo forestale avviava indagini in particolare sul conto di Italo e Donato Avoyer in merito alle ipotesi di truffa aggravata continuata, maltrattamento di animali e illecita importazione di bovini dalla Svizzera al fine di sostituirli con altri già censiti dal servizio veterinario...Presso taluni macellli piemontesi giungevano capi bovini, provenienti da stalle valdostane ufficialmente indenni, che a seguito di macellazione risultavano affetti da tubercolosi. Inoltre si apprendeva che taluni allevatori di bovini alteravano il risultato della prova tubercolinica trattando gli animali con i cortisonici».
Il laboratorio amico
«Rosella Badino (titolare del laboratorio LA.ECO.VET. di Carmagnola, ndr) adotta i seguenti comportamenti illeciti: riceve da allevatori valdostani e veterinari dell’Usl Vda o da liberi professionisti convenzionati con Anaborava, provette di sangue animale al fine di effettuare accertamenti di malattie soggette a profilassi di Stato (tubercolosi e brucellosi); si munisce di kit diganostici la cui detenzione e utilizzazione è consentita solo ai laboratori degli istituti zooprofilattici sperimentali e dell’Istituto Superiore della Sanità; effettua illegalmente gli accertamenti diagnostici previa consegna di campioni di sangue illegalmente prelevato dai bovini da parte dei proprietari o da veterinari; comunica il responso direttamente all’allevatore o al veterinario; fornisce all’allevatore una serie di precise indicazioni e precauzioni da adottare; omette di informare le autorità dell’esistenza di malattie infettive e diffusive (Tbc e brucellosi) accertate nella diagnostica; modifica i referti delle analisi eseguite laddove all’allevatore o al veterinario servisse apposita documentazione da allegare in sede di autocontrollo».
Le strategie
«Le provette sono contrassegnate da numeri così da poter individuare in caso di positività di malattia l’animale associato alla provetta numerata e di conseguenza diversificare la successiva condotta, adottando una delle seguenti strategie: mantenere in stalla il bovino positivo con il rischio di sospensione o revoca della qualifica di ufficialmente indenne, con ripercussioni economiche negative; avviarlo alla macellazione (intercettazione telefonica «...sì anche sulle mie l’altra volta aveva dato un + e io le ho macellate...»); venderlo sottacendo la patologia; alterare il risultato della prova tubercolinica».
L’allevatore, manco a dirlo, per le mucche malate sceglieva di macellarle, venderle o alterare i risultati. Di sicuro, non se le teneva nella stalla «conservando così - scrive il Gip - fraudolentemente la qualifica di ufficialmente indenne».
Gli allevatori
«Rosella Badino interagisce con i gruppi di allevatori e con i veterinari appresso indicati: Angelina Jordan, Donato e Italo Avoyer; René Laurent Clos e Pierre Alexandre Clos, della «Mont Fallèrea» di Jovençan; Davide Mila, medico veterinario convenzionato con l’Anaborava e Vittorio Noz di Nus; Angelo ed Emilio Cabraz e Alfreda Tillier, di omonime Jovençan, Charvensod e Gressan; Fabrizio Bisson e Gabriele Viérin, soci di La Borettaz e vincitori della Batailles; Ada Giuseppina Girod, Carla Anna Maria Girod, Nello Angelo Girod, Giovanni Girod con ditte a Gaby e Fontainemore; Dante e Daniele Morzenti e Angela Rolland, ditta di Cogne con allevamento ad Aymavilles; Loris Pieiller e Laura Vercellin Nourissat, soci dell’azienda Lo Nic di Nus, Luciano e Marco Cuc di Aymavilles; Pierpaolo Trèves; Italo Lazier, Fontainemore e Leo Saraillon, Aymavilles».
Al riparo dai Nas
«Rosella Badino nell’espletamento delle illecite analisi preventive e ‘’parallele’’ volte all’accertamento di Tbc e brucellosi prima del risanamento ufficiale, si avvale della collaborazione di Daniela Andreol, Antonella Chiosso ed Emanuela Pessione». A questo proposito, tra le intercettazioni telefoniche ne spunta una in cui, dopo un’ispezione dei Nas, una dipendente del laboratorio dice ad Antonella Chiosso «Sai che Rosella vuole che quelli positivi non li registriamo...». E ancora, l’11 giugno 2008, due dipendenti parlano di nuovo dell’ispezione dei Nas: «...perché loro hanno tirato la battuta del laboratorio che c’era qualcosa che non gli piaceva, quindi il prossimo giro fanno un giro più ampio, faranno il giro del laboratorio...Ho detto a Daniela “Dany il prossimo giro ci sediamo lì, arrivano e gli diciamo noi non parliamo finché non arriva Rosella”, poi se la vede lei perché tutte le volte devi cercare di parargli il culo no...(riferito alla Badino)».
«E’ bello positivo...»
Altra intercettazione, 21 gennaio 2008, tra l’allevatore Donato Avoyer e il laboratorio. «Avoyer - scrive il Gip - cela l’identità sotto quella di tale signor Collé». Il laboratorio gli comunica il responso del test gamma-interferone risultato positivo alla Tbc: «..la due positiva...tutte e due...sia all’aviaria sia alla bovina...tutte e due positiva...». Altra telefonata tra Pierpaolo Trèves e il laboratorio sul test per la brucellosi. Dice una dipendente: «...ed è proprio bello positivo...sì sì è proprio alta alta, è il massimo...» e lui risponde «Sì sì avevamo già dei sospetti allora volevamo...».
Il gamma-interferone
Altro capitolo è quello dei Cabraz e di Alfreda Tillier, la procesura è la stessa, con i test del gamma-interferone svolti prima delle prove ufficiali del risanamento. I Nas e il Servizio veterinario il 17 giugno 2008 su 90 campioni di sangue prelevati nell’allevamento di Angelo Cabraz trovarono 6 capi bovini infetti da Tbc. «Il risultato di positività - scrive il Gip - assume rilevanza se confrontato con quello negativo della prova tubercolinica intradermica effettuata nel corso delle pregresse operazioni nell’ambito dei risanamenti ufficiali». Ancora: «Giova evidenziare che l’azienda di Angelo Cabraz è sempre risultata indenne alla Tbc fino all’ispezione a sorpresa in data 19 maggio 2008».
Il blitz a La Borettaz
Il 9 giugno 2008 è la data dell’ispezione dei Nas a La Borettaz, l’azienda del presidente degli allevatori Gabriele Viérin e del suo socio Fabrizio Bisson. Scrive il Gip: «Dai documenti acquisiti dal Nas di Torino emerge chiaramente come Gabriele Viérin si avvalesse del laboratorio LA.ECO.VET. per verifiche ‘’parallele’’ a quelle ufficiali volte all’accertamento della positività dei suoi capi alla tubercolosi bovina». Ancora: «Nell’ispezione si rinvenivano due forme di formaggio fresco invase da mosche e si accertava che l’azienda non aveva alcuna autorizzazione sanitaria alla trasformazione del latte prodotto. All’interno di un distributore automatico si rinvenivano prodotti (Fontina, formaggio valdostano, formaggio magro) riportanti in etichetta “prodotto dalla ditta La Borettaz” mentre in realtà trattavasi di prodotti acquistati da terzi».
Ci sono poi le telefonate di Gabriele Viérin. Il 13 agosto 2008 alle ore 16,59 lo chiama un tale Livio «che - scrive il Gip - lamenta il fatto che a seguito di analisi effettuate sul latte si è riscontrata la presenza di inibenti e gli hanno “bloccato” il latte e le Fontine. Gli interlocutori discutono di controllare su alcune fiale i tempi di sospensione...Viérin consiglia di prendere il latte di un’altra mucca: “Eh va ben, ma te prendi un’altra!...ma no! non scherzare, ma non scherzare no, no, te prendi pure una paglietta (fiala per prelievo, ndr) di un’altra e porta giù, così sei tranquillo, e togli via Diane ancora un paio di giorni, poi io ti dico qualcosa...ecco e poi vediamo poi più avanti l’analizziamo semmai la porto...me lo dai a me lo portiamo su e io lo faccio passare che è una mucca che faccio io delle analisi e voilà».
(2/continua)

giorgio - Lun Nov 16, 2009 10:02 am
Oggetto:
La Stampa 15 Novembre 2009 ha scritto:
I VERBALI L’ordinanza che ha dato il via ai tredici arresti

“Ostacoli all’inchiesta”.
Il Gip: forti resistenze alle analisi del Nas anche in sedi istituzionali
Molti sapevano. «I vertici dell’Arev e dell’Anaborava erano consapevoli delle importazioni clandestine»
LO SCANDALO BESTIAME
STEFANO SERGI

AOSTA - L’inchiesta sullo scandalo del bestiame, con i ripetuti controlli del Nas di Torino, polizia giudiziaria della Forestale, carabinieri di Valpelline, dava fastidio a molti. A leggere i passaggi dell’ordinanza del Gip D’Abrusco che ha dato il via ai tredici arresti, si possono anche intuire i motivi di tale fastidio. In qualche caso c’era il legittimo timore di chi, lavorando onestamente, temeva di veder rallentare l’attività, ma in altri casi (non isolati) c’era la paura di essere presi con le mani nella marmellata, come poi è accaduto.
Le conoscenze in alto
«Gli indagati - scrive il giudice - sono in grado di fare affidamento su una vasta rete di conoscenze istituzionali». In molti sapevano che nel laboratorio di Carmagnola si svolgevano analisi parallele e proibite. Così come in molti sapevano del mercato clandestino di importazione di bovini e materiale biologico (sperma) dalla Svizzera. Lo sapevano gli allevatori, i veterinari complici e pure i vertici dell’Anaborava, l’associazione degli allevatori di razza bovina valdostana e quelli dell’Arev, l’associazione degli allevatori. A pagina 103 dell’ordinanza il Gip cita intercettazioni telefoniche tra allevatori: «Tali conversazioni sono relative a controlli, quanto meno ‘’informali’’, svolti dai vertici istituzionali dell’Arev, in particolare dal direttore Edy Henriet e dal presidente Gabriele Viérin (agli arresti domiciliari, ndr) mediante verifiche effettuate su registri anagrafici custoditi presso i competenti uffici elvetici. Tali controlli dimostrano inequivocabilmente la conoscenza, da parte dei vertici dell’Arev, del fenomeno dell’importazione clandestina di bovini e materiale biologico al di fuori di ogni tipo di controllo ufficiale». E ancora: «A tal proposito è significativa anche la conversazione tra il veterinario Davide Mila (ai domiciliari, ndr) e il direttore dell’Anaborava Mario Vevey, relativa ai controlli effettuati dal Nas presso gli allevamenti mediante operazioni di prelievo del pelo per la determinazione del Dna. Gli interlocutori manifestano ancora una volta la consapevolezza dell’esistenza del contrabbando dalla Svizzera».
L’epidemia di Tbc
Con l’avanzare dell’inchiesta, cresce la preoccupazione nell’ambiente. A giugno 2008 «si è in presenza di una esplosione incontrollata dell’epidemia di Tbc in Valle d’Aosta e ci sono numerosi e chiari segnali circa la prassi di truccare la prova tubercolinica» dice il Gip. I Nas incalzano con i controlli, ma questo dà fastidio. Lo scrive il Gip quando descrive i metodi di analisi adottati dai carabinieri, che sigillano addirittura con il piombo i campioni di sangue da analizzare. «La procedura - dice il Gip - solleva forti resistenze e critiche, come emerge in molte telefonate e anche in atti ufficiali di organi istituzionali valdostani». Il 24 settembre 2008 il direttore dell’istituto zooprofilattico di Aosta, Riccardo Orusa, chiama Enrico Rovarey, responsabile della Direzione salute e sanità pubblica e veterinario presso l’assessorato alla Sanità, «e - scrive il Gip - si lamenta perché il Nas gli ha portato 153 campioni alle due e che dieci minuti prima ne sono arrivati altri 42 quando l’istituto era già chiuso, poi dice di aver parlato con (omissis) perché se lui deve stare aperto 24 ore ci sta anche, purché glielo si dica». «Rovarey - aggiunge il Gip - dice: “Questo maresciallo sta facendo delle cose strane”, e che così facendo si mette in difficoltà anche Marco Ragionieri (funzionario Sanità, ndr) che deve iniziare la campagna ordinaria, aggiunge che ha già parlato con chi doveva (Orusa capisce di chi sta parlando) e che vedranno di arrivare al ministero perché non si può andare avanti così». «In un’altra telefonata, il giorno dopo, Rovarey dice a Ragionieri tra l’altro: “sarebbe il caso di capire anche a livello romano cosa vogliono, cosa sta succedendo...le cose le abbiamo fatte sempre trasparenti e non abbiamo niente da nascondere assolutamente...no no...”. Nella parte finale, i due parlano del rischio che i Nas estromettano dai controlli i veterinari della Valle d’Aosta».
Le lacune dei controlli
Il 7 settembre altra telefonata tra Rovarey e Ragionieri. Il veterinario «manifesta che la strategia del Nas di utilizzare il gamma interferone possa evidenziare le gravi lacune dei locali servizi veterinari e dunque le loro responsabilità nella diffusione della malattia. “Ma allora non siamo mica più a posto” aveva detto a Ragionieri dopo aver saputo alcuni risultati». Nelle stesse carte del Gip, spunta anche un’intervista di Gabriele Viérin a La Stampa: «Tenta di far passare - scrive il giudice a proposito dell’allevatore - le proprie teorie secondo le quali la prova del gamma interferon non sarebbe attendibile». Ma è la stessa prova che il presidente Arev faceva svolgere nel laboratorio di Carmagnola.
«Il 3 novembre 2008 - scrive il Gip - l’assessore alla Sanità Albert Lanièce chiama Ragionieri e chiede se i controlli del Nas continuano, suggerisce di tenere sotto controllo le spese dei veterinari impegnati con loro e riferire a quanto ammontano se è possibile calcolarle». Ancora: «Lettera del 6 ottobre 2008: l’assessore Lanièce sostiene di non poter finanziare le spese dei controlli, non considerando tuttavia il fatto che la prova tubercolinica può essere truccata e che pertanto la procedura adottata dal Nas è finalizzata proprio a evitare che i risultati vengano falsati, come nei fatti accertato. Si consideri, al riguardo, che il Lanièce è perfettamente consapevole del fatto che la prova tubercolinica possa essere taroccata...si veda la conversazione del 28 novembre in cui Lanièce e Piero Prola parlano della commissione in cui si è discusso anche del gamma interferone. Lanièce dice: “Io comunque due cose...l’ho dovuto dire sul fatto che il gamma interferone i Nas lo fanno perché l’altra prova si può truccare...” e nella conversazione Prola dice “Madonna...si è proprio capito che stanno facendo delle prove parallele...”».
Nuovi interrogatori da domani
Domani riprendono gli interrogatori di garanzia, davanti al gip del tribunale Maurizio D’Abrusco. Alle 10 toccherà ad Emilio Cabraz, 67 anni, allevatore di Jovençan, agli arresti domiciliari. L’uomo è assistito dagli avvocati Agata e Stefano Bonaudo. Non è escluso che la linea di difesa di Emilio Cabraz possa essere la stessa tenuta dal figlio Angelo, in carcere a Brissogne, che davanti al giudice, venerdì, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
«E’ presto per parlare di strategia difensiva» avevano sostenuto i due legali. Scegliere la linea del silenzio rientra comunque in una strategia per permettere ai legali di studiare meglio le carte dell’inchiesta. E, nel caso dell’operazione «Gammatuber», condotta dai Nas di Torino, dal Corpo forestale valdostano e dai carabinieri di Valpelline, di fascicoli da visionare ce ne sono davvero tanti. Basti pensare che la sola ordinanza di custodia cautelare scritta dal Gip è di 124 pagine mentre la documentazione predisposta dagli investigatori in mano al pm Pasquale Longarini supera le 550 pagine. Allegati agli atti ci sono poi filmati, fotografie e un corposo numero di nastri di intercettazioni telefoniche.
Martedì davanti al Gip ci sarà, invece, il veterinario dell’Usl Claudio Trocello, 54 anni, di Aosta, agli arresti domiciliari, accompagnato dall’avvocato Piergiorgio Pietrini. La posizione del medico veterinario è particolarmente critica: al magistrato dovrà spiegare la sua condotta nell’ambito dell’inchiesta delle stalle e caseifici sotto inchiesta. Mercoledì, a trovarsi faccia a faccia con il gip D’Abrusco saranno altri due veterinari, anche loro ai domiciliari: Davide Mila, 49 anni, di Morgex, e Massimo Volget, 38 anni, di Brissogne, entrambi assistiti dall’avvocato Nilo Rebecchi. Sulla loro condotta difensiva il legale non ha voluto fare anticipazioni. Intanto l’Anaborava (Associazione nazionale allevatori bovini di razza valdostana) con la quale i due professionisti sono convenzionati ha deciso la loro sospensione «in via cautelativa» e per «tutelare l’immagine istituzionale».
Nel corso della settimana ci saranno altri interrogatori di garanzia, per tutti gli 11 indagati agli arresti domiciliari. \


Mi piacerebbe sapere qual'è il Ministero " romano" a cui si fa riferimento nell'intervista sopra riportata. Vorremmo anche sapere se il ministro Zaia prima e Valter Togni po,i che propugna - all'interno di un comunicato un ANSA - con forza, quasi alzando la voce, l'alleanza dell' l'Uv con la Lega, sono al corrente di ciò che sta accadendo tra gli allevatori e produttori valdostani.
giorgio - Mar Nov 17, 2009 7:03 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 17/11/2009 ha scritto:
11:51 INCHIESTA BESTIAME: INTERROGAZIONI PD E PDL CONSIGLIO VALLE (1)
(ANSA) - AOSTA, 17 NOV -
L'inchiesta della Procura di Aosta sul bestiame contaminato e formaggio adulterato, che ha portato la scorsa settimana a 13 arresti tra allevatori e veterinari, sarà domani uno degli argomenti della seduta del Consiglio Valle con due interrogazioni a risposta immediata presentate dal Pd e Pdl.

Il centro sinistra, in particolare, interroga la Giunta regionale se "sussistano o meno ancora rischi per la salute dei cittadini" derivanti dalle irregolarità sulla produzione della fontina e al foraggiamento del bestiame emersi dall'inchiesta.

I consiglieri regionali del Pdl vogliono sapere dall'Esecutivo "quali risoluzioni ha adottato per fare fronte alla situazione" per "tutelare primariamente la salute dei cittadini, difendere la credibilità dei prodotti della zootecnia valdostana e salvaguardare anche l'operato di tutti quegli allevatori che hanno esercitato ed esercitano la loro attività nel rispetto costante delle norme vigenti". (ANSA)




(ANSA) Data: 17/11/2009 ha scritto:
12:11 INCHIESTA BESTIAME: INTERROGAZIONI PD E PDL CONSIGLIO VALLE (2)
(ANSA) - AOSTA, 17 NOV -
L'Assemblea tratterà - secondo quanto previsto dall'ordine del giorno supplettivo inviato oggi - cinque interrogazioni a risposta immediata.

Oltre a quelle del Pd sull'inchiesta del bestiame, il gruppo Vallée d'Aoste Vive/Renouveau interrogherà il Governo sull'erogazione di contributi per la biosicurezza e il miglioramento del benessere animale. Le altre iniziative concernono la situazione dei lavori nella zona interessata dalla frana di Arnad (consiglieri dell'Union Valdôtaine Prola, Crétaz e Empereur) e lo stato di avanzamento del progetto della variante della statale n. 27 del Gran San Bernardo (Stella Alpina).

Inoltre, saranno discusse la proposta di modifica alle leggi in materia elettorale comunale e sulla votazione e scrutinio mediante apparecchiature elettroniche, presentata dai consiglieri Empereur, Salzone e La Torre, oltre che il disegno di legge riguardante il contenimento, pubblicità e controllo delle spese per la campagna elettorale dei candidati alla carica di sindaco, di vice sindaco, di consigliere comunale e circoscrizionale". (ANSA)


giorgio - Mer Nov 18, 2009 10:37 am
Oggetto:
(ANSA) Data: 18/11/2009 ha scritto:
09:38 INCHIESTA BESTIAME: LANIECE, NESSUN PERICOLO SALUTE PUBBLICA
(ANSA) - AOSTA, 18 NOV -
Non ci sono rischi per la salute pubblica a seguito della maxi-inchiesta sul bestiame contaminato e sulle Fontine adulterate. Lo ha assicurato oggi in Consiglio Valle l'assessore regionale alla sanità e salute pubblica, Albert Laniece, rispondendo ad un'interrogazione a risposta immediata del Pd.

"Abbiamo provveduto ad effettuare controlli e analisi - ha aggiunto Laniece - oltre a distruggere i prodotti trovati non conformi. Un'azienda su 350 è coinvolta nell'inchiesta. Possiamo affermare che non ci sono rischi per la salute pubblica né per latte e derivati né per le carni". Per la questione 'risanamento', "la situazione epidemiologica è sotto controllo - ha proseguito Laniece - e sono state rilevate 16 stalle positive su 1.250 controllate, ovvero l'1,28%, mentre l'anno scorso era il 3%".

Rispondendo un'interrogazione a risposta immediata di Vda Vive-Rv, l'assessore all'agricoltura, Giuseppe Isabellon, ha poi comunicato che "i contributi al settore sono concessi in base a quattro parametri, alle banche dati dell'Arev e dell'anagrafe regionale". (ANSA).


(ANSA). Data: 18/11/2009 ha scritto:
09:53 INCHIESTA BESTIAME: TIBALDI, BUFERA TRATTATA COME VENTICELLO
(V.'INCHIESTA BESTIAME: LANIECE, NESSUN...' DELLE 9.3Cool
(ANSA) - AOSTA, 18 NOV -
"Siamo di fronte ad una situazione di degrado e di emergenza che si sta sottovalutando o ignorando. Il problema è come una bufera che però viene trattata da venticello". Lo ha dichiarato Enrico Tibaldi (Pdl) durante la discussione sulla sua interrogazione a risposta immediata relativa all'inchiesta su bestiame contaminato e Fontine adulterate.

"Questa vicenda - ha aggiunto - ha provocato un danno incommensurabile al settore e all'immagine di tutta la Valle d'Aosta. Per colpa di alcuni manigoldi vengono danneggiati tutti gli allevatori e i produttori di Fontina. Già nella precedente legislatura avevamo sollevato il problema dell'escalation della Tbc. Non può essere sempre la magistratura ad intervenire in situazioni di questo genere, la politica deve fare la sua parte". (ANSA).


giorgio - Mer Nov 18, 2009 5:38 pm
Oggetto:
Citazione:
Consiglio regionale
Inchiesta bestiame: in base alle indagini la Regione vedrà se costituirsi parte civile
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Aosta -
Rollandin: “Abbiamo fiducia nella magistratura”.
Tibaldi “Anche la politica deve intervenire, state sottovalutando la situazione”.
Intanto dalle analisi finora condotte non risulterebbero rischi alla salute umana.


“Attendiamo di analizzare nel dettaglio gli atti relativi all’inchiesta al fine di prendere i provvedimenti necessari per la salvaguardia degli interessi dell’Amministrazione regionale – compresa l’eventuale costituzione di parte civile, e la protezione dei settori dell’agricoltura e dell’allevamenti valdostani”. Non poteva che essere l’inchiesta sul bestiame, che la magistratura sta portando avanti, ad aprire i lavori del Consiglio regionale. La politica rimane in stand by e dimostra fiducia nella stessa magistratura, come detto ad inizio lavori dal Presidente della Regione Augusto Rollandin. Si tratta di un atteggiamento che tuttavia non piace al gruppo del Pdl. “Il risalto sulla stampa nazionale non ci ha fatto piacere e ha causato un danno d’immagine alla Valle d’Aosta e al settore zootecnico – ha evidenziato il consigliere Enrico TIbaldi durante le interrogazioni a risposta immediata che hanno aperto la seduta consiliare - Per colpa di qualche manigoldo pagano anche i corretti. Dov’è la politica, non può essere solo la magistratura ad occuparsi di questo. Qui c’è una situazione di emergenza che state sottovalutando – ha rincarato Tibaldi parlando alla Giunta - State adottando atteggiamenti standard non adeguati alla situazione di gravità”.

Dal punto di vista dei rischi sulla salute umana , oggetto dell’interrogazione avanzata dal PD, è stato l’Assessore regionale alla Sanità, Albert Lanièce a definire il quadro attuale: “Le analisi condotte sui prodotti derivati del latte hanno assicurato la qualità dei prodotti. – ha precisato l’assessore – Il sequestro di fontine da parte dei Nas è avvenuta in un solo stabilimento sui 350 presenti in Valle d’Aosta. Garazie sui controlli arrivano anche dalle carni. In merito al foraggio, non vi sono evidenze scientifiche che il fatto che non sia autoctono causi danni alla salute. La situazione epidemiologica è sotto controllo come da piano di risanamento predisposto. Infine, in merito al risanamento del bestiame nel 2009, dati al 15 novembre, su 1250 stalle solo 16 sono risultate positive alla tbc, pari all’1,28%, l’anno scorso si attestata al 3%. Nessuna rilevanza di tubercolosi su animali selvatici, nessun rilevamento di tubercolosi umana in Valle”.

di Moreno Vignolini

18/11/2009


Attualità
Percorso della legalità: 500 studenti valdostani a lezione da tre militanti contro la mafia
Aosta - Daniele Marannano, Massimo Brugnone e il cronista Pino Maniaci hanno parlato
di Mafia ai giovani valdostani e spiegato loro come la Sicilia stia cambiando.
Le esperienze di lotta alla malavita nei brevi aneddoti dei relatori
Penso che a questo percorso avrebbero dovuto partecipare non solo i ragazzi.
Ma soprattutto tanti adulti valdostani che smarriscono il senso della ragione


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giorgio - Gio Nov 19, 2009 9:39 pm
Oggetto:
La Stampa19 Novembre 2009 ha scritto:

La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:
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Aosta
Arresti «eccellenti» per uno scandalo
Ultima ora. Allarme Turismo, Prodotti tipici di Montagna. E’ giunta la brutta notizia del blitz delle polizie giudiziarie della Valle d’Aosta. Arresti eccellenti, sia in carcere che ai domiciliari. Non personaggi di seconda terza fila, ma la «crema» come si dice. Ora non avendo letto le carte, come dicono le «cartomanti», ma fidandomi di ciò che scrivono i colleghi, sono basito, si fa per dire, sapete il fine che si è messo in testa chi scrive, fare l’assessore al Turismo, e sapete che è una tesi di scuola che turismo e gastronomia vanno a braccetto. Me lo aveva detto il mio amico, ma lascia perdere l’assessorato al Turismo, sono cose difficili, anzi «la vita è difficile», avevo anche un’opzione per il Commercio, mah, la Fontina, ma dai, anche quella? Trascrivo solo gli strilli dei giornali e non commento. Da La Stampa del 13 Novembre: Burro immangiabile era spacciato per prodotto artigianale in realtà era zangolato pieno di batteri. In tavola, quintali di alimenti avariati sarebbero finiti in ristoranti e supermarket di Aosta, Cervinia, Verrès, Morgex. Latte, un produttore ha usato anche quello di stalle chiuse perché infette da Tbc.

Al telefono (il genio) ammette sono proprio un fuorilegge. Da La Stampa del 14 Novembre (invece) su richiesta del pm il giudice decide che «le attività si collocano in un amplissimo contesto criminale», non so perché ho scritto invece; le bovine (incolpevoli) finivano dritte al macello per non perdere la qualifica di stalla indenne e perdere i contributi. Con l’ingenuità tipica (quella sì) di chi si sente sopra alla legge, era positiva l’ho macellata. Il Top della conduzione degli allevatori ha consigliato: porta la fialetta di un’altra (bovina) così sei tranquillo. (Certo a pensarci). Però uno dice saremo tutelati dai veterinari?! Ma non sono andati in galera anche due veterinari? Beh, questo è troppo, non farò commenti li lascio fare al mio «fidato amico» che è più moderato di chi scrive, dice: in questi casi di attentato alla salute pubblica si deve applicare la pena che si applicava in Russia anni fa: impiccagione alla trave più alta di una stalla indenne. Così è se vi piace, vero Pirandello?
ANTONIO GARUCCIO


Ci sono cittadini che non si capacitano per quello che sta accadendo in Valle d'Aosta. Scandali, furbate assassine, decapitazione dell'uomo di buonsenso e totale asservimento delle coscienze mercenarie al gran Mogol del potere e dei soldi facili...va tutto bene madama la marchesa, almeno finchè dura la storia della vacca da mungere. Poi mi vengono a parlare di specificità, di particolarismo, di autonomismo, ma de chè? Di farsi - come dicono ormai anche quelli della Lega - i "cazzi sua".

Tanto come sempre è accaduto e come sempre accadrà gli elettori prediletti, i fontinari privilegiati, i produttori vezzeggiati, continueranno ad essere coccolati da questo "potere unionista". Potere arrogante, ormai degradato e portato ad esempio anche su trasmissioni televisive nazionali con milioni di telespettatori: "Che tempo che fa?" di Fabio Fazio dove Massimo Gramellini intervistato sull'arroganza del potere, racconta come in Valle d'Aosta gli ultimi quattro presidenti di Regione, sono stati tutti condannati dalla Magistratura. E dicendo questo alza la mano con il dito pollice reclinato all'interno del palmo. Esattamente quattro. Sarà vero?!

giorgio - Ven Nov 20, 2009 11:58 am
Oggetto:
La Stampa 20 Novembre 2009 ha scritto:
I controlli sul bestiame/1
“Contesto criminale diffuso e consolidato”
L’inchiesta ha rivelato un “risanamento illecito” nelle stalle fin dal 2003
«VASTA RETE DI CONOSCENZE»
Nell’ordinanza il giudice parla di un sistema basato su amicizie istituzionali
AOSTA
Maglie larghe del sistema di controllo sanitario, oppure attività illecite di tale raffinata organizzazione da riuscire a sfuggire a ogni verifica? La domanda offre un quadro di inquietudine per quanto accaduto nell’ambiente dell’allevamento di bestiame. Gli indagati sono settanta. Nell’ordinanza per l’arresto di tredici tra loro (dieci allevatori e tre veterinari) il giudice Maurizio D’Abrusco scrive nelle conclusioni: «Le attività criminali si collocano in un amplissimo contesto criminale che si avvale di strutture imprenditoriali (aziende di allevamento, laboratorio di analisi) e di specifiche professionalità nell’ambito del settore della zootecnia».

L’inchiesta ha scoperchiato un «sistema in grado di fare affidamento su una vasta rete di conoscenze istituzionali», scrive ancora il giudice. Sia regionali, sia ministeriali. Le cinquecento pagine d’indagine offrono elementi di prova su un traffico di Fontina, formaggi, latte e burro provenienti da allevamenti dove alcuni capi erano malati di tubercolosi, dicono di animali malati messi in vendita, di latte sano e infetto mescolati, di truffe nei confronti della Regione e della Comunità europea, di contrabbando dalla Svizzera di animali vivi e di seme di toro. Ancora, di sostituzione di vacche malate con quelle clandestine.

Per l’accusa c’è la prova della complicità dei veterinari arrestati che proteggevano gli allevatori, li aiutavano in quello che gli inquirenti hanno definito «risanamento parallelo». Le analisi sul sangue degli animali prima che ci fosse la verifica ufficiale del risanamento venivano fatte nel laboratorio LA.ECO.VET di Carmagnola. Ma negli atti si scopre che nei registri di quell’azienda ci sono documenti su analisi fatte su bovine valdostane fin dal 2003. Ecco perché il giudice scrive: «Fenomeno diffuso e consolidato». Le analisi per scoprire tubercolosi e brucellosi non possono essere fatte se non da istituti pubblici perché sono malattie soggette a profilassi di Stato. Il laboratorio aveva kit diagnostici per scoprire le due malattie, ma nei suoi registri i controlli fatti riguardano altre patologie. Le intercettazioni telefoniche hanno rivelato la natura delle analisi. Dopo il sopralluogo dei carabinieri del Nas di Torino i dipendenti del laboratorio non davano più l’esito diagnostico per telefono.

Nell’ordinanza del giudice D’Abrusco si sottolinea l’omissione del veterinario Mauro Ruffier dell’Usl, responsabile dell’area C dell’igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche. Ci sono parecchie intercettazioni telefoniche che riguardano la vicenda più grave per la salute pubblica, quella riferita agli allevatori Angelo Cabraz di Charvensod e Eliseo Duclos di Gignod. Nell’azienda di Duclos veniva conferito latte da sette aziende che non avevano l’autorizzazione sanitaria di vendere latte crudo. «Molteplici - scrive il giudice - sono i contatti telefonici nel corso dei quali Duclos e la moglie invitano i titolari delle sette aziende a recarsi presso gli uffici dell’Usl per sanare la registrazione. Le conversazioni evidenziano come le sollecitazioni avvengano previ accordi con il dottor Ruffier Mauro con l’obbiettivo esplicito di regolarizzare la situazione e nel contempo evitare sanzioni amministrative». Ruffier, ricorda il gip, «pur consapevole che il decreto legislativo 193/2006 prevede sanzioni per l’omessa registrazione delle aziende, non ha provveduto a irrogare le sanzioni di legge». Il veterinario è dunque indagato per omissione di atti. Dice: «Indagato? Non ne so nulla, sono stato sentito dal Nas. La non registrazione era soltanto una questione formale. Le domande erano già state presentate, ma erano ferme per una questione di avvicendamenti di personale. La situazione è poi stata sanata per sei delle sette aziende».
ENRICO MARTINET

giorgio - Dom Nov 22, 2009 3:13 pm
Oggetto:
La Stampa 22 Novembre 2009 ha scritto:
I controlli sul bestiame/3
Sigilli al Caseificio Variney
Latte dirottato. Erano cento i conferitori dell’azienda di Eliseo Duclos
che ha chiesto di tornare in libertà al tribunale del Riesame


AOSTA
Effetto domino, o quasi.

Il Caseificio artigiano Variney di Gignod è chiusa e cento allevatori che conferivano il latte si sono trovati in difficoltà. Chiuso dall’Usl perché il titolare, Eliseo Duclos, coinvolto nello «scandalo bestiame» è in carcere. E lui era il responsabile produttivo dell’azienda. La legge obbliga il blocco e l’Usl ha adempiuto alla norma. Contitolare del caseificio è la moglie di Duclos, Marisa Cheillon, alla quale sono stati revocati gli arresti domiciliari, ma non è accreditata per poter sostituire il marito proprio nella filiera di produzione. «In azienda è rimasta soltanto una segretaria e un casaro, dipendenti», spiega la direttrice dell’Usl Stefania Riccardi. L’avvocato di Duclos aveva fatto ricorso al tribunale del Riesame di Torino per ottenere la scarcerazione, ma i giudici si sono riservati la decisione. Dovrebbero sciogliere la riserva domani. Aspetta il giudizio anche Angelo Cabraz, l’altro allevatore in carcere. Hanno ottenuto ieri la libertà con obbligo di firma due dei tre veterinari arrestati a conclusione dell’inchiesta cominciata lo scorso anno. Il giudice delle indagini preliminari ha revocato gli arresti domiciliari a Davide Mila, 49 anni, di Morgex e a Massimo Volget, 38 anni, di Brissogne.
La tubercolosi
La approfondita inchiesta degli investigatori cominciò lo scorso anno per l’allarme destato dal ritrovamento in un macello del Piemonte di carcasse bovine che avevano contratto la tubercolosi. Erano bovine di stalle valdostane. Scrive nell’ordinanza il giudice Maurizio D’Abrusco: «L’attività ispettiva del Nas consentiva di evidenziare le notevoli dimensioni raggiunte dall’epidemia di Tbc bovina in Valle d’Aosta. E’ assai probabile che tale situazione si sia ulteriormente aggravata». A questa conclusione premette un lungo elenco di specchietti sulle analisi del bestiame svolte sia dal Nas sia dall’Usl e scrive: «Tra le aziende sottoposte ad intervento su richiesta del Nas, 27 sono risultate positive ai test in vita e sei sono risultate confermate».
La situazione di oggi
Già la Procura ha sottolineato come «non ci sia pericolo per la salute pubblica» perché le indagini hanno stroncato il commercio di alimenti che potevano essere nocivi. Il veterinario Enrico Rovarey, che all’epoca dell’inchiesta era il responsabile a livello regionale, dice: «C’è grande attenzione a livello comunitario sulla tubercolosi e i controlli si sono intensificati per questo da parte nostra. Rischio reale di contagio però non c’è, non c’è mai stato. Posso pensare che ci sia l’idea di un latte in cui navigano microbatteri come noccioline. Idea assurda, non è così».

Rassicuranti le informazioni date dall’assessore alla Sanità Albert Lanièce in Consiglio regionale. Aggiunge: «Tutti i prodotti si possono consumare con tranquillità, non c’è rischio alcuno. La situazione sulla tubercolosi non è allarmante. L’Usl ha messo in campo un piano straordinario di controlli che sono stati riconosciuti come tali in tre incontri con il ministero e in quello con il Centro nazionale di referenza sulla tubercolosi». I dati del risanamento offrono indicazioni di miglioramento sulle percentuali di animali malati. Dice ancora Lanièce: «Al 15 ottobre scorso su 1250 aziende di allevamento, 16 sono risultate positive. Lo scorso anno avevamo una percentuale di malattia pari al 3,2, nel 2007 poco sopra il 3. I dati di ottobre ci fanno sperare che quest’anno staremo sotto il 3 per cento».

Ma c’è un’altra evidenza che offre ottimismo all’assessore. Dice: «E’ molto importante sottolineare che fra i bovini malati di Tbc, una grande maggioranza non ha lesioni visibili quando avviene il controllo dopo la macellazione. Questo è molto confortante, perché significa che le diagnosi sono precoci, viene scoperta la malattia prima che intacchi i tessuti in modo visibile. In passato ci si trovava di fronte a situazione di importanti lesioni con quindi il pericolo di diffusione della malattia».


“Spero che i cittadini rimandino al mittente la berlusconata alle prossime elezioni".
A parlare è l’on. Antonio di Pietro, presidente dell’Italia dei Valori, dal Caffè Nazionale di Aosta, e il riferimento è diretto al fresco reincarico di Albert Lanièce ad Assessore regionale alla Sanità, salute e politiche sociali della Valle d'Aosta. "La vicenda dell'assessore alla Sanità, Albert Laniece, è una berlusconata – ha infatti commentato Di Pietro - Il premier per superare lo scoglio giudiziario aggira e interpreta le leggi a suo uso e consumo. La vicenda dell'assessore va in questa direzione”. Ed ecco qua una direzione e una interpretazione del tutto berlusconiana :
Le assicurazioni di Lanièce «Prodotti da consumare con estrema tranquillità.

giorgio - Lun Nov 23, 2009 10:51 am
Oggetto:
La Stampa 23 Novembre 2009 ha scritto:

Lo scandalo bestiame
Tredici arrestati e sessanta indagati


Sono attese per oggi le decisioni dei giudici del riesame di Torino sulle richieste di revoca degli arresti dell’allevatore di Jovençan Angelo Cabraz, 37 anni, e di Eliseo Duclos, 53 anni, titolare dell’omonimo caseificio di Variney (Gignod). I legali dei due indagati, gli avvocati Agata e Stefano Bonaudo, Massimiliano Sciulli e Jaques Fosson, hanno chiesto la revoca degli arresti, o in alternativa i domiciliari. L’inchiesta sul bestiame e sulla Fontina adulterata ha portato all’arresto di 13 persone, tra allevatori, produttori di formaggio e veterinari; oltre 60 gli indagati a piede libero. Intanto, sabato il gip del tribunale di Aosta Maurizio D’Abrusco ha revocato gli arresti domiciliari ai veterinari Davide Mila, 49 anni, di Morgex, e Massimo Volget, 38 anni, di Brissogne. Oggi il gip dovrebbe sciogliere la riserva anche sul veterinario dell’Usl Claudio Trocello. Il suo legale, l’avvocato Piergiorgio Pietrini, ha spiegato che Trocello, nei due interrogatori ai quali è stato sottoposto, ha raccontato tutto al magistrato chiarendo la sua posizione. In settimana altri indagati, per cui sono stati avanzate le richieste di revoca, potrebbero lasciare gli arresti domiciliari.


giorgio - Lun Dic 07, 2009 6:41 pm
Oggetto:
Citazione:
Il Parmigiano reggiano si aggiudica nuovamente le grolle d'oro dei formaggi
Saint - Vincent - Il concorso organizzato dal caseus Montanus si è chiuso sabato 5 dicembre scorso a Saint-Vincent.
Il riconoscimento fa del parmigiano reggiano anche il formaggio più premiato al mondo.

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I Premiati alle Grolle d'oro dei formaggi 2009

Il parmigiano reggiano è di nuovo il formaggio più buono d'Italia. A decretarlo è il concorso Formaggi d'Autore - Grolla d'Oro 2009 che si è chiuso sabato 5 dicembre scorso a Sant-Vincent. Il riconoscimento fa del parmigiano reggiano anche il formaggio più premiato al mondo. Giuseppe Alai, presidente del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano ha commentato "Questo eccezionale riconoscimento è la conferma del lavoro svolto in tutti questi anni per migliorare ulteriormente la qualità di
un prodotto unico. E' il risultato della cultura dell'arte del fare bene, con un prodotto da latte crudo e un formaggio senza conservanti e additivi. Davvero unico al mondo".

Ecco i premiati:
Grolla d'oro miglior formaggio a pasta dura di oltre trenta mesi è andato alla "Nazionale del Parmigiano Reggiano - Latteria sociale Migliara" (Casina, Reggio Emilia), presidente Paolo Tosi, con un campione prodotto da Antonio Albertini; secondo classificato la Casearia F.lli Dotti (Bibbiano); terzo Caseificio Dismano (Montese, Modena).
Grolla d'oro miglior formaggio a pasta dura d'età inferiore ai 30 mesi è andato alla "Nazionale del Parmigiano Reggiano-Caseificio Fiordilatte" (Gaggio Montano, Bologna), presidente Mario Palmieri, casaro Roberto Tassi, nomination secondo classificato Latteria Centro Ghiardo (Bibbiano); terzo classificato Caseificio Fior di Latte (Gaggio Montano, Bologna).
di Nathalie Grange
07/12/2009



E la nostra Fontina che fine ha fatto? Ha preso il volo verso Marte visto che l'avevano scambiata per un contenitore di "Visitors"? Certo che è stato inferto un bel colpo alla credibilità casearia valdostana. Quello che fa rabbia è che buona parte di questi signori allevatori e produttori sono stati "foraggiati" per presentarsi a testa alta nelle competizioni nazionali e internazionali. Qualche giornale locale si è persino spinto a scrivere che in Giappone non sanno fare un buon formaggio. Ma ci guardassimo a casa nostra! Perchè potrebbe essere meno buono, è vero, ma penso che sicuramente sarà più sano!
giorgio - Dom Ago 29, 2010 12:00 pm
Oggetto:
La Stampa 29 Agosto 2010 ha scritto:
Per la vicenda l’anno scorso erano state arrestate 13 persone
Lo scandalo bestiame ricostruito in 200 pagine


La procura di Aosta ha chiuso l’inchiesta sul mondo del bestiame. La pentola era scoppiata nel novembre 2009 e aveva portato all’arresto di 13 persone. L’inchiesta è stata condotta dalla Forestale e dai carabinieri. Le persone inquisite sono 75: allevatori, veterinari, commercianti e titolari di un laboratorio di analisi di Carmagnola. Con un faldone di oltre 200 pagine, in questi giorni stanno arrivando le notifiche agli indagati. Anche due consiglieri regionali sono nell’elenco, Mauro Bieler e Piero Prola, entrambi dell’Union valdôtaine. Il reato contestato loro è quello di «omessa denuncia». L’ipotesi degli inquirenti è che i due, pur sapendo cosa stava succedendo, non abbiano sporto denuncia. Ma Bieler e Prola cadono dalle nuvole. «Non ne so assolutamente nulla – dice il consigliere Prola –, ho appreso tutto leggendo i giornali. Non ho ricevuto nessuna notifica, ma vedo che si parla di un’ipotetica denuncia a mio carico. Non credo che sia una cosa normale apprendere in questo modo cose sul proprio conto».

Sulla stessa linea Bieler, che appare ancora più sorpreso: «Non ho mai ricevuto nulla, se non avessi letto i giornali non saprei nemmeno di cosa sono accusato». Mauro Bieler ha però un’idea precisa sul suo coinvolgimento: «Mi ritrovo in mezzo a una questione ormai vecchia di due anni, trovo che questa sia fantapolitica, mi vogliono fare fuori politicamente solo perché sono il genero di Gabriele Viérin». Ovvero dell’ex presidente dell’Arev, comproprietario dell’azienda agricola La Borettaz e una delle persone che lo scorso novembre era finito agli arresti domiciliari. «Mio suocero può anche avere mille problemi, che poi sono tutti da dimostrare, quel che è certo è che io non ho nulla a che fare con tutto ciò. Mi sembra tutto un disegno politico e mediatico per farmela pagare, solo per un mio legame di parentela».

La politica per ora non commenta. «Finché non avremo notizie ufficiali non mi esprimo - dice l’assessore alla Sanità, Albert Lanièce -, tutto potrebbe sgonfiarsi. Già altre volte abbiamo avuto notizie che sembravano più grandi di quel che poi erano nella realtà». Altrettanto cauto il presidente della Regione Augusto Rollandin: «Non ho ancora letto nulla. E’ una situazione talmente delicata e con così tante tematiche in gioco che bisogna capire bene prima di commentare in qualsiasi modo».

Prola è stato il responsabile del Servizio tecnico dell’assessorato dell’Agricoltura.
Nel 2008 i Nas controllano a tappeto le stalle valdostane per fare chiarezza sulla tubercolosi bovina in Valle, dove secondo l’inchiesta, da giugno 2008 vigeva la «prassi di truccare la prova tubercolinica» grazie all’uso di farmaci cortisonici. Del fatto che le prove potevano essere «taroccate» sembrano però consapevoli sia Prola sia l’assessore Lanièce, che il 28 novembre parlando della commissione nella quale si era discusso di gamma interferone hanno avuto questo scambio di battute, intercettato. Lanièce: «Io, comunque, due cose... l’ho dovuto dire sul fatto che il gamma interferone i Nas lo fanno perché l’altra prova si può truccare», mentre nel corso della conversazione Prola dice: «Madonna... si è proprio capito che stanno facendo delle prove parallele». Bieler, secondo gli inquirenti, sarebbe stato a conoscenza del fatto che degli allevatori valdostani svolgevano prove parallele di risanamento, alternando i risultati sulla tubercolina per intascare i soldi del risanamento. Gli indagati hanno 20 giorni da quando ricevono la notifica per organizzare la propria difesa, poi il giudice deciderà se procedere con un rinvio al giudizio o con l’archiviazione. Dalle indagini emerge un diffuso sistema criminoso, che secondo il Gip sarebbe «peraltro in grado di fare affidamento su una vasta rete di conoscenze istituzionali».

CRISTIAN PELLISSIER



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giorgio - Dom Ago 29, 2010 12:15 pm
Oggetto:
AostaSera.it 28/08/2010 ha scritto:
Operazione bisturi: i nomi degli indagati.
130mila euro l'ammontare del peculato

Aosta - Oltre al direttore amministrativo dal Day Hospital, Alberto Morelli, ci sono anche i primari
Manuel Mancini, Alessandro Albani, Michy Salval, Paolo Pierini e i dirigenti medici Giorgio Basile, Antonio Antico, Paolo Millo e Riccardo Brachet Contul

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Hospital di Reg. Borgnalle ad Aosta

Oltre al direttore amministrativo dal Day Hospital, Alberto Morelli, ci sono anche otto medici: primari ospedalieri aostani Manuel Mancini (ortopedia), Alessandro Albani (anestesia e terapia intensiva), Michy Salval (chirurgia d'urgenza), Paolo Pierini (urologia) e i dirigenti medici Giorgio Basile(ortopedia), Antonio Antico (chirurgia vascolare), Paolo Millo e Riccardo Brachet Contul (chirurgia generale).

L'inchiesta, partita del gennaio del 2009, si è conclusa. Ora, gli indagati avranno tempo fino al 15 settembre prossimo per presentare memoria difensive e per farsi interrogare dal pm Luca Ceccanti. L'inchiesta, denominata 'Operazione bisturi', è stata fatta dagli uomini della Digos della Questura di Aosta e dai militari delle fiamme gialle valdostane.
Le ipotesi di reato riguardano la truffa aggravata, il peculato (per l'utilizzo di materiale chirurgico di proprieta' dell'Usl in interventi privati), l'assenteismo, lo smaltimento illecito di rifiuti e l'evasione fiscale. In oltre, hanno trovato carenze strutturali.

Il cuore dell'inchiesta, che si è concentrata sugli ultimi cinque anni, ha in particolare riguardato l'attivita' di 'intra moenia allargata' svolta irregolarmente da parte di medici e primari dell'Ospedale regionale di Aosta. 'Abbiamo constatato che alcuni medici - ha spiegato Francesco Menchiari, dirigente della Digos - operavano privatamente nella struttura, senza emettere fatture, utilizzando illecitamente materiale chirurgico di proprietà dell'Azienda sanitaria locale e durante l'orario in cui avrebbero dovuto essere in servizio all'Ospedale regionale'. L'ammontare del peculato è di 130 mila euro, di cui 70 mila solo nel 2007. Secondo quanto appurato, i medici operavano i pazienti privatamente utilizzando il materiale dell'Usl. Non solo in alcuni casi, i medici in orario di servizio all'ospedale, andavano a operare privatamente al Day Hospital. 'All'interno della struttura – continua Menchiari – è stato difficile trovare delle posizioni regolari. Le cartelle cliniche degli interventi pubblici non venivano trasmesse all'ospedale'.

Gravi carenze anche per quello che riguarda lo smaltimento dei rifiuti, considerati pericolosi. Infatti, la ditta privata del Day Hospital ne smaltiva pochissimi, alcuni sono stati trovati stipati sotto il sotto scala, altri venivano messi sul furgone che smaltiva quelli dell'Usl, in altri casi, sono stati trovati buttati nei rifiuti normali. In corso di accertamento anche tutte le violazioni fiscali. ''Non è facile provare quest'attività di evasione fiscale - ha riferito il maggiore della guardia di finanza, Massimiliano Zechender - se non incrociando pazientemente i documenti in nostro possesso'. All'esame dei finanzieri, in particolare, la documentazione clinica conservata nella struttura sanitaria privata che spesso non ha riscontri di tipo fiscale. In alcuni casi risultano emesse 2 fatture a fronte di una ventina di visite o di interventi effettuati. Dai riscontri stanno anche emergendo alcuni casi di doppia fatturazione per un unico intervento, il cui importo complessivo è comunque inferiore alla cifra pagata dal paziente'.
di Cristina Porta



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giorgio - Dom Ago 29, 2010 12:21 pm
Oggetto:
La Stampa 29 Agosto 2010 ha scritto:
La necessità di scoprire gli infedeli

Omissione è sinonimo di infedeltà.
Il reato che non c’è e se c’è appare come marginale è la chiave di vicende quali le inchieste su allevamenti e Day Hospital, l’indice di un sistema di possibili coperture. Il reato penale è imputato a una persona, il controllo non avvenuto da parte di amministrazioni pubbliche apre scenari inquietanti perché generalizzati. Scoprire gli «infedeli», cioè coloro che non hanno fatto verifiche è indagine molto difficile.

Nel settore pubblico chi sa e non sanziona, chi conosce una situazione illecita e non denuncia apre varchi all’illegalità diffusa. Fino a prova contraria ogni indagato è innocente. Soltanto quando la sua posizione sarà vagliata nei tre gradi di giudizio potrà essere ritenuto colpevole. Tuttavia ciò che emerge dalle due inchieste, su allevatori e Day Hospital, è la colpa del «non controllo», quindi della rinuncia a voler vedere. E se la magistratura, in entrambe le inchieste, non riuscirà a trovare le prove di un’illecita (cioè penalmente rilevante) condotta omissiva, tutto si chiuderà con assoluzioni o condanne di singole persone.

La giustizia non può far di più. Ma la politica e la burocrazia, sì. Il fatto è che ormai viaggiano sullo stesso binario: nel nome dell’efficienza degli enti pubblici non c’è più il burocrate che esercita nell’ambito del suo ruolo il controllo sull’operato del politico. E viceversa. L’indole truffaldina di un singolo non può sfuggire per anni a un’amministrazione. Se accade, significa che il controllo non funziona, oppure che non fa più parte dell’etica politico-amministrativa

Enrico Martinet



E' come si dice ovunque una o LA QUESTIONE MORALE E' strano come da tanto tempo in Valle non ci si sia accorti che la nostra Regione non era diversa o migliore dalle altre. La grave malattia della questione morale ha colpito anche le nostre strutture, i nostri amministratori, i nostri personaggi pubblici. Così come in ogni altra regione d'Italia. Solo che da noi ci siamo svegliati in ritardo e abbiamo aperto gli occhi grazie anche agli uomini dello Stato che hanno ripreso con lena i controlli.

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giorgio - Ven Set 03, 2010 10:56 am
Oggetto:
AostaSera.it 02/09/2010 ha scritto:
Italia dei Valori “I partiti politici non cerchino consensi elettorali in settori specifici”
Aosta - Italia dei Valori Valle d'Aosta in una nota reputa “cosa grave il coinvolgimento dei consiglieri regionali dell' Union Valdôtaine.
Piero Prola e Mauro Bieler”, nella recente maxi-inchiesta sul settore dell'allevamento bovino in Valle d'Aosta.

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Mucche al pascolo nella Valle di Rhemes

“Quest'episodio, se confermato, è l'ennesima dimostrazione che i partiti politici non debbano cercare consensi elettorali in settori specifici, ma altresì debbano puntare a realizzare un buon governo generalizzato e nell'interesse di tutta la popolazione”. E’ quanto si legge in una nota inviata alle testate locali da Italia dei Valori Valle d'Aosta, in merito alla presenza di due nominativi di consiglieri regionali dell’Uv tra gli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulle fontine adulterate, che lo scorso novembre aveva portato all'arresto di 13 persone, altre 62 erano state invece indagate.

“Consigliamo agli esponenti di governo regionale – si legge ancora - di limitarsi a porre la propria mano sulla groppa delle "reines" vincitrici delle "batailles" per congratularsi del successo ottenuto, oltre a predisporre veri piani di sviluppo rurale che premino lo spirito d'impresa e l'onestà, caratteristiche dominanti della quasi totalità del mondo agricolo. Auspichiamo pertanto che la Magistratura svolga fino in fondo il suo lavoro, come sempre, portando alla luce i fatti previsti come delittuosi affinché vengano sanzionati e non abbiano più a ripetersi”.

Italia dei Valori della Valle d'Aosta giudica inoltre “estremamente superficiali e affrettate le recenti dichiarazioni dell'Assessore alla Sanità Albert Laniéce che non esclude un considerevole ridimensionamento delle accuse rivolte agli allevatori. Noi invece le valutiamo come circostanze gravi se non addirittura pericolose per la collettività”.

di Redazione Aostasera


giorgio - Ven Set 03, 2010 11:10 am
Oggetto:
AostaSera.it 01/09/2010 ha scritto:
Inchieste fontine adulterate e Day Hospital: "e' necessaria una riflessione politica"
Aosta - "Dai numeri degli indagati e dal coinvolgimento di numerosi amministratori pubblici...emergono alcuni fatti che dovrebbero interrogarci e suscitare una qualche azione da parte di chi ha la responsabilità del governo della cosa pubblica."


Caro Direttore,
i recenti fatti giudiziari che coinvolgono il mondo della zootecnia e della sanità valdostane dovrebbero, a mio avviso, aprire una qualche riflessione politica. Dai numeri degli indagati e dal coinvolgimento di numerosi amministratori pubblici, ai quali auguro di poter chiarire con nettezza la loro posizione, emergono alcuni fatti che dovrebbero interrogarci e suscitare una qualche azione da parte di chi ha la responsabilità del governo della cosa pubblica. Premetto che ho sempre odiato la semplificazione che, quando accadono queste cose, si applica contrapponendo garantisti e giustizialisti. Lo trovo un modo per sfuggire alle responsabilità della politica e per non fare niente. L’accertamento della verità è affidata alla magistratura e il principio di innocenza fino a prova contraria è un caposaldo della convivenza civile. Detto questo il numero degli indagati sia sul versante dell’inchiesta sulle fontine che su quello del Day Hospital sono rilevanti e legittimano l’ipotesi che, se malaffare cè stato, si tratta di un comportamento collettivo e diffuso.

Provate a pensare se scoppiasse un caso del genere in Lombardia che coinvolgesse, fatte le debite proporzioni, 5600 tra allevatori e amministratori locali o uno nella sanità Piemontese che mettesse sotto accusa 500 fra medici e personale amministrativo dei propri ospedali. Scoppierebbe, giustamente, il finimondo. Ci sarebbero dibattiti politici e crisi fortissime e, forse, anche modifiche alle regole, nuovi controlli, assunzioni di responsabilità. In Valle d’Aosta questo non accade e la percezione della gravità dei fatti è smorzata dalla relatività dei numeri che non suggerisce immediatamente il rischio che corriamo. Se un sistema sociale ed economico come il nostro, fortemente incentrato sulla presenza istituzionale, comincia a presentare i sintomi di comportamenti e condotte che non sono più semplicemente individuali ma che sembrano prefigurare strutture e consorterie, al di là degli esiti giudiziari, credo che occorrerebbe correre ai ripari.

Occorrerebbe che la politica si interrogasse sull’efficienza e sull’efficacia delle proprie procedure di controllo, sull’equilibrio tra regole, capacità decisionale e discrezionalità dell’amministrazione pubblica, sul concetto di trasparenza e sulle forme e i modi in cui si può esercitare il controllo democratico dell’azione di governo da parte dell’opposizione e della società civile. Non si tratta di strapparsi le vesti o di agitare bandiere moraliste. Si tratta di prendere in mano la situazione e, con determinazione e prudenza, provare a chiedersi se possiamo fare di più per dare ai cittadini la garanzia che i nostri soldi sono amministrati con correttezza. C’è poi una responsabilità che non appartiene solo alla politica ma a tutti: investire su una etica pubblica più forte e visibile non serve solo per fare qualche convegno ma per vivere tutti meglio. Non elimineremo mai del tutto i furbi e gli approfittatori ma ne parleremo al singolare.

Fabio Protasoni
Presidente Assemblea Regionale PD



giorgio - Ven Set 10, 2010 4:01 pm
Oggetto:
Aostaoggi.it ha scritto:
Aosta, bandiere a lutto per i funerali del sindaco di Pollica
Angelo Vassallo è stato ucciso dalla camorra

10/09/2010

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AOSTA. L'Amministrazione comunale di Aosta ha aderito all'invito dell'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) rivolto a tutti i Comuni di esporre la bandiera a mezz'asta oggi, giorno dei funerali del sindaco di Pollica (Salerno), Angelo Vassallo (foto da internet), freddato con 7 colpi di pistola in un probabile agguato camorrista.

«Si tratta – afferma il sindaco Bruno Giordano - di un piccolo gesto, ma altamente simbolico che, da un lato, ben rappresenta lo sdegno che, come tutti gli italiani, abbiamo provato di fronte ad un crimine efferato e orribile, ma anche capace di rendere tangibile la vicinanza della nostra città ai familiari di Angelo Vassallo e all'intera comunità di Pollica nel giorno in cui il paese si fermerà per stringersi intorno al suo sindaco barbaramente trucidato».

redazione

La mafia non esiste. Questo ci stanno inculcando da tanto tempo, ormai anche qui in Valle! Così come non esiste o è un'invenzione dei Magistrati, tutta quella criminalità che da sempre tiene per le palle il potere che però pare trovarsi molto bene visto che non si ribella. Questo è il paese dove chi possiede una coscienza civile non ce la fa, per vivere bene qui bisogna farsi i fatti propri e girarsi dal lato opposto delle schifezze, la tragedia è che sono finite le parti verso cui potersi voltare.

Perché in questo paese è peccato mortale raccontare in un film le gesta di un criminale, ma non lo è altrettanto offendere e insultare perfino la memoria dei galantuomini morti - ammazzati - perché facevano il loro dovere. Non sono uomini come Ambrosoli, Falcone, Borsellino e tutti quelli come Vassallo che hanno pagato con la vita il tentativo di ridare a questo paese una faccia presentabile gli eroi, come ci hanno insegnato in questi ultimi anni ci vogliono altre referenze per esserlo. Questo è lo spessore dei nostri statisti.

giorgio - Ven Set 17, 2010 3:56 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 16/09/2010 19:15 ha scritto:
PD: DONZEL, NON ESCLUDERE COMMISSIONE SU RECENTI INCHIESTE
(ANSA) - AOSTA, 16 SET -
Presa di posizione del Pd della Valle d'Aosta sulle recenti inchieste che hanno coinvolto i settori regionali della sanita' e l'allevanto: ''Qualora le accuse si rivelassero fondate - ha detto oggi il segretario Raimondo Donzel, in una conferenza stampa convocata sull'argomento che ha aperto la festa Aosta Democratica alla Croix Noire - la politica dovra' assumersi le sue responsabilita' e per farlo non escludiamo la costituzione di una commissione di indagine''.

''Non e' corretto - ha aggiunto Donzel - che la maggioranza regionale non abbia proferito parola sulle due vicende. Non vogliamo massimizzare gli eventi, ma neppure ridurli a cose di poco conto''. Sulla stessa lunghezza d'onda il consigliere regionale del Pd Gianni Rigo: ''Le due vicende hanno dimostrato che in Valle d'Aosta c'e' un'opacita' amministrativa, controlli insufficienti e compromessi morali. La pubblica amministrazione deve migliorare i controlli e il monitoraggio in settori delicati quali l'agricoltura, la sanita' e le opere pubbliche''.

''Difronte a fatti di carattere giudiziario, a sospetti di corruzione siamo abituati a dividerci tra garantisti e giustizialisti'', ha dichiarato Fabio Protasoni, presidente dell'Amblea del partito. ''Occorre invece - ha aggiunto - dare il via a una riflessione che sia politica. Qui in Valle d'Aosta tutto passa via tra il serio e il faceto, si relativizza difronte a una macchina amministrativa che ha faglie e problemi di trasparenza''. (ANSA).


giorgio - Ven Set 17, 2010 7:08 pm
Oggetto:
La Stampa 17 Settembre 2010 ha scritto:

Stalla chiusa da nove mesi
“E’ uno scambio di provette”


Ci stanno lentamente mandando in rovina. Se qualcuno non ci aiuta finiremo sul lastrico. La nostra stalla è chiusa da nove mesi e tutta l’attività è bloccata, per una falsa tubercolosi riscontrata dai veterinari dell’Usl di Cuneo su una mucca del nostro allevamento, macellata a dicembre 2009. Ma da noi non c’è mai stata la Tbc». Le parole sono di Italo Diémoz, 70 anni, e della moglie Mirta Haudemand, 62, allevatori del villaggio Chéverel a La Salle. Racconta ancora Diémoz: «I campioni fatti esaminare dai veterinari dell’Asl di Cuneo dal laboratorio dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta il 24 febbraio hanno dato esisto positivo. E per loro è tutto. Storia finita. Anche se in seguito è stato provato che il campione inviato dal macello di Cuneo al laboratorio piemontese non apparteneva alla nostra bovina. E’ probabile che quei campioni attribuiti a “Lupa” (il nome della bovina macellata nel cuneese, ndr) trovata infetta da tubercolosi siano frutto di uno scambio di campioni. Quelli prelevati dalla mucca macellata non sono riconducibili ai genitori di Lupa, il cui Dna è depositato nell’archivio dell’Anaborava di Gressan». Sono nove mesi che prosegue la battaglia legale, con scambi di lettere tra i veterinari delle aziende sanitarie del Piemonte e della Valle d’Aosta e i legali dell’allevatore. Senza alcun esito. Tutto rimane bloccato. I primi restano fermi sulle loro posizioni. Gli altri, che hanno eseguito, sulla base della documentazione sanitaria dei colleghi, il blocco della stalla di Chéverel, dicono che hanno le mani legate e che la competenza è dei colleghi cuneesi.

La stalla dunque resta bloccata per un cavillo burocratico di competenze e per la mancanza di esami effettuati in contraddittorio rispetto a quelli piemontesi. Per questo i veterinari di Cuneo non intendono riconoscere quelli effettuati dai Diémoz in privato in un ambulatorio di Cremona, che attraverso il Dna della famiglia di «Lupa» hanno evidenziato l’errore sul campione analizzato. «Sono esami di parte - dicono i veterinari piemontesi - e quindi inaffidabili rispetto al pubblico». Ribatte l’avvocato degli allevatori Nilo Rebecchi: «Siamo davanti a un circolo vizioso. Un cosa però appare certa ed è che la stalla del mio cliente non è mai stata intaccata da Tbc. Stiamo cercando di trovare una soluzione - spiega Rebecchi - cosa purtroppo non facile, in quanto non esistono esami di laboratorio in contraddittorio a quelli cuneesi. Gli errori nel caso “Lupa” possono essere stati diversi, a partire da chi ha effettuato il trasporto della bovina a chi ha prelevato i campioni da analizzare». Aggiunge il legale: «Dalla documentazione in nostro possesso è accertato che il campione infetto controlato a Cuneo non apparteneva a “Lupa”. Nonostante questo, l’allevamento di Diémoz ha perduto il requisito di indenne dalla Tbc».

La prova del Dna al laboratorio di Cremona è stato possibile perché i genitori e una sorella di «Lupa» sono censiti all’Anaborava di Gressan, l’associazione per la tutela della razza bovina valdostana. «Avere la certezza del Dna dovrebbe essere una garanzia in più per tutti - aggiunge l’avvocato - e questo dovrebbe essere sufficiente a ristabilire la buona fede del mio cliente». Aggiunge Diémoz: «E’ uno stillicidio di colpe, rimpalli e di scarica barile. Un incubo da cui non riusciamo a venire fuori. Nella nostra stalla ci sono 88 mucche e 15 vitelli, tutti sani, ma è bloccata e quindi non possono pascolare ed essere portati in alpeggio».
Daniele Genco



La Stampa 17 Settembre 2010 ha scritto:

FESTA DEL PARTITO. DIBATTITO SULLE INDAGINI DELLA MAGISTRATURA

Inchieste su agricoltura e sanità
Il Pd invoca più controlli pubblici

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«Le recenti indagini giudiziarie sulla sanità e sull’agricoltura valdostana? Se le responsabilità verranno accertate sarà opportuno che il Consiglio regionale attivi una Commissione d’indagine». E’ la posizione del Pd e del suo segretario Raimondo Donzel che ieri, con il presidente Fabio Protasoni e i consiglieri Carmela Fontana e Gianni Rigo, ha aperto la Festa Democratica di Aosta, all’arena della Croix Noire, con un incontro dedicato alle inchieste sulle presunte truffe nel settore dell’allevamento e sul Day Hospital. «Noi conosciamo solo le notizie riportate dai giornali – dice Rigo – e la presunzione di innocenza resta un cardine sancito dalla Costituzione. Tuttavia questi avvenimenti fanno emergere un’area grigia e paludosa all’interno dell’amministrazione pubblica, al di là delle responsabilità individuali». Non si chiedono dimissioni («Non è nostro compito fare i poliziotti e, comunque, non c’è ancora nessun rinvio a giudizio», specifica Donzel), ma «una riflessione – è ancora Rigo a parlare – sul perché si creano vicende come queste». Protasoni poi sottolinea: «Solo nel caso che interessa il mondo della zootecnia ci sono oltre 70 indagati. E’ un numero enorme: in rapporto al numero di abitanti è come se in Lombardia fosse stata aperta un’inchiesta su 5 mila persone».

Anche per questo il segretario del Pd manda un messaggio all’attuale maggioranza che governa in Regione: «Bisogna purtroppo prendere atto che i movimenti che guidano l’esecutivo non hanno ritenuto di giungere ad alcuna riflessione su questi eventi. Invece noi siamo convinti che da qui si debba partire per capire cosa non funziona nella macchina amministrativa». E Rigo spiega: «Ciò che emerge è, da una parte, una sorta di opacità amministrativa, ovvero l’insufficienza del sistema di controlli, dall’altra una certa propensione per i compromessi morali, cioè si fa finta di niente. Bisogna che l’amministrazione pubblica rinforzi i suoi sistemi di monitoraggio».

Oggi alle 18 intanto verrà presentato il libro «La colata - Il partito del cemento che sta cancellando l’Italia e il suo futuro». Interverrà uno degli autori, il giornalista de La Stampa Giuseppe Salvaggiulo.
Daniele Mammoliti


Sto denunciando da molti mesi una campagna subdola e sfuggente ai più nei confronti del Partito democratico. Essa è figlia dei giornalisti dei principali media locali che da tempo hanno intrapreso, con ostinazione e furore "Feltriane" una strategia distruttiva nei confronti di un nemico piuttosto che di un avversario. Essa è tesa a screditare il Pd agli occhi di coloro che dovrebbero sentirsi tutelati unicamente da quel partito del leoncino che da tempo ha tradito la democrazia e che vuole emarginare il Pd come un'aggregazione politica non più adatta a rappresentare l'area della popolazione democratica di questa Regione. Fino a quando, nella situazione storica, ci ritenevano alleati (o semplici zerbini) andava tutto bene. Tanto sapevano che gli atteggiamenti degli ex Ds-Gv erano sempre o quasi sempre allineati ai loro intendimenti politici. Questo fu un periodo tragico, tanto da fare dire con euforia - in una direzione di partito - al precedente Segretario, che noi eravamo gli alleati migliori e preferiti dell'Uv.

Ora, come si potrà notare, nell'impaginazione data dal quotidiano che sto trattando, si evince come una coppia di anziani allevatori stiano andando completamente in rovina perchè la stalla resta bloccata non solo per cavilli burocratici di competenze. Ma anche e per la mancanza di esami effettuati in contraddittorio rispetto a quelli piemontesi. Dice l'allevatore «E’ uno stillicidio di colpe, rimpalli e di scarica barile. Un incubo da cui non riusciamo a venire fuori. Nella nostra stalla ci sono 88 mucche e 15 vitelli, tutti sani, ma è bloccata e quindi non possono pascolare ed essere portati in alpeggio»

Non ostante l'intervista a me paia datata, essi hanno tutta la mia comprensione e solidarietà, ma un attento e smaliziato lettore, si potrebbe domandare: "ma che c'entra in tutto questo l'articolo di Daniele Mammoliti? Cosa c'entra con quel titolone falso, sparato a vanvera quasi un atto di accusa, dove l'esimio giornalista articola un suo strano pensiero e rivolge l'indice accusatore al Pd, reo
di invocare più controlli pubblici ? Ci siamo, ho pensato, vuoi vedere che Vittorio Feltri direttore de il Giornale ha fatto scuola e anche in Valle d'Aosta iniziamo ad ispirarci al famigerato metodo Boffo? E' sufficiente continuare a parlare male, ad infangare una persona, un'organizzazione che prima o poi risultati tangibili come le dimissioni del direttore dell'Avvenire, arriveranno. Vorrei sapere da Daniele Mammoliti dove nel suo articolo si possa evincere, come riassume il titolo, che il Pd sia il partito giustizialista per eccellenza e che vuol vedere gli allevatori onesti angariati da controlli pubblici più che mai pesanti. Un avverbio comparativo di maggioranza di troppo...nei confronti del Partito democratico.
giorgio - Mer Set 22, 2010 10:07 am
Oggetto:
partitodemocratico-vda.it ha scritto:
PD: salvaguardare il pluralismo editoriale
nel settore dell’informazione valdostana


Non è stata accolta per un difetto di forma l’interrogazione a risposta immediata presentata ieri, lunedì 20 settembre, dal gruppo consiliare regionale del PD Valle d’Aosta sul caso del futuro editoriale delle reti E21, Rete Saint-Vincent, Studio Nord e Aujourd’hui Vallée.

“Al di là delle formalità, che naturalmente rispettiamo, – sottolinea il segretario regionale del Pd Raimondo Donzel – resta la preoccupazione del PD per la decisione dell’editore Pagliero di abbandonare la sua attività editoriale nella nostra regione dopo l’ennesimo furto di apparecchiature a suo danno”. La preoccupazione del Pd è doppia: “da un lato – aggiunge Donzel – si tratta di un grave episodio che lede lo sviluppo dell’imprenditorialità nella nostra regione. Dall’altro, l’annunciato abbandono e la chiusura di quattro reti televisive regionali comprometterebbero gravemente il già limitato pluralismo editoriale in Valle”.

Per questi motivi, il Partito Democratico chiederà al governo regionale di farsi carico della necessità di salvaguardare il pluralismo editoriale nel settore dell’informazione valdostana.



giorgio - Mer Set 29, 2010 11:56 am
Oggetto:
La Stampa 9 Settembre 2010 ha scritto:
«AUJOURD’HUI VALLEE»
Dopo il furto di ripetitori
si riaccende il segnale tv


Mauro Pagliero, l’imprenditore televisivo messo in ginocchio da due furti di ripetitori a Hône e Saint-Vincent, valore 800 mila euro, ha ripreso le trasmissioni del canale «Aujourd’hui Vallée» con l’emissione in differita della seduta del Consiglio regionale del 22 settembre. «Una decisione - dice Pagliero - per far fronte agli impegni contrattuali. In questa fase di emergenza abbiamo riutilizzato in parte apparecchiature avute in prestito da altre emittenti o smontate da postazioni secondarie».


Ora noi tutti speriamo che anche l'altra emittente televisiva regionale Tele S.Vincent abbia le stesse possibilità di riprendere i suoi programmi. Devo dire che i colleghi del'emmittente "corazzata" non abbiano quasi tenuto in nessun conto questa anomalia valligiana sull'informazione. E pensare che la giornalista Angelini aveva dimostrato tutta la sua professionalità nel concorrere obiettivamente all'informazione valdostana. Forse è perchè alcune volte era sembrata essere fuori dalle righe della normalizzazione e del'inquadramento voluto dal maggiore partito-movimento che opera qui in Valle che non ha avuto sufficiente attenzione e solidarietà?
paolog - Mer Set 29, 2010 8:44 pm
Oggetto:
Naturalmente, tutta la nostra solidarietà a "Tele S.Vincent" alla Giornalista Maria Angelini e i suoi collaboratori.
giorgio - Ven Dic 10, 2010 4:51 pm
Oggetto:
europaquotidiano it 10 dicembre 2010 ha scritto:

Il regalino del Messaggero ad Alemanno
Chi si attacca al tram?


Gianni Alemanno qualche problema ce l’ha. Nonostante l’aiutino del Messaggero. Il quotidiano di Roma, in prima pagina e nell’edizione nazionale, infatti non dedica una riga una agli scandali che investono il primo cittadino della capitale relegando «la nuova parentopoli» in apertura di cronaca locale. Ma la vicenda è squadernata su altri quotidiani e merita commenti e editoriali di prima pagina. Su Repubblica, Francesco Merlo sottolinea «la prevalenza della cubista». Forse, tra tutti gli 854 parenti raccomandati, scrive Merlo, «il poliziotto Giancarlo Marinelli non è il più innocente. È però sicuramente il più elegante questo caposcorta di Alemanno che si è dimesso perché il sindaco gli ha sistemato due figli nelle municipalizzate. Ma davvero è il papà di Giorgio e di Ilaria che deve pagare? Deve dimettersi il padre o il padrino (politico) del più famelico familismo della nostra storia?». Merlo bolla come «inaccettabile la pratica clientelare che ha trasformato l’amministrazione della capitale d’Italia in un ufficio di collocamento per parenti». E fa nomi e cognomi perché «non si tratta infatti di un caso eccezionale ma di almeno 854 “casi umani” (così li chiama il ministro Bondi) che sono un’enormità mai vista». E Alemanno? «Fa finta di essersi distratto, familista a sua insaputa, indignato come Scajola e come Bertolaso e come tutti gli altri postdemocristiani, berlusconiani, che persino osano spacciare i pesanti, mortali tagli ai bilanci delle università come una lotta al familismo». Dopo le denuncie giornalistiche spetta alla procura e alla corte dei conti accertare «responsabilità penali e contabili», ma dal punto di vista del costume politico «è una bruciante e forse irrimediabile sconfitta della destra italiana, della sua storia, del suo decoro, del suo ipermoralismo ostentato». Il postfascista Alemanno «guida i topi e i topastri nel formaggio familista. Povero Alemanno, tiene 854 famiglie».


Quando si parla di quarto potere utilizzato male..... Chissà perchè questo episodio mi ricorda tanto alcune realtà dei media valdostani.
giorgio - Sab Feb 05, 2011 12:50 pm
Oggetto:
La Stampa 05/01/20911 ha scritto:
TRIBUNALE. TURBATIVA D’ASTA PER IL SERVIZIO DI SICUREZZA ALL’AMIAT
La Torre e Luberto rinviati a giudizio
Saranno processati a Torino, secondo l’accusa hanno pilotato una gara di appalto


Comincerà il 12 gennaio 2012 a Torino il processo a carico del capogruppo e segretario di Fédération autonomiste, Leonardo La Torre, e del consigliere comunale ed ex presidente dell’Azienda pubblici servizi di Aosta (anche lui di Fédération) Salvatore Luberto. L’accusa è di turbativa d’asta per l’aggiudicazione del servizio di gestione della sicurezza all’Amiat, l’azienda di igiene ambientale di Torino. Secondo l’accusa, Giorgio Giordano, ex presidente dell’azienda, avrebbe ricevuto da Luberto, a sua volta incaricato da La Torre, sollecitazioni per fare aggiudicare all’impresa Allsystem Spa, allora di proprietà dello stesso La Torre, la gara d’appalto.

Le contestazioni riguardano il mese di febbraio 2008, quando La Torre ricopriva la carica di assessore regionale delle Attività produttive e Salvatore Luberto era presidente dell’Azienda pubblici servizi, società in house del Comune di Aosta. Ieri La Torre era irraggiungibile anche telefonicamente. I due politici valdostani sono stati coinvolti, assieme ad altre persone, in un’inchiesta su un tentativo di corruzione relativo alla fornitura di un macchinario (mai conclusa) all’Amiat torinese da parte di un’azienda alessandrina. Il rinvio a giudizio riguarda anche altri 4 indagati, mentre il giudice ha accolto il patteggiamento a dodici mesi richiesto da Giorgio Giordano, ex presidente dell’Amiat.

Secondo quanto sostenuto dal pm nella richiesta di rinvio a giudizio, «Giorgio Giordano ha ricevuto da Luberto, a sua volta incaricato da La Torre, sollecitazioni per fare aggiudicare all’impresa Allsystem Spa (il cui titolare era La Torre e il cui contratto era in scadenza) la licitazione concernente l’aggiudicazione del servizio di sicurezza dell’Amiat». Sia Leonardo La Torre (difeso dall’avvocato Giovanni Fontana di Torino) sia Salvatore Luberto (avvocato Alberto Varallo di Aosta) si sono sempre dichiarati estranei alla vicenda. L’avvocato Varallo, difensore di Luberto, si è detto stupito del rinvio a giudizio: «Siamo rimasti sorpresi e ci stupisce che la posizione dei mio cliente non sia già stata archiviata. Ci difenderemo nelle sedi opportune». L’inchiesta che ha coinvolto La Torre e Luberto scatenò due anni fa un terremoto nei vertice dell’Amiat, con l’arresto del presidente Giordano e il coinvolgimento di imprenditori della Vm Press di Ovada, in provincia di Alessandria. «Sono stato coinvolto nella vicenda in quanto titolare della Allsystem - aveva sostenuto La Torre a ottobre 2010 -, ma di quell’appalto non ne ho mai parlato con il presidente Giordano, che non conosco. Sono serenissimo, la mia posizione sarà chiarita». Di serenità parla anche Luberto che, pur conoscendo Giordano, afferma di non aver mai sentito parlare dell’appalto.
DANIELE GENCO

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Tra le tante ipotesi, che ci hanno proposto, abbiamo finalmente capito perchè Leonardo La Torre - capogruppo e segretario di Fédération autonomiste - vuole imporre nella maggioranza del governo regionale, il gruppo del PdL! Molti hanno sempre pensato ad una certa lungimiranza strategica o a fattori meramente politici, ma certamente nessuno avrebbe creduto al comportamento speculare che questo uomo dai principi etici ferrei vuole tenere, prendendo come esempio il contegno del signore di Arcore, padrone del PdL. Le contestazioni a lui rivolte dal pm, nella richiesta di rinvio a giudizio, partono dal mese di febbraio 2008, ma udite udite il processo comincerà il 12 gennaio 2012 a Torino.
Laughing
giorgio - Sab Feb 05, 2011 3:58 pm
Oggetto:
TorinoOggi GIORNALE ON-LINE ha scritto:
Cronaca
15 Ottobre 2008 ore 13:49
Torino: la procura ha disposto l'arresto per l'ex presidente Amiat Giorgio Giordano

La procura di Torino ha disposto l'arresto, che sarebbe gia' stato eseguito, dell'ex presidente dell'Amiat, l'azienda di raccolta rifiuti torinese, Giorgio Giordano. L'ipotesi d'accusa sarebbe quella di istigazione alla corruzione.

Citazione:
Giorgio Giordano accusato di istigazione alla corruzione
L’ex presidente Amiat chiede il patteggiamento.

Fonte: la stampa


Giorgio Giordano, ex presidente Amiat, si è offerto di patteggiare la pena di un anno di reclusione per il reato di istigazione alla corruzione. La proposta è stata formalizzata ieri in apertura di udienza preliminare dai suoi difensori, Aldo Mirate e Roberto Macchia. Il pm Carlo Maria Pellicano si è dichiarato d’accordo. Il gup Anna Ricci deciderà il 24 gennaio.
di Alberto Gaino

La Repubblica Torino.it ha scritto:

Tangenti Amiat
tutti a giudizio

Conclusa l'udienza preliminare dopo il tentativo di far acquistare alla società torinese un macchinario inutile del prezzo di cinque milioni.
Era stato il vicepresidente Raphael Rossi a denunciare lo scandalo

di SARAH MARTINENGHI


Si è conclusa l’udienza preliminare per le tangenti all’Amiat: il giudice Anna Ricci ha rinviato a giudizio tutti gli imputati e condannato l’ex presidente Giorgio Giordano che aveva chiesto di patteggiare un anno di carcere. Per il commercialista Giovanni Succio, e per Carlo Gonella, entrambi amministratori della società VM Press di Ovada, e per Giorgio Malaspina, socio di maggioranza, il processo comincerà il 12 gennaio 2012. Motivo di così lunga attesa è il fatto che il processo è stato affidato ai giudici della prima sezione penale, già impegnati in procedimenti importanti come quello di Eternit.

La vicenda era nata dalla denuncia dell’ex vicepresidente dell’Amiat Raphael Rossi, che aveva raccontato al pm Carlo Maria Pellicano del tentativo da parte della VM Press di far acquistare alla società torinese un pressoestrusore, un macchinario per la compattazione dei rifiuti, del costo di 5 milioni di euro e soprattutto inutile. Giordano avrebbe proposto a Rossi di dividersi una tangente, arrivando ad offrirgli fino a 100 euro. D’accordo con gli inquirenti Rossi aveva fatto da “agente provocatore”, in modo da raccogliere tutte le prove necessarie al pm per contestare il reato di istigazione alla corruzione. "Gli avvocati della difesa hanno usato parole pesanti nei miei confronti dicendo che la procura mi avrebbe “sguinzagliato” dietro ai loro clienti. Io invece ho fatto solo il mio dovere", ha commentato Rossi, costituito parte civile insieme all’Amiat.

L' udienza preliminare riguardava anche l'accusa di turbativa d'asta per l'aggiudicazione del servizio di gestione della sicurezza all'Amiat: erano coinvolti l'ex assessore alle attività produttive della Valle d'Aosta, Leonardo La Torre, ora capogruppo regionale e segretario di Federation Autonomiste, e l'ex presidente dell'Azienda pubblici servizi di Aosta, Salvatore Luberto, consigliere comunale nello stesso partito, oltre che Giancarlo Gallo, direttore degli acquisti per Amiat. Anche per loro è stato disposto il rinvio a giudizio.

(03 febbraio 2011)

giorgio - Mar Feb 08, 2011 9:03 pm
Oggetto:
La Stampa 08/02/2011 ha scritto:
L’Idv: «Si dimettano La Torre e Luberto»

L’Italia dei valori della Valle d’Aosta chiede le dimissioni del consigliere comunale Salvatore Luberto e del consigliere regionale Leonardo La Torre dopo il loro rinvio a giudizio per turbativa d’asta. «Non intendiamo già da adesso esprimere una condanna - dicono i vertici regionali del partito - in quanto aspetteremo il giudizio della magistratura, ma opportunità morale e politica impongono questa decisione perché la natura dei reati ipotizzati riguarda strettamente la loro attività come amministratori pubblici».


giorgio - Mer Feb 09, 2011 7:01 pm
Oggetto:
Qui si gioca su un equivoco di fondo, e non bisogna confondere: il fango c'è. Ma non è che viene fabbricato , viene invece fatto emergere … e se non viene fatto emergere come fai dopo a fare la pulizia ? Secondo come ragionano i berlusconiani allora se uno scopre un morto ammazzato … è lui l'assassino ! Ma scherziamo ? Le piste investigative coordinate e gestite dal pool dei pubblici ministeri di Milano che indagano sul serraglio di Berlusconi sono sostanzialmente due :
a) intercettazioni in voce, scritte (sms) ed elettroniche (celle della rete mobile per la verifica degli spostamenti)
b) bonifici (regola "aurea" : Follow the Money !)
Più ardua la terza pista , quella delle audizioni testimoniali

Ma in proposito ricordo ai lettori di area berlusconiana che quei kattivissimi-komunistissimi pubblici ministeri, impiegarono meno di trenta minuti a "smontare" la testimonianza della escort Nadia Macrì in merito alla circostanza da essa riferita di avere incontrato Karima/Rubacuori, all'epoca minorenne, nella magione di Arcore in un giorno che non poteva essere plausibile. Insomma, messi alla prova, i PM si sono dimostrati non faziosi, non di parte ... ad onta della vulgata che viene quotidianamente propagandata dai media berlusconiani. Siate tranquilli e sereni, o berlusconiani, dunque, quello che emerge può essere reato oppure non-reato .. ma è tutto "vero" e nessuno bara. Non serve a nulla che facciate i TRAGEDIATTORI .. ! Vogliamo la verità .. null'altro e nulla più che la verità

giorgio - Mer Feb 16, 2011 7:54 pm
Oggetto:
Un mio caro amico mi ha raccontato di un caso emblematico dei tempi attuali.
Qualche tempo fa, mi diceva, sono andato al matrimonio di un membro convinto di CL....

"Fra i tanti invitati c'era anche l'esponente politico regionale che lui stesso mi aveva raccomandato ad ogni elezione...ed ovviamente dello stesso gruppo che sostiene il puttaniere berlusconi...Cerimonia alla quale erano presenti molti aderenti allo stesso movimento e durante la quale sono stato informato, con grande sussiego dell'interlocultore, che 35 dei presenti avevano fatto voto di castità, eventualmente da sciogliere al momento di un futuro mastrimonio".

Ora mi domando è mai possibile che il diavolo e l'acqua santa possano andare così d'accordo in Italia? E che con questo sodalizio possano anche andar bene per il paese? ...Vanno, vanno e alla grande, del resto noi valdostani lo sappiamo benissimo.

giorgio - Ven Feb 18, 2011 12:22 am
Oggetto:
Citazione:
POLITICA. MA IL PRESIDENTE DELL’UNION:
«IL DIALOGO CON IL CENTRODESTRA CONTINUA»

Fosson si sfila dall’asse Uv-Pdl
Il senatore si è astenuto sul decreto “milleproroghe”.
Zucchi stizzito


Antonio Fosson prende le distanze dal «Milleproroghe». Il senatore, come i suoi colleghi altoatesini, ieri ha scelto di astenersi sul decreto legge proposto dal governo per prolungare i termini di scadenza di provvedimenti importanti per cittadini, imprese e istituzioni. «Il Milleproroghe - dice - si è rivelato come di consueto un assalto alla diligenza che ha finito per caricare il decreto di cose cui non ci siamo sentiti di dare il nostro assenso». Fosson evidenzia «alcuni elementi positivi», come «il ritorno del 5 per mille, della social card, di risorse stanziate per la diffusione delle trasmissioni in francese». Tuttavia sottolinea: «Il governo non ha accettato un emendamento che avevamo presentato per il trasferimento delle competenze relative al registro automobilistico, documento che è diventato una semplice "raccomandazione"».

L’astensione e le critiche del senatore arrivano proprio mentre stanno per tirarsi le fila del dialogo tra Uv e Pdl. Ma il presidente dell’Union, Ego Perron, sdrammatizza: «Il voto di Fosson testimonia l’autonomia di pensiero dei regionalisti e smentisce chi pensa ad una nostra subalternità rispetto al centrodestra. Bisogna distinguere i percorsi di tipo politico, che proseguono, con quelli di tipo amministrativo, sui quali è d’obbligo una serena valutazione volta per volta. Nei momenti salienti, come per la fiducia, non abbiamo fatto mancare il nostro appoggio». Ma aggiunge: «L’Uv guarda con un po’ di preoccupazione al quadro nazionale. Si continua a discutere di notizie che dovrebbero andare su Novella 2000 invece di affrontare questioni importanti per il futuro del paese. Ma finché c’è un governo noi ci rapporteremo con esso». E a livello regionale? «Il dialogo continua». Affermazione confermata dal coordinatore vicario del Pdl, Alberto Zucchi, che però non nasconde il suo fastidio («Non posso certo dire che il voto del senatore mi faccia piacere») e lancia la stoccata: «Mi spiace che Fosson parli di "assalto alla diligenza", mi sembra un po’ ingeneroso dopo tutti i risultati ottenuti, a partire dalla riforma dell’ordinamento finanziario. E, comunque, se si è trattato di un assalto c’erano anche le frecce partite dalla faretra di Fosson, che però a quanto pare non sono andate a segno. La prossima volta sarà meglio concordare le azioni da intraprendere».

Il matrimonio con i regionalisti è a rischio? «Io - risponde Zucchi - mi fido del rapporto che si è consolidato con i vertici politici e amministrativi dell’Uv. E soprattutto mi fido della parola data».

ALESSANDRO CAMERA DANIELE MAMMOLITI

giorgio - Ven Feb 18, 2011 12:28 am
Oggetto:
La Stampa 17.02.2011 ha scritto:
«Aiuti alla montagna un’occasione persa»
[D. M.]

Roberto Nicco boccia il nuovo testo unificato relativo alle disposizioni in favore dei territori montani, approvato ieri dalla Camera con 497 sì e 5 astenuti: «Un’occasione perduta». Secondo il deputato la proposta di legge «da un lato promuove progetti socioeconomici volti alle realizzazione di obiettivi molto ambiziosi, dall’altro non indica gli strumenti normativi e fiscali con cui promuovere tutto ciò». Nicco, che si è astenuto, giudica «francamente limitate» le risorse messe a disposizione (6 milioni di euro all’anno per tuttA Italia). «Mi auguro - conclude - che sul tema si possa ritornare con altra organicità nel quadro del federalismo, e con risorse adeguate».


Un'altra "bella" astensione.
giorgio - Sab Feb 19, 2011 4:43 pm
Oggetto:
Citazione:
POLITICA. MA IL PRESIDENTE DELL’UNION:
«IL DIALOGO CON IL CENTRODESTRA CONTINUA»

Fosson si sfila dall’asse Uv-Pdl
Il senatore si è astenuto sul decreto “milleproroghe”.
Zucchi stizzito


Antonio Fosson prende le distanze dal «Milleproroghe». Il senatore, come i suoi colleghi altoatesini, ieri ha scelto di astenersi sul decreto legge proposto dal governo per prolungare i termini di scadenza di provvedimenti importanti per cittadini, imprese e istituzioni. «Il Milleproroghe - dice - si è rivelato come di consueto un assalto alla diligenza che ha finito per caricare il decreto di cose cui non ci siamo sentiti di dare il nostro assenso».
ALESSANDRO CAMERA DANIELE MAMMOLITI

Posta dei Lettori ha scritto:
Dall’Uv nessun patto di subalternità
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Leggo con qualche perplessità l’articolo «Fosson si sfila dall’asse Uv-Pdl» su La Stampa del 17 febbraio 2011. Il coordinatore del Pdl Alberto Zucchi è rimasto stizzito e non nasconde il suo fastidio per la scelta fatta dal senatore Fosson di astenersi sul decreto legge «Mille proroghe». Che motivo può avere il signor Zucchi per stizzirsi ed essere infastidito dal comportamento tenuto dal senatore Fosson? Non mi risulta che Fosson faccia parte della maggioranza del centrodestra e, come afferma il presidente dell’Uv Ego Perron, l’astensione del senatore valdostano smentisce una qualche subalternità dell’Uv rispetto a questa maggioranza. Signor Zucchi, ho l’impressione che lei confonda la collaborazione e il dialogo con l’alleanza e pretende pure di concordare, per il futuro, le azioni da intraprendere: fra queste anche il voto di Fosson? Non le sembra di esagerare? Nelle ultime riunioni organizzate dalle sezioni dell’Uv per discutere e decidere quale linea politica adottare verso il Pdl e verso l’attuale maggioranza di centrodestra, nessuno dei dirigenti dell’Uv ha mai accennato a qualche decisione già presa prima di consultare le sezioni. Del resto qualsiasi eventuale accordo già concluso dai vertici politici, potrebbe anche non essere approvato dalla base del movimento. Pertanto, cosa intende dire signor Zucchi quando afferma: «Io mi fido del rapporto che si è consolidato con i vertici politici e amministrativi dell’Uv e soprattutto mi fido della parola data». Signor Zucchi, quale parola? E data da chi?
LOUIS BIONAZ Aosta
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L’Union Valdotaine è ancora democratica? Di fronte alla deplorevole volontà di volere cocludere un'alleanza
con questi signori che hanno acquisito a livello nazionale anche la destra estremista e fascista di Storace,
a me rimane un dubbio atroce. E lei signor Louis Bionaz come fa, al suo interno, sopportare tutto questo,
senza alzare discretamente un pò la voce?

giorgio - Dom Feb 20, 2011 6:06 pm
Oggetto:
La Stampa 20.02.2011 ha scritto:
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Chi ha seguito e letto queste pregevoli pagine, visti i tempi che corrono, riproposte da La Stampa con Enrico Martinet potrebbe farsi qualche semplice considerazione come quella della sproporzione della pena comminata a quel "comunista" di Strazza e l'assoluto silenzio imposto dalle istituzioni dell'epoca sui falsi attentati e sulle bombe messe sui sagrati delle chiese da cattolici in combutta con uomini politici democristiani. Attentati, persino sovvenzionati con capitali occulti da ministri e uomini di governo compiacenti che facevano finta di non sapere. Una omertà che non fece mai scoprire gli autori di questo subdolo gioco di fare cadere le colpe su persone e partiti inconsapevoli. Oggi la chiameremmo "strategia della tensione".

Ma questi "strani cattolici" la passarono liscia, al contrario di quel "comunista" di Strazza che dovette fuggire all'estero per un pezzo di fil di ferro. Chissà se oggi questo signore, visto come sono girate le cose, tra l'altro stiamo aspettando un'alleanza tra l'Uv e suoi satelliti, con la destra del Pdl e quella estremista del fascista Storace, rifarebbe la stessa azione o manderebbe all'inferno i vecchi valori e ideali politici. Comunque un ringraziamento vada ad Enrico Martinet che ci ha fatto rivivere quei tempi così carichi di tensione e riportato un minimo di verità sui movimenti autonomisti farlocchi.

giorgio - Lun Mag 16, 2011 3:36 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 16/05/2011 11:30 ha scritto:
COMUNALI: AYAS RICONFERMA SINDACO GIORGIO MUNARI (1)
(ANSA) - AOSTA, 16 MAG
- Giorgio Munari, sindaco uscente di Ayas, alla guida di una lista civica, e' stato confermato primo cittadino. E' quanto risulta in base a informazioni fornite dai rappresentanti delle liste e non ancora confermati dall'ufficio elettorale regionale. Lo scarto tra Munari e Roberto Obert, espressione di una lista dell'Union Valdotaine, sarebbe di circa 70 voti. (ANSA).

(ANSA) Data: 16/05/2011 13:00 ha scritto:
COMUNALI: AYAS RICONFERMA SINDACO GIORGIO MUNARI (2)
(ANSA) - AOSTA, 16 MAG -
Il candidato sindaco Giorgio Munari (lista Democrazia-Partecipazione-Trasparenza) ha ottenuto, assieme al candidato vice sindaco Giuseppe Obert, 472 voti (53,45 per cento). Allo sfidante Roberto Obert (lista Ayas) e al candidato vice sindaco Silvio Rollandin sono andate 411 preferenze (46,55 per cento).

Su un totale di 1.062 elettori (533 uomini e 529 donne), i votanti sono stati 906 (457 uomini e 499 donne) per una affluenza totale dell'85,31% (85,74% uomini e 84,88% donne).(ANSA).


Ad Ayas il candidato sindaco imposto da Rollandin e dall'Union Valdotaine e il candidato vicesindaco di Stella Alpina, Silvio Rollandin, perdono contro il sindaco uscente Giorgio Munari, che si era messo al servizio dell'intera comunita... Insomma anche questa volta è prevalsa la tendenza a bocciare le imposizioni venute dall'alto come questa allenza rappresentata da Uv+Sa. La sconfitta dunque appare ancora più amara anche per coloro che per arroganza si sentono sicuri di raggiungere gli obbiettivi, solo con l'ausilio delle proprie forze preponderati. Ad Ayas intanto ha vinto il buon lavoro contro il potere regionale. Evviva!
giorgio - Lun Mag 16, 2011 4:10 pm
Oggetto:
Aostaoggi.it 16/05/2011 ha scritto:
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AYAS. Giorgio Munari si conferma sindaco di Ayas. Allo scrutinio dei voti, iniziato questa mattina, il sindaco uscente a capo della lista "Democrazia, partecipazione, trasparenza", che proponeva Giuseppe Obert alla carica di vice sindaco, ha ottenuto voti 61 in più rispetto al rivale Roberto Obert, della lista "Ayas", con candidato a vice Silvio Rollandin. In basso i voti ottenuti dai candidati. La lettera "C" indica che il candidato è stato eletto consigliere comunale; "S" e "V" indicano il sindaco ed il vice sindaco.

"Democrazia - partecipazione - trasparenza
S MUNARI Giorgio
V OBERT Giuseppe
472 - 53,45%


C ALLIOD Rollando - 62
C BLANC Fulvio -116
C BUCHAN Herman John Charles Evan - 75
C CAPRILLI Giulio Maria Carlo -59
C CHASSEUR Raimondo -61
C FAVRE Alfredo - 95
C FAVRE Federico - 131
C GAILLARD Ivana - 75
KAUFFMANN Roberta Maria Fernanda - 40
OBERT Franco - 50
ORIGONE Jean Noel - 42
PERONO Marco - 45
C SARTEUR Luca - 76

Lista Ayas
C OBERT Roberto detto Roby
C ROLLANDIN Silvio
411 - 46,55%


ALLIOD Mario (Ballin)
BURGAY Liliana
C FASSIN Daniele
FAVRE Enrico (Chicco)
FAVRE Lucio
FOSSON Franco (Carrà)
FOSSON Ivo
MERLET Ivano (Ivan)
OBERT Maurizio
ORIGONE Ivan
PERRET Paolo Augusto
C VICARI Jonny
VUILLERMET Mara

Schede nulle 16 1,77%
Schede bianche 7 0,77%

redazione


giorgio - Lun Mag 16, 2011 7:51 pm
Oggetto:
AostaSera.it 16/05/2011 ha scritto:
Con 61 voti di scarto Giorgio Munari si riconferma sindaco di Ayas.
Battuta la lista Uv


Ayas - "E' stato premiato il lavoro fatto nei cinque anni di amministrazione e si è scelto per la continuità".
Cosi Giorgio Munari commenta a caldo la sua riconferma alla guida di Ayas.

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Giorgio Munari, sindaco di Ayas

"E' stato premiato il lavoro fatto nei cinque anni di amministrazione e si è scelto per la continuità". Cosi Giorgio Munari commenta a caldo la sua riconferma alla guida di Ayas. Munari con vice Giuseppe Obert ha battuto con uno scarto di 61 voti (472 voti contro 411) gli avversari della lista 2 "Ayas", sostenuta dall'Uv, Roberto Obert e Silvio Rollandin. I votanti di questa tornata elettorale sono stati 906 su 1062 aventi diritto (85,74 maschi – 84,88 donne).

di Silvia Savoye


Eccoci qua a commentare un risultato che a detta di molti è apparso alquanto negativo per un movimento che si paragona ad una corazzata. Una corazzata malaticcia, scortata da una fregata che è apparsa, pure lei alquanto inconsistente e fragile. Ma è la popolazione di Ayas che ha dato una lezione memorabile al signor ammiraglio in capo, che dalla tolda di comando ha impartito ordini a profusione, ma per fortuna alcuni di questi rimasti inascoltati.
giorgio - Mar Mag 17, 2011 7:39 pm
Oggetto:
Citazione:
COMUNALI
Ad Ayas fallita l’operazione Uv
La campagna elettorale del Leone non è bastata a Obert.
Vigilia avvelenata da un volantino illegale


AYAS
Il rito è il «grazie agli elettori». Il resto è nei numeri: 53,4 per cento al riconfermato sindaco Giorgio Munari; 46,55 per cento allo sfidante Roberto Obert. Vittoria che rispetta i pronostici e conferma le difficoltà unioniste ad Ayas. La «corazzata» della maggioranza regionale non è riuscita ad annullare il divario, ma ha ridotto le possibili distanze. La campagna elettorale ha portato ad Ayas il presidente Augusto Rollandin, alcuni assessori regionali e il senatore Antonio Fosson, impegnato in un porta a porta convinto per dare supporto al suo segretario particolare.

Come promesso Munari ha trascorso parte della domenica di voto sulla sua poltrona di casa a guardare il Gran premio di Moto Gp. Ma tra l’alba e le 9 del mattino, aiutato dal fratello e dagli amici, è andato in giro per Champoluc a staccare manifesti illegali. Erano stati infilati sotto i tergicristallo delle auto e appiccicati un po’ dovunque tra le una e le 4 di domenica a sostegno della lista del sindaco. Volantinaggio illegale - tanto che la Digos ha aperto un’indagine - per sintetizzare i punti forti del programma di Democrazia-Partecipazione-Trasparenza.

Ayas come Cogne 2010: l’operazione di Palazzo non riesce. La differenza: a Cogne il favorito Piero Roullet, sostenuto dalla maggioranza regionale, è stato sconfitto da Franco Allera. L’anomalia di Ayas è l’Udc di Piero Vicquéry, ex Dc come Obert, finito su sponde opposte per ragioni politiche lontane da Champoluc, che plaude alla vittoria di Munari, sindaco senza partito o movimento. Nel 2006, alla sua prima elezione, si era presentato con la «divisa» degli Arancioni di Vda Viva, poi se l’è sfilata in fretta. Ma l’Alpe tenta di rimettergliela: «Un esempio da seguire in perfetta sintonia con Alpe». Nei due seggi di Ayas, Munari ha ottenuto il miglior risultato ad Antagnod, 38 voti in più, mentre l’ha spuntata per 23 a Champoluc.

ENRICO MARTINET

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giorgio - Dom Lug 03, 2011 5:31 pm
Oggetto:
Ricordate?
La Stampa 23 Novembre 2009 ha scritto:

Lo scandalo bestiame
Tredici arrestati e sessanta indagati


Sono attese per oggi le decisioni dei giudici del riesame di Torino sulle richieste di revoca degli arresti dell’allevatore di Jovençan Angelo Cabraz, 37 anni, e di Eliseo Duclos, 53 anni, titolare dell’omonimo caseificio di Variney (Gignod). I legali dei due indagati, gli avvocati Agata e Stefano Bonaudo, Massimiliano Sciulli e Jaques Fosson, hanno chiesto la revoca degli arresti, o in alternativa i domiciliari. L’inchiesta sul bestiame e sulla Fontina adulterata ha portato all’arresto di 13 persone, tra allevatori, produttori di formaggio e veterinari; oltre 60 gli indagati a piede libero. Intanto, sabato il gip del tribunale di Aosta Maurizio D’Abrusco ha revocato gli arresti domiciliari ai veterinari Davide Mila, 49 anni, di Morgex, e Massimo Volget, 38 anni, di Brissogne. Oggi il gip dovrebbe sciogliere la riserva anche sul veterinario dell’Usl Claudio Trocello. Il suo legale, l’avvocato Piergiorgio Pietrini, ha spiegato che Trocello, nei due interrogatori ai quali è stato sottoposto, ha raccontato tutto al magistrato chiarendo la sua posizione. In settimana altri indagati, per cui sono stati avanzate le richieste di revoca, potrebbero lasciare gli arresti domiciliari.


Ma non erano 60 gli indagati?
La Stampa 2.07.2011 ha scritto:
TRIBUNALE. FISSATA L’UDIENZA PRELIMINARE
Scandalo bestiame, 61 dal giudice
AOSTA
Inchiesta Le scandalo sul bestiame e sulle Fontine adlterate è scoppiato con le indagini dei carabinieri e dei forestali

E’ stata fissata il 12 ottobre l’udienza preliminare in cui il gup del tribunale di Aosta Giuseppe Colazingari dovrà decidere se rinviare o meno a giudizio 61 indagati per lo scandalo bestiame e della Fontina adulterata esploso nel 2009 con le indagini dei Nas di Torino, dei carabinieri di Valpelline e del Corpo forestale regionale. Per contenere imputati avvocati e consulenti, l’udienza è fissata alle 10 nell’aula Gup all’ultimo piano del palazzo di giustizia. A richiedere il rinvio a giudizio è stato il p.m. Pasquale Longarini.

Ai 61 indagati sono contestati, a vario titolo, i reati di: associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni della Regione Autonoma Valle d’Aosta, dell’Unione europea, dell’Usl Valle d’Aosta, dell’Anaborava (Associazione nazionale allevatori bovini razze valdostane), dell’Arev (Association régionale éleveurs valdô tains), dell’Anpana (Associazione nazionale protezione animali, natura e ambiente, che si sono costituite parte civile; adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari; commercio di sostanze alimentari nocive; falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici; vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine; abuso d’ufficio; rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio; e altri come maltrattamenti e uccisione di animali o esercizio abusivo della professione medico-veterinaria.

Questo l’elenco completo degli indagati che il 12 ottobre saranno davanti al gup del tribunale: Antonio Albisetti, di Montjovet; Anna Artaz, di Quart; Roberto Avetrani, di Valtournenche; Donato Gildo Avoyer, di Saint-Rhémy-en-Bosses; Italo Avoyer, di Saint-Rhémy-enBosses; Valter Avoyer, di Aosta; Rosella Badino, di Carmagnola; Alexandre Bal, di Ollomont; Bruno Bal, di Ollomont; Barbara Benetti, di Aosta; Fabrizio Bisson, di Gressan; Siro Luigi Bisson, di Gressan; Alberto Bollero, di Torino; Erik Bollon, di Aosta; Nello Eugenio Brillo, di Pré-Saint-Didier; Patrick Brocard, di Pollein; Angelo Cabraz, di Jovençan; Emilio Cabraz, di Jovençan; Erik Cheillon, di Valpelline; Ivo Cheillon, di Valpelline; Marisa Cheillon, di Gignod; Pierre Alexandre Clos, di Jovençan; René Laurent Clos, di Jovençan; Luciano e Marco Cuc, di Aymavilles; Lucia Dentis, di Torino; Eliseo Duclos, di Gignod; Gabriele e Ivo Empereur, di Gressan; Ada Giuseppina Girod, di Gaby; Carla Anna Maria, Nello Angelo e Giovanni Girod, di Fontainemore; Edy Gontier, di Aymavilles; Angelina Jordan, di Saint-Rhémyen-Bosses; Edy Henriet, di Saint-Christophe; Diego Lale Murix, di Saint-Pierre; Italo Lazier, di Fontainemore; Angelo Letey, di Valpelline; Elio Louisetti, di Bionaz; Lidio Lucianaz, di Charvensod; Davide Mila, di Morgex; Dante e Daniele Luigi Morzenti, di Aymavilles; Pierretta Naudin, di Gignod; Vittorio Noz, di Nus; Riccardo Orusa, di Etroubles; Alex Luigi Parleaz, di Aymavilles; Roberto Pellizzaro, di Quart; Silvano Petey, di Valpelline; Loris Pieiller, di Fénis; Leo Saraillon, di Aymavilles; Alfreda Tillier, di Gressan; Cassiano Treboud, di La Salle; Pierpaolo Trèves, di Emarèse; Claudio Trocello, di Aosta; Laura Vercellin Nourissat, di Fénis; Ezio e Gabriele Viérin, di Gressan; Hélène Viérin, di Pollein; Massimo Volget, di Saint-Marcel.
DANIELE GENCO


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Ci sono cittadini che non si capacitano per quello che sta accadendo anche in Valle d'Aosta. Scandali, furbate assassine, decapitazione dell'uomo di buonsenso e totale asservimento delle coscienze mercenarie al "Gran Maestro" del potere e dei soldi facili. Va tutto bene madama la marchesa, almeno finchè dura la storia della vacca da mungere! Poi mi vengono a parlare di specificità, di particolarismo, di autonomismo, ma de chè? Di farsi - come dicono anche quelli della Lega - i "cazzi propri".

Tanto, come sempre è accaduto e come sempre accadrà, gli elettori prediletti, i fontinari privilegiati, i produttori vezzeggiati, continueranno ad essere coccolati da questo "imperituro potere unionista". Potere arrogante, ormai degradato e portato ad esempio anche su trasmissioni televisive nazionali con milioni di telespettatori. In "Che tempo che fa?" di Fabio Fazio di circa un anno fa, Massimo Gramellini intervistato sull'arroganza del potere, racconta come in Valle d'Aosta gli ultimi quattro presidenti di Regione, sono stati tutti condannati dalla Magistratura. E dicendo questo alza la mano aperta avendo il dito pollice reclinato all'interno del palmo. Esattamente quattro. Sarà vero?! Detto da lui mi sà proprio di sì.

giorgio - Ven Gen 13, 2012 3:09 pm
Oggetto:
AostaSera.it 12/01/2012 ha scritto:
Inchiesta fontine: nominato il perito
per le traduzione dal patois

Aosta - Jeannette Bondaz avrà 90 giorni, a partire dal 19 gennaio, per effettuare le trascrizioni e traduzioni dal patois all'italiano
delle intercettazioni telefoniche nell’ambito dell’inchiesta. Consulente di parte è stato invece nominato Diego Lucianaz.

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Tribunale di Aosta

Jeannette Bondaz è il perito nominato questa mattina dal tribunale di Aosta per effettuare le trascrizioni e traduzioni dal patois all'italiano delle intercettazioni telefoniche nell’ambito dell'inchiesta sul bestiame contaminato e sulla Fontina adulterata. Avrà 90 giorni, a partire dal 19 gennaio, per portare a termine il lavoro. Intanto è stata fissata al 16 maggio la prossima udienza. Consulente di parte è stato invece nominato Diego Lucianaz su decisione del gup del tribunale di Aosta Giuseppe Colazingari che ha accolto le richieste di alcune delle difese dei 61 imputati.

Durante la prima udienza, il 12 ottobre scorso, è stata accolta la costituzione di parte civile di Regione Valle d'Aosta, Anaborava (Associazione nazionale dei bovini di razza valdostana) e Azienda Usl Valle d'Aosta. Respinta invece la richiesta di parte civile della Casa del consumatore che aveva chiesto come risarcimento, la liquidazione di 100 mila euro, da vincolare “alla realizzazione di un progetto a favore dei consumatori sotto il controllo dell'Assessorato della Valle d'Aosta del commercio o dell'agricoltura o comunque individuato dall'autorità giudiziaria”.

I reati contestati vanno dall'associazione per delinquere alla truffa aggravata, dal commercio di sostanze alimentari nocive all'abuso d'ufficio, dalla diffusione di una malattia tra gli animali alla frode nell'esercizio del commercio. L’inchiesta della forestale e dei Nas dei carabinieri era partita nei primi mesi del 2008 e nel novembre del 2009 aveva portato all’arresto di 13 persone, tra le quali 11 finirono ai domiciliari e 2 in carcere

di Redazione Aostasera


Ci sono cittadini che non si capacitano per quello che sta accadendo anche in Valle d'Aosta. Scandali, furbate assassine, decapitazione dell'uomo di buonsenso e totale asservimento delle coscienze mercenarie al "Gran Maestro" del potere e dei soldi facili. Va tutto bene madama la marchesa, almeno finchè dura la storia della vacca da mungere! Poi mi vengono a parlare di specificità, di particolarismo, di autonomismo, ma de chè? Di farsi - come dicono anche quelli della Lega - i "cazzi propri".

Tanto, come sempre è accaduto e come sempre accadrà, gli elettori prediletti, i fontinari privilegiati, i produttori vezzeggiati, continueranno ad essere coccolati da questo "imperituro potere unionista". Potere arrogante, ormai degradato e portato ad esempio anche su trasmissioni televisive nazionali con milioni di telespettatori. In "Che tempo che fa?" di Fabio Fazio di circa un anno fa, Massimo Gramellini intervistato sull'arroganza del potere, racconta come in Valle d'Aosta gli ultimi quattro presidenti di Regione, sono stati tutti condannati dalla Magistratura. E dicendo questo alza la mano aperta avendo il dito pollice reclinato all'interno del palmo. Esattamente quattro. Sarà vero?! Detto da lui mi sà proprio di sì.

giorgio - Sab Gen 28, 2012 6:07 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 27/01/2012 18:53 ha scritto:
SU CONTI CORRENTI 40 MILIONI,BUFERA SU ASSESSORE VAL D'AOSTA DA VERBALI ISPEZIONE BANKITALIA 'ANOMALIE' SU GIRI DI ASSEGNI
(ANSA) - AOSTA, 27 GEN -
Movimenti anomali per oltre 40 milioni di euro in due anni su conti correnti riconducibili all'assessore regionale alle finanze della Valle d'Aosta e al suo entourage.

E' bufera su Claudio Lavoyer, membro della Giunta regionale ed esponente di punta del movimento Federation autonomiste, dopo la diffusione dei verbali di un'ispezione della Banca d'Italia che ha multato la Banca di credito cooperativo valdostana per la non corretta applicazione delle procedure antiriciclaggio. In quattro conti correnti - intestati all'assessore e a persone a lui vicine - sono state riscontrate ''anomalie'' concretizzate ''nella creazione di fittizie disponibilita' finanziarie mediante frequenti giri di assegni''. Un movimento complessivo di 40,7 milioni di euro tra il 2009 e il 2010.

La vicenda, segnalata dalla Banca d'Italia anche alla Procura di Aosta (che ha aperto un fascicolo e che ha disposto tramite la guardia di finanza degli approfondimenti), si e' subito trasformata in caso politico. L'assessore Lavoyer si e' detto ''tranquillo''. La Giunta regionale, riunita oggi, gli ha comunque chiesto ''chiarimenti per fare le valutazioni del caso, anche a livello politico'', secondo quanto ha riferito il presidente della Regione Augusto Rollandin. ''Oggi - ha precisato ancora Rollandin - non ci sono elementi di informazione che non siano quelle legate ad una situazione personale''.

Segnali di fibrillazione giungono tuttavia dalla maggioranza (composta dai movimenti autonomisti Union Valdotaine, Stella Alpina e Federation autonomiste assieme al Pdl). Per il coordinatore regionale del Pdl Alberto Zucchi ''pur in attesa dei chiarimenti che l'assessore Lavoyer ha il diritto e il dovere di portare, credo che i riflessi politici della vicenda siano inevitabili''.(ANSA).



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La Stampa 28.01.2012

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Gazzetta Matin del 27/01/2012

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12vda.it del 27 Gennaio 2012
giorgio - Gio Feb 02, 2012 11:38 pm
Oggetto:
Partitodemocratico-vda.it ha scritto:
Caso Lavoyer, il PD: subito chiarezza
o presenteremo richiesta di dimissioni


La Segreteria regionale del Partito Democratico, riunita il 2 febbraio, auspica che la chiarezza sulla vicenda venga fatta ben prima di arrivare al Consiglio regionale di mercoledì prossimo, che non è un’aula di tribunale, ma sicuramente è il luogo deputato per verificare se l’assessore e la maggioranza che lo sostiene hanno deciso di sciogliere i dubbi sulla vicenda; se invece intenderanno rimanere nell’ambiguità in attesa di eventuali risvolti giudiziari, il gruppo del PD avanzerà ufficialmente la richiesta di dimissioni.

2 febbraio 2012

La Segreteria regionale del Partito Democratico, riunita il 2 febbraio,

tenuto conto della sanzione che la Banca d’Italia ha comminato alla BCC Valdostana per l’omessa segnalazione di operazioni sospette; considerato che il presidente della BCC Valdostana Martino Cossard ha dichiarato che la sanzione della Banca d’Italia è stata notificata all’istituto di credito valdostano, “ma è altrettanto vero che le operazioni le ha fatte lui (l’assessore Claudio Lavoyer)” e ancora: “certo che se lui (l’assessore Claudio Lavoyer) fa un assegno, poi ne fa un altro per coprire il primo, quella è la sua volontà. Noi l’abbiamo esaudita” e continua: “certo, ci sono operazioni che non si dovrebbero fare, non in quel modo. La Banca d’Italia ci ha aiutato a correggere certi comportamenti”.

E’ dunque evidente che, al di là del merito delle operazioni, di cui non siamo a conoscenza e su cui l’assessore Lavoyer non vuole fare al momento chiarezza, il metodo di tali operazioni è certamente irregolare e sorprende che un assessore alle Finanze ignorasse la violazione delle norme. Emerge dunque sin d’ora un comportamento irregolare della Banca, che infatti si è subito affrettata a pagare la multa, fondato su un rapporto di fiducia con alcuni clienti ‘speciali’ tra cui l’assessore Lavoyer. Il comportamento della banca è tanto più grave in un momento di crisi economica come l’attuale, nel quale molti comuni cittadini si vedono invece negare l’accesso al credito bancario anche per cifre di modesta entità.

Se riguardo alle procedure non è stato dato il buon esempio, altrettanto discutibile è che occorrano settimane all’assessore Lavoyer per produrre una memoria che, stando alle informazioni giornalistiche, è per il momento riservata al presidente Rollandin. Per la Segreteria regionale del Partito Democratico, non si tratta di una questione privata tra il Presidente della Regione e l’assessore, ma di una questione pubblica. Un assessore regionale alle Finanze deve dare massima trasparenza alle sue attività economiche, ed è proprio questa trasparenza che noi chiediamo all’assessore Lavoyer.

Ci saremmo aspettati dall’assessore Lavoyer e dall’assessore Carradore piena luce sulla vicenda, ma il loro atteggiamento si configura come quello di chi si prepara ad affrontare un processo e deve leggere con attenzione carte e documentazioni. Da parte del PD non c’è nessuna intenzione di sostituirsi alla magistratura e alle forze dell’ordine, ma c’è l’intenzione di difendere con forza l’immagine complessiva della politica, delle istituzioni regionali e dell’autonomia speciale.

Non riteniamo che le nostre affermazioni facciano parte di alcuna campagna mediatica contro la Fédération Autonomiste. I riflettori possono essere spenti subito con una operazione di trasparenza e di verità, da parte dell’assessore Lavoyer e dell’assessore Carradore, che faccia luce senza reticenze sulla natura di questo vorticoso flusso di denaro sui loro conti correnti.

L’idea dell’Union Valdôtaine, preannunciata sugli organi di stampa, di affrontare il prossimo Consiglio regionale con la linea difensiva del capogruppo Empereur (“quando avremo elementi ufficiali prenderemo una posizione”) ci pare un tentativo di non dare risposte alle tante domande che i cittadini si stanno ponendo.

Il PD auspica che la chiarezza sulla vicenda venga fatta ben prima di arrivare al Consiglio regionale di mercoledì prossimo, che non è un’aula di tribunale, ma sicuramente è il luogo deputato per verificare se l’assessore e la maggioranza che lo sostiene hanno deciso di sciogliere i dubbi sulla vicenda; se invece intenderanno rimanere nell’ambiguità in attesa di eventuali risvolti giudiziari, il gruppo del PD avanzerà ufficialmente la richiesta di dimissioni.



giorgio - Ven Feb 03, 2012 6:29 pm
Oggetto:
(ANSA)Data: 03/02/2012 ha scritto:
13:10 BANCHE: MULTA BCC; VERTICE ROLLANDIN-FEDERATION AUTONOMISTE
(ANSA) - AOSTA, 3 FEB -
Un vertice di circa mezz'ora tra il presidente della regione Augusto Rollandin, l'assessore regionale alle finanze Claudio Lavoyer e il capogruppo regionale di Federation autonomiste Leonardo La Torre si e' svolto a partire dalle 12.30 nello studio di Rollandin a Palazzo regionale. Al termine della riunione - dedicata alla situazione politica generata dal coinvolgimento dell'assessore Lavoyer nella vicenda della multa alla Bcc valdostana - La Torre ha riferito l'intenzione di convocare una conferenza stampa, tra oggi e domani, per comunicare ''importanti novita''. L'assessore Lavoyer, interpellato dall'ANSA riguardo alle voci di sue dimissioni trapelate nella tarda mattinata, ha dichiarato: ''Per ora non ci sono dimissioni''.(ANSA)


(ANSA)Data: 03/02/2012 ha scritto:
16:43 BANCHE:MULTA BCC;COSSARD,SU LAVOYER C'E' STATA DISATTENZIONE
(ANSA) - AOSTA, 3 FEB -
Sulle operazioni bancarie dell'assessore regionale Claudio Lavoyer ''c'e' stata disattenzione nell'operativita', se cosi' possiamo chiamarla, ma questo puo' essere successo nei confronti di questo gruppo come nei confronti di altri, la politica non ha nulla a che fare''. Cosi' il presidente della Bcc valdostana Martino Cossard spiega all'ANSA la vicenda della multa inflitta dalla Banca d'Italia.

''Noi siamo stati sempre fuori dalla politica - precisa ancora Cossard - e' inevitabile che in un ambiente piccolo come il nostro ci siano delle concatenazioni tra persone, ma soprattutto con enti, ma non siamo mai entrati nel gioco politico''. Una disattenzione che non ha tenuto conto di una segnalazione presente nella centrale rischi sin dal 2005? ''Noi non abbiamo dato crediti particolari a Lavoyer - precisa ancora il presidente dell'istituto di credito valdostano - le verifiche alla centrale rischi non sono necessarie per questo tipo di operativita' su un conto che non aveva delle attivita' creditizie particolari''. (ANSA).



(ANSA)Data: 03/02/2012 ha scritto:
16:53 BANCHE: MULTA BCC; COSSARD, PROBABILE MIA RICANDIDATURA
(ANSA) - AOSTA, 3 FEB -
''La mia ricandidatura e' probabile, anche se non so in quale ruolo, ne stiamo parlando in questi giorni''. Cosi' il presidente della Bcc valdostana Martino Cossard guarda al prossimo rinnovo di maggio del consiglio di amministrazione dell'istituto di credito al centro della vicenda riguardante la multa della Banca d'Italia.

Una bufera che, spiega Cossard all'ANSA, ''mi ha fatto ritornare la voglia di lottare''. ''Non credo di essere io il bersaglio di chi ha diffuso le informazioni - spiega ancora il banchiere - anche perche' se fosse davvero un complotto contro di me per me sarebbe molto conveniente presentarmi ai soci come vittima, sicuramente otterrei molto consenso''. Il clima nel consiglio di amministrazione ''e' tranquillo - aggiunge il presidente - abbiamo attraversato momenti molto piu' difficili e tesi''. Per Cossard ''il vero destinatario va ricercato al di fuori dell'istituto bancario''. (ANSA).



(ANSA)Data: 03/02/2012 ha scritto:
17:02 BANCHE:MULTA BCC;REGIONE CHIEDE INFORMATIVA A RAPPRESENTANTE
(ANSA) - AOSTA, 3 FEB -
Il presidente della Regione Augusto Rollandin ha chiesto al rappresentante regionale nel collegio sindacale della Bcc valdostana Marco Linty un'informativa sulle vicenda della multa della Banca d'Italia che ha coinvolto anche l'assessore Claudio Lavoyer. (ANSA).


(ANSA)Data: 03/02/2012 ha scritto:

17:48 BANCHE: MULTA BCC; ASSESSORE LAVOYER RASSEGNA DIMISSIONI
(ANSA) - AOSTA, 3 FEB -
L'assessore regionale al bilancio, finanze e patrimonio della Valle d'Aosta, Claudio Lavoyer, ha rassegnato le dimissioni dall'incarico all'interno della Giunta. Lo si e' appreso al termine di una riunione di maggioranza svoltasi oggi pomeriggio a Palazzo regionale.

La decisione e' stata presa a seguito della vicenda riguardante la multa della Banca d'Italia alla Bcc valdostana, che ha anche interessato alcuni conti correnti dell'assessore. La comunicazione delle dimissioni sara' ora trasmessa dal Presidente della Regione al presidente del Consiglio Valle e sara' valida solo dal momento in cui l'assemblea ne prendera' atto. (ANSA).


Da FacebooK
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Enrico Marcoz
Constato con un pizzico di amarezza che l'opposizione politica valdostana nella sua miriade di comunicati e interviste sull'Affaire Lavoyer non ha mai avuto la premura di ricordare che tutto e' il frutto di un'inchiesta giornalistica e non della caduta di un asteroide...
******
Finalmente un'inchiesta giornalistica che è giunta in porto e che ci ha riservato una piacevole digressione rispetto a quello che è il panorama giornalistico valdostano.....Grazie
giorgio - Ven Feb 03, 2012 7:08 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 03/02/2012 17:59 ha scritto:
BANCHE: MULTA BCC; MAGGIORANZA VDA, ORA INTERIM A ROLLANDIN
(ANSA) - AOSTA, 3 FEB -
''Preso atto della decisione dell'assessore Claudio Lavoyer di rimettere il mandato per poter chiarire la propria posizione rispetto alle notizie riportate dagli organi di stampa e dimostrare la propria correttezza, difendendo in ogni sede e liberamente la propria onorabilita' e quella della sua famiglia'', e ''riconoscendo il senso di responsabilita' dimostrato dall'assessore che con questa scelta intende anche consentire al Governo regionale di continuare a svolgere in piena serenita' il proprio mandato'', i capigruppo delle forze di maggioranza in Consiglio regionale ''concordano sulla necessita' che le funzioni assessorili siano nell'immediato assunte e mantenute dal Presidente della Regione, inteso che e' volonta' dell'assessore Lavoyer fornire gli opportuni chiarimenti e notizie al Consiglio e alla Giunta regionale entro i prossimi 90 giorni''. (ANSA).


(ANSA) Data: 03/02/2012 18:31 ha scritto:
BANCHE: MULTA BCC; LAVOYER, RAMMARICATO PER FANGO SU DI ME
(ANSA) - AOSTA, 3 FEB
- ''Sono rammaricato per il fango che mi e' stato rovesciato addosso e che ha coinvolto, in modo indegno, la mia famiglia e leso la privacy di tante persone che nulla hanno a che vedere con la questione''. Lo ha dichiarato all'ANSA l'assessore regionale al bilancio, finanze e patrimonio della Valle d'Aosta, Claudio Lavoyer, poco dopo aver rassegnato le dimissioni dall'incarico all'interno della Giunta.
Lavoyer ha poi sottolineato che la decisione di dimettersi e' stata presa ''per consentire al Governo regionale di svolgere serenamente l'attivita' in questo momento di grande crisi economica''. (ANSA)

Mi era sembrato di sentire La Torre rassicurare, in una intervista rilasciata stamane, mi sembra anche su Tg3, che nel giro di poco sarebbero giunte tutte le carte del caso che avrebbero giustificato e spiegato ogni cosa. Leggo ora che è volontà dell'assessore Lavoyer fornire gli opportuni chiarimenti e notizie al Consiglio e alla Giunta regionale entro i prossimi 90 giorni. Ma una volta che una tra di loro in Federation saranno mai coordinati nel raccontare la stessa cosa?
giorgio - Ven Feb 03, 2012 7:26 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 03/02/2012 ha scritto:
18:36 MOVIMENTI PER 40 MLN SU CONTI, ASSESSORE VDA SI DIMETTE
(ANSA) - AOSTA, 3 FEB -
A seguito delle polemiche sorte per aver movimentato ''in maniera anomala'' oltre 40 milioni di euro in due anni sui propri conti correnti e su quelli riconducibili a parenti, l'assessore al bilancio, finanze e patrimonio della Valle d'Aosta, Claudio Lavoyer, oggi pomeriggio ha rassegnato le dimissioni. Preso atto della decisione, i capigruppo di maggioranza hanno concordato sull'assegnazione dell'interim al Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ''inteso che e' volonta' dell'assessore Lavoyer fornire gli opportuni chiarimenti e notizie al Consiglio e alla Giunta regionale entro i prossimi 90 giorni''.

Lavoyer, esponente di punta del movimento Federation autonomiste, e' finito al centro di una 'bufera' dopo la diffusione dei verbali di un'ispezione della Banca d'Italia che ha multato la Banca di credito cooperativo valdostana per alcune carenze nell'organizzazione e nei controlli interni. In sei conti correnti - intestati all'assessore e a persone a lui vicine - sono state riscontrate ''anomalie'' concretizzate ''nella creazione di fittizie disponibilita' finanziarie mediante frequenti giri di assegni''. Un movimento complessivo di 40,7 milioni di euro tra il 2009 e il 2010. La vicenda e' segnalata dalla Banca d'Italia anche alla Procura di Aosta, che ha aperto un fascicolo e ha disposto approfondimenti tramite la guardia di finanza.

Sulle operazioni bancarie dell'assessore ''c'e' stata disattenzione nell'operativita', ma questo puo' essere successo nei confronti di questo gruppo come nei confronti di altri, la politica non ha nulla a che fare'' ha commentato Martino Cossard, presidente della Bccv. A seguito dell'ispezione della Banca d'Italia e dei rilievi dell'ufficio di vigilanza, la Bccv ha chiuso i conti correnti riconducibili all'assessore Lavoyer e al gruppo di persone a lui collegato.

Nel 2007 Lavoyer era stato condannato in primo grado dal tribunale di Aosta per truffa a un anno di carcere - con la condizionale - in merito all'inchiesta su alcune ospitalita' offerte dalla Regione Valle d'Aosta.(ANSA).



T'amo, o pio bove; e mite un sentimento
di vigore e di pace al cor m'infondi.
O che solenne come un monumento
tu guardi i campi liberi e fecondi
O che al giogo inchinandoti contento
L'agil opra de l'uom grave secondi;

Inutile chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati (A seguito dell'ispezione della Banca d'Italia e dei rilievi dell'ufficio di vigilanza, la Bccv ha chiuso i conti correnti riconducibili all'assessore Lavoyer e al gruppo di persone a lui collegato).
giorgio - Sab Feb 04, 2012 4:18 pm
Oggetto:
Aostaoggi.it 04/02/2012 ha scritto:
Il sindaco di Aosta sul caso Lavoyer-Carradore:
«una questione personale»

Giordano spiega: «per ora ci sono solo indiscrezioni giornalistiche».
No comment sulle dimissioni dell'assessore regionale

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AOSTA. «Ad oggi, sono e rimangono null'altro che indiscrezioni giornalistiche. Tutto ciò che so lo leggo, giornalmente, sui quotidiani». Bruno Giordano, primo cittadino di Aosta, prende le distanze e, senza remore, manifesta il suo disappunto sulle modalità con cui i media stanno trattando quanto accaduto all'assessore regionale alle Finanze Claudio Lavoyer e a persone a lui vicine.

Le dimissioni dell'esponente dell'esecutivo regionale avranno riflessi nella giunta comunale? «No», risponde con voce stentorea. E, accalorandosi, dichiara: «Non commento decisioni di palazzo regionale». Non trattiene la stizza nei confronti dei giornalisti: «Come si fa a parlare di "riflessi", di "segnali" su vicende che neppure voi conoscete. Vicende che nascono, lo ripeto, da supposizioni giornalistiche».

Il sindaco tiene a sottolineare un concetto prioritario: «L'assessore Patrizia Carradore non ha alcun avviso di garanzia. Quanto è successo non riguarda l'amministrazione comunale. Parliamo di questioni del tutto personali. Che, mi auguro, vengano definite al più presto, anche al fine di evitare speculazioni politiche».

Non tollera quello che definisce il «giochino dei nomi» relativo alla nomina di un eventuale futuro assessore alle Attività Produttive. «Vorrei ricordare - dice Bruno Giordano - che, qualora dovessimo affrontare questa realtà, la scelta di un assessore compete soltanto al sindaco». Parla a ruota libera: «L'unica persona - dice - che dovrebbe essere sentita in questo momento è l'assessore Carradore». Gli facciamo notare di averla cercata pochi minuti prima per offrile l'opportunità di spiegare la sua posizione, ma di aver trovato il cellulare spento. Risposta: «Posso anche capire il perché».

Ritorna, con forza, sul termine «indiscrezioni giornalistiche» di un fatto «che deve ancora essere chiarito». E, di seguito: «Ho anche altre cose da fare, se permettete, che non passare il tempo a rincorrere ciò che scrivono i giornali». Conclude: «Alla fine, di cosa stiamo parlando? Di fatti che attengono alla persona e non alla pubblica amministrazione».

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S.L.


Bruno Giordano, primo cittadino di Aosta, sul caso Lavoyer-Carradore rilascia interviste, dicendo che questo è un caso personale. Si può notare a questo punto come il Sindaco del capoluogo valdostano non sia in linea con la maggioranza regionale. E' una sensazione o valutazione politica sbagliata? Qui tra gli addetti al gossip si parla già che abbia una fifa nera!

Cordialità

giorgio - Sab Feb 04, 2012 5:14 pm
Oggetto:
AostaOggi.it 10/02/2010 ha scritto:
Renato Favre sulle elezioni:
“Lusingato che si sia fatto il mio nome, ma la pesca apre a fine marzo”

Aosta - Renato Favre e Patrizia Carradore tirano le somme sul’attività istituzionale del 2009.
Il consiglio comunale di Aosta ha discusso per 142 ore e si è riunito 26 volte. Favre sulle elezioni: “Lusingato ma non mi sbilancio”

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Renato Favre e Patrizia Carradore

In una conferenza stampa fiume, il presidente del Consiglio di Aosta, Renato Favre e la sua vice, Patrizia Carradore, hanno fatto il resoconto sull’attività istituzionale svolta nel 2009. Entrambi hanno espresso soddisfazione per il lavoro fatto. In particolare Favre ha rivendicato il ruolo sempre maggiore che la Presidenza del consiglio ha assunto. “E’ un’istituzione – ha spiegato – che è nata solo nel 1994, negli anni si è evoluta. Sono spesso a Roma per rappresentare Aosta nell’Anci, e a questo proposito credo sarebbe auspicabile che il Celva, oltre che sindaci e presidenti delle comunità montane, pensasse di lasciare almeno una sedia anche ai presidenti del consiglio. Anche perché noi rappresentiamo tutto il consiglio, e siamo la seconda carica, dopo quella del sindaco, che da quando c’è l’elezione diretta è potentissimo”.

Il primo consiglio comunale dello scorso anno si è tenuto il 13 gennaio, l’ultimo il 16 dicembre. L’assemblea si è riunita in tutto 26 volte, per un totale di 142 ore di discussione. Le interpellanze e interrogazioni presentate sono state 8; 67 le mozioni. Di queste solo 4 sono state approvate, 34 invece sono state ritirate, 26 respinte o non approvate e 3 rinviate. I rappresentanti degli Aostani non sono degli assenteisti, la maggior parte dei consiglieri e degli assessore ha preso parte a tutte le assemblee, alcuni ne hanno perse una o due. La maglia nera va al consigliere dimissionario Giovanni Girardini, presente solo 10 volte su 26, lo segue a distanza Giorgio Giovinazzo, con 10 assenze.

Favre ha fatto anche un accenno alle prossime elezioni. “Ho letto i giornali, e ho visto che il presidente Ego Perron ha fatto il mio nome, assieme a quello dell’assessore Follien, ne sono lusingato. Ma sono un cacciatore e un pescatore, e la pesca apre a fine marzo, prima non ho intenzione di pescare né di farmi pescare. Per il momento non mi pronuncio”.

di Cristian Pellissier



Ricordate il magnifico Renato Favre e la ultracrinita Patrizia Carradore in questa magnifica intervista? Entrambi esprimevano soddisfazione per il lavoro fatto. Solo che il Favre rivendicando il suo ruolo di antipiddino e compagno di merende del Pdl non sapeva che fine avrebbe fatto e che la sua vice e vicina di "poltrona"....nemmeno. Chissà cosa passerà loro per la testa!
giorgio - Lun Feb 06, 2012 12:01 pm
Oggetto:
AostaSera.it 04/02/2012 ha scritto:
Dimissioni di Lavoyer: il Pd "ora chiarimenti anche dalla Carradore"
Aosta - "Spero - sottolinea Fabio Protasoni, Presidente del Pd Vda - che l’assessore Carradore prenda esempio e non si sottragga al chiarimento che è dovuto anche da parte sua." Il Pd chiede una redistribuzione delle deleghe di Lavoyer e non un nuovo assessore.
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Patrizia Carradore - Assessore comunale al Turismo

"Le dimissioni di Lavoyer sono una buona notizia per le istituzioni e per lui stesso." Cosi Fabio Protasoni, Presidente del Pd Valle d'Aosta commenta sul suo blog la decisione dell'Assessore alle Finanze di rimettere il suo incarico nelle mani del Presidente della Regione. Questione chiusa quindi? No, secondo il Presidente del Pd che sottolinea come ora si apre la questione comune di Aosta. "Spero - sottolinea Protasoni - che l’assessore Carradore prenda esempio e non si sottragga al chiarimento che è dovuto anche da parte sua."

Il segretario del Pd Donzel è ancora più netto "se le dimissioni di Lavoyer sono state doverose perché lo stesso atto di responsabiltà non arriva dalla Carradore?". Per Il Pd rimane comunque un'ambiguità sulle dimissioni di Lavoyer "Mi pare assai discutibile questa innovazione valdostana delle “dimissioni a tempo”"scrive Protasoni. "Surreale" è il termine con cui invece il segretario Donzel descrive la vicenda. "Prima ancora delle dimissioni - sottolinea Donzel - vogliamo chiarimenti. Questa maggioranza sembra più preoccupata dalle logiche dei posti che dalla logica della trasparenza."

E sull'interim a Rollandin il segretario del Pd aggiunge "Siamo perplessi sull'idea che si sta profilando di un interim a Rollandin per poi passare alla nomina di un nuovo assessore. In un momento di crisi come quello attuale il Governo regionale non può permettersi "il gioco ad occupare i posti" ma deve prevedere un rimpasto e una redistribuzione delle deleghe di Lavoyer". "C'è già - conclude Donzel - un assessore tecnico di troppo che non si capisce bene cosa stia facendo".

di Silvia Savoye



giorgio - Lun Feb 06, 2012 5:32 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 04/02/2012 17:00 ha scritto:
BANCHE: MULTA A BCC; PD, CARRADORE CHIARISCA POSIZIONE
(ANSA) - AOSTA, 4 FEB -
Dopo le dimissioni dell'assessore regionale alle finazne, Claudio Lavoyer, il gruppo del Pd al Comune di Aosta ritiene ''indispensabile e urgente che anche l'assessore comunale Patrizia Carradore, coinvolta direttamente nel vorticoso giro di assegni e transiti sospetti, chiarisca ufficialmente la sua posizione in merito alla vicenda''. E' quanto si legge in una nota nella quale si sottolinea che ''le dimissioni dell'assessore regionale Lavoyer dimostrano tutta intera la gravita' della situazione che non puo' essere liquidata come vicenda personale''.

''A chi occupa ruoli di responsabilita' pubblica - prosegue la nota - e' richiesta la massima trasparenza, soprattutto in un momento in cui si e' incrinata la fiducia dei cittadini verso le istituzioni e la politica'' Il Pd auspica pertanto che ''il Sindaco sappia farsi promotore di questa esigenza di chiarezza, affinche' arrivino presto quei chiarimenti che fino ad oggi non sono ancora arrivati; in caso contrario, il gruppo comunale sentirebbe il dovere di difendere la dignita' delle istituzioni, con ogni mezzo, anche con una richiesta di dimissioni''. (ANSA).



giorgio - Gio Feb 09, 2012 11:24 am
Oggetto:
Ecco cosa pubblicava La Stampa il 16 ottobre 2009 e che già Area Democratica aveva riportato nello stesso giorno e su questo stesso Thread...

La Stampa 16 Ottobre 2009 ha scritto:
L’irritazione. il caso
Convegno di St-Vincent l’assessore alle Finanze «Obiettivo efficienza»
«Non voglio domande sulle truffe alla Regione»
Lavoyer e l’etica: “No ai moralismi”


SAINT-VINCENT

Storia chiusa, per Claudio Lavoyer, quella delle truffe alla Regione causa ospitalità un po’ troppo generose. Chiusa da una condanna a un anno di carcere in primo grado ma soprattutto cancellata dalla prescrizione. Capitolo chiuso, ma nota dolente. Alla domanda se non abbia provato un qualche imbarazzo ad aprire i lavori di un convegno sui danni alle finanze pubbliche, l’assessore taglia corto e di quello, dice, «non voglio proprio parlare». Elastica, efficace. E soprattutto rapida. Così deve essere la pubblica amministrazione secondo l’assessore alle Finanze Claudio Lavoyer, che ieri ha aperto i lavori della tre giorni dedicata a «Etica e diritto - il danno alle Finanze pubbliche: profili amministrativi e penali». Organizzato dalla Regione, dall’UniVda e dal Centro europeo di bioetica (targato Unesco) radunerà fino a domani giuristi, magistrati (dal procuratore di Aosta Marilinda Mineccia fino al pg di Torino, Marcello Maddalena), docenti universitari e giornalisti (tra questi l’editorialista de La Stampa, Luigi La Spina).

«Non ho la presunzione di entrare nel merito degli argomenti in discussione - ha ammesso Lavoyer - ma due brevissime considerazioni sul rapporto tra etica e amministrazione le vorrei fare. Ritengo, in una visione non moralistica e bacchettona, che l’etica nella pubblica amministrazione significhi innanzitutto avere una pubblica amministrazione efficace nelle risposte ai bisogni dei cittadini». La politica del fare, insomma. «Un’amministrazione equa, affidabile ed efficace riesce a ispirare fiducia al pubblico, crea un clima favorevole alle imprese e contribuisce al buon funzionamento dei mercati. L’etica è la chiave del buon governo». Lavoyer si fa una domanda - «quali sono quindi gli interventi necessari per rafforzare la fiducia dei cittadini?» - e si dà una risposta sgranata in cinque punti: «Bisogna definire una chiara missione per adeguarsi alle attuali esigenze della gente; salvaguardare i valori adeguandosi ai cambiamenti; è importante applicare le regole ma soprattutto prevenire le storture perché a lungo termine la prevenzione è un investimento che incide favorevolmente sulle relazioni tra pubblica amministrazione e società civile; anticipare i problemi e infine trarre vantaggi dalle nuove tecnologie, che possono aiutare i poteri pubblici a trovare nuove vie per informare i cittadini».

«Noi, politici e amministratori - dirà Lavoyer a margine dei lavori - abbiamo come primo compito quello di dare risposte alla gente». Risposte che però ogni tanto - basta leggere le cronache giudiziarie di tutto il Paese - cozzano contro la legge. «Il rispetto delle normative è la prima e imprescindibile regola, questo è chiaro - dice -. Però non deve essere tutto lì. L’efficienza è la chiave di tutto: azioni veloci risparmiano costi immensi ed evitano problemi a lungo termine. Serve equilibrio. Poi può capitare che i politici sbaglino, e quando prendono una decisione ogni tanto scivolino...». Chi quegli scivoloni era sempre pronto a punirli era il procuratore di Asti Maurizio Laudi, magistrato torinese in prima linea contro terrorismo e criminalità morto il 24 settembre a 61 anni per un infarto. Era nella segreteria scientifica del convegno e in tutti gli interventi della mattina ha fatto capolino il suo nome. Maddalena ha citato ampi brani della relazione che Laudi aveva preparato su Giustizia ed etica: «E’ da respingere - scriveva - una concezione della giustizia come valore assoluto. Spaventa l’idea di un giudice che con le sue sentenze stabilisca ciò che è “bene” e ciò che è “male”, facendosi egli stesso creatore della regola in nome di un incontrollato e incontrollabile ruolo di interprete autentico della “morale”».
ANDREA CHATRIAN



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giorgio - Gio Feb 09, 2012 4:46 pm
Oggetto:
(ANSA)Data: 08/02/2012n17:13 ha scritto:
REGIONI: DIMISSIONI LAVOYER; MAGGIORANZA, GESTO RESPONSABILE
(ANSA) - AOSTA, 08 FEB -
La maggioranza fa quadrato intorno all'ex assessore Claudio Lavoyer, giudicando le sue dimissioni ''un gesto di responsabilita''' e invocando al piu' presto i chiarimenti sulla vicenda.

Nel corso del dibattito in aula sulla presa d'atto delle dimissioni (che hanno portato all'assunzione ad interim delle deleghe assessorili da parte del Presidente della Regione), Leonardo La Torre, capogruppo Federation autonomiste, ha evidenziato il ''carnevale delle procedure'' che ha accompagnato l'affaire Lavoyer: ''Per ora mancano i fatti reali e ci sono solo i fatti mediatici, perche' alla politica non e' pervenuto nessun elemento di valutazione''.

Il gesto di Lavoyer ''consentira' alla Giunta regionale di svolgere serenamente il proprio lavoro'', ha spiegato il capogruppo di Stella Alpina, Francesco Salzone, che ha aggiunto: ''E' difficile scindire il ruolo politico da quello privato e per questo motivo che abbiamo apprezzato il gesto di Lavoyer''.

Per Massimo Lattanzi (Pdl) ''le dimissioni di Lavoyer erano formalmente non dovute, ma politicamente ritenute necessarie dall'assessore e questo e' l'unico atto di reale trasparenza compiuto''. (ANSA).


Fare quadrato, è un motto che ce lo insegnarono i romani, ai tempi dei Salassi - oggi in Regione è applicato dai politici di maggioranza - ed è diventato compattezza ed unità d'intenti. Solo così essi potranno ancora ambire ad attaccare efficacemente, solo così potranno conquistare perché sanno che sopravvivere non è più sufficiente. Fare quadrato significa avanzare senza fermarsi, senza esitare, essere in grado di comandare, ma al tempo stesso anche di obbedire.

"Sono sorvegliata da soldati, circondata da splendide mura e scaccio lontano con il mio valore i dardi nemici. Se pace tu porti, accostati pure a queste porte, se guerra tu cerchi, triste e battuto ti ritirerai. Il Meridione e il Ponente, il Settentrione e l'Oriente sanno su quali enormi fremiti di guerre io Aosta abbia prevalso."


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erika - Ven Feb 10, 2012 11:11 am
Oggetto: se lavoyer è un santo, la carradore?
Caro Giorgio,
ascoltando il consiglio regionale, ho notato che tutte le forze di maggioranza,dipingono Lavoyer come un santo, chè si dimette da assessore
(15mila€ al mese Shocked) per diventare consigliere (5mila€ )...ma questo vuol dire, che gli altri coinvolti che non si dimettono sono moralmente scorretti?
giorgio - Ven Feb 10, 2012 6:32 pm
Oggetto: Re: se lavoyer è un santo, la carradore?
erika ha scritto:
Caro Giorgio,
ascoltando il consiglio regionale, ho notato che tutte le forze di maggioranza,dipingono Lavoyer come un santo, chè si dimette da assessore
(15mila€ al mese Shocked) per diventare consigliere (5mila€ )...ma questo vuol dire, che gli altri coinvolti che non si dimettono, sono moralmente scorretti?


In genere per essere santi o diavoli fino al giorno che "qualcuno" fu precipatato dal Gran Capo nell'Ade, non correvano molte differenze. E' bastato un nonnulla per finire là dove Dante piazzò al termine dell'imbuto infernale...certo Lucifero
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. Dunque come non dubitare - noi semplicemente umani - rappresentanti della Minoranza, che chi si è travestito da santo
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non lo abbia fatto solo per svicolare da brutte responsabilità. Più che scorretti io direi irresponsabili !

giorgio - Mer Feb 15, 2012 11:00 pm
Oggetto:
AostaSera.it 15/02/2012 ha scritto:
L'assessore Carradore riferisce in commissione consiliare:
porte chiuse e bocche cucite.

Aosta - Niente di nuovo dall'udienza in commissione Affari istituzionali, dove Patrizia Carradore
è stata chiamata a riferire sul giro di assegni che ha portato l'assessore Claudio Lavoyer alle dimissioni.
Tre quarti d'ora di seduta a porte chiuse, per richiesta

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Patrizia Carradore - Assessore comunale al Turismo

"Non ho nulla da aggiungere sulla questione, ho letto tutto sui giornali". L'assessore comunale Patrizia Carradore commenta ancora così la vicenda che ha visto coinvolti in una ispezione di Bankitalia, assieme a quelli dell'ex assessore regionale alle finanze Claudio Lavoyer, alcuni conti presso la BCC a lei intestati. Poi è entrata nella sala del consiglio comunale di Aosta, dove oggi è stata convocata, in una seduta a porte chiuse della quarta commissione: quella degli Affari Istituzionali. I membri dell'opposizione, infatti, avevano chiesto nei giorni scorsi un chiarimento da parte dell'assessore al Turismo, Sport e Commercio.

Impossibile raccontare il dibattito, che si è svolto in segreto all'interno dell'aula, se non che non è trapelato nulla di nuovo sul contestato giro di assegni, che ha comportato una sanzione di 46 mila e 500 euro nei confronti della BCC valdostana. All'uscita, bocche cucite bipartisan sui contenuti. La consigliera Dina Squarzino commenta di "non essere soddisfatta delle spiegazioni", mentre Paolo Momigliano Levi promette che "si riprenderà il discorso in Consiglio".

Il più loquace è Michele Monteleone che si dichiara soddisfatto del "passaggio istituzionale con cui si è gestita la situazione, di cui rivendico la competenza della nostra commissione". Il capogruppo del PD ha concertato assieme al presidente di commissione Carlo Marzi di andare a colmare i buchi del regolamento comunale rispetto a situazioni come quella di oggi. Nel prossimo consiglio tutta l'opposizione sottoporrà due mozioni legate alla vicenda: "una – spiega Monteleone – verterà sulla verifica patrimoniale dei consiglieri e l'altra su come trattare elementi della sfera privata di un membro del consiglio che hanno ripercussioni pubbliche". L'opposizione, infine, non chiederà le dimissioni dell'assessore Carradore: "per regolamento – spiega Monteleone - si dovrebbero chiedere per tutta la Giunta".

di Lorenzo Piccinno

giorgio - Gio Feb 16, 2012 3:59 pm
Oggetto:
Oggi come ti muovi e ti sposti tra la gente, per caso ascolti " l'opinione pubblica"...quella che ti ritrovi girato l'angolo di casa, quando fai la coda in farmacia, o quando aspetti il turno per un prelievo alla nuova palazzina di via Ginevra; poi quando gusti un buon caffè ristoratore, non senti dire altro che: "In realtà oggi esiste la lobby dei partiti". Mi viene - tra me e me - da fare una considerazione: Bellissimo quell' "in realtà" che pare un rafforzativo, di supporto ad una nuova espressione: "Lobby dei partiti". E se non l'hanno inventata loro, mi domando, dove avranno letto una definizione del genere: "Lobby dei partiti? So che, Carlo Galli su La Repubblica ha scritto...più o meno: il Pdl sembra più aderente del Pd alle ragioni di piccole e grandi lobbies, ma un conto è essere aderente a lobbies, che è espressione corretta, un altro conto è: lobby dei partiti.

Già per loro conto, i partiti sono gruppi di pressione organizzati e palesi, che operano in base al dettato costituzionale ed alle leggi elettorali, ben altro sono i gruppi di pressione non sempre palesi - le lobbies - che dotate di rilevanti mezzi economici, agiscono attraverso organizzazioni di categoria e la stampa per premere sui partiti e le istituzioni, al fine di ottenere vantaggi mirati ai loro specifici interessi. Provate a pensare qui in Valle d'Aosta ad un accostamento locale e per fare un esempio ad una Union Valdotaine e poi all'attuale Partito democratico. E ciò nonostante, questi signori che sono in coda con me, confondendo causa con effetto, li mette insieme, a mio avviso, illogicamente. In generale uno che abbia idee confuse, è facile che pervenga a conclusioni sbagliate. Ed è così, forse, che da tempo in casa Union ci si inventa diversivi, qualsiasi diversivo, pur di uscire fuori da questo dato di fatto delle lobby facendo portare l'acqua con le orecchie ai suoi iscritti. Appunto, e questo accade quando si parla senza riflettere. Questo mio post testimonia quello che ho sempre sostenuto. Che se si estrapola una frase dal contesto in cui è stata scritta o detta, se ne stravolge il contenuto fino a rovesciarne il senso. In un presunto confronto tra me e i miei probabili interlocutori, avrei cercato di dimostrare che un plotone di assessori e consilieri manovrati come marionette, come sta accadendo proprio in questi giorni in Consiglio Regionale, potrebbero difendere gli interessi di "qualcuno" investito anche da qualche conflitto di interessi.

giorgio - Dom Apr 29, 2012 7:34 pm
Oggetto:
La Stampa 27.04.2012 ha scritto:
Quella fuga dal Pd alle stanze dei bottoni
L’ultimo è Sciulli ma a livello locale c’è una lunga storia di addii eccellenti

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Carmine Sciulli

Quando, una settimana fa, il Consiglio regionale ha votato i nuovi componenti del Corecom, il segretario del Pd Raimondo Donzel è sbottato su Internet: «Passare alla maggioranza è premiante». Un commento tagliente rivolto a Carmine Sciulli, eletto all’interno del Comitato regionale per le Comunicazioni in area Fédération ma dalla lunga storia all’interno dell’area di sinistra con, nel curriculum, prima la presidenza dei Ds-Gauche Valdôtaine e poi un posto nell’assemblea del Partito Democratico, «gratis» specifica Donzel accostando i due precedenti incarichi a quello appena guadagnato al Corecom, «retribuito» specifica di nuovo il segretario del Pd.

Pochi giorni dopo, però, la situazione si è ripetuta con la nomina di Aurelio Verzì alla presidenza del Collegio sindacale del Casinò. Verzì, già dirigente all’Agenzia delle Entrate, un altro che, tra la militanza politica e quella sindacale in Cgil, era tra gli habitués delle un tempo rossissime feste dell’Unità. Il Pd perde pezzi? «Ma no, non stiamo perdendo pezzi e anzi ne stiamo acquisendo di nuovi» risponde Donzel che fa buon viso a cattivo gioco e puntualizza: «Quella al Corecom è una nomina politica, quella al Casinò è tecnica, non le metto sullo stesso piano».

La transumanza dalla sinistra valdostana a lidi più vicini alle stanze dei bottoni non è comunque storia nuova. Anche quando il Pci-Pds-Ds-Pd era più di governo che di lotta non sono mancati gli addii eccellenti. Un caso è quello di Loris Minelli, attuale segretario comunale a Courmayeur, prima ad Aosta dove era uno dei dirigenti più potenti, che nella sua vita precedente - anni ’80 - vestiva i panni del segretario regionale della Cgil. Un altro è quello di Patrizia Bongiovanni, oggi Sovrintendente regionale agli studi e colonna dell’assessorato regionale all’Istruzione, la cui storia personale è scolpita nel cognome (il padre Oddone fu sindaco comunista di Aosta dal 1975 al 1978) e che nella sua fase di militanza a sinistra non ha mai risparmiato critiche, come ricordano coloro che la ascoltarono durante un congresso dei Ds a Quart, sotto la segreteria di Giovanni Sandri.

«Ho molto rispetto per chi cambia idea - dice Donzel -, ognuno è responsabile delle proprie decisioni e non è compito mio giudicare. Non posso però evitare di condannare chi sceglie il campo in cui stare a seconda della convenienza personale. Sono convinto che anche questa facilità nel cambiare posizioni e schieramenti sia una delle ragioni per cui oggi cresce l’antipolitica». [D. M.]



A questa lista di “fuoriusciti”, presentata con dovizia di particolari da [D. M.] se ne potrebbe aggiungere un’altra - sempre con dovizia di particolari - che alla fine non cambierebbe il senso dell’alto valore etico – politico, che Raimondo Donzel ha voluto significare con le sue dichiarazioni. Senza dubbio quest’articolo ha una grossa qualità - se vogliamo dirlo - ha il pregio di fare capire a molti boccaloni quanto grande sia ancora il significato che si dà alle parole: “valori, etica, idealità”, proprio all’interno del Pd-Vda. Quando si dice che concedere le proprie disponibilità gratis, fare ed essere un volontario della politica senza essere remunerato – per molti oggi concetti desueti e superati - quello che si legge all’interno dell’articolo ti permette di pensare che non siano affatto concetti astrusi. Non so se il giornalista abbia voluto fare un elogio al Pd-Vda o abbia mirato ad altre intenzioni, ma va da se che è sufficiente leggere attentamente questo servizio che molti lo troveranno degno di nota politicamente. Non fosse altro per leggere nero su bianco, come impegnarsi a titolo di favore o gratis solo per fare emergere idealità e valori del proprio partito sia alquanto complicato e incomprensibile ai più.

Come non ritornarci per altri commenti..a presto.

giorgio - Mer Mag 02, 2012 5:50 pm
Oggetto:
Posta dei Lettori
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28.04.2012 ha scritto:
Nessun addio ma scelte personali

In un articolo apparso nell’edizione del 27 aprile dal titolo «Quella fuga dal Pd alle stanze dei bottoni», vengo additato quale transumante dalla sinistra a lidi più vicini alle stanze dei bottoni. Non comprendo il «peccato». Al termine di due mandati congressuali quale segretario regionale della Cgil, stante l’incompatibilità statutaria dell’eventuale terzo mandato e dopo oltre 15 anni di militanza a tempo pieno, ho ritenuto opportuno tornare a un lavoro che non fosse quello del politico di professione. Per tale ragione mi sono cimentato (1996) in un pubblico concorso per un posto di dirigente al Comune di Aosta. Sottolineo in un pubblico concorso e senza nulla chiedere a chicchessia. Risultandone vincitore ho poi negli anni ricoperto vari incarichi dirigenziali (tecnici) ivi compreso – per via dei titoli professionali posseduti - quello di segretario comunale prima ad Aosta e ora a Courmayeur. Non vedo come tali personali scelte abbiano comportato un «addio eccellente» dagli ideali e dal passato impegno nella sinistra e nel sindacato che, al contrario, tuttora con orgoglio rivendico.
LORIS MINELLI AOSTA



Mah, confesso che mi piace leggere la Posta dei Lettori, non fosse altro che a volte si riesce a passare da uno stato di depressione ad uno di euforia. E basta poco infatti; è sufficiente leggerne una - di lettera - per sentirsi leggeri e vedere di nuovo il mondo con allegria e positività. E' da tempo che ogni wrighter valdostano si sta cimentando con commenti costantemente pungenti, critici, ma soprattutto dotti ed esaurienti sul come e sul perchè il Pd - non certamente gli altri partiti regionali - non riesca a rinnovarsi nei quadri dirigenti. Caspita mi sono detto, come mai allora il buon Daniele Mamoliti, nel precedente articolo - riportato nel post precedente - ci ha ricordato che il Pd butta via i suoi dirigenti come se nulla fosse!?

Ho letto persino, che dopo Loris Minelli, anche Patrizia Bongiovanni è stata considerata transumante per via di quella sua fase di militanza a sinistra dove non ha mai risparmiato critiche, come ricordano coloro che la ascoltarono durante un congresso dei Ds a Quart, sotto la segreteria di Giovanni Sandri. Devo pensare che il bravo giornalista fosse lì ad ascoltare, ma vista la giovane età, fosse un pochino distratto. Posso assicurare che il sentimento transumante era già presente da tempo, non solo nella allora signorina Patrizia, ma anche nel suo degno e stimato papà Oddone. Nell'emiciclo che ospitava il congresso ero seduto gomito a gomito proprio con la famiglia Bongiovanni. Posso assicurare che l'organizzazione dopo avere fatto parlare tutti i principali e allineati oratori si stizzì alquanto, quando il sottoscritto si presentò sul palco e sciorinò con coraggio, tutta una serie di critiche e accuse rivolte ai vecchi marpioni che occupavano nel partito posizioni dominanti da tempi immemorabili. Ricordo come fosse ora, che mi tagliarono persino il tempo assegnatomi. Per la parte destra dell'emiciclo ero troppo provocante e insolente, visto che la parte sinistra mi stava "pure" applaudendo. Ritornai al mio posto e con mia somma sorpresa ricevetti sia da Patrizia prima, che da Oddone Bongiovanni una sonora e rumorosa contestazione. Ero diventato un eretico, come lo ero già per Caracciolo, per Dell'Aquila, Vanni Florio, Baiocco, Millet, Marino Guglielminotti Gaiet e gli allora giovani della Gauche compresi gli Statti, gli Sciulli, Ferrero ecc. Devo dare atto che sicuramente Giovanni Sandri con tutta la sua intelligenza e naturalmente i suoi difetti, fece inconsciamente da tramite per un futuro passaggio del vecchio partito "conservatore" ad uno che si rivelerà poi, con il nostro apporto di Area Democratica, riformista.

Come non ritornarci per altri commenti..a presto.

giorgio - Mer Mag 02, 2012 6:20 pm
Oggetto:
Riporto qui - per una buona informazione - uno stralcio del mio discorso a Quart

Citazione:
Carissimi compagni…che dire? Tirare a campare in una realtà valdostana, offuscata da affermazioni insincere è l'ultima delle cose che, un vero compagno desidera sperimentare. Soprattutto se poi queste affermazioni, sono divulgate sugli organi di stampa "ad usum delphini" da alcuni "senatori". Il modo di comportarsi, i valori a cui non fanno più riferimento, la qualità dell'educazione politica, inverano, di fatto, la triste prassi che da tempo, altri compagni meno credibili e forse censurabili, stanno praticando per screditare quella che una volta era un gruppo coeso.

Non utilizzerò un linguaggio "sfumato" e non presenterò nessun pensiero "Doroteo". Il bizzarro comportamento, di negare l'esistenza di realtà evidenti, di non volere osservare i fatti incontrovertibili, ci fa pensare ad un progetto di orbi che vuole dominare un mondo di presunti ciechi . Dove, in effetti, l'orbo è il "dominus", tutti gli effetti, il "Principe". E i ciechi, tutti quelli, che come noi guardano disinteressatamente solo al futuro del nostro partito! Di fatto, sono arrivati gli autonomisti "riformisti" di un riformismo “sui generis”. Hanno detto, fatto e smontato di tutto, nell'interregno cui continuano a gestire, dal giorno successivo al congresso di Quart, dove, con somma chiarezza e garbo, furono invitati ad accomodarsi all'opposizione. Ma questa posizione da loro è stata considerata troppo scomoda e rischiosa, per chi ha sempre praticato il potere reale e virtuale, e dunque:" Si sono affrettati a dichiarare, che noi siamo una "turbativa" per il partito...Hanno spiegato che siamo rancorosi intolleranti. Hanno raccontato che stiamo compromettendo la capacità propositiva dei Ds".

Insomma, un po' di tutto. Bei personaggi, questi, che nei congressi, nelle direzioni se ne stanno sempre acquattati, come il cuculo: prima fanno parlare la maggioranza e solo dopo presentano le mozioni ed in ultimo se ne vanno, cercando di fare mancare il numero legale e spaccare così il partito. Ora, il doroteismo, al di là della sua vicenda storica, non corrisponde semplicemente a una corrente del partito democristiano che fu (Rumor, Piccoli, ecc. ricordate?). Il doroteismo altro non è stato che, il distillato del più puro gattopardismo applicato alla politica, col furbesco intento di far di necessità storica virtù, ma anche vizio. Il vecchio gruppo dirigente ci ha campato o meglio ha provato a tirarci a campare, ora rischia di morirne. Pavento che, come capita a certi morituri, sia l'ultimo, infelicemente a percepire l' approssimarsi dell' amaro calice, anche se da sempre ne abbia felicemente intuito la causa. Ai compagni più avvertiti il compito di drizzare la schiena ed ancor prima, le antenne.
[...]

Come non ritornarci per altri commenti..a presto.
giorgio - Mer Mag 02, 2012 7:30 pm
Oggetto:
Citazione:
Cara Compagna, Caro Compagno,
in questi giorni saremo tutti impegnati nel dibattito sul IV Congresso dei Democratici di Sinistra. Il tema centrale del prossimo congresso dei Democratici di Sinistra è l’apertura formale di un processo che avrà come obiettivo dichiarato la creazione di un partito nuovo. Porre in modo limpido e senza ipocrisie questo obiettivo ci sembra il naturale sbocco della linea politica seguita negli ultimi quindici anni. Non possiamo stare inchiodati alla nostra fragilità. Abbiamo un corpo troppo gracile per le responsabilità che dobbiamo assolvere. Criticamente guardo allo stato del partito. Alla sua crisi di rappresentanza, che è iniziata negli anni ottanta, ben dentro la storia del Pci. Guardo alla vita atrofizzata delle sezioni, all'età media degli iscritti, alla riduzione della nostra presenza sul territorio. Dopo quindici anni e quattro segreterie, dopo fasi costituenti, cose uno e cose due, i Ds sono sostanzialmente ciò che resta del Pci e oscillano tra il 16 e il 20 per cento. In realtà, in vaste aree del Paese, al Sud e al Nord, sono una forza politica di modeste dimensioni, attorno al 10 per cento. Se non ci siamo neppure avvicinati alla soglia dei grandi partiti socialisti europei dipenderà da errori politici che abbiamo commesso? Io mi sentirei di affermarlo. Ma direi anche, per il fatto che gli eredi del Pci non ce la fanno a raggiungere, da soli, quella soglia. La storia qualcosa conta ed è saggezza prenderne atto. Ecco dunque che un buon lascito del Pci conviene mantenerlo sempre con noi.

La svolta dell'89 ci ha permesso di svolgere una grande funzione politica nel paese, ma essa è stata inadeguata. C'è ancora uno scarto da colmare, quello tra la nostra funzione politica appunto e il nostro radicamento nel Paese, che è inadeguato a sostenere questa funzione. Ad oggi non siamo stati capaci di raggiungere maggior presa e credibilità nel Paese. La proposta su cui ci stiamo misurando si propone di colmare questo scarto con la creazione di un partito democratico che superi la frammentazione dei veri riformisti italiani, costruendo un nuovo e largo insediamento nel Paese. Del resto, la cultura politica di un partito democratico è già all'opera al nostro interno. Alcune riforme dei primi governi dell'Ulivo, le successive liberalizzazioni delle professioni, sulla tutela dei consumatori e degli utenti dei servizi pubblici, sulla promozione del merito e del talento, ecc...fanno pensare ad una rivoluzione del "paese normale". La crescente attenzione dei diritti del cittadino, tutelato dalla sinistra, è la principale novità politica dell'ultimo decennio ed è il terreno di incontro con le altre correnti del riformismo italiano. Qui, esattamente qui, si apre lo spazio del partito democratico.

Infine. Stiamo attenti a difendere le vecchie bandiere e i vecchi confini - ha scritto un grande vecchio della sinistra italiana, Alfredo Reichlin - perchè la situazione non regge e nella pancia del Paese c'è una spinta plebiscitaria e populista che può travolgere il sistema democratico. Si, c'è un caso Italia, in Europa, quello di un Paese frantumato, in cui la politica fatica ad arginare i poteri finanziari e le tante, aggressive corporazioni. "Il nostro compito è di aprire un ciclo nuovo nella vita dell’Italia, della sua democrazia, delle sue istituzioni. Serve un soggetto politico che, per la sua forza e le sue radici, sia in grado di dare una guida politica e morale all’Italia, di farla crescere, di far ritrovare al Paese fiducia in sé stesso, di ricostruire l’identità di una nazione moderna. Raccogliere questa sfida è tanto più necessario in un tempo, come l’attuale, segnato da enormi cambiamenti che fanno epoca, rimescolano il mondo intero e investono anche la società italiana e il suo futuro.
• Vogliamo un Partito plurale, luogo d’incontro di chi si riconosce nei valori del vero riformismo socialista e socialdemocratico e di chi proviene da altre tradizioni riformiste (quella popolare, quella cristiano sociale, quella laica, repubblicana e liberale, quella ambientalista), per costruire insieme un comune progetto di progresso, di emancipazione, di solidarietà, di libertà.
• Vogliamo un Partito aperto e democratico, espressione di una cittadinanza attiva, in rete con l’associazionismo, i movimenti, che promuova forme di collegamento e partecipazione – forum, centri di ricerca, consulte, fondazioni – aperte a saperi e competenze della società e che preveda le primarie per selezionare le candidature.
• Vogliamo un Partito nuovo, per chi avrà 20 anni nel 2010, che valorizzi i giovani e le donne, che promuova i saperi e le competenze, la meritocrazia e le pari opportunità e che sappia parlare con il linguaggio del nuovo secolo alle nuove generazioni e a chi proviene da culture diverse da quella europea e occidentale.
Noi dopo il Congresso dei DS non ci scioglieremo: ci prepareremo a continuare al meglio il nostro cammino. Dai DS al Partito Democratico.




E questo documento, per opportuna informazione anche interna, è il discorso che avevo preparato per l'ultimo Congresso dei Ds- Gv.
In testa di alcuni di noi c'era già la formazione dell'area culturale: AREA DEMOCRATICA

giorgio - Lun Mag 07, 2012 7:29 pm
Oggetto:
AostaSera.it 07/05/2012 ha scritto:
Si è insediato il nuovo Corecom
Aosta - A guidarlo sarà per i prossimi anni l'avvocato Manuela Ghillino.
Il Corecom sarà inoltre composto da Massimo Boccarella, Daniele Amedeo, Renato Patacchini e Carmine Sciulli.

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Direttivo Corecom
Si è insediato questa mattina il nuovo Comitato regionale per le comunicazioni della Valle d’Aosta. A guidarlo sarà per i prossimi anni l'avvocato Manuela Ghillino. Il Corecom sarà inoltre composto da Massimo Boccarella, Daniele Amedeo, Renato Patacchini eCarmine Sciulli.

"Raccogliamo oggi idealmente dal direttivo che ci ha preceduti il testimone di una gestione competente e imparziale – ha detto la neo Presidente Manuela Ghillino –. L’importanza del Corecom, in una società globalizzata e diversificata nei suoi media, è sempre più rilevante e con compiti sempre più impegnativi nell’ottica della salvaguardia del pluralismo informativo. L’auspicio è che il Comitato possa lavorare con la giusta sinergia sia al suo interno, grazie all’eterogeneità delle competenze dei suoi componenti, sia con le istituzioni valdostane, con l’Agcom e con gli altri Corecom regionali, al fine di avviare confronto e arricchimento culturale."
di Redazione Aostasera

Ecco qui...ora è possibile notare, senza veli, un personaggio fantasmagorico...tanta è la voglia di trovarsi in qualche posizione, che possa permettergli visibilità e protagonismo a tutti i costi. Ha avuto la volontà persino di rinnegare la forza politica a cui era legato da tempo e con posizioni di responsabilità. Purtroppo al signore che è già al centro dell'attenzione - vedere foto per credere - questa azione ha permesso di evidenziare la facile polemica mediatica suscitata da "La Stampa" e da lei tradotta come "la transumanza dalla sinistra". «Passare alla maggioranza è premiante perchè permette di adire a lidi più vicini alle stanze dei bottoni».... ha detto Raimondo Donzel, segretario del Pd-Vda
giorgio - Mer Mag 23, 2012 6:53 pm
Oggetto:
AostaSera.it 23/05/2012 ha scritto:
Fédération Autonomiste:
"mai messo in discussione il progetto del centro autonomista"

Aosta -
Il movimento in una nota risponde alle dichiarazioni del Presidente dell'Uv, Ego Perron che oggi aveva
sottolineato di vedere "la Fédération un po’ in difficoltà, a volte data ad una imminente confluenza con il PdL, altre volte su altri lidi"


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Leonardo La Torre - F.A.

"Fédération Autonomiste conferma l’alleanza con le forze dell’asse autonomista UV-FA-SA, non solo fino al termine della legislatura, ma anche in occasione delle elezioni 2013". Cosi in una nota il Movimento, tirato in ballo oggi dal Presidente dell'Uv, Ego Perron, che aveva sottolineato di vedere "la Fédération un po’ in difficoltà, a volte data ad una imminente confluenza con il PdL, altre volte su altri lidi". La Fédération si legge ancora nella nota "ribadisce la validità del progetto del centro autonomista, peraltro mai messo in discussione da parte degli organi direttivi del movimento."

Per parlare del futuro del movimento e delle prossime elezioni regionali, la Fédération si ritroverà il prossimo 9 giugno presso la sala congressi del comune di Saint-Vincent.
di Redazione Aostasera


L'Avvocato Manuela Ghillino è il nuovo Presidente del Corecom
Aosta - Il suo nome passa al secondo turno. Oltre all'Avvocato, la maggioranza ha proposto i nomi del giornalista Massimo Boccarella, di Carmine Sciulli e di Renato Patacchini. Per la minoranza Alpe propone Daniele Amedeo. Non ha partecipato al voto il Pd.
Assieme alla Ghillino sono stati eletti quali componenti del Corecom: i giornalisti Massimo Boccarella e Renato Patacchini e il consulente aziendale Carmine Sciulli proposti dalla maggioranza, e il giornalista Daniele Amedeo, proposto dall'Alpe. Per l'elezione di quest'ultimi l'Alpe ha chiesto il voto segreto.

Alla votazione non ha preso parte il Partito democratico, contrario al disegno di legge, approvato nelle scorse settimane, che ha riportato il Comitato a cinque componenti...ma anche perchè consapevole che Carmine Sciulli ex Pd-Vda, è stato assunto da Federation autonomiste con il compito di sanare ogni tipo di "difficoltà" di F.a. percepita anche da Ego Perron...vice padrone del vapore autonomista.

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