AREA DEMOCRATICA

SPAZIO DEMOCRATICO - UN PARTITO UNICO PER TUTTA LA SINISTRA

giorgio - Dom Nov 02, 2008 12:20 pm
Oggetto: UN PARTITO UNICO PER TUTTA LA SINISTRA
Egregi compagni e amici del Pd, nel momento in cui muore, ogni uomo è simile agli altri. Per quanto possa essere forte, eroico, di fronte all’idea di andarsene per sempre, diventa bambino. È spaventato. Il terrore gli rapisce il suono, prima ancora che lo possa emettere, inizia ad immobilizzarsi, tende il collo verso la luce mentre i suoi occhi assumono la consistenza di un abisso, profondo come l’inferno e nero come l’oblio. Si sente impazzire, non gli importa più nulla di tutti quei discorsi sul decoro e sulla dignità, sui valori con cui ha impastato la sua vita inutile, e che quasi nessuno ha rispettato...e si mette in ginocchio, piange, implora.

Ebbene, questa è una smania che non mi appartiene.
Mai mi ritroverò in ginocchio, mai implorerò! Di chiunque sia la scelta, di scappare dal Pd, da questo centrosinistra moderno, con cui dovranno fare i conti i perpetui poltronisti, dovrà affrontare le conseguenze di essere indicato come becchino del Partito democratico. Io non mi sento responsabile e non mi sentirò in colpa se la faticosa e recente composizione del Pd ha teso a colmare mancanze, ripensare le diverse amnesie, correggere le molte revisioni che il vecchio partito dei Ds e qui parlo di quello valdostano, ha patito costantemente nel tempo. Io vi avviso, altre strade non ne vedo. Sono stanco di sopportare il sangue negli occhi altrui e gli insulti nelle orecchie. Ho deciso ormai di non confidare più sui nostri longevi uomini politici, verdi, rossi, riformisti a scadenza fissa che oramai da tempo e dalle ultime esternazioni che stanno facendo, lasciano presupporre che continuino ad agire per la Morte definitiva del nostro partito!

…E dopo tre giorni risuscitò da morte.
La Risurrezione è l'evento centrale della narrazione dei Vangeli che nei suoi testi, spiegano come dopo tre giorni dalla sua morte Gesù risorse lasciando il sepolcro vuoto. E pure i Ds hanno lasciato il sepolcro vuoto per confluire assieme ad altre realtà nel Pd Vd’A. L'evento del 14 ottobre è il principio e il fondamento della nostra ragione d’essere. Noi del Pd, abbiamo creduto negli azzeramenti e nelle successive ricostruzioni. Il nostro partito ne è un fedele testimone come un progetto riuscito. Non vogliamo più sentir parlare di riforma se la parola significa spostare due virgole, purché tutto resti com'è. Ad esempio si è capaci di riformare la complicata situazione politica valdostana in cui tutti si affannano solo a depredare il solito carro del partito più forte della sinistra? Ci possiamo attendere quote di buona volontà di rispetto dei valori condivisi, quando mai, dico mai, ho visto fare un passo indietro alla realtà rosso-verde valligiana?

Poiché non condivido nulla dei pochi punti e dei contenuti che conosco di questo progetto che si intende realizzare, io non solo non gli darò mai il mio consenso, ma lo riterrò di fatto nullo, insieme a tutti i provvedimenti che mirerete prendere per promuoverlo. Da ciò consegue irrevocabilmente un mio desiderio: Il mio partito, il Pd, non dovrà partecipare a questa collaborazione. Da tempo e non solo per la prossima competizione elettorale comunale, abbiamo lasciato scorgere e percepire come il nostro vascello fosse talmente capiente da raccogliere naufraghi superstiti, scampati a recenti sciagure politiche. Ma siamo stati snobbati sdegnosamente, e sprezzantemente mai presi volutamente in considerazione.

Sono convinto che il Partito democratico di Raimondo Donzel
non vorrà e non potrà accettare di partecipare ad un progetto per un ulteriore scioglimento, visto che per formarlo ed entrare a farne parte si è fatto dei congressi dove si sono appena sciolti altri partiti per farlo nascere. Dunque dobbiamo strozzare un bambino nella culla? Dobbiamo disattendere ai dettami del Pd nazionale che credo non permetterà mai di non essere rappresentato in Valle d’Aosta? No, e avanti sereni per la nostra strada.

bruno courthoud - Dom Nov 02, 2008 12:56 pm
Oggetto:
neanch'io non conosco nulla di quanto si sta parlando e sta avvenendo.
Tuttavia la mia modesta opinione è questa:
la cosiddetta sinistra radicale, quella che ha un minimo di buon senso, dovrebbe confluire nel PD e prendere atto dell'esaurimento della sua funzione storica.
Inoltre, essendo, credo, impossibile pensare (e forse va bene così) che i mouvement antagonisti all'UV (VDAvive e Renouveau) possano al momento confluire nel PD, dovrebbero sciogliersi in un unico gruppo politico.
PD (autonomista) e mouvement autonomista alternativo all'UV dovrebbero lavorare insieme e predisporre un programma comune alternativo all'UV, partendo da quanto già elaborato per le politiche, concordare un'opposizione organica in regione, lavorare insieme per preparare liste e programmi comuni alternativi all'UV in tutti i comuni della regione alle prossime comunali.
In estrema sintesi.
giorgio - Dom Nov 02, 2008 7:21 pm
Oggetto:
bruno courthoud ha scritto:
neanch'io non conosco nulla di quanto si sta parlando e sta avvenendo.
Tuttavia la mia modesta opinione è questa:
la cosiddetta sinistra radicale, quella che ha un minimo di buon senso, dovrebbe confluire nel PD e prendere atto dell'esaurimento della sua funzione storica.
Inoltre, essendo, credo, impossibile pensare (e forse va bene così) che i mouvement antagonisti all'UV (VDAvive e Renouveau) possano al momento confluire nel PD, dovrebbero sciogliersi in un unico gruppo politico.
PD (autonomista) e mouvement autonomista alternativo all'UV dovrebbero lavorare insieme e predisporre un programma comune alternativo all'UV, partendo da quanto già elaborato per le politiche, concordare un'opposizione organica in regione, lavorare insieme per preparare liste e programmi comuni alternativi all'UV in tutti i comuni della regione alle prossime comunali.
In estrema sintesi.




Bruno carissimo, volevo ancora aspettare a risponderti per non sovrapporre il mio nome al tuo. La speranza è sempre quella che i numerosi simpatizzanti di questo forum, che si soffermano a leggere i messaggi, vedano anche firme diverse dalla mia, venendo così invogliati a rispondere autonomamente... Già da tempo io sono stato tacciato di essere un grafomane, e aspetto sempre che coloro che mi hanno accusato di questa "malefatta" si presentino in tutto il loro splendore di politici e ci rendano edotti del proprio pensiero. Ma credo che questo resterà una pia illusione.

Premesso questo, penso che tu sia una persona molto lungimirante e questo è spiegato dal fatto che il tuo ragionamento non fa una grinza. Almeno per me questa è una impostazione all'uopo assai valida. Se ancora non ci si vuole scoprire o non si voglia mettere sul tavolo della politica valdostana le proprie carte, va bene, temporeggiamo, incontriamoci, conosciamoci. Ma ripartire da un progetto già nato morto, questo deve essere denunciato subito. Qui in Valle d'Aosta, come avevo già scritto poco tempo fa, un partito di riferimento per tutto l'arco progressista esiste già. E' il Partito democratico. Ed è inutile cercare di fare i "prestidigitatori", sono anni che è stata dichiarata guerra al gioco delle tre carte.

Un caro saluto

erika - Lun Nov 03, 2008 10:19 am
Oggetto:
Non posso che condividere quanto dice Bruno.
In tutte le altre regioni avviene così.
I verdi sono entrati nel PD e non il contrario....
Soprattutto ora che anche rifondazione si è spostata all'estremo con Ferrero.
Ricordo poi che vda vive aveva votato per entrare nel PD e perso la votazione per 2 voti. Ora sarebbe la stessa cosa?
Non vorrei qualcuno volesse ripetere vecchi errori come quello dell'ULIVO in qualche regionale passata...
paolog - Lun Nov 03, 2008 11:47 am
Oggetto:
Ne avevo già parlato in un altro post, "Una piazza un ponte" e non vorrei di ripetermi.
Come aderente e rappresentante del P.D. ho partecipato agli incontri organizzati da Riccarand e Co, e ne sono rimasto fortemente deluso.
1°) Come sono state condotte le riunioni
2°) Il metodo usato.

Concordo con Bruno, Giorgio ed Erika, e continuo a non capire gli articoli dei giornali locali che sembrano sospinti a scrivere cose e situazioni quasi che fossero "imbeccati"... Se interessano i particolari, sarò lieto anch'io di illustrarli. C'è anche la mia realtà e il mio punto di vista da tenere in considerazione.

giorgio - Lun Nov 03, 2008 3:03 pm
Oggetto:
Come dico da tempo, io sono convinto che una opposizione costruttiva e dunque un’alternativa all’attuale forza di governo regionale (in un prossimo futuro), ci sia e sia rappresentata dal Pd. Il Pd c'è, si sta radicando piano piano su tutto il territorio e può rappresentare una speranza per un italiano su tre. E perché non pensare questo anche per i valdostani che tra breve si sveglieranno da un sonno durato decenni e praticato su un letto confortevole, comodo, e volutamente reso accogliente dal movimento autonomista per eccellenza? Movimento che dovrà fare i conti però con le disastrate finanze statali che iniziano già a reclamare tagli ovunque e che dunque non potranno più assicurarci gli attuali privilegi.

Credo che molte persone di centro-sinistra abbiano sbagliato a diffidare di questo nuovo soggetto politico e a maggior ragione sbaglino a farlo ora. Dopo il terremoto elettorale del 14 Aprile è chiaro come il sole che il Pd rappresenta l'unica alternativa politica possibile. Il resto non va oltre la pura testimonianza ideologica. Tra l'altro, se il Pd riuscirà a portare a termine il suo percorso, le cose si evolveranno da sole nella direzione da noi indicata. Il Pd è infatti l'unico partito italiano che abbia nel suo statuto regole certe e trasparenti per l'elezione dei propri dirigenti e rappresentanti istituzionali (non a caso in molti si stanno inventando fondazioni, gruppi culturali, ecc.).

Il prossimo anno credo si terrà il primo congresso nazionale di questo partito e da lì in poi non saranno più possibili deroghe allo statuto, che, lo ricordo, prevede per tutti due mandati e poi…a casa, primarie aperte anche ai non iscritti, voto segreto in tutte le decisioni importanti. Il Pd non è un partito ideologico ma programmatico. Per questo può rappresentare uno strumento importante e insostituibile per le diverse culture riformiste, progressiste, ambientaliste e se vogliamo autonomiste. E noi di contro in Valle d’Aosta cosa facciamo? Andiamo alla ricerca di un altro soggetto politico che possa procrastinare e perpetuare ancora il vecchio ceto politico “Ad libitum”(A piacimento, senza limiti.)

La storia ci insegna che con gli integralismi ideologici si va poco lontano, e a volte si fanno danni. I valori e gli ideali non si conservano sotto spirito, ma si mettono in gioco giorno dopo giorno. Il Pd da solo probabilmente non riuscirà a governare e dovrà necessariamente stringere alleanze con altri. Soprattutto a sinistra. altrimenti sarà un eterno partito di opposizione, molto “fashion”, ma di opposizione. Questo, ovviamente, non lo dico solo io, o il mio segretario, ma mi pare l'abbia detto anche Veltroni l'altro sabato al circo Massimo. Noi siamo sempre disponibili ad accettare il contributo che altre culture e sensibilità possono dare al Pd, al suo programma, alla sua identità.

Ps. In Inghilterra nel Partito Laburista ci sono componenti più moderate della nostra Udc e più "radicali" del Prc di Ferrero. Dai rapporti di forza interni scaturisce la linea politica di quel soggetto politico. Non capisco perchè da noi questo sia considerato un inaccettabile inciucio.

faustocoppi - Lun Nov 03, 2008 3:30 pm
Oggetto:
Purtroppo la nostra recente storia ci insegna che l'Italia non potrà mai essere governata da una coalizione composta da una miriade di partiti e nanopartiti in eterna competizione tra loro. Alle ultime elezioni l'IdV è entrata in Parlamento grazie all'aleanza con il PD, sottoscrivendo un programma elettorale ed impegnandosi ad aderire al gruppo parlamentare del PD quale premessa ad un percorso di confluenza.
Il giorno stesso dei risultati, considerato il buon raccolto in termini di seggi, Di Pietro ha stracciato l'accordo con il quale si era presentato di fronte agli elettori. Questo solo a titolo di esempio-
Si condivida o meno, il PD rappresenta un progetto politico.
Nella premessa alla proposta di questo soggetto, era l'invito alle componenti della sinistra a fare altrettanto.
L'alleanza tra due grandi soggetti politici, uno di sinistra e uno riformista, avrebbe rappresentato una speranza credibile, innazitutto culturale, per milioni di italiani. Così non è stato. O meglio lo è stato solo in parte: il PD è nato, il soggetto politico alla sua sinistra no.
Gli ultimi congressi del microcosmo a sinistra del PD hanno dimostrato la totale assenza di un progetto politico.
Troppe primedonne, troppi corporativismi, troppi piccoli interessi e orticelli da coltivare. E questo non è certo colpa del PD.

Secondo me le possibilità sono solo due: O nasce un soggetto politico della sinistra capace di indicare un percorso politico di alleanza strategica con il PD, o le persone di sinistra che vogliono dare il proprio contributo al cambiamento del Paese provino a farlo utilizzando lo strumento-PD.
giorgio - Mar Nov 04, 2008 11:30 am
Oggetto:
Codice:
faustocoppi scrive

Secondo me le possibilità sono solo due: O nasce un soggetto politico della sinistra capace di indicare un percorso politico di alleanza strategica con il PD, o le persone di sinistra che vogliono dare il proprio contributo al cambiamento del Paese provano a farlo utilizzando lo strumento - PD.




Caro faustocoppi, di questo che hai scritto dobbiamo farcene una reciproca ragione. Ma su questo pensiero finale credo che dialetticamente dovrai ammettere che potresti essere smentito dai fatti. Il soggetto a sinistra del Pd non nasce nè pare abbia intenzione di nascere in tempi brevi, per responsabilità varie che non sto qui a sviscerare. Nello stesso tempo, chi si riconosce in quei partiti ormai dissolti, non crede affatto che il rischio di votare "personaggi", che vanno ancora alla ricerca di reiterare l’alleanza con l’Uv, possa essere un contributo al cambiamento della Regione. Ecco il perché dei miei ultimi appelli a non lasciarci trascinare dal prendere in assoluta considerazione sia chi vuole vedere il Pd confluire in un soggetto unico sia chi sta preparando le basi per una alleanza con l’Uv.

Purtroppo la situazione è questa, è statica e comporta solo una conseguenza: il governo dell’Autonomia a prescindere! E questo, che per me era ascrivibile in eguale misura alla vocazione di partenza (ormai abbandonata) troppo solitaria del Pd e al suicidio politico della sinistra, oggi va combattuto mantenendo ben saldo il timone che traguarda la politica nazionale. Il Pd Vd’A certo, guardando al nazionale (…i Verdi) ha fatto importanti aperture anche in Valle, ma ho una strana sensazione e la voglio esternare: “la gente di sinistra quella radicale, il PD non lo voterà mai o non lo voterà più, si sentono troppo lontani e chi l'ha votato si può contare sulle punte delle dita”. Sebbene la storia ci insegni che con gli integralismi ideologici si va poco lontano, e a volte si fanno danni, io penso che “questa sinistra” per come si identifica sul territorio non farà mai un passo indietro e non accetterà altre soluzioni se non quelle di preminenza ideologica. Il Pd essendo già la sintesi di altri partiti che si sono ritrovati in un congresso storico, non è più un partito ideologico, ma programmatico. Per questo può rappresentare uno strumento importante e insostituibile per le diverse culture riformiste, progressiste, ambientaliste e se vogliamo autonomiste, ed è chiaro come il sole che il Pd rappresenta l'unica alternativa politica possibile. E' inutile andare a cercare altri voli pindarici di soggetti unici che a causa di personaggi che da trentanni calcano il palcoscenico della politica valdostana, non riusciranno a fargli prendere il volo. Se proprio si volesse arrivare ad un soggetto politico adeguato, attraverso un progetto di aggregazione o di inclusione, questa smania di farne morire un altro, non mi trova d'accordo. Il Pd c'è.

faustocoppi - Mar Nov 04, 2008 12:07 pm
Oggetto:
No Giorgio. Non penso affatto che la sinistra non abbia la possibilità di accedere al governo della Regione, ma che "questa sinistra" non ne abbia la possibilità.
I tagli del governo statale che impone al nostro regionale, la recessione aumenterà l'insicurezza e la paura della gente e il populismo della destra avrà terreno fertile anche qui in Valle. Se ne scorgono già i primi segnali.
Il centrosinistra, per vincere, ha invece bisogno di parlare alla testa degli italiani e non alla loro pancia.
Qualsiasi messaggio politico che ambisca a convincere i cittadini confusi e impauriti, deve essere semplice, chiaro e soprattutto credibile.
Il progetto del PD è zoppo e da solo non basta perchè è privo di una sponda a sinistra. Ma guai se non ci fosse.
Da parte della Sinistra è politicamente miope cercare di logorare il PD senza offrire un progetto politico e culturale alternativo o complementare. O provare a fare dei passi indietro o avvicinarsi a noi con fiducia.
Così come è politicamente sciocco stare sulla sponda ad aspettare che si esaurisca la luna di miele del governo con gli elettori o che Rollandin ne combini una delle sue.
Occorre che la sinistra elabori SUBITO un proprio progetto o sostenga quello del PD. Non possiamo aspettare che la destra faccia tabula rasa delle conquiste sociali di mezzo secolo della nostra storia per le nostre masturbazioni mentali.
giorgio - Mer Nov 05, 2008 12:12 pm
Oggetto:
E’ di ieri 04 novembre 2008, 17:11
Il Manifesto ha scritto:

“Spaccatura nel Prc, si va alla scissione Politica”- Con un'intervista a Il Manifesto, Gennaro Migliore annuncia che l'area vendoliana farà una lista unitaria con Sd per le elezioni europee e che si lavorerà ad un nuovo partito. Di fatto l'uscita da Rifondazione. Freddezza dalla maggioranza, soddisfazione del movimento di Fava e della componente del PdCI che fa capo alla Katia Belillo. Scissione è una parola che non pronuncia mai, ma le prospettive politiche che richiama non possono che implicarla.

Dunque la frattura con la maggioranza del partito di Ferrero e Grassi è cosa ufficiale e avrà come banco di prova le elezioni europee, quando la sua area politico-culturale Rifondazione per la sinistra correrà insieme alla Sinistra democratica di Fava. Cade ogni tentennamento, proprio nel momento in cui si fa sempre più chiaro che si andrà a votare con l'attuale sistema elettorale. Scansato il pericolo delle soglia di sbarramento al 5%, dunque, i vendoliani rompono gli indugi e rilanciano il progetto di unità a sinistra che si attivi già con la tornata europea.

Migliore, non ha ambiguità nel dire ciò che deve dire: liste aperte a chi ci sta e opposizione unita, anche col Pd. Ma soprattutto, si procede anche senza avere alle spalle Rifondazione. Primo referente, il movimento di Mussi ex capogruppo del Prc alla Camera. Il punto politico, secondo lui, è che "l'idea di una lista unitaria è oggi più forte”. A Chianciano – dice – “si parlò di un deserto sociale che invece mi sembra piuttosto affollato", oggi diversamente da qualche mese fa, "possiamo spostare a sinistra tutta l'opposizione, compreso il Pd". Ci spiega poi Belillo che la prospettiva di partecipare alla lista unitaria la convince a patto che "non sia una riproposizione del vecchio arcobaleno, un semplice cartello elettorale dei gruppi dirigenti, ma persegua invece uno sbocco partitico". Un partito della sinistra unita di cui, secondo lei, ha bisogno anche il Pd "per non rimanere affossato nel centrismo e nel conservatorismo". Un partito che già immagina come "capace di sintetizzare le istanze di sinistra che provengono dalla società e le diverse culture politiche che la sinistra porta con sé". Con una semplice definizione: "che sappia far rivivere la tradizione del Pci, massimo esempio di sintesi dei molteplici modi di essere sinistra che esistevano e esistono nel paese".




Ecco piano piano, forse sta prendendo forma quello che dovrebbe essere il soggetto politico a sinistra del Pd. Ora io mi domando se le cose si stanno avviando verso questa fase assai importante e chiarificatrice per tutti i movimenti e i piccoli partiti della sinistra radicale, se il progetto sembra ormai avviato e in fase di sintesi avanzata, perchè noi del Pd in Valle d'Aosta dobbiamo correre il rischio di ulteriori fratture e sgretolamenti vari che ormai non ci interessano più? Noi i nostri congressi li abbiamo fatti, le nostre fusioni concluse, lo statuto completato, le regole scritte e divulgate...Perchè dunque impantanarci in un altra operazione che nessuno capirebbe o che vedrebbe come una ulteriore difficoltà a farci capire dalla gente?

Lasciamoli andare per la loro strada e una volta che si saranno fatta la nostra stessa esperienza democratica e si saranno spiegati sino in fondo, allora potremo discutere con un soggetto omogeneo, pacato e più credibile che esisterà alla nostra sinistra. Come del resto gli stessi dirigenti stanno valutando, ci dicono già da ora responsabilmente di voler collaborare con il Pd, anche se da sinistra.

Tanto dobbiamo mettere in conto che la giunta Rollandin non ci mollerà, mai. Avrà con tutta sicurezza il suo bel periodo di cinque anni per amministrare a modo suo questa regione. Avremo dunque tutto il tempo per concludere un'operazione che oggi non ha senso e rischia solo di creare confusione.

giorgio - Gio Nov 06, 2008 12:36 pm
Oggetto:
Riporto dal Blog di Vincenzo Calì questo dialogo che ritengo interessante

Ghianda 6 Novembre 2008 a 9:49 am ha scritto:

Giorgio, io sono convinto che il tuo punto di partenza sia buono ed onesto.
Tu dici giustamente:” Credo che noi dobbiamo lavorare soprattutto per la gente. E per fare questo dobbiamo metterla nella situazione di comprendere facilmente. ”

I pistolotti filosofici sull’identità, sulle recriminazioni, sulle sfaccettature socio-politiche, sulla ricostruzione storica del percorso ecc. una volta definite lasciatele da parte.
Cercate di ritornare nella realtà quotidiana; nella presa di posizione contingente (e non solo programmatica) delle realtà quotidiane.
Provate l’affondo nel mondo reale; provate a toccar con mano il sentire dei cittadini e prendete una posizione chiara sulle varie sfaccettature dei problemi concreti che non siano già diventati carne avariata dalla quale è facile allontanarsi.
Anticipate i tempi snocciolando numeri sulla situazione economica locale, su cosa si potrebbe fare e non viene fatto e su quali progetti, con i conti alla mano, si potrebbero portare avanti ma vengono sempre accantonati nell’ottica dell’interesse particolaristico e per l’accomodamento clientelare.
Lasciate da parte le paure di rompere con gli inciuci eclatanti come la convivenza nell’amministrazione nel comune di Aosta come giustamente viene evidenziato da più parti.
Il coraggio e la sincerità premieranno.
L’ammiccamento e le diatribe politico-filosofiche bastoneranno.


Caro Ghianda,
c’è una cosa che non mi torna nel tuo ragionamento. Cerco di spiegarla. Io ho contribuito a costruire questo soggetto politico, il Pd, insieme ad altre centinaia di persone. Ho votato convintamente Donzel alla segreteria. Lo ritenevo e lo ritengo la persona più adatta a portare a termine il percorso che abbiamo iniziato e nel quale credo. Non abbiamo vinto le elezioni, ma un buon numero di valdostani ci vota ancora non ostante i continui assalti all’arma bianca che riceviamo quotidianamente. Politicamente è un risultato eccellente per un partito ancora in gestazione, ti faccio notare che questa unione pesa più della somma di Ds e Margherita, nonostante i distacchi avvenuti alla fine dell’operazione di sintesi e non ostante la pesante situazione italiana che indiscutibilmente si riverbera su di noi. In cambio di cosa dovrei buttare a monte tutto questo?

Vedi Ghianda, tu mi parli di anticipare i tempi se non vogliamo a che fare con carne avariata. Io di rimando ti dico che chi non si è riconosciuto fin dall’inizio in questo progetto politico, avrà da oggi poca voce in capitolo (per propria scelta), per chiedere inversioni di rotta. Anche i due partiti autonomisti Valle d’Aosta Viva e Rv stanno perdendo il treno di una gestione strategica e progettuale per una grande e democratica alternativa politica. Non puoi vedere sempre tutto il male nella modesta cogestione del comune di Aosta che a breve avrà concluso la collaborazione con la maggioranza, di cui tra l’altro facevamo parte, e che non bisognerebbe dimenticare. Questa situazione contingente da te così tanto evidenziata e da sempre sottolineata, avrà nel bene e nel male una conclusione con le prossime elezioni comunali. Dopo di che tu non avrai più altri alibi, altre frecce nel tuo arco.

Il Partito Democratico può piacere o meno,
ma c’è, ha un progetto, una leadership ed è in sintonia con moltissimi cittadini; il tuo invito a provare a toccar con mano il loro sentire è ingiusto e ingrato nei nostri confronti. La manifes[/quote]tazione di Roma ha ampiamente dimostrato il contrario e sul territorio ti posso assicurare che mai come in questo nuovo periodo della gestione Donzel si sia riallacciato quel filo rosso interrotto con il territorio.

Caro Ghianda visto il progetto politico del Pd,
ora i casi sono due: o uno vi aderisce per portare il proprio contributo di valori, idee e proposte, o costruisce qualcosa di alternativo, insieme alle persone che condividono la sua visione politica. Tu da che parte stai visto che a parlare sul generico in molti sono bravi? Noi abbiamo bisogno di persone che sappiano anche agire. Stare sempre in cattedra per indicare la linea politica ad un partito che magari si avversa, è politicamente incomprensibile. Almeno dal mio punto di vista.

Con rinnovata stima…

faustocoppi - Ven Nov 07, 2008 11:14 am
Oggetto:
Blog di Vincenzo Calì ha scritto:
@Ghianda e Bruno
Sapete che io apprezzo i vostri interventi, anche quando non li condivido. Questo è il mio blog, per cui non dovreste dar retta a sollecitazioni o condizionamenti di terze persone. Continuate a intervenire con ampia libertà, fatti salvi i limiti della buona educazione e del codice penale (ma per voi è una raccomandazione superflua).
Sapete come la penso: detesto le ideologie, perché ingabbiano il pensiero. Chi aderisce a un’ideologia smette di pensare con la propria testa e segue come un automa i dettami del leader, del guru, del santo di riferimento. Un leader politico non va “amato”, né va seguito qualunque cosa dica o qualunque cosa faccia. Deve essere semplicemente una persona cui affidiamo la guida di un partito, di un governo, ecc. sulla base di un’insieme di idee e programmi che ci ha proposto e che ci aspettiamo segua durante il suo mandato.

Tantomeno bisogna trasformare un partito in una chiesa, sentendosi al suo interno come in una sorta di fortino assediato e respingendo automaticamente qualsiasi critica provenga dall’esterno. Un partito è solo uno strumento per portare avanti le nostre idee. Non deve diventare un fine, un totem da adorare. Obama non ha come obiettivo quello di difendere e rafforzare il partito democratico, ma quello di governare gli Stati Uniti secondo il programma e i valori proposti agli americani. Fino alle prossime elezioni il partito sarà dimenticato.

Giorgio e Erika, avete purtroppo l’atteggiamento degli adoratori di idoli invece che di persone che propongono un progetto per la Valle d’Aosta. Per voi sembra che lo scopo della vita sia diventato quello di pensare al bene del partito democratico, mettendo in secondo piano tutto il resto. Così come qualcun altro dice “la Valle d’Aosta prima di tutto”, voi ripiegate in un ancora più asfittico “il PD prima di tutto”. E non volete sentire critiche né al partito né, tanto meno, al vostro adorato segretario. Io ho contribuito come voi (forse più, visto il mio ex ruolo di segretario di un partito fondatore) alla fondazione del partito democratico, ma non chiudo gli occhi di fronte alle difficoltà e agli errori. E non aderisco acriticamente a qualsiasi opinione o azione del segretario, pur essendo stato un suo grande elettore. Anzi proprio per questo voglio che risponda delle sue azioni e non prenda strade diverse da quelle pattuite con me e con gli elettori.

Il patto sottoscritto alle primarie e confermato sempre in seguito, prevede che il PD sia dalla parte della lotta alla deriva partitocratica che infetta la nostra regione in maniera non più tollerabile. Così come in Sicilia il PD è per la lotta alla mafia e non si alleerebbe mai con i partiti collusi con quel fenomeno, così in Valle d’Aosta deve essere (anche sulla base del suo codice etico) contro il clientelismo sfrenato, contro il controllo totale dell’informazione, dell’economia e della cultura da parte del regime, contro la corruzione diffusa, che si esplica con forme nuove: nomine nei consigli di amministrazione di innumerevoli partecipate, assunzioni senza concorso in cambio di pacchetti di voti, appalti pilotati verso parenti di amministratori, grandi opere intraprese al solo scopo di innescare grandi affari per pochi furbetti a scapito del bene generale, ecc.
Siccome l’UV non solo non ha intenzione di combattere queste degenerazioni, ma anzi nega persino la loro esistenza, come in Sicilia i fiancheggiatori negano l’esistenza della mafia, il PD deve essere dall’altra parte. E’ una scelta di campo, che non ammette mezze misure. Per questo è importante che il PD dica adesso cosa farà alle prossime comunali di Aosta. Non è un fatto secondario. E’ la cartina di tornasole per capire la sincerità di espressioni tipo “politica di tipo nuovo”. Non basta blaterare di etica o politica di tipo nuovo se nei fatti si agisce in senso contrario.
Nel momento in cui le scelte di campo sono chiare, allora acquistano valore le cose che il PD sta facendo in consiglio regionale e tutto il resto. In caso contrario, assumono solo il sapore della beffa. Erika, tu ti sarai stufata di sentir parlare delle comunali di Aosta, eppure è una risposta che non richiederebbe grandi sforzi: il PD sarà con chi vuole costruire un’alternativa all’attuale regime corrotto e inefficiente, sì o no?

Vincenzo Calì


Per ora non voglio commentare, pur avendo risposto al sig. Calì direttamente sul suo blog.
Dispiace leggere tuttavia di certi toni,
aspri e virulenti che mai avrei immaginato essere diretti nei confronti di due persone che appartengono allo stesso partito d'elezione di Vincenzo Calì.
Amareggia constatare quanto il successo di Rollandin (che ha stravinto e noi abbiamo perso) non sia stato accettato onorevolmente e senza drammi essendo riusciti nell'intento di coalizzare tutto il meglio che ci era rimasto,
ma che abbia inciso così profondamente la sicurezza e l'autostima personale.
"La storia non ci insegna niente".
Quello che posso dire in tutta umiltà è che...mai dobbiamo perdere la lucidità in battaglia...
C’è qualcuno invece che si lascia trasportare dal risentimento. Ricordate: l'ira abbaglia il guerriero e gli fa fare errori stupidi.. L'ira porta alla tomba."
faustocoppi - Ven Nov 07, 2008 5:02 pm
Oggetto:
Blog di Vincenzo Calì ha scritto:
faustocoppi 7 Novembre 2008 a 5:27 pm

Finisco anche io questa polemica prima di divenire come quell’ospite paragonato al pesce che inizia a puzzare. Poi sa, in casa sua si può correre anche il rischio di essere defenestrati Smile

Egregio sig.Calì anche io ripropongo l’ultimo suo messaggio e le rispondo:
….E secondo lei,
un segretario di un partito democratico può prendere decisioni che vadano contro la maggioranza del partito stesso?
Secondo lei può un segretario agire con dei colpi di mano e in tutta autonomia, se prima non ha sentito e conosciuto l’umore della base?
E sempre secondo lei,
un segretario democraticamente eletto cosa dovrebbe fare se non operare per il meglio dei suoi iscritti e simpatizzanti, mantenendo il suo partito al vertice nel contesto regionale?
La mia non è una reazione paranoica, piuttosto la sua sig. Calì è una reazione che io ritengo fuori dai canoni per un responsabile di un partito organizzato quale è lei.
Se un uomo ritiene di fare parte di un partito organizzato lo deve fare fino in fondo rispettando seppur con critiche e osservazioni anche posizioni non sempre condivise. Questa proposta esterna a cui lei deferentemente si è allineato, almeno a mio parere non può essere partecipata.
In effetti la situazione politica regionale è bloccatissima
come lei sottolinea,
ma non è certo con l’affossamento di un altro partito, il suo, che si può risolvere “Rebus sic stantibus “.
Quali sarebbero secondo lei
i provvedimenti da prendere, dal momento che le cose cambiando col passare del tempo, dovranno cambiare anche le decisioni al riguardo?
E sempre secondo lei
è già passato tutto questo tempo per valutare che il PD,
con uno stereotipo, ha già fatto “epoca”? Lei dice : “Quel progetto propone di sciogliere anche Verdi, VdaVive, Renouveau… per arrivare a un soggetto unico, più grande e più forte delle singole forze componenti”.
Bene, posso essere anche d’accordo, anche se al fiuto di tutti i politicanti regionali è giunto uno strano odore di “bruciato”.
E allora secondo lei se alcune persone, due nel caso di specie, che appartengono già al PD, le scrivono per dirle che questo soggetto esiste già, e se i signori di VdaVive, di Renouveau o i Verdi principalmente, vogliono entrare in un contenitore unico,
perché è sbagliato ricordare loro che il suddetto condenitore esiste già?

Perché tacciarli di adoratori di idoli? La logica di pensare al proprio orticello sarebbe, secondo me, non quella del PD che aspetta a braccia aperte questi movimenti, bensì di qualcun altro che attualmente è in grosse difficoltà di rappresentanza.

Addio dal solito idolatra


In effetti ritengo di concludere qui un deludentissimo rapporto di rete con il blog del sig. Calì,
il quale non ha trovato di meglio che offendere due onesti e appassionati rappresentanti del PD, erika e giorgio.
Spero che giorgio non si lasci trascinare da questa misera reprimenda visto che come moderatore di questo forum a noi interessa averlo lucido e sereno qui su Area Democratica.

Ps. Che delusione!
giorgio - Ven Nov 07, 2008 5:39 pm
Oggetto:
Un ringraziamento al grande Fausto Coppi che a dire il vero e per non fare polemica, già in tempi non sospetti - qualche anno fa - lanciava sul forum di Valle d'Aosta Viva, AGORA', parecchi segnali di riavvicinamento fra l'allora sinistra denominata Ds-Gv e il Vdv. Citofonare Louvin.

Per tornare alla diatriba sviluppatasi in maniera poco ortodossa, posso solo dire che il progetto a cui si fa riferimento anche in testa al topic, a me sembra piuttosto la rappresentanza della solita combriccola che da 50 anni si impegna solennemente per il cambiamento. Ogni 3 mesi con un nuovo manifesto, o un nuovo progetto o un nuovo partito. Che poi una lista di mummie che parla e vuol vedere "un cambiamento" con questo progetto, a me sembra davvero comico. Poi fate voi...

Ps. Non capisco come persone legate ad organizzazioni sindacali con incarichi oltremodo di responsabilità, possano firmare un documento così politicizzato mi giunge molto strano alle orecchie. E pensare che già ben altre critiche si erano sviluppate quando un'altra persona è stata tirata in ballo e accusata di incompatibilità con la carica di segretario. Ma il fatto che questa persona si fosse defilata anticipatamente ed in tempi regolamentati dalla legge, a questo nessuno ci ha fatto più caso. La maldicenza era comunque attivata e lo scopo raggiunto.

giorgio - Ven Nov 07, 2008 11:22 pm
Oggetto:
blog Vincenzo Calì ha scritto:
Essere d’accordo con questa proposta (nata morta soprattutto per il modo di procedere molto maldestro dei promotori e poi per la stroncatura mediatica di Donzel, che non ha rispettato l’impegno di discuterla all’interno del partito) non è in contraddizione con l’impegno profuso alla fondazione del PD.


Credo che la loro fatica sia senza pari, e va a loro tutto il mio interesse per l'impegno che hanno promesso di mettervi. Io, e con me moltissimi altri, ho fatto altre scelte, con un intento pari se non superiore al loro in termini di proposizioni politiche serie e credibili. Non ideologiche. Speriamo presto di reincontrarci insieme nelle lotte e nelle istituzioni della Regione. Le occasioni di certo non mancheranno. Anche se mi rendo conto che l'azione politica è molto più schematica della ricerca ideologica e dei fondamenti dell'unità. Tra l'altro le scissioni del passato e le fusioni del futuro non esauriranno le ragioni di quelle scelte. Vedremo pertanto se l'elaborazione del nuovo soggetto politico giungerà a chiudere un epoca, per aprirne un'altra nuova, superando la boa delle pure intenzioni, realizzando così l'occasione di recepire che non è solo il Pd tenuto a mantenere gli impegni. I patti e gli impegni sono biunivoci, i colloqui dialogici.
giorgio - Sab Nov 08, 2008 11:32 am
Oggetto:
Naturalmente ognuno è libero di pensarla come vuole, ma ci sono dei punti oggettivi sui quali non vorrei sorvolare. Ad esempio è certo che durante la gestione Uv - Ds.Gv è mancata in Valle la comunicazione tra i vertici burocratici e i cittadini (la famosa base). Ma cosa ci dovevano trasmettere i dirigenti preposti allo scopo? Tutto. Esattamente tutto ciò di cui oggi stiamo discutendo e che mai ci è stata data la possibilità di analizzare o mettere in discussione; e quello che oggi può sembrare un dialogo ideologico, idolatrico - il mio - così valutato da Calì, non è altro invece che l’esaltazione di una fuoriuscita da un ingabbiamento intellettivo e culturale a cui noi tutti eravamo sottoposti, salvo Vincenzo che l’esperienza Ds-Gv non l’ha vissuta...

Come grande elettore Pd, visto che così si descrive Vincenzo, anche lui non mi sembra molto immune dalla paranoia della febbre ideologica, anche se in chiave prettamente anti “Unionista”. Non so se lui se n’è accorto, ma quando abbiamo raggiunto l’accordo ci siamo ritrovati in un amalgama, che io scorgevo ancora eterogeneo, ma talmente era la foga di riprenderci ciò che ci era stato sottratto che non ci sembrava vero di vivere questa fusione, questa sintesi. C’era eterogeneità è vero, ma sospinti da uno spirito di squadra, ci siamo organizzati e ritrovati a dare fiducia ad una persona che comunque sia ci ha tenuti in equilibrio e in consonanza. Senza essere stato un totem da adorare.

Al contrario, c’era al nostro interno una tale libertà di pensiero e di azione che ognuno di noi vedeva finalmente in questa sintesi di centro-sinistra “il rimedio” ai vecchi mali della politica stracciona e questuante tenuta nei confronti dell’Uv. Una tale ampia libertà che nessuno più resisteva alla tentazione di sventolare su ogni questione la propria bandierina. E forse è proprio per questo che la gente alla fine ci ha percepito come una squadra disorganica, e purtroppo a ben vedere potrebbe avere ragione. Già oggi infatti Vincenzo recrimina e si cruccia di una mancanza di un altro partito che apra e conduca ad altri processi politici che ci guidino verso altri lidi ancora.

Certo non bisogna dormire sugli allori, ma è pratica intelligente e comune, fortificare le teste di ponte, avere e predisporre cioè un nucleo coerente di forze o elementi favorevoli sul quale appoggiarsi visto che lo scenario politico in VdA lo ritengo ancora complessivamente estraneo, ostile o per certi versi scarsamente accessibile. E riprendendo alcuni concetti di faustocoppi anche io dico.” Il percorso del Pd nasce proprio dall'esigenza di semplificare lo scenario politico del centrosinistra e se c'è stato un limite non è quello di essere arrivati in ritardo, ma di non aver anticipato ancor di più i tempi. Se c''è qualcuno migliore si faccia avanti. Io sono pronto a sostenerlo perchè mi sta a cuore la lotta alla deriva partitocratica che infetta la nostra regione in maniera non più tollerabile, ma questa deve essere condotta in maniera razionale e coesa e se è vero che il progetto politico del Pd per la Valle d’Aosta porta a questo, allora mi importa il giusto. Non siamo adoratori di idoli, ma siamo per il radicamento sul territorio dell’unico strumento che riteniamo possibile possa realizzare questa lotta.


Ps. Non siamo contro il partito unico di sinistra,
ma contro il finto partito unico...
visto che nè Rifondazione nè Pdci nè Idv si sciolgono.
Un partito per chi non ha posti e cerca visibilità.

giorgio - Sab Nov 08, 2008 3:03 pm
Oggetto:
Aosta Sera.it ha scritto:
Politica
Nel centro sinistra c’è chi chiede l’unità politica del “Galletto”

Aosta - In un documento presentato all’assemblea costituente del Partito Democratico
32 persone propongono un “partito nuovo” chiaramente collocato nel centrosinistra
e ispirato “ai valori della democrazia, dell’autonomia e del federalismo”.
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Giovanni Sandri e Elio Riccarand

Nel centro autonomista progressista cresce la voglia di unità. E aumentano le spinte per un soggetto politico unitario che possa proseguire l’esperienza politica del Galletto.
In un documento presentato all’assemblea costituente del Partito Democratico, lunedì 3 novembre scorso, 32 persone propongono un “partito nuovo” chiaramente collocato nel centrosinistra e ispirato “ai valori della democrazia, dell’autonomia e del federalismo”.

A sostenere questa tesi è un fronte trasversale: si va dall’area di Vallée d’Aoste Vive con Paolo Louvin agli esponenti del Pd Vanni Florio e Roberto Avetrani, dagli ambientalisti Dina Squarzino e Maria Pia Simonetti al radicale Flavio Martino.

“Il risultato delle elezioni regionali del 25 maggio - si legge nel documento - è stato deludente e ha costretto tutti a porsi nuove domande. E’ inevitabile rassegnarsi all’attuale situazione politica e all’attuale sistema di potere?”

Una risposta a questa domanda si può leggere nell’articolo di apertura, firmato da Elio Riccarand, pubblicato sul numero in distribuzione in questi giorni di “Informazione Valle d’Aosta”, organo del Movimento Verde Alternativo: “Non bisogna tornare indietro, ma andare avanti. Dare più unità, forza, capacità operativa al Galletto. Si può fare, si deve fare se si vuole offrire una alternativa seria e credibile alla popolazione valdostana”.

“Esiste una via alternativa?” si chiede invece Paolo Louvin sul suo blog (paololouvin.spazioblog.it). “Alcuni anni or sono si era iniziato a parlare di un’area democratica ed autonomista” afferma Louvin che prosegue scrivendo che “l’accelerazione degli eventi politici nazionali, la nascita del PD e le elezioni regionali hanno bloccato l’evoluzione dei ragionamenti e delle discussioni. Ora le bocce si sono fermate per un po’. Almeno sembra. E la voglia di ritornare a parlare di questo luogo, che non c’è ancora, è riemersa tra quanti non vedono necessariamente la politica come mestiere, non sono necessariamente innamorati di simboli (che vanno e vengono) ed hanno voglia di discutere e mettersi in discussione”.

di Domenico Albiero

05/11/2008



paolog - Sab Nov 08, 2008 7:08 pm
Oggetto:
Caro Giorgio, oggi scopriamo i trasversali e gli indovini, ma dove erano questi bla...bla...bla...fino a qualche mese fà?
Non certo a pensare ad un soggetto politico nuovo e unitario della sinistra.

Vediamo...se non ricordo male, chi si rimbeccava e altercava con il fratello per un "posto al sole" dando le dimissioni da segretario di "Aoste Vive"?

Chi vagheggiava e ambiva ad un posto in prima fila nel P.D. e non voleva che il segretario si candidasse, e protestando si dimetteva dalla famosa commissione politica, però "dopo"?

Chi, al contrario del deputato "Super Partes" faceva campagna solo per "Renuveau Valdotain" e ora lo si vuole riciclare come coordinatore unico del "Nuovo Galletto"?

Chi come gli ambientalisti, in una riunione del comitato "Rifiuti Zero" per eleggere il segretario del movimento, guardando verso la nostra Enza e gli amici del P.D - iscritti nelle loro liste e invitati alla riunione - ha definito queste ignare persone..."Truppe Cammellate"?

Chi come gli arcobalenisti, che durante le elezioni Regionali hanno cercato, drenato voti tra il popolo delle primarie, come fautori della "preferenza unica" o più semplicemente primedonne, il voto personale?

E il sindacato dove lo mettiamo? Per non fare nomi vedere in C.G.I.L, dove il segretario in una riunione di iscritti parla in modo esplicito male sia di Veltroni che della politica di opposizione del P.D in campo nazionale?

E ce ne sarebbe da dire....... sorvolo, ma vorrei mettere l'accento su un punto specifico. In "Italia" tutti i partiti sopra citati: Verdi, Radicali, Società Civile confluiscono nel P.D, il Segretario della C.G.I.L. Epifani plaude a Veltroni per il ruolo avuto in Alitalia. Infine è di ieri che la Sinistra Democratica, "Nuova Sinistra" per dire Fava, Vendola e pure Mussi cercano alleanze strette con il P.D. per le prossime Europee. Capito?!

E invece qui in "Vallée d'Aoste", i pensionati della politica "quasi 40 anni sulla breccia", i trombati delle Regionali, i perpetui, vogliono fare un "nuovo partito".... e per dirla alla Totò, ma chittem.....

Il Partito Nuovo, il P.D. c'è già.

giorgio - Mar Nov 11, 2008 11:13 am
Oggetto:
Da tempo mi sento dire che io devo lasciare perdere i pistolotti filosofici. Così ghianda sul blog di Vincenzo Calì! Uno poi, risponde nei termini consentiti dall’educazione e l’altro si sente sgradito perché non consono con i suoi canoni di valutazione personali e perchè non coincidono con i miei. Poi Vincenzo Calì giudica “integralismo ideologico” lo spirito del centro sinistra del Pd enunciato dal sottoscritto, un adoratore di idoli!. Ovviamente è il punto di vista di uno che crede nella politica delle riforme che poi mai arrivano (guardare la storia di questi ultimi venti anni, per credere), ed è un punto di vista di uno che “si accontenta”.

Ma con il centro-sinistra non ci si deve accontentare di strappare un panino in più al fornaio, una società giusta dovrebbe mettere lavoratori e imprenditori sullo stesso piano, perdere quando si perde, guadagnare quando si guadagna. Condannare gli amministratori fraudolenti ed esaltare quelli che meritano... Invece, come stanno le cose oggi? Le recessioni le pagano i lavoratori, i soldi delle tasse dei lavoratori vanno alle aziende in crisi, o alla banche truffaldine, oppure pagano guerre che vengono fatte affinché i soliti grassi possano mettere le mani su altro grasso di altri grassoni.

L'ho scritto altre volte. Se non vogliamo discutere di filosofia o di massimi sistemi, va bene... ancora meglio, ma sono certo che non saranno pochi gli elementi che ci dividono e sicuramente non saranno sfumature. Se vogliamo discutere di politica, parliamo di politica, ma se vogliamo applicarla poi bisogna passare alle vie di fatto. Vi faccio una semplice domanda: mentre aspettiamo il paradiso terrestre, con il progetto partito unico della sinistra, il galletto, l'autonomismo, cosa proponiamo alle migliaia di cittadini valdostani che vivono in condizioni di ristrettezza e di indigenza? Cosa proponiamo ai valdostani che si stanno impoverendo ogni giorno di più e temono per il loro futuro e quello dei loro figli? A me non interessa proporre il sogno dell’autonomismo a prescindere con la stessa logica delle religioni che propongono la vita eterna a chi ha paura della morte. C’è bisogno di proporre qualcosa per migliorare le loro condizioni di vita ora e subito, partendo dalla realtà che ci circonda, dagli interessi in campo e dai rapporti di forza esistenti.

E questo non è in contraddizione con i miei sogni ma l'esatto contrario: è coerenza con i miei valori e i miei principi. Se avete paura di entrare nel Pd, di essere scambiati con altri o di non essere identificati, mettetevi l'abito che volete e scrivetevi pure nome e cognome in fronte, ma poi uscite dalla torre d'avorio e gettatevi nella mischia. E' l'unico modo che conosco per costruire una società più giusta di quella che abbiamo trovato e sognare che un domani qualcuno vivrà in quella che da tempo noi tutti stiamo sognando.

giorgio - Mar Nov 11, 2008 10:01 pm
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
11:13 GALLETTO: FRAMMENTAZIONE POLITICA INDEBOLISCE COALIZIONE
(ANSA) - AOSTA, 11 NOV -
La frammentazione politica sta condizionando la creazione del 'Galletto-partito' come proposto dal 'Comitato dei 32' che mira a "costituire una credibile alternativa all'attuale sistema di potere regionale".

Secondo il Comitato formato da 32 esponenti politici e cittadini, infatti, occorre un nuovo soggetto politico autonomista, democratico e riformista "che rappresenti un solido punto di riferimento per l'opinione pubblica valdostana" e che sappia offrire, "una reale alternativa all'attuale sistema politico di governo", come ha detto Albert Chatrian, coordinatore di Renouveau Valdotain che auspica un "più forte coordinamento" ma definisce "prematura" l'ipotesi di creare un nuovo partito.

La coalizione del Galletto (Alleanza Autonomista Progressista) è stata costituita - in occasione delle elezioni politiche 2006 - da Ds-Gv, Rv, VdA Vive, Verdi, Alé Valle, Prc, Margherita, Ppv, Rnp, Idv, Comité du Valdotains e Sinistra alternativa. Il Galletto vinse la tornata elettorale eleggendo al Senato Carlo Perrin (Rv) e alla Camera Roberto Nicco (Ds). Nel 2008 invece il Galletto riconfermò solo Nicco, mentre Perrin è stato sconfitto da Antonio Fosson, espressione della coalizione autonomista Uv, Fa e Sa che sono al governo della Regione.

Ieri sera si è svolto l'incontro fra il Comitato dei 32 e le segreterie di VdA Vive e Rv. Si è trattato dell'ultimo degli incontri nel calendario del Comitato che nei giorni scorsi ha incontrato il partito Democratico, l'Arcobaleno (coalizione formata dai tutti le forze di sinistra escluso il Pd) e l'Associazione Loris Fortuna. Il Comitato dei 32 si riunirà venerdì 14 novembre per una valutazione di quanto emerso in questo primo giro di incontri con le forze politiche e per decidere le successive iniziative.

Il Comitato dei 32 propone "un forte rilancio della Alleanza del Galletto che vanta un patrimonio di credibilità e fiducia che non deve essere dissipato, ma deve essere rafforzato senza più aspettare". Elio Riccarand, esponente Verde e tra i promotori del Comitato dei 32 sottolinea che "i momenti sono maturi per questa grande operazione. Occorre solo la volontà politica di uscire dai piccoli orticelli e di creare in Valle d'Aosta un grande partito unitario dei democratici e degli autonomisti".

Ma sull'ipotesi del Galletto-partito frena anche VdA Vive per la quale il Galletto "può continuare ad essere lo strumento adatto per affrontare future competizioni nazionali ed europee, ma la dimensione e la natura del confronto a livello comunale e regionale presentano, al momento, una forte eterogeneità fra le forze politiche dell'alleanza". Anche l'Arcobaleno, con il coordinatore Giorgio Caniglia, ritiene necessario "un approfondimento del dibattito interno sul futuro del Galletto". (ANSA).



(ANSA) ha scritto:
11:20 RV: CONGRESSO IL 29/11, APERTO A CHI NON CONDIVIDE SISTEMA
(ANSA) - AOSTA, 11 NOV -
Renouveau valdotain celebrerà il suo primo congresso sabato 29 novembre (a partire dalle 14 nella sala comunale di Nus). "Sarà - ha detto il coordinatore uscente, Albert Chatrian - un congresso aperto a tutti i valdostani che non si riconoscono nell'attuale sistema di potere".

Oltre a valutare la situazione politica e a indicare le linee guida per il futuro, il congresso dovrà eleggere il nuovo coordinatore e vice coordinatore perché gli attuali, Chatrian e Patrizia Morelli, in quanto consiglieri regionali sono incompatibili. Inoltre dovrà integrare il gruppo di coordinamento. Nomina e integrazione fanno dunque prevedere uno slittamento dell'ipotesi ventilata nei mesi scorsi di una possibile fusione tra Rv e VdA Vive.

Nel frattempo sono in corso le assemblee congressuali territoriali per l'elezione dei delegati che saranno portatori, come ha precisato Chatrian, "delle istanze della base e di quanti si oppongono al pensiero unico". Più in generale il movimento intende "riorganizzarsi al fine di rafforzare il blocco autonomista all'interno dell'Alleanza Autonomista Progressista (Galletto) intensificando la collaborazione con VdA Vive". (ANSA).


giorgio - Mar Nov 11, 2008 10:10 pm
Oggetto:
Citazione:
15:23 ELEZIONI:PD VDA; TRENTO,PREMIATA VISIONE MODERNO AUTONOMISMO
(ANSA) - AOSTA, 11 NOV -
Il risultato elettorale conseguito nella Provincia Autonoma di Trento da Lorenzo Dallai e dal Partito democratico del Trentino ha premiato "la visione di un moderno autonomismo". Il Partito Democratico della Valle d'Aosta esprime così viva soddisfazione per la vittoria dello schieramento di centro sinistra e del Pd che è "diventato primo partito".

In una nota il Pd valdostano evidenzia che "hanno prevalso nettamente sul centro destra la nuova e coerente ispirazione federalista-riformista, capace di interpretare i bisogni e le aspettative di un territorio di montagna con una sua marcata specificità". Il Pd evidenzia ancora che "sia la Lega Nord, sia il Pdl e i loro slogan anti-immigrati e populisti segnano il passo di fronte alla maggiore capacità dell'Alleanza Pd-Udc-Idv di essere vicina alle piccole imprese e alle famiglie". (ANSA).



Una possibile risposta alle precedenti ANSA
faustocoppi - Gio Nov 13, 2008 12:26 pm
Oggetto:
Enrico Martinet come è suo solito intervista con arte e con un pizzico di malizia Chatrian, segretario di Renouveau Valdôtain,
che a sua volta si lascia andare ad un panegirico sull’etica della rivoluzione culturale: « La “rivoluzione culturale” è quella di analizzare “i guasti del sistema attuale” e di”individuarne uno nuovo”»...guarda caso! E dove si va poi a parare più avanti nell’intervista?
Ecco qui:
In 32 hanno firmato un documento per avere un nuovo partito, ispirato alle esperienze del Galletto, forse proprio il Galletto, lei è d’accordo chiede il giornalista?
«Sì, ma i tempi non sono ancora maturi. Noi cerchiamo l’intesa con gli arancioni. Non parliamo di fusione, ma molto di più, cioè, appunto, un nuovo partito che sappia interpretare un nuovo sistema».
E poi: L’alleanza del Galletto conta anche sul PD.
«Sì, certo ha firmato con noi. Ci si dimentica che il deputato è del Galletto non solo del PD. Quindi noi insistiamo, ci vuole subito un rilancio dell’Alleanza Progressista-Autonomista».
Dunque, partire da qui e andare a commentare che il segretario del PD Vd’A non parla chiaro, come fa Vincenzo Calì nel suo blog, “ce ne corre”!
Di qui e leggere poi un altro commento: «Concordo. La missione del PD è cambiare il sistema politico non gestirlo o adeguarvisi» , fatto da Fabio Protasoni …. per me (faustocoppi) è una stravolgimento indebito.
Chatrian infatti si guarda bene dal chiarire sulla fusione del suo partito in uno unico,
anzi il suo intento, come segretario RV è:
« Noi cerchiamo l’intesa con gli arancioni. I tempi per l’altro progetto non sono ancora maturi… ci vuole subito un rilancio dell’Alleanza Progressista-Autonomista».
Ecco la vera verità, cari Calì e Protasoni!
Un rilancio e non una fusione.
Che poi la missione del PD sia quella di cambiare il sistema politico, non gestirlo o adeguarvisi, beh allora una buona visita dalla Società specializzata Maico non vi farebbe male.
Stiamo palesemente e costantemente divulgando in tutte le salse e in tutte le intonazioni necessarie, anche ad alta voce, che il progetto di cambiare il sistema politico è alla base del nostro PD Vd’A, nato appunto per portare a compimento questa “mission”.
Stiamo anche dicendo che il PD c’è già, costruito, congegnato e pensato per questa missione, e non caro Calì, per tentare farseschi ritorni all’indietro o al passato, visto che abbiamo contribuito con il nostro coraggio e le nostre intelligenze ad abbattere. Ciò che hai detto è sommamente ingeneroso, nei nostri e nei tuoi conronti.
O ve ne siete già dimenticati?!
Per quanto concerne il deputato,
certo che ha firmato con tutti, e non ci si dimentica che il deputato è del Galletto, non solo del PD.
E' lui che si è sempre dimenticato del PD e mai del Galletto!
Noi non abbiamo mai avuto il piacere di vederlo girare dalle nostre parti, nè tanto meno sappiamo se ha la tessera del partito che lui dovrebbe rappresentare, come fa Fabio Protasoni.

Ps. Piuttosto mi chiedo come mai Fabio Protasoni visto che vive in quella gemma verde che è la Valle d'Aosta, non si sia ancora attivato per ricuperare il movimento dei Cristiano-sociali valdostani, stante che tutto il movimento cattolico se n'era andato ancor prima che il PD riuscisse a costituirsi.
vicali - Ven Nov 14, 2008 7:27 pm
Oggetto:
Caro Giorgio, io la frase "ci vuole subito un rilancio dell’Alleanza Progressista-Autonomista", frase molto semplice e molto chiara, da Donzel non l'ho ancora sentita dire. Finché non la si dice, si alimentano cattivi pensieri. Dire di voler cambiare il sistema politico e poi allearsi con l'Uv sono due cose che non stanno insieme.
giorgio - Ven Nov 14, 2008 10:40 pm
Oggetto:
vicali ha scritto:
Caro Giorgio, io la frase "ci vuole subito un rilancio dell’Alleanza Progressista-Autonomista", frase molto semplice e molto chiara, da Donzel non l'ho ancora sentita dire. Finché non la si dice, si alimentano cattivi pensieri. Dire di voler cambiare il sistema politico e poi allearsi con l'Uv sono due cose che non stanno insieme.


Continuo a non capire perchè si voglia alimentare questa improduttiva, ostinata e inesistente polemica. Vorrei che tu caro Vincenzo, dopo tutto questo can-can che è stato montato in questi giorni, mi riportassi un'intervista, una dichiarazione, uno straccio di documento, dove con "Parole chiare", Raimondo Donzel abbia alimentato i tuoi cattivi pensieri.
Perchè continuare ad insistere a fare il San Tommaso Apostolo della situazione che rimane incredulo alla notizia della Resurrezione nel giorno di Pasqua, salvo poi ricredersi una settimana dopo e professare la sua fede? Per carità, capisco bene d'avere esagerato, ma d'altra parte non sapevo che esempio portare per farti desistere dal troppo pessimismo.


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vicali - Sab Nov 15, 2008 12:12 am
Oggetto:
Il problema non è ciò che dice, ma ciò che non dice.
giorgio - Sab Nov 15, 2008 12:36 am
Oggetto:
Il significato delle parole?
Le parole caro Vincenzo sono state create per potersi capire, per comunicare.
Come mai ci sono tante persone che, al posto di ascoltare, interpretano le parole degli altri? Anzi, oggi si interpreta anche quello che non si dice.
Può essere snervante vedere questa tendenza di cercare sempre di trovare un significato nascosto nelle frasi che si sentono (o si leggono) e adirittura non si sentono pronunciare.
Non sempre si parla per metafore. E' davvero così difficile credere che una persona intendesse veramente quello che ha detto, parola per parola? In fin dei conti se uno avesse voluto dire qualcosa di diverso avrebbe usato parole diverse. Se invece si è dell'opininone che tutto va interpretato mi sai spiegare a cosa è servito coniare i vocaboli se poi viene dato loro qualunque significato tranne quello originale?

vicali - Sab Nov 15, 2008 10:49 am
Oggetto:
Complimenti per lo sfoggio di sofistica. Il Pd è ancora nell'alleanza autonomista progressista? E' per il suo rilancio? Ci sono trattative per un ritorno allo zerbinaggio con l'Uv alle prossime comunali di Aosta (e per le europee)?
faustocoppi - Dom Nov 16, 2008 5:21 pm
Oggetto:
Quando si ha poco da perdere, a volte si punta sullo sfascio
Saranno gli ultimi colpi di coda di un coccodrillo che comunque non è mai domo, mai arreso o arrendevole neppure davanti all'evidente sconfitta e alla perdita di peso politico perso in seno al Galletto?
Un gruppo, questo che sta al vertice da tanti anni e che ultimamente ha avuto pesanti responsabilità sulla deludente azione di decollo politico dell’A.A.P
Il PD dal canto suo si proponeva il rinnovamento come arma vincente.
Ma questo gruppo l' ha sotterrato
da quando ha capito che rimanere disoccupati non gratifica e non monetizza.
Per questo chi ha fiutato una possibile mancata ricandidatura, per anni a venire, non ha avuto promesse di impiego e attività per altri impegni politici,
ora ha pensato bene di passare al contrattacco con chi questo sta cercando.
Il tutto mascherato da un documento detto dei 32 e che non è altro che la riproposizione superata e non più attuale di un’azione politica sempre meno ispirata a soddisfare interessi generalizzati. Basta vedere i nomi di chi ha firmato la lettera per capire il motivo che li ha spinti a farlo. Non tutti per la verità, ma quello che preoccupa è la sortita avvenuta e concepita in tempi e in modi così poco ortodossi. Quasi una strategia mirante ad accantonare l’unico, chiaro, emergente di questa Area Progressista com’ è risultato il segretario del PD.
Ma Donzel da buon cavallo di razza, non s’è adeguato.
Davanti a questa prospettiva, a molti di questi signori non resta altro da fare che lanciare un offensiva contro il segretario,
costi quel che costi, che può lasciare sul campo morti e feriti, e regalando alla controparte tutte le possibilità di vincere da oggi per i prossimi decenni.
Indifferenti a quel che la base possa pensare di questa scelta disgraziata. Tanto il popolo bue dimentica in fretta.
Poi poco importa dove si va a parare: l'importante è partecipare alla gestione del potere. Per chi come me e tanti si era entusiasmato anche per un PD alternativo alla destra, è veramente disgustoso assistere a questa confusa pagina della storia politica valdostana, soprattutto per la mancanza di rispetto nei confronti di chi ha speso tempo ed energie in un idea e un progetto che ritengo sempre valido.
Per questo combatterò ancora, nonostante tutto.
giorgio - Mar Nov 18, 2008 6:50 pm
Oggetto:
Caro Fausto Coppi la politica nei "regimi democratici" non è questa…
Ognuno può aderire ad un partito quando vuole e come vuole e può anche cambiarlo. Il problema è evitare le trappole e i trabocchetti di cui quella via è lastricata. E va anche considerato che non sempre gli uomini appaiono per quello che saranno nel momento della prova. Neppure i processi interni sono sempre democratici e legati ad un consenso costruito col voto.

Ogni candidatura dovrebbe essere libera e sottoposta al voto democratico della gente che si riunisce per decidere con elezioni primarie. Ma i partiti non possono giungere al momento del voto senza prima aver dibattuto del significato e dell'utilità di ciascuna rappresentanza, senza aver discusso con la sua gente della politica che si vuole fare. Analoghi ragionamenti fatti nel chiuso delle consorterie, trasforma il processo democratico in una cospirazione contro la democrazia. E’ da tempo che qui in Valle non vedo discutere, anzi no, vedo discutere e dialogare solo i vertici dei partiti, dei movimenti. Quelli che sono lì, quasi per disposizione divina da anni e anni. Credo che il Pd non corra questo rischio anche se leggo di alcune "improvvise" incomprensioni.

Ciò che si propone, oggi sul palcoscenico politico valdostano è il prodotto di tale consorteria, costruita sul mestiere di politici professionisti che con una o due legislature si sistemano per sempre, dal punto di vista economico, la loro vita. La rappresentanza politica non può essere solo mestiere, altrimenti non vi è ricambio nella società e gli incarichi devono essere rigorosamente a termini e non devono essere ripetuti al punto da essere reiterati. Come vedi caro Fausto Coppi, non mi rivolgo solo agli altri partiti per questo mio ragionamento, ma anche al Pd e sollevo una istanza generale per la democrazia. In fondo, nel nostro paese e nella nostra regione, vi è una malattia che si chiama politica, perché in troppi hanno ritenuto che la democrazia fosse solo un paravento e non invece una possibile espressione di un miglior modello di esistenza.

bruno courthoud - Mar Nov 18, 2008 8:56 pm
Oggetto:
per Giorgio
a proposito di politica, tu la chiami "malattia", Pollicini, ai suoi tempi, la chiamava "droga" (parlava per sé): mi pare che renda meglio, perché da una malattia si può guarire, la droga invece provoca assuefazione.
ciao Bruno
giorgio - Mar Nov 18, 2008 11:34 pm
Oggetto:
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Caro Bruno

Voglio applicare la legge della causa effetto.
Se uno da un pò di tempo in qua si sente stordito avrà le sue buone ragioni. Siccome non sono le mie, dopo svariati appelli ad uscire dal torpore in cui si è caduti, ripeto che bisogna svegliarsi! Oppure tradotto da un altro punto di vista: come si fa ad aprire una discussione che non sia un percorso ad ostacoli, con stroncature come quelle che riceviamo da tempo su ideologismo, leninismo e stronzate varie?

Ecco che improvvisamente mi corre in soccorso e alla memoria quella foto di Berlinguer...Vedi, quando si mostra questa pagina dell'Unità che commemora Berlinguer con quell'addio, non posso non pensare a Lui, alle aperture politiche che a suo tempo fece e che trovarono proprio nella sinistra radicale i suoi più acerrimi nemici ideologici e nel partito socialista quelli che temettero per una sua insostenibile concorrenza.

La riflessione mi porta quasi sempre a pensare: «per qualche mio interlocutore quell'addio è davvero un addio alla politica di rigore e di aperture che Berlinguer rappresenta. Non è perciò il cordoglio di chi lo sente ancora come fonte di ispirazione». A me succede il contrario.

Rifletto molto sul suo percorso politico e non sento di mandargli nessun addio, perché voglio che resti sempre presente nella mia mente e mi faccia da guida. Ovviamente questo è solo un apologo e nel racconto che faccio spero si colgano ancora tutti gli intenti morali che possano essere interpretati. Spero che serva a qualcuno che si sente "intorpidito" ed anche a molti altri che in questi giorni stanno riflettendo proprio intorno alla politica non come droga, nè come malattia, ma come una possibile risorsa per un miglior modello di esistenza.

giorgio - Mer Nov 19, 2008 7:43 pm
Oggetto:
Citazione:
10:13 VERDI: PROPOSTO COORDINAMENTO POLITICO ALLEANZA DEL GALLETTO
(ANSA) - AOSTA, 18 NOV -
La proposta di costituire un Coordinamento politico dell'Alleanza del Galletto "con rappresentanze proporzionali in base al peso politico di ogni componente; anche con finalità di organizzare iniziative di formazione ed informazione", è emersa dalla riunione del Coordinamento del Movimento Verde Alternativo.

In una nota il Coordinamento politico si è riunito per esaminare il documento del Comitato dei 32 che propone la creazione di un soggetto politico unitario che riunisca le forze dell'Alleanza del Galletto. In una nota il Coordinamento spiega di "condividere la prospettiva indicata dal Documento del Comitato dei 32" e ritiene che "solo la realizzazione di un grande partito che in Valle d'Aosta riunisca le forze della democrazia, dell'ambientalismo, dell'autentico autonomismo e federalismo può consentire di offrire alla comunità valdostana un solido e credibile punto di riferimento". L'obiettivo è "cambiare la politica regionale e migliorare l'attività della pubblica amministrazione".
I Verdi considerano poi "opportuno procedere e rapidamente ad un primo passo attraverso il rafforzamento dell'Alleanza del Galletto" e suggerisce la definizione "di un nuovo accordo politico fra le forze che si ispirano ai valori e principi del riformismo democratico, dell'ambientalismo, dell'autonomismo e federalismo".

Oltre alla costituzione del Coordinamento i Verdi sollecitano la designazione di un Presidente dell'Alleanza del Galletto; l'impegno a presentarsi insieme alle prossime scadenze elettorali, a partire dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo della primavera 2009. A tal proposito propongono la presentazione di una Lista del Galletto apparentata con una Lista a carattere nazionale.

(ANSA)




Ho voluto riportare questa ANSA perchè ho come l'impressione che ci sia qualcosa di poco chiaro o almeno che io non riesco a capire.
Leggo qui che l'alleanza con il Galletto, così come emerge dal titolo, il Coordinamento del Movimento Verde Alternativo ha deciso di perseguirla. Quello che io non riesco a valutare come una cosa seria, è l’azione del Coordinamento Verde Alternativo che si riunisce per prendere in considerazione un documento - quello dei 32 - che è stato precedentemente escogitato, sollecitato, e gestito dal responsabile del Coordinamento stesso. Ancora…”. In una nota il Coordinamento spiega di "condividere la prospettiva indicata dal Documento del Comitato dei 32…"

Insomma è come dire di uno che se la canta e se la suona, ovvero del goffo tentativo di far parlare di se e di ergersi a protagonista.

giorgio - Gio Nov 20, 2008 9:56 am
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
19:06 ARCOBALENO: SI SCIOGLIE COMITE' DE VALDOTAINS

(ANSA) - AOSTA, 19 NOV -
Il Comité de valdotains, nato nel 2003 per opporsi alla riapertura al traffico pesante nel traforo del Monte Bianco e confluito, nello stesso anno, nel movimento dell'Arcobaleno Valle d'Aosta, si scioglie. Lo ha annunciato oggi, in una conferenza stampa, Leonardo Tamone, uno dei leader.

"La Valle d'Aosta - ha spiegato - ha bisogno di un quadro politico chiaro e non di decine di piccoli movimenti, per questo abbiamo deciso di scioglierci". L'iniziativa è stata presa dopo che gli aderenti hanno constatato che "nel panorama politico valdostano nuovi movimenti autonomisti come Vallee d'Aoste Vive e Renouveau Valdotain sono nati con l'obiettivo di contrastare il potere politico oggi al governo della Valle d'Aosta".

"Lasciamo liberi - ha aggiunto Sonia Chabod - i nostri aderenti di scegliere il loro percorso politico futuro e di investire le loro energie in altri progetti". Il Comité de Valdotains è stato parte attiva anche della creazione dell'Alleanza autonomista e progressista che, secondo Tamone "deve continuare a operare per contrastare l'attuale modello politico valdostano".

Riguardo poi al manifesto dei 32 per l'unificazione del Galletto, Tamone ha commentato: "é una buona proposta ma arriva al momento sbagliato, non sono maturi i tempi per questo tipo di operazione". (ANSA).




Salutiamo Leonardo Tamone, uno dei leader de Il Comité de valdotains, che con questa conferenza stampa ci informa che"nel panorama politico valdostano ben altri due movimenti, Vallee d'Aoste Vive e Renouveau Valdotain sono nati con l'obiettivo di contrastare il potere politico oggi al governo della Valle d'Aosta". Lo ringraziamo e gli diamo umilmente un consiglio, visto che Il Comité de Valdotains è stato parte attiva anche della creazione dell'Alleanza autonomista e progressista. Come quell'estensore sul blog di Paolo Louvin consiglia Paolo, di farsi aiutare da Santa Lucia patrona della vista, anche noi consiglieremmo identico trattamento a Leonardo Tamone. Infatti ancora oggi anche lui non s'è accorto che accanto ai due movimenti nominati, c'è un partito di riferimento nazionale, il Pd.

Da un lato Vincenzo Calì si premura quotidianamente di chiedere se il Pd continuerà nel partecipare a questa alleanza, dall'altro c'è gente che manco se n'è accorta che nell'A.A.P, il Partito democratico fosse al suo fianco. Ad onore del vero bisogna aggiungere che Tamone arrivando da altre esperienze politiche, poi è confluito in un altro movimento, quello dell'Arcobaleno Valle d'Aosta e che probabilmente qualche problema politico con Vallee d'Aoste Vive e Renouveau Valdotain, l'avrà avuto. Sicura è una cosa che fra tutti questi passaggi, salti della quaglia, movimenti che vengono, movimenti che vanno, movimenti che nascono movimenti che muoiono... uno possa iniziare ad essere un pochino in confusione e penso anche stanco e frastornato. Provo a pensare alla gente valdostana come potrà valutare questi continui spostamenti. Per questo che giunge chiara anche al sottoscritto l'ultima frase di chiusura dell'ANSA: " Riguardo poi al manifesto dei 32 per l'unificazione del Galletto, Tamone ha commentato: "é una buona proposta ma arriva al momento sbagliato, non sono maturi i tempi per questo tipo di operazione".

Ha perfettamente ragione! Bisogna fare riposare un momento la soluzione, lasciarla decantare, aspettare che il "precipitato" si depositi sul fondo del barile, e poi come un esperimento chimico valutare i risultati, e come spiega saggiamente Leonardo Tamone, ripetersi ad alta voce: "La Valle d'Aosta ha bisogno di un quadro politico chiaro...

faustocoppi - Gio Nov 20, 2008 3:23 pm
Oggetto:
Sono buffi quando s’arrabbiano, si offendono ma non vogliono darlo a vedere, facendo i superiori.....
Ma nonostante il piglio, credo che i messaggi che fanno arrivare, forse involontariamente, siano la conferma a quel che dico io.
In tutta La Valle d’Aosta ci sono decine, centinaia, di persone come loro che stanno svegli sino all'una e mezza per fare politica.
E mentre questi si fanno il “mazzo”, credendo ciecamente negli ideali di facciata che il partito unico propone, i vertici, sempre gli stessi, fanno i salti mortali passando veline alla mattina ai presunti avversari e discettando la sera di sinistra e riformismo.
Il solito riformismo servito in tutte le salse.
Io dico che questa frattura fra partito ideale e partito reale è sotto gli occhi di tutti e sarebbe onesto ammetterla. e ripeto anche che la stragrande maggioranza
della dirigenza degli altri micro-partiti satelliti, sia un refuso di un vecchio sistema politico da cambiare.
E finché ci sono questi personaggi, questi eterni personaggi che vanno bene per tutte le stagioni, la frattura sarà costante.
Il pericolo reale è che invece di avere autonomia di pensiero e di rendersi alternativi ad un modo inciucione di fare politica,
difendano a spada tratta, a volte in modo ottuso, le scelte di questi signori.
Il che renderebbe inutile il ricambio.
Consentitemi di aggiungere che ciò non è più di nostra pertinenza. L’ideologismo, il leninismo, e le altre accuse che stiamo ricevendo non sono più coniugate dalle nostre parti. Sebbene si insista ancora in malafede in queste accuse che io direi piuttosto di stampo stalinista.
A tal proposito ho sentito che qualcuno sta andando in giro a raccontare parecchie cose, come ad esempio dell’errore commesso per non avere candidato questi personaggi che avrebbero garantito un ritorno in voti tale da non sparire dal palcoscenico politico.
Dico questo perché mi piacerebbe sapere se in effetti questi “pasdaran” del partito unico, fossero stati eletti, oggi sarebbero lì a cercare e a brigare per questa aggregazione voluta in maniera fragile ed in modo del tutto affrettata?
paolog - Gio Nov 20, 2008 8:06 pm
Oggetto:
Giorgio e Faustocoppi hanno colto nel segno.
Giorgio mette in risalto che per battere gli unionisti ci vogliono altri transfughi unionisti, "aoste vive e renouveau" a detta di Tamone che con "comité des valotains" lasciano l'arcobaleno.
Mentre Faustocoppi mette in risalto le contraddizioni dei professionisti della politica di sinistra, senza le loro trentennali poltrone, e dopo pochi mesi in crisi di astinenza, pronti al compromesso con gli autonomisti pur di rimettersi in gioco....
Chissà, tutta questa fregola se venivano eletti....e qualche finanziamento in più.

giorgio - Ven Nov 21, 2008 1:57 pm
Oggetto:
Nel teatro classico del trasformismo, il mondo politico valdostano, va in scena l'eterno conflitto delle classi dirigenti partitiche: di qua i furbi, di là gli incapaci. Al centro, personaggi che incarnano bene i vizi di entrambi, i perpetui. Figure mediocri, affascinanti faccendieri d'altri tempi, ma ai quali dobbiamo una lezione esemplare sui mali della politica regionale. Non sempre elevate alla cronaca in virtù di dubbie doti politiche, quanto per la conclamata cortigianeria. Cioè la principale e a volte unica competenza richiesta per fare carriera in politica.

Eppure questi eroi non si dimettono mai dalla politica. Vanno avanti lo stesso, seppur trombati democraticamente, pronti a fare la parte degli alleati mai domi del Re di Prussia. Le opposizioni, una dopo l'altra - non ce sono tante in valle dopo il Pd - gli ritirano la copertura, a cominciare dal Pd, e in ultimo da Valle d’Aosta Vive, Renouveau Valdotaine che si sono trovati assieme nell' attenuare, temperare e moderare i toni roboanti della partenza per il soggetto unico. Se il mandante o i mandanti del pasticcio è …, com'è ovvio sospettare, si capisce che abbia scelto questo metodo. Chi altri, del resto? Dall'istante in cui approda a Roma, ha la prima e l'ultima parola su tutto quanto riguarda il processo di “transizione immobile” del mondo della sinistra valdostana.

Ma con l'elezione a sorpresa di Raimondo Donzel, ci si è trovati nel dovere per forza scegliere di proporre nel centro-sinistra il Pd come forza d’opposizione. Il problema sorge con il fatto che il Pd è sì, progressista, è sì, anche favorevole ad una autonomia non spinta, ma è anche un partito di valenza nazionale. Allora con fiuto infallibile, si è pescato nel mucchio, il tartufo “Soggetto unico della sinistra”.

La trappola è ben congegnata e lanciata fra i piedi del segretario del Pd, ancora in difficoltà per i precedenti strascichi e contenziosi lasciati pendenti dai maggiorenti dei Ds-Gv. Si pensa all'immagine della leadership democratica del segretario che, sottoposto e tenuto sotto scacco da un continuo “fuoco amico”, a questo punto deve uscirne indebolita. Anche attraverso quasi tutti i media locali, coalizzati su questo punto. Si deve fare apparire come sempre più evidenti, le contraddizioni interne del partito.

Comunque vada a finire, la fotografia di questi ultimi tempi è desolante. L'intero sistema politico dell’opposizione progressista è tenuto in scacco da - lasciatemelo dire - provocatori di piccolo cabotaggio. Hanno messo in piedi una vicenda… “il potere in Valle”, che di suo dà il voltastomaco alla maggioranza dei cittadini valdostani. Donzel ne uscirà come un vaso di coccio fra i diversi perpetui contendenti? Non si sa. E’ un uomo dal carattere forte e ancora poco conosciuto. Per uscire dall'impasse, ci vorrebbe un gesto d'orgoglio, magari l'abbandono definitivo di alcune timidezze e impacci che da parte sua gli derivano dal voler gestire un vero cambiamento. Quello di portare il Pd con la sua conduzione, ad essere un partito più forte, coerente, unito e non più dipendente da continui ricatti.

Ma forse è chiedere troppo ad un partito, ad una parte delle sua dirigenza politica che è ancora annichilita e addormentata sulle vecchie posizioni che vogliono vedere il Pd con il cappello in mano alla corte dell’Uv; disposti a tutto pur di ottenere la benedizione di un Rollandin, per la partecipazione ad un consiglio d'amministrazione, per un posto in un qualche ente regionale, per le briciole della torta regalata tanto tempo fa al movimento autonomista del leoncino, che ora vuol portarsi via pure il vassoio.

bruno courthoud - Ven Nov 21, 2008 3:57 pm
Oggetto:
oggi su La Stampa c'è una lettera interessante di un lettore di Nus, il quale si rifà all'esperienza del Trentino alle recenti elezioni provinciali. Lasciamo stare (almeno per il momento) la proposta del soggetto politico unico, buona o cattiva che sia, viste le reazioni scomposte, infantili ed offese che ha provocato (primogenitura, proposta ambigua, primedonne, ecc.). Ma è così difficile, per i responsabili politici dei partiti e dei movimenti che si dicono per l'alternativa all'attuale sistema di potere (PD, Vallée d'Aoste Vive e Renouveau, parte dell'Arcobaleno) ritrovarsi intorno ad un tavolo, fare quattro chiacchiere e mettersi d'accordo per una Unione, e non un soggetto politico unico, da proporre fin da subito agli elettori valdostani? Senza primogeniture, primedonne e tutto quel contorno di battibecchi da asilo infantile che abbiamo visto finora?
giorgio - Ven Nov 21, 2008 9:59 pm
Oggetto:
bruno courthoud ha scritto:

Oggi su La Stampa c'è una lettera interessante di un lettore di Nus, il quale si rifà all'esperienza del Trentino alle recenti elezioni provinciali. Lasciamo stare (almeno per il momento) la proposta del soggetto politico unico, buona o cattiva che sia, viste le reazioni scomposte, infantili ed offese che ha provocato (primogenitura, proposta ambigua, primedonne, ecc.). Ma è così difficile, per i responsabili politici dei partiti e dei movimenti che si dicono per l'alternativa all'attuale sistema di potere (PD, Vallée d'Aoste Vive e Renouveau, parte dell'Arcobaleno) ritrovarsi intorno ad un tavolo, fare quattro chiacchiere e mettersi d'accordo per una Unione, e non un soggetto politico unico, da proporre fin da subito agli elettori valdostani? Senza primogeniture, primedonne e tutto quel contorno di battibecchi da asilo infantile che abbiamo visto finora?



Concordo, Bruno,
e vorrei aggiungere che cerco di farlo fare in modo costruttivo sia verso il Pd che verso i partiti di quella sinistra verde e ambientalista che ci ha sempre snobbato e di quei movimenti che fanno dell’autonomismo una questione di vita o di morte. Ovviamente ogni realtà ed ogni partito ha i suoi problemi e dibatto volentieri per ipotizzare delle soluzioni.

Passando per un attimo a Rfc, lei di fatto ha sterilizzato un partito tagliando ogni possibilità di riunificazione nella sinistra. Vendola, di cui ogni tanto mi pregio di esporre il suo pensiero, su questo forum, come corrente aveva più voti di Ferrero, ed ha per esempio, una politica più aperta per istanze di unità senza barriere ideologiche verso il Pd. Un processo che può essere favorito solo se non lo fa con frazioni di Rfc, Sd, Pdci.

In valle d’Aosta è tutto più confuso e così invece si rischia di creare un altro incrocio sterile. Perché…per chi non lo sapesse, l’Arcobaleno secondo un accordo politico, prima delle elezioni regionali, e voluto dai movimenti autonomisti, doveva restarne fuori e ora? Ora dovremmo seguire un Leader che non è apprezzato dai più. E noi come Pd dovremmo addirittura sforzarci di portare verso l'unità tutti, dal primo all'ultimo, anche se noi un leader intero e non uno dimezzato ce l’abbiamo già. Noi del Pd Vd’A che siamo appena usciti da un processo di fusione che ci è costato fatica e con lo strascico di qualche ferito grave!

Oggi assistiamo alla difficoltà di tenere assieme più che due anime, quelle due o tre che sembrano polarizzarsi intorno al potere. E il documento dei 32 non è certamente quel progetto ambizioso che le farà riunire… e forse è proprio questa la ragione per cui molta gente, piuttosto si allontana dalla vita attiva della politica sana. Ci vede sempre più come la famosa “casta” che vuole mantenere le sue poltrone. Come vedi queste non sono reazioni scomposte, nè infantili nè tanto meno ideologiche.

Se qualcuno anche del nostro partito prima di partire per la "tangente" e avere reazioni, queste sì scomposte, avesse pensato qualche volta a confrontarsi anche "de visu", avrebbe evitato di trovarsi in una posizione che oggi definirei alquanto scomoda. Alcuni dei firmatari simpatizzanti e dirigenti del Pd, avrebbero potuto qualche volta, fare una telefonata al segretario per discutere, fare critiche o apprezzamenti in merito al progetto. Mai visti nè sentiti! Questo caro Bruno non è l'infantile rivalsa per dire no al progetto, questa è stata mancanza di educazione. E dove è andato a nascondersi il confronto con le idee altrui?

C'è un topic, in questa sezione..."Una piazza, un ponte", che da me ha ricevuto fiumi d'inchiostro - si fa per dire - e giorni di scrittura. Che ci sia stato qualche volenteroso che abbia speso due righe a criticare o ad apprezzare nel merito!? Solo cose fatue e impalpalpabili, mi hanno riferito...

fulvio100z - Dom Nov 23, 2008 12:16 am
Oggetto: Perché sono contrario al partito unico del Galletto…….
Ritengo la discussione che è nata a seguito della famosa proposta dei 32 di procedere subito alla creazione di un partito unico dei soggetti politici facenti parte dell’Alleanza Autonomista Progressista (Galletto) ovvero - come alternativa - la sua attuale impostazione come coordinamento stretto delle medesime forze (atteso che praticamente tutti i partiti hanno bocciato l’iniziativa) molto interessante, ma al tempo stesso profondamente sbagliata.

1. Senza seguire l’impostazione dei “niveaux différents” dell’UV funzionali a spostare il proprio raggio d’azione a seconda delle esigenze contingenti, credo che le elezioni europee e quelle nazionali siano profondamente diverse da quelle regionali e comunali, non solo per la diversità di modelli elettorali ma per il differente interesse della popolazione e, soprattutto perché le prime due elezioni sono funzionali unicamente ad eleggere un rappresentante nelle assemblee rappresentative (Europa e Italia) senza alcuna valenza di governo. In chiaro, in queste elezioni l’obiettivo delle forze politiche è quello di eleggere un rappresentante della comunità valdostana il cui compito non è sicuramente quello di governare. Pare del tutto ovvio che, in tale situazione, risulti più agevole elaborare un programma di sintesi che possa accontentare le posizioni di sinistra più estreme e le posizioni più moderate di centro sotto pochi punti ispiratori di grandi principi. Ben diverse sono le elezioni regionali e quelle comunali dove l’esigenza dei partiti non è solo quella di piazzare un proprio rappresentante nelle assemblee elettive ma è quello prioritario di amministrare, cioè di elaborare un programma che possa, concretamente essere successivamente attuato fin anche nello specifico e riguardante ogni aspetto della vita quotidiana. E’ del tutto ovvio che in questo caso l’aggregazione di forze politiche non possa includere tutto e di più ma debba concentrarsi tra soggetti “affini” dal punto di vista programmatico. Dunque ipotizzare un coordinamento unico (o peggio ancora un partito unico) significa strozzare sul nascere qualsiasi possibilità di creare una seria e credibile alternativa all’attuale governo. Ciò che ha determinato la nascita e l’affermarsi del Galletto nel 2006 era l’accomunanza dei fondatori nella pura e semplice volontà di contrapporsi all’UV: da qui la presentazione di due soggetti autonomisti che ben avrebbero potuto essere eletti nelle file dell’UV e la creazione di un programma minimo comune che è stato facilmente accettato da tutti. La schiacciante vittoria è poi arrivata non perché ci sia nella popolazione valdostana una stragrande maggioranza di cittadini autonomisti e progressisti ma più semplicemente perché le faide interne all’UV hanno determinato quel risultato. Riproporre questo schema per le elezioni regionali e quelle comunali significa rinunciare a tutta quella fetta di popolazione moderata che vota la maggioranza regionale più per assuefazione e comodità che per reale convinzione. E su questa fetta della popolazione che si gioca la possibile alternanza al governo.

2. Se questo è vero – e credo che non sia un argomento campato per aria – è altrettanto sbagliata questa ulteriore deduzione: se sei contrario al partito unico del galletto o al coordinamento delle forze politiche del galletto vuol dire che sotto - sotto aspiri ad allearti nuovamente con l’UV in vista delle europee e soprattutto delle comunali di Aosta. Anzi, per me è vero esattamente il contrario.

3. Per impostare però una effettiva (e soprattutto credibile) alternativa all’attuale maggioranza è necessario partire da un blocco moderato - riformista che possa dettare l’agenda di una eventuale coalizione fissando però dei paletti ben precisi a sinistra. E l’esperienza di Dellai in Trentino è esemplare in tale ottica. Se si vuole costruire una seria alternativa non si può ragionare solo in termini numerici: loro sono tanti noi dobbiamo essere tanti per contrastarli. Tale impostazione è la riedizione dell’Unione di prodiana memoria che ha retto per un triennio 1996-1998 (facendo cose importantissime) e che nel biennio 2006-2007 dove è stata un’autentica e notevole delusione, oltre che un fallimento totale. Io credo che il limite di una tale impostazione risieda nel fatto che l’Unione prodiana aveva posto un freno al centro ed aveva cercato di allagare a dismisura la sua sinistra, mentre (e non sono certo io a scoprire l’acqua calda) in un sistema bipolare si vince se si sfonda al centro (vedi, ad es. Dellai, ma anche l’esperienza di Obama in America, i governi di Blair in Inghilterra ecc…) ed è la grande intuizione di Veltroni nel voler correre da solo. Tale scelta ha decretato la morte dell’Unione prodiana e la caduta di quel fallimento e ha prodotto il necessario strappo per impostare una autentica politica riformista. Il galletto da noi segue pedissequamente l’ipostazione dell’Unione prodiana ed infatti, non a caso, i suoi maggiori sostenitori sono quelli dell’Arcobaleno (qualche idealista) e i suoi più feroci oppositori sono quelli che vorrebbero invece impostare una autentica stagione riformista anche in Valle d’Aosta.

4. Che fare, dunque. Atteso che il Galletto non potrà mai diventare un partito ma nemmeno un coordinamento di forze politiche se non per le elezioni nazionali o europee per quanto detto in precedenza, nel medio periodo (cioè i prossimi 5 anni di legislatura regionale) dovrebbero servire alle forze politiche riformiste valdostane per unirsi e creare un vero e proprio partito che possa raccogliere circa il 15 – 20 % dei consensi dell’area di centro sinistra. E se di aggregazione bisogna parlare allora facciamola su soggetti effettivamente complementari e cioè tra il PD e Valle d’Aosta Vive. Questi due soggetti sono effettivamente molto simili perché entrambi guardano ad un moderno riformismo e ad un rapporto democratico con la popolazione ma soprattutto gli arancioni, in tema di autonomia e bilinguismo hanno una posizione (scusate il termine) “de-ideologizzata” rispetto alle posizioni di UV. Così non è per RV che invece, almeno mi pare di capire, giochi a presentarsi come la parte buona dell’UV ma senza alcuna rielaborazione dei concetti di autonomia che ne stanno alla base. Se prendiamo i risultati delle regionali e assegniamo al PD circa 7.000 voti e alla sola VdaVive circa 4.500 voti (ipotizzando poco meno della metà – come dato elaborato a spanne) potremmo contare su di un partito di circa 11 – 12.000 voti, cioè una sola forza politica che si colloca all’incirca intorno al 15%, slegato da matrici comuniste e/o autonomiste integraliste che ben potrebbe pescare voti al centro tra le fila dell’UV (anche se la matematica in politica non funziona così….) Questo Movimento Democratico e Autonomista (perché per me deve prima di tutto essere democratico e poi autonomista, cioè l’autonomia deve essere riempita di democraticità) potrebbe porsi sulla scena regionale e sul comune di Aosta come una credibile e seria alternativa all’UV, cercando poi alleanze con RV e l’Arcobaleno. Ma una impostazione del genere determina una alleanza in cui la guida ed il perno è incentrata su questo MDA così come a livello nazionale una futura coalizione di governo di centro sinistra non possa che partire dalla centralità del PD.

Se poi per una volta volessimo allargare gli orizzonti allora potremmo far decollare il MAD come il nucleo di un futuro partito democratico del nord, raccogliendo molte delle istanze avanzate da gente come Cacciari e Chiamparino......
bruno courthoud - Dom Nov 23, 2008 1:01 am
Oggetto:
gira e rigira, lasciando perdere le esperienze passate a livello nazionale di cui qui in VDA nessuno sa niente salvo i quattro addetti ai lavori (?), partito unico o non partito unico, con un nome o con un altro, RV dentro o fuori, parte dell'Arcobaleno dentro o fuori, la strada per uscire da questa immobile immobilità non può che essere questa, tanto più se, come è sempre più evidente, occorre radicarsi sul territorio (l'UV resiste unicamente per questo motivo).
giorgio - Dom Nov 23, 2008 12:53 pm
Oggetto:
(AGI) ha scritto:
CHIAMPARINO, PD DEL NORD CON PROPRIO LEADER

(AGI) - Roma, 22 nov. - Il sindaco di Torino nonche' ministro ombra per le riforme del Pd, Sergio Chiamparino, lancia il Pd del Nord, con un proprio leader e proprie alleanze. In un'intervista al quotidiano 'La Stampa', Chiamparino propone di "trasformare l'attuale federazione di correnti in una federazione di territori". L'esortazione di Chiamparino, in vista delle elezioni europee e di alcune elezioni locali, per dare continuita' alle esperienze di governo in Piemonte, Liguria, Lombardia e Veneto, e' di mettersi insieme e decidere un coordinatore "che sia rispettoso delle rappresentanze dei territori" e decidere "autonomamente alleanze politiche, programmi, candidati e leadership". Se fosse Walter Veltroni - spiega Chiamparino - spingerebbe con forza "nel senso di questa federazione dei territori". "Si potrebbe anche parlare di un rilancio dell'idea dell'Ulivo - aggiunge, rispondendo ad una domanda - ma con una forte specificazione territoriale". Secondo il sindaco di Torino organizzare una sommatoria di sigle rischia di non essere realizzabile e di non tradursi in una sommatoria di voti: "il Trentino lo dimostra: li' c'e' stata un'originalita' di rapporti". Chiamparino ritiene infine che nel Pd non ci siano diversi progetti politici, alternativi tra loro, ma piuttosto "divisioni fondate su rivalita' personali, lotte di potere interne al partito":
fare il congresso non servirebbe a superare la crisi ma solo a "fotografare la situazione esistente" e dopo tutto continuerebbe come prima.



Riporto qui uno stralcio dell'intervista del Sindaco di Torino a La Stampa. Poichè anche Dario Carmassi ( in un altro forum ) se non erro aveva fatto riferimento a questa intervista dove auspicava un ulteriore approfondimento, approfitto del bellissimo post di fulvio100z, per aggiungere come complemento all'interessante dibattito, un'altra tessera informativa.
vicali - Dom Nov 23, 2008 2:31 pm
Oggetto: Re: Perché sono contrario al partito unico del Galletto…….
fulvio100z ha scritto:

Che fare, dunque. Atteso che il Galletto non potrà mai diventare un partito ma nemmeno un coordinamento di forze politiche se non per le elezioni nazionali o europee per quanto detto in precedenza, nel medio periodo (cioè i prossimi 5 anni di legislatura regionale) dovrebbero servire alle forze politiche riformiste valdostane per unirsi e creare un vero e proprio partito che possa raccogliere circa il 15 – 20 % dei consensi dell’area di centro sinistra. E se di aggregazione bisogna parlare allora facciamola su soggetti effettivamente complementari e cioè tra il PD e Valle d’Aosta Vive. Questi due soggetti sono effettivamente molto simili perché entrambi guardano ad un moderno riformismo e ad un rapporto democratico con la popolazione ma soprattutto gli arancioni, in tema di autonomia e bilinguismo hanno una posizione (scusate il termine) “de-ideologizzata” rispetto alle posizioni di UV. Così non è per RV che invece, almeno mi pare di capire, giochi a presentarsi come la parte buona dell’UV ma senza alcuna rielaborazione dei concetti di autonomia che ne stanno alla base. Se prendiamo i risultati delle regionali e assegniamo al PD circa 7.000 voti e alla sola VdaVive circa 4.500 voti (ipotizzando poco meno della metà – come dato elaborato a spanne) potremmo contare su di un partito di circa 11 – 12.000 voti, cioè una sola forza politica che si colloca all’incirca intorno al 15%, slegato da matrici comuniste e/o autonomiste integraliste che ben potrebbe pescare voti al centro tra le fila dell’UV (anche se la matematica in politica non funziona così….) Questo Movimento Democratico e Autonomista (perché per me deve prima di tutto essere democratico e poi autonomista, cioè l’autonomia deve essere riempita di democraticità) potrebbe porsi sulla scena regionale e sul comune di Aosta come una credibile e seria alternativa all’UV, cercando poi alleanze con RV e l’Arcobaleno. Ma una impostazione del genere determina una alleanza in cui la guida ed il perno è incentrata su questo MDA così come a livello nazionale una futura coalizione di governo di centro sinistra non possa che partire dalla centralità del PD.

Se poi per una volta volessimo allargare gli orizzonti allora potremmo far decollare il MAD come il nucleo di un futuro partito democratico del nord, raccogliendo molte delle istanze avanzate da gente come Cacciari e Chiamparino......


OTTIMA analisi, che condivido in pieno.
La proposta del partito unico è stata portata avanti in maniera assai pasticciata, perché non metteva abbastanza in chiaro che il nuovo soggetto dovrebbe essere, come dici tu, de-ideologizzato e di centrosinistra riformista (quindi riferirsi al Pd nazionale).
Sono contento che tu pensi, come me, che questo soggetto che nascerebbe dall'unione tra Pd e VdaVive dovrebbe porsi come ALTERNATIVA all'alleanza del centro autonomista.
Questo è il punto. Il problema è che il segretario Donzel ha abbandonato questa linea dell'alternativa, e lancia segnali di "collaborazione" con l'Uv, tradendo così le aspettative di quanti, come te, hanno guardato con favore e speranza alla nascita del Pd.
paolog - Dom Nov 23, 2008 8:45 pm
Oggetto:
Stimo molto Vincenzo, ma ultimamente non lo capisco, si ostina a sparare a zero su Raimondo accusandolo di fantomatici cambiamenti di rotta, e di collaborazione con l'u.v., mettendosi così sullo stesso piano di chi questa alleanza la cerca, e sullo stesso piano di chi con la confusione cerca alleanze poco credibili.
Per questo ringrazio Fulvio del suo bel post, sono sicuro che se partiamo da questo suo ragionamento, si potrà aprire una nuova stagione politica nel P.D. e in questa nostra regione
.
dario m. carmassi - Dom Nov 23, 2008 10:13 pm
Oggetto:
Invado anche questo spazio dove sono stato presente almeno virtualmente.

Molto bene, vedo che la discussione sul "soggetto unico" sta uscendo dal circolo vizioso dei sospetti e degli anatemi.

D'altro canto le prime uscite sull'ipotesi PD non avevano trovato diversa accoglienza.

Sappiamo che un forte spirito conservatore dimora anche a sinistra.

Vi prego di non dare giudizi affrettati anche su Renouveau, il loro congresso si terrà sabato prossimo sarà una tappa fondamentale nello sviluppo di un'alternativa di governo a livello regionale.

Se il resoconto degli interventi al congresso UV è fedele, bisogna dare atto ad Albert Chatrian di essere stato l'unico a non offrire collaborazione.

Noi tutti siamo molto legati all'esperienza della Resistenza e della lotta al Nazismo, in occasione importanti, ufficiali, le parole vanno misurate ed hanno un significato preciso.
Se parliamo di confronto è un atto direi doveroso, indispensabile; perché la democrazia si base sul confronto e sul rispetto e la considerazione delle altrui idee; altrimenti scivoliamo nella dittatura della maggioranza e/o nell'avventino o nelle barricate, le forme di democrazia più evoluta cercano la condivisione e la partecipazione.
Se parliamo di collaborazione è un'altra cosa, ricordiamo bene il collaborazionismo.

Teniamo bene a mente, me lo ricordava qualche giorno proprio il segretario del PD Donzel, che almeno l'80% dell'elettorato valdostano si è espresso per forze politiche locali.

La problematica identitaria, con le conseguenti ricadute sociali, culturali e linguistiche, non può essere considerata un secondo tema.
Un soggetto politico radicato nel territorio (come evocato da Chiamparino e da Fassino) ha proprio nel suo dna originario questa esigenza.
La forte presenza di un sensibilità anche esasperata, senza scivolare nello sciovinismo e nel ridicolo, è non solo utile ma indispensabile ad un soggetto autenticamente popolare e diffuso su tutto il territorio.

Lo dice uno che fa Carmassi di cognome ma che è nato in Valle e si sente Valdostano a tutti gli effetti, così come tanti non nativi ma cresciuti e con un lungo vissuto nella nostra regione.

Credo che il "glocal" sia la risposta giusta, sul piano culturale e poi economico-sociale, al disastro compiuto dagli anni della globalizzazione senza regole di cui ora raccogliamo gli amari frutti con il collasso economico mondiale.

I paletti del nuovo sono a mio parere tre:

Autonomismo, capacità della nostra comunità di autogovernarsi, di riappropriarsi e riconoscersi in una propria identità e da questa di rapportarsi al resto dell' Europa;

Riformismo-progressista, capacità di coniugare la difesa dello stato sociale alle nuove esigenze del mondo produttivo, liberare risorse per lo sviluppo, premiare i meritevoli senza dimenticare i bisognosi, riportare l'ente pubblico alle sue funzioni uscendo dall'iniziativa imprenditoriale, prendere atto delle trasformazioni e puntare sistematicamente all'eccellenza in ogni settore, qualità non quantità;

Ambientalismo, ricordarsi che il territorio su cui viviamo non è risorsa rinnovabile, una volta consumato o consunto non c'è più, è il nostro unico vero patrimonio dobbiamo permettere alle generazioni future di usufruirne.

Approfondiamo questi aspetti ci troviamo dentro questo triangolo e nella premessa?
Quale concetto è al di fuori del pensiero democratico-progressista?

Dario
vicali - Dom Nov 23, 2008 11:25 pm
Oggetto:
Caro Giorgio,
io non lancio accuse, faccio solo constatazioni. Perché Raimondo non risponde alle mie domande? Perché non dice di essere per l'alternativa all'Uv-Sa-Fa? Perché non esclude un'alleanza con l'Uv alle comunali di Aosta? Perché ai congressi Sa e Uv è così caramelloso? Perché non fa sua almeno l'analisi di Fulvio?
Se è come dici tu, e cioè se Raimondo la pensa come me e i miei sospetti sono infondati, perché si rifiuta di dirlo?
La ragione è semplice: perché le cose stanno come dico io.
Mi piacerebbe moltissimo essere smentito, ma non da te ed Erika (tra l'altro con mille ambiguità) ma da Raimondo, con dichiarazioni pubbliche e inequivocabili.
giorgio - Lun Nov 24, 2008 12:50 am
Oggetto:
vicali ha scritto:
Caro Giorgio,
io non lancio accuse, faccio solo constatazioni. Perché Raimondo non risponde alle mie domande? Perché non dice di essere per l'alternativa all'Uv-Sa-Fa? Perché non esclude un'alleanza con l'Uv alle comunali di Aosta? Perché ai congressi Sa e Uv è così caramelloso? Perché non fa sua almeno l'analisi di Fulvio?
Se è come dici tu, e cioè se Raimondo la pensa come me e i miei sospetti sono infondati, perché si rifiuta di dirlo?
La ragione è semplice: perché le cose stanno come dico io.
Mi piacerebbe moltissimo essere smentito, ma non da te ed Erika (tra l'altro con mille ambiguità) ma da Raimondo, con dichiarazioni pubbliche e inequivocabili.


Vincenzo, per ora non sono ancora intervenuto se non per sublimare l'intervento di fulvio 100z. Permettimi di attendere ancora qualche altro intervento per dire la mia. Per ora preferisco vedere la bellissima tenzone tra i diversi ospiti intervenuti.

Tu hai confuso, forse nella foga di un' ennesima critica su Raimondo il mio nome con quello di Paolog. Nel frattempo ringrazio Dario Carmassi per avere accolto il mio invito.
Un grazie di cuore.

giorgio

vicali - Lun Nov 24, 2008 9:52 am
Oggetto:
Sì, chiedo scusa, ho risposto a Giorgio invece che a Paolo. Ma la sostanza non cambia.
erika - Lun Nov 24, 2008 10:05 am
Oggetto:
Io ho letto l'intervento di Raimondo e non si parla di nessuna apertura all'UV. Si parla di diversità, di modi diversi di fare politica, ma di collaborazione con TUTTE le forze per il bene dei valdostani in un momento come questo. Si mette bene l'accento sul fatto che siamo all'opposizione e li vogliamo stare. E' quello che fanno anche a livello nazionale.
La ricerca di leggi bipartisan almeno sui temi che toccano tutti.

Per inciso Raimondo fa bene a non rispondere alle tue provocazioni.
Ripeto che devi leggere, ascoltare e informarti prima di parlare.
L'opposione fatta a testa bassa appartiene ad altri partiti. (Ascolta nell'ultimo Consiglio le dichiarazioni di Lattanzi...)
Non al nostro.
Dai caro Vincenzo, proponi un'ennesima votazione in Assemblea per dire che siamo all'opposizione e magari anche un test della verità visto che qualsiasi cosa si dice non sembra vera....

In merito a quanto dici tu Dario invece continuo a sostenere che l'autonomia non nasce e non viene difesa dai partiti autonomisti, ecco perchè fa comodo il ni droite ni gauche. Possiamo collaborare con chiunque... L'autonomia sarà più forte quando riuscirà a confrontarsi con le altre realtà a testa alta e non vedendo solo in queste nemici...
L'applicazione del Brunettino di chez nous ne è l'esempio lampante. Condividiamo il principio, ma facciamo qualche agrement...
ET VOILA bien représenter notre "autonomie".
dario m. carmassi - Lun Nov 24, 2008 10:53 am
Oggetto:
Erika, ti prego, prima di rispondermi leggimi.

Ti sembra che abbia proposto il nì droite-nì gauche?

Dove ho parlato di nemici?

Ti sei infilata a testa bassa in un tunnel, prendi fiato.

Dobbiamo uscire dagli schematismi, o sei con me o contro di me, io ho ragione voi torto, il bene del partito prima di tutto!

I partiti sono i mezzi per raccogliere e sviluppare idee su un progetto di società, non sono il fine dell'azione politica degli individui che ne fanno parte.

A questo mi riferisco quando a volte parlo di leninismo, senza voler offendere nessuno, ma per definire una concezione della partecipazione alla vita politica che aborro, la partigianeria e l'inversione di ruoli tra mezzo e fine.
giorgio - Lun Nov 24, 2008 3:50 pm
Oggetto:
dario m. carmassi ha scritto:
Invado anche questo spazio dove sono stato presente almeno virtualmente.

Molto bene, vedo che la discussione sul "soggetto unico" sta uscendo dal circolo vizioso dei sospetti e degli anatemi.

D'altro canto le prime uscite sull'ipotesi PD non avevano trovato diversa accoglienza.

Sappiamo che un forte spirito conservatore dimora anche a sinistra.

Vi prego di non dare giudizi affrettati anche su Renouveau, il loro congresso si terrà sabato prossimo sarà una tappa fondamentale nello sviluppo di un'alternativa di governo a livello regionale.

Se il resoconto degli interventi al congresso UV è fedele, bisogna dare atto ad Albert Chatrian di essere stato l'unico a non offrire collaborazione.

Noi tutti siamo molto legati all'esperienza della Resistenza e della lotta al Nazismo, in occasione importanti, ufficiali, le parole vanno misurate ed hanno un significato preciso.
Se parliamo di confronto è un atto direi doveroso, indispensabile; perché la democrazia si base sul confronto e sul rispetto e la considerazione delle altrui idee; altrimenti scivoliamo nella dittatura della maggioranza e/o nell'avventino o nelle barricate, le forme di democrazia più evoluta cercano la condivisione e la partecipazione.
Se parliamo di collaborazione è un'altra cosa, ricordiamo bene il collaborazionismo.

Teniamo bene a mente, me lo ricordava qualche giorno proprio il segretario del PD Donzel, che almeno l'80% dell'elettorato valdostano si è espresso per forze politiche locali.

La problematica identitaria, con le conseguenti ricadute sociali, culturali e linguistiche, non può essere considerata un secondo tema.
Un soggetto politico radicato nel territorio (come evocato da Chiamparino e da Fassino) ha proprio nel suo dna originario questa esigenza.
La forte presenza di un sensibilità anche esasperata, senza scivolare nello sciovinismo e nel ridicolo, è non solo utile ma indispensabile ad un soggetto autenticamente popolare e diffuso su tutto il territorio.

Lo dice uno che fa Carmassi di cognome ma che è nato in Valle e si sente Valdostano a tutti gli effetti, così come tanti non nativi ma cresciuti e con un lungo vissuto nella nostra regione.

Credo che il "glocal" sia la risposta giusta, sul piano culturale e poi economico-sociale, al disastro compiuto dagli anni della globalizzazione senza regole di cui ora raccogliamo gli amari frutti con il collasso economico mondiale.

I paletti del nuovo sono a mio parere tre:

Autonomismo, capacità della nostra comunità di autogovernarsi, di riappropriarsi e riconoscersi in una propria identità e da questa di rapportarsi al resto dell' Europa;

Riformismo-progressista, capacità di coniugare la difesa dello stato sociale alle nuove esigenze del mondo produttivo, liberare risorse per lo sviluppo, premiare i meritevoli senza dimenticare i bisognosi, riportare l'ente pubblico alle sue funzioni uscendo dall'iniziativa imprenditoriale, prendere atto delle trasformazioni e puntare sistematicamente all'eccellenza in ogni settore, qualità non quantità;

Ambientalismo, ricordarsi che il territorio su cui viviamo non è risorsa rinnovabile, una volta consumato o consunto non c'è più, è il nostro unico vero patrimonio dobbiamo permettere alle generazioni future di usufruirne.

Approfondiamo questi aspetti ci troviamo dentro questo triangolo e nella premessa?
Quale concetto è al di fuori del pensiero democratico-progressista?

Dario


Caro Dario intervengo anche io solo per confermare di non dare giudizi affrettati su Renouveau, che come giustamente dici tu, il loro congresso si terrà sabato prossimo e sarà, si spera, una tappa fondamentale nello sviluppo di un'alternativa di governo a livello regionale.

Tuttavia vorrei farti notare come i cannoni si siano già messi in azione e a tuonare. Come potrai ben leggere, su altre fonti informative, si sta sviluppando la "cagnara" o più delicatamente la gazzarra, il bailamme, il putiferio che contraddistingue la Valle d'Aosta ogni qualvolta si tenti di dialogare. Esperti in queste situazioni (abbiamo vissuto nella Gv-Ds, una vita partitica deplorevole sotto questo aspetto), avevamo già segnalato la possibilità di ritrovarci in una grande confusione con il modo ed il sistema tenuto per parlare di Partito unico della sinistra. Non ci siamo sbagliati, come vedi. Tuttavia siamo qui per contrastare le asfittiche, faziose e settarie traduzioni di un discorso tenuto Da Donzel al congresso dell'Uv.

Chi c'era potrà aver capito o non capito. Ma senza dubbio avrà afferrato che questo discorso è stato tutt'altro che banale da come si evince dai resoconti partigiani. Altro che leninismo caro Dario. Qui siamo allo stalinismo. Spero che i picconi di orrenda memoria vengano lasciati lì, nella rastrelliera degli attrezzi da giardino.

Si potrà aver capito o non capito, ma certamente la sala avrà percepito che l'unico che poteva dire cose diverse, cose non comuni, marginali o interessanti, potevano essere ascoltate solo dal segretario del Pd. Il silenzio durante la sua relazione era totale. Gli alleati o altri invitati hanno riferito solo di concetti scontati, ognuno a rafforzare la propria posizione. Ebbene se uno avesse letto Veltroni e cosa sta dicendo in campo nazionale, sulla collaborazione, sul comportamento responsabile che una opposizione deve tenere, non ci sarebbero così ciechi e scarsi interpreti di questa politica valdostana.

Qui stiamo diventando tutti dei puri e duri come i pasdaran. Ma una politica seria responsabile, che tenga conto delle esigenze e delle necessità del popolo valdostano, in questi momenti così critici dovremo pur farla. O no? Emendamenti, mozioni, e quant'altro che serva a modificare magari gli errori d'Arroganza da parte dello strapotere Uv potremo concordarli ? Potremo fare passare i nostri correggendo a nostro vantaggio i loro? O vogliamo che questa maggioranza faccia tutto ciò che vuole? Come si possono contrastare i suoi numeri? Se andiamo allo scontro diretto, noi tutti saremo sempre perdenti e allora...complimenti agli integralisti.

vicali - Lun Nov 24, 2008 4:03 pm
Oggetto:
@Erika
la tua ironia è fuori luogo. Continui ad arrampicarti sui vetri e non ci fai una bella figura.

Raimondo è tenuto a rispondermi, visto che sono un dirigente del partito, come è tenuto a rispondere alle migliaia di persone che lo hanno votato sulla base di un mandato preciso. La non risposta dimostra soltanto grande arroganza, vigliaccheria, coda di paglia e mancanza di rispetto per le persone. Non rispondere, oltre che segno di grande maleducazione è una pratica abusata della vecchia e marcia politica, altro che politica di tipo nuovo.

Tu poi continui a cambiare discorso: io non ho chiesto se siamo all'opposizione, ma se alle comunali di Aosta ci proporremo in alternativa al centro autonomista oppure no. Se il Pd è per la costruzione di un'alternativa al regime attuale oppure no. Raimondo pensa alla "colaborazione": non risponde perché non vuole compromettere gli "avvicinamenti" in corso.
L'Uv e i suoi satelliti dominano la regione, controllano ogni cosa, spadroneggiano con estrema arroganza: ti sembra che abbiano bisogno di "collaborazione" in questo? Vogliamo le politiche bipartisan per costruire l'inceneritore, per ampliare l'ospedale a est, per ampliare l'aeroporto, per occupare i posti di sottogoverno, per proseguire con il nepotismo, le raccomandazioni, le epurazioni dei dissenzienti, l'appropriazione delle risorse pubbliche da parte dei comitati d'affari, ecc.? Non sarebbe meglio fare opposizione seria e rigorosa?

In ogni caso, visto che "non risponde alle provocazioni", ti dirò che Raimondo le risposte in privato me le ha già date. Che abbia un pizzico di coraggio e l'onestà di ripeterle pubblicamente.
giorgio - Lun Nov 24, 2008 5:03 pm
Oggetto:
vicali ha scritto:
@Erika
la tua ironia è fuori luogo. Continui ad arrampicarti sui vetri e non ci fai una bella figura.

Raimondo è tenuto a rispondermi, visto che sono un dirigente del partito, come è tenuto a rispondere alle migliaia di persone che lo hanno votato sulla base di un mandato preciso. La non risposta dimostra soltanto grande arroganza, vigliaccheria, coda di paglia e mancanza di rispetto per le persone. Non rispondere, oltre che segno di grande maleducazione è una pratica abusata della vecchia e marcia politica, altro che politica di tipo nuovo.

Tu poi continui a cambiare discorso: io non ho chiesto se siamo all'opposizione, ma se alle comunali di Aosta ci proporremo in alternativa al centro autonomista oppure no. Se il Pd è per la costruzione di un'alternativa al regime attuale oppure no. Raimondo pensa alla "colaborazione": non risponde perché non vuole compromettere gli "avvicinamenti" in corso.
L'Uv e i suoi satelliti dominano la regione, controllano ogni cosa, spadroneggiano con estrema arroganza: ti sembra che abbiano bisogno di "collaborazione" in questo? Vogliamo le politiche bipartisan per costruire l'inceneritore, per ampliare l'ospedale a est, per ampliare l'aeroporto, per occupare i posti di sottogoverno, per proseguire con il nepotismo, le raccomandazioni, le epurazioni dei dissenzienti, l'appropriazione delle risorse pubbliche da parte dei comitati d'affari, ecc.? Non sarebbe meglio fare opposizione seria e rigorosa?

In ogni caso, visto che "non risponde alle provocazioni", ti dirò che Raimondo le risposte in privato me le ha già date. Che abbia un pizzico di coraggio e l'onestà di ripeterle pubblicamente.


Prego Vincenzo Calì di moderare i termini se vogliamo un colloquio pacato e sereno.
Stiamo cercando tutti educatamente di proseguire un dialogo che si è aperto in questi giorni e che per poterlo sviluppare non abbiamo bisogno di questo tipo di fraseologia. Leggo poi che possiedi documenti e che hai avuto risposte da parte di Raimondo. Ora... delle due l'una. O tu hai capito bene, chiaramente le risposte ricevute e allora non capisco il tormentone per averne altre. Oppure hai capito fischi per fiaschi e allora è chiaro perchè Donzel non ti risponde.

vicali - Lun Nov 24, 2008 8:32 pm
Oggetto:
@Dario
Sto cercando di fare chiarezza sulla collocazione del Pd semplicemente perché tutti i discorsi di Fulvio e tuo e di molti altri, sulle forme e sui modi di rafforzare l'alternativa all'Uv, sono vani se il Pd non c'è. E' la questione preliminare, dalla quale partire perché poi i nostri ragionamenti poggino su una situazione reale e non siano campati in aria. La mia polemica ha solo questo significato.
paolog - Lun Nov 24, 2008 8:41 pm
Oggetto:
Nel suo blog Vincenzo pretende dialoghi sereni e corretti, qui invece insiste e straparla, forse troppo abituato a prendere decisioni in solitaria.
Vincenzo perchè non vieni nei circoli a parlare con gli amici/compagni gli iscritti, la base o come li chiamo io i "Peones" del P.D. Lì se vuoi, potrai far valere le tue ragioni, condividendole e discutendo con tutti noi.
Spero almeno che tu dia battaglia nell'assemblea costituente, per portare avanti le tue idee, senza offendere nessuno, soprattutto a chi non la pensa come tè.
Comunque da parte mia, ti posso assicurare, ma io sò che tu sai, il sottoscritto non è filounionista. Devi sapere che nel nostro circolo - il "Grand Combin" - e sul posto di lavoro in U.S.L , ogni giorno parlo con gli iscritti ("la base") dell'Union, e ti assicuro che tra molti di loro ci sono dubbi e perplessità sui loro nuovi "dirigenti" come ad esempio la nuova segreteria Perron.
Già da ieri molti di loro pensano che "Auguste" (dunque l'U.v.) avrà la strada aperta al suo ni droite ni gauche, pronti a fare l'occhiolino alla destra per imbarcarla in un certo "tipo di collaborazione".
Perchè non possiamo parlare con questa Union, quella scontenta; perchè chiudere la porta in faccia...a questi Unionisti che nel 2006 con il loro voto "di protesta" hanno fatto vincere l'A.A.P. vedendo nell'Alleanza con la sinistra, qualcosa di nuovo e promettente per questa nostra Valle?

erika - Mar Nov 25, 2008 9:57 am
Oggetto:
Caro Vincenzo,
Io non ho dubbi sul fatto che alle comunali non saremo con l'UV o meglio questo è quello che auspico.
e alle europee con chi si va? Con un partito del galletto riferito a qualche partito nazionale come suggeriscono i verdi? o forse tutti insieme come proposto da Nicco?....
Ora l'alternativa si costruisce innanzitutto demolendo il sistema attuale, ma non gridando a quanto sono ladri, cattivi e brutti, ma con proposte come quelle di Fulvio per la modifica della legge elettorale comunale, con idee di modifica della 45 come più volte esplicitate da Bruno, con proposte di legge sulla nomina dei cda o una regolamentazione dei concorsi e dei trasferimenti...
Se vuoi votare un nuovo documento in assemblea che sottolinei che siamo all'opposizione portalo. A me sembra superfluo, ma se è diventato un problema rivotiamolo...e se preferisci mettiamolo come primo punto in ogni assemblea, ma per favore smettiamola...
Vuoi poi le mie dimissioni perchè sono solo la porta voce di Donzel, senza cervello e nemmeno velina? Chiedile..
Ecco che una cosa è l'ironia, altra la cattiveria. Il 29 alle ore 15 ci sarà la riunione di circolo dell'Evancon. Vieni e vedrai che, per fortuna, la base è un'altra.
giorgio - Mar Nov 25, 2008 10:24 am
Oggetto:
Io sarò pessimista, ma non credo si possa parlare ancora di correnti o anime interne ai partiti della sinistra; queste sono solo brandelli di un altro corpo malaticcio ( non saprei come altro chiamarli) che fatica a crescere. L'unica speranza di rinnovamento è che finiscano col distruggersi a vicenda lasciando il vero corpo, quello giovane, libero di svilupparsi e progredire.

Non nutro grandi speranze che la base, o quel che ne resta, di quella sinistra a cui si rivolge l'ultimo (in ordine d'arrivo) contestatore interno al Pd, abbia qualche possibilità di modificare la situazione. Da quel che si legge e si sente raccontare, nel vecchio Pci tutte le decisioni importanti e le trasformazioni sono sempre state calate dall'alto. L'unica differenza è che allora c'era un vertice che decideva e una base che accettava per fede nel partito. Non mi sembra proprio che oggi, incazzatura a parte, emergano dalla base, idee o uomini nuovi che possano rivoluzionare questo mondo politico valdostano assai asfittico. Non vedo sinceramente anche al nostro interno, alcunchè di convincente. Non vedo questo affollamento questa ressa di uomini preparati e di carisma che possano dare in alternativa all'esistente un apporto concreto.

Certo che oggi "la fede in un partito" è una frase che fa inorridire e strabuzzare gli occhi a molti, fortunatamente. Ma continuo a pensare che, come sta accadendo in questi giorni, se un uomo ex Responsabile di un partito nazionale come era la Margherita in Vd'A, si comporta e si esprime come un uomo solo al comando, ebbene devo arguire che il Pci aveva fatto scuola a molti. Non tenendo poi in minimo conto il pensiero della propria gente, e dimenticando di avere uomini e donne che lui ascoltava per averne il sostegno, pensando alle accuse che sta portando a Donzel, io dico che nel caso di specie, tutto questo sia fuori luogo per mancanza di coerenza. Non è che non ci accorgiamo dovessimo assumere, come ammonisce una gentile pulzella, che la posizione a 90° sia imbarazzante e scomoda. Le persone anziane oggi si spezzerebbero in due per non assumerla, ancora per ideali. Seppure le motivazioni fisiche Embarassed non debbano essere sottovalutate.


vicali - Mar Nov 25, 2008 11:22 am
Oggetto:
Le cose che sostengo (scelta di campo per l'alternativa a questo regime dispotico e corrotto) non sono una mia posizione personale. E' la linea indicata da Raimondo Donzel alle primarie , e per questo io e migliaia di altre persone l'abbiamo votato. Non si può permettere di fare il salto della quaglia e tradire tutte quelle attese. Vedo che Alder Tonino e Giuliana Ferrero da qualche tempo lo sostengono a spada tratta e si sentono con lui in piena sintonia. Chissà come mai.
vicali - Mar Nov 25, 2008 11:31 am
Oggetto:
@Erika
Mi ripeto per la millesima volta. Io non voglio che si dica che siamo all'opposizione. Io (in rappresentanza delle migliaia di persone che hanno votato Donzel con un mandato preciso di scelta di campo) voglio che si dica che strategicamente, e quindi anche alle comunali prossime, il Pd sarà dalla parte di chi costruisce un'alternativa a questo regime, quindi esclude a priori qualsiasi ipotesi di alleanza con l'Uv. Non ho mai scritto né detto che gli unionisti, ecc. siano tutti ladri. Questa è la vostra disinformazione, nella quale siete maestri. Parlo della dirigenza, non della gente semplice che aderisce in buona fede o per necessità. E ne hai sempre parlato anche tu, prima di questa svolta collaborazionista. Io ho sempre fatto proposte costruttive, vatti a rileggere il documento di sostegno a Donzel della Margherita. Ma quelle cose lì la maggioranza non le accetterà mai. Il loro potere è fondato sul clientelismo, sulle raccomandazioni, sull'assegnazione di incarichi, appalti, sulle nomine nei consigli di amministrazione degli infiniti carrozzoni... Pensi che si taglino le gambe da soli?

Tu e Raimondo dite sempre le stesse cose, e le ripetete come mantra in ogni occasione. O tu imbocchi lui, o lui imbocca te, o avete poteri paranormali.
erika - Mar Nov 25, 2008 12:21 pm
Oggetto:
o forse ci confrontiamo da buoni collaboratori e amici???
Sono giorni che sono in ferie per sostituire a gratis la segretaria, sono tante le sere che passo al partito per organizzare la futura festa del tesseramento...e mi sento dire che sono una ragazzina senza cervello.
Liberissimo di pensarlo.Liberissimo di dirlo, ma sinceramente non capisco perchè te la prendi così tanto con una persona che non stimi.
Se rileggi nelle pagine di questo blog poi vedrai che spesse volte io e Raimondo abbiamo avuto posizioni diverse. Proprio Giorgio ha fatto infinite volte da paciere fra me e lui...ora è molto più difficile litigare perché ci conosciamo meglio, sappiamo bene di avere due teste dure e soprattutto ci stimiamo a vicenda e quindi ci confrontiamo molto di più. Leggo le interpellanze che presenta e gli dico le mie impressioni, sollecito alcune domande, non gli parlo alle spalle, ma se ho dei dubbi alzo il telefono e lo chiamo e lui fa altrettanto. Tu lo chiami servilismo, io la definisco stima.

Comunque continui a non capire...e fossilizzarti sulle comunali.
Ci sono prima le europee e vorrei farti notare che alla tua domanda era stato risposto che l'unico partito di riferimento nazionale del Galletto era il PD, ora se leggi i comunicati si parla di un partito generico.
Per quello che riguarda il Comune siamo in maggioranza quindi è evidente che si lavora insieme. Perchè non hai fatto lotta dura quando si è deciso di rimanere seduti in maggioranza? Perchè non hai chiesto di votare all'assemblea? Sarà che è una situazione che ci tiriamo dal 2006 e quindi bisogna semplicemente aspettare che finisca il suo corso e cercare di portare tutte le nostre idee proprio in quel tavolo?
Comunque aspetto il tuo documento per lunedì e lo discuteremo in assemblea.
giorgio - Mar Nov 25, 2008 3:43 pm
Oggetto:
vicali ha scritto:

Le cose che sostengo (scelta di campo per l'alternativa a questo regime dispotico e corrotto) non sono una mia posizione personale. E' la linea indicata da Raimondo Donzel alle primarie , e per questo io e migliaia di altre persone l'abbiamo votato. Non si può permettere di fare il salto della quaglia e tradire tutte quelle attese. Vedo che Alder Tonino e Giuliana Ferrero da qualche tempo lo sostengono a spada tratta e si sentono con lui in piena sintonia. Chissà come mai.




Mi chiedevo, prima, quando ancora ero nella Gv-Ds se era necessario fare tanto rumore sul ricambio generazionale, quando bastava guardare chi stava ancora in cabina di regia per capire che, in fondo, non cambiava niente. Inneggiare al cambiamento, all’idea di una società e di una politica nuove serve a poco se manca il coraggio di intraprendere fino in fondo le azioni necessarie a realizzare queste idee.

Il filosofo diceva che noi siamo quello che facciamo. Sono le nostre azioni che ci definiscono, stare a discutere su ciò che ci piacerebbe essere serve a poco: la gente ci giudicherà per quello che abbiamo fatto. In queste poche righe è condensata la mia vecchia critica, che sparavo continuamente dall'interno dei Ds. Principalmente la mia e di altri, che vedevamo discutere sull’ovvio, di chi si sorbiva i pipponi della serie "ma-almeno-noi-facciamo-qualcosa-voi-cosa-proponete”?

In realtà Vincenzo che ci stai propinando? Esattamente quello che a loro (“gli avversari”) piacerebbe. Un partito diviso, staccato dalla base, ostaggio delle lotte interne fra gli stessi dirigenti e di posizioni etiche e politiche incompatibili fra loro, vuoto al momento di contenuti, teatro di una meschina lotta di potere fine a sè stessa. Una tua realtà che vuol dimostrare che il Pd non è un partito nuovo, ma dato dalla somma delle classi dirigenti di Ds e Margherita.

Oggi che tu lo sappia o meno nel Pd c'è gente che fa l'una e mezza di notte, credendo di lavorare per fare opposizione, mentre invece tu crei i presupposti affinchè al nostro interno esistano:
1)-lotte e condizioni per una spartizione di potere.
2)-una classe dirigente che non ha il minimo ritegno, che venderebbe la madre a un cammelliere per salire di grado nella scala politica valdostana.
3)-oltre alle questioni insuperabili sulla natura umana, anche quelle altrettanto insuperabili di merito. E’ questo ciò che la gente apprende dai tuoi scritti.

Tu dici che il partito non ha una linea, e che il dibattito interno è utile per la ricerca. Quando poi all’atto pratico non è affatto un dibattito interno, ma radicalizzazione di posizioni opposte come le tue sul tema del partito unico della sinistra. Io personalmente le vedo come critiche senza costrutto, senza lavoro vero, insomma che danno aria e sostentamento ai continui assalti di personaggi esterni al Pd, non sempre tutti qualificati ad esporre i propri intendimenti. Noi crediamo come penso anche te, che per fare un partito nuovo si doveva partire dal basso. Si doveva azzerare tutto, mettere la palla al centro e pedalare. E questo l’abbiamo fatto, mi sembra.

Ora dobbiamo trovare i temi su cui si è d'accordo, e non accettare di allearsi con chi non condivide la nostra linea, che per quanto ampia la si possa tracciare (una che considera una eventuale alleanza con il Pd, una malattia che piegherebbe tutti a 90°, semplicemente non può stare in un vero partito riformista, mica per cattiveria, ma perchè non c'entra niente), non ci deve stare tutto e il contrario di tutto! Perchè automaticamente non è più una "parte", un "campo unico", diventa il nulla assoluto perchè tutto si elide. Poi ci si unisce sui temi, e si cercano le persone cui affidare la rappresentanza.

Le si cercano fra quelli che dimostrano entusiasmo, non Vincenzo ultima versione, non fra i riciclati della Gv-Ds, dei Verdi o dell’Arcobaleno o di altro movimenti autonomisti, ma tra i giovani, ad esempio di buona volontà disposti a lavorare a fini diversi che siano solo le necessità della gente. Io credo che questo possa ancora essere fatto, ma ci vuole la rivolta, la rivoluzione dei peones, delle Erike, dei Paolog, degli Emilio, delle Katie, dei Fulvio (che io uso come paradigma forumistico perchè si capisca, non c'è niente di personale) e non con i professionisti della politica o dei burocrati, perchè di quelli il Pd ne fa volentieri a meno, come non può fare a meno dei militanti del territorio.

Altrimenti tutti quelli che hanno (giustamente) dichiarato che entravano nel partito proprio per cambiarlo non passeranno mai il muro di gomma.

dario m. carmassi - Mar Nov 25, 2008 10:01 pm
Oggetto:
Scusate, sarò anche pedante, ma non ho ricevuto risposta alle mie domande:

Approfondiamo questi aspetti ci troviamo dentro questo triangolo e nella premessa?
Quale concetto è al di fuori del pensiero democratico-progressista?

Shocked
vicali - Mar Nov 25, 2008 10:15 pm
Oggetto:
La discussione con te è estenuante, perché falsifichi le posizioni altrui, cambi discorso, mescoli argomenti non attinenti, alzi polveroni incomprensibili, e beato chi ti capisce.
Cerco di diradare un po' di nebbia, per quel po' che è possibile: io non ho mai detto che il partito non ha una linea. Ho detto, e ripeto, che Raimondo Donzel ha abbandonato la linea per la quale è stato votato alle primarie. Ha fatto il salto della quaglia, tornando ad aprire all'Uv in vista delle prossime comunali, senza discutere questa gravissima svolta con nessuno (al di fuori della sua cerchia di cui fai parte). E dico che questo è vergognoso. Tutto il resto sono tue elucubrazioni assolutamente incomprensibili.
vicali - Mar Nov 25, 2008 10:16 pm
Oggetto:
Il mio intevento ovviamente non è rivolto a Dario ma a a Giorgio.
vicali - Mar Nov 25, 2008 10:35 pm
Oggetto:
erika ha scritto:
e mi sento dire che sono una ragazzina senza cervello.
Liberissimo di pensarlo.Liberissimo di dirlo, ma sinceramente non capisco perchè te la prendi così tanto con una persona che non stimi.
...
Tu lo chiami servilismo, io la definisco stima.

Comunque continui a non capire...e fossilizzarti sulle comunali.
...


Mah, guarda che mi confondi con qualcun altro... Io non ho mai detto, né scritto né pensato le cose che dici di esserti sentita dire. Probabilmente hai sognato, o hai problemi di autostima che proietti nella discussione con me.
Non ho neanche mai parlato di servilismo. Vedi di tornare in te, perché altrimenti la discussione assume toni davvero grotteschi, e non ci fai una bella figura.

Per la parte politica, la discussione con te è impossibile. Cambi discorso, come Raimondo e Giorgio. Ma tanto chi ci legge ha capito tutto. Non ne uscite bene, per quanto vi agitiate.
erika - Mer Nov 26, 2008 8:59 am
Oggetto:
Caro Dario, cerco di rispondere ad alcune tue domande.

Se il resoconto degli interventi al congresso UV è fedele, bisogna dare atto ad Albert Chatrian di essere stato l'unico a non offrire collaborazione.
BENE RAIMONDO HA PARLATO DI OPPOSIZIONE, ma ANCHE DI BUON GOVERNO DOVE SIAMO AL GOVERNO CON LORO. NON MI SEMBRA COLLABORAZIONE, MA SEMPLICEMENTE UN SENSO DI RESPONSABILITA' PER IMPEGNI PRESI PRIMA CHE IL PD NASCESSE.

Se parliamo di collaborazione è un'altra cosa, ricordiamo bene il collaborazionismo. DA NESSUNA PARTE ESCE LA PAROLA COMPROMISSIONE O COMPROMESSO. VORREI INOLTRE RICORDARE A CARMASSI CHE IL PD DIALOGA ANCHE CON BERLUSCONI E NATURALMENTE FA DURE BATTAGLIE SULLE POSIZIONI DIVERSE. COME IL PD SULL'ACQUISIZIONE DELLA CERVINO, SULL'INCENERITORE...

Credi veramente che l'elettorato valdostano si sia espresso per forze politiche locali per una problematica identitaria? Credi veramente che siano gli autonomisti che difendano meglio l'autonomia? Il Brunettino ne è l'esempio lampante. AUTONOMIA=AUMENTO PRIVILEGI e non discussione e adattamento dei principi alla nostra realtà. Inceneritore in una regione montana dove è altamente sconsigliato da studi dell'UE.... Sono veramente le forze autonomiste quelle che meglio difendono le nostre particolarità?

Un soggetto politico radicato nel territorio (come evocato da Chiamparino e da Fassino) ha proprio nel suo dna originario questa esigenza.
C'EST POUR CETTE RAISON QU'ON PARLE POUR LE 80% EN FRANCAIS AU CONSEIL REGIONAL. POUR UNE QUESTION IDENTITAIRE?

Autonomismo, capacità della nostra comunità di autogovernarsi, di riappropriarsi e riconoscersi in una propria identità e da questa di rapportarsi al resto dell' Europa; RAPPORTARSI O INTERESSARSI ANCHE DI COSA SUCCEDE AL DI LA DEI NOSTRI MONTI?
erika - Mer Nov 26, 2008 9:04 am
Oggetto:
Hai la memoria corta caro Vincenzo e oltretutto l'hai riconfermato in un post di ieri.
In assemblea hai detto. STAI ZITTA RAGAZZINA...NON TI PERMETTERE VISTO CHE HO PIU' ANNI DI TE...
Hai detto e scritto... RAIMONDO MANDI AVANTI I TUOI A RIPORTARE LE TUE IDEE e poi O RAIMONDO COPIA DA TE O TU DA LUI...

Ti ripeto poi che nessuno ha cambiato linea e se lunedì porti il documento lo voteremo. Certo è che ormai per me non sarà più come prima. Inutile discutere con chi pensa che sei un pappagallo. Confrontati con colui che mi imbocca...
dario m. carmassi - Mer Nov 26, 2008 9:58 am
Oggetto:
Cara Erika,
io non partecipo alla discussione per il gusto di polemizzare nè tanto meno per contribuire ai vostri dissapori.

Cerco di dare un apporto positivo ad un progetto che credo strategico per il nostro futuro.

Per quanto riguarda la prima parte sono convinto che le parole abbiano un preciso significato. Se si parla di dialogo e di confronto tra opposizione e maggioranza, l'ho già scritto, è un atto dovuto. Se si parla di collaborazione è consociativismo in cui ognuno cerca di portare a casa qualcoso per la propria parte, quasi sempre a discapito della colletività. Il deficit da record mondiale dell'Italia è l'eredità di quel tipo di politica.

Mi piacerebbe leggere l'intervento integrale di Raimondo così come quello di Guido Dondeynaz per poter discutere non su una sintesi interpretativa ma sul testo reale.

Non concordo sul giudizio positivo sull'amministrazione della città di Aosta, che, a parte gli aspetti di politica sociale cui bisogna riconoscere agli assessori DS-GV e poi PD un buon risultato, non mi sembra decisamente brillante a partire dal ponte sul buthier e dal sudditanza sulla questione ampliamento dell'ospedale che stravolge l'urbanistica della città!

Il riferimento alla percentuale di utilizzo della lingua francese in consiglio valle, scusa sono un pò tardo, non l'ho capito. Siamo o no bilingui? I dipendenti pubblici percepiscono la relativa indennità? I consiglieri regionali che devono rappresentare tutta la comunità sono nostri dipendenti, dipendenti dei cittadini valdostani tutti, francofoni e italofoni. Se poi qualcuno si trasforma in macchietta per esibire una francofonia che non gli è propria è un altro discorso, ridicolizza se stesso prima di tutto. Ricordo un "liste bloqué" nel recente dibattito sulla legge per l'elezioni del parlamento europeo.....

Sempre per la mia ottusità non capisco la diade lessicale tra "rapportarsi o interessarsi" nei confronti del resto del mondo.

Infine ultima riflessione nata mentre scrivevo, la parte politica da cui provieni aveva già fatto una riflessione sul partito territoriale, non credo fosse casuale l'aggiunta di Gauche Valdôtaine.
dario m. carmassi - Mer Nov 26, 2008 10:42 am
Oggetto:
Sul sito di VdaVive è stato pubblicato l'intervento di Guido Dondeynaz al congresso dell'UV.
Devo dar atto a Guido che quanto riportato da La Stampa è un'intrepretazione, forse comparativa rispetto le parole di Chatrian, ma non fedele.
da La Stampa:
"Morbido l’approccio al congresso unionista di Vda Vive con il coordinatore Guido Dondeynaz. «Basta con i litigi. Non abbiamo condiviso molte delle ultime decisioni assunte dal governo regionale, sul Casinò, sulla Cervino spa, ma siamo pronti al dialogo».

testo pubblicato su
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"Un saluto cordiale da Vallée d’Aoste vive a tutti voi delegati e alla presidenza del congresso.

Il vostro congresso si colloca in un momento denso di preoccupazioni per la situazione economica mondiale, europea, italiana ed anche per la nostra regione.

Per questo dovremo affrontare un periodo di grande instabilità ma soprattutto siamo chiamati mettere la basi ad un nuovo ciclo economico con caratteristiche profondamente diverse da quello che lasciamo.

Ma le difficoltà che dobbiamo affrontare riguardano anche i valori che caratterizzano il nostro modo di vivere e di avere relazioni. E ormai evidente la difficoltà in cui versano i corpi intermedi, che hanno rappresentato l’organizzazione sociale della nostra società, le organizzazioni politiche e le istituzioni.

L’immagine di oggi, rappresentata anche dai mezzi d’informazione, è quella di gruppi litigiosi che si contrappongono su questioni marginali o riguardanti interessi personali ma mai ragioni riguardanti il benessere comune. Imperversa in tutti i campi un forte individualismo a scapito di ogni attività comunitaria. Dunque anche le organizzazioni politiche, che hanno nel recente passato svolto un ruolo importante per la crescita economica e sociale, hanno bisogno di essere profondamente ripensate ed essere trasformate in strumenti utili alla ripresa economica e sociale.

I segnali di questo disagio sono evidenti e sono confermati da un progressivo distacco dell’interesse dei cittadini per la vita politica e per le istituzioni che diventano sempre più chiuse e autoreferenziali.

Preoccupante è la crescita dei cittadini che non partecipano più neppure alle competizioni elettorali. Basta ricordare che alle recenti elezioni regionali gli elettori, che non hanno esercitato il diritto di voto, hanno raggiunto il numero ragguardevole di circa 30.000 pari ad una teorica consistenza di un gruppo consigliare di 10 consiglieri.

D’altra parte i partiti hanno sempre le stesse strutture, gli stessi modi di lavorare, in un mondo che si evolve con rapidità generando nuovi e diversi bisogni.

Tutto questo sta mettendo in evidenza una falsata e grave crisi della rappresentanza, una identità a brandelli ed un senso di appartenenza finalizzato ad aiutarsi vicendevolmente più che stare insieme perché connessi da un destino comune. Tutti argomenti su cui riflettere con rapidità e ricercare modi e strumenti per riavvicinare i cittadini alla politica e per ridare fiducia alle istituzioni.

Noi di Vallée d’Aoste Vive riteniamo che si debba lavorare per ricercare nuovi strumenti di partecipazione popolare che consentano ai cittadini di esprimersi, non solo una volta tanto alle competizioni elettorali, ma intervenire anche su importanti decisioni della pubblica amministrazione, attraverso modalità che consentano di approfondire con informazioni dettagliate le conseguenze sulla popolazione, sull’ambiente e sui costi delle iniziative. Un processo che per coloro che guardano al modello autonomista dovrebbe risultare di facile comprensione e indispensabile per rimettere in moto un senso di responsabilità collettiva oggi molto affievolita.

Noi vogliamo concorrere alla ricostruzione di una identità collettiva autonomista che si basi su un sistema di valori forti da cui fare emergere il primato dell’interesse generale e promuovere una indispensabile coesione sociale e senso di appartenenza alla comunità valdostana non per isolarci ma per affrontare con maggiore fiducia e consapevolezza i grandi problemi che ci aspettano.

Anche sul piano dell’economia regionale riteniamo che si debba praticare strade diverse da quelle che vedono quasi sempre primeggiare l’istituzione regionale nelle attività imprenditoriali.

Non abbiamo condiviso le decisioni sulla casa da gioco perché inadeguate rispetto alle esigenze di rilancio ormai da lungo tempo atteso e neppure l’acquisto e il rifinanziamento della Società Cervino che era rimasta una delle ultime società insieme a quella di Courmayeur di natura privata.

Abbiamo allungato la lista dei consigli di amministrazione con tutte le conseguenze conosciute senza riorganizzare l’intero settore per renderlo più efficace per affrontare i bisogni di una parte importante del turismo invernale.

La Valle d’Aosta ha bisogno di una forte e diffusa presenza imprenditoriale capace di competere e di soddisfare molte esigenze della nostra regione e quindi, a nostro giudizio, la pubblica amministrazione deve promuovere ed incentivare un modello economico rivolto all’area privata.

Grande attenzione infine dobbiamo prestare al sistema scolastico come uno strumento fondamentale per accrescere le capacita di competere, non solo sul piano economico, dei nostri giovani per affrontare con serenità le difficoltà e le opportunità che sono davanti a noi

Queste sono alcune nostre considerazioni che desideriamo comunicarvi e nel contempo vi auguriamo che questo vostro congresso possa individuare scelte che facciano riprendere il cammino alla nostra comunità.

Buon lavoro a tutti."
giorgio - Mer Nov 26, 2008 11:33 am
Oggetto:
Una risposta a Vincenzo

Citazione:

Piccola, ma importante premessa: “Io non sono mai stato un professionista della politica, mi sono sempre considerato un primitivo, un naïf. E proprio per questo io faccio fatica a seguire le evoluzioni e i contorcimenti di Vincenzo che da qualche tempo si dibatte in un suo "disagio", quasi l’inizio di una crisi interiore.

Mi ricordo di un giovane uomo che fino a poco tempo fa ammiravo per la sua intelligente intraprendenza nel gestire un partito, seppure di ridottissime dimensioni, e mi aveva impressionato positivamente per le argomentazioni che esprimeva. Poi mi ero rammaricato quando improvvisamente si è immalinconito, credo per un personale mancato consenso elettorale e di riflesso del suo ex partito.

Ora, altra metamorfosi, l’ho ritrovato a distanza di meno di un anno come inflessibile, nei confronti dei suoi ex compagni-amici di schieramento, di progetto politico, portavoce e megafono da professionista della “disinformacia”. E ho capito! Ho capito che lui è un vero professionista della politica: se fosse stato soltanto un politico idealista non ci avrebbe messo solo un anno a completare tanto brillantemente tale percorso!
Non sono offeso dalle sue parole, il mio sentimento personale nei suoi confronti, la simpatia, non è assolutamente scalfito, sono solo arrabbiato per questa sua posizione assolutamente cieca che, nei nostri confronti, sfiora la malafede. Ma come? Improvvisamente la discussione con me è divenuta estenuante? Falsifico le posizioni altrui, cambio discorso, mescolo argomenti non attinenti e alzi polveroni incomprensibili?

Devo anche dire che quello che un po’ mi disturba sono queste sue parole: “ Ha fatto (Donzel) il salto della quaglia, tornando ad aprire all'Uv in vista delle prossime comunali, senza discutere questa gravissima svolta con nessuno (al di fuori della sua cerchia di cui fai parte).”

Ed io che credevo di essere entrato in un gruppo di sedicenti liberi cittadini alla ricerca di una politica nuova e pulita, ma soprattutto realizzata con un partito, il Pd, che finalmente si era distaccato dalla politica del cappello in mano con l’Uv. E ora? Come si può leggere, mi ritrovo da parte di uno di questi cittadini, ad essere tacciato di essere un complottista, poiché faccio parte di una “ristretta cerchia”.

Vorrei fare notare a Vincenzo come io risponda alle sue posizioni espresse dalle pagine di un forum chiamato Area Democratica. Area Democratica come espressione culturale, nasce e si presenta ufficialmente in un pre-congresso preparativo al IV° e ultimo dei Ds-Gv. Ancora prima cioè della scelta-opzione al Pd.

Forse un’ intuizione di quattro utopisti che si presentavano con queste mie parole:
“ La composizione di questa Area Democratica tende a colmare alcune mancanze, ripensare le diverse amnesie, correggere le molte revisioni che il nostro partito e qui parlo di quello regionale, ha patito costantemente nel tempo. Noi crediamo negli azzeramenti e nelle successive ricostruzioni. Non vogliamo più sentir parlare di riforma se la parola significa spostare due virgole, purché tutto resti com'è. Ad esempio si è capaci di riformare la complicata situazione finanziaria del partito rendendo inamovibile e certo l’autofinanziamento, basandolo su regole certe, chiare, condivise e rispettate?

Oppure con quelle di Donzel:
“I partiti di oggi sono macchine di potere e di clientela: scarsa conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, programmi pochi o vaghi, passione civile, zero.” Queste sono parole di E. Berlinguer. Sono passati 25 anni; ma come sono attuali. La questione morale resta il punto di partenza di ogni ragionamento. È lì a pungolare il nostro agire quotidiano. Per ritrovare un luogo vero di dibattito, alcuni compagni hanno deciso di costruire un’Area democratica. Contro i metodi improvvisati e/o autoritari l’Area Democratica vuole che la politica possa tornare ad essere spazio collettivo di espressione autentica delle persone. Fassino promuove il riformismo. Ma ci sono due riformismi. Quello delle chiacchiere e quello dei fatti, che crea rotture e anche scontro sociale (perché attacca lobbies e privilegi). Per fare le riforme ci vuole coraggio (Blair, Zapatero). Di quale riformismo stiamo parlando in Valle d’Aosta?”

O quelle di Paolo:
” Che siamo tutti democratici non vuol dire nulla, la Partecipazione, la discussione, la sintesi, fanno la democrazia. La nascita di un partito democratico, non è un evento che innalza i nostri cuori. Sopratutto se di questo futuro partito non sappiamo nulla, se non cronache minuziose e forse faziose che documentano la ricerca d’affannosi equilibri tra gruppi dirigenti che lo promuovono o l'ostacolano. Quindi per tutto ciò attenderei i tempi del dibattito nazionale perchè i tempi unici e compressi sono sempre troppo coercitivi. In attesa aderirò al progetto di Area Democratica, proposto dal compagno Donzel dove la "partecipazione" "discussione" e "sintesi" dei compagni della base saranno essenziali, per continuare a lottare, e credere nei valori della sinistra.

E di Emilio:
” Nonostante quel che se ne dica, la logica delle mozioni del Congresso di Quart non è affatto superata. Infatti, mai come oggi, il dibattito politico all’interno del nostro partito è bloccato in uno sterile ostacolarsi tra i due schieramenti, con mezzi talvolta ai limiti delle regole. Questo non interessa, anzi infastidisce i nostri iscritti della Base, che mai come adesso si sentono poco rappresentati dal Partito e faticano a comprendere il suo Gruppo Dirigente. Per un Partito che fa dell’etica la propria bandiera e della presenza sul territorio la propria forza trainante, questo è grave e ci obbliga ad una preoccupata riflessione. Dobbiamo tornare al dialogo con la gente comune; devono tornare argomento centrale del nostro discutere i problemi dei Cittadini e del Territorio, solo così potremo uscirne con un Partito più forte, rinnovato, credibile, Democratico.”

Noi, Vincenzo, non siamo una ristretta cerchia, noi siamo compagni e amici che da tempo dialogano con altri amici. Io non sono un asociale alla Ligabue, ma come lui mi considero un semplice, uno rustico, come sbrigativamente la critica definì questo pittore naif. In realtà l’ispirazione primitiva della mia ricerca politica è tutt’altro che naif. Nelle mie argomentazioni non c’è nulla di rassicurante, di ottimista, perché la natura e il mondo degli uomini è una realtà colma di crudeltà e di conflitti.


vicali - Mer Nov 26, 2008 2:49 pm
Oggetto:
@Giorgio
Apprezzo tutto ciò che dicevate allora, e per questo ci siamo ritrovati insieme.

Ho difeso Raimondo contro il mio interesse quando voleva candidarsi alle regionali, e l'ho difeso efficacemente anche più di recente, quando c'era chi voleva metterlo sotto tutela. Perché io guardo al progetto. Il progetto di riportare la Valle a una democrazia effettiva, dove sia possibile la libertà di opinione, e dove le persone siano valutate per il merito e non per la tessera o l'obbedienza a un capobastone. Il Pd era nato per quello, e Raimondo è stato votato per rappresentare questa speranza, la speranza di un'alternativa al sistema di potere intriso di mafiosità che opprime i cittadini (anche se molti di essi non ne sono neppure consapevoli).

Per questo, proprio per questo, trovo scandaloso che Raimondo si rifiuti di escludere a priori, oggi, un'alleanza con l'Uv alle prossime comunali, e che voi copriate questa sporca manovra.

Con l'ottica di trattare un ritorno all'alleanza con l'Uv acquistano il loro chiaro significato le vostre (di Raimondo, tue, di Erika, di Paolo...) stroncature di qualsiasi tentativo di rafforzare l'opposizione al regime, che si tratti del partito unico o di altra ipotesi. Perché ogni pronunciamento del Pd a favore della costruzione di un'alternativa più forte decreterebbe una chiusura nei confronti dell'Uv e una scelta di campo chiara, con il fallimento delle manovre di avvicinamento e di "collaborazione" da parte di Raimondo.

Smentire quanto dico sarebbe molto semplice. Non chiedo altro che Raimondo mi smentisca pubblicamante. Non c'è bisogno di dibattiti confusi sui blog, basta che Raimondo chiuda la porta all'Uv già oggi, partendo da subito per la costruzione di una credibile alternativa alle comunali di Aosta. Poi questa potrebbe assumere tante forme: dalla corsa solitaria del Pd, all'alleanza coordinata, ecc. Ma i cittadini saprebbero che il Pd sta dalla parte giusta. E tutte quelle belle parole che hai riportato sopra, scomodando persino Berlinguer, avrebbero un minimo di senso. In caso contrario, quelle stesse parole non potrebbero che farvi sprofondare nella vergogna.
vicali - Mer Nov 26, 2008 2:55 pm
Oggetto:
erika ha scritto:
VORREI INOLTRE RICORDARE A CARMASSI CHE IL PD DIALOGA ANCHE CON BERLUSCONI E NATURALMENTE FA DURE BATTAGLIE SULLE POSIZIONI DIVERSE.


Il Pd nazionale non pensa certo di allearsi con il Pdl alle prossime elezioni. Il Pd nazionale rappresenta una scelta di campo, alternativa a quella del Pdl. L'Uv, in quanto a conflitti di interesse, illegalità diffusa, ecc. è persino peggio del berlusconismo.
giorgio - Mer Nov 26, 2008 6:30 pm
Oggetto:
giorgio ha scritto:

Provo ad introdurre una riflessione, per come la vedo io, cosciente di espormi alle strumentalizzazioni di coloro a cui non importa una cippa della politica e della sinistra.

1) La politica, per sua natura, si pone l'obbiettivo di gestire i rapporti, di tutelare determinati interessi anziché altri, di mediare i conflitti sociali, ecc... I partiti, per loro natura, servono a questo. I valori di cui ciascun partito o movimento è portatore, non sono altro che la vecchia e brutta parola identificata come ideologizzazione della lotta di classe.

2) Non mi scandalizzo per i rapporti tra partiti e interessi economici, anzi ritengo che occuparsi di questo sia il loro compito (per le discussioni, le analisi intellettive ci sono i circoli culturali). Occorre però imporre che sia la politica a gestire la Regione e il territorio nell'interesse dei cittadini, ed evitare che a farlo siano i gruppi economici attraverso la gestione occulta dei partiti (come è successo nell'ultimo periodo).E' quindi fondamentale la netta separazione dei ruoli tra partiti e potere economico.

3) Per evitare il consolidamento di gruppi di potere interno ai partiti e gli intrecci interessati con il potere economico, c'è bisogno di un rinnovamento continuo delle classi dirigenti (alcune volte non necessariamente nel senso anagrafico - Ingrao e Foa - erano giovanissimi dal mio punto di vista).

4) Dopo la prima repubblica nessun partito ha cambiato classe dirigente, anzi tutti hanno continuato a difendere i propri orticelli (ufficialmente ideologici e culturali ma in realtà fatti di piccoli e grandi interessi consolidati e di rendite di potere).

5) L'unico vero e sano tentativo di cambiare qualcosa è stata la nascita lunga e travagliata, non ancora andata a fine, del Partito Democratico. Da qualunque parte lo si guardi, è un dato oggettivo. La costituzione del Pd ha messo in moto nuove energie, ha creato un sommovimento nei vecchi gruppi di potere interni ed esterni agli ex. Ds e Margherita, ha creato un vero e proprio terremoto politico nella sinistra e decretato la definitiva scomparsa di interi partiti. E' necessario evidenziare per gli effetti scatenati, quanto la batosta in Valle sia molto più rilevante che in campo nazionale.

6) Le enormi resistenze interne al Pd, gli attacchi esterni che riceve quotidianamente da destra e da sinistra sono la testimonianza che è in atto una mobilitazione "di sistema" contro ogni tentativo di cambiamento e rinnovamento della politica valdostana. Dal mio punto di vista rappresentano anche la motivazione più forte per continuare questa battaglia.

7) Lo scontro "generazionale" non è anagrafico ma di logiche di potere.

8 ) Per quanto detto sopra e in altri post, non mi fanno paura i "casini" interni al partito, anzi sono la testimonianza che qualcosa finalmente si muove. Io sono orgoglioso di esserci e di fare la mia battaglia. Le forze sane che anziché gettarsi nella mischia stanno a guardare sedute sull'albero, sono, dal mio punto di vista, complici più o meno consapevoli del vecchio. Non a caso hanno diffidenza di tutto ciò che è nuovo e ne rallentano l'azione.

9) Se, e sottolineo se, il percorso del Pd andrà definitivamente in porto (una testa un voto, voto segreto, due mandati e a casa, primarie obbligatorie aperte ai non iscritti, incompatibilità etica per alcune cariche, ecc...), il "vecchio" farà fatica a resistere e potremo dare avvio ad una forma di partecipazione veramente libera e trasparente. Certo il "vecchio" cercherà altre forme per resistere e rigenerarsi, ma la politica sana avrà strumenti maggiori per combattere la sua battaglia. Sarà una lotta che non avrà mai termine, ma il Pd rappresenta, al momento, l'unico tentativo di cambiare il sistema politico valdostano. Alla faccia di tutte queste critiche pretestuose che stanno venendo fuori artatamente. Il dubbio che dietro ci sia un “grande vecchio” questa volta lo sento come fosse una cosa tangibile. Dispiace che persone che io credevo intelligenti, si siano lasciati trascinare e travolgere da sterili polemiche.

10) Non ostante tutto per me è saggio gioire per le contraddizioni interne che ogni tanto emergono, esse sono un tratto importante di questo percorso accidentato che contraddistingue da sempre questo nostro partito. Esse sono sintomo di indiscutibile vitalità.


paolog - Mer Nov 26, 2008 8:27 pm
Oggetto:
Si ritorna indietro nel tempo, tempo che si è fermato. Mi ricordo tre anni fà quando l'allora segreteria Rean fece in quel di Monjovet mancare il numero legale e lo fece mancare per ben "tre volte" se non ricordo male, quando si doveva votare per andare come Ds.Gv, all'opposizione nel comune di Aosta.
In quella Direzione mancavano i fedelissimi di Rean, e il gruppo Ferraris al momento dalla votazione se ne uscì dalla sala. Il presidente della G.v. Peaquin, in fretta e furia annullò la votazione e mandò tutti a casa nonostante le proteste del gruppo di "Area Democratica". Nelle sucessive riunioni mancò sempre il numero legale.
La segreteria che allora nel suo immobilismo totale, non riusciva a far pagare le quote ai consiglieri regionali, non ebbe più il numero legale per alcuni anni.
Al momento della fondazione del P.D. i dirigenti G.v. segretario e Co promettevano al neo segretario eletto Donzel, la sede, la fondazione, il Travail.
Invece cosa accadde? Succede che Raimondo quando entrava in C.so Battaglione doveva chiedere il permesso per avere una sedia su cui materialmente sedersi. La stessa cosa... ai nuovi dirigenti del P.D.
Succede che Raimondo doveva chiedere fidi alle banche per poter fare i referendum e le regionali.
N.B. I fidi vennero negati... chissà perchè.
Ora Calì viene a farci la predica. Mi dica allora dove stava e me lo dica in maniera civile.
Ora le rivoluzioni si fanno parlando con gli iscritti e non buttando tutto a ramengo per pruderie personali.
Se ci sarà occasione, il seguito alla prossima puntata.

vicali - Mer Nov 26, 2008 10:03 pm
Oggetto:
paolog ha scritto:
Ora Calì viene a farci la predica. Mi dica allora dove stava e me lo dica in maniera civile.
Ora le rivoluzioni si fanno parlando con gli iscritti e non buttando tutto a ramengo per pruderie personali.
Se ci sarà occasione, il seguito alla prossima puntata.[/b][/color][/size]


Dove stavo dovresti saperlo. Per esempio, ero a firmare per garantire il fido.
Di quali pruderie personali parli? Puoi chiarire?
bruno courthoud - Mer Nov 26, 2008 11:50 pm
Oggetto:
potreste smetterla o continuare in privato? noi che leggiamo ci siamo fatti un'idea sufficientemente chiara della situazione.
dario m. carmassi - Gio Nov 27, 2008 11:45 am
Oggetto:
IL NUOVO CORSO

dal Cablò al Metrò

La Regione intanto ha già annunciato la metropolitana cittadina con due assi incrociati.
E. Martinet - La Stampa

La notizia è stata confermata senza se e senza ma dal Sindaco Grimod sul numero 44 del Corriere della Valle, in data 20 novembre. Ho chiesto anche al primo cittadino se la città avesse veramente bisogno di una simile struttura e mi è stato risposto di sì annunciando, su mia sollecitazione, «una scelta drastica di chiusura del centro al traffico».
F. Favre - blog V. Calì

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.


Alzi la mano chi vuole mettersi in fila per partecipare agli scavi.
vicali - Gio Nov 27, 2008 3:30 pm
Oggetto:
bruno courthoud ha scritto:
potreste smetterla o continuare in privato? noi che leggiamo ci siamo fatti un'idea sufficientemente chiara della situazione.

Hai ragione, sorry.
erika - Gio Nov 27, 2008 3:34 pm
Oggetto:
Caro Dario,
non provengo dalla gauche valdotaine o meglio, ho preso la tessera nell'aprile 2007 solo per poter presentare una mozione a Congresso, Mozione 2 (Area Democratica) che voleva fortemente la nascita del PARTITO DEMOCRATICO.
Se leggi il dibattito di quei mesi vedrai che quello che criticavo alla mozione 1 era proprio la visione semplicemente autonomista di questo partito.
Posso dirti che prima di vivere a Torino credevo anch'io di vivere in un'isola. Poi finalmente mi sono trovata a discutere con i miei compagni piemontesi, calabresi, pugliesi... Ho capito cosa voleva dire pagarsi i libri, vivere in una città...ed ecco che quell'isola si è trasformata in una regione, particolare, ma appartenente ad uno Stato dove a pochi km da noi ci sono problematiche diverse.
Ora ti ripeto che vedo la nostra Autonomia come una grande occasione, ma solo se può aprirsi al confronto con gli altri e non ridursi ad una casa di privilegi.
Ecco quindi che se condivido il principio della brunetta lo applico in toto mentre se credo che sia una c...ata per la mia piccola realtà, adotto un provvedimento che porti allo stesso risultato, ma che può essere più efficente per noi.
Credo sia necessario l'inceneritore in Piemonte, valuto e vedo se per 100mila abitanti qui ha senso....

Sul ponte sul Buthier credo che nell'ottica di una pedonalizzazione del centro sia indispensabile. Sull'ospedale venerdì c'è stato un incontro in Commissione e ci verrà relazionato lunedì, ma mi sembra di aver capito che non c'è più tutta questa fretta anzi... Sono state messe anche delle condizioni dal Comune di Aosta per questo progetto quindi mi informerò o chiedo ad Alder di dire due cose su questo post.
Sul metrò, la cosa non è stata votata in Comune quindi Grimod parla per se stesso... Chiusura al traffico del centro non vuole per forza dire metrò, anche perchè bisogna capire se ci sarà l'interramento della ferrovia che porterà ad una città credo sostanzialmente diversa... presto ci saranno api elettriche che porteranno la merce e ti invito a guardare cosa succede a Firenze dove le distanze sono ben maggiori delle nostre per capire che non sono strettamente collegate.

In merito a quanto scrive La Stampa vorrei farti notare che pochi giorni fa si è occupata un'intera pagina su uno scontro per Le Travail nel PD. Scontro che non c'è, visto che all'unanimità l'assemblea ha chiesto al Tesoriere di vedere se abbiamo le risorse per farlo diventare organo di partito, mentre un piccolo trafiletto riportava la morte di un cittadino rumeno in un cantiere. E' arrivato il tempo del gossip, proprio quando la crisi inizia a farsi sentire... Forse la gente nei momenti di timore ha bisogno di attaccarsi a frivolezze? Chissà...
erika - Gio Nov 27, 2008 4:58 pm
Oggetto:
Ecco cosa vuol dire l'opposizione costruttiva e il buon governo citate da Donzel nel suo intervento..... Non vuol dire essere proni come sostiene qualcuno, ma lavorare per i valdostani.

VEDI AOSTA
Una mozione dei Verdi chiedeva di definire 'Aosta citta' denuclearizzatà ha offerto l'occasione per dibattere sul tema delle scelte energetiche che interessano l'Italia intera".
Con l'esclusione di Forza Italia, la minoranza e il Partito Democratico hanno votato compatti il documento. Parte della maggioranza si è invece astenuta, dimostrando di non essere interessata a dare indicazioni su scelte così importanti per il nostro paese e vanificando la mozione".

VEDI REGIONE
La proposta sostenuta da Gianni Rigo, del Partito Democratico, ha messo d’accordo tutte le forze politiche. Ora tocca alla Giunta fare un disegno di legge che istituisca il fondo e coordini i soggetti che devono prevenire gli incidenti.
Il luogo di un recente incidente sul lavoro a Saint-Vincent
Un fondo per sostenere i familiari delle vittime di infortuni sul lavoro. E’ quanto richiesto da una mozione presentata da Gianni Rigo, del Partito Democratico, mettendo d’accordo tutto l’arco delle forze politiche presenti in Consiglio regionale durante la seduta di oggi, 27 novembre.
Ora l’esecutivo regionale dovrà redigere, in tempi brevi, un disegno di legge che istituisca il fondo - e impegni i soldi necessari - e promuovere misure per realizzare un effettivo coordinamento fra tutti i soggetti pubblici e privati ai quali sono affidati, dalla normativa in vigore, compiti in materia di prevenzione degli infortuni e sicurezza dei luoghi di lavoro.
“I morti sul lavoro in Valle nel 2007 sono stati tre, nel 2006 cinque e nel 2005 due - ha evidenziato in aula Rigo - nel 2007, gli infortuni in agricoltura sono stati 205, di cui uno mortale, nell’industria e nei servizi 2172, di cui due mortali, tra i dipendenti conto Stato 10. Con questa iniziativa intendiamo quindi porre l’attenzione sulla sicurezza, riconoscere l’importanza del lavoro oltre che essere vicini ai familiari delle vittime.”
Una scelta che trova d’accordo anche il Popolo della Libertà. “Il tema è assolutamente condivisibile - ha dichiarato Massimo Lattanzi - perché c’è un clima molto difficile nel nostro paese. Quando affrontiamo il tema della sicurezza, dobbiamo anche parlare delle piccole aziende che fanno fatica ad andare avanti perché ci sono delle misure che sono inapplicabili. Voteremo con convinzione, perché il tema va affrontato senza demagogia.”
Tra le fila della maggioranza è intervenuto Diego Empereur, capogruppo Uv, secondo cui “se c’è da una parte una rigidità nella norma in materia di sicurezza è altrettanto importante esserci un momento di formazione e di educazione sulla sicurezza. Voteremo la mozione, ma il problema deve essere affrontato alla radice piuttosto che prendere atto del problema”.
dario m. carmassi - Gio Nov 27, 2008 5:46 pm
Oggetto:
Erika, permettimi, vorrei farti notare che al Comune di Aosta il PD è in maggioranza, alla Regione è all'opposizione.

Quindi una delle due non c'azzecca quando parli di opposizione costruttiva.

Su l'opposizione costruttiva ho già scritto su Le Travail e non mi ripeto.

La mozione di Rigo è stata votata all'unanimità, di solito questo vuol dire che non impegna nessuno come ben sà chi segue i lavori di qualsiasi assemblea elettiva.
D'altronde avrei voluto sentire qualcuno sostenere l'inesistenza del problema della sicurezza nei posti di lavoro, vedi intervento PDL!
Quindi benemerita mozione ma và tradotta in atti concreti e lì vedremo!

Inoltre, tanto per evidenziare, in entrambi i casi i consiglieri dell'area "Galletto" o "ex Galletto" hanno votato insieme, porti acqua al mio mulino!

Per quanto riguarda le questioni di Aosta, capisco l'amor di patria, ma difendere il ponte sul Buthier ........ 2 milioni di euro, nostri ..........

Per l'ospedale sono in attesa di novità nel senso da te indicato, urrà!

Per il metrò sono dichiarazione del Sindaco Grimod non di un quaraquà di passaggio, credo che anche chi fa ancora parte della sua maggioranza dovrà chiedergliene ragione, non mi pare un iniziativa di poco peso.

Ultima nota, hai preso atto di quanto vengano presi in considerazione gli apporti costruttivi della minoranza in consiglio regionale?
Vedi aeroporto, legge Fondazione G. Paradiso ecc. ecc.

Per l'UV l'opposizione è costruttiva quando vota i provvedimenti delle giunta regionale punto e basta, non faciamoci menare per il naso!
erika - Gio Nov 27, 2008 6:14 pm
Oggetto:
Caro Dario,
si parla di l'opposizione costruttiva e di buon governo. E' normale che quindi quando siamo all'opposizione facciamo opposizione e quando si è al governo cerchiamo di lavorare bene. Non c'è solo Aosta, ma Issogne, Montjovet, Morgex....
Sono d'accordo con te che la situazione è ibrida, ma sai bene che presto verrà risolta. E' piuttosto evidente però che ci sono degli impegni e questi vanno mantenuti fino a fine mandato.

non porto acqua al tuo mulino perchè anch'io sono convinta che il posto giusto del PD è quello. Di quello che dici tu non è che non condivido il fatto che siamo all'opposizione, ma non condivido il partito unico che è ben altra cosa...
Il PD è nato come alternativa a questo governo e questo sarà, ma si propone di essere la forza riformista di questa alleanza e come tale mi aspetto che continui a comportarsi.

Sul fatto che votano quello che gli conviene credo che la deroga delle AIAT per loro sia stata una bella mazzata...e le dichiarazioni di oggi del Pres. sull'Univ e dell'assess sulla scuola molto impegnative. Sta a noi tenere alta la guardia e cercare sempre di più di far passare le nostre idee, ma naturalmente sono loro che governano e quindi...
Ti faccio un esempio. La mozione sul cordone era anni che si cercava di far passare, ma l'assessore Fosson non la voleva per paura di studi sulle cellule staminali. Ieri in Consiglio è passata... Hanno abbassato la guardia?
Ecco perchè insisto sul lavorare alacramente sui problemi, cercare di tirarli in superficie, alla fine anche loro saranno costretti ad occuparsene.

Arriviamo a Grimod. Se la sua dichiarazione era quella da te riportata non diceva che hanno votato per la metrò, quindi resta una sua opinione. Se pensi qualche tempo fa il Pres del CELVA diceva di voler togliere il limite dei mandati anche ad Aosta, mentre poi Aosta si è espressa per tenerli.
Questi pochi mesi di politica mi hanno fatto capire di evitare di prendere troppo sul serio le dichiarazioni e di guardare invece gli atti.
Ti aggiornerò sull'ospedale!
paolog - Gio Nov 27, 2008 7:58 pm
Oggetto:
vicali ha scritto:
bruno courthoud ha scritto:
potreste smetterla o continuare in privato? noi che leggiamo ci siamo fatti un'idea sufficientemente chiara della situazione.

Hai ragione, sorry.

Scusate, io e Vincenzo ci siamo sentiti per telefono.
giorgio - Ven Nov 28, 2008 12:11 pm
Oggetto:
Paolo nessune scuse... Anche se bruno che aveva sottratto la mia unica poltrona che possiedo ( quella di moderatore... Laughing ), e aveva un pò sgridato ad alta voce, non è più tornato a proporci altre alternative colloquiali!

...E pensare che in questo Forum c'è anche la possibilità di impostare Topic nuovi e di proprio piacimento. Questo non è un blog dove i temi sono "pre-scelti" ad uso e consumo del Moderatore. Questo è un Forum dove tutto è più democratico, tutto alla portata di coloro che hanno voglia di scrivere, partecipare e "proporre". Ad esempio quando sei su SPAZIO DEMOCRATICO in alto a sinistra c'è una finestrella dove c'è scritto Nuovo Topic. Ebbene se clicchi lì ti si apre una finestra dove scrivendo puoi inviare un nuovo Topic di discussione.

Ad esempio, non uno che scriva che la mozione del Pd sul fondo alle famiglie delle vittime sul lavoro è stata votata all'unanimità.
La minoranza che ha idee non si limita solo alle battaglie ideologiche (...e questo lo dico senza fare il verso a nessuno).

bruno courthoud - Ven Nov 28, 2008 2:42 pm
Oggetto:
cos'ho fatto di male?
bruno
bruno courthoud - Ven Nov 28, 2008 2:47 pm
Oggetto:
sono invece io a chiedere scusa per essermi intromesso così indebitamente.
chiedo scusa a tutti
bruno
giorgio - Ven Nov 28, 2008 3:34 pm
Oggetto:
bruno courthoud ha scritto:
sono invece io a chiedere scusa per essermi intromesso così indebitamente.
chiedo scusa a tutti
bruno


Caro Bruno, non hai fatto nulla di male. Io ho colto solo l'occasione per evidenziare quanto il nostro Forum sia aperto a tutti. E' talmente aperto che ho voluto spiegare che a tutti i forumisti che lo vogliano, è permesso aprire una sua singola discussione. Qui non siamo dipendenti da nessun Moderatore. I temi possono essere infiniti, basta la partecipazione e la volontà di discutere. Naturalmente qui nessuno è un "tuttologo" e aspettiamo dunque vostri contributi.

Ciao
giorgio

erika - Ven Nov 28, 2008 3:38 pm
Oggetto:
Caro Bruno,
come moderatore c'è un super permaloso e sono certa che non ce l'aveva con te...
In merito alla metropolitana leggera ricordo che il gruppo del PD ha presentato ad inizio legislatura un'interpellanza per conoscere gli intendimenti della giunta (la numero 6), il Comune invece non ha ancora assolutamente votato nulla perchè nulla gli è arrivato e nell'incontro con la giunta è stato detto che stanno valutando, ma non c'è ancora nessune decisione.
Inutile dire quindi che mi chiedo come Grimod, senza nemmeno avere un'idea del progetto, possa fare certe dichiarazioni...
Sappiamo inoltre bene che i progetti di interesse regionale spesse volte vanno avanti in Regione ma poi... Cablò ne è un esempio....

Intanto sto raccogliendo il materiale per l'ospedale da presentare a Dario. Stanno uscendo delle cose molto interessanti...
Vedrò di metterlo all'odg dell'assemblea del 9 e poi fare una piccola relazione da dibattere con i presenti. A volte non tutto è come sembra...
giorgio - Ven Nov 28, 2008 3:46 pm
Oggetto:
erika ha scritto:
Caro Bruno,
come moderatore c'è un super permaloso e sono certa che non ce l'aveva con te...
In merito alla metropolitana leggera ricordo che il gruppo del PD ha presentato ad inizio legislatura un'interpellanza per conoscere gli intendimenti della giunta (la numero 6), il Comune invece non ha ancora assolutamente votato nulla perchè nulla gli è arrivato e nell'incontro con la giunta è stato detto che stanno valutando, ma non c'è ancora nessune decisione.
Inutile dire quindi che mi chiedo come Grimod, senza nemmeno avere un'idea del progetto, possa fare certe dichiarazioni...
Sappiamo inoltre bene che i progetti di interesse regionale spesse volte vanno avanti in Regione ma poi... Cablò ne è un esempio....

Intanto sto raccogliendo il materiale per l'ospedale da presentare a Dario. Stanno uscendo delle cose molto interessanti...
Vedrò di metterlo all'odg dell'assemblea del 9 e poi fare una piccola relazione da dibattere con i presenti. A volte non tutto è come sembra...


Io non posso e non devo avercela con nessuno. Non sarei un moderatore.
Ma con Bruno proprio non posso avere dei problemi, è una persona molto pragmatica e preparata. Soprattutto un uomo educato che conosce quali siano i limiti..., oltre cui non è più permesso andare, ma anche quelli degli altri partecipanti che alcune volte non ne percepiscono la giusta misura.

giorgio - Ven Nov 28, 2008 5:47 pm
Oggetto:
erika ha scritto:
Io ho letto l'intervento di Raimondo e non si parla di nessuna apertura all'UV. Si parla di diversità, di modi diversi di fare politica, ma di collaborazione con TUTTE le forze per il bene dei valdostani in un momento come questo. Si mette bene l'accento sul fatto che siamo all'opposizione e li vogliamo stare. E' quello che fanno anche a livello nazionale.
La ricerca di leggi bipartisan almeno sui temi che toccano tutti.

Per inciso Raimondo fa bene a non rispondere alle tue provocazioni.
Ripeto che devi leggere, ascoltare e informarti prima di parlare.
L'opposione fatta a testa bassa appartiene ad altri partiti. (Ascolta nell'ultimo Consiglio le dichiarazioni di Lattanzi...)
Non al nostro.
Dai caro Vincenzo, proponi un'ennesima votazione in Assemblea per dire che siamo all'opposizione e magari anche un test della verità visto che qualsiasi cosa si dice non sembra vera....

In merito a quanto dici tu Dario invece continuo a sostenere che l'autonomia non nasce e non viene difesa dai partiti autonomisti, ecco perchè fa comodo il ni droite ni gauche. Possiamo collaborare con chiunque... L'autonomia sarà più forte quando riuscirà a confrontarsi con le altre realtà a testa alta e non vedendo solo in queste nemici...
L'applicazione del Brunettino di chez nous ne è l'esempio lampante. Condividiamo il principio, ma facciamo qualche agrement...
ET VOILA bien représenter notre "autonomie".



Riporto questo articolo in merito al discorso del Fannullone Brunetta

giorgio ha scritto:
Maxi aumenti ai Brunetta boys

Il campione anti-fannulloni regala 600 euro al mese ai dipendenti del proprio ministero e della presidenza del consiglio: a fronte di 2 ore in più a settimana. Consulenze milionarie nella nuova «Authority del merito». E intanto dà solo 70 euro agli altri statali e licenza migliaia di precari
Antonio Sciotto

Il ministro Brunetta passerà pure per «mitico» grazie alla lotta ai cosiddetti fannulloni, ma per compiacere il proprio staff e quello del presidente del consiglio Berlusconi non guarda in faccia a nessun criterio di merito: è appena stato firmato un accordo sindacale che aumenta stabilmente di ben 600 euro medi al mese lo stipendio dei 3 mila dipendenti della presidenza del consiglio (tra i quali sono inclusi anche quelli del ministero della Funzione pubblica, quello guidato dallo stesso Brunetta, che in realtà è un semplice dipartimento dell'ufficio del premier). E a fronte della generosissima erogazione - tantopiù in tempi di crisi, e di licenziamenti di centinaia di migliaia di precari - cosa chiede l'uomo simbolo della produttività? Un enorme aumento di efficienza, ben due ore di lavoro in più a settimana: arrivare a 38 ore rispetto alle precedenti 36.
I 600 euro esistevano già, ma non erano per tutti: rappresentavano la «indennità di specificità organizzativa», un'erogazione accessoria per particolari funzioni, e sono la media tra un minimo di 350 e un massimo di 900 euro. Il ministro Brunetta adesso quel salario accessorio lo ha «stabilizzato», facendolo passare dall'integrativo al contratto nazionale (speciale per la presidenza del consiglio). E lo ha generalizzato a tutti i 3 mila dipendenti, con l'unica condizione che accettino di fare 2 ore in più a settimana. Nella direttiva che con solerzia ha inviato all'Aran per perfezionare la contrattazione, spiega che c'è anche la possibilità di rimanere a 36 ore: ma francamente sarà difficile trovare qualcuno che non si «sforzi» di farne 38.

Insomma, c'è chi a fronte di otto ore in più al mese, arriverà a prendere anche 900 euro aggiuntivi (pari allo stipendio di un precario); ma anche se ricevesse soltanto il minimo di 350 euro non gli andrebbe proprio male. Il principale firmatario del contratto è la Snaprecom (sindacato autonomo della presidenza del consiglio), mentre la Cgil non è rappresentata al tavolo contrattuale, e dunque non ha partecipato a definire il profilo della nuova «casta» di filiazione brunettiana.

Indennità tornello
C'è già chi la chiama «indennità tornello». Proprio Brunetta aveva scelto di propagandare l'istallazione dei tornelli a Palazzo Chigi, facendosi fotografare mentre passava il badge con una mano e con l'altra faceva sorridente la «v» di vittoria. Mentre Berlusconi, dal canto suo, annunciava che tutti i bar vicini sarebbero falliti, dato che sarebbe stato più difficile concedersi la classica pausa caffè da «fannullone» impenitente: «Avranno pensato di introdurre l''indennità tornello' - commenta sarcastico il segretario Fp Cgil Carlo Podda - A parte gli scherzi, aumenti così possono pure andare bene, ma se andassero ugualmente a tutti i lavoratori del Paese, e non solo a 3 mila. Tutti gli altri devono accontentarsi dei 70 euro lordi - pari a poco più di 40 netti mensili - erogati dal recente Protocollo Brunetta. Mi verrebbe da dire a Cisl e Uil: rivendichiamo insieme quei 600 euro per tutti».

Due milioni al merito
Passando a un altro scandalo, nel disegno di legge Brunetta in discussione al Senato, si stanziano ben 1,2 milioni di euro per la retribuzione annua dei quattro membri dell'«Authority del merito», quella che dovrebbe stilare le «pagelline» di produttività dei vari uffici pubblici. Ben 300 mila euro di stipendio all'anno cadauno; o 25 mila euro al mese, che poi sono il lordo annuale di un normale dipendente pubblico. E non basta: Brunetta si è fatto riservare ulteriori 500 mila euro per il generico capitolo «consulenze». Altri privilegiati, per ora ignoti, con contratti a più zeri. «Il ministro, se tiene alla trasparenza come dice, pubblichi l'elenco di queste consulenze - conclude Podda - Secondo noi è assurdo centralizzare la valutazione del merito: piuttosto, si dovrebbe affidare agli utenti dei servizi».



faustocoppi - Sab Nov 29, 2008 2:18 pm
Oggetto:
il Forum Agorà ha scritto:
Spedito - 19/05/2008 : 09:32:03

Dobbiamo continuare a sostenere l'utilità se non l'indispensabilità di un nuovo soggetto in grado di interpretare le aspettative di forte rinnovamento emerse con il voto alle politiche del 2006. Esiste un popolo valdostano che in questo momento non ha domicilio politico. E' nauseato dall'arroganza e dalla insipienza del potere, ma è altrettanto disgustato dall'inconcludenza di quanti a parole si propongono quale alternativa.

Abbiamo bisogno come dell'aria di credibilità, di serietà e affidabilità; nessuna alternativa è credibile se si raffigura come un salto nel buio. Era il 9 maggio del 2007, oggi 19 maggio 2008 all'inizio dell'ultima settimana di campagna elettorale per regionali, dopo aver partecipato a quelle dei referendum e delle politiche non ho cambiato di una virgola il mio pensiero. Le persone che ho incontrato mi hanno confermato che aspettavano una alternativa praticabile, in questi ultimi giorni sento crescere intorno a noi l'entusiasmo, la passione, la partecipazione e la condivisione.

Il messaggio sta passando malgrado la censura degli organi d'informazione. Il palazzo inaugura e proclama noi parliamo al cuore e all'intelligenza dei valdostani.
Dario M. Carmassi



Sicuramente il contesto era diverso, ma si notano già, nelle parole di Dario, alcune perplessità in merito ad una effettiva praticabilità del progetto alternativo. Parole, parole, parole...come ci ricorda Dario, disgustato dall'inconcludenza generale. Ora anche a distanza di tempo. anche dopo il lungo cammino effettuato dai due movimenti autonomisti che non sono l'Union Valdotaine, si può notare come anche fra VdA Vive e Rv le cose non si siano chiarite definitivamente.

"Non è sufficiente un'Alleanza come quella disegnata nel 2006, non basta una sommatoria di varie forze, occorre un soggetto politico veramente unitario e ben organizzato"...questo è quanto si legge nel documento initolato "Un progetto per unire e per cambiare la sfida del Galletto" con cui viene proposto un nuovo percorso politico del centro sinistra in Valle d'Aosta.

Ora mi domando, invece di continuare a puntare sempre il dito accusatorio di una freddezza del Pd nei confronti di questo progetto, dove speriamo di andare se due movimenti di una certa consistenza numerica non sono d'accordo fra di loro? Leggevo di un messaggio di "chiffon rouge" sempre su Agorà così concepito:

Spedito - 04/05/2007 : 16:09:49
Da più parti si va facendo avanti l'idea che all'interno dell'area autonomista-progressista dovrebbe nascere un unico soggetto politico, che raccolga sotto un simbolo (nuovo?) parte delle forze autonomiste (RV e VdA Vive) e quelle forze progressiste che a livello nazionale stanno dando vita all'esperienza del Partito Democratico. Il dibattito è aperto.
Le posizioni, anche all'interno di VdA Vive, come è giusto che sia, sono differenti e caute.
Qualcuno crede indispensabile o auspicabile creare un unico soggetto in grado di contrapporsi allo strapotere unionista, altri puntano a strategie di alleanza.
I DS (*)appaiono ondivaghi. Come ormai accade da anni.
Puntiamo ad una forza unitaria oppure... tutti contro tutti.
Sembra che RV abbia già fatto la sua scelta.
chiffon rouge
P.s
Chiedo anche a Dario se questo dibattito all'interno delle due forze autonomiste si sia chiuso (non intendo il gruppo unico.)

(*) Notare che si parlava di DS e non di PD
fulvio100z - Dom Nov 30, 2008 6:08 pm
Oggetto:
Mi inserisco a faustocoppi per tornare velocemente al discorso del partito democratico del nord.
Chi ha seguito oggi "in mezz'ora" di annunziata in cui intervista Chiamparino? Credo che sia una delle poche persone del PD che ha capito realmente come si può tornare a vincere al nord.
Sintetizzo i passaggi salienti:
1. Partito autonomo staccato da roma;
2. Non si vince contro "i poteri forti" ci vuole un patto con loro, ma neppure si può governare con un patto "poteri forti" istituzioni escludendo la popolazione; il patto con i poteri forti deve mirare anche a recuperare e coinvolgere le classi medie;
3. Se il partito al nord è svincolato può anche allearsi con la lega; condizione necessaria perché ciò avvenga è che la lega abbandoni le tentazioni populistiche che attualmente adotta;
4. In europa gruppo del PD federato con i socialisti: così si non muoriamo socialisti ma al tempo stesso effettuiamo una netta scelta di campo.

Sottoscrivo in pieno.
erika - Lun Dic 01, 2008 10:14 am
Oggetto:
Chiamparino sa di mentire...infatti questa piena autonomia ce l'abbiamo.
Ne è dimostrazione il fatto che noi siamo andati alle regionali con la sx radicale e il Trentino con l'UDC.
Sulle alleanze Roma non mette paletti.
Certo è che con la lega si potrebbe fare un discorso solo se finisse di essere così tanto populistica, quindi per ora è difficile.
Un federalismo fasullo, denunciato prima di tutto dai sindaci veneti, una lotta all'integrazione perenne, la proposta delle classi separate ne è un esempio...

Ecco quindi che il partito al nord come lo pensa Chiamparino può essere già fatto...
dario m. carmassi - Lun Dic 01, 2008 10:52 am
Oggetto:
Grazie faustocoppi,
la tua spigolatura tra gli interventi di Paolo Louvin e miei evidenzia come a distanza di un anno e passa entrambi, con accenti diversi, pensiamo ancora che solo un forte soggetto che riunisca autonomisti e riformisti possa dare una chance di alternativa all'egemonia unionista.

Come ti ho detto di persona e come avrai constatato al congresso di Renouveau il dibattito su modalità e tempi di aggregazione è aperto anzi apertissimo.

Di certo è maturata anche in RV la consapevolezza che individualmente si può vincere qualche occasionale battaglia ma si perde sempre la guerra.

E' evidente che in RV come in VdaVive e nello stesso PD sia ostico parlare di andare oltre quando la genesi è così recente.

Per quanto riguarda il sottoscritto, Paolo e altri di VdaVive o ex, ma per quello che avevo capito anche di faustocoppi la nascita dei rispettivi movimenti o partiti era propedeutica ad un ulteriore sviluppo.

Del resto il discorso del partito del territorio è all'ordine del giorno anche nel PD nazionale.

Erika vive questo dibattito con un sentimento materno, quasi che noi volessimo compiere un infanticidio del suo PD, posso comprendere il suo atteggiamento "aggressivo" di difesa della creatura che vede minacciata.
Dobbiamo però andare oltre il sentimento per guardare con realismo il quadro politico e al tempo stesso alimentare un sogno, quello di una Valle d'Aosta diversa dall'attuale.
dario m. carmassi - Lun Dic 01, 2008 12:22 pm
Oggetto:
Da "La Stampa" del 1° dicembre 2008
Chiamparino: Via al partito autonomista
«Non chiamiamolo Pd del Nord». E’ questa l’unica concessione che Sergio Chiamparino è pronto a fare nei confronti di Roma. Per il resto il sindaco di Torino va avanti alla ricerca dell’autonomia politica del settentrione lanciando l’autoconvocazione di segretari regionali, sindaci, presidenti di provincia e regione. Lo fa in televisione rispondendo alle domande di Lucia Annunziata per «In Mezz’ora» su Rai3: «Credo sia possibile riunire prima della direzione del 19 dicembre il coordinamento del Nord». Sede prescelta: Milano perché è «lì il centro dei problemi». Il segretario lombardo, Maurizio Martina, sta verificando la possibilità di trovare un buco nelle diverse agende politiche dei soggetti interessati. In ogni caso prima del 19 ci dovrebbe essere un «documento del Nord aperto alla sottoscrizione di tutti», spiega il sindaco. Al testo sta lavorando il giovane segretario lombardo in accordo con i suoi colleghi piemontese (Gianfranco Morgando) e Veneto (Paolo Giarretta) e comunque «dovrà mettere in fila i problemi su cui dobbiamo lavorare per fare scelte in autonomia», precisa Chiamparino.
Il coordinamento del Nord viaggia sull’asse operativo Torino-Milano con il terzo lato del triangolo nella Venezia di Massimo Cacciari. Fin dove si potrebbero spingere gli auto-convocati del Pd? Chiamparino, rispondendo alle domande dell’Annunziata, spiega che «sarebbe sbagliatissimo mettere in discussione la leadership di Veltroni, decisa da milioni di italiani», ma subito dopo aggiunge: «La nostra azione punta a riportare lo spirito del Pd al Lingotto e dunque ad una forte impronta federalista/autonomista».
E quell’azione stavolta non si fermerà, spiega, di fronte ad un rifiuto romano perché «l’autonomia di un partito non si conquista attraverso regolamenti e statuti che vengono fatti necessariamente dal centro». Poi specifica: «Non è che facciamo scissioni. Non è che prendiamo le bandiere, come è successo a Livorno, e andiamo via. Lavoriamo comunque per fare delle scelte autonome anche per quanto riguarda alleanze e candidature». E il segretario piemontese Gianfranco Morgando precisa: «E’ lo Statuto che prevede una struttura federale del partito con larga autonomia. Ben venga il coordinamento ma questo non può essere pensato come incubatore per il partito del Nord».
Del resto anche Chiamparino sembra aver abolito dal suo dizionario il termine partito del Nord: «Non voglio dar vita ad un’iniziativa che sembri la copia o la caricatura della Lega perché alla fine gli elettori scelgono l’originale. Al contrario dobbiamo costruire un soggetto dotato di autonomia per contrastare la Lega sul terreno sul quale la Lega fa incetta di voti: il populismo. Se riusciamo a passare lì allora sì che un discorso di alleanze con i leghisti è possibile». E’ evidente che la condizione per un’eventuale intesa è che la «Lega Nord metta da parte il suo impianto populistico».
Gli uomini di Bossi, però, rispondono con ironia: «La questione settentrionale non si affronta facendo le interviste, ma con l’attuazione del federalismo», replica Roberto Cota, capogruppo della Lega Nord alla camera dei Deputati. Cota, comunque, non chiude la porta in faccia al sindaco. La questione alleanze, dunque resta aperta, anche se per Chiamparino il Pd deve risolvere un problema da risolvere: «Non riusciamo a far capire a sufficienza che il Pd non è solo Veltroni e D’Alema». Forse, la strada per superare questo dualismo potrebbe essere quella indicata proprio davanti a Chiamparino da Enrico Letta: «E’ ora di de-romanizzare il Pd». Il sindaco la traduce così: «Abbiamo un problema di origine: il Pd nasce a correnti preesistenti e alcune di queste aree hanno visto nel Pd più un modo per costruire un contenitore molto ampio dove riprodurre la propria area e tutelarla che non una sfida per fare un soggetto nuovo. Questo schema, quando viene calato sul territorio, diventa paralizzante».
faustocoppi - Lun Dic 01, 2008 7:06 pm
Oggetto:
dario m. carmassi ha scritto:
Grazie faustocoppi,
la tua spigolatura tra gli interventi di Paolo Louvin e miei evidenzia come a distanza di un anno e passa entrambi, con accenti diversi, pensiamo ancora che solo un forte soggetto che riunisca autonomisti e riformisti possa dare una chance di alternativa all'egemonia unionista.

Come ti ho detto di persona e come avrai constatato al congresso di Renouveau il dibattito su modalità e tempi di aggregazione è aperto anzi apertissimo.

Di certo è maturata anche in RV la consapevolezza che individualmente si può vincere qualche occasionale battaglia ma si perde sempre la guerra.

E' evidente che in RV come in VdaVive e nello stesso PD sia ostico parlare di andare oltre quando la genesi è così recente.

Per quanto riguarda il sottoscritto, Paolo e altri di VdaVive o ex, ma per quello che avevo capito anche di faustocoppi la nascita dei rispettivi movimenti o partiti era propedeutica ad un ulteriore sviluppo.

Del resto il discorso del partito del territorio è all'ordine del giorno anche nel PD nazionale.

Erika vive questo dibattito con un sentimento materno, quasi che noi volessimo compiere un infanticidio del suo PD, posso comprendere il suo atteggiamento "aggressivo" di difesa della creatura che vede minacciata.
Dobbiamo però andare oltre il sentimento per guardare con realismo il quadro politico e al tempo stesso alimentare un sogno, quello di una Valle d'Aosta diversa dall'attuale.


Vedi caro Dario la sensazione è che qui ci sia stata una tale foga d’arrivare a conclusioni già definitive che sembrano azioni persino predeterminate. Quasi un voler pervenire ad un accordo anche spurio, ma ad un accordo comunque e che per arrivarci si facesse in fretta tagliando la famosa testa del toro.
Solo che la “testa del toro” non è un semplice aforisma, ma la testa di un rappresentante qual’è quella del segretario del Pd.
Vedi Dario oggi siamo ad un mese dalla fine del 2008 e già nel maggio di quest’anno “chant-libre” su Agorà diceva questo:
«Mah, se si parla della nascita di questi due movimenti politici, molte idee vengono in mente. Mi è stata fatta un'analisi da un amico che non è schierato x nessuno. Se a Louvin veniva data la possibilità di essere sindaco di Aosta o Rettore all'università, se a Vallet veniva data la presidenza del Mouvement, se Carlo Perrin non fosse stato cosi liquidato, ci sarebbe stata questa fuoriuscita dall'Union????
E poi la distanza attuale di Rv e Vda Vive è anche dovuta dal fatto che nascono malumori x l'Esaltazione da parte dei compagni di squadra verso Louvin. Portato come leader massimo...E questo crea malumori...
Poudzo a tcheut »

Ecco capisci perchè questo non può essere il momento specifico di un’appropriata azione quale tu auspichi.
Già non c’è ancora nessuna chiarezza all’interno di questi due movimenti che dovrebbero essere due delle colonne portanti di un futuro soggetto politico,
dunque come si può pretendere di fare un passo certo o una cosa seria, non azzardata che non sia destinata a morire nell’arco o nel volgere di una tornata politica?
E’ anche sicuro per quanto riguarda te, Paolo e altri di VdaVive o ex (io aggiungeri ex Ds) ma per quello che avevo intuito anche io - e soprattutto chi mi sta vicino - la nascita dei rispettivi movimenti o partiti era propedeutica ad un ulteriore sviluppo. Non sarà oggi certamente, ma sarà! E questo come smentita a tutti quei nanetti che si aggirano per la Valle d’Aosta che credono di essere redivivi Machiavelli. La strada è ancora molto lunga e costellata di ostacoli e salite impervie – come si diceva una volta – ma per me sono diventate esperienza di vita e di conquista.
dario m. carmassi - Lun Dic 01, 2008 7:50 pm
Oggetto:
Caro faustocoppi, la lunga marcia deve pur cominciare.

Sarà un tappone di quelli mitici con la cima Coppi ad attenderci?
Non ci tiriamo indietro.

Lo sto ripetendo da giorni, prima che politica (intesa come partitica e/o elettorale ed istituzionale) è un operazione di rivoluzione culturale.

Abbattere steccati, in buona parte fasulli, creati ad arte per il "dividi et impera" è l'idea prima del tuo partito; se posso permettermi ritengo che questo sia il punto debole della genesi del PD, non aver dato seguito, l'operazione è stata prima partitica ed elettorale poi, forse, culturale. Ci si è fatto dettare i tempi dalle scadenze elettorali, il risultato non è esaltante, converrai.

Noi abbiamo ora nella nostra regione, la possibilità di far crescere una nuovo consapevolezza, di metabolizzare alcune verità scomode.
Il documento dei 32 non è il vangelo, non siamo profeti anche perchè nemo profeta ....... ed io vorrei evitare questo cinico e baro destino.

Per quanto mi riguarda non sono un tagliatore di teste, nè di tori nè di segretari di partito, certo, mi sale l'acidità quando capisco che alcune prese posizione sono dettate solo da piccoli interessi personali, di visibilità, di avere una tribuna, di non essere il trascinatore, la mente dell'operazione, il puparo; i culi di pietra evocati da Paolo Louvin nel suo blog.

In questo caso il segretario del PD ha probabilmente commesso degli errori, deluso qualche aspettativa, ma si muove su una zattera poco affidabile che disperatamnete cerca di tenere insieme, dove molti si agitano e non tutti in buona fede, qualcuno senza sapere neanche perchè si agita; ci guardi Dio dai cretini zelanti.
Sicuramente non è il colpevole di tutti i mali della sinistra valdostana, questo però non lo solleva dalle sue responsabilità, soprattutto quella di non perdere di vista l'approdo finale.

A presto.
erika - Mar Dic 02, 2008 10:04 am
Oggetto:
Non è un problema di difendere la creatura, ma di tempi e modi.
Per arrivare al PD ci sono stati 2 congressi, riunioni di sezioni...ora in tutte le riunioni di circolo è forte il desiderio di tornare alla serenità nel partito e alla propria identità. Qualcuno vuole essere l'unico difensore dell'Autonomia...ben sapendo di mentire visto che l'autonomia nasce dalla resistenza e non con l'UV. Emile Chanoux sembra l'unico ad aver parlato di federalismo, mentre Altiero Spinelli pettinava bambole....
Qualcuno nella riunione di sabato parlava di lotte intestine proprio in quella sede a cui io non ho mai partecipato, sabato invece qualcuno ci lasciava dei documenti perchè crede che il centro sinistra in Valle d'Aosta non debba sparire e che la strada del rinnovamento intrapresa sia quella giusta.
Ora per affrontare i passaggi futuri bisogna ampliare la partecipazione e questo lo si fa solo parlando dei problemi.

In merito a questa tua affermazione "ci guardi Dio dai cretini zelanti" potresti spiegarti meglio?
dario m. carmassi - Mar Dic 02, 2008 10:51 am
Oggetto:
Molto bene, se parliamo di tempi e modi, non ho fretta l'importante che si inizi, il risultato dovrà essere largamente condiviso, frutto di una piena consapevolezza.

Nessuna operazione verticistica ma un movimento dal basso, di partecipazione ad un progetto per una Valle d'Aosta diversa. consapevole e responsabile delle possibilità e delle responsabilità della propria autonomia.

Avrei anche potuto citare il poeta, "le vie dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni".
vicali - Mar Dic 02, 2008 3:47 pm
Oggetto:
dario m. carmassi ha scritto:
Molto bene, se parliamo di tempi e modi, non ho fretta l'importante che si inizi, il risultato dovrà essere largamente condiviso, frutto di una piena consapevolezza.

Nessuna operazione verticistica ma un movimento dal basso, di partecipazione ad un progetto per una Valle d'Aosta diversa. consapevole e responsabile delle possibilità e delle responsabilità della propria autonomia.

Avrei anche potuto citare il poeta, "le vie dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni".


Caro Dario,
ti devo avvertire che qui ti stanno facendo perdere tempo. Ieri sera ho avuto conferma che il Pd, non perché costretto da qualcuno, ma per scelta deliberata del segretario Donzel, non è più schierato dalla parte di chi persegue un'alternativa democratica ("per una Valle d'Aosta diversa"). Non esclude infatti un'alleanza con l'Uv alle prossime comunali di Aosta (il dubbio è solo se l'Uv lo vorrà o no), come è stato ribadito da Donzel, in piena assonanza con le posizioni di Luca e Alder Tonino, Giuliana Ferrero e Enrico Bich (che nel partito sono in minoranza). Certo, visti i giornali di questi giorni, bisognerà lottare con Leonardo La Torre (che ha aperto le ostilità) per qualche posticino in più o in meno...
Questo è il motivo per cui il segretario e il suo entourage vedono come fumo negli occhi qualsiasi ipotesi di avanzamento nella direzione che indichi tu. Farsi coinvolgere in un processo del genere, anche solo come intenzione, rovinerebbe i piani. E' importante che si inizi, dici tu, ma il Pd di Donzel di certo non inizierà. Ieri il segretario in assemblea si è persino rifiutato di mettere ai voti una mia mozione in tal senso. Avrebbe dovuto esprimersi con un sì o un no, e non sia mai che ci possa essere chiarezza. D'altronde, al di là dei contorcimenti di questo forum, ti basti seguire le dichiarazioni ai giornali e i discorsi di Donzel ai vari congressi e tutto ti sarà chiaro.
Io con questo intervento chiudo la mia partecipazione alla discussione, l'ho tirata fin troppo per le lunghe. Non ho voluto coinvolgerti in diatribe interne, ma solo avvertirti che un interlocutore cui ti rivolgi con fiducia in realtà non c'è. Ti auguro comunque buona fortuna.
faustocoppi - Mar Dic 02, 2008 6:11 pm
Oggetto:
vicali ha scritto:
dario m. carmassi ha scritto:
Molto bene, se parliamo di tempi e modi, non ho fretta l'importante che si inizi, il risultato dovrà essere largamente condiviso, frutto di una piena consapevolezza.

Nessuna operazione verticistica ma un movimento dal basso, di partecipazione ad un progetto per una Valle d'Aosta diversa. consapevole e responsabile delle possibilità e delle responsabilità della propria autonomia.

Avrei anche potuto citare il poeta, "le vie dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni".


Caro Dario,
ti devo avvertire che qui ti stanno facendo perdere tempo. Ieri sera ho avuto conferma che il Pd, non perché costretto da qualcuno, ma per scelta deliberata del segretario Donzel, non è più schierato dalla parte di chi persegue un'alternativa democratica ("per una Valle d'Aosta diversa"). Non esclude infatti un'alleanza con l'Uv alle prossime comunali di Aosta (il dubbio è solo se l'Uv lo vorrà o no), come è stato ribadito da Donzel, in piena assonanza con le posizioni di Luca e Alder Tonino, Giuliana Ferrero e Enrico Bich (che nel partito sono in minoranza). Certo, visti i giornali di questi giorni, bisognerà lottare con Leonardo La Torre (che ha aperto le ostilità) per qualche posticino in più o in meno...
Questo è il motivo per cui il segretario e il suo entourage vedono come fumo negli occhi qualsiasi ipotesi di avanzamento nella direzione che indichi tu. Farsi coinvolgere in un processo del genere, anche solo come intenzione, rovinerebbe i piani. E' importante che si inizi, dici tu, ma il Pd di Donzel di certo non inizierà. Ieri il segretario in assemblea si è persino rifiutato di mettere ai voti una mia mozione in tal senso. Avrebbe dovuto esprimersi con un sì o un no, e non sia mai che ci possa essere chiarezza. D'altronde, al di là dei contorcimenti di questo forum, ti basti seguire le dichiarazioni ai giornali e i discorsi di Donzel ai vari congressi e tutto ti sarà chiaro.
Io con questo intervento chiudo la mia partecipazione alla discussione, l'ho tirata fin troppo per le lunghe. Non ho voluto coinvolgerti in diatribe interne, ma solo avvertirti che un interlocutore cui ti rivolgi con fiducia in realtà non c'è. Ti auguro comunque buona fortuna.


Ira, pessimo vizio, acceca mente
Guittone d'Arezzo
XIII secolo

Ira, pessimo vizio, acceca mente,
incende e turba om dentr'e di fore,
morde e piaga el su' cor primeramente,
ed en altro poi stende el suo furore.
Onne vizio in essa è piò possente;
quale piò val, non val en ella fiore,
perché nel tempo suo è piò saccente
chi più tacente e meno operadore.
Ché, chi la segue, Dio e sé li tolle,
vicin tutti e amici, e 'l fa noioso,
e d'onni bona parte el desaccolle,
ché carcare non può om legno spinoso;
e 'l piò saccente è con ella folle,
e qual è maggio, maggio el fa ontoso.



PS. Meditate gente...meditate. Scritto nel XIII secolo!
emilio - Mar Dic 02, 2008 10:40 pm
Oggetto: PARADOSSI DELLA POLITICA ...
PARADOSSI DELLA POLITICA ...

vi avverto, non sarò conciliante ...
tanto i toni tenuti in altre sedi
non lo sono altrettanto quindi ...
tanto vale andarci giù duro ...

Vincenzo Calì, che nel 2005 alle Elezioni Comunali di Aosta
con la sua lista sosteneva la candidatura di Guido Grimod (UV)
pur essendo già nata Vallée d'Aoste Vive ...
ieri sera in sede di Assemblea diceva peste e corna
di una maggioranza in cui AVREBBE potuto trovarsi anche lui ... Rolling Eyes

Enrico Bich eletto nelle liste di Alé Vallée - Socialisti - UDEUR
che appoggiavano la candidatura di Roberto Louvin (VdAVive)
a difendere a spada tratta l'attuale maggioranza consiliare del capoluogo ... Embarassed

potete verificare qui:
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vabbè che sono passati 3 anni e di cose ne sono successe ...
questi sono i paradossi della politica, i contorcimenti veri ...
a proposito di scelte di campo ... Shocked

una sola cosa:

il PASSATO è lì scritto, è CERTO, pesa come un macigno e bisogna farci i conti.

il FUTURO è incerto, è ancora tutto da scrivere;
mi infastidiscono quelli che vedono complotti ovunque, usano un linguaggio aggressivo e credono di avere la Verità in mano.

NON SI ACCETTANO LEZIONI DI COERENZA E DI TRASPARENZA DA NESSUNO. Mr. Green
erika - Mer Dic 03, 2008 12:16 pm
Oggetto:
Ieri in assemblea eravamo in 8. Ora voglio ricordarti cosa dice il nostro statuto.
Statuto del Partito Democratico

CAPO I
Principi e soggetti della democrazia interna
Articolo 1.
(Principi della democrazia interna)
1. Il Partito Democratico è un partito federale costituito da elettori ed iscritti, fondato sul
principio delle pari opportunità, secondo lo spirito degli articoli 2, 49 e 51 della Costituzione.
2. Il Partito Democratico affida alla partecipazione di tutte le sue elettrici e di tutti i suoi elettori le decisioni fondamentali che riguardano l’indirizzo politico, l’elezione delle più importanti cariche interne, la scelta delle candidature per le principali cariche istituzionali.

Non sarà quindi l'assemblea e nemmeno il Segretario a scegliere quello che faremo nel 2010! Ecco la differenza fra il Partito Democratico e gli altri partiti. I congressi di questi gironi ne sono stata la dimostrazione. Già prima si sapevano le persone, ma non si conoscevano le loro posizioni...
Nel PD non è così: c'è Chiamparino che vuole aprire alla Lega, Letta all'UDC...ma tutto questo avverrà solo con la partecipazione degli elettori...
giorgio - Mer Dic 03, 2008 9:10 pm
Oggetto:
Le condizioni di vita dei cittadini valdostani sono preoccupanti: centinaia di lavoratori, forse anche più, stanno per perdere il posto, intere fabbriche si apprestano ad interrompere le attività produttive mentre crescono le istanze di cassa integrazione, il precariato si diffonde come tipologia di rapporto di lavoro, ma al tempo stesso riduce il numero dei suoi occupati perché subisce anch'esso i contraccolpi della recessione. Le famiglie, come ormai tutti riconoscono, stentano a chiudere il mese in pareggio.

Ma seppure nella crisi regionale, economica e sociale di questi giorni c’è la sensazione che non ci sia consapevolezza di questo stato di cose o, peggio, ci sia irresponsabilità in chi continua ad attaccare a testa bassa il Pd nelle sue strutture e nei suoi vertici. Queste persone che si stanno identificando come guastatori, sono impegnati su propri versanti: minacciando sfracelli, subordinando il funzionamento del partito al superamento delle loro conflittualità. E poiché queste non si attenuano, si corre il rischio di paralizzare il Pd, come già accadeva ai tempi della Gv-Ds, facendolo procedere con estrema lentezza. In questo modo la politica continua ad essere qualcosa che sta al di fuori dei bisogni dei cittadini. É come se l'una e gli altri vivessero su livelli diversi, tra loro disgiunti o poco comunicanti.

Ma questo contrasto è il contrario della democrazia, perciò è destinato inevitabilmente ad alimentare fenomeni pericolosi di cui cogliamo anche in Valle d’Aosta le avvisaglie attraverso manifestazioni di egoismi, di intolleranza. Basta leggere alcuni blog anche a noi vicini per rendersene conto. E in questa situazione di crisi, qualcuno riesce ad ipotizzare la formazione di un soggetto unico della sinistra come strumento necessario per un cambiamento. Ha senso questa indicazione? Ne avrebbe se coloro che la propongono partissero dai bisogni indicati, se individuassero e proponessero percorsi credibili per affrontare la disoccupazione, il precariato, la formazione professionale e culturale delle giovani generazioni. Se dando credito a questo progetto, quei movimenti e quei partiti, spariti dal contesto valdostano, ci assicurassero e si auto certificassero di essere veramente uniti in un unico popolo. Ma così non è!

Purtroppo stenta a delinearsi questa tendenza alla credibilità e a farsi strada un gruppo dirigente nuovo che abbia queste caratteristiche. Alcuni esempi? Dove è finito l’Arcobaleno? Perché al congresso di Renouveau Valdotaine erano assenti personaggi come Dondeynaz e Paolo Louvin? Emergono invece personaggi o piccoli gruppi già messi ai margini dalle elezioni precedenti. Le loro proposte sulla formazione di un nuovo soggetto non presentano novità rispetto ai proclami dei partiti di provenienza, contengono piuttosto risentimenti nei confronti delle formazioni dalle quali sono stati emarginati. Qualcuno non esclude neppure il passaggio da un fronte politico all'altro.

La ricetta che si legge? Un pò di sano “federalismo” che non guasta mai, possibilmente accompagnato da una difesa forte dell'identità, meglio ancora se sorretto dall’autonomismo a prescindere, darebbe secondo alcuni, un'immagine più credibile alle proposte di rinnovamento! Purtroppo anche le idee di chi a sinistra non si riconosce nella politica dell'attuale Pd appaiono deboli e a corto raggio. Una sinistra che voglia fare davvero una politica alternativa, come suggerisce Raimondo Donzel, non può farsi condizionare dalla presenza di uomini che la praticano da diverse e svariate legislature...senza risultati.

Una ripresa della sinistra passa anche attraverso una riconsiderazione di queste anomalie valdostane. E perché rinasca un rapporto dialettico tra i partiti dell’opposizione questa esigenza comporta una correzione radicale della politica personalistica e leaderistica sin qui sostenuta.

dario m. carmassi - Gio Dic 04, 2008 10:55 am
Oggetto:
erika ha scritto:
Ieri in assemblea eravamo in 8. Ora voglio ricordarti cosa dice il nostro statuto.
Statuto del Partito Democratico

CAPO I
Principi e soggetti della democrazia interna
Articolo 1.
(Principi della democrazia interna)
1. Il Partito Democratico è un partito federale costituito da elettori ed iscritti, fondato sul
principio delle pari opportunità, secondo lo spirito degli articoli 2, 49 e 51 della Costituzione.
2. Il Partito Democratico affida alla partecipazione di tutte le sue elettrici e di tutti i suoi elettori le decisioni fondamentali che riguardano l’indirizzo politico, l’elezione delle più importanti cariche interne, la scelta delle candidature per le principali cariche istituzionali.

Non sarà quindi l'assemblea e nemmeno il Segretario a scegliere quello che faremo nel 2010! Ecco la differenza fra il Partito Democratico e gli altri partiti. I congressi di questi gironi ne sono stata la dimostrazione. Già prima si sapevano le persone, ma non si conoscevano le loro posizioni...
Nel PD non è così: c'è Chiamparino che vuole aprire alla Lega, Letta all'UDC...ma tutto questo avverrà solo con la partecipazione degli elettori...


I fatti purtroppo smentiscono Erika.
La cosa peggiore è guardare la realtà attraverso le lenti deformanti della partigianeria. purtroppo non tutto il buono sta da una parte.

I partiti e movimenti sono mezzi per raggiungere degli obbiettivi, non mitiziamoli, sono pur sempre la sommatoria di persone con tutti i limiti e le contraddizioni che ognuno di noi si porta dietro.

Riporto da Repubblica:
Lazio
Divisioni sia a livello regionale sia nella Capitale: Roberto Morassut (foto), veltroniano, la scorsa settimana è stato eletto segretario regionale senza ricorrere alle primarie. Tensioni anche per l’elezione del nuovo segretario pd romano: il rutelliano Giachetti è uscito dal Pd di Roma.
giorgio - Gio Dic 04, 2008 11:39 am
Oggetto:
dario m. carmassi ha scritto:
erika ha scritto:
Ieri in assemblea eravamo in 8. Ora voglio ricordarti cosa dice il nostro statuto.
Statuto del Partito Democratico

CAPO I
Principi e soggetti della democrazia interna
Articolo 1.
(Principi della democrazia interna)
1. Il Partito Democratico è un partito federale costituito da elettori ed iscritti, fondato sul
principio delle pari opportunità, secondo lo spirito degli articoli 2, 49 e 51 della Costituzione.
2. Il Partito Democratico affida alla partecipazione di tutte le sue elettrici e di tutti i suoi elettori le decisioni fondamentali che riguardano l’indirizzo politico, l’elezione delle più importanti cariche interne, la scelta delle candidature per le principali cariche istituzionali.

Non sarà quindi l'assemblea e nemmeno il Segretario a scegliere quello che faremo nel 2010! Ecco la differenza fra il Partito Democratico e gli altri partiti. I congressi di questi gironi ne sono stata la dimostrazione. Già prima si sapevano le persone, ma non si conoscevano le loro posizioni...
Nel PD non è così: c'è Chiamparino che vuole aprire alla Lega, Letta all'UDC...ma tutto questo avverrà solo con la partecipazione degli elettori...


I fatti purtroppo smentiscono Erika.
La cosa peggiore è guardare la realtà attraverso le lenti deformanti della partigianeria. purtroppo non tutto il buono sta da una parte.

I partiti e movimenti sono mezzi per raggiungere degli obbiettivi, non mitiziamoli, sono pur sempre la sommatoria di persone con tutti i limiti e le contraddizioni che ognuno di noi si porta dietro.

Riporto da Repubblica:
Lazio
Divisioni sia a livello regionale sia nella Capitale: Roberto Morassut (foto), veltroniano, la scorsa settimana è stato eletto segretario regionale senza ricorrere alle primarie. Tensioni anche per l’elezione del nuovo segretario pd romano: il rutelliano Giachetti è uscito dal Pd di Roma.


Anche io potrei dire allora caro Dario, che il fatto che hai riportato può essere l'eccezione che conferma la regola. Perchè sempre in contrasto con la sorridente erika? Forse perchè in questo momento è una delle persone che più credono in quello che fanno? Questo lodevole comportamento, questa volontarietà di darsi anima e corpo - personalmente salute - prendendo, lei, ferie per essere a disposizione "anche" in in segreteria - Carla è ammalata - non vuol dire necessariamente essere partigiani o voler mitizzare nulla. Vuol dire sacrificio, privazione di tempo da dedicare alla famiglia, e che dietro a questi comportamenti ci sono ancora e soprattutto, quei famosi valori di cui tutti se ne riempiono la bocca per poterne parlare e basta.

Chi vuole fare politica, la fa, perchè ci crede... a prescindere dai posti o dalle munifiche remunerazioni (...poi accusiamo la "casta") che gli "smaliziati" hanno, e che cercano di mantenere come un privilegio. Erika è una persona che come me e molti altri credono a queste cose. Siamo solo volontari e al servizio della gente che ci vuol seguire. Il resto è fuffa. Ne avessimo di gente così caro Dario, avremmo risolto parecchi problemi e non staremo qui a discutere su certe piccole meschinerie.

dario m. carmassi - Gio Dic 04, 2008 12:07 pm
Oggetto:
Non sono in contrasto con Erika anzi, trovo lodevole il suo impegno, ma il suo atteggiamento è troppo unilaterale, come il tuo d'altronde, ogni scarafone è bello a mamma sua ma negare l'evidenza mi ricorda, questo sì, i tragici momenti della storia comunista.
Anche allora centinaia di militanti si impegnavano, mettevano a rischio il loro posto di lavoro, la loro stessa vita per una causa, peccato che fosse quella sbagliata come ha dimostrato la storia.

Se siamo ancora fermi a questo effettivamente ogni prospettiva di soggetto autonomista,riformista-progressista, ambientalista è fuori luogo.

Per quanto riguarda la casta, se riferito al sottoscritto, forse mi confondi con qualche compagno del PD, non sò.
faustocoppi - Gio Dic 04, 2008 2:30 pm
Oggetto:
dario m. carmassi ha scritto:
Non sono in contrasto con Erika anzi, trovo lodevole il suo impegno, ma il suo atteggiamento è troppo unilaterale, come il tuo d'altronde, ogni scarafone è bello a mamma sua ma negare l'evidenza mi ricorda, questo sì, i tragici momenti della storia comunista.
Anche allora centinaia di militanti si impegnavano, mettevano a rischio il loro posto di lavoro, la loro stessa vita per una causa, peccato che fosse quella sbagliata come ha dimostrato la storia.

Se siamo ancora fermi a questo effettivamente ogni prospettiva di soggetto autonomista,riformista-progressista, ambientalista è fuori luogo.

Per quanto riguarda la casta, se riferito al sottoscritto, forse mi confondi con qualche compagno del PD, non sò.


Caro Dario, non so se tu abbia voglia e pazienza di continuare con questo tipo di dialogo con il sottoscritto.
Ho come la vaga impressione che tu sia prevenuto e che in effetti rimani con noi a parlare, ma con i freni sempre tirati...come avrebbe detto il vero Fausto Coppi.
Non capisco questa improvvisa levata di scudi, anzi no forse riesco anche a comprenderla se vado in giro a leggere e a spigolare notizie su altri blog.
Dispiace che persone munite e provviste di testa autonomamente sua, possano assumere atteggiamenti diversi da un momento all'altro.
Pensare che un uomo si possa abbattere o possa avere scalfito un certo tipo di atteggiamento, solo perchè legge o pensa di avere capito la sua porzione di verità, beh credo che questo non sia onesto anche nei miei confronti.
Non sono un filosofo, ma ho imparato che la suscettibilità a volte è sintomo di altri sentimenti, di altre sensazioni che stanno emergendo anche se repressi per poter continuare un colloquio credo serio.
Penso che Giorgio abbia fatto un riferimento alla casta solo per poter inquadrare meglio il comportamento di una persona o di altre che nulla hanno a che fare con questa.
Ogni riferimento, ogni eventuale collegamento con persone e cose è del tutto casuale e come nel tuo caso, nessuno si sarebbe permesso di tirarti in ballo.
Questo mi preoccupa perchè in effetti la tua risposta, ripeto denota un atteggiamento poco colloquiale e molto difensivo...
erika - Gio Dic 04, 2008 9:10 pm
Oggetto:
Caro Dario,
non voglio monumenti da nessuno, ma in tutte le cose che credo dedico del tempo e non solo...
In merito poi al fatto che ci siano partiti migliori, sarà...
Io che però mi riconoscono in alcuni valori come la solidarietà, l'uguaglianza e la pace, non posso che ritrovarmi in questo partito.
Ti invito inoltre a fare una riflessione su quanto riportato nel posto di Fulvio. Ecco una buona ragione per riconoscermi in un partito nazionalista, tanto ideologico e tanto distante.... Wink
dario m. carmassi - Gio Dic 04, 2008 10:27 pm
Oggetto:
Scusate, l’avevo premesso dal mio primo contributo, sono inadeguato!

Non vi capisco veramente più.

Mi accusate di avere i freni tirati quando io intervengo con nome e cognome bene in vista, rispettando il pensiero altrui, ribadendo posizioni espresse in discorsi, articoli, lettere; e vi avventurate in una lettura psicologica (di certo non filosofica) delle mie affermazione, anche questo un brutto retaggio da dimenticare!

Cerco di mantenere un livello assolutamente civile ed aperto rispondendo sul merito delle problematiche e non divagando sui massimi sistemi o scendendo nella polemica personale, comportamenti che purtroppo vedo imperanti.

Uno parla di mele e l’altro risponde si, il latte, boh!

Evidentemente tra quanto vedo al mio monitor mentre scrivo e quanto leggete voi ci deve essere una discrepanza, un conflitto di sistemi operativi, di codici ASCII…..

Ho forse mai detto che ci sono partiti migliori …..?

Se il post di Fulvio è il seguente:
Mi inserisco a faustocoppi per tornare velocemente al discorso del partito democratico del nord.
Chi ha seguito oggi "in mezz'ora" di annunziata in cui intervista Chiamparino? Credo che sia una delle poche persone del PD che ha capito realmente come si può tornare a vincere al nord.
Sintetizzo i passaggi salienti:
1. Partito autonomo staccato da roma;
2. Non si vince contro "i poteri forti" ci vuole un patto con loro, ma neppure si può governare con un patto "poteri forti" istituzioni escludendo la popolazione; il patto con i poteri forti deve mirare anche a recuperare e coinvolgere le classi medie;
3. Se il partito al nord è svincolato può anche allearsi con la lega; condizione necessaria perché ciò avvenga è che la lega abbandoni le tentazioni populistiche che attualmente adotta;
4. In europa gruppo del PD federato con i socialisti: così si non muoriamo socialisti ma al tempo stesso effettuiamo una netta scelta di campo.

Sottoscrivo in pieno
.”

Non mi sembra che Erika l’avesse particolarmente apprezzato:
Chiamparino sa di mentire...infatti questa piena autonomia ce l'abbiamo.”

Che c'azzecca il partito nazionalista ecc. ecc.

Il Chiamparino pensiero mi sembra denotare un realismo che vedo latitare in molti ambienti del PD, personalmente non condivido l'idea della partito del nord come una Lega di sinistra ma l'interpretazione che ne hanno data i segretarti regionali del nord, se ho ancora capacità di discernimento, mi sembra estremamente vicina alla mia, partiti a base regionale coordinati tra loro.
Ritengo inoltre che per un minimo di coerenza nella nostra regione autonoma questo soggetto politico dovrebbe avere un rapporto di maggior autonomia, in altri tempi parlavo di reciproca rappresentanza: tanto per intenderci tipo rapporto tra partito socialista europeo e partiti socialisti nazionali, vi ricito l'esempio del PSC catalano come una possibile soluzione di questo tipo. Quindi parlo sempre di partiti di sinistra, progressisti o democratici, come preferite, e non di partiti etnici o micronazionalisti.

Delle due l’una o è un invito a non rompere più con la mia “schizzofrenia” razionalista e con la logica consequenziale o avete perso l’orientamento e vi state avvitando in una spirale senza uscita.

Fatemi sapere al più presto o sarò vittima di crisi esistenziali e non riuscirò a prendere sonno.
Crying or Very sad
erika - Ven Dic 05, 2008 4:22 pm
Oggetto:
Ops scusami dario, hai ragione..
Stavo parlando dell'editoriale sul federalismo.
Pardon..
Ecco il limite di internet, o forse mio...

Non credo di aver mai usato un tono incivile nei tuoi confronti, anzi abbiamo anche parlato con assoluta tranquilità tutte le volte che ci siamo incontrati.
Comunque se così fosse EXCUSE MOI!!!!! Bises...
dario m. carmassi - Ven Dic 05, 2008 5:47 pm
Oggetto:
Pas de quoi, ma chérie.

Ça peut bien arriver de se tromper d’interlocuteur et pourtant je croyais d’être dans tes reves ou faudrait mieux dire dans tes cauchemars?
erika - Sab Dic 06, 2008 11:34 am
Oggetto:
hélas, moi je rêve seulement et toujours mon Sécretaire... Wink !
Autrement comme je pourrais penser et parler avec ses mots et ses pensées?

Scusa Giorgio..
so che non è corretto parlare e scrivere in francese quando ci sono altre persone che possono non capire, ma ormai è prassi no?
Comunque Dario pensava potesse essere sempre nei miei sogni o forse incubi e allora gli ho fatto notare che io posso solo pensare sempre al mio Segretario altrimenti come potrei sapere in anticipo cosa dirà per poterlo scrivere su questo blog?
Buona domenica a tutti,
A casa nostra ahimé non sarà così visto che è mancato il nostro amatissimo Gunther, un pastore belga di immensa bellezza e tenerezza, ma ormai con 15 anni sulle spalle...
A presto.
giorgio - Lun Dic 08, 2008 2:57 pm
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
11:30 AAP: COMITATO DEI 32 RILANCIA PROGETTO PARTITO DEL GALLETTO
- AOSTA, 6 DIC -
Con una lettera aperta a tutte le forze politiche dell'Alleanza Autonomista Progressista (Apa) il 'Comitato dei 32' rilancia il progetto per la costituzione del partito del Galletto. L'iniziativa giunge al termine degli incontri avvenuti nel corso del mese di novembre con il deputato Roberto Nicco, l'ex senatore Carlo Perrin e tutte le forze della Aap.

Preso atto della disponibilità dimostrata dalle forze politiche coinvolte, il comitato dei 32 ribadisce nella lettera aperta che "non ha intenzione ad aggiungersi all'elenco dei partiti presenti in Valle d'Aosta, ma la nostra azione rimarrà circoscritta ad una sollecitazione del dibattito e del confronto in una prospettiva di democrazia partecipata".

La lettera sottolinea che "la proposta del soggetto unico ha suscitato reazioni contrastanti: perplessità e contrarietà ma anche adesioni e sostegno, sia tra i partiti e movimenti che tra i cittadini. Molte obiezioni si riferiscono ai tempi dell'iniziativa, ma siamo convinti che, come per ogni grande progetto, se non si parte non si arriverà mai".

Il Comitato ribadisce poi che l'obiettivo è "é il soggetto politico unico, ma pensiamo che il rilancio dell'Alleanza Autonomista Progressista possa rappresentare un'evoluzione positiva". Il Comitato si dice infine certo che "un ampio dibattito, che coinvolga direttamente anche i cittadini non militanti nelle attuali forze politiche, evidenzierà come sia già una realtà la convergenza sulle principali questioni valdostane e sulle grandi scelte per il nostro futuro". Per questo "opererà per agevolare il confronto con l'obiettivo di chiamare ad apportare il loro contributo tutti i valdostani che si sono riconosciuti nella speranza di cambiamento". (ANSA)



E’ da tempo che il link “ANSA Valle d’Aosta” è annoverato e memorizzato tra i miei Preferiti. Nell’intervallo che passa tra il click del mouse ed il collegamento allo stesso, in effetti, penso con eccitazione al momento in cui sarò collegato al sito. Il piccolo spazio di tempo che intercorre nell'operazione è vissuto dal sottoscritto con brividi di curiosità, con sfizioso ed euforico interesse. Perché?! Sono sicuro di leggere cose che noi umani non potremmo mai immaginare. E oggi infatti cosa rivedo (?), un documento di AAP che rilancia il Progetto del Comitato dei 32 .

Ecco che allora ripenso a tutte le considerazioni fatte, tutte le parole – fiumi di parole – che sono passate sotto i ponti di alcuni blog valdostani nel merito di tale soggetto politico. Ma per ora voglio discostarmi da questo e scendere un po’ più nei particolari. Come ad esempio disquisire su come questo Comitato segua il canovaccio di una politica, speculare alla vecchia e svilita pratica sin qui tenuta dalla “Casta”. Una categoria, questa, mai contaminata da altre attenzioni, come si potrà notare dagli ultimi avvenimenti e in Valle d’Aosta ha costituito una gerarchia rigida e un gruppo sociale chiuso.

Ad un comune mortale, verrebbe da pensare infatti come questa eterna compagine, già protagonista di molteplici stagioni politiche – naturalmente con le dovute eccezioni - si muova, non avendo mai prima predisposto con i propri simpatizzanti, con la base o come si dice con l’insieme degli iscritti, quanto voglia annunciare. Ecco perché, e lo ripeto, trovo eccitante andare sull’ANSA e perché no sui media locali e leggere cose che noi umani non potremmo mai immaginare.

Un comitato questo dei 32 che ormai sta rivelando apertamente molte contraddizioni al suo nascere. In testa a tutte, la sua paternità. E’ passata da una fantomatica autonoma iniziativa di alcuni “volenterosi” ad un’altra di radici autonomiste progressiste, ad un’altra ancora dove si tirava in ballo l’Arcobaleno, messo poi da parte dal comunicato Ansa del rappresentante dei Verdi che parlava in prima persona. Oggi si riparla di “freschi” incontri novembrini avvenuti con il deputato Roberto Nicco e l'ex senatore Carlo Perrin con frasi alquanto sibilline e aleatorie tipo: « ma siamo convinti che, come per ogni grande progetto, se non si parte non si arriverà mai » ".

Ora ci si domanda, cosa ne penseranno i vari gruppi di riferimento di tutti quei partiti e movimenti che per ora vengono tirati in ballo non molto correttamente? Ci saranno state assemblee, mozioni, interpellanze, chiarimenti, spiegazioni, interpretazioni che non abbiano lasciato equivoci o malintesi all’interno dei vari singoli movimenti o partiti? Qui le obiezioni non si riferiscono solo ai tempi dell'iniziativa, ma penso a ben più alte motivazioni. Magari anche democratiche.



Question Shocked Question
dario m. carmassi - Mar Dic 09, 2008 7:29 pm
Oggetto:
17:43 PD: NORD; DONZEL, RIMANE APERTA QUESTIONE AUTONOMIE SPECIALI
(V. 'PD: NASCE COORDINAMENTO REGIONI...' DELLE 15.05 CIRCA)

(ANSA) - AOSTA, 9 DIC - "Nell'ambito della questione settentrionale rimane aperta quella relativa alle autonomie speciali". Raimondo Donzel, segretario del Pd Valle d'Aosta commenta così la nascita del Coordinamento delle Regioni. Donzel ricorda poi che con il vice sindaco di Aosta, Marino Guglielminotti Gaiet, ha sottoscritto il documento "che ha portato all'importante iniziativa di oggi".

Donzel ha poi ribadito: "nessuno vuole un altro partito ma la questione del nord deve trovare soluzione perché il problema é da oltre vent'anni sul tappeto; è dunque positivo che nel Pd si discuta concretamente della questione settentrionale, ma è bene ricordare che si deve tenere conto della presenza delle Regioni e delle Province autonome". (ANSA).


"Calma e gesso" era una delle locuzioni preferite di Palmiro Togliatti.

Un passo alla volta e arriveremo a dibattere del soggetto politico Autonomista, Riformista-progressista, Ambientalista con pacatezza e buon senso.
giorgio - Mar Dic 09, 2008 7:43 pm
Oggetto:
dario m. carmassi ha scritto:
17:43 PD: NORD; DONZEL, RIMANE APERTA QUESTIONE AUTONOMIE SPECIALI
(V. 'PD: NASCE COORDINAMENTO REGIONI...' DELLE 15.05 CIRCA)

(ANSA) - AOSTA, 9 DIC -
"Nell'ambito della questione settentrionale rimane aperta quella relativa alle autonomie speciali". Raimondo Donzel, segretario del Pd Valle d'Aosta commenta così la nascita del Coordinamento delle Regioni. Donzel ricorda poi che con il vice sindaco di Aosta, Marino Guglielminotti Gaiet, ha sottoscritto il documento "che ha portato all'importante iniziativa di oggi".

Donzel ha poi ribadito: "nessuno vuole un altro partito ma la questione del nord deve trovare soluzione perché il problema é da oltre vent'anni sul tappeto; è dunque positivo che nel Pd si discuta concretamente della questione settentrionale, ma è bene ricordare che si deve tenere conto della presenza delle Regioni e delle Province autonome". (ANSA).


"Calma e gesso" era una delle locuzioni preferite di Palmiro Togliatti.

Un passo alla volta e arriveremo a dibattere del soggetto politico Autonomista, Riformista-progressista, Ambientalista con pacatezza e buon senso.


Se con calma e senza essere accecati da un furore profondo, ci si soffermasse a ragionare pacatamente,
come a dire il vero stiamo scrivendo da giorni, si potrebbe notare, dietro a tutti questi polveroni che si
sono sollevati questi giorni, quanto la vera politica si stia muovendo con attenzione e serietà.
La politica è costruzione...non distruzione.

giorgio - Mer Dic 10, 2008 10:12 am
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
15:35 PD: ESORDIO COORDINAMENTO NORD IL 9/1 A MILANO SU CRISI
- BOLOGNA, 9 DIC -
Il primo appuntamento ufficiale del coordinamento del Nord del Pd sarà un incontro con gli amministratori locali il 9 gennaio a Milano sulla crisi. L'obiettivo è "discutere e affrontare un'iniziativa forte sui temi della crisi economica", ha spiegato il segretario regionale Emilia-Romagna Salvatore Caronna, spiegando che il programma prevederà in mattinata un incontro con i presidenti di regione e provincia e i sindaci delle città capoluogo, mentre nel pomeriggio si riuniranno i segretari di federazione.

Secondo Caronna, che ha parlato a nome anche dei colleghi delle altre regioni del Nord riuniti a Bologna, "il tema vero é rappresentare bisogni e interessi di questi territori di fronte alla crisi". Per questo, ha continuato, "non possiamo permetterci di filosofeggiare sulle alchimie e non fare un'operazione legata alla concretezza di temi che stanno esplodendo", perché "se si ferma questa parte del paese, c'é un danno per tutto il paese".

Dunque, "serve un'iniziativa forte del Pd in queta area che é una delle più avanzate e evolute, visto che le misure assunte dal Governo sono estremamente insufficienti". (ANSA).

-----------------------------------------------------------------------------------
15:35 PD: COORDINAMENTO REGIONI NORD ESCLUDE ALLEANZE CON LEGA
- BOLOGNA, 9 DIC -
Una chiusura a possibili alleanze con la Lega Nord è arrivata dal coordinamento delle regioni del Nord del Pd, riunitosi per la prima volta a Bologna. "E' evidente che c'é un'impostazione alternativa da parte del Pd nei confronti della Lega Nord, sono due opzioni politiche e programmatiche totalmente diverse", ha chiarito il segretario regionale Emilia-Romagna Salvatore Caronna, parlando a nome anche dei colleghi di Piemonte, Veneto, Liguria, Trentino Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia presenti all'incontro.

Secondo Caronna, inoltre, il lavoro del coordinamento "intende reagire anche ad una situazione di mancanza di azione concreta da parte del Governo, in modo particolare della Lega che rischia di diventare sempre di più una sorta di foglia di fico su politiche che penalizzano il nostro territorio". (ANSA).

------------------------------------------------------------------------------------
15:37 PD: NASCE COORDINAMENTO REGIONI NORD, 'NON SIAMO UN PARTITO'
(ANSA) - BOLOGNA, 9 DIC -
Quello di Milano sarà "l'inizio di una campagna di iniziative di confronto con le nostre realtà sul territorio", ha aggiunto Caronna. Oltre alla crisi, nell'agenda del coordinamento ci sono temi come l'ambiente, le infrastrutture, il federalismo fiscale e la sicurezza: "Ci occupiamo di cose concrete e di dare risposte ai bisogni dei cittadini, gli organigrammi e le discussioni le lasciamo ad altri", gli ha fatto eco il segretario del Friuli-Venezia Giulia Bruno Zvech.

Ad ispirare il coordinamento "sarà un ragionamento di forte contributo nazionale al Pd", ha sottolineato Caronna, sgombrando il campo da possibili pericoli di spaccature nel partito. D'altronde, ha continuato, questa soluzione è prevista dallo statuto e "anche altre regioni, se vogliono mettersi insieme su punti specifici, lo possono fare e noi lo abbiamo fatto di fronte a questa crisi".

All'incontro, oltre a Caronna e Zvech, hanno partecipato anche i leader regionali di Lombardia Maurizio Martina, del Piemonte Gianfranco Morgando, della Liguria Marco Tullo, del Veneto Paolo Giaretta e del Trentino Alto Adige Luca Zeni, in sostituzione del segretario Christian Tommasini. (ANSA).

-----------------------------------------------------------------------------------
15:51 PD: MARTINA, SFIDA A LEGA SU AMMORTIZZATORI E INVESTIMENTI
VEDI 'PD: NASCE COORDINAMENTO REGIONI NORD...' DELLE 15.04
(ANSA) - BOLOGNA, 9 DIC -
Ammortizzatori sociali sul territorio e sblocco degli investimenti per i comuni sono il terreno su cui il neonato coordinamento delle regioni del Nord "lancia una sfida alla Lega Nord". A sottolinearlo è il segretario regionale della Lombardia Maurizio Martina, presente insieme ai colleghi settentrionali al summit di Bologna, spiegando che "un conto sono le parole, un altro sono i fatti".

Quella del coordinamento, infatti, per Martina sarà "un'occasione utile per rilanciare due fronti caldi che la maggioranza sta sottovalutando, se non trattando in maniera demenziale". Ovvero le risorse per gli ammortizzatori in deroga alle Regioni "che il ministro Sacconi vorrebbe centralizzare al Ministero" e il Patto di stabilità degli enti locali "che abbiamo chiesto venisse allentato e su cui il Governo non sta rispondendo".

"Su questi temi - ha mandato a dire al Carroccio - esigiamo risposte chiare e, se non ci saranno, risponderemo in tempi rapidi con un'iniziativa politica dura, netta e visibile nei confronti di questa forza". (ANSA).




Come si diceva una volta...Prosegue alla prossima puntata.
Alla faccia di tutti gli scettici e di tutti i profeti del pessimismo.

erika - Mer Dic 10, 2008 10:15 am
Oggetto:
Già caro Dario,
vorrei farti notare che solo domenica 14 si riuniranno i 4 circoli di Aosta per la loro festa del tesseramento e potranno quindi discutere quel documento presentatoci. Anche se mi sembra che ora ne viene presentato uno nuovo???
Boh, noi siamo solo al 9° circolo su 12.
Naturalmente siete tutti i benvenuti.
IL DIBATTITO SARA' APERTO A TUTTI E SI TERRA' ALLE ORE 10 PRESSO L'HOTEL EUROPE.
Il Coordinamento del Nord, getterà le basi per un dibattito più ampio. Già nell'ultima direzione si è chiesto di poter lavorare come Regioni a Statuto Speciale sul federalismo fiscale. E questo faremo... Come vedi i partiti nazionali sono distanti e ideologici, ma spesse volte vicini e concreti.

Questo pomeriggio alle ore 17 ci sarà la conferenza stampa per la presentazione dell'iniziativa e a seguire la relazione del gruppo regionale sul bilancio. DATENE AMPIA DIFFUSIONE!!!!
dario m. carmassi - Mer Dic 10, 2008 10:49 am
Oggetto:
Ciao Erika,
no, non si tratta di un nuovo documento, è più semplicemente una lettera aperta in cui diamo una valutazione dei primi riscontri avuti nei colloqui con le forze politiche e con molti cittadini.

L'articolo di Camera su La Stampa dà delle interpretazioni che sono solo sue.

Nel frattempo nel PD stanno maturando evoluzioni che mi sembrano convergenti, al di là delle differenze semantiche.

messaggio di servizio:
per chi fosse interessato il sottoscritto cura una rubrica radiofonica settimanale intitolata "spigolando" sul circuito FMNEWS (Top Italia Radio, Radio Repoter, Radio Club); da oggi i testi della rubrica sono pubblicati anche sul blog
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con la possibilità di inviare commenti, giudizi, suggerimenti ecc. ecc.

un saluto e grazie a tutti
giorgio - Mer Dic 10, 2008 10:57 am
Oggetto:
ANSA ha scritto:
17:47 TRENINO COGNE: FONTANA (PD),PEGGIO DI QUANTO POTESSI PENSARE
- AOSTA, 9 DIC -
"Sono esterrefatta e delusa da uno stato di cose peggiore di quanto si possa pensare; treno e galleria sono cose da Gabibbo. E' assurdo che dopo 28 anni di lavori e centinaia di milioni di euro spesi si sia a questo punto". Carmela Fontana, capogruppo del Pd in Consiglio regionale commenta così il sopralluogo al collegamento ferroviario Pila-Cogne che si è svolto oggi da parte della Commissione Sviluppo economico .

"Nulla da eccepire sull'impiantistica e sulle strutture - ha precisato la consigliera regionale - ma tutto il resto è angosciante". E racconta che il treno, nel corso della visita dei commissari, non è riuscito a partire a causa della neve così. Inoltre, i commissari hanno dovuto percorere a piedi l'ultimo tratto del percorso perché il treno non riusciva a proseguire. "Viaggiare in galleria - ha proseguito Carmela Fontana - è stato un incubo con l'acqua che cadeva dalla volta come sgorgasse da una sorgente; altra acqua scorreva lungo in piano rotabile".

Per Carmela Fontana "é ora necessario mettere un punto chiaro e inequivocabile su cosa fare e sui costi di gestione, c'é chi parla di 2 mln di euro all'anno; diversamente è meglio murare il tutto, ma non lo possiamo certo fare per senso di responsabilità".

Il sopralluogo della Commissione segue lo studio di Geodata di Torino, società incaricata dall'amministrazione regionale di redigere uno studio per risolvere il problema del trenino Cogne-Pila. Anche l'ipotesi di trasformare il collegamento ferroviario in galleria stradale per autoveicoli con cunicolo di emergenza (200 milioni di spesa e 5 anni per completare l'intervento) e la galleria stradale per autoveicoli senza cunicolo (140 milioni e 4 anni) sono, secondo Carmela Fontana "ipotesi da valutare attentamente; forse è meglio mantenere, con le opportune modifiche, sicuramente meno onerose, il collegamento ferroviario". (ANSA).



Invece di murarla...perchè non trasformare la "galleria" in un unico, enorme contenitore di raccolta e stoccaggio di forme di Fontina?

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dario m. carmassi - Mer Dic 10, 2008 12:00 pm
Oggetto:
potrebbe essere una soluzione meno stupida di quella previste dagli emeriti "studi". Idea

Qualcuno spieghi a Carmela Fontana che il senso di responsabilità dovrebbe non far gettare "nelle gallerie" altri soldi.
giorgio - Mer Dic 10, 2008 6:25 pm
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
16:46 TRENINO COGNE:EMPEREUR, SORPRENDONO DICHIARAZIONI STRUMENTALI
(ANSA) - AOSTA, 10 DIC -
Diego Empereur (Uv), presidente della Commissione 'Sviluppo economico', in relazione alle vicende legate al 'trenino di Cogne', si dice "sorpreso da alcune dichiarazioni strumentali, anche contraddittorie che, in questo momento, qualcuno tende ad evidenziare, drammatizzando oltremodo la situazione anche con cifre non corrispondenti alla realtà".

La presa di posizione di Empereur è riferita al sopralluogo effettuato dalla Commissione al collegamento ferroviario Cogne-Charemoz-Plan Praz. "In poco più di un mese - puntualizza il presidente - la Commissione ha ricostruito una vicenda di 28 anni che presenta delle criticità ed il sopralluogo di ieri ha consentito di riscontrare sul posto quanto letto nelle carte e ascoltato nelle audizioni". Il presidente della Commissione precisa poi che "le strutture presentano le maggiori criticità con il rivestimento della galleria che evidenzia fenomeni di distacco e di disgregazione del calcestruzzo e, da quanto riferito dai tecnici, i binari e i locomotori, con un problema legato al loro peso e alle batterie che li alimentano. Abbiamo invece potuto osservare che gli impianti, le stazioni e i piazzali sono terminati e pronti all'uso".

Empereur precisa poi che "ora è più che mai necessaria una valutazione attenta del problema e lo faremo confrontandoci con l'assessore, la Giunta e l'intero Consiglio. Le decisioni che dovremo assumere sono importanti, non semplici ma le dovremo prendere con lucidità e, nel limite del possibile, con tempestività, ricordando che la vicenda si è sviluppata nel corso di varie Legislature, ha interessato nove presidenti di Regione e una decina di assessori di diverse formazioni politiche". (ANSA).



Come dire tutti colpevoli...nessun colpevole.
Eh no, caro mister Empereur. Troppo facile e troppo comodo.

giorgio - Mer Dic 10, 2008 7:37 pm
Oggetto:
erika ha scritto:
Già caro Dario,
vorrei farti notare che solo domenica 14 si riuniranno i 4 circoli di Aosta per la loro festa del tesseramento e potranno quindi discutere quel documento presentatoci. Anche se mi sembra che ora ne viene presentato uno nuovo???
Boh, noi siamo solo al 9° circolo su 12.
Naturalmente siete tutti i benvenuti.
IL DIBATTITO SARA' APERTO A TUTTI E SI TERRA' ALLE ORE 10 PRESSO L'HOTEL EUROPE.
Il Coordinamento del Nord, getterà le basi per un dibattito più ampio. Già nell'ultima direzione si è chiesto di poter lavorare come Regioni a Statuto Speciale sul federalismo fiscale. E questo faremo... Come vedi i partiti nazionali sono distanti e ideologici, ma spesse volte vicini e concreti.

Questo pomeriggio alle ore 17 ci sarà la conferenza stampa per la presentazione dell'iniziativa e a seguire la relazione del gruppo regionale sul bilancio. DATENE AMPIA DIFFUSIONE!!!!


(ANSA) ha scritto:

18:45 PD: VDA; DOMENICA AVVIA CAMPAGNA TESSERAMENTO 2009
- AOSTA, 10 DIC -
"La differenza la fai tu": è lo slogan della prima campagna di tesseramento al Partito democratico della Valle d'Aosta che parte domenica 14 dicembre prossimo all'Hotel Europe di Aosta con una festa organizzata dai quattro circoli del capoluogo: Demetrio Mafrica, Aosta Est, Aosta Ovest e Quartiere Cogne.

"L'appuntamento - ha sottolineato Erika Guichardaz del circolo Demetrio Mafrica - avrà come filo conduttore i valori del Pd, che affondano le loro radici nella storia del partito. L'obiettivo è infatti rilanciare la partecipazione attiva alla costruzione dell'identità del nuovo soggetto politico e riallacciare i rapporti con la base".

Per l'occasione sarà allestita una mostra video e fotografica con le immagini di un tempo. I neo eletti alla segreteria giovanile, Mattia Norbiato e Sara Timpano, introdurranno il dibattito sul futuro del Pd. "Puntiamo - ha sottolineato il segretario regionale, Raimondo Donzel - superare le 500 adesioni registrate lo scorso anno alle primarie per la costituzione del partito".


giorgio - Gio Dic 11, 2008 4:24 pm
Oggetto:
Citazione:
12:42 ELEZIONI: A PONT SAINT MARTIN LISTA DI CENTROSINISTRA CON FA
(ANSA) - PONT SAINT MARTIN (AOSTA), 15 MAR 2005
- Pont Saint Martin è il primo comune valdostano dove, per le elezioni comunali dell'8 maggio, sarà presentata una lista del centrosinistra alla quale parteciperà anche la Federation Autonomiste. "Vogliamo - ha commentato Stefano Viola dei Ds - creare quell'Unione costituita a livello nazionale ma che per varie ragione non ha potuto, per il momento, concretizzarsi ad Aosta". Gauche Valdotaine-Ds, Margherita, Federation Autonomiste, Arcobaleno Vallee d'Aoste hanno deciso di allearsi in vista delle prossime elezioni comunali di Pont-St.-Martin, presentantosi con una lista unica in alternativa a quella dell'Union Valdotaine, guidata dal sindaco uscente Alberto Cretaz.

"Interpretando la richiesta di coesione espressa dagli elettori, i partiti e i movimenti si sono uniti - si legge in una nota - per offrire un progetto comune per Pont-St-Martin e per costituire il primo tavolo unitario del centrosinistra autonomista in Valle d'Aosta". Il programma elettorale guarderà con particolare attenzione ai servizi sociali a sostegno di famiglie, giovani e anziani, alla crescita turistica e commerciale anche nell'ambito del microsistema Pont-St-Martin-Donnas-Bard. L'Unione si impegna poi a monitorare costantemente la situazione lavorativa "nell'ambito delle attività produttive insediate nel Comune al fine di garantire i più rapidi tempi di intervento". Uno dei punti qualificanti del programma sono inoltre la riqualificazione delle aree periferiche del territorio comunale e "la condivisione di progetti ambientali ed ecologici nell'ambito della Comunità Montana Monte Rosa".

(ANSA).


Desidererei commenti, non battute fulminanti come si diceva altrove...Unione a livello nazionale, lista unica alternativa a quella dell'Union Valdotaine, Stefano Viola dei Ds, ecc, ecc.

Ps. Occhio alla data. E' importante.

Ed cco i simboli quali erano:
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faustocoppi - Ven Dic 12, 2008 4:27 pm
Oggetto:
Ho visto che questo argomento proposto qui sopra da giorgio, risulterebbe ostico a molti e perciò fornisco un altro pensiero:

Partiti e territorialità

i partiti su base territoriale non possono che essere interclassisti e basati sul principio dell'egoismo del territorio.

Fuoriescono dall'alveo delle grandi correnti di pensiero per definirsi su un piano che confina con il folklore....


Sulla prima parte posso essere d' accordo; per quanto riguarda la seconda ricordiamoci che tutti i politici hanno sempre tirato la coperta secondo le proprie convenienze elettorali o elettoralistiche (spregiativo) e quindi più che territoriali.
E questo piano "politico" spessissimo confinava con la galera, sano istituto giudiziario al quale troppo pochi hanno avuto l' onore di adire et manere...
giorgio - Sab Dic 13, 2008 5:53 pm
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
11:30 AAP: COMITATO DEI 32 RILANCIA PROGETTO PARTITO DEL GALLETTO
- AOSTA, 6 DIC -
Con una lettera aperta a tutte le forze politiche dell'Alleanza Autonomista Progressista (Apa) il 'Comitato dei 32' rilancia il progetto per la costituzione del partito del Galletto. L'iniziativa giunge al termine degli incontri avvenuti nel corso del mese di novembre con il deputato Roberto Nicco, l'ex senatore Carlo Perrin e tutte le forze della Aap.

Preso atto della disponibilità dimostrata dalle forze politiche coinvolte, il comitato dei 32 ribadisce nella lettera aperta che "non ha intenzione ad aggiungersi all'elenco dei partiti presenti in Valle d'Aosta, ma la nostra azione rimarrà circoscritta ad una sollecitazione del dibattito e del confronto in una prospettiva di democrazia partecipata".

La lettera sottolinea che "la proposta del soggetto unico ha suscitato reazioni contrastanti: perplessità e contrarietà ma anche adesioni e sostegno, sia tra i partiti e movimenti che tra i cittadini. Molte obiezioni si riferiscono ai tempi dell'iniziativa, ma siamo convinti che, come per ogni grande progetto, se non si parte non si arriverà mai".

Il Comitato ribadisce poi che l'obiettivo è "é il soggetto politico unico, ma pensiamo che il rilancio dell'Alleanza Autonomista Progressista possa rappresentare un'evoluzione positiva". Il Comitato si dice infine certo che "un ampio dibattito, che coinvolga direttamente anche i cittadini non militanti nelle attuali forze politiche, evidenzierà come sia già una realtà la convergenza sulle principali questioni valdostane e sulle grandi scelte per il nostro futuro". Per questo "opererà per agevolare il confronto con l'obiettivo di chiamare ad apportare il loro contributo tutti i valdostani che si sono riconosciuti nella speranza di cambiamento". (ANSA)




Ecco cosa non riuscivo ad inquadrare, come errore marchiano, e mi stava
sfuggendo quando ho commentato il Lunedi Dic 08, 2008 questa ANSA...
Poi ho fatto mente locale e mi è tornato alla memoria che:
l'Apa ( gruppo Alleanza Popolare Autonomista), era capeggiato da ALOISI,
e nulla ha a che vedere con l'Alleanza Autonomista Progressista

dario m. carmassi - Dom Dic 14, 2008 11:22 am
Oggetto:
Solidarietà tra regioni a Statuto Speciale

19:20 BENZINA:AGEVOLATA REGIONALE FVG; MENIA,EREDITA' PASSIVA ILLY(ANSA) - TRIESTE, 13 DIC - Per il sottosegretario all'Ambiente, Roberto Menia la vicenda della benzina agevolata in Friuli Venezia Giulia è "una delle eredità passive lasciateci in dono da Riccardo Illy". Secondo Menia, "fu sciagurata la decisione unilaterale dell'allora governatore Illy, sostenuto dalla sinistra e magari da qualche Camera di commercio, di rinunciare alla benzina agevolata e di zona franca di Trieste e Gorizia in favore della 'regionale' per tutti. Il sistema di zona franca - precisa - era paradossalmente più facile da difendere in sede europea perché nasceva da statuizioni ante accordo di Roma: guarda caso tutt'ora continua l'agevolazione della piccola Val d'Aosta e finisce nel mirino - sostiene il sottosegretario - la regionale del Friuli Venezia Giulia". "Noi - prosegue Menia - continueremo legittimamente a sostenere che si tratta di sconto sul prezzo e non riduzione d'accisa. Il Governo farà senza dubbio la sua parte e difenderà le nostre ragioni, e in tal senso sono importanti - conclude - le rassicurazioni già forniteci dal ministro degli esteri Frattini e dal commissario europeo Tafani, ma la partita é aperta". (ANSA).

19:34 BENZINA: EX VICEPRESIDENTE FVG, MENIA CERCA CAPRI ESPIATORI(VEDI: "BENZINA:AGEVOLATA REGIONALE FVG..." DELLE 19.33 CIRCA) (ANSA) - TRIESTE, 13 DIC - Per l'ex vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Gianfranco Moretton (Pd), sul tema della benzina agevolata regionale il sottosegretario Roberto Menia "cerca capri espiatori inesistenti, solo a fini politici strumentali". Moretton, che oggi è capogruppo del Pd al Consiglio regionale, in una nota sottolinea che Menia "dovrebbe sapere che l'azione dalla giunta Illy si è svolta rispettando le direttive europee per non aver influito sull'accisa e quindi - sottolinea - non ha sottratto nulla alle casse dello Stato, limitandosi a utilizzare risorse del bilancio regionale per la riduzione del prezzo della benzina alla pompa". Riguardo alla situazione in Val d'Aosta, Moretton ricorda inoltre che "quella Regione consente la benzina agevolata attraverso la riduzione dell'accisa, e non appena l'Ue aprirà la procedura d'infrazione, dovrà pagare - conclude - una forte penale". (ANSA)


Eppure anche Luciano Violante aveva suggerito alle "Speciali" di far fronte comune!

Credo che una tirata d'orecchi al Moretton non sarebbe fuori luogo.

Magari ricordandogli che non si difendono gli interessi del proprio territorio a scapito di quelli di un altro, il PD non è il partito "ma anche" della solidarietà?

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erika - Dom Dic 14, 2008 8:39 pm
Oggetto:
Hai ragione, cosa ce ne facciamo di questo brutto e cattivo PD. Bisogna essere super solidali con la povera valle d'aosta e ricordarsi che è un'isola che per sbaglio sta in questo stato....
Qualcuno sta già parlando di modifiche ad una legge europea sul risanamento bovino perchè siamo particolari e quindi non dobbiamo rispettare le regole degli altri....
Continuiamo a guardare fra le nostre montagne e andremo lontano!!!!
dario m. carmassi - Lun Dic 15, 2008 9:27 am
Oggetto:
e tu, pensi di andare lontano con questo atteggiamento, di esprimere "la vocazione maggioritaria"?

Forse non sai che i 500 euro dei buoni benzina fanno tanto comodo soprattutto ai quei lavoratori che sono in difficoltà per la crisi economica e le chiusure/riduzioni delle aziende valdostane.

Mi sembra che stiate volando come dirigibili fuori dal contesto.

Se questa è la linea del PD Vda .............auguri.

Non mi sembra che gli altri PD regionali vi seguino in questa linea tafazziana, comunque, contenti voi.
dario m. carmassi - Lun Dic 15, 2008 9:57 am
Oggetto: da http://www.partitodemocratico.it
1 dicembre 2008 PRIMO PIANO - Articolo

Un partito vicino alle ragioni del Nord
Il dibattito nel PD
Puntare al territorio per far crescere il PD. E’ questa la voce unanime che si leva da diversi esponenti del Partito Democratico. Enrico Letta lo ha ribadito nel suo intervento a YouDem.tv: ''Un partito romanocentrico non vincerà mai'' ed é giusto promuovere invece un modello di partito ''con i piedi piantati sul territorio''.
Il ministro ombra del Welfare ha negato che questo significhi imitare la Lega: ''Puntare su un partito autonomista non significa scimmiottare la Lega. Noi non abbiamo ancora ben capito che l'Italia ha delle
enormi differenze'', non solo tra nord e sud, ''ma anche all'interno dei nord e dei sud''.
“Dobbiamo costruire un partito e delle leadership con i piedi piantati nel territorio - ha proseguito Letta - e questa non é una novità perché nella prima repubblica i partiti avevano un forte radicamento sul territorio e avevano un'autonomia fortissima; poi nella seconda repubblica si é centralizzato un po' tutto''.
"Laddove - ha proseguito Letta - ci si muove così, si vince. In Trentino Dellai ha stravinto, e ha mandato a casa la Lega".
Intanto Walter Veltroni si dice aperto alla proposta di Sergio Chiamparino di dar vita ad un coordinamento del nord. Il segretario PD definisce la proposta del sindaco di Torino "utile nell'elaborazione di linee, strategie e alleanze". Massimo Cacciari, che propone proprio Chiamparino come leader del nord, spiega che si tratta di "una riorganizzazione complessiva del Partito Democratico su base federalista. Non é un partito del Nord, del Sud, di destra o di sinistra. Ma una totale riorganizzazione del Pd, che abbia caratteristiche di forte autonomia delle strutture regionali o interregionali. Questo é necessario"
"I partiti sono partiti nazionali - concorda Massimo D'Alema, intervistato sull’argomento prima di prendere parte ad un appuntamento organizzato dalla fondazione Ugo La Malfa e dall'università Bocconi - poi si articolano nel territorio a struttura federale”.

A dire sì ad un partito federale, così come prevede lo statuto del PD, è anche Paolo Giarretta, segretario regionale del Veneto. 'Un anno fa abbiamo fatto un partito nuovo - ricorda il senatore - in cui abbiamo fatto una battaglia per avere uno statuto federale, e lo abbiamo avuto. Ora questo partito sta mettendo i piedi per terra: lasciatelo camminare!”.

Da Maurizio Martina, segretario regionale del Pd lombardo, infine l’appello a non far finire in un “nulla di fatto” il confronto sul coordinamento delle Regioni del Nord. "L'impostazione federale del Pd è data innanzitutto dalla forza che sapranno avere i suoi livelli regionali: lì sta il cuore pulsante dell'autonomia e della responsabilità da esercitare. Il Coordinamento delle Regioni del Nord – spiega Martina - può essere un laboratorio aperto di idee con cui incalzare la destra alla luce della fragilità delle sue risposte”.

G.R.
erika - Lun Dic 15, 2008 12:31 pm
Oggetto:
Non voleva essere un attacco, ma semplicemente volevo farti capire che solo con la collaborazione si arriva da qualche parte. E' inutile vedere dei nemici altrove e io non posso prendermi le responsabilità di quello che dice Moretton, piuttosto che quello che diceva Fiou solo perchè appartenenti al mio stesso partito.
E' molto più comodo appartenere ad un partito che oggi è di destra domani di sinistra e guarda solo alla sua piccola isola.
Ecco perchè abbiamo proposto un tavolo delle regioni a statuto speciale ed ecco perchè il federalismo fiscale dev'essere affrontato dii concerto e non guardando semplicemente al proprio piccolo orticello.

In merito ai buoni credo che quei soldi dovrebbero essere divisi fra tutti, valdostani con l'automobile o no, ma questo è un mio pensiero. e per le aziende forse la riduzione dell'IRAP poteva servire di più...ma il problema non sta in quello che posso pensare io o te, sta nel fatto che qualsiasi cosa dicano della Valle d'Aosta è una minaccia. Ti invito a leggere con attenzione l'editoriale riportato da Fulvio. "Le autonomie speciali, se vogliono sopravvivere, devono lavorare di più, perché è finita l’epoca delle argomentazioni facili" e sono certa che è solo aprendosi agli altri e non vedendo sempre e ovunque nemici che questo può accadere.

In merito a "e tu, pensi di andare lontano con questo atteggiamento, di esprimere "la vocazione maggioritaria"?" innanzitutto io non penso di andare da nessuna parte e soprattutto non sono ossessionata dalla vocazione maggioritaria tanto da dover plasmare le mie idee in base a quello che pensano gli altri. Non starei in un partito di sinistra, ma sarei altrove...e magari un domani tornerei o ancor meglio starei in un partito ne di destra ne di sinistra o in nessun partito.
dario m. carmassi - Lun Dic 15, 2008 1:10 pm
Oggetto:
Cercherò di essere più diretto:

credevo che fosse opportuna una risposta del PD regionale all'ANSA magari evidenziando che le dichiarazioni di Moretton erano fuori luogo visto il tentativo dei PD regionali del Nord di organizzarsi territorialmente e coordinarsi tra di loro.

In particolare quelli delle regioni a statuto speciale.

Sulla questione "buoni benzina" tutti quanti da almeno 2 anni a questa parte sosteniamo che sarebbe opportuno sostuirli, Bruxelles concorde, in buoni energetici per il riscaldamento. Rimangono comunque un bel risparmio per gran parte dei valdostani di tutte le classi sociali e di tutti i settori lavorativi.

Io non voglio appartenere ad alcun partito bandieruola, differents niveaux compresi!
giorgio - Lun Dic 15, 2008 2:39 pm
Oggetto:
Romano Prodi annunciando a suo tempo, le dimissioni dalla presidenza del partito, lo aveva messo in chiaro: non rinuncio a dire la mia. Detto, fatto. E lui bocciò senza appello la proposta di dar vita ad un Partito Democratico del Nord: «Il Pd è nato come partito su base federale e regionale – sottolinea - allora non si possono cambiare le basi ogni due mesi. Seguiamo le regole del Pd, e andiamo avanti». Una presa di posizione netta.

Walter Veltroni invece preferì tenersi fuori dalla querelle. Il Pd, per ora si limita a rispondere «è una grande forza che si è insediata. Ci sono elezioni che segnano la fine di un percorso e altre in cui inizia, e queste sono state elezioni da cui si inizia».

A sostenere, pur con accenti e ipotesi organizzative diverse, la proposta del Pd del Nord sindaci e amministratori delle regioni padane. Non senza contrasti, come quelli che dividono da una parte il sindaco di Bologna Sergio Cofferati, sostenitore di un partito del settentrione federale basato su “macroregioni” ma senza leader, e dall'altra il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, che chiede di tenere l'Emilia fuori dal progetto e rivendica una leadership autonoma.

Intervistata dal quotidiano la Stampa, la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, afferma che un Pd del Nord si può e si deve fare «senza chiedere il permesso a Roma», e sottolinea come già da prima delle elezioni alcuni esponenti («io, Chiamaparino, Cacciari, Penati») avevano iniziato un «percorso in questa direzione».

Dunque è iniziata la discussione, ma stiamo attenti a non farci trascinare da semplici scorciatoie e da facili entusiasmi. Il post che sto scrivendo come risposta, ne è un esempio. E' per questo che ho riportato questa importante presa di posizione di Prodi, che va letta con molta attenzione.

L'affermazione del principio di uguaglianza, e cioè quell'idea che gli esseri umani hanno tutti la stessa dignità e gli stessi diritti, idea che io (personalmente, prima ancora di leggere Marx), avevo imparato al catechismo, oggi ormai invece, è considerata una bestemmia estremista. Il problema – uno fra tanti e per non restare ai soliti buoni benzina - ad esempio... quello delle migrazioni, va affrontato dal punto di vista dei diritti dei migranti e non da quello dell'ordine pubblico. E questa è una mia critica al movimento leghista.


Ps. Per ritornare ai "buoni benzina", sono in sintonia con te, e credo che una tirata d'orecchi al Moretton non sarebbe fuori luogo.
Magari ricordandogli che non si difendono gli interessi del proprio territorio a scapito di quelli di un altro.
Il PD è il partito "anche" della solidarietà.

dario m. carmassi - Lun Dic 15, 2008 3:15 pm
Oggetto:
Grazie Giorgio, credevo di essere atterrato sulla luna.

Che sia un dibattito in pieno sviluppo è certo, mi sembra che la maggior parte delle indicazioni vadano nel senso di un partito a base regionale in cui le regioni possano anche coordinarsi tra di loro per affinità, territoriale o istituzionale, se questi momenti di coordinamento debbano istituzionalizzarsi o meno lo lascerei decidere alle regioni stesse.

Al contrario di D'Alema non penso al partito nazionale che si declina in articolazioni regionali, penso a partiti regionali che contribuiscono federandosi ad un unico soggetto nazionale, un'applicazione del principio di sussidarietà.

Proprio partecipando, con pari dignità, alla vita ed alle determinazione del partito nazionale trovano modo di essere solidali difendendo gli "interessi" della propria regione nella ricerca del miglior equilibrio possibile.

Questo a maggior ragione per le regioni "speciali" dove il PD deve, se vuole essere partito radicato nel territorio, assumere le specificità richieste dai suoi militanti, sostenitori ed elettori, se a questo si abbina la "vocazione maggioritaria" il progetto dei 32 non mi sembra un idea tanto stramba.

Più entriamo nel merito, più ci avviciniamo o sbaglio?

Infine sui problemi dell'immigrazione che non sono così facilmente gestibili, sicuramente non con ragionamenti a prescindere.
Non dimentichiamoci che la Lega raccoglie consensi al nord proprio tra le fasce "popolari" tra i lavoratori, le larvate forme di xenofobia non appartengono tanto alle élites economiche o culturali.

E’ un tema che meriterebbe una discussione ad hoc anche nella nostra regione.
erika - Lun Dic 15, 2008 3:24 pm
Oggetto:
Credo nella libertà di opinione e credo che l'uguaglianza e la solidarietà impongano anche il riconoscimento di privilegi e laddove è possibile una distribuzione più equa di questi facendoli quindi diventare altro.

Sono contraria alla politica dei comunicati contro, ma preferisco una dialettica più ampia e il 19 nel coordinamento delle regioni del Nord questo avverrà certamente.

Intanto vi invito a leggere l'ultimo post del blog di Raimondo
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giorgio - Mar Dic 16, 2008 10:52 am
Oggetto:
In altro luogo, l’amico Bruno Courthoud - poiché lo considero un amico imprescindibilmente – lui continua a chiedersi anche con discrezione, che cosa abbia portato i “Ds locali ora Pd” ad abbandonare gli obiettivi strategici originari che si erano dati, per infilarsi nuovamente nel vicolo cieco dei niveaux differant. Gli obiettivi a cui fa riferimento sono: “partito nuovo, partito plurale, partito che si prefigge l’alternativa all’attuale sistema di potere di UV e compagnia”.

Le risposte che abbiamo fornito sono sempre state tante e tutte argomentate, per smentire queste affermazioni, ma ora notando il persistere di un uso smodato di luoghi comuni, mi tocca ritornare ad una questione importante, fondamentale. E questa volta sono io che pongo qualche domanda: Perché Bruno continui a chiamarci i “Ds locali ora Pd”? Perché continui ad alimentare questo equivoco di fondo? Perché ostinarsi su un fraintendimento ai limiti dell’ ambiguità?

Non riuscire mai a affacciarsi da quella famosa “finestra sul cortile”, è la maniera peggiore per non vedere come la realtà locale sia plasmata dai media che perseverano ad ignorare ogni minima evoluzione o novità. E con questo ricorrente richiamarsi alla conservazione, al vecchio, ti fai partecipe di quella condotta che disapprovi così fermamente: Portare acqua al mulino dell’Uv. Si caro amico, perché così fai da cassa di risonanza a quelle provocazioni che frenano ogni eventuale presa di coscienza rinnovatrice. Perché così, novello Tommasi di Lampedusa dai credito al Gattopardo che indica l’adattamento del popolo ad ogni trasformazione e che il presunto miglioramento apportato dal nuovo Pd, appare come un ennesimo mutamento senza contenuti.

Per spiegarti meglio come mi appare la vostra posizione – quella che stai prendendo di conserva a Vincenzo - faccio un passo indietro nella storia italiana, e ricordare quel Pellegrino Rossi, ministro dello Stato Pontificio che nel 1848 gli fu affidato il compito di tracciare le linee di una costituzione. Un programma di riforme liberali che, tuttavia, non decollò mai. Obiettivi del suo programma erano l'abolizione dei privilegi feudali, la soppressione delle esenzioni fiscali, la separazione tra il potere ecclesiastico e quello civile.

Le sue proposte erano troppo liberali per la Curia, eccessivamente egualitarie per i conservatori, non sufficientemente democratiche per i rivoluzionari. Perciò Pellegrino Rossi si rese inviso alle forze opposte che si sarebbero fronteggiate con le armi da lì a poco. Fu persino assassinato sulle scale all'apertura della Camera, nel Palazzo della Cancelleria il 15 novembre 1848. Sono un po’ tragico? Sono un po’ ridondante? Forse. Ma la Storia è una grande maestra.

bruno courthoud - Mer Dic 17, 2008 7:56 am
Oggetto:
caro Giorgio
l'amicizia non è assolutamente in discussione, anche se non ci conosciamo direttamente, ci mancherebbe altro!
credo di non avere "nemici": non sopporto però l'arroganza, la prepotenza (soprattutto verso i più deboli), la furbizia (o falsità), anche questa di solito a danno dei più semplici, dei più umili, e in buona fede. Penso che tu sia d'accordo.
PD = DS: tocca a voi dimostrare che non è così, al di là delle parole dette!
Alternativa: suvvia, un po' di coraggio (secondo me siamo già in ritardo).
Se no, Pellegrino Rossi, questa volta rischia di essere assassinato ... per mancanza di coraggio, appunto!
La storia maestra di vita? Ho qualche dubbio. In V ginnasio, l'unica volta che ho sostenuto questa tesi in un tema scolastico, ho preso 4, l'unico della mia carriera scolastica! D'altronde meritatamente.
erika - Mer Dic 17, 2008 10:53 am
Oggetto:
Partiamo da cosa ha fatto e sta facendo il PD:
1. SCELTO DI MANTERE LA PROPRIA POSIZIONE NELLE REALTA' LOCALI in maggioranza e minoranza a seconda (Aosta, Saint-Vincent, Verrayes, Morgex, Donnas, Issogne, Sarre,...)
2. COSTITUITO UN UNICO GRUPPO CONSILIARE E FATTO CHIAREZZA
3. APPOGGIATO I REFERNDUM
4. CORSO CON L'AAP
5. ACCETTATO L'ISCRIZIONE SOLO DI CHI IN REGOLA
6. RINNOVATO TUTTO IL GRUPPO DIRIGENTE E LE NOMINE FATTE SINO AD OGGI SONO STATE FATTE SULLA BASE DEL MERITO
7. MESSO I CONTI DEL GRUPPO IN LINEA
8. ....

Ecco quindi che io guardo a quanto fatto e non alle illazioni di alcuni. Ogni scelta è stata presa in assemblea e colui che dice:
"Bravo Bruno!
Gran bella domanda!
Mi permetti soltanto, di aggiungerne una?
Chi, quando e come ha deciso tutto ciò?"
Era nella segreteria (o forse direzione) DS quando nel 2006 si è rimasti ad Aosta, quando c'erano 2 gruppi consiliari, quando si accusavano i consiglieri e gli amministratori di non versare, quando si facevano un sacco di altre cose che non sto qui ad elencare. - Era nell'esecutivo del PD quando si è deciso di rimanere nella maggioranza in Comune ad Aosta.

Ora quindi anziché sparare invito tutti voi a guardare i fatti e leggere lo Statuto del Partito. Le alleanze le sceglieranno i circoli e i vari territori e non certo un gruppo di 16 persone. Sono sempre più convinta che l'unica strada è il rinnovamento, accompagnato dalla parte sana del partito. Quella che fa dell'autocritica sulle scelte passate, quella che collabora per rendere più forte questo partito. E posso dirvi? Ben vengano controlli seri che impediranno a chi ha usato il partito a suo uso e consumo di candidarsi.
Spero che presto sul sito del PD verrà messo l'intervento di domenica di DEVAL. Un uomo che in questi mesi mi ha veramente insegnato moltissimo.
giorgio - Mer Dic 17, 2008 3:04 pm
Oggetto:
Sì Erika hai ragione. Abbiamo pazientato e ora ogni tanto, visto che il politically correct non funziona a senso unico, non sarebbe male sottolineare e mettere qualche puntino sulle i.

Io non faccio parte né della segreteria né di Assemblee Costituenti del Pd. Tempo fa quando aderii convintamente al Pd feci parecchi passi indietro in accordo con il segretario per dare possibilità ai giovani di inserirsi nel nuovo contesto del partito. Non così successe quando ancora si era nei Ds-Gv. Ma nel 2006 c'ero e ricordo bene. Erano gli ultimi tempi quelli della transizione, quelli che dovevano preparare il terreno al passaggio nel Pd. Venni chiamato dagli allora maggiorenti diessini in una stanza e fui invitato a dare spazio a coloro che ancora oggi esaltano i contesti diessini.

Non fui l’unico, anzi di lì a poco tutti i componenti la nostra Area Democratica furono “defenestrati” per dare spazio a fedelissimi che ci avevano improvvisamente abbandonati per seguire il gruppo composto dal signore che fa la famosa domanda del: " Chi, quando e come ha deciso tutto ciò?" E non solo la Segreteria, ma anche la Direzione Ds fu così arricchita di persone come Simona D’Agostino, Carmine Sciulli, Luca Vernetti e altri a cui andava tutto bene madame la marchesa.... Non posso dimenticare questo fatto, non tanto perché sia un permaloso – di fatto lo sono – quanto per il gesto compiuto nei nostri confronti, allo scopo di mettere un grosso silenziatore a ciò che stava capitando al nostro interno. Questo aspetto lo chiamo eufemisticamente "silenziatore", quando di fatto si dovrebbe chiamare “censura preventiva”. Ora molta acqua è passata sotto i ponti e devo dire che questo passaggio mi aiutò a proseguire sul percorso del Pd in maniera convinta e non tanto perchè ho dovuto scegliere di fronte al bivio, ma quanto perchè ho lavorato affinchè questo processo si avviasse. Siamo appena all'inizio di un lungo percorso che sarà faticoso e pieno di insidie. Non per questo dobbiamo scegliere scorciatoie.

Le cose da fare sono ancora molte. E le cose non si cambiano dall'alto, ma attraverso il lavoro meticoloso alla base, struttura per struttura. Ciascuno di noi può fare molto sul proprio territorio, per radicare il partito, per moralizzarlo, per rinnovare i quadri dirigenti (nel senso delle idee, non anagrafico). Non si tratta di fare guerra a niente e nessuno, ma di far passare nel partito una nuova cultura politica, superando vecchie logiche e consuetudini, smontando vecchi gruppi di potere e favorendo la più alta partecipazione alle scelte in tutte le forme possibili. Gli strumenti ci sono e siamo l'unico partito ad averli (sono contenuti nello Statuto, nel Codice Etico, e nel Manifesto dei Valori).

erika - Gio Dic 18, 2008 10:33 am
Oggetto: DEVAL, un esempio
Invito tutti a leggere l'intervento di Deval di domenica sul sito del PD della Valle d'Aosta
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Non posso che confermare la mia enorme stima per questo grande uomo. Il rinnovamento vero parte proprio da persone come lui.
Persone che, nonostante l'età, hanno l'umiltà, la laicità e la voglia di fare che ahimé non si riscontra in tante altre persone.
faustocoppi - Gio Dic 18, 2008 6:39 pm
Oggetto:
La Lanterne Magique ha scritto:
RICOMINCIO DA ME
Diario dal buco
di Patrizia Nuvolari
Fanno bene i trentadue a rilanciare l’argomento Alleanza-del-Galletto (?) Ma io non ho firmato il loro appello. Una scelta del tutto personale: preferisco la politica della strada a quella alchemica dei partiti, seppur riconosco l’indubbia utilità di quest’ultima. Sono convinta che per rilanciare la politica occorra rilanciare il concetto di partecipazione democratica, che non è esattamente quel concetto di partecipazione astratta che infarcisce in abbondanza i discorsi dei politici. Nei loro interventi si ascolta troppa retorica che tradisce la troppa lontananza dalla vita vera. I nostri rappresentanti che siano da una parte o dall’altra della barricata, respirano, si nutrono, in una parola vivono del e per il Palazzo.

Una droga che crea dipendenza. La partecipazione intesa come la libertà di essere in un collettività, sviscerata e quindi non sostenuta dall’ambizione di una carriera politica, non può trovare spazio all’interno della burocrazia di un qualsiasi partito I partiti sono insiemi rigidi, immobili nel nostro caso poi, governati da relazioni personali che hanno spesso origine nell’infanzia. Sono formati da gruppi di persone che si conoscono da sempre e che trovano conforto e rassicurazione in questa familiarità. L’abitudine può favorire i rapporti, ma la chiusura, direi congenita, verso le novità e le diversità, ne impedisce di fatto la crescita. Così, il facile detto popolare “sono tutti uguali” trova i questo un suo reale fondamento.
(!) Non saranno questi partiti a salvare la democrazia: troppo vecchi quelli vecchi, e vecchi quelli appena nati (?), ma potranno farlo i cittadini.

Quei cittadini sensibili, attenti, generosi, fortunati di esserlo, che si faranno carico dei problemi di tutti e che, con il loro estro, vivacità, impegno, sapranno rimettere in moto le rugginose macchine di partito. Perché, se è vero che i partiti sono necessari, più che mai lo sono le persone dotate di buona volontà. E saranno proprio loro che, muovendosi oltre ai meschini interessi dell’orto, sapranno rivitalizzare, con linfa nuova, la nostra scena politica. Non sto delirando, sto pensando ai numerosi comitati cittadini, del tutto trasversali nelle loro simpatie politiche, che sono nati da un problema comune con la voglia di risolverlo. Una rete che sappia unire con intelligenza e grande apertura mentale questi comitati rappresenterebbe una garanzia per la nostra barcollante democrazia. Il partito nuovo del centrosinistra, semmai ci sarà, dovrebbe prendere lezione da questa ricchezza e da questa duttilità
(?) E i politici di professione dovrebbero finalmente tracciare una cultura politica che, aldilà delle congetture di Palazzo, sappia davvero interpretare i bisogni e dare loro una risposta concreta, senza rinchiudersi nei soliti recinti dove confinano i piccoli interessi sia personali sia di partito. E qui, forse, incomincio a delirare (?)





Da questo articolo scritto da Patrizia Nuvolari, non manca quasi nulla. Va tutto bene. Perfetto, direi. Mancano solo due o tre segni di punteggiatura. Però ora che ci penso, rileggendolo con l'aggiunta di questi punti d'interrogazione ed esclamazione, che sono rimasti nella tastiera dell'estensore, l'articolo assume un significato leggermente più giusto e comprensibile. Allora per facilitare la lettura faccio che aggiungerli io tra parentesi... e poi ditemi qualche cosa.
giorgio - Dom Dic 21, 2008 1:10 am
Oggetto:
È proprio disperazione cara Erika. Io non mi dispero neppure sapendo che devo morire, e mi devo stracciare i neuroni a questo modo, anziché dedicarli a come uscire da una sconfitta?

Mantengo il mio sangue freddo,
peso la realtà e non l'immaginazione e vedo che un partito della sinistra oggi non può assomigliare a nient'altro che al Pd, per tanti motivi. Quindi sono per "pulire quanto basta" e andare avanti, sapendo che in un paese come questo la società civile, quella di Bruno e mia per intenderci, produce anche i delinquenti che "esercitano" in politica, con la politica.

Semmai sono altre le riflessioni
che quei disperati, di cui vi è un ampio campionario tra "i caduti" che scrivono nei vari Blog antagonisti, dovrebbero " fare ", anziché distruggersi nel risentimento, dovrebbero chiedersi come dovrebbe essere la nostra società democratica che nel futuro sarà di sicuro diversa da quella che abbiamo conosciuto. Allora di certo risparmierebbero le loro forze ed il loro ingegno per compiti più alti.

giorgio - Mar Dic 23, 2008 12:34 am
Oggetto:
Affaritaliani.it ha scritto:
Rumor/ L'Arcobaleno rinasce sotto le insegne dipietriste...
Lunedí 22.12.2008 14:19


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L'Arcobaleno rinasce sotto le insegne dipietriste?
Pare proprio di sì. Da quell'arcipelago arriveranno in molti, transfughi a caccia di un seggio europeo sicuro.
Si parla già di Tranfaglia, Passigli e Pino Arlacchi. Ed è solo l'inizio...




Anche in Valle d'Aosta, sentiti i piagnistei all'interno del Pd,
viste le difficoltà di alcuni personaggi a riproporsi....
c'è qualcuno che si sta già prenotando oltre i 32?
erika - Sab Dic 27, 2008 3:27 pm
Oggetto:
Leggo solo oggi l'ultimo numero dell'informazione e non posso che sorgermi infinite domande.
Non ho certo l'esperienza di Carlo Curtaz o di Riccarand, ma forse ho l'umiltà di leggere, ascoltare e cercare di capire...
Poco meno di un mese fa costoro firmavano un documento per un partito unico. Da allora leggo solo e soltanto critiche al PD. Ma con chi lo si voleva fare questo partito?
Leggo che c'è grande attenzione per questo partito, ma che si condividono le linee di Cacciari e Chiamparino e non quelle di Veltroni.
Forse il mio compaesano non sa che Cacciari vuole aprire all'UDC e Chiamparino alla Lega e che l'unico punto in comune è l'esclusione della sinistra radicale. Quella sinistra radicale che era presente nell'Arcobaleno...
Quindi, cosa condivide di questo progetto? Cosa sta facendo il PD in Consiglio regionale di così aberrante e poco riformista?
Beh, direi che scrivere un documento che vada nella direzione dell'unione e poi continuare a sparare contro, non è proprio un buon modo per gettare le basi, ma davanti a cotanta esperienza io non posso che inchinarmi e chiedermi se sono io che ho letto male le dichiarazioni di Cacciari e Chiamparino...o se ho letto male il risultato di Trento e quindi non c'era l'alleanza con l'UDC e i Verdi, ma l'esclusione della sinistra radicale...

Amerei veramente capire i dati e le dichiarazioni che costoro hanno letto perchè evidentemente a me sfugge qualcosa!
giorgio - Mar Dic 30, 2008 4:47 pm
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
12:43 GOVERNO: PARLAMENTARI VALDOSTANI, SI VINCE SE VDA FA SQUADRA
- AOSTA, 30 DIC -
La Valle d'Aosta potrà vincere il confronto con il Governo centrale sulla propria specificità e di conseguenza sui propri diritti se "i parlamentari, la Giunta ed i Consiglieri regionali faranno squadra". E' la convinzione, e al tempo stesso un appello, espressa dal senatore Antonio Fosson e dal deputato Roberto Nicco nel corso della conferenza stampa di fine anno.

"La nostra - hanno detto spiegando la loro rispettiva collocazione nel gruppo misto Udc-Svp-Aut e Minoranze linguistiche - non è un'opposizione preconcetta, ma attenta alle cose da fare per l'Italia e per la Valle d'Aosta". Per i due parlamentare il tema fondamentale da affrontare è la norma costituzionale che sancisca il principio dell'intesa Stato-Regione per le modifiche allo Statuto speciale"

Antonio Fosson ha poi sottolineato che "non si deve avere paura del federalismo perché è rispettoso della nostra autonomomia contrariamente al primo testo presentato da Governo". Anche per Nicco il testo all'esame del Parlamento è accettabile". Per il deputato l'attenzione deve essere posta alla crisi finanziaria "che sta sconvolgendo il mondo che è anche una crisi di valori" (ANSA).




(ANSA) ha scritto:
13:27 PARLAMENTO: FOSSON E NICCO, POSITIVA ATTIVITA' SVOLTA
(RIPETIZIONE CON TITOLO CORRETTO)
(ANSA) - AOSTA, 30 DIC -
I due Parlamentari valdostani si promuovono per l'attività svolta in questo inizio legislatura dicendosi certi di aver operato al meglio nonostante "un governo che basa la propria attività su decreti legge e voto di fiducia senza prendere in considerazione nessuna proposta di legge del Parlamento che è stato espropriato delle prerogative istituzionali".

Il senatore Antonio Fosson ed il deputato Roberto Nicco sono comunque sicuri che "in futuro si potrà fare meglio perché l'attuale situazione politica non può durare". E Fosson guarda con attenzione "al lavoro della Lega che opera al di sopra delle ideologie guadando ai reali bisogni dei cittadini con i quali ha uno stretto legame". Lo stesso Nicco si è detto, nel corso della conferenza stampa di fine anno, ottimista sul fatto che "con il confronto ed il dialogo in commissione si riesca a trovare le convergenze necessarie per affrontare con concretezza le problemi della Valle d'Aosta.

Dopo aver elencato le principali attività svolte e le iniziative legislative assunte o che li hanno visti impegnati in Commissione, Fosson e Nicco si sono detti pronti, anche se all'opposizione, ad appoggiare le proposte, a partire da quelle contenute nel decreto-legge 185, "che consentano di realizzare la necessaria rete di protezione a sostegno del reddito dei lavoratori e dei pensionati per mitigare gli effetti della crisi e quelle misure che consentano una ripresa delle attività commerciali e produttive".

Hanno invece definito "contraddittoria e inaccettabile" la decisione del Governo di non prorogare per il 2009 le agevolazioni previdenziali nei territori montani, "solo parzialmente modificata a seguito delle iniziative dei parlamentari valdostani ed altri, perché va a colpire un settore, quello dell'agricoltura di montagna, che già attraversa una fase di seria difficoltà". I due parlamentari valdostani hanno a tal proposito evidenziato che "senza tema di smentita e con parere scientifico di ricercatori universitari il costo della vita e di tutte le attività svolte in montagna incidono di oltre 25% in più rispetto al medesimo servizio erogato in pianura e di questo il Governo deve tenerne conto". (ANSA)

giorgio - Mar Dic 30, 2008 5:40 pm
Oggetto:
Io non so se La Valle d'Aosta potrà vincere il confronto con il Governo centrale sulla propria specificità, non so nemmeno se il senatore Fosson faccia squadra con i parlamentari, la Giunta ed i Consiglieri regionali della sua "comunità"...

Di sicuro so che il nostro deputato Roberto Nicco, tanto per cominciare, non fa squadra neanche con i suoi più diretti elettori. Lui sa benissimo, credo, di essere stato il punto di riferimento, non dico di tutta la sinistra valdostana, ma sicuramente del Pd come principale sostenitore per la sua presenza in Parlamento.

Dunque, e questa non vuole essere una bacchettata nei suoi confronti, dovrebbe, prima di rilasciare certe dichiarazioni, ricordarsi che il "suo popolo" lo sta attendendo da tempo magari anche solo con una presenza estemporanea. "Tutto fa brodo" diceva un vecchio Carosello televisivo! Non vogliamo dadi da brodo, ma esigiamo un suo segnale di presenza in vita.

Parlo esplicitamente di «segnali nuovi e consolanti», provenienti da lui che richiamino «una più consapevole attenzione all'importanza dei fatti politici regionali come testimonianza della sua "appartenenza". Una maggiore costanza a stare sul difficile fronte della comunicazione politica, con mezzi e modi certamente più chiari e generosi e non sistematicamente limitati nei confronti del suo principale partito che lo sostiene.

giorgio - Mer Dic 31, 2008 2:37 pm
Oggetto:
Le risposte politiche che temerariamente - a prima vista - mi sono dato in questi ultimi anni, non piacciono a molti del “vecchio mondo” di una certa sinistra esistente in VdA. Intendendo il vecchio mondo come tutto quell'arcipelago composto da agglomerati spuri o mini partitini che “giustamente” non possono condividere il mio personale percorso politico. Di contro posso affermare che altri stanno riorganizzando le idee e ragionandoci sopra sono già rientrati nel nostro paziente "mare magnum" come io chiamo il Pd. Ora pensando alla riservatezza che ha operato su tanti simpatizzanti del Pd - riconoscendoli tra gli ospiti che leggono questo Forum - e che leggendo le mie argomentazioni non abbiano voluto rispondere o ricevuto risposte semplici, provo a spiegare meglio la mia posizione personale.

Ho vissuto per molti anni in un partito fortemente ideologizzato (molto simile ad una Chiesa, con tanto di pontefici, cardinali, testi sacri, icone di santi e dogmi). Non rinnego niente di quel passato perchè rappresenta un pezzo del mio vissuto.

Infatti le esperienze servono proprio per mettersi in discussione, per imparare le lezioni della vita, per evolversi in meglio. I partiti comunisti di tutto il mondo sono sempre stati vissuti come un fine, mai come un mezzo. E' per questo che ovunque sono andati al potere non hanno sempre costruito una società più giusta in cui le regole sono al servizio dell'uomo, ma dittature in cui l'uomo deve piegarsi alle verità assolute del partito.

Nonostante le delusioni e i fallimenti storici del "socialismo reale", credo ancora nella politica, nella partecipazione, nei valori di solidarietà, uguaglianza, giustizia sociale. Sono questi i fini che mi pongo e il partito, per me, è solo un mezzo che ho a disposizione per raggiungerli.

La dinamite è stata inventata per aiutare l'uomo nei lavori più pesanti, ma viene usata anche per uccidere. Non è il colore dell'involucro o il bollino della marca che rende buono o cattivo un certo prodotto, ma l'uso che ne viene fatto. Allo stesso modo un partito non è di sinistra solo perchè sventola la bandiera rossa o si autodefinisce tale.

Sono le persone che sono di sinistra o meno e chi milita per un partito comunista non è più di sinistra di uno che milita in un partito laico per mettere in campo le proprie convinzioni culturali, le proprie sensibilità e i propri valori.

Certo, unirsi ad altri per raggiungere obbiettivi comuni ha senso se si condividono i valori di fondo che rappresentano il collante di qualsiasi associazione (intesa appunto come mezzo). Personalmente mi riconosco in pieno nei valori scritti nella Carta Etica, nel manifesto dei Valori e nello Statuto del Pd.

Per questo io, persona di sinistra, vi milito con convinzione. Per questo, dal mio punto di vista, il Pd è un partito di sinistra, per questo torno a ribadire e a riaffermare che il famoso contenitore a cui fanno riferimento i "32" nel loro manifesto di partito unico della sinistra esiste già:“ Questo è il Pd.”

faustocoppi - Mer Dic 31, 2008 6:11 pm
Oggetto:
Comprendo come gli ideali restino dei punti fermi molto più stabili delle idee che ne discendono, quando vengano associate ai processi sensoriali della realtà.
Infatti, se anche gli ideali come le idee, sono un prodotto dell'intelletto, essi ne rappresentano una forma primitiva astratta.
Il fatto che gli ideali non si cambino così frequentemente come le idee, è perché fanno parte di quella dotazione educativa che sin dall'infanzia si assume nella famiglia e poi nella società.
Ma ciò non significa che tutti gli ideali siano buoni.
Ve ne sono anche di cattivi ed è a loro che dobbiamo le disgrazie che accadono in questo mondo.
Dobbiamo stare perciò attenti a quando cambiano troppo le idee perché o è il sintomo che non abbiamo ideali, oppure che i nostri ideali possano essere sbagliati per i compiti che ci prefiggiamo.
Ovviamente consideriamo che il nostro punto di vista sia puramente soggettivo, valendo sempre il detto "italianizzato": «tante teste, tante crape»!

Auguri di buon anno!
giorgio - Mar Gen 06, 2009 10:47 pm
Oggetto:
Siamo abituati a vivere le campagne elettorali come momenti contrassegnati da semplificazioni e da contrapposizioni esasperate. Quella che affronteremo ad Aosta a breve sarà più dura delle precedenti. Avremo uno schieramento di centro-destra più che mai determinato nel tentativo di conquistarsi posizioni, se si potesse, ancora più adeguate. Come già accade in giro per la Valle, potrà disporre di un ampio sostegno: non solo da parte dei sui leader regionali, ma anche quello delle diverse organizzazioni imprenditoriali che attendono il segnale per intensificare le loro attività speculative e di assalto del territorio, ma soprattutto dell’Imperatore.

I mezzi di comunicazione principali che operano nella nostra regione, stampa e anche televisione, sono già in prima linea nell'offrire il supporto necessario perché questo schieramento vinca le elezioni. Lo stesso Pdl valdostano vuole allargare la coalizione cercando di inglobare alcune formazioni minori.

Il centrosinistra affronterà questa scadenza di nuovo in condizioni disastrate. Pur essendo reduce dall'esperienza di governo della Città si presenta all'elettorato lacerato da una incomprensibile quanta prolungata campagna denigratoria che da tempo sta cercando di corrodere la sua credibilità e i rapporti con i suoi sostenitori. Come dicevo altrove è scoppiato un nuovo sport in Valle: il tiro al piattello quotidiano del Pd regionale, fatto da diverse posizioni politiche e con diversi strumenti.
Anche la componente del Partito Democratico, che è andata via via contrapponendosi al gruppo del segretario Raimondo Donzel, sta cercato di perpetuare le vecchie politiche attraverso la disistima, il discredito personale, e il dispregio di ogni azione fin qui riuscita e che prima nella precedente gestione non aveva avuto successo oppure era naufragata nel silenzio.

Anche io mi chiedo: ma non è forse il Partito democratico della Valle d’Aosta che per primo ha cercato di raccogliere i riformisti che si riconoscevano nello Statuto regionale e che si è dato esso stesso come partito una forma federalista, caso unico nel panorama nazionale? E allora cosa non va nel Partito democratico made in Vd’A? Il gruppo dirigente non è all’altezza, servono ben altri condottieri? Può darsi. sempre che a decidere siano poi gli elettori e gli iscritti e non un gruppo pur autorevole di cittadini.

Dunque il partito del centro sinistra in Valle d’Aosta c’è, va dotato di strutture territoriali più dinamiche, di un giornale più aperto come sarà per Le Travail che a partire dal Gennaio 2009 è diventato l’organo del Pd, o va rafforzato dandosi uno Statuto che rafforzi la democrazia interna e i processi decisionali.

Finché la selezione delle classi dirigenti avviene su vecchie basi, è difficile che la democrazia la faccia da padrona anche al nostro interno. E nessuno nel corso di questi anni, nemmeno le componenti di minoranza della sinistra, è riuscito a rompere l'intreccio consociativo fortemente consolidato sia nelle strutture dell'amministrazione regionale, sia nella società valdostana. In questo modo si è solo mortificato il ruolo delle autonomie locali e ostacolato l'avvio dei processi di innovazione.
È dunque difficile cogliere differenze significative tra gli schieramenti che si presenteranno alle prossime elezioni; eppure le diversità sono presenti nelle aspettative degli elettori di sinistra che non vorrebbero più rappresentanti scelti senza consultazione e secondo logiche che poco hanno a che vedere con la partecipazione democratica.

faustocoppi - Sab Gen 10, 2009 4:17 pm
Oggetto:
Nel PD c'è uno scontro evidente e trasparente sul modo di intendere la politica.
Lo scontro non è sulle bandierine ideologiche, ma tra la vecchia logica delle cordate, delle decisioni nelle segrete stanze, dei blocchi di potere, degli scambi, ecc... (come avviene oggi in tutti i partiti, NESSUNO ESCLUSO), e la ricerca di nuove forme di partecipazione democratica, volontà evidenziata nei documenti-base del PD (statuto, carta etica, manifesto dei valori).
Questa necessità di cambiare nel profondo la politica e di trovare nuove forme di partecipazione dei cittadini alle scelte sociali, politiche e amministrative che li riguardano, era lo spirito che ha animato coloro che si sono lanciati in questa avventura, o almeno di una parte di essi, come il sottoscritto.
Certo, le resistenze conservatrici sono state e sono molte, ma la nascita stessa del PD ha rappresentato proprio uno spartiacque tra il vecchio e il nuovo, il primo passo concreto nella direzione del rinnovamento della politica.
Così è stato percepito anche dalla gente di sinistra che ha partecipato con fiducia e speranza alle primarie e con il voto del 15 Aprile (nel bene e nel male) ha causato un vero e proprio terremoto a sinistra.
Dopo la prima fase di smarrimento i conservatori interni al partito (che non sono solo i vecchi ex-democristiani - vedi Napoli e Sardegna, ma anche la Gv.Ds in Valle d'Aosta), si sono riorganizzati e cercano in ogni modo di riprendere le redini che erano loro sfuggite di mano. Vogliamo parlare di lotte all'ultima penna stilografica per Le Travail o di quelle con il coltello tra i denti per la "fondazione Giulio Dolchi"?
Ma questo non mi scandalizza in quanto fisiologico e normale nella lotta politica, anzi lo ritengo un incentivo per portare a termine il percorso che ho iniziato. Del resto il PD è l'unico partito italiano che si è posto l'obbiettivo di riformare la politica ed è l'unico che può farcela.
Il percorso è ancora lungo e il primo congresso nazionale che si terrà in autunno sarà probabilmente solo una prima tappa.
Ma io questa battaglia di rinnovamento della politica (che, lo ripeto, per me non significa facce nuove ma metodi nuovi) nel PD posso farla e gli strumenti che ho a disposizione sono validi. Per questo mi sento vivo e politicamente presente.
Gli altri, in particolar modo i miei critici a sinistra, sono politicamente già morti perchè nei partiti a cui fanno riferimento non si pongono neppure il problema.
Sono molte le persone che anche nella vita reale sul territorio in cui vivo, continuano a dispensare consigli su cosa dovrei o non dovrei fare per essere coerente con le mie idee.
Rispondo come rispondo a loro: guardatevi in casa e datemi l'esempio.
Anzi, seguite il mio esempio.
giorgio - Dom Gen 11, 2009 11:38 am
Oggetto:
Citazione:
Veltroni vede l'incubo scissione
"Qui salta tutto, non solo io"


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Non sono per niente spaventato da un Rutelli che prima minaccia e che poi se ne va dal Pd. Ciò che non sopporto è questo ricatto continuo. Che se ne vada, vada con Casini. Il Pd resterà quello che è con chi ci sta. Pensate come sarebbe liberatorio non subire ricatti da quel tre per cento elettorale, poter firmare il documento del Pse, poter allargare le alleanze a sinistra, e perché no, anche al centro di Casini se vuole governare col centro sinistra. Quello che mi dispiace è fare quella operazione dopo le elezioni europee, mentre andrebbe fatta prima. Forza Veltroni, mandali dove vogliono, la forza del Pd non potrà mai essere nella debolezza. Lo dice la parola stessa.

Molti voti dell'Udc in queste ultime elezioni, sono andate a berlusconi, mentre molti voti di area Pd sono finiti all'Udc. Questo è ciò che hanno mostrato i flussi elettorali. L'area della sinistra comunista ex Pci è da molti anni intorno al 34 per cento e quelli sono i numeri presi dal Pd questa volta. Cosa voglio dire: il Pd a queste ultime elezioni non è riuscito ad attrarre il voto del centro, motivo per cui era nato. A questo punto si può discutere di quale visibilità debba avere il centro nel Pd per potere attrarre quei voti e se quella stessa visibilità necessaria al centro, nuoccia a sinistra.

Vediamo cosa fa Soru in Sardegna. Se riesce a battere il centro destra in quella regione, superando le divergenze anche trasversali che ci sono nella sua coalizione, penso che potrà rappresentare un modello di riferimento per ciò che dovrà fare il Pd e la coalizione di sinistra nell'intero paese. Se perderemo anche con lui, dovremo rassegnarci alla sconfitta, per molti anni, sino a quando non nascano le condizioni per una ripresa di iniziativa a sinistra.

giorgio - Lun Gen 12, 2009 3:38 pm
Oggetto:
Parafrasando Sansonetti...
Io però oggi ho paura. Rovescio il titolo del bel libro di Niccolò Ammanniti: ho paura. Paura perché non vedo più quella sinistra a cui molti fanno ancora riferimento. Mi pare senza anima, senza idee, senza cuore. Non vedo più né la vera sinistra riformista, né quella radicale, che avevamo incontrato a Genova. Ho paura perché sento che più nessuno trova necessario il culto della libertà, della voglia di lottare, di essere veramente al di sopra degli interessi e degli orticelli privati che come in Valle d'Aosta, si cerca ancora disperatamente di accudire.

Perché vedo una destra che dilaga, che si impossessa dello spirito pubblico, che conquista il popolo, e impone valori reazionari, che io non sopporto. Ho paura perché mi pare che all'orizzonte ci sia il buio, e che se non riusciamo a riprendere il filo dei nostri discorsi libertari e riformisti, vincerà Rollandin, per dieci anni, per cento, per sempre.

erika - Lun Gen 19, 2009 3:31 pm
Oggetto:
ahimé caro Giorgio la tua paura è la paura di tanti.
Sempre più sento persone che fino a ieri lottavano per la pace, la libertà, l'uguaglianza e la solidarietà dirsi vicine ad un partito che non partecipa alle manifestazioni come quella organizzata dalle lega islamica, non crede nella pari dignità delle persone e continua ad assumere senza concorso...

E quelli fra loro che non si sono ancora piegati o non votano, o criticano senza seguire i dibattiti...

Ho infatti letto su altri blog cosa si dice sulla proposta di legge sui tagli dei costi della politica. Il PD si è espresso a favore e a sua volta ha chiesto modifiche che ritengo piuttosto interessanti come una riduzione dello stipendio ai consiglieri che già percepiscono un vitalizio o svolgono un secondo lavoro, la rinuncia ai giornali gratuiti...che però non sono nemmeno state prese in considerazione. Invito tutti quindi, prima di sparare ad ascoltare le registrazioni dei consigli regionali. E' facile fare demagogia e non avere proposte. E con questo atteggiamento è ancora più facile far si che i valdostani continuino a votare coloro che gli danno sicurezza perchè non litigano... Abbiamo già preso una bella mazzata a livello nazionale, vogliamo continuare??
giorgio - Gio Gen 22, 2009 4:30 pm
Oggetto:
Citazione:
12:21 VERDI: VDA; ASSEMBLEA PER CONOSCERE FUTURO DEL GALLETTO
(ANSA) - AOSTA, 22 GEN -
"Un'occasione interessante per capire quali dinamiche si muovono nell'area politica autonomista-progressista". Così si presenta l'assemblea dei Verdi della Valle d'Aosta, in programma sabato prossimo 24 gennaio all'Espace Populaire di Aosta (via Mochet 7).

Il programma: alle 10 è prevista una tavola rotonda sul tema 'Quale futuro per il Galletto?' con la presenza del deputato Roberto Nicco e dei segretari delle forze politiche dell'alleanza. "Dopo le due scadenze elettorali della primavera 2008 - si legge in una nota dei Verdi - il Galletto è stato di nuovo messo in frigorifero ed attualmente è in uno stato comatoso. Non ci sono strutture operative, non c'é una elaborazione politica comune. Constatando questa situazione, nei mesi scorsi sia il Comitato dei 32, sia i Verdi, con il Documento approvato dal Coordinamento il 17 novembre, hanno formulato proposte per il rilancio del Galletto. Mancano le risposte da parte delle principali forze politiche. Intanto si avvicina la scadenza elettorale per il Parlamento europeo: ci sarà il Galletto? O ognuno per conto suo?".

Al pomeriggio, invece, dalle 14.45 alle 19, l'assemblea si occuperà più specificatamente di tematiche ambientaliste, partendo dalla relazione del coordinatore regionale dei Verdi, Paolo. "C'é più che mai bisogno di verde, di ecologia. I cambiamenti climatici, gli eccessivi consumi energetici, il modello di sviluppo insostenibile, questi temi sono ormai diventati oggetto di riflessione generale. In questo contesto è più che mai necessaria una presenza ed una azione dei Verdi. Ed in Valle d'Aosta ci sono Dossier di grande rilevanza (dalla gestione dei rifiuti alla sciagurata proposta dell'inceneritore o alla politica dei trasporti con una ferrovia vecchia e trascurata)".

(ANSA).


C'era la possibilità, in Italia e in Valle d’Aosta alla fine degli anni 80 di costruire quel soggetto unico del socialismo che probabilmente avrebbe evitato la progressiva distruzione della sinistra italiana. Ma Craxi puntò sul CAF ed Occhetto invece di dare senso compiuto all'evoluzione del PCI creò un partito come il PDS dall'identità sospesa impelagato nell'oltrismo (secondo cui l'89 segnava non la fine del comunismo ma anche il definitivo superamento del socialismo democratico. Ora anche nel PCI vi sono state figure di primissimo piano che non hanno esitato a definirsi socialisti tout-court: il presidente Napolitano, Lama, Chiaromonte, Trentin, Angius, Salvi. Altri al massimo si sono considerati socialisti transaplini (D'Alema) o addirittura non socialisti d'oltreoceano (Veltroni).

Per cui oggi, nell'affanno totale della sinistra abbiamo tre posizioni in campo: quella della trasformazione della sinistra in centro (che è in crisi); quella del ripiegamento sull'identità comunista vissuta in modo settario, minoritario ed antistorico; quella di una sinistra, come quella in cui si punta qui in Valle, "senza aggettivi" ma che non porta da nessuna parte.

Manca, in modo organico, la proposta di ricostruire la sinistra sul socialismo del XXI secolo, nei termini in cui noi del Pd-Vd’A. ne continuiamo a parlare Cioè di una sinistra all'interno del socialismo europeo, ma, al tempo stesso, impegnata a rinnovarlo profondamente ed a farlo evolvere in modo da dare risposte alle nuove sfide poste dalla storia. Coloro che credono che valga la pena di impegnarsi per questo partito, dovranno spingere affinché si giunga ad una lista unitaria del Pd-Vd’A in cui possano ritrovarsi Sd, verdi, area liberal e vendoliani. Sarebbe il primo passo (ce ne vorranno molti altri) nella direzione giusta.
giorgio - Gio Gen 22, 2009 5:02 pm
Oggetto:
Citazione:
13:13 VDA VIVE: APRIRE VITA POLITICA REGIONALE A TUTTI I CITTADINI
(ANSA) - AOSTA, 22 GEN - "La democrazia rappresentativa classica fondata sul solo contratto elettorale non riesce più a soddisfare le aspirazioni della società moderna". E' la convizione del direttivo di VdA Vive e che sta alla base di una bozza di proposta di legge tesa a favorire "la partecipazione dei cittadini alla vita politica della Regione".

In una nota diffusa dal segretario Guido Dondeynaz si legge che "il malessere della democrazia rappresentativa riflette una doppia frustrazione; innanzitutto è quella dei cittadini stessi che, da un lato hanno la sensazione che gli eletti hanno sempre meno influenza, ciò che spiega gli alti tassi di astensione nelle consultazioni elettorali, e dall'altro, non accettano più quella espropriazione del loro potere che è insita nell'assenza di qualsiasi consultazione nell'intervallo delle elezioni".

Per VdA Vive, "altra frustrazione importante è quella dei rappresentanti eletti che si sentono sempre più privati delle loro prerogative, specie per via del predominio dei governi e dei loro esperti che sfuggono ad ogni controllo, del ruolo prepotente dei media nella trasmissione del discorso politico".

Gli argomenti principali che la proposta di legge deve trattare e sui quali VdA Vive intende avviare un confronto con tutte le forze politiche: l'istituzione del Dibattito Pubblico Regionale, l'individuazione dei temi che possono essere sottoposti al dibattito; la definizione dei soggetti che hanno diritto di attivare il dibattito; l'istituzione di una Autorità regionale per la garanzia il cui funzionamento sarà garantito dal Consiglio regionale.

Più in generale la legge intende garantire la partecipazione dei residenti e dei valdostani all'estero alle scelte politiche regionali; promuovere soluzioni condivise sulle politiche di gestione del territorio; contribuire alla sostenibilità e alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico regionale; contribuire a rinnovare la democrazia e le sue istituzioni integrandola con pratiche, processi e strumenti di democrazia partecipativa.
(ANSA).




La conclusione a cui giunge il segretario Guido Dondeynaz è una sensazione che indubbiamente fa provare malessere e riflette senza dubbio la frustrazione dei cittadini, principalmente per quelli che stanno sempre all'opposizione. Inoltre la sensazione che hanno si amplifica per loro stessi che notano come hanno sempre meno influenza. Primo perchè non riescono a vedere azioni congruenti al loro voto in quanto in minoranza perchè sempre perdenti, secondo perchè i politici "insediati" in questo caso dell'Uv, non accettano più quella espropriazione del loro potere che: "è insita nell'assenza di qualsiasi consultazione nell'intervallo delle elezioni".

Detta in parole terrestri...Guido Dondeynaz ci parla di "Arroganza del Potere". Come combattere tutto questo? Poco sopra ho scritto due righe che potrebbero essere illuminanti se tutti quanti noi avessimo il coraggio di procedere in quella direzione da me descritta

dario m. carmassi - Ven Gen 23, 2009 9:46 am
Oggetto:
Giorgio ha scritto:
"Manca, in modo organico, la proposta di ricostruire la sinistra sul socialismo del XXI secolo, nei termini in cui noi del Pd-Vd’A. ne continuiamo a parlare Cioè di una sinistra all'interno del socialismo europeo, ma, al tempo stesso, impegnata a rinnovarlo profondamente ed a farlo evolvere in modo da dare risposte alle nuove sfide poste dalla storia. Coloro che credono che valga la pena di impegnarsi per questo partito, dovranno spingere affinché si giunga ad una lista unitaria del Pd-Vd’A in cui possano ritrovarsi Sd, verdi, area liberal e vendoliani. Sarebbe il primo passo (ce ne vorranno molti altri) nella direzione giusta"


Se ci aggiungi un autonomismo consapevole, visto che, è meglio prenderne coscenza, viviamo in una regione a statuto speciale, hai la proposta dei 32, ne più, nè meno.

Come sempre il tempo è galantuomo, riabilitiamo il socialismo, spero anche i socialisti come lo fù il sottoscritto.

Aspetto fiducioso l'evolversi del pensiero per un centrosinistra autonomista, riformista, ambientalista.

Grazie.
giorgio - Ven Gen 23, 2009 2:54 pm
Oggetto:
dario m. carmassi ha scritto:
Giorgio ha scritto:
"Manca, in modo organico, la proposta di ricostruire la sinistra sul socialismo del XXI secolo, nei termini in cui noi del Pd-Vd’A. ne continuiamo a parlare Cioè di una sinistra all'interno del socialismo europeo, ma, al tempo stesso, impegnata a rinnovarlo profondamente ed a farlo evolvere in modo da dare risposte alle nuove sfide poste dalla storia. Coloro che credono che valga la pena di impegnarsi per questo partito, dovranno spingere affinché si giunga ad una lista unitaria del Pd-Vd’A in cui possano ritrovarsi Sd, verdi, area liberal e vendoliani. Sarebbe il primo passo (ce ne vorranno molti altri) nella direzione giusta"

Se ci aggiungi un autonomismo consapevole, visto che, è meglio prenderne coscenza, viviamo in una regione a statuto speciale, hai la proposta dei 32, ne più, nè meno.

Come sempre il tempo è galantuomo, riabilitiamo il socialismo, spero anche i socialisti come lo fù il sottoscritto.

Aspetto fiducioso l'evolversi del pensiero per un centrosinistra autonomista, riformista, ambientalista.

Grazie.


Vedi Dario, non c'è niente di male ad avversare un soggetto politico che non ci piace. Anche se da tempo noto una certa permalosità in certi esponenti politici, che non accettano mai un pensiero difforme dal loro. Non è questo il punto, il libero pensiero è il sale della democrazia. Molti forumisti qui hanno contrastato apertamente il progetto del Pd fin dalla sua nascita. Legittimamente. Come altri sempre legittimamente lo hanno appoggiato E' il tuo ragionamento che non fila, secondo me. Poi anche io mi posso sbagliare...

Uno poteva essere contrario al tentativo di sommare anime diverse (le anime del Pd). Ma questo tentativo rappresenta il Dna di questo soggetto politico, ovvero l'obbiettivo, anzi l'unico obbiettivo che si è posto chi si è buttato in questa avventura. O credi nella possibilità di unire i riformismi di sinistra con quello di matrice cattolica (e quindi lavori in questa direzione) o non ci credi (quindi la cultura politica che ha portato alla stessa nascita del Pd ti è estranea, fin dall'inizio). E' evidente dal contenuto e dal tono dei tuoi post che tu lo consideri come un nostro tentativo di millantato credito.

Che nel Pd ci siano due anime che si contrappongono e si combattono è evidente, ma non sono quelle che tu hai citato. La lotta è tra i vecchi apparati dei due ex-partiti, le vecchie logiche politiche, i piccoli centri di potere interno e il nuovo modo di intendere la politica, la partecipazione e la democrazia. A Napoli e in Campania, solo ad esempio, la lotta è tra il "vecchio" rappresentato dalla Jervolino (ex- Margherita) e da Bassolino (ex-Ds), contrapposto al "nuovo, rappresentato dal segretario del Pd che si è dimesso per rivendicare il rinnovamento. In Sardegna il "vecchio" trasversale agli ex Ds e Margherita ha affossato la giunta Regionale guidata da chi rappresenta il nuovo corso (Soru).

Ovunque la lotta non è tra ex-comunisti ed ex-democristiani, autonomisti o non autonomisti, ma tra il vecchio e il nuovo modo di intendere e praticare la politica. Tu sponsorizzando il Comitato dei 32 torni al vecchio, anche se non te ne accorgi. Non sono un “complottista”, ma se in Valle d’Aosta il Pd non riesce ancora ad allargare di più la propria base o raggio d’azione è perché gli è difficile farsi strada fra tutti gli ostacoli che quotidianamente gli vengono frapposti. E’ da quando siamo nati che non facciamo altro che raccogliere critiche ed “insulti” sia dai media locali sia dalla miriade di partiti che pur essendo scomparsi hanno una sola volontà: quella di non far vedere ed apprezzare che questo contenitore di centrosinistra autonomista, riformista, ambientalista, esiste già. Io preferisco guardare avanti, guardare al nuovo modo di intendere e praticare la politica.

erika - Mar Gen 27, 2009 3:40 pm
Oggetto:
Caro Giorgio,
credo che stia proprio qui la grande differenza.
L'unico passatempo è quello di guardare il dibattito interno al PD e non il resto.
Posso dirti che proprio questo dibattito non può che arricchire e come in ogni democrazia ci sarà chi rappresenterà la maggioranza degli aderenti e chi no, ma tutti con la stessa dignità.
Il PD qui come a livello nazionale sta portando avanti delle proposte molte interessanti. Guardiamo quelle e discutiamo su quelle.
Siamo d'accordo alla Cervino, alla proposta del taglio dei costi della politica, alla legge brunetta, alle misure anticrisi...parliamo di queste!!!
erika - Mar Feb 03, 2009 10:22 am
Oggetto: ELEZIONI EUROPEE...
Interessante leggere il confronto fra Rivolin e Curtaz di questa settimana su Aosta sera

Carlo Curtaz
Per riflettere. Il Parlamento Europeo rappresenta le comunità territoriali oppure i cittadini europei? E quando la nostra Costituzione afferma che il voto di tutti i cittadini è “uguale” vuol dire solo “una testa, un voto” o vuol dire anche che in tutte le circoscrizioni elettorali ci vuole, per ogni eletto, lo stesso numero di elettori? Insomma, la Valle d'Aosta, in quanto tale, ha diritto o meno di essere rappresentata a Strasburgo?...En tout cas, se nel frattempo la legge elettorale non cambia, per essere eletti qui da noi, attraverso un apparentamento con una lista nazionale, ci vogliono ben 50.000 voti. Troppi, pare. Secondo qualcuno sarebbe comunque opportuno concentrare i voti su un unico candidato valdostano. Potrei convenire, se si trovasse dalle nostre parti un politico di grande spessore, che goda di considerazione generale e sia interprete dei valori e delle aspettative generali. C'è forse in Valle una figura istituzionale che assomigli a Ciampi? Oppure, Di Pietro permettendo, al Presidente Napolitano? Sono ore che ci penso, ma non me ne viene in mente neanche una!

E meno male che alla proposta di un candidato di centro sx nessuno era d'accordo...

Joseph Rivolin
Per molte materie, i legislatori degli Stati dell’UE sono diventati semplici esecutori delle decisioni normative prese dal Parlamento europeo. È dunque importante che una Regione autonoma come la Valle d’Aosta vi possa avere un rappresentante che, insieme con altri parlamentari provenienti da regioni con problematiche simili alle nostre costituisca una “lobby” virtuosa, per far sentire la voce dei piccoli popoli e della gente della montagna. Purtroppo, la legge elettorale attuale non consente che la Valle abbia un collegio elettorale proprio, e i voti dei Valdostani saranno conteggiati con quelli di realtà incommensurabilmente più popolose. La sola certezza di avere un valdostano a Strasburgo sarebbe data da un apparentamento tra un partito nazionale e una forte coalizione locale, che riuscisse a far convergere su un solo candidato 50.000 voti. Ciò richiederebbe l’abbattimento di barriere ideologiche ormai obsolete e un atteggiamento di autonomia psicologica dalle centrali romane, da parte dei rappresentanti locali dei partiti nazionali. È auspicabile che ciò avvenga, e che l’interesse dei Valdostani prevalga sugli egoismi di parte.

O forse bisognerebbe che ci fosse l'abbattimento di barriere ideologiche da parte di altri?
bruno courthoud - Mar Feb 03, 2009 4:27 pm
Oggetto:
1 parlamentare europeo ogni 50.000 abitanti sarebbero un migliaio di parlamentari italiani a Strasburgo, ognuno a difendere la sua piccola "lobby" territoriale, come giustamente dice Rivolin. E sembra che non bastino. C'è chi vorrebbe un parlamentare ogni 25.000 abitanti (circa 2.000 piccole "lobby"). Ogni "lobby" ha le sue piccole buone ragioni. Come la piccola "lobby" valdostana nel parlamento italiano, ormai quasi del tutto inutile, tanto fa tutto Rollandin.
erika - Mar Feb 03, 2009 4:30 pm
Oggetto:
Leggi bene di chi è la proposta!!!!
Se fosse stata di Caveri - Donzel immagino cosa avresti detto....
Con estremo piacere vedo che tutte le critiche fatte sul candidato di centro sinistra quando di parlava di 50.000 sono tutte svanite.
Effettivamente con 25.000 l'UV può andare da sola!
Bel regalo...
bruno courthoud - Mar Feb 03, 2009 5:35 pm
Oggetto:
mi piace immensamente la definizione di rivolin: la VDA è un piccola lobby, è la pura verità. Definirla invece virtuosa, come fa lui, ... beh, ci vuole molta ... autostima.
giorgio - Mer Feb 04, 2009 4:41 pm
Oggetto:
bruno courthoud ha scritto:
1 parlamentare europeo ogni 50.000 abitanti sarebbero un migliaio di parlamentari italiani a Strasburgo, ognuno a difendere la sua piccola "lobby" territoriale, come giustamente dice Rivolin. E sembra che non bastino. C'è chi vorrebbe un parlamentare ogni 25.000 abitanti (circa 2.000 piccole "lobby"). Ogni "lobby" ha le sue piccole buone ragioni. Come la piccola "lobby" valdostana nel parlamento italiano, ormai quasi del tutto inutile, tanto fa tutto Rollandin.


Un europarlamentare per la Valle d’Aosta.
Alla Camera è fallito anche l’ultimo tentativo

Aosta - La Camera ha respinto l’emendamento avanzato dal parlamentare valdostano Roberto Nicco
per modificare la legge sulle elezioni dei membri del Parlamento europeo.


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L'aula del Parlamento europeo

Oggi, martedì 3 febbraio, la Camera ha respinto l’emendamento avanzato dal parlamentare valdostano Roberto Nicco per modificare la legge sulle elezioni dei membri del Parlamento europeo. Nonostante l’accordo bipartisan che in Valle ha messo d’accordo tutti - autonomisti, centro destra e centro sinistra - il voto dei deputati ha messo in minoranza la richiesta di abbassare a 25mila il numero di voti necessari per ottenere un seggio all’euro parlamento.

“Si tratta di un atto politicamente grave - ha dichiarato l’on. Roberto Nicco - le minoranze linguistiche esprimeranno perciò voto contrario al provvedimento”. E aggiunge: “Inutili sono i continui richiami al federalismo, se poi, a quelli che dovrebbero essere gli elementi costitutivi del nuovo stato federale, ovvero le Regioni, non viene attribuita pari dignità in un passaggio così importante quale l’elezione del Parlamento europeo”.

Durante il dibattito in aula, questa mattina, Nicco aveva “proposto una più limitata e specifica modifica che consentisse almeno di rendere effettiva la possibilità di una rappresentanza all'interno del meccanismo dell'apparentamento, con la riduzione del quorum necessario, essendo assai difficilmente raggiungibile la cifra individuale di 50.000 voti a fronte della ridotta consistenza di quel corpo elettorale”.

di Domenico Albero
AostaSera.it


***********************************

Visto che bruno courthod ne fa una questione di cifre, anche io voglio fare una questione…di mercato. Voglio veramente scendere in basso, che più in basso non si può. Voglio dire al mondo che due più due molte volte fa quattro anche se in politica, mi rammentano, che non sia sempre così. Ora come si sa la categoria dei contabili è una di quelle categorie non molto ben viste e poco simpatiche, ma attendibili. Se io dicessi che con 25.000 preferenze l’Uv e i suoi accoliti se ne farebbe un baffo di tutti i bei discorsi sul federalismo e sulla pari dignità, voi ci credereste? Se io dicessi che con 25.000 mila preferenze il rappresentante della Valle d’Aosta uscirebbe certamente e sarebbe scelto anticipatamente tra i personaggi che compongono questa “lobby”, come ci ricorda Bruno (rif. Rivolin), voi ci credereste?

Bene ha fatto la Camera
a respingere l’emendamento avanzato dal parlamentare valdostano Roberto Nicco per modificare la legge sulle elezioni dei membri del Parlamento europeo. Ed ecco che salta fuori la venalità politica: “Che vantaggi avrebbero avuto tutti gli altri partiti che non sono nella maggioranza? L’Opposizione che c'è a Palazzo regionale è più che certa che i princìpi dell’autarchia che furono indicati da Mussolini nel discorso del 23 marzo 1936 sarebbero stati assunti pari pari dalla più grande forza al governo della Regione. Il fine principale oggi sarebbe quello di allora. Rendere in questo caso l’Uv politicamente autonoma per tutto ciò che riguarda i rapporti con gli altri partiti, riducendoli così non essenziali ed inutili alla vita politica valdostana..


Ps. Una nota a margine. Qui si parla di abbassare i costi della politica solo e soltanto quando fa comodo al manovratore?

bruno courthoud - Mer Feb 04, 2009 9:39 pm
Oggetto:
confermo, i principi autarchici di Mussolini sono chiaramente espressi negli articoli 1 e 2 dello Statuto dell'UV (in filigrana, ma neanche troppo).
Basta leggerlo bene e chiunque se ne può rendere conto, come si può rendere conto che l'UV li sta perseguendo in modo imperterrito (vedi acquisizione deval, vedi regionalizzazione delle "malattie" anche in campo sanitario e scolastico), usando gli altri movimenti politici per i suoi scopi.
L'UV è nata come movimento che contrappone un nazionalismo locale (micronazionalismo) a un nazionalismo centrale (prima fascismo): la matrice è la medesima!
Non cadete un'altra volta nella trappola tesa!
Chi scriverà un giorno qualcosa a proposito delle analogie e affinità tra l'ideologia fascista e l'ideologia dell'UV?
Giorgio: "lobby" è una definizione di Joseph Rivolin, non mia, quindi del meglio dell'intellighentzia de chez nous. In questo caso mi pare che il termine sia azzeccato. Perché non chiamare l'UV, come suggerisce Rivolin, una lobby di chez-nous?
giorgio - Ven Feb 13, 2009 3:59 pm
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
17:44 EUROPEE: PD VDA; DONZEL, DISPONIBILI SOLO PER SCELTE CHIARE
- AOSTA, 12 FEB -
In vista delle prossime elezioni europee il Pd valdostano è disponibile ad avviare un confronto con le forze della maggioranza regionale solo se "c'é la volontà di giungere ad una scelta trasparente chiara ed univoca". Lo ha detto il segretario regionale, Raimondo Donzel, rispondendo ai giornalisti.

"Al momento è prematura la scelta di una candidatura condivisa perché deve essere coerente con una linea politica certa; siamo disponibili ad aprire il confronto ma mi rendo conto - ha aggiunto Donzel - che la partita è difficile e sarà il partito ad indicare la strada da seguire".

Fallite le iniziative parlamentari per garantire alla Valle d'Aosta un seggio a Strasburgo, Raimondo Donzel ha individuato nel "federalismo politico il passo decisivo perché ogni regione italiana sia rappresentata nel Parlamento europeo" ha detto ricordando che anche la Sardegna, con l'attuale sistema elettorale non ha la certezza di eleggere un proprio rappresentante. (ANSA).


giorgio - Ven Feb 13, 2009 4:01 pm
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
17:12 PD: CON GOVERNO BERLUSCONI AUTONOMIA VALDOSTANA E' A RISCHIO
- AOSTA, 12 FEB -
Il Pd della Valle d'Aosta, per bocca del suo segretario, Raimomdo Donzel, si dice "preoccupato per i rischi che corre l'autonomia speciale con un presidente del Governo che vuol mettere mano alla Costituzione".

Nel corso di una conferenza stampa per presentare le manifestazioni del Pd Day, Donzel ha detto: "Abbiamo l'impressione che se un governo non tiene conto delle decisioni della Corte Costituzionale c'é un reale pericolo per lo Statuto speciale della Valle d'Aosta che è incardinato nella Carta Costituzionale".

Per elaborare proposte e iniziative in difesa dell'autonomia speciale, il Pd ha riunito per questa sera l'Assemblea che dovrà anche "analizzare la situazione politica valdostana che deve affrontare nelle prossime settimane il nodo delle elezioni europee". (ANSA).



(ANSA) ha scritto:
12:19 PD: VDA; CAMPO PROGRESSISTA NON SIA CONTENITORE RIGIDO
- AOSTA, 13 FEB -
"Non convince la riproposizione, in varie forme, che il campo progressista ed autonomista di questa regione possa essere omologato e racchiuso in un contenitore rigido che ripropone l'assemblaggio forzato di forze politiche che liberamente rivendicano spesso identità sensibilmente diverse tra di loro".

E' quanto afferma in materia di alleanze politiche un documento dell'assemblea costituente del Pd della Valle d'Aosta, riunitasi ieri sera a Montjovet.

"Va evitato il rischio - si legge - già corso in passato, di elaborare proposte politiche e programmatiche frutto di una inevitabile mediazione al ribasso, che non servono a nessuno e soprattutto non servono alla Valle d'Aosta". Inoltre, secondo l'assemblea del Pd "come a livello nazionale, non si può neppure prescindere dalle differenti leggi elettorali che regolano le competizioni nei vari livelli istituzionali e territoriali, alcune delle quali oggetto di riforma".

Il Partito Democratico della Valle d'Aosta intende interloquire "con la società tutta, con le associazioni, le famiglie, con i cittadini, con le persone, ed è pronto ad un confronto franco ed aperto cono tutte le forze politiche autonomiste, riformiste e progressiste della Valle d'Aosta". (ANSA) .


giorgio - Mar Feb 24, 2009 7:59 pm
Oggetto:
La Stampa ha scritto:
POLITICA.
MARILDE PROVERA FAVORITA


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Europee, dalla Valle in lista con Rifondazione
Rifondazione comunista sta cercando un candidato valdostano per le prossime elezioni europee. Lo ha confermato il segretario regionale del partito, Francesco Lucat, a margine della «lezione di comunismo» tenuta dal segretario nazionale di Rc, Paolo Ferrero, all’Espace populaire. «Apriremo un dibattito» aggiunge Lucat. In pole position c’è l’ex deputata Marilde Provera.

Dal dibattito è emersa la voglia di dire addio al Galletto. «Vogliamo mantenere precisi elementi di identità, dal simbolo con la falce e il martello alle idee, per passare dall’essere comunisti al “fare i comunisti” e mettere insieme la sinistra alternativa al Pd» ha detto Ferrero.

Il leader ha indicato una ricetta per uscire dalla crisi economica: «Bloccare la speculazione finanziaria che usa le risorse non per gli investimenti ma per speculare; ridistribuire il reddito mettendo un freno ai superstipendi; aumentare salari, stipendi e pensioni; rilanciare il ruolo pubblico nell’economia; garantire la Cassa integrazione a tutti».
Per le Europee la strategia è «fare una lista di sinistra con il simbolo di Rifondazione e con la sinistra che non è il Pd, appoggiare la Cgil nelle sue battaglie, lavorare dentro i conflitti nel territorio e non in Tv, dire chiaro che Rifondazione starà nel Gruppo europeo della sinistra. Con questi propositi possiamo superare lo sbarramento al 4 per cento».


In campo nazionale è tutto un fiorire di appelli per l'unità della sinistra. Ma quale sinistra? Non certamente il Pd. E quale unità? Naturalmente quella che fa comodo a loro e basta. Ma vogliamo mica scherzare che si possa togliere la falce e martello. Solo con la falce e il martello oggi si fa politica. E' incontestabile.

E poi mi vengono a parlare di Galletto questi ipocriti. Chiedete loro perchè dal dibattito è emersa la voglia di dire addio al Galletto! Forse proprio per “fare i comunisti”. Basta guardare a cosa sono ridotti questi signori, a far data dalla caduta del governo Prodi. Io continuo ad imputare a questi signori la sua caduta ed il successivo disfacimento di una coalizione di sinistra. Ed ora eccoli qua con percentuali elettive da far paura, quasi un prefisso telefonico: 0,...Chissà se si sono sentiti anche con Niky Vendola? Sì perchè pare che anche lui stia facendo altri appelli all'unità della sinistra...la sua.

Mandrake - Mar Feb 24, 2009 10:08 pm
Oggetto:
CARO GIORGIO

DOPO MESI DI MALATTIA TORNO A SALUTARE AREA DEMOCRATICA

E' CON PIACERE CHE LEGGO LE TUE CONSIDERAZIONI

I COMUNISTI OGGI PIU' CHE MAI NON SONO PER L'UNITA' DELLA SINISTRA

DIFENDETE A DENTI STRETTI IL PARTITO DEMOCRATICO

A PRESTO!
giorgio - Mer Feb 25, 2009 3:42 pm
Oggetto:
Mandrake ha scritto:
CARO GIORGIO

DOPO MESI DI MALATTIA TORNO A SALUTARE AREA DEMOCRATICA

E' CON PIACERE CHE LEGGO LE TUE CONSIDERAZIONI

I COMUNISTI OGGI PIU' CHE MAI NON SONO PER L'UNITA' DELLA SINISTRA

DIFENDETE A DENTI STRETTI IL PARTITO DEMOCRATICO

A PRESTO!


Caro Mandrake
ho solo la certezza che l'Italia passerà come il paese che ha garantito l'impunità a berlusconi e a tutta una classe politica corrotta mitridatizzata dalla fine prematura di mani pulite. Una vergogna della quale sono responsabili in varia misura tutti, e che ci vorranno decenni per dimenticare. L'Italia, la Valle d'Aosta, così piena di italiani e di valdostani com'è, è bellissima, sono loro che in massima parte fanno letteralmente schifo. So benissimo con quale gente ho a che fare, ormai, dopo sessantasei anni so "quasi" tutto e ho visto quello che basta per esprimere questo mio drastico parere. Sono stato anche all'estero, pieno di gentaglia anche là. La gentaglia è la maggioranza su questo pianeta, dobbiamo farcene una ragione.

Poco importa che io abbia idee di sinistra e lotti per democrazia, solidarietà e giustizia intesa almeno come rispetto delle regole, la gentaglia la trovo dappertutto e sono rassegnato a convivere stando bene attento a mantenere la dovuta distanza, fatta anche di cautela se ripenso al tuo auspicio di tenerci stretto il Partito Democratico. La nostra speranza che ci vogliano decenni per dimenticare tutti i danni che ci hanno procurato, mi fa sorridere. Questo paese non cambierà mai, per quante maschere potrà indossare. Tra l'altro, per molti, anche io sono gentaglia come loro.

Capita la morale?

giorgio - Mer Feb 25, 2009 5:07 pm
Oggetto:
Mandrake ha scritto:
CARO GIORGIO

DOPO MESI DI MALATTIA TORNO A SALUTARE AREA DEMOCRATICA

E' CON PIACERE CHE LEGGO LE TUE CONSIDERAZIONI

I COMUNISTI OGGI PIU' CHE MAI NON SONO PER L'UNITA' DELLA SINISTRA

DIFENDETE A DENTI STRETTI IL PARTITO DEMOCRATICO

A PRESTO!


La Stampa ha scritto:
Avetrani e Cheillon

Grazie e «chapeau»
Esistono ancora anche da noi, in questi tempi così vergognosi e squallidi
di cacciatori di poltrone e di privilegi, delle persone che si comportano seriamente,
come Avetrani e Cheillon. Grazie e... chapeau.
EZIO QUEY


Vedi caro Mandrake i cocntrosensi della vita politica?! Tu pensi sia normale che ci siano queste reazioni? E' normale che da tanto tempo la totale ostilità degli autonomisti - non parlo naturalmente dell'Uv - al progetto di Riccarand di una costituente del galletto non sia resa nota più chiaramente? Essi sono contrari a quegli individui che fanno riferimento a partiti nazionali diversi e talvolta in antitesi tra loro. Non si capisce quindi come possa nascere dal basso, dalla società civile, ciò che i partiti non vogliono. Ora oltre a Cheillon, anche Riccarand, Curtaz, Squarzino, e Avetrani, e altri diventano società civile, pur avendo in tasca la tessera dei verdi e dei Ds. Mah...
giorgio - Ven Feb 27, 2009 12:17 pm
Oggetto:
La Stampa ha scritto:
POLITICA.
MARILDE PROVERA FAVORITA


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Europee, dalla Valle in lista con Rifondazione
Rifondazione comunista sta cercando un candidato valdostano per le prossime elezioni europee. Lo ha confermato il segretario regionale del partito, Francesco Lucat, a margine della «lezione di comunismo» tenuta dal segretario nazionale di Rc, Paolo Ferrero, all’Espace populaire. «Apriremo un dibattito» aggiunge Lucat. In pole position c’è l’ex deputata Marilde Provera.

Dal dibattito è emersa la voglia di dire addio al Galletto. «Vogliamo mantenere precisi elementi di identità, dal simbolo con la falce e il martello alle idee, per passare dall’essere comunisti al “fare i comunisti” e mettere insieme la sinistra alternativa al Pd» ha detto Ferrero.

Il leader ha indicato una ricetta per uscire dalla crisi economica: «Bloccare la speculazione finanziaria che usa le risorse non per gli investimenti ma per speculare; ridistribuire il reddito mettendo un freno ai superstipendi; aumentare salari, stipendi e pensioni; rilanciare il ruolo pubblico nell’economia; garantire la Cassa integrazione a tutti».
Per le Europee la strategia è «fare una lista di sinistra con il simbolo di Rifondazione e con la sinistra che non è il Pd, appoggiare la Cgil nelle sue battaglie, lavorare dentro i conflitti nel territorio e non in Tv, dire chiaro che Rifondazione starà nel Gruppo europeo della sinistra. Con questi propositi possiamo superare lo sbarramento al 4 per cento».


Non volevo entrare in questa discussione, che sto però seguendo.
Ma questo intervento di Ferrero, Lucat in qualche modo mi costringe perchè mi pare non abbiano ragione. Quello che si sta aspettando (come peraltro anche lo stesso Pd) è davvero una proposta politica. Io la vedo così. A me sembra che nel Pd come nella sinistra esistano quasi simili divisioni (direi genetiche, stare a sinistra significa mettere tutto in discussione), la differenza è che nel Pd comunque si cerca di essere un partito unico, nella sinistra c'è l'effetto contrario, cioè la continua nascita di partitini (simili alle correnti del Pd).

Se nel Pd, a parere mio, ci sono solo pochi aderenti fuori posto, e sono i cosidetti teodem - che andrebbero silenziati o resi un pò inoffensivi - perchè a mio avviso non c'è alcuna corrispondenza nella base e negli elettori. Se sono un elettore Teodem voto Berlusconi o al massimo Casini, mica Pd, ed è ora che cominciamo a capirla! Di converso non vedo le divisioni della sinistra come corrispondenti a divisioni reali della base sul merito. Sono divisioni dirigenziali, basate su pippe mentali di una stragrande maggioranza di persone che a furia di stare lì seduti da svariati mandati ( in Valle la classe politica dell'ex Arcobaleno a mio avviso per prima ) che hanno perso ogni contatto con la realtà.

Divisioni a volte strumentali alla spartizione dei (pochi) posti rimasti nelle amministrazioni locali. Se alle persone che si riconoscono nei valori della sinistra si presenta un programma chiaro e sintetico sui punti convergenti (escludendo magari quelli che vogliono ancora fare la rivoluzione, così, per un minimo di realismo) i voti secondo me potrebbero arrivare e allora abbiamo ragione anche noi. A cosa serve unirsi per finta per mandare un tizio a Strasburgo?

Non è più importante unirsi davvero, ma sulla politica, non sulle decine e decine di sigle, e contare qualcosa alle prossime politiche? Se questo processo inizia in concreto, le europee possono anche essere un banco di prova per "contarsi", ma nulla più, sarà sempre un conteggio sulla fiducia. Ma deve partire un processo politico serio e deve partire dalla base, dai peones, non come succede da tempo nell'area ex Arcobaleno dai loro stagionati dirigenti! Perchè è impossibile pensare che gli attuali dirigenti (tutti) abbiano la libertà di poter fare rinuncie che arrechino "danno" al proprio cespuglio. In sostanza dipende da chi ci crede. Ed ecco che allora con un popolo della sinistra di questa concezione sarà veramente possibile congeniare un programma con il Pd per alleanze future e durature.

giorgio - Ven Feb 27, 2009 3:31 pm
Oggetto:
Pur non riconoscendomi nell'area culturale e politica di cui sto parlando seguo abbastanza attentamente il dibattito alla sinistra del Pd, e non da ora ( e tutto l'agglomerato che si riconosce nel ormai ansante comitato dei 32...) . Ciò nonostante faccio una fatica enorme a capire quello che stà accadendo e quello che leggo sulle varie fonti informative non mi aiuta nell'impresa. Credete veramente che un cittadino medio, dotato di una cultura media e di una normale capacità di elaborazione, riesca a seguire le logiche politiche di quello di cui si stà discutendo? Provate a rileggere tutti i commenti, i loro interventi e poi provate a dare la colpa di eventuali sconfitte elettorali al Pd o a Raimondo Donzel senza esporvi al ridicolo.

Veramente è così difficile cancellare dalla mente, per un solo momento, simboli, sigle e casacche per discutere di politica?
Veramente è così complicato analizzare la società valdostana ed elaborare una proposta politica da offrire alla Regione, qualunque essa sia, e occuparsi solo dopo del contenitore?
Pensate veramente di fare un solo passo avanti partendo dai bisogni degli apparati e delle oligarchie dei partitini, anzichè da quelli della gente che intendete rappresentare?

Quando avrete finito con le vostre masturbazioni mentali e vi affaccerete alla finestra della torre d'avorio dove vi siete rinchiusi, vi renderete conto che il mondo è cambiato e che non ci sono
più folle acclamanti in attesa dell'illuminazione.

Conosco già la risposta: pensa al Pd. Mi diranno con scherno. Ma ora è di altro che stiamo parlando e in ogni caso questo vale anche per il mio partito. La sinistra si ricostruisce partendo dal territorio, in mezzo alla gente in carne ed ossa, sporcandoci le mani e mettendoci la propria faccia. Ovvero facendo quelle cose di cui parlo ogni giorno sul forum e per le quali vengo regolarmente deriso.

Scusate la franchezza, ma è quello che realmente penso.

giorgio - Lun Mar 02, 2009 12:49 pm
Oggetto:
Sono anni che chiediamo ai partiti alla nostra sinistra di darsi una mossa. Già ai tempi de L'Ulivo auspicavamo la nascita di un soggetto unico alla nostra sinistra come fattore indispensabile per proporre anche in Valle d'Aosta un progetto credibile. Sono stato offeso e deriso per questo. Era più importante cercare di demolire L'Ulivo di Prodi prima e il Pd di Veltroni dopo, che costruire qualcosa di veramente alternativo. Non il comitato dei 32.

Ora che state cercando di scrollarvi di dosso le macerie sotto le quali vi siete sepolti da soli , continuate a ragionare come se niente fosse successo. Non un minimo accenno di autocritica. Tutta la responsabilità della vostra disfatta continua ad essere attribuita alla nascita del Pd. Ora anche la spiumatura del Galletto viene ripresa come un successo personale del nostro segretario. Eppure basterebbe un minimo di buon senso per capire che lo scioglimento dei Ds-Gv per confluire nel nascente Pd ha lasciato alla sinistra il più ampio margine di manovra. Ma non vi basta. Non essendo capaci di avere radicato alcunchè nel vostro territorio, nel corso di questi anni, cercate di trasformare il nostro in un territorio di caccia e di conquista. Ebbene sono finiti i tempi cupi, lasciamo a voi l'ulular dei lupi.

I vostri risultati i vostri frutti evidenziano da soli le ragioni della vostra crisi : "Partito Comunista dei lavoratori, Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Sinistra Democratica, Socialismo 2000, Rifondazione della Sinistra, Sinistra Critica, Partito Marxista-Leninista Italiano, Movimento Lavoratori per il Socialismo e a rimorchio di tutti questi i Verdi, e oggi in Valle d'Aosta si chiamano Verdi Valdostani (sono solo alcune sigle che mi vengono in mente), e al loro interno trotskysti, maoisti, leninisti, castristi, filo-Markos, ecc..."

Qualcuno mi spieghi cosa c'entra il Pd con tutto questo? Qualcuno mi spieghi perchè il Pd è così tartassato dai media da apparire sempre in testa come causa dei mali supremi della politica valdostana. Se non azzerate tutto e non costituite due soli tronconi (sinistra di governo e sinistra di testimonianza), non andrete da nessuna parte e condannerete il centrosinistra all'eterna opposizione. Altro che responsabilità del Pd, di Raimondo Donzel e dei suoi sostenitori.

La differenza tra noi e "voi" è che io non godo affatto delle vostre difficoltà e non auspico un vostro indebolimento, ma l'esatto contrario. Ci sono tutti i miei post su questo forum a trestimoniarlo. Ma ora, con tutta sincerità, stò veramente iniziando a pensare che il Pd debba puntare all'autosufficienza, anche se ci vorranno intere legislature prima di tornare a governare il Paese. Con questa sinistra non si va da nessuna parte, tanto meno in Valle d'Aosta

erika - Mar Mar 03, 2009 9:55 pm
Oggetto:
Credo che il PD dia fastidio a tutti coloro che vogliono coltivare il loro orticello.
E mentre questo accanimento lo concepisco dai partiti di destra lo trovo assurdo da parte di quelli di sinistra. Il rispetto per gli altri dovrebbe essere uno dei primi valori, mentre spesse volte proprio quei duri e puri sono i primi a mietere odio. Credo che il passaggio di Veltroni che spiegava la differenza fra destra e sinistra sia stato uno dei più significativi.

Comunque con grande piacere vedo che non solo l'Informazione e il giornale dell'associazione Loris Fortuna si occupano di dirci quanto siamo cattivi, ma anche il peuple...
Vi allego copia e faccio subito le mie considerazioni.

Partiamo da chi l'ha scritto: non un veterinario o un agricoltore, ma uno "storico", un archivista che forse troppo impegnato ad occuparsi degli Challand ha perso circa vent'anni di storia dandoci dei democristiani mischiati ai comunisti...ce la mena con les racines quando io sono ben contenta di essere una mezzo sangue e altrettanto contenta di far parte di un partito NUOVO...si permette di giudicare un momento interno andando a sindacare il numero dei presenti(l'assemblea si teneva aRoma ed è stata convocata 3 gg prima, il nostro segr reg contava per uno ma parlava per tre visto che era stato delegato da chi impossibilitato ad andare e immagino anche altri)...mette in bocca a Donzel parole mai dette e quasi con disprezzo lo attacca....
Sarà che la scelta del PD di Montjovet lo mette in difficoltà e non sa più come giustificare la svolta a destra del suo movimento? E dopo gli attacchi della destra all'autonomia come la mettiamo?
Poi soffermiamoci su questo passaggio:
si la tentative de mettre ensemble (è stato un errore mettere insieme)
deux mouvements qui n'ont de (due movimenti che non hanno)
commun ní les racines, ni les idéaux, (in comune ne le radici, le gli ideali)
ni des homogénéité culturelles ou (ne un'omogeneità culturale)
sociales, ni des valeurs partagées, (sociale, ne dei valori condivisi)
Beh, lo trovo molto offensivo e abberrante. Cosa si intende per omogeneità culturale e sociale? Non è una ricchezza che vi siano operai e imprenditori, cattolici e laici, marocchini e italiani? Cosa si intende per radici comuni?
Spero di aver mal interpretato... e mi chiedo nel loro blocco autonomista non ci sono persone vicine alla lega, altre all'UDC, altre al PDL, altre al PD? Il ni droite ni gauche dov'è finito? Loro hanno valori sia di destra che di sinistra?
Beh, il PD deve fare di tutto perchè la sinistra in Valle non scompaia. Deve lottare per quei valori che sono scritti nel nostro Manifesto dei Valori. Deve portar rispetto anche per chi evidentemente il rispetto non ce l'ha...

Mi dispiace Giorgio, ma non ho tempo di tradurti tutto l'articolo. Chiedo gentilmente a Bruno, Fulvio, Emilio... se possono farlo loro. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa uno che comunista è stato!!!!
Spero di aver dato qualche spunto di riflessione. Un abbraccio.
emilio - Mer Mar 04, 2009 2:16 am
Oggetto:
fortuna che è uno storico archivista ... Rolling Eyes
io su questo sito
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che non mi sembra proprio l'ultimo arrivato
leggo tutt'altri dati ...

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15:13 - A votare 1300 delegati su 2.384 (Rivolin parla di 2835 delegati)
A votare saranno, su un totale di 2.384 delegati aventi diritto al voto, i circa 1.300 presenti alla Nuova Fiera di Roma.

17:21 - Franceschini eletto segretario con 1047 voti
Dario Franceschini è stato eletto segretario del Pd dall'Assemblea nazionale del partito. Franceschini è stato eletto con 1047 voti.

Alla Fiera di Roma l'Assemblea Nazionale elegge il nuovo segretario con 1047 voti; per l'altro candidato Arturo Parisi 92 preferenze. I votanti sono stati 1258. Veltroni: "Dario è la persona giusta per guidare il partito verso le nuove sfide"
(Rivolin parla di 1229 presenti)

sinceramente mi sarei aspettato un'analisi meno superficiale e scontata
da colui che viene considerato uno dei massimi "pensatori" dell'UV.
giocassimo a rialzare ce ne sarebbero da dire anche in casa UV ...
ma è un gioco che non ci appassiona demolire l'avversario su questioni stucchevoli.
QUELLE GAFFE! Embarassed per dirlo con il suo tanto amato français! Mr. Green

per queste occasioni ci sarebbe anche un'allegra canzoncina che fa:
"Parapara parapara paraparappapa ecc ecc"
ma si scadrebbe nella volgarità e non è proprio il caso. Wink

SI cmq fa sempre piacere essere al centro dei pensieri altrui
se non ci fossimo, se non contassimo, se non dessimo fastidio
non ci si filerebbe nessuno, invece per fortuna hanno tutti qcs da dire Razz
giorgio - Mar Giu 16, 2009 11:43 am
Oggetto:
Citazione:
Partito unico e fratture sociali

Franco Astengo
12 giugno 2009, 14:43
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L'ex-presidente della Camera dei Deputati, Fausto Bertinotti, attraverso una intervista rilasciata a "La Stampa" ha lanciato la proposta di una riunificazione partitica dell'opposizione di centro - sinistra (da Rifondazione Comunista fino al PD) presente in Italia, fuori e dentro al Parlamento. Inutile dire che le sue parole hanno suscitato notevoli reazioni, animando il dibattito: un dibattito, al riguardo del quale, credo valga la pena entrare nel merito
Una premessa: sarebbe bene che, ciascheduno di noi, nell'avanzare proposte politiche in questa fase di evidente, forte difficoltà per la sinistra italiana (ed europea) in tutte le sue espressioni, non scambiasse il fallimento della "propria" linea politica, con la chiusura di qualsiasi prospettiva storica, con la cancellazione delle culture politiche esistenti, con la necessità di una vera e propria palingenesi.

L'agire politico procede giorno per giorno, richiede rispetto immediate ai più diversi livelli, reclama -comunque - il riferirsi ad una prospettiva di medio - lungo periodo e, soprattutto, non consente di lasciare vuoti, che immediatamente sono riempiti. [b]Nella fattispecie, poi, non vorremmo che si scambiasse la necessità di cancellare le culture politiche di un intero secolo (il tanto famigerato '900: lungo o corto?) con il semplice fallimento della linea politica contingente di un piccolo partito in paese di secondaria importanza come l'Italia: un piccolo partito dimostratosi incapace, sul piano strategico, di coniugare un presunto "movimentismo" con un realistico "governativismo", che lo ha portato ad allevare uno stuolo di "piccoli presidenti e assessori che cresceranno" e che adesso rappresentano, scissioni o non scissioni, un ceto politico "pesante", capace soltanto di proporre "rinnovamenti e/o arroccamenti" in funzione della conservazione del posto.

Detto questo per la precisione e per puntualizzare al meglio l'avvenire, sembra proprio il caso di affrontare con il massimo della capacità di riflessione la questione di fondo che viene posta: una riunificazione partitica in funzione, appunto, della costruzione di una nuova cultura politica (o viceversa: una nuova cultura politica per la costruzione di una riunificazione partitica?). I partiti, i grandi partiti di massa nei punti "alti" dell'Occidente si costruirono, all'epoca, attorno a "fratture sociali" ben definite, mentre ad Oriente si verificò invece una accelerazione attraverso un inveramento statuale di fraintendimenti dell'analisi marxiana sui quali non è possibile, a questo punto, soffermarsi. Rimaniamo, allora, alle "fratture sociali" attive, in allora, in Occidente per chiederci: sono finite, hanno esaurito la loro funzione, oppure sono ancor attive e necessitano di una risposta sul piano politico? Andiamo per ordine:

1) La frattura centro - periferia (alla quale andrebbe aggregata quella città - campagna) appare quanto mai viva, non soltanto nell'affermazione dei partiti etnoregionalisti ed euroscettici, ma ben più complessivamente, con l'intera periferia del mondo che si muove verso il centro;
2) La frattura capitale - lavoro ha certamente mutato di segno, si sono stratificati diversi livelli di sfruttamento dell'uomo sull'uomo, stanno tornando di moda gli "schiavi" sia nella società "affluenti" sia in quelle povere ed i "liberti" partecipano e concorrono a creare le condizioni di sfruttamento, che permane, eccome se permane;
3) La frattura Stato - Chiesa: nel "caso italiano" non è mai stata così operante, non è mai avvenuto che la Chiesa (neppure ai tempi della DC, anzi De Gasperi respinse assalti molto pesanti, fino al punto di subire un ostracismo "personale" da parte del Vaticano) sia stata così interferente nelle questioni dello Stato italiano. Tutto ciò non accade soltanto in Italia, pensiamo alla situazione spagnola, dove lo scontro non è mai stato così aspro.

Questa brevissima analisi, se considerata veritiera, ci pare indichi la necessità di aprire un dibattito sulla prospettiva di un rinnovamento nelle forme politiche della sinistra italiana che non sia semplicemente frutto della pressione derivante da episodiche sconfitte elettorali, ma partendo da una condizione di realistica valutazione della situazione sociale, in una dimensione non provincialistica, e la conseguente elaborazione di un quadro teorico - programmatico adeguato.

Non è finita qui: perché se si vuole affrontare per intero questo argomento vanno compiute delle scelte ben precise anche sul terreno della struttura politica (quale partito? Ha ancora un valore il concetto di "integrazione di massa"? Oppure bisogna rifugiarsi nell'americanizzazione compiuta, nella "vocazione maggioritaria", nel "catch all party"? Come giudichiamo un meccanismo dell'alternanza bipartitico, cosa ben diversa, tra l'altro, dal bipolarismo?) e della costruzione sistematica, a livello nazionale e sovranazionale ( quali poteri da cedere, da parte dello "Stato Nazione" alle evidente ragioni della sovranazionalità, a partire dalla dimensione europea? La Repubblica rimane fondata sul Parlamento e sui consessi elettivi, a livello locale,o lo logiche del maggioritario, del presidenzialismo, dell'elezione diretta, della personalizzazione ormai risultano essere incontrastatamente egemoni?).

Ho elencato soltanto alcune delle domande possibili, ma si potrebbe proseguire a lungo, soltanto allo scopo di individuare il terreno e delimitare il perimetro della discussione: non tanto e non solo rispetto al tema dell'ampia riunificazione partitica proposta nell'occasione, ma anche per quel che riguarda anche altri livelli del dibattito che sta attraversando, sinceramente ancora in una maniera molto confusa, quel che rimane della sinistra italiana. Se, infine, si pensa che siano, in gioco, nel breve periodo le sorti dell'agibilità democratica in Italia, allora la proposta potrebbe essere quella di formare un "listone" elettorale dell'opposizione, per cercare di battere, alle prossime elezioni politiche, l'attuale maggioranza e, successivamente, modificare la legge elettorale in senso proporzionale "vero", senza premi o trucchi di sovrappresentazione di minoranze (meccanismi che, la storia insegna, aprono la strada ad avventure autoritarie), e confrontarsi serenamente costruendo nuove, diverse, antagoniste identità
.


E sì, qui noi siamo davvero "particolari", quasi tutti contro tutti, vedasi gli ultimi atteggiamenti che alcuni "strani " personaggi che perseguono irrazionali atteggiamenti: mettere in campo e senza un pregevole costrutto politico, continue provocazioni ai danni di un mondo di sinistra e centrosinistra, unico argine contro i disastri della destra egoista. Persino Fausto Bertinotti cerca di tagliare le gambine a questi pseudo rivoluzionari al prosciutto cotto come li chiamo io. Qui in Valle d'Aosta questi sparpagliati, disorientati e superstiti compagni, credono ancora di poter sovvertire il mondo, di cambiare una Società che agli occhi di tutti è cambiata e non ha bisogno di essere "illuminata" da ideologie sorpassate. Non riuscendo a cambiare questa realtà valdostana così piccola e così raggiungibile, come faranno a cambiare il mondo...così lontano e immenso?
giorgio - Mar Dic 15, 2009 3:23 pm
Oggetto:
Di fronte al fatto che Augusto Rollandin possa governare ancora per qualche altra legislatura, facendo uso di alleanze e riforme pericolose e deleterie, non posso tollerare lo sforzo di un "governo regionale" indirizzato a progetti di piccolo cabotaggio e limitato negli obiettivi e nella qualità. Non posso tollerare che questo governo si sia posto un obiettivo minimale quello cioè che i progetti messi in atto vengano approvati al solo scopo di riuscire a smembrare ogni parvenza di opposizione democratica con annessi e connessi. Di questo passo e con l'aiuto miope e strabico di un partito una volta chiamato "arancione" riuscirà de-fi-ni-ti-va-men-te nell’intento di porre fine alla presenza di partiti storici antagonisti in Valle d’Aosta. Servono ancora pochi anni al potere dominante. Dopo di che verrà a mancare completamente l’ossigeno a quei partiti o movimenti che da tempo sono stati esclusi dalle istituzioni e dunque dai finanziamenti per ritornare ad elezioni e vedere vincere sicuramente il migliore. Esattamente come si dice nei casi del genere, laddove il giocatore favorito si ritrova comunque con quattro assi in mano. Ma guarda un pò!

Tuttavia ad Augusto Rollandin non gli sembrerà vero di potere comunque interdire dalla politica regionale, anche quei “partiti similari” nati da costole Unioniste. Piano piano, vista l’inutilità di una lotta senza sbocchi di potere i vecchi fuoriusciti si faranno riassorbire dal gruppo del Leone. Un pò come quel drappello di ciclisti fuggitivi, ma sconosciuti che in cerca di gloria e di visibilità, una volta usciti dal plotone principale, si fanno riprendere a pochi chilometri dal traguardo perché sfiniti dalla fatica e dalla mancanza di mezzi fisici a supporto.

A regime il Pd potrebbe allearsi a sinistra con quei partiti che si sentiranno di essere partiti di governo e che non pongano preclusioni ad allearsi con il centro tanto quanto fosse possibile e necessario per vincere. Chiunque vinca non potrà governare esclusivamente per la propria parte, ma per il paese e per la Valle d’Aosta nel suo complesso. Quindi la destra e la sinistra dovranno propendere verso leggi orientate a favorire la propria parte, ma non oltre ciò che non può essere consentito da una buona ed oculata amministrazione. Se un partito è semplicemente rivoluzionario, allora è giusto che stia fuori ad aspettare che scocchi l'ora della rivoluzione.

Oggi, in Italia siamo alla vigilia delle candidature e delle alleanze per le regionali, Bersani prende atto di questo discorso politico generale di Casini, e fa bene a sottolineare d'avere apprezzato. Ad esempio in Sicilia la giunta Lombardo è in frantumi, ed anche lì si apre qualche spiraglio per nuovi scenari che non sono una novità per l'Isola dallo statuto speciale. Il panorama politico non è stabilizzato completamente e se il PdL dovesse spaccarsi, l’Union Valdotaine penserà ancora che il panorama politico resterà tale e quale quello di adesso? Conviene ragionare facendo un passo logico alla volta ed ora siamo nella fase in cui l'opposizione a Rollandin deve essere portata avanti sul territorio con pazienza, riacquistando dignità e credibilità nei piccoli comuni - con la presenza di uomini del Pd - magari per battere, "un giorno", la corazzata unionista nel capoluogo di regione.


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giorgio - Sab Gen 30, 2010 5:56 pm
Oggetto:
La Stampa 30 Gennaio 2010 ha scritto:
POLITICA. LA SVOLTA IN VISTA DELLA SFIDA DEL 25 MAGGIO
Dal Galletto al partito unico

AOSTA

Addio Verdi, VdA Vive e Renouveau. I tre partiti sono pronti a sciogliersi per diventare una cosa sola. Nome e simbolo sono ancora top secret, ma il processo è ben avviato e, se la tabella di marcia verrà rispettata, si concluderà già a febbraio.

Di partito unico aveva parlato a metà dicembre il segretario dei Verdi Gianpaolo Fedi, che all’ultimo congresso del Sole che ride aveva annunciato la volontà di creare «un nuovo soggetto politico che unisca autonomisti, democratici, ecologisti». Non si tratta, nelle intenzioni, della riproposizione di un Galletto rivisto e corretto, ma di un nuovo partito da battezzare alle prossime amministrative. E l’accordo definitivo è vicino. Anche per questo i tre segretari predicano prudenza. Fedi si limita a dire che «sono state superate alcune difficoltà». Misura le parole anche Guido Dondeynaz (VdA Vive): «Stiamo andando in quella direzione. Ma è una fase delicatissima». Più loquace il leader di Rv, Franco Vallet: «Siamo a buon punto. Stiamo andando avanti con ragionamenti e confronti. Febbraio potrebbe essere il mese buono». Sabato 6 Renouveau si riunirà a congresso: proprio da lì potrebbe arrivare un primo annuncio ufficiale. «Stiamo realizzando qualcosa di importante - dice Vallet - non una semplice sommatoria di partiti, ma una nuova forza che comprenderà anche altri elementi».

L’associazione Loris Fortuna, ma anche quelli che Fedi a dicembre definì «amici di sinistra e persone indipendenti che vogliono partecipare». La mossa sembra destinata a movimentare le prossime comunali. In particolare ad Aosta. Non solo per l’affacciarsi di un partito che nel capoluogo potrà contare su un consenso non marginale (alle Regionali 2008 VdaVive-Rv e l’allora Arcobaleno raccolsero in tutto il 18 per cento), ma anche perché il nuovo partito potrebbe decidere di scegliere il suo candidato (e si fanno già i primi nomi, da Iris Morandi a Carlo Curtaz) con le primarie: modalità che, quantomeno, spiazzerebbe i «cugini» del Pd, ex alleati. Ipotesi confermata da Vallet: «Quella di una scelta dal basso è una filosofia che vorremmo adottare». Non faranno parte del nuovo partito né Idv né Rifondazione, che però hanno manifestato la disponibilità per eventuali alleanze. Con il Pd, invece, al gelo delle ultime settimane (inaugurato a dicembre con l’assenza dei democratici al congresso dei Verdi) Vallet risponde: «La porta è aperta»
DANIELE MAMMOLITI

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E va bene così...Ci penseremo noi anche questa volta a rimettere assieme i pezzi, i colori, e in sesto i futuri delusi di questo fantasmatico ircocervo valdostano. Che fatica fare il gruppo dirigente di questo futuro quanto improbabile indigeribile minestrone. Chissà se tutti saranno disposti a pensare di essere un partito unico, un soggetto politico che unisca autonomisti, democratici (?), ecologisti. A prima vista un altro movimento pronto ad occupare e togliere terreno e spazio alla sinistra. Avevo letto giorni fa un commento di b.c. - un noto personaggio della rete, che più o meno recitava: "Se il Pd è di sinistra, io (b.c.) allora sono comunista. Ora sarà soddisfatto di essere in buona compagnia anche di altre associazioni che comprendono tutti gli abitanti dell'arco alpino valdostano. Ah dimenticavo...naturalmente democratici, così se si fa più confusione c'è la possibilità di apparire di più.... Una volta si chiamava "ammuina napoletana", ma si sa oggi non ci sono più le mezze stagioni e dunque non ci sono più le tradizioni montanare di una volta
erika - Sab Gen 30, 2010 9:47 pm
Oggetto:
la cosa che mi lascia sgomenta è che parlano di primarie, democratici, autonomisti e ecologisti... e allora perchè fondano un altro partito anzichè entrare nel PD?
Beh, la porta aperta loro ce l'avevano dal 2007... chissà...
giorgio - Mer Feb 03, 2010 11:33 am
Oggetto:

(ANSA) Data: 02/02/2010 ha scritto:
19:01 VERDI-VDAVIVE-RV,A FINE FEBBRAIO COSTITUZIONE NUOVO SOGGETTO
(ANSA) - AOSTA, 2 FEB -
Alla fine di febbraio un'assemblea costitutiva decreterà la nascita di un nuovo soggetto politico in cui confluiranno Verdi, Vallee d'Aoste Vive e Renouveau Valdotain. Lo ha confermato Gianpaolo Fedi, coordinatore dei Verdi valdostani, che sabato prossimo si riuniranno in assemblea straordinaria "per decidere in merito alla costituzione di un nuovo soggetto politico che metta insieme le istanze ecologiste, democratiche e autonomiste".

Lo stesso giorno è anche prevista un'assemblea di Renouveau valdotain per aderire "ad un percorso comune agli individui e alle forze che si oppongono ai metodi del sistema attuale e che condividono gli stessi principi di autonomia, federalismo e progresso". Il 12 febbraio è invece in programma l'assemblea di Vallee d'Aoste Vive. "Tutte e tre le forze politiche - spiega Guido Dondeynaz, segretario di Vda Vive - presenteranno ai propri organismi una proposta per la nascita del nuovo soggetto politico". Resta ancora da definire il nome. (ANSA).



Sta nascendo, forse, una nuova lista (non voglio arrischiarmi a chiamarlo partito! E' un soggetto (non voglio arrischiarmi a chiamarlo politico) in cui confluiranno Verdi, Vallee d'Aoste Vive e Renouveau Valdotain, e sulla carta con qualche fuoriuscito ex Ds-Gv. Quale è il motivo di questa lista? Boh...bisogna chiedere a Paolo Fedi, assurto a grand commis (alto funzionario di partito, insignito di particolari benemerenzedi) di questo papocchio.

Insomma pare il solito calderone, fatto apposta per le Comunali e che subito dopo si romperà. Quanto può ottenere una lista del genere? Nessuno si è ancora avventurato a fare cifre, ma come di prammatica saranno sfracelli...e chi non vota con loro (Pd) "peste lo colga! Ma sanno che al loro interno questo è il loro ultimo treno. Molti sono imbarazzati e sanno che nell'insieme hanno un’immagine devastata dall’opera poco proficua delle precedenti regionali, dove anche lì arrampicandosi sui vetri hanno fatto alleanze incredibilmente spurie pur di raggiungere un risultato di rilancio. Fallito clamorosamente.

Manca poco all’importante appuntamento elettorale del 23 maggio. Ci si avvicina alle elezioni in un quadro caratterizzato innanzi tutto dalla crisi economica che non allenta il suo morso e colpisce i lavoratori, le famiglie, i giovani, le donne, gli anziani, i piccoli e medi imprenditori, tutti i ceti medi; un quadro in cui l’azione del governo non è particolarmente brillante, ma debole e contraddittoria, a comando di un Presidente della Regione che fa molte promesse...ma mantenute? Che si occupa principalmente della burocrazia e di infilare ovunque e di più i suoi. E l’opposizione? "L’opposizione, fatto salvo il Pd, incalza il governo poco e male e divisa, senza mettere in campo né una unità d’azione, né tanto meno un progetto politico e programmatico alternativo". Anzi non fa altro che continuare a stendere progetti e creare soggetti nuovi pur di non ritrovarsi a collaborare con il Partito Democratico, per loro troppo egemone. Insomma preferiscono dividersi e coltivare separatamente i loro orticelli piuttosto che considerare un'alleanza predisposta. Beh, la porta aperta loro ce l'avevano dal 2007... chissà...

Socques - Mer Feb 03, 2010 2:43 pm
Oggetto:
Citazione:

la cosa che mi lascia sgomenta è che parlano di primarie, democratici, autonomisti e ecologisti... e allora perchè fondano un altro partito anzichè entrare nel PD?
Beh, la porta aperta loro ce l'avevano dal 2007... chissà...

Madame Erika, peut-être qu'il soit difficile pour vous de l'accepter mais
il-y-a des personnes que d'entrer dans le PD n'en ont point envie.
Est-il pour vous si incroyable que quelqu'un n’aime pas votre pétaudière?
Pierre
giorgio - Mer Feb 03, 2010 4:34 pm
Oggetto:
La Stampa 03 Febbraio 2010 ha scritto:
ELEZIONI.IL PROGETTO DI VDA VIVE, RENOUVEAU E VERDI PER LA CANDIDATURA DEL SINDACO
Louvin promette le primarie


Vallée d’Aoste Vive ha scelto la via che porta alle elezioni amministrative del 25 maggio e alla scelta del candidato sindaco di Aosta. «Non ci sarà nessun candidato proiettato dall’alto oppure dagli apparati di partito. Il nuovo soggetto politico che nascerà nelle prossime settimane, e che vedrà ancora insieme Vallée d’Aoste Vive, Renouveau Valdôtain e Verdi uniti da progetti autonomisti, ambientalisti e progressisti, affiderà alle “primarie” la scelta del candidato al ruolo di primo cittadino». Parola di Roberto Louvin, co-fondatore del movimento e capogruppo in Consiglio regionale. «Faremo quelle “primarie” che Raimondo Donzel, segretario del Partito Democratico valdostano, è convinto possano anche essere un boomerang. E’ un rischio che si corre - dice Louvin - solo se vengono fatte per dirimere questioni interne e non per scegliere il miglior candidato possibile».

Nessuno parte in pole position? «No - dice Roberto Louvin - nemmeno gli attuali consiglieri comunali, che pure hanno fatto un lavoro egregio. Non abbiamo candidati in pectore come Alberto Follien, Renato Favre, Bruno Milanesio». Sull’ex segretario del Psi valdostano, Roberto Louvin ha qualcosa da dire. «Magari fosse Milanesio il candidato unionista. Sarebbe un regalo insperato. E’ vero come dice il presidente dell’Uv che “Milanesio non è iscritto all’Uv”. Milanesio - dice Louvin - è qualcosa di più. Ha reso enormi servigi all’Uv negli ultimi anni e si è trovato in mano un ”giocattolino” come la trasformazione della caserma Testafochi in sede dell’Università».

Parla l’invidia per la porta in faccia dell’Uv a Vdavive, movimento con cui non ci sarà nessun dialogo? «Per niente. Sono dichiarazioni di regime, segno di un’arroganza che ha passato i limiti. E’ un atteggiamento sciocco. E’ un segnale di drammatica debolezza verso chi rappresenta il secondo gruppo in Regione. Sicuramente - dice ancora Louvin - paghiamo la durezza e la coerenza con cui facciamo opposizione al sistema unionista. L’Uv preferisce colloqui con chi è “morbido”». Per il leader di Vdavive «Aosta ha bisogno di aria nuova. La giunta Grimod lascia un’eredità pesante. In dieci anni ha fatto tanti annunci ma poche cose concrete. Serve un colpo d’ala».

E il Pd? Era in giunta con Grimod. E’ rottura? «Il Partito democratico - taglia corto e chiude Roberto Louvin - ha da anni scelto di essere subordinato all’Uv. Se capirà che l’Uv di Augusto Rollandin guarda ormai verso destra ritroveremo il Pd come alleato»


L'altra volta il "galletto", oggi le "primarie", domani un enorme foglio di carta carbone, per copiare le iniziative! Ma è proprio vero che tutti questi signori, l'intellighenzia valdostana e i ricchi di fantasia sfrenata, sono in coda a prelevare ad appropriarsi di quei "simboli" che hanno contraddistinto il Partito democratico dagli altri soggetti, subalterni, ausiliari o sussidiari. Lì secondo il Boss si parte tutti uguali, nessuno parte in pole position. Faremo, dice provocatoriamente Louvin, quelle “primarie” che Raimondo Donzel, segretario del Partito Democratico valdostano, è convinto possano anche essere un boomerang. Naturalmente ha detto solo le quattro parole estrapolate da un'intervista striminzita fatta a Donzel in occasine della inaugurazione della campagna di comunicazione per le elezioni comunali e pubblicata su media non sempre "amici".

Ai giorni nostri, se i numeri han qualche significato postelettorale, il dato saliente degli ultimi due decenni, è un clamoroso spostamento dei consensi popolari in Italia, e nel Nord più significativo quantomeno sul piano simbolico industriale e produttivo, dall’ex sinistra alla cosiddetta Lega di Umberto Bossi. Non sempre tutto è letto alla stessa maniera vedere la Valle d'Aosta dove questo un copione non è sempre ripetuto: non tanto dalla gente ex proletaria che anzi ha voltato le spalle via via ai vari mix dell’ex PCI, ma da una certa intellighenzia e da un'alta manovalanza politicante d’estrazione tardoborghese che si vuole schierare con un certo atteggiamento pseudoprogressista-autonomista, indipententista, ambientalista, e chi più ne ha più ne metta per carpire e pescare subdolamente in un bacino di voti che non le è proprio. Solo così e non altrimenti potrebbe ancora continuare ad arrogarsi il diritto di descriversi come "chi rappresenta il secondo gruppo in Regione"

giorgio - Lun Feb 08, 2010 11:37 pm
Oggetto:
La Stampa 07 Febbraio 2010 ha scritto:
LA SVOLTA.
VOTATI DUE DOCUMENTI SIMILARI SUL FRONTE DEGLI AUTONOMISTI PROGRESSISTI
“Uniti contro la deriva a destra”
Franco Vallet tuona «Il sistema dell’Union è intimidatorio
Danneggia la società»

AOSTA
«Oggi che è sempre più chiara la deriva a destra dell’Uv è necessario opporre a questo sistema di potere la forza di movimenti autonomisti e progressisti che parlino con voce unica, forte e sicura. Basta con la politica dei piccoli cortili, dei giochi politici delle segreterie. Accantoniamo le cose che ci dividono e facciamo prevalere le molte che ci uniscono». Sono le parole con cui Paolo Fedi, coordinatore dei Verdi, ieri all’Espace Populaire, ha lanciato il progetto del nuovo partito destinato a unire Verdi, Renouveau Valdôtain e VdA Vive. A qualche centinaio di metri in linea d’aria, nella biblioteca di St-Christophe, gli ha fatto eco Franco Vallet, coordinatore di Rv. «Quello dell’Uv è un sistema di governo fondato sul clientelismo, arrogante, sovente intimidatorio, che premia l’appartenenza più che la competenza, che ha messo in atto un controllo soffocante in tutti i settori. E’ un sistema che sta producendo danni incredibili nella società valdostana. In queste condizioni è necessario organizzare un’azione politica che permetta a ogni cittadino di apportare liberamente il suo contributo, e di partecipare alla gestione e alla crescita della comunità». Dubbi sul progetto sono stati avanzati all’assemblea dei Verdi da Clotilde Forcellati, che si è astenuta: «Per me - ha detto commossa - l’unità del centrosinistra è un dato fondamentale, ma qui partiamo da un progetto che mette al primo posto l’autonomismo e solo dopo i valori del centrosinistra. Non vorrei che il regionalismo prendesse il sopravvento su temi come la solidarietà, la cultura, lo stato sociale».

Le due assemblee (il 12 febbraio si riuniranno gli aderenti a Vda vive) hanno discusso due documenti politici, non identici ma simili, con il medesimo titolo: «Per una Valle d’Aosta libera». I partiti si ritrovano con un obiettivo unico: «Lavorare per una Valle in cui le libertà fondamentali siano garantite, nel rispetto della cultura della legalità e in cui sia di nuovo possibile esprimersi, creare e interpretare. Lavorare per una politica giusta, per una politica che, valorizzando la propria identità storica, accolga tutte le differenze e promuova una cultura plurale che non si riduca al solo modello attuale e si apra ad un bi-plurilinguismo reale».

Sia il movimento verde sia Rv hanno posto l’accento sul fatto che la nascita di «Alpe» non significa «rinunciare a nessuno dei principi e delle idee che ci caratterizzano. Si tratterà di promuoverle e, se il caso, di difenderle partecipando all’azione di un nuovo movimento in cui questi principi e queste idee, le sensibilità differenti, si confronteranno e si completeranno per ritrovarsi su un comune denominatore: la concezione di una politica come mezzo per fare onestamente il bene comune». Verdi e Renouveau hanno ribadito il concetto che «non si deve avere paura delle differenze. Si deve essere convinti che la costituzione di un nuovo soggetto politico non dovrà essere la sommatoria di Verdi, Renouveau e Vda vive».


ALESSANDRO CAMERA


Non so se l’avete notata... la frase che dà inizio a questo articolo…ve la riscrivo per facilità di lettura: «Oggi che è sempre più chiara la deriva a destra dell’Uv è necessario opporre a questo sistema di potere la forza di movimenti autonomisti e progressisti che parlino con voce unica, forte e sicura. Vi dirò di più. L’articolo ha una intestazione di questa fattura: “Uniti contro la deriva a destra”.
Ora vorrei ricordare l’ennesima carnevalata di questi signori che oggi si fanno chiamare Alpe, e cercano per sopravvivere di scimmiottarci in tutto e per tutto. Fino a ieri ci hanno preso per i fondelli, ci hanno derisi per le primarie, sbrodolavano quando noi dicevano che per il Pd era dirimente la lotta alla destra, ed era essenziale non fare entrare nella stanza dei bottoni quei partiti che una volta alleati dell’Uv a noi ci costerà un ”ventennio” prima di poterli debellare. E oggi? Ancora oggi mi rimbombano nelle orecchie i ghigni di quegli sciacalli che continuavano a urlare da tutti i media conosciuti - blog compresi - per la mancanza di programmi e di strategia politica del segretario Donzel che continuava, secondo loro, ad usare lo specchio per le allodole della lotta senza quartiere alla destra, per nascondere questa defalliance. Et voilà. In una enorme stato confusionale cosa ci stanno raccontando ora? E sopratutto come si stanno attrezzando per evitare un tonfo politico?

Meno male che ogni tanto leggiamo di sprazzi di speranza, di isole di saggezza, laddove si legge che qualche dubbio c'è, su questa politica suicida, arruffona, e tendente a coltivare quei famosi orticelli con le braccia degli “Altri”. «Per me - ha detto commossa Clotilde Forcellati - l’unità del centrosinistra è un dato fondamentale, ma qui con (l'Alpe) partiamo da un progetto che mette al primo posto l’autonomismo e solo dopo i valori del centrosinistra. Perfetto Titti, hai centrato il problema. E hai confermato di averlo centrato appieno quando di seguito hai detto: Non vorrei che il regionalismo prendesse il sopravvento su temi come la solidarietà, la cultura, lo stato sociale».

giorgio - Mar Feb 09, 2010 11:58 am
Oggetto:
AostaSera.it 06/02/2010 ha scritto:
Renouveau Valdôtain, VdA Vive e Verdi si sciolgono in un partito unico: i Verdi dicono di sì
Aosta - I Verdi valdostani dicono sì alla nascita di un nuovo partito.
Il movimento raggrupperà Renouveau Valdotain, Vallée d’Aoste Vive e Verdi.

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L'Assemblea dei Verdi

E’ stata un’assemblea, quella svoltasi oggi pomeriggio, 6 febbraio, per i Verdi valdostani. Lo ha ricordato subito Dina Squarzino: “Oggi siamo qui per aderire a un nuovo movimento politico”. La decisione è stata presa con 4 astenuti, tra cui Titti Forcellati e 18 si. L’assemblea ha quindi ufficialmente deciso di aderire ad un nuovo partto che nascerà il 27 febbraio. La nuova formazione politica raccoglie una parte del Galletto, l’Alleanza Autonomista progressista. Verdi, Renouveau Valdôtain e Vallée d’Aoste Vive diventeranno quindi un partito solo. “Per noi – ha detto Elio Riccarand – è un momento molto importante, aderiamo ad un nuovo partito, proseguendo un progetto iniziato nel 2006. Ci sarà una fase di transizione, che durerà un anno, dopodiché terremo un congresso vero e proprio. Ma il movimento partirà prima, tra qualche giorno”. Ancora mistero assoluto, sia per quel che riguarda il nome, sia per il nuovo simbolo. <Autonomia, democrazia e ecologia> saranno i valori guida della nuova formazione politica.

Il progetto ha convinto la maggioranza dell’assemblea: “Con noi – ha detto Carlo Curtaz – ci sono persone che conosciamo, con le quali abbiamo già lavorato, e lavorato bene. Non ci uniamo con un campo avverso. Credo che il terreno sia favorevole, dobbiamo essere capaci di far passare i nostri temi. Sono convinto che questo progetto darà una forza maggiore alle politiche verdi”.

Di parere diverso Titti Forcellati, che non nasconde i suoi dubbi. “Esprimo tutta la mia perplessità rispetto a questo nuovo soggetto politico. In politica sono i numeri che contano, e sono perplessa perché, in questa logica, vedo la nostra parte perdente all’interno del gruppo. Una parte del mio cuore – ha detto commossa – soffre per questa decisione. Per questo al momento mi astengo. Non è ancora chiaro il nome, il simbolo, non so cosa decideranno gli altri due partiti. Quindi mi astengo, ma avrò tempo per convincermi”

di Cristian Pellissier


A volte ritornano è la prima antologia di racconti di Stephen King ed è anche il libro in cui King scrive una postfazione, nella quale e si rivolge direttamente al lettore: «Parliamo, io e te. Parliamo della paura». Inoltre «... è ancora buio e sta piovendo... C'è qualcosa che ti voglio mostrare, qualcosa che voglio che tu tocchi. È una stanza non lontano da qui, infatti, è vicina quanto la prossima pagina. Partiamo?» Insomma si sta rappresentando in questi giorni, come in un remake della miglior antologia horror creata da Stephen King, la riedizione del partito nuovo. “Per noi – ha detto Elio Riccarand – è un momento molto importante, aderiamo ad un nuovo partito, proseguendo un progetto iniziato nel 2006. Ci sarà una fase di transizione, che durerà un anno, dopodiché terremo un congresso vero e proprio.

Ora secondo me ci sono due modi, per chi è di sinistra, di rapportarsi ai risultati delle ultime elezioni politiche Il primo è quello di sentirsi schiacciati dalla vittoria berlusconian-unionista, e dunque rassegnarsi alla disperazione, oppure imboccare la via dell’abbandono di ogni impegno – considerato inutile o velleitario – politico, sociale e culturale per cambiare una regione sfasciata che si affida di nuovo, pur avendone non esaltante esperienza, all’antico pifferaio. Non faccio nomi, ma tanto è sempre quello.

L’altro modo, invece, è quello di prendere atto della situazione; di cercare di comprendere le ragioni, e le dinamiche, prossime e remote, della loro disfatta; di fare, ove occorra, una severa autocritica; di non rassegnarsi allo status quo; e, infine, di equipaggiarsi per la lunga traversata del deserto che ci sta di fronte. Questo è il programma che il Pd di Donzel sta cercando di dare a tutta la sinistra resistente, ma che inutilmente non viene preso in considerazione... Esattamente per le cose che Titti Forcellati ha sentito nel suo cuore e ha cercato di esporre

Ps. un'anno fa circa, qualcuno aveva deriso e fatto dello spirito di patata per la scarsa partecipazione di iscritti ad una Assemblea costituente del Pd. Come avevo scritto la foto riportata allora era una foto fatta da un'angolatura "biricchina" che taglaiva fuori una parte della sala. Ora chi conosce com'è l'Espace poupulaire, conosce anche la dislocazione delle sedie e capisce che la gente non è di più di quella che si vede in foto. Dunque guarda caso ecco il "boomerang" di ritorno...chi la fa l'aspetti. Non mi sembra che qui ci sia della ressa!

giorgio - Mar Feb 09, 2010 12:29 pm
Oggetto:
Citazione:
Nasce Alpe, nuova coalizione politica autonomista-progressista
Aosta - Prove tecniche di federazione in casa dell'opposizione, in vista delle prossime elezioni.
Confermata la prossima creazione di una coalizione il cui acronimo significa "Autonomie, Liberté, Participation, Écologie.
Il simbolo? Ancora una volta il gallo.

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L'Assemblea di Renouveau

Le elezioni si avvicinano, ed è tempo di rimettere in moto il gioco strategico delle alleanze e delle coalizioni. Renouveau Valdôtain ci prova andando a congresso, e sollecitando la nascita di un nuovo soggetto politico che coinvolga anche Vda Vive, Verdi, alcune parti dell'ex Galletto e in generale chiunque si riconosca nel progetto.

Lingua "ufficiale" dell'assemblea degli iscritti, il francese, decisione che mette in risalto una determinata presa di posizione riguardo ai temi dell'autonomia e della tradizione. Il congresso di Renouveau si è aperto con le note sospese tra amarezza e speranza del coordinatore Franco Vallet, che ha letto un rapporto che sintetizza l'azione portata avanti in questi anni dal partito, e lancia la sfida di un futuro condiviso con altri soggetti. Il partito, in questi anni, si legge nel rapporto, non ha potuto contare su una folla di gente accorsa in suo sostegno. "Poche delle numerose persone che hanno condiviso l'utilità della nostra azione - ha affermato Vallet - hanno fatto seguire alle parole i fatti, implicandosi in prima persona". Una passività forse motivata - è l'ipotesi del coordinatore - dal disinteresse verso la politica, dal timore di esporsi, dall'isolamento che colpisce "chi canta fuori dal coro" e da un certo immobilismo tipicamente valdostano, figlio di un benessere diffuso e anestetizzante.

Comunque, tirate le somme, ricordati i parziali successi delle elezioni politiche del 2008 e delle elezioni europee del 2009, e lodata l'opera dei consiglieri regionali in forza al partito, Vallet ha confermato la fiducia nella costituzione di una futura alleanza, di matrice autonomista, progressista ed ecologista. In attesa di tenere a battesimo il nuovo movimento, il prossimo 27 febbraio, è già stato suggerito il nome: Alpe (Autonomie, Liberté, Participation, Écologie). Le varie anime del movimento in via di costituzione si riuniranno sotto il simbolo del gallo, che incarna ormai l'animale totem di tutta una parte dell'attuale opposizione. Si tratta, a detta degli ideatori, di un segnale di continuità, in grado di evocare allo stesso modo la figura di Carlo Perrin e l'idea di unione attorno a un progetto condiviso.

L'obiettivo, si dichiara nel documento congressuale, resta quello di rappresentare un punto di riferimento per i valdostani stufi "di un sistema di governo fondato sul clientelismo, l'intimidazione, i richiami all'ordine per i non-allineati, il controllo di ogni settore della vita pubblica la difesa dei privilegi e il primato dell'appartenenza sulla competenza". Data lettura del documento, l'assemblea è proseguita a porte chiuse. In serata il congresso ha annunciato di avere dato mandato al gruppo di coordinazione e al gruppo esecutivo di mettere in opera le azioni indispensabili in vista dell'effettiva costituzione di Alpe.
di Elena Tartaglione

06/02/2010


Uno si chiede: Se viene confermata la prossima creazione di una coalizione il cui acronimo significa "Autonomie, Liberté, Participation, Écologie, perchè si cerca la fiducia nella costituzione di una futura alleanza, di matrice autonomista, progressista ed ecologista? In parole povere chi ha perso per strada le parole Democrazia e Progresso?
paolog - Mer Feb 10, 2010 11:24 am
Oggetto:
Ci piacerebbe sapere cosa ne pensa la base di Rv.
Sembra che la decisione sia stata presa solo da 2/3 dirigenti.

Nel P.D. quando nacque... pensavamo a una fusione a freddo,
e dopo le rimostranze della base "peones" si fecero le primarie.

erika - Mar Feb 16, 2010 12:06 am
Oggetto:
Dopo un pò riscrivo...
reduce dal'ennesimo incontro in vista dele comunali. E' un'esperienza bellissima....
Leggo con piacere che il nostro amico Socques mi ha scritto "Madame Erika, peut-être qu'il soit difficile pour vous de l'accepter mais
il-y-a des personnes que d'entrer dans le PD n'en ont point envie.
Est-il pour vous si incroyable que quelqu'un n’aime pas votre pétaudière?
Pierre "
Ebbene accetto con piacere che ci sono persone che non vogliano entrare nel PD, ma allora perchè imitare il PD non solo nei metodi, ma anche nella proposta politica? Naturalmente questo solo per slogan, perchè poi lo fanno parlando in francese e quindi tagliando fuori una buona parte di valdostani, credendo nella double filiere per aumentare le disparità e la divisione, utilizzando toni e modi che non sono proprio di una cultura riformista e progressista, invitando esponenti come la Bresso che forse non si sa, ma si riferiscono al nostro partito...
Legittimo tutto questo e legittimo pensare che ci fosse bisogno di un ennesimo partito autonomista, quando con il federalismo fiscale, si arriverà sempre ad una maggiore autonomia delle atre regioni, fino forse a renderle tutte un pò speciali...

A proposito..chiedete a Riccarand, Vallet e Dondeynaz cosa pensano del federalismo fiscale... a parte che Rollandin è un brutto e cattivo che vuole chiudere l'accordo senza sentire nessuno, Riccarand dirà che bisogna sostenere maggiormente le regioni in difficoltà e rinunciare a parte del nostro gruzzolo ben sapendo che così speciali non siamo, Dondeynaz e Vallet qu'ils voudraient plus de competences pour notre region si autonome, si speciale...
Devo ringraziare l'norevole Nicco per avermi invitato ad un incontro veramente illuminante!!!!
giorgio - Mar Feb 16, 2010 3:17 pm
Oggetto:
erika ha scritto:
Dopo un pò riscrivo...
reduce dal'ennesimo incontro in vista dele comunali. E' un'esperienza bellissima....
Leggo con piacere che il nostro amico Socques mi ha scritto "Madame Erika, peut-être qu'il soit difficile pour vous de l'accepter mais
il-y-a des personnes que d'entrer dans le PD n'en ont point envie.
Est-il pour vous si incroyable que quelqu'un n’aime pas votre pétaudière?
Pierre "
Ebbene accetto con piacere che ci sono persone che non vogliano entrare nel PD, ma allora perchè imitare il PD non solo nei metodi, ma anche nella proposta politica? Naturalmente questo solo per slogan, perchè poi lo fanno parlando in francese e quindi tagliando fuori una buona parte di valdostani, credendo nella double filiere per aumentare le disparità e la divisione, utilizzando toni e modi che non sono proprio di una cultura riformista e progressista, invitando esponenti come la Bresso che forse non si sa, ma si riferiscono al nostro partito...
Legittimo tutto questo e legittimo pensare che ci fosse bisogno di un ennesimo partito autonomista, quando con il federalismo fiscale, si arriverà sempre ad una maggiore autonomia delle atre regioni, fino forse a renderle tutte un pò speciali...

A proposito..chiedete a Riccarand, Vallet e Dondeynaz cosa pensano del federalismo fiscale... a parte che Rollandin è un brutto e cattivo che vuole chiudere l'accordo senza sentire nessuno, Riccarand dirà che bisogna sostenere maggiormente le regioni in difficoltà e rinunciare a parte del nostro gruzzolo ben sapendo che così speciali non siamo, Dondeynaz e Vallet qu'ils voudraient plus de competences pour notre region si autonome, si speciale...
Devo ringraziare l'norevole Nicco per avermi invitato ad un incontro veramente illuminante!!!!


Ben tornata erika, aspettavo un tuo commento un pochino pungente ed eccolo qua sopra ben in vista.
Un colloquio tra autonomisti e autonomisti (dentro al galletto prima e ora nell'Alpe e poi chissà...) occupa intere pagine su tutti i giornali e blog valdostani, con toni simili a quelli che hanno accompagnato tempo fa l’incontro tra Israeliani e Palestinesi. Che cosa ci sia di così sgomentevole, poi, non si capisce. Lo scollamento tra società e politica è ormai così clamoroso che alla frenesia quasi isterica della prima corrisponde appena un tremito della seconda, pomposamente catatonica. Ma su questo tremito, purtroppo, sono sintonizzati quasi tutti i sismografi dell’informazione valdostana. Tutte le componenti ex Aap definiscono la politica valdostana «un caos immobile». E perciò ci penseranno loro a farlo diventare un caos stabile.

La mobilità, a dire il vero, è clamorosa: da nord a sud, da est ad ovest, carovane di cronisti e blogger intasano le autostrade e i percorsi alpini valdostani per raccogliere dichiarazioni pazzesche, nelle quali ci si dice d’accordo con Pino ma disposti ad incontrare Cecco, favorevoli a Gino purché non discrimini Pippo, interessati a Gianni ma non ostili a Carletto. Nel frattempo una città della Bassa Valle brucia il suo diavolo rosso in un Carnevale che ha coinvolto anche le ultime persone serie, e in Alta valle (si sa come sono quelli dell'Alta: estrosi) un paio di sindaci fanno orecchio da mercante e si vogliono ricandidare. Se ne discuterà, prossimamente, in un convegno della corrente di Cecco alternativamente alle terme di Saint Vincent prima e Pré St.Didier poi. Chianciano è lontana e poi non è autonomista. Un convegno aperto a Gianni, ma non contrario a Pippo.

fulvio100z - Mar Feb 16, 2010 7:57 pm
Oggetto:
Si, incontro interessate quello con l'On. Nicco.
Effettivamente le diversità di vedute sono emerse anche se, nel merito del c.d. federalismo fiscale, mi pare ci sia ancora tanta e troppa confusione (anche da parte dello scrivente).
Il rischio attuale è che il tavolo delle trattative aperto tra Governo centrale e Governo regionale (leggi Berlusconi - Rollandin) possa partorire, in perfetta solitudine, una modifica all'attuale sistema finanziario della nostra regione con un accordo a due che verrà successivamente ratificato dalla Commissione paritetica e di cui il nostro Consiglio regionale ne prenderà semplicemente atto - di fatto esautorato da ogni possibile ingerenza. Un pacchetto regalo che verrà portato a conoscenza a giochi fatti. Insomma, il rischio che si è già verificato con Trento e Bolzano, dove i due Governatori hanno siglato un accordo fulmineo con Calderoli e Tremonti.
Se tutti mi sembravano concordi sulla problematica sollevata molto efficacemente dall'On. Nicco e ripresa da tutti, sono le eventuali ricette per scongiurare detto pericolo che apparivano - ad un osservatore interessato e novizio del mestiere come chi scrive - poco incisive (una presa di posizione del Consiglio regionale e delle forse politiche in generale) ovvero fatalmente rassegnate.
Nessuno che, invece, abbai proposto una strategia che possa in qualche modo "obbligare" o "costringere" il nostro Presidente della Giunta ad aprire il confronto ed il dibattito.
Anche sul merito delle c.d. federalismo fiscale non è emerso granché, forse anche perché materia difficile e particolarmente complessa. E' fin troppo evidente, però, che la Regione VdA riceve molto di più di quello che raccoglie e, dunque, qualcosa dovrà essere tagliato. E, correttamente l'On. Nicco - senza entrare nel merito - sottolineava come le modalità di riequilibrio della nostra finanza possono svilupparsi su due direttrici: da un lato si può tagliare le risorse mantenendo invariate le competenze della VdA, mentre dall'altra si possono mantenere invariate le risorse e, parallelamente, aumentare le competenze sì da giustificare i trasferimenti che la VdA riceve.
Certo, un problema difficile. Ma la preferenza emersa dalla riunione per la seconda via (cioè manteniamo i soldi che riceviamo ma in contropartita ci accolliamo maggiori competenze che finanzieremo con i soldi che già abbiamo) mi pare comporti rischi non indifferenti.
In chiaro: bello sarebbe regionalizzare la ferrovia per farla funzionare meglio, ma la nostra competenza si ferma comunque a Pont Saint Martin. E da lì in avanti? Inoltre l'aumento delle competenze della regione significa aumento di costi, aumento di personale e, in ultima analisi, aumento della macchina amministrativa. Visto che "mamma regione" controlla già tutto, vogliamo aumentare a dismisura questa "piovra"?
Molto più utile, sarebbe, aumentare sì le competenze della regione, ma là dove il costo di incidenza è minimo. Ad esempio, non potrebbe entrare nella partita del c.d. federalismo fiscale la richiesta, avanzata da tutte le forze politiche, di un seggio per il deputato europeo per la VdA così come avviene per deputato ed il senatore nazionali?
giorgio - Gio Feb 18, 2010 5:43 pm
Oggetto:
12VdA.it ha scritto:
Ad aprile le primarie dell'Alpe per i candidati a sindaco di Aosta.
Fedi tende la mano al Pd che risponde «aspettiamo»

Scritto da elena Giovedì 18 Febbraio 2010 12:00

Sono cinque i referenti per la nuova forza politica che, sempre sotto il segno del "Galletto", si propongono con il nome di "Alpe": Guido Dondeynaz, segretario di Vallée d'Aoste Vive, Franco Vallet, coordinatore di Renouveau Valdôtain, Gian Paolo Fedi, segretario dei Verdi valdostani, Piero Floris a rappresentanza di un gruppo di cittadini e Walter Pivato per un gruppo di indipendenti, ex Gauche Valdôtaine.

Il primo obiettivo sarà, sabato 27 febbraio all'Hostellerie du Cheval Blanc di Aosta, con la prima assemblea costitutiva che definirà coordinatore, direttivo e commissioni: «siamo un gruppo di promotori - evidenzia Guido Dondeynaz - che provengono da una lunga esperienza fatta in Comune insieme. Abbiamo sentito l'esigenza e visto in questa iniziativa la possibilità di esprimere politicamente una novità. Finora il simbolo del "Galletto" era stato utilizzato per una forma di coalizione: questa volta diventa il simbolo di un nuovo movimento che agirà nel territorio valdostano. Nelle prossime elezioni comunali, ad Aosta, avremo l'obbligo di fare una coalizione perché il sistema elettorale lo prevede». Carlo Curtaz, Dina Squarzino e Carlo Perrin tra il possibili candidati a sindaco di Aosta Rimangono volontariamente fuori dall'Alpe l'associazione radicale "Loris Fortuna" e il movimento dell'Italia dei valori. Pivato smentisce la fuoriuscita dal Partito Democratico assieme ad altri degli ottanta firmatari del manifesto che fonda il nuovo movimento: «non siamo "rubati" al PD - commenta - perché non ci hanno nemmeno fatti entrare. Siamo un gruppo di persone riformiste di diversa estrazione. Dopo la Gauche Valdôtaine speravamo ci potesse essere continuità delle nostre idee». Gian Paolo Fedi dei Verdi, invece, annuncia proprio un desiderio di lavoro comune in vista delle primarie di aprile: «abbiamo invitato il PD ad un possibile tavolo di condivisione sul discorso primarie, per il quale sono loro ad aver aperto la strada - spiega - sono le persone a noi più vicine, non possiamo metterci su un piano di scontro in vista delle elezioni comunali».

Ad aprile ci sarà quindi la definizione, con l'organizzazione di primarie, per i candidati a sindaco e vice sindaco per il capoluogo regionale, molto probabilmente tra gli ex consiglieri regionali dei Verdi Carlo Curtaz e Dina Squarzino e l'ex presidente della Regione e senatore di Renouveau Carlo Perrin, entro l'anno prossimo il congresso fondativo vero e proprio: «abbiamo l'ambizione di diventare un movimento, sempre di connotazione autonomista, che si possa contrapporre all'attuale amministrazione regionale - aggiunge Dondeynaz - si stanno restringendo le libertà personali, ci è stato persino contestato di aver usato sui nostri manifesti un simbolo come la "Carte Vallée". Solo con un nuovo atteggiamento si può riavvicinare la gente alla politica. Non di corsa, ma con i piedi per terra assieme ai cittadini».

«Le primarie dovrebbero usarle per testare il loro gruppo dirigente - risponde Raimondo Donzel, segretario regionale del Pd - come abbiamo fatto noi. Sono uno strumento molto importante ma possono anche diventare un boomerang e proprio per questo motivo noi valutiamo caso per caso: per esempio nel Lazio non le abbiamo usate visto che ha deciso l'assemblea regionale, i nostri massimi organi dirigenti, mentre in Puglia è stata l'assemblea regionale a votare le primarie. Loro non vogliono le tessere, noi invece siamo un partito, così come è scritto nella Costituzione, siamo a favore del pluripartitismo. abbiamo statuti e regole che sono pubblicati sui nostri siti web. Il nostro gruppo dirigente è legittimato dal voto di duemila persone che hanno scelto di prendere anche la schedina regionale. Noi non prendiamo lezioni da nessuno sulle primarie. Mi sembra che la polemica con una parte di soggetti come Pivato c'è stata e non vedo perché dobbiamo rinfocolarla: loro dovevano scegliere tra stare nel PD ed un soggetto autonomista, non era possibile stare in entrambi. Ora aspettiamo che eleggano un gruppo dirigente e poi parleremo come facciamo con tutte le forze politiche. Noi abbiamo esplicitato che non condividiamo un progetto che sia radicale rispetto ad una proposta di centro sinistra che è quello che pensiamo per Aosta. Se questo non sarà vedremo, noi partiamo dall'attuale maggioranza in Comune. Se loro sono l'alternativa, noi non siamo alternativi a questa Giunta comunale e, per arginare il PdL, siamo pronti anche ad allearci con l'Union Valdôtaine».


Raimondo Donzel, segretario regionale del Pd: Mi sembra che la polemica con una parte di soggetti come Pivato c'è stata e non vedo perché dobbiamo rinfocolarla.
Loro dovevano scegliere tra stare nel Pd ed un soggetto autonomista, non era possibile stare in entrambi.
E aggiungo io... Noi non abbiamo per ora approvata nessuna proposta per la doppia tessera. Già qualcuno faceva fatica e continua ancora a fare difficoltà per averne una del Pd, pur essendo stato eletto con l'apporto della forza di questo partito ....

giorgio - Ven Feb 19, 2010 11:21 am
Oggetto:
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Una delle ultime versioni del galletto... poi si vedrà.


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La versione europea


Il galletto del simbolo, è quello ormai noto: ha accompagnato gli elettori sulla scheda elettorale alle politiche 2006 e 2008 e delle europee 2009, e l'obiettivo è di sfruttare l'attesa di cambiamento che, in una parte dell'elettorato, trasmette. In effetti non è che la cosa sia trasmessa così bene se ogni volta che appare sul mercato dei "buoi" con un logo similare, ma variato nei particolari, l'arco e il numero dei dei partiti alleati si riduce!

Questa volta il galletto è adirittura girato: «Dà le spalle alla destra e guarda a sinistra», spiega Dondeynaz. A guardare il simbolo, sembrerebbe il contrario, ma i cinque portavoce spiegano che bisogna dargli le spalle. Ah, bene - dico io - se già da ora i cinque portavoce gli danno la schiena...gli elettori che faranno? «Speriamo di non fare la fine dei galli segnavento sui tetti, che girano in base all'aria che tira», ironizzano in sala.
Un pò di moda e di restyling all' italiana non fa mai male in questi luoghi così seriosi e pieni di ambiguità. Io proporrei per alcuni partecipanti dissidenti Pd, ma mai iscritti al Pd, lo stilista che oggi va per la maggiore nell'ALPE: Volta & Gabbana!
erika - Ven Feb 19, 2010 4:12 pm
Oggetto:
La cosa che più mi ha colpito di questa conferenza stampa sono le parole di Walter Pivato, di antica estrazione Ds-Gauche Valdotaine non confluita nell’allora PD, ha spiegato “Cercavamo un gruppo che non fosse la filiale di movimenti nazionali, ma fosse il frutto di un’aggregazione di realtà diverse, legate anche al territorio. Questo non l’abbiamo trovato nel PD, che non ci ha voluto”.

Beh, oltre al fatto che mi sembra un pò un contro senso l'ultima frase. E' lui che non ha trovato o noi che non l'abbiamo voluto? Comunque finalmente con semplicità ha detto quello che noi dicevamo da mesi. Non voleva il PD, ma l'ennesimo partito autonomista. Credo quindi abbia trovato il suo luogo politico...

Maintenant il peut s'esprimer avec sa langue maternelle et partager des valeurs si differents d'un parti comme le PD. Il ne suffit pas copier les metodes et les slogans. Bon travail....
giorgio - Sab Feb 20, 2010 5:15 pm
Oggetto:
Cara erika, con questo post apro un confronto con te su questo argomento. Lo faccio perchè vedo che sei l'unica ad avere un minimo di coraggio e autonomia culturale per poter esporre il proprio pensiero, senza il timore di subire risposte piccate o al contrario compiacenti. Non ci stò a farmi insultare da ex compagni di partito che hanno più o meno la mia stessa età e il mio percorso politico. Il percorso pubblico io l'ho messo da parte. Fino ad ora ho risposto loro attraverso degli articoli qui rappresentati perchè ero convinto della loro buona fede, ora non solo comincio a dubitarne, anzi sono ormai convinto che il loro percorso politico è stato sempre improntato da retropensieri e convinzioni personali che non potranno mai convincermi della loro serietà, ma mi fermo qui.

Nella mia vita ho rinunciato a mollte opportunità per restare coerente con i miei valori e fedele alla mia cultura politica. Non l'ho fatto per gli altri, ma per rispetto di me stesso. Non accetto lezioni sui valori di solidarietà, uguaglianza e giustizia sociale da nessuno perchè fanno parte del mio Dna e sono quelli che guidano tutta la mia vita privata e pubblica ed ora credo di averli rintracciati nel Pd. La principale difficoltà nella realizzazione dei miei sogni, che continuano a guidare la mia azione, non è la controparte politica, economica, culturale e sociale, ma le zavorre che ancora oggi ci dobbiamo trascinare dietro. Potrei raccontarti decine di esempi di quanto pesi il massimalismo e l'idealismo astratto sulle condizioni degli ultimi, o la furbizia di contrabbandare tutto questo con interessi particolari, ma sarebbe tempo perso. Io continuerò ad essere dalla parte degli ultimi, degli sfruttati e contro gli effetti del liberismo sfrenato e le conseguenze di questo modello sociale distorto e violento. Continuerò stare in prima fila dalla mia parte della trincea, nonostante i mezzi predominanti del nemico, le cicale, i galletti fasulli che cantano sull'albero, i consigli degli inutili grilli parlanti e i cecchini che da sempre sparano alle spalle.

Molte sono le orecchie che devono essere portate da un otorino di grido per avere una "ripassata"( tanto per usare un termine che va per la maggiore). Siamo sempre alle solite, quando si arriva cioè a dimostrare con parole e non solo, ma con onestà la pulizia intellettuale del proprio pensiero, allora tutto questo crea imbarazzo ai dubbiosi e agli scettici del caso. Un imbarazzo che non verrà fugato con ragionamenti da contrapporre, ma si cercherà di mitigarlo ed esorcizzarlo solo con battute presumibilmente salaci e trancianti. Al massimo ci saranno risposte che cercheranno di traccheggiare senza entrare nel merito. Ed è così, caro erika per riprendere un tuo recente messaggio d'allarme, che questo nostro ideale può morire. Spero che tu abbia ancora tutta la forza e tutta la pazienza per continuare insieme a me, paolo ed altri (se ci sono) per continuare a fare l'alfiere di questo Pd che prima o poi avrà veramente lo sviluppo che si merita. Chiudo qui riportando una frase del card. Tettamanzi, tratta da la Lettera agli Efesini : E’ meglio essere cristiano senza dirlo, che proclamarlo senza esserlo» Rileggetela con la mia aggiustata per la bisogna, e capiremmo molte cose: E’ meglio essere di sinistra senza dirlo, che proclamarlo senza esserlo»

giorgio - Ven Mar 12, 2010 12:22 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 12/03/2010 ha scritto:
11:57 SINISTRA: ANCHE IN VALLE D'AOSTA FEDERAZIONE PRC-PDCI-SE
(ANSA) - AOSTA, 12 MAR -
E' stata annunciata oggi in piazza Chanoux, nel 'cuore' di Aosta, la nascita della Federazione della sinistra valdostana, che riunisce il partito della Rifondazione comunista, il partito dei Comunisti italiani e la Sinistra ecologista.

Lo hanno comunicato i rispettivi segretari - Francesco Lucat (Prc), Gabriella Manganoni (Pdci) e Sandro Bortot (Se) - durante una conferenza stampa 'volante' al presidio allestito a sostegno dello sciopero di quattro ore indetto dalla Cgil per "un fisco più equo, l'inclusione e il diritto al lavoro". "La federazione si propone come alternativa - ha sottolineato Lucat - allo stato presente delle cose che è insostenibile. E' un'arma contro l'imbarbarimento nei rapporti sociali e contro l'individualismo, il razzismo, il sessismo e l'omofobià".

Sulla stessa lunghezza d'onda Gabriella Manganoni che ha sottolineato come "l'aggregazione possa rappresentare per il popolo italiano un argine alla deriva morale e alla corruzione dilagante". (ANSA).


AUGURI
giorgio - Sab Mar 27, 2010 6:37 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 26/03/2010 12:05 ha scritto:
COMUNALI: AOSTA; AAP,PRIMARIE PER PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA
(ANSA) - AOSTA, 26 MAR -
"Le primarie costituiscono un importante momento di partecipazione democratica. L'obiettivo è uscire dalle segreterie dei partiti e portare il dibattito politico tra la gente". Lo ha sottolineato Carlo Perrin, coordinatore dell'Alpe, presentando questa mattina le primarie dell'Alleanza autonomista progressista (Aap), in programma il prossimo 11 aprile, dalle 9 alle 20, per determinare il candidato sindaco della coalizione alle prossime comunali di Aosta.

Oltre all'Alpe, fanno parte dell'alleanza anche la Federazione della Sinistra e l'associazione radicale Loris Fortuna. Le candidature (ognuna deve essere accompagnata da almeno 40 firme) dovranno essere presentate entro il 31 marzo. Avranno possibilità di voto anche i ragazzi che compiranno 16 anni entro il 23 maggio e gli immigrati che risiedono ad Aosta da più di tre anni. Per votare saranno allestiti in città 8-10 seggi, in luoghi ancora da definire. A vigilare sulle operazioni sarà un collegio di garanzia. Ciascun elettore, infine, dovrà versare un euro per poter esprimere il voto. (ANSA).

(ANSA) Data: 26/03/2010 12:21 ha scritto:
COMUNALI: AOSTA; AAP, NECESSARIO DARE ALTERNATIVA A CITTA' (V.'COMUNALI: AOSTA; AAP, PRIMARIE PER...' DELLE 12.06)
(ANSA) - AOSTA, 26 MAR -
"Questa coalizione è necessaria per il futuro di Aosta. Union valdotaine e alleati stanno trattando con le destre, quindi è indispensabile dare alla città un'alternativa". Con queste parole Carlo Perrin, coordinatore dell'Alpe, ha presentato la coalizione che definirà il suo candidato sindaco con le primarie dell'11 aprile e poi correrà alle elezioni del 23 maggio.

"Al tavolo delle primarie manca l'Italia dei valori - ha aggiunto - che per indicazioni nazionali sta lavorando ad una propria lista. Noi non abbiamo chiuso le porte a nessuno. Il Pd ci ha detto che per ora non è disponibile a questo progetto, per il futuro si vedrà".

"L'attenzione ai giovani e ai migranti che emerge dalle primarie - ha sostenuto Francesco Lucat (Sinistra) - è un messaggio inequivocabile. L'idea che l'Uv tratti con la destra credo che faccia rovesciare nella tomba Emile Chanoux". Infine, Flavio Martino (Loris Fortuna) ha ribadito che "la coalizione e le primarie sono aperte, così come lo slogan delle primarie 'Scegli il tuo sindaco' è reale per avvicinare la popolazione alla politica". (ANSA).


Penso che ci sarà qualcun altro che si rovescerà nella tomba...non riesco ancora a capacitarmi come Francesco Lucat e la sua gente sia diventato un personaggio improvvisamente affidabile per l'ALPE e per tutti coloro che vedevano come fumo negli occhi questa sinistra radicale da cui fuggire inorriditi..... Fino a poco tempo fa suscitavano pena e commiserazione tra gli esponenti di Valle d'Aosta Vive e Renoveau valdotain. Mi chiedo che cosa possa essere così tanto cambiato tra questi due partiti, da poter stringere un'alleanza così "spuria". Io penso che entrambi gli schieramenti si siano venduti vicendevolmente l'anima, tanto per essere da una parte sdoganati come partito più moderato, e dall'altra per poterre farsi raffigurare e accreditare come un partito di centro sinistra. Un pò come a quei due disperati che avendo una gamba sola, uno la destra l'altro la sinistra si accompagnavano abbracciati per fare qualche metro di strada.
giorgio - Sab Mar 27, 2010 7:43 pm
Oggetto:
La Stampa 25 Marzo 2010 ha scritto:
POLITICA/2.IL FRONTE AUTONOMISTA PROGRESSISTA
Alpe, primarie l’11 aprile. Ma l’Idv correrà da sola


Si svolgeranno domenica 11 aprile le primarie per scegliere il candidato sindaco di Aosta per la coalizione formata da Alpe, Federazione della Sinistra e associazione radicale Loris Fortuna. Il seggio sarà allestito nella sede dell’Alleanza Autonomista Progressista, in via Charrey, e le liste in lizza saranno presentate già domani. Intanto l’area autonomista progressista rischia di perdere un pezzo, l’Italia dei Valori, orientata a correre da sola alle prossime comunali nel capoluogo regionale. «Per ora - conferma il coordinatore dell’Idv, Marco Belardi - siamo ancora parte dell’alleanza, ma stiamo valutando vari fattori, soprattutto il fatto che vogliamo avere amministratori nella prossima legislatura comunale». La scelta di presentarsi in solitaria deriva dalle strategie decise a livello centrale dal partito dell’ex pm Antonio Di Pietro: «I rapporti con l’Alpe e con le altre forze sono lineari e corretti, non ci sono problemi da questo punto di vista».

Parla tuttavia di «perdita» il coordinatore dell’Alpe, Carlo Perrin: «Siamo al corrente delle riflessioni all’interno dell’Idv, ma sappiamo anche che si tratta di ragioni più tecniche che politiche». Per il movimento del Galletto sono comunque giorni di intenso lavoro diplomatico. Oltre al caso Idv, l’Alpe non molla sul fronte del Pd, con il quale lunedì sera è stato organizzato un confronto: «Il Partito democratico non ha sciolto le sue riserve e sta aspettando». Ci sono margini per un’intesa? «La porta resta aperta. Ma in ogni caso - conclude Perrin - non mi straccerò le vesti».



Louvin promette le primarie.
L'altra volta il logo del "galletto", domani le "primarie", dopodomani un enorme foglio di carta carbone, per copiare le iniziative! Ma è proprio vero che tutti questi signori, "dell'intellighenzia valdostana" e i ricchi di fantasia sfrenata, sono in coda per cercare di prelevare e appropriarsi di quei "simboli" ? Simboli, slogan, che hanno contraddistinto il Partito democratico dagli altri soggetti, subalterni, ausiliari o sussidiari come l'ALPE. Il Pd aveva detto qualcosa nel merito? Si... da tanto tempo e con molta forza, ma per loro era tutta una baggianata, una messa in scena ridicola per attirare voti.

Non so se l’avete notato... anche gli slogan ci copiano...ve li riscrivo per facilità di lettura: «Oggi che è sempre più chiara la deriva a destra dell’Uv è necessario opporre a questo sistema di potere la forza di movimenti autonomisti e progressisti che parlino con voce unica, forte e sicura». L’articolo ha una intestazione di questa fattura: “Uniti contro la deriva a destra”, come a dire che l'argine, la diga contro la destra è diventato, a parole, l'ALPE!

Ora vorrei ricordare l’ennesima carnevalata di questi personaggi che oggi si fanno chiamare ALPE, e che per cercar di sopravvivere, ci scimmiottano in tutto e per tutto. Fino a ieri ci hanno preso per i fondelli, ci hanno derisi per le primarie, sbrodolavano quando noi dicevano che per il Pd era dirimente la lotta alla destra, ed era essenziale non fare entrare nella stanza dei bottoni quei partiti che una volta alleati dell’Uv a noi ci costerà un ”ventennio” prima di poterli debellare. E oggi? Ancora oggi mi rimbombano nelle orecchie i ghigni di quegli sciacalli che continuavano a urlare da tutti i media conosciuti - blog compresi - per la mancanza di programmi e di strategia politica del segretario Donzel che continuava, secondo loro, ad usare lo specchio per le allodole della lotta senza quartiere alla destra, per nascondere le sue defalliances. Et voilà. In una enorme stato confusionale cosa ci stanno raccontando ora? E sopratutto come si stanno attrezzando per evitare un tonfo politico? Ho visto che anche l'IdV ha avuto dei ripensamenti. L'IdV sa benissimo dov'è il centrosinistra, dove stanno i veri alleati.

Naturalmente stanno allestendo un seggio per le loro "secondarie"...e indovinate un pò dove? Nella sede dell’Alleanza Autonomista Progressista, in via Charrey, che a pensarci bene...la sua apertura è ancora garantita da "quote" che sono in parte anche di competenza al Pd. E' strano che tutto questo accada nel silenzio più assoluto, senza che mai si vada a chiarire tutta questa frenesia di appropriamento globale! Io sono qui a ricordare ai signori dalla memoria debole che il loro operato viene da noi tollerato con tanto savoire fare e di squisita superiorità. «Le primarie dovrebbero usarle per testare il loro gruppo dirigente - risponde Raimondo Donzel, segretario regionale del Pd - come abbiamo fatto noi. Sono uno strumento molto importante, ma possono anche diventare un boomerang e proprio per questo motivo noi valutiamo caso per caso. Ricordate gente, ricordate.

giorgio - Lun Apr 05, 2010 11:49 am
Oggetto:
(ANSA) Data: 05/04/2010 10:16 ha scritto:
COMUNALI: AOSTA; SINISTRA, INVITO A PD CONTRO ASSE UV-DESTRE
(ANSA) - AOSTA, 5 APR -
"La Federazione della Sinistra Valdostana esprime viva preoccupazione per la nascita dell'alleanza tra Lega Nord, Pdl e Union valdotaine da cui emerge nitidamente la convergenza tra forze politiche reazionarie, xenofobe, antidemocratiche, con il partito delle clientele, che svende i propri valori per acquisire denaro e potere". E' quanto si legge in una nota della Federazione della Sinistra alla vigilia delle elezioni comunali ad Aosta.

"Siamo certi che personalità gloriose come Lino Binel, Emile Chanoux, Maria Ida Viglino e tanti altri - prosegue il comunicato - si stiano rivoltando nella tomba sapendo che la loro azione, fondata in primo luogo sull'antifascismo, rischi di essere oggi vanificata dalla prospettiva di portare al governo del comune di Aosta partiti che disprezzano la Costituzione e non accettano una civiltà fondata su diritti umani, democrazia, libertà e uguaglianza nonché su un categorico rifiuto di ogni politica razzista e xenofoba".

Oltre ad "auspicare che la popolazione intera colga la portata e i rischi di questa grave prospettiva politica", la Federazione della Sinistra Valdostana lancia un appello "a tutte le forze democratiche ad unirsi per la difesa dei principi fondamentali della Costituzione e dello Statuto di Autonomia messi a rischio da questa alleanza". "E' necessario scongiurare il pericolo - si conclude la nota - che le destre vadano al governo anche nel nostro capoluogo. Per questo ci auguriamo che il Pd e le altre forze democratiche, laiche e antifasciste si rendano disponibili per un'intesa comune capace di offrire ai cittadini aostani una degna e forte alternativa politica". (ANSA).



Siamo alla solita pantomima. In questa vicenda, più dei sospetti e dei veleni, è illuminante l'entusiasmo con cui tutti i media, fanno a gara nel sottrarre al Pd anche quel minimo spazio visivo che ultimamente si era conquistato a far data dalle VERE PRIMARIE. Forse è per questo che Raimondo Donzel e il Pd non vincerà elettoralmente ma politicamente. Con il suo incedere schivo e misurato, con quel rifuggire da una campagna elettorale comiziante ed esibita, raccoglie consenso e considerazione indicando la strada su cui transitare per recuperare credibilità politica.

Succederà soprattutto ad Aosta, dove riuscirà a raccogliere quella domanda politica che i partiti non sono più in grado di intercettare, ad accogliere quel sentimento appassionato e critico, quell'insieme di intelligenze sociali. Ma anche sul territorio visto che ormai da anni il centrosinistra non era più in grado di esprimere la sua presenza autonoma. Un giorno tutto ciò sarà necessario per rimuovere l'Uv dal privilegio costante del potere. Ma questo patrimonio non è sempre disponibile: ha bisogno di riconoscersi in un progetto innanzitutto liberato dal politicismo. In cui si intreccino proposte politiche e pratiche sociali, si valorizzino le esperienze locali e i il modo di governare.

Lo capiranno i partiti del centrosinistra valdostano? Capiranno che le confraternite di oligarchie in permanente e reciproco contrasto diventano impedienti di ogni possibile sviluppo positivo. Capiranno che devono mettersi finalmente in discussione e smetterla con le loro grottesche liturgie autoconservatrici? A occhio, non sembra: continuano in queste ore a cincischiare con le loro guerricciole. Forse qualcuno dovrebbe dirgli che i partiti hanno sì bisogno della politica, ma la politica non sempre ha bisogno di questi partiti capaci di fare appelli come quello appena letto nel comunicato Ansa. Sono anni che diciamo ed esprimiamo questi concetti, con l'unico risultato di essere scambiati per dei visionari alla ricerca di colpi di scena. Bene ora andatevi a cercare voti da altre parti e non permettetevi di continuare a pensare che il Pd sia un contenitore da saccheggiare facilmente. Vi siete alleati con dei dissidenti ora ciucciateveli.

giorgio - Gio Apr 08, 2010 12:17 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 07/04/2010 19:18 ha scritto:
COMUNALI: AOSTA; AAP, PREOCCUPAZIONE PER ALLEANZA UV-CD
(V.'COMUNALI: AOSTA; AUTONOMISTI SCARICANO...' DELLE 12.12)
(ANSA) - AOSTA, 7 APR
- L'Alleanza autonomista progressista "esprime grande preoccupazione per la scelta dell'Union Valdotaine di allearsi con la destra per le elezioni comunali di Aosta". E' quanto riportato in una nota diffusa oggi pomeriggio.

L'Aap, inoltre, "ritiene tale scelta contraddittoria con la cultura ed i valori dell'Autonomia nata dalla Resistenza" e "riafferma la propria volontà di proseguire in un'azione unitaria volta a costruire il più ampio schieramento possibile per una alternativa di governo per la citta". (ANSA).



Questi signori alpigiani, non sono credibili quando vogliono denunciare in maniera così vistosa la scelta contraddittoria dell'Uv con la cultura ed i valori dell'Autonomia nata dalla Resistenza. Non sono credibili in quanto l'atteggiamento assunto ora è tardivo e ipocrita. Vogliono con questo farsi accreditare come un partito di centro sinistra e trascinare voti che appartengono al centrosinistra originale...quello del Pd-Vda. Basta tornare indietro di pochi giorni e andare a rileggersi tutti i commenti di questi personaggi dell'ALPE quando continuavano a impalare Donzel - segretario del Pd - come politico opportunista e privo di qualsiasi idea, se uno dei pochi argomenti che gli era rimasto a disposizione per contrastare il centrodestra, fosse ancora quello dell'antifascismo. Bene, basta ritornare sopra, al comunicato ANSA, per rendersi conto di quanto siano ipocriti e affatto credibili questi lamenti rivolti alla popolazione valdostana. Non riceveranno nessun voto di ritorno se questa è la strategia. I furbi a volte vengono smascherati spudoratamente.
giorgio - Gio Apr 08, 2010 5:16 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 08/04/2010 11:22 ha scritto:
COMUNALI: AOSTA; PERRON (UV),AUTONOMISTI DA SOLI NON VINCONO
(ANSA) - AOSTA, 8 APR -
"In un periodo di riforme è necessario essere presenti ed è per questo che le forze autonomiste vogliono cercare un'intesa con Roma". E' una delle motivazioni che il presidente dell'Union Valdotaine, Ego Perron, ha offerto ieri sera al Conseil Federal del movimento, chiamato a votare il documento che ha dato il via libera all'alleanza con la Lega, il Pdl e l'Udc.

Una "scelta di campo", l'ha definita lo stesso Perron che, pur ricordando che "l'Uv resta fedele al principio del 'ni droite ni gauche'", ha evidenziato che nel centrodestra "abbiamo trovato interlocutori sensibili e attenti alle istanze della Valle d'Aosta". Davanti al 'parlamentino' unionista, Perron ha dettato l'agenda per le elezioni comunali di Aosta, in programma il 23 maggio: "L'imperativo è vincere al primo turno". Un obiettivo non semplice, visto che il presidente dell'Uv ha ammesso che "il polo autonomista, da solo, non ha la certezza di poter evitare il ballottaggio". Concetto ripetuto anche dal sindaco di Aosta uscente, Guido Grimod. Avanti dunque con nuovi alleati, per "impedire che Aosta venga consegnata all'Alpe, a Louvin e ai suoi amici". Al Pd, compagno di strada scaricato ieri mattina, nessun rimprovero: "Dietro c'é un ragionamento politico. Non c'é giudizio negativo né sull'operato della Giunta comunale uscente né sul Partito Democratico" ha detto Perron ricevendo in cambio il primo applauso della serata.

La fronda all'accordo con il centrodestra, se esiste, ieri sera è rimasta a casa. Alla Biblioteca comunale del viale Europa, dove il Conseil Federal era convocato, erano presenti in 75 sui 116 aventi diritto: "Tante assenze - ha affermato Ego Perron - motivate soprattutto dal fatto che molti Consigli comunali sono stati convocati in queste ore". E anche se tra i nomi non presenti in sala spiccavano quelli di alcuni big del partito, come Dino e Laurent Vierin, Luciano Caveri e Alberto Cerise, alla fine il documento che apre al centrodestra è stato votato da tutti, con un unica astensione.

Il dado è tratto, dunque. Resta ancora da definire l'identikit del candidato alla poltrona di sindaco per Aosta su cui, ha detto Perron, "ci sono ipotesi di lavoro da valutare ma nessuna decisione definitiva: chiediamo, da questo punto, fiducia". L'orizzonte è però più ampio e a ricordarlo è stato anche il presidente della Regione, Augusto Rollandin: "Ci sono le riforme istituzionali, c'é da realizzare il federalismo fiscale e la Valle d'Aosta vuole partecipare a questo processo in maniera attiva". Giudizio sospeso sul presidenzialismo che Silvio Berlusconi tra spingendo in questi giorni: "Per noi cambierà poco, si eleggerà in maniera diversa una carica su cui non abbiamo mai avuto voce in capitolo". L'importante è che "l'Uv, ancora una volta, abbia ribadito la sua centralità nelle politiche della Valle d'Aosta". (ANSA).



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giorgio - Gio Apr 08, 2010 5:20 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 08/04/2010 12:28 ha scritto:
UV: CAVERI, PDL NON ENTRERA' IN MAGGIORANZA REGIONALE
(V.'COMUNALI: AOSTA; PERRON, AUTONOMISTI...' DELLE 11.22)
(ANSA) - AOSTA, 8 APR -
"Ho fatto una domanda al Gruppo unionista per sapere se il Pdl entrerà presto nella maggioranza regionale: mi è stato risposto di 'no'". Lo scrive il consigliere regionale unionista (ed ex presidente della Regione) Luciano Caveri sul suo blog, in un intervento intitolato 'Ni droite ni gauche'.

"'Non c'ero al Conseil federal dove si è deciso quanto già deciso - sottolinea Caveri - perché, lo dico rispettosamente, sarebbe stato uno spreco di energie in quella sede esibirsi in richieste di distinguo o spiegazioni. Certo i meccanismi interni ai partiti non funzionano più e le discussioni non si sviluppano quando si crea un corto circuito democratico in cui le scelte sono piatti già cucinati altrove e il voto finale, ormai un'acclamazione, è una foglia di fico. Poi ci si straccia le vesti sull'astensionismo e sul disamore verso la politica e ci si lamenta che ci sono sempre le stesse facce, compresa la mia".

"Non mi scandalizzo di alleanze diverse in Valle d'Aosta - prosegue - perché la filosofia 'ni droite ni gauche' non è la negazione di accordi che cambino secondo la necessità. Ma quello slogan vuol dire che un movimento autonomista deve restare sempre sé stesso, convinto delle proprie forze, della propria rappresentatività, sapendo di avere amici e nemici anch'essi cangianti. Non ha bisogno, che sia per il federalismo fiscale in arrivo o per le riforme all'orizzonte, di 'difensori esterni', dovendo anzitutto contare sulle proprie convinzioni. Altrimenti l'Uv non sarebbe nata 65 anni fa". (ANSA).



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giorgio - Lun Apr 12, 2010 7:50 pm
Oggetto:
giorgio ha scritto:
(ANSA) Data: 07/04/2010 19:18 ha scritto:
COMUNALI: AOSTA; AAP, PREOCCUPAZIONE PER ALLEANZA UV-CD
(V.'COMUNALI: AOSTA; AUTONOMISTI SCARICANO...' DELLE 12.12)
(ANSA) - AOSTA, 7 APR
- L'Alleanza autonomista progressista "esprime grande preoccupazione per la scelta dell'Union Valdotaine di allearsi con la destra per le elezioni comunali di Aosta". E' quanto riportato in una nota diffusa oggi pomeriggio.

L'Aap, inoltre, "ritiene tale scelta contraddittoria con la cultura ed i valori dell'Autonomia nata dalla Resistenza" e "riafferma la propria volontà di proseguire in un'azione unitaria volta a costruire il più ampio schieramento possibile per una alternativa di governo per la citta". (ANSA).



Questi signori alpigiani, non sono credibili quando vogliono denunciare in maniera così vistosa la scelta contraddittoria dell'Uv con la cultura ed i valori dell'Autonomia nata dalla Resistenza. Non sono credibili in quanto l'atteggiamento assunto ora è tardivo e ipocrita. Vogliono con questo farsi accreditare come un partito di centro sinistra e trascinare voti che appartengono al centrosinistra originale...quello del Pd-Vda. Basta tornare indietro di pochi giorni e andare a rileggersi tutti i commenti di questi personaggi dell'ALPE quando continuavano a impalare Donzel - segretario del Pd - come politico opportunista e privo di qualsiasi idea, se uno dei pochi argomenti che gli era rimasto a disposizione per contrastare il centrodestra, fosse ancora quello dell'antifascismo. Bene, basta ritornare sopra, al comunicato ANSA, per rendersi conto di quanto siano ipocriti e affatto credibili questi lamenti rivolti alla popolazione valdostana. Non riceveranno nessun voto di ritorno se questa è la strategia. I furbi a volte vengono smascherati spudoratamente.


giorgio ha scritto:
Alessandro,
queste tue dietrologie da “resa dei conti”, francamente lasciano il tempo che trovano. Da più parti leggo consigli, incentivi, pratiche di rianimazione, ricette, per rilanciare l’ALPE. Francamente è un discorso che ha stancato. Se una cosa, un progetto, nascono male, debbono, a sto punto, finire morti. L’autogenerazione, l’autopoiesi, la si puo’fare per una volta, non all’infinito. Il progetto di Louvin & soci lo trovavo valido anche io. Ma per portarlo, si sarebbe dovuto saperlo portare e Louvin ed il suo gruppo dirigente non è stato in grado. Troppa acrimonie e cattiveria insisistita sul Pd per chiedere poi una sua eventuale partecipazione.
Stop. Punto.

Ho letto la vostra ultima ricetta…il rincorrere la lega, diventare la lega di sinistra, lascia ancora il tempo che trova…Se da più parti si lanciano strali-appelli (specialmente ad una netta definizione politica), significa che il paziente messo bene non é. Ed appoggiare una segreteria sempre più traballante, disomogenea, ostinatamente ad una coerenza partitica, significa essere su di un treno che viaggia lento su di un binario morto. Si dice: territorio, coinvolgimento, tornare tra la gente, gazebo, rilancio proposte, ma alla fine, detto banalmente, non vi crede più nessuno, perchè non c’è un comune punto di chiarezza all’interno del vostro calderone. Siete diventati impresentabili ed oggi, se vuoi fare politica, di questi tempi, si esige chiarezza, pulizia di proposte, immediatezza e soprattutto coerenza. Al Pd, qualcosa manca, di tutto questo ma è niente rispetto a quello che manca a voi. Le vostre parole d’ordine sembrano indicare invece il contrario… Siate più umili e ascoltate le idee degli altri, valutate meglio anche i progetti prima di buttarli tutti nel cesso come avete fatto con noi.

giorgio - Gio Apr 15, 2010 12:45 pm
Oggetto:
Caro elettore e “cari amici" ALPIGIANI avete fatto un disastro e lo avete fatto da soli. Adesso giù le penne e chiedete scusa, prima di tutto agli elettori di sinistra che avete truffato nelle inadeguate elezioni con la presenza “bruciata” di un uomo di cultura ridotto a distintivo come Momigliano Levi che si è dovuto accontentare di sole 120 preferenze, a quelli che si sono astenuti rimanendo a casa, perché grazie a voi, avete giudicato che non c'erano alternative credibili a questa Uv e a questa destra prepotente. Poi ai valdostani a cui avete regalato già il governo Rollandin, agli aostani cui state dando in omaggio la loro città alla Lega e al PdL Ancora insistete col volere il Pd e il centrosinistra messo in riserva indiana dentro ad un partito, il vostro, per potersene vantare nei giorni di elezioni, mentre finalmente il Pd vi porta in carrozza recapitandovi in dono quei voti che non sapete più dove andare a pescare.

E voi a fare festa e poi fottersene come si fa con le minoranze, esattamente come voi considerate il PD? Rispetto, rispetto dei fatti della realtà e della lealtà politica (dopo i pietosi tentativi di mettere in cavalleresca e singolar e tenzone il futuro vostro sindaco Carlo Curtaz che ha ricevuto pensate un pò un accreditamento di ben 479 voti di preferenza. Prima di riavere una faccia ve ne dovete sudare di credibilità, altro che questa spocchia da " è colpa vostra che non avete voluto ascoltare gli appelli di entrare nell’ALPE e che siete stati scaricati dopo essere stati per anni lo zerbino dell’UV ve ne siete andati".

Vedete, cari ALPIGIANI, viste le persone che circolano, noi abbiamo un progetto quasi impossibile, ma voi non avete alcun progetto. Io non do colpe a nessuno, ma ho fatto una analisi semplice delle tante parole buttate al vento, per concludere che "Unità" significa "starci", non "defilarsi" come hanno fatto vostri rappresentanti ed altri compagni o amici patuasiani dalla battuta pronta. Adesso cosa volete? Cosa hanno combinato di più di ciò che non abbia fatto il più sfigato dei dirigenti del Pd? Niente! I vostri eroi non hanno combinato niente! Non si può azzerare il Pd per gente che si è già quasi azzerata da sola.
Leggete e ricordate ...

giorgio - Mar Apr 27, 2010 4:58 pm
Oggetto:
AostaSera.it 27/04/2010 ha scritto:
Stabilito l’ordine delle liste per le prossime elezioni comunali
Aosta - Sarà la coppia Carlo Curtaz e Iris Morandi in cima alla scheda elettorale. la pole position spetterà alla lista dell’Alpe che si è aggiudicata la lista numero 1.

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L'estrazione delle liste

Sarà la coppia Carlo Curtaz e Iris Morandi in cima alla scheda elettorale per le prossime elezioni comunali. Il consueto rito dell'estrazione per decidere l'ordine delle liste è avvenuto oggi, martedì 27 aprile, nella vecchia sala del Consiglio comunale del municipio del capoluogo.

Fra i partiti della coalizione che sostiene la candidatura di Curtaz-Morandi, la pole position spetterà alla lista dell'Alpe che si è aggiudicata la lista numero 1, lista 2 per la "Sinistra per la città". Terzo posto, tra le formazioni politiche che sostengo Bruno Giordano e Alberto Follien, per il Popolo della Libertà, quarta per Fédération autonomiste, quinto per Stella Alpina e sesto per la Lega Nord. Chiude la coalizione l'Union Valdotaine con la lista numero 7.

Per le candidature di Michele Monteleone e Fabio Platania il Partito Democratico avrà la lista numero 8 e l'Italia dei Valori la lista 9.
di Domenico Albiero


E' certa una cosa, si vede molto bene, anzi si legge ancora meglio, quanto il giornalista Domenico sia veramente felice di questo atto che ha portato all'estrazione e al posizionamento della coppia Carlo Curtaz e Iris Morandi in pole position. E' talmente soddisfatto di quello che è successo che lo ha scambiato per messaggio scaramantico e apotropaico. Lo ha scritto ben tre volte nello stesso breve articolo che ho postato qui sopra. Per chi non riuscisse a "decifrare" quello che sto scrivendo...ho colorato la frase di Domenico, con tre timbri di diverso colore. Risalta di più. Detto fra noi, credo che qualcuno abbia telefonato al trio Moggi, Bergamo, Pairetto, per farsi erudire sull'arte di manipolare i bigliettini da estrarre... Laughing Laughing Laughing

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giorgio - Ven Mag 21, 2010 7:03 pm
Oggetto:
In questi giorni di sofferenza personale, mi riferisco alla mia salute, ho provato anche un'altra sofferenza...morale. Sono mesi che leggo di tutti gli attacchi immaginabili e possibili nei confronti del Pd. "Giornalisti" poco virtuosi che cercano di fare con virtuosismi specifici solo gossip, bloggisti che ne scrivono di tutti i colori pur di gettare fango su questo partito nuovo e impegnato nel suo percorso. Commentatori impegnati a fare notare tutta l'incoerenza del Pd nei confronti di alleanze fatte e sottoscritte nei comuni della regione. Alleanze che sul territorio sono da sempre consentite pena la non presenza di liste e di responsabili da eleggere, pronti a governare dopo le elezioni la popolazionedi riferimento. Insomma il solo scopo dei nostri avversari è fare notare invece come loro, duri e puri, invece queste cose non le fanno. Ebbene ho cercato molto sul tavolo informativo che ci propone il media valdostano, ma non ho ancora trovato nulla per quanto concerne notizie dal fronte comunale di S. Marcel. Se proprio non è cambiato nulla all'ultimo momento ho saputo che in questo comune l'ALPE si è alleata con l'Union Valdotaine. Sì, si sono alleati proprio con quella signora Zublena che è sempre stata amica diletta di questi signori e della loro politica.... anche ambientale (pirogasifigatore ecc.) Ma la sofferenza più grande che provo è quella che i signori dell'ALPE si sono alleati contro un'altra formazione che a S.Marcel si considera di sinistra e che vede il Pd al suo interno. Era l'unica possibilità di togliere il boccino dalle mani dell'Uv, ma questi signori se ne sono impippati anche della loro presunta : durezza e purezza da prospettare nel confronto di un partito, l'Uv considerato come il suo peggiore nemico, dunque non un alleato.
Complimenti

giorgio - Dom Lug 11, 2010 12:45 pm
Oggetto:
La Stampa 11 Luglio 2010 ha scritto:
ALPE/1.
IL MOVIMENTO GIOVANILE
Esprit jeune si presenta
“Noi, aperti al confronto”


Una lingua, il francese, con la quale Chérie Faval introduce il dibattito. Una collocazione, «non di Alpe, ma in Alpe», per mantenere autonomia e flessibilità. Una connotazione, la partecipazione, che porta a organizzare un dibattito prima della nascita ufficiale «per permettere, a tutti coloro che condividono le nostre idee e vogliono interessarsi ai problemi della Valle, di proporre novità e partecipare alla vita della nostra comunità» sul modello del partito principale.

Esprit jeune, movimento giovanile dell’Alpe, è stato presentato durante un dibattito sul federalismo fiscale e vuole essere un progetto «flessibile, snello, senza segreteria, tesoriere e sezioni». «Non abbiamo un progetto definitivo - spiegano Faval e Laurent Roulet, referenti fino a settembre, quando Esprit si darà un assetto stabile - ma pensiamo di dare vita ad un’assemblea, a un direttivo con sei o otto componenti e un referente unico. Non avremo tessere, se non quella di Alpe, per cercare di non essere autoreferenziali». Lo spauracchio, non citato, è la Jeunesse valdôtaine, da cui molti provengono, e il suo modello complesso e ingessato. Nelle ambizioni della vigilia, Ej vuole essere «un modo di penetrazione di Alpe tra i giovani, e un sistema per permettere la partecipazione dei giovani in Alpe». Esprit jeune ha ricevuto la «benedizione» del deputato Roberto Nicco



La benedizione Urbi et Orbi è la prima benedizione fatta da un papa al momento della propria elezione al soglio pontificio. Viene inoltre diffusa dal pontefice nei giorni di Natale e Pasqua alla folla riunita in piazza San Pietro ed in occasioni particolari. La benedizione contiene una formula di remissione dei peccati e indulgenza. La benedizione viene pronunciata in latino.(Wikipedia)

Chissà se il nostro onorevole Roberto Nicco, poi elevato al soglio parlamentare, quello che scaturì dalla decisione presa democraticamente da una assemblea diessina giù a Montjovet, ricorderà questo momento solenne. Il momento in cui, quando al di là di ogni situazione e di convincimento personale si rivolse a noi della Direzione Ds - non mi risulta che Umberto Fossà fosse presente - ci ringraziò della responsabilità assegnatagli, pur volendo restare lui...un indipendente.

Chissà se si ricorda di quella sera che modestamente i Ds gli cambiarono la vita, da semplice e circoscritto ricercatore storico ed ex consigliere, a parlamentare della repubblica. Oggi è il personaggio che ha fagocitato il movimento unico dell' "autonomismo" che lui defisce quello buono, quello da poter gestire, fino a quando non avendo più espansione, riuscirà a portarlo inevitabilmente e a farlo confluire nuovamente nell'Union Valdotaine. Intanto si fanno le prove parlando ed esprimendosi in lingua francese. Non si sa mai che un giorno o l'altro sentendosi chiamati dal Grande Fratello Uv per ritornare sui propri passi, pensino di avere perso qualche privilegio o qualche automatismo e allora meglio allenarsi e restare pronti...

Chissà se lui e l'ALPE un giorno avranno la tessera, quella tessera che l'onorevole ha sempre aborrito e cercato di schivare per non essere etichettato -come diceva lui - dando ragione a molti scettici che nel costituendo partito democratico mettevano in guardia dal fidarsi da questo personaggio.

giorgio - Lun Lug 12, 2010 12:37 pm
Oggetto:
La Stampa 11 Luglio 2010 ha scritto:
ALPE/2.
DIBATTITO SUL FEDERALISMO
Nicco contro Rollandin
“Il Consiglio è svuotato”


«La partita del federalismo si sta giocando a un tavolo al quale, per la Valle d’Aosta, si presenta soltanto il presidente Rollandin, e con in mano delle carte sconosciute a tutti i valdostani»: il deputato Roberto Nicco ha ribadito i suoi dubbi sul metodo con cui Stato e Regione stanno affrontando il nodo del federalismo fiscale, intervenendo venerdì all’incontro del movimento giovanile di Alpe, Esprit jeune. «Il Consiglio regionale - prosegue Nicco - è svuotato di qualunque ruolo nella trattativa. Per questo motivo, ritengo fosse fondamentale partire dalle riforme istituzionali, con la creazione del Senato delle Regioni e l’attribuzione di nuove prerogative ai singoli enti locali». In un’ottica nazionale, Nicco sostiene che il federalismo fiscale e demaniale «dovrebbero essere solo l’ultimo tassello di un progetto complesso».

«Gli unici ad avere le idee chiare quando brandiscono la scure contro le Regioni a statuto speciale - prosegue il deputato - sono Calderoli e Tremonti che paventano, per poi smentirla, una cura dimagrante per le finanze valdostane, dimenticando che per modificare il nostro regime finanziario occorre una norma di attuazione, concertata con il Consiglio regionale». Per questo motivo, l’accordo politico tra le forze autonomiste e il centrodestra non ha ragione di esistere: «Le elezioni comunali in Valle - sostiene il deputato dell’Alleanza autonomista progressista - hanno presentato come tema centrale l’accordo con le forze di governo, per avere più soldi da Roma, o meno tagli per la Regione. Ma questo scambio non ha ragione di esistere, hanno tutti dimenticato i principi dello Statuto di autonomia».

Quanto dovrà dimagrire l’autonomia valdostana con l’attuazione del federalismo? «Il problema non sono i tagli in sé - conclude Roberto Nicco - ma la concertazione e la codecisione»


Noto come alcuni media da tempo continuino a martellare sul risultato non positivo del Pd - anche gli altri non stanno meglio - nelle ultime elezioni comunali. In ciò sono agevolati da pseudo politici di fatto dichiaratisi indipendenti, ma sempre pronti ad agire in proprio e per conto proprio, nel momento necessario, per avere a disposizione una aggregazione salvifica che garantisca loro voti per una futura rielezione. Diceva Raimondo Donzel in una nota diffusa dopo la Direzione regionale, «occorre continuare a lavorare, nel solco della storia autonomista e federalista della regione, alla costruzione di un campo di centrosinistra alternativo al blocco di centrodestra, per un Partito Democratico sempre più popolare, radicato nei bisogni di lavoratori, imprese e famiglie, e alla costruzione di una nuova forma partito che dia sbocco credibile alle esigenze di rinnovamento della politica». Vedo, leggo e constato che qualcuno ora sta scoprendo l'acqua calda...Beati gli ultimi se i primi sono onesti.
giorgio - Lun Lug 12, 2010 7:25 pm
Oggetto:
Data: 12/07/2010 15:58 ha scritto:
ALPE/3:
PERRIN, CONTRO POLITICA FARE QUELLA DEL 'FARE DIVERSO'
(ANSA) - AOSTA, 12 LUG -
''Vogliamo contrastare la politica 'del fare', tipica espressione berlusconiana, adottata dai partiti del Governo valdostano, con una politica del fare a condizione che si faccia in maniera diversa''. Lo scrive Carlo Perrin, coordinatore di Alpe, in un editoriale nel numero speciale di 'La Lanterne Magique' di luglio pubblicato in occasione della Festa del movimento.

Dopo aver esaminato l'esito delle scorse elezioni comunali - rilevando ''una tendenza politica che premia l'attuale maggioranza regionale supportata dal centro-destra; una egemonia che cresce, che si sovrappone come una rete su tutta la comunita' valdostana, fatte salve le poche ma significative eccezioni'' - Perrin evidenzia i prossimi obiettivi di Alpe: ''far crescere l'organizzazione territoriale; essere piu' presenti nell'informazione sia con un nuovo giornale sia con i moderni mezzi di comunicazione; l'apertura della sede per raccogliere le istanze dei cittadini''.

''Noi possiamo crescere - prosegue - perche' abbiamo la convinzione di essere utili per garantire uno sviluppo equilibrato, giusto e armonioso della comunita' valdostana. Noi vogliamo crescere per rivitalizzare una forte cultura di solidarieta', di rispetto, di dignita' che ci appartiene. Noi vogliamo, in sostanza, crescere per migliorare l'autonomia valdostana''. (ANSA).


Il 9 giugno 2010 su le Travail appariva un articolo di Raimondo Donzel di cui ne riporto solo uno stralcio. Faccio questo per indicare a tutti voi cari lettori di questo forum, quanto differente sia il trattamento dei media valdostani usato con il Partito democratico nei confronti degli altri partiti. E' una piccola lotta, probabilmente circoscritta su questo forum, che sto conducendo a proposito della legge bavaglio, che seppur non approvata a livello nazionale, qui in Valle regna sovrana da decenni. Il silenzio e la blindatura instaurata nei confronti del nostro partito è ormai più che evidente, direi eclatante. Questo mio messaggio è l'ennesimo caso in cui un foglio partitico è privilegiato -'La Lanterne Magique' - rispetto ad un altro - le Travail. Riporto lo stralcio solo per farvi leggere che almeno si sarebbe dovuto usare pari dignità e non censura, visto che l'articolo di Donzel è pubblicato già dal 9 giugno 2010 su le Travail

«Così come in Valle d’Aosta va chiarita la “bufala” di 800 milioni di euro in arrivo nelle casse della Regione in cambio della svolta a destra; quando apprendiamo che invece è la Valle d’Aosta che deve concorrere al federalismo fiscale con un esborso che va dai 150 ai 300 milioni di euro, come sempre ha denunciato il PD... La politica ha bisogno di verità e chi come il PD non le ha nascoste ha pagato un prezzo; ma per noi non è possibile fare politica illudendo i cittadini. Approfittare delle loro debolezze, delle loro paure. Ma sia a livello nazionale, sia a livello locale occorre riconquistare un rapporto di fiducia.

Per questo sono incominciate importanti riflessioni sul dopo voto. C’è un punto in comune su cui convergono anche differenti punti di vista: la questione del radicamento. Solo 6 mesi fa, Bersani aveva indicato nelle molteplici azioni necessarie per radicare il Partito democratico una via d’uscita dalle difficoltà non solo organizzative, ma anche politiche del nuovo partito. Radicamento significa riprendere contatto diretto con la propria base, attraverso una presenza – anche fisica – nei quartieri, nei più piccoli villaggi, nelle istituzioni, nelle associazioni, nel tessuto sociale e produttivo ed anche nei luoghi di lavoro e del tempo libero. Siccome parliamo di un grande impegno e di un grande dispiegamento di energie e di forze, accompagnato da idee e rinnovamento, nessuno può illudersi di compiere un’azione del genere in pochi mesi. Non bastano le alleanze. In Piemonte si perde anche con l’UDC e la sinistra tutta. Non bastano i candidati. In Sardegna andiamo in difficoltà anche coi Presidenti di provincia uscenti. Serve un processo complessivo di rilancio dell’azione del centrosinistra e della sinistra.

Non facciamo del male al centrosinistra e alla sinistra tutta più di quanto non lo faccia già la destra a livello nazionale e quegli autonomisti che a livello locale con la destra di Berlusconi han deciso di andare a braccetto, limitandoci tra di noi a fare delle critiche, senza proporre alternative e senza partecipare attivamente a processi di costruzione e allargamento del consenso. Che sia un momento difficile è sotto gli occhi di tutti. La svolta a destra ad Aosta ha segnato anche il nostro territorio in maniera profonda. E non va minimizzata. Ma neanche va buttato via tutto quanto è stato fatto. Soprattutto il grande apporto di tanti nuovi eletti nelle amministrazioni che rappresentano il futuro del partito. Occorre parlare di temi concreti e di proposte per il futuro: è su questo terreno che deve avvenire il confronto coi cittadini.»

giorgio - Mar Lug 13, 2010 12:40 pm
Oggetto:
12VDA.it Venerdì 11 Giugno 2010 14:00 ha scritto:
Perron risponde al monitoraggio di Alpe sul pluralismo politico: «consueto attacco a noi ed ai nostri alleati»
Scritto da douze


«Si tratta del consueto attacco nei nostri confronti, questa volta esteso anche ai nostri alleati». Il presidente dell’Union Valdôtaine, Ego Perron, commenta così, venerdì 11 giugno, l'illustrazione da parte del gruppo Alpe del monitoraggio sul pluralismo politico effettuato dal "Co.Re.Com." dove è emerso che il 76 per cento dell'informazione televisiva è dedicata al "mouvement". «I rappresentanti di Alpe hanno espresso anche in questa occasione affermazioni false e demagogiche, volte unicamente a danneggiare noi e, più in generale, l'immagine del Consiglio e del Governo regionale - precisa il presidente UV - credo che, con questa presa di posizione, il gruppo di Alpe abbia completamente travisato il significato dei dati, dandone una lettura di comodo, senza fare prima una riflessione adeguata sugli equilibri politici».

I grafici dei dati diffusi da Alpe«Appare poi strana – aggiunge Ego Perron – questa fuga in avanti da parte di Alpe, dal momento che il documento è ancora all'esame delle commissioni consiliari competenti che, peraltro, non avendo ancora effettuato l'audizione del presidente del "Co.Re.Com.", non hanno potuto approfondire adeguatamente la metodologia seguita per l'effettuazione del monitoraggio in modo da poter interpretare i dati in maniera corretta ed oggettiva. Ancora una volta, i rappresentanti di Alpe non hanno perso l'occasione per voler fare "i primi della classe", ma con la preparazione degli ultimi».

«Da una prima analisi del documento – continua il presidente del "mouvement" – emerge che la quasi totalità delle notizie prese in considerazione sono da attribuirsi ad iniziative proprie dell'attività istituzionale della Regione. Va da sé che gli eletti dell'Union Valdôtaine, essendo il "mouvement" alla guida del Governo regionale, abbiano una maggiore visibilità legata a funzioni derivanti dal loro incarico».
«Ad ulteriore conferma di ciò - conclude Perron - nella metodologia di rilevazione è stato escluso Albert Lanièce, assessore tecnico alla sanità, in quanto, come si rileva nella nota metodologica del "Co.Re.Com.", "il ruolo tecnico prevale sulla eventuale appartenenza politica del soggetto"».



In psicologia, l'egocentrismo è la caratteristica di quegli individui che ritengono le proprie opinioni o i propri interessi più importanti di quelli altrui. La parola deriva dal termine greco ἐγώ (egò) che significa "Io". Una persona egocentrica non possiede la teoria della mente e non riesce a provare empatia con gli altri individui. (Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.) Dunque anche io ho dei problemi gravi se non mi rimane simpatico questo Ego Perron. E' probabile che - e spero di non scandalizzare Lorella Vezza - se alla fin fine il sottoscritto si possa ritenere "autistico". Ma il suo Egocentrismo supera ogni limite ed ha ha caratteristica di personalità che non si è ancora staccata dall' adolescenza..che non si è ancora fatta persona adulta..che non cammina sulle proprie gambe. Ecco perchè lo concepisco come sinonimo di personalità infantile. Se la Valle d'Aosta vivesse un momento politico simile a quello italiano - ma credo che sia così - e dunque non si distaccherebbe più di tanto dalla forma dittatoriale di mussoliniana memoria, allora stante il fatto che tutto il potere sarebbe nelle mani di chi comanda, vorrebbe dire che tutta l'informazione politica sarebbe gestita da questi signori.

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