AREA DEMOCRATICA

SPAZIO DEMOCRATICO - Il fenomeno Lega

giorgio - Gio Apr 17, 2008 2:57 pm
Oggetto: Il fenomeno Lega
giorgio ha scritto:

Non bisogna trarre l'idea che per essere di sinistra o progressista sarebbe necessario avere un “costume di sinistra”, combinato magari con jeans rotti sul culo, scarpe sporche o meglio se da tennis, capelli, nelle donne, non curati e magari lavati sette giorni prima e solo monetine in tasca (la carta è rigorosamente vietata). Se è così devo ancora una volta ripetere che questo tipo di “sinistro” è tale non per ideologia, ma quasi sempre per reazione alla sua condizione esistenziale e certamente è sempre il primo ad essere in vendita, intendo politicamente. Il passaggio rapido di milioni di lavoratori all'impolitica della Lega in queste elezioni è là a dimostrarlo? Bertinotti, pur facendo quello che ha potuto fare, è rimasto il socialista che è sempre stato, con il suo cachemire e il suo salotto? E l'operaio Franco Rossi della Fiat o della Pirelli ha subito mollato l'ideologia che non ha mai capito e con le sue scarpe da tennis e i jeans rotti è passato “al nemico”? Come la commentiamo questa storia ?

E’ pesante dirlo ma io la commento dicendo che al nord mentre i compagni pensavano a diventare presidenti della Camera, per egocentrismo, la Lega metteva i banchi davanti alle fabbriche del nord, faceva sventolare le sue bandiere ovunque ci fosse un traguardo ripreso dalle telecamere Rai, naturalmente “gazebo” in ogni luogo, ecc. E alla fine questa assenza dei compagni rappresentanti ha fatto il gioco del nemico, la Lega e' una costola della sinistra in questo senso, e' una forza proletaria che parla di sicurezza a modo loro, è immigrazione, e in un paese dove l'80% dei reati li fanno gli immigrati non e' difficile attecchire con questi discorsi ...

Mentre noi litigavamo e Veltroni diceva " yes we can”, e Bertinotti l’accusava di essere egoista, la Lega era in mezzo alla gente facendo politica tra la gente, alcune volte con una politica spazzatura, ma che tocca i bisogni del nord, che dà messaggi… Noi abbiamo lottato 45 anni per vincere le elezioni e per governare e quando ci siamo andati non siamo stati capaci di dare risposte alla gente e ci siamo fatti fottere dai Mastella e dai Dini. Ecco come commento ciò che è successo in questi giorni di elezioni. E’ evidente che la battuta sul cachemire è una battuta, ma che fa capire che un politico, in questo caso comunista, non pensava ad essere tale .....e ha perso il senso del suo mestiere. Cari amici e compagni del Pd facciamo tesoro di quanto è successo e lavoriamo tenendo conto anche di queste realtà, pena il prosciugamento dal nostro partito di quel mondo operaio che ha ancora bisogno di essere ascoltato!


erika - Gio Apr 17, 2008 3:17 pm
Oggetto:
Gli operai della fabbrica più grossa della Valle invece il 10 di aprile ricevevano, insieme alla busta paga, una lettera dal vice presidente che li rendeva partecipi dei grandi passi avanti fatti dall'azienda e ringraziava di questo il PRESIDENTE DELLA REGIONE e gli ASSESSORI AL BILANCIO e ALLE POLITICHE DEL LAVORO.
Si meriterebbe un bel vippometro in ribasso!!! ma dubito che succederà.

Come vedi anche la nostra super Lega si era mossa.
faustocoppi - Gio Apr 17, 2008 3:51 pm
Oggetto:
Caro Giorgio, la lega ha intercettato i voti della lega, la sinistra i voti della sinistra. Uno che vota per la Sinistra e per la Lega indifferentemente ha le idee confuse o tira a sorte, e se passa da un voto all'altro ha cambiato idea. Perché non imparate ad usare un linguaggio corretto? Solo dopo si potrà fare il profilo dell'elettore della Lega e di quello di Rifondazione e di quello del PD e di quello di Fini, e di quello di Berlusconi.

Solo dopo vedrete che la popolazione italiana si distribuisce uniformemente in tutti i partiti, con lievi preferenze in uno piuttosto che in un altro. Gli stessi industriali votano per il 65% per il centrodestra e per il 35% per il centro sinistra. Alla fine cosa si può concludere, quando dopo aver analizzato la composizione elettorale della Lega, si scopre che operai ed industriali, atei e cattolici votano tutti insieme per lo stesso partito? Se non è più la classe di appartenenza la ragione del voto, qual'è allora la molla che ti fa scegliere? Se riuscissi a dare risposte a queste domande capiresti che è irrilevante/invariante affrontare il problema nei termini: "La lega ha intercettato molti voti della sinistra".
giorgio - Dom Apr 20, 2008 10:25 pm
Oggetto:
Citazione:
Prodi contro il Pd del Nord: siamo già partito federale

Annunciando le dimissioni dalla presidenza del partito, lo aveva messo in chiaro: non rinuncio a dire la mia. Detto, fatto. Romano Prodi boccia senza appello la proposta di dar vita ad un Partito Democratico del Nord: «Il Pd è nato come partito su base federale e regionale - sottolinea- allora non si possono cambiare le basi ogni due mesi. Seguiamo le regole del Pd, e andiamo avanti».

Una presa di posizione netta. Il leader democratico Walter Veltroni, che lunedì riunirà a Milano i segretari regionali, ha invece preferito tenersi fuori dalla querelle. Il Pd, si limita a rispondere «è una grande forza che si è insediata. Ci sono elezioni che segnano la fine di un percorso e altre in cui inizia, e queste sono state elezioni da cui si inizia».

A sostenere, pur con accenti e ipotesi organizzative diverse, la proposta del Pd del Nord sindaci e amministratori delle regioni padane. Non senza contrasti, come quelli che dividono da una parte il sindaco di Bologna Sergio Cofferati, sostenitore di un partito del settentrione federale basato su “macroregioni” ma senza leader, e dall'altra il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, che chiede di tenere l'Emilia fuori dal progetto e rivendica una leadership autonoma.

Intervistata dal quotidiano la Stampa, la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, afferma che un Pd del Nord si può e si deve fare «senza chiedere il permesso a Roma», e sottolinea come già da prima delle elezioni alcuni esponenti («io, Chiamaparino, Cacciari, Penati») avevano iniziato un «percorso in questa direzione».



E' iniziata la discussione, ma stiamo attenti a non farci trascinare da semplici scorciatoie e da facili entusiasmi.
Il post che ho scritto sopra ne è un esempio. E' per questo che ho riportato questa importante intervista di Prodi,
che va letta con molta attenzione.

L'affermazione del principio di uguaglianza, e cioè quell'idea che gli esseri umani hanno tutti la stessa dignità e gli
stessi diritti (idea che io, personalmente, prima ancora di leggere Marx avevo imparato al catechismo, e che ormai,
invece, è considerata una bestemmia estremista...). E quindi che il problema - ad esempio - delle grandi migrazioni,
va affrontato dal punto di vista dei diritti dei migranti e non da quello dell'ordine pubblico. E questa è una mia critica
al movimento leghista.

giorgio - Mar Feb 03, 2009 10:24 am
Oggetto:
Citazione:
2 febbraio 2009
L'europeismo della Lega
Il veneto ai lavoratori veneti.
Cota vuole portare l'Europa indietro nel tempo

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immagine documento

Un'ondata di scioperi contro il lavoro assegnato a dipendenti italiani. Sembra un sogno al contrario, di un “classico” del neo realismo del cinema italiano. Ma non è così. È quello che sta accadendo nel Lincolnshire, in Gran Bretagna, a seguito della assegnazione di una commessa nella raffineria Lindsey Oil della multinazionale Total ad Irem un'azienda di Siracusa e il conseguente utilizzo di lavoratori italiani invece che britannici.

Una situazione naturale nella libera circolazione di uomini e di merci realizzata con con la ratifica del Trattato che istituiva l'Unione Europea, paradossale per gli operai inglesi che improvvisamente si sono trovati senza lavoro.

Il vespaio di polemiche dalla Manica sono giunte fino allo Stivale: accanto alle posizioni ufficiali-europeiste dei governi si sono aggiunte voci stonate soprattutto dalla Lega che, a difesa dei lavoratori inglesi e veneti, auspicava il fallimento dell'accordo di Schengen.

Anche la Commissione europea, tramite un suo portavoce ha chiarito che “il mercato unico rappresenta una ricchezza per tutti i Paesi della Ue. La verità è che l'apertura dei mercati crea vantaggi per l'occupazione: non si creano nuovi posti di lavoro chiudendo i mercati. Bisogna sviluppare al massimo i vantaggi del mercato interno".

Posizione diametralmente diversa è stata invece quella del capogruppo della Lega alla Camera Roberto Cota che ha dato ragione agli operai inglesi: "E' solo questione di tempo e poi accadrà anche in Veneto. Sono gli effetti di una globalizzazione senza regole e selvaggia. Domanda e offerta devono essere regolamentate sul territorio. Serve una moratoria sui flussi e la sospensione degli accordi di Schengen".

Immediata la risposta del PD alle dichiarazioni anacronistiche del leghista. "Improvvida e inaccettabile la richiesta avanzata da Roberto Cota di sospendere le politiche di libera circolazione sancite dal trattato di Schengen. In questo modo il ministro esalta implicitamente gli scioperi e le proteste in corso in Inghilterra contro i lavoratori italiani. Cosa ancora peggiore, promuove un'ideologia aberrante che, portata alle estreme conseguenze, rischia di disgregare completamente il Paese". Lo ha affermato Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico. "Una volta sdoganato lo slogan 'l'Italia agli italiani' – ha continua D'Antoni - , non ci vorrà molto a passare al motto "la Padania ai padani", per poi stringere il cerchio alle regioni, alle province, alle città. Il capolinea è forse il sogno dei leghisti: ognuno curi solo l'orto di casa propria e si guardi bene dagli altri. Un'impostazione inammissibile sia sul piano etico che su quello socio-economico".

"Abbiamo giù dimenticato – ha concluso D'Antoni - che l'Italia è terra di emigrazione? Il nostro paese ha esportato per decenni e continua a esportare lavoratori in tutto il mondo. In quali lidi oscuri può portarci una politica isolazionista fondata sulla paura del prossimo?"




E qui in Valle d'Aosta come la mettiamo viste le ultime avance e le intenzioni di amorosi sensi della maggioranza con i Leghisti nostrani?
E' questo il federalismo a cui dobbiamo guardare? A quando un bello sciopero di disoccupati valdostani comtro il lavoro perso negli alpeggi a favore di extracomunitari?

bruno courthoud - Mar Feb 03, 2009 4:15 pm
Oggetto:
i marocchini degli alpeggi sono già prenotati: voteranno per l'UV!
giorgio - Gio Feb 26, 2009 4:20 pm
Oggetto:
ANSA ha scritto:
18:55 SICUREZZA: RISOLUZIONE ANTI-RONDE INVIATA IN COMMISSIONE
(V.'SICUREZZA: VDA, RISOLUZIONE...' DELLE 12.25) (ANSA) - AOSTA, 25 FEB -
Accogliendo una proposta del vice-presidente della Regione, Aurelio Marguerettaz, il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ha deciso di inviare la risoluzione "anti-ronde", presentata dai gruppi Vda Vive-Renouveau e Pd, alla prima Commissione consiliare per un esame più approfondito del testo.

Sull'argomento sono intervenuti in aula Luciano Caveri (Uv), Enrico Tibaldi (Pdl) e Raimondo Donzel (Pd). Caveri ha sottolineato che "non bisogna dimenticare che il Presidente della Regione, nell'esercizio delle sue attribuzioni prefettizie non risponde all'Assemblea regionale, ma al Viminale. La richiesta di approfondimento in Commissione mira non a slegarsi dalla discussione, ma ad affrontare la problematica con maggiore serenità".

Secondo Tibaldi "é difficile pensare che il Presidente della Regione disattenda le indicazioni poste dal governo nazionale sulla base di una risoluzione del Consiglio regionale. La tematica esaminata evidenzia tuttavia l'opportunità di potenziare l'attività delle associazioni di volontariato sociale, che rappresentano un sostegno nella difesa della sicurezza e che potrebbero in futuro essere utili anche alla Valle d'Aosta".

Infine Donzel ha sostenuto che "il rinvio in Commissione sta ad indicare che comunque l'argomento è sensato ed è corretto parlarne in quest'Aula. Il problema dell'ordine pubblico non va assolutamente minimizzato, tenuto conto del fatto che la violenza non solo cresce, ma diventa anche spettacolo. Occorre ribadire il ruolo delle Forze dell'ordine e, quindi, dello Stato, perché altrimenti con l'introduzione delle ronde la figura statale sarebbe indebolita". (ANSA)
.

La Stampa ha scritto:

“Le ronde?
Idea pericolosa
e inquietante”

Risoluzione di Pd e Vda Vive/Renouveau
Marguerettaz: giusto fare una riflessione

AOSTA

«No alle ronde». E’ il grido levato ieri in aula dai consiglieri regionali del Partito democratico e di Vdavive/Renouveau con una risoluzione. Il documento fa riferimento all’approvazione da parte del Consiglio dei ministri delle «Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica, di contrasto alla violenza sessuale e in tema di atti persecutori». Per Pd e Vda Vive/Renouveau, «la facoltà di istituire le cosiddette ronde è pericolosa». Roberto Louvin, che ha illustrato il documento, ha detto che «si tratta di un’iniziativa di forze e gruppi che intendono marcare con la loro presenza il territorio. La sicurezza è un patrimonio comune.

Spetta alle istituzioni pubbliche il compito di garantire la sicurezza dei cittadini. Le scelte muscolari del governo Berlusconi non ci appartengono. E’ una concezione presente soprattutto in una delle componenti della compagine governativa, ma è una scelta inquietante e pericolosa». Di qui la richiesta dei firmatari della risoluzione al presidente della Regione di «operare affinché in Valle d’Aosta la giusta cooperazione dei cittadini alle funzioni di tutela dell’ordine e della sicurezza non prenda la forma dell’istituzionalizzazione di iniziative private operanti a tale scopo sul territorio regionale». Inoltre si invitano i sindaci «a non avvalersi di tali forme di collaborazione».

Assente il presidente Augusto Rollandin, in viaggio per Roma per partecipare oggi alla Conferenza Stato-Regione, il vice Aurelio Marguerettaz, con i consiglieri Luciano Caveri ed Enrico Tibaldi, ha chiesto all’assemblea, «tenuto conto dell’importanza della questione, di fare una riflessione e un approfondimento per vedere con maggiore lucidità la situazione». Accolto a maggioranza il rinvio, la «questione ronde» prima di tornare in aula sarà all’esame della commissione Istituzione e autonomia.

ALESSANDRO CAMERA

In omaggio al fatto che il sottoscritto leggerebbe solo l'Unità... ecco qua la prima pagina di questo giornale tanto efferato quanto odiato. Purtroppo l'ampiezza mentale e i vasti spazi culturali che a me non sono concessi mi portano tuttavia a considerare come questo quotidiano sia ancora degno di essere apprezzato. Però si sa io non sono attendibile. Ho portato il cervello all'ammasso.

Nel frattempo vi propongo un piccolo gioiellino di "imparzialità". Sia l'ANSA che La Stampa sono andate entrambe sulla stessa notizia. Ma anche se apparentemente trattano lo stesso argomento l'articolo di Alessandro Camera, buca scientemente e volontariamente l'integrità della notizia. E precisamente là dove non viene citato, come fa per altro l'Ansa, l'apprezzato intervento di Raimondo Donzel. Intervento che con Camera sembra fatto da Louvin

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giorgio - Ven Mar 20, 2009 4:21 pm
Oggetto:
La Stampa ha scritto:
20 Marzo 2009
PROPOSTA. FEDERATION E STELLA ALPINA PREPARANO UNA LEGGE
“Ronde e vigilantes per dare sicurezza” La Torre: “Sono in aumento furti e microcriminalità”

AOSTA
Arrivano le ronde. Fédération e Stella alpina stanno preparando una proposta di legge per aumentare la sicurezza e c’è spazio anche per squadre organizzate di cittadini. «Su un tema come la sicurezza - dicono Leonardo La Torre, segretario di Fédération, e Francesco Salzone, capogruppo a palazzo regionale di Stella alpina - la Regione non può tacere».

L’argomento ronde, caro soprattutto alla Lega Nord che ha promosso un provvedimento legislativo nazionale, era già approdato in Consiglio regionale con una risoluzione firmata da Pd e Vdavive/Renouveau. Il documento, non votato dall’assemblea ma inviato in prima commissione per un esame più approfondito (per ora non è ancora stato fatto) si esprime in modo contrario alle ronde. La risoluzione chiede l’«impegno del presidente della Regione anche nella veste di Prefetto, affinché in Valle d’Aosta la giusta cooperazione dei cittadini alle funzioni di tutela dell’ordine e della sicurezza, non prenda la forma dell’istituzionalizzazione di iniziative private operanti a tale scopo sul territorio regionale».

«Non nascondiamoci dietro le parole e, soprattutto non banalizziamo la questione ’’ronde’’ - dice La Torre - perché la situazione della sicurezza dei cittadini valdostani, anche se non è grave come in altre parti d’Italia, non lascia tranquilli. Aumentano furti e altri atti di microcriminalità che rischiano di trasformare la Valle in territorio di scorrerie. Vogliamo agire nel rispetto delle norme dello Stato in tema di sicurezza e se lasciano spazio all’organizzazione di forme di controllo del territorio affidate ai cittadini perché non utilizzarle? La sicurezza dei cittadini valdostani, quando non ci fossero le istituzioni pubbliche a correre ai ripari, vale bene una ronda». In sintonia Francesco Salzone anche se con sfumatore più morbide. «Non siamo per le ronde intese come squadre di cittadini organizzati con divise e magari bastoni ma siamo per forme di controllo territoriale che nascano da una delega concessa ai sindaci di avvalersi di cittadini che sorveglino città e paesi, chiamiamole pure ronde, ma le “armi” saranno i telefonini per allertare le forze dell’ordine. Quella di una maggiore presenza di controllo nelle strade è una richiesta che ci viene dalla gente, non può e non deve essere disattesa».

Il progetto di legge di Fédération e Stella alpina non si limita alle ronde. «Pensiamo anche - dicono La Torre e Salzone - ad un provvedimento legislativo che dia ai Comuni fondi per utilizzare, nella ricerca della migliore sicurezza, gli strumenti tecnologici più avanzati». Ma l’idea di utilizzare la risorsa umana nel controllo del territorio è sempre quella che prevale. «Ronde a parte - conclude La Torre - proporremo nel progetto legislativo anche la possibilità di utilizzare, fornendo le debite risorse agli enti locali, servizi di sicurezza privati garantiti da professionisti del settore».
ALESSANDRO CAMERA


Già, un pò per volta cade la maschera dell'ipocrisia e compare quell'altra - anche peggiore se si può dire - quella della opportunità politica. Altrimenti come sarebbe spiegabile questa presa di posizione di questi signori che si accodano anche in Valle d'Aosta ai voleri prepotenti della Lega? E come riusciranno a spiegare ai propri elettori queste posizioni così bizzarre, impreviste e saltellanti che nel merito il salto della quaglia è nulla nei confronti di ciò che stanno combinando Stella Alpina e Federation Autonomiste. E' solo opportunità e scelta mirata al consenso di quei poveri cittadini bombardati giorno e notte da una batteria contraerea di "MEDIA" locali, che stanno sparando le ultime munizioni sul discorso sicurezza. Mi viene da ridere, anzi da piangere nel vedere che certi presunti movimenti autonomisti valdostani riescano ad annullarsi così miseramente dietro a posizioni tipicamente romano centriche, che fino a ieri vedeva la Lega costantemente critica.

Oggi ci ritorna il dubbio famoso degli autonomisti solo a parole. Ecco perchè il Pd con il suo segretario sta diventando sordo e giustamente diffidente quando sente i versi atroci di tutte quelle finte sirene che continuanano a cantare, a sparlare, a infangare ad entrare nel merito politico di un partito che si è data una rotta ben identificata. Siamo nauseati da strane sirene anche barbute valdostane che cercano solo di trascinare il nostro Ulisse nel profondo degli abissi. Andateci voi con questi mezzucci razzisti.

giorgio - Sab Mar 21, 2009 12:03 pm
Oggetto:
La Stampa ha scritto:
Rollandin e forze dell’ordine: “Nessuna ronda Allarmi inutili”

Gelo sugli alleati. Nessun commento
del presidente unionista alla proposta
avanzata da Fédération e Stella alpina


VERTICE IN REGIONE
AOSTA

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Il presidente della Regione e prefetto Augusto Rollandin ha convocato i sindaci valdostani per martedì alle 18: all’ordine del giorno le «misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori». Sarà affrontata la questione delle ronde, argomento toccato da Leonardo La Torre e Francesco Salzone, rispettivamente capogruppo di Fédération autonomiste e di Stella Alpina. I due politici si dicono «preoccupati che, nonostante l’impegno delle forze dell’ordine, la Valle d’Aosta diventi terra di scorribande di delinquenti residenti in altre regioni».

Ieri, il presidente-prefetto ha riunito il Cosp (Comitato ordine e sicurezza pubblica), affrontando il problema ronde, ma anche altri temi come il progetto «Valle d’Aosta Sicura» che prevede che ogni Comune si doti di impianti di sicurezza con telecamere nei punti più sensibili del territorio. Un progetto già portato avanti nella scorsa legislatura e che ora ha bisogno di concretizzarsi nel suo insieme. La spesa è di parecchie migliaia di euro. «Di questo - afferma il presidente Rollandin - parleremo martedì alle 18 con i sindaci». L’argomento principe comunque sarà quello del controllo del territorio con la possibilità per i sindaci, d’intesa con il prefetto, di avvalersi della collaborazione di cittadini non armati, al fine di segnalare alle forze di polizia eventuali fatti che possano arrecare danno alla sicurezza della popolazione.

«Occorre fare una riflessione - spiega il presidente - su quelle che sono le applicazioni della ronde, tenendo anche conto che la normativa, come la conosciamo ancor prima dell’approvazione definitiva, ne prevede l’applicazione dietro un ampio accordo tra Comuni e Prefettura. E’ bene ricordare che le competenze in materia di sicurezza sono in capo allo Stato e ai prefetti. Diventa quindi difficile pensare a proposte che esulano dalle norme in vigore e quindi è da escludere qualsiasi iniziativa estemporanea». Il presidente ha poi sottolineato che finora i Comuni che hanno organizzato sistemi di controllo lo hanno fatto senza nulla chiedere alla Regione, con fondi propri. «Pur tenendo conto dei limiti dall’incontro di martedì - ha aggiunto il presidente -, potrebbero uscire proposte e indicazioni che comunque dovranno essere condivise da tutti i soggetti interessati». Per Rollandin la Valle, in fatto di criminalità, è e resta ancora un’isola felice. «Nell’ultima riunione del Cosp - ha aggiunto Rollandin - è stato dimostrato, tranne qualche eccezione, che c’è stata una diminuzione importantissima di tutti i reati. Abbiamo sul territorio un’organizzazione di polizia molto seria e funzionante. Prima di aggiungere altri elementi dobbiamo capire quali sono le reali necessità e nel caso capire su quale direttrice muoverci».

Sulla questione ronde, sono intervenuti anche il questore Salvatore Aprile e il comandante dei carabinieri, il colonnello Guido Di Vita. In una nota spiegano che, stando ai dati oggettivi, la criminalità è in netto calo rispetto al recente passato, sottolineando che c’è un «allarmismo ingiustificato». Nessun commento sulla proposta di legge di Fédération e Stella Alpina sulla sicurezza che prevede la possibilità di istituire ronde e di utilizzare servizi di vigilanza privati. «Sbagliato sostenere che in Valle sono in aumenti i furti e la criminalità in genere. I dati evidenziano che negli ultimi mesi si è registrato un calo di oltre il 20 per cento dei furti sia in appartamento sia negli esercizi commerciali. Diminuiscono anche le rapine e sono praticamente nulli scippi, estorsioni e usura. Abbiamo registrato un leggero aumento, invece, nei danneggiamenti che sono soprattutto espressione di disagio sociale».
Sulle problema ronde interviene il Sap, il Sindacato autonomo di polizia. «Un errore proprio da non commettere - dice Massimo Denarier, segretario regionale -. Come già è successo in altre realtà, le forze dell’ordine sono costrette così a fare un doppio lavoro, dovendo intervenire anche per difendere chi partecipa alle ronde. Le vere ronde il cittadino può farle chiamando il 113 o il 112 quando nota qualcosa di sospetto o è in corso un reato».

«L’ordine pubblico deve essere tutelato in via esclusiva dalle forze dell’ordine, cui occorre fornire adeguati mezzi, dotazioni e personale». Lo dice Vallée d’Aoste Vive-Renouveau in una mozione presentata in Consiglio regionale riguardante il decreto legge del Governo sulla sicurezza. Sull’ipotesi ronde, il gruppo di minoranza guidato da Roberto Louvin ritiene «oggettivamente pericoloso, anche alla luce di fatti di violenza già verificatesi nelle scorse settimane, lo svilupparsi di tali associazioni in relazione alle finalità di ordine politico che spesso vi sono sottese»
DANIELE GENCO



Con queste due righe di commento ripropongo un altro piccolo gioiellino di "imparzialità" mediatica. L'ANSA che riporto qua sotto e La Stampa più recentemente, sono andate entrambe sulla stessa notizia. Ma anche se apparentemente trattano lo stesso argomento, l'articolo di Alessandro Camera, bucava scientemente e volontariamente l'integrità della notizia. E precisamente là dove non veniva citato, l'apprezzato intervento di Raimondo Donzel che rappresenta il Pd (chi volesse leggere l'articolo di Camera risalga all'indietro il Topic). Intervento che con Camera sembrava fatto solo da Louvin.

Ed ecco qua Daniele Genco il collega di Camera che si ripropone con lo stesso vizietto! Per lui il gruppo di minoranza in regione, confondendo assai grossolanamente la realtà, sembra guidato da Roberto Louvin. Allora ancora una volta gli ricordiamo che la mozione presentata in Consiglio regionale riguardante il decreto legge del Governo non ha solo un padre qui in Regione Valle d'Aosta. Esiste un altro partito il Pd che evidentemente fa parte dell'opposizione e che con Raimondo Donzel dice: «Il problema dell'ordine pubblico non va assolutamente minimizzato, tenuto conto del fatto che la violenza non solo cresce, ma diventa anche spettacolo».

Dunque carissimi giornalisti riusciremo mai a presentare la verità in tutte le sue componenti o dobbiamo dire che è in atto un serio tentativo di occultare la fecondità di una linea politica, la forza delle idee di un partito che ha tutte le prerogative di essere quello che voi ci negate di essere? Vi rimando ad altro Topic dove un altro giornalista, il buon Martinet, che ci ha fatto un altro clamoroso "sgarbo" con l'attribuzione della proposta dell'assegno di disoccupazione non al Pd che lo propone da vecchia data, ma al solito gruppo arraffa idee.



ANSA ha scritto:
18:55 SICUREZZA: RISOLUZIONE ANTI-RONDE INVIATA IN COMMISSIONE
(V.'SICUREZZA: VDA, RISOLUZIONE...' DELLE 12.25) (ANSA) - AOSTA, 25 FEB 2009 -
Accogliendo una proposta del vice-presidente della Regione, Aurelio Marguerettaz, il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ha deciso di inviare la risoluzione "anti-ronde", presentata dai gruppi Vda Vive-Renouveau e Pd, alla prima Commissione consiliare per un esame più approfondito del testo.

Sull'argomento sono intervenuti in aula Luciano Caveri (Uv), Enrico Tibaldi (Pdl) e Raimondo Donzel (Pd). Caveri ha sottolineato che "non bisogna dimenticare che il Presidente della Regione, nell'esercizio delle sue attribuzioni prefettizie non risponde all'Assemblea regionale, ma al Viminale. La richiesta di approfondimento in Commissione mira non a slegarsi dalla discussione, ma ad affrontare la problematica con maggiore serenità".

Secondo Tibaldi "é difficile pensare che il Presidente della Regione disattenda le indicazioni poste dal governo nazionale sulla base di una risoluzione del Consiglio regionale. La tematica esaminata evidenzia tuttavia l'opportunità di potenziare l'attività delle associazioni di volontariato sociale, che rappresentano un sostegno nella difesa della sicurezza e che potrebbero in futuro essere utili anche alla Valle d'Aosta".

Infine Donzel ha sostenuto che "il rinvio in Commissione sta ad indicare che comunque l'argomento è sensato ed è corretto parlarne in quest'Aula. Il problema dell'ordine pubblico non va assolutamente minimizzato, tenuto conto del fatto che la violenza non solo cresce, ma diventa anche spettacolo. Occorre ribadire il ruolo delle Forze dell'ordine e, quindi, dello Stato, perché altrimenti con l'introduzione delle ronde la figura statale sarebbe indebolita". (ANSA)
.


erika - Dom Mar 22, 2009 11:00 pm
Oggetto:
Ma non c'è qualcuno del consiglio che è titolare o socio di qualche azienda di vigilanza???? Boh, forse sbaglio, ma mi sembra tanto di si....
giorgio - Mar Mar 24, 2009 3:02 pm
Oggetto:
La Stampa ha scritto:
24 Marzo 2009
UNA LEGGE
E IL PROBLEMA CHE NON C’E’

Il senso di insicurezza dei cittadini: ecco la motivazione che spinge due consiglieri di maggioranza a proporre una legge che preveda anche le ronde. Forzando il pensiero si potrebbe dire «armiamo gli insicuri». Tralasciando alcune cosucce che potrebbero apparire inutili, quali l’etica e il senso delle istituzioni, ci si potrebbe domandare quale logica politica spinga a una prevenzione tanto forte da rendere legge l’uso di volontari contro i reati comuni.

Per stessa ammissione dei due consiglieri i reati sono diminuiti in Valle d’Aosta. Nonostante ciò, i legislatori vogliono bruciare i tempi e prevenire un primo stupro che potrebbe accadere. In una situazione di normalità agiscono come se la Valle vivesse in stato di assedio. L’insicurezza dei cittadini deriva da iniziative politiche nazionali come risposta a situazioni di paura in cui vivono alcune zone del paese. Se fondata, l’insicurezza deve avere da parte della politica immediate risposte, altrimenti cavalcarla equivale a creare una psicosi pericolosa, a ingigantirne gli effetti.

Se le forze dell’ordine dimostrano di non riuscire a controllare il territorio il politico ha il dovere di agire, ma non certo sostituendo a militari e agenti le ronde dei cittadini. Questione di responsabilità e di ruoli, ovvio. Una maggiore prevenzione è attuabile sensibilizzando chi ha il compito della sorveglianza. Se tutto ciò non è possibile allora significa che incombe sulla Valle d’Aosta un pericolo non detto o, peggio, non visto.
La speranza è che abbia ragione l’Italia dei valori: la proposta La Torre-Salzone è il tentativo di ingraziarsi la Lega, senza per questo riferirsi a un pericolo di violenza arrivato o in arrivo.


In omaggio al fatto che secondo alcuni il sottoscritto legga solo l'Unità... ecco qua sotto la prima pagina di questo giornale tanto efferato quanto odiato. Purtroppo l'ampiezza mentale e i vasti spazi intellettuali e culturali che a me vengono negati per questo peccato mortale, mi portano tuttavia a considerare come questo quotidiano sia ancora degno di essere apprezzato. Dovessi leggere il quotidiano più venduto in Valle, ancora oggi sarei alla ricerca della posizione presa dal mio segretario e dal Pd. Però si sa io non sono attendibile. Perchè?!... Perchè ho portato il cervello all'ammasso.

Nel frattempo vi propongo l'ennesimo gioiello di "imparzialità". Sia l'ANSA che La Stampa vanno da tempo sulla notizia "ronde". Ma anche se apparentemente trattano lo stesso argomento, prima l'articolo di Alessandro Camera e oggi anche quello di Enrico Martinet, bucano scientemente e volontariamente l'integrità della notizia. E precisamente là dove non viene citato, come fa per altro l'Ansa, l'apprezzato intervento di Raimondo Donzel in consiglio regionale, esprimendo la posizione del Pd. E' di oggi la dichiarazione di IdV. Quella del Pd ve la scriviamo noi con il proporvi la prima pagina dell'Unità...appunto.


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giorgio - Mer Mar 25, 2009 3:50 pm
Oggetto:
La Stampa ha scritto:
25 Marzo 2009
SICUREZZA. INCONTRO REGIONE-COMUNI

Disegno di legge. I sindaci: “Ronde?
Meglio telecamere e forze dell’ordine”

[color=red]
No all’ipotesi di Fédération e Stella alpina
Rollandin: videosorveglianza per prevenire


AOSTA
Non hanno detto «no alle ronde» i sindaci di tutta la Valle d’Aosta, riuniti ieri nella sede del Cpel con il presidente della Regione nelle funzioni di prefetto Augusto Rollandin per parlare di sicurezza. Ma sulla loro applicazione è calato un silenzio assordante. L’ipotesi lanciata da Fédération e Stella alpina è stata semplicemente ignorata. E il presidente-prefetto ha girato pagina abbandonando l’argomento nonostante fosse ben chiaro all’ordine del giorno della riunione: «Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale».

Quello che invece preoccupa i 54 primi cittadini (su 74) presenti alla riunione sono i cosiddetti reati sociali, furti, scippi, atti vandalici che in vari paesi della Valle pare abbondino a tal punto che la gente ha deciso di non più denunciarli. «E’ stato un incontro molto produttivo - ha detto il presidente -. Sindaci e amministratori hanno spiegato le problematiche che affliggono i loro concittadini e noi cercheremo con la collaborazione delle forze dell’ordine di risolverli o quanto meno di attenuarli». La richiesta ricorrente è stata la dotazione di impianti di videosorveglianza. «Occorre proseguire nel progetto “Valle d’Aosta sicura” - ha aggiunto Rollandin - realizzando all’imbocco della regione, sulla statale 26, impianti di videosorveglianza come quelli già esistenti in autostrada. In questo modo potremo sapere in tempo reale chi entra e chi esce dalla Valle. E’ importante creare una rete tra le amministrazioni e le forze dell’ordine per prevenire episodi di criminalità».

C’è stata anche la richiesta se non di cancellare almeno di contenere il fenomeno della prostituzione in alcuni centri della Valle. Ma anche quello di rafforzare un coordinamento con la polizia locale e di consolidare la presenza delle forze dell’ordine mantenendo, soprattutto nelle Valli laterali, le caserme dei carabinieri.
Un disegno di legge per istituire le «ronde». La proposta di una normativa che preveda «interventi regionali per la promozione della legalità e della sicurezza» è partita dai consiglieri regionali Leonardo La Torre, segretario della Fédération e Francesco Salzone, capogruppo di Stella alpina, e non è stata accolta con molti entusiasmi. Il presidente della Regione Augusto Rollandin l’ha definita «estemporanea» e ha ribadito che «la competenza in materia di sicurezza è dei prefetti e dello Stato». Le forze dell’ordine hanno respinto l’individuazione fatta da La Torre della Valle d’Aosta come «terra di scorrerie» e affermato che «la Valle d’Aosta può ancora essere considerata un’isola felice». Contro l’ipotesi delle «ronde» le forze politiche di opposizione (Pd e Vdavive/Renouveau) hanno proposto al Consiglio una risoluzione tuttora all’esame delle commissioni.
DANIELE GENCO



La smania di una rincorsa alla destra leghista e la voglia di protagonismo a tutti i costi, come si può notare non è stata giustamente ripagata dall'intelligenza dei primi cittadini dei comuni valdostani. Un segnale questo che dovrebbe fare suonare un campanello d'allarme ai due sceriffi valdostani della stella alpina e della federation. Considerare e rapportare la vita e il comportamento degli abitanti della Valle d'Aosta con quello che leggiamo sulle cronche quotidiane, di una stampa drogata dal terrore e dal crimine, significa veramente essere veramente miopi politicamente, ma soprattutto significa non avere il polso della situazione Valdostana, talmente grande è la foga di voler salire sulla prima tigre che passa!
giorgio - Mer Mar 25, 2009 7:39 pm
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
15:58 RONDE: ASS.FORTUNA, NO A LEGGE FEDERATION E STELLA ALPINA
(ANSA) - AOSTA, 25 MAR -
L'Associazione valdostana 'Loris Fortuna' "stigmatizza e disapprova l'iniziativa dei consiglieri regionali Leonardo La Torre, socialista e segretario della Federation Autonomiste, e Francesco Salzone, capogruppo della Stella Alpina, di presentare un disegno di legge per la costituzione di corpi volontari per la sicurezza pubblica in Valle d'Aosta, ovvero le cosiddette ronde private e di vigilantes che ricordano quelle del periodo fascista in Italia". E' quanto riportato in una nota diffusa oggi. "Costituire questi gruppi di sceriffi - si legge - e di giustizieri della notte, tanto cari alla Lega, non può essere la via giusta e responsabile per combattere la criminalità in atto nel nostro Paese". (ANSA).




Beh, era ora che si scoprissero le carte. Ci è voluta tutta la forza e tutta la determinazione del Pd VdA per fare esprimere questo sentimento di profondo disprezzo nei confronti di una azione limitativa e pericolosa delle libertà personali. E di contro, con questa azione di condanna abbiamo riportato a galla quei ricordi di altri gruppi di facinorosi armati, cari ai fascisti ieri e alla Lega oggi. La soddisfazione del nostro partito risiede nel fatto che ancora oggi in Valle se c'è un guardiano della democrazia, se c'è un partito di sinistra che è assai sensibile a mantenerla per la salvaguardia dei cittadini, questo è sensa dubbio il Pd.
giorgio - Gio Mar 26, 2009 10:12 am
Oggetto:
Citazione:
IL CASO.

Errore della riforma annulla le leggi istitutive
"Spariscono" Sabaudia, Aprilia, le Tremiti e Sestriere
Il salva-leggi taglia anche i paesi
Calderoli "cancella" 79 comuni
di CONCETTO VECCHIO


Il salva-leggi taglia anche i paesi Calderoli "cancella" 79 comuni
"Con una sola legge ne abbiamo tagliate 29mila". Un falò di norme inutili appiccato dal parlamento lo scorso 18 febbraio per la soddisfazione del suo proponente, il ministro Calderoli. Sparite vetuste leggi dell'Ottocento, come quella sui treni in ritardo (1899) o l'impiego dei colombi viaggiatori (1928).

Tuttavia, a furia di disboscare s'è finito per eliminare anche i Regi Decreti fino al 1947, tra cui quelli che istituivano 79 Comuni durante il fascismo: Aprilia, Sabaudia, Sestriere, Santa Venerina, le isole Tremiti, il cui sindaco, Giuseppe Calabrese, ha scritto subito al premier Berlusconi una lettera grondante indignazione e timore. È stato proprio Calabrese, scorrendo sulla Gazzetta ufficiale l'elenco dei municipi di fondazione eliminati, a calcolare il numero di quelli defalcati.
Ora, ad Aprilia, 72 mila abitanti, a cinquanta chilometri da Roma, ma provincia di Latina, il 6 e 7 giugno si rischia di votare per il consiglio comunale di un Comune "fantasma". Qua a scoprire l'errore è stato un avvocato di 34 anni, Marco Moroni, ex capogruppo dell'Udc. Stava leggendo la Gazzetta e ha fatto un salto sulla sedia: ha preso il telefono e ha chiamato l'ufficio legislativo di palazzo Chigi. L'hanno rimandato alla segreteria del ministro Calderoli. Inizialmente non volevano crederci, poi hanno dato la colpa al governo Prodi ("l'input venne da loro"). Racconta Moroni: "C'è stato quindi il tentativo di rimandarmi al ministero dell'Interno, successivamente mi hanno chiesto di scrivere una mail per farsi spiegare bene il fatto, infine hanno avvertito il ministro medesimo e da allora non ho saputo più nulla".

E adesso? "Nessuna paura", precisano dall'Ufficio legislativo del ministro Calderoli. "I Comuni non sono morti, solo per l'eliminazione delle leggi istitutive. Sia chiaro: nessuno rischia di sparire". Anche perché una clausola prevede che fino a dicembre l'abrogazione non avrà effetto. "In molti casi le leggi istitutive furono confermate da norme successive. È in corso una verifica, caso per caso, visto che per noi tutte le leggi cancellate non erano vigenti e al momento non siamo in grado di precisare se sono effettivamente 79. Nella peggiore delle ipotesi correremo ai ripari con un decreto: ma le elezioni si potranno svolgere regolarmente". Il taglia-leggi è il grande vanto di Calderoli. Già lo scorso luglio, con un decreto allegato alla Finanziaria, aveva incenerito 7mila leggi inutili. Il risparmio è stato complessivamente di 60 milioni di euro l'anno. Ogni norma costava 2mila euro solo di "spese di mantenimento".

Ad Aprilia, inaugurata da Mussolini nel 1937, nell'allora provincia di Littoria, attendono comunicazioni formali. Le autorità nei giorni scorsi si erano affrettate a chiamare la prefettura. "Che fare?" Per una singolare coincidenza il giorno che la Gazzetta ufficiale sanciva la fine del Regio Decreto il presidente della Repubblica Napolitano scioglieva il consiglio comunale per una crisi politica. Un consiglio comunale di ombre. O forse no.
(25 marzo 2009)


La Valle d'Aosta deve stare veramente attenta alla svolta a destra.
E' un brutto segnale stradale quello! Porta direttamente in un burrone profondo.
La semplificazione ovvia dell'abolizione delle province, invece, la lega non la vuole a nessun costo...
sarebbe una greppia di meno, per dirla col loro eloquio.

n.b. Fra regione e comune esistono realtà economiche e organizzative che non hanno a che vedere con le provincie

giorgio - Lun Apr 13, 2009 12:26 pm
Oggetto:
- Si è ammosciata la Lega -

Il ministro dell’interno Bobo Maroni (Varese) sta facendo la stessa fine dell’aeroporto di Malpensa (Varese). Entrambi collocati al nord, entrambi fortemente voluti dalla Lega, entrambi inaugurati in pompa magna, stanno dando entrambi i risultati che sappiamo, con la differenza che a salvare Maroni non potrà essere Lufthansa. Dovessimo applicare alla Lega e ai suoi ministri lo schietto efficientismo lombardo di cui si favoleggia, sarebbe il caso di chiedere un rimborso: per mesi hanno sventolato la bandiera delle ronde e alla fine ronde, nisba. Stessa cosa per le permanenze prolungate nei centri di rastrellamento per stranieri: nisba pure lì.

Passata una ventina d’anni dai suoi primi isterici vagiti, ora, nel momento di massimo fulgore della Lega, si può forse tirare un bilancio. Sia dello sguaiato partito di lotta e di governo che potete ammirare mentre rivendica sedie, poltrone e incarichi (cadreghe, dicevano una volta, ora le vogliono tutte); sia del famoso nord, che in questi vent’anni non sembra aver beneficiato di grossi guadagni, né materiali né morali. Senza contare (recente acquisizione) l’operaio che vota Lega, tanto evocato e coccolato dai media, ma ahilui, tanto licenziato lo stesso: votare Lega non gli ha mica portato bene, povera bestia. E senza contare l’epocale figura da peracottari che la moderna città di Milano sta facendo con la sua Expo che tremare il mondo fa.

Pareva il toccasana e invece litigano da un anno, mancano i fondi, si parla di rinuncia, e come segno di novità arriva mister Stanca, quello che in un antico governo Berlusca doveva portare l’Innovazione (ah, ah!) e che ora potrà fregiarsi del doppio stipendio (nessuna innovazione, dunque, la solita solfa). Risultato: il nord è quello che è, non risultano progressi recenti, semmai notevole regressione culturale, ed efficienza ai minimi storici. Però la forza che doveva “liberarlo” esprime il ministro degli interni. Bravi! Ma con un braccio destro simile, non era meglio essere monchi?


giorgio - Gio Apr 16, 2009 12:47 pm
Oggetto:
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Intesa Lega-Pdl, niente election day
Franceschini: «Vince ricatto di Bossi»
Fini: "Uno spreco per paura di pochi"


No all'accorpamento tra referendum
e voto. La consultazione sulla legge
elettorale si terrà il 21 o il 14 giugno.


ROMA

La maggioranza esclude l’ipotesi di accorpare il referendum all’election-day. Il vertice tra Pdl e Lega a palazzo Grazioli sembra confermare le indicazioni della vigilia che davano per scontato un accordo in questo senso, ma se era scontata la reazione del Pd, che accusa Silvio Berlusconi di cedere al «ricatto» del Carroccio, meno prevedibile era la replica di Gianfranco Fini.
Ma se Pier Ferdinando Casini si dice pronto ad accettare qualunque data decida il Governo, il Pd replica attaccando il premier. «Berlusconi - dice Franceschini - ci tiene tanto a far sapere ai cittadini che lui comanda e decide; poi, però, si piega sempre ai ricatti di Bossi. Gli italiani devono sapere che pagheranno inutilmente centinaia di milioni di euro in un momento in cui tutte le risorse del Paese servirebbero all`emergenza in Abruzzo e a fronteggiare la crisi economica. Questo è il costo della scelta di non fare l`election day, accorpando elezioni europee, amministrative e referendum».

Critico anche Massimo D’Alema («Assurdo sprecare così tanti soldi per favorire un obiettivo politico di parte»), mentre il comitato promotore protesta davanti a palazzo Chigi e si rivolge a Berlusconi: «Le chiediamo di volerci incontrare al più presto affinchè lei possa ascoltare direttamente da noi, anche nella nostra veste istituzionale riconosciuta dalla Costituzione, anche i nostri buoni motivi e le nostre ragioni»

giorgio - Ven Apr 17, 2009 5:45 pm
Oggetto:
l'Unità ha scritto:
Referendum, non è tardi per l'Election day
di Jolanda Bufalini

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“C'è ancora tempo per l' Election day”, sostiene il segretario del Pd Dario Franceschini, in visita alle zone terremotate dell'Abruzzo. E insiste: “Con quei 400 milioni risparmiati si potrebbe dare alloggio a 8-10mila persone che l'hanno persa”. E all'attacco contro la scelta di andare alle urne per il referendum dopo le Europee c'è anche Di Pietro: “E' un doppio furto, di democrazia e di denaro pubblico”.

Giovanni Guzzetta, presidente del comitato dei referendari, nega che vi sia un problema di tempi: “In Italia si fa sempre tutto in ritardo, qualunque sia la soluzione che si sceglie, ormai ci vorrà comunque un provvedimento normativo”, ha spiegato chiedendo al presidente del Consiglio un incontro “visto che siamo noi l'unico soggetto abilitato a esprimere la posizione dei promotori del referendum”. Anche un sondaggio prodotto da Sky 24 mopstra che il 64% dell'elettorato sarebbe a favore dell'accorpamento in un unico giorno di tutte le consultazioni. Ma il premier ha annunciato che “il prossimo consiglio dei ministri si avvia a scegliere la data del 21, voto referendario in concomitanza con i ballottaggi delle amministrative”. Berlusconi aggiunge, alla ragione fondamentale, ovvero l'ostilità della Lega Nord all'accorpamento, il disagio che deriverebbe agli elettori dal trovare ai seggi sette schede. Ma, per non sbagliare, ha affidato a un leghista Doc, il ministro Maroni, il mandato di sondare l'opposizione sulle due ipotesi che non prevedono l'Election Day: voto il 21 oppure rinvio.

Ai sostenitori dell'Election Day, intanto, dopo la presa di posizione della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, si aggiunge anche il quotidiano della Cei, l'Avvenire, ma da una posizione contrapposta a quella referendaria: “L'elettorato può rifiutare la scheda e finalmente smascherare l'uso del referendum come un forcipe per produrre il nuovo in politica”.

Si rafforzano pure, in modo trasversale, le schiere di coloro che non vedono male il rinvio del referendum, che produrrebbe, senza interventi legislativi, un bipartitismo perfetto. Si dichiara d'accordo con D'Alema, favorevole al rinvio, anche Paolo Ferrero: “Fra crisi e terremoto mi sembra la soluzione più sensata”.
17 aprile 2009

giorgio - Lun Mag 18, 2009 12:28 pm
Oggetto:
Bossi all'assalto delle regioni rosse. Il segretario della Lega gioca la carta della 'cattiveria' con gli immigrati per conquistare voti. I sondaggi gli danno il 10-12% dei voti a livello nazionale (20-30% al Nord), il 10% in Emilia-Romagna e l'8-7% in Toscana, Marche ed Umbria. Va data una risposta da sinistra alle paure verso gli immigrati, timori forti soprattutto ora con la grave recessione che vive l'Italia. Adesso che ha anche gli operai razzisti e leghisti dalla sua parte, Bossi, può andare dove vuole. Certo che noi del Pd la rivoluzione con quelli la, non la potevamo fare. Te lo vedi uno che ha paura che un extracomunitario gli porti via il lavoro o che gli insozzi le strade o gli autobus, che faccia la rivoluzione? Al massimo fa un'altra Marcia su Roma.

A questo punto si arriva dopo aver coltivato l'egoismo che è l'esatto contrario del socialismo o del comunismo. Certe battaglie contro le discariche vicino a casa, tanto per fare un esempio, le può fare anche Unità Proletaria, ma se così è, poi è giusto che Maroni, avendo militato da giovane in quel partito, adesso sia ministro degli interni di un governo di destra. Certe scorciatoie infantili quando non siano direttamente criminali - come bruciare un autobus a Napoli o cercare di buttare giù dal palco, un sindacalista a Torino, portano comunque sempre a regimi autoritari che in Italia si coniugano sempre meglio col fascismo che con il bolscevismo.

C'è qualcuno qui ad Aosta che ha scritto a La Stampa una lettera con tanto di raccolta firme, per far discutere in piazza con tanto di confronto pubblico quei partiti che sono apparentati con la Lega o che le sono molto vicini. Anche se questa non è una regione rossa, sarebbe meglio cercare la concretezza evitando ulteriori apporti di acqua a quel mulino non certamente "Bianco", sapendo già di quale morte si deve morire se malauguratamente vincesse quel partito...

giorgio - Mar Mag 19, 2009 6:51 pm
Oggetto:
Citazione:
13:17 LEGA NORD: VDA; BORGHEZIO, NOI UNICI VERI AUTONOMISTI
(ANSA) - AOSTA, 18 MAG -
"L"Union valdôtaine, con la quale avevamo avuto contatti, ha scelto un'altra strada e me ne rammarico". Il capo delegazione europeo del Carroccio, Mario Borghezio, ospite della Lega Nord Valle d'Aosta, è tornato ieri sulla mancata alleanza con il partito regionale di maggioranza relativa.

"L'Uv è scesa a compromessi - ha detto Borghezio - e nel Collegio del Nord Ovest resta la Lega Nord l'unica forza autonomista, regionalista e federalista connotata. Abbiamo un'attrattiva in più rispetto agli altri".

"Teniamo in grande considerazione - ha aggiunto - gli insegnamenti di Bruno Salvadori, di cui seguiamo le orme. Tanto che ho fatto collocare le sue opere sul federalismo sugli scaffali della biblioteca europea di Bruxelles". Borghezio ha poi lanciato l'idea di organizzare stage europei pagati dalla Lega e destinati ai giovani del Nord-Ovest, valdostani inclusi, per preparare "professionisti e una nuova classe politica". (ANSA)



Finalmente svelato l'arcano mister del "NOI UNICI VERI AUTONOMISTI". Oh, adesso possiamo andare a dormire tranquilli e sereni, sicuri che in Valle d'Aosta anche la Lega potrà fregiarsi del titolo "Autonomista doc". Esattamente come afferma la Giuseppina Foderà quando assicura che difenderà i principi identitari senza scendere a compromessi. Insomma una difesa ad oltranza dei prodotti titipici e tra questi la Fontina. Vedo appunto che a concetti nuovi seguono a ruota progetti nuovi.

Altri concetti forti di federalismo leghista
, pardon di...Veri e Unici Autonomisti, sono poi quelli che si esplicano con: " Non vogliamo sui nostri mercati prodotti caseari senza latte, succhi di frutta senza frutta, vino senza uva, cioccolato senza cacao". Caspita gente mia, e voi che ne dite di rinforzare questa lotta con il vietare anche le frittate senza uova, i marron glassè senza castagne, la polenta senza granturco e i gnocchi senze la patate?

Alla fine per noi: in cauda venenum e dulcis in fundo per Giuseppina Foderà e Mario Borghezio, la Lega chiude con una proposta elettorale "seria e qualificante". Fare della lotta all'immigrazione clandestina un punto d'onore e rivendicare "casa e lavoro solo alla nostra gente e regole europee rigorose e rigide per fermare l'assalto ai confini italiani perché la questione degli immigrati va affrontata con un approccio che non sia ipocrita e di facciata"... Chissà cosa ne diranno gli allevatori il giorno che resteranno senza casari de Noutra Tera!

giorgio - Gio Mag 21, 2009 10:44 am
Oggetto:
Io spero solo che qualcuno che sa ancora pensare, pensi... perchè di materiale per pensare ce n'è, e tanto

Io sto abbastanza male.
Uno dei pochi momenti in cui sto bene, sono quei rari casi in cui vedo che la mia nipotina capisce un pò di matematica, calcola correttamente un problema con due operazioni, fa sfoggio della sua preparazione con tanto di esibizione a memoria delle "tabelline pitagoriche". Chissà quando potrò vedere eseguire una disequazione frazionaria...ma in quel momento d'intelligenza di una bimba di seconda elementare, brilla nel mio cuore cretino la scintilla debolissima della speranza.
Dove entra la matematica fugge l'irrazionalità, mi illudo!

E questo sembra non c'entri niente con gli immigrati. Invece io sono convinto che c'entri molto. Perchè molto di quel che succede si deve secondo me al fatto che tanta gente semplicemente non ragiona. Non ragiona proprio col cervello, va in automatico.

giorgio - Lun Lug 06, 2009 5:19 pm
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La voce della Lega
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I miei consigli per un G8 «sicuro»
di Rag. Ugo Fantozzi

Per motivi di sicurezza durante il periodo del G8 all’Aquila, il Governo Italiano ha deciso di sospendere le regole di Schengen quindi, alle frontiere e agli aeroporti, controlli meticolosi, compresa la minuziosa ispezione anale fatta da sacerdoti omosessuali. Do un consiglio da vecchio benpensante: non fate entrare più nessuno, per pietà! Tranne alcune categorie di cui fornisco una lista: devono avere libero accesso in Italia solo sacerdoti cattolici bianchi, anche se pedofili. Ebrei convertiti, ma solo se ricchi, camorristi napoletani ariani puri, mafiosi siciliani anche analfabeti, o con capelli tinti in modo surreale alla Berlusconi. Ammesse veline di 18 anni anche di colore, da sodomizzare nitrendo sui tavoli delle cucine di casa. Banchieri ladri anche se rumeni, turchi e omosessuali, purché fingano d’essere seguaci di padre Pio.


giorgio - Lun Lug 06, 2009 5:24 pm
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ACCUSE ALLA LEGA
Scoppia la protesta dei sindaci per le Comunità montane

UDINE. È polemica sul commissariamento delle Comunità Montane. L’Italia dei Valori-Cittadini punta il dito sulla Lega Nord che «conferma il ruolo di padrone della maggioranza», mentre alcuni sindaci della Carnia spingono per una riforma, ma non sono disposti ad accettare un simile scippo. «Vogliono fare sparire un’istituzione con competenze e servizi».

«L'immediato commissariamento delle Comunità montane annunciato dal presidente della Regione Renzo Tondo è il risultato del pressing della Lega Nord e conferma il ruolo di dominus assunto da questo partito in seno alla maggioranza», commenta Enio Agnola (IdV-Citt). «Tondo, dopo aver dichiarato in aula solo pochi giorni fa che entro il 31 dicembre si sarebbe proceduto alla cancellazione delle Comunità montane, ora, consapevole dell'impossibilità di procedere in questa direzione (anche per garantire il flusso dei contributi previsti nei programmi comunitari), ripiega sul loro commissariamento a opera di tecnici, ovvero di funzionari regionali scelti dall'assessore alle Autonomie locali, la leghista Federica Seganti».

Per i consiglieri di IdV-Citt si tratta di una decisione gravissima sul piano politico, ma anche e soprattutto sul piano strettamente istituzionale perché azzera, in attesa di una legge di riforma che sarà («tra un anno, due anni?») gli organi di autogoverno della montagna «calpestando l’autonomia delle nostre comunità, la loro libertà di organizzarsi e di decidere a casa propria».

Polemici anche alcuni sindaci della Carnia e il presidente dell’e nte sovracomunale, Lino Not, che annuncia un nuovo incontro domani con i primi cittadini. Per Flavio De Stalis, sindaco di Ravascletto, non ci sono dubbi: «In Carnia deve rimanere un ente intermedio. La popolazione in Carnia ha dimostrato di sapersi gestire e si è già espressa nel referendum sulla Provincia dell’A lto Friuli. La comunità montana ha una sua importanza e storia. Si chiami come si vuole, ma deve esserci. I sindaci si sono espressi per un ente autonomo. Si deve loro rispetto, essi rappresentano le loro comunità e le decisioni non si possono calare dall’alto. Io sono disposto a servire la mia gente, ma non qualcun altro – ha detto De Stalis riferendosi alla Provincia – Da quando la Comunità Montana è gestita dai sindaci è una struttura più veloce e snella. Sta dando servizi ai comuni che diversamente avrebbero difficoltà a gestirli».


Anche sui minori costi De Stalis è scettico: «Il personale andrà ricollocato e non costerà di meno». Più fiduciosa il sindaco di Paluzza, Elia Vezzi, che afferma: «Il territorio necessita di un organismo che sia capace di gestire e coordinare le scelte che vanno fatte a livello sovracomunale. Sono certa che il presidente Tondo non ha dimenticato le necessità di coordinamento del territorio e ci sarà l’opportunità per gli amministratori di partecipare ad un tavolo per giungere assieme alle scelte migliori».

Dario Iuri, sindaco di Cavazzo, si definisce «nettamente contrario al commissariamento, figurarsi alla chiusura. In Carnia la Comunità montana è un’istituzione con competenze e servizi. Che si chiami come si vuole, che si modifichi dove è necessario, però deve esserci un ente intermedio di quel valore. La montagna ha problemi diversi dalla pianura, il patrimonio che i vecchi hanno consolidato è dei carnici e non è di scarsa rilevanza. Chiudere la comunità montana significa mettere in grave difficoltà le associazioni intercomunali per certi servizi, come rifiuti e gestione del personale. La nostra stessa associazione intercomunale, già ben avviata, non so come farebbe. La nostra comunità ha entrate che può reggersi da sola. Noi ci stiamo mobilitando come sindaci e quanto prima vogliamo almeno un confronto col presidente carnico Tondo».

Tanja Ariis
(05 luglio 2009)




giorgio - Mar Lug 07, 2009 2:58 pm
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I miei consigli per un G8 «sicuro»
di Rag. Ugo Fantozzi
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Rispediamoli in Libia
Sì, sono proprio io. Fino a pochi anni fa ho votato per i comunisti, perché mi promettevano un posto fisso in ufficio a vita, anche se in 30 anni non ho mai aperto una pratica. Poi, questi rossi di merda mi hanno spaventato a morte: m ’hanno detto che vorrebbero far entrare 80 milioni di turchi in Italia.Maporca puttana!
Vi ricordate il vecchio grido di paura di «Roma ladrona»? «Mamma li turchi»? E
allora? Guardate che quelli non sono esseri umani: sono turchi!E quindi bestemmiano
come turchi, fumano come turchi, e vengono qui per aprire come mele renette le nostre mogli e le nostre sorelle. Solo noi della Santa Lega, con le nostre ronde coi berretti verdi, vi possiamo difendere. Credetemi, rispediamoli tutti in Libia quelli dei barconi, e che affoghino di fronte alle nostre coste, coi loro bambini e le loro donne incinte e affamate.
Ragioner Fantozzi



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giorgio - Mar Lug 07, 2009 3:01 pm
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Mangiatori di banane
di Rag. Ugo Fantozzi

Un gruppo di giovani ben pensanti ha tirato delle banane al giocatore dell’Inter Balotelli. Subito i “rossi” con la loro solita squisita ipocrisia, hanno cominciato a urlacchiare scandalizzati. Ma andiamo! Finiamola con queste prese per il culo! Quello è un negro e, sinceramente, sembra quasi una scimmia nigeriana. È per questo che quei giovanotti gli tirano delle banane. Non per offenderlo, ma per nutrirlo! A proposito di negri, so che al G8 dell’Aquila verrà anche Obama, che per motivi di sicurezza ha dovuto rifiutare di dormire in tenda come i poveri terremotati. Potevano almeno offrirgli la tenda che, per un capriccione, ha voluto a Roma quell’extracomunitario libico di Gheddafi, che da come si veste, e per le sue richieste un po’ strampalate, qui al Nord sarebbe stato ricoverato in un manicomio totale!


Paolo Villaggio la voce della lega



giorgio - Mar Lug 07, 2009 3:04 pm
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Appaltiamo l'odio
di Rag. Ugo Fantozzi

Eccomi, sono sempre io il benpensante cattolico che vota destra e vuole difendere il nostro Belpaese dall’insidia degli extracomunitari. Vi confesso, e vi prego di non dirlo in giro, che ho un grande timore: che i dirigenti della nostra Santa Lega non siano in grado, come ci promettono, di eliminare quei fetidi delinquenti. Sarei più tranquillo se si potesse dare in appalto questa operazione ai nipoti di quegli straordinari professionisti della pulizia etnica, e cioè i tedeschi delle SS. So che ad Auschwitz, Belzec, Dachau, ci sono ancora delle validissime strutture e che, per rimetterle in funzione, basterebbe un’imbiancata... mi domanderete: ma tu, che sei un fedelissimo seguace di padre Pio, come puoi suggerire queste cose? Sappiate che io sono cattolico; ma è da molti anni che non sono più cristiano.
Rag. Fantozzi



Paolo Villaggio la voce della lega


giorgio - Mar Lug 07, 2009 3:06 pm
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Miracolo: un infarto
di Rag. Fantozzi

Sono un ben pensante di buona cultura, perché leggo i libri della signora Sofia Loren «Come si cuoce la pasta». Cari sovversivi, prendete esempio da me, che sono un cattolico fervente e, un po’ deluso dall’assenza del dott. Ing. Padre Eterno, ho ripiegato per un aiuto su padre Pio.

Vi confesso, però, e vi prego di non dirlo in giro, che ora mi viene qualche dubbio: ho portato mio zio Fulvio a San Giovanni Rotondo per farlo guarire da un’influenza. Lo zio s’inginocchia per la preghiera e, dopo 10 minuti, lo abbiamo toccato: era rigido e freddo, perché stroncato da un’infarto totale.

Mi direte: perché non sei andato a Lourdes dalla famosa Madonna? Perché il dott. Gelmini, amico di mio padre, s’era tuffato in piscina per guarire da un raffreddore. È andato giù come un mattone. È ancora sul fondo.

Paolo Villaggio la voce della lega


giorgio - Mar Lug 07, 2009 3:13 pm
Oggetto:

giorgio - Mar Lug 07, 2009 3:21 pm
Oggetto:
l'Unità ha scritto:

La balla continua

Ci eravamo dimenticati di lui, come di tanti altri pollicini persi nella favola della maggioranza. Invece si è svegliata la bella addormentata Giovanardi. Ed eccolo lì, che prova a bucare la bolla mediatica, per chiedere la regolarizzazione delle badanti. Apriti cielo. La reazione della Lega è barbarica. Ma, ci si domanda tra noi umani: dov’era Giovanardi mentre si discuteva la legge che doveva cancellare per sempre il buonismo della sinistra? Magari anche lui avrà una mamma assistita da un’immigrata. O magari anche a lui farà impressione sentire ogni giorno che un clandestino cade da un ponteggio o viene arso vivo, come a Viareggio, da fuoco che non distingue tra italiani e stranieri, regolari o no. Mentre l’incredibile Capezzone spiega in tv che, siccome la legge non è retroattiva, non colpirà i clandestini da tempo in Italia. Benissimo. Allora la sanatoria non si farà perché è già stata fatta? Insomma, la bolla mediatica è una balla continua.
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- Maria Novella Oppo


giorgio - Mar Lug 07, 2009 9:01 pm
Oggetto:
giorgio ha scritto:


Citazione:
Il Pd: «Ora chieda scusa e si dimetta».
Lui: «Un coro, la politica non c'entra»
E Bossi taglia corto: «Tutte stronzate»
ROMA

Festa di Pontida 2009. Un bicchiere di birra in mano, il deputato ed europarlamentare della Lega Matteo Salvini si intrattiene con un gruppo di persone e dΰ il la a un ritornello: «Senti che puzza, scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani...». Il video che riprende la scena finisce su YouTube e la polemica politica si accende.

Il Pd parla di «ennesimo episodio di intolleranza che vede protagonista Matteo Salvini» e invoca le dimissioni del deputato come avverrebbe «in un qualunque altro paese europeo». «La Lega prenda subito le distanze» chiedono i deputati democratici Fiano e Misiani. Il parlamentare campano del Pd Graziano accusa Salvini di «sconfortante pochezza culturale e mentale, indegna di un parlamentare della Repubblica italiana». Sulla stessa linea l'Italia dei Valori: «La canzonaccia razzista di Matteo Salvini non puς essere liquidata come semplice folclore e per questo non può passare impunita. Non solo Salvini deve chiedere scusa ai napoletani, ma è bene che la Lega prenda le distanze e chieda le sue dimissioni» tuona il vicepresidente dell’Idv alla Camera Fabio Evangelisti.

A fine mattinata lo stesso Salvini prova a placare la bufera con una dichiarazione all'Ansa: «Qui la politica non c’entra nulla, non c’entra nulla il razzismo, e chi si stupisce o si scandalizza vuol dire che sono almeno 30 anni che non mette piede in uno stadio...» prova a giustificarsi l’eurodeputato. «Il video in cui canto invece è una festa tra amici che nulla c’entra con la politica, nel corso della quale si sono cantate canzoni da stadio. Ci si sfotte tra tifoserie e io ero appunto con tifosi bergmaschi che facevano coretti da stadio, e non in una sede politica». Bossi liquida le polemiche come «stronzate» aggiungendo che al massimo «dovrebbero chiedergli le dimissioni perchè canta male...». Dal Pdl una voce critica è quella della deputata Nunzia De Girolamo, coordinatrice provinciale del Popolo delle libertΰ di Benevento e membro della Direzione nazionale del partito, chiede che il deputato si scusi «altrimenti conterà poco ma voterò contro ogni provvedimento della Lega».

All'opposizione non basta. «Sono scandalizzata dalla volgarità delle parole intonate da Salvini a Pontida» rincara la deputata del Partito Democratico Pina Picierno annunciando la presentazione di un’interpellanza. Per il senatore Idv Nello Di Nardo «Salvini è l’emblema del degrado culturale e morale del nostro Paese, un indecente fanatico che alimenta la xenofobia». E anche Alessandra Mussolini, deputata napoletana del Pdl, non ha nessuna intenzione di incassare in silenzio la «canzone ingiuriosa nei confronti di Napoli e dei napoletani intonata da Salvini».


giorgio - Gio Lug 09, 2009 12:13 pm
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La voce della Lega
La voce della Lega

Non criticate il Duce!
di Rag. Fantozzi

Cari comunisti lettori di questo infantile giornale, Vi rendete conto del livello degli attacchi che state facendo al duce di Arcore prima del G8? Vi ricordate che cosa avete detto in giro a proposito della festosa festa del 2 giugno? Che questo anziano signore è arrivato in ritardo sul palco, per villania nei confronti della Sacra Patria, dimenticando che noi italiani, da Adua a Guadalajara e nella Seconda Guerra Mondiale, abbiamo subito solo delle quasi gloriose vittorie. D’accordo è arrivato in ritardo, ma aveva un torcicollone totale e Gianni Letta, furtivamente, gli ha dovuto fare un siringone sul collo. Poi avete pubblicato una foto dove il povero vecchio è addormentato durante la cerimonia. Ma avete idea di cos’è quella parata? Una noia micidiale!

Eccomi, sono sempre io il benpensante cattolico che vota destra e vuole difendere il nostro Belpaese dall’insidia degli extracomunitari. Vi confesso, e vi prego di non dirlo in giro, che ho un grande timore: che i dirigenti della nostra Santa Lega non siano in grado, come ci promettono, di eliminare quei fetidi delinquenti. Sarei più tranquillo se si potesse dare in appalto questa operazione ai nipoti di quegli straordinari professionisti della pulizia etnica, e cioè i tedeschi delle SS. So che ad Auschwitz, Belzec, Dachau, ci sono ancora delle validissime strutture e che, per rimetterle in funzione, basterebbe un’imbiancata... mi domanderete: ma tu, che sei un fedelissimo seguace di padre Pio, come puoi suggerire queste cose? Sappiate che io sono cattolico; ma è da molti anni che non sono più cristiano.
Rag. Fantozzi


Paolo Villaggio la voce della lega


giorgio - Ven Lug 10, 2009 12:22 pm
Oggetto:
La Stampa 10 Luglio 2009 ha scritto:
il caso
Incontro con l’Uv dopo gli attriti per il voto europeo
La Lega tenta il Leone “Alleanza per la città”

AOSTA
Il Carroccio rilancia, il Leone ascolta. La richiesta: alleanza per le elezioni 2010 al Comune di Aosta. La Lega ne aveva già parlato nelle trattative per le Europee. E’ finita male, un «no» dell’Uv, poi il «no» della Lega per la lista apparentata. Si ricomincia. Magari con una lista civica? «Perché no?», dice Sergio Ferrero, segretario leghista. Con Walter Togni, esponente nazionale che ha l’incarico di legato per la Valle d’Aosta, si è incontrato con il presidente unionista Ego Perron. Dice: «Ho ascoltato con interesse. Non possiamo che vedere con favore una riapertura del dialogo».

La «questione Aosta» agita l’estate e s’infila nell’autunno con promesse di decisione. Il centrodestra spinge. Sull’onda del patto per le elezioni europee l’obiettivo è andare al governo della città al posto del Pd. Il centrosinistra è lì da 15 anni. In maggioranza ci sono anche Stella alpina e Fédération. All’indomani delle Europee Leonardo La Torre, leader di Fédération, non è stato tenero con il Pd, neppure con il governo della città, reo di non aver raccolto più consensi. Gran colpa era del Pd che su Aosta ne ha invece raccolti. E prima dell’incontro Lega-Uv ne ha parlato con Perron. In Regione il Pd è all’opposizione e i capigruppo di Pdl, Stella e Fédération si sono avvicinati nei banchi per sottolineare che il dialogo politico continua. Primi tentativi per cambiare la maggioranza che regge la città? Perron: «Per noi esistono i livelli differenti, quindi non c’è nulla di automatico. Ho ascoltato la Lega, altro non c’è per ora. Un incontro un po’ più che informale. In questi due mesi non accadrà nulla, ci si rivede a settembre».

Raimondo Donzel, segretario del Pd, dice: «Cambiare? Certo, il Comune ha bisogno di una gestione più agile e di un rapporto nuovo anche con la Regione. Ma non è né una questione di persone, né di partiti alleati. Sostituire uomini o forze non servirà a nulla. E’ necessario un programma nuovo e la città nelle ultime due tornate elettorali ha dimostrato che vuole il centrosinistra». Possibili liste civiche? «Non scherziamo. Noi vogliamo l’alleanza con gli autonomisti e in questi non includiamo la Lega. Siamo alternativi al Pdl e dove ci sono loro noi non ci saremo, neppure camuffati in una lista civica».

Il Pd rischia l’isolamento. Donzel: «Se accadrà faremo come per le Europee, noi non stiamo certo a guardare con indifferenza, né facciamo melina per difendere i posti. Noi siamo il Pd che vuole continuare a governare la città sulla base di un programma forte di rinnovamento insieme con gli autonomisti. Se si vuole usare la Lega come grimaldello per allontanarci a piccole dosi dal Comune di Aosta noi agiremo. Vedremo quando ci sarà il confronto politico con l’Uv. Vogliamo chiarezza».

Il Pd sta già preparando la «rivoluzione» gestionale del Comune. Il congresso di ottobre sancirà la proposta. Donzel ne offre un esempio: «La città ha bisogno di un superassessore alle Grandi opere per poter seguire i progetti strategici che dipendono dalla Regione. Piani che continuano a cambiare e non decollano, come l’ampliamento dell’ospedale o il teleriscaldamento, cui si sono aggiunte metrò e condotte per i rifiuti».
ENRICO MARTINET



TANTO TUONO' CHE PIOVVE
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Alla fine l'Uv, travolta dalla marea montante delle polemiche, dopo gli attriti per il voto europeo, ha dovuto acconsentire all' incontro con la Lega. Io come amico intimo del collega Rag. Fantozzi non posso fare altro che rendere pubblica una lettera che mi ha inviato, dove ci accusa di essere anche "terroristi sismici" ( Laughing )

« Mi dicono che voi stronzacci di comunisti, sperate in un nuovo terremoto ad Aquila durante il G8. Siete veramente spietati e solo per rovinare la carriera a Bossi. Mi dicono che molti di voi, atei patentati, sono a caccia di chiese di varie religioni: valdesi, protestanti totali, turche, per inginocchiarsi mascherati da suore e pregare affinché accada una catastrofe senza precedenti che rovini, definitivamente, quel povero vecchio. So anche di alcuni cristiani puri che sono in pellegrinaggio verso Salto di Fondi dove, un frate, certo don Gaglioffi, per 300 euri causa inondazioni e tsunami. Ma essendo un «terremotaro», soprattutto sismi devastanti. Lascio voi giudicare questi comportamenti, cari terroristi rossi, e che la potentissima Madonna di Loreto vi possa far crepare tutti di atroci malattie infettive».


giorgio - Ven Lug 10, 2009 3:07 pm
Oggetto:
La Stampa 10 Luglio 2009 ha scritto:
il caso
Incontro con l’Uv dopo gli attriti per il voto europeo
La Lega tenta il Leone “Alleanza per la città”

AOSTA
Il Carroccio rilancia, il Leone ascolta. La richiesta: alleanza per le elezioni 2010 al Comune di Aosta. La Lega ne aveva già parlato nelle trattative per le Europee. E’ finita male, un «no» dell’Uv, poi il «no» della Lega per la lista apparentata. Si ricomincia. Magari con una lista civica? «Perché no?», dice Sergio Ferrero, segretario leghista. Con Walter Togni, esponente nazionale che ha l’incarico di legato per la Valle d’Aosta, si è incontrato con il presidente unionista Ego Perron. Dice: «Ho ascoltato con interesse. Non possiamo che vedere con favore una riapertura del dialogo».


TANTO TUONO' CHE ARRIVO' ANCHE IL CIRCO TOGNI
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Alla fine l'Uv, travolta dalla marea montante delle polemiche, dopo gli attriti per il voto europeo, ha dovuto acconsentire all' incontro con la Lega.
E non solo...sembra che il circo Togni sia disponibile a dare spettacolo anche gratis. Infatti il "legato" ha promesso di allestire uno spettacolo circense in p.zza Chanoux senza montare il tradizionale "Sapitò". Cosicchè gli addetti ai "leoncini" delle istituzioni comunali, potranno vedere da dietro i vetri del palazzo comunale lo spettacolo. Saranno anche accontentati, premiati e invitati ad essere loro stessi i protagonisti di un futuro spettacolo circense arricchito da clowns qual'è appunto il presdelcons aostano, distributore apprezzato dai leghisti di Sms a "luci rosse". Scusate ma non posso fare altrimenti e devo rendere pubblica ancora una lettera che mi ha inviato il Rag. Fantozzi, dove questa volta ci parla di un suo incubo ricorrente:
L'incubo Emilio Vespa

L’altra sera sonnecchiavo con il telecomando in mano: in un canale vedo rincicciare i rappresentanti dei vecchi partiti, ancora vestiti da ladri. Rai Tre: urla indignate per il trasporto, su un Tornado della Regia Aviazione Militare Italiana, della chitarra di Apicella. Ed ecco Rai Uno, dove sta andando in onda la vostra trasmissione di estrema sinistra: «Porta Portese». Con i denti insanguinati c’è Emilio Vespa che sta aggredendo qualcuno, ed ecco che il regista bolscevico inquadra il nostro Duce di Arcore. Capisco subito che il povero vecchio è caduto in un’imboscata. Vespa non gli lascia dire mezza parola e urlacchia: «Rispondi alle famose 10 domande. Allora?». Ho cambiato canale, perché il povero vecchio stava quasi per piangere. E voleva Bossi vicino che gli tenesse la mano...



giorgio - Sab Lug 11, 2009 6:49 pm
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La voce della Lega

di Rag. Fantozzi

Amici sovversivi, prendete esempio dalla nostra santa cultura leghista. Eccovi alcuni spezzoni tipo, delle conversazioni nei bar della Santa Padania: «Una volta la sera si poteva uscire tranquilli, ora no. Ci sono i maledetti extracomunitari!». «E poi il clima è cambiato, fa freddo in agosto». Una vecchia dal fondo: «Non si sa più come ci si deve vestire», il barista: «Non ci sono più le stagioni». Un vigile saggio: «E intanto il tempo vola», un frate che sta rubando il portafoglio a un disgraziato: «Oggi ci siamo domani... chissà». Il sindaco: «Io i giovani non li invidio; il sabato sera nelle fetide discoteche si ubriacano elemosinando pasticche a destra e a manca!». «E ti credo! - interviene un postino - sono infelici perché hanno tutto e non sanno più cosa desiderare!»


Paolo Villaggio la voce della lega


giorgio - Lun Lug 13, 2009 10:00 am
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In ufficio con le pinne
di Rag. Fantozzi

Voi rossi ne dite tante di Brunetta. E anche delle dimensioni di Brunetta. Ma che c'entra l'altezza? La statura che conta è quella morale che lui manifesta nelle sue battaglie. Come la lotta intelligentissima per moralizzare i fannulloni. Ha scoperto che il venerdì vengono in ufficio in mutande, già pronti per scappare al mare. In effetti è imbarazzante vedere un cassiere di banca con pinne, maschera e occhiali. Ma lei, ministro Brunetta, è ricco e famoso, appagato dalla sua brillante carriera, mentre quelli sono dei disperati. Ed è pure imbarazzante vedere dei poliziotti con la pancia, anche se non calzano le pinne. Ma lei, gigante veneziano, ha fatto un errore marchiano a chiamarli «panzoni». Crede davvero che quei poveracci vicini alla pensione possano scendere in strada armati fino ai denti per sconfiggere la malavita del Sud?

Paolo Villaggio la voce della lega



12 luglio 2009

giorgio - Gio Lug 16, 2009 12:28 am
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La voce della Lega
Evviva il G2 del Duce!

Noi della Santa Lega siamo usi dire pane al vino e non abbiamo sassi sulla lingua!
Ma mi raccomando coglionazzi di sinistra, non dite in giro quel che vi sto per rivelare: io sono religiosissimo e ho una grande stima per il dott. ing. direttor generale della nostra Chiesa Cattolica, il Santissimo Padre,che io venero,anche se un mio zio ebreo Abramo Levi, sentendo la sua voce per radio, con quell'accento inquietante, è svenuto in bagno. Ma mi viene un sospettone: è mai possibile che non abbia intenzione di ricevere in Vaticano,dopo il suo trionfo al G8, il nostro Duce di Arcore? Speriamo sia
solo una perfida speranza di voi «rossi», perché a L'Aquila non c'è stato un G8,ma un G2. Lui, il numero 1 e il 2 il negro.
Rag. Fantozzi



12 luglio 2009

giorgio - Gio Lug 16, 2009 12:37 am
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La voce della Lega
Grillo? Ve lo invidio

Grillo dice: «Mi candido» e tutti allora a urlacchiare: «No tu no! Lui non può!
Non ha i numeri! Ha parlato male di noi! Lo fa solo per farsi pubblicità...». Io penso che questi capimanipolo dei rossi hanno capito che corrono il rischio di essere messi da parte. «Grillo è un comico, fa ridere la gente...»ma andiamo! Cari membri del politburo nostrano, anche voi avete fatto ridere. Grillo avrebbe bisogno di accrescere la sua popolarità?

Ne ha fin troppa. Ha parlato male di voi? Meno male, avreste dovuto farlo voi, senza aiuti esterni, suggerendo finalmente un cambiamento di rotta alla vostra politica stantìa basata solo sull' anti- berlusconismo. Meno male che non lo vogliono, è una voce nuova e autorevole e potrebbe portargli molti consensi.
Rag. Fantozzi



12 luglio 2009

giorgio - Sab Lug 18, 2009 9:48 am
Oggetto:
(ANSA) 01:07 ha scritto:
COMUNI VALDOSTANI PERPLESSI SU CODICE DELLE AUTONOMIE
(NOTIZIARIO ECONOMIA E LAVORO VALLE D'AOSTA)
- AOSTA, 18 LUG -
I comuni valdostani sono perplessi sul Codice delle Autonomie, il provvedimento che individua funzioni e competenze dei diversi livelli di governo approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri lo scorso 15 luglio. Pochi giorni prima, durante il meeting 'Piccolo e' Grandé organizzato dall'Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) a Cernobbio, il presidente del Celva - il consorzio che raggruppa gli enti locali della Valle d'Aosta - Elso Gerandin ha indicato il rischio che "il documento non vada di pari passo con la riforma del federalismo fiscale" e ha sottolineato: "Il nostro auspicio è quello di avere una tassazione fiscale che sarà comunque amministrata dai Comuni, non con la creazione di nuove tasse, bensì con la riorganizzazione delle esistenti".

Timori, da parte del Celva, anche per la prossima Finanziaria: "Siamo molto preoccupati - spiega Gerandin - per la bozza provvisoria del progetto di Finanziaria 2010, che prevederebbe da parte degli Enti locali un contributo oneroso per oltre un miliardo di euro". L'appuntamento di Cernobbio, che ha visto la partecipazione di quasi 350 rappresentanti degli enti locali italiani impegnati a discutere anche di rapporti e riforme istituzionali, risorse per i piccoli Comuni e patto di stabilità, ha rappresentato, secondo Gerandin, "un'occasione di confronto per dare voce ai piccoli Comuni in ambito nazionale". (ANSA).



La soluzione migliore è stata approntata: ...Far fare gli interessi dei comuni valdostani alla Lega e agli apparentati principali dell'Uv...Fi e An.
Mi sa che si stanno preparando tempi bui....Ahi serva Aosta di dolor ostello... Crying or Very sad

giorgio - Gio Lug 30, 2009 4:23 pm
Oggetto:
Forum.net ha scritto:
IL SALE DELLA LEGA
(29/07/2009)

Avete notato miei cari amici
che la Lega è in campagna elettorale
ha a ogni ora pronto il suo sale
per insaporire i suoi seguaci.

Sugli insegnanti meridionali
la questione è più che risaputa
ma adesso restringe la battuta
che se un prof dei veneti canali

vuol andar ad insegnar nel bergamasco
lui che è abituato ad un idioma dolce
quella parlata dura (stai fresco!)

la deve imparar subito e di petto,
ma penso a chi si gratta quella pulce
laddove il concorso andrà deserto.

***

Però ci sta un cambiamento in corso
ci son neri che parlan i dialetti
vinceran i concorsi senza difetti
ché i leghisti fan qualche figlio sparso...

Mia Musa è lì ch'attende quel momento
per quanto mi riguarda son contento.



Questa è bellissima...
giorgio - Gio Lug 30, 2009 4:46 pm
Oggetto:
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A proposito di Ronde
Ma bene... finalmente qualche notizia positiva.. altri 2-3 episodi come questo delle ronde e finalmente il fenomeno ronde andrà a bollirsi nel pentolone delle stronzate di questo governo. Spero che il Comune di Aosta non si faccia prendere la mano e stronchi sul nascere qualsiasi iniziativa velleitaria di finti compatrioti o finti amanti della tranquillità. A questo punto viva le ronde nere, rosse, quelle musulmane, le ronde cinesi, le ronde gay, e anche le ronde arcobaleno... così si picchiano tra di loro e si chiuderà in fretta questa pura idiozia.

Chi fa il rondaiolo volontario non è certo un patriota, chi ama l'impegno sociale lo fa per la crocerossa o per associazioni di utilità collettiva.. non va di certo a fare il rondaiolo che è espressione del fallimento dello stato di diritto e delle istituzioni che dovrebbero garantire la sicurezza, il rondaiolo è solo un amante della giustizia sommaria stile "ghigliottina" e questo ha per forza connotati politici nonchè nazisti... E così sono spuntate provocatoriamente le ronde rosse. Fa parte di un equilibrio ovvio che era prevedibile quando si mette in pratica azioni palesemente sbagliate e potenzialmente eversive. Di per sè le ronde rosse non sarebbero mai esistite se non fosse stata autorizzata questa mostruosità e guarda caso i primi a recepirla sono stati soggetti di ispirazione nazista.

Il nome Sss non è certo una scelta casuale.. che strano.. cosa ci ricorda?? Ecco! Allora credo l'unica risposta sensata è quella di "armarsi per combattere" la presa di poteri di questi soggetti. Per adesso si spera che sia sufficiente armarsi di parole a azioni pacifiche, ma dimostrative e di contrasto, per il futuro spero che non serva mai dover scendere in cantina a fondere piombini. Io spero che il popolo valdostano apra gli occhi alla realtà, e finchè c'è tempo corra ai ripari, non votando mai Lega nè quei partiti che sono apparentati con questo partito.

giorgio - Gio Ago 06, 2009 12:06 am
Oggetto:
Citazione:
Venezia, 17:29 BANDIERE REGIONALI: FRANCESCHINI, IL GOVERNO PERDE TEMPO
"Ieri si sono inventati le gabbie salariali, oggi le hanno smentite. Adesso, tanto per perdere tempo, i senatori della Lega hanno tirato fuori le bandiere regionali da affiancare al tricolore. Io mi chiedo se hanno tempo da perdere". Lo ha detto il segretario del partito democratico Dario Franceschini a margine di un incontro a Marghera. "Di fronte al Paese che aspetta scelte di fondo, strutturali per affrontare e superare la crisi, a milioni di italiani e a decine di migliaia di imprese che aspettano risposte per affrontare l'emergenza perche' non ce la fanno piu' a vivere - ha continuato Franceschini - loro si occupano delle bandiere regionali da mettere di fianco a quella nazionale. La smettano di perdere tempo e prendere in giro gli italiani".

(05 agosto 2009)


giorgio - Dom Ago 09, 2009 3:28 pm
Oggetto:
La Repubblica - 9 agosto2009 ha scritto:
Perché la Lega sta facendo ammuina - E. Scalfari

LA PAROLA "isteria" e l'aggettivo "isterico" sono stati usati per la prima volta da Ezio Mauro nel suo articolo di ieri a proposito dei recentissimi comportamenti del nostro presidente del Consiglio. Si sente braccato, inventa un suo ruolo maieutico in tutte le trattative internazionali che si rivela però del tutto infondato (a cominciare dal vertice russo-turco sul gasdotto); insulta come delinquenti due giornalisti che fanno domande scomode ma pertinenti nel corso di una conferenza stampa da lui convocata; teme l'arrivo di un settembre difficile per il governo e per lui e lo dice nel corso d'una riunione con i suoi collaboratori mentre contemporaneamente riafferma che il peggio della crisi è passato e che da settembre verrà il bello.
Insomma isteria. Isteria da insicurezza psicologica, economica, politica.
Osservo tuttavia che il presidente del Consiglio non è il solo a soffrire di questo sintomo e a manifestarlo con i suoi comportamenti. Ne sta infatti visibilmente soffrendo il partito a lui più vicino, quello dalla cui tenuta dipende la permanenza in carica del governo e del premier. Parlo della Lega Nord e del terzetto che la guida: Umberto Bossi e i suoi colonnelli Calderoli e Maroni. I loro più recenti comportamenti non consentono dubbi su questa diagnosi: il terzetto di punta della Lega sembra in preda ad un male oscuro al quale cerca di sottrarsi inseguendo alternative che hanno il solo effetto di peggiorare la situazione e di scaricarne gli effetti negativi non tanto sulla Lega quanto sull'intera comunità nazionale.

Le due insicurezze e le isterie che ne derivano - quella del premier e quella della Lega - rischiano di raggiungere la loro massima intensità nei prossimi mesi a partire dalla ripresa di settembre, con conseguenze preoccupanti sulla tenuta democratica. Perciò è urgente e necessario approfondire questa diagnosi e ricercarne le cause.



Non facciamoci coivolgere anche qui in Valle, neppure emotivamente da questa PAROLA.
Non ne sentiamo la necessità. Anzi avvertiti del pericolo, cerchiamo di prendere le contromisure,
studiare qualche "vaccino" che respinga questa malattia fuori dai confini valdostani...

giorgio - Lun Ago 10, 2009 12:07 pm
Oggetto:


Purtroppo, anche se coperte da motivazioni "irrisorie", si stanno preparando le basi per l'occupazione del territorio valdostano. Sì, questa storia delle "ronde" dà lo spunto al partito razzista per eccellenza, attualmente alleato del governo di destra, di agire e aprire crepe profonde nel tessuto valdostano che da tempo si era contraddistinto come assai tollerante. Questo anche grazie allo strisciante collaborazionismo di alcuni corpi militari - guarda caso - che si adattano ( pur di riavere le prerogative funzionali, "militari" di controllo perse con il congedo) al conservatorismo più pericoloso. E' inutile condannare le ronde quando poi si dà credito a "surrogati " che danno lo stesso effetto sia d'mmagine che di guasti sociali.

I carabinieri in congedo,
dovrebbero fare i pensionati, i nonni, come tutti gli altri, senza farsi riattizzare dentro la fregola della divisa dismessa, quella divisa che è sempre stata un emblema di comando. Dovrebbero invece aiutare e allearsi con gli "alpini" nelle opere benefiche più vicine alla cittadinanza bisognosa, aiutare quelle "comunità" che oggi sono additate come pericolose perchè ci rendono difficile gestire i nostri privilegi e si vorrebbero messe alla gogna, denunciate dal corpo insegnante e anche dalla categoria medica che invece di curare e di dare una cultura, si ritrovano a braccetto con i "carabinieri in congedo a fare le ronde.

Ieri mi ha scritto un amico toscano che è preoccupato della piega che stanno prendendo questi fatti. Ecco cosa mi scrive:

Citazione:

Questa sera ho accompagnato un parente alla stazione di Empoli. Davanti alla stazione c'era un pulmino della polizia. A terra c'erano otto poliziotti (li ho contati) che chiedevano documenti a chiunque avesse la pelle o l'accento diverso. Dopo poco si è aggiunta una pattuglia con altri due poliziotti. Mi sono fermato qualche minuto a parlare con loro per chiedergli cosa era successo. "Normale controll0" hanno risposto. Alla mia osservazione che una così nutrita presenza non si era mai vista e che probabilmente era un spreco inutile di risorse umane ed economiche (strordinario festivo e notturno in pieno agosto), mi hanno risposto che ubbidivano agli ordini.
E' evidente che si è trattato soltanto di una esibizione di muscoli rivolta al pubblico italiano, dal momento che nessun clandestino si sarebbe mai avvicinato a loro. Prima di andarmene ho affermato che non ce l'avevo con loro dal momento che stavano solo facendo il loro lavoro, ma che mi vergognavo di essere italiano. Un poliziotto, a bassa voce, mi ha risposto che anche lui si sentiva umiliato.

E' poca cosa, ma mi ha in parte rincuorato.


giorgio - Lun Ago 10, 2009 4:26 pm
Oggetto:
C'è un filo conduttore che lega le ronde, al reato di clandestinità: è la cultura fascista che ha rotto gli argini ed è ormai passata nel corpo vivo della società. Qualcuno che si crede intelligente, da tempo ci sta dileggiando quando con sua somma goduria scrive di noi come di un partito che non sa parlare altro che antifascismo di "facciata". Probabilmente manco si sono presi la briga e la fatica mentale di andare a leggere il nostro programma sul topic di "Franceschini" e "Grazie segretario" inserito su questo Forum da Raimondo Donzel.

Io provo vergogna, indignazione, rabbia ma contemporaneamente un senso di impotenza che mi fà star male. Queste misure odiose trovano un vasto consenso tra la popolazione, specialmente nei ceti sociali più poveri che dovrebbero teoricamente rappresentare il nostro bacino elettorale. Non che il quartiere Cogne o il quartiere Dora facciano parte esclusiva di questa realtà, ma guarda caso i casi eclatanti scoppiano sempre lì. Naturalmente il PdL con i responsabili di quartiere ci sguazza che è una meraviglia. E' questo che ci deve far riflettere . Troppo spesso ci parliamo addosso e ci chiudiamo in dibattiti interni che non interessano a nessuno.

Mi sento disarmato, non ho proposte da fare. Sento forte il bisogno di gridare basta! Spero di non essere il solo a sentire questa necessità e che il mio partito e la sinistra in generale me ne diano la possibilità. Tempo fà un post mi redarguiva di bastonare sempre la parte sbagliata e cioè la sinistra valdostana e tutto il piccolo mondo che gira atoorno a questa realtà. Ebbene una domanda è d'obbligo: dove sono finiti gli arguti tutori della democrazia valdostana attualmente rappresentata da "editoriali" e difesa solo a suon di poesie e di strimpellate di chitarra?


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erika - Lun Ago 10, 2009 10:56 pm
Oggetto:
Se i leghisti leggessero i dati scoprirebbero che gran parte delle violenze si consumano in casa. Ora è molto semplice condannare e occupare pagine e pagine di giornali per dire dello stupratore democratico, dello spacciatore marocchino...ma perchè non dedicare altrettanto spazio al medico lombardo che picchia la moglie o al torinese che stupra per anni la figlia????
Quanta ignoranza e quanta ipocrisia. La destra non fa altro che inasprire gli animi e spargere paura... E' il tempo invece di infondere fiducia fra i cittadini....e non di riempirli di boiate...
Ascoltate la conferenza stampa del Presidente Berlusconi. Si vanta di risultati ottenuti anni fa e dimentica i dati sulla disoccupazione, sul precariato, sulla povertà.... Chissà quando se ne accorgeranno i cittadini!!!!

Che dire poi della Valle d'Aosta dove sono ben integrati e dove la clandestinità e la violenza sono praticamente inesistenti...
Aosta democratica debutterà con una serata dedicata ai nostri amici extracomunitari.... extracomunitari che accudiscono gli anziani, curano i malati, coltivano la terra e producono la fontina... Sono una risorsa e non dobbiamo assolutamente dimenticarli, anzi dobbiamo fare in modo che anche nel resto d'Italia ci prendano ad esempio!!!!
giorgio - Mar Ago 18, 2009 4:04 pm
Oggetto:


Arriva il "Tango della Lega",
da Genova il video-sberleffo
più cliccato sulle ronde

Fonte l'Unità
«A mezzanotte va/la ronda della Lega/alla comunità/importa ormai una s...». Prima rima baciata, per il refrain del 'Tango della Lega', realizzato dal farmacista-cantautore genovese Carlo Besana, video che spopola su YouTube. Realizzato sulla falsariga del ben più romantico 'Tango delle capinere'.
giorgio - Dom Ago 23, 2009 1:19 am
Oggetto:
La Stampa ha scritto:
La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:

BOTTA
Troppe differenze tra Nord e Sud
Chi scrive ha avuto modo di vivere qualche tempo a Torre Annunziata (Na) ospite di alcuni ex colleghi di lavoro di mia moglie. Bravissime persone, ospitali e simpatiche. Ho constatato però che coloro che vivono al Sud sono un po’ diversi dai valdostani. Marciapiedi sporchi, assembramenti di persone che intasano i marciapiedi, vociare alla Pavarotti, sigarette e fumo anche all’interno dei locali. Altre differenze: la scuola. La figlia del nostro conoscente aveva appena conseguito la maturità linguistica, a pieni voti. A questo punto fui ben contento di riferire che ero professore in un istituto simile in Valle d’Aosta. Chiesi quali autori e opere letterarie amava di più: «Sa... quando sono materie scolastiche, non ci piace ricordare ciò che abbiamo fatto a scuola». D’accordo. «Hai però studiato le lingue, molto utili per trovare lavoro». «Sì», fu la risposta. Le parlai in francese: «Guardi che noi a scuola abbiamo sì studiato questa lingua, ma non l’abbiamo mai parlata e nemmeno la nostra professoressa si è espressa in francese». L’altra lingua «studiata» era l’inglese. Provai a rivolgerle domande in questa lingua: apriti cielo... «Ma cosa crede, non siamo mica laureati noi!». Provo con la geografia: «Sa dove si trova la Valle d’Aosta»? «Sì, è in Svizzera!». A questo punto mi arrendo e, per non litigare con i genitori, difensori della figlia «molto brava, e con una maturità conseguita a pieni voti», lascio perdere. Parlammo di spiagge, di luoghi di svago, di calcio (erano tifosissimi del Napoli) e di cibi partenopei: tutti serviti piccanti da lasciare la bocca aperta... Ebbene, in queste materie la nostra studentessa era meritevole del massimo dei voti.
21 Agosto 2009
PROF. MICHEL BARIN CHAMPION


RISPOSTA
Un consiglio per «istruire» il Sud
Al professor Champion, che lamenta una non meritevole preparazione scolastica alla figlia dei suoi amici di Torre Annunziata, do un consiglio: si trasferisca in quelle terre del Sud d’Italia. Là potrà impartire lezioni di inglese, francese e geografia a quegli analfabeti, sporcaccioni e chiassosi. Le sue lettere ai giornali le potrà indirizzare al «Mattino» di Napoli o alla «Gazzetta del Mezzogiorno». Ah, stia attento ai cibi piccanti.
22 Agosto 2009
FRANZ FAZARI

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L'esigenza di abbandonare la vecchia struttura centralista dello Stato, riorganizzandolo in senso federale, è ormai da anni condivisa dalla stragrande maggioranza dei cittadini. Il federalismo ed i principi sui quali esso si fonda, e cioè quelli della volontà e del consenso, effettivo e sempre rinegoziabile, dei singoli come imprescindibili elementi costitutivi di ogni comunità politica e del diritto all'autogoverno, sono parte integrante della cultura politica europea, e forse mondiale; e la diffusione di tesi federaliste ha traghettato nella modernità anche il dibattito politico della Lega. In questo quadro si inserisce l'opera di un grande studioso e pensatore. Era bravo il professore Miglio a millantare!
E bravo anche il professor MICHEL BARIN CHAMPION a schernire!

giorgio - Dom Ago 23, 2009 2:45 pm
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ASSOCIAZIONE CULTURALE INTERNET PADANO :: Benvenuti nella Comunità Padana
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Concorso Inediti in Valle d Aosta: I racconti del Nonno
Fonte: Dott. Michel Angelo Barin da Associazione culturale

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Sezione A
“I RICORDI DEL NONNO… "

Gli anziani rappresentano la storia vivente. Sono delle risorse che sovente non apprezzano… In alcune aree del mondo rimangono i soli libri che, oralmente, si trasmettono ai discendenti. Non possono essere falsificati, fraintesi. Invitiamo pertanto gli interessati, compresi i religiosi, di fare quest’ultimo sforzo: diteci ciò che voi sapete! Raccontateci la realtà della vostra gioventù: fateci quest’ultimo regalo! Un compito per i giovani: intervistate coloro che stanno per concludere la loro esistenza terrena, esternate loro i vs. dubbi e le perplessità, ne trarrete dei vantaggi!

I testi potranno essere redatti in lingua italiana o francese. Non superare le quattro o cinque pagine. Ogni facciata conterrà 28/30 righe di 60 caratteri circa.

I migliori scritti saranno inseriti in un volume di circa 50 pagine.

INVIO DEI LAVORI:
Una copia del testo, accompagnato dall’identità dell’autore (potrà in ogni modo richiedere di usare uno pseudonimo), dovrà pervenire ENTRO MAGGIO 2003, via e-mail oppure tramite posta al seguente indirizzo:
concorso INEDITI IN VALLE D’AOSTA, c/o Barin Champion Via Chanoux, 50 - 11027 SAINT-VINCENT (Valle d’Aosta)
– E-mail: < a href="mailto:barin.champion@tin.it">barin.champion@tin.it

I testi potranno essere redatti in lingua italiana o francese. Iscrizione: gratuita.

Premi: targhe, “grolle”, ricordi della Valle d’Aosta.
I testi migliori saranno pubblicati in un volume e sul sito internet

Diritti d’autore: con la partecipazione al concorso, gli stessi cedono il diritto d’edizione all’Associazione Culturale Concorso Inediti a St-Vincent. Escluso quanto precedentemente indicato, gli altri diritti rimangono riservati ai vari autori.

Informazioni: tel. 0166 512047 oppure via e-mail


La giuria è formata dai rappresentanti dell’Associazione organizzatrice, dai membri del “Comité des Traditions Valdôtains” e dai rappresentanti delle autorità locali. La premiazione avverrà nel mese d’agosto 2003.
I risultati del concorso saranno diffusi sui siti internet
e
e sul periodico valdostano LE FLAMBEAU.
INVITO
: PARTECIPARE E SCRIVERE CON SENTIMENTO E’ POSSIBILE A TUTTI.

SI TERRA’ CONTO PRINCIPALMENTE DEL CONTENUTO, PIU’ CHE DELLA FORMA.

(A. Albalat)



Ecco qua chi è il prof.Michel Angelo Barin Champion.
Ma non è meglio fare il nonno che aizzare sentimenti razzisti e antimeridionalisti come quelli inviati con la "compita"lettera a "La Stampa"?
La sua lettera egregio professore Michel Angelo Barin Champion è senz'altro l'espressione del peggiore e falso federalismo che lei ci vuole ammannire... quando una persona si esprime con quei termini da lei usati, il federalismo c'entra come i cavoli a merenda

giorgio - Mer Ago 26, 2009 2:10 pm
Oggetto:
La Stampa - 26 Agosto 2009 ha scritto:

La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:


Un quadro realistico e reazioni eccessive
Vorrei spezzare una lancia in favore del professor Michel Barin Champion che in una lettera, recentemente pubblicata su questa rubrica, ha raccontato un’esperienza vissuta a Torre Annunziata in Campania. Ho letto più volte il suo scritto e, sinceramente, non ho ravvisato nessun messaggio razzista; piuttosto traspare grande meraviglia e rabbia per la situazione culturale di una ragazza che si è diplomata, con il massimo dei voti, all’esame di Maturità. Le reazioni dei signori Fazari e Grisero, con i loro interventi, mi sono parse piuttosto eccessive.

Nelle parole del signor Champion c’era tutta l’amarezza per aver constatato una Scuola in forte difficoltà e con evidenti differenze tra Nord e Sud (senza nulla togliere agli insegnanti). Ricordo al signor Grisero che un italiano ha l’obbligo di conoscere la geografia almeno della propria Nazione. Non sapere dove si trovano Periasc, Lignan, Dégioz o Dolonne oppure che il torrente che scende giù dalla valle del Gran San Bernardo si chiama Artanavaz ha poca importanza e sono dettagli, ma non è concepibile non conoscere il nome e la posizione delle regioni che compongono lo Stato italiano, Stato nel quale la ragazza vive! Non ho neppure rilevato estremi di discriminazione laddove il professor Champion dice che i campani parlano alla maniera di Pavarotti e mangiano cibi piccanti da lasciar la bocca aperta. Non è forse così?

Parlano forte e mettono tanto peperoncino nelle pietanze. E allora? Perché scaldarsi tanto per questa affermazione? Tralascio la questione dei rifiuti soltanto perché è argomento molto complesso e non si può ridurre a poche righe. Lì troppi sono gli interessi economici. Ricordo, però, nel merito, che l’anno scorso gli italiani hanno tutti quanti potuto ammirare... le bellezze di Napoli. Ricordo anche che il governo italiano ha faticato non poco per riportare la città in uno stato decente e vivibile. Credo, infine, che si debba mantenere la calma e discutere i problemi cercando di tenere bassi i toni...
LETTERA FIRMATA

Sarre


Veramente imbarazzante la risposta della signora Lettera Firmata.

Un misto di servilismo e di esaltazione corporativa del corpo insegnante. Purtroppo, aggiungo io, di quello più becero a cui lei sicuramente appartiene. Chi ha avuto figli che hanno frequentato la scuola elementare valdostana a partire dagli anni ottanta e via via sino ad arrivare quasi ai giorni nostri, avrà sicuramente notato come i maestri locali, quelli che vuole Bossi e i suoi leghisti, abbiano insegnato geografia e altre materie nozionistiche, tutte in funzione della specificità locale. Ancora oggi sono meravigliato come molti genitori di questi ragazzi, non abbiano mai avuto nulla a che dire.

Arrivavo da Torino ero stato eletto nella commissione scolastica che esaltava i decreti delegati alla Silvio Pellico. Erano con me Anna Vivanti e Fausto Amodei, architetto-chansonnier. Eravamo negli anni settanta. Qui ad Aosta ero una mosca bianca, ero una prsona da tenere sotto osservazione, visto che dicevo che un italiano ha l’obbligo di conoscere la geografia almeno della propria Nazione. Non sapere cioè dove si trovano Periasc, Lignan, Dégioz o Dolonne oppure che il torrente che scende giù dalla valle del Gran San Bernardo si chiama Artanavaz. Questo per me aveva poca importanza dicevo loro che erano solo dettagli. Come di fatto non riuscivo a capire perchè si insegnasse a parlare il "patois" a “ teneri bambinetti" che non conoscevano neppure il significato delle parole italiane.

Questa seconda lettera in difesa del " Padano" prof. Barin Champion, dunque dimostra come il tempo sia del tutto un'entità astratta e come non ci si renda conto - come dicono a Napoli – che una volta passata a festa...gabbato è lo Santo. Ecco che oggi abbiamo i difensori di una forma scolastica assai elastica propedeutica ad una forma di leghismo strisciante ed elastica fino al punto che la si plasma e si tira là dove pare più opportuno e come può servire meglio ai propri interessi personali e politici. Insomma questa lettera è penosamente peggiore del buco. Un "tacon è pejo del buso" dicono al Nord.

giorgio - Gio Ago 27, 2009 1:57 pm
Oggetto:
Non sarebbe ora di trasformare la fumosa angoscia per il futuro in sana paura del presente? I fantasmi di cui parliamo sono davanti ai nostri occhi, in carne e ossa: sugli autobus di Roma, per ingannare il tempo, gruppi di studenti che vanno a scuola picchiano gli stranieri “negri”. Altri vengono ammazzati di botte perché si scambiano un bacio. A Verona alcune sere fa una ronda di nazisti ha battuto le vie del centro e ha pestato quattro arabi, perché arabi. Nelle curve degli stadi del Nord è già stata brillantemente risolta la disputa tra leghismo e fascismo: si grida insieme al porco ebreo e al porco terrone in mezzo a ghirlande di svastiche.

La «felice Italia quella che era dell’ abbondanza e dello scialo», ha già partorito, abbondantemente partorito, i suoi agghiaccianti figli. Che cosa possiamo fare? Non lo so, nessuno può dirlo con precisione. Ma c’è almeno una cosa che possiamo fare tutti da subito: “Ascoltare il nostro Governo e smetterla di scrutare l’orizzonte con aria preoccupata e pensosa”. Infatti se si guardasse fuori dai nostri portoni, davanti alla nostra auto, nelle nostre scuole, nei nostri stadi, e oggi nei nostri mari, vedremmo che il futuro è già arrivato. Ha la testa e le mani pesanti. E ha fretta di farsi conoscere anche in una isola ancora relativamente felice come la Valle d’Aosta..
giorgio - Gio Ago 27, 2009 2:50 pm
Oggetto:
Adesso bisogna respingere loro, i leghisti. Prenderli a calci nei denti in tutti i sensi, fisici e metaforici. Con loro non discuto più, posso solo bestemmiargli dietro e lo stesso faccio per strada quando mi capita qualcuno che mi "sembri" un leghista. Lo caccio a "male parole", divento un violento ed anche un maleducato. Devono sentire tutto l'odio che nutro per loro e per la loro politica razzista e sciovinista. Solo così attenuo la vergogna di essere governato da loro e conservo quel minimo di dignità che vorrebbero strapparmi con le loro leggi infami.

Loro non sono più nell'arco costituzionale, ne sono fuori come Berlusconi, Cicchitto e gregari piduisti o mafiosi, in attesa che un giudice non li sbatta in galera, ciascuno con più di un buon motivo. Con così tanti morti e maltrattamenti non ci si può solo limitare a discutere, altrimenti si finisce per essere corresponsabili di quei crimini.

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giorgio - Ven Ago 28, 2009 12:18 pm
Oggetto:
La Stampa 28 Agosto 2009 ha scritto:


“Non ti assumiamo
se non parli patois”


[...]Mentre la Lega Nord stuzzica i suoi elettori con le proposte sui dialetti, in Valle c’è chi è già avanti. Il Celva. Il Consorzio degli enti locali ha pubblicato sul proprio sito Internet un bando per un posto (a tempo pieno ma determinato, dal 1° ottobre 2009 al 30 settembre 2010) alla segreteria di presidenza. Oltre a dover essere «dinamico, preciso, flessibile ed estremamente motivato» il candidato dovrà essere almeno diplomato ma soprattutto, si legge sul sito, «saranno considerati requisiti indispensabili (...) una buona conoscenza della lingua italiana, della lingua francese e del franco-provenzale». Il patois, insomma. Elso Gerandin, il presidente del Celva, cade dalle nuvole. «E’ scritto così? Accidenti... deve esserci un errore. Non è mai stato tra i requisiti fondamentali. Sì, capita spesso di doverlo usare ma non saperlo non è mai stato motivo di esclusione. Di certo se lo conosci è meglio. Comunque - promette - modificheremo il bando».

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giorgio - Ven Ago 28, 2009 12:36 pm
Oggetto:
l'Unità - Maria Novella Oppo ha scritto:
Guarda chi scarica i barili

Il ministro Maroni dà la colpa a Malta se le legge assassina voluta dal suo partito provoca decine di morti. Il ministro Frattini dà la colpa all’Europa che dovrebbe accogliere gli immigrati respinti dalla politica razzista del suo governo. E ora i tg ci informano che, secondo il ministro (figurarsi) della giustizia, se le galere italiane fanno orrore, la colpa è degli immigrati che le riempiono. Comunque, una cosa è chiara: il governo Berlusconi è composto da incoscienti che non sanno a chi dare la responsabilità di quello che combinano. Mentre i leghisti continuano a imperversare proponendo norme sempre più feroci e contrarie all’interesse nazionale. E sembra quasi che Fini sia un eroe solo perché dice cose civili. Infelice il Paese che ha bisogno di eroi, ma ancora più infelice il Paese in cui è considerato un eroe chi è costretto ogni tanto a ricordare che poveri e richiedenti asilo sono esseri umani.

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giorgio - Ven Ago 28, 2009 2:35 pm
Oggetto:
Sulla mafia abbiamo sbagliato tutto.
Bossi ha detto in una memorabile intervista che la mafia odia berlusconi.
dopo che il suo giornale, negli anni '90, ci ha ingannato propalando menzogne su Berlusconi organico alla mafia, ora le cose si chiariscono.
Deve essere la moglie siciliana del senatur il suo tramite con la mafia. insomma, il mafioso è lui, che lancia così un avvertimento al berlù, in perfetto stile mafioso.
Mafius de l'ostia!!!! Laughing

giorgio - Gio Set 03, 2009 12:05 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 03/09/2009 11:29 ha scritto:
LEGA: GIOVANI AUTONOMISTI, CI HA DELUSO AIUTA CENTRALISTI

- AOSTA, 3 SET -
"Siamo sempre più delusi da una certa parte politica che continua a definirsi federalista, ma che nel concreto aiuta la causa dei centralisti e di chi il vero federalismo non lo vuole. Questa parte ha forse dimenticato gli insegnamenti dei suoi padri spirituali?". Così i rappresentanti dei movimenti giovanili autonomisti delle Regioni a statuto speciale di Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia prendono oggi le distanze, con una nota congiunta, dalla Lega Nord.

Pur non essendo mai citato esplicitamente, il Carroccio è infatti il destinatario principale del comunicato firmato da Philipp Achammer, responsabile dei giovani della Südtiroler Volkspartei, Stefano Aggravi, presidente della Jeunesse Valdôtaine (Union valdotaine), Daiana Boller, coordinatrice del Movimento Giovanile Partito Autonomista Trentino Tirolese e Aljo a Jarc, presidente regionale Mladi Slovenske Skupnosti-Giovani della Slovenska Skupnost.

Volendo reagire ai recenti "attacchi agli Statuti speciali di autonomia", i giovani autonomisti se la prendono in particolare con le dichiarazioni del ministro Roberto Calderoli (che tuttavia non viene mai esplicitamente nominato): "Temiamo - scrivono - che attacchi del genere "le regioni ordinarie diventeranno un po' più speciali e quelle a statuto speciale saranno un po' meno speciali" rappresentino la volontà di chi, portando la bandiera del federalismo, intende invece colpire il vero processo a favore di un centralismo totale finalizzato ad appiattire del tutto ogni forma di autogoverno locale, spesso di antica tradizione". "Attacchi tanto più ingiustificati - spiegano - in quanto portati avanti proprio da chi asserisce di voler estendere il modello degli Statuti speciali anche alle altre Regioni italiane". (ANSA).


Il ministro Maroni tempo fa dichiarò che l’Italia non è razzista e sono d’accordo con lui anche se oggi, nell’Italia governata dalla Lega, si verificano sempre più spesso casi di intolleranza. Ma la sua Lega è razzista e su questo non potrà mai controbattere. La prova che i leghisti sono razzisti emerge quotidianamente dalle proposte di legge presentate dai vari deputati e senatori.

Una delle ultime strozzate in ordine di tempo, l’istituzione della “purezza etnica” e “padanizzazione” degli alpini in una proposta di legge firmata dal deputato del Carroccio, Davide Caparini, che ha l’obiettivo di «salvaguardare la natura “padana” delle penne nere, riconoscendo un bonus agli arruolati settentrionali». Infatti, nel provvedimento in discussione alla commissione Difesa della Camera, presieduta da Edmondo Cirielli, la Lega propone di pagare di più gli alpini del Nord rispetto a quelli del Sud: 500 euro di “premio” in busta paga per avere avuto il merito di essere stati partoriti sopra la linea gotica. I nuovi arruolati provenienti dalle regioni settentrionali, inoltre, potranno svolgere servizio «in siti prossimi» al loro comune di residenza. Non solo, a decidere «sui requisiti psicoattitudinali dei giovani aspiranti» sarà una commissione del Nord, cioè composta da personale residente nel settentrione d’Italia. Perché anche gli esaminatori del Nord? Per «ovviare alle sempre più frequenti discriminazioni compiute proprio ai danni degli aspiranti volontari» di regioni settentrionali, in favore dei meridionali, spiegano gli esponenti del Carroccio.

Questa malsana idea, palesemente discriminatoria nei confronti dei giovani del Sud sembra ispirata dal libro “Mein Kampf”, perché come nella teoria di Hitler, nella teoria della Lega sta l’idea della razza cosiddetta “ariana” o “nordica”, cioè la razza più forte, la più creativa e valorosa, a cui spetta il diritto di dominare il mondo. Fortunatamente l’idea è già stata bocciata e la quasi totalità della commissione ha dichiarato che eventuali ulteriori benefici andranno assegnati a tutti, a prescindere dal luogo di residenza o dalla provenienza geografica.

Ma gli uomini della Lega lo sanno che gli alpini fanno parte dell’ Esercito italiano, e che negli oltre 100 anni di storia tantissimi meridionali hanno servito con la penna nera tutti i fronti di tutte le guerre cui ha preso parte l’Italia? Per la Lega l’antimeridionalismo, é come per Hitler l’antisemitismo. Per la Lega i meridionali non sono una comunità italiana ma una razza, e cioè la razza che vuole rovinare tutte le altre. Mescolandosi con i padani i meridionali cercano di imbastardirli, distruggendo la purezza della razza e eliminando così la loro forza, necessaria per la lotta per la supremazia. Il meridionale è il nemico più pericoloso, è cattivo fino in fondo. E l’antimeridionalismo sta diventando per Bossi e compagni una vera e propria ossessione.

Questo potrebbe sembrare ridicolo, ma non lo é, hanno cominciato con gli insegnanti, poi con gli alpini, poi toccherà agli impiegati statali e poi gli operai e poi… Di questo passo questa nuova ideologia tutta padana un giorno potrebbe avere gravi conseguenze sul fronte costituzionale e civile. È importante che l’opinione pubblica e i suoi elettori (in buona fede) siano informati del pericolo cui vanno incontro.

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giorgio - Gio Set 03, 2009 12:40 pm
Oggetto:
La Stampa ha scritto:
La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:

BOTTA
Troppe differenze tra Nord e Sud
Chi scrive ha avuto modo di vivere qualche tempo a Torre Annunziata (Na) ospite di alcuni ex colleghi di lavoro di mia moglie. Bravissime persone, ospitali e simpatiche. Ho constatato però che coloro che vivono al Sud sono un po’ diversi dai valdostani. Marciapiedi sporchi, assembramenti di persone che intasano i marciapiedi, vociare alla Pavarotti, sigarette e fumo anche all’interno dei locali. Altre differenze: la scuola. La figlia del nostro conoscente aveva appena conseguito la maturità linguistica, a pieni voti. A questo punto fui ben contento di riferire che ero professore in un istituto simile in Valle d’Aosta. Chiesi quali autori e opere letterarie amava di più: «Sa... quando sono materie scolastiche, non ci piace ricordare ciò che abbiamo fatto a scuola». D’accordo. «Hai però studiato le lingue, molto utili per trovare lavoro». «Sì», fu la risposta. Le parlai in francese: «Guardi che noi a scuola abbiamo sì studiato questa lingua, ma non l’abbiamo mai parlata e nemmeno la nostra professoressa si è espressa in francese». L’altra lingua «studiata» era l’inglese. Provai a rivolgerle domande in questa lingua: apriti cielo... «Ma cosa crede, non siamo mica laureati noi!». Provo con la geografia: «Sa dove si trova la Valle d’Aosta»? «Sì, è in Svizzera!». A questo punto mi arrendo e, per non litigare con i genitori, difensori della figlia «molto brava, e con una maturità conseguita a pieni voti», lascio perdere. Parlammo di spiagge, di luoghi di svago, di calcio (erano tifosissimi del Napoli) e di cibi partenopei: tutti serviti piccanti da lasciare la bocca aperta... Ebbene, in queste materie la nostra studentessa era meritevole del massimo dei voti.
21 Agosto 2009
PROF. MICHEL BARIN CHAMPION



shardana51 ha scritto:

RISPOSTA
Ho appreso incredulo che il figlio del Senatur Umberto Bossi è stato bocciato per la terza volta all’esame di maturità. E un somaro? Sembrerebbe di sì stando ai risultati. Una notizia interessantissima, che pone inquietanti interrogativi. Vendetta degli insegnanti contro la Gelmini? Insegnanti con parentele extracomunitarie? Un manipolo di insegnanti, i soliti. Quei fannulloni, ignoranti, immeritatamente benestanti e, magari, pure terroni ne hanno combinata un’altra delle loro. Chissà! Se non è così, è comunque una lezione per tanti politici e uomini di potere di tutte le parti politiche. Una cosa è certa: le raccomandazioni e il potere politico della Lega contano pochino visti i risultati scolastici dell’erede della Lega Nord. Mancava una perla per la certezza matematica: il figlio di un senatore della Repubblica Italiana, padre del federalismo, icona della autonomia e bla, bla.. bocciato per ben tre volte all’esame di maturità.

Questa notizia di per sé trascurabile o al massimo curiosa, è diventata nella giornata di domenica 30 novembre una delle notizie più commentate sulla rete. Qual è il motivo che ha spinto la gente ad interessarsi di un fatto così curioso? Per gli antileghisti, la soddisfazione di vedere il figlio di uno dei più controversi (e detestati) uomini politici degli ultimi vent’anni fallire miseramente e reiteratamente un esame alla portata di molti, anzi di quasi tutti. Oppure, sempre gli appartenenti alla categoria degli antileghisti, che vedono la conferma del fatto che tutto il movimento padano è la metafora dell’ignoranza ( anche se ciò non è del tutto vero).

Il fatto è un altro: le colpe dei padri non debbono ricadere sui figli impedendogli di esprimere le loro potenzialità, così i meriti dei genitori non dovrebbero riverberarsi aiutandoli a ottenere indebiti vantaggi. Da questo punto di vista, il fatto che Bossi non sia riuscito a far promuovere il figlio è un’ottima notizia. Ha comunque un’altra possibilità, si faccia furbo, non si ostini a far ripetere a suo figlio Renzo l’esame di licenza scientifica nella sua Padania. Se persevera, lo bocceranno per la quarta volta. Faccia come la ministra Gelmini. Porti suo figlio nell’odiato sud e sarà promosso... oppure...


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giorgio - Sab Set 05, 2009 5:37 pm
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
01:04 IN VALLE D'AOSTA IL 3,7% DITTE INDIVIDUALI E' DI IMMIGRATI
(NOTIZIARIO ECONOMIA E LAVORO VALLE D'AOSTA)
- AOSTA, 5 SET -
Alla fine del 2008 in Valle d'Aosta le ditte di proprietà di immigrati erano 290, il 3,7 per cento del complessivo numero di imprese individuali in regione. Un valore inferiore a quelli medi del Nord-Ovest (8,9 per cento) e dell'Italia (7 per cento). E' quanto segnala Bankitalia, nel suo rapporto annuale sulle economie regionali, sulla base dei dati di InfoCamere-Movimprese.

La maggior parte delle imprese individuali con titolare straniero in Valle d'Aosta opera nelle costruzioni (40 per cento, contro il 34 e il 27 per cento del Nord Ovest e a livello nazionale). La quota di ditte straniere attive nel manifatturiero (6,7 per cento) risulta inferiore delle corrispondenti medie dell'area di riferimento e nazionali (10,2 e 11,8 per cento, rispettivamente). Il 33,8 per cento, invece, risulta attivo nel commercio (34,5 e 43,7 per cento in media nel Nord Ovest e in Italia).

Diversa, invece, la distribuzione dei lavoratori stranieri dipendenti, che ricalca complessivamente le specializzazioni produttive della regione. In base ai dati dell'Inail, in Valle d'Aosta in media tra il 2000 e il 2008 circa il 31 per cento dei lavoratori stranieri è risultato impiegato nei comparti degli alberghi e ristoranti (circa 11 per cento in media a livello nazionale), a fronte del 21,0 e del 9,5 per cento rispettivamente nelle costruzioni e nell'industria manifatturiera. Solo il 5,4 per cento ha svolto attività di servizio presso famiglie e convivenze, un valore inferiore al 7,4 per cento del dato medio nazionale.

In Valle d'Aosta, secondo Bankitalia, tra il 1991 e il 2008 la popolazione straniera residente è aumentata di quasi nove volte, portandosi a circa 6.600 unità (5,2 per cento della popolazione regionale). All'inizio del 2009 l'incidenza degli stranieri sul totale dei residenti ha raggiunto il 6,0 per cento, valore leggermente inferiore alla media nazionale (6,5 per cento; Nord Ovest: 8,6 per cento). Nel 2008 quasi il 64 per cento degli stranieri residenti nella regione proveniva da Marocco, Albania, Romania e Tunisia.



Ecco, ora dico a tutti quei leghisti valdostani che si lamentano degli immigrati che gli portano via il posto di lavoro, che in questo momento sono gentilmente invitati a fare il lavoro che gli immigrati svolgono nei comparti degli alberghi e ristoranti. Sono invitati a lavare piatti, lavare i cessi, pulire le cucine dall'unto formatosi nelle griglie nelle piastre, sciogliere le salse depositatesi nelle vasche di contenimento dei piatti usati e soprattutto detergere con adeguati strumenti tutti quei luoghi che sono abituali all'igiene fisica degli ospiti che, soddisfatti di una buona mangiata e di un'eccellente bevuta vanno "corporalmente" ad alleggerirsi. Auguri...ma prima di lamentarsi la prossima volta ricordatevi dell'oneroso lavoro che andrete a togliere a persone che lo fanno comunque a basso prezzo e magari in nero.
giorgio - Dom Set 06, 2009 11:17 am
Oggetto:
La Stampa ha scritto:
04 Settembre 2009
La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:


Una risposta imbarazzante
Veramente imbarazzante la risposta della signora «Lettera Firmata» che vuole spezzare una lancia in favore del professor Michel Barin Champion. Un misto di servilismo e di esaltazione corporativa del corpo insegnante. Purtroppo, aggiungo io, di quello più becero a cui lei sicuramente appartiene. Chi aveva figli che hanno frequentato la scuola elementare valdostana a partire dagli Anni Ottanta, e via via sino ad arrivare quasi ai giorni nostri, avrà sicuramente notato come i maestri locali, quelli che vuole Bossi e i suoi leghisti, abbiano insegnato geografia e altre materie nozionistiche, tutto in funzione della specificità locale. Ancora oggi sono meravigliato come molti genitori di questi ragazzi, non abbiano mai avuto nulla a che dire. Arrivavo da Torino ero stato eletto in una commissione scolastica che esaltava i decreti delegati, alla Silvio Pellico. Erano con me Anna Vivanti e Fausto Amodei, architetto-chansonnier. Eravamo negli Anni Settanta. Qui ad Aosta ero una mosca bianca, ero una persona da tenere sotto osservazione, visto che dicevo che un italiano ha l’obbligo di conoscere la geografia almeno della propria Nazione. Sapere cioè dove si trovano Periasc, Lignan, Dégioz o Dolonne oppure che il torrente che scende giù dalla valle del Gran San Bernardo si chiama Artanavaz, per me aveva poca importanza. Dicevo loro, che erano solo dettagli. Come di fatto non riuscivo a capire perché si insegnasse a parlare il «patois» a «teneri bambinetti» che non conoscevano neppure il significato delle parole italiane. Questa seconda lettera in difesa del «padano» professor Barin Champion, dunque dimostra come il tempo sia del tutto un’entità astratta e come non ci si renda conto - come dicono a Napoli – che una volta passata a festa... gabbato è lo Santo. Ecco che oggi abbiamo i difensori di una forma scolastica assai elastica propedeutica a una forma di leghismo strisciante ed elastica fino al punto che la si plasma e la si tira qui e là dove pare più opportuno e come può servire meglio ai propri interessi personali e politici. Insomma questa lettera è penosamente peggiore del buco. Un «tacon è pejo del buso» dicono al Nord.
GIORGIO BRUSCIA


giorgio - Dom Set 06, 2009 11:30 am
Oggetto:
La Stampa ha scritto:
06 Settembre 2009
La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:


La realtà scolastica non significa politica Ora basta! Sono il colpevole del putiferio provocato per aver inviato a La Stampa una lettera di costatazione di una realtà scolastica. Ero nella zona di Napoli, questo però non significa che tutte le scuole del Sud sono eguali. Con me c’era mia moglie, nativa della Polonia. La più stupita era lei. Qui non c’entra la politica. Parliamo di realtà, usi e costumi. Quelle stesse realtà che ho descritto in un mio libro «Racconti di un valdostano», consultabile nelle biblioteche della regione. Ho scoperto situazioni di disagio persino nelle «Isole del Paradiso», alle Seychelles, alle isole Mauritius e in altri luoghi tutt’altro che paradisiaci. Ho svolto volontariato e ho insegnato in altre aree dell’Africa, del centro America e dell’Est Europa. Sono stato con Emmaus e a Nomadelfia. A Torre Annunziata ho soggiornato con mia moglie (testimone di quanto scritto nella lettera). Lei era ancora più stupita. Ho constatato che in Polonia si studia più che in Italia, c’è più severità: chi non è all’altezza viene spedito a casa e i genitori non possono contestare i professori. In istituto si devono presentare puliti, ben vestiti. Se apparisse uno studente nostrano, con jeans strappati, calati tanto da far vedere il sedere, lunghi fino a raccogliere la polvere, non potrebbe entrare. Riguardo alla conoscenza dell’italiano, delle lingue, della storia e geografia, mia moglie ricorda ancora il tanto studio. Rammenta ancora il nostro Risorgimento, l’inno italiano dove si menziona l’intervento polacco. La Liberazione italiana con l’aiuto dei suoi connazionali morti, assieme agli anglo-americani. Qui si commemorano soltanto i partigiani. I morti di Cassino, il grande cimitero polacco di Montecassino: quante scuole insegnano questa storia? L’ignoranza della studentessa napoletana, «matura» a pieni voti, è soltanto la punta dell’iceberg. Questa mia vorrebbe porre la parola fine a questo penoso «ping-pong». Ribadisco che raccontare alcune realtà non è un fatto politico. Questi hanno la maggiore responsabilità riguardo all’eccessivo buonismo e lassismo delle istituzioni.
MICHEL BARIN CHAMPION


giorgio - Dom Set 06, 2009 7:33 pm
Oggetto:
Svestirsi dai pregiudizi

Professore,
non si metta in apprensione per il putiferio provocato dai suoi scritti a La Stampa. Piuttosto si crucci del fatto di presumere che il suo pensiero divulgato a mezzo stampa debba essere tradotto con i suoi stessi canoni o interpretato come base unica, la sua, per percepire il mondo, per muoverci in esso, per agire, per ragionare, per parlare e per comunicare tra di noi. Balza agli occhi come la sua frase di apertura, « La realtà scolastica non significa politica », sia ad esempio, un’inesattezza sostanziale. Come non c’entra la politica? C’entra eccome! Tanto più se poi facciamo caso al suo retroterra culturale che ha una precisa connotazione.

La sua prima lettera era intrisa di ben altri toni, quasi intolleranti e generalizzati nei confronti del Sud. Assai lontani dall’evoluzione che lei ha voluto segnatamente marcare nell’ultima lettera, forse un pochino più accettabile. Anche io sono riconoscente all’esercito polacco e lo faccio con le parole di un grande presidente italiano come Ciampi: «Indelebile è il ricordo dei soldati polacchi che nell'ultima guerra contribuirono alla liberazione dell'Italia: molti di loro caddero in terra italiana.». Anch'io fin da bambino, quando ho potuto, ho reso loro omaggio nei cimiteri dove riposano. Vede professore io sono nato a Pesaro e so che lo sfondamento della Linea Gotica da parte del II° Corpo di Liberazione è costato parecchie vite di giovani polacchi.

Detto questo mi corre l’obbligo di dirle che la frase che ho estrapolato dal discorso di Ciampi - fatto a Varsavia il 15 marzo 2000 - è poi seguita da un’altra ancora più significativa: « La Polonia ha reso possibile la riunificazione dell'Europa, così a lungo e così ingiustamente divisa, e ha contribuito, in modo decisivo, a salvare l'indipendenza e il futuro di altri popoli europei ».

Bene egregio professore, lei invece è riuscito disunire e a scomporre anche in Valle d'Aosta, in due l’Italia. Quella del nord e quella del sud. Anche io potrei, al limite, concordare con lei che raccontare alcune realtà non sempre è un fatto politico, ma aggiungo che per esporlo è necessario svestirsi delle proprie passioni politiche e non avere pregiudizi di sorta. Frasi come la sua: «Qui si commemorano soltanto i partigiani », ad esempio, non è degna di un uomo di cultura.

Giorgio Bruscia

giorgio - Mer Set 09, 2009 7:04 pm
Oggetto:
L'Unità ha scritto:
Radici cristiane? Tettamanzi gela la Lega: "Contano i frutti"

- Le radici cristiane sono «importantissime», ma «il Signore ci giudica» non solo da queste, ma anche «dai fiori e dai frutti che queste radici realizzano»; «e i fiori e i frutti chiedono di essere confrontati con il Vangelo e, per parlare in termini laici, con la dignità personale di ogni essere umano». Così il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, ha risposto a chi gli ha chiesto quali sono i rapporti con la Lega e con il suo leader Umberto Bossi che, la scorsa settimana, è andato in Vaticano «per ricordare le radici cristiane» del Carroccio.

La risposta, di evangelica raffinatezza, sembra una doccia fredda per gli entusiasmi della Lega che si erano incaricati di "ricucire" con il Vaticano per conto del governo sul tema dell'immigrazione, tema su cui i vescovi non hanno lesinato critiche nel corso degli ultimi tempi. Bossi e Calderoli erano stati a colloquio col presidente della cei Bagnasco, parlando proprio di questi temi. Mentre le gerarchie ecclesiastiche continuano a definire eccellenti e sereni i rapporti con l'esecutivo, i vescovi e la base dei cattolici sembrano molto più diffidenti. le parole del cardinal Tettamanzi sembrano confermare l'assunto.
08 settembre 2009




giorgio - Sab Set 12, 2009 10:30 am
Oggetto:
Citazione:
inni e dialetti

Articolo di Claudio Magris sul Corriere della Sera del 7/9/2009

Le dispute agosta­ne sui dialetti e gli inni nazionali o locali possono essere tutte sfatate da una lapidaria riflessione di Raf­faele La Capria sulla differenza tra essere napoletani e fare i napoletani. Essere napoletani — o milanesi, triestini, lucani — significa sentirsi spontaneamente legati al luogo natio in cui ci si è ri­velato il mondo, amare i suoi colori e sapori che hanno segnato la nostra infanzia, parlare il suo linguaggio — lo si chiami o no dialetto — indissolubilmente legato alla fisicità delle cose che ci circondano e alla loro musica; pastrocio, per me triestino, non sarà mai la stessa cosa del suo equivalente «pasticcio».

Fare i napoletani o i lombardi falsifica questa spontanea autenticità in un’artifi­ciosa e pacchiana ideologia, aver bisogno di farsi fotografare sullo sfondo del Vesuvio o di inventarsi antenati celti, indossare qualche pittoresco e patetico costume fol­cloristico per mascherare l’insicurezza della propria identità. Chi sproloquia sui dialetti contrapponendoli all’italiano inquina la loro naturalezza, degrada la loro poesia a posa. Il dialetto è una peculiarità fondamentale e ben lo sa chi, come me, lo parla correntemente ogni giorno a proposito di qualsiasi argomento, ma spontaneamente, non per rivendicare qualche stupida identità gelosamente chiusa, pronta ad alzare il ponte levatoio per difendere la propria sbandierata purezza. L’autarchia spiritua­le, come l’endogamia, produce malforma­zioni fisiche e culturali. La diversità è crea­tiva solo quando, nell’affettuoso riconosci­mento di se stessa, si apre al riconoscimen­to e all’amore di altre diversità, egualmen­te necessarie al mosaico del mondo e alla varietà della vita. La verità umana è nella relazione, in cui ognuno cresce e si trasfor­ma senza snaturarsi, ha scritto Édouard Glissant, esortando a non sprofondare le radici nel buio atavico delle origini bensì ad allargarle in superficie, come rami che si protendono verso altri rami o mani che si tendono per stringerne altre.

Per parafrasare un celebre detto di Dante, l’amore per l’Arno — ossia per il luogo natale — e quello per il mare, patria uni­versale, sono complementari. Il rullo compressore dei nazionalismi centralisti che ha spesso schiacciato le peculiarità e le autonomie locali è inaccettabile, ma lo è altrettanto il rullo compressore dei micronazionalismi locali, pronti a schiacciare le minoranze ancor più piccole viventi al loro interno. L’ipotesi del friulano quale lingua scolastica ufficiale aveva messo subito in allarme, a suo tempo, la minoranza bisiaca parlante bisiaco (peraltro non troppo dissimile) che vive nel Friuli-Venezia Giulia. Una distinzione fra lingua e dialetto è scientificamente insostenibile; sappiamo benissimo, ad esempio, che il friulano ha una sua compiuta organicità, strutturale e storica. Non so se ciò renda necessario in­segnare l’inglese o la fisica in friulano e non credo che per questo i miei avi, i miei nonni e mio padre, friulani, mi considere­rebbero un rinnegato. Diversi sistemi lin­guistici hanno diverse possibilità, egual­mente importanti ma appunto differenti. Una delle più universali liriche che io ab­bia mai letto — l’ho riportata tempo fa sul «Corriere» — è una poesia di dolore per la morte di un bambino, creata da un ignoto poeta Piaroa, un gruppo di indios dell’Orinoco che quarant’anni fa erano soltanto tremila e forse — non lo so — oggi sono estinti.

Quella poesia è degna di Saffo (che peraltro scriveva in dialetto eolico) o di Saba; non credo tuttavia che in lingua Piaroa si possano scrivere La critica della ragion pura, le Ricerche sopra la natura e le cause della ricchezza delle nazioni o la Commedia. Ciò non significa negarle universalità, bensì prender atto di diverse possibilità e modalità di esprimerla. Herder, lo scrittore tedesco contemporaneo di Goethe, scorgeva in Omero e nella Bibbia la creatività aurorale e perenne della poesia, ma la trovava pure nell’anonima canzone popolare lettone ascoltata alla festa del solstizio d’estate.

Ogni luogo — come dice Alce Nero, guerriero Sioux e grande scrittore analfabeta — può essere il centro del mondo, piccolo o grande esso sia, molti o pochi sia­no i suoi abitanti — come i Sorbi che sono andato a visitare in Lusazia, i Cici o istroromeni che secondo l’ultimo censimento era­no 822, un popolo a un terzo del quale ho stretto la mano, o gli abitanti di Wyimy­sau, un paesino in Polonia, che parlano una lingua unicamente loro. L’elenco potrebbe continuare a lungo, anche se di continuo muore qualche lingua, soggetta co­me gli uomini alla caducità. Ma il piccolo non è bello in quanto tale, come vuole un retorico slogan; lo è se rappresenta e fa sentire il grande, se è una finestra aperta sul mondo, un cortile di casa in cui i bambini giocando si aprono alla vita e all’avventura di tutti.

L’identità autentica assomiglia alle Matrioske, ognuna delle quali contiene un’altra e s’inserisce a sua volta in un’altra più grande. Essere emiliani ha senso solo se implica essere e sentirsi italiani, il che vuol di­re essere e sentirsi pure europei. La nostra identità è contemporaneamente regionale, nazionale — senza contare tutte le vitali mescolanze che sparigliano ogni rigido gioco — ed europea; del nostro Dna culturale fanno parte Manzoni come Cervantes, Shakespeare o Kafka o come Noventa, grande poeta classico che scrive in veneto. È una realtà europea, occidentale, che a sua volta si apre all’universale cultura umana, foglia o ramo di quel grande, unico e varie­gato albero che era per Herder l’umanità.

I tromboni del localismo non possono capire la poesia, la potenziale universalità del dialetto. Sviluppando un’intuizione di Croce, Marin, notevolissimo poeta in gradese, distingueva «poesia in dialetto» e «poesia dialettale». La prima è semplicemente poesia tout court , che può essere anche grandissima esprimendosi nella lingua che le è congeniale, il veneziano di Goldoni o il viennese di Nestroy. La seconda è priva di universalità, è legata all’immediatezza vernacola e viscerale della peculiarità locale e incapace di toccare il cuore di chi non partecipa di quella peculiarità. Pure essa può essere molto simpatica nella sua colorita vitalità, ma non è poesia. Peraltro pure questa sua vitalità viene profanata dai cultori del geloso localismo, che senza volerlo la ridicolizzano nelle loro pretese di purezza originaria, come l’acqua del Po versata nel Po, non consigliabile da bersi. C’è e c’è stata una sacrosanta rivendicazione del dialetto quale espressione di classi subalterne e sfruttate, tenute a lungo lontane dalla cultura nazionale dominante e per tale ragione iniquamente disprezzate da chi le aveva ridotte in tale condizione. C’è, fra le tante, un’incisiva testimonianza di Guido Miglia, lo scrittore istriano scomparso non molto tempo fa, che visse la drammatica esperienza dell’esodo dalla sua terra, alla fine della seconda guerra mondiale, da italiano che amava il suo paese senza indulgere ad alcun pregiudizio antislavo. Miglia ricorda come, quando insegnava nell’interno dell’Istria, ci fosse fra i suoi scolari uno che sapeva dire soltanto pasculat, perché portava le greggi al pascolo, ed era perciò tagliato fuori dall’istruzione scolastica.

Come ha capito don Milani a Barbiana, agendo in conseguenza, anche chi sa esprimersi solo con il linguaggio del suo elementare vissuto quotidiano si esprime fondandosi su un’esperienza reale e può dunque possedere una reale ancorché semplice cultura, capace di unire con istintiva coerenza la propria vita, la propria visione del mondo e i propri giudizi sul mondo. Tale cultura, anche se poco autoconsapevole ma vissuta con tutta la propria persona, può essere più profonda di quella più sofisticata ma orecchiata senza essere fatta veramente propria. Una pretesa cultura «alta » che ricacci brutalmente in basso quelle linfe — da cui nasce ogni cosa e da cui è nata quindi anch’essa — è ottusamente prevaricatrice, e lo è pure un’egemone cultura centralista che comprima le diversità locali che hanno contribuito e contribui­scono a formarla, così come — Dante insegna — i diversi volgari d’Italia hanno costruito il volgare italiano. Reprimere questi vitali processi è non solo ingiusto, ma anche autolesionista.

Il ragazzino inizialmente capace di dire soltanto pasculat dev’essere compreso nelle ragioni storico-sociali che lo hanno emarginato e aiutato a riconoscere se stesso e a conservare in sé le linfe elementari di quel pasculat. Ma, come Gramsci insegna, egli va soprattutto aiutato a innestare quelle linfe in una realtà intellettuale più ampia, aiutato a capire il mondo e la propria stessa arretratezza e dunque a combattere questa ultima. Chi vagheggia culture “alternative”, dialettali o altre, favorisce la discriminazione sociale e ostacola il cammino di chi vuol emergere dal buio. Il dialetto non può essere usato regressivamente in opposizione alla lingua nazionale. Gramsci auspicava che il «popolo» si riappropriasse della cultura alta e magari del latino, che aiuta a capire la complessità del mondo e a non lasciarsi fregare. Ma il dialetto che esprime la sanguigna resistenza quotidiana al potere è l’opposto del folclore dialettale ostentato e compiaciuto, servo e strumento del potere e talora crassa espressione di potere. Chi fa il napoletano è il peggior nemico dei napoletani.


giorgio - Ven Set 25, 2009 5:19 pm
Oggetto:
La Stampa 25 Settembre 2009 ha scritto:
SICUREZZA. DECISIONE UNANIME DELL’ASSEMBLEA
“Niente ronde” Legge bocciata dai 74 sindaci

Gerandin: “Progetti di videosorveglianza
e più collaborazione con le forze dell’ordine”

AOSTA

E’ un «no» alle ronde che non lascia spazio a dubbi. Tutti i sindaci hanno bocciato l’idea di avere «volontari per la sicurezza» sul loro territorio. La decisione è arrivata al termine dell’assemblea del Cpel (Consiglio permanente degli enti locali).
«L’assemblea dei sindaci si è espressa all’unanimità, approvando una risoluzione che conferma la posizione già manifestata nei mesi scorsi nei confronti delle cosiddette ronde - spiega il presidente del Cpel Elso Gerandin -. E’ stata ribadita l’importanza di consolidare la collaborazione con le forze dell’ordine, la volontà di proseguire nelle iniziative connesse a progetti di videosorveglianza e di non coinvolgere i volontari della sicurezza per la segnalazione agli organi competenti di eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana o di disagio sociale nei comuni valdostani». Insomma, la legge 94/2009 approvata dal ministero dell’Interno lo scorso 8 agosto in Valle d’Aosta non verrà applicata. Il decreto legge rimette alla figura del sindaco i poteri relativi alla prevenzione e al contrasto delle situazioni in grado di arrecare danno alla sicurezza urbana. Quindi se i sindaci non ritengono opportuno adottare le ronde, possono decidere di non farlo.

«I primi cittadini hanno sottolineato l’importanza del lavoro svolto da polizia e carabinieri sul territorio - precisa il vicepresidente del Consiglio permanente Corrado Jordan - visti i rapporti di stretta collaborazione con le forze dell’ordine, ritengono che potenziare e valorizzare il loro impegno sia il modo più opportuno di garantire la sicurezza per i cittadini». L’assemblea ha anche dato mandato a Gerandin di comunicare al presidente della Regione e al dipartimento enti locali, servizi di prefettura e protezione civile i contenuti della risoluzione.
LAURA SECCI

Citazione:
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25 Settembre 2009
La Lega Nord «E’ l’ennesima occasione persa»
Immediata la reazione della Lega Nord. Il segretario Sergio Ferrero: «Ho avvisato il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Come sempre non si colgono le opportunità date dal governo. Le ronde sono sicurezza a costo zero. Se domani si decidesse di trasferire risorse a favore di ditte di vigilanza privata, faremo un’opposizione granitica»


Sempre cattiverie, gestione della paura e ricatti...
Ma questi, potranno mai essere al governo della Regione Valle d'Aosta,
seppure solo da alleati?
Tengo a precisare che la posizione tenuta dei 74 sindaci della Valle,
è esattamente quella espressa dal Pd-Vda in Consiglio Regionale

giorgio - Lun Set 28, 2009 7:17 pm
Oggetto:
l'Unità ha scritto:
«Scelgo il Pd, la Lega ha tradito le riforme e preferito il potere»


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Alessandra Guerra.
Alessandra Guerra è l’ex pasionaria leghista che guidò il Friuli e la Conferenza delle Regioni a metà Anni ‘90, nel 2003 fu sconfitta da Riccardo Illy e cinque anni dopo tralocò nella sua coalizione. Nel luglio scorso ha preso la tessera del Pd. Adesso esce il suo «Guerra & Pace. Donne e politica tra violenza e speranza» (Bonanno) in cui “esorcizza” l’esperienza nel Carroccio. Lei descrive questi 15 anni come un incubo tra mobbing e stalking. Silenzio, disprezzo, «omicidio psicologico» da parte dei dirigenti. Le rinfacciarono una gravidanza troppo impegnativa, la accusarono di essere una quinta colonna forzista, le controllavano il cellulare «in modo sovietico».

Come è potuto accadere?
«È la mia esperienza di donna, raccontata come terapia psicologica. Il mondo della politica per noi non è facile, ma io avevo una passione familiare di matrice centrista e autonomista. E nella Lega agli inizi c’era tanta passione, persone competenti, una parte autentica e rivoluzionaria che voleva davvero le riforme. Un bel clima».

Quando e perché è cambiato?
«Nel ‘95, con l’uscita dal governo Berlusconi. Fi avviò la compravendita di parlamentari, la Lega aveva paura di perdere numeri. È cominciata una fase di arroccamento finita con il ritorno a Canossa. Ha influito anche la malattia di Bossi: lui aveva spregiudicatezza, ma anche umanità, era un padre per il partito, finché governava da solo lo teneva unito».

Nel libro c’è un buon ricordo solo di Bossi e Berlusconi, che la candidò governatrice dopo che lei gli aveva ricordato la fiducia ben ripagata nella figlia Marina. I colonnellli come Maroni e Calderoli non escono bene. È il ritratto di due partiti che non sopravviveranno ai fondatori?
«Di certo sono partiti diventati altro. Nonsono riusciti a reggere l’urto spaventoso del successo. Non so cosa sia successo,maio sono entrata nella Lega per fare le riforme e non le crociate contro l’umanità mondiale. Le logiche del potere hanno fagocitato tutto sostituendo alla sostanza la rappresentazione ».

Lei descrive un senso di smarrimento, impotenza, umiliazione che ha coinvolto la sfera familiare e da cui si è disintossicata dedicandosi a se stessa. Perché, allora, ha deciso di tornare a «correre con i lupi»?
«La passione politica è più forte di tutto. Ha ricominciato a rodermi dentro. Sono tornata a parlare di riforme dal punto di vista universitario, tecnico. Come facciamo noi donne, disposta a ripartire da zero».

Perché nel Pd?
«Desideravo un’esperienza in un partito nazionale e non locale».

Ma perché non l’Udc o la sinistra radicale o altro?
«Con il Pd in Regione ho lavorato benissimo. Hanno conquistato credibilità ai miei occhi aprendo alle nostre proposte sulla lingua friulana e slovena. Abbiamo votato insieme sulle quote rosa. Ho visto dialogo confronto per arrivare a decisioni comuni. E dopo il mio vissuto mi serviva un partito con una storia di parità sulla questione femminile».

Però, pur ammirando Anna finocchiaro capogruppo al Senato, la descrive «brava e sola, costretta a nascondersi dietro un’ombra maschile, è violenza anche questa». Non c’è scampo?
«Anche lei come me è stata costretta a fare il maschio. Ma è una questione numerica: se il90%dei politici sono uomini, la cultura dominante è la loro. Per questo sostengo le quote rosa: non c’è alternativa».

Chi l’ha convinta ad aderire al Pd?
«Nessuno. Ho scelto da sola. È l’unico partito che ha lavorato sul serio sulle riforme che per me restano cruciali».

Quale mozione congressuale la convince di più?
«Bersani. Intanto per un motivo personale: ho lavorato sia con i bersaniani in consiglio che con Pier Luigi stesso. È stato il mio predecessore alla presidenza della Conferenza unificata, 15 anni fa. Ci siamo rivisti in occasione delle sue lenzuolate e abbiamo avviato una bella collaborazione. Ma c’è anche un motivo politico: Pierluigi e i dalemiani hanno una posizione federalista e vogliono un modello tedesco».

Torniamo alla drammatica campagna del 2003, quando fu sconfitta. Arrivarono i visitors: mani lunghe, scollature esibite, ***** e «ossessioni sessuali». A chi si riferiva? Visto quello che è emerso in questi mesi, un virus allignava già nella politica?
«A destra, dove non hanno fatto il ‘68, c’è un problema nel rapporto tra uomini e donne. C’è quasi paura di confrontarsi e così si cerca di metterle in imbarazzo, di farle sentire inferiori»


di Federica Fantozzi


giorgio - Sab Ott 10, 2009 4:45 pm
Oggetto:
La Stampa 10 Ottobre 2009 ha scritto:

La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:

Guerra tra poveri per un alloggio

Desidero attraverso questo spazio importante aprire un dibattito serio: ho bisogno di chiarezza e null’altro, senza polemiche. Racconto brevemente di cosa di tratta: sono nata e cresciuta in questa regione, ho due splendide figlie e un lavoro che mi permette di sopravvivere. Da molto tempo, forse troppo, abito in una casa del Comune, casa assegnatami perché ho reali necessità. L’appartamento, con una sola camera da letto e senza riscaldamento, ci obbliga a condividere minimi spazi. Ho pensato allora di fare domanda per le case popolari che sono in fase di ultimazione vicino al Quartiere Dora. Mi è stato risposto che non la posso fare in quanto già assegnataria di un alloggio comunale.

Io no, però con un minimo di 8 anni di residenza molti extracomunitari con la loro numerosa prole hanno diritto più di me. Confesso che ho avuto un rigurgito di rabbia mista a impotenza. Quelle sono le regole del buon governo e capisco anche che è una guerra di poveri contro poveri, ma nonostante ciò sono amareggiata. Ecco il perché di questa lettera: accetto di non essere tra coloro che usufruiranno di un nuovo alloggio, ma mi si spieghi il perché, a quali oscure regole vengono sottoposte le assegnazioni. Perché chi è qui da sempre ha meno diritto di altri?
LETTERA FIRMATA


Citazione:
La voce della Lega
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si fa ormai sempre più insistente e accalappia alcuni sprovveduti. Questi dovrebbero rivolgersi all'amata fotocopia berlusconiana del Presidente Regionale, che solo da poco è riuscito a creare altre ingiustizie con i famosi 8 anni ( otto ) di residenza in Regione per avere la possibilità di un alloggio pubblico. Ecco, detto-fatto, innescato il terribile meccanismo del mai accontentarsi e di puntare il dito contro quei miserabili "nulla tenenti" accendendo così quella terribile guerra tra poveri.

Amici valdostani, prendete esempio dalla santa cultura leghista. Eccovi alcuni spezzoni tipo, delle cose che possono capitare a chi risiede in Valle d'Aosta non ancora convertita alla Santa causa Padana: «Una volta si potevano avere tutte le case che volevamo, ora no. Ci sono i maledetti extracomunitari!». «E poi il clima è cambiato, fa freddo in agosto». Una vecchia signora dal fondo: «Non si sa più come ci si deve comportare visto che noi siamo italiani amanti del nostro caro Berlusconi proprietario di decine di ville sparse in tutta in Italia.», il barista: «Non ci sono più le case di una volta». Un vigile saggio: «E intanto il tempo vola», un finto frate che sta rubando il portafoglio a un disgraziato: «Oggi ci siamo domani... chissà».

Il sindaco: «Io i giovani non li invidio; il sabato sera nelle fetide discoteche si ubriacano elemosinando pasticche a destra e a manca. e poi sporcano dappertutto!». «E ti credo! - interviene un postino - sono infelici perché hanno tutto e non sanno più cosa desiderare!» Come caro postino se non lo sai te lo dico io cosa desiderare: « Un' altra casa ancora, perché chi è qui da sempre ha più diritto degli extracomunitari, anche se questi sono 8 anni che vivono in una baracca di cartone o in un tugurio pieno di topi...



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giorgio - Lun Ott 12, 2009 7:02 pm
Oggetto:
Agenzia Celtica ha scritto:
Durante un comizio, Bossi ha tuonato contro i professori che vengono dal sud: “Hanno bocciato uno dei nostri perché ha scritto una tesina su Cattaneo!”. Si è poi scoperto che lo studente in questione è Renzo Bossi, incidentalmente figlio del leader della Lega. Gli insegnanti lo hanno respinto per la seconda volta all’esame di maturità a causa dei numerosi errori di ortografia.

Il leader leghista difende però il ragazzo spiegando che ha svolto il tema in Leopontico, virile dialetto celtico della Gallia Cisalpina privo di decadenti fronzoli borbonici come i pronomi o il congiuntivo. Quanto alla scena muta durante l’esame orale, il giovane Bossi si è semplicemente espresso alla maniera di Alberto da Giussano, che comunicava con i suoi soldati con lo sguardo.


giorgio - Mar Ott 13, 2009 10:20 am
Oggetto:
La Stampa 13 Ottobre 2009 ha scritto:

La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:

Il mangime offerto dalla Lega Nord

Abbiamo rilevato che durante la «bataille des reines» che ha avuto luogo a Nus, domenica 4 ottobre scorso, il presidente del Comitato all’atto della designazione dei vincitori ha fatto comunicare che il premio rappresentato da un sacco di mangime della ditta Veronesi era stato offerto dal signor Andrea Chabloz.

La Lega Nord Valle d’Aosta intende far presente che tale comunicazione è stata fatta per errore da parte del presidente del Comitato signor Bernardo Clos. Infatti, come era stato già previamente comunicato, il premio in questione era stato in realtà offerto dalla Lega Nord Valle d’Aosta che lo aveva destinato alle bovine escluse dalla finale e a tutti gli allevatori di Nus. Si prega quindi di dare comunicazione di quanto sopra affinché i destinatari del premio possano utilizzare quanto offerto dalla Lega Nord Valle d’Aosta.
SERGIO FERRERO
IL SEGRETARIO NAZIONALE
LEGA NORD VALLE D’AOSTA



Se gli allevatori si vendono la loro unica arma a disposizione e unico mezzo per progredire, per un tozzo di pane, pardon per un sacco di mangime, vuol dire che siamo propio alla miseria più povera, povera di valore venale, povera di ideali....povera! Siamo veramente al trifoglio, pardon alla frutta. E poi ci dicono che siamo in un paese democratico, economicamente e tecnologicamente all'avanguardia. Con eventuali elettori di questa qualità che si vendono per un sacco di mangime Veronesi......indubbiamente andiamo verso la decadenza non solo della razza bovina valdostana, ma anche della dignità montanara.

Che si comprino voti è una storia vecchissima....Dai famosi pacchi di pasta di Lauro fino ai posti di lavoro offerti a gogò da un sacco di candidati amministratori non credo che sia cosa per nulla nuova! Ma arrivare a regalare un sacco di mangime....questa non l'avevo mai sentita. Ribadita e amplificata l'operazione, con una lettere alla "Posta dei lettori" di questo giornale è addirittura grottesco!

giorgio - Sab Ott 17, 2009 3:20 pm
Oggetto:
Varie & eventuali ha scritto:
L’Italia è unita e unanime: il Barbarossa fa cagare!
Brunetta, che facciamo con ’sti registi assistiti e parassiti?


L’Italia un paese diviso? Lacerato? Spaccato a metà? Ma nemmeno per sogno, su alcune cose l’Italia è assulutamente unita, granitica e unanime. Per esempio su Il Barbarossa, il film voluto da Umberto Bossi per celebrare la Lega Lombarda, Alberto da Giussano e compagnia bella. L’Italia ha emesso il suo verdetto: Il Barbarossa fa cagare, fa schifo, è un film orribile e andarlo a vedere significa buttare tempo e soldi. Ha cominciato il pubblico, come al solito. Nel week-en dell’uscita, che di solito è quello che decide le sorti di un film gli incassi sono stati un disastro pauroso. Un vero bagno di sangue: 401 mila euro, una miseria per un film distribuito addirittura in 267 copie, il che significa una media di 1.505 euro per ogni schermo. Vergogna: forse un fil muto incassava di più. Peccato che questo non è muto: parlano pure. A quanto si dice il film è costato 30 milioni di dollari, il 40 per cento dei quali li ha messi la Rai (cioè noi). Il ministero, invece, ha catalogato il film alla voce "interesse culturale nazionale" (si vede che la voce "puttanata leghista" non è prevista) e gli ha ammollat 1 milione e 600 mila euro (nostri, perlatro), con una delibera del 7 ottobre 2008.

Ora avremmo una domanda. Il ministro Brunetta che ha abbondantemente abbaiato contro i registi assistiti, gli intellettuali parassiti, gente che non ha mai lavorato in vita sua, ha qualcosa da dire? Lo dirà per il film-cagata di Martinelli? O se ne starà zitto e buono perché è un film-propaganda dell’alleato del suo padrone? Dove cazzo sta il famoso merito? Nell’aver fatto un film inguardabile?
Certo, si sa, il pubblico non capisce l’arte. Bene! Ci siamo presi la briga di leggere la critica. Hanno detto del Barbarossa:

…Porta i segni della destinazione per il piccolo schermo…
Alberto Castellano, Il Mattino

…Renzo Martinelli ha girato il presunto kolossal in Romania, con comparse rom moltiplicate (male) in digitale tra mura da lunapark col fumo disegnato.
Il problema è narrativo. Il problema è Martinelli, regista sprezzante nei modi e con la macchina da presa. In attesa di allungarsi in tv, il film è massacrato dai tagli, superficiale, scritto e musicato senza senso del ridicolo…
Alessio Guzzano, City

…Un noioso polpettone in costume infarcito da una lunga serie di slogan tanto cari alla Lega di oggi (…) Sceneggiatura sfilacciata, dialoghi eccessivamente enfatizzati, sequenze dei combattimenti poco credibili
Luciana Vecchioli - L’altro

…Al costoso film, che ha facilonerie, tempi, salti logici e narrativi, insomma ha l’ impaginazione classica da tv, manca ciò che interessava forse di più a Bossi, unica comparsa italiana fra migliaia di rom (che scherzo!): sono assenti ingiustificati epopea, tensione e pathos, oltre a disamina politica (…) Il racconto non dà emozioni anche per la scarsissima presenza degli attori. Se Rutger Hauer vaga con l’ occhio azzurro nel tempo e nello spazio ma, con buona volontà, si può credere che pensi al Barbarossa, Raz Degan è maschera priva di qualunque espressione…
Maurizio Porro, Il Corriere della Sera

…Il Barbarossa di Renzo Martinelli pone ai critici cinematografici un serio problema. Una quesito dirimente. Ovvero: trattasi di un film o di una parodia? (…) La sceneggiatura è scritta da una Ong che combatte l’analfabetismo nelle langhe (“adesso occupo Milano, perché sono cattivo”). Come si fa a fare la recensione di un film così? Noi ci rinunciamo. Sinceramente, non siamo all’altezza.
Roberta Ronconi, Liberazione

…Se proprio non potete aspettare che quest’ultima fiacca fiction passi in televisione, sappiate che solo Federico (Rutger Hauer) e Barozzi (Farid Murray Abrams), milanese fedele suddito dell’Impero, sono interpretati a dovere. Il resto sono effetti speciali e immagini al rallentatore…
Maurizio Cabona, Il Giornale

…Diciamolo subito: il film di Renzo Martinelli che dall’imperatore (Rutger Hauer) prende nome (chissà perché) è un brutto film, che di cinema ha poco, e nemmeno di televisione decente, i minuti che scorrono faticosamente fanno più che rimpiangere l’era degli sceneggiatoni vintage. A dire il vero ci si chiede pure che fine abbiano fatto i 30 milioni di euro del budget, tra quella profusione di ralenti, le battaglie con le stesse inquadrature, una ricostruzione di Milano quasi inesistente…
Cristina Piccino, Il Manifesto

… è veramente un film insulso. Brutto come sono brutte le operazioni ambiziose che nascono su fondamenta malferme (…) Gli effetti speciali sono qua e là di sorprendente modestia: i 30 milioni di euro dichiarati saranno stati spesi altrove. La scena della battaglia, attesa per ore, dura 11 minuti ed è davvero risibile. L’operazione politica è debole e insensata: chissà se Martinelli si è reso conto di aver confezionato una fiaba fangosa e trucida in cui l’eroico Alberto è uno scemotto di paese?
Alberto Crespi, L’Unità

…Raz Degan ha una sola espressione: spiritata. Rutger Hauer, che parla con la voce di George Clooney, è sempre lì lì per perdere la barba posticcia…
Michele Anselmi - Il Riformista

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…Sostenuto dal celoduristico endorsement del Senatur, ecco il Barbarossa di Renzo Martinelli, kolossal cine-televisivo dal budget di 30 milioni di dollari e cast multietnico: il tedesco Rutger Hauer è il Barbarossa, l’israeliano Raz Degan Alberto da Giussano, la polacca Kasia Smutniak l’amata Eleonora, la francese Cecile Cassel Beatrice di Borgogna e l’americano F. Murray Abraham Siniscalco Barozzi (un’antifona più che un nome…). Come dire, funzionassero i respingimenti, il film potrebbe contare solo sulla figlia di Renzo, Federica Martinelli, nel ruolo di Tessa, Antonio Cupo e sparuti altri…Vabbè, c’è di peggio: il film, appunto…
Federico Pontiggia - Il Fatto Quotidiano

…Non bastano una colonna sonora martellante, un po’ di immagini enfaticamente rallentate, scontri cruentissimi e una buona dose di effetti mirabolanti per creare pathos e rendere epica una pellicola, per quanto costosa. Martinelli ha insomma sprecato un’occasione…
Gaetano Vallini - L’Osservatore Romano

Domanda: a chi dobbiamo chiedere indietro i nostri soldi? A Bossi e Maroni? A Brunetta? Al carrozzone assistito del regime?


giorgio - Mer Ott 28, 2009 11:01 am
Oggetto:
(ANSA) Data: 27/10/2009 ha scritto:
13:39 RONDE:LA TORRE (FA), PRESTO ASSOCIAZIONI VOLONTARI SICUREZZA
(ANSA) - AOSTA, 27 OTT -
Leonardo La Torre, segretario e capogruppo regionale della Federation autonomiste esprime oggi "soddisfazione per l'istituzione in Valle d'Aosta del registro delle Associazioni degli osservatori volontari". Dell'istituzione del registro in Valle d'Aosta ha dato notizia ieri il presidente della Regione, Augusto Rollandin, nel corso della riunione del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica (Cosp).

"Sono certo - ha commentato La Torre - che ora che l'istituzione del registro è diventata di dominio pubblico presto ci saranno richieste di iscrizione in quanto sono numerosi i cittadini che voglio contribuire a garantire maggiore sicurezza alla comunità".

Per il capogruppo della Stella Alpina, Francesco Salzone "la sicurezza è una priorità sentita dalla comunità, ed è errato porre la questione ronde sì ronde no. Il fatto è che non bisogna scandalizzarci se chi intende collaborare nel campo della sicurezza contro la microcriminalità o lo spaccio di stupefacenti, problemi sentiti anche in alcuni quartieri di Aosta così come in altre località della regione".

La Torre e Salzone sono promotori di una bozza di proposta di legge per consentire a cittadini volontari di potere sorvegliare il territorio e che non è mai approdata nel'agenda politica del Consiglio regionale. "Già oggi - ha concluso Salzone - ci sono tante associazioni d'arma che per eventi particolari operano con polizia, carabinieri, corpo forestale nel servizio d'ordine così come ci sono pensionati che vigilano presso le scuole negli orari di entrata e di uscita degli alunni". (ANSA).



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Salzone dopo il repulisti casalingo.... s'è incazzato
giorgio - Sab Ott 31, 2009 9:52 am
Oggetto:
La Stampa 31 Ottobre 2009 ha scritto:

Buongiorno
Torna qui
All’alba l’operaio disoccupato Mircea Ungureanu ha riempito due valigie con tutta la sua vita, è montato su un treno ed è partito. Per la Romania. Pare che il suo viaggio all’incontrario faccia tendenza. In queste settimane c’è un fiume di messicani che lasciano l’America, di africani che abbandonano l’Europa, di ragazzi dell’Est che smettono di cercare l’Ovest a Ovest. Non è un sogno a occhi aperti di Borghezio. Se ne tornano davvero a casa loro, dove il lavoro manca come qui, ma almeno ci sono gli affetti e gli affitti: meno cari.
I nostalgici della razza indigena hanno ben poco da esultare. Intanto ad andarsene sono quelli per bene: spacciatori e papponi non conoscono la cassa integrazione. E poi il controesodo rischia di produrre sconquassi nella nostra società piena di rughe. Proprio su «La Stampa» di ieri Luigi La Spina commentava gli esiti di una ricerca: senza l’afflusso degli stranieri, fra quindici anni la generazione più numerosa di torinesi sarà rappresentata dagli ultra-settantacinquenni. Con tutto il rispetto e i migliori auguri di lunga vita, come potrà un manipolo di giovani sottopagati mantenere legioni di anziani in pensione? Serve una politica per la famiglia e serve soprattutto un massaggio alle teste, dato che nessun popolo smette di fare figli perché non ha soldi (altrimenti gli italiani sarebbero estinti da secoli). Smette perché non crede più nel futuro. E, mentre noi ci massaggiamo, qualcuno corra in stazione a chiamare indietro Mircea, casomai avesse perso il treno.
Massimo Gramellini


giorgio - Dom Nov 15, 2009 11:40 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 14/11/2009 ha scritto:

12:50 LEGA NORD: VDA; TOGNI, UV SCELGA ALLEANZE PER COMUNALI
(ANSA) - AOSTE, 14 NOV -
"Abbiamo cercato sempre e costantemente il dialogo con l'Union Valdotaine, ma non abbiamo mai visto fatti concreti". Lo ha sottolineato Walter Togni, parlamentare della Lega Nord, in visita ieri sera ad Aosta per presentare le future strategie del Carroccio in Valle d'Aosta.

"Le elezioni amministrative si avvicinano - ha proseguito Togni - e siamo chiamati a fare delle scelte che potrebbero andare nella direzione dell'alleanza con l'Uv. Se il dialogo dovesse restare lettera morta ci proporremo come alternativa al movimento di maggioranza relativa".

La Lega Nord non intende competere sul terreno dell'automia e del federalismo ma "faremo da contraltare su temi quali l'ambiente, la sicurezza e lo sviluppo economico", fa sapere Togni. Ed ha concluso: "Siamo forza di governo starà all'Union scegliere se avere un interlocutore forte e solidale, dando alla Lega la giusta collocazione nel panorama politico regionale".

Sulla stessa lunghezza d'onda il segretario regionale della Lega Nord, Sergio Ferrero: "La Lega ha molto più rispetto dell'Union di quanto questa non l'abbia nei suoi confronti e si é scordata che abbiamo contribuito alla sua vittoria alle regionali dell'anno scorso", ha puntualizzato. Ferrero ha puntato il dito contro il fatto che "le nostre proposte vengono accolte con freddezza come l'istituzione dell'albo badanti, di una biblioteca federalista e di un doposcuola a costi equi e boccia iniziative quali le ronde dei cittadini".



A Milano, palazzo Marino, alla presentazione delle candidature alle provinciali la Lega vuole alcune carrozze della metropolitana riservate alle donne. Altre agli extracomunitari. L'idea l'ha lanciata appunto una candidata leghista, la scrittrice-taxista Raffaella Piccinni, un pò come la nostra Foderà valdostana. Salvini soggiunge: «L'idea di riservare posti ai milanesi, da qui a qualche anno, potrebbe diventare una realtà. La mia è l'amara considerazione da parte di un utente dei mezzi pubblici. Non c'è ancora una delibera o una proposta di legge, se qualcuno vorrà proporla lo aiuteremo a farlo». Salvini spiega inoltre... così come una volta c'erano i posti riservati ai reduci, agli invalidi e alle donne incinte, avanti di questo passo fra dieci anni se non si interviene ci saranno posti o vagoni riservati ai milanesi e alle persone perbene. Se non si mette un limite all'immigrazione arriveremo a questo».

A leggere il comunicato Ansa, ad uno di noi che non è leghista, gli viene da chiedersi: Quando avremo cabine delle funivie riservate ai soli valdostani?

giorgio - Mar Nov 17, 2009 10:17 am
Oggetto:
AostaSera.it 16/11/2009 ha scritto:
Aosta presenta, in prima assoluta europea, la ricostruzione del calendario celtico di Coligny

Aosta - Fulcro dell’evento, che fa parte di un ciclo di appuntamenti che si alterneranno fino al 25 novembre, è la riproduzione a grandezza naturale del più importante calendario celtico dell'Europa antica.

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Il calendario di Coligny

Prende il via martedì 17 novembre, nella sala dell'Hôtel des Etats ad Aosta, la mostra-convegno "L'astronomia dei Celti e il calendario di Coligny. 73 frammenti di cielo sulla terra", organizzata dalla Presidenza del Consiglio regionale per celebrare l'Anno internazionale dell'astronomia. Fulcro dell’evento, che fa parte di un ciclo di appuntamenti che si alterneranno fino al 25 novembre, è la riproduzione a grandezza naturale del più importante calendario celtico dell'Europa antica, il calendario di Coligny, composto da placche bronzee, uno strumento considerato di estrema importanza per la comprensione della visione del cielo e della misura del tempo nella cultura celtica. La riproduzione è ad opera dell'artigiano Giuseppe Stucchi ed è arricchita dalle scenografie realizzate dall'artista Elena Radovix. L’esposizione, in prima assoluta europea, sarà inaugurata alle ore 18, presso la Torre dei Signori di Porta Praetoria di Aosta, con una visita guidata a cura di Guido Cossard. Ad anticipare il battesimo dell’opera sarà, alle ore 17.15, l’incontro con gli interventi del Consigliere Segretario, Enrico Tibaldi, e della dottoressa Laura Plati, cui farà seguito la conferenza di Guido Cossard, Presidente dell'Associazione ricerche e studi archeoastronomici valdostana, che parlerà del Calendario celtico di Coligny e della tavola dei Drudi.

Il calendario di Coligny, composto da frammenti di una tavola di bronzo ritrovati nella regione dell'Ain (Francia), antica terra dei Galli Ambarri, contiene la rappresentazione di una sequenza di 5 anni lunari completi, ciascuno composto da 12 mesi alternativamente lunghi 29 o 30 giorni, più 2 mesi supplementari, ritenuti essere mesi intercalari introdotti per rendere lunisolare il calendario. Dopo numerosi studi, alcuni dei quali ancora in atto, il calendario viene fatto risalire al II secolo d.C., in piena epoca gallo-romana, ma gli studiosi sono concordi nel ritenere che esso sia stato inciso prevalentemente per scopi liturgici pagani e quindi possa riprodurre fedelmente il calendario tradizionale celtico correntemente in uso alcuni secoli prima. La mostra resterà aperta fino a mercoledì 25 novembre, ad ingresso libero, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.30

Fanno parte del programma altre due conferenze, ospitate nella sala dell'Hôtel des Etats, ad Aosta, e sempre seguite da una visita guidata alla mostra: Adriano Gaspani, dell'osservatorio astronomico di Brera, sabato 21 novembre, alle ore 16, tratterà dell'astronomia dei Celti, mentre domenica 22 novembre, alle ore 17, affronterà il rapporto tra il Calendario di Coligny e la misura del tempo presso i Celti.

di Moreno Vignolini

Celti
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Con il nome di Celti si indica un insieme di popoli indoeuropei che, nel periodo di massimo splendore (IV-III secolo a.C.), erano estesi in un'ampia area dell'Europa, dalle Isole britanniche fino al bacino del Danubio, oltre ad alcuni insediamenti isolati più a sud, frutto dell'espansione verso le penisole iberica, italica e anatolica. Uniti dalle origini etniche e culturali, dalla condivisione di uno stesso fondo linguistico indoeuropeo e da una medesima visione religiosa, i Celti rimasero sempre politicamente frazionati; tra i vari gruppi di popolazioni celtiche si distinguono i Britanni, i Galli, i Pannoni, i Celtiberi e i Galati, stanziati rispettivamente nelle Isole Britanniche, nelle Gallie, in Pannonia, in Iberia e in Anatolia.

Portatori di un'originale e articolata cultura, i Celti furono soggetti a partire dal II secolo a.C. a una crescente pressione politica, militare e culturale da parte di altri due gruppi indoeuropei: i Germani, da nord, e i Romani, da sud. I Celti furono progressivamente sottomessi e assimilati, tanto che già nella tarda antichità l'uso delle loro lingue appare in netta decadenza. L'arretramento dei Celti come popolo autonomo è testimoniato proprio dalla marginalizzazione della loro lingua, presto confinata alle sole Isole britanniche.

A grandi linee alla voce cultura celtica io collego una croce celtica, e ricordo Vauro che in una trasmissione televisiva ha riportato con una sua vignetta fulminante, che così come oggi ci sono fascisti con le croci celtiche tatuate sul braccio, ci sono anche persone come il sindaco Alemanno che la celtica ce l’hanno “sotto la cravatta”. La croce celtica è la combinazione di una croce con un anello intorno all'intersezione. È caratteristica del cristianesimo celtico, anche se non si escludono origini precedenti. Nel medioevo veniva chiamata anche croce guelfa. La croce celtica è divenuta poi il simbolo di movimenti di estrema destra in tutta Europa, adottata anche dai neo-guelfi per difendere la tradizione cattolica.

Quello che non riesco a sopportare è questa "sbornia" continua di volere elevare la cultura celtica come un dettato politico da seguire. Leggasi Lega. Ora anche la Valle d'Aosta è sotto assedio di questi pseudo politicanti - pseudo discendenti - di un popolo, i Celti, di cui il loro arretramento come popolo autonomo, è testimoniato proprio dalla marginalizzazione della loro lingua, presto confinata alle sole Isole britanniche. Dopo l'esaltazione padanoceltica di Ferrero, e la sua tambureggiante presenza - che da mesi ci ossessiona su ogni sorta di "media" regionale - ora ci si mette anche la Presidenza del Consiglio regionale valdostana che assicura a Walter Togni, parlamentare della Lega Nord, uno spettacolo degno di nota, nella sala dell'Hôtel des Etats, dopo la sua sparata sulla non scelta delle alleanze comunali nella città d'Aosta. Insomma uno spettacolo circense... da circo Togni.

giorgio - Mer Dic 09, 2009 7:28 pm
Oggetto:
Citazione:
L'unica zingara che piace alla Lega è la Carmen: finisce in galera e viene uccisa
di Mario Ajello


Uffa, è arrivato il pacco natalizio della Lega. Non lo avremmo voluto, ma ci tocca. Andrebbe rispedito in Padania, con un bel bigliettino di rifiuto, ma la Lega ha chiuso le frontiere al buon senso. Che cosa contiene il super-pacco? Dentro c’è di tutto - anche gli attacchi all’ottimo vescovo di Milano Tettamanzi, definito un «immam» da Bossi e un «comunista» da Calderoli - ma la vera chicca è questa.

Sono le dolci paroline di Matteo Salvini, che del creti-leghismo sotto l’Albero è un pezzo grosso e un ultrà addirittura con gradi da europarlamentare, pronunciate davanti al Teatro alla Scala, prima di assistere in compagnia della fidanzata (rigorosamente di razza ariana) alla "Carmen" di Bizet. «La Carmen - spiega Salvini è l’unica zingara che ci piace». Forse perchè prima viene sbattuta in prigione da Zuniga, e consegnata a don Josè, e poi - nell’ultimo atto dell’opera di Bizet - viene uccisa?



Matteo Salvini il giorno che arriva ad essere solo imbecille offre da bere a tutti
giorgio - Ven Gen 15, 2010 6:09 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 15/01/2010 ha scritto:

14:21 LEGA NORD:DIMISSIONI PRESIDENTE VDA, LN DIPENDENTE DA MILANO(ANSA) - AOSTA, 15 GEN - "La Lega Nord Valle d'Aosta ha scelto la strada della dipendenza politica da Milano; in questo Milano non differisce molto da Roma". E' questa una e motivazioni per le quali Aldo Meinardi, presidente della Lega Nord della Valle d'Aosta, si è dimesso dal partito.

"Il mancato accordo alle elezioni europee fra la Lega Nord e i movimenti autonomisti valdostani - precisa Meinardi in una lettera inviata agli organi di informazione - ha privato di fatto la Valle d'Aosta di un rappresentante all'Europarlamento e Dio solo sa quanto questo rappresentante sarebbe stato importante per tutti". L'ex presidente critica poi l'operato del segretario regionale, Sergio Ferrero, "che ritiene più importanti i suoi rapporti con i dirigenti federali e con i parlamentari della Lega che con i cittadini valdostani ai quali di tanto in tanto chiede il voto".

Aldo Meinardi osserva poi che "nella Valle d'Aosta, che possiamo tranquillamente indicare come la Regione guida del federalismo e dell'autonomia dove sono nati i primi movimenti popolari di ispirazione cattolica, non si può perseguire un fine accentratore e nazionale come fa ora la Lega in Valle d'Aosta".



Ora in Valle abbiamo anche un rappresentante della Lega Autonomista Progressista

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Cool
giorgio - Ven Gen 15, 2010 6:11 pm
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
Data: 15/01/2010"]
14:27 LEGA NORD: FERRERO; PRENDO ATTO, LE COMUNALI DIRANNO VERITA'
(V. 'LEGA NORD: DIMISSIONI PRESIDENTE...' DELLE 14.22)
(ANSA) - AOSTA, 15 GEN -
Sergio Ferrero, segretario della Lega Nord Valle d'Aosta, non replica alle critiche di Aldo Meinardi e si limita a dire: "prendo atto della sua volontà e lunedì prossimo i vertici del partito decideranno di conseguenza".

Il segretario precisa poi che "sul mancato accordo per le elezioni europee con i movimenti autonomisti la Lega ha la coscienza tranquilla perché sono altri che non hanno permesso di farlo". Sergio Ferrero affida poi al risultato elettorale delle elezioni comunali di maggio "il giudizio sulle affermazioni di Meinardi". "Noi - ha aggiunto - presenteremo una nostra lista per il rinnovo del Consiglio comunale di Aosta; io sarò capolista ma non sappiamo ancora se in coalizione o da soli, tutto dipende dai possibili partner". (ANSA).


giorgio - Sab Gen 16, 2010 10:42 am
Oggetto:
12VdA.it Venerdì 15 Gennaio 2010 14:00 ha scritto:

Il presidente della Lega Nord della Valle d'Aosta
si è dimesso dall'incarico

Scritto da douze

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Aldo Meinardi

Aldo Meinardi, presidente della Lega Nord della Valle d'Aosta ha rassegnato, venerdì 15 gennaio le sue dimissioni dall'incarico ed ha evidenziato che, dopo oltre sedici anni di militanza, non rinnovare la tessera del movimento politico: «il mancato accordo alle elezioni europee fra la Lega Nord e i movimenti autonomisti valdostani - racconta Meinardi - ha privato di fatto la Valle d’Aosta di un rappresentante all'Europarlamento e Dio solo sa quanto questo sarebbe stato importante per tutti». «Evidentemente - aggiunge - il segretario pro tempore della Lega Nord Valle d'Aosta, Sergio Ferrero, ritiene più importanti i suoi rapporti con i dirigenti federali e con i parlamentari della Lega che con i cittadini valdostani ai quali di tanto in tanto chiedere il voto.

Ferrero probabilmente non ricorda che la nascita stessa della Lega fu dovuta ad un incontro magari non fortuito ma certamente rivelatore fra Umberto Bossi e l'allora astro nascente della politica valdostana Bruno Salvadori: da questo incontro scaturì una scintilla che diede il via alla nascita della Lega. Dopo è storia contemporanea e proprio in Valle d'Aosta affondano le radici più antiche e solide del progetto federalista, e meno che altrove da noi in Valle non si possono tradire questi ideali. La Lega Nord Valle d'Aosta ha scelto la strada della dipendenza politica da Milano ed in questo, Milano non differisce molto da Roma. Nella Valle d'Aosta che possiamo tranquillamente indicare come la Regione guida del federalismo e dell'Autonomia dove sono nati i primi movimenti popolari di ispirazione cattolica e dove nel federalismo moderno personaggi come il martire Emile Chanoux teorizzarono un federalismo dei popoli, o il compianto Bruno Salvadori continuatore di questo progetto, non si può perseguire un fine accentratore e nazionale come fa ora la Lega in Valle d'Aosta. Seppur fuori dalla Lega Nord continuerò a ritenermi autonomista e federalista ma soprattutto fiero di essere valdostano».



giorgio - Sab Gen 16, 2010 10:57 am
Oggetto:
12Vda.it Martedì 12 Gennaio 2010 13:00 ha scritto:

Il Pd contro lo sfruttamento dei migranti.
Critiche anche verso il limite del 30% di stranieri nelle classi

Scritto da douze
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Raimondo Donzel

«Siamo consapevoli che i valdostani sono stati migranti e sono oggi un popolo a sua volta costituito da migranti che hanno contribuito e contribuiscono fattivamente a favorire lo sviluppo e a far crescere la ricchezza della nostra regione, anche in termini sociali e culturali».
Con queste parole, il Partito Democratico della Valle d'Aosta ha espresso, martedì 12 gennaio, la sua solidarietà ai lavoratori stranieri di Rosarno e a tutti i lavoratori stranieri, «contro ogni forma di sfruttamento e di riduzione in stato di schiavitù».

«Pur riconoscendo la legittimità e la necessità delle manifestazioni per difendere la dignità del lavoro e della persona umana - ha spiegato il segretario, il consigliere regionale Raimondo Donzel - esprimiamo la nostra ferma contrarietà ad ogni forma di violenza. Nessuno è nel diritto di arrecare danno alla persona o ai beni altrui. Anche se, apparentemente, sembra più difficile, solo la lotta non violenta per il riconoscimento dei propri diritti può portare al successo. Siamo consci che esistono problemi di ordine pubblico legati a coloro che non sono lavoratori ma delinquono; per questo abbiamo sempre condannato i tagli dei finanziamenti alle Forze dell'Ordine da parte del Governo nazionale. Auspichiamo infatti che sia lo Stato a gestire l'ordine pubblico e non le associazioni criminali, come la mafia o la 'ndrangheta. Riteniamo inoltre indispensabile una maggiore attenzione alla dimensione sociale delle comunità, anche queste a corto di finanziamenti per una pessima politica di decentramento; sono proprio le comunità, infatti, a dover prevenire le situazioni di degrado sociale sia sul piano del lavoro, sia sul piano dell'integrazione».

Un momento delle manifestazioni a Rosarno Il Pd valdostano critica anche la proposta del Ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, che vuole fissare al trenta per cento il limite degli alunni stranieri per ogni classe scolastica: «questo provvedimento, frutto di pericolosa improvvisazione - ha aggiunto Donzel - è da respingere non tanto per la non necessità e la tecnica inapplicabilità nella nostra regione, ma per la questione di fondo dell'istruzione come diritto inalienabile di ogni bambino. Auspichiamo, almeno a livello locale, vista l'ottusità del Governo nazionale, lo stanziamento di fondi per il recupero nella lingua francese e italiana, sia per gli italiani, sia per gli stranieri, che consentano, nei casi in cui la già efficiente organizzazione attuale incontri qualche difficoltà, di evitare facili strumentalizzazioni sulle difficoltà di inserimento in classe di nuovi arrivati».


giorgio - Sab Gen 16, 2010 7:16 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 16/01/2010 ha scritto:

10:06 REGIONALI: CALDEROLI, NON VEDO POSSIBILE ALLEANZA CON UDC
(ANSA) - SAINT-VINCENT (AOSTA), 16 GEN -
"Casini e l'Udc attaccano costantemente il Governo e il suo presidente. Non si vede come si possa fare un'alleanza per le regionali. Le regioni sono una cosa seria, non una spartizione delle sedie e delle poltrone". Lo ha dichiarato il Ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli, a margine del convegno su 'Funzione consultiva e giudici laici per il Tar della Valle d'Aosta: un rilancio della specialità regionalé, in corso di svolgimento a Saint-Vincent (Aosta). (ANSA).



Devo convenire che molti ministri dell'attuale governo sono proprio come Pinocchio...sovrastati dalle bugie.
Basta rileggere la frase di Calderoli: Le regioni sono una cosa seria, non una spartizione delle sedie e delle poltrone"...
Proprio quelli della lega...


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giorgio - Gio Gen 21, 2010 5:01 pm
Oggetto:
La Stampa 21 Gennaio 2010 ha scritto:
il caso
Proroga in extremis per poter cercare un’alternativa
La Lega Nord in difesa del marocchino sfrattato
DOUES

E’ cominciato il conto alla rovescia. E di altre proroghe non se ne parla neanche. Il 5 marzo la famiglia di Miloudi El Belkhaoua, disoccupato di origine marocchina residente a Doues, sarà senza casa. Lo sfratto, deciso dal Comune che deve ricostruire l’edificio per trasferire gli uffici tecnici, sarebbe dovuto diventare esecutivo già da ieri. Ma El Belkhaoua ha ottenuto un po’ di tempo e trovato un difensore insolito: il segretario della Lega Nord, Sergio Ferrero.

Alle 9 in punto, come deciso dal tribunale di Aosta, a Doues si aspetta l’arrivo dell’ufficiale giudiziario che deve far eseguire lo sfratto. Sulla porta di casa, in frazione Cretaz, Belkhaoua cammina nervosamente avanti e indietro, confidando le sue paure all’avvocato torinese Monica Spriano e rassicurando la moglie Naima, invalida, e la figlia piccola che, per paura di lasciare la sua cameretta e di non ritrovarla, non è andata a scuola. Dall’altra parte della strada, a pochi metri di distanza, ci sono il sindaco, Eugenio Isabel, e quattro assessori. Naima prepara il caffè, per ingannare l’attesa. A fare la spola tra i due «fronti» c’è - sorpresa - il leghista Ferrero. Spinge per un ulteriore confronto amichevole, magari in luogo riscaldato visto il freddo. «Sono stato avvisato solo ieri di questa vicenda così triste, altrimenti mi sarei impegnato prima - dice al sindaco, stupito dalla sua presenza -. Le sorti di questa famiglia stanno molto a cuore al mio partito, come lo sono tutti i casi di povertà». Cosa è cambiato dai tempi della “caccia” all’immigrato? «Non confondiamo le cose - replica -. Io oggi difendo un cittadino italiano che ha perso il posto di lavoro».

A cercare il dialogo con il sindaco è anche l’avvocato Spriano, che ha preso a cuore la situazione. «Questo è un caso umano davanti a cui non si può restare indifferenti. Non si possono gettare una donna invalida e una ragazzina in mezzo alla strada. El Belkhaoua ha perso il lavoro perché la società per cui lavorava, la Cosmat spa, è fallita a giugno». Dopo pochi minuti arriva l’ufficiale giudiziario Augusto Rossi e la discussione si sposta in Comune. «La mia presenza qui ha una sola giustificazione - dice subito - e non è né quella di fare da intermediario né l’assistente sociale. Conosco la situazione da tempo e ne comprendo le difficoltà. Ma se il sindaco mi conferma di voler procedere con lo sfratto io devo eseguirlo oggi». Poi parla Spriano, decisa. «In questo momento la famiglia non ha un altro posto dove andare, chiedo di prorogare lo sfratto di un mese per permetterci di trovare un’abitazione alternativa. E che il Comune ci aiuti a trovare un alloggio popolare».

Isabel scuote la testa. «Nel 1993 abbiamo dato al signor Belkhaoua l’alloggio più bello del paese - ricorda - perché comprendevamo la drammaticità della sua situazione: aveva sei figli piccoli. Oggi le cose sono cambiate, i figli si sono sposati e vivono ad Aosta. Potrebbe trasferirsi da loro e aspettare una casa popolare. Il Comune ha ricevuto oltre un milione di euro dalla Regione per ristrutturare la casa quindi abbiamo tempi tecnici da rispettare». Due dei figli di Belkhaoua sono sotto sfratto e il terzo, come dice Ferrero «per contratto non può ospitare altre persone. Quindi l’idea di trasferirsi da loro non è percorribile». Per avere diritto a una casa popolare la famiglia dev’essere in stato di emergenza abitativa, quindi finché non è ufficialmente fuori da quella casa non potrà accedere alle liste. Alla fine si trova un piccolo accordo. «Concediamo la proroga, ma il 5 marzo - taglia corto Isabel - la casa deve essere libera».
LAURA SECCI


Potenza dei media! Che cosa non si fa per apparire e poter esprimere con una continua persecuzione diabolico-mediatica la propria posizione politica magari usando lo "scandalo" evangelico. Questa è l'ultima operazione della Lega che fra le dimissioni di Meinardi, l'insediamento nelle alte sfere di Giuseppina Foderà, con tutto quello che ne consegue, non sa più dove intingere il biscotto della fantasia più sfrenata per essere sempre in prima fila. Ultimamente mi è capitato di entrare in un negozio di telefonia e di sentir dire da un anziano che il suo navigatore satellitare non funzionava più. Gesù, un navigatore satellitare per orientarsi dal suo piccolo paese tra i monti valdostani e le vicine stalle, praticamente il solo percorso di tutta una vita.

Facendo sforzo di una virtù che cerco di praticare con giudizio, la carità, ho pensato che gli anziani in fondo sono delle persone ostinate, difficile scalfirne le consuetudini, sono quelli che adorano la rozza chincaglieria, o l'artisanat locale. E se i ragazzi di domani non crescono completamente idioti, il merito è soprattutto loro. Eppure, quella scena era tutta una nostalgia: per i vecchi seduti ai tavolini al bar, per le gite in pullman con il tesserino regionale e non per acquistare pentole, per la visita fatta al vicino di casa perchè rimasto vedovo e bisognoso di compagnia.

Come mai adesso tutto va a rovescio? La lega che si mette a difendere un marocchino sfrattato a Doues. Un sindaco e quattro assessori che si intestardiscono per farlo scendere ad Aosta. Così tanto per alleggerirsi di ogni peso sociale e scaricarlo alla comunità di Aosta. Fino a ieri, fino a quando lavorava il sig. Miloudi El Belkhaoua portava il suo contributo attivo alle casse del paesino. Oggi che magari non potrà avere più figli e che dunque non potrà incrementare quei numeri che servivano al sindaco e ai quattro assessori per avere una scuola o una maestra in più, meglio farlo fuori...che vada dai figli che ormai vivono ad Aosta.

San Tommaso, mi rivolgo a te. Nella Summa Theologia hai dimostrato quanto i veri pericoli provengano dallo spirituale e non dal carnale; in pratica dicevi che l’anima è insaziabile e quindi potenzialmente molto più pericolosa del corpo, che non è poi così difficile appagare. Contro il disfattismo politico di massa, contro ogni azione negativa intentata verso i deboli, contro un andare contro natura, vedi la difesa d'ufficio della Lega per l’occasione, invita i sindaci, i politici che si comportano da bambini e da ragazzini a disimparare: orientarsi nelle strade con il tom tom, significa perdersi nella vita.

(libero adattamento)

giorgio - Ven Gen 22, 2010 11:36 am
Oggetto:
VdA To Day ha scritto:
Consiglio comunale di Aosta, 20 gennaio

«Abbiamo due città: la città degli anziani e la città d’arte. Il peso degli anziani ricordiamolo: sono un quarto della popolazione. La città degli anziani va difesa e alleggerita dalla pressione fiscale, però la città è compressa dal gran numero di anziani»

«In città c’è pressione sociale dovuta alla nuova immigrazione, con enorme richiesta di abitazioni, a fronte di una disponibilità che non è sufficiente a soddisfarla. Non vorrei essere tacciato di xenofobia o razzismo, ma voglio dire che sono dei flussi che vanno regolamentati.
Se a prima vista l’immigrato è considerato come una ricchezza e una crescita, non dimentichiamoci che ciò che porta del bene, comporta purtroppo il fatto dei ricongiungimenti familiari.
Tra gli immigrati non sempre c’è voglia di adeguarsi, in questo Paese si sono dimenticati dei doveri dei cittadini italiani e non italiani, non si può sempre mettere in prima linea il fatto che uno deve avere diritti.
Se ho un soggetto che lavora, con tre o cinque figli, il parentado di queste persone sotto l’aspetto economico diventa un debito.
Chiudo qui questa parentesi leghista»
Ettore Vierin

giorgio - Gio Feb 25, 2010 3:35 pm
Oggetto:
I sindacati e lo sciopero degli immigrati.

Sull'ipotesi di uno sciopero reale dei lavoratori migranti i distinguo dei sindacati hanno pesato non poco, fino ad escluderne di fatto la praticabilità. Il 1° marzo si terranno manifestazioni e numerose iniziative ma non uno sciopero vero e proprio.
Una delle motivazioni addotte da tutti i sindacati è stata quella della possibile mancanza di comprensione da parte dei lavoratori italiani, soggetti e sensibili alle pressioni xenofobe.
RadioRadicale.it rende pubblica una video-inchiesta che sconfessa questo principale alibi sindacale.
A Brescia e Vicenza - luoghi a più alta concentrazione di lavoro operaio migrante ed esempio di quel nord eletto arbitrariamente a patria padana da una Lega maggioritaria - le interviste di fronte alle fabbriche testimoniano una realtà complessa, ma conscia delle difficoltà dei migranti nel nostro paese. Questi lavoratori sembrano meno sensibili di quello che si creda alle sirene leghiste, anzi riconoscono l'apporto decisivo per l'economia locale del lavoro migrante e, in molti casi, sono disponibili addirittura a scioperare insieme agli immigrati.



Ps. Si chiede all'organizzazione "Loris Fortuna": che ci sta a fare nel movimento radicale se poi qui in Valle non agisce anche come movimento federalista?


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giorgio - Ven Feb 26, 2010 6:44 pm
Oggetto:
europaquotidiano.it 26 febbraio 2010 ha scritto:
Tra un mese comincia la secessione
I risultati delle regionali saranno importanti per molti aspetti, ma al Nord potrebbero segnare un evento politico di prima grandezza, per certi aspetti storico. In Veneto e in Lombardia il dato storico rischia di essere l’assunzione dei pieni poteri da parte della Lega. Un passaggio difficilmente reversibile in tempi brevi. Al controllo di comuni e province, i leghisti aggiungeranno la conquista piena del Veneto – col voto per il partito e la presidenza a Zaia – e un rovesciamento delle parti in Lombardia: emorragia fortissima di voti dal Pdl (si prevede un elettore su cinque) e dura ipoteca sulla presidenza Formigoni. C’è da aggiungere che se anche la corsa di Cota in Piemonte non risultasse vincente, anche nel Nord-ovest la leadership consegnata dalla destra alla Lega appare in tempi brevi difficilmente revocabile. Tanti fattori spingono in questa direzione. Innanzi tutto l’aria pesante da nuova Tangentopoli.

Poi l’aborto del progetto Pdl, frammentato in decine di feudi che rendono poco credibili e incontrollabili (quindi permeabili alle infiltrazioni) liste e dirigenze locali. Infine l’arrendevolezza fin qui dimostrata da Berlusconi nei confronti di Bossi: il prezzo della stabilità a Roma (la poca che c’è) è la resa incondizionata al Nord. Soltanto in Piemonte i cedimenti di Berlusconi non corrispondono alla resa della politica tutta, perché lì l’argine Pd-Udc tiene.
Tra un mese potremmo dunque trovarci con un pezzo del progetto leghista originario – quello dei primordi, dell’età rivoluzionaria – portato a termine. Bossi può finalmente avere allo stesso tempo il controllo politico e amministrativo del “suo” territorio, l’egemonia sostanziale anche sul piano del messaggio pubblico, un potere di condizionamento a livello nazionale paragonabile a quello delle formazioni regionaliste spagnole o addirittura tedesche (modello Csu). Alla luce di una simile prospettiva, tante cose appariranno sotto una luce diversa.

Innanzi tutto occorrerà riconsiderare le preoccupazioni di chi (fin qui inascoltato) torna a guardare dentro la Lega nord, nel suo dna profondo, nei suoi propositi storici, a cominciare da quello enunciato al primo punto del suo statuto: «La nostra finalità è l’indipendenza della Padania e il suo riconoscimento come Repubblica indipendente e sovrana». Con le liste padane al 39 per cento in Veneto e al 25 in Lombardia, l’obiettivo roboante suona già un po’ più concreto. L’appello ai presidenti delle camere pubblicato da Europa in novembre torna di inquietante attualità: la violazione costituzionale di quell’articolo statutario non è più solo accademia, quando chi ha scritto quelle parole ha ormai tanto potere. E assumono un significato più preciso anche i reiterati appelli di Napolitano alla difesa dell’unità nazionale. Si può dire qualsiasi cosa di Berlusconi, del suo efficace arroccamento politico, delle sue residue prospettive. Certo è che non sarà lui l’uomo in grado di fermare la macchina bossiana, ammesso che lo volesse. Tanto meno potrà farlo il Pdl, che anzi della marea leghista è la vittima designata. Le tre persone che ieri si sono viste a pranzo (e l’hanno fatto sapere) ne sono tutte consapevoli: Fini, Casini, Pisanu. Per adesso, e fino a prova contraria, rappresentano la somma di tre impotenze, al massimo il tentativo di smarcarsi da un fallimento imminente.

Come è noto, il Pd dalla Lombardia al Veneto è poco più di pura resistenza. La questione leghista rimane sospesa, tra i dirigenti democratici, fra l’antico disegno (e anche qualcosa di più) di usare i padani in chiave anti-berlusconiana, e la paura che l’avversario del futuro possa essere molto più Bossi dello stesso Berlusconi. Bersani negli ultimi tempi è sembrato propendere per questa seconda tesi. Ma quale interlocutore bisognerà scegliere, se e quando arriverà il tempo di cambiare legge elettorale e fare qualcuna delle riforme istituzionali di cui tanto si parla? L’impressione è che il tempo dei calcoli e dei giochi di sponda si avvii a scadere. Nel frattempo, a forza di parlarne, la secessione da spauracchio remoto comincia a farsi pura e semplice realtà fattuale.


Certo è che, lo sappia anche la regione Val d'Aosta, non sarà Berlusconi l’uomo in grado di fermare la macchina bossiana, ammesso che lo volesse. Tanto meno potrà farlo il Pdl, che anzi della marea leghista è la vittima designata. Le tre persone che ieri si sono viste a pranzo (e l’hanno fatto sapere) ne sono tutte consapevoli: Fini, Casini, Pisanu. Per adesso, e fino a prova contraria, rappresentano la somma di tre impotenze, al massimo il tentativo di smarcarsi da un fallimento imminente.

Come è noto, il Pd dalla Lombardia al Veneto è poco più di pura resistenza. La questione leghista rimane sospesa, tra i dirigenti democratici, fra l’antico disegno (e anche qualcosa di più) di usare i padani in chiave anti-berlusconiana, e la paura che l’avversario del futuro possa essere molto più Bossi dello stesso Berlusconi. Bersani negli ultimi tempi è sembrato propendere per questa seconda tesi. Ma quale interlocutore bisognerà scegliere, se e quando arriverà il tempo di cambiare legge elettorale e fare qualcuna delle riforme istituzionali di cui tanto si parla? L’impressione è che il tempo dei calcoli e dei giochi di sponda si avvii a scadere. Nel frattempo, a forza di parlarne, la secessione da spauracchio remoto comincia a farsi pura e semplice realtà fattuale.

giorgio - Lun Mar 01, 2010 2:51 pm
Oggetto:
giorgio ha scritto:
I sindacati e lo sciopero degli immigrati.

Sull'ipotesi di uno sciopero reale dei lavoratori migranti i distinguo dei sindacati hanno pesato non poco, fino ad escluderne di fatto la praticabilità. Il 1° marzo si terranno manifestazioni e numerose iniziative ma non uno sciopero vero e proprio.
Una delle motivazioni addotte da tutti i sindacati è stata quella della possibile mancanza di comprensione da parte dei lavoratori italiani, soggetti e sensibili alle pressioni xenofobe.
RadioRadicale.it rende pubblica una video-inchiesta che sconfessa questo principale alibi sindacale.
A Brescia e Vicenza - luoghi a più alta concentrazione di lavoro operaio migrante ed esempio di quel nord eletto arbitrariamente a patria padana da una Lega maggioritaria - le interviste di fronte alle fabbriche testimoniano una realtà complessa, ma conscia delle difficoltà dei migranti nel nostro paese. Questi lavoratori sembrano meno sensibili di quello che si creda alle sirene leghiste, anzi riconoscono l'apporto decisivo per l'economia locale del lavoro migrante e, in molti casi, sono disponibili addirittura a scioperare insieme agli immigrati.





INIZIATIVE IN PROGRAMMA LUNEDI' 1° MARZO


1) Alle ore 21, presso il salone di Palazzo regionale, si terrà un convegno dal titolo 'Io amministratore per il bene comune', organizzato dal Comitato per la Sussidiarietà. Nel corso della serata interverrà, tra gli altri, anche il segretario regionale del PD Raimondo Donzel.

2) Il PD VdA aderisce alla manifestazione 'Una giornata senza di noi', organizzata in tutta Italia da associazioni di volontariato, sindacati, gruppi e singoli cittadini per sensibilizzare l'opinione pubblica sul valore della presenza dei cittadini immigrati nella nostra società.[/color]
giorgio - Gio Mar 11, 2010 6:13 pm
Oggetto:
Citazione:
Prosperini patteggia. Tre mesi fa fu arrestato in diretta tv
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Prosperini
Tre mesi fa lo avevano arrestato in diretta tv. Pier Gianni Prosperini della Lega, partecipava a un programma televisivo proprio per ribadire con sdegno e decisione la sua innocenza. Ora patteggia una pena a tre anni con un risarcimento di quattrocentomila euro. L’accusa per l’ex assessore allo sport della Regione Lombardia, con un passato in Alleanza nazionale e un presente nel Pdl, era pesante: corruzione, turbativa d’asta e truffa.

L’indagine della Procura di Milano aveva portato a ipotizzare che Prosperini avesse preteso una “mazzetta” da 230mila euro dall’imprenditore Raimondo Lagostena, per “pilotare” un appalto regionale da oltre sette milioni di euro “per la realizzazione del progetto di comunicazione per la promozione del turismo nella Regione Lombardia del 2008-2010″. La richiesta del patteggiamento l’ha formulata proprio lui e i magistrati che lo accusano hanno accettato la proposta, in attesa che il gip Gambitta decida di approvare la “congruità” della sanzione. Su Prosperini ci sono altre tre indagini in corso per presunta corruzione: anche con questo patteggiamento le inchieste andranno avanti per far luce sulla gestione da parte dell’ex assessore dei fondi regionali per lo sport e il turismo.


Questa nessuno ve la dice o la potrebbe riportare. Tantomeno qui in Valle d'Aosta dove l'informazione è generalmente controllata! Né si trova quasi nulla su internet, ma l'assessore Piergianni Prosperini è stato condannato, per corruzione, a 3 anni e 3 mesi ed a 400mila euro di risarcimento. Sarebbe stato lo stesso Prosperini a chiedere il patteggiamento. Così, per la cronaca. E la sua vicenda giudiziaria non è ancora finita.
giorgio - Ven Mar 26, 2010 6:58 pm
Oggetto:
Citazione:
Milano, Prosperini ai domiciliari tenta il suicidio

L'ex assessore regionale lombardo del Pdl Piergianni Prosperini, arrestato lo scorso dicembre per un presunto giro di tangenti legato al marketing televisivo del turismo in Lombardia, ha tentato di togliersi la vita nella sua abitazione in corso Garibaldi a Milano, dove si trovava agli arresti domiciliari. Lo hanno riferito fonti delle forze dell'ordine..

Stamattina, riferiscono le fonti, un'ambulanza è giunta d'urgenza nell'abitazione del centro di Milano, in cui Prosperini si trovava con la moglie, che ha chiamato i soccorsi scoprendolo sanguinante. L'uomo politico aveva dei tagli alle vene dei polsi del braccio e a una gamba e si sarebbe ferito con un bisturi dopo aver preso un sonnifero. E' stato trasportato in codice verde all'ospedale San Carlo, dove è ancora ricoverato.

Nell'abitazione, dove ora la polizia scientifica sta effettuando rilievi, dicono le fonti, c'erano lettere indirizzate a tutti i familiari in cui Prosperini fa delle considerazioni sulla sua vicenda giudiziaria e anche sull'opportunità del suicidio, nonché sue riflessioni sul fatto che questo gesto possa essere veramente considerato un peccato o meno. Lettere che ora il pm Alfredo Robledo, che indaga sulla vicenda giudiziaria che coinvolge l'ex assessore, riferiscono fonti giudiziarie, sta acquisendo agli atti.

In due lettere, alla moglie e alla figlia, riferiscono fonti investigative, l'ex assessore avrebbe chiesto scusa per il suo gesto, chiedendo di non essere condannato moralmente. Una terza lettera ai magistrati invece parlerebbe di una persecuzione giudiziaria che lo avrebbe indotto a compiere un gesto estremo.

"Non ce l'ho fatta a farla finita", ha detto Prosperini a uno dei suoi avvocati accorso sul posto, hanno riferito fonti giudiziarie. Nella lettera ai magistrati, hanno detto ancora le fonti, Prosperini avrebbe scritto di non odiare i pubblici ministeri, sottolineando che la Regione non ha avuto nessun danno nella vicenda che lo riguarda. Uno dei sui legali, l'avvocato Ettore Traini, ha detto che il suo assistito, uomo molto comunicativo, era evidentemente depresso e soffriva molto agli arresti domiciliari. In procura, i pm Robledo e Paolo Storari hanno fatto sapere, al di là della vicenda processuale, di essere dispiaciuti, augurando una pronta guarigione

La settimana scorsa il gip Andrea Ghinetti aveva concesso gli arresti domiciliari a Prosperini, rilevando nella sua ordinanza che la custodia domestica appariva "idonea a garantire le esigenze cautelari", dopo che l'imputato aveva messo a disposizione una somma di denaro a titolo di risarcimento e aveva presentato istanza di patteggiamento con consenso del pubblico ministero. Prosperini era stato arrestato a dicembre con l'accusa di corruzione, turbativa d'asta e truffa aggravata. Secondo gli inquirenti, attraverso l'analisi dei flussi finanziari è stata individuata una presunta "tangente" da 230.000 euro data a Prosperini su conti svizzeri intestati a società fiduciarie.


giorgio - Ven Mar 26, 2010 7:02 pm
Oggetto:
www.tommasomerlo.ilcannocchiale.it ha scritto:

Il bluff della Lega

Il bluff della Lega Politica Da tempo ai guerrieri celtici è cresciuta la panza. Sembrano lontani anni luce i tempi in cui scendevano dalla Padania per sconfiggere Roma ladrona: alla fine nella cloaca si sono tuffati e ci nuotano con una certa maestria se è vero che al nord si apprestano a sconfiggere i berluscones


Nonostante le panze, si atteggiano ancora a selvaggi guerrieri sotto un tendone di Pontida, invece che uomini politici stagionati che occupano da padroni i palazzi romani. Il Calderoli inceneritore è solo l'ultimo episodio. Sarà la strategia del movimento di lotta e di governo. Di lotta per le strade prima delle elezioni, di governo nei palazzi il resto dell'anno. Una strategia che perseguono con tenacia da quando, nel 94, un lampo di lucidità aveva convinto Bossi a far saltare il primo governo Berlusconi. Mesi in cui il Senatur apostrofava il Cavaliere come pericoloso mafioso e piduista e rivendicava la purezza padana. Poi la conversione, il ritorno all'ovile e da allora un crescente idillio sfociato nella plateale amicizia ribadita anche durante l'ultimo flop a Piazza San Giovanni.

In tanti anni da alleato di governo, Bossi non si è mai rifiutato di votare leggi ad personam e non ha battuto ciglio durante gli scandali che hanno travolto Berlusconi. Col tempo ha ceduto Casini, pezzi della destra radicale, e da tempo Fini lotta per uscire dal tunnel berlusconiano, ma Bossi no. Dopo il 94 non ha avuto nessuna esitazione nell'abbracciare incondizionatamente il grande capo e tutti i suoi scheletri. E lo ha fatto, e lo fa, pretendendo di convincere i padani che quella in cui nuotano da anni non è cloaca ma la santa acqua del Po.

Tra una bracciata e l'altra, la Lega è riuscita a piazzare alcune riforme in senso federalista, ma poca roba rispetto alla propaganda e alle sue ambizioni originarie. E tutte le volte che ha cercato di concretizzare le sue idee razziste è stata sostanzialmente smorzata. Di poltrone, invece, la Lega ne ha sempre portate a casa parecchie, e anche prestigiose. E strada facendo, anche consenso grazie all'uso improprio della visibilità governativa. Alla vigilia di queste elezioni regionali sembra che Umberto strapperà lo scettro a Silvio in Padania. E con quello tra le mani aumenteranno i celti panzuti pronti a tuffarsi nel mare nostrum.

Tommaso Merlo*

giorgio - Sab Mar 27, 2010 12:19 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 26/03/2010 09:49 ha scritto:
COMUNALI: AOSTA; PDL E LEGA VALUTERANNO INSIEME ALLEANZE
(ANSA) - AOSTA, 26 MAR -
"Considerata la leale collaborazione esistente anche in Valle d'Aosta tra Pdl e Lega Nord, che sono il pilastro fondante del Governo Nazionale, si è condivisa l'opportunità di valutare insieme le alleanze, nelle diverse forme necessarie, in tutti i Comuni della Valle d'Aosta, con particolare attenzione alla città di Aosta, capitale dell'Autonomia". E' quanto riportato in una nota, firmata dal coordinatore vicario del Pdl, Alberto Zucchi, e del segretario regionale della Lega Nord, Sergio Ferrero, che ieri si sono incontrati "nell'ambito della valutazione delle strategie per le prossime elezioni amministrative in Valle d'Aosta". (ANSA).


Il Pdl insiste non si da per vinto nemmeno qui ad Aosta. Non riesce a vedere quanto gli stia capitando per ora nell'Italia del Nord, dove sta rischiando di soccombere rappresentativamente e numericamente in diverse regioni "azzurre". Insomma un alleato assai pericoloso se ovunque si presenti, con la scusa di essere affidabile e obbediente, subentra irreparabilmente nelle simpatie degli elettori forzitalioti.
PS. Wikipedia
Per chi non lo sapesse, il cuculo è noto per la sua peculiare caratteristica del parassitismo di cova. Esso consiste nel deporre il proprio uovo all'interno del nido di altri uccelli (una cinquantina di specie di Passeriformi, maggiormente cannaiole, capinere, forapaglie, ballerine ed averle). La femmina depone un solo uovo in ogni nido da aprile in poi per un totale di circa 15-20. Le uova somigliano molto a quelle della specie "ospite". Alla schiusa (che di norma avviene dopo circa 12 giorni), il piccolo del cuculo, con l'aiuto del dorso, si sbarazza delle altre uova presenti nel nido e non ancora schiuse, presentandosi quindi nel nido come l'unico ospite. I genitori adottivi vengono ingannati da questo comportamento e nutrono il cuculo come se fosse un proprio nidiaceo per 2-3 settimane. La prima osservazione di questo modo curioso di agire è riportata da Aristotele circa 2300 anni fa, ma la spiegazione completa e dettagliata di questo comportamento la si deve al medico inglese Edward Jenner. In Francia questo comportamento del cuculo ha portato alla nascita del termine "cocu" per indicare una persona il cui partner sia infedele.

giorgio - Mer Mar 31, 2010 4:44 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 31/03/2010 ha scritto:

16:13 REGIONALI: DON SACCO, LEGA NON CONDIVIDE PENSIERO CHIESA
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR -
E' "davvero difficile dire che la Lega manifesta una piena condivisione con il pensiero della Chiesa", mentre "forse l'unica volta che la Chiesa ufficiale è intervenuta in modo fermo contro la Lega è stato quando Umberto Bossi ha criticato i 'vescovoni' e ha minacciato di togliere loro l'8 x mille". Un atteggiamento che equivale a dire: "si interviene se si attacca la Chiesa, un po' meno se si calpestano i diritti delle persone, dei più poveri".

Don Renato Sacco, parroco a Verbania e consigliere nazionale di Pax Christi, per cui, come delegato per l'Iraq, si è recato numerose volte nel Paese asiatico, commenta così il risultato elettorale delle Regionali che ha visto una netta affermazione della Lega nelle regioni settentrionali. Sul sito di 'Mosaico di pace', don Sacco scrive che "la vittoria della Lega diventa un problema sociale". "Non nascondo la preoccupazione - aggiunge sul federalismo - per un progetto che tende a dividere la parte più ricca del nostro Paese per difendere egoisticamente il proprio benessere".

Inoltre, secondo il religioso, bisogna tener presente che la Lega "parla alla 'pancia' delle persone, cavalca le paure, propone un modello di arroganza, di forza, di furbizia, di semplificazione dei problemi senza mezze misure: la colpa di tutto è degli stranieri, dei clandestini-delinquenti". Infine don Sacco critica "chi rivendica di essere 'cattolico' (cioé universale) e dimentica", aggiunge, che il messaggio cristiano comprende tutti. (ANSA).


giorgio - Mar Apr 06, 2010 7:08 pm
Oggetto:
civati blog ha scritto:
Facciamo la 'colla' per la 'benza'

Sindaco e assessore di Lesmo (Lega) propongono di autotassarsi per poter pagare cittadini (informatori) che denuncino i crimini presenti e futuri. Non una 'taglia' vera e propria ma quasi. Faccio una proposta: perché non telefonano al ministro dell'Interno (Lega) e gli chiedono di mettersi tutti insieme e fare una colletta per pagare la benzina per le volanti della polizia? Per una volta, tra le tante iniziative estemporanee, fatte solo per finire sui giornali (e poi nessuno chiede loro che fine abbiano fatto le ronde, i numeri verdi anti-clandestini, le ordinanze contro questo e contro quello e a quali risultati abbiano portato), sarebbe una cosa utile, che andrebbe finalmente incontro al bisogno di sicurezza dei poliziotti e dei carabinieri, prima ancora che dei nostri concittadini. Facciamo la 'colla' per la 'benza'?


giorgio - Ven Apr 16, 2010 12:51 pm
Oggetto:
civati blog venerdì, aprile 16, 2010 ha scritto:
I veri 'cattivi'

Dopo le rette, tocca ai bus. Non più ad Adro, ma a Verona. Si sale di tono. Tosi, il sindaco, dice che non si tratta di discriminazione, ma è solo questione di «evasione fiscale». «Sbagliato schierarsi con gli evasori», aggiunge. Giusto. Infatti, riprendo una piccola proposta: lasciando da parte i bambini e gli anziani (che un Paese civile dovrebbe comunque rispettare), perché il 'cattivismo' non lo destiniamo ai 'cattivi' veri, ai veri 'clandestini', ovvero agli evasori fiscali. Perché la Lega non lancia una campagna contro l'evasione, a tappeto, senza sconti per nessuno? Perché non si introduce una punizione esemplare anche per loro? E così, da un momento all'altro, a molti cittadini (che non lo sono, perché non pagano le tasse, e il no taxation without representation dovrebbe valere anche al contrario) sparirebbero le strade, gli ambulatori, gli ospedali, le forze dell'ordine. Che ne dite, i governatori leghisti lanceranno questa campagna? E Confindustria farà come in Sicilia per il pizzo? Fuori dall'associazione gli imprenditori che 'assumono' lavoratori in nero (che siano neri, in questo senso, non importa) e che non pagano le tasse? «Sbagliato schierarsi con gli evasori». C'è già anche lo slogan. Il passo successivo è rifiutare il loro voto. Chissà.


giorgio - Lun Apr 26, 2010 7:00 pm
Oggetto:
Mi sembra che oramai sia dimostrato che il popolo della padania, quello che và ai raduni di Pontida in divisa celta completa di corna, tanto per intenderci, è qualcosa di ben più pericoloso di una semplice mascherata carnevalesca. E' la realizzazione del pensiero dei capi leghisti alla borghezio e gentilini, è la prima linea del movimento dei valligiani sempre timorosi del "diverso" in tutti i sensi. La chiacchera da bar si è fatta politica dello stato e passo a passo sta scendendo dalle valli pervadendo la nostra società rendendola sempre più cattiva e intollerante fino al giorno in cui diverrà legittimo richiedere che gli ebrei si cuciano una stella gialla sul bavero.

E' gia successo ed è successo esattamente con le medesime modalità, cribbi. Bisogna smetterla di interloquire con questi che si presentano in doppiopetto a Roma e poi, non solo cavalcano i più bassi istinti della gente, ma addirittura tentano di realizzarne le fantasie più becere. Il fatto che certa gente teorizzi e metta in pratica certe idee significa che non ha la più pallida idea dei concetti di società civile e di democrazia, quindi cercare il dialogo con questi non serve a nulla. Vanno ostracizzati e basta, esattamente come si fece con i nostalgici del partito fascista negli anni 70.

giorgio - Ven Apr 30, 2010 3:17 pm
Oggetto:
l'Unità ha scritto:
Leghisti e berlusconiani bravi razzisti di provincia

Ogni tanto l’opinione pubblica, o almeno quello che rimane, si desta dal suo torpore e pare indignarsi davanti al sindaco leghista di Adro che vieta la mensa ai bambini delle famiglie morose oppure per l’operazione White Chrystmas, la simpatica caccia all’immigrato del comune di Coccaglio organizzata per festeggiare il Santo Natale. Ma sono solo i casi più clamorosi quelli che bucano la cortina della censura e del conformismo informativo. Se si va sul territorio, infatti, gli atti amministrativi delle giunte leghiste e del pdl esplicitamente discriminatori nei confronti degli stranieri sono molti di più, magari hanno un minor impatto mediatico ma non sono affatto meno gravi.

Anzi. C’è una proliferazione di delibere di comuni più o meno grandi e importanti, governati dalla Lega e dagli amici berlusconiani, che violano esplicitamente la nostra Costituzione e i diritti fondamentali di ogni persona. Discriminazioni e razzismi Così, dopo aver sentito il ministro Carfagna ad Annozero esprimersi nettamente contro tutte le discriminazioni, abbiamo deciso di fare un giro nella provincia di Brescia, territorio leghista e cattolico che più non si può, per vedere che aria tira. In questa raccolta d’informazioni ci aiutano la Cgil e l’Asgi (Associazione studi giuridici immigrazione) che raccoglie avvocati e studiosi in prima fila nella lotta contro le discriminazioni e il razzismo.

Il tabellone che pubblichiamo nella pagina seguente riassume tutti i casi di delibere amministrative delle giunte leghiste e del pdl che sono state impugnate dalla Camera del lavoro di Brescia che ha vinto tutte le cause avviate e pure tutti i ricorsi. Perchè quando uno è razzista è pure così stupido da insistere nel suo errore. Partiamo dal capoluogo: Brescia, già capitale dell’industria e cattedrale operaia. Il comune ha lanciato nel 2008 un bando per l’erogazione del bonus bebè, riservando però il contributo di mille euro solo ai figli di italiani. La Cgil ha presentato ricorso per discriminazione e ha vinto. Il sindaco Adriano Poli, pdl, sodale della Compagnia delle opere, ha contestato cinque volte la sentenza e cinque volte ha perso. Il comune di Ospitaletto, sindaco Giorgio Prandelli (pdl), è stato sconfitto due volte perchè pretendeva che i cittadini stranieri rifugiati politici presentassero un certificato penale del paese di origine (oltre a dimostrare di avere un reddito minimo di 5000 euro) per ottenere l’iscrizione all’anagrafe.
di Rinaldo Gianola

giorgio - Gio Mag 13, 2010 1:59 pm
Oggetto:
AostaSera.it 13/05/2010 ha scritto:
Calderoli scatena il putiferio. Il Consiglio Valle esprime “riprovazione" per le parole del ministro
Aosta - Su Libero, il ministro ha dichiarato: “Toccherà andare in Val d’Aosta per ridurre i loro di 180 milioni”. L'assemblea approva una risoluzione che impegna il presidente della Regione a non sottoscrivere accordi senza l’assenso da parte del Consiglio.
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L'intervista di Calderoli a Libero

"Sono veramente dispiaciuto che da una errata lettura ad una mia intervista sia in qualche modo risultato che il 'benevolo ricatto' a cui accennavo potesse essere riferito alla trattativa con la Regione Val d'Aosta, trattativa in cui, fin dall'inizio, si e' instaurato un clima di assoluta e leale collaborazione e di sereno confronto". E' quanto dichiara oggi, giovedì 13 maggio, il ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli, dopo che le sue esternazioni di qualche giorno fa avevano provocato un putiferio fra le forze politiche valdostane. Ieri, infatti, il consiglio regionale ha approvato all'unanimità una risoluzione di Alpe e Pd proprio sul federalismo fiscale, mettendo d'accordo anche i consiglieri del Popolo della Libertà, anche se in aula, in quel momento, era presente solo Alberto Zucchi. Nel testo si esprime "lo sdegno del Consiglio regionale e la sua totale riprovazione per la strategia messa in atto dal Ministro Calderoli e per le sue incredibili dichiarazioni, invita il Presidente della Regione a riferire senza indugio alla Commissione consiliare competente circa lo stato reale della trattativa e a non sottoscrivere nessun accordo senza il preventivo assenso sui suoi contenuti da parte del Consiglio".
Le parole di Calderoli
Probabilmente c'è stata un "errata lettura" dell'intervista rilasciata al giornalista Francesco Specchia e pubblicata su Libero nell numero di domenica 9 maggio. Qui di seguito le due risposte del ministro. "In Trentino sono riuscito a ridurre i trasferimenti annuali di 1,3 miliardi. Tra 15 giorni toccherà andare in Val d'Aosta; sto trattando per ridurre i loro di 180 milioni. Poi toccherà alla Sicilia, lì sarà un casino. Conto di portare a casa un risparmio di 2,5 miliardi che non sono una tantum ma per sempre. Cerco, col federalismo, di rendere via via più speciali le regioni ordinarie e più ordinarie quelle speciali. Il problema delle Speciali è che per legge devi patteggiare tutto con loro, ci vuole il consenso per ogni modifica. Spesso l'ottengo instillando il buon senso col ricatto".
Come sarebbe, col ricatto?
"Sì, faccio il delinquente, lo ammetto. Lo sa che le Regioni a statuto speciale prendevano l'Iva sull'importazione nonostante, col libero mercato, questa non esista più? Però, per esempio, Bolzano doveva avere 7 miliardi e non voleva sentire ragione, né crisi né altro. Io me ne sono fottuto e intanto gli ho bloccato i trasferimenti, così siamo arrivati a trattare. Certo uno dice: meglio abolirle, ma la legge non lo consente, intanto cominciamo a tagliarne piano piano i privilegi. Il vero problema è stata la modifica del titolo V° della Costituzione, fatta da quegli altri".
di Domenico Albiero



Ebbene sentite cosa dice Giancarlo Borluzzi, il miracolato della coalizione di centrodestra, l'uomo che sa tutto di tutto, dalle montagne alla polenta concia: "Chi critica lo Stato o parlamentari o partiti nazionali fa demagogia elettorale verso gli impreparati: se quanto Calderoli ha detto si concretizzerà, la Valle dovrà leccarsi i baffi perchè godrebbe comunque del miglior trattamento finanziario in Italia e probabilmente nel mondo. Lo dice l’aritmetica.
giorgio - Gio Mag 13, 2010 4:11 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 13/05/2010 16:43 ha scritto:
FEDERALISMO: PARLAMENTARI VDA, CONFRONTO SIA CORRETTO
(FEDERALISMO: CALDEROLI, CON VAL D'AOSTA...' DELLE 10.20)
(ANSA) - AOSTA, 13 MAG
- Sul federalismo fiscale "vi sia una proposta frutto di un confronto corretto tra tutte le istituzioni valdostane e il Governo". E' quanto chiedono il senatore Antonio Fosson e il deputato Roberto Nicco, parlamentari valdostani, commentando le dichiarazione del ministro per la semplificazione Roberto Calderoli.

"Contestiamo - spiegano - la modalità con cui viene affrontato un problema così delicato e vitale per la Valle d'Aosta come quello del federalismo fiscale". Secondo Nicco e Fosson "i finanziamenti erogati alla Valle non servono per mantenere privilegi ma per sostenere costi maggiori di servizi e di un particolarismo di un popolo che vive in montagna". (ANSA).



Ma chi avrà ragione? Comunque noi rimaniamo sempre in brache di tela...
emilio - Gio Mag 13, 2010 10:50 pm
Oggetto:
ah ma si trattava di un "ricatto benevolo" ... Embarassed Rolling Eyes
e dillo prima allora, che ti stavamo prendendo sul serio ... Twisted Evil
giorgio - Ven Mag 14, 2010 10:29 am
Oggetto:
(ANSA) Data: 13/05/2010 10:20 ha scritto:
FEDERALISMO: CALDEROLI, CON VAL D'AOSTA LEALE COLLABORAZIONE
(ANSA) - AOSTA, 13 MAG -
Nella trattativa sul federalismo fiscale tra Ministero per la semplificazione e Regione autonoma Valle d'Aosta "si è instaurato un clima di assoluta e leale collaborazione e di sereno confronto: una trattativa che, infatti, ha portato, con soddisfazione di ambo le parti, ad una possibile soluzione del tavolo". Lo afferma oggi il ministro Roberto Calderoli.

Riferendosi poi alle reazioni suscitate in Valle d'Aosta da una recente intevista rilasciata al quotidiano Libero, Calderoli ha anche precisato: "Sono veramente dispiaciuto che da una errata lettura ad una mia intervista sia in qualche modo risultato che il 'benevolo ricatto' a cui accennavo potesse essere riferito alla trattativa con la Regione Val d¿Aosta". Calderoli ha poi auspicato che il "clima di collaborazione prosegua anche in futuro continueremo a lavorare per la salvaguardia e la specialità delle Regioni e delle Province a statuto speciale e nel contempo ad una loro partecipazione al processo federalista nazionale". (ANSA)



FEDERALISMO: CALDEROLI, CON VAL D'AOSTA LEALE COLLABORAZIONE: Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing "Sì, è vero faccio il delinquente, lo ammetto, dice convinto Calderoli. "In Trentino sono riuscito a ridurre i trasferimenti annuali di 1,3 miliardi. Tra 15 giorni toccherà andare in Val d'Aosta; sto trattando per ridurre i loro di 180 milioni. Però, per esempio io me ne sono fottuto con Bolzano e intanto gli ho bloccato i trasferimenti, così siamo arrivati a trattare. Certo uno dice: meglio abolirle, ma la legge non lo consente, intanto cominciamo a tagliarne piano piano i privilegi. Il vero problema è stata la modifica del titolo V° della Costituzione, fatta da quegli altri".

Intanto nella farsesca trattativa sul federalismo fiscale tra Ministero per la semplificazione e Regione autonoma Valle d'Aosta "si è instaurato - e non potevano esserci dubbi di sorta - un clima di assoluta e leale collaborazione e di sereno confronto. Che ipocriti questi politici di destra! Calderoli ha poi auspicato che il "clima di collaborazione prosegua anche in futuro continueremo a lavorare per la salvaguardia e la specialità delle Regioni e delle Province a statuto speciale. Certo che è un gran bel volpino, spero solo che l'altra volpe non soccomba. Anzi no, direi che sarebbe una gran bella batosta per tutti coloro che hanno creduto nella fiaba celtica dei foletti dei boschi che portano soldi a palate....


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giorgio - Lun Mag 17, 2010 5:15 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 17/05/2010 10:45 ha scritto:
FEDERALISMO: VDA; PD-PSI, CALDEROLI CONFERMA TAGLIO RISORSE
(ANSA) - AOSTA, 17 MAG -
"Si conferma dalla più autorevole fonte governativa in materia quanto più volte denunciato dal Pd e dal Psi, ovvero il taglio delle risorse, con grave danno per i cittadini valdostani e della città di Aosta". Così il Partito democratico e il Partito socialista della Valle d'Aosta commentano con "forte preoccupazione" le "dichiarazioni incalzanti" del ministro per la semplificazione Roberto Calderoli, rilasciate ieri in un'intervista al quotidiano La Stampa, in cui si afferma che "serve una strizzata anche alle Regioni autonome".

"La promessa, in cambio della svolta a destra, - si legge nel comunicato di Pd e Psi - di 800 milioni di euro sbloccati a favore della Valle d'Aosta si conferma un meschino trucco elettorale. Dalle casse della Valle d'Aosta spariranno non meno di 180 milioni di euro. E, ancor più grave per il futuro, sarà la perdita del peso politico della nostra autonomia speciale continuamente dileggiata dalla coppia Pdl-Lega, Brunetta-Calderoli".

Per Pd e Psi "se a questo si aggiungono i preannunciati tagli ai redditi delle famiglie e dei pensionati da parte della nuova finanziaria di Giulio Tremonti serve reagire immediatamente. Anche ad Aosta bisogna fermare la svolta a destra nell'interesse delle famiglie, dei lavoratori, dei giovani, dei pensionati e ora anche nell'interesse dell'Autonomia speciale". (ANSA).


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Dopo Brunetta...l'energumeno tascabile pronto a tagliare gli stipendi ai fannulloni, ecco ora è arrivato il momento dei vampiri. Non c’è niente da fare. E' arrivato Padanian Vampire. A differenza del classico vampiro Calderoli non teme la luce, ma al contrario trae vigore dalla luce emanata dal suo viso trasfigurato quando ci viene a raccontare che noi non abbiamo capito le sue dichiarazioni. Altra differenza: al posto dei soliti canini affilati, il Padanian Vampire è dotato di un megafono incorporato che gli serve per alzare la voce quando poi vuole smentire le balle che racconta ai valdostani....
emilio - Mar Mag 18, 2010 11:08 am
Oggetto:
sarebbe da scriverci un libro "la destra incompresa" con tutte le dichiarazioni di leader o presunti tali della destra italiana travisate ad arte o mal interpretate dai mass media di sinistra, ma anche di destra e da buona parte dell'opinione pubblica. Rolling Eyes Mr. Green
giorgio - Ven Mag 21, 2010 5:04 pm
Oggetto:
(ANSA) ha scritto:
Data: 21/05/2010 14:01"] COMUNALI: AOSTA; BORGHEZIO, LEGA GARANZIA SU TEMI SICUREZZA
(ANSA) - AOSTA, 21 MAG -
La presenza della Lega Nord nella coalizione con autonomisti e Pdl per le comunali di Aosta "é garanzia di attuazione ed impegno sui temi della sicurezza, della lotta alla clandestinità, per il rispetto delle regole e per la difesa dalle infiltrazioni del terrorismo islamico". Lo afferma l'europarlamentare della Lega Nord Mario Borghezio.

"La presenza della Lega Nord - aggiunge l'esponente leghista - insieme all'Union Valdotaine e le altre liste autonomiste, oltre al PDL, nelle elezioni di Aosta rappresenta un fatto politico di grande rilevanza. Di più, il coronamento di un sogno: l'unione delle forze autenticamente autonomiste e federaliste, che perseguono il sogno dell'Europa dei popoli e delle regioni".

Per Borghezio "non è quindi un caso che siano venuti ad Aosta, evidentemente allarmati, vari esponenti dei partiti romani a sproloquiare in terra da sempre autonomista in un grottesco e penoso tentativo di sminuire il grandissimo valore rappresentato dall'esempio valdostano della realizzazione degli ideali della carta di Chivasso". (ANSA).



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giorgio - Mar Giu 15, 2010 3:24 pm
Oggetto:
Corriere della Sera ha scritto:
il governatore della lombardia: «vengono tolti i soldi ma non le funzioni»
Manovra , la rivolta delle Regioni
Formigoni: norma incostituzionale


MILANO - Le Regioni non ci stanno. E bocciano i tagli della manovra ai loro bilanci. «La manovra è stata costruita dal governo senza condivisione nè sulle misure nè sull'entità del taglio, riproponendo una situazione di assenza di coinvolgimento diretto»: è quanto si legge in un documento approvato all'unanimità dalla Conferenza delle Regioni e delle province autonome. I governatori sottolineano anche come «sostanzialmente si riducono i margini della riforma del federalismo fiscale» e questo, scrivono, «è un problema gravissimo».
[...]
FORMIGONI - Durissimo anche il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni (Pdl), che, parlando nel corso della conferenza stampa ha spiegato che alle Regioni «vengono tolti i soldi ma non le funzioni: questo contraddice quanto disposto dalla Corte Costituzionale. C'è dunque un rischio di incostituzionalità della manovra, dal momento che la Corte Costituzionale afferma che deve esservi un collegamento diretto tra le funzioni conferite e le risorse necessarie per il loro esercizio». Per Formigoni è necessario «mantenere fermi i capisaldi» della manovra ma occorre «distribuire il carico dei sacrifici in modo proporzionale, come nelle famiglie un buon padre distribuisce il carico dei sacrifici su tutti i figli. Qui invece si carica su un figlio tutto il carico e il padre fa spallucce. Anzi, di più, siamo di fronte ad un padre sciamannato che ha aumentato il debito pubblico». Mentre le Regioni sono «figli virtuosi. Così non è sostenibile né equa e va cambiata», ha aggiunto Formigoni.

COTA - Il capolavoro di equilibrismo politico lo compiva però il neogovernatore del Piemonte Roberto Cota (Lega) , che prima firmava il documento della Conferenza delle regioni e poi si dissociava. «Io condivido l'impostazione della manovra - ha detto Cota - è necessario che venga fatta». Nel documento approvato all'unanimità dalle Regioni - ha quindi proseguito - «viene confermato da parte nostra un atteggiamento costruttivo». Per Cota, infatti, non è a rischio il federalismo fiscale, «anzi, la manovra evidenzia che esso e necessario e indifferibile». Una posizione che non è piaciuta ad Errani che ha sottolineato: «Il documento che definisce irricevibile la manovra economica e nel quale si sostiene che questa mette a rischio il federalismo fiscale l’ha firmato anche lui».

giorgio - Sab Giu 19, 2010 6:21 pm
Oggetto:
Citazione:
Brancher ministro del Federalismo
Napolitano firma la nomina
ROMA -
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato su proposta del Presidente del Consiglio Berlusconi il decreto di nomina di Aldo Brancher a ministro senza portafoglio. Il neo minsitro, che sarà titolare dell'Attuazione del Federalismo, ha già giurato al Quirinale

da wikipedia

Prima di intraprendere la carriera politica è stato prete paolino e braccio destro di Don Emilio Mammana, il sacerdote che ha aperto il primo ufficio pubblicità di "Famiglia Cristiana", ed ha portato il settimanale dalle parrocchie ad essere uno dei periodici italiani più venduti.

Carriera politica
La carriera politica è iniziata nel 1999 dopo una collaborazione come dirigente del gruppo Fininvest a partire dal 1982. Venne eletto alla Camera nel maggio 2001. Durante la XIV Legislatura, sotto entrambi i governi Berlusconi, è stato sottosegretario di Stato nel Ministero per le riforme istituzionali e la devoluzione.

Rieletto alla Camera nell'aprile 2006, è stato vicepresidente del gruppo Forza Italia alla Camera durante la XV Legislatura.

Nel 2008 è stato rieletto nelle liste del Popolo della Libertà. Nel giugno 2010 è nominato Ministro per l'Attuazione del Federalismo

Procedimenti giudiziari
Detenuto per 3 mesi nel carcere di San Vittore, fu uno dei pochissimi inquisiti di Mani pulite a ricevere solidarietà dall'ambiente esterno: lo rivelò il suo datore di lavoro Silvio Berlusconi raccontando che "quando il nostro collaboratore Brancher era a San Vittore, io e Confalonieri giravamo intorno al carcere in automobile: volevamo metterci in comunicazione con lui".

Scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare, è stato condannato con giudizio di primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al Partito Socialista Italiano. Brancher si salva in Cassazione grazie alla prescrizione per il secondo reato e alla depenalizzazione del primo da parte del governo Berlusconi, del quale faceva parte.

Viene indagato a Milano per ricettazione nell’indagine sullo scandalo della Banca Antonveneta e la scalata di Gianpiero Fiorani all’istituto creditizio: la Procura ha rintracciato, presso la Banca Popolare di Lodi, un conto intestato alla moglie di Brancher con un affidamento e una plusvalenza sicura di 300mila euro in due anni.
^^^^
Come sono onesti questi personaggi che ovviamente sono sempre pronti a negare tutto. E poi, vuoi mettere quanto è bello gridare: Roma ladrona! Qualcuno che assomiglia ad un personaggio valdostano...aveva promesso in campagna elettorale un massimo di 12 ministri. Con il nuovo siamo a 24. Non male. Ma lui si sa, esagera sempre, anche quando mantiene le promesse.

Siamo oltre la moltiplicazione delle cariche: siamo alla duplicazione. Perché Brancher sarebbe "ministro per l’attuazione del federalismo" in un governo che ha già, nelle persone di Umberto Bossi e Gianfranco Rotondi, un "ministro delle riforme per il federalismo” e un “ministro per l’attuazione del programma di governo".

Bisogna tagliare il "peso dello Stato", dicono i membri del governo Berlusconi, per risanare i conti del paese. Abbiamo capito cosa intende il centrodestra per "peso dello Stato": la scuola, la ricerca, il welfare, l’università, gli stipendi, le pensioni. Altrettanto chiari sono i capitoli di spesa che il centrodestra non toccherà, nonostante siano quelli da cui hanno cominciato a tagliare i governi del resto d’Europa, anche quelli di destra: le spese militari, per esempio. Oppure la cosiddetta semplificazione, i tagli agli sprechi.

L’eliminazione delle province sbandierata in campagna elettorale è stata al centro di un balletto ridicolo. Qualora l’indiscrezione del Corriere della Sera si rivelasse fondata, anche il taglio delle poltrone e dei costi della politica – solo ieri Berlusconi ha ribadito di voler "dimezzare la popolazione di coloro che vivono di sola politica" – si dimostrerebbe una volta di più una barzelletta, un pò come quell'altra barzelletta degli 800.000.000 di euro che avrebbero dovuto ritornare in Valle come pegno dell'alleanza con la destra e la lega.
giorgio - Ven Giu 25, 2010 11:16 am
Oggetto:
Ma se fosse vero che il leghista puro si è presentato con una lista che raccoglie 18 firme false su 19 ?



Citazione:
I piemontesi non sono pirla, questi ricorsi sono vergognosi". Duro affondo del presidente della Regione in aula durante il quale ha sostenuto che sostenuto che l'accettazione dei ricorsi elettorali stravolgerebbe la volontà popolare. Cota ha lasciato l'aula dicendo: "Ora vado a lavorare". Il Pd offeso occupa l'aula. Seduta sospesa

"I piemontesi non sono pirla, per questo avete perso le elezioni. La gente continua a fermarmi per strada. Voglio governare cinque anni e proprio perché non sono pirla non sottovalutatemi, i piemontesi non la prenderebbero bene". Così, con tono adirato, parlando rivolto ai consiglieri in aula durante il consiglio regionale, il presidente leghista della Regione Piemonte Roberto Cota ha scatenato una bagarre. Tanto che la seduta è stata sospesa più volte.

Motivo della rabbia del presidente, i ricorsi elettorali. E' di pochi giorni fa infatti la notizia della chiusura da parte della procura di Torino dell'inchiesta su presunte irregolarità della lista pensionati per Cota, rappresentata dal neoeletto Michele Giovine. Non solo. Il primo luglio si terrà l'udienza del Tar dove si entrerà nel merito di altri tre ricorsi presentati da Federazione dei Verdi, Udc e Pensionati e invalidi per Bresso, sempre contro presunte irregolarità del voto dello scorso marzo.

"Alcuni dei miei amici mi hanno criticato per avere parlato di golpe giudiziario - ha esordito Cota in consiglio - dicono che sono stato troppo generoso. Chi ha da perdere è solo la sinistra. Questi ricorsi sono politicamente vergognosi. La sinistra fa il solito gioco di palazzo. E adesso chi candideranno? L'idealismo di Bresso si è fermato al suo posticino in Europa. I consiglieri non vogliono andare a votare perché è sempre un terno al lotto".

"Io ho combattuto a viso aperto - ha detto il presidente - ho vinto le elezioni perché la gente ha scelto me e ha scelto di mandare a casa il presidente uscente. Il risultato del voto è inequivocabile, non si discute. Qui deve vincere per forza la sinistra. Un'altra regola elementare è che la sovranità appartiene al popolo e questo è sacro. Sono le dittature che cercano di comandare con gli artifizi. Spero che nessun giudice metta in dubbio questo principio".

Al termine del "comizio", Cota è uscito dall'aula dicendo ai consiglieri: "me ne vado perchè ho da fare, io vado a lavorare". Parole che hanno scatenato le proteste del centrosinistra. "Cota offende l'aula - ha detto il capogruppo Pd Aldo Reschigna - fa un comizio e in modo sprezzante se ne va come se noi fossimo nullità. E' un presidente di Regione, non può comportarsi così in una sede istituzionale e democratica". I consiglieri del Pd, in particolare Wilmer Ronzani e il capogruppo Aldo Reschigna hanno rilevato alla presidenza del consiglio che "un simile comportamento da parte di Cota è offensivo non solo per l'opposizione ma prima di tutto per la presidenza dell'aula e per le prerogative del Consiglio tutto". Poi tutti i consiglieri del partito sono usciti dai banchi occupando l'emiciclo. Il presidente di Palazzo Lascaris, Valerio Cattaneo, è allora intervenuto dichiarando la seduta sospesa.
da repubblica on line

Siccome siamo garantisti, aspettiamo l'esito delle indagini, però fa sorridere quanto questa lega assomigli sempre di più al potere che avrebbe voluto combattere...
giorgio - Dom Lug 11, 2010 11:42 am
Oggetto:
LaStampa 11 Luglio 2010 ha scritto:
POLITICA.
VERSO IL CONGRESSO DEL CARROCCIO
La Lega furiosa con gli alleati

Il segretario regionale:
«C’erano accordi chiari per la pari dignità
in enti e istituzioni»
AOSTA

A sette giorni dal congresso, il segretario regionale della Lega Nord Sergio Ferrero si prepara a dare battaglia alle forze politiche (Union valdôtaine, Stella alpina, Fédération e Popolo della libertà) cui cui aveva sottoscritto un patto d’alleanza per le elezioni amministrative del 23 maggio.

«Voglio arrivare al congresso di domenica 18 luglio - dice Sergio Ferrero - con qualcosa da dire ai leghisti valdostani, molto indispettiti per come la Lega viene trattata dagli alleati. Avevamo impostato la campagna elettorale sul piano della pari dignità tra movimenti e partiti, una parità che sottintendeva un condivisione e un equilibrio nelle ripartizione degli incarichi, sia nelle sedi istituzionali (consigli comunali e giunte) cui purtroppo non abbiamo potuto partecipare per la mancata elezione di nostri rappresentanti sia negli enti partecipati o controllati dalle istituzioni (come l’Aps ad Aosta). C’è stata invece un’occupazione totale e capillare da parte degli autonomisti, spartizione cui è stato invitato a partecipare il Pdl ma non Lega».
Domani Ferrero sarà a Milano a parlare con il ministro Roberto Calderoli. «Voglio fare presente questa situazione al ministro e chiedere l’intervento dei vertici nazionali per ricordare ai dirigenti di movimenti e partiti che con noi hanno condiviso il programma delle amministrative che la Lega è un partito di governo, non una formazione politica di periferia da “usa e getta”». La Lega Nord Valle d’Aosta terrà il congresso (a porte chiuse) alle 18 di domenica 18 luglio nella sala della biblioteca di Saint-Christophe. Il programma prevede il rinnovo delle cariche all’interno del partito per il triennio 2011/2013 e l’elezione dei cinque delegati che parteciperanno al Consiglio nazionale.


(ANSA) Data: 05/05/2010 19:33 ha scritto:

COMUNALI: AOSTA; FERRERO, LEGA INSIEME A UV E' DATA STORICA
(ANSA) - AOSTA, 5 MAG -
"Oggi è una data storica perché la Lega Nord e l'Union Valdotaine sono insieme, così come avevano progettato e voluto Bruno Salvadori e Umberto Bossi". Ha esordito così Sergio Ferrero, segretario della Lega Nord Valle d'Aosta nel presentare oggi all'Hostellerie du Cheval Blanc, ad Aosta, i candidati della lista che appoggia il ticket Bruno Giordano e Alberto Follien.

"Il sole delle Alpi splenderà il 24 maggio sulla vittoria della coalizione che presenta due candidati seri e con esperienza amministrativa, ma, soprattutto, con la voglia di fare che è tanto cara alla Lega". Di "momento storico" ha parlato anche Alberto Follien, rivolgendosi al figlio di Salvadori, Massimo, presente in platea, sottolineando come "negli anni 70 solo l'Union e Bossi parlavano di autonomismo, federalismo e regionalismo. Ora sono temi di portata nazionale".

"La Lega vince al Nord - ha detto il candidato sindaco Bruno Giordano - perché amministra bene ma soprattutto parla alla gente ed è radicata sul territorio. Sono felice che questo partito faccia parte della coalizione. Questo è il primo passo di un progetto che vede due partiti legati al territorio andare insieme sul territorio per renderlo più dinamico e più produttivo". (ANSA).


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ONCE UPON A TIME THE HISTORY

ma la Storia siamo noi...
La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.
E poi ti dicono “Tutti sono uguali,
tutti rubano alla stessa maniera”.
Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.
Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,
la storia entra dentro le stanze, le brucia,
la storia dà torto e dà ragione.
La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.
E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.

grecorob - Mar Lug 13, 2010 7:00 pm
Oggetto:
Ma il Ferrero di cui si parla non è lo stesso che gongolava perchè finalmente la Sinistra statalista ,almeno ad Aosta, era stata estromessa finalmente dal Governo della Città ?
Vuoi mica pensare che un Leghista ambisse anche ad un Assessorato tecnico oppure ad un posto da Sottogoverno in qualche Ente controllato?
Non posso non credere che un Leghista si dia tanto da fare per puro idealismo.Bè, se poi arriva anche qualche poltrona,che male c'è,deve aver pensato il nostro personaggio.........o no!!!!!!!!!!
Concludendo.ha voluto la bici, ora pedali in silenzio!!!!!!(ed infatti il Congresso lo fanno a porte chiuse)
giorgio - Mar Lug 13, 2010 9:39 pm
Oggetto:
grecorob ha scritto:
Ma il Ferrero di cui si parla non è lo stesso che gongolava perchè finalmente la Sinistra statalista ,almeno ad Aosta, era stata estromessa finalmente dal Governo della Città ?
Vuoi mica pensare che un Leghista ambisse anche ad un Assessorato tecnico oppure ad un posto da Sottogoverno in qualche Ente controllato?
Non posso non credere che un Leghista si dia tanto da fare per puro idealismo.Bè, se poi arriva anche qualche poltrona,che male c'è,deve aver pensato il nostro personaggio.........o no!!!!!!!!!!
Concludendo.ha voluto la bici, ora pedali in silenzio!!!!!!(ed infatti il Congresso lo fanno a porte chiuse)


Caro Roberto riporto da uno stralcio di un articolo apparso su AostaSera il 24/05/2010 di Alessandro Mano dove si rende noto che alla Lega Nord quello che è uscito dalle elezioni comunali del 23 maggio non porterà invece alcun Consigliere nella nuova assemblea comunale. Non ostante tutto, spiega Sergio Ferrero, segretario regionale: "Questo è un ottimo risultato per la coalizione, e noi daremo il nostro contributo per quel poco che riusciremo a fare soprattutto nei nostri progetti più cari, dalla sicurezza all'aiuto alle famiglie locali, più che alle altre. Inoltre Ferrero affermava che la defezione dell'ex presidente Aldo Meinardi non peserà proprio per niente". E come potrai leggere qua sotto credo che abbia cambiato atteggiamento nei confronti di questa coalizione che lo vedeva come partecipante di "striscio". Voglio inoltre ricordare che questo personaggio aveva esultato nell'apprendare i risultati del Pd: "Finalmente abbiamo sconfitto e messo fuori gioco la sinistra in Valle d'Aosta". Avessero loro tutti i rappresentanti nei Comuni del territorio come li abbiamo noi! Vero caro Assessore al bilancio e alle Politiche sociali al comune di Quart?

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LaStampa 11 Luglio 2010 ha scritto:
POLITICA.
VERSO IL CONGRESSO DEL CARROCCIO
La Lega furiosa con gli alleatiIl segretario regionale:
«C’erano accordi chiari per la pari dignità
in enti e istituzioni»
AOSTA

A sette giorni dal congresso, il segretario regionale della Lega Nord Sergio Ferrero si prepara a dare battaglia alle forze politiche (Union valdôtaine, Stella alpina, Fédération e Popolo della libertà) cui cui aveva sottoscritto un patto d’alleanza per le elezioni amministrative del 23 maggio.

«Voglio arrivare al congresso di domenica 18 luglio - dice Sergio Ferrero - con qualcosa da dire ai leghisti valdostani, molto indispettiti per come la Lega viene trattata dagli alleati. Avevamo impostato la campagna elettorale sul piano della pari dignità tra movimenti e partiti, una parità che sottintendeva un condivisione e un equilibrio nelle ripartizione degli incarichi, sia nelle sedi istituzionali (consigli comunali e giunte) cui purtroppo non abbiamo potuto partecipare per la mancata elezione di nostri rappresentanti sia negli enti partecipati o controllati dalle istituzioni (come l’Aps ad Aosta). C’è stata invece un’occupazione totale e capillare da parte degli autonomisti, spartizione cui è stato invitato a partecipare il Pdl ma non Lega».
Domani Ferrero sarà a Milano a parlare con il ministro Roberto Calderoli. «Voglio fare presente questa situazione al ministro e chiedere l’intervento dei vertici nazionali per ricordare ai dirigenti di movimenti e partiti che con noi hanno condiviso il programma delle amministrative che la Lega è un partito di governo, non una formazione politica di periferia da “usa e getta”». La Lega Nord Valle d’Aosta terrà il congresso (a porte chiuse) alle 18 di domenica 18 luglio nella sala della biblioteca di Saint-Christophe. Il programma prevede il rinnovo delle cariche all’interno del partito per il triennio 2011/2013 e l’elezione dei cinque delegati che parteciperanno al Consiglio nazionale.


giorgio - Lun Lug 19, 2010 11:30 am
Oggetto:
grecorob ha scritto:
Ma il Ferrero di cui si parla non è lo stesso che gongolava perchè finalmente la Sinistra statalista ,almeno ad Aosta, era stata estromessa finalmente dal Governo della Città ?
Vuoi mica pensare che un Leghista ambisse anche ad un Assessorato tecnico oppure ad un posto da Sottogoverno in qualche Ente controllato?
Non posso non credere che un Leghista si dia tanto da fare per puro idealismo.Bè, se poi arriva anche qualche poltrona,che male c'è,deve aver pensato il nostro personaggio.........o no!!!!!!!!!!
Concludendo.ha voluto la bici, ora pedali in silenzio!!!!!!(ed infatti il Congresso lo fanno a porte chiuse)

A proposito di porte chiuse... se questa è la dimensione del comunicato, immaginiamoci le folle che saranno accorse....Laughing

(ANSA) Data: 19/07/2010 10:48 ha scritto:
LEGA NORD:VDA,SERGIO FERRERO CONFERMATO SEGRETARIO REGIONALE
(ANSA) - AOSTA, 19 LUG -
Sergio Ferrero e' stato confermato segretario regionale della Lega Nord Valle d'Aosta al termine del quinto Congresso, svoltosi ieri a Saint Christophe.

L'assemblea ha anche rinnovato altre cariche: Marialice Boldi, Dario Piacenza, Patrizio Giovannacci e Nicola Forgione sono stati nominati consiglieri nazionali. Come responsabile del Movimento giovani padani e' stato eletto Gabriele Brean (vice Giuseppe Berlier). (ANSA).


giorgio - Sab Ago 07, 2010 10:16 am
Oggetto:
LaStampa 07 Agosto 2010 ha scritto:
Buongiorno

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Il l’aureato
Mi unisco alla ministra Gelmini nel caldeggiare la laurea honoris causa a Umberto Bossi in scienza della comunicazione. Il rettore dell’Università dell’Insubria, cui si deve la brillante iniziativa, non ha certo bisogno di aiuto per redigere le motivazioni del meritato riconoscimento, ma vorrei comunque ricordare il contributo del dottor Bossi alla comunicazione politica in un Paese come il nostro, stremato dal linguaggio ipnotico dei democristiani e da quello inaccessibile di Spadolini, che riusciva a pronunciare anche sette congiuntivi di seguito senza sbagliarne uno.

Dopo una fase pionieristica, nella quale il dottor Bossi ha saputo sapientemente alternare il registro scurrile (è l’età del celodurismo e del tricolore carta igienica) con la metafora guerriera a sfondo erotico (i kalashnikov e lo spadone di Alberto da Giussano piantabile in luoghi ogni volta piacevolmente diversi), negli ultimi tempi l’accademico ha imboccato una strada davvero innovativa: l’abolizione delle parole, retaggio ingannevole del passato, sostituite da ombrelli, diti medi e mani aperte a casseruola. Questa è, al momento, la punta più avanzata della ricerca. Ma confidiamo negli studi del dottor Fabrizio Corona.
Massimo Gramellini

giorgio - Mar Set 14, 2010 6:11 pm
Oggetto:
La Repubblica (13 settembre 2010) ha scritto:
L'intolleranza leghista
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A proposito di violenza politica. Una scuola pubblica italiana (Adro, provincia di Brescia) è stata di fatto privatizzata dalla locale giunta e trasformata in scuola leghista, intitolata al professor Gianfranco Miglio. Sole delle Alpi impresso sui banchi, sui cestini dei rifiuti, sugli zerbini, sui tavoli, sui cartelli, sulle finestre, sul tetto, ovunque. Unico altro simbolo ammesso e anzi imposto è il crocifisso, che a scanso di equivoci è stato imbullonato ai muri: una specie di doppia crocifissione, povero Cristo.

L'episodio, quasi incredibile nei suoi termini di cronaca, e decisamente spaventoso in termini di democrazia, è inedito nella storia della Repubblica. Scuole di Stato con lo scudo crociato, o la falce e martello, o altri simboli di partito, ovviamente non se ne erano mai viste, per il semplice fatto che nessuno aveva mai osato concepire una così inconcepibile violazione di uno spazio pubblico: nemmeno nelle fasi più convulse e faziose della nostra tormentata vita politica. A Adro invece è accaduto, anche grazie alla partecipe collaborazione di una comunità fortemente coinvolta nella costruzione del nuovo plesso scolastico, fino a finanziarne gli arredi. La stessa comunità, con in testa il sindaco Oscar Lancini, non era intervenuta con altrettanta sollecitudine quando si trattò di far quadrare i conti della mensa scolastica, messi in crisi da una mora di poche migliaia di euro. Fu un imprenditore locale, allora, ad accollarsi generosamente quella spesa, guadagnandosi lo spregio e l'ira di molti suoi concittadini, sindaco in testa.

Alla maggioranza leghista di Adro (non solo alla Giunta) dev'essere sembrato ovvio considerare ininfluenti eventuali obiezioni, disagi, proteste da parte di chi leghista non è, e ritenendo di iscrivere i figli alla locale scuola pubblica (che vuol dire: la scuola di tutti) li ritrova iscritti d'ufficio a una scuola "verde", involontaria parodia delle scuole coraniche. L'omissione di questo scrupolo basilare (esistono minoranze, a Adro? vanno rispettate? tenute in considerazione?) è l'aspetto più sconvolgente della vicenda. Perché illustra una sorta di intolleranza "naturale" tipicissima dei regimi e delle masse plaudenti che li sostengono, alla quale non siamo più avvezzi da sessantacinque anni. Le macroscopiche violazioni di legge, e perfino gli aspetti anticostituzionali, passano quasi in second'ordine rispetto all'impressionante spettacolo di una comunità così autocompiaciuta della propria coesione politica da stabilire l'inesistenza degli "altri", e non solo gli stranieri: ora anche i non leghisti. Gli italiani.

Ce ne sarà pure qualcuno, a Adro, di non leghista. Che deve fare? Subire e tacere? Emigrare, perché italiano e non "padano", inaugurando così l'incredibile paradosso di italiani che si sentono extraterritoriali in Italia (non più "padroni a casa loro", per dirla con la Lega)? Sarà molto istruttivo vedere, al di là delle dichiarazioni di circostanza, quali provvedimenti concreti vorranno prendere autorità varie e istituzioni di ogni ordine e grado, tutte direttamente coinvolte da un simile affronto alla democrazia: a partire, ovviamente, dal ministro della scuola Gelmini e dal ministro dell'Interno Maroni.

Si pensa, in genere, che ad ogni azione corrisponda una reazione uguale e contraria. Nel caso del progressivo manifestarsi, in alcune zone del Nord, di una secessione di fatto, la reazione fin qui non ha certo corrisposto all'azione. Si spera che l'esproprio leghista di una scuola pubblica sia la goccia che fa traboccare il vaso. O gli italiani non leghisti, al Nord, devono sentirsi cittadini di grado inferiore?
di Michele Serra




giorgio - Gio Set 23, 2010 4:23 pm
Oggetto:
La Corte dei conti indaga su Padania ladrona

Secondo i giudici amministrativi gli accertamenti confermerebbero che il politico ha usato l'auto blu per motivi non istituzionali
“Niente auto blu, grazie. Preferisco la mia Rover 75, nove anni e 220 mila chilometri”. Detta così sembra una buona azione di un funzionario pubblico che vuole fare risparmiare alle casse dello Stato. Peccato però che a fare queste affermazioni è stato l’ex leghista (si è autosospeso) ed ex presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia (si è dimesso), Edouard Ballaman. E adesso a cercare di vederci chiaro è la Procura della Corte dei conti del Friuli Venezia Giulia che, in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha acquisito le agende, i fogli di viaggio e i tabulati autostradali per chiarire i motivi degli spostamenti.

Le sue erano parole da leghista duro e puro, pronunciate ad aprile, che però sono cadute nel nulla solo pochi mesi dopo, quando, i primi giorni di settembre , un dossier pubblicato dal quotidiano di Udine Messaggero Veneto ha fatto emergere l’anima “ladrona” dei leghisti nostrani. Sì perché, se Edouard Ballaman ad aprile scorso aveva deciso di rinunciare all’Audi A6 full optional con autista – chiedendo comunque un rimborso spese di 3.200 euro mensili per raggiungere la sede del Consiglio regionale a Trieste dalla sua casa a Pordenone – nel frattempo però, seduto comodo sui sedili in pelle dell’Audi blu regionale, nei due anni precedenti si era girato mezzo nord-est per i fatti suoi. Dai viaggi con la fidanzata, poi moglie, Chiara Feltrin, per accompagnarla dal dentista, o durante i preparativi per il matrimonio.

Su e giù da Pordenone a Camponogara in Veneto, circa un’ora di macchina. E poi un salto a Milano per la prima del film leghista Barbarossa e perché no? Una puntatina a Santa Margherita di Caorle dove Ballaman e la moglie hanno una casa al mare. Senza dimenticare tutte le trasferte in aeroporto in occasione delle vacanze destinazione Istanbul, compresa quella per il viaggio di nozze andata e ritorno da Malpensa. In tutto una settantina di viaggi a spese della Regione. Il procuratore Maurizio Zappatori ha affermato che “gli accertamenti effettuati finora confermano che l’ex presidente del Consiglio regionale Edouard Ballaman ha utilizzato l’auto blu per motivi non istituzionali”. Chissà se ora tornerà a fare l’insegnante (è in aspettativa) o il commercialista?

di Ivana Gherbaz
giorgio - Sab Ott 02, 2010 10:36 am
Oggetto:
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giorgio - Mar Dic 07, 2010 12:01 pm
Oggetto:
Citazione:
Accidenti, Yara non l’ha uccisa il negro

* Autore: Giorgio Cappozzo

Accidenti, non abbiamo fatto in tempo a conoscere il suo nome, Mohammed Fikri, che il 22enne marocchino fermato sabato su un traghetto diretto a Tangeri e sospettato dell’omicidio della tredicenne Yara Gamberasio sta per uscire di scena. Le gravissime accuse si indeboliscono di ora in ora. Fino alla beffa. La frase «Allah mi perdoni, non l’ho uccisa io», sarebbe stata tradotta così male da modificarne il significato.

Accidenti, l’arcivescovo Tettamanzi era intervenuto da poco nella sua Sant’Ambrogio a ricordare che non tutti gli immigrati delinquono. E a placare gli animi dei devoti che di tutt’erba farebbero volentieri un fascio.

Accidenti, quei quattro bergamaschi avevano appena dipinto di acrilico i cartelli dell’odio (interpretando il volere di molti, stando ai sondaggi). «Fuori i marocchini da Bergamo», fingendo di ignorare quanto di nordafricano ci sia nel Pil di Bèrghem.

Accidenti, tutta la stampa tutta aveva sfornato i titoli da gran ballo. In tivvù già impazzava la domanda pruriginosa: «Conosceva il marocchino?», e a seguire quella pruriginosissima: «Cosa pensa degli immigrati?». E su Facebook c’era già un gruppo divertentissimo che invitava alla legge del taglione contro «i tunisini (sic) che violentano le nostre donne».

E accidenti, per il governo in panne sarebbe stato un ottimo argomento il “negro criminale”. Un po’ vecchio, ma di sicura presa.

Invece niente: anche questa volta le manette sono state più rapide del buon senso, e il razzismo più scattante della civiltà. E i pozzi sembrerebbero essere più profondi di quanto si pensi.

p.s. in città già si sente ululare: «oddio, il mostro è tra di noi». Zii, nonni, padri, fratelli, cugini. Le famiglie si guardano in cagnesco.

giorgio - Lun Dic 20, 2010 6:29 pm
Oggetto:
l'Unità 18 dicembre 2010 ha scritto:
La criccopoli continua - di Maria Novella Oppo

I ministri del governo Scilipoti fanno quello che possono per essere all’altezza di Scilipoti. Così Maroni dice che i giudici devono tenere in galera gli studenti anche senza prove, mentre non si devono permettere di indagare il boss dello stesso Maroni. Il quale poi è diventato ministro non per essere stato seguace di Gandhi, ma per un curriculum nel quale figura anche l’aggressione a un carabiniere. E non per difendere il diritto allo studio, ma gli abusi della Lega Nord. Un partito il cui leader, non dimentichiamolo, un giorno sì e l’altro pure, minaccia di prendere il fucile contro l’unità nazionale. Ma sono solo parole. Quel che conta è occupare tutte le «cadreghe» con figli e famigli, come fanno tutti, da Bondi a La Russa, da Bossi a Brambilla. La ministra, infatti, è indagata per aver accollato allo Stato le spesucce dei suoi sodali di partito, guarda caso, tutti provenienti dalle tv Mediaset. Il che prova, se ce ne fosse bisogno, che siamo di fronte a un altro complotto antiberlusconiano delle toghe rosse.


giorgio - Sab Gen 01, 2011 5:21 pm
Oggetto:
ilfattoquotidiano.it/2010/12/29/ ha scritto:
Il leghista emiliano e i rimborsi fasulli chiesti alla regione
Il Carroccio rischia di crollare sotto il peso dello scandalo delle irregolarità di una serie di fatture per le trasferte di Maurizio Parma, capogruppo leghista di via Aldo Moro. Si faceva rimborsare impegni personali e di partito come fossero attività istituzionale

L'ex numero due della Lega in Emilia, Marco Lusetti
“Meglio non avvisare Roberto Calderoli della faccenda dei fondi regionali del Carroccio perché sennò non ‘salta’ solo Maurizio Parma, ma tutta l’Emilia”. E’ questo uno dei passaggi di una conversazione telefonica del luglio 2009 tra il segretario della Lega nord Emilia Romagna Angelo Alessandri (e presidente della Commissione Ambiente alla Camera) e l’ex vicesegretario del movimento Marco Lusetti. I due parlano dello scandalo delle note spese fasulle presentate dal capogruppo leghista in regione Maurizio Parma. Una vicenda che adesso rischia di trasformarsi in una valanga di fango per il Carroccio che solo pochi mesi fa, alle ultime regionali, aveva conquistato più del 13% dei consensi. Lusetti, dopo aver tentato per due volte di spingere il partito a fare chiarezza sui presunti rimborsi taroccati, nel luglio 2010 è stato espulso. Ma lunedì scorso si è preso la sua rivincita: ha convocato una conferenza stampa, ha fatto ascoltare la registrazione della telefonata e ha mostrato una serie di documenti che secondo lui dimostrano le irregolarità commesse da Parma, oggi vicepresidente della provincia di Piacenza, nella gestione dei fondi a disposizione del gruppo regionale. Nelle mani dei cronisti finiscono così le ricevute che Parma girava agli uffici della regione per farsi rimborsare le trasferte.

Si inizia con un viaggio del 28 agosto 2008 quando l’esponente leghista sostiene di aver incontrato tra Pordenone, Bergamo e Pontida gli amministratori regionali di Friuli Venezia Giulia e Lombardia, chiedendo ed ottenendo dalla Regione Emilia Romagna un rimborso spese di 463 euro. Lusetti, però, racconta che in quegli stessi giorni, di scena a Pontida, c’era la tradizionale festa dei Popoli padani. “Non vorrei – dice l’ex leghista – che Parma si sia fatto rimborsare il viaggio per andare ad una festa di partito e non all’incontro con alcuni funzionari regionali”. Un anno prima, il 16 e 17 settembre 2007, Parma si fa rifondere anche una trasferta a Venezia e Treviso per, si legge nel documento su carta intestata del gruppo regionale, una manifestazione sul federalismo fiscale e un incontro con gli amministratori regionali del Veneto. Totale: 201,60 euro. Spicci, ma è ancora Lusetti a mettere in dubbio la versione di Parma: “In quel periodo c’è il raduno dei leghisti a Venezia – rivela – e guarda caso la moglie di Maurizio Parma vive proprio a Treviso”.

Ma Lusetti non si ferma e fa saltare fuori altri due rimborsi spese “che puzzano proprio”: il primo, datato 26 dicembre 2006, riguarda l’affitto di una delle sale di Piacenza Expo per un convegno sugli enti locali, a cui Lusetti allega pure la ricevuta su carta intestata del centro fieristico. Parma, per quell’incontro a ridosso del Natale 2006, avrebbe ottenuto come rimborso 1.800 euro “anche se è strano- rileva Lusetti- che a Santo Stefano si organizzi un convegno sugli enti locali e nessuno se ne sia accorto”. Un incontro talmente segreto che non se ne sono accorti, evidentemente, neanche a Piacenza Expo visto che, interpellati, fanno sapere che nessuna sala per quella data e’ mai stata affittata e per il mese di dicembre del 2006 non furono calendarizzati eventi di natura privata.

Infine, Parma avrebbe anche ottenuto un rimborso spese per più di 5.000 euro (con due fatture, una da 3.600 ed un’altra da 1.640 euro) per una cena avvenuta il 30 marzo 2008 al Park hotel di Piacenza a cui partecipo’ anche Umberto Bossi: niente di irregolare ad una prima occhiata ma è proprio Lusetti ad offrire una chiave di lettura. “Io c’ero a quella cena – dichiara l’ex numero due del movimento – e ricordo benissimo che tutti i militanti hanno pagato di tasca propria la quota parte della cena, quindi e’ evidente che Parma ha chiesto un rimborso spese nonostante non ne avesse la ragione”. Con il faldone di rimborsi “pieni di criticità”, Lusetti stava quindi cercando di incontrare il ministro Calderoli, visto che in sede di direttivo del partito, la mozione per la discussione di questi documenti poco chiari era stata congelata per ben due volte.

“Ma questa faccenda la chiudiamo noi” minimizza per telefono Alessandri invitando il suo vice a firmare una dichiarazione che farà avere ai piani alti del movimento. Lusetti non sembra convinto ma Alessandri chiede di velocizzare i tempi: “Ma no, ragazzi, non apriamo questi libri qua, ma stiamo scherzando? Non bisogna raccontare in giro questa storia, devi minimizzare – sprona Alessandri – perché questi qua, per quanto gliela spieghi, non la capiranno mai, vedono solo il problema loro” visto che “il problema è dell’Emilia, non solo di Maurizio Parma”. Alessandri cerca quindi di contenere lo scandalo che potrebbe scoppiare da un momento all’altro e modificare la geografia politica della Provincia di Piacenza, neo eletta giunta Pdl e Lega che vince le elezioni per la prima volta dopo 50 anni di sinistra.

Ma dal 2009 al 2010 gli scandali legati alla Lega in amministrazione provinciale si susseguono uno dopo l’altro: un assessore, Davide Allegri, che affida piani regolatori allo studio di architettura dove lavora e ad un dipartimento universitario in cui insegna; un consigliere provinciale in quota Carroccio, Davide Maloberti, indagato per truffa ai danni dello Stato per la questione delle quote latte e, infine, il vicepresidente Maurizio Parma a cui non tornano i conti di quando era capogruppo in Regione. Ma Rosy Mauro, nuova reggente del partito emiliano, ne è sicura: “Non esiste nessuna questione morale nella Lega”.

di Massimo A. Paradiso




giorgio - Sab Gen 01, 2011 5:28 pm
Oggetto:
La Repubblica ha scritto:
Bossi: "I sospettati di Gemonio
sono figli di militanti leghisti"

Il leader del Carroccio rivela che gli uomini accusati dell'attentato contro la sede della Lega Nord
vengono da famiglie "padane". Poi aggiunge: "Mia moglie pensa che abbiano voluto chiudere il caso


Gli uomini sospettati di essere i responsabili dell'attentato contro la sede leghista di Gemonio sono figli di militanti padani. Lo ha rivelato Umberto Bossi, parlando con i giornalisti a Ponte di Legno. Il leader leghista si è mostrato scettico sul fermo e la denuncia.
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La sede della Lega a Gemonio

"Mia moglie pensa che abbiano voluto chiudere subito il caso", ha spiegato. "Gli uomini coinvolti - ha aggiunto - "vengono da famiglie leghiste: i miei figli li conoscono". "La cosa non era tanto grave - ha concluso - quanto il messaggio inaccettabile". Il senatùr mostra quindi molte perplessità sul fatto che le persone fermate e denunciate siano effettivamente gli autori dell'attacco alla sede del Carroccio a Gemonio.

Gli elementi a carico dei due sono i materiali ritrovati nelle loro abitazioni. Materiali adatti a fabbricare esplosivi, armi da taglio e una pistola elettrica. E' comunque ancora da chiarire se siano effettivamente loro gli esecutori materiali dell'attentato e se vi siano altre persone coinvolte.Elementi utili potrebbero emergere dalle analisi delle impronte digitali sui resti dei petardi artigianali, dai filmati delle telecamere di videosorveglianza in paese e dalle analisi del materiale esplosivo sequestrato durante la notte.



A pensare male, diceva un noto e"gobbuto" politico, si fa peccato, ma il più delle volte si centra l'obbiettivo.
Ho come l'impressione che questo "attentato" sia un boomerang pericoloso che scoprirà chi artatamente ha agito per influenzare sempre più le anime semplici...


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areademocratic - Ven Gen 07, 2011 4:51 pm
Oggetto:
La vera cimice leghista ha il grado di ministro
di Mario Ajello


La cimice leghista dov’è? Perchè non risponde? Perchè non esce allo scoperto? Perchè non parla, non racconta come si vive nascosti e origlianti nell’ufficio di Bossi, non si gode un po’ di popolarità, non fa passerelle mediatiche, non va a pavoneggiarsi nei tiggi? Magari - tipico dubbio da romaladronici - la cimice lumbard, quella che avrebbe spiato tutte le conversazioni di Bossi, non appare in pubblico perchè non esiste. E’ una cimice-bufala in camicia verde? All’inizio, l’esistenza della cimice era stata strombazzata a reti unificate. Poi la cimice è diventata «una possibile cimice». Poi la «possibile cimice» s’è trasformata nell’eventualità e nel sospetto che «forse esiste una cimice» mai materializzatasi però. Gli «uomini di Maroni», così Bossi chiama i poliziotti, non hanno trovato un piffero nei locali del Senatur (non potevano mettercela loro la cimice?). Le guardie del Carroccio, chiamate a cercare l’animaletto-spia, non lo hanno rintracciato. E allora, ieri, s’è svelato il ”giallo”. «La mia segretaria - annuncia Bossi - ha notato che le cose che ci diciamo fra di noi le sanno anche gli altri». A riprova che le cimici padane e federaliste, al contrario di quelle in servizio nella Capitale infetta e nell’Italia corrotta, hanno i gradi di ministro o, almeno, gli fanno da assistente.

giorgio - Sab Feb 05, 2011 6:19 pm
Oggetto:
Citazione:
Appalti in cambio di mazzette e favori. Il procuratore Mastelloni: «È come nel '92»»

03/02/2011 - FUNZIONARI COMPRATI CON REGALI E LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE NELLE LORO CASE
Tangentopoli alla veneziana,
viaggi ed escort


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Carlo Mastelloni, procuratore a aggiunto a Venezia ed ex giudice istruttore, in una foto d'archivio

VENEZIA
«Come Tangentopoli». Basterebbero queste due parole, massi pesantissimi, a dare l’idea dell’impatto degli arresti compiuti ieri nei riguardi di due funzionari della Provincia di Venezia e di cinque imprenditori veneti. Se poi si aggiunge l’ormai inevitabile «escort», il quadro è compiuto. La Guardia di finanza ha chiamato l’operazione «Aria Nuova», ma la vicenda, in realtà, odora di vecchio, di marcio.

Viaggi, cene ed escort in cambio di appalti, con mazzette da 5 milioni di euro, ma il giro potrebbe sfiorare i 20 milioni. Tangenti al 3 per cento versate per il 90 per cento dei cantieri nel veneziano dal 2006 al 2008. Era un sistema collaudato, quello messo in piedi dalla cricca Carlon, che prevedeva bustarelle intascate per i lavori svolti, con il denaro spartito senza nemmeno appaltare i cantieri. Il tutto con i soldi delle casse della Provincia, depredate negli ultimi dieci anni, come evidenziato dall’inchiesta sull’irregolare aggiudicazione e gestione dei lavori pubblici assegnati all’ente.

Così hanno sistemato le proprie abitazioni, hanno giocato al casinò, si sono divertiti nei fine settimana con le escort. Da ieri, per i sette arrestati, tutto è cambiato: Claudio Carlon, 58 anni, dirigente del settore edilizia della Provincia e il suo vice Domenico Ragno, 56, sono finiti in manette con l’accusa di peculato, corruzione e atti contrari ai doveri d’ufficio e falso ideologico. Nei guai anche cinque imprenditori: Giuseppe Barison (è anche capogruppo della Lega in consiglio comunale, già espulso dal partito), Silvano Benetazzo, Dario Guerrieri, Remo Pavan e Rino Spolador.

Operano nei settori elettrico ed idraulico, dell’edilizia, dell’impiantistica e dell’arredamento. Negli affari della cricca sono coinvolte 32 persone tra le quali altri due dipendenti della Provincia ancora in servizio, oltre ai rappresentanti delle aziende che, secondo la procura, partecipavano all’affare. Le indagini hanno evidenziato un sistema ormai automatico, che consentiva di pilotare alcuni appalti per lavori pubblici agli imprenditori che pagavano mazzette o ricambiavano con lavori di edilizia ed idraulica nelle abitazioni dei funzionari arrestati.

I lavori venivano eseguiti due volte: la prima per finta, per intascare le mazzette. Opere relative a scuole, caserme dei carabinieri, della polizia e dei vigili del fuoco. In un caso sarebbero stati fatturati 100 mila euro per acquistare ed installare due canestri da basket in una scuola, in realtà già usati e montati dagli stessi insegnanti. A Carlon e Ragno sono stati sequestrati immobili per un valore di un milione e mezzo di euro.

«È la prima volta dai tempi di Tangentopoli che si torna a colpire un sistema radicato, perdurante e organizzato», ha sostenuto il procuratore aggiunto di Venezia, Carlo Mastelloni. In più, rispetto all’inchiesta di 20 anni fa, spuntano le escort. Pare che alle cene dove si decidevano gli appalti ci fosse anche una rumena, assunta fittiziamente da un’impresa della cricca per compiacere i funzionari. Quando hanno sentito il fiato sul collo hanno cercato di distruggere i documenti. Ma dal maceratore è emersa la nuova tangentopoli veneta.
MASSIMO GUERRETTA
LA STAMPA


… com’era la litania? … ah sì … Roma ladrona
giorgio - Lun Feb 07, 2011 12:19 pm
Oggetto:
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Durante una ingresso trionfale in una città padana, Cesare sta conducendo la sua biga personale,
ad un tratto, correndo, gli si affianca un centurione bergamasco che gli urla:
- Cesare, il popolo padano chiede sesterzi!
- No... dije che vado dritto!

giorgio - Mer Feb 09, 2011 5:28 pm
Oggetto:
Citazione:
La bella Gigogin
Era il 22 marzo del '48 e a Milano, da sotto le barricate a Porta Tosa, esce una bellissima ragazzina tremante per il freddo. E' vestita con giubbotto, stivaloni e una larga gonna. A chi le chiede il n ra i cospiratori voleva dire anche ITALIA). Fuggita dal collegio e salita sulle barricate, riesce ad arruolarsi fra i volontari lombardi. Un giorno Manara le affida un messaggio urgente per La Marmora, il colonnello dei Bersaglieri. La sua felicità poi aumenta quando riesce ad ottenere un incarico ufficiale, vivandiera o cantiniera come solevasi dire per l'addetto allo spaccio. Conosce Mameli e fra i due scoppia un amore intenso, epico. Va in prima linea, a Goito soccorre e rifocilla le truppe. La sua fama esce dal battaglione dei lombardi di Manara e raggiunge i paesini più piccoli della pianura. Il suo coraggio la spinge dopo la prima sconfitta a percorrere le terre rioccupate, a cantare un ritornello "Daghela avanti un passo" (fate un passo a est verso l'oppressore). Il suo amore per Mameli non è solo sentimento. Lo salva dalla polizia austriaca che lo pedina, inscenando in strada un happening di improperi e contumelie rivolte all'imperatore Ferdinando II (Francesco Giuseppe era solo erede, la sua corona arriverà a fine anno ).

Il ritorno in collegio è inevitabile. Fugge di nuovo, ma tutti gli uomini del '48 sono Roma con Garibaldi. Stanno morendo sugli spalti della Repubblica. Il suo triste domani di fanciulla non le appartiene più. Nessuno seppe mai il suo vero nome, se mai fosse veramente esistita. Si tramanda che questa canzone venne suonata per la prima volta la sera di San Silvestro, il 31 dicembre del 1858, al teatro Carcano di Milano.



Pensando ai 150 dell'Unità d'Italia mi viene in mentetutto il percorso per raggiungerla, e "la bella Gigogin" e le donne risorgimentali. Penso a queste donne che se avessero saputo, senza dubbio avrebbero intrapreso un altro percorso di vita. Io comunque sono basito. Ma nel pdl non c'è rimasto nessuno di, non dico decente, ma almeno un po' meno cesso umano? C'è rimasto qualcuno che abbia almeno quel briciolo di dignità personale da chiedergli di dimettersi? Ghedini ci guadagna e ok, ma qualcuno, che cavolo ne so, uno come Letta, o come Bonaiuti, qualcuno che gli sia abbastanza vicino, ma meno immondo di lui, che gli consigli di mettere la parola fine a questo spettacolo mostruoso? Ma che cribbio festeggiamo per i 150 anni di italia, che ci ritroviamo con questo personaggio vomitevole e patetico?

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giorgio - Mer Feb 09, 2011 11:01 pm
Oggetto:
Citazione:
Luis Durnwalder: "Bolzano non festeggerà l'Unità d'Italia"

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La Provincia Autonoma d Bolzano non parteciperà ai festeggiamenti per i 150 dell'Unità d'Italia e la conferma è nelle parole del presidente della giunta provinciale altoatesina Luis Durnwalder: "Non mi sembra il caso di festeggiare e posso dire che non è una questione etnica e non vogliamo offendere nessuno. I 150 anni per noi non rappresentano soltanto Garibaldi ed i moti di fine Ottocento ma ci ricordano la separazione dalla nostra madrepatria austriaca.





8 febbraio 2011


Non sapevo che i miliardi che riceve la provincia di Bolzano da Roma fossero "oppressivi". Potrebbero sempre rifiutarli se gli fa tanto schifo l'italia e invece li intascano. Vedo che Durnwalder non e' cambiato. Quelli della SVP si confermano dei beceri nazionalisti, sempre pronti a chiedere all'Italia diritti senza doveri. Una cosa sono i rispettabili sentimenti privati degli altoatesini di lingua tedesca, un'altra i doveri istituzionali della Provincia di Bolzano. E anche adesso credo che non ricevono nemmeno un centesimo di meno, semmai qualcosa di più. Per questo che non credo che se ne andrebbero tanto volentieri con l'Austria, dove dovrebbero iniziare a mantenersi da soli. Per me alla fine dell'anno fiscale intonerebbero tutti in coro : "Los von Wien! Chissà cosa pensano i maggiorenti e gli storici dell'Union Valdotaine? Per loro non è una questione di soldi, se lo fosse visto come sono finanziati adesso dovrebbero essere dei patrioti italiani da fare invidia a Garibaldi. Il punto è che non si sentono italiani, si sentono francesi, e in effetti fino a qualche centinaio d'anni fa lo erano, con noi non ci azzeccavano proprio niente. Ma oggi.....
giorgio - Gio Feb 10, 2011 4:13 pm
Oggetto:
Vorrei ringraziare il Presidente Napolitano.
Lo vorrei ringraziare perché, nonostante le indubbie pressioni che avrà dubito subire, non si è lasciato, come sua natura, intimidire dichiarando irricevibile il decreto sul federalismo.
Il tentativo messo in atto dal governo è evidente: sentendosi forte per il voto favorevole sulla richiesta di rinvio alla Procura di Milano del dossier “Ruby”, ha cercato il doppio risultato: forzare il Presidente a promulgare un decreto palesemente incostituzionale, se non nel merito, sicuramente nel metodo e espropriare completamente il Parlamento dalle sue prerogative. Un vero e proprio golpe, insomma, chiarendo, una volta per tutte che, se proprio non siamo sotto una dittatura vera e propria, il tentativo di realizzarla è evidente e, fortunatamente ed almeno per il momento, scongiurata.

L’attacco violento alla Magistratura, il tentativo di mettere il bavaglio alla stampa libera, lasciando ampio spazio a quella vicina al regime, utilizzare i seggi negli organismi democratici per “accogliere” signorine compiacenti, spaziare con telefonate deliranti ed offensive nei programmi televisivi, sono tutti aspetti di una convinzione profonda di essere al di sopra ed al di fuori di ogni regola di convivenza civile che porta a considerare la cosa pubblica come privata ed ogni manifestazione di dissenso come un attacco alla “divinità”. Una personalità disturbata insomma, come già evidenziò a suo tempo la ex moglie, che si circonda di servi sciocchi proni ed adoranti e di bamboline compiacenti che solleticano la sua virilità facendolo sentire immortale. Ma tutto ciò non è tipico di tutte le dittature e dittatori del mondo e della storia?

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giorgio - Mer Mar 02, 2011 5:59 pm
Oggetto:
Evidentemente i cialtroni verdi hanno già dimenticato gli scrupoli economici e le eccezioni di costituzionalità manifestati dal loro capataz Calderoli.
Che pagliacci....
Il 29 maggio è la festa della Lega


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giorgio - Mer Mar 09, 2011 6:01 pm
Oggetto:
Citazione:
Gheddafi:
"Bossi mi chiese aiuto per la secessione".
Il Senatùr smentisce


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Gheddafi nell’ultima intervista alla tv francese, lancia l'amo:
"La Lega mi ha chiesto aiuto". Immediata smentita di Bossi che tuona:
"Per fortuna abbiamo tantissimi uomini e le armi si fanno in Lombardia"
In realtà, nel volume "Umberto Magno", il libro di Leonardo Facco,
è narrato un buffo - ma non troppo - episodio in cui una delegazione leghista
negli anni novanta andò in Libia per battere cassa... senza ottenere alcun risultato.
[URL=http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/392351/]
[/URL]





9 marzo 2011

giorgio - Gio Mar 10, 2011 4:44 pm
Oggetto:
Il 29 maggio è la festa della Lega

I lumbard incassano un giorno di ferie per la ricorrenza della battaglia di Legnano. E votano contro quella dell’Unità d’Italia. Un’altra grande vittoria del compromesso storico tra la Lega e la civiltà. Come scrive La Stampa in un articolo a firma Fabio Moscatelli, il 29 maggio sarà festa in Lombardia:-
" Ieri, dopo due sedute di polemiche, 40 ordini del giorno e 200 emendamenti ostruzionisti targati Lega, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la legge sulle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, stanziando 1,3 milioni di euro per i festeggiamenti. Contemporaneamente, però, è stato approvato anche l’ordine del giorno – primo firmatario Renzo Bossi, il figlio del senatur – con cui la Lega chiede l’istituzione della festa e della bandiera regionale lombarda." «La probabile data della festa sarà il 29 maggio, il giorno della battaglia di Legnano del 1776 – ha spiegato il capogruppo leghista Stefano Galli -. E quel giorno non si lavorerà. Nella bandiera ci sarà la croce di San Giorgio».

La cosa più ridicola di tutta questa faccenda è che la battaglia di Legnano si combatté in difesa dei Comuni lombardi, sì, ma anche in difesa del papa romano! Basta andare a rileggersi qualche libro delle medie, ma chiaramente quelli della Lega ce l'hanno duro (il cervello) e non lo sanno. E così fu che un partito che va gridando in giro "Roma Ladrona!" vorrebbe festeggiare una battaglia per ricordare l'alleanza con Roma! Praticamente la Lega Lombarda era a favore dell'Italia e contro l'Europa germanica. Insomma un simbolo dell'Unità d'Italia! Questi sono gli stessi che in un comune "Padano" hanno fatto sparire i libri di Saviano; se scoprono che nel 1176 combattevano per l'Italia tutta, inclusa Roma, sono capaci di strappare le pagine dai libri di storia. Che sia un caso che questa festa sia stata caldeggiata da quell'uomo di lettere che è il figlio di Bossi, noto come "il Trota"?

giorgio - Ven Mar 11, 2011 2:42 pm
Oggetto:
Citazione:
Lega abbandona l’aula della Provincia di Milano durante l’inno d’ Italia

La Lega ne fa un’altra delle sue, l’ assessore all’istruzione della provincia di Milano Marina Lazzati e i consiglieri leghisti hanno lasciato l’aula del consiglio mentre suonava l’Inno nazionale. Presenti all’episodio anche alcuni studenti invitati da l’assessore Lazzati che a differenza di questa ultima sono rimasti in aula in piedi durante l’inno. La Lega farebbe bene a smetterla di stare con due piedi nella stessa scarpa, quella del federalismo e quella del secessionismo. Questi signori vestiti con buffe camice verdi millantano una coerenza che proprio non gli appartiene, sono Padani dall’1 al 26 del mese, mentre il 27 (o quello che è), quando ricevono lo stipendio da consigliere, deputato, ecc. sono italiani. Signori questa è la Lega

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É una domanda che si pongono in tanti. Poi però lo stipendio chi glie lo paga?
giorgio - Dom Mar 13, 2011 3:58 pm
Oggetto:
Citazione:
Violenza sessuale "lieve" ai minori: ecco i nomi dei senatori firmatari
Violenza sessuale Il caso Si commenta da sé. Si erano inventati un emendamento proprio carino. Zitti zitti, nel disegno di legge sulle intercettazioni avevano infilato l'emendamento 1.707, quello che introduceva il termine di "Violenza sessuale di lieve entità" nei confronti di minori
Firmatari alcuni senatori di Pdl e Lega che proponevano l'abolizione dell'obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se - appunto - di "minore entità".
Dopo la denuncia del Partito Democratico, nel Centrodestra c'è stato il fuggi-fuggi, il "ma non lo sapevo", il "non avevo capito", il "non pensavo che fosse proprio così" uniti all'inevitabile berlusconiano "ci avete frainteso".

Poi, finalmente, un deputato del Pd ha scoperto i firmatari dell'emendamento 1707.
Annotateli bene :
sen. Maurizio Gasparri (Pdl),
sen. Federico Bricolo (Lega Nord Padania),
sen. Gaetano Quagliariello (Pdl),
sen. Roberto Centaro (Pdl),
sen. Filippo Berselli (Pdl),
sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania)
sen. Sergio Divina (Lega Nord Padania).


Per la cronaca:
- il sen. Bricolo era colui che proponeva il "carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico" (ma non per chi palpeggia o mette un dito dentro ad una bambina o un bambino);
- il sen. Berselli è colui che ha dichiarato "di essere stato iniziato al sesso da una prostituta" (e da qui si capisce molto...);
- il sen. Mazzatorta ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento vari "emendamenti per impedire i matrimoni misti";
- mentre il sen Divina è divenuto celebre per aver pubblicamente detto che "i trentini sono come cani ringhiosi e che capiscono solo la logica del bastone" (citazione di una frase di Mussolini).

di Sergio Ferrari

giorgio - Mar Mar 15, 2011 7:24 pm
Oggetto:
I leghisti più sfegatati sono dei poveri mentecatti spesso semianalfabeti che cantano il Va' Pensiero come fosse un inno indipendentista ai festini di partito, dove alcuni si mettono in testa elmetti cornuti da vichinghi perchè nell'immaginario collettivo fanno tanto "nord" anche se i vichinghi non c'entrano niente col nord Italia ma piuttosto con il sud. Questo è solo uno degli esempi che si possono fare sia della drammatica ignoranza del popolo leghista sia dell'inconsistenza delle loro rivendicazioni in fatto di origini e identità... quindi evitiamo di tirare in ballo la cultura, entità sconosciuta alla maggioranza assoluta di loro, a partire dal gran capo e suo figlio.

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giorgio - Gio Mar 17, 2011 6:42 pm
Oggetto:
Oggi solo 5 leghisti in aula,
ed è una vera vergogna. Spero che le laboriose popolazioni del nord Italia capiscano l'affronto che è stato portato a tutto il popolo italiano. Questo distinguersi denota una miope sottocultura da osteria. Questo è vero e proprio assenteismo, visto che sono stipendiati da noi tutti per andare in Aula... licenziamoli in tronco! Finalmente il leghista salvini contestato proprio a Milano. Benissimo mi pare che qualcuno stà cominciando ad aprire gli occhi. Poi questo salvini sempre in televisione, sempre incazzato, evidentemente non ha niente da fare. Se non sbaglio dovrebbe essere un parlamentare europeo?


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giorgio - Ven Mar 18, 2011 12:44 am
Oggetto:
Citazione:
POLITICA. MA PERRON GELA IL CARROCCIO: «CI VEDE COME NEMICI»
Lega, ultimatum alla Stella Alpina
Ferrero tuona: “Fuori dalla maggioranza se non è d’accordo con l’allargamento”


AOSTA
Ultimo incontro con la base, ieri sera, per la Stella Alpina che a Gressan ha riunito i suoi iscritti della Plaine per discutere dell’allargamento della maggioranza regionale. Il movimento, che di fronte al via libera dell’Uv è quello che tra le sigle della coalizione di governo ha espresso le maggiori riserve, darà la sua ultima parola lunedì prossimo.

Intanto si delineano i contorni di un’alleanza che, più che con il centrodestra, è soprattutto con il Pdl. Nella relazione che ha aperto la riunione del Conseil Fédéral di tre giorni fa, il presidente unionista Ego Perron ha ricordato le tappe che hanno segnato gli ultimi due anni, dedicando un capitolo alla Lega Nord, rivelando che con lei «per le ultime elezioni europee, ad un certo punto, avevamo anche cercato di aprire una trattativa». Un risvolto che non stupisce, considerando le radici comuni dei due movimenti, uniti ad esempio nel vedere Bruno Salvadori tra i rispettivi padri ideologici. Tanto da far dire a Perron che «nell’Uv a volte capita che qualcuno si innamori della Lega». Ma il presidente del Leone rampante ha anche ammonito: «La verità è che la Lega ci vede come nemici». La prova? «Una volta l’attuale presidente del Piemonte, Roberto Cota, mi ha confidato il suo pensiero, ovvero che se in Valle non ci fosse l’Uv la Lega, secondo lui, avrebbe almeno 8 o 9 consiglieri regionali». E poi «alle elezioni europee, alla fine, la Lega Nord regionale ha scelto di correre da sola», nel senso che invece di optare per qualche forma di «desistenza» per appoggiare Aurelio Marguerettaz la segreteria guidata da Sergio Ferrero scelse di candidare, nella lista leghista, la valdostana Giuseppina Foderà.

Ferrero, tuttavia, resta spiazzato: «Sono del tutto stupito per queste parole, non me l’aspettavo, anche perché sento Perron con regolarità e mai ha espresso questa posizione». E rilancia: «Resto convinto che la Lega sia l’unico partito con cui l’Union Valdôtaine abbia un legame naturale. In fin dei conti abbiamo le stesse idee, un comune patrimonio culturale. Siamo uguali». Ferrero cerca così di chiudere sul nascere ogni polemica con i vertici Uv. Cannonate, invece, contro la Stella Alpina: «Si deve aggregare alle decisioni già assunte da Uv e Fédération Autonomiste - dice il segretario leghista - oppure, diversamente, tragga le logiche conseguenze». Cioé: esca dalla maggioranza.


DANIELE MAMMOLITI



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giorgio - Lun Mar 21, 2011 11:18 pm
Oggetto:
Grazie Lega Nord!
C'è da dirlo e da ringraziarli, se i 150 anni dell'unità d'Italia hanno avuto successo, se il sentimento di appartenenza di è rafforzato e se, come ha detto il Capo dello Stato, gli italiani hanno avuto uno scatto in avanti nell'orgoglio dell'appartenenza lo si deve alla Lega Nord. Il suo atteggiamento odiosamente antiitaliano alla fine ha ottenuto, come tutto sommato era prevedibile, l'effetto contrario. Ogni gruppo si rafforza e si rende coeso quanto più è attaccato e offeso. E' li che scatta l'orgoglio e la voglia di unità. Non è un caso che il sentimento di italianità, fortissimo nel risorgimento, ci fosse mentre l'italia era dominata e schiacciata dagli stranieri.

La lega dice di essere un movimento federalista. Gli Usa, la Germania e gli altri stati federali sono caratterizzati da un fortissimo sentimento nazionale. La bandiera per gli americani è sacra, e se un politico americano la dileggiasse e sputasse sull'America verrebbe linciato. La lega si é spinta troppo in là (per solleticare la sua minoranza più estremista) e con questo ha risvegliato un sentimento nazionale sopito, persino in tanti suoi elettori.

Bisogna davvero dirle grazie!

giorgio - Dom Mar 27, 2011 6:29 pm
Oggetto:


Legge Regionale un ciufolo.
Un medico ha precisi doveri e, nei paesi seri ovviamente, incappa nel consilgio di disciplina dell'ordine dei medici (giuramento di Ippocrate) ed in quello delle leggi nazionali (Rifiuto di assistenza o simile). Occorrono due distinte denunce, Procura e Ordine dei medici per poter almeno vedere se in questo porco paese è sopravissuta un minimo di dignità.



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giorgio - Mer Mar 30, 2011 3:08 pm
Oggetto:
Citazione:
L’intellettuale verde-erba per bovini, l’uomo dal cervello offuscato dai venti sigari che ogni giorni si spipazza, ha commentato con la sua solita classe il problema dei clandestini-emigranti-rifugiati o quel che si vuole. e ha fatto, more solito, un commento da grande politico, infatti Bossicervellofino, ha detto, riferendosi agli immigrati, “Foera di ball” che tradotto dal lombardo alla lingua tricolore sta per “Fuori dalle palle”.

Ora già l’idea di buttare a mare, in senso metaforico, questi ragazzi che sfidano la morte in mare per fuggire da una nascita disgraziata, fa almeno schifo: qui si parla di esseri umani, del tutto simili, se non migliori, all’antropomorfo leghista sigarispipazza, non di sacchi della spazzatura ma non importa, fingiamo di non aver ben capito. Perché forse con quel “foera di ball” lui, l’antropomorfo amico dell’Incapace, voleva dire “mandiamoli anche in altri paesi europei, visto che siamo in Europa”. Sarebbe bello, ma non si può, perché nel 2003 Pres. Consiglio BERLUSCONI SILVIO (Berlusconi-II), Ministro Affari Esteri BERLUSCONI SILVIO (Berlusconi-II) il nostro governo ha firmato un accordo con gli altri Paesi europei che solo un deficiente avrebbe potuto firmare.

E cosa diceva quell’accordo? Semplice: diceva che clandestini immigrati fuggiaschi di vario genere erano in carico ESCLUSIVO al Paese dove per primo sarebbero arrivati. Cioè: chi li riceve se li tiene, punto. Ora è o non è un ASSOLUTO INCAPACE un ministro degli Esteri capo del Governo che firma una stronzata del genere? Lo domando a quei signori sparabattute.
Qui non si stratta di Ruby zoccola o delle Olgettine e dei bunga bunga, ma del fatto che questo omuncolo che sotto l’asfalto che gli hanno messo sulla zucca ad apparire capigliatura non ha niente. L’unica cosa che ha di veramente imponente è il culo. Io uno con un culo così nella mia vita non l’avevo mai visto, solo che ogni tanto qualcosa gli va storto...

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giorgio - Mar Apr 19, 2011 7:43 pm
Oggetto:
La posta dei lettori ha scritto:
Per noi patriottismo è difendere i confini
SERGIO FERRERO SEGRETARIO NAZIONALE LEGA NORD VALLE D’AOSTA
Al signor Giorgio Bruscia faccio osservare che, per noi della Lega Nord, patriottismo significa difendere i nostri confini dalle invasioni e non limitarsi a mettere il Tricolore sul balcone.
AOSTA 17.04.2011



La posta dei lettori. 28.04.2011. Piazza Chanoux, 28/A. E-mail:


"Ridicolo parlare di “occupazione straniera”

Sono appena rientrato in Valle, “ospite” di un istituto medico lombardo, con ancora negli occhi, la più ampia umanità immaginabile al servizio di un mondo sofferente. Ed è anche per questo, in omaggio a questi “nuovi italiani” che ho fissato il tricolore al mio balcone e ne sono fiero. Espongo la bandiera del mio Paese per un sacco di ragioni e oltre alla già citata anche per quei parenti che per essa hanno combattuto e per questo avuta, in tanti casi, la vita devastata già nella gioventù; per quelli, se permettete, come la mia famiglia, che ha sempre rispettato le leggi, pagato le tasse dovute e amato questa nostra Italia. Io, sarà che provengo da una regione dotata di uno straordinario senso di autoironia (...meglio un morto in casa che un marchigiano alla porta), mi sono sempre sentito italiano prima di tutto. Non trovo che esista alcunché di misterioso, nella nostra storia e tantomeno nelle nostre tradizioni, che non ci permetta di comprendere, nella realtà compiuta, di essere comunque Nazione. Nei 150 anni trascorsi come popolo italiano, questo lo si è dimostrato nei fatti, più di una volta, sia coi nostri uomini migliori sia nelle battaglie che abbiamo combattuto. Tutto questo anche se non se ne ricavava niente di personale, come per i combattenti sardi di Emilio Lussu, i siciliani o i calabresi morti sul Carso o come per i partigiani del nord che hanno sacrificato la vita non certo per tornare a fare i servi alla Germania o all'Austria.

Vedo con rammarico che questo, invece, è ancora auspicato da qualche manchevole giudizio di chi davvero non merita di fregiarsi del nome di italiano. A me gentile signor Ferrero, dei sacri confini può anche interessare poco, perché per il sottoscritto sono le persone e i loro comportamenti che contano. In Italia c'è tanta bella gente e lo si vede in queste settimane mentre sta imponendo un’ enorme battaglia culturale che lascerà sicuramente il segno. E' fallita infatti, in modo disastroso, la politica razzista imposta dalla Lega e dal governo, mentre sta convincendo, anche sul piano pragmatico dei risultati, la cultura della solidarietà, della tolleranza e dell'accoglienza. I cittadini di molti Comuni italiani che accolgono dentro “i loro confini” molti emigranti, ad esempio, iniziano a percepire un senso di sicurezza maggiore ospitando volontariamente gruppi di ragazzi in modo civile e dignitoso. Così, anziché averli in giro sul territorio costretti all'illegalità dallo status di "clandestini", li ritrovano compatti nell’apprezzare “il paese” Italia. Per una volta la sinistra, laica e cattolica unita, ha trovato l'orgoglio della coerenza con i propri valori. Non abbiamo cavalcato gli umori e le paure della gente, ma stiamo cercando di gestire, nel rispetto dei “nostri” valori, un'emergenza creata dal fallimento della cultura della destra.


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giorgio - Mer Apr 20, 2011 12:00 pm
Oggetto:
La Stampa 20.04.2011 ha scritto:
SOLIDARIETA’. SONO GIOVANI IN FUGA DALLA DITTATURA, ORA SOGNANO UN LAVORO
Emergenza immigrati, primi arrivi
Cinque tunisini accolti dalla Caritas di Aosta. I prossimi in Bassa Valle
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L’Abri Vincent ospita i primi cinque immigrati tunisini

Sono arrivati lunedì dopo la mezzanotte i primi cinque immigrati, dei 100 che ospiterà la Valle. Non sono profughi, ma ragazzi tunisini fuggiti da un Paese governato, per decenni, dalla dittatura del presidente Ben Ali. Li ha accolti la Caritas nelle sue strutture aostane: il dormitorio «Abri Vincent» in viale Gran San Bernardo e «Tavola Amica», la mensa di via Abbé Gorret. I prossimi stranieri verranno ospitati in strutture di Châtillon, Pont-St-Martin e Verrès; sarà una permanenza provvisoria, come ha sottolineato il presidente della Regione Augusto Rollandin durante l’incontro, a Roma, con il ministro Maroni.

Alì Gaattouffi, 22 anni; Walid Marzouki, 24 anni; Alì Mohamed Gaattouffi, 22 anni, Nabil Hajjaaji, 35 anni e Salah Hajjaji, 18 anni provengono da Tunisi dove hanno lasciato la famiglia, gli amici e un lavoro. Ieri, i giovani hanno trascorso la mattinata nella sede della Protezione civile e in questura per le formalità di rito. Alle 13, il pranzo servito dai volontari della mensa. Pastasciutta con sugo di pomodoro, una scatola di tonno e contorno di verdure. Sui loro visi una serenità mista a preoccupazione.

Vi fermerete in Italia? Rispondono in francese, la seconda lingua parlata in Tunisia: «Non sappiamo. Dobbiamo trovare un lavoro». Ognuno ha la sua storia. Alì Gaattouffi lavorava in un ristorante della capitale tunisina. Vorrebbe andare in Francia e fare lo stesso lavoro. Era un animatore nei villaggi turistici Walid Marzouki. «Mi dedicavo ai bambini. Mi piace l’Italia. Spero di rimanere». Coiffeur uomo-donna: questa l’attività di Salah Hajjaji. E’ entusiasta della Valle: «Se potessi fare lo stesso lavoro mi piacerebbe fermarmi qui».

Sogna la Francia Mohamed Alì Gaattouffi. Sogna soprattutto di lavorare come aiuto cuoco, la sua attività in Tunisia. Lo stesso desiderio di raggiungere il fratello a Parigi lo esprime Nabil Haajjaji, agricoltore.

L’arrivo di Samira Abodaber, libica, mediatrice culturale, li rasserena. Intrecciano il dialogo nella lingua madre, l’arabo, per chiedere informazioni. «Mi sto interessando per ridurre i loro disagi e sostenerli in questa permanenza temporanea», dice la donna. Luciano Pal, responsabile dei servizi della Caritas, li ha aspettati ieri per tre ore. «Voglio accertarmi che stiano bene». «Seguiranno gli stessi orari degli altri ospiti dell’Abri - dice Mauro Pandolfini, coordinatore del dormitorio -. L’ingresso dalle 18,30 alle 21. La cena dalle 18,30 alle 20. Colazione, alle 7,30. Ad oggi, sono presenti 14 persone, di cui 2 italiani. In mensa serviamo, ogni giorno, tra 50 e 64 pasti, nella maggior parte a stranieri» conclude.

SANDRA LUCCHINI


Questa volta, come forse mi è già capitato, ho anticipato nei fatti con le mie considerazioni sopra esposte, anche le valutazioni nei confronti di alcuni politici - forse razzisti - che continuano ad alimentare la paura e probabilmente anche un pò di odio. Sono contento di questo sereno sviluppo con un indirizzo risolutorio da me segnalto (...Così, anziché averli in giro sul territorio costretti all'illegalità dallo status di "clandestini", li ritrovano compatti nell’apprezzare “il paese” Italia). Sono vieppiù soddisfatto nell'apprendere che per una volta il mondo laico progressista e cattolico uniti, abbiano trovato l'orgoglio della coerenza con i propri valori. Non abbiamo cioè cavalcato gli umori e le paure della gente, ma stiamo cercando di gestire, nel rispetto dei “nostri” valori, un'emergenza creata dal fallimento della cultura della destra.
giorgio - Mer Apr 20, 2011 2:25 pm
Oggetto:
Dal sito di Repubblica (20 aprile 2011) ha scritto:
BRESCIA
Tangenti, due assessori della Lega Nord
arrestati per una mazzetta da 22mila euro
Si tratta di Mauro Galeazzi, titolare della delega di Urbanistica e lavori pubblici a Castel Mella,
e di Marco Rigosa, capo dell'ufficio tecnico. Coinvolti un imprenditore e un libero professionista



Due assessori leghisti di due Comuni del Bresciano sono stati arrestati per tangenti. Si tratta di Mauro Galeazzi, 48 anni, titolare della delega a Urbanistica e lavori pubblici a Castel Mella, e di Marco Rigosa, 45, capo ufficio tecnico del Comune di Castel Mella e assessore ai Lavori pubblici a Rodengo Saiano (Comune che risulta comunque estraneo alle indagini). Nell'operazione, condotta dai carabinieri della compagnia di Brescia, sono stati arrestati Andrea Piva, 36enne di Rodengo Saiano, geometra, libero professionista, e Antonio Tassone, 68 anni di Lumezzane, imprenditore.

I provvedimenti sono stati emessi dal gip bresciano Cesare Bonamartini su richiesta del pm Silvia Bonardi. E' indagato anche un altro dipendente dell'ufficio urbanistica del Comune di Castel Mella. I reati contestati sono per tutti di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, e solo per Galeazzi, anche di peculato. Antonio Tassone, impegnato nella realizzazione di un centro commerciale in Castelmella, usava come tramite Piva per mantenere i rapporti con il responsabile dell'ufficio tecnico Rigosa e con l'assessore Galeazzi. Il centro commerciale stava per essere realizzato su un terreno sottoposto a vincolo paesaggistico-ambientale che Tassone aveva già opzionato con un contratto preliminare.

Nella ricostruzione dell'accusa, per rendere più veloce e sicuro l'iter di approvazione del piano urbanistico - ammorbidendo i controlli, in particolare della commissione paesaggistica - Tassone aveva pattuito un versamento di 22mila euro, dei quali 12mila pagati a favore della società di Piva e altri 10mila versati in contanti dallo stesso imprenditore a Piva e da questo consegnati al Rigosa, che ne aveva poi versato una parte all'assessore Galeazzi. Galeazzi è indagato anche per peculato: nella sua veste di pubblico ufficiale aveva nella sua disponibilità un cellulare di servizio, intestato alla Provincia di Brescia, con cui aveva effettuato centinaia di telefonate a fini esclusivamente privati.



COMMENTO: la base della Lega è quella che votava DC o pentapartito, ai tempi di Bettino. E giustamente, i politici della lega hanno pensato bene di interpretare al meglio la propria base, cominciando a fregarsi i dobloni come facevano la buonanima di Bettino e la sua corte dei miracoli. Adesso il cerchio, finalmente, si sta chiudendo e si capisce perchè la Lega, quella del cappio di Leoni Orsenigo, oggi si batte bava alla bocca contro la magistratura...Beh... Nulla di nuovo sotto il sole, direi. La lega non è altro che un ennesimo partito, con i vizietti del partito, e della "casta". Affermare che anche loro sono come tutti gli altri mi pare una ovvietà.
giorgio - Lun Apr 25, 2011 5:51 pm
Oggetto:
Se l'assenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi da qualsiasi forma di celebrazione è ormai una consuetudine, continua a far discutere la presa di posizione della Lega, alla quale si è aggiunta quella dei giovani del Pdl che dal sito di "Plus Ultra", plusultraweb.it, invitano i giovani "a disertare i cortei organizzati dall'Anpi e dai centri sociali in tutta Italia, optando invece per la tradizionale scampagnata di Pasquetta". Tutta gente che voleva fare il passo dell'oca vestita da guerriero...
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In azione nella notte anche i neofascisti di Forza Nuova che hanno imbrattato una lapide commemorativa della Resistenza in Piazza Costantino, nella periferia nord-est della città. Un pò anche come è successo in Bassa Valle dove le manifestazioni organizzate dal Pd sono state disturbate da giovani provocatori fascisti - apparsi improvvisamente, a bordo di un'auto, quasi un agguato - che intonando cori e urla gridavano...viva il duce.

Ma prima di pensare alle prossime elezioni politiche, impegniamoci a validare il referendum del 12 Giugno andando a votare a fare in modo che altri vadano a votare. Il quesito referendario sul legittimo impedimento, è un'occasione da non perdere per dare significato plebiscitario al voto contro la persona di Berlusconi ed il suo dispotico strapotere. Attiviamoci in ogni modo e in ogni circostanza, perché l'establishment mass mediatico, RAI in testa, pare fingere che l'appuntamento del 12 Giugno, non esista. Facciamo vedere che siamo "cittadini". E che siamo diversi dai politici dei quali ci lamentiamo. Altrimenti dimostriamo di essere esattamente come loro.

paolog - Mar Apr 26, 2011 9:25 pm
Oggetto:
Bombardamenti in Libia: il governo delle giravolte. Bossi dice no, poi sì e dopo l'attacco del PD fa retromarcia
Ora Berlusconi ammette la partecipazione italiana ai bombardamenti in Libia. La Lega prima sbraita urlando no, poi, dice sì e a sera di nuovo no. Napolitano: "L'impegno dell'Italia in Libia costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall'Italia a metà marzo, secondo la linea fissata nel Consiglio supremo di Difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento". Franceschini: “In politica estera non c'è più maggioranza, non bastano le comunicazioni dei ministri al parlamento"
pubblicato il 26 aprile 2011 , 384 letture
Sempre uguale. Stesso copione, stesse parole. In uno solo mese, Berlusconi è riuscito a dichiarare la non belligeranza italiana contro la Libia, a perdere il controllo su tutte le operazioni logistiche nel mediterraneo e a fare un clamoroso dietro front per confermare a Obama che anche l'Italia parteciperà ai bombardamenti contro le milizie di Gheddafi.
la lega in un solo girono ha detto no ai bombardamenti, sì e dopo gli attacchi del PD è tornata di nuovo sul no. Almeno fino a giovedì quando si vedranno Bossi e Berlusconi. “I nostri aerei non sparano e non spareranno”. Parole di Silvio Berlusconi, un mese fa, quando il presidente italiano era “addolorato per Gheddafi”, l’amico personale al quale aveva anche baciato la mano. Prima ancora non lo aveva voluto «disturbare» mentre il colonnello sparava sui suoi concittadini.

Infine, si era allineato all’intervento, ma con pubblica riluttanza, quasi costretto dal ministro degli Esteri, Franco Frattini (lo ha lasciato trapelare più volte attraverso i giornalisti che lo seguono più da vicino).

Ma si sapeva già che il presidente più frainteso della storia avrebbe dovuto fare un netto dietro front. L'Italia non gode affatto di una buona relazione diplomatica con le grandi potenze occidentali nonostante gli annunci di Berlusconi. È bastata una telefonata per fargli cambiare idea e programmi.

Ieri sera Berlusconi ha improvvisamente indossato i panni del guerriero e rendendo nota una telefonata con il presidente Usa, Barack Obama, ha annunciato che l’Italia bombarderà la Libia.

In realtà la decisione è stata presa giorni fa, durante la visita del presidente della commissione Esteri del Parlamento Usa, Kerry. Ma fino a ieri, quando Berlusconi ha avvertito Napolitano e poi emesso un comunicato, nessuno era stato informato: non il Parlamento, non le opposizioni.

A chiarire meglio la posizione dell'Italia è intervenuto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che facendo riferimento al piano di interventi della coalizione postasi sotto la guida della Nato ha ribadito che “l'ulteriore impegno dell'Italia in Libia costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall'Italia a metà marzo, secondo la linea fissata nel Consiglio supremo di Difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento”.


Le giravolte della Lega. I ministri leghisti sulle prime hanno fatto fuoco e fiamme contro scelta del governo, poi hanno chinato la testa. Ma in serata Bossi è tornato a dire no. Non è chiaro se avevano pensato a una sceneggiata in pubblico ad uso e consumo del proprio elettorato messa in crisi dalle denunce del PD. Staremo a vedere se poi in Consiglio dei ministri diranno sì. Infatti sono passate poche ore è tutte le urla contro le decisioni sono tramutate in classico "sì obbedisco, signor Berlusconi". Per Davide Zoggia, responsabile Enti Locali del PD, “ancora una volta la Lega ha fatto la voce grossa e poi si è piegata alle decisioni del presidente del Consiglio. Prima i leghisti tuonano contro il bombardamento delle posizioni del Rais libico e dieci minuti dopo Berlusconi li riduce a miti consigli. Oramai agli elettori della Lega viene detta una cosa la mattina e poi contraddetta all’ora di pranzo. La verità è che l’autonomia di Bossi e dei suoi da Berlusconi è praticamente nulla, quando il capo chiama la Lega risponde ubbidiente”. Dello stesso parere anche Antonio Misiani, tesoriere del Partito Democratico secondo cui "basta una telefonata di Berlusconi a Bossi per sconfessare le dichiarazioni degli pseudo-leader leghisti, contrarie all’utilizzo delle bombe sugli aerei militari italiani in Libia. E’ del tutto evidente che la Lega non ha una posizione su una questione fondamentale per la politica estera italiana. I dirigenti del Carroccio parlano solo a fini elettorali per assecondare gli umori della base ma alle urla e agli strepiti segue sempre il si obbediente a Berlusconi. E’ un comportamento che abbiamo visto e rivisto nelle questioni interne e oggi anche su quelle internazionali. La Lega la finisca con le sue sceneggiate inutili e ammetta la sudditanza al premier".
Così Bossi in serata torna sui suoi passi: "Non sono d'accordo sui bombardamenti in Libia - ha detto il ministro per le Riforme e leader della Lega raggiunto al telefono dall'ANSA - le guerre non si fanno e comunque non si annunciano così. Berlusconi dirà pure che Gheddafi ci riempie di clandestini ma io dico che non sono d'accordo sui bombardamenti. Gli americani se vogliano bombardare facciano loro - ha concluso il ministro - noi dobbiamo pensare, oltretutto, che se andiamo a bombardare poi ci toccherebbe pure ricostruire". Eppure il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, giura che la maggioranza non si dividerà... certo resta il comportamento ondivago dell'esecutivo. "Dopo che le ultime parole di Bossi sulla Libia certificano che in politica estera non c'e' una maggioranza, mi pare davvero difficile immaginare che il Parlamento non si esprima con chiarezza. In questo nuovo quadro non possono bastare semplici comunicazioni dei ministri. Domani mattina ne parleremo all'Assemblea del gruppo e con le altre forze di opposizione" dichiara il presidente dei deputati del Pd, Dario Franceschini. ''Il governo si compatta e viene in Parlamento unicamente quando si tratta di salvare il presidente del Consiglio”. Su tutti gli altri temi trionfano le divisioni: “Per il resto è un litigio e uno scontro quotidiano. È grave che avvenga anche sulla politica estera dove si misura l'esistenza o meno della stessa maggioranza di governo”.

La posizione del Pd resta coerente con quella presa negli ultimi anni sulle missioni internazionali. ”Su questo argomento abbiamo le stesse posizioni da anni: si rispettano e si applicano le decisioni della comunità internazionale, delle Nazioni Unite e della Nato”.

Gheddafi è sicuramente “un nemico del popolo libico che l'Occidente deve combattere” ha dichiarato Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd, ma la partecipazione degli aerei italiani ai bombardamenti costituisce “una svolta improvvisa e inaspettata, di cui è fondamentale capire meglio le motivazioni”. Per questo il Pd ha chiesto un dibattito in Parlamento, necessario anche per capire se le nuove regole d'ingaggio della nostra aeronautica rientrino nel dettato costituzionale e nelle scelte già fatte dall’Onu. In ogni caso, “non si può chiedere ai nostri piloti di partecipare ai bombardamenti con un governo diviso e con un Parlamento che ancora non ne ha discusso”. I Democratici aspettano insomma il dibattito parlamentare e hanno fin d'ora fissato quali saranno i vincoli della loro posizione. Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, lo ha detto chiaramente: “Il nostro riferimento continua ad essere la risoluzione 1973 dell'Onu. Se verranno confermati i confini di quella risoluzione il Pd non farà mancare il suo assenso”. Fermo restando che “sono gravi le divisioni irresponsabili che continuano a manifestarsi dentro il governo, con la Lega che continua a prendere le distanze dalle decisioni di Berlusconi. Questo è un fatto per noi inaccettabile che testimonia della crisi continua e irreversibile di questo esecutivo”.

Per Marina Sereni, vicepresidente dell'Assemblea Nazionale del Pd, “la scelta annunciata dal Presidente del Consiglio di partecipare ai bombardamenti di obiettivi militari in Libia è la conseguenza obbligata della nostra appartenenza alla Nato ed è coerente con il ruolo geostrategico dell'Italia nell'area. La situazione sul campo si sta rivelando più complessa e impegnativa del previsto e per questo sarebbe necessaria una più incisiva iniziativa europea sul piano politico e diplomatico, oltre che su quello militare”.

“Anche in questo passaggio delicato -avverte Sereni- il governo italiano appare diviso e ciò non rende certo più forte e autorevole il nostro Paese di fronte ai partners della coalizione impegnata in Libia. Il Pd e le altre opposizioni non faranno mancare il loro contributo responsabile, nei limiti e nel rispetto rigoroso della risoluzione delle Nazioni Unite 1973. Crediamo sia tuttavia doveroso che il Governo riferisca in Parlamento e che cessino i distinguo da parte di ministri sull'impegno italiano in questa missione internazionale”.

giorgio - Gio Apr 28, 2011 4:07 pm
Oggetto:
Sono sincero: la Lega mi ha sempre fatto un pò senso per la sua mancanza assoluta di etica. Sono un'accolita di opportunisti che cercano sempre di piazzarsi nella posizione più vantaggiosa per loro senza curarsi degli interessi del Paese e, toh!... nemmeno del territorio che dovrebbero rappresentare. Hanno una visione ristretta e perdente dei rapporti economici attuali tra i vari attori mondiali, credono all'autarchia e al piccolo campanile; insomma hanno una mentalità pedemontana superata dalla storia e dai fatti. Sono contradditori e sbadati, indisponenti e irresponsabili, se fossero da soli al governo, dovrebbero disconoscere se stessi per poter governare. Si sono arroccati da venti anni (20 anni!) attorno ad un tizio che meriterebbe solo di starsene seduto al bar a giocare a carte con i suoi consimili dicendo puttanate, e invece lo tengono addirittura come leader carismatico!

Dopo tanti anni in questi giorni assistiamo a qualcosa di nuovo. La lega differenzia nettamente la propria posisizione da quella di Berlusconi. E' una una linea abbastanza nuova su cui conviene spendere qualche parola. La lega forse avverte che l'avventura politica del cavaliere stia ormai arrivando a conclusione e strategicamente conviene cominciare a prendere le distanze in tempo per non rovinare insieme al cavaliere. Bisogna inoltre considerare che in tantissimi comuni medi e piccoli la lega si presenta da sola e anche nei comuni dove l'alleanza regge questa contesa potrebbe pagare elettoralmente. Un discorso a parte merita il comune di Milano. La candidatura Moratti è stata accettata dalla lega con tanti mal di pancia. Si è detto che il test è decisivo per la sopravvivenza del governo. Forse Bossi sente che la sonfitta è molto probabile ed allora conviene mettere le mani avanti. Vedremo nei prossimi giorni se il senatur ha ancora una volta avuto fiuto o se è l'ennesimo bluff. In ogni caso la credibilità del nostro paese negli ambienti internazionali è a livelli bassissimi. Non si gioca, per qualche voto in più, con l'intero paese.

Quello che dice la Lega, non mi interessa minimamente, tanto lo so che dicono una cosa e ne fanno un'altra. Ripeto: l'unico merito che ha avuto è stato quello di aver raccolto e messo in una sola parte tutti gli individui poco commendevoli che ci sono nel Nord, e contarli quanti sono. Sono tre milioni.

giorgio - Lun Mag 02, 2011 12:07 pm
Oggetto:
Citazione:
Libia, il governo trema

Dopo la frenata di Bossi, el senatur, torna a mettere in dubbio la ricomposizione della spaccatura tra Pdl e Lega sui bombardamenti dei caccia italiani: "Può capitare di tutto". E sul test elettorale di Milano: "Se si perde, perde Berlusconi". Calderoli è ancora più esplicito: "Non vedo vie d'uscita". Attesa per il voto di martedì prossimo alla Camera
29 aprile 2011

Red.

Voglio proprio vedere quale pretesto troverà questa volta Bossi per restare attaccato al suo imperatore, nonostante quello che ha detto sull'operazione in Libia. Sono certo che qualcosa si inventerà, ha ragione Bersani quando parla della spada moscia a Roma anche se la mostra tosta in terra padana: ma voglio divertirmi a vedere come ne uscirà. Purtroppo sarà il divertimento di un solo e breve istante, perché subito la drammaticità della realtà di questo basso impero si riprenderà la scena. Le sparate di Bossi sono ad uso e consumo del suo elettorato. Dovremmo essere scafati alle giravolte dialettiche di questo cacciaballe della politica. La cosa più bizzarra però è l'importanza che viene data alle dichiarazioni di questo tizio, ben sapendo che non mollerà nessuna delle poltrone conquistate e le difenderà anche a costo di rimangiarsi tutto domani. Alla fine l'elettorato legaiolo trangugia di tutto senza battere ciglio, dalle mitragliate ai clandestini alle leggi razziste; passando per le collusioni con le 'ndrine e la mafia o camorra che capiti. C'è anche l'aspetto "suspence" ovviamente, ed è la speranza della sinistra che a far cadere il presdelcons sia proprio la lega. Forse attibuisce a Bossi una qualche capacità, oppure pensa che quando fece cadere berlusconi la prima volta, lo fece per dignità.

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giorgio - Lun Mag 02, 2011 5:11 pm
Oggetto:
giorgio ha scritto:
La posta dei lettori ha scritto:
Per noi patriottismo è difendere i confini
SERGIO FERRERO SEGRETARIO NAZIONALE LEGA NORD VALLE D’AOSTA
Al signor Giorgio Bruscia faccio osservare che, per noi della Lega Nord, patriottismo significa difendere i nostri confini dalle invasioni e non limitarsi a mettere il Tricolore sul balcone.
AOSTA 17.04.2011



La posta dei lettori. 28.04.2011. Piazza Chanoux, 28/A. E-mail:


"Ridicolo parlare di “occupazione straniera”

Sono appena rientrato in Valle, “ospite” di un istituto medico lombardo, con ancora negli occhi, la più ampia umanità immaginabile al servizio di un mondo sofferente. Ed è anche per questo, in omaggio a questi “nuovi italiani” che ho fissato il tricolore al mio balcone e ne sono fiero. Espongo la bandiera del mio Paese per un sacco di ragioni e oltre alla già citata anche per quei parenti che per essa hanno combattuto e per questo avuta, in tanti casi, la vita devastata già nella gioventù; per quelli, se permettete, come la mia famiglia, che ha sempre rispettato le leggi, pagato le tasse dovute e amato questa nostra Italia. Io, sarà che provengo da una regione dotata di uno straordinario senso di autoironia (...meglio un morto in casa che un marchigiano alla porta), mi sono sempre sentito italiano prima di tutto. Non trovo che esista alcunché di misterioso, nella nostra storia e tantomeno nelle nostre tradizioni, che non ci permetta di comprendere, nella realtà compiuta, di essere comunque Nazione. Nei 150 anni trascorsi come popolo italiano, questo lo si è dimostrato nei fatti, più di una volta, sia coi nostri uomini migliori sia nelle battaglie che abbiamo combattuto. Tutto questo anche se non se ne ricavava niente di personale, come per i combattenti sardi di Emilio Lussu, i siciliani o i calabresi morti sul Carso o come per i partigiani del nord che hanno sacrificato la vita non certo per tornare a fare i servi alla Germania o all'Austria.

Vedo con rammarico che questo, invece, è ancora auspicato da qualche manchevole giudizio di chi davvero non merita di fregiarsi del nome di italiano. A me gentile signor Ferrero, dei sacri confini può anche interessare poco, perché per il sottoscritto sono le persone e i loro comportamenti che contano. In Italia c'è tanta bella gente e lo si vede in queste settimane mentre sta imponendo un’ enorme battaglia culturale che lascerà sicuramente il segno. E' fallita infatti, in modo disastroso, la politica razzista imposta dalla Lega e dal governo, mentre sta convincendo, anche sul piano pragmatico dei risultati, la cultura della solidarietà, della tolleranza e dell'accoglienza. I cittadini di molti Comuni italiani che accolgono dentro “i loro confini” molti emigranti, ad esempio, iniziano a percepire un senso di sicurezza maggiore ospitando volontariamente gruppi di ragazzi in modo civile e dignitoso. Così, anziché averli in giro sul territorio costretti all'illegalità dallo status di "clandestini", li ritrovano compatti nell’apprezzare “il paese” Italia. Per una volta la sinistra, laica e cattolica unita, ha trovato l'orgoglio della coerenza con i propri valori. Non abbiamo cavalcato gli umori e le paure della gente, ma stiamo cercando di gestire, nel rispetto dei “nostri” valori, un'emergenza creata dal fallimento della cultura della destra.
Giorgio Bruscia


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Da quello che si può leggere ho polemizzato, credo educatamente, con Sergio Ferrero inviando a La Stampa una lettera poi pubblicata su "posta dei lettori". Ho tra l'altro avuto un colloquio con due simpatizzanti leghisti e purtroppo sono cascato nel tranello di questi signori, che non usano mai argomenti, ma solo accuse che evidenziano una limitatezza culturale senza precedenti. L'altro giorno vedendo la trasmissione Omnibus ho potuto toccare con mano questa mancanza di autorevolezza ascoltando un notissimo esponente leghista il quale ha addirittura affermato: "la mia giacca è scura, ma se il mio segretario federale mi dice che è bianca io dico che è bianca". Certo il fidejismo non difetta ai leghisti, ma certamente ci riporta a tempi assai lontani della nostra storia. E poi basta ascoltare radio padania per 10 minuti per capire che anche i più ottusi si sono svegliati, dal sogno padano all'incubo piduista. Io sostengo da sempre che Bossi ha avuto un grande merito al Nord: ha spazzato tutta la ramaglia e l'ha messa tutta da parte, mettendole come riconoscimento un fazzoletto verde addosso. Così si riconoscono.
giorgio - Gio Mag 05, 2011 8:07 pm
Oggetto:
La Stampa 05.05.2011 ha scritto:
DIGOS. NELL’ELENCO ANCHE POLITICI LOCALI
Firme elettorali false Indagato ex leghista

C’era anche la firma dell’ex sindaco di Aosta Guido Grimod accanto a quella di molti altri valdostani ignari di essere stati inseriti tra i 9000 firmatari la convalida della «Lista alternativa dei cittadini-Alleanza per l’Europa» che avrebbe dovuto avvallare la candidatura alle Europee 2009, dell’ex leghista Massimiliano Loda, 35 anni di Lodi, insegnante di matematica e fisica, accusato dalla procura di Aosta per falsa formazione di liste elettorali e sostituzione di persona. Ieri davanti al giudice Marco Tornatore si è svolta la prima udienza. Sono stati ascoltati alcuni testimoni poi l’udienza è stata aggiornata a settembre per l’assenza di Irene Fantinelli, la segretaria di Loda. Oltre alla presenza di diversi esponenti dell’Uv, l’ufficio elettorale di Aosta aveva notato che il documento del rappresentante della lista era scaduto. Proprio da quella carta di identità, appartenente a Massimo Benvenuti, la Digos avviò le indagini, scoprendo che quest’ultimo era ignaro di tutto. L’imputato sarebbe riuscito a ottenere i nomi attraverso un’offerta di lavoro affissa nella bacheca dell’UniVdA: 15 centesimi per ogni nome raccolto da una coppia di studenti, dagli elenchi elettorali, per finalità statistiche.
[D. GE.]




Ebbene sì, questi signori sono capaci di tutto. Altro che Roma Ladrona...
A parole ce l'hanno anche duro, ma all'atto pratico sono un movimente decadente e scadente.
Senza alcun ideale che non sia la poltrone e isoldi da prendere da Roma


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giorgio - Mar Mag 31, 2011 4:49 pm
Oggetto:
Buttate fuori Borghezio dall'Europa
Basta col negazionismo
Roberto Santoro
30 Maggio 2011


.......
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E' da dieci anni che la Lega Nord ha scelto cinicamente di farsi rappresentare al parlamento europeo da Mario Borghezio, che immaginiamo in tutto questo tempo abbia intascato migliaia di euro per pulirsi la bava con la bandiera della Ue. Quell'euro negletto ma
, che Borghezio, insieme a Speroni e Salvini, contestarono in un celebre vaudeville durante il discorso del presidente della Repubblica Ciampi a Bruxelles, uscendo scortati dalla sala mentre intonavano un verdiano "Vaffanculo Italia". E' lo stesso balanzone condannato per aver cercato di dare fuoco a dei poveracci accampati sotto un ponte, che se l'è cavata pagando una multa di tremila euro. Un'altra medaglia di latta la conquistò sul campo, dopo aver ripulito con alcool etilico i sedili di un treno "unti" dalle prostitute africane.
Nel caravanserraglio leghista, fra trote e riti celtici, questi sono punti d'onore, di cui andare fieri. Alla corte dell'imperatore serviva un pagliaccio, un tristo giullare incaricato di solleticare gli istinti belluini delle plebi nordiche. Per tanto tempo abbiamo evitato di prenderlo sul serio, abbiamo scelto di considerarlo una patetica macchietta, uno che le spara grosse tano per fare rumore, ma a tutto c'è un limite e lui l'ha superato. Come l'ultima offesa a ogni umana pietà, quella alle vittime dell'assedio di Sarajevo e della mattanza di Sebrenica. Venerdì scorso è stato arrestato Ratko Mladic, il generale che brindava con i generali dei Caschi Blu mentre le sue squadracce infierivano sulla popolazione musulmana di Bosnia, 8.000 morti a Sebrenica, la peggiore strage avvenuta sul suolo europeo dopo la fine della Seconda Guerra mondiale. Adesso Mladic verrà giudicato per genocidio e crimini di guerra, ma Borghezio non ci sta: "Non ho visto le prove, i patrioti sono patrioti e per me Mladic è un patriota. Quelle che gli rivolgono sono accuse politiche. Verso il Tribunale penale dell'Aia ho una fiducia poco superiore allo zero". Il povero Mladic, certamente vittima del complotto globalista europeista e atlantico? "Andrò certamente a trovarlo, ovunque si troverà".

Ma perché l'ex clown neofascista si scalda tanto per l'ex generale comunista? "I serbi avrebbero potuto fermare l'avanzata islamica in Europa," spiega in radio Borghezio, "ma non li hanno lasciati fare. E sto parlando di tutti i serbi, compreso Mladic". In passato, i giullari allietavano la vita di corte con delle storie inverosimili frutto del loro ingegno distorto: quella del baluardo serbo all'invasione islamica dell'Europa è una di queste fole, che Borghezio usa per la sua becera propaganda antimusulmana e pseudo-cristiana. Il negazionismo, anche quello più urlato, ha bisogno di simboli su cui poggiarsi, e così, per ridimensionare la pulizia etnica di Mladic, serviva ridare una facciata di nobiltà cavalleresca al boia dell'esercito serbo. Borghezio ha trovato questo appiglio nel passato medievale di Belgrado, trasformando Mladic in un perseguitato politico, l'eroe che durante le guerre balcaniche avrebbe contenuto l'insorgenza del terrorismo islamico, ribellandosi alla "dittatura della Nato" in Bosnia (gli accordi di Dayton). In Rete circola parecchia storiografia escrementale del genere: Sebrenica fu un
, in cui a morire sarebbero stati in prevalenza soldati delle brigate musulmane, e non, come invece è accaduto, uomini e ragazzi, divisi dalle loro mogli, madri e sorelle, prima di essere fucilati alla schiena.

Peccato che invocare i serbi come i veri vincitori dello scontro di civiltà sia una colossale baggianata. Nel medioevo, nonostante il coraggio profuso sul campo, il principe Lazar fu sconfitto dai Turchi nella Piana dei Merli. Borghezio evidentemente lo ignora, ma al fianco di Lazar combattevano anche musulmani albanesi e kosovari, che degli Ottomani non volevano diventare schiavi. In fondo cosa conta la storia quando puoi manipolarla a tuo piacimento? La "rivincita serba", esposta in tv dal generale Mladic sulle rovine fumanti di Sarajevo, è un orrendo mito di cui Borghezio si fa interprete, difensore e aedo. Solo per questo il tribuno leghista meriterebbe d'essere rinchiuso in una camicia di forza, ma ormai non ha più remore né paletti, Pisapia è un agente di Al Qaeda e suoi elettori sono dei "pirla", Gigi D'Alessio un "cantante etnico" vicino alla Camorra, tutte le volgarità che gli salgono pantagruelicamente dallo stomaco rimbalzano su Internet ridicolizzando anche la parte sana, si spera, della Lega Nord. Cari ministri Bossi, Maroni, Calderoli: buttate fuori dall'Europa Borghezio, e magari anche dalla Lega. Il compito del giullare era quello di far sbellicare la corte e intrattenere l'imperatore con le sue buffonate. Ma certe volte, quando esageravano, ai giullari veniva mozzata la testa.

Fonti:




Mario Borghezio fa ridere? No. O almeno, non più. Dichiarando solidarietà al criminale esecutore della cosiddetta pulizia etnica, Radko Mladic, da lui elogiato per radio come “un vero patriota”, il deputato europeo della Lega Nord per quanto mi riguarda esce dal contesto degli interlocutori tollerabili. Per quel poco che vale, non lo vedrete mai più seduto nello studio dell’Infedele. Sono curioso di vedere se il giudizio espresso da Borghezio su Mladic gli varrà un’espulsione, una censura, una presa di distanze dai dirigenti del partito in cui milita.

Gad Lerner
raimondo - Sab Giu 04, 2011 8:31 am
Oggetto:

giorgio - Dom Giu 05, 2011 6:38 pm
Oggetto:
Gianfranco Miglio, maître à penser della Lega disse: «Io sono per il mantenimento anche della mafia e della 'ndrangheta. Il Sud deve darsi uno statuto poggiante sulla personalità del comando. Che cos'è la mafia? Potere personale, spinto fino al delitto. Io non voglio ridurre il Meridione al modello europeo, sarebbe un'assurdità. C'è anche un clientelismo buono che determina crescita economica. Insomma, bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate» (dall'intervista di Stefano Lorenzetto "Non mi fecero ministro perché avrei distrutto la Repubblica", il Giornale, 20 marzo 1999).

Adesso, non voglio stigmatizzare le dichiarazioni deliranti di un uomo, come se nella sua vita avesse solo detto fregnacce, ma una simile dichiarazione, nel bene e nel male, qualifica lo pseudo-teorico leghista. Insomma, io non lo considerei "un gran genio della geopolitica"; ci penserei due volte a pensare anche che la Lega sia un partito da seguire...


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giorgio - Mer Giu 08, 2011 11:55 pm
Oggetto:
Corriere della sera.it 08 giugno 2011 ha scritto:
Galan: ministeri al Nord?
Una puttanata intercontinentale

Il ministro della Cultura boccia la proposta leghista:
solo propaganda che mette in difficoltà gli alleati


ROMA - «Una puttanata intercontinentale». Così il ministro della Cultura Giancarlo Galan definisce la proposta leghista di trasferire alcuni ministeri al Nord. «È tutto tranne che una cosa seria - dice Galan a Radio Radicale -, anzi, se non fossi in onda su Radio Radicale direi che è una puttanata intercontinentale e mi meraviglio che non la si tratti come tale».

«SOLO PROPAGANDA» - Di più, il ministro della Cultura (del Pdl) spiega: «È semplicemente una iniziativa propagandistica - prosegue Galan - che mette in difficoltà gli alleati e che non ha alcuna possibilità di essere attuata. È sgradevole e inutile anche perché dà la sensazione che chi dovrebbe battersi per risparmiare nella spesa pubblica in realtà la dilata, chi dovrebbe contrarre la pubblica amministrazione in realtà la dilata. Insomma un errore fondamentale, marchiano, evidente sotto tutti i profili».

BORGHEZIO - Non si è fatta attendere la replica della Lega, con l'esternazione di un esponente di primo piano del Carroccio, l'europarlamentare Mario Borghezio: «Le dichiarazioni di Galan? Un cretino, un idiota totale, un padano italianizzato. Dice così per motivi di bassa cucina politica», ha detto Borghezio.


Redazione online


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giorgio - Mer Giu 22, 2011 4:34 pm
Oggetto:
ilmessaggero.it Martedì 14 Giugno 2011 ha scritto:

....Il dilemma di Bossi, dunque, sta tutto qui: capire che l’amico Silvio è ancora in grado di imporre il suo volere all’interno del proprio partito. Capire se è in grado di assecondarlo su temi come il ritiro delle truppe italiane dalle missioni di pace, una politica finanziaria a beneficio degli enti locali e a danno delle banche, il decentramento dei ministeri: «Se non è in grado di farsi obbedire dai suoi, allora è inutile perdere altro tempo. O la svolta o il voto, insomma. Come aveva detto Bobo Maroni a urne referendarie ancora aperte.


E dove cavolo svolta?
Chi sarà il primo pronto ad uccidere il vitello grasso per il "figliol prodigo"?
Casini o Bersani? Io proporrei un altro referendum: Volete abrogare la parabola del figliol prodigo, narrata da Gesù,
dove un padre fa uccidere un vitello grasso per festeggiare il ritorno del figliol prodigo (Luca 15,23) ?
Sarà comunque un grande sventolìo di penne....


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giorgio - Lun Giu 27, 2011 7:20 pm
Oggetto:
Qualche diversità dovuta alle idee di Miglio, su federalismo, magari secessione, hanno differenziato la Lega dei primordi dal movimento grillino di oggi. Qualcuno continua a dire che la Lega è nata contro la Casta, per lei rappresentata da Roma Ladrona, contro i politici, contro la corruzione ecc.ecc. Ma per me questa è la vulgata. La realtà è una faccenda un pò diversa: la lega è nata per fare i comodi del faraone Umberto e fingeva soltanto di essere "contro la Casta". Andrà avanti ancora per qualche anno, perchè il sistema di potere che ha creato al Nord, ove governa molti Enti Locali - e può mettere suoi uomini nei consigli di amministrazione - gli consente di creare una rete di favori che attutirà la perdita di consensi. E' la Lega delle origini a non esistere più, oggi c'è un altra cosa...

E' per questa ragione che non credo più ai "movimenti di protesta", ne ho visti nascere troppi nella mia vita e poi, una volta raggiunti certe posizioni elettorali, cioè sufficienti a entrare nei luoghi di governo, vengono accalappiati come mosche sul nastro con la colla di vischio. E questo per un motivo semplice: non hanno ideologie di nessun genere. Non protestano contro la ingiustizia palese del sistema economico, no no, quello gli sta benissimo, ma contro uomini e istituzioni che manovrano questo sistema. Poi quando ne prendono il posto sono uguali, spesso anche peggio: perchè? Perchè hanno fame, e la tavola è imbandita anche per loro. Poi si sazieranno mangiando a crepapelle.

giorgio - Mar Lug 12, 2011 5:06 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 11/07/2011 17:33 ha scritto:
LEGA:IN VAL D'AOSTA CAMBIA ROTTA,'AFFIANCAMENTO' SEGRETARIO
(ANSA) - AOSTA, 11 LUG -
Risultati elettorali deludenti e qualche dichiarazione pubblica di troppo: quanto basta alla Lega Nord della Valle d'Aosta per un ''cambio di rotta'' e per un ''affiancamento'' del segretario Sergio Ferrero da parte del deputato Walter Togni, legato federale del movimento nella regione alpina.

''Non si tratta di un commissariamento, per ora - precisa Togni in una conferenza stampa convocata oggi ad Aosta (assente Ferrero) - ma di un affiancamento, una formula meno traumatica, anche perche' per un commissariamento non ci sono le condizioni''. Tra le ragioni della scelta del Consiglio federale della Lega Nord, Togni ha citato ''il tracollo elettorale nelle ultime elezioni comunali'', in cui la Lega Nord ha raccolto l'1,6 per cento. Ma non solo: ''Non ho condiviso - ha spiegato ancora il parlamentare, riferendosi al segretario Ferrero - il continuo apparire sui giornali a chiedere posti di sottogoverno, e' come accontentarsi di un piatto di lenticchie in un banchetto in cui si servono caviale e faraona''.

La svolta sara' anche politica, con l'obiettivo di ''avere un rappresentante in Consiglio regionale'': ''Il nostro contributo alla conduzione del Governo regionale sara' critico e propositivo, cosi' come lo e' a livello nazionale''. Tra i nodi 'critici' indicati da Togni ''gli appalti idroelettrici ad aziende cinesi'' e la procedura di appalto per la gestione del pirogassificatore: ''Terremo gli occhi aperti sul bando, vogliamo avere le idee molto chiare'', aggiunge il legato della Lega Nord. Sul fronte delle alleanze politiche Togni esclude ''rapporti privilegiati o apparentamenti con forze politiche locali, come per esempio la Federation autonomiste''. ''La Lega Nord resta la Lega Nord e va per conto suo'', precisa il plenipotenziario valdostano, assicurando l'apertura ''nei confronti di tutti coloro che condividono la nostra filosofia, maggioranza e minoranza''.
(ANSA).

Con ricorrenza periodica e ciclica petulanza, tutti i movimenti e partiti valdostani, sentendosi autorizzati (ma da chi e da che cosa?) a criticare la politca autonoma e autorevole del Pd-Vda, entrano nello specifico e mettono in funzione la propria nacchina del fango per cercare di ridicolizzare e indebolire con tutti i mezzi il Pd. Ma come in questo caso, vedi comunicato ANSA, mai legge del contrappasso è risultata così tempestiva ed efficiente nel comunicare invece le altrui immani difficoltà. Come si può leggere in questo caso la macchina è stata messa in moto in casa propria e nemmeno il responsabile leghista valdostano si salva da accuse vergognose (per lui). Accuse pesanti che provengono da un deputato federale assente e lontano dalla Valle d'Aosta dal novembre del 2009. Il leghista Walter Togni che secondo Sergio Ferrero non rappresenta nessuno, riferendosi al segretario valdostano dice di lui sprezzantemente: - " il continuo apparire sui giornali (n.d.r Sergio Ferrero) a chiedere posti di sottogoverno, è come accontentarsi di un piatto di lenticchie in un banchetto in cui si servono caviale e faraona"....Forti questi leghisti, che condannano Roma ladrona e assolvono la tavola imbandita di Aosta con l'aragosta.
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Il leghista Walter Togni
giorgio - Mar Lug 19, 2011 5:21 pm
Oggetto:
l'Unità 18 luglio 2011 ha scritto:
La Lega «apre» i ministeri al Nord
Il Pd: un insulto ai cittadini

La Lega insiste nella sua sfida. Sabato 23 luglio, alle 11,30, presso la Villa Reale di Monza, in Viale Brianza n.1, si svolgerà la cerimonia di inaugurazione della nuova sede del Ministro per le Riforme per il Federalismo, del Ministro dell'Economia e delle Finanze e del Ministro per la Semplificazione Normativa. «Ai giornalisti - si legge in una nota della Lega - e a tutti gli operatori dell'informazione, comunichiamo che non sarà necessario inviare alcuna richiesta di accredito stampa».

Dura la reazione del Pd. «Aprire tre sedi di Ministeri a Monza ad una settimana dall'approvazione di una Manovra che peserà esclusivamente sulle tasche dei cittadini è un insulto al buon senso e dimostra l'irresponsabilità del Governo Berlusconi che di fronte ad un Paese in difficoltà non riesce neanche a dare l'esempio sulla riduzione dei costi della politica», ha detto il deputato del Pd Michele Meta, capogruppo in commissione Trasporti alla Camera e membro della direzione nazionale dei democratici, commentando quanto reso noto dagli uffici del Ministro Calderoli.

«Mentre i cittadini si trovano a fare i conti con i ticket sulla sanità, con i tagli ai servizi sociali, con i disservizi del trasporto pubblico - aggiunge Meta - la Lega ottiene l'aumento delle sedi di Governo con ulteriori costi per lo Stato. È da irresponsabili aggiungere al danno che gli italiani avranno dal Governo la beffa dei capricci leghisti. Quella della Lega è una doppia morale inaccettabile per gli stessi elettori del Nord e che, probabilmente, è figlia di una divaricazione sempre maggiore tra gli interessi particolarissimi dei vertici del Carroccio e quelli ormai dimenticati dei cittadini».


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giorgio - Mar Lug 19, 2011 6:32 pm
Oggetto:
Nessuno dice niente, ma la famiglia Bossi porta ogni mese a casa 35.000 €uro. Ma vi pare normale che un signore che ha dato due feste di laurea senza essersi mai laureato e un figlio che è stato bocciato per due volte all'esame di maturità portino a casa ogni mese una cifra simile? Sono considerati figli di un dio minore. E tutti tacciono. Nessuno osa attaccarli. I forcaioli della casta, presenti in gran numero anche fra di noi, lottano contro ogni parlamentare che magari fa onestamente il suo lavoro. Questo parlamentare anonimo che io difendo, magari ha lasciato una professione che poteva renderlo autonomo fianziariamente.

Era da aspettarsela la dura reazione del Pd.
Non solo per questo obbrobrioso ossimorofederalista ma anche per fare notare una vergogna nazionale, quella di aprire tre sedi di Ministeri a Monza. Il tutto ad una settimana dall'approvazione di una Manovra che peserà esclusivamente sulle tasche dei cittadini. Questo è un insulto al buon senso e dimostra l'irresponsabilità del Governo Berlusconi che di fronte ad un Paese in difficoltà non riesce neanche a dare l'esempio sulla riduzione dei costi della politica. Se questo è federalismo....


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giorgio - Sab Lug 23, 2011 6:27 pm
Oggetto:
La Stampa 22.07.2011 ha scritto:
Politica
L’avvocato Spelgatti consulente della Lega

L’avvocato aostano Nicoletta Spelgatti è stata nominata dall’onorevole Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega Nord alla Camera dei deputati, consulente giuridico incaricata di seguire i lavori delle Commissioni parlamentari e le questioni collegate con la Valle d’Aosta.


Ma voi ci capite qualcosa con la Lega di questi ultimi tempi?
Mi scuseranno i guerrieri di Pontida, ma li vedo tanto rincoglioniti!
Sarà mica il fatto che tutti quanti seguono all'unisono "il senatur"?


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giorgio - Lun Lug 25, 2011 6:03 pm
Oggetto:
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Certo che Maroni deve avere passato un brutto quarto d'ora, pensando alle sue stupide magliette antislamiche!

giorgio - Mar Ago 16, 2011 10:50 pm
Oggetto:
Leggo diversi giornali, ma frequento anche le discussioni sul web dalla metà degli anni '90. In questi quindici, venti anni non è cambiato soltanto il modo di discutere sulle mailing-list e sui forum, ma ancora di più è cambiato il clima e lo stile politico, il linguaggio della comunicazione. Direi che - limitatamente ai forum - è cambiato anche il modo di essere troll e di fare i provocatori. Una mutazione che non è da imputare, nelle cause di lungo respiro, a personaggi o ambienti specifici, ma che personaggi e ambienti ben precisi hanno testimoniato e rafforzato.

L'avvento della Lega e quello del marketing-style berlusconiano hanno introdotto - "sdoganato", come si usa dire - la battuta offensiva, la scorciatoia propagandistica, la cazzata ad effetto, e il dilagare del "tempo televisivo" ha seppellito la tendenza alla "conversazione" in favore del battibecco. Molti, particolarmente labili sul piano della personalità e permeabili al clima prevalente, hanno imboccato con tutte le scarpe. Una moltitudine vociante ha assunto lo stesso atteggiamento del Bossi che dichiara di pulirsi il culo con il tricolore, che parla di Roma ladrona, di "libertà" del nord e che oggi sbraita gutturalmente contro Brunetta investendolo con un: nano veneziano non romperci i coglioni.

Il senso del ridicolo è stato annientato dalle immagini di gente che dovrebbe governare un grande paese, la quale va a riempire ampolline con l'acqua del Po, magari tenendo alzato il dito medio. Il senso estetico polverizzato da uno "statista" che va in giro per il mondo a fare le corna, e cucù, e chiama gli antagonisti politici "coglioni". Tralasciamo, poi, di parlare della demenzialità di massa promossa dalla Tv spazzatura, che non può non influenzare la generalità della comunicazione. Sommando questo e altro, c'è da meravigliarsi che ci sia gente - in perfetta, e idiota, buona fede - che partecipa ad una discussione pensando che sia assolutamente legittimo scrivere commenti talmente urlati che sembrano rutti di ippopotamo? E naturalmente pensando che sia molto democratico riprodurre l'ottusità e l'ignoranza più plebea, come se il "popolo" fosse tutto, o quasi, composto da trogloditi da osteria....o guerrieri celti.

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giorgio - Mer Ago 17, 2011 12:12 am
Oggetto:
Ora, uno che ha avuto un ictus, cioè una disgrazia, che parla come un disco rotto e graffiato, sempre per la disgrazia che è un evento di cui non si può discutere, che per questa sua fatica a parlare - meglio così, tanto più che coglionate becere non ha mai detto - viene largamente compatito e sopportato, arrivi a dire a Brunetta, che certamente è arrogante e presuntuoso, ma ancor più certamente è più intelligente di lui, buzzurro di Gemonio, di stare zitto gratificandolo con l'epiteto "nano di venezia", è il colmo. In effetti nanerottolo lo è, ma è una disgrazia, almeno pari alla sua, sulla quale non si dovrebbe sfottere, solo se si avesse un minimo di decenza, mi sembra davvero troppo. Niente da fare: quello è proprio un cretino.

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giorgio - Mar Ago 30, 2011 1:03 pm
Oggetto:
Vi giuro che non è uno scherzo, ma una dichiarazione del "minus habens" di Gemonio: "Riguardo alle mie condizioni di salute, vi informo che assumo (da tempo) un cocktail di antidepressivi, psicofarmaci, ansiolitici, vitamine e acqua del Po, studiato da una equipe di medici e che mi mantiene in questo equilibrio precario”. Adesso ho capito perchè è un rottame... Mamma mia, da chi siamo sgovernati... Sinceramente, poi ci ho pensato su e mi sono detto che non è che bossi è matto o fuori di testa, che siamo governati da gente assurda; il problema è all'opposto cioè che è il marketing della politica. Bossi sa benissimo che la questione in generale dell'acqua del Po è una boiata pazzesca, come sa pure che tanto la sua base elettorale è stupida come capre, quindi bisogna ben pubblicizzare gli slogan e le massime, nonchè i riti creati apposta per creare fidelizzazione. Il problema è sempre quello, dei semplicioni che mai si accorgono di quanto vengono presi per i fondelli.

Inoltre a me Bossi e Berlusconi, ricordano un film di tanti anni fa: un tycoon di New York sta discutendo con suo figlio, che non ha la vocazione da pescecane come lui, e ad un certo punto si alza, si avvicina alla finestra e invita il ragazzo ad avvicinarsi. Gli indica la strada sottostante, dicendo: "Vedi, so benissimo che la metà di quella gente che vedi laggiù sa che sono un delinquente. Ma a me basta l'altra metà per avere il mio mercato e avere tutto questo" - facendo cenno con il braccio verso lo studio megagalattico tappezzato di pannelli di quercia.

Quindi ha ragione chi dice che il problema è il marketing politico, ossia la cosiddetta gente - ossia non Berlusconi, che è uno dei tanti traffichini italiani, ma i berlusconiani, e non Bossi, che è uno dei tanti Bertoldi del bergamasco, ma i bossiani ... come diceva Petrolini a chi lo fischiava dalla galleria: "Io nun ce l'ho co' te, ma con chi te sta vicino e nun te butta de sotto". Tuttavia, alla fine, non credo che Bossi sia consapevole della propria idiozia: anche lui fa parte di quelli che non dicono ciò che pensano, ma pensano ciò che dicono - traduzone: dicono cazzate per marketing, ma ci credono pure, visto che il posto dentro di loro è libero, non è occupato da idee e convinzioni migliori di quelle cazzate.


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erika - Gio Set 01, 2011 2:37 pm
Oggetto: l'uv perde i pezzi...
Oggi la lega dichiara che alle prossime regionali andrà da sola...
insomma, l'alleanza uv-sa-fa-pdl-lega sta già perdendo un pezzo...
ma nessuno se n'è accorto????

e soprattutto non avevamo scelto pdl e lega proprio a seguito dell'elezione di Cota in regione?
Forse ricordo male....
giorgio - Gio Set 01, 2011 6:25 pm
Oggetto: Re: l'uv perde i pezzi...
erika ha scritto:
Oggi la lega dichiara che alle prossime regionali andrà da sola...
insomma, l'alleanza uv-sa-fa-pdl-lega sta già perdendo un pezzo...
ma nessuno se n'è accorto????

e soprattutto non avevamo scelto pdl e lega proprio a seguito dell'elezione di Cota in regione?
Forse ricordo male....

La Stampa 01.09.2011 ha scritto:
POLITICA. DOPO L’INCONTRO TRA GLI ISCRITTI
Lega alle urne da sola per le Regionali 2013

La Lega Nord si presenterà alle prossime elezioni regionali del 2013 e correrà da sola, senza apparentamenti. È quanto è emerso dall’incontro che il presidente del Piemonte - e segretario della Lega nella stessa regione - Roberto Cota ha avuto martedì sera con gli iscritti valdostani del Carroccio. Cota ha offerto aiuto, già nelle scorse settimane, a un movimento che in Valle d’Aosta ha finora stentato a decollare e che, negli ultimi mesi, ha visto anche il dualismo tra il segretario regionale Sergio Ferrero e il «legato federale» Walter Togni, parlamentare padano inviato ad Aosta per un «affiancamento» dei vertici. Lo scontro per ora diventa armistizio e i due evitano polemiche vicendevoli. Togni si limita a dire che «Cota ha ribadito quanto ho già sostenuto anche io in tempi recenti, e cioè che la Lega deve avere una sua più forte identità anche in Valle e deve rilanciarsi». Ferrero esprime soddisfazione: «L’aiuto di Cota è un fatto positivo e contribuirà a ridare visibilità alla Lega. E magari contribuirà a far venire in Valle anche altri big del partito».
[D. M.]


Citazione:

L' idiota in politica. Antropologia della Lega Nord
(per chi non l'avesse capito, e va di fretta: si riferisce al "buffone" di corte, Umberto Bossi)
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Autore: Dematteo Lynda
Traduttore: Schianchi M.
Editore: Feltrinelli
Collana: Serie bianca
Data di Pubblicazione: 2011
ISBN: 8807172070
ISBN-13: 9788807172076
Pagine: 266
Formato: brossura
Prezzo: € 16.00

Descrizione

Alla fine degli anni ottanta, quando gli elettori lombardi sanzionano l'arroganza e la corruzione della classe politica votando per la Lega Nord, si fanno sedurre dall'intemperanza anche lessicale di Umberto Bossi. La sua "idiozia" politica, le maschere che di volta in volta indossa diventano la chiave del suo successo. Il suo stile verbale rievoca il buffone della tradizione medievale, non rispettando niente e nessuno, e deridendo a più riprese le istituzioni. Con lui la pratica politica smarrisce ogni riferimento di senso, diventando una giravolta di annunci, minacce, promesse e intenzioni, in una parola "spettacolo". Il suo linguaggio e le sue maniere rimandano ai personaggi della Commedia dell'arte: il politico Bossi si trasfigura nella maschera Bossi. Come emerge da questo approccio etnografico, la Lega Nord non si limita a rappresentare le maschere più profonde dell'immaginario collettivo attraverso l'invenzione di un linguaggio tutto "suo", ma ha campo libero per fare politica nel senso più classico del termine, cioè creando miti. La Lega si dimostra più gramsciana della sinistra, conquistando l'egemonia culturale e investendo in modo ramificato tutti i settori della società. La semplicità lessicale, popolare e dialettale agìta contro l'arroganza delle classi colte e urbane si trasforma nel suo contrario: l'arroganza della semplicità.
Prefazione di Gad Lerner.
[url=http://www.libreriauniversitaria.it/idiota-politica-antropologia-lega-nord/libro/9788807172076]
L' idiota in politica. Antropologia della Lega Nord[/url]

La domanda delle cento spade, oggi, è la seguente: è più idiota bossi (rigorosamente minuscolo) o chi lo vota?

giorgio - Ven Set 23, 2011 5:19 pm
Oggetto:
l'Unità 22 settembre 2011 ha scritto:
«Finirà con le monetine»,
è rivolta leghista


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«Oggi la Lega è morta! Mi vergogno di quello che state facendo con il mio voto. Il ministro Maroni era l'unica speranza, ora è finita. E tutto solo per salvare Berlusconi. Vergognatevi: noi lo stiamo già facendo!». Uno sfogo e insieme una protesta, contro la decisione della Lega di salvare dall'arresto il deputato del Pdl Marco Milanese. La linea dettata da Umberto Bossi non va giù ai militanti che scrivono sul forum non ufficiale dei Giovani padani. E lo dicono chiaro e tondo, che questa volta il Carroccio ha sbagliato.

Luca Malacarne, sulla pagina Facebook di Roberto Castelli, scrive: «Spero che la lega non venga danneggiata troppo dalla vicenda Milanese». Ed è decisamente il più moderato. Giovanni Palmieri, all'annuncio del dirigente leghista della sua partecipazione a Porta a Porta chiede: «Parlerete di Cogne, Meredith o Milanese? Ce l'avrete anche duro, ma ogni volta che si chiede di arrestare un "collega" s'ammoscia...patetici, purtroppo».

Paolo Patierno scrive sulla bacheca di Radio Padania Libera: «Non voglio metterti in difficoltà credimi, quindi non ti chiedo di rispondermi. Sei contento che Milanese sia stato salvato da un provvedimento che riguardando te o me nessuno avrebbe impedito? E' questo tipo di "giustizia" che muove chi aderisce al movimento padano?». E Giuliana Giai aggiunge: «Con la scelta di oggi alla Camera vi siete giocati definitivamente il mio voto. Potete cancellare, bannare, fare tutto ciò che volete, ma resta la realtà dei fatti: non siete meglio di chi avete salvato. Consegnate il Paese alla rovina economica, etica e politica». I più se la prendono con il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che a luglio aveva spinto per il sì all'arresto di Alfonso Papa. «Maroni di nome, ma non di fatto», è la battuta pungente sfoderata da qualcuno. Mentre qualcun altro dà del «buffone» al leader padano, Bossi.

Il Pd coglie in un'immagine la contraddizione della Lega. Uno spadone «ammosciato», quello di Alberto Da Giussano, che campeggia su sfondo verde, sotto la scritta: «La Lega salva la cricca». I democratici dichiarano di voler «tappezzare tutto il Nord». La domanda posta dalmanifesto, «Ma dov'è finita la Lega di una volta?», corre di bocca in bocca anche tra gli elettori leghisti. «Continuino così e si troveranno con le monetine in fronte», scrive un altro militante, che come gli altri si firma con nickname di fantasia. E ancora: «Il teatrino di Venezia - affermano - è servito solo per illudere il popolo padano, per tenerlo a bada in vista di decisioni impopolari». «Io non mi rispecchio più nel coprire delinquenti e affaristi - dichiara qualcuno - A Pontida ci andrò, ma per buttare le uova, la Giuliana Giai Con la scelta di oggi alla Camera vi siete giocati definitivamente il mio voto. Potete cancellare, bannare, fare tutto ciò che volete, ma resta la realtà dei fatti: non siete meglio di chi avete salvato. Consegnate il Paese alla rovina economica, etica e politica.prossima volta. Viva la Lega...ma quella pura e dura, non corrotta e supina!».

Ps. C'è infine chi, definitivo, annuncia: «Dopo questo scandaloso salvataggio di un delinquente, saluto ufficialmente la Lega Nord. Stop, la misura è colma. Cambio partito».



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giorgio - Dom Set 25, 2011 10:20 pm
Oggetto:
Un disastro. La carezza sulla testa di Berlusconi a Bossi l’altro giorno dopo la votazione sull’arresto di Milanese, la dice tutta, anche per chi continua ingenuamente e alloccamente a credere nella buona fede dei dirigenti leghisti (parlo dei capi). Quella carezza voleva solo dire "siamo uniti sino alla fine", lui ha dato ricchezza a Bossi e soci, loro ricambiano con la fedeltà assoluta del cane verso il padrone che gli dà la zuppa.

Un disastro, con una lega che oltre che mal governata dai suo capi iscritti fra i dipendenti dello sceicco, è anche ipocrita nei riguardi dei suoi elettori. Prendete la questione delle pensioni: sappiamo benissimo che la gente vede qualsiasi riforma delle pensioni come un vulnus alle proprie condizioni di lavoratore, e ha ragione, la gente, perché questa riforma sull’età pensionabile sarebbe anche giusta se fosse preceduta o almeno accompagnata da riforme sulle pensioni altre, dai politici ai grandi comis dello Stato. Ecco perciò che Bossi, ignorando totalmente le altre pensioni, quelle che ho citato, si batte contro la riforma delle pensioni, o meglio, "finge" di battersi perché il suo popolo dovrà pensare: "hai visto il Bossi, ci difende a noi povera gente", che non è vero un tubo, perché la Lega oggi è un partito disastro, un partito che, in mano a questi Bossi, Calderoli e anche Maroni fa del male a tutto il Paese.

Ps. Maroni poi è un ipocrita che finge di fare il diverso, ma poi voterà contro l’arresto di Romano, così come ha votato contro l’arresto di Milanese.


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giorgio - Mar Ott 04, 2011 7:02 pm
Oggetto:
Feltri sputa odio sul Presidente Giorgio Napolitano e mai un cenno sul dito medio immortalato con le foto su tutti i giornali che hanno fatto il giro del mondo; mi riferisco all'idolo Umberto Bossi, idolo di Vittorio Feltri, ovviamente. Il leghista Feltri ancora una volta parla della spazzatura di Napoli e del parassitismo del meridione ai danni del settentrione d'Italia per offendere il capo dello Stato. Il leghista Feltri dimentica i vantaggi che quel "parassitismo" ha portato nelle casse settentrionali, vantaggi successivamente trasferiti all'estero dai suoi amici faccendieri, guarda caso, tutti ben radicati nel nord Italia. Il leghista Feltri dimentica che il San Raffaele di Milano, un solo ospedale, ha un debito pari alla metà del debito della sanità dell'intera Regione Campania; quel San Raffaele che un pò di tempo fa, con spot pubblicitari televisivi, chiedeva fondi a tutta l'Italia per la ricerca. Viene da chiedere: - saranno stati davvero per la ricerca?

Il leghista Feltri dimentica che la sana immagine di italianità nel mondo, è sempre stata riconosciuta e sostenuta da due eccellenze meridionali, e da sempre invidiateci: la canzone classica napoletana e la pizza (quest'ultima diffusa in tutte le città del pianeta). Il leghista Feltri dimentica che, oggi, quella sana immagine di italianità è stata deturpata da elementi della "sua Padania": dal suo padrone, nonché puttaniere, e da quell'ominide con camicia verde che espone il dito medio, che il mondo non avrebbe mai voluto vedere. Il leghista Feltri, vergogna nazionale!

Concludo con il mio sostegno al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che a breve sarà tra noi Valdostani


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giorgio - Dom Ott 23, 2011 5:45 pm
Oggetto:
Qualcosa diSinistra ha scritto:
Cancellati i ministeri al Nord
Pubblicato da Giorgio Pittella

Il Tribunale di Roma cancella i ministeri al Nord, voluti in estate dalla Lega, a seguito della propaganda elettorale attuata per (cercare di) tenere alte le percentuali di voti nelle regioni settentrionali. E ora arriva la decisione: condotta antisindacale, dopo un ricorso dei sindacati della presidenza del Consiglio (Sipre e Snaprecom).

Stando a queste organizzazioni sindacali, avrebbero saputo della creazione di queste sedi distaccate direttamente dai tg e dai medi e che, dichiara Alfredo Macrì, presidente del consiglio direttivo del Sipre, ”la decisione era stata adottata e portata avanti senza coinvolgere le organizzazioni sindacali o attivando, come previsto dalla legge, informazione preventiva e concertazione prima di procedere” all’inaugurazione. Questo è un decreto del giudice del lavoro, che di fatto annulla gli effetti dei decreti che istituivano le sedi periferiche dei ministeri a Monza, condannando anche la presidenza del Consiglio al pagamento di un terzo delle spese legali. Spese ovviamente a carico della collettività, cioè noi.

Siamo costretti, ancora una volta, a pagare con la nostra moneta la stabilità della coalizione ormai minoritaria che governa questo paese. Le sedi di Monza, come ricorderanno i più, erano state proclamate sulla spinta del primo turno delle amministrative di Milano, che vedeva Letizia Moratti perdente. Le analisi di allora riconducevano a una chiara flessione del sostegno leghista alla causa, e quale occasione migliore per rilanciarlo decentrando i ministeri?

Ora quella promessa elettorale la paghiamo noi, con tanta buona pace della Lega e di Roma ladrona.



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giorgio - Sab Ott 29, 2011 5:11 pm
Oggetto:
Citazione:
Il merito questa volta è tutto di Mariastella Gelmini. Lei che, in diretta a Ballarò, nel suo impeccabile look da istitutrice, ha rispolverato la vicenda di Lady Bossi, baby pensionata, ma foraggiata anche dalla Bosina (Libera scuola dei popoli padani) di Varese di cui Manuela Marrone in Bossi è fondatrice e che ha ricevuto ben 800 mila euro di fondi pubblici "italiani", non soldi padani.

Ricapitolando: Gianfranco Fini, sulle pensioni, interviene tra l'altro ricordando come nel 1992 la seconda moglie del Senatur andò in pensione a soli 39 anni. Ma ecco che il ministro dell'Istruzione (la stessa del tunnel dei neutrini) prende subito la parola e assicura: "Non è vero, sono andata alla Bosina poco tempo fa e ancora insegnava". Forse neppure si è resa conto la ministra che per sostenere l'alleato Bossi (non l'ormai nemico Fini) bene avrebbe fatto a tacere. Già perché in questo modo ha rispolverato la recente storia del polo scolastico parificato in quel di Varese – elementari, medie e liceo linguistico – che si presenta come "la scuola del territorio".

La scuola è parificata e vi insegna per l’appunto (lo certifica la stessa Gelmini) la pensionata dallo Stato e lavoratrice per il privato d'ispirazione leghista (Manuela Marrone in Bossi), socia della cooperativa che gestisce la struttura. Ma siccome quello che conta sono i fatti, la suddetta scuola nel 2008 è stata inserita dalla Commissione Bilancio del Senato – a guida leghista – nel Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio. Si tratta di una lunga lista di associazioni culturali, case di riposo, comuni, fondazioni, diocesi, parrocchie, università e scuole. Essere nell'elenco, per la Bosina, significa beneficare di finanziamento pubblico. Dunque grazie davvero al ministro Gelmini per averci ricordato come i leghisti oltre alle sorgenti del Po attingano anche e volentieri a quelle di Roma "ladrona".

LEGA LADRONA, ROMA NON PERDONA


Enti, ex-municipalizzate, consorzi: la Lega Nord ha occupato il tessuto economico e politico della Provincia con la spregiudicatezza della vecchia DC. Oltre alle indennità da sindaci, consiglieri, assessori, parlamentari la corte reale del Sant’Artemio, la casta padana della Lega ci costa 527.582,45 euro all’anno in prebende!
Il tutto senza rispettare né il pluralismo, né il principio dell’osservanza delle competenze tecniche.


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giorgio - Gio Nov 17, 2011 6:54 pm
Oggetto:
Abbiamo scritto ripetutamente che Bossi si è dovuto legare mani e piedi a Berlusconi per patti scritti davanti al notaio. Ora può liberarsene, e se non lui certamente Maroni cercherà di approfittarne per rilanciare questo movimento al nord. Hanno già detto che vorrebbero rifarsi all'esperienza della CSU bavarese... partito democristiano bavarese federato a quello nazionale, ma per riuscirci devono conquistare anche la Lombardia, dopo il Veneto e il Piemonte. La crisi e le scelte impopolari che il governo Monti dovrà imporre al Paese aiuteranno il progetto della Lega? Mah, certo è che la paura dell'impoverimento fa da stimolo all'egoismo.

La Lega ha assunto in questo frangente il metodo "andate avanti voi che io vi sparo nella schiena" e io, fossi stato Bersani (e anche Monti) non avrei accettato quella posizione. Per me Bersani avrebbe dovuto dire "ohè, ragazzi, qui non è il momento di pettinare le bambole, qui la situazione è grave per tutti e allora tutti dobbiamo prenderci la responsabilità di aiutare Monti a tirarci fuori dalla palude". Alla risposta negativa della Lega il Pd avrebbe potuto dire: "troppo comodo, o tutti o alle elezioni". Sono certo che la Lega dei furbastroni avrebbe cambiato posizione... Ma tanto è: un conto è la responsabilità di un partito di governo, un altro sono le pagliacciate degli spadoni e delle ampolle.


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giorgio - Sab Nov 19, 2011 10:57 pm
Oggetto:
Citazione:
Come è stato detto da un giornalista, la Lega è un sindacato territoriale più che un partito. Come tutti i sindacati non sempre riece a fare il bene di chi pretende di proteggere. Di solito per queste cose funzionano meglio le organizzazioni lobbystiche, che lavorano più nell'ombra e con maggiore professionalità. E non può farlo perchè il Nord è eterogeneo. Difficile pensare di difendere allo stesso tempo lavoratori e imprenditori, agricoltori e partite iva. Infatti la Lega l'ha sempre buttata, e pare che oggi spinga ancor di più su questo acceleratore, sull'Idea di "popolo" in senso etnico del Nord. La qual cosa è insensata e priva di un fondamento storico. Basta vedere alle vicende delle immigrazioni interne degli anni 60, e al'eterogeneità stessa delle microcolture locali del NordItalia.

Ma comunque, si sa che per inventarsi un'etnia, quello che serve maggiormente, e di solito basta e avanza, è inventarsi un nemico etnico. Gli immigrati, i terroni, i Rom, adesso pare anche tutti gli altri popoli presunti dell'Europa tutta. Io penso che, ad oggi, la Lega sia il peggior parto della "politica" Italiana dal fascismo ad oggi. Anzi no, forse il primissimo fascismo, pur segnato dalle violenze squadriste (ma ricordiamoci che al tempo venire alle mani era cosa ben più comune in tutta Europa rispetto ad oggi) aveva qualche barlume di razionalità in più. In fondo il Fascismo aderì molto tardi alle tesi razziste, anche se lo fece con una certa solerzia.

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giorgio - Sab Nov 19, 2011 11:32 pm
Oggetto:
Noto che si continua a parlare di federalismo, usando impropriamente questo sostantivo. Si federano stati indipendenti o che comunque godono già di autonomia legislativa e impositiva o che ne hanno goduto in un passato recente, come la Cecoslovacchia separabile in Cechia e Slovacchia come erano all'inizio del secolo scorso. Così come sarebbe corretto parlare di Europa federata se finalmente gli stati che compongono l'Unione Europea decidessero di unirsi politicamente.

Ma parlare di federalismo in Italia è semplicemente sbagliato, perché l'unità d'Italia, fatta propria dalla Costituzione del '48, non contempla autonomie politiche, tranne che per le Regioni a Statuto Speciale alle quali sono state concesse autonomie amministrative per non turbare la realtà etnica delle stesse. Mentre la stessa Costituzione prevede invece il decentramento di parte del potere legislativo e impositivo a favore delle regioni in una logica di razionalizzazione, di responsabilizzazione, e di controllo. Quindi si tratta di Regionalismo e non di federalismo, termine usato non a caso, ma per "allargarsi" come si dice a Roma. Perciò incominciamo a parlare con proprietà, visto che in certi casi le parole sono pietre.


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giorgio - Gio Nov 24, 2011 11:34 pm
Oggetto:
VENEZIA
Fisco, scoperti coniugi "nullatenenti"
nascondevano 200 milioni all'estero


Denunciati un imprenditore e la moglie: l'anno scorso avevano dichiarato redditi per 5 euro,
pur avendo appena incassato 65 milioni dalla vendita di 180 ettari di terreno pregiato attraverso una società con sede in Lussemburgo




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L'operazione di verifica sull'imprenditore è stata
condotta dalla Guardia di finanza di Venezia (ansa)

giorgio - Lun Dic 05, 2011 2:41 pm
Oggetto:
Straordinari i legoidi. In n-anni e con una maggioranza schiacciante hanno saputo solo aumentare la spesa pubblica e ora danno lezioni di tagli, in piena crisi hanno avuto la faccia da trota di aprire addirittura sedi staccate (in realtà sezioni di partito pagate dal contribuente italiano) di ministeri e ancora parlano. Però quando gli chiedi come sono spuntati quei trecento (300) miliardi di euro di debito fanno finta di niente e cambiano discorso.

Proprio così....sono straordinari i leghisti, ieri ho seguito alcuni interventi del "parlamento padano", sembrava che i vari Maroni, Calderoli ed altri non fossero mai passati da Roma. E' più di dieci anni che stanno al Governo e non hanno ridimensionato nulla della "Roma ladrona", hanno lasciato tutto come hanno trovato: le stesse auto blu, i voli di Stato (italiano non padano!!), le diarie, i costi delle due Camere e via così; e ieri riuscivano ancora a parlare di Roma ladrona, in quella Roma i ladroni erano anche loro. Leghisti svegliatevi, vi stanno prendendo per il culo e adesso ritirano fuori la secessione, già me lo vedo un bell'esercito verde, condotto da un menomato fisico con la sua corte di menomati mentali !

Primo: Voi siete gli unici qui che non hanno il diritto di dire quello che sento. Avete appoggiato con stolto entusiasmo un governo che in dieci anni non ha fatto una sola cosa tra quelle che avevate elencate. E ora avete la spudoratezza di criticare chi in diciassette giorni (non diciassette anni) ha orchestrato una manovra da trenta miliardi;

Secondo: non commento i provvedimenti sino a che non avrò letto con attenzione ciò che contengono. Ma una cosa la voglio dire, da ex conterraneo di quella bella persona che è la Professoressa Fornero, moglie di un economista universitrio amico della Valle d'Aosta, che ho avuto modo di apprezzare negli anni, parlo di Mario Deaglio. La Prof. Fornero ad un certo punto della sua esposizione un groppo in gola le ha impedito di continuare. Si è interrotta con le lacrime agli occhi e la frase l'ha finita Monti per spiegare quell'ultimo provvedimento sul blocco temporaneo dell'adeguamento al costo della vita per le pensioni.

Che, con i proventi della tassa sui capitali scudati fa salve le pensioni minime e quelle per il doppio del minimo (960 euro). Quelle lacrime erano sincere e il travaglio di queste persone che per puro spirito di servizio hanno abbandonato le rispettive occupazioni per cercare di salvare questo sficato paese, l'ho percepito come reale e, quindi, più che apprezzabile rispetto, non solo al precedente incommentabile governo, ma a tutti i governi che ho avuto la sfortuna di osservare e subire in questi miei travagliatissimi ultimi anni di vita. Quindi sciacquatevi la bocca prima di dare del "pagliacci" a questi servitori dello Stato e accendete ceri per averne di uguali negli anni a venire.


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giorgio - Gio Dic 15, 2011 4:33 pm
Oggetto:
Riforma vitalizi: Pirovano (Lega Nord)
si dimette da deputato per garantirsi il vitalizio


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Ettore Pirovano (Lega Nord)
Basta doppio incarico. Dopo aver resistito per anni finanche alle sentenze della corte costituzionale in merito alla incompatibilità del doppio incarico di parlamentare e presidente di Provincia, Ettore Pirovano della Lega Nord rassegna le dimissioni da deputato e d'ora in avanti si dedicherà in esclusiva al ruolo di presidente della Provincia. L' esponente leghista, diventato suo malgrado famoso quando riuscì ad essere contemporaneamente a Bergamo e votare in Parlamento a Roma, gioca d' anticipo rispetto alla pronuncia della Giunta per le elezioni della Camera sulla incompatibilità tra le due cariche. «Ho scelto la Provincia, non voglio dare uno schiaffo a chi mi ha eletto» (un'ammissione quindi che alla Camera ci è finito per sbaglio, mica è stato eletto!).
Ma la vera motivazione è ben altra.

Perchè Pirovano ha lasciato in fretta e furia la poltrona di Montecitorio, dopo essere restato incollato per anni malgrado le sentenze anche della corte costituzionale, senza aspettare la pronuncia della Giunta? Pirovano, quattro legislature alle spalle prima da senatore e poi da deputato, non vuol rischiare di mettere in discussione il suo lauto vitalizio: gli uffici di presidenza di Camera e Senato sembrano intenzionati a modificare, a partire dal 1 gennaio 2012, il meccanismo retributivo dei vitalizi. Le dimissioni di massa dei deputati in procinto di pensione non ci sono state. Ma meglio non rischiare, avrà pensato il deputato leghista. Dopo meno di 18 anni di "duro lavoro" in parlamento, avrà pur diritto ad un bel lauto vitalizio padano a carico degli italiani. O no?

giorgio - Dom Dic 18, 2011 9:58 pm
Oggetto:
La dichiarazione di voto, contro il governo Monti, l'ha espressa alla Camera una compagna leghista vestita da operaia (Emanuela Munerato). Ho ascoltato il suo intervento e mi sono ritrovato in quasi tutto quello che ha detto, però mi sono stupito: come?! una leghista che parla come una compagna del partito di Ferrero? Vuoi vedere, mi sono detto, che Bossi e Maroni si sono ricordati di essere stati iscritti al PCI e adesso, mollato Berlusconi che intanto fa l'elegia di Benito Mussolini, hanno riscoperto Carlo Marx? Ma non è così, perché la verità è ben altra. A Bossi e a Maroni, figurati poi a Calderoli e a Castelli, di Carlo Marx non frega proprio niente, e tanto meno, e lo hanno dimostrato in otto anni di governo sui dieci ultimi, approvando tutte le leggi ad personam di e per Berlusconi, gli frega di operai o artigiani, commercianti o piccoli imprenditori.

Il gioco della Lega è troppo scoperto per essere approvato, troppo scoperto e anche parecchio cafonesco, anzi proprio buzzurro: cosa aspettarsi peraltro da un partito che ha come leader maximo uno che spernacchia avversari e anche amici, che mostra il dito medio, che si esprime come un pensionato che gioca a scopa nelle osterie di paese? La gazzarra che la Rosy Mauro ha messo in piedi, per prima, al Senato, subito seguito da quel gentiluomo di Bricolo, e dall’autore del porcellum che non perde occasione per dimostrare che niente altro che cose (tipo) "porcellum" potrebbe mettere in piedi, faceva schifo.

Ripeto SCHIFO. Un'opposizione pregiudiziale, affanculo l'Italia in pericolo fallimento, un'opposizione comunque sia a qualunque azione possa fare Monti e il suo esecutivo. Una faccenda vergognosa, o no? Eppure sono convinto che molti italiani della "Padania 2" trovano la trasformazione della Lega, da liberista con e per Berlusconi (l'ufficiale pagatore ) a partito comunista, una cosa ben fatta. La mia speranza è che gli italiani del nord, quando si andrà a votare, si ricordino dell'assoluto menefreghismo che la Lega sta dimostrando per il momento, terribile, dell'Italia. Se ne ricordino, spero, perché gente come questa deve essere castigata elettoralmente.


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Emanuela Munerato
giorgio - Lun Dic 19, 2011 7:10 pm
Oggetto:
La Lega trova terreno fertile tra quegli operai del nord che, pur di star bene loro, farebbero tranquillamente affondare gli operai del sud. Purtroppo l'ideologia progressista di sinistra che vorrebbe gli operai tutti uniti tra di loro è soltanto una pia illusione. Gli operai sono cattivi, così come sono cattivi gli impiegati, gli imprenditori e i lavoratori autonomi: ognuna di queste persone pensa esclusivamente al proprio vantaggio e la Lega non appoggia tutti gli operai, bensì solo quelli del nord. Quindi i voti tra gli operai li prenderà, anche se li conoscono benissimo che tipi sono. Perché quelli che la votano non sono diversi da loro.

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giorgio - Dom Gen 01, 2012 4:09 pm
Oggetto:
Il "bisogno di odiare" della lega nord.

La lega odia i terruni, anche se molti di loro hanno sangue meridionale.
La lega odia gli extracomunitari, anche se a migliaia fanno i lavori più umili e malpagati.
La lega odia i comunisti, anche se molti suoi esponenti hanno militato tra le file estreme del Pci.
La lega odia Roma ladrona, ma non rifiuta emulamenti che dalla capitale partono verso i c/c di ministri, parlamentari leghisti, sindaci ed assessori leghisti e consiglieri regionali leghisti.
La lega odia il nepotismo, però Renzo Bossi siede al consiglio regionale lombardo.
La lega odia la mafia, però Angelo Ciocca, tutor personale di Renzo Bossi è legato a figure autorevoli della ndrangheta.

Se espellessero tutti i meridionali, gli extracomunitari, i ROM e quant'altri rientrano nella concezione padana di "diverso" la lega odierebbe qualcun'altro, dal benzinaio che aumenta i prezzi al vicino di casa che non chiude la porta dell'ascensore. C'è stato il nazismo in Germania, il regime talebano in Afghanistan, il Ku Klux Klan negli USA.

Finchè esisterà un frustrato che ha bisogno di odiare qualcuno per stornare il disprezzo da se stesso ci sarà sempre una lega nord da qualche parte del mondo. L'ex ministro Maroni tempo fa dichiarò che l’Italia non è razzista ed ero d’accordo con lui anche se oggi, nell'Italia governata dalla Lega, si sono verificati sempre più spesso casi di intolleranza. Ma la sua Lega è razzista e su questo non potrà mai controbattere. La prova che i leghisti sono razzisti emerge quotidianamente dalle proposte di legge presentate dai vari deputati e senatori allora al governo. L'ltima stronzata in ordine di tempo, che mi torna alla mente è l’istituzione della "purezza etnica" e "padanizzazione" degli alpini in una proposta di legge firmata dal deputato del Carroccio, Davide Caparini, che avrebbe l'obiettivo di «salvaguardare la natura "padana" delle penne nere, riconoscendo un bonus agli arruolati settentrionali».


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giorgio - Lun Gen 02, 2012 2:43 pm
Oggetto:

Lega Nord, il dossier dell’infamia
Questo che vi propongo è un file esplosivo che rivela il vero volto della Lega. Troverete tutto quello che non avreste mai osato neanche immaginare sui duri e puri del Carroccio, quelli che predicano bene nelle valli tra ampolle e riti celtici, ma razzolano male, molto male a Roma e lì dove sono riusciti ad affermarsi. E’ tempo di sfatare il mito di una Lega intransigente, legalitaria, dura e pura, che non fa affari con nessuno, che grida Roma ladrona ma che, in realtà, ha le mani in pasta in tutto. Basta con le frottole e le balle che ci propina ogni giorno. La verità è che il verde brillante ha lasciato il posto ad un più intenso verde marcio.

Cominciamo dalle basi, dall’abc della presunta difesa della legalità dei leghisti, che hanno offerto il loro soccorso verde per salvare dai processi Cosentino e alcuni boss della camorra, De Lorenzo, Di Donato e Crippa, vecchi arnesi della prima Repubblica, così la Lega li chiamava, che, secondo la magistratura, avrebbero causato danni all’erario. Sono trascorsi solo dieci anni da quando Bossi chiamava Berlusconi il mafioso. Nel frattempo, la Lega ha firmato e sottoscritto tutte le 37 leggi ad personam del regime di Silvio. Sono anni che la Lega urla e strepita contro Roma ladrona, contro gli sprechi della pubblica amministrazione ma tutte le volte che si è chiesto di abolire le province ha votato contro.


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giorgio - Mer Gen 04, 2012 5:13 pm
Oggetto:
Giornalettismo.com 31 dicembre 2011 ha scritto:
Primi effetti dello spumante: la Lega difende la Costituzione
Redazione

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L’ex ministro Calderoli vuole proporre una commissione
di inchiesta sul caso Merkel -Napolitano per tutelare la Carta

Il 2011 si è ormai concluso e per fine d’anno è arrivata una clamorosa novità. La Costituzione trova un davvero inusuale difensore, il leghista Roberto Calderoli. Il bergamasco ex ministro delle Riforme trae spunto dal caso Merkel-Napolitano per parlare di colpo di Stato, e propone una commissione di inchiesta per verificare se ci sia stato un attentato alla Costituzione. Lo spumante, insomma, in casa Lega, è già stato stappato.

ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE - ‘Le indiscrezioni pubblicate ieri dal Wall Street Journal, indiscrezioni peraltro confermate poi in serata da un portavoce dell’editore della testata, sono inquietanti: il Quirinale ha smentito i contenuti ma ha confermato la telefonata e del resto non avrebbe potuto fare diversamente perche’ la vicenda avrebbe configurato un attentato alla Costituzione’. Lo afferma, in una nota, il Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli. ‘Prendiamo per buona – aggiunge Calderoli – la smentita del Quirinale ma certamente nel secondo semestre del 2011 sono accaduti fatti decisamente strani: consultazioni, ancorche’ informali, del Presidente della Repubblica con un Governo in carica mai sfiduciato nei giorni successivi alla telefonata, Berlusconi che sale al Colle anticipando a noi ministri che avrebbe proposto un nuovo Governo politico e ne esce preannunciando invece le sue dimissioni, un attacco speculativo sui titoli Mediaset, lettere e richiami della Bce e della Commissioni Europea che sanno di ‘romano’ lontano un miglio, le risate della Merkel e Sarkozy ultra propagandate dai mass media nostrani’.

COMMISSIONE DI INCHIESTA SUL CASO - ‘Tutti fatti strani – conclude Calderoli – ma che devono far riflettere: alla prossima segreteria politica della Lega Nord proporro’ l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta per ricostruire realmente i fatti e gli accadimenti che hanno portato alla fine del Governo e alle dimissioni di Silvio Berlusconi che sembrano sempre di piu’ ‘spintaneee’. La verita’ puo’ far male ma e’ sempre necessaria e spero sinceramente che questa sera, nel suo discorso di fine anno, il presidente della Repubblica possa chiarire tutta questa inquietante vicenda’.
(ASCA)



Il primo commento che a noi valdostani salta subito in mente è: Già, e peccato che lo spumante non abbia origini valdostane e che probabilmente sia proprio quel prosecco - San Donà del Piave - bevuto da Marguerettaz a Courmayeur...tanto per publicizzare i prodotti regionali. Ma questo dentista scadente, perchè non guarda cosa dice lui sulla Costituzione Italiana….Lui essendo nato in Italia, non fa altro che sputare sulla Costituzione e sulla bandiera Italiana; che si faccia le corna sue e mostri il dito medio suo, prima di parlare a vanvera. Pagato profumatamente con soldi di noi contribuenti; non fa altro che spargere zizzania: Nord contro Sud…..L’Italia è una ed indivisibile…

La gravità del complotto credo che sia compito del dentista Calderoli, chiarirla. Lui l’ha denunciato, il complotto, ora ce ne chiarisca la gravità. Il disprezzo per Calderoli & Company, per quanto lo possa esprimere ineducatamente, non è altro che il figlio che la Lega - cominciando da Umberto ruttone e finendo con l’ultimo leghista di Lampedusa - ha nei confronti dello Stato italiano, delle sue istituzioni, ecc. Le corna dell'altro giorno di Bossi&C non mi paiono meno sprezzanti che definire “merde” i leghisti. Si moderino loro e poi sarà giusto che ci modereremo anche noi.

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giorgio - Gio Gen 12, 2012 5:53 pm
Oggetto:
Voto su Cosentino: una brutta pagina.
La Lega torna a ubbidire al vecchio padrone


12 Gennaio 2012

La bocciatura della richiesta di arresto per Nicola Cosentino (PdL) è "una brutta pagina per il Parlamento: si trattava di reati di una gravità assoluta e del rispetto dei diritti costituzionali". Il fatto che venga negata "una fondatissima richiesta di arresto senza che ci sia fumus persecutionis significa che hanno prevalso calcoli politici".
"Sono curioso di vedere come i combattenti padani giustificheranno il fatto che, ancora una volta, hanno calato le braghe di fronte ai diktat di Berlusconi, tornando a casa al primo fischio del vecchio padrone; e ora non sono nemmeno più in maggioranza insieme. Ora mi pare abbastanza evidente perchè il PdL abbia chiesto il voto segreto".
A quanti nel Pdl parlano di franchi tiratori nel Pd, Franceschini replica: "Si vergognino. Nel Pd non c'era nessun dubbio, neanche individuale. Il Pd è stato compatto ed era presente con il 99% dei propri deputati. Erano assenti solo due deputati, Fioroni e Sanga, che da giorni sapevamo essere ricoverati in ospedale".
Io non ce l'ho con la Lega: merde sono e merde resteranno. Io ce l'ho coi radicali. I radicali sono la quintessenza di quella partitocrazia che dicevano di combattere. Se Erode il Grande fosse in Parlamento, salverebbero pure lui. Un Vaffa a Marco Pannella e chi lo voleva mandare in Parlamento. Già, a volte a ripensarci chissà se il Pd farebbe di nuovo questa scelta?


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giorgio - Ven Gen 13, 2012 3:54 pm
Oggetto:
AostaSera.it 13/01/2012 ha scritto:
Caso Cosentino: l’associazione Loris Fortuna
contro i parlamentari radicali


Aosta - Ieri i parlamentari radicali hanno salvato il parlamentare indagato per camorra.
I radicali condannano con forza questo atteggiamento: “mafiosi, camorristi e i loro collusi se la ridono beatamente”.


Con un comunicato chiaro e conciso l’associazione radicale “Loris Fortuna”, presieduta da Flavio Martino, si è espressa riguardo al voto dei parlamentari radicali sul caso Cosentino, dissociandosene senza se e senza ma. ”I seri problemi della giustizia italiana e il problema delle carceri non traggono alcun beneficio da una simile condotta mentre mafiosi, camorristi e i loro collusi se la ridono beatamente” si legge sul documento. Un’identica presa di posizione era stata assunta dall’associazione “Loris Fortuna” lo scorso settembre riguardo alla sfiducia al ministro delle politiche agricole Saverio Romano, evitata anche grazie al voto dei radicali.

Ieri il voto dei radicali è stato decisivo, e ha impedito l’arresto del coordinatore campano Nicola Cosentino, indagato per camorra. E’ un atteggiamento, sottolinea l’associazione valdostana, che 'ben poco ha a che vedere col garantismo, le cui istanze subiscono, invece, un danno enorme. Allo stesso modo è irresponsabile dare addosso alla carcerazione preventiva quando, come in questo caso, qualcuno vi si può sottrarre per il solo fatto di essere un parlamentare”.

di Elena Tartaglione


Tutto sommato questo mal non vien per nuocere, come non nuocerebbe se il parlamento non approvasse le liberalizzazioni del decreto governativo. E' vero che il popolo ha la memoria corta, ma lo schifo di questa maggioranza non si dimenticherà tanto facilmente alle prossime elezioni. Quanto ai radicali, l'errore di cooptarli è già stato metabolizzato dal Pd e non credo proprio che sarà ripetuto. Mi stupisce la Bonino che non prenda ufficialmente le distanza da questa banda di sprovveduti antipolitici. Sono riusciti a farsi imbarcare per farsi eleggere, dal Pd! Proprio loro che qualche anno fa stavano col nanetto bonsai, per soldi. Adesso ci dicono pure di essere sorpresi e, nientepopodimeno, schifati. Un consiglio ai dirigenti del Pd: andateci calmi e con i piedi di piombo, è meglio! I casi sono due: o non sappiamo fare politica, o non valutiamo bene gli alleati con cui dovremmo agire quasi in "complicita"...

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giorgio - Sab Gen 14, 2012 6:40 pm
Oggetto:
Lo schifo fatto da questa maggioranza non sarà dimenticato tanto facilmente alle prossime elezioni. Ci tornerà sicuramente alla mente che "quelli" sono gli stessi deputati che hanno certificato Ruby, essere la nipote di Mubarak. Per i radicali, devo dire che quelle sono le loro battaglie, e per quanto sia sgradevole, penso che il Pd lo avesse messo nel conto sin dal primo giorno di questa legislatura. Per "quasi" tutto il resto, hanno votato rispettando le decisioni del gruppo, molto più dell'IdV, che aveva promesso di entrare nel gruppo parlamentare del Pd e....solo il giorno dopo, ha dichiarato di aver cambiato idea. Ed oggi sta votando all'opposizione del governo Monti, insieme alla Lega. In galera o no, Cosentino è finito sotto inchiesta, e non è detto che da libero non corra più rischi di peggiorare la sua situazione processuale di quanto non fosse da carcerato.
giorgio - Ven Gen 20, 2012 6:17 pm
Oggetto:
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I cambiamenti come dice Borsellino devono essere fatti con la matita nella cabina elettorale, ma naturalmente Borsellino non poteva dirti anche che la matita è usata come un'estensione del cervello. Dunque, provare prima a cambiare il cervello, e poi usare la matita. Mi auguro che il cervello non lo usiate poi al burro...con le animelle. Smile
giorgio - Dom Gen 22, 2012 3:58 pm
Oggetto:
Forse nella Lega riprende la marcia verso la Terra Promessa, quella marcia che Bossi aveva promesso ma che nei fatti mai ha fatto intraprendere ai suoi seguaci. In effetti,in otto anni di governo con Berlusconi, la Lega non ha ottenuto niente di niente, o meglio, ha avuto tre locali alla Villa Reale di Monza del resto subito smontati. Non è un caso che molti leghisti mercoledì sera, all’uscita del Teatro Apollonio di Varese dove si era celebrata, NEI FATTI, la fine del regno di Bossi, hanno cantato lo slogan “Berlusconi fuori dai coglioni”.

Quale sarebbe la Terra Promessa della Lega, al di là del solito ritornello sulla secessione? Intanto togliersi dall’abbraccio mortale di Berlusconi, una situazione che Bossi ha voluto, più che subito, dimostrando scarsa intelligenza strategica ma sotanziale pragmaticità da contadino: essendo carico di debiti l’abbraccio con Berlusconi gli ha consentito di cancellarli e, in più, di arricchire la famiglia, la sua, sia ben chiaro. Oggi Bossi è un re in declino, al di là di ogni osanna che gli viene dedicato la sua gente ha capito che con Bossi la Lega resterebbe sempre un progetto incompiuto. Ora si spera in Maroni e Maroni non è certo uomo da abbracciare ancora lo sceicco di Arcore.

Un mio conoscente,
un socio leghista del circolo, un socio che dice essere vicino al gruppo dirigente della Lega, che la decisione di stare all’opposizione del governo Monti è stata presa proprio per differenziarsi dalla posizione di Berlusconi, non tanto contro Monti. E sempre lo stesso socio leghista mi ha sottolineato che ormai, e notare che lui non è mai stato contro Bossi, Maroni ha preso il potere della lega nelle sue mani aggiungendo, parole sue, "grazie a Dio che Bossi starà nella Lega solo a fare l’immagine sacra". Insomma cambieranno tante cose nel cammino prossimo della Lega, e certamente l'alleanza con l’arcoriano sarà quasi impossibile, almeno stando le cose così come oggi stanno.


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giorgio - Ven Gen 27, 2012 4:44 pm
Oggetto:
...e dal palco di piazza del Duomo Bossi ha sparato le sue solite buzzurraggini, è riuscito a definire questo governo Monti come INFAME (forse non sa nemmeno cosa vuol dire in italiano "infame") e che agisce contro il Nord del Paese. Ora la gran parte dei componenti del governo Monti è di estrazione nordista, Monti è addirittura di Varese e queste parole fanno davvero ridere, se non ci fosse da piangere. Siamo alla follia di un personaggio a cui il potere e le riverenze interessate hanno dato alla testa. Mi chiedo cosa aspettano i leghisti muniti di cervello a ripulire casa loro da simile buzzurro. Tuttavia, un leghista munito di cervello è un contraddizione in termini. Anche se qualcuno si ostina ancora ad accreditare i legoidi di un barlume di intelligenza, questi si stanno sempre impegnando e allo stremo, riuscendoci, per dimostrare il contrario. Non li considero come se fossero dei "cerebrolesi" e a volte mi spiego i loro interventi in politica - che non condivido affatto - come coerenza ad un progetto, molto più che a un partito.

Conosco persone più che rispettabili, che sono convinte che l'unica soluzione per i nostri problemi sia una sostanziale separazione tra Nord e Centro-Sud, e lo credono basando il loro ragionamento sulle (per loro) impareggiabili differenza tra le due parti d'Italia. Persone che si direbbero destinate ad appartenere alla Lega e che, invece non la votano - anzi, non votano affatto - per incompatibilità tra il personale di quel partito e il loro modo di essere e di vivere. Quindi, sforzandomi non poco, penso, che avendo sposato l'irrinunciabile obiettivo di separare Nord e Sud, ingoino i rospi che Bossi e compagni impongono loro pur di mantenersi coerenti a tale progetto, mentre sulla loro intelligenza e disponibilità, uscendo dai thread della politica, esistono molti interventi pronti a dimostrarne l'autenticità .

Salvo, da parte loro, constatare che dopo tanti anni di quel progetto nulla si è attuato e nulla si attuerà al di fuori del decentramento regionale che il referendum ha approvato qualche anno fa.


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giorgio - Dom Feb 12, 2012 6:19 pm
Oggetto:
Il Fatto Quotidiano ha scritto:

Truffa aggravata per quel volo di Stato
"Artifici e i raggiri" dell'ex ministro Calderoli


Secondo i pm di Roma il 19 gennaio 2011, il senatore leghista ha usufruito di un velivolo della Repubblica italiana per motivi personali: andare in ospedale a trovare il figlio della compagna. La giunta ha però respinto l'autorizzazione a procedre. Un no sul quale dovrà esprimersi palazzo Madama.




Il Fatto Quotidiano ha scritto:

Voli di Stato per motivi personali, il racconto di Biolè:
"Ecco come ho incastrato Calderoli"


Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle ripercorre le tappe della sua iniziativa per smascherare l'uso privato dell'Airbus della Repubblica da parte dell'ex ministro leghista. "Amareggiato dalla decisione della Giunta, speravo in un segnale di rottura che non c'è stato"





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giorgio - Gio Apr 05, 2012 6:55 pm
Oggetto:
TMNews CNN ha scritto:
Bossi si è dimesso da segretario della Lega
Intercettazione tra Belsito e segretaria: Lega/ Da Bossi "soldi in nero al partito", in cassaforte plico "Family"

5 apr 2012. (TMNews) -
Umberto Bossi è dimesso da segretario della Lega. La notizia è arrivata mentre emergeva l'ipotesi che il senatur avesse "dato dei soldi in nero al partito". In alcune telefonate intercettate tra l'ex tesoriere del Carroccio, Francesco Belsito, indagato per truffa ai danni dello Stato, riciclaggio e appropriazione indebita, e Nadia Dagrada, segretaria amministrativa di via Bellerio, i due esprimono la loro preoccupazione per la volontà dell'esponente leghista Roberto Castelli di controllare le spese, e la necessità di trovare nuove soluzioni per continuare con quelle modalità. Il denaro contante non tracciabile cui si fa riferimento sarebbe poi stato elargito senza lasciare traccia a Bossi e ai suoi familiari.

"Però tu al capo (Bossi) precisi la cosa del discorso soldi - afferma la Dagrada nella comunicazione intercettata - Castelli vuole andare a vedere la 'cassa' e quelli che sono i problemi, perché comunque tu non è che puoi nascondere quelli che sono i 'costi della famiglia', cioé da qualche parte vengono fuori". "Anche perché - continua la segretaria - o lui, (Umberto Bossi, scrivono gli investigatori) ti passa come c'era una volta tutto in nero, o altrimenti come cazzo fai tu".

In un'altra telefonata tra Belsito e la Dagrada si evince poi che i revisori dei bilanci della Lega, tre esterni e tre interni, si limitano a firmare i bilanci che vengono redatti dalla Dagrada. "Adesso io gli preparavo tutta la relazione - spiega la segretaria - gliela inviavo e loro non facevano altro che firmarmela....non guardavano un cazzo". E anche qui torna la preoccupazione per l'insistenza a vederci chiaro di Castelli. "(...) Se questo insiste e se poi va a prendere questi qua, questi qua vogliono iniziare a vedere le cose e tutte, che cosa fai?".

(AGI) Milano ha scritto:
Lega: Umberto Bossi si e' dimesso
16:50 05 APR 2012


(AGI) Milano - Umberto Bossi ha presentato sul tavolo del Consiglio Federale le sue dimissioni da segretario federale della Lega Nord. Quando la notizia si e' diffusa tra i giornalisti che sostano davanti alla sede di via Bellerio, i militanti che si trovano davanti al quartier generale per manifestare solidarieta' al leader del Carroccio hanno cominciato a gridare 'Bossi, Bossi'.



.

Ma diciamo la verità, erano almeno dieci anni che nella Lega non si faceva più politica. Solo slogan e frasi fatti ad uso e consumo di un elettorato scarsamente acculturato. Il fenomeno lega, visto da molte regioni, è incomprensibile. Anche da noi, con tutti i nostri problemi, non poteva succedere che un signore che aveva dato tre feste di laurea senza essere laureato potesse guidare un movimento politico con tre milioni di voti. Ma insieme a Bossi dovrebbe lasciare anche Maroni che in tutti questi anni non ha mai saputo fare un acuto. Avevo previsto questa fine, in diversi post avevo indicato nel 3+4 per cento il limite massimo di consenso elettorale. Ora è importante che l'ex elettorato leghista non vada a finire nei tanti partiti, partitini populisti che sono in agguato. Se non sono dimissioni finte, se saranno confermate, è una svolta storica per l'Italia.

Finalmente crolla l'equivoco di questi buffoni che da 20 anni prendono milioni di voti in cambio di slogan, senza avere portato a casa niente. Anzi no, ora sappiamo...che hanno portato a casa loro carrettate di euro,altro che storie. A sentirli questi credono di essere una "voce scomoda" e che é tutto un complotto. Da 10 anni stanno al governo, ricoprendo incarichi di potere e strapagati, servendo Berlusconi e difendendo mafiosi, hanno devastato il lavoro nel 2003 con la legge Maroni e ora fanno i difensori dell'articolo 18. Una fine meritata. E mi auguro che tornino ai fasti del 2001, quando dopo essersi venduti definitivamente, presero il 4% per poi recuperare consensi grazie alla spartizione della Rai.

giorgio - Sab Apr 07, 2012 7:43 pm
Oggetto:
Un leghista intervistato dice:"Le impressioni sono state migliori delle più rosee aspetattive, nellla militanza lo sconcerto si unisce alla rabbia e alla voglia di rimettersi subito in piedi. A Bossi la gente riconosce molti meriti, gli ha già perdonato i 200 milioni di Patelli e gli perdonerà altre leggerezze. Una Lega in mano a Maroni e con le persone giuste al posto giusto può ancora crescere in quell'elettorato berlusconiano che non votava Lega per antipatia verso Bossi, questo va detto. Forse Roma Ladrona non ha giocato bene le sue carte."

Quando si dice la fede nei ladri. Il populismo leghista ha creato proprio una schiera di creduloni che nemmeno allo zecchino d'oro.... Contenti loro! Continuate pure a farvi derubare dalla 'ndrangheta nordica ed essere pure contenti. Poveri legoidi, non li hanno ancora avvisati che Monti è lì da poco e invece la Lega ha governato per anni e anni. Per favore, non dite al povero leghista alla polenta taragna che ha telefonato da Aosta a Radio Padania e ascoltato in diretta su Rainews 24 (un certo Paolo), che se c'è qualcuno che non ha fatto niente o ha fatto danni al Nord è proprio la sua Lega, potrebbe cadere dal trespolo e farsi male. Il bello è che ancora hanno la faccia di blaterare di Roma Ladrona, Roma Farabutta, nominano gente come Belsito o Galli ai vertici di Fincantieri e Finmeccanica, stanno inchiodati alle poltrone come quel Boni e ancora hanno la faccia di parlare.

Parlino di lega Ladrona, parlino di "Ladroni in casa nostra", parlino di Regione Lombardia con tutti i suoi inquisiti, parlino di infiltrazioni mafiose che non hanno fermato, ma favorito ma forse è troppo impegnativo, parlino di Regione Valle d'Aosta dove si credono "ora e sempre" alleati dell'Uv&C.


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giorgio - Mer Apr 18, 2012 12:16 pm
Oggetto:
LA LEGA IMPEDISCE ALLA CAMERA DI APPROVARE SUBITO L’INASPRIMENTO
DEI CONTROLLI E DELLE SANZIONI SUI BILANCI DEI PARTITI.

Dopo le innumerevoli leggi e leggine ad personam votate per sostenere gli interessi di Berlusconi, la Lega Nord ha ieri dimostrato per l’ennesima volta quanto si sia allontanata dalle parole d’ordine con le quali ha ottenuto il voto e la fiducia degli elettori: di fronte al voto favorevole della Camera per varare subito l’inasprimento dei controlli e delle sanzioni sui bilanci dei partiti, la Lega ieri ha raccolto le firme dei parlamentari per scongiurare l’accorciamento dei tempi. Come hanno spiegato e denunciato diversi parlamentari del Pd ieri sera questo significa che la Lega ha paura dei controlli, soprattutto se, come prevede il testo della proposta di legge firmata anche da Bersani, riguardano quanto già fatto finora. Da questo punto di vista le cronache sulle gesta del tesoriere della Lega sono illuminanti.
giorgio - Mer Mag 16, 2012 4:42 pm
Oggetto:
Bossi e i suoi due figli sono indagati per truffa allo Stato. Tra gli indagati anche il senatore Stiffoni. Finanziamenti pubblici del partito intascati per spese private. Con la tangente Montedison, Bossi e "famigghia" - in lingua terronese - possono puntare ufficialmente a diventare i più vergognosi e corrotti politici d'Italia - e naturalmente dell'ex Padania - insieme a Berlusconi, Previti, Dell'Utri e Mangano. Auguri padani. Aspettiamo fiduciosi e speranzosi la scomparsa di un partito che ha solo rubato, trattato coi mafiosi, rieditato il fascismo e sputato razzismo.

Bye bye Lega.


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giorgio - Lun Giu 04, 2012 12:03 am
Oggetto:
Fuori dal coro degli strani «indignati»
di Toni Jop
«Soldi nel cesso»: così dice Maroni sulla contestata parata del 2 Giugno. Lo stavamo aspettando, così come stavamo aspettando una bella quantità di voci indignate confuse nel coro che, dal web alla carta stampata, ha bollato l’ennesima replica di quel rito simbolico. Ed è interessante annotare come gli acuti eticamente più impervi siano stati lanciati in questi giorni da persone come Maroni e simili e dissimili. A quanti di questi indignati è venuto in mente di sostenere che ogni festa identitaria, per quanto appesa a eventi nobilissimi, non può aver luogo fintanto che anche un solo disoccupato potrà pensare che il suicidio è la migliore via d’uscita, fino a che un solo carcerato potrà lamentare, impiccandosi, che il diritto nelle celle è morto, fino a che anche un solo operaio potrà accettare di lavorare a condizioni infami; fino a che un solo immigrato sarà rinchiuso senza colpe nei lager chiamati Cie. Ci torna in mente che non abbiamo mai amato le parate, non ci piacciono i cannoni, diffidiamo dei leader carismatici e dei giochi di Borsa, degli intrighi vaticani e di qualunque potere non impegnato a dislocarsi sempre più in basso. Per questo piacciamo, da sempre, poco o niente al mercato dell’attenzione, per questo siamo guardati con diffidenza, perché il senso di patria lo rintracciamo altrove, lontano dalle parate, nell’uguaglianza, nella mitezza di uno Stato che cerca la sua prima ragione d’essere nello sguardo rivolto agli ultimi. Questa è la civiltà che amiamo, da sempre. Ecco perché non stiamo in quel coro.
giorgio - Ven Giu 15, 2012 3:48 pm
Oggetto:
Un'altra svista in cui tanti sono caduti in questi giorni è stata quella del senatore De Gregorio salvato dall'arresto. Il voto è stato segreto, il PdL non aveva tutti i numeri, sembra che il soccorso sia arrivato sottobanco dalla Lega, ma nessuno si è preoccupato di commentare qualcosa, scrivere due righe, un messaggino, un bigliettino da visita. Laughing

Troppo presi da trovare responsabilità del Pd nella crisi italiana degli ultimi 500 anni, troppo presi dall'esaltazione diretta o (democristianissimamente) con appoggio esterno a Grillo e alla grande novità politica che tutti ci salverà portandoci ad un domani radioso di Cittadini, troppo presi da tutto i nostri volenterosi critici... si sono fatti sfuggire questa piccolissima notizia. Ma infatti! Si sputacchia sul Pd come se la legge anticorruzione fosse roba sua! Questa è una legge che fa ridere, diciamo sorridere, eppure ieri il solito squallido Cicchitto si è lanciato in una filippica bava alla bocca contro questa specie di legge avvertendo che se si fosse parlato poi di falso in bilancio il governo sarebbe saltato. Ecco, lo schifo, la nausea la fanno venire questi della destra, che per queste cose è ancora compatta.


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giorgio - Lun Lug 02, 2012 7:14 pm
Oggetto:
Fallisce il comune di Alessandria

Non sarà la città della corsa all'oro california, ma Alessandria è un comune piemontese dalla storia di tutto rispetto e nodo nevralgico di interscambio importantissimo per Torino, Milano e Genova, collocandosi esattamente nel centro del triangolo immaginario che unisce i tre capoluoghi di provincia.

Oggi la città non ha più i soldi per offrire i servizi ai suoi quasi 100 mila cittadini. E' il primo capoluogo di provincia a non avere i fondi per ripagare i creditori e gli stipendi dei dipendenti pubblici. Come riporta l'edizione odierna della Stampa, il comune di Alessandria è in dissesto.

"È il primo capoluogo di provincia a vederselo dichiarare dalla Corte dei conti, dopo la normativa del settembre scorso che le ha attribuito questa prerogativa. Un record di cui gli alessandrini avrebbero fatto volentieri a meno, viste le pesanti conseguenze sui portafogli", racconta Piero Bottino. "La pronuncia della Corte è arrivata ieri, dopo mesi di attesa e un'elezione che ha esautorato il principale responsabile di questo crac: l'ormai ex sindaco Pier Carlo Fabbio, all'epoca capo di una giunta Pdl-Lega, oggi capo del Pdl all'opposizione".

"Nei 37 giorni dal suo insediamento il neo-sindaco Rita Rossa (Pd) ha affrontato una grana dopo l'altra nel tentativo di tenere a bada i creditori sempre più inferociti e pagare gli stipendi. È andata anche a parlare ai magistrati contabili, assicurando una nuova linea del Comune, più attenta alle richieste di risanamento fatte dalla Corte. Ma sapeva che la frittata ormai era fatta".



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giorgio - Ven Lug 20, 2012 5:32 pm
Oggetto:
Citazione:
Politica
Lega, Spelgatti segretario vicario

Nicoletta Spelgatti, avvocato di Aosta di 40 anni, è il nuovo segretario vicario della Lega Nord della Valle d’Aosta. Spelgatti è da circa un anno consulente giuridico del gruppo parlamentare della Lega per questioni relative alla Valle d’Aosta. «La nomina segue le nuove norme dello statuto, modificato dalla segreteria di Roberto Maroni - spiega il segretario della Lega Nord VdA Sergio Ferrero - ed è un incarico che contribuirà a rafforzare l’azione del nostro partito in vista delle elezioni regionali del 2013».


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giorgio - Mar Ago 28, 2012 4:13 pm
Oggetto:
TREVISO - La bambina ucraina disabile "può andarsene con le sue gambe a casa sua". Non l'ha detto qualche seguace di partiti filonazisti, ma il conduttore di una trasmissione di Radio Padania Libera, Pierluigi Pellegrin,che sull'emittente leghista conduce una sorta di rassegna stampa xenofoba, che cerca di mettere in rilievo molti episodi negativi commessi da stranieri. Se, di solito, nel mirino finiscono adulti che hanno commesso crimini, ieri Pellegrin se l'è presa con una bambina disabile ucraina, che finalmente poteva cominciare a camminare dopo una serie di terapie all'Arep di Villorba (Treviso). Pellegrin non è nuovo a uscite del genere ed è uno che ha detto: "Io i neri li chiamo negri per gusto personale, per il piacere un pò perverso di essere insultato dai progressisti", come ricorda Daniele Sensi, il giornalista che ha ascoltato e registrato il commento.

Vi propongo l'audio di una parte della trasmissione (la parte sulla bambina ucraina è dal minuto 2'20" in poi):

ASCOLTA:


Fonte:


Quando pensavo male dei leghisti mi sbagliavo di grosso.
Dovevo pensare molto peggio.


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erika - Lun Set 17, 2012 3:13 pm
Oggetto: festa indipendentista a cogne
Non ti sarà sfuggito caro giorgio il fatto che a cogne c'è stata la festa indipendentista con Borghezio.
un fuggi fuggi delle persone che dovevano partecipare (Rollandin, Caveri e Laurent Vierin) e della lega locale (Ferrero).
Si avvicinano le elezioni?
giorgio - Mar Set 18, 2012 3:32 pm
Oggetto: Re: festa indipendentista a cogne
erika ha scritto:
Non ti sarà sfuggito caro giorgio il fatto che a cogne c'è stata la festa indipendentista con Borghezio.
un fuggi fuggi delle persone che dovevano partecipare (Rollandin, Caveri e Laurent Vierin) e della lega locale (Ferrero).
Si avvicinano le elezioni?


Festa indipendentista: la prima secessione è interna alla Lega
Cogne - Da Maroni il diktat alla sezioni territoriali: non partecipare all'iniziativa di Borghezio.
"Rispetto la scelta della segreteria nazionale, ma noi siamo indipendentisti: del federalismo,
delle cose di Roma e dei tatticismi politici non ci importa".


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"In questo momento i vostri movimenti autonomisti hanno deciso di non venire alla nostra festa, noi rispettiamo la loro decisione, anche se non la approviamo". L'europarlamentare Mario Borghezio ha commentato così le defezioni di Union Valdôtaine, Stella Alpina, Fédération Autonomiste e Alpe dalla due giorni indipendentista a Cogne. "Il potere intimidatorio del centralismo romano è tale che forse hanno preferito essere prudenti – interpreta Borghezio – ma non credo che siano calcoli elettorali".

"C'è del timore referenziale nei confronti di Roma", afferma, timore dal quale sarebbe immune l'unico valdostano che ha risposto all'invito, Joseph Henriet, del movimento Arpitania: "Lui è uno con i coglioni – descrive con trasporto il leghista – è un indipendentista, mentre gli altri no". Tuttavia, la sorpresa di ieri, 16 settembre e primo giorno di festa, è stata l'assenza di coloro dai quali sarebbe stato lecito aspettarsi gli onori di casa: quasi nessuna traccia, infatti, della sezione leghista valdostana.

[...]La Festa Indipendentista di Cogne, che cade nello stesso periodo della vecchia festa, ha l'aspetto di un sostitutivo: "La Lega Nord ufficialmente non avalla la nostra iniziativa – ammette Borghezio – il perchè lo dovete chiedere a Maroni». «Io comunque rispetto le decisioni della segreteria – continua – ma la mia è sempre stata una posizione da indipendentista totale,
io sono un patriota del nord e del federalismo e delle cose di Roma non me ne frega niente» [...]
16/09/2012
di Lorenzo Piccinno



PS. Ecco un mio articolo pubblicato su "Le Travail" Posted on 13th settembre 2012 in Culture


giorgio - Ven Nov 09, 2012 5:19 pm
Oggetto:
La Lega annuncia che querelerà mezzo Facebook
Per una serie di frasi attribuite a Donatella Galli, consigliere provinciale di Monza e Brianza


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LEGGI QUI: [url=http://www.giornalettismo.com/archives/592485/la-lega-annuncia-che-querelera-mezzo-facebook/]
La Lega annuncia che querelerà mezzo Facebook[/url]
giorgio - Mar Gen 15, 2013 10:53 pm
Oggetto:
Citazione:
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15.01.2013
CANDIDATURE. MA IL CARROCCIO REPLICA: CORREREMO DA SOLI, CI AVETE SNOBBATO PER ANNI
E l’Uv ora riapre il dialogo con la Lega

ALESSANDRO CAMERA AOSTA

Il segretario Ferrero invitato da Perron «Ci cercano soltanto perché sono in crisi»

A meno di una settimana dallo scadere del termine per presentare le candidature in vista delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio, l’Union Valdôtaine cerca di riaprire un dialogo dal sapori «d’antan» con la Lega Nord della Valle d’Aosta. Il presidente del movimento Ego Perron, dopo che per anni l’Uv ha tenuto in scarsa considerazione la Lega Nord e dopo che nelle ultime settimane il movimento di maggioranza relativa ha chiuso la porta a ogni tentativo del segretario regionale del Carroccio, Sergio Ferrero, di intavolare una trattativa per una possibile convergenza elettorale, ieri ha invitato Ferrero a un confronto nella sede del «Mouvement» ad Aosta.

Lo «strappo» di un gruppo di ex unionisti (tra i quali i consiglieri regionali Luciano Caveri, Andrea Rosset e Laurent Viérin) che ha portato alla nascita dell’Union valdôtaine progressiste sembra preoccupare i vertici unionisti e li spinge a cercare anche in questo bacino. La Lega aveva ottenuto 2322 voti alla Camera e 2081 al Senato in occasione delle Politiche del 2008. La Lega Nord ha deciso di andare alle urne da sola con suoi candidati sia alla Camera (Nicoletta Spelgatti) sia al Senato (dove prevede di candidare uno dei sindaci donna ora in carica in Valle).

«Per settimane - conclude Ferrero - l’Uv ci ha snobbato. Oggi che il movimento è in difficoltà, colpito dallo strappo dell’Uvp, cerca il nostro aiuto. Sarà il nostro direttivo a decidere, ma credo ci vorrebbe il diluvio universale conclude ironicamente Ferrero - per farci tornare sulle nostre decisioni». La replica di Ego Perron non si è fatta attendere: «Ci é sembrato logico cercare di evitare dispersioni di voti con candidature che, obiettivamente, non hanno possibilità di successo. Con la Lega abbiamo già collaborato in passato e ci è parso politicamente doveroso sentire se c’erano i margini per tornare a collaborare. Aspettiamo di sentire quali saranno le decisioni del direttivo leghista».


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giorgio - Gio Feb 14, 2013 7:18 pm
Oggetto:
(Adnkronos/Ign) 24 aprile, ore 21:10 2012 Roma – (Finmeccanica, indagato l'A.d Orsi: 'Mai pagato tangenti a Lega o altri' - La Procura di Napoli indaga su una presunta mazzetta di 10 milioni al Carroccio nell'ambito di una vendita di elicotteri Agusta Westland all'India, di cui avrebbe parlato ai pm l'ex capo delle relazioni esterne di Finmeccanica Borgogni. Ma il Gruppo di Piazza Monte Grappa smentisce.Maroni:'' Insinuazioni fuori dal mondo ''.

Finmeccanica in generale e Alenia in particolare sono importantissime (*) e il fatto che la direzione delle stesse sia affidata a dei responsabili leghisti è qualcosa di non solo aberrante ma anche molto pericoloso, vista l'onestà e la moderazione di questa gente. Sarebbe più semplice domandarsi se esistono dei settori nei quali la Lega non abbia fatto danni. Credo di no, del loro ventennale e imbarazzante parabola guidata da una disperata avidità, c'è solo un grande, arido, deserto culturale. La Storia sta già giudicando quel becero bluff. Anzi, intanto lo giudicherà la magistratura, perché di là da tutto, rubare è ancora reato, nonostante i grandi sforzi fatti dalla Lega per trasformarlo in gesto eroico.
(*) 14 ottobre 2011


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giorgio - Lun Lug 15, 2013 7:01 pm
Oggetto:
Ci sono cose su cui non si possono avere ambiguità.
Calderoli è un cretino.
Come tale non è degno di sedere in Parlamento. Punto. Se fosse un mio eletto ne avrei già chiesto l'espulsione dal partito e le dimissioni dalla carica che ricopre. Se i leghisti si fanno rappresentare da uno così, da Borghezio, da Maroni, da Speroni, da Stival cosa si può mai sperare da loro. Calderoli era un ministro della repubblica, ma lo ricordiamo anche per la famigerata legge elettorale e per le immagini religiose blasfeme che a suo tempo fecero scoppiare una rivolta in Libia, ora lo archivieremo per questa schifezza.

Però cerchiamo di essere seri: perchè pensavate che Calderoli fosse diventato Ministro per la semplificazione? Perché lui è la semplicità fatta persona, più di un concetto da mentecatto non riesce ad esprimere con il suo semplicissimo sistema cerebrale, ridotto ad un mononeurone neanche funzionante. Quando parla, si assiste alla riedizione delle mitiche scene de "Il petomane"...

giorgio - Lun Lug 15, 2013 7:14 pm
Oggetto:
E lui a voi cosa vi sembra?
A me, un nazista!

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Poiché Calderoli, è vicepresidente del Senato, chiedo che ci sia un voto, una mozione, qualunque cosa che lo renda palesemente esecrabile. Non so se lo si può destituire dall'incarico, ma non è possibile che sieda sul più alto scranno un uomo così. E poi ci meravigliamo per essere un paese con così tanti problemi. Questo era - credo - un dentista, uno della società incivile che è voluto entrare in politica per portarci la sua inciviltà, ed ecco i risultati. La società civile elegge politici civili, la società incivile elegge politici incivili. Cosa si può pretendere da gente che elegge un Calderoli, se non di essere tanti Calderoli.



giorgio - Mer Lug 17, 2013 12:30 am
Oggetto:
La differenza tra un insulto e la frase di Calderoli è abissale: infatti il leghista, per cavarsela, cerca di farla passare appunto per una frase insultante dal sen fuggita. Paragonare un nero a una scimmia è un classico del razzismo più triviale e nazista, punto e basta. Collegare questo razzismo leghista (assolutamente abituale e virulento fin dalle origini) con "l'imbarbarimento della vita civile" è di una monumentale vacuità: primo, perché l'imbarbarimento è semmai cominciato proprio con l'avvento della Lega, e, secondo, perché certe espressioni razziste sono sempre le stesse oggi rispetto a tempi nei quali i gentiluomini facevano il baciamano alle signore e dare a voce alta del "maleducato" a qualcuno faceva girare tutte le teste dei presenti in sala. Questo di cui parliamo è razzismo, che vuole essere razzismo e riconosciuto come razzismo.

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giorgio - Mer Lug 17, 2013 12:50 pm
Oggetto:
Certo, la carica ricoperta - la seconda dello stato - è un elemento aggravante, ma non quello decisivo nel merito. Fare confusione, giocando sui termini, fa parte di un malcostume "ideologico" - diciamo culturale, dialettico, comunicativo - che si manifesta su vari argomenti. Per esempio, questo accade quando si sfodera la definizione di "stalinismo", quando si vuole indicare la prepotenza di chi sembra voler impedire a un altro di esprimere un'opinione, o quando si usa allo stesso scopo l'attributo di "fascista". Non sono "esagerazioni" - meglio, non solo - ma veri e propri depistaggi, perché stalinismo e fascismo sono fenomeni politici, non atteggiamenti individuali, mentre la prepotenza e l'aggressività riguardano il comportamento e sarebbe più utile, oltre che più corretto vederli sotto questo aspetto.

Si finge, in questo caso, di non sapere - o si vuole ignorare - che il razzismo è un'altra cosa, e che riguarda ben precisi obiettivi, che si sono manifestati nella storia: neri, ebrei, zingari e, negli Usa, i cosiddetti latinos, e in più gli omosessuali, che in determinate circostanze di tempo e luogo, sono stati discriminati e perseguitati, assimilandoli a una "razza". In questi casi l'insulto non riguarda un comportamento (vero o presunto, individuale o generale) ma la pura e semplice appartenenza a un'etnia, e fa parte di una catena di atteggiamenti che - nella storia, spesso nelle nostre stesse città - non si sono limitati all'insulto, ma che hanno portato alla discriminazione sociale e alla persecuzione violenta, al tentativo di genocidio, ai pogrom, ai linciaggi. I neri non sono stati solo "definiti" animali - che già non sarebbe poco ma sono stati "trattati" da animali, e l'insulto era la premessa e la giustificazione del trattamento.

Con l'avvento della Lega si è aperto ( o forse ri-aperto) il capitolo del razzismo allargato alle etnie interne (napoletani, terroni in genere) che si maschera e, al momento opportuno, viene confuso con lo sfottò campanilistico e folkloristico, dal quale solo la storia e la memoria riesce a tenerlo ben separato: la criminale colonizzazione piemontese post-unitaria e le vicende dell'emigrazione interna nel periodo del boom economico non hanno niente di campanilistico e folkloristico.


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giorgio - Mer Ott 16, 2013 5:37 pm
Oggetto:
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Secondo l'avvoltoio leghista Pini, la responsabilità della strage di Lampedusa sarebbe di Boldrini e Kyengè. Solo la memoria di quando noi italiani eravamo poveri emigranti ci salva dal diventare bestie razziste. Poi ci sono i leghisti: Neo-arricchiti ed ignoranti, ex poveri che ora si vergognano di ricordare il loro passato di privazioni. Così a loro succede quanto recita il proverbio veneto:"quando che la merda la monta in scànno, o che la porta spùssa, o che la porta dànno".
Merde fascio-leghiste.

(roberto mancini)
giorgio - Ven Gen 10, 2014 3:12 pm
Oggetto:
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Piemonte, annullate le elezioni regionali 2010. Accolto ricorso della Bresso

La decisione del Tar nasce dalla condanna in Cassazione del consigliere Michele Giovine, dei Pensionati per Cota, che aveva presentato firme non valide.
Adesso l'attuale presidente della Regione ha 45 giorni di tempo per ricorrere al Consiglio di Stato. L'ex zarina Pd: "Non mi ricandiderò"

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 10 gennaio 2014
Citazione:

Annullate le elezioni regionali del 2010. Il Tar del Piemonte ha accolto il ricorso presentato dall’ex presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, annullando l’atto di proclamazione degli eletti alle elezioni dal 2010 e stabilendo il ritorno alle urne. Adesso l’attuale presidente della Regione Roberto Cota ha 45 giorni di tempo per ricorrere al Consiglio di Stato.

L’ex candidata del Partito democratico e le liste del centrosinistra avevano chiesto l’annullamento del risultato elettorale, che aveva consegnato al leghista Cota la carica di governatore del Piemonte, per la presenza di una lista, i “Pensionati per Cota“, la cui presentazione era stata viziata da irregolarità. Dopo quattro anni, il consigliere regionale espresso dai “Pensionati per Cota”, Michele Giovine, è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a due anni e otto mesi per l’autenticità delle firme.

“Seppure in ritardo – dichiara la Bresso – è stata fatta giustizia. Con la pronuncia del Tar di oggi ha dimostrato che le elezioni del 2010 erano truccate. Per me è una vittoria. Ora si rivada al voto, credo che sia possibile votare tra poche settimane, nel famoso election day fissato per le europee”. “Sono contenta soprattutto per il Piemonte, perché gira pagina”, ha aggiunto la zarina del Pd. Ma l’ex candidata esclude, in caso di un ritorno alle urne, di ripresentarsi: ”No. in questo clima politico non ho molta voglia di ricandidarmi alle regionali. Penso di avere già dato. Ho l’ambizione invece, come in molti sanno, di tornare al Parlamento europeo dove sono già stata. In ogni caso comunque deciderà il Pd”.


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Padania: che questa parola sia ormai entrata nel linguaggio comune è un dato di fatto inconfutabile. Meno chiaro è se esista una definizione univoca di Padania. Le innumerevoli polemiche in proposito starebbero a dimostrare di no, e addirittura si è ipotizzato che questa parola nasconda non un'entità reale, ma un'astrazione senza senso. A suo tempo la Repubblica Cisalpina o il Lombardo-Veneto (oltre a costituire solo una porzione della "Padania") rappresenteranno momenti sì di unità, ma relativa, poiché imposta dall'esterno da una potenza nemica. Con questo siamo così giunti, a prezzo di qualche inevitabile semplificazione, alle soglie dell'unità d'Italia.

Dunque solo qualche piccola traccia, ma nessun riscontro chiaro ed inequivocabile nè della Padania nè di una volontà comune dei "popoli padani" ad un'unità separata dal resto d'Italia. Sul Risorgimento e sul carattere "non spontaneo" del processo di unificazione nazionale esiste una letteratura sterminata. Più che vera e propria unificazione, dovremmo dare risalto - secondo me giustamente - solo all'aspetto di espansione militare voluta dal Piemonte per conquistare il resto dell'Italia da parte dei Savoia. Perciò questo carattere artificioso dell'Unità d'Italia non implica affatto l'esistenza della Padania. Del resto, basta studiare un pò di storia nazionale per capire che al di là degli interessi espansionistici del Piemonte di Cavour, l'aspirazione all'unità era patrimonio di un'elite minoritaria. Ironia della sorte, tra le figure adottate simbolicamente durante le lotte risorgimentali, compariva proprio quella di Alberto da Giussano.

Ora, annullate le elezioni regionali 2010 in Piemonte, con l'accoglimento del ricorso della Bresso...la Padania Nazione si è fatta ancor più "gracilina", e con il bagno di legalità imposto dal Tar...mi si è ristretta. Ha seguito una strana cura di dimagrimento, una dieta politica assai poco efficace per il presunto popolo leghista, che già da oggi ha visto dimezzata quella grandeur che Bossi chiamava "una certa idea del Nord".
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