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POLITICHE GIOVANILI, ATTIVITA' SPORTIVE - Nel rap la protesta di Mattia Menegazzi

faustocoppi - Sab Mar 15, 2008 12:27 pm
Oggetto: Nel rap la protesta di Mattia Menegazzi
La Stampa 15.03.2008 ha scritto:
Nel rap la protesta di Mattia Menegazzi

La canzone non esprime solo talento. A volte è anche critica, lamento nei confronti della società. E’ il caso di Mattia Menegazzi, di Sarre, 17 anni e idee molto precise. Il suo genere è l’hip hop, con una caratteristica: tendenza critica verso la società valdostana.

Menegazzi ha cominciato con il gruppo Not Important People, ottenendo buoni piazzamenti al concorso «Be live» per giovani emergenti (secondo posto per quattro edizioni consecutive). La band si è poi sciolta, ma il giovane di Sarre non ha gettato la spugna, tutt’altro: ha infatti deciso di diventare un solista, collaborando comunque con diversi gruppi di rapper valdostani.

Da una di queste collaborazioni, quella con gli Altroquando, sono nati due dei suoi pezzi più famosi, «Generazioni a confronto» e «Fashion». Da solo, invece, ha scritto «Valdostano medio», una delle canzoni che più lo rappresenta: «Ho espresso quello che penso della società valdostana - spiega Menegazzi -, il brano è dedicato a tutti coloro che rendono la Valle d’Aosta un posto inospitale e chiuso». Poi precisa: «Ciò, ovviamente, non significa che tutti i valdostani abbiano queste caratteristiche. Voglio solo sottolineare la troppa importanza data alla tradizione regionali e le poche opportunità per i giovani».

La canzone comincia sotto le note di «Papà Rogne» (brano della tradizione popolare), scema poi in una critica acuta sulle usanze valdostane, per chiudersi infine sulla melodia di «Montagnes Valdôtaines». «Il vero valdostano - recita il testo - mette camicie a quadretti per bere, andare a ballare tutti i sabati ai palchetti... bere fino all’orlo e superare ciò che è umano, tornare a casa in macchina e schiantarsi contro un palo». E ancora contro la «Bataille des Reines»: «Combattono tutte dalla vacca al vitello e qualche mese dopo sono carne da macello, se vedi il valdostano che bestemmia e grida è perché si sente un torero alla corrida». Quindi le poche opportunità: «Benvenuti a tutti nell’enorme Val d’Aosta, dove tutte le tue idee restano soltanto una proposta».

Non meno importante, per Menegazzi, è il brano «Fashion». L’artista mette le mani avanti: «Non è una critica mirata a un determinato locale - spiega -, ma solo al tipo di persone che frequentano quell’ambiente, a chi fa della firma sui vestiti uno stile di vita. E’ il racconto di una tipica serata in discoteca comprensiva di spacciatori, rissa e polizia, vista però da un punto di vista ironico».

Del resto lo stesso Menegazzi sottolinea come il suo stile, più che uno spirito critico, sia un’ironica presa in giro di un modo di fare comune. «Cerco di esprimere quello che vedo - dice -, le mie canzoni nascono dalla realtà che ho ogni giorno sotto gli occhi e che spesso non approvo».



Molto interessante...cercherò di conoscere meglio l'artista che è degno di estrema attenzione!
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