AREA DEMOCRATICA

DIRITTI E PARI OPPORTUNITA' - Myanmar, la mia solidarietà

giorgio - Dom Set 30, 2007 11:07 am
Oggetto: Myanmar, la mia solidarietà
Citazione:
Myanmar, in 100mila con i monaci buddisti contro il regime militare

Molti i cittadini che hanno preso parte alla protesta e diversi portano da mangiare e da
bere per i monaci, che da una settimana si sono posti alla testa della contestazione.



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Nuovo corteo pacifico di protesta contro il regime militare in Birmania. E sono 100mila le persone in piazza.
Protagonisti, come accade ormai ininterrottamente da una settimana, oltre 30 mila monaci buddisti che hanno
chiesto alla popolazione di pregare, di non commettere violenze e di non scandire slogan politici.
Molti i cittadini che hanno preso parte alla protesta e diversi portano da mangiare e da bere per i monaci,
che da una settimana si sono posti alla testa della contestazione pacifica contro la giunta militare che da 45
anni governa col pugno di ferro Myanmar. Ieri, al sesto giorno di protesta anti-regime in Myanmar, anche le
monache buddiste sono scese in piazza a Yangon. Quelle di ieri sono state le più imponenti manifestazioni
dall'inizio del movimento di protesta, scatenato cinque settimane fa da dissidenti vicini a Aung San Suu Kyi,
la leader dell'opposizione e Premio Nobel per la pace da anni agli arresti domiciliari, e che negli ultimi giorni
ha visto i religiosi in prima linea.


24/09/2007


Ecco così anche io mi aggiungo al mondo democratico civile che protesta per questa tragedia nel Myanmar
giorgio - Lun Ott 01, 2007 3:00 pm
Oggetto:
L’importante è di non cercare di far passare equazioni che non esistono. Mi ricordo che nel ‘79 (allora avevo qualche anno in meno, ero giovane anch’io…) in molti guardavamo con sospetto e fastidio alla rivoluzione guidata a distanza da Khomeini, comodamente seduto nel salotto della sua casa a Parigi a oltre tremila chilometri di distanza mentre la gente moriva per strada.

Ricordiamoci che la religione molte volte colma i vuoti creati dalla disperazione, quando non sai darti una spiegazione ragionevole di ciò che accade. E la disperazione in Iran era effetto di una delle dittature più sanguinarie del secolo scorso.

E come dapertutto la mancanza di cultura, il disagio sociale, la paura, finiscono per aggregare milioni di persone sotto una bandiera facile da accettare e che promette la ricostruzione in tempi brevi della propria identità. Peccato che, come nel caso di religioni non secolarizzate come l’Islam, tale identità si declini quasi sempre sotto forma di fondamentalismo estremo.

Queste derive si potrebbero evitare anche smettendo di appoggiare - con motivazioni ipocrite - regimi sanguinari che creano le premesse per degenerazioni di questo tipo. Dunque la coerenza come sempre in prima linea e arriveremo veramente a produrre qualche cosa di costruttivo come dice Raimondo.

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