AREA DEMOCRATICA

POLITICHE SOCIALI - LETTERA APERTA ALLA CITTÀ DI AOSTA.

faustocoppi - Lun Mag 14, 2007 4:25 pm
Oggetto: LETTERA APERTA ALLA CITTÀ DI AOSTA.
Nonostante i numeri siano importanti, ad Aosta non si può dire che l’integrazione dei cittadini stranieri sia una realtà completamente realizzata. Non che questo sia un problema solo della nostra città, certo, ma da qui dobbiamo cominciare. Da ciò che abbiamo sotto i piedi. È inutile nascondersi la preoccupazione per quello che sta succedendo negli ultimi tempi. È inutile nasconderci la gravità della situazione. Più pericoloso di qualsiasi gesto infatti è sempre stata l’indifferenza, l’inerzia di fronte a tali e tante manifestazioni di intolleranza e di insofferenza. È la nostra storia che ce lo insegna. Parlare di immigrazione, di stranieri, di diversità e di rapporto con essa è una cosa per niente facile. Anche e soprattutto perché non parliamo certo di una realtà “astratta”, lontana e inconsistente, ma di una quotidianità e di un vissuto che tocca ormai ognuno di noi, italiani e stranieri, uomini e donne, per il solo fatto di calpestare le strade di questa regione.

Ma diventa difficile anche e soprattutto perché si fa fatica a condividere fin anche i termini minimi della discussione: il “NOI” e il “LORO” in cui spesso si generalizza la discussione. A nessuno, infatti, riesce comodo rimanere cristallizzato in una posizione prestabilita, anche se si tratta semplicemente di rappresentarsi rispetto alla situazione della propria città. Figuriamoci poi se si tratta di essere chiamati ad un confronto che rischia ogni giorno di diventare più duro, di sfociare nella violenza verbale, se non fisica. Ma a quanto pare è invece estremamente facile cavalcare la paura e l’insicurezza per poter scatenare odio e diffidenza. Facile scatenarli si….ma molto più difficile poi controllarli o anche assumersene la responsabilità. A nostro parere è da qui che bisogna partire per poter affrontare con serietà e concretezza qualsiasi dibattito. Da anni ormai migliaia di cittadini stranieri sono diventati parte integrante dell’economia di Aosta e della Valle, entrando nelle nostre famiglie, nelle nostre case, come badanti, come operai o semplicemente anche come vicini, come compagni di scuola, senza aver ricevuto in cambio un posto altrettanto importante nella discussione politica, nella determinazione delle regole e dei meccanismi di costruzione di questa comunità.

Non è più possibile rimanere inermi di fronte alla drammaticità di questa situazione. Non si può più attendere che sia un colpo di bacchetta o una semplice legge a risolvere tutti i problemi sul tavolo. Nessuna legge infatti, nessuna formula magica, potranno mai risolvere le domande e le richieste di tutta questa gente. Una comunità, una città, si costruiscono sulla volontà e sul lavoro di ognuno dei suoi abitanti, non sulle scelte operate altrove e in un altro tempo. È chiaro che solo dalla collaborazione e dalla condivisione dei diversi punti di vista si può costruire la funzionalità delle soluzioni. Soluzioni che solo se condivise possono avere speranza di essere affidabili.

malik378 - Ven Nov 29, 2013 11:41 am
Oggetto: malik
Non è più possibile rimanere inermi di fronte alla drammaticità di questa situazione. Non si può più attendere che sia un colpo di bacchetta o una semplice legge a risolvere tutti i problemi sul tavolo. Nessuna legge infatti, nessuna formula magica, potranno mai risolvere le domande e le richieste di tutta questa gente. Una comunità, una città, si costruiscono sulla volontà e sul lavoro di ognuno dei suoi abitanti, non sulle scelte operate altrove e in un altro tempo. È chiaro che solo dalla collaborazione e dalla condivisione dei diversi punti di vista si può costruire la funzionalità delle soluzioni. Soluzioni che solo se condivise possono avere speranza di essere affidabili.
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