AREA DEMOCRATICA

DIRITTI E PARI OPPORTUNITA' - CONSULTA FEMMINILE

erika - Mar Mar 20, 2007 9:48 am
Oggetto: CONSULTA FEMMINILE
Dedicherei questa parte del forum ai vari incontri in Consulta.
Ieri io e Simonetta abbiamo partecipato per la prima volta mentre Katya ormai ci fa parte da tempo.
Chiederei quindi le loro impressioni.
Io ho fatto un'apparizione lampo visto che alle 7 dovevo recuperare le mie piccole truppe ma direi che mi è bastato...
Sono tornata indietro di 15 anni quando nella mia classe interamente femminile si discuteva sul perchè una aveva saputo prima dell'altra dell'interrogazione, del perchè dare un parere in merito alla gita scolastica tanto poi avrebbe deciso la preside...
Mi è sembrato di capire (ma Katya in questo potrà dirmi se sbaglio) che ci sono dei problemi di comunicazione. Effettivamente anch'io quando sono stata nominata membro supplente ho cercato sul sito alcune informazioni come i verbali delle riunioni piuttosto che le commissioni presenti e ahimé non ho trovato nulla. Solo e soltanto le iniziative....
In più forse siamo capitate nelle riunione sbagliata in quanto vi era un vero e proprio scontro per l'istituzione o meno della Consulta delle Elette già pertanto presente informalmente dal 1995... Chissà...
katya - Mar Mar 20, 2007 12:17 pm
Oggetto:
La Consulta Regionale Femminile è un organismo complesso composto dalle rappresentanti di ogni organizzazione,sindacato, partito, associazione, organizzazione religiosa presente sul territorio valdostano... il numero delle donne coinvolte è ampio e spesso il suo funzionamento è confuso, chi non riesce a essere presente a tutte le riunioni (che sono almeno 1 al mese e alle quali bisogna ricordare che le consultrici partecipano in orario preserale, sempre nel proprio tempo libero, poi ci sono i gruppi di lavoro e le commissioni esterne... ) non riece sempre a seguire i lavori e talvolta si perde la memoria di quanto avvenuto in passato come nel caso citato da Erika nella riunione di ieri..
Chi vi arriva per la prima volta , è successo anche a me,si trova spiazzata di fronte a discussioni lunghe, accese e di cui non si conosce l'inizio... e per entrare nella logica del funzionamento deve avere un periodo di "rodaggio".Però non bisogna demordere e portarvi all'interno le proprie proposte e il proprio contributo anche riguardo alle modalità di lavoro e di comunicazione affinchè diventi la più chiara e condivisa possibile.
La Consulta nel suo complesso è consapevole delle proprie difficoltà e dei propri limiti di funzionamento per cui ha deciso di istituire al proprio interno una commissione che elabori una proposta di legge sul riordino della Consulta stessa, io e Simonetta abbiamo deciso di parteciparvi.
Erika resisti c'è bisogno di idee nuove anche in Consulta!
erika - Mar Mar 20, 2007 2:17 pm
Oggetto:
Io vi darò volentieri una mano compatibilmente con i miei impegni di mamma...proprio per questo infatti difficilmente potrò partecipare alle varie commissioni ma sono certa che questo spazio possiamo dedicarlo a tutto ciò che arriva e si produce in Consulta: dai verbali, ai lavori in commissione, alle varie iniziative ma soprattutto per coinvolgere tutti i partecipanti al forum e recepire i loro consigli e le loro idee. E chissà che le prossime persone che capitino lì si sentano un pò meno sperdute...
erika - Mar Mar 27, 2007 2:21 pm
Oggetto:
Ecco che in data 21.03 viene consegnata la proposta di legge per L'ISTITUZIONE DELLA CONSULTA DELLE ELETTE IN VALLE D'AOSTA.
Chi fosse interessato trova tale proposta andando:

Adesso seguiamo con interesse il lavoro delle Commissioni.
giorgio - Dom Feb 24, 2008 12:20 pm
Oggetto:
(ANSA) 09:34 ha scritto:
CONSULTA FEMMINILE: ANNARITA NASSISI PREDIDENTE VDA


- AOSTA, 23 FEB -
Annarita Nassisi è la nuova presidente della Consulta regionale per la condizione femminile della Valle d'Aosta; succede ad Alessandra Fanizzi e sarà coadiuvata da Angela Tonello (vice presidente), Ester Piera Fonte (segretaria), Loredana Tessarin e Enza Autolitano. (ANSA).


Auguri e buon lavoro da parte di tutti noi di Area Democratica
giorgio - Ven Dic 11, 2009 1:18 am
Oggetto:
(ANSA) Data: 10/12/2009 ha scritto:
10:57 PARI OPPURTUNITA': VDA; DA CONSULTA FIRME CONTRO NUOVA PL
(ANSA) - AOSTA, 10 DIC -
La Consulta regionale femminile in carica boccia la proposta di legge di riforma dell'organismo, presentando al consiglio regionale una petizione con 781 firme in cui viene ribadita, spiega la presidente Giacinta Prisant, una "opinione negativa sulle modalità di nomina delle componenti prospettata".

Le modifiche prospettate dalla progetto di norma riguardano la riduzione ad un numero fisso di componenti elette dal Consiglio regionale ed un contestuale aumento delle amministratrici.

Tale composizione - per la presidente della Consulta Giacinta Prisant - "limiterà la presenza di molte delle rappresentanti del mondo economico, sociale e culturale della regione, mentre é proprio il gratuito, prezioso e qualificato apporto di queste, in termini di differenti esperienze professionali e umane, che ha consentito a quest'istituzione di funzionare in modo efficiente e proficuo". (ANSA).


giorgio - Ven Dic 11, 2009 11:36 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 11/12/2009 ha scritto:
17:09 PARI OPPORTUNITA: VDA REGIONALIZZA CONSIGLIERA DI PARITA'
(ANSA) - AOSTA, 11 DIC -
Con un testo di legge la Regione autonoma Valle d'Aosta riordina la Consulta regionale per la condizione femminile, che assume la nuova denominazione di Consulta regionale per le pari opportunità, e regionalizza la figura della Consigliera di parità.

L'articolato della proposta di legge ha ricevuto oggi il parere favorevole, espresso a maggioranza, dalle Commissioni Istituzioni e Autonomia (presidente Alberto Zucchi) e Affari generali (Andrea Rosset).

L'iniziativa, sulla quale relazioneranno in aula le consigliere dell'Union valdôtaine, Emily Rini ed Helene Imperial, si compone di 27 articoli. "Con il nuovo testo - spiega Helene Imperial - una parte delle componenti della nuova Consulta sarà scelta tra le elette in Consiglio regionale e le rappresentanti elette negli Enti locali, ma è da evidenziare che una parte significativa delle nuove consultrici sarà liberamente scelta nel mondo dell'associazionismo e dei movimenti femminili, e una parte che, pur essendo eletta dal Consiglio, vedrà la proposta di candidature da parte degli stessi organismi, sindacati, organizzazioni di lavoratrici e imprenditoriali femminili".

Motivando l'astensione del suo gruppo, Patrizia Morelli (VdA Vive/R), sostiene che "la consulta femminile è purtroppo stravolta nella sua fisionomia dalla proposta della maggioranza regionale. Essa è stata finora un organismo di libera rappresentanza delle organizzazioni presenti sul territorio; la si trasforma oggi in organismo rigorosamente controllato e presidiato dalla politica regionale". Sottolinea ancora che "18 su 23 delle future componenti saranno in futuro nominate da organi politici regionali e degli enti locali: un totale allineamento alle maggioranze politiche affinché 'non disturbino' i vertici del governo regionale". (ANSA).


giorgio - Mer Dic 16, 2009 11:55 am
Oggetto:
DIPARTIMENTO PARI OPPORTUNITA' DEL PD VDA ha scritto:

In merito alla proposta di legge n. 55/09, recante “Nuove disposizioni in materia di pari opportunità tra uomo e donna e di riordino degli organismi di parità operanti in Valle d'Aosta”, il Dipartimento Pari Opportunità e Diritti del Partito Democratico Valle d’Aosta esprime parere estremamente negativo su di essa e, in particolare, sulla futura composizione dell’organismo. Innanzitutto, la lettera a) del 1° comma: riporta che 4 componenti sono designate congiuntamente da 5 tipologie di gruppi, associazioni, movimenti. Non si declinano ulteriormente le modalità di designazione congiunta. Non si riesce poi a comprendere in base a quale criterio di misura associazioni e gruppi femminili (n. 1 lett. a) co.1 art. 7) abbiano un’effettiva rappresentatività a livello regionale o ‘siano democraticamente strutturate’ (si presume che in uno stato democratico lo siano tutte!).

Riesce inoltre difficile comprendere come le commissioni o movimenti femminili, a livello regionale, dei partiti, movimenti o gruppi politici possano designare congiuntamente una sola rappresentante (n.4 lett.a) co.1 art. 7). La diversità di vedute, idee e storie politiche, rende la designazione di una sola rappresentante quanto mai difficile, ove non impossibile. Pari difficoltà si rileva nel comprendere come le organizzazioni di volontariato possano essere ‘maggiormente rappresentative’ a livello regionale. Ciò vuol dire restringere il campo a favore di una sola istituzione, sempre se si escludono i vigili del fuoco volontari, che per numero forse sono i più rappresentati. (Per assurdo se i vigili del fuoco volontari rispettassero i principi di pari opportunità, ammettendo al loro interno entrambi i generi, probabilmente si avrebbero solo rappresentanti di questi volontari, a scapito di tutti gli altri, presenti in altre associazioni, che alzano notevolmente i numeri della Valle d’Aosta nel campo del volontariato). Il fare continuo riferimento ad una rappresentanza di tipo politico, all’alterità maggioranza/minoranza, renderà difficile ad associazioni di volontariato per statuto apolitiche, apartitiche, neutrali, imparziali, indipendenti, universali, accettare il metodo politico maggioranza/minoranza. Le associazioni di volontariato, sono libere dalle logiche della politica.

All’art. 9 è previsto che alla Consulta sia trasmessa
‘copia di tutti i progetti di legge regionale, che investono esplicitamente e significativamente le politiche di genere all’atto della loro presentazione al Consiglio regionale’. Cioè a dire, tutti i progetti di legge regionale che non investono esplicitamente e significativamente le politiche di genere o che le investono marginalmente e che paradossalmente ne avrebbero più bisogno, non le sono trasmessi. E’ palese l’incongruenza. Oggi la Consulta è composta da componenti effettive e componenti supplenti. Il nuovo testo non prevede supplenti, sicché gli impedimenti che per mille ragioni non permettono alle donne di essere sempre presenti, non possono essere affrontati in alcun modo, sfilacciando, frantumando e causando inutili perdite di tempo ad un lavoro che invece sinora si è dimostrato continuo.

Dunque e per concludere,
il Dipartimento Pari Opportunità e Diritti del PD Valle d’Aosta invita il Consiglio regionale ad evitare di porre, con questa nuova legge, la Consulta sotto il controllo dell’organo politico, perché: -) si snaturerebbe la sua funzione rappresentativa, gravemente mortificata; -) la logica che ne governa il lavoro non è politica e vi lavorano bene insieme anche rappresentanti di diversi schieramenti politici altrove opposti; -) è un bene per la politica della Valle d’Aosta e per la stessa Valle d’Aosta che organi come la Consulta conservino la loro indipendenza per l’importante impulso che danno agli organi politici e perché costituiscono il metro di misura dell’evoluzione e dello sviluppo della realtà sociale economica e culturale della Valle d’Aosta.

Simona Mele
Responsabile Dipartimento Pari Opportunità e Diritti
Partito Democratico Valle d'Aosta

giorgio - Mer Dic 16, 2009 5:39 pm
Oggetto:
AostaSera.it 16/12/2009 ha scritto:
Riforma della Consulta femminile: il “no” del Partito democratico
Aosta - Anche il Partito democratico prende posizione sulla proposta di legge che dovrà riformare l‘attività e la composizione della Consulta regionale femminile.


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"Non si riesce a comprendere - si legge in una nota della responsabile dipartimento pari opportunità e diritti del Pd valdostano, Simona Mele - in base a quale criterio di misura associazioni e gruppi femminili (n. 1 lett. a) co.1 art. 7) abbiano un'effettiva rappresentatività a livello regionale o ‘siano democraticamente strutturate'

"Oggi - sottolinea Mele - la Consulta è composta da componenti effettive e componenti supplenti. Il nuovo testo non prevede supplenti, sicché gli impedimenti che per mille ragioni non permettono alle donne di essere sempre presenti, non possono essere affrontati in alcun modo, sfilacciando, frantumando e causando inutili perdite di tempo ad un lavoro che invece sinora si è dimostrato continuo".

In sintesi, il Pd invita il Consiglio regionale ad "evitare di porre, con questa nuova legge, la Consulta sotto il controllo dell'organo politico, perché: si snaturerebbe la sua funzione rappresentativa, gravemente mortificata; la logica che ne governa il lavoro non è politica e vi lavorano bene insieme anche rappresentanti di diversi schieramenti politici altrove opposti; è un bene per la politica della Valle d'Aosta e per la stessa Valle d'Aosta che organi come la Consulta conservino la loro indipendenza per l'importante impulso che danno agli organi politici e perché costituiscono il metro di misura dell'evoluzione e dello sviluppo della realtà sociale economica e culturale della Valle d'Aosta".
di Domenico Albiero


giorgio - Gio Dic 17, 2009 4:51 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 17/12/2009 ha scritto:
11:56 PARI OPPORTUNITA': DA PD VDA CRITICHE A NUOVO DL REGIONALE
(ANSA) - AOSTA, 16 DIC -
Parere "estremamente negativo" sulla proposta di legge 55/09, 'Nuove disposizioni in materia di pari opportunita' tra uomo e donna e di riordino degli organismi di parità operanti in Valle d'Aostà, è stato espresso dal dipartimento Pari Opportunità e Diritti del Partito Democratico Valle d'Aosta. E' quanto riportato in un comunicato in cui, in particolare, viene criticata la futura composizione dell'organismo.

Il Pd invita il Consiglio regionale "ad evitare di porre, con questa nuova legge, la Consulta sotto il controllo dell'organo politico", perché: "si snaturerebbe la sua funzione rappresentativa, gravemente mortificata; la logica che ne governa il lavoro non è politica e vi lavorano bene insieme anche rappresentanti di diversi schieramenti politici altrove opposti; è un bene per la politica della Valle d'Aosta e per la stessa Valle d'Aosta che organi come la Consulta conservino la loro indipendenza per l'importante impulso che danno agli organi politici e perché costituiscono il metro di misura dell'evoluzione e dello sviluppo della realtà sociale economica e culturale della Valle d'Aosta". (ANSA).


giorgio - Ven Dic 18, 2009 10:53 am
Oggetto:
La Stampa ha scritto:
Consulta femminile
La riforma sceglie le nomine politiche


AOSTA

La consulta femminile? «Un carrozzone immondo che in questi anni ha solo sperperato denaro pubblico». La definizione è quella espressa del capogruppo del Pdl Massimo Lattanzi durante il Consiglio che ieri, con 25 voti favorevoli e 8 contrari (Pd e VdaVive), ha approvato la proposta di legge 55 sul riordino degli organismi di parità che operano in Valle. «E’ arrivata l’ora di cambiare uno strumento che in questi anni è stato gestito da persone politicizzate e di parte come Antonella Barillà e Giacinta Prisant - ha aggiunto Lattanzi -. Mancava solo che si riunissero all’Espace populaire».

Parole pesanti, quelle di Lattanzi arrivate dopo l’intervento del consigliere Raimondo Donzel (Pd), che ha affermato: «Questa legge mortifica un luogo di libera partecipazione come finora è stata la Consulta, ente terzo che esprime un parere consultivo, con un’ottica diversa da quella governativa. Ma con la prospettata nuova composizione, si capovolge il meccanismo della libera partecipazione, introducendo il concetto di maggioranza e minoranza nella Consulta. Come è possibile, se è un organismo apolitico? Non sosterremo questo provvedimento che snatura la Consulta». Delle 23 componenti, 18 saranno nominate dalla Regione, mentre 5 verranno elette tra le rappresentanti delle associazioni. Finora erano 20 elette più le 5 consigliere regionali. «Esattamente l’opposto di ciò che accade nelle altre regioni italiane e nella provincia di Trento - ha aggiunto Donzel -, in cui delle 15 donne sono 12 quelle elette dal basso, dalle associazioni, e 3 quelle nominate tra le esperte».

La consigliera dell’Union valdôtaine Hélène Impérial, tra i firmatari delle legge, ha replicato che «la composizione trova giustificazione nella convinzione dei firmatari, oltre che nella richiesta manifestata a più riprese anche da alcune componenti dell’assemblea della Consulta stessa, nella passata, ma anche nella presente legislatura, che sia necessario conferire alla Consulta per le pari opportunità maggiore credibilità e rigore; così facendo essa cesserà di essere un organismo a “geometria variabile” e diventerà un organismo con un numero fisso di componenti: questo per evitare l’inconveniente, assai frequente, del mancato raggiungimento del numero legale delle consultrici in occasione dell’assemblea, finendo così per delegare buona parte le scelte alle componenti del comitato esecutivo».
LAURA SECCI


giorgio - Ven Dic 18, 2009 3:27 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 18/12/2009 ha scritto:
10:14 PARI OPPORTUNITA': IN VDA REGIONALIZZATA NOMINA CONSIGLIERE (1)
(ANSA) - AOSTA, 18 DIC -
La Regione autonoma Valle d'Aosta, con una propria legge, ha 'regionalizzato' il consigliere di parità, che sarà nominato dalla Regione a differenza della disciplina nazionale che prevede la nomina con decreto ministeriale. La Regione, inoltre, corrisponderà al consigliere un'indennità rapportata all'impegno prestato.

La proposta di legge è stata sottoscritta dai capigruppo della maggioranza, dall'assessore Manuela Zublena e dalle due relatrici. Nel rispondere alle critiche giunte dalla Consulta per le pari opportunità in carica e relative alla composizione e alla nomina della stessa, la relatrice Emily Rini (Uv) ha sottolineato che "nulla era emerso nel corso di un incontro con i proponenti della proposta di legge". "Avevo percepito - ha poi aggiunto - in quella occasione un clima molto disteso e soprattutto una viva soddisfazione di tutte le parti coinvolte".

Della nuova Consulta faranno parte: quattro componenti espressione dell'associazionismo femminile, dei sindacati, delle organizzazioni dei lavoratori, dei partiti, movimenti o gruppi politici, delle organizzazioni di volontariato; la Consigliera Regionale di Parità; tre Consigliere regionali elette dal Consiglio regionale; dieci componenti elette dal Consiglio regionale tra candidate appartenenti al mondo dell'associazionismo femminile, dei sindacati, delle organizzazioni dei lavoratori, dei partiti, movimenti o gruppi politici, delle organizzazioni di volontariato; cinque componenti designate dal Cpel tra le donne elette in seno agli enti locali. (SEGUE).


(ANSA) Data: 18/12/2009 ha scritto:
10:24 PARI OPPORTUNITA': IN VDA REGIONALIZZATA NOMINA CONSIGLIERE (2)
(ANSA) - AOSTA, 18 DIC -
"La composizione dell'organismo - ha precisato l'altra relatrice, Helene Imperial (Uv) - trova giustificazione nella convinzione dei firmatari, oltre che nella richiesta manifestata a più riprese anche da alcune componenti dell'Assemblea della Consulta stessa, nella passata, ma anche nella presente legislatura, che sia necessario conferire alla Consulta per le pari opportunità maggiore credibilità e rigore".

Per la relatrice Imperial "la Consulta cesserà quindi di essere un organismo a 'geometria variabile' e diventerà un organismo con un numero fisso di componenti: questo per evitare l'inconveniente, assai frequente, del mancato raggiungimento del numero legale in occasione dell'Assemblea, finendo cosi per delegare buona parte le scelte alle componenti del Comitato esecutivo".

Nell'esprimersi contro la legge, Patrizia Morelli (Vda Vive-R) ha sottolineato che "la proposta di legge in alcune parti è condivisibile, ma con la modifica della composizione della Consulta purtroppo va a stravolgere l'essenza dell'istituto, che finora è stato un organismo di libera rappresentanza femminile, mentre da oggi, al valore della libera rappresentatività si sostituirà la logica di presidio politico". Ha quindi ricordato che ad eleggere 18 componenti su 23 sono le maggioranze del Consiglio regionale e del Consiglio permanente degli enti locali "che si appropriano così della Consulta, mettendola in condizione di non disturbare più".

Raimondo Donzel (Pd) ha sostenuto che "la Consulta deve essere ente terzo, che esprime un parere consultivo, con un'ottica diversa da quella governativa, e ciò viene vanificato dai criteri di composizione". A favore della legge si è espresso il Pdl che con il capogruppo Massimo Lattanzi ha osservato che "fino ad oggi la Consulta non ha funzionato e le donne del centro destra sono sempre state emarginate, mentre abbiamo bisogno di organi di consultazione seri, trasparenti, non mascherati da associazioni che in realtà sono rappresentanze di partiti".

Da parte di Manuela Zublena, infine, è giunta una sottolineatura sulla necessita" di una partecipazione femminile più convinta che esprima un senso di responsabilità più marcato". (ANSA).

erika - Sab Dic 19, 2009 12:57 am
Oggetto: sfornare figli anziche lavorare...
Ascoltate quel pezzo di consiglio regionale e fatevi venire i capelli dritti. Le donne unioniste come quelle del PDL subiscono attacchi pesantissimi senza nemmeno rispondere.
Sentir dire che in un Comune un geometra donna non si è vista per 5 anni perchè era impegnata a sfornare figli, l'ho trovato molto di basso profilo e sinceramente pagherei per dare questa gioia belissima agli uomini...

Ora sulla composizione, bene credo che la bellezza della consulta stesse proprio nell'apertura massiccia alle associazioni.
Proprio nel volontariato sono coinvolte il maggior numero di donne e proprio quelle che si occupano delle associazioni sono quelle che danno il maggior contributo...
Donne come Rachida che insegna l'italiano, come Giacinta che da anni lavora per le donne e Antonella che costruttivamente ha sempre rimarcato il ruolo delle donne non possono essere liquidate con le parole di Lattanzi.
Ma d'altronde la politica pidiellina in consiglio come in comune si basa semplicemente sugli attacchi personali.

Chapeau!!!!
grecorob - Sab Dic 19, 2009 3:01 pm
Oggetto:
Vado volutamente fuori tema ,cosi' come so che l'argomento puo' essere facilmente etichettato come qualunquista,demoagogo ed ancor peggio.
Impegna soltanto me stesso e ,assumendone il rischio,parlo esclusivamete a titolo personale.
Sono convinto che il Consigliere Lattanzi,magari imitato da altri suoi Colleghi, rinuncera' sicuramente ad incassare il Bonus riscaldamento di prossima distribuzione,cosi' come consegnera' agli uffici competenti il Pass gratuito per i pedaggi autostradali ed altre amenita' con il solo scopo di limitare " SPERPERO DI DENARO PUBBLICO".
Se cio' accadra',mi impegno pubblicamente a devolvere alla Caritas 1/30 della mia pensione mensile.
ROBERTO GRECO
giorgio - Dom Dic 20, 2009 12:40 pm
Oggetto:
La Stampa 20 Dicembre 2009 ha scritto:

La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:


Pari opportunità o buone opportunità?
E’ lodevole che i politici si preoccupino di non sprecare il denaro pubblico, ma abbastanza strano che ci si preoccupi di essere oculati solo in certi momenti e solo nei riguardi di certi organismi. La Consulta femminile è l’unica istituzione regionale creata per favorire la partecipazione delle donne, in uno spazio autonomo e libero di confronto e di iniziative. Non ci sono, signor Lattanzi, altri «immondi carrozzoni» gestiti da uomini su cui puntare più opportunamente l’attenzione? E’ assai meschino prendersela con chi ha lavorato con passione e competenza solo perché non appartiene al proprio partito, che evidentemente nel corso degli anni non ha mai saputo esprimere una rappresentante capace di emergere e conquistare il consenso dell’assemblea che, finora, ha sempre eletto democraticamente il proprio direttivo. Finora, perché spiace constatare che la legge istitutiva sarà completamente snaturata, assoggettando la Consulta al potere politico (alias agli uomini) dalle nuove proposte di modifica presentate proprio da due giovani consigliere. Evidentemente le nuove generazioni hanno capito che piuttosto che battersi per le pari opportunità è preferibile coltivare le buone opportunità che l’obbedienza alle direttive del proprio partito garantisce.
ANNA TORRIONE DE GRANDIS
Aosta


P.S.

La Stampa Domenica 29.11.2009 ha scritto:
Una delegata Uv: “Vi chiedo di non venderci a Berlusconi”

Sulle future alleanze e sul Leone Piera Diémoz strappa all’aula un applauso a metà discorso. Parla in patois: «Alla finale della Bataille di reine e in altre manifestazioni ho sentito unionisti dire che non si riconoscono più nel movimento, per posizioni e alleanze. Presidente Perron la base si sente inascoltata e alcuni sono tentati di lasciare il Leone. Il ‘’caso Milanesio’’ ha destato perplessità». Si rivolge al tavolo della presidenza: «Riflettete, vi prego. E lei, presidente Rollandin, non ci venda a Berlusconi. Pretendiamo dignità, onestà, etica, non ricchezza o potere. Senatore Fosson, le ricordo che Berlusconi ha fatto 18 leggi ad personam per sottrarsi alla Giustizia, non può darmi tranquillità. Non vorrei vergognarmi di essera valdostana e unionista».



Ebbene. mi fa piacere riportare questo stralcio che ho tratto da La Stampa.
Ecco che appaiono già quei segnali che indistintamente tutti i democratici da tempo auspicano.
Segnali importanti che l'Uv dovrà necessariamente tenere in conto,
vista la precarietà democratica in cui versa un partito come quello del Pdl...
dove esiste solo il pensiero e la voce del padrone

giorgio - Mar Dic 29, 2009 5:30 pm
Oggetto:
La Stampa 29 Dicembre 2009 ha scritto:

La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:


Consulta osteggiata e ora affossata
Nella legislatura del 1983 / 1984 è stata dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta approvata l’esistenza della Consulta regionale femminile, ma, ricordo chiaramente, già allora con alcuni componenti maschili infastiditi da tale progetto. La Consulta era nata a struttura apolitica, ma permetteva in libertà il coinvolgimento di vari pensieri, dettati certamente dal percorso di ognuno delle componenti, che voglio ricordare scelte in un ventaglio certosino (culturale, commerciale, agricolo eccetera) territoriale, creando un concerto di idee molto interessanti. Desidero a distanza di anni ringraziare calorosamente tale organo, per il supporto estremamente importante di volta in volta datomi alleggerendomi di molto il lavoro che svolgevo come unica consigliere regionale. Ora non mi è chiaro il motivo dei dissensi, delle scelte di tale radicale cambiamento, dalle urla silenziose in Consiglio da parte di alcuni componenti maschili del momento e dei silenzi sussurrati camuffati da spiegazioni tecniche da coloro che anziché esaltare tale libertà l’hanno affossata. Ancora la mia solidarietà alle signore componenti di quello che è rimasto della Consulta regionale femminile, ormai smembrata, e i migliori auguri alla sua presidente, signora Prisant.
LILLI BREUVE’
Aosta

giorgio - Gio Dic 31, 2009 12:25 am
Oggetto:
La Stampa 30 Dicembre 2009 ha scritto:

La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:


Un grazie per il lavoro in difesa delle donne
Egregi consiglieri ed egregie consigliere, egregio presidente del Consiglio: mi rivolgo soprattutto a Lei con il quale, nel corso di quest’ultimo anno, ho già avuto modo di confrontarmi, sempre per questioni legate alla Consulta regionale femminile. In questi mesi ho seguito con attenzione e, purtroppo, crescente disgusto le vicende che riguardano l’ormai ex consulta regionale femminile, trasformata ora sì in un «immondo carrozzone», (per utilizzare l’espressione gentile di chi forse dovrebbe guardare meglio a «casa propria») al servizio di altri ben più definiti carrozzoni. Era chiaro per tutti, per le consultrici in primis e per le quasi ottocento persone che hanno firmato la petizione, che l’obiettivo principale era, oltre che snaturare l’unico organismo in grado di difendere i diritti delle donne (ebbene sì, care consigliere: le donne che non hanno appoggi politici, di qualsivoglia natura, hanno ancora bisogno di qualcuno che le affianchi nella lotta per i loro diritti), quello di eliminare persone che hanno operato bene nel corso degli anni e il cui lavoro è stato riconosciuto da tutte le appartenenti dell’assemblea, anche da quelle donne che fanno parte di schieramenti politici diversi da quelli dei quali si presume faccia parte l’esecutivo (all’interno del quale, vorrei ricordare a chi lo ha dimenticato, vi è anche la rappresentante della Croce Rossa, garanzia di neutralità). Una legge ad personam, anzi: contra personam. Io, al contrario della signora Torrione, della cui lettera condivido pensieri e contenuti, non mi stupisco affatto che siano state le giovani consigliere le firmatarie della proposta di legge, quelle stesse consigliere che mai hanno partecipato alle riunioni della Consulta e che quindi nulla sanno e nulla conoscono, ma semplicemente obbediscono: erano le più adatte a portare a termine la missione, anche se forse non altrettanto «preparate» nei loro comunicati stampa, che spesso hanno, infatti, rasentato il ridicolo. Ma si sa: le persone che bene fanno (e in Consulta ce ne sono molte) suscitano sempre l’invidia degli altri. Come rappresentante della Croce Rossa, organizzazione che si fonda su principi cardine quali la neutralità e l’indipendenza, e che quindi garantisce, sia all’interno dell’assemblea che in seno all’esecutivo, un’azione equanime e un pensiero obiettivo, porterò a termine il mio mandato e valuterò con i miei vertici l’opportunità di ripresentare la mia candidatura nel prossimo organismo. Voglio ringraziare tutte quelle consultrici che bene hanno svolto il loro lavoro, soprattutto nell’ultimo anno, e in particolare la presidente, Giacinta Prisant (sarà impossibile trovare qualcuno di altrettanto valido e motivato), la vice presidente Loredana Tessarin e la consigliera Patrizia Morelli che ha seguito con particolare sensibilità tutti i lavori dell’assemblea e che rappresenta l’ideale di donna che si mette in politica, non per meri interessi personali, prestigio o denaro, ma per cercare di stare davvero vicino alle persone, svolgendo con passione quello che, da chi è eletto dal popolo e da questo pagato, dovrebbe essere considerato un vero lavoro e non un passatempo del mercoledì, da infilare tra il parrucchiere e l’estetista. Cordiali saluti.
ROSARIA CASTRONOVO
Esecutivo Consulta femminile


giorgio - Sab Gen 16, 2010 11:19 am
Oggetto:
La Stampa 16 Gennaio 2010 ha scritto:
il caso
Consulta femminile nuovo scontro sulla legge di riforma
“Vuole discutere?
Prima si faccia eleggere”
Lattanzi contro Rosaria Castronovo (Cri):
“Si candidi o stia serena”
AOSTA


Scoppia un nuovo caso attorno alla Consulta regionale femminile, l’organismo istituzionale contro le discriminazione di genere. La riforma dei meccanismi di nomina al suo interno, avvenuta a fine anno, avevano già creato malumori: la stessa presidente della Consulta, Giacinta Prisant, non aveva lesinato critiche, dichiarando apertamente la sua «opinione negativa». Ora a scontrarsi sulla questione sono Rosaria Castronovo, che siede nell’esecutivo della Consulta, e il consigliere regionale del Pdl, Massimo Lattanzi.

Ad accendere la miccia, una lettera inviata nei giorni scorsi a tutti gli eletti di palazzo Deffeyes nella quale Castronovo critica la riforma («l’obiettivo principale era, oltre che snaturare l’unico organismo in grado di difendere i diritti delle donne, quello di eliminare persone che hanno operato bene nel corso degli anni») ed esprime il suo «disgusto» per «le vicende che riguardano l’ormai ex consulta regionale femminile, trasformata ora sì in un “immondo carrozzone”».

Formula, quest’ultima, coniata per primo da Lattanzi che l’aveva già utilizzata nelle scorse settimane proprio per definire la Consulta regionale femminile. E così il consigliere del PdL ha preso carta e penna e ha recapitato una risposta a Castronovo più che piccata: «Se lei intende, e ne ha il diritto, confrontarsi al pari dei consiglieri sui temi che, evidentemente pur sfuggendole, le stanno a cuore le indico una strada politicamente e democraticamente più corretta. Si candidi alle prossime elezioni regionali. In assenza di tale investitura democratica stia “serena” e svolga il ruolo per il quale è stata investita, che non mi pare sia quello di offendere i rappresentanti del popolo che lei evidentemente tanto disprezza». Lattanzi in particolare reagisce alle parole di Castronovo rivolte alle «giovani consigliere firmatarie della proposta di legge» di riforma, definite «consigliere che mai hanno partecipato alle riunioni della Consulta e che quindi nulla sanno e nulla conoscono, ma semplicemente obbediscono» e attacca: «Ma come si permette? Chi le ha dato il diritto di offendere? Il suo ruolo istituzionale non mi pare le dia il diritto di dispensare pagelle di intelligenza o preparazione. Lei, più o meno eletta democraticamente (sappiamo tutti come si ottengono i posti che lei ricopre), non ha né il ruolo né il peso per esprimere tanta arroganza».

Ma Castronovo risponde: «Non ho dato “pagelle di intelligenza”. La critica era rivolta all’operato che, francamente, mi è sembrato davvero poco improntato a correttezza: non sarebbe stato meglio pensare ad una riforma della legge insieme, così come era stato auspicato all’inizio? Sicuramente ci sarebbero stati dei punti di incontro».

DANIELE MAMMOLITI


Ecco il nuovo che avanza. Il Pdl ed il suo rappresentante in Valle, si distinguono da tempo per volere dare le pagelle a tutti coloro che incontrano per strada. Per una volta che qualcuno rivolge e ribalta le sue stesse parole e frasi vergognose - “immondo carrozzone” -, che di denuncia non hanno nulla a che vedere eccolo che si incazza come un invasato. Ma allora è proprio vero che la libertà, nella famosa casa o partito della libertà, è tenuta prigioniera?
giorgio - Dom Gen 17, 2010 12:34 pm
Oggetto:
La Stampa 17 Gennaio 2010 ha scritto:
OPINIONE CONTESTATA
Caro Martinet, sono rimasto basito dall’interpretazione che hai voluto dare al mio invito, fatto ad una rappresentate di un Ente Umanitario pagato dai soldi di tutti i cittadini, a non utilizzare il suo «presunto ruolo apartitico e indipendente», per offendere, con insulti di incapacità e ignoranza delle colleghe Consiglieri che, oltre che essere altrettanto donne quanto lei, esprimevano il loro pensiero in virtù di un mandato popolare. Non è mai stata mia intenzione, e tu che segui la cronaca politica lo sai, di difendere la casta di nessuna categoria, tanto meno quella della politica che combatto da 12 anni. Tuttavia rilevo che sia necessario opporsi a tutte le caste, residenti in quasi tutte le professionalità, restie a perdere i loro privilegi a discapito della comunità. Vogliamo parlare dei presunti «apolitici» rappresentanti degli enti umanitari lesti a difendere i loro posti ben retribuiti dai soldi pubblici? Oppure dei magistrati «super partes» che attivano indagini giudiziarie ad orologeria politica in nome della «giustizia uguale per tutti» meno che per loro? O dei giudici costituzionali «neutrali» nominati dalla sinistra per giudicare i provvedimenti di riforma della destra? Oppure dei giornali e dei giornalisti che «raccontano solo i fatti» denunciando le caste degli altri ma non le loro. Dimentichi che i giornali italiani «tutti» compreso il tuo, sono finanziati dai contributi pubblici all’editoria ma, molti in nome sempre della presunta neutralità intellettuale, compreso il tuo, fanno politica di parte? O quella dei funzionari pubblici che, pagati da tutti, fanno gli interessi di pochi? Tu accusi me di difesa della casta? E la tua quanto guadagna? Quando vedremo gli stipendi dei giornalisti pagati con i contributi di tutti, pubblicati con fotografia? La gente non deve sapere? O una seria ed equivalente smentita alle tante bufale che vendete per verità? Stai sereno anche tu, Martinet che non sei né giudice né super partes. Almeno io tutti sanno da che parte sto!
Massimo Lattanzi

capogruppo Pdl in Consiglio regionale

------
Non ho accusato Massimo Lattanzi di difendere la casta, bensì di negare il diritto di opinione e di critica a un cittadino. L’ho fatto riprendendo il pensiero del consigliere, non interpretandolo, e l’ho definito Lattanzicrazia, cioè una versione personale delle regole democratiche. Ho espresso un’opinione non super partes, ma mia, ovvio, che come tale può o meno essere condivisa. La serie di domande trovano risposte ogni giorno nei vari mezzi d’informazione. La considerazione di Lattanzi sui «contributi ai giornali» e su quelli che pagherebbero i giornalisti non ha significato. Sugli aiuti all’editoria esistono leggi fatte e votate dai legislatori, cioè dai politici eletti. Seguendo il ragionamento di Lattanzi si dovrebbe dire che la libertà di stampa dovrebbe essere condizionata dall’ente pubblico che offre sostegno finanziario. L’elenco dei condizionamenti, ovvio, coinvolgerebbe ogni settore economico. Non solo, ma si potrebbe dire che ogni cittadino è pagato con soldi di tutti. Incomprensibile la domanda sul guadagno dei giornalisti. A quale utilità risponderebbe? I giornalisti dipendenti sono pagati da un editore secondo il contratto nazionale di lavoro. Fa parte invece delle regole democratiche conoscere le indennità degli eletti dal popolo che sono fra le voci del bilancio di qualsiasi ente pubblico. Infine, sostenere che vendiamo tante bufale è una generalizzazione che accusa l’informazione di disonestà intellettuale.\
Martinet



17 Gennaio 2010
CONSULTA FEMMINILE.POLEMICA DOPO RIFORMA
Morelli: “La Castronovo è un esempio da seguire”


«Le coraggiose parole di Rosaria Castronovo assumono una valenza maggiore e dovrebbero costituire un esempio da seguire». Patrizia Morelli, consigliera regionale VdaVive-Renouveau, prende posizione sulla polemica legata alle nuove regole approvate dal Consiglio Valle per la Consulta femminile. Due giorni fa c’è stato un duro scambio di opinioni tra il consigliere del Pdl Massimo Lattanzi e la Castronovo, rappresentante della Croce Rossa nella Consulta. «Come Lattanzi - dice Morelli - pretende di zittire una cittadina, così la maggioranza ha voluto censurare la voce della Consulta, trasformata in un’entità controllata dal potere politico».\

grecorob - Mar Gen 19, 2010 7:41 pm
Oggetto:
So che la cosa,come si usa dire, " non gliene puo' fregare niente a nessuno" ma sento egualmente il forte desiderio di poter dire,anzi,scrivere, che sto con La Sig.ra Castronovo, con la Cosigliera Morelli,oltre che naturalmente con il giornalista Martinet.
Trovo francamente penoso l'atteggiamente del Consigliere Lattanzi,soprattutto se penso al Lattanzi conosciuto all'inizio della Sua Carriera politica nel Consiglio comunale di Aosta.
Evidentemente il mestiere di politico di professione quale piano piano e' divenuto deve aver dato alla testa.Pazzesca l'idea che solo chi è eletto nelle competizioni elettorali abbia titolo a parlare.Sotto sotto certe idee vengono a galla..............
giorgio - Sab Gen 23, 2010 4:14 pm
Oggetto:
La Stampa 23 Gennaio 2010 ha scritto:
LA PROTESTA
Dimissioni in massa dalla Consulta femminile
Le lettere di rinuncia dopo la contestata legge regionale che riforma l’istituzione


Sedici sono già arrivate, le altre 9 sono attese nei prossimi giorni. Le lettere con cui le componenti della Consulta femminile rimettono il mandato, ad eccezione della consigliera di parità e delle tre consigliere regionali, sono già sul tavolo della presidente Giacinta Prisant. «E’ l’unica soluzione che ci è rimasta - commenta - visto lo svuotamento delle funzioni dopo l’approvazione della nuova legge sulla Consulta. E come se non bastasse la Regione ha introdotto all’ultimo momento e senza consultarci l’obbligo di presentare un programma provvisorio per il 2010». E’ questo che ha spinto l’assemblea a rimettere il mandato. «Non è mai successo in 26 anni che ci venisse chiesto un programma destinato a morire in pochi mesi - ha concluso Prisant - persino nei Consigli comunali si propone un piano della durata di un anno».
«L’introduzione di questa norma transitoria - si legge nella nota diffusa alla fine della riunione - che prevede la redazione di un programma suscettibile di essere stravolto dalle nuove rappresentanti è una delegittimazione delle attuali consultrici».



Mobbing
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Il mobbing è, nell'accezione più comune in Italia, un insieme di comportamenti violenti (abusi psicologici, angherie, vessazioni, demansionamento, emarginazione, umiliazioni, maldicenze, ostracizzazione, etc.) perpetrati da parte di superiori e/o colleghi nei confronti di un lavoratore, prolungato nel tempo e lesivo della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica dello stesso. I singoli atteggiamenti molesti (o emulativi) non raggiungono necessariamente la soglia del reato né debbono essere di per sé illegittimi, ma nell'insieme producono danneggiamenti plurioffensivi anche gravi con conseguenze sul patrimonio della vittima, la sua salute, la sua esistenza. Più in generale, il termine indica i comportamenti violenti che un gruppo (sociale, familiare, animale) rivolge ad un suo membro.
...E quello che sta succedendo con la Consulta Femminile, in senso lato, possiamo considerarlo Mobbing politico?
giorgio - Mar Gen 26, 2010 11:18 am
Oggetto:
Ecco qua una perla di Emily Rini, consigliera regionale sponsorizzata Uv, pardon eletta dal popolo Uv che assieme ad Hélène Imperial, altra eletta dal popolo Uv, ha incastonato nel percorso anomalo di questa legge regionale. Le rappresentanti di Parità verranno cioè elette non dal Ministero del Lavoro, ma direttamente dal popolo, pardon dall'Uv e sodali. E allora? Nulla di grave. Ghe pensi mì, annuncia da tempo il noto istrione valdostano. Ghe pensi mì ripete a pappagallo la Emily. E naturalmente rigetta tutte le responsabilità al clima politico "drogato" valdostano che guarda caso, proprio loro hanno volutamente contribuito a creare assieme al Pdl. Quando donne manifestano, stupidità, sprezzo, apparente incompensione. Quando le donne son come i condor. Avvoltoi che aspettano di beccare al volo un boccone già preparato. Non son donne! Anche questa volta ce la raccontano proprio "grossa". Ecco appunto la perla tratta dalle pagine del Peuple:
Citazione:
« Credo che si sia detto troppo (e a aproposito) e che questa legge sia stata in qualche modo manipolata. Purtroppo stiamo trattando in un clima politico malsano, un tipo di clima che, a mio parere delude la gente. Questo disegno di legge è stato firmato dai tre capigruppo della maggioranza, ma (pensate un pò) anche dalle tre donne di quella stessa maggioranza ... e io ritiengo offensivo pensare anche solo per un secondo che le donne potrebbero agire contro le altre donne ... »


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erika - Gio Gen 28, 2010 8:26 pm
Oggetto:
Già, ma oggi risvegliatosi dal torpore il presidente si accorge che:
“La Consulta regionale femminile rischia la paralisi”
Aosta - Alberto Cerise, in una lettera a Giacinta Prisant ha ricordato che le dimissioni in massa delle consigliere e la mancata presentazione di un programma provvisorio per il 2010 rischia di impedire qualsiasi iniziativa.

Arguto l'uomo...ma le super consigliere che hanno preparato questa bellissima legge, non hanno tempo in questo mese di mettere giù un programma? o magari umilmente chiedere alle consultrici di farlo insieme??? E poi non è stato detto che le consultrici non facevano nulla?

Chi ha ascoltato il dibattito in Consiglio il giorno della presentazione della legge forse proporrebbe che gli uomini che hanno parlato dell'assenteismo dovuto allo sfonare figli o delle donne che stanno a casa a fare shopping...potrebbero aiutarle.
Avrei anche un'altra idea. La consultrice che ha accusato le sue colleghe potrebbe fare tutto da sola...

Bonne chance!
giorgio - Ven Gen 29, 2010 12:46 pm
Oggetto:
La Stampa 29 Gennaio 2010 ha scritto:
Il presidente: «Senza un programma impossibile deliberare
Prisant: «E’ un ricatto»


E’ ancora braccio di ferro tra Regione e Consulta femminile, dopo la decisione di quest’ultima di procedere alla remissione del mandato «per lo svuotamento delle funzioni conseguente all’approvazione della nuova legge».
«Con spirito di collaborazione - ha spiegato il presidente del Consiglio regionale, Alberto Cerise - ho inviato alla presidente della Consulta una lettera per ricordare che la disposizione transitoria contenuta nella nuova legge, peraltro non ancora in vigore, è stata prevista proprio per non correre il rischio di paralisi dell’attività della Consulta nella fase tra l’entrata in vigore della legge e la nomina del nuovo organismo per le pari opportunità».
Nella lettera Cerise ha ricordato che «la mancata presentazione del programma provvisorio per il 2010 da parte della Consulta determinerà l’impossibilità di realizzazione di qualunque tipo di attività in quanto nessun impegno di spesa può essere assunto se non in presenza di un programma formalmente deliberato, che ne deve prevedere anche la relativa spesa».
Una precisazione che non piace alla Consulta. «E’ una velata minaccia alla quale non rispondiamo - replica la presidente Giacinta Prisant -. Cosa faranno? Niente. Al massimo possono non pagare le bollette del telefono del centro donne contro la violenza, l’affitto dei locali o la segretaria. Per il resto, siamo un organismo che opera grazie al lavoro del personale volontario, non abbiamo bisogno di soldi».

Il pomo della discordia è rappresentato dalla richiesta avanzata dal Consiglio ala Consulta di redigere un programma di lavoro provvisorio. «La verità è che noi in queste condizioni non possiamo redigere un programma destinato a finire nel cestino tra poche settimane. Che senso ha?»



Je pense que trop de choses ont été dites et que cette loi a été quelque peu instrumentalisée. Malheureusement il s’agit d’un climat malsain – un type de climat qui à mon avis déçoit les gens – Cette loi a été signée par les trois chefs de groupe de la majorité mais surtout par les trois femmes de cette même majorité… et je considère qu’il est offensif de penser une seule seconde que des femmes pourraient agir contre d’autres femmes…”

Emily Rini

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giorgio - Gio Apr 15, 2010 4:51 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 15/04/2010 11:28 ha scritto:
VIOLENZE DONNE: VDA; PD PROPONE FONDO SOLIDARIETA'
(ANSA) - AOSTA, 15 APR -
(ANSA) - AOSTA, 15 APR - L'istituzione di un fondo di solidarietà per l'assistenza alle donne vittime di violenza e maltrattamenti è prevista in una proposta di legge che il gruppo regionale del Pd ha depositato alla presidenza del Consiglio.

"La violenza contro le donne - ha rimarcato il capogruppo, Carmela Fontana - è un problema molto diffuso e presente in tutti gli ambiti sociali a partire da quello familiare". "Tali episodi - ha aggiunto il capogruppo - risultano sommersi e ciò comporta un elevatissimo caso di impunità per gli autori dei reati anche perché, spesso, a causa dei costi elevati per le spese di assistenza legale, molte vittime non possono avviare la causa".

Per il Pd è "evidente che un maggior accesso agli strumenti giurisdizionali messi a disposizione dall'ordinamento rappresenterebbe un efficace deterrente nei confronti degli autori di comportamenti violenti e al contempo fornirebbe un'adeguata tutela dei diritti all'incolumità ed integrità fisica e psichica delle persone riconosciuti dalla nostra costituzione".

La proposta di legge si sviluppa in sei articoli e prevede la costituzione di un fondo che per il 2010 ammonterebbe a 50 mila euro e dal 2011 a 100 mila euro. In particolare, l'articolo 3 prevede che la Regione stipuli una convenzione con l'ordine degli avvocati del Foro di Aosta per predisporre un elenco di avvocati per il patrocinio legale alle donne vittime di violenza. (ANSA).


giorgio - Lun Apr 26, 2010 12:38 pm
Oggetto:
La Stampa ha scritto:
Consulta
La Fontana resta fuori

Il Consiglio Valle ha scelto ieri le 3 consigliere e le altre 10 componenti da inserire nella Consulta regionale per le pari opportunità, rivista e corretta nella sua composizione alla fine del 2009. Con un imprevisto: delle 3 candidate - le unioniste Emily Rini e Hélène Impérial per la maggioranza e Carmela Fontana del Pd - solo le prime due sono passate. La Fontana si è ritrovata un’inattesa antagonista, Patrizia Morelli dell’Alpe, che ha ottenuto come lei 8 voti. Dopo la sorpresa, la consigliera democratica ha preferito rinunciare. Le altre 10 componenti appartenenti a organismi e associazioni femminili nominate dal Consiglio sono: per la maggioranza, Luciana Blanc Perotto (Entraide des fernmes valdataines), Giuliana Rosset (IJv), Nadia Savoini (Savt), Sheila Veronesi (Association valdòtaine consornmateurs et usagers), CristinaBo (Fédération autonomiste), Ester Fonte ed Erika Ramolivaz (Stella alpina); espresse dalla minoranza Giuseppina Territo (PdI), Liliana Cornaz (Alpe) ed Erika Guichardaz (Pd). Le rappresentanti elette completano la Consulta aggiungendosi alle 4 designate dalle associazioni e da 5 elette dal Consiglio permanente degli enti locali. Nei prossimi giorni, il presidente del Consiglio, Alberto Cerise, convocherà la Consulta che, all’atto dell’insediamento, sarà chiamata ad eleggere la presidente.
(D. M.)


Consulta e polemiche
Il Savt: «La Savoini non ci rappresenta»
il Savt prende le distanze dalla nomina di Nadia Savoini nella Consulta femminile: «E’ un errore materiale ritenere che rappresenti il Savt». «Nel felicitarci per la scelta del Consiglio regionale - si legge in una nota della segreteria - e conoscendo il valore personale e l’impegno nel sociale della signora Savoini, nostra iscritta, sottolineiamo come la stessa non sia stata segnalata dalla nostra organizzazione, né abbia mandato di rappresentare il nostro sindacato nella Consulta, essendo stata scelta direttamente dal Consiglio regionale».



Noi del Pd aspettavamo dall'inneffabile (D.M.), una smentita rispetto tra quello che è accaduto e ciò che leggendo si può interpretare, nell'articolo che riguarda Carmela Fontana. Patrizia Morelli è una pentita della Consulta e se non vado errato è da tempo che stava sparando su questo istituto. Ne ha detto di tutti i colori, riferendosi naturalmente al carrozzone che non si sarebbe dovuto creare. Invece eccola qua che piuttosto di andare da Carmela Fontana e ringraziarla per la sua magnanimità si è imbelvita, stando a fonti locali presenti, quando ha reclamato come suo quel "posto". Fontana ha anche evitato con questo suo gesto una successiva votazione, vista che questa si era chiusa in parità, e ha preferito lasciare.Ha fatto ciò pur sapendo che in una successiva votazione per Patrizia Morelli non ce ne sarebbe stata... Va bene così, ma quello che stupisce è il comportamento aggressivo della "signora" dell'ALPE che si è precitata dalla nostra capogruppo regionale, quasi a reclamare con forza quella carica. Stupisce il fatto che dopo avere scritto peste e corna su questa "funzione", l'altro giorno voleva difenderla con le unghie e con i denti non ostante la "abborrisse". Il tempo fa cambiare uomini/donne e cose, la poltrona ancor di più.
giorgio - Gio Apr 29, 2010 6:08 pm
Oggetto:
12Vda.it ha scritto:
Con il "beau geste" di Carmela Fontana si è completata la nomina della Consulta regionale per le pari oppurtunità"
Mercoledì 21 Aprile 2010 13:00 Scritto da angelo

Sono state definite, nella riunione di mercoledì 21 aprile del Consiglio Valle, le tredici componenti della "Consulta regionale per le pari opportunità", riorganizzata, con una specifica legge regionale, alla fine del 2009.

Le tre consigliere regionali elette, due della maggioranza ed una della minoranza, sono Emily Rini ed Hélène Impérial dell'Union Valdôtaine a cui si aggiunge Patrizia Morelli di Alpe: quest'ultima ha raccolto lo stesso numero di preferenze, otto, di Carmela Fontana del Partito Democratico che, per evitare una nuova votazione, ha preferito rinunciato all'incarico.

Le tre consigliere regionali si aggiungono altre dieci donne, appartenenti ad organismi ed associazioni femminili votate dall'Assemblea regionale che sono, per la maggioranza, Luciana Blanc Perotto per l'Entraide des femmes valdôtaines, il gruppo femminile dell'Uv, Giuliana Rosset dell'Uv, Nadia Savoini per il Savt (la cui segreteria ha sottolineato che la stessa non sia stata segnalata dal sindacato né abbia mandato di rappresentanza all'interno della Consulta), Sheila Veronesi per l'Association valdôtaine consommateurs et usagers, Cristina Bo per la Fédération Autonomiste ed Ester Fonte ed Erika Ramolivaz per la Stella Alpina, mentre per la minoranza ci saranno Giuseppina Territo del Popolo della Libertà, Liliana Cornaz di Alpe ed Erika Guichardaz del Pd.

Le rappresentanti elette completano la composizione della Consulta regionale per le pari opportunità, che è composta anche dalla Consigliera regionale di parità, Antonella Barillà, da quattro membri designati direttamente dagli organismi rappresentativi del mondo femminile che sono Rachida Adlani dell'associazione "Rayon du Soleil", Rosaria Castronovo del comitato femminile della "Croce rossa italiana", Alessandra Censi del Comitato imprenditoriale femminile e Maria Isabella Chevallard dell'Ordine degli avvocati, oltre a cinque elette dal "Consiglio permanente degli enti locali - Cpel", Claudia De Chiara, assessore comunale a Champdepraz, Ewa Naskowiak, consigliera comunale di Introd, Marisa Traversino, consigliera comunale di Challand-Saint-Victor, Ines Mancuso, consigliera comunale di Saint-Rhémy-en-Bosses e Paola Brunet, assessore comunale di Chamois.

Il presidente del Consiglio Valle, Alberto Cerise, nei prossimi giorni, convocherà la Consulta che, all'atto dell'insediamento, sarà chiamata ad eleggere la nuova presidente, che succederà alla dimissionaria Giacinta Prisant.



giorgio - Mar Mag 11, 2010 5:34 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 11/05/2010 17:41 ha scritto:
REGIONI: VDA; RINVIO INSEDIAMENTO CONSULTA PARI OPPORTUNITA'
(ANSA) - AOSTA, 11 MAG -
L'insediamento della Consulta regionale per le pari opportunità è stato rinviato su decisione unanime delle componenti dell'organismo. Lo ha comunicato, in una nota, la Presidenza del Consiglio regionale della Valle d'Aosta.

Aprendo la riunione, il presidente del Consiglio Valle, Alberto Cerise, ha annunciato che ieri una componente eletta dall'Assemblea regionale ha comunicato l'impossibilità di accettare la nomina per motivi di carattere personale. Cerise ha inoltre sottolineato che una delle componenti designate dal Consiglio permanente degli enti locali non è candidata alle prossime elezioni amministrative del 23 maggio e che pertanto, poiché la legge istitutiva prevede che la perdita della condizione di eletta comporti la decadenza dalla Consulta, dal 24 maggio prossimo un'ulteriore componente sarebbe sicuramente venuta meno.

"Non risultando oggi l'Assemblea della Consulta costituita nel suo plenum - si legge - le presenti hanno convenuto sulla proposta di rinviare l'insediamento, in attesa che il Consiglio regionale proceda alla sostituzione della componente di sua competenza e che, ad elezioni amministrative avvenute, il Cpel provveda ad integrare le proprie designazioni". (ANSA).



Chissà se Patrizia Morelli dell' Alpe, che in questi giorni indaffarata com'è, sta verniciando i muri d'Aosta, sarà venuta a sapere del rinvio...Staremo vigili e attenti, visto il suo attaccamento a questa poltrona che le sue presenze in consulta siano soddisfacenti.
erika - Gio Mag 26, 2011 3:09 pm
Oggetto: CONSULTA PARI OPPORTUNITA?
Riprendo in mano questo post aperto un anno fa per dire che come sempre avevamo ragione. Questa legge in questo anno ha dimostrato tutte le criticità che evidenziavamo.
La consulta della Valle d'Aosta è una delle poche che non ha aderito al 13 febbraio, non dice nulla sulla legge sull'omofobia, non ha preso una posizione rispetto all'emendamento del PD per avere almeno una donna nel cda della precari spa...
L'assurdità poi è che l'unica donna del Consiglio che continua a non esserci è proprio Carmela Fontana, la consigliera che ha portato il fondo di solidarietà per le vittime di violenza e che in ogni dibattito porta avanti i principi di uguaglianza di cui è portatrice.

Ma non basta, dopo la soddisfazione della presentazione del primo rapporto sullo stato delle pari opportunità e la rete che si stava creando con le oo.ss. e i comitati pari opportunità, ora io e altre 2 consultrici della mia area ci siamo dimesse da quell'incarico. Nell'ultima assemblea l'esecutivo, organo SUPERIORE, ha deciso di portare un progetto relativo alle nostre competenze senza nemmeno parlarcene prima... insomma un bell'esempio di democrazia in un organismo che dovrebbe essere portatore di principi come le pari opportunità e l'uguaglianza... Naturalmente c'era già chi voleva sostituirci. Fuori uno, sotto l'altro...

CARO GIORGIO, MI PRENDO L'IMPEGNO DI AGGIORNARTI SU OGNI PROGETTO...
erika - Gio Mag 26, 2011 3:20 pm
Oggetto: DONNE IN OPERA – Pelago 22 maggio 2011
Domenica 22 maggio 2011, alle ore 17, presso la sala consiliare del Comune di Pelago (FI) ho partecipato all’incontro organizzato dal Comune e dall’associazione Donne in cammino dal titolo “Donne al lavoro!?!” dove era previsto anche la presentazione di Donne in opera.
Dal momento che il dibattito era incentrato su un tema specifico ho presentato i dati riguardanti i capitoli d’interesse del rapporto 2010, quindi i dati della Valle d’Aosta sul lavoro, sull’istruzione, sulla rappresentanza… e sono emerse molte similitudini con il loro territorio. Pelago, infatti, è un comune di 7000 abitanti con distese di vigne e uliveti situate in zone collinari dove naturalmente la raccolta e la produzione sono meno abbondanti e più difficili rispetto alle zone pianeggianti. Molte donne sono impegnate nel settore agricolo come coltivatrici dirette o titolari di agriturismi. Dati interessanti anche sulla perdita di voglia di ricerca del lavoro. Una giovane laureata di psicologia con una tesi proprio sulla psicologia del lavoro ha, infatti, fatto un confronto con i dati valdostani e ha molto apprezzato il nostro rapporto. Una donna laureata con il massimo dei voti in lingue ha preso la parola invece per sottolineare il malessere scaturito nel non trovare lavoro, avuto infine solo grazie alla sua disabilità e quindi al fatto di rientrare in una categoria protetta. Tantissime altre storie e vicende…
Durante l'incontro Viviana Rosi dell’associazione Solal ha inoltre illustrato il bando 2011 della settima edizione del Concorso "Donne in opera" il cui titolo "Che ci faccio qui?" è strettamente collegato alle luci ed ombre del lungo viaggio chiamato vita tra cui sono emersi, dalle donne presenti, il problema della ricerca del lavoro e l’approccio ai problemi dell'esistenza. Nell’incontro ho appreso che Anna Corallo, presidentessa dell’associazione Donne in cammino (IN PIEDI NELLA FOTO QUI SOTTO - non sono riuscita a caricarla, la metterò nella mia pagina facebbok...), è anche la fondatrice di Alesia2007, associazione che si occupa del disagio adolescenziale e con questa associazione sono molte le iniziative portate avanti.
Ora l’appuntamento si sposterà al giardino dei ciliegi, luogo della storica associazione di donne, e a Trento.
Vorrei inoltre sottolineare l’ospitalità delle pelaghesi che oltre a preparaci una cena toscana (nella casa del popolo), ci hanno ospitato gratuitamente in un agriturismo della zona.

Basta uscire dai confini valdostani...e si respira tutta un'altra aria!

Su facebook trovate il concorso DONNE IN OPERA. diffondetelo, quest'anno è un bel tema!!
giorgio - Gio Mag 26, 2011 10:25 pm
Oggetto:
erika ha scritto:
Domenica 22 maggio 2011, alle ore 17, presso la sala consiliare del Comune di Pelago (FI) ho partecipato all’incontro organizzato dal Comune e dall’associazione Donne in cammino dal titolo “Donne al lavoro!?!” dove era previsto anche la presentazione di Donne in opera.
Dal momento che il dibattito era incentrato su un tema specifico ho presentato i dati riguardanti i capitoli d’interesse del rapporto 2010, quindi i dati della Valle d’Aosta sul lavoro, sull’istruzione, sulla rappresentanza… e sono emerse molte similitudini con il loro territorio. Pelago, infatti, è un comune di 7000 abitanti con distese di vigne e uliveti situate in zone collinari dove naturalmente la raccolta e la produzione sono meno abbondanti e più difficili rispetto alle zone pianeggianti. Molte donne sono impegnate nel settore agricolo come coltivatrici dirette o titolari di agriturismi. Dati interessanti anche sulla perdita di voglia di ricerca del lavoro. Una giovane laureata di psicologia con una tesi proprio sulla psicologia del lavoro ha, infatti, fatto un confronto con i dati valdostani e ha molto apprezzato il nostro rapporto. Una donna laureata con il massimo dei voti in lingue ha preso la parola invece per sottolineare il malessere scaturito nel non trovare lavoro, avuto infine solo grazie alla sua disabilità e quindi al fatto di rientrare in una categoria protetta. Tantissime altre storie e vicende…
Durante l'incontro Viviana Rosi dell’associazione Solal ha inoltre illustrato il bando 2011 della settima edizione del Concorso "Donne in opera" il cui titolo "Che ci faccio qui?" è strettamente collegato alle luci ed ombre del lungo viaggio chiamato vita tra cui sono emersi, dalle donne presenti, il problema della ricerca del lavoro e l’approccio ai problemi dell'esistenza. Nell’incontro ho appreso che Anna Corallo, presidentessa dell’associazione Donne in cammino (IN PIEDI NELLA FOTO QUI SOTTO - non sono riuscita a caricarla, la metterò nella mia pagina facebbok...), è anche la fondatrice di Alesia2007, associazione che si occupa del disagio adolescenziale e con questa associazione sono molte le iniziative portate avanti.
Ora l’appuntamento si sposterà al giardino dei ciliegi, luogo della storica associazione di donne, e a Trento.
Vorrei inoltre sottolineare l’ospitalità delle pelaghesi che oltre a preparaci una cena toscana (nella casa del popolo), ci hanno ospitato gratuitamente in un agriturismo della zona.

Basta uscire dai confini valdostani...e si respira tutta un'altra aria!

Su facebook trovate il concorso DONNE IN OPERA. diffondetelo, quest'anno è un bel tema!!

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Cara Erika credo di averti accontentata con l'inserimento della foto

Tu scrivi: "Vorrei inoltre sottolineare l’ospitalità delle pelaghesi che oltre a preparaci una cena toscana (nella casa del popolo), ci hanno ospitato gratuitamente in un agriturismo della zona. Basta uscire dai confini valdostani...e si respira tutta un'altra aria!

E qui ti riporto il LINK:

giorgio - Mar Giu 07, 2011 2:42 pm
Oggetto: Re: CONSULTA PARI OPPORTUNITA?
erika ha scritto:
Riprendo in mano questo post aperto un anno fa per dire che come sempre avevamo ragione. Questa legge in questo anno ha dimostrato tutte le criticità che evidenziavamo.
La consulta della Valle d'Aosta è una delle poche che non ha aderito al 13 febbraio, non dice nulla sulla legge sull'omofobia, non ha preso una posizione rispetto all'emendamento del PD per avere almeno una donna nel cda della precari spa...
L'assurdità poi è che l'unica donna del Consiglio che continua a non esserci è proprio Carmela Fontana, la consigliera che ha portato il fondo di solidarietà per le vittime di violenza e che in ogni dibattito porta avanti i principi di uguaglianza di cui è portatrice.

Ma non basta, dopo la soddisfazione della presentazione del primo rapporto sullo stato delle pari opportunità e la rete che si stava creando con le oo.ss. e i comitati pari opportunità, ora io e altre 2 consultrici della mia area ci siamo dimesse da quell'incarico. Nell'ultima assemblea l'esecutivo, organo SUPERIORE, ha deciso di portare un progetto relativo alle nostre competenze senza nemmeno parlarcene prima... insomma un bell'esempio di democrazia in un organismo che dovrebbe essere portatore di principi come le pari opportunità e l'uguaglianza... Naturalmente c'era già chi voleva sostituirci. Fuori uno, sotto l'altro...

CARO GIORGIO, MI PRENDO L'IMPEGNO DI AGGIORNARTI SU OGNI PROGETTO...

La Stampa 07.06.2011 ha scritto:

Roma
Emily Rini incontra il ministro Carfagna


Emily Rini, delegata dalla Presidenza del Consiglio regionale e una rappresentanza della Consulta per le pari opportunità guidata dalla presidente Luciana Blanc Perotto incontreranno giovedì a Roma il ministro Mara Carfagna. Sempre sul tema delle pari opportunità Emily Rini partecipa oggi al convegno in programma nella capitale dal titolo «Quote di genere e democrazia rappresentativa paritaria. Più donne e qualità ai vertici della pubblica amministrazione».


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g
Vedo che Erika ogni tanto si trova a fare i conti con una attività troppo frenetica. Questo purtroppo comporta di non potere rispettare gli impegni presi. Tuttavia questa notizia della Emily Rini e di una rappresentanza della Consulta regionale che si incontreranno a Roma con la "famosa" ministra Mara Carfagna, non deve passare sotto silenzio. Domani avremo di che discutere su questo convegno cioè vedremo se il tema: "Quote di genere e democrazia rappresentativa paritaria", avrà un ritorno interessante o sarà l'ennesimo viaggio di rappresentanza che va in gita a Roma...per assaggiare magari la coda alla vaccinara!
giorgio - Mer Giu 08, 2011 6:11 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 08/06/2011 09:50 ha scritto:
PARI OPPORTUNITA':RIGO CHIEDE NOMINA MINORANZA IN CONSULTA
(ANSA) - AOSTA, 08 GIU -
La sollecitazione ai capigruppo del Consiglio regionale perche' all'ordine del giorno della prossima adunanza venga prevista la nomina di una rappresentante della minoranza nella Consulta regionale per le pari opportunita' e' stata fatta oggi da Gianni Rigo (Pd), dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio.

La richiesta e' da mettere in relazione all'allargamento della maggioranza al Pdl che ha iniziato la legislatura all'opposizione e aveva nominato una propria rappresentante in quanto espressione della minoranza consiliare. I lavori sono proseguiti con l'illustrazione di una interrogazione, a risposta immediata del gruppo Alpe e illustrata da Roberto Louvin, relativa ai disagi provocati ai residenti nella Valpelline a causa della chiusura notturna, per il pericolo di caduta massi, di un tratto di strada.

L'assessore Marco Vierin ha dato conto di un incontro avuto con i sindaci e illustrato gli interventi che l'amministrazione intende avviare per eliminare i disagi. La risposta non ha soddisfatto Louvin, ''per la mancanza di indicazioni certe circa i tempi di realizzazione delle opere''.(ANSA).



...E la risposta alla richiesta di Gianni Rigo? C'è stata, ci sarà? O dovremmo ancora sollecitare a questa maggioranza scombiccherata,
quella correttezza istituzionale che nei confronti della minoranza non c'è ancora stata?

giorgio - Mer Giu 08, 2011 6:27 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 08/06/2011 16:32 ha scritto:
PARI OPPORTUNITA':MINISTRO INCONTRA DELEGAZIONE VALDOSTANA
(ANSA) - AOSTA, 8 GIU -
Le politiche di genere realizzate in Valle d'Aosta, e in particolare la riorganizzazione dell'attivita' della Consulta regionale per le pari opportunita', sono state il tema principale di un incontro, svoltosi, oggi, a Roma, tra il ministro Mara Carfagna e una delegazione valdostana composta dalla consigliera regionale Emily Rini, dalla presidente della Consulta Luciana Blanc Perotto, dalla vicepresidente Rosaria Castronovo e dalla segretaria Rachida Adlani.

''E' stato un incontro molto proficuo - evidenzia la consigliera Emily Rini - durante il quale abbiamo riscontrato una grande sensibilita' da parte del Ministro Carfagna e che ci ha consentito di presentare i nostri progetti a favore del rispetto delle identita' e della valorizzazione delle differenze di genere''.

La consigliera Rini, su delega del presidente del Consiglio Valle, Alberto Cerise, ha inoltre invitato il ministro alla cerimonia della prossima edizione del Premio internazionale 'Donna dell'Anno', promosso dall'Assemblea regionale della Valle d'Aosta. ''Invito - spiega Rini - che il ministro Carfagna ha accolto con grande entusiasmo. Mi auguro che questo sia il primo passo per instaurare una proficua collaborazione con la responsabile del dicastero delle pari opportunita', la quale si e' dimostrata particolarmente attenta alle questioni della nostra regione''. (ANSA).


Chissà se Mara Carfagna si farà accompagnare da Bocchino o da Alemanno - che con l'abituale presenza nella regione - aveva smosso tutto il corpo regionale alpini per "scalare" (si fa per dire) il Monte Bianco!? E la nostra Mara che montagna scalerà?
Laughing
giorgio - Lun Giu 13, 2011 12:08 pm
Oggetto:
AostaSera.it 11/05/2011 ha scritto:
Libera Valle d'Aosta esprime soddisfazione per il
protocollo siglato dalla Regione con la Dia

Aosta - "Si tratta sicuramente di un segnale forte - scrive la Demaria - era importante che anche la nostra regione
si dotasse di un simile strumento, allineandosi in questo modo con altre regioni che negli scorsi anni hanno siglato analoghi protocolli"


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Marika Demaria

Soddisfazione per la firma del protocollo tra la Regione e la Dia di Torino viene espressa in una nota da Marika Demaria, referente di Libera Valle d'Aosta.

"Si tratta sicuramente di un segnale forte - scrive la Demaria - era importante che anche la nostra regione si dotasse di un simile strumento, allineandosi in questo modo con altre regioni che negli scorsi anni hanno siglato analoghi protocolli con la Dia. È evidente l'ascesa della 'ndrangheta in questi ultimi anni ed è quindi opportuno che vi siano attività di contrasto anche nei settori dell'imprenditoria e dell'edilizia, nei quali la criminalità organizzata investe i soldi frutto di traffici illeciti e inquina il libero mercato danneggiando quelle imprese che giustamente e correttamente ottemperano a tutta una serie di norme".

di Redazione Aostasera


Posso senz'altro affermare che questo messaggio è stato postato qui ...come si dice, tirandolo un pò per i capelli. Ma sta il fatto che è proprio una donna come Marika Demaria che manda preoccupata segnali importanti da parte della associane "Libera" alla nostra regione. Anche la Valle d'Aosta deve poter contare su pari diritti e pari opportunità per poter lottare contro questo cancro che cerca di colpire subdolamente la società valdostana. Il bubbone maledetto, alimentato ad arte, lo si vuole insinuare tra le pieghe di una popolazione ancora fragile che non sa difendersi da questo obbrobrio. In questi ultimi anni troppi sono stati i segnali rivelatori che abbiamo ricevuto, troppi, per non potere capire o volere sottovalutare che la malattia è in corso.

giorgio - Lun Giu 13, 2011 12:21 pm
Oggetto:
(ANSA) Data: 13/06/2011 11:26 ha scritto:

'NDRANGHETA: LIBERA VDA, TENERE SEMPRE OCCHI APERTI
(ANSA) - AOSTA, 13 GIU -
''Prendendo atto con preoccupazione di quanto emerso dall'operazione Minotauro che ha svelato come anche in Valle d'Aosta si sia registrata la presenza di affiliati alla 'ndrangheta'', Libera Valle d'Aosta ribadisce ''la necessita' di tenere gli occhi ben aperti sul territorio, sensibilizzando la cittadinanza sulla capacita' delle mafie di radicarsi al Nord''.
L'associazione presieduta da don Ciotti sottolinea in una nota che ''la vicenda costituisce l'ultimo episodio, in ordine temporale, dal quale si evince la presenza in Valle d'Aosta di soggetti legati alla 'ndrangheta'' e ''sollecita le istituzioni a vigilare con la massima attenzione, mettendo in atto tutti gli strumenti idonei ad estirpare il fenomeno''. L'invito rivolto alla comunita' e' di ''assumere atteggiamenti responsabili e attivi denunciando eventuali situazioni di connivenza''. (ANSA).


erika - Gio Ott 06, 2011 11:24 am
Oggetto: pari opportunita'
Approda in consulta la discussione sulla p.l. 158 del partito democratico che chiede che oltre al taglio degli assessorati ci sia l'obbligo della rappresentanza di genere...

Sono curiosa di vedere il parere della Consulta. vi terrò informati!
giorgio - Gio Ott 06, 2011 4:49 pm
Oggetto: Re: pari opportunita'
erika ha scritto:
Approda in consulta la discussione sulla p.l. 158 del partito democratico che chiede che oltre al taglio degli assessorati ci sia l'obbligo della rappresentanza di genere...

Sono curiosa di vedere il parere della Consulta. vi terrò informati!

Io sono ottimista aspetto un tuo scritto
erika - Mer Dic 14, 2011 12:48 pm
Oggetto: rappresentanza di genere...
Caro giorgio,
facevi male ad essere ottimista...o meglio per un pelo non potevamo gioire!
L'area istituzionale aveva proposto di dare parere favorevole all'inserimento della norma di garanzia per avere rappresentati entrambi i generi in giunta (insomma quello che avviene ad Aosta...) e invece per un voto siamo andate sotto.

Pochi giorni dopo però la più convinta consultrice contro questa norma, al forum delle elette ha votato per la democrazia paritaria...evidentemente il problema era che il Pd introduceva solo l'idea di aver entrambi i generi mentre Uv e Stella alpina ne vogliono 50 e 50...

beh, sono più avanti....

erika - Sab Gen 14, 2012 6:31 pm
Oggetto: Consulta – quali prospettive?
Ecco alcuni appunti per il mio prossimo articolo su Le Travail:
1 anno e mezzo di attività, 7 dimissioni, 1 solo parere su proposte di legge. Questi sono i dati...che confermano le criticità che avevamo espresso durante la discussione della legge istitutiva.
La Consulta con questa nuova legge avrebbe dovuto pesare di più dal punto di vista politico, mentre non ha cambiato il suo modo di agire e continua a proporre importanti eventi culturali, ma a dare poche risposte dal punto di vista politico, vuoi per la composizione prevista da questa legge, vuoi per una scarsa considerazione di quest'organismo che non è presente in modo autorevole - come dovrebbe - in numerosi tavoli di lavoro.

Solo due gli atti politici in questo periodo: a) Il documento previsto in legge ossia il rapporto annuale sullo stato delle pari opportunità che ha messo in luce alcune criticità (violenza contro le donne, famiglia, lavoro e rappresentanza), ma da questi dati dovevano nascere proposte politiche che non sono nate. b) Il parere espresso rispetto alla presenza di entrambi i generi in giunta (pdl n°158 del Partito democratico) che non solo non è stato portato in commissione, ma non compare nemmeno nei documenti relegando la Consulta ad un ruolo marginale. Molto più coraggiose le consigliere regionali che al primo forum delle elette hanno votato un documento che va nella direzione opposta.
[4ed390e762808]forum_elette_documento_indirizzo_def2.pdf

Come Pd non ho votato il documento programmatico 2012 e ho naturalmente votato contro al parere espresso, proprio perché noi democratiche non abbiamo visto questo cambio di rotta e perché crediamo ci sia ancora molto da fare e quest'organismo potrebbe giocare un ruolo importante. La Consulta regionale per le Pari opportunità dovrebbe cercare un maggiore dialogo e confronto con tutte le associazioni, enti e forze sociali per costruire proposte operative, che permettano di superare le differenze di genere che ancora sussistono nella nostra Regione e puntare maggiormente su importanti eventi culturali come donne in opera o gli incontri con le amministratrici per creare una fitta rete che risponda con le politiche ai bisogni dei cittadini.

giorgio - Sab Gen 14, 2012 7:13 pm
Oggetto: Re: Consulta – quali prospettive?
erika ha scritto:
Ecco alcuni appunti per il mio prossimo articolo su Le Travail:
1 anno e mezzo di attività, 7 dimissioni, 1 solo parere su proposte di legge. Questi sono i dati...che confermano le criticità che avevamo espresso durante la discussione della legge istitutiva.
La Consulta con questa nuova legge avrebbe dovuto pesare di più dal punto di vista politico, mentre non ha cambiato il suo modo di agire e continua a proporre importanti eventi culturali, ma a dare poche risposte dal punto di vista politico, vuoi per la composizione prevista da questa legge, vuoi per una scarsa considerazione di quest'organismo che non è presente in modo autorevole - come dovrebbe - in numerosi tavoli di lavoro.

Solo due gli atti politici in questo periodo: a) Il documento previsto in legge ossia il rapporto annuale sullo stato delle pari opportunità che ha messo in luce alcune criticità (violenza contro le donne, famiglia, lavoro e rappresentanza), ma da questi dati dovevano nascere proposte politiche che non sono nate. b) Il parere espresso rispetto alla presenza di entrambi i generi in giunta (pdl n°158 del Partito democratico) che non solo non è stato portato in commissione, ma non compare nemmeno nei documenti relegando la Consulta ad un ruolo marginale. Molto più coraggiose le consigliere regionali che al primo forum delle elette hanno votato un documento che va nella direzione opposta.
[4ed390e762808]forum_elette_documento_indirizzo_def2.pdf

Come Pd non ho votato il documento programmatico 2012 e ho naturalmente votato contro al parere espresso, proprio perché noi democratiche non abbiamo visto questo cambio di rotta e perché crediamo ci sia ancora molto da fare e quest'organismo potrebbe giocare un ruolo importante. La Consulta regionale per le Pari opportunità dovrebbe cercare un maggiore dialogo e confronto con tutte le associazioni, enti e forze sociali per costruire proposte operative, che permettano di superare le differenze di genere che ancora sussistono nella nostra Regione e puntare maggiormente su importanti eventi culturali come donne in opera o gli incontri con le amministratrici per creare una fitta rete che risponda con le politiche ai bisogni dei cittadini.


Erika, il Link che ci hai proposto nel post non apre nessuna pagina. Per cortesia dovresti correggerlo...se non altro a documentazione di una realtà che pochi conoscono.
erika - Ven Gen 27, 2012 3:49 pm
Oggetto:
prova ora?




erika - Mer Mag 30, 2012 5:15 pm
Oggetto: rapporto pari opportunità.
presentato lunedì l'ultimo rapporto sullo stato delle pari opportunità in Valle d'Aosta curato da Silvia Pilutti, Antonella Barilla' e Roberto Di Monaco.
"Il 60 per cento delle famiglie valdostane ha un solo coabitante, spesso anziano. Anche in Valle d'Aosta vi sono due tendenze in atto: una diminuzione delle coppie coniugate e un incremento delle libere unioni, tanto che e' tra le regioni italiane in cui la forbice tra le due differenti modalità di costituire la coppia è più ampia. Si eleva ancora l'età in cui le donne mettono al mondo il primo figlio"
problemi inoltre rispetto alla rappresentanza, al lavoro e alla violenza di genere.

e quindi quali sono le politiche che la regione intende portare avanti chiede la segretaria confederale della CGIL?
Per la consigliera Rini solo la sensibilizzazione.

NO COMMENT!!!ma presto le democratiche daranno la loro ricetta...dopo mesi di lavoro!
erika - Lun Set 17, 2012 4:11 pm
Oggetto: rappresentanza...
Ecco pubblicato il parere della consulta rispetto alla proposta di legge del Pd per accrescere la rappresentanza...


atti normativi - proposta di legge - 195 - documentazione...



Ebbene le democratiche hanno con questa proposta evidenziato come, anche in Valle d'Aosta, le percentuali sulla rappresentanza non siano confortanti e per questo c’è da affrontare un tema di cultura politica ed anche di regole. Non ci può essere piena democrazia ove esista un sostanziale difetto di rappresentanza e la proposta di legge sopra citata traeva origine da un documento molto importante votato all'unanimità dal Forum delle elette delle regioni e provincie autonome che prevede azioni di miglioramento in materia di pari opportunità per modificare le varie leggi elettorali al fine di passare dalle quote rosa alla democrazia paritaria ed è stata frutto di mediazione tra la nostra idea (legge Campania) e alcune certezze come la preferenza e la poca propensione all'inserimento di quote. Per queste ragioni abbiamo quindi promosso questa modifica alla legge elettorale e analizzato con attenzione il parere formulato dalla Consulta regionale per le pari opportunità e formuliamo le seguenti osservazioni:

1)-riteniamo corrette le argomentazioni espresse in premessa che vanno nella direzione della legge Campania, ma come sopra accennato non possiamo non tener conto di quanto espresso con il voto sul referendum della preferenza unica;
2)-è inoltre positiva la proposta della fissazione di una presenza paritaria nelle liste elettorali;
3)-mentre, per quanto riguarda l'analisi dei dati riferiti ai risultati delle elezioni regionali, evidenziamo come l'indicatore utilizzato( %donne elette su n. donne in lista) è alquanto illogico in quanto potrebbe dimostrare la capacità di performance nella candidatura di un minor numero di donne, ma non certo la garanzia del principio di rappresentanza. Basti pensare che qualora ci fosse un partito con candidata una sola donna che è l'unica eletta questo, avrebbe una percentuale del 100%. E' poi assai banale rilevare che con l'aumento degli eletti tali percentuali tendono a variare. Pensiamo ad esempio di considerare 17 eletti per tutti i partiti.

Risulterebbe:
PDL 11.76, SA 11.76, FED 23.53, UV 17.65, VDA VIVE 35.29, ARCOB 41.18, PD 29.41
In conclusione non possiamo che essere contrarie a questo parere che non solo non si fa portatore di alcuna proposta costruttiva, ma utilizza indicatori illogici per avvalorare tesi che non trovano riscontro in nessuna indagine statistica. Auspichiamo invece che, com'è stato intrapreso dalle consigliere regionale al Forum delle elette, anche la Consulta possa farsi promotrice di una proposta di legge che modifichi l'attuale legge elettorale regionale al fine di passare dalle quote rosa alla democrazia paritaria o per lo meno sensibilizzare partiti, movimenti e gruppi politici con percentuali scarse rispetto alle candidature e alle elette (colonna 2 e 8 ), affinché adottino tutte le misure che favoriscano una rappresentanza equilibrata nei loro organismi decisionali come previsto dall'art. 6 della legge istitutiva della Consulta.

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giorgio - Gio Ott 04, 2012 4:14 pm
Oggetto:
Citazione:
Consulta femminile

Non c’è pace per la Consulta femminile delle Pari opportunità. Il Consiglio regionale si è aperto con le dimissioni della consigliera di Alpe Patrizia Morelli. «Avete voluto riprodurre nella consulta gli stessi meccanismi del Consiglio regionale, con una spartizione partitica e un controllo della politica che non ho mai condiviso». Anche la presidente della Consulta, Liliana Blanc Perotto, si è dimessa.

Aosta 04.10.2012

erika - Ven Dic 28, 2012 11:39 am
Oggetto: consulta...
e pensa che dopo di lei si è dimessa anche la cornaz e guarda guarda, la sostituzione non è mai arrivata in consiglio. Non vogliono carmela?

insomma, nemmeno gli iter amministrativi sono in grado di seguire e così la consulta è già la 3 volta che non raggiunge il numero legale.
Chapeau à la majorité!!! chi semina vento raccoglie tempesta!
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