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AREA DEMOCRATICA

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UNA PIAZZA, UN PONTE
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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Ott 08, 2009 11:25 am    Oggetto:  
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La Stampa 08 Ottobre 2009 ha scritto:
Milanesio e Giunti manager unici dei futuri cantieri

Metafora. Il leader della Fédération sceglie l’ironia per definire l’importanza
dei piani tecnici su Testafochi e ospedale. La Torre: “Ora la città ha due proconsoli”

Il sindaco. «Scegliere società esterne è la via giusta per affrontare i lavori
come avevamo indicato già nel 2005
AOSTA

Proconsoli.
Così Leonardo La Torre, leader di Fédération, definisce Bruno Milanesio e Paolo Giunti che guideranno le società per i lavori di Testafochi (Università) e ampliamento dell’ospedale «Parini». Ride, La Torre. E spiega: «E’ una battuta, ovvio. Aggiungo ancora che i due ‘’proconsoli’’ risolvono di colpo il problema della ricerca di un candidato a sindaco di Aosta, no? Intendo dire che queste due opere rappresentano il motore di sviluppo dell’intera città. E interrompono un evidente immobilismo cittadino». Parla in lui un ex sindaco di Aosta, quando giovane socialista fu portato sulla sedia più alta del municipio dal suo maestro di politica, Bruno Milanesio. Chi è oggi sindaco della città, Guido Grimod, che con il 2010 chiude il suo secondo mandato, dice: «Sono due progetti fondamentali per il futuro cittadino. Sono soddisfatto della decisione della Regione. Già nel 2005, come maggioranza comunale, indicammo questa strada, cioè quella di società che potessero gestire i due poli di sviluppo al di fuori dalla macchina burocratico-amministrativa. Così è andato. Bene».

L’avvio del lavoro per ospedale e Testafochi ha ora due momenti diversi: il primo riguarda la costituzione delle due società con socio unico, Finaosta; l’altro l’iter comunale. Per l’ampliamento verso Est del «Parini» l’accordo di programma Regione-Comune dovrebbe concludersi entro l’anno. Martedì il Consiglio comunale è chiamato a discuterlo e a votarlo. Ancora il sindaco: «Contiene una variante sostanziale al Piano regolatore, quindi dovrà essere pubblicato per consentire ai cittadini di formulare eventuali osservazioni. Dopo tornerà in Consiglio, quindi diventerà operativo». Passaggio essenziale perché la società possa andare avanti con progetti e appalti per i cantieri.

Uno dei nodi da risolvere è viale Ginevra. Chiuderlo al traffico, oppure no? «E’ un dettaglio importante che dovrà essere affrontato - risponde Grimod -. Il progetto prevede il collegamento sotterraneo tra ospedale di oggi e ala nuovo a Est. Viale Ginevra finisce in un cul de sac, cioè in via St-Martin. Il nuovo ingresso dell’ospedale sarà da via Roma e in viale Ginevra ci dovrà essere il meno traffico possibile. Come in parte avviene già oggi». Per la Testafochi i professionisti sono al lavoro per la progettazione del Piano urbanistico di dettaglio. Piano necessario per poter dar corso all’opera. Questione di viabilità anche qui. Sarà chiusa via Lexert e l’arteria Nord-Sud sarà via Giorgio Elter. Dal lato Est della città altro collegamento Nord-Sud attraverso via Jean de La Pierre.


Leonardo La Torre (Fédération) e Francesco Salzone (Stella alpina), già sulla questione ronde, mi sembra intorno al 20 marzo 2009, avevano detto di «avere voluto muovere le acque stagnanti dell’indifferenza». Il risultato poi ottenuto è stato un'altra cosa. A ben vedere le reazioni che hanno attivate, non sembra che ci siano riusciti in modo perfetto, visto che tutti i 74 sindaci dei comuni valdostani hanno votato contro la decisione di creare ronde "padane". Per ora con questa politica dissennata hanno raccolto solo fallimenti, ma soprattutto Federation si è trovata a fronteggiare aspre critiche interne, dove alcune si sono risolte con l'abbandono di collaboratori dal loro partito.

Vedo che in quanto a coerenza i politici sopra nominati non ne abbondano. Anzi, alla luce dei fatti e dei comportamenti, si può affermare, che la politica dei due movimenti al governo del Comune e della Regione - Fédération e Stella alpina - è quella di cavalcare la prima tigre che passa. Per poi coerentemente saltare su un'altra posizione politica ancora più conveniente. Vediamo ora cosa capiterà con il Proconsole Milanesio e padrino politico di La Torre, ma credo che la battaglia non sia ancora iniziata che già si stanno affilando le lame. Strani rumori metallici vengono percepiti da tempo, da quando anche noi volendo fare un pò di "gossip" parlammo di Bruno Milanesio sindaco, molti...molti mesi fa!

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MessaggioInviato: Gio Ott 08, 2009 11:25 am    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Ott 08, 2009 12:18 pm    Oggetto:  Re: UNA PIAZZA, UN PONTE
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giorgio Inviato: Mer Gen 24, 2007 7:55 pm ha scritto:
Il Forum di Area Democratica è diventato la piazza sotto casa mia, cambia faccia a secondo delle giornate e dei momenti della giornata. A volte l'attraverso veloce, a volte mi fermo a chiacchierare, a volte me ne sto in un cantuccio e ascolto e osservo. Per ora ci sono più o meno sempre le stesse facce, se qualcuno non si fa vedere per troppo tempo, io ne chiedo notizie. Ci sono le battute che si ripetono, le discussioni appassionate, le serate che si trascinano lente, per ora (...e meno male) niente "incazzature", le confidenze a volte. E' una piazza strana, perchè ci circola gente dei posti più impensati e per questo vive anche di notte. Qualche volta vado a sbirciare e qualche ospite non si fa mancare. Alcune volte, proprio come in ogni piazza che si rispetti, riesco a vedere anche i piccioni.

Ma quello che io ho sempre sognato, e continuo a sognare, è quello di saper costruire un ponte. Dopo attenti e accurati studi, tecnicamente, molti ne sarebbero capaci. La mia ambizione è quella di pensare al ponte come strumento, come veicolo d’incontro, come una possibilità, da dare a tutti indistintamente, di percorrerlo e attraversarlo per arrivare di là, in quel luogo ideale dove si sposa l'ottimismo con il futuro.


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E' il primo post scritto su questo tema che ha visto sviluppare ben 200 risposte e oltre 12.000 visite. Grande interesse dunque ma anche poca volontà di aprirsi veramente. Perchè? Ma perchè la colpa è sempre degli altri. La sinistra dura e pura si discioglie come neve al sole e si disperde in mille rivoli: nell'astensione, nel voto a Di Pietro, alla Lega e in piccola parte al Pd e non si sente neppure il bisogno di un minimo di autocritica. Forse la classe dirigente della sinistra dura e pura era inadeguata, forse mancava di uno straccio di proposta politica, forse il comportamento altalenante e incoerente al governo non era piaciuto ai propri elettori.... No, la responsabilità è di chi, almeno in quel momento, aveva maggiore credibilità anche tra i cittadini della sinistra.

Ora sento di nuovo "parlare" di Galletto. Ma questa volta non più come partito unico, ma come soggetto unico. Siamo alle solite. Così si evita di parlare di contenuti andando sempre e solo contro Rollandin. Un pò la riproposizione della politica nazionale che vede una certa sinistra solo contro Berlusconi. Dunque soggetto unico che non abbisogna di di istanze di base, di organismi, di sezioni, che esprimano un progetto un pensiero, una linea che non sia che quella dettata dai soliti grandi capi, dai soliti imperituri e inamovibili poltronisti. Vi siete mai chiesti che forse, dico forse, la vostra proposta politica non intercetta più i bisogni veri del vostro elettorato classico di riferimento che, per questo, vi sta abbandonando? Forse non vi rendete conto, ma con i vostri interventi non offedete il Pd, ma soprattutto l'intelligenza di quella che una volta era la vostra base.

In ogni caso sono fatti vostri. Io resto del parere che il Pd non deve cercare accordi con la vostra classe dirigente ormai inesistente e completamente inaffidabile e screditata, ma parlare direttamente al vostro elettorato per farlo tornare protagonista della vita politica. Potete anche non considerare utile il voto al Pd. Certamente non lo è a quei partiti della sinistra che ormai sono sotto la protezione del WWF.

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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Ott 22, 2009 4:07 pm    Oggetto:  
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AostaSera.it ha scritto:
Milanesio per la conversione della Testafochi? Louvin: “Scelta da condannare”
Aosta - Milanesio a capo della società che guiderà la riconversione della Testafochi. Rollandin: “Milanesio avrà una funzione amministrativa. E’ stato scelto per la conoscenza che ha dei meccanismi regionali e comunali".
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L'attuale Caserma Testafochi

Nel consiglio regionale di oggi, 21 ottobre, si è parlato della nomina di Bruno Milanesio a capo della società incaricata della riconversione della Testafochi in Università della Valle d'Aosta. "Ci sembrava alquanto improbabile - ha detto Roberto Louvin (VdaVive) - che dopo le traversie che avevano visto protagonista il geometra Milanesio la persona scelta fosse proprio lui, invece ci sbagliavamo. Per la nascita del Campus si parla di un progetto di 90 milioni di euro, ci chiediamo quali siano i titoli manageriali posseduti da Milanesio, quali i suoi precedenti, quali le sue esperienze condotte sul campo e, perché no, quali le sue vicende di carattere penale? Forse in Valle poteva essere allargata un po' la rosa dei candidati, forse si poteva guardare anche ad altre persone. Stiamo infatti parlando di soggetti che saranno a capo di società cruciali per lo sviluppo della città di Aosta".

La risposta è arrivata direttamente dal presidente della Regione, Augusto Rollandin. "Mi pare - ha detto - che in parte l'interpellante si sia già risposto da solo. Mi sembra poi che la conoscenza tra l'interpellante e Milanesio sia molto buona, io lo conosco molto meno. Non risultano condanne a carico di Milanesio per reati di tipo urbanistico, e l'abbiamo scelto per la sua conoscenza sia dei meccanismi della Regione sia di quelli del Comune. Il suo compito sarà più che altro amministrativo, non certo tecnico". "Sono partite le grandi manovre sulle opere pubbliche", ha ribadito Louvin che parla di "una saldatura di interessi politici forti che fa perno sull'asse Rollandin e Milanesio. Vediamo con preoccupazione la scelta di Milanesio e la condanniamo sul piano politico".

di Cristian Pellissier

21/10/2009

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fulvio100z







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MessaggioInviato: Mer Ott 28, 2009 11:14 am    Oggetto:  Area Democratica
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Complimenti Giorgio,
vedo che "Area Democratica" era già nel 2007 in anticipo sui tempi.....
Ora anche Franceschini se ne accorge Laughing Laughing

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erika








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MessaggioInviato: Mer Ott 28, 2009 9:09 pm    Oggetto:  
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In questi giorni di delusione personale, Franceschini si è dimostrato un vero leader. Ha accompagnato ognuno di noi, ci ha riempito di chiamate, sms, mail e poi ieri ha deciso di darci la forza di non disperdere questa rete costruita in questi mesi e di continuare quest'esperienza insieme.

Naturalmente la notizia più bella è che saremo uniti sotto il nome di AREA DEMOCRATICA...
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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Ott 29, 2009 1:27 am    Oggetto:  
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romadomani.it ha scritto:
DA ROMA
I rischi paventati da Francesco Rutelli «esistono», ma vanno arginati dall’interno, con la formazione di un’ «Area Democratica» dentro il Pd. Si chiamerà così la componente del partito che fa riferimento al segretario uscente Dario Franceschini, il quale ha riunito ieri sera a Montecitorio i parlamentari suoi sostenitori. Una comunicazione breve, preceduta da un’introduzione di Piero Fassino: in circa mezz’ora, oltre a ringraziare tutti per l’impegno profuso nelle primarie, il candidato sconfitto ha spiegato - racconta uno dei partecipanti - che Area Democratica è necessaria «per mantenere il profilo pluralista del partito», ritenuto non al sicuro dopo «il successo della mozione più identitaria», quella di Pierluigi Bersani.

Una corrente? Al contrario, ha sostenuto Franceschini, è il solo modo per «non disperdere l’esperienza di superamento delle appartenenze nata con la nostra mozione». Per non tornare, insomma, a essere ex-popolari, ex-diessini, ecodem e via dicendo. Nella riunione non si è invece parlato del futuro organigramma del partito e dei ruoli che potrebbero essere riservati all’opposizione interna. «Con la mozione di maggioranza non c’è stato ancora alcun contatto - dicono i franceschiniani - ma quando Bersani farà le sue proposte, le valuteremo senza pregiudizi.

Non è un problema di poltrone, ma di dialogo interno». La proposta dovrà essere «chiara e trasparente», ha precisato Franceschini, altrimenti tanto vale giocare il ruolo di semplice minoranza interna. I più determinati a un’opposizione “tosta” sarebbero i veltroniani, più che altro in funzione anti-D’Alema, principale sponsor di Bersani e ritenuto il maggiore responsabile delle dimissioni di Walter Veltroni da numero uno del Pd. Gli ex Ppi, invece, cercano di mediare. E non nascondono la preoccupazione per l’addio di Rutelfi. Secondo Franceschini, dire che «se qualcuno va via non succede niente», come ha fatto Prodi, «non è un buon modo di ragionare».




Auspichiamo che in ogni punto rete si possa sviluppare un punto lettura e partecipazione ad Area Democratica - VdA in una logica di rete sociale. La rete rafforza chi ne è parte. Favorisce l’affermarsi della soggettività dei singoli e ne aumenta le potenzialità, perché ciascun individuo si riconosce in un soggetto più ampio e articolato. Questo non produce gerarchia ma creatività. Il territorio come rete, il cittadino che dialoga, il circolo come social network.

Il sito
AREA DEMOCRATICA: vuole offrire sia agli aderenti ai circoli Pd-VdA, sia a chiunque arrivi su questo sito, la possibilità di vivere una piazza virtuale dove confrontarsi, analizzare fatti e problemi del proprio territorio, creare dibattito intorno a tematiche d’interesse, diffondere idee e punti di vista, cercare di ottenere delle risposte dalle istituzioni, creare infine un ponte per confrontarsi e dialogare con altri movimenti.

Un fatto è certo. La soddisfazione mia personale e di tutti i partecipanti a questo forum, espressione dell'area culturale Area Democratica VdA - fondata già nel 2006 - di vedere anche Dario Franceschini denominare la sua area culturale come la nostra è veramente grande. Siamo orgogliosi di esserne stati i precursori.


giorgio

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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Ott 30, 2009 5:53 pm    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 30/10/2009 ha scritto:

17:14 AMBIENTE: SINISTRA VDA, 5 SUGGERIMENTI PER MIGLIORARE AOSTA (ANSA) - AOSTA, 30 OTT - Dopo rapporto sull'ecosistema urbano di Legambiente - "che mette in evidenza quanto ci sia ancora da fare in Valle d'Aosta e più in particolare ad Aosta" - la federazione di Sinistra Alternativa propone in una nota alcuni suggerimenti per migliorare la situazione del capoluogo valdostano.

In dettaglio si tratta di: una campagna di lavori pubblici nel settore idraulico che permetta di ridurre al minimo le perdite presenti nella rete degli acquedotti; istituzionalizzazione della raccolta dell'umido e della raccolta dei rifiuti fatta porta a porta con l'introduzione di una regolamentazione più severa per controllare eventuali trasgressori; una serie di lavori tesi alla ristrutturazione e all'aggiornamento degli edifici pubblici al fine di ridurre al minimo la dispersione energetica; un nuovo regolamento per l'edilizia pubblica e privata che contenga norme vincolanti circa le costruzioni di nuovi edifici e la ristrutturazione di quelli antichi con vincoli contro la dispersione termica e il risparmio energetico; un piano di trasporto pubblico più efficace. (ANSA)



A dire il vero, dopo avere letto questo comunicato, mi sorgono dei dubbi sulla traduzione dello stesso. Cioè vorrei capire perchè c'è sempre chi si arroga il diritto di fare il professore o il "tuttologo" quando si tratta di esporre problemi che sono legati all'ambiente in cui si vive. Cioè come a dire che io giorgio bruscia non capisco la necessità di arrivare a comprendere il comportamento ideale che un un cittadino ideale dovrebbe tenere per la salvaguardia della sua città, regione, nazione. Nel caso specifico non riesco a capire che significato abbiano questi comunicati visto che la media dei cittadini che non rispettono le regole ambientali sono quelli che generalmente questi comunicati ANSA li snobbano.

Io piuttosto penserei che questi comunicati possano servire a ben altro, come ad esempio il tenere vivo il proprio stato politico rappresentato dagli autori del comunicato stesso. E credo che questi comunicati cominciano ad essere degli appelli disperati perchè sono gli unici legami restanti ed esistenti con la popolazione aostana. Popolazione che non vede più nessun rappresentante della Sinistra alternativa compiere atti politici, in quanto non più rappresenta a livello istituzionale. Costerebbe poi tanto mettersi in contatto con partiti "vicini" e cercare con loro una collaborazione più fattiva?

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giorgio








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MessaggioInviato: Sab Ott 31, 2009 12:18 pm    Oggetto:  
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La Stampa 31 Ottobre 2009 ha scritto:
La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:


Al Polo Universitario serve progettualità
Le cortine fumogene che hanno tentato di rendere irrespirabile l’aria del dibattito politico a proposito dell’incarco manageriale a Bruno Milanesio per la trasformazione della Caserma Testafochi in Polo Universitario della Valle d’Aosta si prestano ad alcune considerazioni. Milanesio, per quanto si è letto sugli organi di informazione, ha già risposto con saggezza e perspicacia alle accuse che gli sono state mosse: lui si ritiene, per esperienza e professionalità, un manager in grado di fornire un bagaglio di idee e soluzioni al problema in questione, ed è di queste che si dovrebbe discutere piuttosto che scaricare su di lui livori e frustrazioni che tradiscono, invece, proprio mancanza di progetti e di idee. Non si trova di meglio che attaccarlo sul piano personale (quando guariremo da questa malattia mortale del personalismo in politica?), dimenticando - tra l’altro - che due legislature fa nessuno ha avuto da ridire sulla sua candidatura a Sindaco di Aosta e sul fatto che per cinque anni (fino al 2005) è stato consigliere di opposizione, apprezzato per il suo impegno proprio da quelli che oggi lo criticano. Il problema del Polo Universitario, inoltre, non è solo un problema di ristrutturazione edilizia, non è solo un problema di «contenitore», ma anche e soprattutto di «contenuti». Si tratta di mettere a confronto idee e progetti sul tipo di Università che meglio si adatti al modello di società valdostana che si prefigura per i prossimi 30-50 anni, anche sul piano delle relazioni internazionali. Non siamo di fronte ad un problema «anagrafico», come qualcuno ha sostenuto, ma di capacità di lungimiranza e di intelligenza progettuale. Lascia, infine, dubbiosi e perplessi l’improvvisa resipiscenza e l’atteggiamento di una parte della (sedicente) borghesia intellettuale aostana e della solita, polverosa e stantìa sinistra radical chic, che hanno guardato, sin dal suo nascere, all’Università valdostana con la puzza sotto il naso, ritenendola inutile, brillando per assenza dalle sue iniziative e manifestazioni e guardandosi bene dal consigliare l’Ateneo valdostano ai propri figli. Si accorgono adesso dell’Università non perché si preoccupino di essa, ma solo perché Milanesio può avere qualcosa di interessante da dire in proposito.
ROMANO DELL’AQUILA

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Democrazia, oligarchia, autarchia o "ffp" (farsi gli affari propri).

Caro Romano dell'Aquila, non so a chi tu ti riferisca quando scrivi di improvvisa resipiscenza e di atteggiamento di una parte della (sedicente) borghesia intellettuale aostana e della solita, polverosa e stantìa sinistra radical chic, ma il Partito democratico vive la sua stagione di costruzione nella Regione e non è detto né che ci riesca, né che non ci riesca.

Questo dipenderà da molte cause e da molte volontà. L'Uv assieme alla sua fotocopia nazionale "La casa delle libertà", ha scelto l’oligarchia, quasi monarchica, di Berlusconi-Rollandin. Ma qui in Valle poi ci sono quelli del " ffp " che in genere o non scelgono nessuno, o si scelgono partiti dell’un per mille, o poco più, tanto nessuno li accontenta e così loro accontentano tutti. Ma il potere decennale qui sceglie di governare in modo autarchico.

E sembra che a sinistra sia proprio il farsi gli affari propri o “ffp” a prevalere, almeno per un venti per cento del suo elettorato. Contenti loro contenti tutti, in fondo, se non fossero contenti si darebbero una mossa, avrebbero meno puzza sotto il naso, e farebbero meno storie quando si dovessero seguire semplici direttive politiche ed ancora più semplici scelte elettorali. Tra tutte queste opzioni... le altre, le scelte istituzionali che andrebbero fatte con dei pesi e contrappesi democratici, ma che da tempo in Valle d'Aosta sono scomparsi, proprio perchè governata autarchicamente.

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paolog







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MessaggioInviato: Mer Nov 11, 2009 1:49 pm    Oggetto:  
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Don Ugo Busso, parroco di Gignod.
Molti simpatizzanti del Pd della Valle d'Aosta si riconoscono nella tesi di Don Ugo Busso, parroco di Gignod, Exenex e Signayes. L’ex presidente della Caritas Diocesana Valdostana in una intervista rilasciata ad un settimanale locale si è rivolto ai suoi fedeli e tra le altre cose ha detto : "La fede non si impara a scuola, ma si vive in parrocchia". Alcuni esponenti politici approfittando di questa situazione, lo hanno coinvolto in un confronto molto simile ad una diatriba. In questo dibattito che considero sterile, questo continuo strattonare la giacca, da parte di aree politiche "locali" che si rifanno a convinzioni filosofiche più o meno laiciste, di un uomo di fede come Don Ugo Busso - molto impegnato anche nel sociale - credo sia solo uno dei tanti altri mezzucci per distogliere l'attenzione sui reali problemi e sulla crisi della politica in questa Regione. Nell'intervista rilasciata alla Vallée Notizie Don Busso, fa solo notare che la scuola e la politica prima di parlare di islamizzazione, entrambe, dovrebbero dare eguali opportunità alle diverse culture.
Sulla polemica del crocefisso nelle aule scolastiche, l’approccio al problema deve essere caratterizzato dal rispetto verso tutte le fedi e tutte le culture e non dal disprezzo verso il simbolo della croce.
Essa non è solo presente nelle aule, ma anche negli ospedali, sulle cime delle nostre montagne, sui sentieri, nei vari luoghi di culto.
E qui Don Busso dice una solenne verità ricordandoci che i veri simboli della cristianità sono i sacramenti, che rappresentano una tappa fondamentale per i cristiani, come l’Eucarestia e la parola che l'accompagna.
Chiudo prendendo a prestito il bollettino parrocchiale di Gignod che già nel 1992 riportava in maniera lungimirante - il Lessico familiare di Natalia Ginzburg - deputata della sinistra, figlia del prof. Levi, ebrea e atea. Negli anni ottanta essa scrisse: "Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente… Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli. A me sembra un bene che i bambini, i ragazzi lo sappiano fin dai banchi di scuola". Basterebbe raccontarlo a tanti ignari genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia - si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso.

Gianfranceschi Paolo
SegretariO del Cirlcolo P.D. del Grand Combin

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giorgio








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MessaggioInviato: Mar Nov 24, 2009 11:43 am    Oggetto:  
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La Stampa 17 Novembre 2009 ha scritto:
La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:


Sterile diatriba attorno a don Busso
Molti simpatizzanti del Pd della Valle d’Aosta si riconoscono nella tesi di don Ugo Busso, parroco di Gignod, Exenex e Signayes. L’ex presidente della Caritas diocesana in una intervista rilasciata a un settimanale locale si è rivolto ai suoi fedeli e tra le altre cose ha detto: «La fede non si impara a scuola, ma si vive in parrocchia». Alcuni esponenti politici approfittando di questa situazione lo hanno coinvolto in un confronto molto simile a una diatriba. In questo dibattito che considero sterile, questo continuo strattonare la giacca (da parte di aree politiche «locali» che si rifanno a convinzioni filosofiche più o meno laiciste) di un uomo di fede come don Ugo Busso - molto impegnato anche nel sociale - credo sia solo uno dei tanti altri mezzucci per distogliere l’attenzione sui reali problemi e sulla crisi della politica in questa Regione. Nell’intervista don Busso fa solo notare che la scuola e la politica prima di parlare di islamizzazione, entrambe, dovrebbero dare eguali opportunità alle diverse culture. Sulla polemica del crocefisso nelle aule scolastiche, l’approccio deve essere caratterizzato dal rispetto verso tutte le fedi e tutte le culture e non dal disprezzo verso il simbolo della croce. Essa non è solo presente nelle aule, ma anche negli ospedali, sulle cime delle montagne, sui sentieri, nei luoghi di culto. E qui don Busso dice una solenne verità ricordandoci che i veri simboli della cristianità sono i sacramenti, che rappresentano una tappa fondamentale per i cristiani, come l’Eucarestia e la parola che l’accompagna. Chiudo prendendo a prestito il bollettino parrocchiale di Gignod che già nel 1992 riportava in maniera lungimirante «Il lessico familiare» di Natalia Ginzburg, deputata della sinistra, figlia del professor Levi, ebrea e atea. Negli Anni 80 scrisse: «Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente… Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli. A me sembra un bene che i bambini, i ragazzi lo sappiano fin dai banchi di scuola». Basterebbe raccontarlo a tanti ignari genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia - si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso.

GIANFRANCESCHI PAOLO
Segretario del Circolo Pd

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raimondo








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MessaggioInviato: Sab Dic 05, 2009 9:54 am    Oggetto:  
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Citazione:

Care amiche, cari amici,
intervengo per un breve precisazione in questo spazio aperto di dibattito coi cittadini sulla partecipazione al NO B Day.

Premesso che preferirei manifestazioni con slogan tipo: SI' alla Democrazia; SI' al rinnovo dei contratti di lavoro con la sigla di tutti i sindacati (e più soldi e meno tasse in busta paga); SI' alla Scuola per tutti...

Condivido la necessità di esprimere pubblicamente il disagio per la condotta irresponsabile (e mi riferisco a quella pubblica lasciando da parte la querelle sulle questioni - ancorché gravi - attinenti alla sfera privata) del Presidente del Consiglio...

Ma ravviso, in linea con il PD nazionale, la perplessità che i partiti (tutti) della sinistra invochino la società civile e poi appena questa mette fuori il naso tutti (compreso il PD naturlamente) cerchino di "zomparle" addosso e di "irrigimentarla...

Noi crediamo nel ruolo dei partiti. Noi auspichiamo che la gente si schieri e sclega l'adesione ufficiale (iscrizione) o partecipi agli eventi (primarie elezioni) del PD. Non lo nascondiamo. Ma siamo stupefatti che i cultori dei movimenti di lamentino ogni volta che il PD non dichiara ufficialmente di partecipare ad una (loro) manifestazione e quando ne promuove una il PD si lamentino egualmente parlando di tentatici di egemonizzare l'opposizione...

Il PD lascia fare ai movimenti e alle associazioni il loro ruolo e pensa a fare il suo. Quindi visto che siamo la principale forza di oppposizione non c'è da chiedersi neppure quale sia il nostro sentimento di simpatia verso gli amici e i compagni del NO B Day. Ne conseguirà una nostra significativa presenza nelle piazze.

Ma per cortesia non mettiamo il cappello a chi non lo vuole e non vincoliamo gli altri a scelte a cui non hanno avuto neppure il diritto di condividere democraticamente...

Con l'augurio (e la cosapevolezza) che sarà un successo!


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«[...] Oggi vi dico, amici, non indugiamo nella valle della disperazione, anche di fronte alle difficoltà dell'oggi e di domani, ho ancora un sogno. [...] Martin Luther King jr. (28 agosto 1963)
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giorgio








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MessaggioInviato: Sab Dic 05, 2009 11:39 am    Oggetto:  
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raimondo ha scritto:
Care amiche, cari amici,
intervengo per un breve precisazione in questo spazio aperto di dibattito coi cittadini sulla partecipazione al NO B Day.

Premesso che preferirei manifestazioni con slogan tipo: SI' alla Democrazia; SI' al rinnovo dei contratti di lavoro con la sigla di tutti i sindacati (e più soldi e meno tasse in busta paga); SI' alla Scuola per tutti...

Condivido la necessità di esprimere pubblicamente il disagio per la condotta irresponsabile (e mi riferisco a quella pubblica lasciando da parte la querelle sulle questioni - ancorché gravi - attinenti alla sfera privata) del Presidente del Consiglio...

Ma ravviso, in linea con il PD nazionale, la perplessità che i partiti (tutti) della sinistra invochino la società civile e poi appena questa mette fuori il naso tutti (compreso il PD naturlamente) cerchino di "zomparle" addosso e di "irrigimentarla...

Noi crediamo nel ruolo dei partiti. Noi auspichiamo che la gente si schieri e sclega l'adesione ufficiale (iscrizione) o partecipi agli eventi (primarie elezioni) del PD. Non lo nascondiamo. Ma siamo stupefatti che i cultori dei movimenti di lamentino ogni volta che il PD non dichiara ufficialmente di partecipare ad una (loro) manifestazione e quando ne promuove una il PD si lamentino egualmente parlando di tentatici di egemonizzare l'opposizione...

Il PD lascia fare ai movimenti e alle associazioni il loro ruolo e pensa a fare il suo. Quindi visto che siamo la principale forza di oppposizione non c'è da chiedersi neppure quale sia il nostro sentimento di simpatia verso gli amici e i compagni del NO B Day. Ne conseguirà una nostra significativa presenza nelle piazze.

Ma per cortesia non mettiamo il cappello a chi non lo vuole e non vincoliamo gli altri a scelte a cui non hanno avuto neppure il diritto di condividere democraticamente...

Con l'augurio (e la cosapevolezza) che sarà un successo!
raimondo


Se sabato in piazza ci sarà anche un solo elettore che ha votato Berlusconi e poi si è pentito, sarà un grande successo politico e l'iniziativa avrà tutto il mio plauso. Se questo non accadrà sarà un'occasione mancata. Le manifestazioni auto celebrative possono avere un senso per un partito o una qualsiasi associazione quando c'è bisogno di scaldare gli animi della propria gente per organizzare campagne e mobilitazioni successive.

Un comitato spontaneo che nasce esclusivamente per organizzare una manifestazione nazionale è destinato a non durare nel tempo, tanto più se verrà soffocato dal cappello dei partiti. Io guardo con simpatia alla manifestazione, ma ritengo la piattaforma sterile (com'è giusto che sia per un movimento). Non posso partecipare ad una iniziativa il cui appello inizia con un "me ne frega" di cosa viene dopo Berlusconi. E' la cultura di chi ha paura di perdere visibilità rispetto ad altri soggetti. Si sfrutta il lavoro degli altri per fare i primi della classe. In questi giorni abbiamo visto e continueremo a vedere Di Pietro come sponsor ufficiale della manifestazione, con esibizione di simboli viola e slogan anti Pd. Agli occhi dei cittadini apparirà come una iniziativa sua.

In Valle d'Aosta anche i Verdi ad esempio invitano a partecipare al presidio organizzato per il 5 dicembre ad Aosta, per protestare contro la politica del Governo e per chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Un partito serio invece ha bisogno di andare oltre alla protesta e di proporre soluzioni. Un partito serio deve lasciare in pace i movimenti, lasciarli liberi organizzare le proprie iniziative e limitarsi a raccogliere e tradurre in politica le loro istanze. Tentare di metterci sopra il cappello come stanno facendo alcuni partiti che non hanno più la forza di organizzare grandi manifestazioni in proprio, significa soffocarlo sul nascere e impedirgli di crescere.

So che molti iscritti al Pd parteciperanno. Io, nel mio piccolo, preferisco spendere il mio tempo libero nel fare opera di convincimento dei cittadini per partecipare nelle due giornate di mobilitazione promosse dal Pd 11 e 12 dicembre.

Le due iniziative non sono in contrapposizione...dunque ben vengano, ma lavoriamo affinché la mobilitazione cresca di giorno in giorno. Quella di oggi sarà una giornata di protesta, spero molto grande e partecipata. La prossima settimana ci sarà la mobilitazione del più grande partito di opposizione. che in questo momento non ha bisogno di mostrare i muscoli ma ha il dovere di assumere la responsabilità di raccogliere le istanze della piazza e di trasformarle in proposta politica. Ben vengano le due iniziative e lavoriamo affinché la mobilitazione cresca di giorno in giorno.

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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Dic 06, 2009 5:47 pm    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 05/12/2009 ha scritto:
18:31 NO B DAY: IN PIAZZA AD AOSTA ANCHE SEGRETARIO PD VDA (ANSA) - AOSTA, 5 DIC - "Siamo vicini ai cittadini che sono contro la destra". Giustifica così il segretario regionale del Partito democratico, Raimondo Donzel, la sua presenza al NO B Day in piazza des Franchises, ad Aosta.
Sciarpa viola degli autoconvocati al collo, a pochi passi dal presidio allestito dal Partito della rifondazione comunista, dai Comunisti italiani, dall'Idv, ai quali si sono aggregati i Verdi, Donzel commenta:
Dal gazebo le voci di Walter Manazzale, consigliere comunale di Aosta del Prc, e Marilde Provera, ex parlamentare Prc, ricordano alle tante persone che affollano il centro storico del capoluogo i motivi che hanno spinto a scendere in piazza gli italiani. "Non ce la prendiamo con Berlusconi - dicono - come persona, ma come capo di un esecutivo che utilizza il potere per fare leggi ad personam, bloccando di fatto il lavoro del parlamento, che critica ferocemente chi lo mette in discussione, che premia chi agisce fuori dalle regole, che privatizza l'acqua e non le televsioni, che penalizza i lavoratori onesti e fa accordi con gli industriali". (ANSA)


Avevo dei dubbi sul fatto che la manifestazione in piazza des Franchises sarebbe stata notificata dai media e riportata con la dovuta attenzione dalle "testate" locali. Non ostante tutta la buona volontà di farla passare sotto silenzio e con sprezzo del pericolo c'è qualcuno che l'ha riportata. Devo dire tuttavia - sempre da "pignoletti" - che anche questo comunicato è inficiato da una presa di posizione poco serena, poco obbiettiva e ancor meno super partes. Presentare in maniera del tutto impalpabile un episodio politico - per me rilevante - o far notare come in fondo in fondo il segretario del Pd, Raimondo Donzel, per essere lì dovesse dare una giustificazione dimostra ancora una volta come il sottoscritto abbia ragione quando scrive che in Valle d'Aosta i "media" risentano pesantemente di certi condizionamenti relazionali e politici.

Come sempre qualcuno si aspetta che Donzel faccia dichiarazioni non impostate sul bon-ton politico o lesive nei confronti di ogni interlocutore non allineato al Pd pensiero, così poi dimostrare come il Pd sia isolato. Ma come sempre il Pd dimostra di lavorare per avere finalmente anche in Valle una sinistra capace di assumersi le proprie responsabilità. E oggi tentiamo anche di esprimere pubblicamente il disagio per la condotta irresponsabile del Presidente del Consiglio e in linea con il Pd nazionale, esprimere la perplessità che i partiti (tutti) della sinistra invochino la società civile e poi appena questa mette fuori il naso tutti (compreso il Pd naturlamente) cerchino di "zomparle" addosso e di "irreggimentarla...

Ma siamo anche stupefatti che i cultori dei movimenti si lamentino ogni volta che il Pd non dichiara ufficialmente di partecipare ad una loro manifestazione e quando ne promuove una il Pd, si lamentino egualmente parlando di tentativi di egemonizzare l'opposizione..."Siamo vicini ai cittadini che sono contro la destra" dice Donzel e io riepilogo qui la mia posizione:
1) sono da sempre favorevole alla manifestazione viola
2) sono sempre stato contrario alla sua strumentalizzazione da parte di Di Pietro
3) chiedo a quei giovani un impegno continuativo nella politica attiva proprio nei partiti della sinistra e del centro sinistra
4) critico chi critica Bersani perché il Pd è il solo "Incrociatore Aurora" che può sparare il colpo di cannone e la sola piazza che abbia la forza di dare inizio alla cacciata di Berlusconi, nelle forme che la democrazia o la storia ci imporranno.

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giorgio








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MessaggioInviato: Mar Dic 08, 2009 3:07 pm    Oggetto:  
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La Stampa 08 Dicembre 2009 ha scritto:
Il centrodestra regionale
Allo studio una fondazione sul modello di «Fare Futuro»

Stai con Fini o con Berlusconi? A livello nazionale la domanda, nel Pdl, è diventata un tormentone che riempie le pagine dei giornali. In Valle d’Aosta, invece, tutto tace. E dire che la storia del centrodestra regionale non ha risparmiato, negli anni, dissidi, tensioni e litigi. Oggi il clima sembra molto diverso: «I punti di vista diversi esistono anche qui - spiega Giorgio Bongiorno, coordinatore del Pdl valdostano - come è giusto che sia un partito che ha una sua dialettica interna. Ma parlare di divisioni o correnti è del tutto fuori luogo, anche perché numericamente siamo piccoli. E poi siamo nati da poco, non c’è nessuna intenzione di cercare divisioni».

La conferma arriva anche da Alberto Zucchi, che da An si è innestato nel Pdl: «In questo momento serve un approccio unitario e non un’attitudine a cercare dei distinguo reciproci. Sulle questioni istituzionali, per esempio, siamo tutti d’accordo». Attorno a Gianfranco Fini, tuttavia, è nata un’area che si è raccolta nella Fondazione Fare Futuro, divenuta in poco tempo un punto di riferimento politico-culturale: «L’esperimento è interessante - annuisce Zucchi -, ma non penso si possa immaginare uno sbarco di Fare Futuro in Valle». Tuttavia il consigliere regionale ammette: «Penso che anche qui ci sia lo spazio per creare un luogo in cui discutere, al di là del Pdl». Solo un’ipotesi? «Personalmente - risponde Zucchi - mi sto muovendo per realizzare uno strumento del genere. Una fondazione va oltre i partiti e può davvero essere uno strumento utile. Ma non parlate di fronda».



Anche oggi come di consuetudine ho aperto il quotidiano "La Stampa" alla pag. 55 dove di solito trovo il resoconto della VALLE D'AOSTA. Ancora una volta mi sono ritrovato a pensare con rammarico, come questa redazione regionale si sia schierata anima e corpo con l'attuale governo e come se non bastasse, sia partita ormai a testa bassa per sostenere apertamente quei partiti che da tempo sponsorizza (stante la prossimità di elezioni aostane). E' da tempo che sto cercando, interessatamente, uno straccio di servizio, un articolo sul Pd-VdA, sulla sinistra in generale, che non sia la solita critica malevola e incentrata su fatti del tutto risibili. In effetti non ci sono riuscito. Qui su questo terreno, il silenzio è assoluto e assordante quanto è squillante e pieno di verve giornalistica tutto il materiale prodotto in supporto dei probabili e prossimi alleati dell'Uv: quelli che ci venderanno a Berlusconi.

Sì, è in atto un'offensiva a 360°, un contrattacco gigantesco, con tanto di salmerie al seguito per imporre - quasi un lavaggio del cervello - l'idea che l'Uv con il suo presidente e capo assoluto Augusto Rollandin, stia facendo la cosa più giusta per i Valdostani tutti, affinchè questi possano pensare e ragionare come tutta la storia e i valori sin qui praticati da questo popolo debbano essere buttati nel "cesso". Un pò come il tricolore per Bossi.

Poi ritorno su Fare Futuro e penso che Fini, quasi di sicuro, ha ancora il simbolo e la "Cassa" di An e se vuole può presentarsi alle elezioni con il suo simbolo. Ritenendo che possa fare l'8% mi dico : a questo punto è Berlusconi che può avere dei problemi a conquistare la maggioranza relativa e il gioco o è fatto o al senato non vi è maggioranza per nessuno. E senza una forte maggioranza, governano tutti, meno Berlusconi che non riesce a farlo neppure con cento deputati di maggioranza. Allora cos'è tutta questa corsa alla destra dei nostri governanti? Poi continuo a ragionare e penso che se in subordine, intorno a Casini, Montezemolo, Rutelli e Fini si costituisse un nuovo centro questo metterebbe in crisi più il PdL che il Pd. Può conquistare il 16-20% dei voti e per Berlusconi è di sicuro la fine. Insomma, il PdL potrebbe essere spaccato in qualunque momento mandando a gambe all'aria ogni progetto dei nostri politicanti al prosciutto cotto che si premurano solo e sempre di essere allineati con il potere romano. Altro che "autonomismo"!

Ma i tempi della politica non coincidono quasi mai con le necessità dei cittadini, semmai possono esserlo quelli dei rivoluzionari, ma qui non ce ne sono. Allora dovremo aspettare che maturino le condizioni politiche per la crisi di questa maggioranza, che non è solida neppure sul versante della Lega, pronta a cambiare cavallo pur di salvare il potere che ormai hanno raggiunto nella gestione della cosa pubblica, più ancora che per l'attaccamento alle riforme. Non so se uno sbarco di Fare Futuro in Valle possa essere un fatto positivo so solo che ai vertici del potere regionale valdostano c'è molto nervosismo. Non sono ancora convinti di fare il gran passo e darsi mani e piedi alla destra. Dal mio punto di vista "il potere" non è ancora cotto abbastanza e dovremo avere pazienza prima che cada come una pera matura. Lo sarà anche per il Leone prima o poi.

Il Pd è un partito da 28-34%
che sta a sinistra e può fare dei governi di coalizione con chi ci sta. Ma siamo in una fase molto transitoria. Se non si spacca il PdL e non ci crea una destra democratica, il paese resterà al palo, molto a lungo, galera permettendo.

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pasolini








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MessaggioInviato: Mar Dic 08, 2009 5:37 pm    Oggetto:  
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Febbraio 2010.
Il governo berlusconi è caduto sul processo breve.
Fini si è dissociato definitivamente ed è uscito dal PDL.
Alle elezioni si presenta una lista fino a pochi mesi prima impensabile.
Si chiama Per La Costituzione.
Il candidato premier è Fini, il vice premier Bersani.
Raccoglie il nuovo partito di Fini, il PD, l'UDC, IDV, l'Alleanza di Rutelli, Sinistra Ecologia e Libertà.
Federazione di Sinistra rimane fori per questione di principio, mai con la destra.
Il programma non è specificatamente politico, ma si risolve in un solo punto.
Prendere la maggioranza e fare una legge seria sul conflitto di interesse, con un governo tecnico che reggerà l'ordinaria amministrazione fino all'approvazione di quella legge.
poi si tornerà alle urne.
Che fare?

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P.Paolo Pasolini

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L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo,
moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa
marcescenza è, ora, il fascismo.
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