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UN PARTITO UNICO PER TUTTA LA SINISTRA
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Autore Messaggio
giorgio








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MessaggioInviato: Lun Gen 12, 2009 3:38 pm    Oggetto:  
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Parafrasando Sansonetti...
Io però oggi ho paura. Rovescio il titolo del bel libro di Niccolò Ammanniti: ho paura. Paura perché non vedo più quella sinistra a cui molti fanno ancora riferimento. Mi pare senza anima, senza idee, senza cuore. Non vedo più né la vera sinistra riformista, né quella radicale, che avevamo incontrato a Genova. Ho paura perché sento che più nessuno trova necessario il culto della libertà, della voglia di lottare, di essere veramente al di sopra degli interessi e degli orticelli privati che come in Valle d'Aosta, si cerca ancora disperatamente di accudire.

Perché vedo una destra che dilaga, che si impossessa dello spirito pubblico, che conquista il popolo, e impone valori reazionari, che io non sopporto. Ho paura perché mi pare che all'orizzonte ci sia il buio, e che se non riusciamo a riprendere il filo dei nostri discorsi libertari e riformisti, vincerà Rollandin, per dieci anni, per cento, per sempre.

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«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
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MessaggioInviato: Lun Gen 12, 2009 3:38 pm    Oggetto: Adv






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erika








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MessaggioInviato: Lun Gen 19, 2009 3:31 pm    Oggetto:  
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ahimé caro Giorgio la tua paura è la paura di tanti.
Sempre più sento persone che fino a ieri lottavano per la pace, la libertà, l'uguaglianza e la solidarietà dirsi vicine ad un partito che non partecipa alle manifestazioni come quella organizzata dalle lega islamica, non crede nella pari dignità delle persone e continua ad assumere senza concorso...

E quelli fra loro che non si sono ancora piegati o non votano, o criticano senza seguire i dibattiti...

Ho infatti letto su altri blog cosa si dice sulla proposta di legge sui tagli dei costi della politica. Il PD si è espresso a favore e a sua volta ha chiesto modifiche che ritengo piuttosto interessanti come una riduzione dello stipendio ai consiglieri che già percepiscono un vitalizio o svolgono un secondo lavoro, la rinuncia ai giornali gratuiti...che però non sono nemmeno state prese in considerazione. Invito tutti quindi, prima di sparare ad ascoltare le registrazioni dei consigli regionali. E' facile fare demagogia e non avere proposte. E con questo atteggiamento è ancora più facile far si che i valdostani continuino a votare coloro che gli danno sicurezza perchè non litigano... Abbiamo già preso una bella mazzata a livello nazionale, vogliamo continuare??
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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Gen 22, 2009 4:30 pm    Oggetto:  
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Citazione:
12:21 VERDI: VDA; ASSEMBLEA PER CONOSCERE FUTURO DEL GALLETTO
(ANSA) - AOSTA, 22 GEN -
"Un'occasione interessante per capire quali dinamiche si muovono nell'area politica autonomista-progressista". Così si presenta l'assemblea dei Verdi della Valle d'Aosta, in programma sabato prossimo 24 gennaio all'Espace Populaire di Aosta (via Mochet 7).

Il programma: alle 10 è prevista una tavola rotonda sul tema 'Quale futuro per il Galletto?' con la presenza del deputato Roberto Nicco e dei segretari delle forze politiche dell'alleanza. "Dopo le due scadenze elettorali della primavera 2008 - si legge in una nota dei Verdi - il Galletto è stato di nuovo messo in frigorifero ed attualmente è in uno stato comatoso. Non ci sono strutture operative, non c'é una elaborazione politica comune. Constatando questa situazione, nei mesi scorsi sia il Comitato dei 32, sia i Verdi, con il Documento approvato dal Coordinamento il 17 novembre, hanno formulato proposte per il rilancio del Galletto. Mancano le risposte da parte delle principali forze politiche. Intanto si avvicina la scadenza elettorale per il Parlamento europeo: ci sarà il Galletto? O ognuno per conto suo?".

Al pomeriggio, invece, dalle 14.45 alle 19, l'assemblea si occuperà più specificatamente di tematiche ambientaliste, partendo dalla relazione del coordinatore regionale dei Verdi, Paolo. "C'é più che mai bisogno di verde, di ecologia. I cambiamenti climatici, gli eccessivi consumi energetici, il modello di sviluppo insostenibile, questi temi sono ormai diventati oggetto di riflessione generale. In questo contesto è più che mai necessaria una presenza ed una azione dei Verdi. Ed in Valle d'Aosta ci sono Dossier di grande rilevanza (dalla gestione dei rifiuti alla sciagurata proposta dell'inceneritore o alla politica dei trasporti con una ferrovia vecchia e trascurata)".

(ANSA).


C'era la possibilità, in Italia e in Valle d’Aosta alla fine degli anni 80 di costruire quel soggetto unico del socialismo che probabilmente avrebbe evitato la progressiva distruzione della sinistra italiana. Ma Craxi puntò sul CAF ed Occhetto invece di dare senso compiuto all'evoluzione del PCI creò un partito come il PDS dall'identità sospesa impelagato nell'oltrismo (secondo cui l'89 segnava non la fine del comunismo ma anche il definitivo superamento del socialismo democratico. Ora anche nel PCI vi sono state figure di primissimo piano che non hanno esitato a definirsi socialisti tout-court: il presidente Napolitano, Lama, Chiaromonte, Trentin, Angius, Salvi. Altri al massimo si sono considerati socialisti transaplini (D'Alema) o addirittura non socialisti d'oltreoceano (Veltroni).

Per cui oggi, nell'affanno totale della sinistra abbiamo tre posizioni in campo: quella della trasformazione della sinistra in centro (che è in crisi); quella del ripiegamento sull'identità comunista vissuta in modo settario, minoritario ed antistorico; quella di una sinistra, come quella in cui si punta qui in Valle, "senza aggettivi" ma che non porta da nessuna parte.

Manca, in modo organico, la proposta di ricostruire la sinistra sul socialismo del XXI secolo, nei termini in cui noi del Pd-Vd’A. ne continuiamo a parlare Cioè di una sinistra all'interno del socialismo europeo, ma, al tempo stesso, impegnata a rinnovarlo profondamente ed a farlo evolvere in modo da dare risposte alle nuove sfide poste dalla storia. Coloro che credono che valga la pena di impegnarsi per questo partito, dovranno spingere affinché si giunga ad una lista unitaria del Pd-Vd’A in cui possano ritrovarsi Sd, verdi, area liberal e vendoliani. Sarebbe il primo passo (ce ne vorranno molti altri) nella direzione giusta.

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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Gen 22, 2009 5:02 pm    Oggetto:  
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Citazione:
13:13 VDA VIVE: APRIRE VITA POLITICA REGIONALE A TUTTI I CITTADINI
(ANSA) - AOSTA, 22 GEN - "La democrazia rappresentativa classica fondata sul solo contratto elettorale non riesce più a soddisfare le aspirazioni della società moderna". E' la convizione del direttivo di VdA Vive e che sta alla base di una bozza di proposta di legge tesa a favorire "la partecipazione dei cittadini alla vita politica della Regione".

In una nota diffusa dal segretario Guido Dondeynaz si legge che "il malessere della democrazia rappresentativa riflette una doppia frustrazione; innanzitutto è quella dei cittadini stessi che, da un lato hanno la sensazione che gli eletti hanno sempre meno influenza, ciò che spiega gli alti tassi di astensione nelle consultazioni elettorali, e dall'altro, non accettano più quella espropriazione del loro potere che è insita nell'assenza di qualsiasi consultazione nell'intervallo delle elezioni".

Per VdA Vive, "altra frustrazione importante è quella dei rappresentanti eletti che si sentono sempre più privati delle loro prerogative, specie per via del predominio dei governi e dei loro esperti che sfuggono ad ogni controllo, del ruolo prepotente dei media nella trasmissione del discorso politico".

Gli argomenti principali che la proposta di legge deve trattare e sui quali VdA Vive intende avviare un confronto con tutte le forze politiche: l'istituzione del Dibattito Pubblico Regionale, l'individuazione dei temi che possono essere sottoposti al dibattito; la definizione dei soggetti che hanno diritto di attivare il dibattito; l'istituzione di una Autorità regionale per la garanzia il cui funzionamento sarà garantito dal Consiglio regionale.

Più in generale la legge intende garantire la partecipazione dei residenti e dei valdostani all'estero alle scelte politiche regionali; promuovere soluzioni condivise sulle politiche di gestione del territorio; contribuire alla sostenibilità e alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico regionale; contribuire a rinnovare la democrazia e le sue istituzioni integrandola con pratiche, processi e strumenti di democrazia partecipativa.
(ANSA).




La conclusione a cui giunge il segretario Guido Dondeynaz è una sensazione che indubbiamente fa provare malessere e riflette senza dubbio la frustrazione dei cittadini, principalmente per quelli che stanno sempre all'opposizione. Inoltre la sensazione che hanno si amplifica per loro stessi che notano come hanno sempre meno influenza. Primo perchè non riescono a vedere azioni congruenti al loro voto in quanto in minoranza perchè sempre perdenti, secondo perchè i politici "insediati" in questo caso dell'Uv, non accettano più quella espropriazione del loro potere che: "è insita nell'assenza di qualsiasi consultazione nell'intervallo delle elezioni".

Detta in parole terrestri...Guido Dondeynaz ci parla di "Arroganza del Potere". Come combattere tutto questo? Poco sopra ho scritto due righe che potrebbero essere illuminanti se tutti quanti noi avessimo il coraggio di procedere in quella direzione da me descritta

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dario m. carmassi








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Sito web: http://spigolandodidar...

MessaggioInviato: Ven Gen 23, 2009 9:46 am    Oggetto:  
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Giorgio ha scritto:
"Manca, in modo organico, la proposta di ricostruire la sinistra sul socialismo del XXI secolo, nei termini in cui noi del Pd-Vd’A. ne continuiamo a parlare Cioè di una sinistra all'interno del socialismo europeo, ma, al tempo stesso, impegnata a rinnovarlo profondamente ed a farlo evolvere in modo da dare risposte alle nuove sfide poste dalla storia. Coloro che credono che valga la pena di impegnarsi per questo partito, dovranno spingere affinché si giunga ad una lista unitaria del Pd-Vd’A in cui possano ritrovarsi Sd, verdi, area liberal e vendoliani. Sarebbe il primo passo (ce ne vorranno molti altri) nella direzione giusta"


Se ci aggiungi un autonomismo consapevole, visto che, è meglio prenderne coscenza, viviamo in una regione a statuto speciale, hai la proposta dei 32, ne più, nè meno.

Come sempre il tempo è galantuomo, riabilitiamo il socialismo, spero anche i socialisti come lo fù il sottoscritto.

Aspetto fiducioso l'evolversi del pensiero per un centrosinistra autonomista, riformista, ambientalista.

Grazie.
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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Gen 23, 2009 2:54 pm    Oggetto:  
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dario m. carmassi ha scritto:
Giorgio ha scritto:
"Manca, in modo organico, la proposta di ricostruire la sinistra sul socialismo del XXI secolo, nei termini in cui noi del Pd-Vd’A. ne continuiamo a parlare Cioè di una sinistra all'interno del socialismo europeo, ma, al tempo stesso, impegnata a rinnovarlo profondamente ed a farlo evolvere in modo da dare risposte alle nuove sfide poste dalla storia. Coloro che credono che valga la pena di impegnarsi per questo partito, dovranno spingere affinché si giunga ad una lista unitaria del Pd-Vd’A in cui possano ritrovarsi Sd, verdi, area liberal e vendoliani. Sarebbe il primo passo (ce ne vorranno molti altri) nella direzione giusta"

Se ci aggiungi un autonomismo consapevole, visto che, è meglio prenderne coscenza, viviamo in una regione a statuto speciale, hai la proposta dei 32, ne più, nè meno.

Come sempre il tempo è galantuomo, riabilitiamo il socialismo, spero anche i socialisti come lo fù il sottoscritto.

Aspetto fiducioso l'evolversi del pensiero per un centrosinistra autonomista, riformista, ambientalista.

Grazie.


Vedi Dario, non c'è niente di male ad avversare un soggetto politico che non ci piace. Anche se da tempo noto una certa permalosità in certi esponenti politici, che non accettano mai un pensiero difforme dal loro. Non è questo il punto, il libero pensiero è il sale della democrazia. Molti forumisti qui hanno contrastato apertamente il progetto del Pd fin dalla sua nascita. Legittimamente. Come altri sempre legittimamente lo hanno appoggiato E' il tuo ragionamento che non fila, secondo me. Poi anche io mi posso sbagliare...

Uno poteva essere contrario al tentativo di sommare anime diverse (le anime del Pd). Ma questo tentativo rappresenta il Dna di questo soggetto politico, ovvero l'obbiettivo, anzi l'unico obbiettivo che si è posto chi si è buttato in questa avventura. O credi nella possibilità di unire i riformismi di sinistra con quello di matrice cattolica (e quindi lavori in questa direzione) o non ci credi (quindi la cultura politica che ha portato alla stessa nascita del Pd ti è estranea, fin dall'inizio). E' evidente dal contenuto e dal tono dei tuoi post che tu lo consideri come un nostro tentativo di millantato credito.

Che nel Pd ci siano due anime che si contrappongono e si combattono è evidente, ma non sono quelle che tu hai citato. La lotta è tra i vecchi apparati dei due ex-partiti, le vecchie logiche politiche, i piccoli centri di potere interno e il nuovo modo di intendere la politica, la partecipazione e la democrazia. A Napoli e in Campania, solo ad esempio, la lotta è tra il "vecchio" rappresentato dalla Jervolino (ex- Margherita) e da Bassolino (ex-Ds), contrapposto al "nuovo, rappresentato dal segretario del Pd che si è dimesso per rivendicare il rinnovamento. In Sardegna il "vecchio" trasversale agli ex Ds e Margherita ha affossato la giunta Regionale guidata da chi rappresenta il nuovo corso (Soru).

Ovunque la lotta non è tra ex-comunisti ed ex-democristiani, autonomisti o non autonomisti, ma tra il vecchio e il nuovo modo di intendere e praticare la politica. Tu sponsorizzando il Comitato dei 32 torni al vecchio, anche se non te ne accorgi. Non sono un “complottista”, ma se in Valle d’Aosta il Pd non riesce ancora ad allargare di più la propria base o raggio d’azione è perché gli è difficile farsi strada fra tutti gli ostacoli che quotidianamente gli vengono frapposti. E’ da quando siamo nati che non facciamo altro che raccogliere critiche ed “insulti” sia dai media locali sia dalla miriade di partiti che pur essendo scomparsi hanno una sola volontà: quella di non far vedere ed apprezzare che questo contenitore di centrosinistra autonomista, riformista, ambientalista, esiste già. Io preferisco guardare avanti, guardare al nuovo modo di intendere e praticare la politica.

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Nuto Revelli
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erika








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MessaggioInviato: Mar Gen 27, 2009 3:40 pm    Oggetto:  
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Caro Giorgio,
credo che stia proprio qui la grande differenza.
L'unico passatempo è quello di guardare il dibattito interno al PD e non il resto.
Posso dirti che proprio questo dibattito non può che arricchire e come in ogni democrazia ci sarà chi rappresenterà la maggioranza degli aderenti e chi no, ma tutti con la stessa dignità.
Il PD qui come a livello nazionale sta portando avanti delle proposte molte interessanti. Guardiamo quelle e discutiamo su quelle.
Siamo d'accordo alla Cervino, alla proposta del taglio dei costi della politica, alla legge brunetta, alle misure anticrisi...parliamo di queste!!!
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erika








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MessaggioInviato: Mar Feb 03, 2009 10:22 am    Oggetto:  ELEZIONI EUROPEE...
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Interessante leggere il confronto fra Rivolin e Curtaz di questa settimana su Aosta sera

Carlo Curtaz
Per riflettere. Il Parlamento Europeo rappresenta le comunità territoriali oppure i cittadini europei? E quando la nostra Costituzione afferma che il voto di tutti i cittadini è “uguale” vuol dire solo “una testa, un voto” o vuol dire anche che in tutte le circoscrizioni elettorali ci vuole, per ogni eletto, lo stesso numero di elettori? Insomma, la Valle d'Aosta, in quanto tale, ha diritto o meno di essere rappresentata a Strasburgo?...En tout cas, se nel frattempo la legge elettorale non cambia, per essere eletti qui da noi, attraverso un apparentamento con una lista nazionale, ci vogliono ben 50.000 voti. Troppi, pare. Secondo qualcuno sarebbe comunque opportuno concentrare i voti su un unico candidato valdostano. Potrei convenire, se si trovasse dalle nostre parti un politico di grande spessore, che goda di considerazione generale e sia interprete dei valori e delle aspettative generali. C'è forse in Valle una figura istituzionale che assomigli a Ciampi? Oppure, Di Pietro permettendo, al Presidente Napolitano? Sono ore che ci penso, ma non me ne viene in mente neanche una!

E meno male che alla proposta di un candidato di centro sx nessuno era d'accordo...

Joseph Rivolin
Per molte materie, i legislatori degli Stati dell’UE sono diventati semplici esecutori delle decisioni normative prese dal Parlamento europeo. È dunque importante che una Regione autonoma come la Valle d’Aosta vi possa avere un rappresentante che, insieme con altri parlamentari provenienti da regioni con problematiche simili alle nostre costituisca una “lobby” virtuosa, per far sentire la voce dei piccoli popoli e della gente della montagna. Purtroppo, la legge elettorale attuale non consente che la Valle abbia un collegio elettorale proprio, e i voti dei Valdostani saranno conteggiati con quelli di realtà incommensurabilmente più popolose. La sola certezza di avere un valdostano a Strasburgo sarebbe data da un apparentamento tra un partito nazionale e una forte coalizione locale, che riuscisse a far convergere su un solo candidato 50.000 voti. Ciò richiederebbe l’abbattimento di barriere ideologiche ormai obsolete e un atteggiamento di autonomia psicologica dalle centrali romane, da parte dei rappresentanti locali dei partiti nazionali. È auspicabile che ciò avvenga, e che l’interesse dei Valdostani prevalga sugli egoismi di parte.

O forse bisognerebbe che ci fosse l'abbattimento di barriere ideologiche da parte di altri?
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bruno courthoud








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MessaggioInviato: Mar Feb 03, 2009 4:27 pm    Oggetto:  
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1 parlamentare europeo ogni 50.000 abitanti sarebbero un migliaio di parlamentari italiani a Strasburgo, ognuno a difendere la sua piccola "lobby" territoriale, come giustamente dice Rivolin. E sembra che non bastino. C'è chi vorrebbe un parlamentare ogni 25.000 abitanti (circa 2.000 piccole "lobby"). Ogni "lobby" ha le sue piccole buone ragioni. Come la piccola "lobby" valdostana nel parlamento italiano, ormai quasi del tutto inutile, tanto fa tutto Rollandin.
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erika








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MessaggioInviato: Mar Feb 03, 2009 4:30 pm    Oggetto:  
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Leggi bene di chi è la proposta!!!!
Se fosse stata di Caveri - Donzel immagino cosa avresti detto....
Con estremo piacere vedo che tutte le critiche fatte sul candidato di centro sinistra quando di parlava di 50.000 sono tutte svanite.
Effettivamente con 25.000 l'UV può andare da sola!
Bel regalo...
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bruno courthoud








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bruno courthoud is offline 






MessaggioInviato: Mar Feb 03, 2009 5:35 pm    Oggetto:  
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mi piace immensamente la definizione di rivolin: la VDA è un piccola lobby, è la pura verità. Definirla invece virtuosa, come fa lui, ... beh, ci vuole molta ... autostima.
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giorgio








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MessaggioInviato: Mer Feb 04, 2009 4:41 pm    Oggetto:  
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bruno courthoud ha scritto:
1 parlamentare europeo ogni 50.000 abitanti sarebbero un migliaio di parlamentari italiani a Strasburgo, ognuno a difendere la sua piccola "lobby" territoriale, come giustamente dice Rivolin. E sembra che non bastino. C'è chi vorrebbe un parlamentare ogni 25.000 abitanti (circa 2.000 piccole "lobby"). Ogni "lobby" ha le sue piccole buone ragioni. Come la piccola "lobby" valdostana nel parlamento italiano, ormai quasi del tutto inutile, tanto fa tutto Rollandin.


Un europarlamentare per la Valle d’Aosta.
Alla Camera è fallito anche l’ultimo tentativo

Aosta - La Camera ha respinto l’emendamento avanzato dal parlamentare valdostano Roberto Nicco
per modificare la legge sulle elezioni dei membri del Parlamento europeo.


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L'aula del Parlamento europeo

Oggi, martedì 3 febbraio, la Camera ha respinto l’emendamento avanzato dal parlamentare valdostano Roberto Nicco per modificare la legge sulle elezioni dei membri del Parlamento europeo. Nonostante l’accordo bipartisan che in Valle ha messo d’accordo tutti - autonomisti, centro destra e centro sinistra - il voto dei deputati ha messo in minoranza la richiesta di abbassare a 25mila il numero di voti necessari per ottenere un seggio all’euro parlamento.

“Si tratta di un atto politicamente grave - ha dichiarato l’on. Roberto Nicco - le minoranze linguistiche esprimeranno perciò voto contrario al provvedimento”. E aggiunge: “Inutili sono i continui richiami al federalismo, se poi, a quelli che dovrebbero essere gli elementi costitutivi del nuovo stato federale, ovvero le Regioni, non viene attribuita pari dignità in un passaggio così importante quale l’elezione del Parlamento europeo”.

Durante il dibattito in aula, questa mattina, Nicco aveva “proposto una più limitata e specifica modifica che consentisse almeno di rendere effettiva la possibilità di una rappresentanza all'interno del meccanismo dell'apparentamento, con la riduzione del quorum necessario, essendo assai difficilmente raggiungibile la cifra individuale di 50.000 voti a fronte della ridotta consistenza di quel corpo elettorale”.

di Domenico Albero
AostaSera.it


***********************************

Visto che bruno courthod ne fa una questione di cifre, anche io voglio fare una questione…di mercato. Voglio veramente scendere in basso, che più in basso non si può. Voglio dire al mondo che due più due molte volte fa quattro anche se in politica, mi rammentano, che non sia sempre così. Ora come si sa la categoria dei contabili è una di quelle categorie non molto ben viste e poco simpatiche, ma attendibili. Se io dicessi che con 25.000 preferenze l’Uv e i suoi accoliti se ne farebbe un baffo di tutti i bei discorsi sul federalismo e sulla pari dignità, voi ci credereste? Se io dicessi che con 25.000 mila preferenze il rappresentante della Valle d’Aosta uscirebbe certamente e sarebbe scelto anticipatamente tra i personaggi che compongono questa “lobby”, come ci ricorda Bruno (rif. Rivolin), voi ci credereste?

Bene ha fatto la Camera
a respingere l’emendamento avanzato dal parlamentare valdostano Roberto Nicco per modificare la legge sulle elezioni dei membri del Parlamento europeo. Ed ecco che salta fuori la venalità politica: “Che vantaggi avrebbero avuto tutti gli altri partiti che non sono nella maggioranza? L’Opposizione che c'è a Palazzo regionale è più che certa che i princìpi dell’autarchia che furono indicati da Mussolini nel discorso del 23 marzo 1936 sarebbero stati assunti pari pari dalla più grande forza al governo della Regione. Il fine principale oggi sarebbe quello di allora. Rendere in questo caso l’Uv politicamente autonoma per tutto ciò che riguarda i rapporti con gli altri partiti, riducendoli così non essenziali ed inutili alla vita politica valdostana..


Ps. Una nota a margine. Qui si parla di abbassare i costi della politica solo e soltanto quando fa comodo al manovratore?

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Ultima modifica di giorgio il Gio Feb 05, 2009 8:58 am, modificato 1 volta in totale
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bruno courthoud








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MessaggioInviato: Mer Feb 04, 2009 9:39 pm    Oggetto:  
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confermo, i principi autarchici di Mussolini sono chiaramente espressi negli articoli 1 e 2 dello Statuto dell'UV (in filigrana, ma neanche troppo).
Basta leggerlo bene e chiunque se ne può rendere conto, come si può rendere conto che l'UV li sta perseguendo in modo imperterrito (vedi acquisizione deval, vedi regionalizzazione delle "malattie" anche in campo sanitario e scolastico), usando gli altri movimenti politici per i suoi scopi.
L'UV è nata come movimento che contrappone un nazionalismo locale (micronazionalismo) a un nazionalismo centrale (prima fascismo): la matrice è la medesima!
Non cadete un'altra volta nella trappola tesa!
Chi scriverà un giorno qualcosa a proposito delle analogie e affinità tra l'ideologia fascista e l'ideologia dell'UV?
Giorgio: "lobby" è una definizione di Joseph Rivolin, non mia, quindi del meglio dell'intellighentzia de chez nous. In questo caso mi pare che il termine sia azzeccato. Perché non chiamare l'UV, come suggerisce Rivolin, una lobby di chez-nous?
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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Feb 13, 2009 3:59 pm    Oggetto:  
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(ANSA) ha scritto:
17:44 EUROPEE: PD VDA; DONZEL, DISPONIBILI SOLO PER SCELTE CHIARE
- AOSTA, 12 FEB -
In vista delle prossime elezioni europee il Pd valdostano è disponibile ad avviare un confronto con le forze della maggioranza regionale solo se "c'é la volontà di giungere ad una scelta trasparente chiara ed univoca". Lo ha detto il segretario regionale, Raimondo Donzel, rispondendo ai giornalisti.

"Al momento è prematura la scelta di una candidatura condivisa perché deve essere coerente con una linea politica certa; siamo disponibili ad aprire il confronto ma mi rendo conto - ha aggiunto Donzel - che la partita è difficile e sarà il partito ad indicare la strada da seguire".

Fallite le iniziative parlamentari per garantire alla Valle d'Aosta un seggio a Strasburgo, Raimondo Donzel ha individuato nel "federalismo politico il passo decisivo perché ogni regione italiana sia rappresentata nel Parlamento europeo" ha detto ricordando che anche la Sardegna, con l'attuale sistema elettorale non ha la certezza di eleggere un proprio rappresentante. (ANSA).


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Nuto Revelli
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giorgio








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giorgio is offline 

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MessaggioInviato: Ven Feb 13, 2009 4:01 pm    Oggetto:  
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(ANSA) ha scritto:
17:12 PD: CON GOVERNO BERLUSCONI AUTONOMIA VALDOSTANA E' A RISCHIO
- AOSTA, 12 FEB -
Il Pd della Valle d'Aosta, per bocca del suo segretario, Raimomdo Donzel, si dice "preoccupato per i rischi che corre l'autonomia speciale con un presidente del Governo che vuol mettere mano alla Costituzione".

Nel corso di una conferenza stampa per presentare le manifestazioni del Pd Day, Donzel ha detto: "Abbiamo l'impressione che se un governo non tiene conto delle decisioni della Corte Costituzionale c'é un reale pericolo per lo Statuto speciale della Valle d'Aosta che è incardinato nella Carta Costituzionale".

Per elaborare proposte e iniziative in difesa dell'autonomia speciale, il Pd ha riunito per questa sera l'Assemblea che dovrà anche "analizzare la situazione politica valdostana che deve affrontare nelle prossime settimane il nodo delle elezioni europee". (ANSA).



(ANSA) ha scritto:
12:19 PD: VDA; CAMPO PROGRESSISTA NON SIA CONTENITORE RIGIDO
- AOSTA, 13 FEB -
"Non convince la riproposizione, in varie forme, che il campo progressista ed autonomista di questa regione possa essere omologato e racchiuso in un contenitore rigido che ripropone l'assemblaggio forzato di forze politiche che liberamente rivendicano spesso identità sensibilmente diverse tra di loro".

E' quanto afferma in materia di alleanze politiche un documento dell'assemblea costituente del Pd della Valle d'Aosta, riunitasi ieri sera a Montjovet.

"Va evitato il rischio - si legge - già corso in passato, di elaborare proposte politiche e programmatiche frutto di una inevitabile mediazione al ribasso, che non servono a nessuno e soprattutto non servono alla Valle d'Aosta". Inoltre, secondo l'assemblea del Pd "come a livello nazionale, non si può neppure prescindere dalle differenti leggi elettorali che regolano le competizioni nei vari livelli istituzionali e territoriali, alcune delle quali oggetto di riforma".

Il Partito Democratico della Valle d'Aosta intende interloquire "con la società tutta, con le associazioni, le famiglie, con i cittadini, con le persone, ed è pronto ad un confronto franco ed aperto cono tutte le forze politiche autonomiste, riformiste e progressiste della Valle d'Aosta". (ANSA) .


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