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Per gli scettici...
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Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> AGRICOLTURA, AMBIENTE, TUTELA DEL TERRITORIO, ECOLOGIA
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carmelo.pace







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MessaggioInviato: Mar Gen 09, 2007 10:30 am    Oggetto:  Per gli scettici...
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Da Repubblica online del 6 gen 2007 e come ribadito da Luca Mercalli a che tempo che fa ieri sera...

AMBIENTE

Un dossier della Commissione disegna la curva della crisi entro i prossimi 70 anni

Nel sud Europa le conseguenze più drammatiche per fertilità, inondazioni, turismo

Ambiente, allarme Ue sull'effetto serra
"Anche l'Italia a rischio desertificazione"

Con i cambiamenti climatici sarà il Nord del Continente la riviera più ambita

ROMA - Il riscaldamento globale potrebbe costare all' Europa migliaia di vite e miliardi di euro entro i prossimi 70 anni. E' impietoso lo studio sulla situazione climatica e ambientale elaborato dalla Commissione europea e pubblicato oggi dal Financial Times. Tanto impietoso da lasciare pochi margini al dubbio, tra cifre e prospetti che delineano un quadro da film del terrore. Se non saranno presi provvedimenti sulle emissioni dannose, ammonisce infatti Bruxelles, l'effetto serra e il relativo surriscaldamento del pianeta andranno avanti a passi veloci. E le prime avvisaglie del clima bizzarro, d'altra parte, sono sotto gli occhi di tutti.

Le possibili conseguenze per l'Europa, secondo il rapporto, investono ogni settore e andrebbero a colpire in particolare le aree meridionali del continente, con l'Italia in prima fila. Mentre il Nord Europa avrebbe un clima più mite e la possibilità di un' agricoltura più generosa, altrove si avrebbero siccità, gran caldo, inondazioni e colture depresse.

Sulla base dello studio ambientale, elaborato anche con sistemi satellitari, il rapporto Ue evidenzia due possibili scenari di riferimento. Il primo prevede un innalzamento della temperatura di 2,2 gradi; il secondo, più tragico, prevede un innalzamento di 3 gradi. In entrambi i casi, entro un decennio, circa 11.000 persone in più potrebbero morire ogni anno a causa del caldo, mentre l'innalzamento del livello del mare causerebbe danni per un valore di miliardi di euro. Successivamente, nel caso del primo scenario (+2,2 gradi), quasi 29.000 persone in più potrebbero morire ogni anno nel Sud Europa dal 2071.

Il quadro più grave riguarda proprio l' Italia che, insieme alla Spagna, potrebbe essere destinata a soffrire maggiormente questa situazione catastrofica a causa, si legge nel rapporto, di "siccità, riduzione della fertilità del suolo, incendi e altri fattori dovuti al cambiamento di clima". Ma lo studio non risparmia flora e fauna: "piante e animali tipici di certe aree geografiche moriranno o si sposteranno verso altre zone".

Il riscaldamento porterà ovviamente anche all' innalzamento del livello del mare che, secondo lo studio della Commissione europea, potrebbe crescere fino a un metro con costi ingenti per far fronte al fenomeno. Già nel 2020, in caso di innalzamento della temperatura di 2,2 gradi, la spesa per far fronte al disastro delle coste potrebbe essere di 4,4 miliardi di euro; nel caso del secondo scenario (+3 gradi) la spesa aumenterebbe a 5,9 miliardi e potrebbe crescere a 42,5 miliardi nel 2080.

Ma il riscaldamento globale non risparmierà, secondo lo studio, neppure altri settori come la pesca. Dal rapporto emerge infatti una tendenza alla migrazione degli stock di pesce verso le aree più a Nord. E c'è poi il problema delle inondazioni, sempre più intense un pò in tutta Europa. In proposito l' allarme riguarda soprattutto i grandi bacini fluviali, come il Danubio che già negli ultimi anni ha fatto sentire i suoi effetti interessando con gravi danni circa 240.000 persone.

E il turismo? Nota dolente ancora una volta per l'Italia e per gli altri Paesi del Mediterraneo. Il rapporto Ue non fa mistero sulle conseguenze drammatiche del cambiamento climatico. Sono circa 100 milioni le persone che ogni anno trascorrono le vacanze nel Sud Europa, per un giro d'affari di circa 130 miliardi di euro. Se non si porrà fine all' effetto serra, ammonisce lo studio, entro i prossimi 70 anni quel turismo mediterraneo non ci sarà più, per il Sud sarà soltanto desertificazione e la nuova riviera europea si sposterà inevitabilmente molto più a Nord.

Vegetazione già impazzita. Le temperature al di sopra della media confondono la vegetazione con uno sfasamento stagionale, è quanto afferma la Coldiretti, sono infatti già comparse le fioriture primaverili di primule sugli Appenini, di mimose in Liguria e di mandorli nel centro Sud. Il rischio, sempre secondo la Coldiretti, è che la fioritura anticipata di mimose e altri fiori li renda indisponibili per le ricorrenze tradizionali di San Valentino e della Festa della donna.

I ghiacciai si ritirano. La glaciologa Augusta Cerutti ha rivelato al Tg3 che negli ultimi anni i ghiacciai del Monte Bianco si sono ritirati di circa 30 metri. L'esperta ha poi sottolineato che il massiccio più alto d'Europa "è meno sfortunato, per la sua altezza, di altre montagne in quanto vi sono maggiori possibilità di deposito della neve". Augusta Cerutti conclude con una triste previsione: "Se la temperatura aumenterà con i ritmi attuali, nel 2100 la Valle d'Aosta non avrà più ghiacciai."

L'allarme dei Verdi. Il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, chiederà al seminario di Caserta la delega per definire una legislazione sulla tutela del territorio e del mare. "Lo studio della Commissione Europea conferma le nostre previsioni" afferma il ministro, "il cambio climatico è una priorità italiana e mondiale". Il deputato dei Verdi e sottosegretario all'economia, Paolo Cento, invita a "non sottovalutare il rapporto elaborato dall'Unione Europea" e sottolinea che "l'Italia è uno dei paesi europei più a rischio per gli effetti del riscaldamento globale. E' necessaria, prosegue Cento, una presa di coscienza e una forte iniziativa politica per ridurre le emissioni inquinanti".

Turismo: "L'Italia resisterà". Per Costanzo Jannotti Pecci, presidente della Federturismo-Confindustria, il turismo italiano saprà resistere perché "non è solo legato a fattori climatici. Le nostre peculiarità, insiste Jannotti Pecci, sono la storia, la cultura, le bellezze del paese, l'arte e il cibo". Il turismo, che genera il 6 per cento del Pil italiano saprebbe dunque, secondo gli esercenti, superare le difficoltà provocate dal peggioramento del clima ipotizzato dalla Commissione ambientale di Bruxelles.

Carmelo Pace

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MessaggioInviato: Mar Gen 09, 2007 10:30 am    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Mar Gen 09, 2007 11:24 am    Oggetto:  
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Carmelo Pace ha scritto:

I ghiacciai si ritirano. La glaciologa Augusta Cerutti ha rivelato al Tg3 che negli ultimi anni i ghiacciai del Monte Bianco si sono ritirati di circa 30 metri. L'esperta ha poi sottolineato che il massiccio più alto d'Europa "è meno sfortunato, per la sua altezza, di altre montagne in quanto vi sono maggiori possibilità di deposito della neve". Augusta Cerutti conclude con una triste previsione: "Se la temperatura aumenterà con i ritmi attuali, nel 2100 la Valle d'Aosta non avrà più ghiacciai."


Ho preso come estratto, un tuo passaggio che, per noi valdostani, ci riguarda in maniera più diretta, così tanto per ritornare ad un problema che più ci tocca da vicino. Sì, anche a me ha fatto un' enorme impressione quando ho sentito che il ghiacciaio del Bianco è il più fortunato essendosi ritirato di soli trenta metri. Come al solito, diverse risposte che mi sono state date, sono state: Ma senti Giorgio, tu nel 2100 dove credi di essere? Oppure papale, papale: Ma che cosa te ne frega, se tanto tu sarai morto? Ecco a cosa siamo arrivati, ecco il qualunquismo strisciante che colpisce tutto e tutti...

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carmelo.pace







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MessaggioInviato: Mer Gen 10, 2007 3:51 pm    Oggetto:  Iniziative
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Grazie Emilio sarebbe una bella, cosa fai quello che puoi.

Giorigio ... magari fosse un mio passaggio, farei un'altro lavoro...si ho voluto riportare questo articolo anche per questo riferimento alla Valle d'Aosta.
Ho conosciuto Luca Mercalli questa estate a San Rossore ad un meeting internazionale sulle energie rinnovabili, abbiamo chiaccherato un pò, lui mi ha raccontato dei suoi pannelli fv e io gli ho detto che quando avrò un lavoro e dei soldi mi piacerebbe averli sul tetto di casa mia, ci siamo tenuti in contatto ed è sempre molto disponibile per suggerimenti ed informazioni.
Siccome non riesco a stare fermo, tra i miei progetti c'è anche quello di trasmettre l'importanza di una nuova politica energetica che preveda tra le tante cose, iniziative di sensibilizzazione e attività promozionali.
I primi risultati sono già visibili sul sito della Regione VdA e per questo voglio ringraziare l'Assessore La Torre per la sua sensibilità.

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Ho anche già rotto le scatole per organizzare una manifestazione simile a quella di San Rossore qui in Valle, ma ovviamente è una cosa più complicata, bisognerebbe coinvolgere le varie associazioni di settore in Valle, fare una bella riunione e portare il progetto in Regione per renderlo finanziabile, chi mi da una mano?

Inoltre, esatto Giorgio! è proprio così, il qualunquismo strisciante è una cosa deprimente, lo stesso Prodi si chiese se eravamo tutti impazziti, per me si riferiva anche a questo, che popolo è un popolo che non pensa al futuro di chi viene dopo? diversamente significa autodistruzione! invertire la rotta è ancora possibile.

Carmelo Pace

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