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La Stampa 06 Aprile 2008 ha scritto:

RELIGIONE. LA RICHIESTA DI 200 ROMENI

Ortodossi senza chiesa Il desiderio di coltivare la loro fede ortodossa anche in un Paese straniero ha spinto la comunità romena residente in Aosta a recapitare alla diocesi una lettera sottoscritta da oltre 200 cittadini provenienti dallo Stato dell’Est europeo.
«Vorremmo - fanno sapere - un luogo in cui poter celebrare il nostro culto». L’imminenza della Pasqua ortodossa, il prossimo 27 aprile, acuisce l’assenza di questo spazio. «Non chiediamo sovvenzioni o contributi - dice Gabriela Alexandru, originaria di Bacau -. Siamo in grado di autogestirci. Io, tra l’altro, ho già acquistato la veste per la celebrazione delle funzioni religiose che offriremo al prete, sempre che si riesca a raggiungere il nostro obiettivo».
In Aosta, vivono 394 cittadini romeni, la maggior parte dei quali professa la fede ortodossa. Molti si rivolgono ancora a Torino dove possono seguire il culto celebrato da un prete, ma non solo. «In caso di battesimo, matrimonio, comunione - dice ancora Gabriela Alexandru - dobbiamo, per forza, trasferirsi nel capoluogo piemontese, il più vicino ad Aosta». Il problema non esiste, secondo le affermazioni del vicario generale Franco Lovignana. «La disponibilità della chiesa cattolica è massima - dice -. Ho ricevuto due volte la delegazione di fedeli ortodossi e ho spiegato loro l’oggettiva impossibilità di concedere un uso esclusivo delle nostre chiese. Ci siamo resi disponibili ad un’accoglienza saltuaria, cioè nelle ore in cui non sono in programma funzioni religiose».
Da alcuni anni, si è concretizzata una collaborazione con i cattolici ucraini di rito orientale. Due volte al mese, nella chiesa di Sant’Orso, viene celebrata l’eucarestia.
Per soddisfare le aspettative dei cittadini di religione ortodossa era stata individuata, in un primo tempo, una cappella. «L’avevamo proposta alla delegazione - informa il vicario generale -, ma, poi, ci siamo resi conto della mancanza dei requisiti. Non aveva, innanzitutto, uno spazio sufficiente, l’ubicazione era scomoda e, poi, mancava di acqua e impianto di riscaldamento». Ribadisce la volontà di andare incontro alle loro richieste, «ma non è materialmente possibile - conclude - concedere un utilizzo quotidiano delle nostre chiese».


Si parla sempre di pari dignità...e di diritti, guardiamo anche a questi
problemi se vogliamo poi avere immigrati responsabili e coscienti.

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Bonino: Veltroni si lamenta dei segnali di razzismo? Chi è causa del suo mal...

Walter Veltroni ha scritto ieri su 'La Repubblica' che il governo sottovaluta i segnali di razzismo: "Mi verrebbe francamente da dire chi è causa del suo mal...". Risponde così Emma Bonino, vicepresidente del Senato, nel corso della sua settimanale intervista a Radio Radicale.

"A parte il fatto che l'esistenza dei campi Rom qualche responsabilità la pone anche ai sindaci - spiega Bonino - quella cioè di averli tollerati senza proporre alcuna forma di politica di integrazione, ma io ricordo che fu proprio Veltroni a chiedere la trasformazione in decreto di una parte del pacchetto sicurezza Amato dopo l'assassinio della signora Reggiani. Dissi all'epoca che questo legiferare in modo precipitoso seguendo l'emozione del momento ma senza prendere le dovute distanze non avrebbe aiutato.

Poi è seguito un vero pasticcio, ma quello fu un tema emotivamente lanciato ma poco riflettuto esattamente da sinistra. Si iniziò con i lavavetri a Firenze... Trovo un atteggiamento fastidioso questo modo di confondere, con dati e cifre, indigenza e povertà con delinquenza, in particolare se i 'criminali' sono di passaporto diverso dal nostro. Penso sia una di quelle chine che una volta imboccate non è facile cambiare strada".

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Donne, la violenza del governo

Vittoria Franco*,
14 gennaio 2009,
Donne, la violenza del governo
Stupro, maltrattamenti e stalking,
per l'esecutivo non riguardano la sicurezza pubblica: bocciati gli emendamenti del Pd che proponevano,
tra le altre cose, un inasprimento delle pene per i maltrattamenti contro familiari e conviventi
e l'introduzione dell'inescusabilità dell'ignoranza dell'età della persona offesa




Questa mattina abbiamo tentato di introdurre, per emendamento, nel disegno di legge del governo sulla sicurezza in discussione nell'aula del Senato, norme organiche contro la violenza sulle donne e contro lo stalking. Il governo ha risposto che non si tratta di questioni attinenti al provvedimento.
Mi chiedo cosa ci sia di più attinente alla sicurezza delle persone del contrasto alla violenza sulle donne che si esercita in luoghi pubblici, oltre che in famiglia!

I nostri emendamenti proponevano, tra le altre cose, un inasprimento delle pene per i maltrattamenti contro familiari e conviventi e l'introduzione dell'inescusabilità dell'ignoranza dell'età della persona offesa. Ci è stato risposto che il governo sta intervenendo con provvedimenti organici. È vero che alla Camera sono già all'ordine del giorno misure come quella inerente lo stalking e il provvedimento sulla violenza sessuale, ma è anche vero che su questa seconda iniziativa la discussione è molto indietro.

Il fenomeno della violenza
sulle donne è invece un'emergenza nazionale, la prima causa di morte per le donne e le giovani donne. Per la maggioranza e per il governo è con tutta evidenza solo una questione da agitare in campagna elettorale. In fondo, sembra che sopravviva l'idea che la violenza di genere, specie quella che si consuma ad opera di mariti, conviventi, amici e fidanzati abbandonati, non sia un fatto che riguarda la sicurezza pubblica ma una questione privata.

Per Berlusconi, il governo, la ministra Carfagna e i parlamentari della maggioranza è invece molto più urgente ed efficace reintrodurre il reato di oltraggio al pubblico ufficiale e istituire una tassa per il permesso di soggiorno di 200 euro, come è stato fatto. La sicurezza delle donne verrà forse demandata alla bomboletta spray urticante, di cui è stato depenalizzato l'uso. Certo è uno strumento che può far sentire meno indifese, ma non si può puntare solo sull'autodifesa.
Nel frattempo, il fondo per il piano di contrasto, da cui dipendono le risorse per i centri antiviolenza, finanziato dal governo Prodi con 20 milioni di euro, è stato cancellato. Questa è la concezione della sicurezza delle donne che ha la Destra. Mi auguro che nelle prossime occasioni, anche con le donne della maggioranza si possano registrare convergenze, perché la salvaguardia della dignità e della libertà delle donne riguarda tutte. Una buona occasione può essere il nostro disegno di legge sui centri antiviolenza.


*ministro Ombra delle Pari Opportunità del Pd

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