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Olivetti I-Jet, sinistra contro tutti.
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giorgio








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giorgio is offline 

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MessaggioInviato: Ven Giu 29, 2012 4:05 pm    Oggetto:  Olivetti I-Jet, sinistra contro tutti.
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La Stampa 29.06.2012 ha scritto:
ARNAD. DOPO LA CHIUSURA DELL’AZIENDA DA LUNEDI. A CASA IN 162
Olivetti I-Jet, sinistra contro tutti. Sotto accusa anche i sindacati

[D. G.]
Dito puntato contro i sindacati valdostani «che non hanno tutelato i lavoratori», contro l’azienda «che chiude pur producendo prodotti unici al mondo», contro i presidenti e gli assessori di Valle d’Aosta e Piemonte «che non hanno perorato la causa al Ministero», contro le amministrazioni comunali «che non si sono schierate a fianco dei dipendenti». I vertici di Pd e Rifondazione si sono mobilitati organizzando un incontro davanti alla Olivetti I-Jet, l’azienda di Arnad che da lunedì sarà chiusa, con i 162 dipendenti in cassa integrazione. A parteciparvi anche i 42 lavoratori altamente specializzati, i più penalizzati perché senza ricollocamento. «Avevamo invitato i sindacati - dice Giancarlo Gregori, uno dei 40 - a non sottoscrivere un accordo che non contemplasse l’impegno dell’azienda di ricollocare tutti, ma non siamo stati ascoltati». Aggiunge Paolo Bellini, collega di Gregori: «Non ci hanno fatto fare un’ora di sciopero. I sindacati hanno chiuso le trattative senza chiedere il nostro parere, con la scusa che occorreva fare in fretta prima del decreto del ministro Fornero. Neanche durante l’assemblea sindacale abbiamo potuto votare. Ci è stato detto che si correva il rischio che l’azienda chiudesse le trattative e ci mettesse tutti in mobilità». Parla di debacle il segretario Pd Raimondo Donzel: «Alla cassa integrazione si arriva dopo una battaglia, quando si è fatto di tutto per salvare il salvabile. La cassa integrazione è la disperazione per le famiglie: il 70% dello stipendio, senza straordinari. Siamo stati scavalcati da un accordo fatto in men che non si dica: non è un successo, è una sconfitta». Aggiunge Cadigia Perini, rappresentante del Circolo di Rifondazione di Ivrea: «Siamo stati spiazzati dalla tempistica. La dirigenza aveva detto che erano alla ricerca di un compratore. Invece il 1˚ giugno ha comunicato che dal 2 luglio l’azienda sarebbe stata chiusa e il 19 giugno i sindacati hanno firmato l’accordo, senza trattativa: non doveva essere firmato». Dice ancora Donzel: «Cosa hanno fatto Rollandin e Cota per salvare la fabbrica? E cosa hanno fatto gli amministratori comunali?». Conclude Francesco Lucat, segretario di Rifondazione: «Chiudere un polo di eccellenza tecnologica è un segnale di assenza di lungimiranza». La prossima settimana i lavoratori andranno ad Aosta a manifestare.


L’ultimo caso è quello della chiusura dello stabilimento Olivetti I-Jet di Arnad: altri 162 lavoratori rischiano cassa integrazione (se va bene per due anni) e poi a casa. La Caporetto dell’industria valdostana è solo la punta dell’iceberg di una situazione pesante e grave per il sistema economico regionale, in tutti i settori produttivi: edilizia, agricoltura, piccole imprese, e anche – in prospettiva – il turismo, con studi di settore che certificano la crisi dello sci e la progressiva diminuzione del numero dei praticanti. In questo quadro, la disoccupazione in Valle d’Aosta ha sfondato nel primo trimestre 2012 la soglia del 7%.
È emergenza lavoro.


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MessaggioInviato: Ven Giu 29, 2012 4:05 pm    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Giu 29, 2012 4:18 pm    Oggetto:  
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Le Travail Posted on 28th giugno 2012 in Dossier ha scritto:
La Spoon River
dell’industria valdostana


L’ultimo caso è recentissimo, e brucia. L’Olivetti I-Jet di Arnad sta per chiudere i battenti. Se proviamo a fare l’elenco delle aziende chiuse solo lo scorso anno in Valle d’Aosta, ci troviamo di fronte a una sorta di Caporetto socio-economica per la nostra piccola Regione: Xerox e Brilla a Pont-Saint-Martin, Ribes Ricerche ad Aosta, NordDiesel di Issogne, Verres SpA. Un elenco al quale, nel recente passato, occorre aggiungere la Set di Issogne, la QBuilding di Hone, l’Engineering di Pont-Saint-Martin, la Thermofinestre di Arnad, e ancora prima la Tecdis di Châtillon. Negli ultimi due anni, la crisi irreversibile dell’industria valdostana ha causato la perdita di 600 posti di lavoro e ha distrutto un intero distretto produttivo, quello della bassa Valle, con gravissime ricadute economiche e sociali. All’orizzonte, come se non bastasse, si stagliano nubi minacciose circa la solidità finanziaria grande industria valdostana, la Cogne Acciai Speciali di Aosta, che ancora oggi dà lavoro e stipendio ad un migliaio di famiglie.
Sconforta la totale assenza di una qualsiasi risposta efficace da parte dell’Amministrazione regionale, salvo la messa in campo di ammortizzatori sociali per cercare di tamponare le continue amputazioni. Manca completamente uno straccio di politica industriale, una strategia chiara ed efficace per l’insediamento in Valle di attività innovative, tecnologicamente avanzate, collegate ai settori in forte espansione commerciale e occupazionale anche in una fase di crisi come quella attuale: le energie rinnovabili, il solare, l’eolico, l’elettronica, le telecomunicazioni. Serve una sveglia: una territorio senza attività produttive, senza industria, è un territorio destinato a morire.


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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Set 14, 2012 11:33 am    Oggetto:  
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COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

14 settembre 2012
Verrès Spa: PD e Rifondazione Comunista
saranno presenti al presidio dei lavoratori e
dei sindacati di fronte a Palazzo regionale

Dichiarazione dei segretari regionali di PD, Raimondo Donzel, e di Rifondazione, Francesco Lucat

Il Partito Democratico Valle d’Aosta e Rifondazione Comunista VdA parteciperanno al presidio organizzato dai sindacati di fronte a Palazzo regionale a sostegno della lotta dei lavoratori della Verrès Spa, mercoledì prossimo 19 settembre.

E’ sempre più evidente in Valle d’Aosta la necessità di salvaguardare le attività produttive in questa difficile fase di crisi economica, anche a costo di qualche sacrificio, se si vuole essere pronti a cogliere la ripresa. Se gli impianti industriali in Valle d’Aosta chiudono, non ci sarà nessuna ripresa nella nostra regione neanche a fine 2013 o 2014. I primi territori a ripartire saranno quelli che avranno già i siti produttivi in grado di rispondere in maniera adeguata al mercato.

In questo contesto, é quindi necessario un forte impegno per la difesa di ogni posto di lavoro. Sono venute meno le possibilità di ricollocare nell’Amministrazione Pubblica - o in attività stagionali come i cantieri idraulico-forestali - i lavoratori che perdono il posto di lavoro nel settore industriale. La crisi tocca duramente anche i settori del commercio e del turismo che non sono più in grado di offrire sbocchi occupazionali, anzi patiscono l'emorragia di lavoratori. Di conseguenza è assolutamente indispensabile cercare (e trovare) soluzioni innovative che permettano di superare questo difficile momento, per salvaguardare un settore strategico per l' economia, come quello industriale, con tutti i posti di lavoro connessi.

Se la crisi chiede sacrifici, che questi siano equamente distribuiti. Viene invece colpito in modo unilaterale il lavoro dipendente, sia con i tagli alla spesa che con la perdita di posti di lavoro in particolare nel settore industriale, come stiamo vedendo in questi giorni. L’assenza di una politica industriale vera a livello nazionale non giustifica il fatto che la Valle d’Aosta non ne costruisca una sua credibile, in sinergia con il Canavese e con le altre regioni che costituiscono la macro-regione europea Alp-Med. In questo contesto difficile, il PD e Rifondazione Comunista esprimono soddisfazione perché la lotta dei lavoratori della Olivetti-Jet, presentata come un’azienda decotta e di cui si era troppo precipitosamente decisa la chiusura, ha portato ad attirare l’attenzione sul sito di ricerca e produzione di Arnad da parte di importanti gruppi imprenditoriali, anche americani.

Ora la politica faccia la sua parte fino in fondo, e si mobiliti affinché Telecom opti per una soluzione di vendita che non sia solo proiettata a monetizzare le preziose risorse di ricerca e produzione della Olivetti-Jet, ma che tenga in debito conto anche la maggior tenuta occupazionale possibile e il fatto che l’impresa ponga la sua sede ufficiale in Valle d’Aosta per i vantaggi fiscali che deriverebbero alla nostra regione autonoma. Ecco, questa è davvero un'ottima occasione per scrivere una lettera a un Ministro del governo Monti.

Il Segretario del Partito Democratico
Raimondo DONZEL

Il Segretario di Rifondazione Comunista
Francesco LUCAT


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Partito Democratico Valle d’Aosta
Corso Battaglione Aosta 13/A 11100 Aosta




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