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Grillo contro tutte
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giorgio








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MessaggioInviato: Lun Ott 15, 2012 2:49 pm    Oggetto:  Grillo contro tutte
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Grillo contro tutte
di Daniele Castellani Perelli
(12 ottobre 2012)

Solo leader maschi, poche candidate, temi femminili ignorati.
Tre grilline “epurate” spiegano che il Movimento 5 Stelle non ama le donne


Beppe Grillo, oltre che un problema di democrazia interna, ne ha uno con le donne. Politicamente parlando. Poche candidate in lista, leadership tutta al maschile, tematiche “femminili” assenti dal programma e scarsamente dibattute all’interno. Sappiamo cosa pensa il Movimento 5 Stelle degli inceneritori e delle fedine penali dei politici, ma ha posizioni su aborto, fecondazione eterologa, quote rosa, occupazione femminile, servizi all’infanzia e matrimoni gay? No, non le ha.
Serenetta Monti, Sonia Alfano e Sandra Poppi. Tre ex candidate eccellenti ci raccontano la loro esperienza nel movimento e spiegano che il problema esiste e, a pochi mesi da quelle elezioni nazionali per cui i sondaggi accreditano il M5S del 16%, la questione è tutt’altro che irrilevante. Le quindici pagine del programma del Movimento sono lodevolmente chiare e concise. Spaziano dall’abolizione dei rimborsi elettorali alla Tav alle scatole cinesi in Borsa alla «incentivazione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici», ma non citano mai, neanche una volta, la promozione delle opportunità per le donne. E i famosi forum del sito, lì dove si esprime al massimo la web-democrazia grillina? Ci si trova un po’ di tutto, nel bene e nel male, perfino chi dice: «Impediamo che la legge sull’aborto continui a insanguinare la nostra civiltà».

Infine, la presenza femminile nelle liste: spulciando gli elenchi dei candidati del M5S nelle dieci sfide più importanti delle amministrative degli ultimi due anni, i conti non tornano: non che negli altri partiti le cose vadano molto meglio, ma le grilline sono solo un quarto dei candidati. Addirittura di meno, in quattro casi: Milano (12 su 49), Bologna (9 su 37), Trieste (8 su 37) e Verona (un imbarazzante 2 su 26). Sono un terzo o poco più a Torino (10 su 33), Palermo (11 su 39), Genova (13 su 33) e Parma (9 su 26). Si avvicinano al “pareggio” soltanto a Napoli (18 su 41) e L’Aquila (10 su 23, l’unico caso, peraltro, in cui il candidato-sindaco era una donna).
«Ai miei tempi il movimento era plurale, oggi mi pare si sia maschilizzato», dice Serenetta Monti, non un’ex militante qualsiasi. Perché se adesso le facce note del movimento sono - oltre al comico e al chiacchierato cofondatore-ideologo Gianroberto Casaleggio - il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, il consigliere emiliano-romagnolo Giovanni Favia e gli altri tre sindaci usciti vincitori dalle comunali di maggio (erano maschi anche i due sconfitti ai ballottaggi), nel 2008 i volti principali delle liste degli Amici di Beppe Grillo erano due donne: la Monti a Roma, e Sonia Alfano in Sicilia.
Avvicinatasi alle idee del comico nel 2007, Serenetta partecipa ai “meetup”, gli incontri pubblici che seguono gli spettacoli di Grillo: «Mi colpì un video sulla discarica di Malagrotta, e mi impegnai nella protesta contro la centrale a carbone di Civitavecchia». Monti organizza il primo V-Day, si presenta alle comunali romane e incassa 44mila voti. Entusiasmo alle stelle. Foto abbracciata a Beppe. E poi, cosa succede? «L’associazione aveva portato avanti la battaglia di Malagrotta, ma aveva tralasciato tutto il resto». Si moltiplicano le incomprensioni, e poi Serenetta non condivide le aperture alle centrali nucleari. Così sei mesi dopo lascia il movimento. Oggi ha 40 anni, è felice del suo lavoro nel sindacato Usi e non serba rancore, ma pensa che il M5S abbia difficoltà ad uscire da un ambito troppo ristretto: «È facile prendere in giro Marchionne, meno lo è affrontare seriamente le questioni del lavoro o delle donne, su cui il Movimento non ha né posizioni né un progetto. E cosa pensa della pillola abortiva? E delle unioni omosessuali?».

Anche Sonia Alfano, 40enne messinese, ci aveva creduto. Figlia di Beppe, giornalista ucciso dalla mafia, nel 2008 è candidata alla presidenza della Sicilia. Ottiene 70mila voti, il 2,44%, e poi? «Nel 2009 venni epurata. Io, che avevo organizzato le prime liste in Sicilia. Scrissi una lettera, ma ancora aspetto una risposta. Magari da Beppe, non da Casaleggio, che pose il veto persino alla mia prefazione per il libro di una compagna».
Neanche Sonia, che nel 2009 è stata eletta nelle liste dell’Idv all’Europarlamento, sa spiegarsi perché oggi tutti i leader del M5S siano uomini: «Nel 2008 c’eravamo Serenetta ed io. Forti e intransigenti, non ci siamo fatte mettere i piedi in testa, e così siamo state allontanate. Hanno predicato bene e razzolato male». «Il loro programma è pieno di lacune», aggiunge, «non ricordo di averli mai sentiti discutere di questioni etiche, neanche sul blog, che leggo regolarmente».

Sandra Poppi
è l’ultima “epurata”, e davvero in grande stile. Espulsa a luglio per essere subentrata (legalmente, in quanto prima dei non eletti) a un consigliere ex M5S dimissionario al Comune di Modena. La motivazione ufficiale: da qualche tempo era poco partecipe. Lei la racconta così: «A luglio, la settimana prima di entrare in carica, scrissi una mail a un indirizzo a cui di solito rispondono Grillo o Casaleggio, per chiedere se avessero qualcosa in contrario. Non mi rispose nessuno, ma sul blog di Beppe qualche giorno dopo trovai scritto, in fondo a un articolo che si occupava di un rapporto dell’Inail, questo messaggio: “P.S.: Sandra Poppi non ha titolo a rappresentare il M5S né all’uso del logo ed è diffidata dal farlo”». Cacciata con un “p.s.”, senz’altra spiegazione. Per aver frequentato poco. Neppure Giovanni Favia, che meno di due mesi dopo, nel famoso fuorionda su La7, ha fatto a pezzi l’immagine del M5S ha avuto un trattamento così sbrigativo.

Già alle regionali del 2010 c’erano stati dei problemi. Sandra aveva i voti necessari per entrare in Consiglio, ma il movimento le preferì Andrea Defranceschi, che aveva preso la metà dei voti. «Mi rimproverarono di essere meno “pura” perché venivo dai Verdi», spiega Poppi, «ma può aver contato anche il fatto che sono una donna. Nei Verdi c’era la regola di candidare il 50% di donne, ma nel M5S non è così. Forse non hanno molta simpatia per le donne».

La modenese Enrica Manenti, candidata alle comunali nel 2009 e nel 2010 alla regione, conferma: «Le problematiche di genere sono poco esplorate, anche perché, data la giovane età, molti aderenti non conoscono l’esperienza femminista», dice, «e i Cinque Stelle non possono avere posizioni chiare perché la loro provenienza ideologica è molto eterogenea». Luca Marsico, grillino romano, lo ha scritto chiaramente sul blog di Grillo: «Non dobbiamo pronunciarci su temi etici. Tra noi ci sono persone di tutte le culture politiche».

Forse i temi etici non vengono affrontati perché si teme possano dividere l’elettorato? E quando arriveranno in Parlamento come voteranno? In attesa di scoprirlo, non depone bene la gaffe di Beppe che a giugno confidò a Haaretz: «Mia moglie è iraniana. Ho scoperto che la donna, in Iran, è al centro della famiglia» (sorvolando sulle ragazze picchiate o uccise per strada dalla polizia e dalle milizie Basij). O quella di Favia che due anni fa su La7 interruppe una discussione sulla pillola abortiva Ru846 definendola una «campagna di distrazione di massa», «gossip politico». Per non parlare di quel cagliaritano, Francesco Perra, candidato nel 2011, che a luglio in tv ha argomentato: «Matrimoni gay? Allora anche con animali». Video tutti su YouTube, come quello di un meetup laziale di fine 2010 in cui Grillo dice: «Se i gay si sposano o no, per noi non è la priorità». Era palesemente uno scherzo invece la prima pagina de La Stampa diventata virale su Facebook. Titolava a caratteri cubitali Beppe Grillo non alza mai la tavoletta del wc; Rosy Bindi: “Non ha alcun rispetto per le donne”. Un’ironia che molti attivisti non hanno colto. Come mostra la pagina Facebook del M5S Torino, anzi, qualcuno c’è cascato.
Non stupiscono allora i risultati di una ricerca condotta ad aprile dal Cise, Centro italiano studi elettorali, secondo cui il bacino del M5S è tra i più “maschili”: «Oggi su 100 elettori Cinque Stelle, 68 sono uomini». «Soprattutto giovani uomini con titolo di studio medio-alto e molto connessi alla tecnologia, probabilmente anche per lavoro», spiega Francesca Zajczyk, ordinaria di Sociologia all’Università Milano Bicocca e studiosa del voto femminile, «d’altra parte anche il linguaggio utilizzato è maschile e aggressivo. Non siamo al “celodurismo” leghista, ma poco ci manca».


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giorgio








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MessaggioInviato: Mer Ott 17, 2012 8:06 pm    Oggetto:  
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La nuotata e l'approdo in Sicilia di Grillo mi ha ricordato altre esibizioni di 'forza' di tipo fascista.

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Quanto a presentarsi come il futuro anche il fascismo aveva tali aspirazioni: aveva sposato il futurismo, il progresso, etc. Poi abbiamo visto come siamo andati a finire. Leggendo l'articolo di M5S sembra che il meglio non precisato 'progetto equal' sia farina del loro sacco. La linea di finanziamenti europei nota come Progetto Equal esiste da più di 10 anni (esattamente dal 2000), e la regione Piemonte così altre amministrazioni locali hanno presentato e realizzato nel corso degli anni svariati progetti destinati a promuovere la parità di genere, attingendo così a fondi UE.

Se un movimento "così innovativo" comincia già a non raccontarla giusta, partiamo proprio bene.

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MessaggioInviato: Lun Ott 22, 2012 3:21 pm    Oggetto:  
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Egitto, giornalista francese molestata in diretta tv

Sonia Dridi, corrispondente in Egitto di France 24, stava facendo un collegamento in diretta con la redazione quando è stata attaccata verso le 22,30 dalla folla in Piazza Tahrir. "Sono più spaventata che ferita", ha scritto sul suo profilo Twitter il giorno dopo, ringraziando l'amico che era con lei e che è riuscito a tirarla fuori dalla folla "scatenata". Mentre commentava la situazione del paese da piazza Tahrir, un gruppo di giovani l’ha circondata e ha iniziato a toccarla cercando persino di toglierle i vestiti. "Afferrata dappertutto", ha detto sconvolta. Una violenza contro le donne, che si era scatenata anche contro la corrispondente del network CBS, Lara Logan che nella stessa piazza è stata violentata e picchiata.

Ecco, qui non si parla di femminicidio, ma il risultato e il significato è lo stesso. A queste latitudini sia la cultura che la religione non aiutano la donna a raggiungere la parità con l'uomo. Qui e in Italia dove le donne vengono uccise, il fenomeno deve essere contrastato con tutti i mezzi. Secondo voi quante donne uccidono gli uomini per affermare il controllo su di loro? Ad esempio, quante donne uccidono il marito/compagno/fidanzato perché le vuole lasciare, o perché le ha tradite? Quante madri uccidono il figlio maschio perché non accetta il matrimonio combinato, o perché vuole vivere all'occidentale? Quante donne violentano gli uomini? Quante mogli picchiano i mariti o li chiudono in casa per gelosia? Nella vostra vita di "maschietti" vi siete mai posto il problema di non poter andare in un certo luogo a una certa ora, per il rischio di essere violentati? Col massimo rispetto per tutte le vittime, donne e uomini, dobbiamo però chiederci qual è l'emergenza sociale, il cane che morde l'uomo o l'uomo che morde il cane?


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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Nov 09, 2012 2:43 pm    Oggetto:  Richiesta Adesione Documento Donne per Bersani
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Con Bersani, per cambiare.

Noi vogliamo il cambiamento perchè siamo il cambiamento.
Alle primarie voteremo Pier Luigi Bersani perché con lui il paese può cambiare.
Vogliamo che l’Italia cambi perché è insostenibile che sia ultimo paese in Europa per tasso di occupazione femminile, che al Sud due donne su 3 non abbiano lavoro, che vengano licenziate o debbano rinunciare al lavoro quando aspettano un figlio, che il welfare sia considerato un costo e non una risorsa per la crescita delle persone, delle famiglie e del paese.
E’ insostenibile che ogni due giorni una donna venga uccisa per mano del partner, di conoscenti, di familiari.
E’insostenibile la mancanza di futuro e di speranza per i giovani, lo scarso investimento sul sapere e sulla formazione, sulla cultura.
E’ insostenibile la crescita della povertà e delle disuguaglianze.
Sono insostenibili i fenomeni di corruzione presenti nella politica ed in tanti settori della società, il populismo, la cesura tra generazioni, la cooptazione e la competizione individuale esasperata dalle preferenze.
E’ inaccettabile la scarsa presenza delle donne nei luoghi delle decisioni e nelle istituzioni nazionali e locali, che è un vulnus per la democrazia.
Il cambiamento è urgente e ci sono le risorse morali, politiche e civili per promuoverlo.
Nessun cambiamento è possibile senza la forza delle donne, motore di una vera riforma della politica e delle istituzioni. Noi siamo la buona ed onesta politica che ha a cuore il bene comune e la vita concreta delle persone.
Votiamo Bersani perché con lui condividiamo una visione della politica come progetto comune e come proposta credibile di governo, perché è un leader che ama il gioco di squadra che con noi condivide l’obiettivo dell’affermazione dei diritti universali delle donne nel mondo, della convivenza tra italiani ed immigrati e quello di un’Italia e di un’Europa più giuste ed accoglienti per tutti.
Sosteniamo Bersani per la sua visione della democrazia espressa sia nella proposta di riforma elettorale - i collegi rendono possibile la scelta delle persone, delle coalizioni, dei progetti per il paese – sia nell’affermazione della democrazia paritaria come principio fondamentale per rinnovare le istituzioni rappresentative e per governare il paese.
Insieme possiamo provare a far vincere la democrazia paritaria come ricostruzione civile, come nuovo patto tra uomini e donne per investire nel lavoro e nel welfare, in relazioni umane fondate sul valore della libertà femminile.




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