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Disastro sanitario
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giorgio








Registrato: 06/01/07 01:27
Messaggi: 4558
giorgio is offline 

Località: Aosta




MessaggioInviato: Mer Giu 29, 2011 6:41 pm    Oggetto:  Disastro sanitario
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La Stampa 29.06.2011 ha scritto:
SANITA’. LA CGIL: «UNA SCELTA AUTOLESIONISTICA». LA CISL: «CANCELLATA UNA STRUTTURA CHE FUNZIONAVA»
Tagli alla Scuola infermieri, è polemica
Il corso passerà da 28 a 20 posti. Sindacati furiosi, Rollandin pronto al dietrofront

AOSTA
La riduzione A sinistra infermiere al lavoro all’ospedale di Aosta Dall’alto Augusto Rollandin e Giovan Battista De Gattis della Cisl. Gran parte dei futuri infermieri presto dovrà andare a studiare fuori Valle. Durante l’ultima riunione sindacale la direzione dell’Usl ha comunicato che è sua intenzione ridimensionare la Struttura complessa di formazione del personale infermieristico che gestisce il corso di laurea. Nell’immediato per gli studenti cambia il numero di coloro che potranno accedere al corso, che passa da 28 a 20, come deciso anche da una delibera di giunta di fine maggio. Il 20 per cento degli infermieri che lavorano in Valle (130 su poco più di 520) è Co.co.co o interinale e di questi molti sono stranieri e quindi difficilmente stabilizzabili nel tempo, considerato lo scoglio dell’esame di francese.

La decisione di ridurre il numero degli infermieri che potranno iscriversi al corso ha scatenato le proteste dei sindacati. «Questa scelta della direzione strategica - ha spiegato Jean-Pierre Guichardaz, Cgil - di depotenziare il corso di laurea anziché rafforzarlo è puro autolesionismo. Dico questo confortato, o meglio sconfortato dalla notizia che il prossimo anno gli allievi del corso di laurea in infermieristica saranno otto in meno. Continuando su questa strada l’obiettivo di ridurre il ricorso al precariato, di cui tanto si parla nelle conferenze stampa di fine anno, si conseguirà al contrario». «Comprendiamo - ha concluso - che alla direzione siano assegnati dalla Regione obiettivi di razionalizzazione delle spese e che questa si consegua migliorando l’organizzazione dei servizi, ma ciò deve avvenire dopo un’attenta analisi costibenefici e delle ricadute che tali decisioni possono avere sugli equilibri gestionali e sulla qualità dei servizi».

Il presidente Augusto Rollandin si è detto disponibile a rivedere la decisione di ridurre gli studenti del corso: «Proprio in questi giorni stiamo valutando se e come mantenere il numero degli anni scorsi - ha spiegato - dopo un confronto con le parti interessate, riteniamo che sia possibile ridiscutere le decisioni prese».

Ma gli otto posti in meno non sono l’unico elemento contro cui puntano il dito le associazioni sindacali. «Questo è un esempio di quando demolire è più semplice che costruire - ha commentato Giovan Battista De Gattis, Cisl -. Fino al 2010 l’azienda sanitaria era orgogliosa dell’operato della sua Struttura complessa di formazione del personale infermieristico. Poi, d’improvviso, decide che la struttura di formazione, con oltre 20 anni di esperienza e buoni risultati, venga cancellata assegnando i tutor clinici alle dirette dipendenze dei direttori medici delle sedi didattiche dove oggi fanno il tirocinio gli studenti infermieri». E ha aggiunto: «Qualcuno ha valutato l’impatto che avrà la demolizione dell’attuale assetto organizzativo che da decenni permette la formazione qualificata di infermieri sul territorio valdostano? A livello politico tutti garantiscono che il corso di Laurea in infermieristica lo si vuole con l’assetto e la qualità tutoriale di oggi. Ma se i politici voglio questo, perché l’Usl sta andando dalla parte opposta?».
LAURA SECCI



E pensare che l'alleanza con il Pdl, da parte del presidente Augusto Rollandin e dei suoi "giannizzeri", era stata prevista come una sorta di azione di pronto soccorso verso le istituzioni regionali da loro ritenute in crisi profonda. Nel senso che la grave malattia valdostana manifestatasi da tempo, doveva essere tenuta sotto controllo dal gruppo infermieristico unionista al seguito però di medici "pidiellini romani" tutti operanti con la mano destra. Oggi siamo di nuovo, come già in altri settori operativi, al punto tragico di arrivo, non di qualche autoambulanza, ma del taglio del traguardo del disastro in questo caso sanitario.

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Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta»
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MessaggioInviato: Mer Giu 29, 2011 6:41 pm    Oggetto: Adv






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giorgio








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Messaggi: 4558
giorgio is offline 

Località: Aosta




MessaggioInviato: Ven Ago 03, 2012 10:48 pm    Oggetto:  
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Citazione:
Comunicato Stampa
2 agosto 2012


PD: ‘Domus Pacis’ di Donnas,
una situazione inaccettabile


Disattese tutte le promesse dell’Assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali sulla salvaguardia dei posti di lavoro nella casa di riposo di Donnas

Il Partito Democratico della Valle d’Aosta è costretto a denunciare che l’impegno preso dall’Assessore alla Sanità, Salute e politiche sociali, Lanièce e riportato dall’agenzia Aostasera.it in data 3 maggio 2012, “Garantiremo qualità e posti di lavoro” presso la Domus Pacis di Donnas, è stato purtroppo disatteso dal licenziamento di 3 lavoratrici di 56, 53, e 32 anni, da parte della Break & Lunch srl che operava in subappalto presso la Società Vivere srl, presso la cucina della Casa di Riposo.

Sottolinea il segretario regionale del PD VdA Raimondo Donzel: “E’ drammatico constatare che mentre la crisi colpisce duramente la nostra comunità valdostana a pagare il prezzo più alto siano i lavoratori e le lavoratrici dipendenti presso servizi che dipendono direttamente o indirettamente dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta. Ora, sebbene nella lettera raccomandata a mano di licenziamento recapitata in data 29 giugno 2012 alle tre lavoratrici, si facesse espresso riferimento al loro passaggio presso la Società appaltante VIVERE srl, tramite una comunicazione a voce le lavoratrici hanno appreso che dal 1° agosto 2012 non sarebbero più state riassunte”.

Aggiunge Donzel: “Siamo sconcertati dalle procedure messe in atto nei confronti delle 3 lavoratrici, con l’aggravante che strutture come la Domus Pacis di Donnas pur essendo private beneficiano di una convenzione con l’Amministrazione regionale e l’USL, che dovrebbero garantire maggiori tutele ai lavoratori. Oltre al danno le lavoratrici hanno assistito alla beffa di essere rincalzate in cucina nel caso della più anziana, con 15 anni di anzianità da cuoca, da un aiuto cuoco e nel caso dell’addetta alla mensa da una centralinista”.

Conclude il segretario regionale del PD: “Parlare di riorganizzazione e di razionalizzazione quando vengono espulse lavoratrici con oltre cinquant’anni di età, difficilmente ricollocabili sul mercato, dà piuttosto l’idea di una superficiale e improvvisata trattativa da parte della Regione. Chiediamo che gli impegni siano onorati sino in fondo e che si trovino le soluzioni per evitare i licenziamenti”.

Partito Democratico Valle d’Aosta
Corso Battaglione Aosta 13/A 11100 Aosta





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