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AMBIENTE
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Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> AGRICOLTURA, AMBIENTE, TUTELA DEL TERRITORIO, ECOLOGIA
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carmelo.pace







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MessaggioInviato: Mer Gen 10, 2007 4:19 pm    Oggetto:  AMBIENTE
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La Commissione ha presentato il pacchetto di misure sull'energia
Entro la stessa data le rinnovabili dovranno incidire per il 20%
Gas serra, l'Ue punta al -20% nel 2020 e boccia l'Italia in politica energetica

Bruxelles "agnostica" sul nucleare, ma Barroso si schiera
"Il 31% delle elettricità grazie alle centrali, l'importante è eliminare il carbone"

Gas serra, l'Ue punta al -20% nel 2020 e boccia l'Italia in politica energetica
BRUXELLES - L'Ue boccia la politica italiana sull'energia. "Nonostante la forte crescita in settori come l'eolico, il biogas e il biodiesel, l'Italia è lontana dagli obiettivi definiti sia a livello nazionale che europeo". E' quanto si legge nel documento presentato a Bruxelles dalla Commissione Europea insieme al pacchetto sulla politica energetica.

"Diversi fattori contribuiscono a questa situazione - continua il testo - in primo luogo c'è un grande elemento di incertezza dovuto alle recenti ambiguità e cambiamenti politici nel definire la politica attuale". In secondo luogo, sottolinea la Commissione, "ci sono vincoli amministrativi come le complesse procedure di autorizzazione a livello locale", e infine "ci sono barriere finanziarie come gli alti costi di connessione alla rete". Secondo la normativa europea l'Italia deve arrivare al 25% di elettricità prodotta dalle rinnovabili entro il 2010.

"In secondo luogo - si legge ancora nel rapporto della Commissione - ci sono restrizioni amministrative come un sistema complesso per le procedure di autorizzazione a livello locale. Terzo, esistono barriere finanziarie che rendono molto elevati i costi di connessione alle reti". Per tutti questi motivi - sottolinea Bruxelles - l' Italia fa registrare ancora dei ritardi molto forti.

Le misure annunciate. La Commissione europea ha presentato l'annunciato pacchetto di misure sulla politica energetica e ha proposto la riduzione di almeno il 20 per cento entro il 2020 delle emissioni di gas serra dei Ventisette. "La Commissione è convinta che quando un accordo internazionale sarà raggiunto sul dopo 2012, questo porterà a un taglio delle emissioni del 30 per cento entro il 2020 da parte dei Paesi industrializzati".

Il Commissario Ue all'Energia Andris Piebalgs ha continuato: "Se prendiamo le giuste decisioni adesso l'Europa può guidare il mondo verso una nuova rivoluzione industriale: lo sviluppo di un'economia a basse emissioni di carbonio". Il cambiamento climatico "è una delle più gravi minacce al nostro pianeta", ha aggiunto il Commissario Ue all'Ambiente Stavros Dimas.

Dimas ha quindi fatto appello al resto dei Paesi industrializzati affinchè seguano l'esempio europeo e "accelerino il progresso verso un accordo internazionale sulla riduzione delle emissioni globali".

Più rinnovabili. Tra le sue proposte la Commissione indica anche gli obiettivi per l'incremento delle fonti rinnovabili e i carburanti verdi. L'obiettivo vincolante suggerito da Bruxelles è di arrivare entro il 2020 al 20 per cento di energia pulita e al 10 per cento di biocarburanti. Il pacchetto varato dalla Commissione ha comunque davanti a sé ancora un lungo percorso. Sarà prima discusso al consiglio europeo di primavera, poi la Commissione presenterà proposte legislative per dare il via alla realizzazione della tabella di marcia per raggiungere gli obiettivi giuridicamente vincolanti e infine i singoli stati membri avranno la possibilità di varare specifici provvedimenti per comporre il proprio mix di energie rinnovabili più adatto alla loro situazione.

Barroso "agnostico" sul nucleare. Sulla possibilità di una maggiore apertura al nucleare, la Commissione Europea non si pronuncia, ed ancora una volta lascia la parola agli stati membri, soli competenti in materia d'energia. "Nell'Europa a 27, il nucleare rappresenta il 31% della produzione di elettricità - ha precisato il presidente della Commissione Europea Josè Manuel Durao Barroso - noi non prendiamo posizione. Ci limitiamo ai fatti. Agli stati membri decidere cosa fare in materia". Ancora una volta Barroso assicura che "per il nucleare la Commissione Europea resta agnostica. Quel che è importante è avanzare verso un'economia meno dipendente dal carbone. E pensiamo di aver presentato in questo senso obiettivi importanti".

Reazioni contrastanti. Le prime reazioni alle proposte di Bruxelles sono state contrastanti. Critici gli ambientalisti. "Le misure previste - afferma il direttore di Legambiente Francesco Ferrante - sono decisamente poco ambiziose oltre che espressione di una politica del doppio binario nella lotta contro i cambiamenti climatici che rischia di trascinare l'Europa in un burrone. Una linea a dir poco bizzarra se si considera l'allarme lanciato quasi una settimana fa con lo studio sulle conseguenze dell'inquinamento da CO2". Ferrante lamenta quindi il fatto che il pacchetto è "frutto di un compromesso tra il Commissario all'Ambiente, Stavros Dimas, che proponeva una riduzione del 30% di emissioni di gas serra (rispetto al 1990) e il Commissario all'Industria, Günter Verheugen, che proponeva un misero 15%". Soddisfatte invece le associazioni degli agricoltori Cia e Coldiretti che sottolineano l'importanza dello stimolo alla diffusione dei biocarburanti.

_________________
Carmelo Pace


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MessaggioInviato: Mer Gen 10, 2007 4:19 pm    Oggetto: Adv






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emilio







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MessaggioInviato: Mer Gen 10, 2007 6:41 pm    Oggetto:  
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se posso aggiungere notizia fresca di casa nostra e per nulla rassicurante:

09/01/2007 12:08
RAPPORTO UE, ITALIA ULTIMA SULLE RINNOVABILI
ANSA) - ROMA - Sulle energie rinnovabili, l'Italia e' l'ultima d'Europa. E' quanto sostiene una anticipazione, fornita dal Wwf, del rapporto sulle rinnovabili che sara' presentato mercoledi' 10 gennaio a Bruxelles, nell'ambito del piano su energia e ambiente, dal presidente della commissione Ue Barroso. Dal 1997 ad oggi in Italia il contributo delle energie rinnovabili e' diminuito, passando dal 16% del 1997 al 15,3% di oggi. L'Italia e' tra i paesi maggiormente lontani dall' obiettivo nazionale del 25% di quota da rinnovabili sul totale del consumo energetico. [...]

se volete leggere la notizia per intero:

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"vola come una farfalla e pungi come un'ape" > Muhammad Alì

"l'elefante cerca invano di raccogliere i granelli di zucchero sparsi tra la sabbia,
ma la formica li potrà raccogliere facilmente" > Kabir
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carmelo.pace







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MessaggioInviato: Mer Gen 17, 2007 11:56 pm    Oggetto:  Dal sito del Governo
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Primo contratto quadro sui biocarburanti

Il futuro dell’energia verde è cominciato. Il 10 gennaio scorso è stato infatti presentato dal Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il primo contratto quadro nazionale sui biocarburanti, che rappresenta il primo passo verso la costruzione di una filiera nazionale delle agro-energie e contribuirà a conferire un nuovo ruolo all'agricoltura italiana. Soggetti interessati dal contratto quadro sono le Associazioni agricole, l’Unione Seminativi (produttori di semi oleosi) e, sul versante industriale, Assitol, Assobiodiesel, Assocostieri. Si tratta, per l’Italia, di una mossa concreta nel segno della tutela ambientale, nel senso di una riduzione della dipendenza dalle fonti energetiche non rinnovabili; per l’agricoltura, in particolare, di un momento fondamentale per l’affermazione di una filiera innovativa. L'intesa raggiunta esprime così la risposta del Governo agli obblighi imposti dal Protocollo di Kyoto, mettendo in rapporto di collaborazione agricoltura e ambiente. L'accordo quadro, oltre a rappresentare una grande opportunità di crescita per il nostro sistema produttivo, è dunque un primo segnale delle opportunità offerte dalla finanziaria. Nel 2007, infatti, la coltivazione di semi oleosi a fini energetici potrà raggiungere i 70 mila ettari di terreno dai quali si ricaveranno circa 70 mila tonnellate di bio-diesel da integrare nel normale carburante, produzione che si spera di triplicare entro il 2010, raggiungendo i 240 mila ettari.

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Carmelo Pace


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MessaggioInviato: Sab Feb 24, 2007 11:38 pm    Oggetto:  Buoni benzina
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Stavo giocando a confrontare gli esiti dei vari sondaggi sul sito dei ds VdA, interessante la fede europeista dei valdostani che emerge tra il sondaggio 8 e il 33...continuo domani.

Un saluto

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Carmelo Pace


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MessaggioInviato: Ven Mar 09, 2007 3:45 pm    Oggetto:  Lavoro e Ambiente
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Cari tutti,

spero che anche con i TFR si possa contribuire a finanziare e realizzare le infrastrutture, così verrà fatta la TAV e abbatteremo le emissioni di CO2.
Il trasporto ferroviario sarà efficace e la gente lo userà, inizieremo a pensare che avere un auto elettrica o a idrogeno sarà sufficiente oltre che ecologico e i produttori dovranno adeguarsi.
Con le auto elettriche penseremo che avere pannelli fotovoltaici per ricaricarle sarà un motivo in più per averli.
Ma se avremo auto ecologiche e faremo uso di energie rinnovabili sarà anche perchè avremo visto più pubblicità ecologiche, più film come quello di Al Gore (An Inconvenient Truth) e avremo assistito a più conferenze sulle rinnovabili.
Saremo così entrati nell'era dello sviluppo sostenibile, i vari Bush del pianeta saranno sempre più in affanno e isolare/contrastare le pressioni loro e delle loro lobbies's sulle decisioni geopolitiche, alle Nazioni Unite, nel Patto Atlantico quindi nella NATO e in tutti i tavoli per la Pace, risulterà più semplice.
Se riusciremo a fare tutto ciò, sarà merito di una Europa sempre più riferimento per il Mondo e sarà anche perchè avremo bonificato i pozzi avvelenati da questo centro destra, a partire dalla definizione in parlamento o per referendum, di una legge elettorale seria per un partito nuovo, libero di governare.

Un saluto

Carmelo Pace
---------- Initial Header -----------

From :

To :

Cc :
Date : Fri, 9 Mar 2007 11:11:39 +0100
Subject : Re: [Spaziolibero] In: La pericolosa ingenuità del Ministro Damiano

> @Spaziolibero@
>
> - lista di discussione generalista della Margherita -
> (Un solo messaggio al giorno, per favore)
> Archivio pubblico dei messaggi:
>

> _________________________________________________________
>
> Caro Brucoli, sono completamente d'accordo con lo spirito della tua
> risposta.
> Mi permetto soltanto di esprirmi su un paio di punti.
> 1 - Avere tempo di seguire gli andamenti dei fondi, non illuda sul fatto che
> ciò basti per ottimizzare la rendita del proprio Tfr. Le dinamiche dei
> mercati finanziari rappresentano la più imperfetta forma di scienza
> statistica, soprattutto perchè sono viziate da indebite influenze di
> oligopoli privati e delle banche centrali (ma anch'esse sono un oligopolio
> privato). Ma se procedendo per assurdo volessimo negare queste ingerenze a
> cui mi riferisco, lo studio delle tecniche dovrebbe essere di una tale
> costanza da comportare che il lavoratore cambi mestiere e si metta a fare il
> trader. Infatti, le teorie e tecniche finanziarie mutano alla velocità della
> luce. Talvolta performano bene su un titolo o un indice, ma non sull'altro.
> Si pensi a come i patterns di Larry Williams, forse il più grande trader
> vivente, da lui sviluppati a fine anni '90, oggi siano carta straccia.
> Pensiamo a come gli algoritmi su cui si fondano i famosi trading systems,
> divengano dopo qualche mese, un qualcosa di utile per regalare soldi agli
> altri piuttosto che a noi stessi.
>
> Sono anche d'accordo con la tua conclusione:
> "... in un modo o nell' altro non vedremo
> il frutto delle nostre fatiche e dei nostri soldi, bensì ci guadagneranno
> altri."
> Il vero guadagno del lavoratore-risparmiatore, negli ultimi anni ancor più
> di prima, non è più la rendita maturata sul proprio patrimonio finanziario,
> quanto il non veder scemare anche il valore nominale della stessa (quello
> reale scema a prescindere, a causa dell'iperinflazione sui principali generi
> di consumo a cui tu stesso ti riferisci).
> Finchè il ciclo produttivo non tornerà a crescere, in termini pro-capite e
> per chilometro quadrato, la ricchezza reale della maggioranza dei cittadini
> non potrà tornare a crescere.
> Per fare ciò è necessario tornare ad una politica di spesa pubblica
> orientata nei settori strategici delle infrastrutture e dell'industria ad
> alta intensità di capitale e di tecnologia. Tuttò ciò ovviamente vuol dire
> ridiscutere l'inclusione nel 3% del rapporto deficit/Pil, delle spese in
> conto capitale (spese per infrastrutture pesanti e leggere) pretesa da
> Maastricht.
>
> Saluti.
> claudio giudici
> ----- Original Message -----
> From: <s.brucoli@miroglio.com>
> To: <spaziolibero@margheritaonline.it>
> Sent: Friday, March 09, 2007 9:19 AM
> Subject: [Spaziolibero] In: La pericolosa ingenuità del Ministro Damiano
>
>
> @Spaziolibero@
>
> - lista di discussione generalista della Margherita -
> (Un solo messaggio al giorno, per favore)
> Archivio pubblico dei messaggi:
>

> _________________________________________________________
>
>
> Considerazioni molto interessanti, le fa anche Beppe Scienza che suggerisce
> almeno di non avere fretta nel collocare il proprio TFR, visto che se
> rimane in azienda si può sempre collocare in fondi pensione
> successivamente, mentre viceversa la scelta del fondo è irreversibile, si
> può solo cambiare fondo dopo due anni. (perchè mai?)
>
> Tuttavia, considerato che lo stato spera di incassare, questi discorsi
> sembrano altrettanto tendenziosi di quelli che consigliano i Fondi.
>
> Francamente i Fondi pensione rendono di più.... tuttavia non mi sembra che
> siano tutti li che non vedono l' ora di investire nell' azionario, in
> questi anni ci sono stati tanti esempi di quanto può essere pericoloso.
> I Fondi di categoria dovrebbero essere il comparto gestito in maniera più
> prudenziale, se mai i rendimenti pagati sono inferiori a quelli reali
> perchè una larga parte viene trattenuta dal gestore del fondo...... il
> mercato rende almeno il 15% al momento se pagano solo il 5-6% vuol dire che
> si tengono la maggiorparte del guadagno.
> I Fondi di categoria sono gestiti dai sindacati. I fondi aperti o azionari
> sono evidentemente costosi e pericolosi, comunque chi è più esperto o ha
> tempo di seguire gli andamenti ( si tratta soprattutto di seguire in
> maniera costante ) può rischiare e poi cambiare fondo in seguito.
>
> La considerazione che andrebbero lasciati in azienda perchè si rifinanzia
> il sistema produttivo oppure allo stato per finanziare il wellfare, mi
> trova pienamente d' accordo.
> C'è solo un piccolo problema: IL TFR gestito così si rivaluta in maniera
> VERGOGNOSAMENTE bassa, 2.5% annuo se tutto va bene. Il famigerato 0,75 %
> dell' indice ISTAT di rivalutazione sull' iflazione annuale è artefatto. L'
> Istat infatti ci dice che abbiamo un' inflazione del 3.5%, mentre tutti
> sappiamo che i beni di consumi non di lusso, automobili o elettrodomestici
> ( le grandi catene evadono l' IVA, quindi i prezzi non sono reali) ma
> quelli giornalieri alimentari e scarpe abbigliamento, materiali scolastici
> etc sono raddoppiati, seguendo la logica 1000 lire un euro, ma non nella
> nostra testa bensì nella realtà.
>
> Conclusione quella che ho già detto: in un modo o nell' altro non vedremo
> il frutto delle nostre fatiche e dei nostri soldi, bensi ci guadagneranno
> altri.
>
> buona giornata
>
> @Spaziolibero@
>
> - lista di discussione generalista della Margherita -
> (Un solo messaggio al giorno, per favore)
> Archivio pubblico dei messaggi:
>

> _________________________________________________________
>
>
> La pericolosa ingenuità del Ministro Damiano
>
> 08.03.2007
> Martedì sera durante la trasmissione di Rai3, Ballarò, abbiamo assistito
> alla solita sfilata di bellezza che costantemente impegna i politici che si
>
> presentano in televisione. Se un On. Prestigiacomo, tanta è la
> maleducazione
> e strafottenza in cui spesso cade, risulta non credibile a prescindere,
> personaggi come il Ministro Damiano ed il Ministro Rosy Bindi, a causa
> della
> loro apparente serietà, risultano essere di grande pericolosità, se poi la
> sostanza di ciò che dicono non corrisponde alla forma ostentata.
> Durante quella trasmissione, il Ministro Damiano ha rivolto ai lavoratori,
> per la seconda volta nell'arco di una ventina di giorni, l'invito a
> trasferire i contributi previdenziali verso i fondi pensione. Tutti
> convenivano con lui: il Ministro Rosy Bindi, che di fronte al dubbio se
> fossero cosa buona o meno, le proprie asserzioni le suffragava, tanta era
> la
> debolezza delle argomentazioni di fondo, affermando che nessuno poteva
> avere
> interesse ad avere un futuro di pensionati poveri (approcciandosi con
> questo
> modo fideistico alle questioni, capiamo come abbiamo fatto a ritrovarci con
>
> una popolazione la cui capacità d'acquisto reale si è impoverita del 50%
> durante i soli anni '90, e ben di più dai primi anni '70 ad oggi); l'On.
> Prestigiacomo ed il Senatore Baldassarri, erano anch'essi concordi sulla
> bontà dello strumento del fondo pensione.
>
> Il Ministro Damiano, molto probabilmente in buona fede, ha fatto un passo
> in
> più suggerendo ai giovani di scegliere sì il fondo pensione, ma nella
> fattispecie dell'opzione a maggior rischio (quella azionaria). Suffragava
> la
> sua presa di posizione, rifacendosi a ciò che dicono gli analisti, ossia
> che
> nei "30-40 anni, il mercato azionario paga più di quello obbligazionario".
> Il Ministro Damiano forse non conosce la denuncia fatta da parte
> dell'associazione dei consumatori Adusbef, basata anche su uno studio del
> Movimento Solidarietà, ripresa dal Wall Street Journal-ANSA il 12 novembre
> che titola: "Opinioni: il 90% dei consigli delle agenzie di rating sono
> bufale!" (http://movisol.org/znews218.htm).
> Le asserzioni del Ministro, che insieme a quelle dei suoi onorevoli
> colleghi
> presenti a Ballarò portavano indubbiamente a concludere che questi fondi
> pensione sono proprio una bella cosa - soprattutto per noi giovani, se
> scegliamo le formule un po' più rischiose come l'investimento azionario - ,
>
> sono voluto andarle a verificare sul campo.
> Dunque ho preso i dati relativi all'indice azionario Usa, Dow Jones
> Industrial dal 1955 ad oggi, ed il dato dei tassi d'interesse al 31
> dicembre
> di ogni anno (dal 1955, poiché solo da tale anno li fornisce la Federal
> Reserve).
> Ecco cosa ne emerge: dal 1955 al 1971 (mi sono soffermato sul 1971 per
> avere
> poi dal '71 al 2006, i trentacinque anni a cui faceva riferimento il
> ministro Damiano) un'unità di dollaro investita nel comparto a basso
> rischio
> (titoli del Tesoro Usa) sarebbe divenuta di 1,909 dollari.
> Nello stesso periodo, chi avesse investito quella unità di dollaro nel
> mercato azionario Usa, invece si sarebbe ritrovato con 1,824 dollari.
> Sui 52 anni presi in esame, ben 29 avrebbero dato risultati negativi al
> lavoratore che avesse deciso di collocare i propri contributi previdenziali
>
> in un fondo pensione azionario.
> Nella ipotetica ricostruzione, il periodo che va dal 1969 al 1995 ha dato
> consecutivamente risultati negativi a colui che ha optato per la scelta più
>
> rischiosa del mercato azionario.
> Dal 1996 ad oggi, la scelta premiata sarebbe stata quella del lavoratore
> più
> propenso al rischio, che dunque avesse puntato sul mercato azionario, ma
> sui
> minimi del 2001, 2002 e 2003, la scelta premiante sarebbe tornata ad essere
>
> ancora una volta quella del lavoratore più accorto, meno propenso al
> rischio.
> Questi risultati sono ancora più negativi se consideriamo che l'effettuare
> la scelta dei titoli del tesoro è molto facile. Ben più complesso, se non
> impossibile, per un lavoratore che versa dei contributi previdenziali, è
> scegliere un paniere titoli che sia rappresentativo dell'intero indice
> azionario.
> Alla luce del fatto che i mercati azionari sono tornati ad essere sui
> massimi storici, sono altamente instabili, premiati più dall'immissione
> arbitraria di liquidità da parte delle banche centrali che non dai
> risultati
> operativi, suggerire ad un lavoratore di posizionare i propri contributi
> previdenziali sui fondi pensione azionari è quanto di più irresponsabile si
>
> possa fare.
> L'essere in buona fede non libera dalle responsabilità morali per
> affermazioni che creano affidamento nella maggioranza delle persone in chi
> appare anche molto credibile (Damiano come la Bindi).
> La serietà non è un'esibizione formale, ma corrisponde al responsabile atto
>
> di scoprire la verità - per quanto scomoda possa poi essere, se il sistema
> preferisce una non verità - e di trasmetterla all'altro.
> Posizioni come quella del Ministro Damiano dimostrano come si sia
> completamente perso il senso di cosa sia l'economia reale.
> In un sistema finanziarizzato, altamente speculativo come quello odierno, è
>
> molto importante invece che i contributi dei lavoratori rimangano presso le
>
> aziende che, reinvestendoli nell'attività aziendale, possono dare forza al
> sistema produttivo. Trasferire questa importante fonte di finanziamento
> dell'economia
> reale, nei fondi pensione, vuol dire sostenere i processi di chi fa della
> speculazione il proprio mestiere. Tuttavia qui si può distinguere: se nel
> caso del fondo pensione azionario il favoreggiamento dei processi
> speculativi è pressoché scontato, nel caso dei fondi pensione
> obbligazionari
> in titoli del tesoro, ciò può voler dire aiutare lo Stato a fornire servizi
>
> alle persone, ad investire nelle infrastrutture come strade, ospedali,
> scuole, energia.
> Con approccio diametralmente opposto a quello che ha ispirato il Ministro
> Damiano, così come l'attuale modello culturale dominante, ciò che è
> importante guardare nello scegliere dove collocare i propri contributi
> previdenziali è il tornaconto sociale, la funzione sociale, e
> conseguentemente il nostro vantaggio.
> Claudio Giudici

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MessaggioInviato: Ven Mar 09, 2007 4:16 pm    Oggetto:  Fondamentale
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Accordo raggiunto al vertice dell'Unione sulle politiche per contrastare il riscaldamento globale
Gli obiettivi sulle fonti verdi saranno vincolanti, riconosciuto il contributo dell'atomo
Intesa europea su energia e clima
rinnovabili obbligatorie, sì al nucleare
Trovata una mediazione con le esigenze francesi e dei nuovi entrati dell'Est
Soddisfazione dal mondo ambientalista: "Svolta storica, ora bisogna passare ai fatti"

<B>Intesa europea su energia e clima<br>rinnovabili obbligatorie, sì al nucleare</B>

Siccità in Cina
BRUXELLES - Il Consiglio Ue si è concluso con un accordo complessivo sul piano d'azione energetico per contrastare i cambiamenti climatici. L'Europa si impegna a stabilire ambiziose quote vincolanti nella riduzione di emissioni di gas serra, nella produzione di energia da fonti rinnovabili e nel risparmio energetico. I 27 hanno raggiunto infatti un'intesa sul piano proposto dal cancelliere tedesco Angela Merkel, presidente di turno dell'Unione. Il testo di compromesso, ha commentato la Merkel, rappresenta una "svolta" nell'impegno a contrastare il riscaldamento globale. "Spero - ha proseguito il cancelliere tedesco - che otterremo l'accordo degli stati membri su questo testo che ha sicuramente dei nuovi elementi di qualità ".

Un difficile compromesso. Il nucleo storico dell'Unione è riuscita quindi a convincere con le adeguate compensazioni i nuovi entrati dell'Europa orientale della necessità di fissare obiettivi vincolanti sia nel campo del risparmio energetico che in quello della produzione da fonti rinnovabili come sole, vento e biomasse.

Obiettivo 20%. Il consiglio europeo indica un "obiettivo vincolante del 20% entro il 2020 del totale dei consumi di energia da fonti rinnovabili". Un traguardo ambizioso, anche perché raggiunta l'intesa politica rimane ancora irrisolto il nodo di come tradurre il tutto da un punto di vista giuridico in una legislazione europea coerente. Per raggiungere l'obiettivo si terrà conto della media di quanto fatto da tutti gli stati, con quote differenziate a livello nazionale. Queste al momento non sono state ancora fissate, ma fonti Ue precisano che verrà fatto "al più presto" tenendo conto dei mix energetici di ciascun paese. Unico obiettivo vincolante dovrebbe essere quello minimo sui biocombustibili, fissato al 10%.

Il nodo legislativo. "Proporremo una legislazione", ha detto il presidente della Ue, Josè Manuel Durao Barroso, annunciando che l'esecutivo presenterà le sue proposte "nel terzo trimestre dell'anno". L'utilizzo dello strumento legislativo - che sarà oggetto di nuovi negoziati - consentirebbe alla Commissione di fare ricorso alla Corte di giustizia europea contro uno Stato inadempiente.

Il pedaggio pagato alla Francia. L'intesa è stata possibile anche grazie alle concessioni fatte alle pressioni francesi sul ruolo dell'energia atomica nel limitare le emissioni di anidride carbonica. Nella piano si riconosce infatti "il contributo dell'energia nucleare" per far fronte alle preoccupazioni sulla sicurezza e approvvigionamento dell'energia e per la riduzione delle emissioni di C02, rilevando però "l'importanza capitale" che siano tenute in considerazione la sicurezza dei processi.

Il ritardo italiano. Per quanto riguarda l'Italia, che parte con un grosso ritardo dopo anni di scarsa attenzione al problema, "bisogna veramente cambiare la struttura produttiva del settore energetico italiano" ha spiegato il presidente del Consiglio Romano Prodi, precisando che si tratta di "un impegno di grandissimo respiro, non è una cosa da poco".

La soddisfazione di Barroso. Estremamente soddisfatto il presidente della Commissione Ue. "Questo - ha sottolineato Barroso - è stato il vertice più significativo cui ho partecipato, l'Europa ha dimostrato che è possibile prendere decisioni importanti e ambiziose e quando i leader europei andranno al G8 a giugno potremo dire che l'Europa assume la leadership" e che gli altri "devono unirsi a noi nella lotta ai cambiamenti climatici".

"Importante come Kyoto". Cantano vittoria anche le associazioni ambientaliste. "È la più importante decisione presa da due anni a questa parte, dopo la ratifica del Protocollo di Kyoto nel febbraio 2005", ha commentato Francesco Tedesco, responsabile Campagna Energia e Clima di Greenpeace. "Con questa svolta storica l'Europa si mette al primo posto nella lotta al cambiamento climatico, dobbiamo essere davvero orgogliosi di questo", ha aggiunto.

Il momento di passare ai fatti. Molto positivo pure il giudizio di Legambiente, che invita però il governo italiano "a passare dalle parole ai fatti". "Non è infatti più ammissibile - afferma il presidente Roberto Della Seta - che alla posizione avanzata del nostro Paese nelle trattative internazionali sul clima non corrisponda un impegno concreto dell'esecutivo per favorire la produzione di energia pulita, attraverso nuovi meccanismi d'incentivazione delle fonti rinnovabili e la semplificazione delle procedure autorizzative".

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MessaggioInviato: Dom Mar 18, 2007 6:58 pm    Oggetto:  Il petrolio sta proprio finendo...
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The New York Times

Abu Dhabi Explores Energy Alternatives

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By HASSAN M. FATTAH
Published: March 18, 2007

ABU DHABI, United Arab Emirates, March 14 — On the outskirts of this Persian Gulf boomtown, past an oil refinery and a water desalination plant, the foundations are being poured for an ambitious project that will house a research facility and perhaps even a power plant, all intended to take this oil-producing giant into the next energy wave.

Oil, however, will have nothing to do with it. The sun, the wind and hydrogen will.

Abu Dhabi, the capital of the United Arab Emirates, the fourth largest OPEC oil producer with about 10 percent of the known reserves, is seeking to become a center for the development and implementation of clean-energy technology.

Last year, the emirate launched the Masdar Initiative (masdar is Arabic for source), which has signed up major oil and technology companies, universities around the world and U.A.E. ministries to help develop and commercialize renewable-energy technologies backed by hundreds of millions of dollars of Abu Dhabi’s money.

At first, the Masdar effort drew skepticism and a few snickers. The United Arab Emirates has been singled out as one of the world’s highest per capita emitters of carbon monoxide and other greenhouse gases.

The U.A.E. has especially high energy demand to maintain a luxurious life of air-conditioning, chilled swimming pools and even an indoor ski slope in the emirate of Dubai, a neighbor of Abu Dhabi. U.A.E. officials say the Masdar project is one way to reduce demand for fossil fuels internally.

The U.A.E. is only the most serious among Persian Gulf oil-producing countries whose thirst for electrical power has spawned efforts to find other sources of energy to save high value fossil fuels for export. Most Persian Gulf states get their water from desalinating gulf waters, an energy-intensive process. With their populations growing rapidly, domestic consumption of oil is commanding a greater share of production. Late last year Saudi Arabia and other gulf states began a research program looking into nuclear power; Iran, which has faced off with the United States and other international powers, insists that its nuclear program is intended to serve mounting energy demands domestically.

Some other Arab countries have dabbled with renewable energy. The Bahrain World Trade Center project in Bahrain includes wind turbines that, developers say, will meet up to 35 percent of the project’s power needs. In North Africa and in countries like Jordan, residents have been encouraged to adopt solar heating to save energy costs.

The Masdar Initiative, however, is the most far-reaching program.

“They’ve seen the writing on the wall: where will all these places be, post-oil?” said Virginia Sonntag-O’Brien, managing director of BASE, a center in Basel, Switzerland, that promotes investment in energy efficiency and renewable energy. “It’s their message that they are an oil-producing nation taking the energy and climate issue seriously and developing their own economy, which is important.”

Alternative energy has attracted increasing interest over the past year as American industrial leaders have called for more aggressive action to be taken against the phenomenon of global warming and the Bush administration has focused greater attention on renewable energy. In Silicon Valley, the excitement over clean-energy technology startups recalls the flurry of new Internet companies in the 1990s.

From its gleaming high-rise towers to its $3 billion marble-encrusted Emirates Palace Hotel, Abu Dhabi has long prided itself on being an example of what oil money, put to good use, can do. Oil helped turn Abu Dhabi from desert fishing village into an influential Arab capital. It helped build a citizens’ trust fund that is estimated to be worth up to $300 billion, whose investments are estimated to bring the emirate almost twice income as its oil sales do.

Now, Abu Dhabi hopes to show that petrodollars can develop innovation in clean energy. Masdar has drawn up a $250 million Clean Technology Fund, and begun construction of a special economic zone for the advanced energy industry. Last month, Abu Dhabi announced plans to build a 500-megawatt solar power plant in the area — one of the most ambitious of its kind in the world.
The plant will be the Persian Gulf’s first, to be built in partnership with the Abu Dhabi Power and Water Authority, generating enough power for up to 10,000 homes. It should be operational by 2009, either as a stand-alone or as part of a desalination project.

Shortly after it announced those plans, Masdar announced an even more ambitious project to develop a graduate-level research center in combination with M.I.T. that will be focused on renewable-energy technologies. Scientists who join the program will be able to attend M.I.T. courses in Boston and will be assisted in developing research and courses at Abu Dhabi. M.I.T. administrators liken the effort to one that the university spearheaded in Bangalore during the 1960s that helped create the high-tech corridor there.

“This is the first oil-producing state that has accepted and agreed with the concept that oil may not be the only source of energy in the future,” said Fred Moavenzadeh, director of the Technology Development Program at M.I.T. “That is a significant realization.”

In a decade, Masdar’s executives and M.I.T.’s administrators predict, Abu Dhabi is likely to have expertise in solar energy, photovoltaics, energy storage, carbon sequestration and hydrogen fuel.

Most important, they say, it hopes to prepare itself for a world that is not as reliant on fossil fuels as it is today. Abu Dhabi’s expertise, they say, is in energy, not just in oil.

“We realize that the world energy markets are diversifying, so we need to diversify too,” said Sultan A. al-Jaber, chief executive of the Abu Dhabi Future Energy Company, the government arm that manages the Masdar Initiative. “We see the growth of renewable energy as an opportunity, not as a problem.”

Experts warn that the big investments have yet to occur, but note that the progress has underscored Masdar’s seriousness.

“For a player in that world to recognize that there’s this other component to the energy business is itself a recognition that the world is changing,” said Marc Stuart, director of new business development at EcoSecurities, a company that structures and guides projects to reduce greenhouse gas emissions through the Kyoto Protocol, the international agreement that seeks to curb global warming, and also trades in credits earned by companies that make deep cuts.

“It is a very significant move because the Middle East is one of the areas where renewable energy has never made any strides.”

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Carmelo Pace


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MessaggioInviato: Gio Mar 29, 2007 10:53 pm    Oggetto:  CIP6 e inceneritori
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Dal Blog di Beppe Grillo

Cip6: a letter from Pecoraro Scanio

Pecoraro Scanio has sent me a letter about the Cip6. This is a great victory for Italian citizens. I want to say “thank you” to all those who follow the Blog and to those who are associated with the MeetUp groups. Without you there would still be financing of the incinerators.
But there are those, like the valued incineratorists, the TAVists, the DSdioxin Mediapolists from Piedmont who never give up and send out a cry of pain with Chiamparino: “The year 2007 will be decisive for the High Speed Turin- Lyon project. Even given the umpteenth interview with the Minister Pecoraro Scanio on the topic, it seems evident to me that it is ever more a political problem.
This is why I think that the political leadership of the Centre Left should finally give a clear word on the topic.” I’ll give you a clear word Chiamparino: “Jerk”.


“Dear Beppe,
Good news: the common battle against the Cip6 has seen a step forward. The Council of Ministers has restored the amendment - the one that disappeared in the Senate, - that excluded the “similar sources” (including the incinerators) from the incentives destined for renewable sources.
This is a success and good news that people need to know about. Together with the reopening of the Conference of Services for the regasification plant at Brindisi so as to be able to evaluate fully and exhaustively all the environmental profiles. More good news is the decision to start in March the national conference on energy and the environment.
The stimuli and the criticisms that we receive are useful and at times they are necessary, but it is also important to remember the positive results and to share them with those who have battled to get them.
An encouragement for those, like us, that believe another economy is possible and that protests should not be criminalized but that it is necessary to gather together the many proposals for the innovation they contain.
Thus there are a few good news items at the end of the year but we can rest there. I am taking advantage of these festive days to say to you and to all the friends of the Blog, may you have a happy year 2007 and may it be full of satisfaction. And with this wish there’s also a brief reflection.
I read your criticisms that personally I consider to be useful stimuli to operate with ever more efficiency. On the other hand, your Blog and the activity of the movements that fight throughout the land for the environment and the rights of consumers, are precious allies and vigilant eyes for those who are in politics with the aim of bringing about a change in direction of politics in this country.
We talked about this during our first meeting at the Ministry in the first weeks of life of the government.
And I have to say, in these first months of activity I have preferred to “talk” with facts rather than with press releases. The facts and the acts of the government can certainly be improved on but they are certainly moving in the direction that we are hoping for.
For example, I am referring to the work done to remove the TAV project in the Val di Susa from the perverse mechanism of the Objective Law and to bring it within the ambit of ordinary procedures. Or to the financing going to the Bridge over the Straits of Messina and direct it to the public works that are genuinely useful in the South. Or for having started the complete reform of the Framework Law.
To have inserted in the Finance Law, more money for renewable energy sources, for efficiency and saving, sustainable mobility, the defence of the territory from landslides and floods, for the fight against the eco-mafias and abusive building in favour of parks and biodiversity.
A positive balance that is very solid in relation to the previous Finance law that can be verified by anyone. This gives us hope for the year 2007.

Alfonso Pecoraro Scanio.”

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MessaggioInviato: Gio Apr 05, 2007 11:36 pm    Oggetto:  W ANNOZERO!
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Grande puntata!
grazie all'opera di Berlusconi nella passata legislatura il 95% del CIP6 è andato a finanziare i petrolieri e gli inceneritori!?!?
Quello che dovrebbero fare gli scienziati, cioè opporsi alla logica delle lobby del profitto a tutti i costi, lo stanno facendo i cittadini, vergonatevi e riflettete sulla vostra esistenza!!!
I politici del Partito Democratico preparino le loro fedine penali bene in vista.

Carmelo Pace

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MessaggioInviato: Ven Apr 06, 2007 11:34 am    Oggetto:  Un articolo di un certo Rutelli
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Ecologia e tecnologia

Rutelli: Troppa politica politicante, più progetti per il futuro

05-04-2007

"Si parla troppo di politica politicante e pochissimo di progetti per il futuro che migliorano la vita della gente". Lo ha detto il leader della Margherita, Francesco Rutelli, parlando al convegno 'Ecologia e tecnologia: cambia il clima, cambia la nostra vita'.
"Le nuove tecnologie - ha detto Rutelli -, la difesa dell'ambiente, la lotta contro i cambiamenti climatici saranno al centro della proposta della Margherita per il Partito democratico". Proposte concrete che migliorano la vita degli anziani, delle imprese, migliorano il traffico, la mobilità e salvano l'ambiente". Questi i punti decisivi del 'programma per il Partito democratico che nascerà dalla Margherita e dai Ds e dalle tante forze della società civile. Abbiamo delle potenzialità immense e credo che il Partito democratico debba parlare al futuro molto più che soltanto di questioni politicanti".
L'ambiente, secondo Rutelli, non è solo clima globale che cambia, non è la siccità e non sono le alluvioni. "L'ambiente - ha sottolineato il leader della Margherita - è la vita di ogni giorno e noi dobbiamo investire in più tecnologia per combattere i cambiamenti climatici e soprattutto per dare risposte alla vita delle persone".

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MessaggioInviato: Ven Apr 06, 2007 2:33 pm    Oggetto:  IPCC dentro anche USA, CINA, ARABIA SAUDITA
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MessaggioInviato: Sab Apr 07, 2007 10:19 pm    Oggetto:  Rifkin
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La Repubblica
Parla l´economista americano "è un olocausto ecologico"

Rifkin "Un piano Marshall per la Terra"

07-04-2007

NEW YORK - «Siamo di fronte a un vero e proprio olocausto ecologico», dice Jeremy Rifkin, parlando quasi sottovoce come se si vergognasse di un´espressione così tetra e carica di simbolismo. È la prima volta che la usa e ne spiega subito le ragioni: «Il rapporto dell´Onu delinea un cambiamento radicale nei 200mila di anni storia dell´homo sapiens. Ormai non siamo più a livello di ipotesi, proiezioni o aneddoti. Il riscaldamento globale avviene in tempo reale e in presa diretta: possiamo vederne i primi effetti coi nostri occhi e presto le conseguenze avranno conseguenze rivoluzionarie». Rifkin, 62 anni, ha costruito la sua fama internazionale come "esploratore di trend". Nei diciassette libri che ha pubblicato e nell´attività quotidiana alla sua fondazione di Washington ha sempre disegnato gli scenari del futuro, inserendovi temi a lui cari, come le biotecnologie e l´economia basata sull´idrogeno. Adesso però si rende conto che la crisi climatica impone, al di là di studi e rapporti, anche una risposta politica in tempi brevi. E lavora proprio in questa direzione, sia al Parlamento europeo, di cui è consulente (sarà a Bruxelles lunedì), che come "architetto" di un´alleanza sull´ambiente tra l´Europa e la California, tra José Manuel Barroso e Arnold Schwarzenegger. Tra le sue proposte figura quella di un Piano Marshall per la biosfera. Ce la può spiegare? «Anche se nella fase finale il rapporto dell´Onu è stato annacquato dal compromesso tra i governi, le sue conclusioni mettono in discussione la sopravvivenza stessa della specie umana e il futuro del pianeta come lo abbiamo conosciuto finora. Ripeto, non siamo più di fronte a ipotesi scientifiche ma a fenomeni che avvengono in tempo reale. Non bastano quindi iniziative come quella di Kyoto. A suo tempo quel trattato fu importante, ma ora bisogna andare ben oltre, passando dall´approccio geopolitico tradizionale a una politica globale per la biosfera. Occorrono anche risorse ingenti - migliaia di miliardi di euro - che dovranno essere messe sul piatto dai paesi più ricchi: ecco perché parlo di Piano Marshall». Ma non le sembrano obiettivi troppo utopistici se gli Stati Uniti di George W. Bush si sono persino rifiutati di applicare il trattato di Kyoto, che lei considera insufficiente? «È vero che la politica tradizionale costituisce un freno. D´altra parte siamo di fronte a una crisi senza precedenti nella storia dell´umanità che cambierà i parametri per tutti. Lo sa che cosa vuol dire che Londra avrà lo stesso clima del Mediterraneo? Le infrastrutture collasseranno, l´asfalto delle strade si scioglierà, i ponti saranno a rischio. E che succederà con il riscaldamento del clima a Sud di Roma? Un nuovo esodo dal meridione? Per giunta i paesi più colpiti saranno quelli più poveri del mondo: l´ultima ingiustizia dell´era coloniale, che prima ha sfruttato quelle regioni dell´Africa e dell´Asia e ora, per effetto delle emissioni dei paesi ricchi, ne condizionerà lo sviluppo economico». La Cina e l´India, che hanno centinaia di milioni di poveri, non sembrano le più attive nel chiedere un´inversione delle politiche ambientali. «Perché cambino rotta è necessario che il piano Marshall per la biosfera sia inteso come premessa di un nuovo patto internazionale tra paesi ricchi e poveri per salvare il pianeta e avviare una terza rivoluzione industriale, non più basata sul carbone e le ferrovie, come la prima di 200 anni fa, non più sul petrolio e l´auto, come la seconda del secolo scorso, ma sulle energie rinnovabili e l´idrogeno». È un obiettivo ambizioso. Come pensa che possa essere raggiunto? «L´Europa avrà indubbiamente un ruolo guida, grazie anche alla pressione dei cittadini e alla sensibilità degli uomini politici. Il Parlamento europeo, dove lavoro con Vittorio Prodi, si appresta a fare una dichiarazione su questi temi. Alcuni leader come Romano Prodi e Angela Merkel sono in grado di aver un ruolo leader. Ma anche in California, a dispetto di quel che accade a Washington, le cose stanno cambiando. Il governatore Arnold Schwarzenegger si muove in modo coraggioso, coinvolgendo altri stati. E spero proprio che si realizzi un "ponte" tra l´Europa e la California, che possa essere la premessa per un coinvolgimento pieno degli Stati Uniti e poi per un´azione comune delle due superpotenze nei confronti di paesi più scettici, come la Russia, la Cina o l´Arabia Saudita».

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MessaggioInviato: Mar Giu 12, 2007 10:08 am    Oggetto:  BANDI PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI SOLARI E FOTOVOLTAICI
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Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha emanato tre bandi
dedicati alle Pubbliche Amministrazioni e agli Enti locali, finalizzati al cofinanziamento di
interventi che prevedono l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica o di
calore da fonte solare (G.U. n. 126 del 1 giugno 2007). Il bando "Il fotovoltaico
nell'architettura", è rivolto a Comuni capoluogo di provincia, Comuni in cui insistano territori
facenti parti di aree naturali protette di valenza nazionale o regionale, Province, Università
statali e gli Enti Pubblici di ricerca, ed è finalizzato alla realizzazione di impianti solari
fotovoltaici di alto pregio architettonico negli edifici pubblici. Il bando "Il sole a scuola", rivolto
ai Comuni e alle Province che siano proprietari di edifici ospitanti scuole medie inferiori o
superiori, è finalizzato alla realizzazione di impianti fotovoltaici sugli edifici scolastici e,
simultaneamente, all'avvio di un'attività didattica volta alla realizzazione di analisi energetiche
e di interventi di razionalizzazione e risparmio energetico nei suddetti edifici, tramite il
coinvolgimento degli studenti. Il bando "Il sole negli Enti pubblici" è rivolto alle Pubbliche
Amministrazioni e gli Enti Pubblici, ed è finalizzato alla realizzazione di impianti solari termici
per la produzione di calore a bassa temperatura realizzati su edifici pubblici.


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MessaggioInviato: Dom Giu 17, 2007 8:40 pm    Oggetto:  Terza marcia a piedi Comboè
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Che bello il vallone di Comboè...io lo lascerei così com'è! niente strada poderale, o rotaia, certi turisti pagherebbero per andare a comprarsi la fontina a piedi fino all'alpeggio, forse si fermerebbero anche a mangiare.
Farei una ristrutturazione eco-compatibile delle strutture già esistenti e basta. E' un piccolo paradiso che va scoperto con un pò di fatica.

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MessaggioInviato: Lun Giu 18, 2007 1:10 am    Oggetto:  Re: Terza marcia a piedi Comboè
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carmelo.pace ha scritto:
Che bello il vallone di Comboè...io lo lascerei così com'è! niente strada poderale, o rotaia, certi turisti pagherebbero per andare a comprarsi la fontina a piedi fino all'alpeggio, forse si fermerebbero anche a mangiare.
Farei una ristrutturazione eco-compatibile delle strutture già esistenti e basta. E' un piccolo paradiso che va scoperto con un pò di fatica.


Il Comboè o è o non è.... Twisted Evil

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