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faustocoppi








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MessaggioInviato: Gio Gen 10, 2008 11:11 pm    Oggetto:  
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Citazione:
Primarie PD
16 ottobre 2007

COMUNICATO STAMPA
La Segreteria politica di Vallée d’Aoste Vive, riunitasi lunedì 15 ottobre presso la sede del movimento, ha valutato assai positivamente la partecipazione generale al voto, sia a livello nazionale che locale, per l’elezione degli organi dirigenti del Partito Democratico.,
In particolare per quanto riguarda la Valle d’Aosta, l’affluenza alle urne si è rivelata decisamente superiore alle aspettative, segnale questo particolarmente incoraggiante rispetto alla partecipazione popolare prevista ed auspicata per i referendum propositivi del 18 novembre.
Sarà questo un momento storico per la Valle d’Aosta, un’occasione nella quale si potrà realmente voltare pagina affrontando con rinnovato slancio le future sfide politiche ed economiche.
L’afflusso alle urne ha dimostrato che, quando i valdostani possono agire in piena libertà e senza condizionamenti, partecipano con passione all’attività politica.
Vallée d’Aoste Vive si congratula con Raimondo Donzel, neo-segretario eletto, che ha sempre richiamato nel corso della campagna elettorale il proprio pieno appoggio al momento referendario.

Vallée d’Aoste Vive


Citazione:
Non staremo più in silenzio
20 novembre 2007

COMUNICATO STAMPA

Non staremo più in silenzio, ribatteremo colpo su colpo le menzogne che i partiti di maggioranza regionale continuano a presentare ai cittadini.
Come può il Comité Fédéral dell'Union Valdôtaine assumere toni trionfalistici per un risultato elettorale nato sulla scia di vergognose azioni che hanno condizionato il voto di molti e grazie ad una scelta astensionistica che ha permesso nei fatti il controllo capillare del voto sull’intero territorio regionale.
Come può un popolo riconoscere ancora la dignità di governare a chi ha messo in ginocchio la democrazia, ha impedito il confronto politico preferendo l’uso di strumenti di controllo, impedendo di fatto un regolare sviluppo della votazione, senza provare un moto di repulsione per le parole di chi lo offende.
Nessuno sostiene che i risultati del referendum sarebbero necessariamente cambiati nella sostanza in condizioni di voto “normali”, né che si sarebbe certamente raggiunto il quorum: ma vogliamo continuare a nasconderci dietro un dito quando facciamo tutti finta di non vedere come sono andate realmente le cose?
Anche se solo un elettore fosse stato condizionato e limitato, sarebbe stato grave: nei fatti lo sono stati a migliaia e i partiti di maggioranza lo sanno, lo sanno i dirigenti di questi partiti, gli iscritti che non possono che riconoscere l’ingiustizia e l’illegalità di fondo dell’azione, i cittadini che ne hanno parlato e ne parlano per le strade.
Quasi 30.000 valdostani si sono recati alle urne.
Loro non hanno avuto paura di andare a votare, di indicare un sì o un no sulla scheda, magari di votare scheda bianca ma di dare la possibilità di un risultato, qualunque fosse, ad una democrazia partecipata.
E non ci si dica che non ne avevamo parlato PRIMA dei risultati elettorali.
In una lettera aperta ad Union Valdôtaine, Stella Alpina e Fédération del 17 ottobre 2007 venivano messi in luce i gravissimi rischi della scelta astensionistica rispetto alla segretezza ed alla libertà del voce.
Mai nessuna risposta.
Non crediamo più alla buona fede di certe scelte e la deriva antidemocratica in atto ci mette in apprensione.
Siamo convinti che la maggioranza silenziosa non resterà tale ancora a lungo: chiediamo una presa di posizione agli intellettuali., al mondo libero dell’arte, ai professionisti, agli operai, agli imprenditori, agli agricoltori…
Ma dove sono finiti i liberi pensatori? L’omologazione al sistema non può pagare all’infinito, senza trasformare il sistema in regime.
È un atto di liberazione dai condizionamenti che viene chiesto.
Invitiamo tutti al dialogo, al confronto, alla resistenza ed alla messa in atto di forti opposizioni interne in seno a quei partiti nei quali in questo momento si tende ad avallare come “normali” comportamenti lesivi dei diritti fondamentali di ogni cittadino.

Paolo Louvin – VdA Vive


Due comunicati stampa di per se molto diversi, ma legati da un filo rosso.

L'affluenza e la partecipazione del popolo valdostano ad una votazione. Il primo comunicato per esaltare un'elezione di un segretario, Raimondo Donzel, che ha sempre richiamato nel corso della campagna elettorale il proprio pieno appoggio al momento referendario. Il secondo, per ribattere colpo su colpo alle menzogne che i partiti di maggioranza regionale continuano a presentare ai cittadini che hanno visto, in queste menzogne, disconoscere la dignità di governare a chi ha messo in ginocchio la democrazia, ha impedito il confronto politico preferendo l’uso di strumenti di controllo, impedendo di fatto un regolare sviluppo della votazione, senza provare un moto di repulsione per le parole di chi lo offende.
Nei fatti come dice Paolo Louvin sono stati: migliaia i cittadini coinvolti e i partiti di maggioranza lo sanno, lo sanno i dirigenti di questi partiti, gli iscritti che non possono che riconoscere l’ingiustizia e l’illegalità di fondo dell’azione, i cittadini che ne hanno parlato e ne parlano per le strade.

Ed ecco il filo rosso: Quasi 30.000 valdostani si sono recati alle urne. Loro non hanno avuto paura di andare a votare, di indicare un sì o un no sulla scheda, magari di votare scheda bianca ma di dare la possibilità di un risultato, qualunque fosse, ad una democrazia partecipata. Allora io mi domando perchè dare il rompete le righe e rischiare il dissolvimento di queste volontà di partecipazione?

Abbiamo in comune un elettorato adulto, consapevole e
democratico, perchè lasciarlo alla destra che qui in Valle d'Aosta
si sta configurando con preoccupante accelerazione?

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faustocoppi
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MessaggioInviato: Gio Gen 10, 2008 11:11 pm    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Gen 13, 2008 2:37 pm    Oggetto:  
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La Stampa ha scritto:
CESAL BOCCIA LA REALPOLITIK
PER DAR SCACCO ALL’IMPERATORE
L’opinione
Enrico Martinet


Il presidente dell’Union Guido Césal confessa che «depuis longtemps» il cammino del suo movimento «è strettamente legato alla gestione del potere e abbiamo sovente confuso la politica con l’amministrazione». E’ così da almeno 25 anni. A volte perfino le ovvietà sono difficili da dire. Césal, sul giornale unionista «Le peuple valdôtain», scrive: «L’Uv deve rispondere ai bisogni collettivi dopo aver messo in prima fila i principi e i valori etici e morali che costituiscono il suo patrimonio identitario». Per il presidente, il Leone ha perduto identità.
Lontano dal «politichese» Césal compie un’autocritica profonda e indica la strada di una «rivoluzione». L’Uv ha programmato la sua crescita (fino a 18 consiglieri regionali) proprio gestendo il potere senza avere strategie politiche guida. Gestione resa possibile dalla ricchezza delle casse regionali. Il male del potere non è inseguire il consenso necessario a sostenere idee da tradurre in progetti, ma nell’inseguirlo con il clientelismo, mortificando la politica.
Il pentimento di Césal giunge in tempi più che sospetti. Alla vigilia della campagna elettorale che vedrà fra i protagonisti «un certain Rollandin», fautore della realpolitik che ha proiettato l’Uv ad avere il massimo dei consensi di una forza politica dal Dopoguerra ad oggi. Césal usa concetti cari a VdA Vive e a Renouveau, ripesca una «questione morale» sempre nascosta dall’Uv e boccia il suo stesso movimento pur di dare scacco al re, anzi all’«imperatore». La scacchiera sarà il congresso di marzo a Courmayeur

13 Gennaio 2008



Riporto questa opinione di Enrico Martinet, giornalista de La Stampa, perchè mi sembra opportuno far notare come Faustocoppi, nel precedente post, avesse in qualche modo intravisto
un filo rosso che continua a collegare la parte sana della popolazione valdostana con un mondo politico non completamente assoggettato alla gestione del potere.
Césal ammonisce: “Il male del potere non è inseguire il consenso necessario a sostenere idee da tradurre in progetti, ma nell’inseguirlo con il clientelismo, mortificando la politica.”

Noi di Area Democratica diciamo insieme a Faustocoppi che abbiamo identificato grossolanamente il filo rosso nei quasi 30.000 valdostani che si sono recati alle urne aggiunti ai 3500 che hanno votato specificatamente per dare vita al PD. Loro non hanno avuto paura di andare a votare, di indicare un sì o un no sulla scheda, magari di votare scheda bianca, ma di dare la possibilità di un risultato, qualunque fosse, ad una democrazia partecipata.

Allora ci domandiamo perchè dare il rompete le righe a queste degnissime e rispettabili persone e rischiare il dissolvimento di questa loro volontà di partecipazione? Abbiamo in comune un elettorato adulto, consapevole e democratico, perchè lasciarlo al modo del centrodestra che qui in Valle d'Aosta si sta configurando con preoccupante accelerazione?

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«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta»
Nuto Revelli
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erika








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MessaggioInviato: Lun Gen 14, 2008 9:35 am    Oggetto:  
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Mentre Cesal fa dell'autocritica, nell'articolo di fondo del peuple vi invito a leggere le parole del vice segretario in cui dice che Rollandin non è una persona qualunque, di quanto sia un ottimo amministratore...ma che è meglio che non si candidi.
Perché? Se è bravo ad amministrare...
Quanta incoerenza e quanto è evidente che ci si può alleare con una federation provvista di Lavoyer e Carradore ma non si può avere un potente nelle proprie fila... Evidente quindi che non è una questione morale ma una questione di potere!
COMPLIMENTI!!!!
E cos'è cambiato dal 2006 quando lo si voleva mandare a Roma ad oggi?
No comment...
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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Gen 17, 2008 2:33 pm    Oggetto:  
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La Stampa 17 Gennaio 2008 ha scritto:

Sorpresa, la sinistra unita

Nasce la Federazione per correre con Arcobaleno, Pd, Vda Vive e Renouveau
ALESSANDRO CAMERA

E’ nata nei giorni scorsi la «Federazione della sinistra e degli ecologisti». Presentazione ufficiale il 4 febbraio alle 16 all’Espace Populaire.
E’ la prima volta che tutte le forze della sinistra si preparano a correre compatte alle elezioni regionali di maggio. Il nuovo soggetto politico «aggrega in una forza progressista in grado di difendere cittadini e lavoratori dai sempre più gravi costi sociali del liberismo» Rifondazione comunista, Sinistra europea, Comunisti italiani, Sinistra democratica.
La prima assemblea della Federazione ha elaborato la «Carta di intenti» e l’atto costitutivo e ha nominato un coordinamento politico con Piero Valleise, Domenico Palmas, Savino Corcella, Giorgio Migliorini, Gabriella Manganoni, Andrea Padovani, Andrea Cristallini, Francesco Buratti, Alessandro Bortot, Piero Parlamento e Giorgio Caniglia.
La Federazione ha convocato la prima assemblea il 23 febbraio «per presentare il nuovo soggetto politico unitario e plurale e le linee politiche che lo caratterizzano» e avrà come organo di informazione il periodico «A sinistra». Gli obiettivi primari della Federazione sono nell’atto costitutivo e puntano a costruire «una grande forza progressista e a superare l’attuale frammentazione della sinistra».
Piero Valleise, segretario regionale di Rifondazione: «Siamo appena nati e vediamo crescere intorno a noi un grande interesse». Le idee delle Federazione sono chiare. «I nostri punti di riferimento - dice ancora Valleise - sono rappresentati dall’Arcobaleno e dall’Alleanza autonomista e progressista del “galletto”, strumenti indispensabili di un progetto di rinnovamento politico e sociale della Valle d’Aosta. Il proposito è di contribuire alla loro crescita ed al loro rafforzamento. In questa ottica - prosegue Valleise - sono di buon auspicio le dichiarazioni del segretario regionale del Partito democratico, Raimondo Donzel, che rifiuta la politica dei “due forni” ma punta ad un accordo per le regionali con l’Alleanza autonomista e progressista».
Piero Valleise delinea la strategia elettorale: «Un blocco unito da un programma comune con tre liste: Arcobaleno (con la federazione di sinistra), Partito democratico, forze autonomiste alternative (Vda Vive e Renouveau)».
La coalizione, sulla base dei risultati delle ultime elezioni regionali, partirebbe con una eredità di 3 consiglieri regionali dell’Arcobaleno, 2 del Pd, 2 del gruppo «Per il Pd» in quanto eletti nel 2003 con i Ds, e un pacchetto di circa 16.500 voti.
La nascita della Federazione è salutata con favore dai Giovani comunisti: «Rappresenta un momento fondamentale per dare una risposta a una crisi politica, sociale, culturale che si fa sempre più profonda». La riproposizione eventuale dell’alleanza del «galletto» avrebbe anche come punto di riferimento i voti ottenuti nell’aprile 2006 dall’accoppiata vincente Roberto Nicco-Carlo Perrin, che ottenuto 34.167 voti per la Camera e 32.553 voti per il Senato.
Sul piano elettorale tutto è ormai in fermento per il voto fissato per il 25 maggio. Il movimento Vda Vive esprime un giudizio negativo sulla nuova legge elettorale regionale, definita «un testo discriminatorio nei confronti delle forze politiche non rappresentate in Consiglio regionale». In chiave elettorale Vda Vive incontrerà domani i vertici di Renouveau.
Il Pd avvia la fase di costituzione dei Circoli Territoriali e oggi presenta il percorso. Domani primo appuntamento (20,30 a Morgex) presente Andrea Causin dell’esecutivo nazionale e responsabile enti locali. Il 22 gennaio a Gressan partecipazione del senatore Goffredo Bettini, coordinatore della fase costituente del Pd.



12vda fastnews ha scritto:
Pd e Renouveau verso la conferma dell'Aap per le regionali
Scritto da douze
giovedì 17 gennaio 2008
Le commissioni politiche del Partito Democratico della Valle d'Aosta e di Renouveau Valdôtain stanno lavorando per verificare le premesse per l'elaborazione di un programma di governo in vista delle prossime elezioni regionali.
I due movimenti, che si sono incontrati nel pomeriggio di giovedì 17 gennaio, condividono i principali punti programmatici e proseguiranno il dialogo e il confronto con Vallée d'Aoste Vive e Arcobaleno.



Bene, credo che ci toccherà fare ancora riferimento al famoso proverbio: Se son rose fioriranno.....

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Ultima modifica di giorgio il Sab Gen 19, 2008 6:22 pm, modificato 1 volta in totale
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faustocoppi








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MessaggioInviato: Sab Gen 19, 2008 10:41 am    Oggetto:  
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Citazione:
19 Gennaio 2008

POLITICA. NON SI CANDIDERA’ ALLE REGIONALI


Verdi, per Riccarand
ultima assemblea
da coordinatore


«Sì ad un rilancio dei referendum propositivi. Sì all’unità tra le forze di sinistra e progressiste ed i movimenti autonomisti “buoni”. Sì ad una Valle d’Aosta dallo sviluppo sostenibile e durevole». Sono i temi che oggi saranno il filo conduttore dell’assemblea regionale dei Verdi valdostani convocata per le 15 all’Espace Populaire di via Mochet ad Aosta. L’assise «verde» sarà l’occasione per il coordinatore Elio Riccarand per ufficializzare il «no» alla candidatura regionale e l’addio al ruolo di coordinatore.
Le elezioni regionali: la linea strategica dei Verdi è tracciata. «Ricerca di una duplice unità. L’obiettivo è andare al voto del 25 maggio con una lista formata da un nuovo Arcobaleno, cui al nucleo storico (Verdi, Rifondazione, Italia dei valori, Comité des valdôtains e Sinistra alternativa) si uniscano i Comunisti italiani e Sinistra democratica. L’Arcobaleno allargato cercherà unità di intenti con l’area autonomista “buona”, Vda Vive e Renouveau e con il Pd. Una coalizione del “galletto” con un programma comune». In alternativa? «I Verdi andranno da soli». Il «fattore R»? Il ritorno in campo di Augusto Rollandin? «La risposta - dice Elio Riccarand - spetta all’Uv.»
Sul referendum «analizzando a freddo le cifre - dice Elio Riccarand - ci siamo resi conto che il risultato non è stato così malvagio. Lavoriamo per abolire il “quorum” oppure per abbassarlo. Prevediamo un ballottaggio tra la proposta di iniziativa popolare e la legge approvata dalla maggioranza».
«Il ruolo dei Verdi - conclude Riccarand - è importante e insostituibile per realizzate la principale priorità politica che è quella di uno sviluppo sostenibile e durevole. Con le risorse finanziarie, gli strumenti di autogoverno, i poteri legislativi e le caratteristiche del territorio, la Valle d’Aosta può essere un laboratorio avanzato di applicazione delle strategie della Convenzione alpina e dei suoi protocolli».


La Valle d'Aosta si merita di avere un governo più rappresentativo.
La Valle d'Aosta si merita una possibilità di avere un futuro.
Noi amiamo la Valle d'Aosta.
Buon lavoro.

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faustocoppi
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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Gen 20, 2008 4:19 pm    Oggetto:  
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La Stampa 20 Gennaio 2008 ha scritto:
Riccarand: “Pronti a governare”
Critiche a VdA Vive «Troppi tatticismi»
Anche l’IdV cambia da Bracci a Belardi


«Avanti verso l’unità delle forze ambientaliste, autonomiste e progressiste per costituire una coalizione a tre punte (Arcobaleno allargato a Comunisti italiani e Sinistra democratica, movimenti autonomisti, Pd) che si presenti al voto regionale del 25 maggio con un programma comune e da alleanza che aspira al governo della Regione». E’ questo il messaggio che ha lanciato ieri Elio Riccarand all’Espace Populaire nella sua ultima assemblea da coordinatore dei Verdi. «Passo la mano - ha detto - perché c’è bisogno di un ricambio generazionale ma resto nel movimento». Riccarand verrà sostituito nel giro di un paio di settimane dal comitato di coordinamento.
Ieri, nel parterre dell’assemblea, circolavano i nomi di Paolo Fedi e Carlo Curtaz (gia coordinatore per un breve periodo), ma la scelta pare essere al femminile. Due le donne candidate: Clotilde Forcellati, capogruppo Verde nel Consiglio comunale di Aosta e Loredana Faletti, scrittrice. «E’ il tempo di una donna ai vertici dei Verdi valdostani»: così molte voci durante l’assemblea. Dimissioni annunciate in assemblea anche da Marisa Bracci, coordinatrice dell’Italia dei valori (Arcobaleno). A sostituire Marisa Bracci, arrivata al compimento del programmato biennio, sarà Marco Belardi.
In assemblea Elio Riccarand ha spaziato sui temi del referendum, sulle ormai vicine elezioni regionali e sul ruolo dei Verdi in Valle d’Aosta. Sul referendum Riccarand ha detto «basta piangersi addosso perché 25 mila “sì” non sono cosa da poco. Rilanciamo il referendum, istituto di democrazia diretta, vero antidoto al potere oligarchico del “palazzo”».
Per le elezioni del 25 maggio il dimissionario coordinatore dei Verdi punta «ad una alleanza che metta assieme non la “cosa rossa”, non il verde, ma tutti questi colori mescolati in un Arcobaleno coalizzato che veda insieme anche gli autonomisti di Vda Vive e Renouveau e i progressisti del Pd, in un nuovo “galletto”, più forte, uniti da un programma comune di poche ma concrete cose». In tema elezioni Riccarand è stato polemico con Vda Vive. «Sono intrisi di eccessivo tatticismo e questo rallenta la costituzione dell’alleanza».
Riccarand ha riservato le ultime battute al movimento Verde. «Non siamo il partito del “no”. Tante cose si sono fatte in Valle sotto la spinta dei Verdi. Talvolta siamo troppo avanti, sull’energia, sui rifiuti, sull’ambiente, temi che oggi sono all’ordine del giorno e per i quali i Verdi si battevano già quindici-venti anni fa. Per fare della Valle d’Aosta un esempio di sviluppo sostenibile i Verdi sono insostituibili».

Alessandro Camera


La Stampa 20 Gennaio 2008 ha scritto:
Paolo Louvin
«Accuse infondate Noi collaboriamo»


«Eccesso di tatticismo di Vda Vive? L’accusa di Elio Riccarand - dice Paolo Louvin, segretario di Vda Vive - è del tutto infondata. Siamo per una collaborazione con le forze politiche con cui abbiamo vinto le elezioni 2006 ma non lasciamo ad altri stabilire le nostra agenda». Louvin definisce le priorità arancioni: «Rafforzare l’intesa con gli autonomisti favorevoli ad una nuova politica in Valle d’Aosta e il dialogo sarà serio e senza pregiudizi con chiunque voglia costruire il cambiamento».




Una piccola disamina su questi due articoli non può e non deve mancare. E questa, per evidenziare l’assunzione di posizioni trascurabili, le poche e marginali novità (al di là di una certa apparenza) da parte di Louvin e Riccarand. Entrambi i contendenti sono i maggiori referenti con le più elevate responsabilità nei rispettivi movimenti o partiti politici di appartenenza. A mio avviso, sarà che di eccessivi tatticismi non sono solo intrise le forze politiche qui evidenziate, sarà che ancora oggi non esistono sereni rapporti di fiducia, sarà che comunque la si metta... il "Soglio" regionale fa gola un pò a tutti, fatto sta che non vedo, in tutta franchezza, una vera presa di coscienza che non sia ravvisata come l'atteggiamento interessato del "politico" che non vuole abdicare o perdere contatto con il potere o con la forza politica di appartenenza.

Appena sopra (…nei due articoli) ho messo in grassetto alcuni passaggi, brevi, ma emblematici che ci fanno capire che comunque la si voglia prendere in considerazione, sia i verdi con l'Arcobaleno allargato sia gli arancioni di Vda Vive, si auto propongono come forze leaders di una eventuale coalizione ( un nuovo “galletto” ). Ritengo anche emblematico fare notare come entrambe le forze qui dialoganti, abbiano "volutamente" lasciato in disparte e neanche preso in seria considerazione quel partito nuovo che sta raccogliendo eredità politiche importanti sia in campo nazionale che regionale. E quello che un pò fa specie è che entrambi i leaders delle forze colorate di verde e di arancione, propugnatori entrambi del galletto, facciano un pò gli "gnorri", non accorgendosi che proprio lui il galletto, naturalmente ispirato dalla luce mattiniera sta già cantando. Non si avvedono che lui è rivolto là verso quel preciso punto dell' orizzonte politico, là dove c’è il Pd foriero del nuovo, punto di riferimento di chi voglia costruire veramente il cambiamento.

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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Gen 24, 2008 11:28 pm    Oggetto:  
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(ANSA) ha scritto:
12:20 ELEZIONI: VDA; ARCOBALENO,DIVERSI COLORI PER UNICO PROGRAMMA
(ANSA) - AOSTA, 24 GEN -
Diversi colori e un unico programma per le sette forze politiche che compongono l'Arcobaleno in Valle d'Aosta e che si presenteranno insieme, ovvero con una lista unica, alle prossime elezioni regionali del 25 maggio. L'accordo politico è stato presentato questa mattina e "potrebbe essere esteso a breve anche all'associazione Loris Fortuna".

Per ora dell'Arcobaleno fanno parte Verdi, Rifondazione Comunista, Comité de valdotains, Italia dei Valori e Sinistra Alternativa, che avevano fondato la coalizione nel 2003, a cui si sono aggiunti i Comunisti Italiani e Sinistra Democratica. "E' la prosecuzione di un percorso - ha spiegato Elio Riccarand (Verdi) - per il consolidamento e l'allargamento dell'Arcobaleno. L'obiettivo è comune: cambiare radicalmente il sistema di amministrare la Valle d'Aosta. Non faremo alleanze con chi governa adesso, Union Valdotaine in primis, né con la destra".

"Una parte significativa della società valdostana - si legge in una nota - si ispira ai valori di solidarietà, di giustizia, di tutela dell'ambiente, vuole più partecipazione democratica; si impegna per una politica intesa come servizio alla collettività. Spesso, però, questa Valle d'Aosta positiva é sovrastata dalla diffusione di modelli e comportamenti caratterizzati da valori ben differenti. Ecco allora la Valle d'Aosta del consumismo, dell'arrivismo, del disimpegno e della spregiudicatezza". "Arcobaleno Vallee d'Aoste - prosegue il comunicato - ha rappresentato una sintesi originale, coraggiosa e positiva che ha permesso di tenere aperta la prospettiva di una alternativa al sistema di potere dominante nella nostra Regione".(ANSA).

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MessaggioInviato: Sab Feb 02, 2008 9:38 pm    Oggetto:  
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La Stampa 02.02.2008 ha scritto:
Il peso del “Fattore R”e le grandi
manovre fra gruppi di alleati


I TANTI COLORI DEL GALLETTO
Il Pd con l’incognita
del caso Fiou-Ferraris
Gli attriti tra Verdi e Vda

Parte la carica dei moderati in una lunga volata elettorale. Moderati che si spintonano per spazi propri. Immagine e distinguo da trovare in coalizioni anche grandi, come quelle del «galletto». Come non sparire? Essere moderati offre garanzia in un momento di confusione, di messaggi incrociati e incomprensibili, di crisi economica con un orizzonte ancora più nebuloso della politica. Ma per essere moderati bisogna darsele di santa ragione. Il criterio del buon «cartello» elettorale è declinato in tre punti. 1. Trovare un’intesa sulla base di un programma «moderato» che tenga conto delle varie componenti e lasci fuori le tinte d’identità partitica più forti. 2. Limare gli scontri personali all’interno delle coalizioni. 3. Trovare la soluzione a ostacoli complessi, quali le elezioni politiche, l’interpretazione più conveniente della riforma elettorale e i posti di sottogoverno.

Questa la «struttura» pressoché mostruosa per rotolare fino al voto. Ma ci sono anche le «sottostrutture» per ogni singolo partito o movimento e alleanze in formazione. Un labirinto. I moderati, si sa, intendono rappresentare l’equilibrio, quindi sono al centro. L’Union è al centro della politica valdostana: per luogo ideologico e per forza di attrazione. Ha un problema in più, il «Fattore R», cioè la candidatura di Augusto Rollandin. La parte non rollandiniana dei vertici del movimento, superata la fase «etica», affronta l’opportunità politica. Questa parte unionista vuole vincere al primo turno le elezioni, anche sacrificando alcuni dei seggi attuali pur di non giocarsi tutto (da sola) al ballottaggio che verrebbe interpretato come «un referendum su Rollandin». Inaugurando così l’inedito politico del «candidato forte ma scomodo». Se questa sarà la strada il cartello con Stella alpina e Fédération, più Lega Nord, è un obbligo. Ma il gruppo di questo centro, oltre alle questioni unioniste, deve fare i conti con la fuga del «casato Emili» dalla Fédération. Emily Rini ha lasciato il Foyer e pare indirizzata verso l’Uv. E anche il padre, Emilio, sarebbe tentato a tornare dal Leone. E la Stella incassa l’arrivo dell’Udc in un tentativo di nuova Dc, che però c’è già nella Fédération.

Spintoni anche nel centrosinistra del «galletto». Avrà tre punte: Pd (fusione di Ds e Margherita), Arcobaleno (7 componenti) e autonomisti (VdA Vive e Renouveau). Incognita pesante: che faranno Giulio Fiou e Piero Ferraris, ora nel vagoncino parallelo del «Per il Pd»? Finiranno sul binario della locomotiva Union o risponderanno alla chiamata del segretario Pd Donzel? Il «galletto» deve essere moderato nonostante l’accostamento di colori difficili quali il verde e l’arancione dei louviniani. Le «lime» si sprecano per riuscire a far dialogare i Verdi e VdA, così vicini sui temi etici, referendari e per il Parlamento, ma assai meno sul come amministrare la Regione. Così come è rugosa la proposta di Renouveau della doppia filiera scolastica (scuola italiana e scuola francese) che lascia in apnea il Pd. E non solo. Nell’Arcobaleno rimbomba un’eco sinistra (nel senso politico): da Rifondazione comunista ai Comunisti italiani, dalla Sinistra democratica alla Sinistra alternativa. Con grandi punti interrogativi sui personaggi da candidare. «Le tentazioni di Carlo» è uno dei capitoli del libro delle attese. Perrin (Renouveau) potrebbe candidarsi, mentre Roberto Louvin, inventore arancione, è in sospeso. E offre l’interrogativo: «Mi candido o no?». Ovvio che sì. Chi ha sciolto ogni dubbio è il verde-referendario-elvetico Elio Riccarand: «Non mi candido».

Il centrodestra sa che avrà la «libertà» nel suo simbolo, ma non sa ancora se come suffisso alla Casa della, o al Partito della. Prova a ritrovarsi intorno al ritrovato dialogo tra Alleanza nazionale e Forza Italia mentre ha perso l’Udc, volata sui petali della Stella e la Lega Nord che dopo tanti strali si ritrova accanto all’Uv nel segno del concetto magico del federalismo. Forza Italia segue il concetto del come interpretare e governare l’autonomia potendo contare anche sul «pontiere» Eddy Ottoz. E il compito del «pontiere» verso An e il più volte indignato Alberto Zucchi è interpretato da Massimo Lattanzi.

ENRICO MARTINET


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giorgio








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MessaggioInviato: Sab Feb 02, 2008 9:42 pm    Oggetto:  
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La Stampa 02.02.2008 ha scritto:
Dodici giorni di primarie per l’Union

L’8 il via alla raccolta delle firme per forze
ora non rappresentate in Consiglio regionale


La marcia di avvicinamento alle elezioni regionale cammina su due direttrici: parte politica e versante tecnico-burocratico. Nell’Uv è tempo di primarie. Per indicare 29 dei 35 candidati, le sezioni si riuniranno dal 4 al 16 febbraio e nomineranno i 3 delegati dell’assemblea di zona che designerà gli aspiranti consiglieri. La lista dei 35 sarà completata da un candidato espresso dalla Jeunesse e dai 5 proposti dal Comité Fédéral. La lista Uv, dopo una serie di passaggi interni, diventerà ufficiale dopo la ratifica del Conseil Fédéral.

L’8 marzo potrà cominciare la raccolta firme (non meno di mille e non più di 1500) indispensabili per presentare una lista. Termine ultimo il 20 aprile. Le firme devono essere presentate solo da partiti e movimenti che non abbiano almeno un rappresentante in Consiglio regionale. Le liste dovranno essere depositate tra le 8 del 20 aprile e le 20 del 21 aprile. Sul piano politico sono cominciati i colloqui tra forze per cercare quelle alleanze che possono aprire le porte ai benefici previsti dalle nuove norme elettorali. A sinistra è nata una coalizione a sette che, sotto i colori dell’ Arcobaleno, oltre ai cinque componenti storici dell’alleanza (Verdi, Rifondazione, Comité de valdôtains, Italia dei valori, Sinistra alternativa) conta anche Sinistra democratica e Comunisti italiani. Il nuovo Arcobaleno ha nominato un Comitato unitario per definire un programma comune con le liste dell’area progressista-autonomista.

Il Comitato direttivo di Vda Vive ha dato mandato alla segreteria di «valutare le condizioni per un accordo con Renouveau valdôtain e avviare le consultazioni con le forze politiche che hanno dato vita all’Alleanza autonomista progressista per l’eventuale presentazione di un unico programma di governo». Il Partito democratico è in movimento ed è impegnato a fare esordire il «partito nuovo» con un risultato positivo.

In casa Uv la commissione politica (Guido Cesal, Claudio Brédy, Ugo Voyat, Roberto Vicquéry, Luciano Caveri e Ego Perron) ha avviato le consultazioni incontrando Stella alpina e Fédération. L’Uv ha anche riallacciato i rapporti con la Lega Nord, che dopo anni è tornata nella palazzina di avenue des Maquisards. Il centrodestra tenta di ricostruire la Casa delle Libertà. Persa la Lega e con l’Udc che guarda alla sponda Stella alpina, la CdL ritrova Alleanza nazionale.

ALESSANDRO CAMERA


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MessaggioInviato: Dom Feb 10, 2008 10:50 pm    Oggetto:  
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wwww.partitodemocratico.it ha scritto:

Un ponte sul pantano
di Lidia Ravera

Certo… una mazzata come la crisi di governo mentre ti stai organizzando, stai completando il lavoro delle commissioni, per concordare nuove regole, mentre lavori alla formalizzazione di qualcosa di diverso, di migliore, è un duro colpo. Il passo lento e attento di chi si inerpica per strade nuove, tutte in salita, deve per forza farsi veloce, tutto deve precipitare verso conclusioni rapide, efficaci. Si deve correre. Passare all’azione.

Lì per lì, per te che vieni da fuori e stai cerando di sintonizzarti su una lunghezza d’onda inconsueta, è quasi panico. E adesso che si fa? Per una volta che si stava tutti attorno a un tavolo, a discutere, a vedere che cosa va riformato e che cosa proprio rivoluzionato nel vecchio modo di fare politica…accidenti, non ci voleva questa brusca sterzata, quest’incidente di percorso.

L’ultima riunione della commissione etica di cui fai parte cade proprio il 25 gennaio, la mattina che segue la caduta di Prodi. L’atmosfera non è di fibrillazione cardiaca, come ti saresti aspettata. Dici: beh, il neonato Pd sarà un partito d’opposizione, non un partito di governo, che botta! Ti guardano con soave estraneità, e continuano a spostare aggettivi. La bozza del codice etico è pronta, circola in rete per le ultime correzioni.

Pochi giorni dopo Veltroni, con seducente spavalderia, annuncia che il Pd andrà al confronto elettorale da solo, per quello che è, con la sua forza e le sue debolezze, senza contrattare alleanze cedendo di qui e promettendo di là, come si è sempre fatto, come si è fatto per troppo tempo. Non ci saranno carrozzoni coatti, identità non omologabili, alleanze senza altra base teorica che le reciproche convenienze. Ti accorgi che si sta mettendo in pratica quello s’era promesso ai cittadini. Alle gente di sinistra, ai cattolici progressisti, ai compagni di strada stanchi di dover digerire complicità obbligate.

Improvvisamente ti senti quasi allegra, quasi ottimista. Vuoi vedere che ce la facciamo? In fondo, per non sprofondare nel pantano, per non farsi ghermire dalle sabbie mobili delle cattive abitudini, basta costruire un ponte. Tutti insieme. Onestamente, e con un po’ di coraggio.

Lidia Ravera



Grazie Lidia, oggi dai risultati che abbiamo ottenuto, almeno qui da noi, fai bene a sperare e ad essere ottimista. Sono stati ottimi risultati...
Pensa ci hanno portato più "Fondatori" di tutti gli ex partecipanti ai due partiti che si sono fusi e messi assieme.

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MessaggioInviato: Gio Feb 14, 2008 11:27 am    Oggetto:  
Descrizione:
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10:50 ANSA DEL 13.02.08 ha scritto:

ELEZIONI: VDA; UV VERSO CONFERMA ALLEANZA CON SA E FA
- AOSTA, 13 FEB -
L'Union Valdotaine proseguirà nelle prossime settimane gli incontri con Stella Alpina e Federation Autonomiste in vista di una conferma alle prossime elezioni - sia regionali sia politiche - dell'alleanza che ha governato la Regione Valle d'Aosta negli ultimi due anni e mezzo.

Lo ha ribadito il Conseil federal dopo la riunione svoltasi ieri sera a Quart. In particolare l'organismo direttivo unionista - come riportato in una nota - "prende atto di una mancanza di disponibilità del partito democratico a condividere un percorso politico comune" e ritiene"non concepibile un accordo con Forza Italia dopo che lo stesso partito ha sottoscritto un accordo politico con Alleanza Nazionale per le prossime elezioni". Allo stesso tempo il Conseil federal "valuta positivamente la disponibilità di Stella Alpina e Federation Autonomiste di procedere nella direzione di un accordo programmatico per le elezioni politiche e per quelle regionali".

In conclusione, il Conseil da mandato al Comitato federale e alla commissione politica di proseguire i confronti con le attuali forze di maggioranza "per definire le strategie, i progetti e i programmi comuni in vista delle prossime scadenze elettorali, così come di proporre i candidati per il Parlamento".

(ANSA).


Citazione:
La notizia ANSA è di fonte UV; chi è del PD dovrebbe almeno avere qualche dubbio e non prendere per oro colato la voce del più arrogante: non è la voce del PD.
Spero che la Stampa di venerdi riporti le mie dichiarazioni in merito che così sintetizzo:

"Abbiamo incontrato l'UV come RV, VdV e Arcobaleno, con alcuni punti programmatici molto precisi su cui discutere:
1- Sviluppo sostenibile di una regione il cui PIL cresce meno di quello italiano;
2- Crisi del casinò
3- Questione Morale
4- Riduzione costi della politica
5- Giudizio positivo sui Parlamentari (complimentati dallo stesso Presidente della repubblica)

Ebbene non c'è stata nessuna disponiblità a discutere.
O con noi o contro di noi è stato il messaggio UV

Da buoni valdostani abbiamo abbastanza rispetto di noi stessi per correre "liberi" come Veltroni ci ha indicato
e per non accettare volgari battutine da parte di autorevoli esponenti UV sulla questione morale che nel PD è così prioritaria da far sì che ci si allei con l'Italia dei valori.


Naturalmente è bene che nel PD si coltivino e si esplicitno idee diverse; ma non è corretto mettere in dubbio la trasparenza e l'autorevolezza di decisioni "democratiche".
Tra l'altro non siamo a conoscenza di altri partiti in grado di eleggere in un pomeriggio organismi territoriali, portando al voto quasi 500 persone. (Noi abbiamo aperto i circoli; la FA ha chiuso i foyer, questa è la realtà).
buon lavoro



Il problema è che noi facciamo le elezioni per vincerle e non certo per partecipare. La legge elettorale con il suo bel premio di maggioranza è quella, i partiti sono quelli ed è ovvio che si cerchi l'apparentamento con chi ha detto che confluirà in un secondo momento nel Pd. Del resto Di Pietro è una persona laica e soprattutto affidabile, per cui non capisco la manfrina. Tutti sappiamo che lo scopo del Pd è quello di sottrarre voti al centro e quest'aria da veginelle la trovo di molto incantata.

E poi, miei cari amici e probabili alleati - ditemi - se il Pd dovesse vincere le elezioni, i vostri partiti che cosa pensano di fare ? Splendido isolamento? Non credo!...quindi - di che cosa parliamo se alla fine puntiamo tutti sul PD!!!! L'importante è esserci liberati della zavorra chiamata dini e mastella, augurandomi ( e questo è un mio pensiero personale) che la Binetti la chiudano da qualche parte per quel poco che conterà.

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giorgio








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MessaggioInviato: Mar Feb 19, 2008 2:58 pm    Oggetto:  
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(ANSA) 10:53 ha scritto:
VERDI VDA: PROSEGUIRE ESPERIENZE GALLETTO E ARCOBALENO

- AOSTA, 19 FEB -
I Verdi della Valle d'Aosta, "unitamente a tutto l'Arcobaleno", in una nota definiscono "indispensabile la prosecuzione dell'esperienza del Galletto" per le prossime elezioni politiche. Il Coordinamento, si dice quindi "favorevole alla conferma delle alleanze e dei candidati che hanno avuto il sostegno della maggioranza degli elettori valdostani due anni fa". I Verdi sottolineano, poi, che "Perrin e Nicco hanno fatto un buon lavoro che si è interrotto per la fine prematura della legislatura, occorre perciò continuare con tenacia tale opera nell'interesse dell'intera comunità valdostana".

Per quanto riguarda le elezioni regionali il Coordinamento politico dei Verdi ha espresso "pieno sostegno alla Lista Arcobaleno Vallee d'Aoste" e l'impegno a presentare alle regionali "una coalizione autonomista progressista con un programma comune di governo di tre liste: Arcobaleno, Partito Democratico, Vallee d'Aoste Vive-Renouveau valdotain".
(ANSA).


Dice Raimondo Donzel, segretario del Partito democratico Vd'A:

La forza delle idee

Per mesi il dibattito nel Partito democratico in Valle d’Aosta è stato imperniato sul tema della priorità da dare al programma rispetto alla costruzione o riaffermazione di un sistema di alleanze preconfezionato, come segnale di un nuovo modo di far politica. Ora, paradossalmente, con l’approssimarsi delle elezioni regionali, molti sono tentati di ribaltare la questione, focalizzando l’attenzione solo sulle alleanze, e cercando facili scorciatoie.

Nel Partito Democratico resta invece centrale la forza delle sue idee.
Vediamo dunque di chiarirne alcune. La crisi del sistema produttivo della Valle d’Aosta è sotto gli occhi di tutti; anche se le ingenti risorse di cui disponiamo ci consentono ancora di vantare un diffuso benessere (economico). Non possiamo continuare a chiuderci nel guscio di un sistema fragile e poco competitivo. Occorre rilanciare l’economia valdostana puntando sulle potenzialità delle nostre imprese e confidando nella possibilità di sviluppare un “nuovo” spirito imprenditoriale. Si impongono riforme strutturali che guardino al futuro. Per fare questo il motore di lungo periodo non può che essere l’Università della Valle d’Aosta, che deve essere liberata dalla condizione di “stand-bay” in cui è stata collocata.[continua]


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erika








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MessaggioInviato: Gio Feb 21, 2008 4:42 pm    Oggetto:  
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Proprio in vista dell'elaborazione del programma del PD spero parteciperete numerosi
SABATO 23 FEBBRAIO 2008
DALLE ORE 14.30 ALLE ORE 18.00
BIBLIOTECA DI CHÂTILLON

PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE
DELLA VALLE D’AOSTA:
INNOVAZIONE, RICERCA, UNIVERSITÀ, LAVORO.

 Relazioni dei gruppi di lavoro
 Proiezione di parte dell’intervento di Walter VELTRONI di sabato all’Assemblea Costituente Nazionale
 Interventi di vari esperti: Albino Imperial, Claudio Viale, Antonella Barillà, Giovanni Sandri.
 Ampio spazio per il dibattito
 Parteciperà il Sen. Gianfranco MORGANDO, Segretario regionale del PD del Piemonte

Presiede Roberto Avetrani - Coordinatore Circolo Territoriale Monte Cervino



UNA VALLE D’AOSTA MODERNA. SI PUÒ FARE.
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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Feb 29, 2008 12:18 pm    Oggetto:  
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La STampa ha scritto:
Aosta 29 Febbraio 2008
VdA Vive «L’etica per noi è centrale
Per gli altri no»


«La situazione politica interna al movimento è congelata a dimostrazione di quanto l’etica sia nei fatti al centro della nostra azione, questo a differenza di quanto accade negli altri movimenti politici in cui i legami familiari e le questioni etiche non sono poste come aspetto problematico». Così il documento della segreteria di VdA Vive che ha respinto le dimissioni da segretario di Paolo Louvin. La precisazione non era contenuta nel primo comunicato diffuso nella tarda serata di mercoledì. Louvin si è messo da parte per «trasparenza» perché fra i candidati alle Regionali ci sarà il fratello Roberto. Segretari arancioni, in questa fase, sono i vice Mauro Arvat e Iris Morandi.


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pasolini








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MessaggioInviato: Mer Mar 26, 2008 12:10 pm    Oggetto:  
Descrizione:
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La Stampa 25 Marzo 2008 ha scritto:

Quel santino “rolla e fuma”
ultima frontiera della politica
AOSTA


Tra le frasi più gettonate nei noiosi comizi di questi giorni, c’è la cantilena di chi promette «una politica vicina ai bisogni reali dei cittadini». La Sinistra Arcobaleno, anziché attendere un’eventuale vittoria alle urne per attuare la promessa, ha giocato d’anticipo, scegliendo di soddisfare le necessità reali della gente già in campagna elettorale. E lo ha fatto con un dono quasi stupefacente, in tutti i sensi.
Certo, non è possibile accontentare tutti e i politici lo sanno bene, ma il santino distribuito dalla coalizione «rossa» farà senz’altro felice (e senza attendere l’esito del voto) la foltissima schiera di italiani che ama fumare hashish e marijuana: è un perfetto kit per rollarsi una canna, alias spinello. Manca soltanto la materia prima. Nel dépliant a ventaglio, coloratissimo, dietro al logo «Il 13 e 14 aprile fai una scelta di parte» sono ritagliabili 60 filtrini di morbido cartoncino che, al loro interno, celano l’altra chicca: un pacchetto di 32 cartine lunghe, quelle che si usano appunto per rollare tabacco mixato a «fumo» o «erba». L’invito della Sinistra Arcobaleno a fare «una scelta di parte» per il voto di aprile è riferito all’altro slogan pubblicizzato dal santino, che però rasenta l’apologia di reato: «Coltivare da sé o coltivare la mafia?», a firma «Antiproibizionisti contro tutte le mafie». La legge sulla droga, in Italia, dice che consumare stupefacenti non è reato ma coltivarli sì, ed è anche uno di quei reati per i quali di solito i giudici hanno la mano pesante.
Sarà lo spoglio delle schede a dire se l’omaggio agli elettori-fumatori sia stato azzeccato. L’unico rischio è che qualcuno si presenti alle urne più confuso del solito

STEFANO SERGI

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Quando nel 200? avevo il mio banchetto davanti all'Università Statale di Milano, insieme ai miei compagni, era la stessa identica cosa. Per non parlare dei permessi che c'erano una volta si e quattro no. Ed era divertentissimo, perchè vedevi gente di 30 anni, quelli che da una vita hai visto in università e non riuscivi a capacitarti del fatto che non la finissero MAI, che anzichè distribuire il volantino e spiegare un pò, come facevamo noi della giovanile, alla fin fine prima ti dicevano "oh, la vuoi una cartina gratis???" e poi ti rifilavano il programma. Senza spiegare, ovvio. Perchè loro non c'avevano bisogno di spiegare, era giusto così non è che potevi fare tante domande.

E' il lato che ho amato e amo meno di RC, questo mischiare cose che non c'entrano una beata minchia, questo attirare la gente senza parlare di quello che pensi, ma di quello che gli offri. Una cartina è una cartina, però è un marketing alla publitalia, secondo me.

Ah, erano anche quelli che se ne andavano sempre prima, lasciavano giù le cartacce e non parlavano mai con quelli degli altri banchetti. Invece ricordo con affetto i radicali, le signore che volantinavano per Di Pietro e i Comunisti italiani che, una volta abbiamo pure ospitato sotto il nostro gazebo perchè pioveva. Ci siamo fatti, con queste persone delle gran chiacchierate, le ricordo perchè erano proprio edificanti.

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P.Paolo Pasolini

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L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo,
moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa
marcescenza è, ora, il fascismo.
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