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Governo Tecnico...costi della politica
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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Apr 06, 2012 5:45 pm    Oggetto:  
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La Stampa 05.04.2012 ha scritto:
Costi della politica
Il Friuli «bacchetta» la Valle d’Aosta

[D. M.]

Il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia annuncia che entro la fine della legislatura sarà approvata la riduzione del numero dei consiglieri regionali, «in tempo per le prossime elezioni del 2013», e lancia una stoccata ad altre regioni a Statuto Speciale, compresa la Valle d’Aosta, esprimendo «stupore» per il fatto che lo stesso processo non sia stato avviato né in Trentino Alto Adige e neppure nella più piccola regione d’Italia. In Valle, nei mesi recenti, sono state bocciate le proposte di riduzione del numero dei consiglieri presentate da Enrico Tibaldi (Pdl) e da Raimondo Donzel del Pd. Valutazione negativa, a livello regionale, anche per un disegno di legge presentato in Senato per dare il via ad un taglio. Il presidente Augusto Rollandin ha ribadito più volte che «il numero di 35 consiglieri è adeguato alla nostra realtà». Sulla riforma del Friuli giudizio perplesso di Luciano Caveri: «Stanno decidendo di "scorporare" gli assessori dai consiglieri, ma il numero dei politici resta immutato».


Sarebbe quasi ora che la si smettesse di leggere certe dichiarazioni a ruota libera e squilibrate, fatte dai responsabili istituzionali oggi al potere; e non siano come sempre buttate al vento, appuntando con sgomento, che sono state rilasciate senza alcuna volontà di essere soppesate per quello che valgono. Se poi queste dichiarazioni sono il risultato di una valutazione politica che dovrebbe avere un significato esaustivo - stante il fatto che sono state rilasciate dal Presidente regionale - sarebbe necessario avere (da parte di lorsignori) un minimo di rispetto rivolto anche alle posizioni dei cittadini valdostani diversamente rappresentati. Cittadini, che si stanno organizzando da tempo per rendere noto ai più, quanto il costo della politica in Valle d'Aosta sia eccessivo e che per realizzarne un risparmio, questo debba passare necessariamente anche dalla riduzione del numero dei consiglieri regionali.


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MessaggioInviato: Ven Apr 06, 2012 5:45 pm    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Apr 08, 2012 8:16 pm    Oggetto:  
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giorgio ha scritto:
So che dal versante francese interessato dalla Tav non sono contrari all'opera ed anche i movimenti ecologisti non vedono male la Tav, nell'ottica di un maggior impiego dei treni anzichè dei numerosi Tir che attraversano la regione in poche parole, solo in Italia si sta criminalizzando quest'opera, siamo già il Paese europeo con la linea ferroviaria più arretrata e non adeguata, perchè osteggiare un progetto simile? Capisco poco la necessità di un ponte sullo Stretto di Messina, viste le condizioni nelle quali versa la rete autostradale e ferroviaria di quella zona, ma la Tav ha finalità diverse, è forse meglio il serpentone infinito di Tir che viaggia sulle nostre strade? Conosco diverse persone, che stanno preferendo il Freccia Rossa all'aereo, per raggiungere Roma da Milano. Quando il servizio ferroviario è fatto bene, può essere una valida alternativa all'aereo e decisamente più ecologico. Un amico di mio figlio, specie d'inverno, da Roma a Torino e viceversa, prende sempre il "frecciarossa" e si trova benissimo. All'arrivo nella stazione di Porta Nuova, ci dice che affitta da Maggiore una macchinetta e, se è solo, prenotando in anticipo, spende meno che andare in auto.


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Meno male che i francesi non volevano la TAV e ci stavano quasi quasi ripensando..

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giorgio








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MessaggioInviato: Lun Apr 09, 2012 7:22 pm    Oggetto:  
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INSIEME A RAIMONDO DONZEL ha scritto:
RITAGLI
1. Art. 18. Riforma del lavoro. Il PD spaccato sull’art.18? La solita gufata sull’implosione del Pd non ha sortito l’effetto desiderato dai “demolitori”. Fatto salvo che Renzino vive di bastiancontrarietà e si crogiola di ovvietà: meglio più lavoro che meno, abbassiamo le tasse invece di alzarle…A me pare che il gruppo dirigente Pd si sia ricompattato con la sua base. E che invece Pezzotta UDC, sostenendo l’idea di Bersani che il Parlamento può modificare la norma del governo Monti, abbia preso le distanze da Casini, con Monti sempre e comunque. Il Pdl invece ha aumentato la frattura con la Lega. Mentre Sel si è avvicinata al Pd. Ora non è il Pd a dover stare in guardia ma il governo Monti…

2. Pirogassificatore. Proposta di legge di iniziativa popolare per trattamento a freddo contro pirogassificcatore. Chi ha cambiato progetto di inceneritore (con cui ha vinto elezioni 2008, perche’ progetto folle e irrealizzabile) chiamandolo ora pirogassificatore accusa pd vda e me in particolare di aver cambiato idea: sono sempre stato dell’idea di ascoltare cittadini; la politica si fa per i cittadini non contro (11 mila firme). Nel merito sempre contrario a opere sovradimensionate che si trasformano in tasse per i cittadini. Inoltre ho richiamato l’importanza del principio diprecauzione per la salute umana: “Il principio di precauzione è citato nell’articolo 191 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (UE). Il suo scopo è garantire un alto livello di protezione dell’ambiente grazie a delle prese di posizione preventive in caso di rischio.”

3. Risoluzione del PD vda contro la presunta riduzione dei dirigenti da parte della Regione con risparmio di 900 mila euro. Ho sostenuto che il risparmio è di soli 500 mila euro e che manca un criterio di omogeneità sui titoli dei dirigenti nei vari assessorati (salvo quello della non laurea in molti posti strategici). Bocciata dalla maggioranza regionale. Non un rigo della Vallée Notizie, non un rigo de La Stampa, non una parola al TGr: una volta tanto stessa linea editoriale fanno parlare i sindacati… Possiamo davvero chiudere il Consiglio regionale (se fai più di tre interventi non hanno più spazio sui giornali per raccontarli…)… Salvo poi leggere punto per punto l’elenco con tittoli trionfanti delle grandi azioni della Giunta regionale… Par condicio? (ma ci penserà il nuovo Corecom?!? quello slegato dalla politica normale trasparente e lottizzato dai partiti di maggioranza)



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MessaggioInviato: Ven Apr 13, 2012 7:33 pm    Oggetto:  
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Continuiamo a parlare dei costi della politica, ma in maniera non ipocrita e qualunquista. Dunque facciamo un piccolo riepilogo. Parlo del Pd perchè è il partito che conosco. E' vero, il Pd spende molto meno per la campagna elettorale di quello che riceve come rimborso elettorale, ma il Pd non è come i partiti americani che si materializzano solo in occasione della campagna elettorale. La nostra attività prosegue 365 giorni all'anno sempre e in tutto il territorio nazionale. Basta sfogliare il sito internet del partito nazionale o di quello siciliano o valdostano, di quello di Aosta e di qualsiasi città italiana, per rendersi conto della quantità impressionante di manifestazioni organizzate dal nostro partito. Siamo sempre presenti in tutto il territorio nazionale con iniziative per portare avanti le nostre battaglie e le nostre tematiche. Il rimborso elettorale alcune volte va a finire nelle casse delle banche è vero, ma questo capita perchè hanno anticipato dei fondi in attesa delle scadenze annuali. E' giusto fare una riflessione sull'entità dei rimborsi, ma non si può interrompere, in questo momento, un flusso finanziario che alcune volte risulta gia impegnato.

P.s. Vorrei ricordare a qualcuno che fa finta di sconoscere queste cose che il vecchio Pci ha accumulato nel corso degli anni un passivo impressionate quantificabile in alcune centinaia di miliardi delle vecchie lire. Siccome siamo persone serie i nostri debiti li abbiamo sempre onorati, abbiamo impegnato il nostro imponente patrimonio immobiliare, valutato ai prezzi di mercato in quasi mille miliardi delle vecchie lire, frutto di piccole donazioni di milioni di militanti, per pagare i nostri debiti. Vorrei segnalarvi che ci sono partiti e partiti. Nella banca dove lavorava un mio conoscente, il Psi di bettino craxi lasciò un buco di 51 miliardi successivamente classificato come "partite incagliate" e poi come sofferenze bancarie.

Il Pd non ha residui passivi. Spende fino all'ultima lira per l'attività di un soggetto che trova legittimazione nella costituzione. Se analizzate i dati, vi accorgerete che il Pdl spende oltre il 50 per cento solo per la campagna elettorale, mentre il Pd impegna il 20 per cento per la campagna elettorale ed il resto per attività diluite nel corso dell'anno e in tutto il territorio nazionale. La settimana scorsa la città di Aosta ha ospitato in conferenza regionale un personaggio famosissimo a cui hanno partecipato esperti provenienti da tutto il territorio nord occidentale. Per voi queste attività sono inutili per noi,che aspiriamo a governare il paese, la Regione sono utili. Molta gente pensa che la politica sia una cosa inutile per noi è invece essenziale. Il nostro credo è la costituzione italiana per altri si potrebbe tornare allo Statuto Albertino.

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MessaggioInviato: Lun Apr 16, 2012 5:23 pm    Oggetto:  
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AostaSera.it 16/04/2012 ha scritto:
L’IDV raccoglie firme per abolire il finanziamento pubblico ai partiti
Aosta - In Valle la segreteria regionale organizza una serie di gazebo e banchetti a partire da sabato 21 aprile in via di Croce di Città. “E' il momento di dire basta a questo spreco enorme di denaro pubblico". “No i miei soldi ai partiti”. E’ questo lo slogan scelto dall'Italia dei Valori per promuove una raccolta firme a sostegno di un progetto di legge d'iniziativa popolare per abolire il finanziamento pubblico ai partiti.

In Valle d'Aosta la segreteria regionale organizza una serie di gazebo e banchetti a partire da sabato 21 aprile dalle ore 15 in Croce di Città. “Rispetto all'attuale situazione economica nazionale – spiega l’IDV – riveste di particolare importanza questa battaglia di civiltà che intendiamo perseguire per dimostrarsi vicina ai cittadini che non riescono economicamente ad arrivare neanche alla terza settimana del mese. E' il momento di dire basta a questo spreco enorme di denaro pubblico che le recenti cronache mediatiche stanno evidenziando”.
di Redazione AostaSera



Insisto sui costi della politica proponendo di provare a discutere in via di principio, senza necessariamente guardare all'attualità della politica italiana. So che sarà difficile anche perchè ormai ho notato che molti leggono senza provare a replicare. Come dicevo in altro post io non mollo e ci riprovo. E' giusto, come comunità, sobbarcarci i costi della politica o no? La politica, in tutte le sue forme, è quella pratica che consente alla comunità di un territorio come la Valle d'Aosta (o nazionale) di governare l'economia e i rapporti tra le persone (regole). Io credo proprio di si. Chi svolge un ruolo pubblico deve essere messo in condizioni di poterlo fare in modo serio e sereno, nell'interesse e nelle necessità di tutti.

I partiti sono uno degli strumenti della democrazia, perchè rappresentano uno strumento di partecipazione e la cinghia di trasmisione tra gruppi di cittadini e interessi legittimi di parti della società, e i loro rappresentanti istituzionali. Quindi, secondo me, rappresentano uno di quegli strumenti della democrazia che devono essere sostenuti dalla collettività nel suo insieme (smettiamola di criminalizzare sempre e comunque ciò che la Costituzione prevede). Così come devono essere rimborsate le spese per i referendum e altri strumenti che rappresentano la sovranità popolare. Diversamente solo chi ha dietro di se le grandi lobby e tanti soldi, potrebbero fare politica, con grave danno per la democrazia. Solo se questo principio è condiviso, ha un senso entrare nel merito, ovvero di quanto e come destinare alla politica e ai suoi vari strumenti.

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MessaggioInviato: Mer Apr 18, 2012 4:24 pm    Oggetto:  
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Poichè è in corso da parte di Grillo una campagna tutta basata sull'antipolitica e che sprofonda nel qualunquismo più becero e volgare (quando addita i partiti indiscriminatamente come delle volgari associazioni a delinquere), è bene sapere che il M5S non percepisce del rimborso elettorale per il semplice motivo che non si è ancora mai presentato alle elezioni politiche. Quindi, ad oggi e come da logica, non gli spetta. Vedremo il prossimo anno. Comunque ci sono partiti che cercano di rispettare l'art. 49 della Costituzione, ovvero di essere uno strumento di partecipazione dei cittadini alle scelte che li riguardano. Per ottemperare a questo scopo servono strutture territoriali e un'organizzazione che consentano un rapporto continuo e costante tra elettori ed eletti. Gli eletti, infatti, vengono considerati rappresentanti dei cittadini, che hanno il diritto-dovere di esercitare il ruolo di indirizo e di controllo. Non è facile garantire tutto questo: servono regole democratiche e trasparenti, e servono risorse economiche oltre che umane (attivisti). Il Pd è uno di questi partiti. I soldi percepiti dallo Stato vengono spesi tutti, e rendicontati fino all'ultimo centesimo.

Ci sono partiti padronali, in cui una o poche persone decidono tutto. Questi partiti non rispondono allo spirito dell'art. 49 della Costituzione e non necessitano di un'organizzazione territoriale. I cittadini sono chiamati a dare una delega fideistica in bianco ad un leader carismatico, che, poi, decide tutto. A parte le spese elettorali per manifesti e materiale pubblicitario, questi partiti non hanno spese. E' il caso (solo a titolo di esempio), dell'Italia dei Valori. I soldi che ricevono dallo Stato addirittura avanzano, e questo permette loro di fare populismo a buon mercato. I loro bilanci non sono trasparenti e la "cassa" viene tenuta da familiari o soci del capo in aziende private di famiglia. Magari poi parlano di "Casta" e fanno la voce grossa proprio con coloro che alla fin fine gli hanno permesso di essere presenti in Parlamento.

Ci sono non-partiti, come essi stessi si definiscono, come il M5S. Non hanno nessuna struttura e organizzazione. Il padre-padrone è un leader che sfrutta la sua popolarità di artista, spara le cazzate che vuole nei suoi spettacoli e raccoglie consensi su quelle. Probabilmente se si presentassero Celentano o Benigni, grazie al loro effetto mediatico raccoglierebbero molti più consensi, e senza spendere una "mazza". Ma la politica e la partecipazione sono un'altra cosa.

Come se ne esce? Semplicemente traducendo in norme applicative, lo spirito della nostra Costituzione:
- I partiti devono diventare soggetti giuridici e, come tali, rispondere delle loro azioni. Chi ruba o non ha i bilanci a posto, chiude.
- I partiti devono veder riconosciuto il ruolo che svolgono per tenere in piedi il sistema democratico. Sostenere la loro azione è compito e interesse di tutti.
.Devono però rispondere a criteri di rappresentatitività minimi stabiliti dalla legge.
- Solo chi rispetta questi requisiti può presentarsi alle elezioni (altrimenti restano liberi e legittimi movimenti di opinione).
- I loro bilanci devono essere certificati dalla Corte dei Conti.

Solo a questo punto è possibile entrare nel merito della cifra del Bilancio dello Stato da assegnare annualmente alle spese dei partiti, e ai criteri di ripartizione. Ma il sostegno pubblico alla politica (alla buona politica) è una garanzia di democrazia. Negarlo significa passare dalla padella alla brace.


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MessaggioInviato: Lun Apr 23, 2012 12:05 pm    Oggetto:  
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Beppe Grillo ha dichiarato apertamente e confermato che "non bisogna più considerare come tabù l'ipotesi di uscita dell'Italia dall'euro", che per lui è un'ottima idea. Con questo per quanto mi riguarda se ne può andare a fare in culo lui e le 5 stelle. Ormai ogni residuo dubbio è fugato: VAFF....LO, GRILLO. Sembra pare, che non voglia nemmeno rimborsare il debito pubblico italiano. Quando c'erano i manicomi si diceva che i veri pazzi erano fuori. E' probabile che uno di questi si possa identificare con l'animaletto parlante di Collodi. Si è lasciato abbindolare dalla leggenda secondo cui l'Islanda ha deciso con un referendum di non restituire il suo debito estero, e non solo da questa. Però mi sembra chiaro comunque che, in tutti i partiti, non vi siano iscritti o militanti per bene. Ci mancherebbe! Ma in giro e su altri blog si continua a farne una questione di persone mentre il problema è altro: sono i partiti tutti ancora uno strumento credibile di cambiamento?

I partiti possono essere di cambiamento o di conservazione, non è questo il punto. I partiti devono essere uno strumento in mano ai cittadini e non in mano ad un padrone. Un partito, a qualunque filosofia politica si ispiri, deve fare i conti con la realtà che lo circonda, fare scelte, giorno dopo giorno, tenendo di conto dei rapporti di forza esistenti. Se un partito (che rappresenta una fetta di comunità), avesse l'egemonia culturale nella società in cui opera, potrebbe fare le scelte che vuole. Quando questa condizione non sussiste, deve necessariamente trovare accordi con fette di società rapprentate da altri, con le quali deve necessariamente stringere compromessi. E' l'ABC della politica. Militare o sostenere un movimento non rispondente ai propri valori ed ideali, ma capace di resistere all'egemonia di quelli a noi avversi, non è affatto una contraddizione, ma puro buon senso. Nella perenne lotta di classe, ci sono momenti in cui si strappano importanti conquiste, altri in cui resistere o limitare i danni, rappresenta comunque una vittoria.

Quanto ai giovani e a coloro che non ne possono più, se si rivolgono al miliardario di turno che scende in campo contro la polica corrotta, sbagliano oggi come hanno sbagliato 20 anni fa con Berlusconi. Non è la delega al salvatore della patria a renderci rivoluzionari o più semplicemente protagonisti del cambiamento, ma l'impegno personale. Certo, Grillo prenderà tanti voti. Anche il movimento di Le Pen in Francia ne a presi raggiungendo quasi il 19% Ma entrambi rappresentano la conservazione.

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MessaggioInviato: Sab Apr 28, 2012 8:01 pm    Oggetto:  
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Secondo me, in Italia, non ci potrà essere una ripresa forte da riportarci al relativo benessere del passato, per più di una ragione, e non perché il costo del lavoro nel nostro paese, nonostante il demenziale cuneo fiscale, sia troppo altro. Le ragioni vere mi pare siano:
Un apparato paese inadeguato ai tempi per infrastrutture, per illegalità multiforme, per lentezze burocratiche e giurisdizionali inaccettabile, per carenza endemica di una classe dirigente padronale disposta al rischio d'impresa, preferendo la più comoda e redditizia rendita finanziaria. Capisco che per ovviare a parte di questi difetti, manchino risorse finanziarie, così come è carente un sottofondo culturale che è inimmaginabile formare in breve tempo, ma per altri difetti, come lo snellimento burocratico, ciò che manca è la volontà politica di porre rimedio alle mancanze.

Per quanto riguarda la mancanza di investimenti, l'unica via di uscita è invogliare, creando un ambiente favorevole, capitali stranieri indirizzati alla crescita produttiva e non alla speculazione finanziaria, a sbarcare in Italia. Ed è ciò che il Governo sta cercando di fare con la missione del vice ministro del Tesoro in Cina in questi giorni. Poi, leggo di altri progetti, che potranno essere produttivi di ripresa, sono investimenti descritti come keinesiani su base Europea, in infrastrutture finanziate dalla BEI, che erano stati progettati da Delors sin dagli anni novanta, ma che la miopia tedesca e consimili ha osteggiato. Il finanziamento della Banca d'Investimento europea dovrebbe in gran parte provenire da una nuova tassazione sulle operazioni finanziarie, trascurando l'opposizione britannica e da quote minime a carico degli Stati.

Ma bisogna altresì essere consapevoli - specie noi, qui, in Italia - di due realtà che condizioneranno lo sviluppo dell'economia:
l'impossibilità di tornare ai consumi interni del passato precedentemente imposti da un atteggiamento consumistico voluto dal neoliberismo e inadeguati alle nostre effettive risorse spendibili. Dovremo, cioè, adattarci a modelli di vita adeguati alle risorse a nostra realtà, e non pompate dalla leva creditizia, in quanto il credito dovrà essere concesso su risorse prevedibili e ragionevolmente certe del creditore, e non su assurdi rischi che le banche si sono assunte nel recente passato. La condivisione del rischio è campo d'impresa non di bisogni personali.

La seconda realtà, è che venga istituzionalmente consolidata una giustizia fiscale che ponga freno alla elusione ed evasione fiscale, senza la quale l'incidenza del fisco non potrà mai essere diminuita a favore di una maggior disponibilità liquidità della generalità dei consumatori. La riduzione del costo del nostro treno di vita, unita a condizioni di giustizia fiscale, potranno portare vantaggio ad un responsabile welfare vera irrinunciabile conquista di civiltà.

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giorgio








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MessaggioInviato: Mer Mag 02, 2012 1:04 pm    Oggetto:  
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Monti ha un ingrato compito, come quel medico che deve amputare la gamba ad un uomo. L'uomo si ricorderà solo di chi gliela ha amputata non la causa che ha causato questa operazione. Tutti vedono in Monti un affamatore, che mette tasse a destra a manca, un amico dei banchieri, un bocconiano, ma si dimenticano i molti perché si è dovuto scegliere questo tipo di governo. A quel punto eravamo arrivati a pagare il debito pubblico 575 p.b. il che voleva dire oltre il 7%, cosa che avrebbe azzerato tutte le manovre effettuate o meglio annunciate da Berlusconi il quale disse allora con grande faccia tosta che andandosene stava facendo un gesto di "grande generosità". Appena ho saputo, allora che Berlusconi se ne andava e gli subentrava Monti ho sentito in me ritornare la speranza che forse questo paese c'è l'avrebbe fatta. Ho fatto e sto facendo anch'io i miei sacrifici. Pagherò l'IMU, quando tolsero l'Ici, come ho già scritto, ho capito che si stava facendo una grande cazzata. Per chi sa leggere ed ha normali doti intellettive, ora Monti è stato abbastanza chiaro, il riferimento a PdL, Lega e protestatari "ad minchiam" è più che esplicito:

Citazione:
"Vorrei iniziare con una parola di sdegno - ha detto Monti aprendo la conferenza stampa - per chi ha governato, governa e intende proporsi al governo del proprio Paese, perché non può giustificare l'evasione fiscale, né tanto meno può istigare a non pagare le tasse o istituire personali e arbitrarie compensanzioni tra crediti e debiti verso lo Stato".
................
"Altri - ha proseguito il professore - sono i modi in cui in un Paese serio si risolvono problemi seri come quelli che l'Italia ha in questo momento avendoli ereditati da decenni di politiche spesso non serie. Ci sono responsabilità del passato che sono causa dell'attuale pressione fiscale".

Parole nette e dure anche nei confronti del governo Berlusconi e della sua scelta di abolire l'Ici. 'Se oggi c'è l'Imu - ha detto Monti - bisogna accettare l'amara verità che si è abolita l'Ici senza calcolare le conseguenze, non poteva e non doveva essere abolita" nella situazione economica in cui si trovava il paese.





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Mario Monti

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MessaggioInviato: Sab Giu 16, 2012 7:26 pm    Oggetto:  
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Come possiamo notare, non siamo soli al mondo e dal mondo, volenti o nolenti, dipendiamo molto più oggi ad economie integrate, o globalizzate se volete, di quanto non dipendessimo 80 anni fa. Se il debito pubblico cresce ancora e il mercato non ci stima, chi sottoscriverà i prossimi buoni del tesoro? E ammesso che si trovi un investitore di buona volontà, a quali costi aggiuntivi agli attuali, che già mortificano i nostri bilanci, dovremo essere assoggettati? Ricordo, a questo proposito, che il costo di circa 80.000 miliardi annui di interessi, pongono il nostro paese in posizione di grave svantaggio, rispetto agli altri, che con le differenze rispetto a noi, possono permettersi di spendere per voci che a noi sono precluse.

La spesa per finanziamenti deve essere fatta, ma finanziata dall'Unione Europea tramite suoi propri Bonds a tassi molto inferiori a quelli che oggi L'Italia paga e, parallelamente, la Bce dovrà essere un vero istituto di emissione, capace di stampare moneta in momenti come questo, ma ciò sarà solo quando l'Unione Europea sarà uno Stato Federale, non prima. E per metterne le fondamenta mancano solo quei tre mesi che ha indicato la Lagarde. Si salverà l'euro e i paesi in difficoltà come il nostro che nello Stato federale perderanno la loro pericolosa visibilità.

Concludo sforzandomi di consolarmi, con il ribadire che l'unica nostra salvezza, facendo parte dell'Unione Europea, è che questa benedetta Unione si trasformi in un corpo reale di Stato federale e smetta la virtualità nella quale la Germania e la sua fobia storica per l'inflazione, detta leggi assurde rispetto alla situazione. Così che anche il nostro paese beneficerebbe dell'effetto di trascinamento che l'Europa sarebbe in grado di offrire in modo tale da sopravvivere al riparo della speculazione che rischia di ucciderci.

Ma anche in questo caso, non illudiamoci di poter tornare ai vecchi tempi del benessere e dell'allegro consumismo figlio di un'economia drogata dai tanti difetti che ci hanno afflitti. Se sopravviveremo ci dovremo adattare ad una diversa qualità di vita, ad altre abitudini che non è detto che siano meno soddisfacenti di quelle che la crisi ci ha costretto ad abbandonare a patto che da parte nostra si sia in grado di cambiare mentalità.


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