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Il fenomeno Lega
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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Ago 23, 2009 1:19 am    Oggetto:  
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La Stampa ha scritto:
La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:

BOTTA
Troppe differenze tra Nord e Sud
Chi scrive ha avuto modo di vivere qualche tempo a Torre Annunziata (Na) ospite di alcuni ex colleghi di lavoro di mia moglie. Bravissime persone, ospitali e simpatiche. Ho constatato però che coloro che vivono al Sud sono un po’ diversi dai valdostani. Marciapiedi sporchi, assembramenti di persone che intasano i marciapiedi, vociare alla Pavarotti, sigarette e fumo anche all’interno dei locali. Altre differenze: la scuola. La figlia del nostro conoscente aveva appena conseguito la maturità linguistica, a pieni voti. A questo punto fui ben contento di riferire che ero professore in un istituto simile in Valle d’Aosta. Chiesi quali autori e opere letterarie amava di più: «Sa... quando sono materie scolastiche, non ci piace ricordare ciò che abbiamo fatto a scuola». D’accordo. «Hai però studiato le lingue, molto utili per trovare lavoro». «Sì», fu la risposta. Le parlai in francese: «Guardi che noi a scuola abbiamo sì studiato questa lingua, ma non l’abbiamo mai parlata e nemmeno la nostra professoressa si è espressa in francese». L’altra lingua «studiata» era l’inglese. Provai a rivolgerle domande in questa lingua: apriti cielo... «Ma cosa crede, non siamo mica laureati noi!». Provo con la geografia: «Sa dove si trova la Valle d’Aosta»? «Sì, è in Svizzera!». A questo punto mi arrendo e, per non litigare con i genitori, difensori della figlia «molto brava, e con una maturità conseguita a pieni voti», lascio perdere. Parlammo di spiagge, di luoghi di svago, di calcio (erano tifosissimi del Napoli) e di cibi partenopei: tutti serviti piccanti da lasciare la bocca aperta... Ebbene, in queste materie la nostra studentessa era meritevole del massimo dei voti.
21 Agosto 2009
PROF. MICHEL BARIN CHAMPION


RISPOSTA
Un consiglio per «istruire» il Sud
Al professor Champion, che lamenta una non meritevole preparazione scolastica alla figlia dei suoi amici di Torre Annunziata, do un consiglio: si trasferisca in quelle terre del Sud d’Italia. Là potrà impartire lezioni di inglese, francese e geografia a quegli analfabeti, sporcaccioni e chiassosi. Le sue lettere ai giornali le potrà indirizzare al «Mattino» di Napoli o alla «Gazzetta del Mezzogiorno». Ah, stia attento ai cibi piccanti.
22 Agosto 2009
FRANZ FAZARI

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L'esigenza di abbandonare la vecchia struttura centralista dello Stato, riorganizzandolo in senso federale, è ormai da anni condivisa dalla stragrande maggioranza dei cittadini. Il federalismo ed i principi sui quali esso si fonda, e cioè quelli della volontà e del consenso, effettivo e sempre rinegoziabile, dei singoli come imprescindibili elementi costitutivi di ogni comunità politica e del diritto all'autogoverno, sono parte integrante della cultura politica europea, e forse mondiale; e la diffusione di tesi federaliste ha traghettato nella modernità anche il dibattito politico della Lega. In questo quadro si inserisce l'opera di un grande studioso e pensatore. Era bravo il professore Miglio a millantare!
E bravo anche il professor MICHEL BARIN CHAMPION a schernire!

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«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta»
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MessaggioInviato: Dom Ago 23, 2009 1:19 am    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Ago 23, 2009 2:45 pm    Oggetto:  
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ASSOCIAZIONE CULTURALE INTERNET PADANO :: Benvenuti nella Comunità Padana
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Concorso Inediti in Valle d Aosta: I racconti del Nonno
Fonte: Dott. Michel Angelo Barin da Associazione culturale

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Sezione A
“I RICORDI DEL NONNO… "

Gli anziani rappresentano la storia vivente. Sono delle risorse che sovente non apprezzano… In alcune aree del mondo rimangono i soli libri che, oralmente, si trasmettono ai discendenti. Non possono essere falsificati, fraintesi. Invitiamo pertanto gli interessati, compresi i religiosi, di fare quest’ultimo sforzo: diteci ciò che voi sapete! Raccontateci la realtà della vostra gioventù: fateci quest’ultimo regalo! Un compito per i giovani: intervistate coloro che stanno per concludere la loro esistenza terrena, esternate loro i vs. dubbi e le perplessità, ne trarrete dei vantaggi!

I testi potranno essere redatti in lingua italiana o francese. Non superare le quattro o cinque pagine. Ogni facciata conterrà 28/30 righe di 60 caratteri circa.

I migliori scritti saranno inseriti in un volume di circa 50 pagine.

INVIO DEI LAVORI:
Una copia del testo, accompagnato dall’identità dell’autore (potrà in ogni modo richiedere di usare uno pseudonimo), dovrà pervenire ENTRO MAGGIO 2003, via e-mail oppure tramite posta al seguente indirizzo:
concorso INEDITI IN VALLE D’AOSTA, c/o Barin Champion Via Chanoux, 50 - 11027 SAINT-VINCENT (Valle d’Aosta)
– E-mail: < a href="mailto:barin.champion@tin.it">barin.champion@tin.it

I testi potranno essere redatti in lingua italiana o francese. Iscrizione: gratuita.

Premi: targhe, “grolle”, ricordi della Valle d’Aosta.
I testi migliori saranno pubblicati in un volume e sul sito internet

Diritti d’autore: con la partecipazione al concorso, gli stessi cedono il diritto d’edizione all’Associazione Culturale Concorso Inediti a St-Vincent. Escluso quanto precedentemente indicato, gli altri diritti rimangono riservati ai vari autori.

Informazioni: tel. 0166 512047 oppure via e-mail


La giuria è formata dai rappresentanti dell’Associazione organizzatrice, dai membri del “Comité des Traditions Valdôtains” e dai rappresentanti delle autorità locali. La premiazione avverrà nel mese d’agosto 2003.
I risultati del concorso saranno diffusi sui siti internet
e
e sul periodico valdostano LE FLAMBEAU.
INVITO
: PARTECIPARE E SCRIVERE CON SENTIMENTO E’ POSSIBILE A TUTTI.

SI TERRA’ CONTO PRINCIPALMENTE DEL CONTENUTO, PIU’ CHE DELLA FORMA.

(A. Albalat)



Ecco qua chi è il prof.Michel Angelo Barin Champion.
Ma non è meglio fare il nonno che aizzare sentimenti razzisti e antimeridionalisti come quelli inviati con la "compita"lettera a "La Stampa"?
La sua lettera egregio professore Michel Angelo Barin Champion è senz'altro l'espressione del peggiore e falso federalismo che lei ci vuole ammannire... quando una persona si esprime con quei termini da lei usati, il federalismo c'entra come i cavoli a merenda

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giorgio








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MessaggioInviato: Mer Ago 26, 2009 2:10 pm    Oggetto:  
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La Stampa - 26 Agosto 2009 ha scritto:

La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:


Un quadro realistico e reazioni eccessive
Vorrei spezzare una lancia in favore del professor Michel Barin Champion che in una lettera, recentemente pubblicata su questa rubrica, ha raccontato un’esperienza vissuta a Torre Annunziata in Campania. Ho letto più volte il suo scritto e, sinceramente, non ho ravvisato nessun messaggio razzista; piuttosto traspare grande meraviglia e rabbia per la situazione culturale di una ragazza che si è diplomata, con il massimo dei voti, all’esame di Maturità. Le reazioni dei signori Fazari e Grisero, con i loro interventi, mi sono parse piuttosto eccessive.

Nelle parole del signor Champion c’era tutta l’amarezza per aver constatato una Scuola in forte difficoltà e con evidenti differenze tra Nord e Sud (senza nulla togliere agli insegnanti). Ricordo al signor Grisero che un italiano ha l’obbligo di conoscere la geografia almeno della propria Nazione. Non sapere dove si trovano Periasc, Lignan, Dégioz o Dolonne oppure che il torrente che scende giù dalla valle del Gran San Bernardo si chiama Artanavaz ha poca importanza e sono dettagli, ma non è concepibile non conoscere il nome e la posizione delle regioni che compongono lo Stato italiano, Stato nel quale la ragazza vive! Non ho neppure rilevato estremi di discriminazione laddove il professor Champion dice che i campani parlano alla maniera di Pavarotti e mangiano cibi piccanti da lasciar la bocca aperta. Non è forse così?

Parlano forte e mettono tanto peperoncino nelle pietanze. E allora? Perché scaldarsi tanto per questa affermazione? Tralascio la questione dei rifiuti soltanto perché è argomento molto complesso e non si può ridurre a poche righe. Lì troppi sono gli interessi economici. Ricordo, però, nel merito, che l’anno scorso gli italiani hanno tutti quanti potuto ammirare... le bellezze di Napoli. Ricordo anche che il governo italiano ha faticato non poco per riportare la città in uno stato decente e vivibile. Credo, infine, che si debba mantenere la calma e discutere i problemi cercando di tenere bassi i toni...
LETTERA FIRMATA

Sarre


Veramente imbarazzante la risposta della signora Lettera Firmata.

Un misto di servilismo e di esaltazione corporativa del corpo insegnante. Purtroppo, aggiungo io, di quello più becero a cui lei sicuramente appartiene. Chi ha avuto figli che hanno frequentato la scuola elementare valdostana a partire dagli anni ottanta e via via sino ad arrivare quasi ai giorni nostri, avrà sicuramente notato come i maestri locali, quelli che vuole Bossi e i suoi leghisti, abbiano insegnato geografia e altre materie nozionistiche, tutte in funzione della specificità locale. Ancora oggi sono meravigliato come molti genitori di questi ragazzi, non abbiano mai avuto nulla a che dire.

Arrivavo da Torino ero stato eletto nella commissione scolastica che esaltava i decreti delegati alla Silvio Pellico. Erano con me Anna Vivanti e Fausto Amodei, architetto-chansonnier. Eravamo negli anni settanta. Qui ad Aosta ero una mosca bianca, ero una prsona da tenere sotto osservazione, visto che dicevo che un italiano ha l’obbligo di conoscere la geografia almeno della propria Nazione. Non sapere cioè dove si trovano Periasc, Lignan, Dégioz o Dolonne oppure che il torrente che scende giù dalla valle del Gran San Bernardo si chiama Artanavaz. Questo per me aveva poca importanza dicevo loro che erano solo dettagli. Come di fatto non riuscivo a capire perchè si insegnasse a parlare il "patois" a “ teneri bambinetti" che non conoscevano neppure il significato delle parole italiane.

Questa seconda lettera in difesa del " Padano" prof. Barin Champion, dunque dimostra come il tempo sia del tutto un'entità astratta e come non ci si renda conto - come dicono a Napoli – che una volta passata a festa...gabbato è lo Santo. Ecco che oggi abbiamo i difensori di una forma scolastica assai elastica propedeutica ad una forma di leghismo strisciante ed elastica fino al punto che la si plasma e si tira là dove pare più opportuno e come può servire meglio ai propri interessi personali e politici. Insomma questa lettera è penosamente peggiore del buco. Un "tacon è pejo del buso" dicono al Nord.

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MessaggioInviato: Gio Ago 27, 2009 1:57 pm    Oggetto:  
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Non sarebbe ora di trasformare la fumosa angoscia per il futuro in sana paura del presente? I fantasmi di cui parliamo sono davanti ai nostri occhi, in carne e ossa: sugli autobus di Roma, per ingannare il tempo, gruppi di studenti che vanno a scuola picchiano gli stranieri “negri”. Altri vengono ammazzati di botte perché si scambiano un bacio. A Verona alcune sere fa una ronda di nazisti ha battuto le vie del centro e ha pestato quattro arabi, perché arabi. Nelle curve degli stadi del Nord è già stata brillantemente risolta la disputa tra leghismo e fascismo: si grida insieme al porco ebreo e al porco terrone in mezzo a ghirlande di svastiche.

La «felice Italia quella che era dell’ abbondanza e dello scialo», ha già partorito, abbondantemente partorito, i suoi agghiaccianti figli. Che cosa possiamo fare? Non lo so, nessuno può dirlo con precisione. Ma c’è almeno una cosa che possiamo fare tutti da subito: “Ascoltare il nostro Governo e smetterla di scrutare l’orizzonte con aria preoccupata e pensosa”. Infatti se si guardasse fuori dai nostri portoni, davanti alla nostra auto, nelle nostre scuole, nei nostri stadi, e oggi nei nostri mari, vedremmo che il futuro è già arrivato. Ha la testa e le mani pesanti. E ha fretta di farsi conoscere anche in una isola ancora relativamente felice come la Valle d’Aosta..

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MessaggioInviato: Gio Ago 27, 2009 2:50 pm    Oggetto:  
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Adesso bisogna respingere loro, i leghisti. Prenderli a calci nei denti in tutti i sensi, fisici e metaforici. Con loro non discuto più, posso solo bestemmiargli dietro e lo stesso faccio per strada quando mi capita qualcuno che mi "sembri" un leghista. Lo caccio a "male parole", divento un violento ed anche un maleducato. Devono sentire tutto l'odio che nutro per loro e per la loro politica razzista e sciovinista. Solo così attenuo la vergogna di essere governato da loro e conservo quel minimo di dignità che vorrebbero strapparmi con le loro leggi infami.

Loro non sono più nell'arco costituzionale, ne sono fuori come Berlusconi, Cicchitto e gregari piduisti o mafiosi, in attesa che un giudice non li sbatta in galera, ciascuno con più di un buon motivo. Con così tanti morti e maltrattamenti non ci si può solo limitare a discutere, altrimenti si finisce per essere corresponsabili di quei crimini.

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Ultima modifica di giorgio il Ven Ago 28, 2009 12:27 pm, modificato 1 volta in totale
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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Ago 28, 2009 12:18 pm    Oggetto:  
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La Stampa 28 Agosto 2009 ha scritto:


“Non ti assumiamo
se non parli patois”


[...]Mentre la Lega Nord stuzzica i suoi elettori con le proposte sui dialetti, in Valle c’è chi è già avanti. Il Celva. Il Consorzio degli enti locali ha pubblicato sul proprio sito Internet un bando per un posto (a tempo pieno ma determinato, dal 1° ottobre 2009 al 30 settembre 2010) alla segreteria di presidenza. Oltre a dover essere «dinamico, preciso, flessibile ed estremamente motivato» il candidato dovrà essere almeno diplomato ma soprattutto, si legge sul sito, «saranno considerati requisiti indispensabili (...) una buona conoscenza della lingua italiana, della lingua francese e del franco-provenzale». Il patois, insomma. Elso Gerandin, il presidente del Celva, cade dalle nuvole. «E’ scritto così? Accidenti... deve esserci un errore. Non è mai stato tra i requisiti fondamentali. Sì, capita spesso di doverlo usare ma non saperlo non è mai stato motivo di esclusione. Di certo se lo conosci è meglio. Comunque - promette - modificheremo il bando».

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MessaggioInviato: Ven Ago 28, 2009 12:36 pm    Oggetto:  
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l'Unità - Maria Novella Oppo ha scritto:
Guarda chi scarica i barili

Il ministro Maroni dà la colpa a Malta se le legge assassina voluta dal suo partito provoca decine di morti. Il ministro Frattini dà la colpa all’Europa che dovrebbe accogliere gli immigrati respinti dalla politica razzista del suo governo. E ora i tg ci informano che, secondo il ministro (figurarsi) della giustizia, se le galere italiane fanno orrore, la colpa è degli immigrati che le riempiono. Comunque, una cosa è chiara: il governo Berlusconi è composto da incoscienti che non sanno a chi dare la responsabilità di quello che combinano. Mentre i leghisti continuano a imperversare proponendo norme sempre più feroci e contrarie all’interesse nazionale. E sembra quasi che Fini sia un eroe solo perché dice cose civili. Infelice il Paese che ha bisogno di eroi, ma ancora più infelice il Paese in cui è considerato un eroe chi è costretto ogni tanto a ricordare che poveri e richiedenti asilo sono esseri umani.

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MessaggioInviato: Ven Ago 28, 2009 2:35 pm    Oggetto:  
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Sulla mafia abbiamo sbagliato tutto.
Bossi ha detto in una memorabile intervista che la mafia odia berlusconi.
dopo che il suo giornale, negli anni '90, ci ha ingannato propalando menzogne su Berlusconi organico alla mafia, ora le cose si chiariscono.
Deve essere la moglie siciliana del senatur il suo tramite con la mafia. insomma, il mafioso è lui, che lancia così un avvertimento al berlù, in perfetto stile mafioso.
Mafius de l'ostia!!!! Laughing

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MessaggioInviato: Gio Set 03, 2009 12:05 pm    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 03/09/2009 11:29 ha scritto:
LEGA: GIOVANI AUTONOMISTI, CI HA DELUSO AIUTA CENTRALISTI

- AOSTA, 3 SET -
"Siamo sempre più delusi da una certa parte politica che continua a definirsi federalista, ma che nel concreto aiuta la causa dei centralisti e di chi il vero federalismo non lo vuole. Questa parte ha forse dimenticato gli insegnamenti dei suoi padri spirituali?". Così i rappresentanti dei movimenti giovanili autonomisti delle Regioni a statuto speciale di Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia prendono oggi le distanze, con una nota congiunta, dalla Lega Nord.

Pur non essendo mai citato esplicitamente, il Carroccio è infatti il destinatario principale del comunicato firmato da Philipp Achammer, responsabile dei giovani della Südtiroler Volkspartei, Stefano Aggravi, presidente della Jeunesse Valdôtaine (Union valdotaine), Daiana Boller, coordinatrice del Movimento Giovanile Partito Autonomista Trentino Tirolese e Aljo a Jarc, presidente regionale Mladi Slovenske Skupnosti-Giovani della Slovenska Skupnost.

Volendo reagire ai recenti "attacchi agli Statuti speciali di autonomia", i giovani autonomisti se la prendono in particolare con le dichiarazioni del ministro Roberto Calderoli (che tuttavia non viene mai esplicitamente nominato): "Temiamo - scrivono - che attacchi del genere "le regioni ordinarie diventeranno un po' più speciali e quelle a statuto speciale saranno un po' meno speciali" rappresentino la volontà di chi, portando la bandiera del federalismo, intende invece colpire il vero processo a favore di un centralismo totale finalizzato ad appiattire del tutto ogni forma di autogoverno locale, spesso di antica tradizione". "Attacchi tanto più ingiustificati - spiegano - in quanto portati avanti proprio da chi asserisce di voler estendere il modello degli Statuti speciali anche alle altre Regioni italiane". (ANSA).


Il ministro Maroni tempo fa dichiarò che l’Italia non è razzista e sono d’accordo con lui anche se oggi, nell’Italia governata dalla Lega, si verificano sempre più spesso casi di intolleranza. Ma la sua Lega è razzista e su questo non potrà mai controbattere. La prova che i leghisti sono razzisti emerge quotidianamente dalle proposte di legge presentate dai vari deputati e senatori.

Una delle ultime strozzate in ordine di tempo, l’istituzione della “purezza etnica” e “padanizzazione” degli alpini in una proposta di legge firmata dal deputato del Carroccio, Davide Caparini, che ha l’obiettivo di «salvaguardare la natura “padana” delle penne nere, riconoscendo un bonus agli arruolati settentrionali». Infatti, nel provvedimento in discussione alla commissione Difesa della Camera, presieduta da Edmondo Cirielli, la Lega propone di pagare di più gli alpini del Nord rispetto a quelli del Sud: 500 euro di “premio” in busta paga per avere avuto il merito di essere stati partoriti sopra la linea gotica. I nuovi arruolati provenienti dalle regioni settentrionali, inoltre, potranno svolgere servizio «in siti prossimi» al loro comune di residenza. Non solo, a decidere «sui requisiti psicoattitudinali dei giovani aspiranti» sarà una commissione del Nord, cioè composta da personale residente nel settentrione d’Italia. Perché anche gli esaminatori del Nord? Per «ovviare alle sempre più frequenti discriminazioni compiute proprio ai danni degli aspiranti volontari» di regioni settentrionali, in favore dei meridionali, spiegano gli esponenti del Carroccio.

Questa malsana idea, palesemente discriminatoria nei confronti dei giovani del Sud sembra ispirata dal libro “Mein Kampf”, perché come nella teoria di Hitler, nella teoria della Lega sta l’idea della razza cosiddetta “ariana” o “nordica”, cioè la razza più forte, la più creativa e valorosa, a cui spetta il diritto di dominare il mondo. Fortunatamente l’idea è già stata bocciata e la quasi totalità della commissione ha dichiarato che eventuali ulteriori benefici andranno assegnati a tutti, a prescindere dal luogo di residenza o dalla provenienza geografica.

Ma gli uomini della Lega lo sanno che gli alpini fanno parte dell’ Esercito italiano, e che negli oltre 100 anni di storia tantissimi meridionali hanno servito con la penna nera tutti i fronti di tutte le guerre cui ha preso parte l’Italia? Per la Lega l’antimeridionalismo, é come per Hitler l’antisemitismo. Per la Lega i meridionali non sono una comunità italiana ma una razza, e cioè la razza che vuole rovinare tutte le altre. Mescolandosi con i padani i meridionali cercano di imbastardirli, distruggendo la purezza della razza e eliminando così la loro forza, necessaria per la lotta per la supremazia. Il meridionale è il nemico più pericoloso, è cattivo fino in fondo. E l’antimeridionalismo sta diventando per Bossi e compagni una vera e propria ossessione.

Questo potrebbe sembrare ridicolo, ma non lo é, hanno cominciato con gli insegnanti, poi con gli alpini, poi toccherà agli impiegati statali e poi gli operai e poi… Di questo passo questa nuova ideologia tutta padana un giorno potrebbe avere gravi conseguenze sul fronte costituzionale e civile. È importante che l’opinione pubblica e i suoi elettori (in buona fede) siano informati del pericolo cui vanno incontro.

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MessaggioInviato: Gio Set 03, 2009 12:40 pm    Oggetto:  
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La Stampa ha scritto:
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21 Agosto 2009
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shardana51 ha scritto:

RISPOSTA
Ho appreso incredulo che il figlio del Senatur Umberto Bossi è stato bocciato per la terza volta all’esame di maturità. E un somaro? Sembrerebbe di sì stando ai risultati. Una notizia interessantissima, che pone inquietanti interrogativi. Vendetta degli insegnanti contro la Gelmini? Insegnanti con parentele extracomunitarie? Un manipolo di insegnanti, i soliti. Quei fannulloni, ignoranti, immeritatamente benestanti e, magari, pure terroni ne hanno combinata un’altra delle loro. Chissà! Se non è così, è comunque una lezione per tanti politici e uomini di potere di tutte le parti politiche. Una cosa è certa: le raccomandazioni e il potere politico della Lega contano pochino visti i risultati scolastici dell’erede della Lega Nord. Mancava una perla per la certezza matematica: il figlio di un senatore della Repubblica Italiana, padre del federalismo, icona della autonomia e bla, bla.. bocciato per ben tre volte all’esame di maturità.

Questa notizia di per sé trascurabile o al massimo curiosa, è diventata nella giornata di domenica 30 novembre una delle notizie più commentate sulla rete. Qual è il motivo che ha spinto la gente ad interessarsi di un fatto così curioso? Per gli antileghisti, la soddisfazione di vedere il figlio di uno dei più controversi (e detestati) uomini politici degli ultimi vent’anni fallire miseramente e reiteratamente un esame alla portata di molti, anzi di quasi tutti. Oppure, sempre gli appartenenti alla categoria degli antileghisti, che vedono la conferma del fatto che tutto il movimento padano è la metafora dell’ignoranza ( anche se ciò non è del tutto vero).

Il fatto è un altro: le colpe dei padri non debbono ricadere sui figli impedendogli di esprimere le loro potenzialità, così i meriti dei genitori non dovrebbero riverberarsi aiutandoli a ottenere indebiti vantaggi. Da questo punto di vista, il fatto che Bossi non sia riuscito a far promuovere il figlio è un’ottima notizia. Ha comunque un’altra possibilità, si faccia furbo, non si ostini a far ripetere a suo figlio Renzo l’esame di licenza scientifica nella sua Padania. Se persevera, lo bocceranno per la quarta volta. Faccia come la ministra Gelmini. Porti suo figlio nell’odiato sud e sarà promosso... oppure...


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giorgio








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MessaggioInviato: Sab Set 05, 2009 5:37 pm    Oggetto:  
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(ANSA) ha scritto:
01:04 IN VALLE D'AOSTA IL 3,7% DITTE INDIVIDUALI E' DI IMMIGRATI
(NOTIZIARIO ECONOMIA E LAVORO VALLE D'AOSTA)
- AOSTA, 5 SET -
Alla fine del 2008 in Valle d'Aosta le ditte di proprietà di immigrati erano 290, il 3,7 per cento del complessivo numero di imprese individuali in regione. Un valore inferiore a quelli medi del Nord-Ovest (8,9 per cento) e dell'Italia (7 per cento). E' quanto segnala Bankitalia, nel suo rapporto annuale sulle economie regionali, sulla base dei dati di InfoCamere-Movimprese.

La maggior parte delle imprese individuali con titolare straniero in Valle d'Aosta opera nelle costruzioni (40 per cento, contro il 34 e il 27 per cento del Nord Ovest e a livello nazionale). La quota di ditte straniere attive nel manifatturiero (6,7 per cento) risulta inferiore delle corrispondenti medie dell'area di riferimento e nazionali (10,2 e 11,8 per cento, rispettivamente). Il 33,8 per cento, invece, risulta attivo nel commercio (34,5 e 43,7 per cento in media nel Nord Ovest e in Italia).

Diversa, invece, la distribuzione dei lavoratori stranieri dipendenti, che ricalca complessivamente le specializzazioni produttive della regione. In base ai dati dell'Inail, in Valle d'Aosta in media tra il 2000 e il 2008 circa il 31 per cento dei lavoratori stranieri è risultato impiegato nei comparti degli alberghi e ristoranti (circa 11 per cento in media a livello nazionale), a fronte del 21,0 e del 9,5 per cento rispettivamente nelle costruzioni e nell'industria manifatturiera. Solo il 5,4 per cento ha svolto attività di servizio presso famiglie e convivenze, un valore inferiore al 7,4 per cento del dato medio nazionale.

In Valle d'Aosta, secondo Bankitalia, tra il 1991 e il 2008 la popolazione straniera residente è aumentata di quasi nove volte, portandosi a circa 6.600 unità (5,2 per cento della popolazione regionale). All'inizio del 2009 l'incidenza degli stranieri sul totale dei residenti ha raggiunto il 6,0 per cento, valore leggermente inferiore alla media nazionale (6,5 per cento; Nord Ovest: 8,6 per cento). Nel 2008 quasi il 64 per cento degli stranieri residenti nella regione proveniva da Marocco, Albania, Romania e Tunisia.



Ecco, ora dico a tutti quei leghisti valdostani che si lamentano degli immigrati che gli portano via il posto di lavoro, che in questo momento sono gentilmente invitati a fare il lavoro che gli immigrati svolgono nei comparti degli alberghi e ristoranti. Sono invitati a lavare piatti, lavare i cessi, pulire le cucine dall'unto formatosi nelle griglie nelle piastre, sciogliere le salse depositatesi nelle vasche di contenimento dei piatti usati e soprattutto detergere con adeguati strumenti tutti quei luoghi che sono abituali all'igiene fisica degli ospiti che, soddisfatti di una buona mangiata e di un'eccellente bevuta vanno "corporalmente" ad alleggerirsi. Auguri...ma prima di lamentarsi la prossima volta ricordatevi dell'oneroso lavoro che andrete a togliere a persone che lo fanno comunque a basso prezzo e magari in nero.

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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Set 06, 2009 11:17 am    Oggetto:  
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La Stampa ha scritto:
04 Settembre 2009
La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:


Una risposta imbarazzante
Veramente imbarazzante la risposta della signora «Lettera Firmata» che vuole spezzare una lancia in favore del professor Michel Barin Champion. Un misto di servilismo e di esaltazione corporativa del corpo insegnante. Purtroppo, aggiungo io, di quello più becero a cui lei sicuramente appartiene. Chi aveva figli che hanno frequentato la scuola elementare valdostana a partire dagli Anni Ottanta, e via via sino ad arrivare quasi ai giorni nostri, avrà sicuramente notato come i maestri locali, quelli che vuole Bossi e i suoi leghisti, abbiano insegnato geografia e altre materie nozionistiche, tutto in funzione della specificità locale. Ancora oggi sono meravigliato come molti genitori di questi ragazzi, non abbiano mai avuto nulla a che dire. Arrivavo da Torino ero stato eletto in una commissione scolastica che esaltava i decreti delegati, alla Silvio Pellico. Erano con me Anna Vivanti e Fausto Amodei, architetto-chansonnier. Eravamo negli Anni Settanta. Qui ad Aosta ero una mosca bianca, ero una persona da tenere sotto osservazione, visto che dicevo che un italiano ha l’obbligo di conoscere la geografia almeno della propria Nazione. Sapere cioè dove si trovano Periasc, Lignan, Dégioz o Dolonne oppure che il torrente che scende giù dalla valle del Gran San Bernardo si chiama Artanavaz, per me aveva poca importanza. Dicevo loro, che erano solo dettagli. Come di fatto non riuscivo a capire perché si insegnasse a parlare il «patois» a «teneri bambinetti» che non conoscevano neppure il significato delle parole italiane. Questa seconda lettera in difesa del «padano» professor Barin Champion, dunque dimostra come il tempo sia del tutto un’entità astratta e come non ci si renda conto - come dicono a Napoli – che una volta passata a festa... gabbato è lo Santo. Ecco che oggi abbiamo i difensori di una forma scolastica assai elastica propedeutica a una forma di leghismo strisciante ed elastica fino al punto che la si plasma e la si tira qui e là dove pare più opportuno e come può servire meglio ai propri interessi personali e politici. Insomma questa lettera è penosamente peggiore del buco. Un «tacon è pejo del buso» dicono al Nord.
GIORGIO BRUSCIA


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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Set 06, 2009 11:30 am    Oggetto:  
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La Stampa ha scritto:
06 Settembre 2009
La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:


La realtà scolastica non significa politica Ora basta! Sono il colpevole del putiferio provocato per aver inviato a La Stampa una lettera di costatazione di una realtà scolastica. Ero nella zona di Napoli, questo però non significa che tutte le scuole del Sud sono eguali. Con me c’era mia moglie, nativa della Polonia. La più stupita era lei. Qui non c’entra la politica. Parliamo di realtà, usi e costumi. Quelle stesse realtà che ho descritto in un mio libro «Racconti di un valdostano», consultabile nelle biblioteche della regione. Ho scoperto situazioni di disagio persino nelle «Isole del Paradiso», alle Seychelles, alle isole Mauritius e in altri luoghi tutt’altro che paradisiaci. Ho svolto volontariato e ho insegnato in altre aree dell’Africa, del centro America e dell’Est Europa. Sono stato con Emmaus e a Nomadelfia. A Torre Annunziata ho soggiornato con mia moglie (testimone di quanto scritto nella lettera). Lei era ancora più stupita. Ho constatato che in Polonia si studia più che in Italia, c’è più severità: chi non è all’altezza viene spedito a casa e i genitori non possono contestare i professori. In istituto si devono presentare puliti, ben vestiti. Se apparisse uno studente nostrano, con jeans strappati, calati tanto da far vedere il sedere, lunghi fino a raccogliere la polvere, non potrebbe entrare. Riguardo alla conoscenza dell’italiano, delle lingue, della storia e geografia, mia moglie ricorda ancora il tanto studio. Rammenta ancora il nostro Risorgimento, l’inno italiano dove si menziona l’intervento polacco. La Liberazione italiana con l’aiuto dei suoi connazionali morti, assieme agli anglo-americani. Qui si commemorano soltanto i partigiani. I morti di Cassino, il grande cimitero polacco di Montecassino: quante scuole insegnano questa storia? L’ignoranza della studentessa napoletana, «matura» a pieni voti, è soltanto la punta dell’iceberg. Questa mia vorrebbe porre la parola fine a questo penoso «ping-pong». Ribadisco che raccontare alcune realtà non è un fatto politico. Questi hanno la maggiore responsabilità riguardo all’eccessivo buonismo e lassismo delle istituzioni.
MICHEL BARIN CHAMPION


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MessaggioInviato: Dom Set 06, 2009 7:33 pm    Oggetto:  
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Svestirsi dai pregiudizi

Professore,
non si metta in apprensione per il putiferio provocato dai suoi scritti a La Stampa. Piuttosto si crucci del fatto di presumere che il suo pensiero divulgato a mezzo stampa debba essere tradotto con i suoi stessi canoni o interpretato come base unica, la sua, per percepire il mondo, per muoverci in esso, per agire, per ragionare, per parlare e per comunicare tra di noi. Balza agli occhi come la sua frase di apertura, « La realtà scolastica non significa politica », sia ad esempio, un’inesattezza sostanziale. Come non c’entra la politica? C’entra eccome! Tanto più se poi facciamo caso al suo retroterra culturale che ha una precisa connotazione.

La sua prima lettera era intrisa di ben altri toni, quasi intolleranti e generalizzati nei confronti del Sud. Assai lontani dall’evoluzione che lei ha voluto segnatamente marcare nell’ultima lettera, forse un pochino più accettabile. Anche io sono riconoscente all’esercito polacco e lo faccio con le parole di un grande presidente italiano come Ciampi: «Indelebile è il ricordo dei soldati polacchi che nell'ultima guerra contribuirono alla liberazione dell'Italia: molti di loro caddero in terra italiana.». Anch'io fin da bambino, quando ho potuto, ho reso loro omaggio nei cimiteri dove riposano. Vede professore io sono nato a Pesaro e so che lo sfondamento della Linea Gotica da parte del II° Corpo di Liberazione è costato parecchie vite di giovani polacchi.

Detto questo mi corre l’obbligo di dirle che la frase che ho estrapolato dal discorso di Ciampi - fatto a Varsavia il 15 marzo 2000 - è poi seguita da un’altra ancora più significativa: « La Polonia ha reso possibile la riunificazione dell'Europa, così a lungo e così ingiustamente divisa, e ha contribuito, in modo decisivo, a salvare l'indipendenza e il futuro di altri popoli europei ».

Bene egregio professore, lei invece è riuscito disunire e a scomporre anche in Valle d'Aosta, in due l’Italia. Quella del nord e quella del sud. Anche io potrei, al limite, concordare con lei che raccontare alcune realtà non sempre è un fatto politico, ma aggiungo che per esporlo è necessario svestirsi delle proprie passioni politiche e non avere pregiudizi di sorta. Frasi come la sua: «Qui si commemorano soltanto i partigiani », ad esempio, non è degna di un uomo di cultura.

Giorgio Bruscia

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MessaggioInviato: Mer Set 09, 2009 7:04 pm    Oggetto:  
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L'Unità ha scritto:
Radici cristiane? Tettamanzi gela la Lega: "Contano i frutti"

- Le radici cristiane sono «importantissime», ma «il Signore ci giudica» non solo da queste, ma anche «dai fiori e dai frutti che queste radici realizzano»; «e i fiori e i frutti chiedono di essere confrontati con il Vangelo e, per parlare in termini laici, con la dignità personale di ogni essere umano». Così il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, ha risposto a chi gli ha chiesto quali sono i rapporti con la Lega e con il suo leader Umberto Bossi che, la scorsa settimana, è andato in Vaticano «per ricordare le radici cristiane» del Carroccio.

La risposta, di evangelica raffinatezza, sembra una doccia fredda per gli entusiasmi della Lega che si erano incaricati di "ricucire" con il Vaticano per conto del governo sul tema dell'immigrazione, tema su cui i vescovi non hanno lesinato critiche nel corso degli ultimi tempi. Bossi e Calderoli erano stati a colloquio col presidente della cei Bagnasco, parlando proprio di questi temi. Mentre le gerarchie ecclesiastiche continuano a definire eccellenti e sereni i rapporti con l'esecutivo, i vescovi e la base dei cattolici sembrano molto più diffidenti. le parole del cardinal Tettamanzi sembrano confermare l'assunto.
08 settembre 2009




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