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giorgio








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MessaggioInviato: Mar Nov 18, 2008 11:34 pm    Oggetto:  
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Caro Bruno

Voglio applicare la legge della causa effetto.
Se uno da un pò di tempo in qua si sente stordito avrà le sue buone ragioni. Siccome non sono le mie, dopo svariati appelli ad uscire dal torpore in cui si è caduti, ripeto che bisogna svegliarsi! Oppure tradotto da un altro punto di vista: come si fa ad aprire una discussione che non sia un percorso ad ostacoli, con stroncature come quelle che riceviamo da tempo su ideologismo, leninismo e stronzate varie?

Ecco che improvvisamente mi corre in soccorso e alla memoria quella foto di Berlinguer...Vedi, quando si mostra questa pagina dell'Unità che commemora Berlinguer con quell'addio, non posso non pensare a Lui, alle aperture politiche che a suo tempo fece e che trovarono proprio nella sinistra radicale i suoi più acerrimi nemici ideologici e nel partito socialista quelli che temettero per una sua insostenibile concorrenza.

La riflessione mi porta quasi sempre a pensare: «per qualche mio interlocutore quell'addio è davvero un addio alla politica di rigore e di aperture che Berlinguer rappresenta. Non è perciò il cordoglio di chi lo sente ancora come fonte di ispirazione». A me succede il contrario.

Rifletto molto sul suo percorso politico e non sento di mandargli nessun addio, perché voglio che resti sempre presente nella mia mente e mi faccia da guida. Ovviamente questo è solo un apologo e nel racconto che faccio spero si colgano ancora tutti gli intenti morali che possano essere interpretati. Spero che serva a qualcuno che si sente "intorpidito" ed anche a molti altri che in questi giorni stanno riflettendo proprio intorno alla politica non come droga, nè come malattia, ma come una possibile risorsa per un miglior modello di esistenza.

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MessaggioInviato: Mar Nov 18, 2008 11:34 pm    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Mer Nov 19, 2008 7:43 pm    Oggetto:  
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Citazione:
10:13 VERDI: PROPOSTO COORDINAMENTO POLITICO ALLEANZA DEL GALLETTO
(ANSA) - AOSTA, 18 NOV -
La proposta di costituire un Coordinamento politico dell'Alleanza del Galletto "con rappresentanze proporzionali in base al peso politico di ogni componente; anche con finalità di organizzare iniziative di formazione ed informazione", è emersa dalla riunione del Coordinamento del Movimento Verde Alternativo.

In una nota il Coordinamento politico si è riunito per esaminare il documento del Comitato dei 32 che propone la creazione di un soggetto politico unitario che riunisca le forze dell'Alleanza del Galletto. In una nota il Coordinamento spiega di "condividere la prospettiva indicata dal Documento del Comitato dei 32" e ritiene che "solo la realizzazione di un grande partito che in Valle d'Aosta riunisca le forze della democrazia, dell'ambientalismo, dell'autentico autonomismo e federalismo può consentire di offrire alla comunità valdostana un solido e credibile punto di riferimento". L'obiettivo è "cambiare la politica regionale e migliorare l'attività della pubblica amministrazione".
I Verdi considerano poi "opportuno procedere e rapidamente ad un primo passo attraverso il rafforzamento dell'Alleanza del Galletto" e suggerisce la definizione "di un nuovo accordo politico fra le forze che si ispirano ai valori e principi del riformismo democratico, dell'ambientalismo, dell'autonomismo e federalismo".

Oltre alla costituzione del Coordinamento i Verdi sollecitano la designazione di un Presidente dell'Alleanza del Galletto; l'impegno a presentarsi insieme alle prossime scadenze elettorali, a partire dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo della primavera 2009. A tal proposito propongono la presentazione di una Lista del Galletto apparentata con una Lista a carattere nazionale.

(ANSA)




Ho voluto riportare questa ANSA perchè ho come l'impressione che ci sia qualcosa di poco chiaro o almeno che io non riesco a capire.
Leggo qui che l'alleanza con il Galletto, così come emerge dal titolo, il Coordinamento del Movimento Verde Alternativo ha deciso di perseguirla. Quello che io non riesco a valutare come una cosa seria, è l’azione del Coordinamento Verde Alternativo che si riunisce per prendere in considerazione un documento - quello dei 32 - che è stato precedentemente escogitato, sollecitato, e gestito dal responsabile del Coordinamento stesso. Ancora…”. In una nota il Coordinamento spiega di "condividere la prospettiva indicata dal Documento del Comitato dei 32…"

Insomma è come dire di uno che se la canta e se la suona, ovvero del goffo tentativo di far parlare di se e di ergersi a protagonista.

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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Nov 20, 2008 9:56 am    Oggetto:  
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(ANSA) ha scritto:
19:06 ARCOBALENO: SI SCIOGLIE COMITE' DE VALDOTAINS

(ANSA) - AOSTA, 19 NOV -
Il Comité de valdotains, nato nel 2003 per opporsi alla riapertura al traffico pesante nel traforo del Monte Bianco e confluito, nello stesso anno, nel movimento dell'Arcobaleno Valle d'Aosta, si scioglie. Lo ha annunciato oggi, in una conferenza stampa, Leonardo Tamone, uno dei leader.

"La Valle d'Aosta - ha spiegato - ha bisogno di un quadro politico chiaro e non di decine di piccoli movimenti, per questo abbiamo deciso di scioglierci". L'iniziativa è stata presa dopo che gli aderenti hanno constatato che "nel panorama politico valdostano nuovi movimenti autonomisti come Vallee d'Aoste Vive e Renouveau Valdotain sono nati con l'obiettivo di contrastare il potere politico oggi al governo della Valle d'Aosta".

"Lasciamo liberi - ha aggiunto Sonia Chabod - i nostri aderenti di scegliere il loro percorso politico futuro e di investire le loro energie in altri progetti". Il Comité de Valdotains è stato parte attiva anche della creazione dell'Alleanza autonomista e progressista che, secondo Tamone "deve continuare a operare per contrastare l'attuale modello politico valdostano".

Riguardo poi al manifesto dei 32 per l'unificazione del Galletto, Tamone ha commentato: "é una buona proposta ma arriva al momento sbagliato, non sono maturi i tempi per questo tipo di operazione". (ANSA).




Salutiamo Leonardo Tamone, uno dei leader de Il Comité de valdotains, che con questa conferenza stampa ci informa che"nel panorama politico valdostano ben altri due movimenti, Vallee d'Aoste Vive e Renouveau Valdotain sono nati con l'obiettivo di contrastare il potere politico oggi al governo della Valle d'Aosta". Lo ringraziamo e gli diamo umilmente un consiglio, visto che Il Comité de Valdotains è stato parte attiva anche della creazione dell'Alleanza autonomista e progressista. Come quell'estensore sul blog di Paolo Louvin consiglia Paolo, di farsi aiutare da Santa Lucia patrona della vista, anche noi consiglieremmo identico trattamento a Leonardo Tamone. Infatti ancora oggi anche lui non s'è accorto che accanto ai due movimenti nominati, c'è un partito di riferimento nazionale, il Pd.

Da un lato Vincenzo Calì si premura quotidianamente di chiedere se il Pd continuerà nel partecipare a questa alleanza, dall'altro c'è gente che manco se n'è accorta che nell'A.A.P, il Partito democratico fosse al suo fianco. Ad onore del vero bisogna aggiungere che Tamone arrivando da altre esperienze politiche, poi è confluito in un altro movimento, quello dell'Arcobaleno Valle d'Aosta e che probabilmente qualche problema politico con Vallee d'Aoste Vive e Renouveau Valdotain, l'avrà avuto. Sicura è una cosa che fra tutti questi passaggi, salti della quaglia, movimenti che vengono, movimenti che vanno, movimenti che nascono movimenti che muoiono... uno possa iniziare ad essere un pochino in confusione e penso anche stanco e frastornato. Provo a pensare alla gente valdostana come potrà valutare questi continui spostamenti. Per questo che giunge chiara anche al sottoscritto l'ultima frase di chiusura dell'ANSA: " Riguardo poi al manifesto dei 32 per l'unificazione del Galletto, Tamone ha commentato: "é una buona proposta ma arriva al momento sbagliato, non sono maturi i tempi per questo tipo di operazione".

Ha perfettamente ragione! Bisogna fare riposare un momento la soluzione, lasciarla decantare, aspettare che il "precipitato" si depositi sul fondo del barile, e poi come un esperimento chimico valutare i risultati, e come spiega saggiamente Leonardo Tamone, ripetersi ad alta voce: "La Valle d'Aosta ha bisogno di un quadro politico chiaro...

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faustocoppi








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MessaggioInviato: Gio Nov 20, 2008 3:23 pm    Oggetto:  
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Sono buffi quando s’arrabbiano, si offendono ma non vogliono darlo a vedere, facendo i superiori.....
Ma nonostante il piglio, credo che i messaggi che fanno arrivare, forse involontariamente, siano la conferma a quel che dico io.
In tutta La Valle d’Aosta ci sono decine, centinaia, di persone come loro che stanno svegli sino all'una e mezza per fare politica.
E mentre questi si fanno il “mazzo”, credendo ciecamente negli ideali di facciata che il partito unico propone, i vertici, sempre gli stessi, fanno i salti mortali passando veline alla mattina ai presunti avversari e discettando la sera di sinistra e riformismo.
Il solito riformismo servito in tutte le salse.
Io dico che questa frattura fra partito ideale e partito reale è sotto gli occhi di tutti e sarebbe onesto ammetterla. e ripeto anche che la stragrande maggioranza
della dirigenza degli altri micro-partiti satelliti, sia un refuso di un vecchio sistema politico da cambiare.
E finché ci sono questi personaggi, questi eterni personaggi che vanno bene per tutte le stagioni, la frattura sarà costante.
Il pericolo reale è che invece di avere autonomia di pensiero e di rendersi alternativi ad un modo inciucione di fare politica,
difendano a spada tratta, a volte in modo ottuso, le scelte di questi signori.
Il che renderebbe inutile il ricambio.
Consentitemi di aggiungere che ciò non è più di nostra pertinenza. L’ideologismo, il leninismo, e le altre accuse che stiamo ricevendo non sono più coniugate dalle nostre parti. Sebbene si insista ancora in malafede in queste accuse che io direi piuttosto di stampo stalinista.
A tal proposito ho sentito che qualcuno sta andando in giro a raccontare parecchie cose, come ad esempio dell’errore commesso per non avere candidato questi personaggi che avrebbero garantito un ritorno in voti tale da non sparire dal palcoscenico politico.
Dico questo perché mi piacerebbe sapere se in effetti questi “pasdaran” del partito unico, fossero stati eletti, oggi sarebbero lì a cercare e a brigare per questa aggregazione voluta in maniera fragile ed in modo del tutto affrettata?

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faustocoppi
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paolog







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MessaggioInviato: Gio Nov 20, 2008 8:06 pm    Oggetto:  
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Giorgio e Faustocoppi hanno colto nel segno.
Giorgio mette in risalto che per battere gli unionisti ci vogliono altri transfughi unionisti, "aoste vive e renouveau" a detta di Tamone che con "comité des valotains" lasciano l'arcobaleno.
Mentre Faustocoppi mette in risalto le contraddizioni dei professionisti della politica di sinistra, senza le loro trentennali poltrone, e dopo pochi mesi in crisi di astinenza, pronti al compromesso con gli autonomisti pur di rimettersi in gioco....
Chissà, tutta questa fregola se venivano eletti....e qualche finanziamento in più.

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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Nov 21, 2008 1:57 pm    Oggetto:  
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Nel teatro classico del trasformismo, il mondo politico valdostano, va in scena l'eterno conflitto delle classi dirigenti partitiche: di qua i furbi, di là gli incapaci. Al centro, personaggi che incarnano bene i vizi di entrambi, i perpetui. Figure mediocri, affascinanti faccendieri d'altri tempi, ma ai quali dobbiamo una lezione esemplare sui mali della politica regionale. Non sempre elevate alla cronaca in virtù di dubbie doti politiche, quanto per la conclamata cortigianeria. Cioè la principale e a volte unica competenza richiesta per fare carriera in politica.

Eppure questi eroi non si dimettono mai dalla politica. Vanno avanti lo stesso, seppur trombati democraticamente, pronti a fare la parte degli alleati mai domi del Re di Prussia. Le opposizioni, una dopo l'altra - non ce sono tante in valle dopo il Pd - gli ritirano la copertura, a cominciare dal Pd, e in ultimo da Valle d’Aosta Vive, Renouveau Valdotaine che si sono trovati assieme nell' attenuare, temperare e moderare i toni roboanti della partenza per il soggetto unico. Se il mandante o i mandanti del pasticcio è …, com'è ovvio sospettare, si capisce che abbia scelto questo metodo. Chi altri, del resto? Dall'istante in cui approda a Roma, ha la prima e l'ultima parola su tutto quanto riguarda il processo di “transizione immobile” del mondo della sinistra valdostana.

Ma con l'elezione a sorpresa di Raimondo Donzel, ci si è trovati nel dovere per forza scegliere di proporre nel centro-sinistra il Pd come forza d’opposizione. Il problema sorge con il fatto che il Pd è sì, progressista, è sì, anche favorevole ad una autonomia non spinta, ma è anche un partito di valenza nazionale. Allora con fiuto infallibile, si è pescato nel mucchio, il tartufo “Soggetto unico della sinistra”.

La trappola è ben congegnata e lanciata fra i piedi del segretario del Pd, ancora in difficoltà per i precedenti strascichi e contenziosi lasciati pendenti dai maggiorenti dei Ds-Gv. Si pensa all'immagine della leadership democratica del segretario che, sottoposto e tenuto sotto scacco da un continuo “fuoco amico”, a questo punto deve uscirne indebolita. Anche attraverso quasi tutti i media locali, coalizzati su questo punto. Si deve fare apparire come sempre più evidenti, le contraddizioni interne del partito.

Comunque vada a finire, la fotografia di questi ultimi tempi è desolante. L'intero sistema politico dell’opposizione progressista è tenuto in scacco da - lasciatemelo dire - provocatori di piccolo cabotaggio. Hanno messo in piedi una vicenda… “il potere in Valle”, che di suo dà il voltastomaco alla maggioranza dei cittadini valdostani. Donzel ne uscirà come un vaso di coccio fra i diversi perpetui contendenti? Non si sa. E’ un uomo dal carattere forte e ancora poco conosciuto. Per uscire dall'impasse, ci vorrebbe un gesto d'orgoglio, magari l'abbandono definitivo di alcune timidezze e impacci che da parte sua gli derivano dal voler gestire un vero cambiamento. Quello di portare il Pd con la sua conduzione, ad essere un partito più forte, coerente, unito e non più dipendente da continui ricatti.

Ma forse è chiedere troppo ad un partito, ad una parte delle sua dirigenza politica che è ancora annichilita e addormentata sulle vecchie posizioni che vogliono vedere il Pd con il cappello in mano alla corte dell’Uv; disposti a tutto pur di ottenere la benedizione di un Rollandin, per la partecipazione ad un consiglio d'amministrazione, per un posto in un qualche ente regionale, per le briciole della torta regalata tanto tempo fa al movimento autonomista del leoncino, che ora vuol portarsi via pure il vassoio.

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bruno courthoud








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MessaggioInviato: Ven Nov 21, 2008 3:57 pm    Oggetto:  
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oggi su La Stampa c'è una lettera interessante di un lettore di Nus, il quale si rifà all'esperienza del Trentino alle recenti elezioni provinciali. Lasciamo stare (almeno per il momento) la proposta del soggetto politico unico, buona o cattiva che sia, viste le reazioni scomposte, infantili ed offese che ha provocato (primogenitura, proposta ambigua, primedonne, ecc.). Ma è così difficile, per i responsabili politici dei partiti e dei movimenti che si dicono per l'alternativa all'attuale sistema di potere (PD, Vallée d'Aoste Vive e Renouveau, parte dell'Arcobaleno) ritrovarsi intorno ad un tavolo, fare quattro chiacchiere e mettersi d'accordo per una Unione, e non un soggetto politico unico, da proporre fin da subito agli elettori valdostani? Senza primogeniture, primedonne e tutto quel contorno di battibecchi da asilo infantile che abbiamo visto finora?
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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Nov 21, 2008 9:59 pm    Oggetto:  
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bruno courthoud ha scritto:

Oggi su La Stampa c'è una lettera interessante di un lettore di Nus, il quale si rifà all'esperienza del Trentino alle recenti elezioni provinciali. Lasciamo stare (almeno per il momento) la proposta del soggetto politico unico, buona o cattiva che sia, viste le reazioni scomposte, infantili ed offese che ha provocato (primogenitura, proposta ambigua, primedonne, ecc.). Ma è così difficile, per i responsabili politici dei partiti e dei movimenti che si dicono per l'alternativa all'attuale sistema di potere (PD, Vallée d'Aoste Vive e Renouveau, parte dell'Arcobaleno) ritrovarsi intorno ad un tavolo, fare quattro chiacchiere e mettersi d'accordo per una Unione, e non un soggetto politico unico, da proporre fin da subito agli elettori valdostani? Senza primogeniture, primedonne e tutto quel contorno di battibecchi da asilo infantile che abbiamo visto finora?



Concordo, Bruno,
e vorrei aggiungere che cerco di farlo fare in modo costruttivo sia verso il Pd che verso i partiti di quella sinistra verde e ambientalista che ci ha sempre snobbato e di quei movimenti che fanno dell’autonomismo una questione di vita o di morte. Ovviamente ogni realtà ed ogni partito ha i suoi problemi e dibatto volentieri per ipotizzare delle soluzioni.

Passando per un attimo a Rfc, lei di fatto ha sterilizzato un partito tagliando ogni possibilità di riunificazione nella sinistra. Vendola, di cui ogni tanto mi pregio di esporre il suo pensiero, su questo forum, come corrente aveva più voti di Ferrero, ed ha per esempio, una politica più aperta per istanze di unità senza barriere ideologiche verso il Pd. Un processo che può essere favorito solo se non lo fa con frazioni di Rfc, Sd, Pdci.

In valle d’Aosta è tutto più confuso e così invece si rischia di creare un altro incrocio sterile. Perché…per chi non lo sapesse, l’Arcobaleno secondo un accordo politico, prima delle elezioni regionali, e voluto dai movimenti autonomisti, doveva restarne fuori e ora? Ora dovremmo seguire un Leader che non è apprezzato dai più. E noi come Pd dovremmo addirittura sforzarci di portare verso l'unità tutti, dal primo all'ultimo, anche se noi un leader intero e non uno dimezzato ce l’abbiamo già. Noi del Pd Vd’A che siamo appena usciti da un processo di fusione che ci è costato fatica e con lo strascico di qualche ferito grave!

Oggi assistiamo alla difficoltà di tenere assieme più che due anime, quelle due o tre che sembrano polarizzarsi intorno al potere. E il documento dei 32 non è certamente quel progetto ambizioso che le farà riunire… e forse è proprio questa la ragione per cui molta gente, piuttosto si allontana dalla vita attiva della politica sana. Ci vede sempre più come la famosa “casta” che vuole mantenere le sue poltrone. Come vedi queste non sono reazioni scomposte, nè infantili nè tanto meno ideologiche.

Se qualcuno anche del nostro partito prima di partire per la "tangente" e avere reazioni, queste sì scomposte, avesse pensato qualche volta a confrontarsi anche "de visu", avrebbe evitato di trovarsi in una posizione che oggi definirei alquanto scomoda. Alcuni dei firmatari simpatizzanti e dirigenti del Pd, avrebbero potuto qualche volta, fare una telefonata al segretario per discutere, fare critiche o apprezzamenti in merito al progetto. Mai visti nè sentiti! Questo caro Bruno non è l'infantile rivalsa per dire no al progetto, questa è stata mancanza di educazione. E dove è andato a nascondersi il confronto con le idee altrui?

C'è un topic, in questa sezione..."Una piazza, un ponte", che da me ha ricevuto fiumi d'inchiostro - si fa per dire - e giorni di scrittura. Che ci sia stato qualche volenteroso che abbia speso due righe a criticare o ad apprezzare nel merito!? Solo cose fatue e impalpalpabili, mi hanno riferito...

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fulvio100z







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MessaggioInviato: Dom Nov 23, 2008 12:16 am    Oggetto:  Perché sono contrario al partito unico del Galletto…….
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Ritengo la discussione che è nata a seguito della famosa proposta dei 32 di procedere subito alla creazione di un partito unico dei soggetti politici facenti parte dell’Alleanza Autonomista Progressista (Galletto) ovvero - come alternativa - la sua attuale impostazione come coordinamento stretto delle medesime forze (atteso che praticamente tutti i partiti hanno bocciato l’iniziativa) molto interessante, ma al tempo stesso profondamente sbagliata.

1. Senza seguire l’impostazione dei “niveaux différents” dell’UV funzionali a spostare il proprio raggio d’azione a seconda delle esigenze contingenti, credo che le elezioni europee e quelle nazionali siano profondamente diverse da quelle regionali e comunali, non solo per la diversità di modelli elettorali ma per il differente interesse della popolazione e, soprattutto perché le prime due elezioni sono funzionali unicamente ad eleggere un rappresentante nelle assemblee rappresentative (Europa e Italia) senza alcuna valenza di governo. In chiaro, in queste elezioni l’obiettivo delle forze politiche è quello di eleggere un rappresentante della comunità valdostana il cui compito non è sicuramente quello di governare. Pare del tutto ovvio che, in tale situazione, risulti più agevole elaborare un programma di sintesi che possa accontentare le posizioni di sinistra più estreme e le posizioni più moderate di centro sotto pochi punti ispiratori di grandi principi. Ben diverse sono le elezioni regionali e quelle comunali dove l’esigenza dei partiti non è solo quella di piazzare un proprio rappresentante nelle assemblee elettive ma è quello prioritario di amministrare, cioè di elaborare un programma che possa, concretamente essere successivamente attuato fin anche nello specifico e riguardante ogni aspetto della vita quotidiana. E’ del tutto ovvio che in questo caso l’aggregazione di forze politiche non possa includere tutto e di più ma debba concentrarsi tra soggetti “affini” dal punto di vista programmatico. Dunque ipotizzare un coordinamento unico (o peggio ancora un partito unico) significa strozzare sul nascere qualsiasi possibilità di creare una seria e credibile alternativa all’attuale governo. Ciò che ha determinato la nascita e l’affermarsi del Galletto nel 2006 era l’accomunanza dei fondatori nella pura e semplice volontà di contrapporsi all’UV: da qui la presentazione di due soggetti autonomisti che ben avrebbero potuto essere eletti nelle file dell’UV e la creazione di un programma minimo comune che è stato facilmente accettato da tutti. La schiacciante vittoria è poi arrivata non perché ci sia nella popolazione valdostana una stragrande maggioranza di cittadini autonomisti e progressisti ma più semplicemente perché le faide interne all’UV hanno determinato quel risultato. Riproporre questo schema per le elezioni regionali e quelle comunali significa rinunciare a tutta quella fetta di popolazione moderata che vota la maggioranza regionale più per assuefazione e comodità che per reale convinzione. E su questa fetta della popolazione che si gioca la possibile alternanza al governo.

2. Se questo è vero – e credo che non sia un argomento campato per aria – è altrettanto sbagliata questa ulteriore deduzione: se sei contrario al partito unico del galletto o al coordinamento delle forze politiche del galletto vuol dire che sotto - sotto aspiri ad allearti nuovamente con l’UV in vista delle europee e soprattutto delle comunali di Aosta. Anzi, per me è vero esattamente il contrario.

3. Per impostare però una effettiva (e soprattutto credibile) alternativa all’attuale maggioranza è necessario partire da un blocco moderato - riformista che possa dettare l’agenda di una eventuale coalizione fissando però dei paletti ben precisi a sinistra. E l’esperienza di Dellai in Trentino è esemplare in tale ottica. Se si vuole costruire una seria alternativa non si può ragionare solo in termini numerici: loro sono tanti noi dobbiamo essere tanti per contrastarli. Tale impostazione è la riedizione dell’Unione di prodiana memoria che ha retto per un triennio 1996-1998 (facendo cose importantissime) e che nel biennio 2006-2007 dove è stata un’autentica e notevole delusione, oltre che un fallimento totale. Io credo che il limite di una tale impostazione risieda nel fatto che l’Unione prodiana aveva posto un freno al centro ed aveva cercato di allagare a dismisura la sua sinistra, mentre (e non sono certo io a scoprire l’acqua calda) in un sistema bipolare si vince se si sfonda al centro (vedi, ad es. Dellai, ma anche l’esperienza di Obama in America, i governi di Blair in Inghilterra ecc…) ed è la grande intuizione di Veltroni nel voler correre da solo. Tale scelta ha decretato la morte dell’Unione prodiana e la caduta di quel fallimento e ha prodotto il necessario strappo per impostare una autentica politica riformista. Il galletto da noi segue pedissequamente l’ipostazione dell’Unione prodiana ed infatti, non a caso, i suoi maggiori sostenitori sono quelli dell’Arcobaleno (qualche idealista) e i suoi più feroci oppositori sono quelli che vorrebbero invece impostare una autentica stagione riformista anche in Valle d’Aosta.

4. Che fare, dunque. Atteso che il Galletto non potrà mai diventare un partito ma nemmeno un coordinamento di forze politiche se non per le elezioni nazionali o europee per quanto detto in precedenza, nel medio periodo (cioè i prossimi 5 anni di legislatura regionale) dovrebbero servire alle forze politiche riformiste valdostane per unirsi e creare un vero e proprio partito che possa raccogliere circa il 15 – 20 % dei consensi dell’area di centro sinistra. E se di aggregazione bisogna parlare allora facciamola su soggetti effettivamente complementari e cioè tra il PD e Valle d’Aosta Vive. Questi due soggetti sono effettivamente molto simili perché entrambi guardano ad un moderno riformismo e ad un rapporto democratico con la popolazione ma soprattutto gli arancioni, in tema di autonomia e bilinguismo hanno una posizione (scusate il termine) “de-ideologizzata” rispetto alle posizioni di UV. Così non è per RV che invece, almeno mi pare di capire, giochi a presentarsi come la parte buona dell’UV ma senza alcuna rielaborazione dei concetti di autonomia che ne stanno alla base. Se prendiamo i risultati delle regionali e assegniamo al PD circa 7.000 voti e alla sola VdaVive circa 4.500 voti (ipotizzando poco meno della metà – come dato elaborato a spanne) potremmo contare su di un partito di circa 11 – 12.000 voti, cioè una sola forza politica che si colloca all’incirca intorno al 15%, slegato da matrici comuniste e/o autonomiste integraliste che ben potrebbe pescare voti al centro tra le fila dell’UV (anche se la matematica in politica non funziona così….) Questo Movimento Democratico e Autonomista (perché per me deve prima di tutto essere democratico e poi autonomista, cioè l’autonomia deve essere riempita di democraticità) potrebbe porsi sulla scena regionale e sul comune di Aosta come una credibile e seria alternativa all’UV, cercando poi alleanze con RV e l’Arcobaleno. Ma una impostazione del genere determina una alleanza in cui la guida ed il perno è incentrata su questo MDA così come a livello nazionale una futura coalizione di governo di centro sinistra non possa che partire dalla centralità del PD.

Se poi per una volta volessimo allargare gli orizzonti allora potremmo far decollare il MAD come il nucleo di un futuro partito democratico del nord, raccogliendo molte delle istanze avanzate da gente come Cacciari e Chiamparino......
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bruno courthoud








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MessaggioInviato: Dom Nov 23, 2008 1:01 am    Oggetto:  
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gira e rigira, lasciando perdere le esperienze passate a livello nazionale di cui qui in VDA nessuno sa niente salvo i quattro addetti ai lavori (?), partito unico o non partito unico, con un nome o con un altro, RV dentro o fuori, parte dell'Arcobaleno dentro o fuori, la strada per uscire da questa immobile immobilità non può che essere questa, tanto più se, come è sempre più evidente, occorre radicarsi sul territorio (l'UV resiste unicamente per questo motivo).
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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Nov 23, 2008 12:53 pm    Oggetto:  
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(AGI) ha scritto:
CHIAMPARINO, PD DEL NORD CON PROPRIO LEADER

(AGI) - Roma, 22 nov. - Il sindaco di Torino nonche' ministro ombra per le riforme del Pd, Sergio Chiamparino, lancia il Pd del Nord, con un proprio leader e proprie alleanze. In un'intervista al quotidiano 'La Stampa', Chiamparino propone di "trasformare l'attuale federazione di correnti in una federazione di territori". L'esortazione di Chiamparino, in vista delle elezioni europee e di alcune elezioni locali, per dare continuita' alle esperienze di governo in Piemonte, Liguria, Lombardia e Veneto, e' di mettersi insieme e decidere un coordinatore "che sia rispettoso delle rappresentanze dei territori" e decidere "autonomamente alleanze politiche, programmi, candidati e leadership". Se fosse Walter Veltroni - spiega Chiamparino - spingerebbe con forza "nel senso di questa federazione dei territori". "Si potrebbe anche parlare di un rilancio dell'idea dell'Ulivo - aggiunge, rispondendo ad una domanda - ma con una forte specificazione territoriale". Secondo il sindaco di Torino organizzare una sommatoria di sigle rischia di non essere realizzabile e di non tradursi in una sommatoria di voti: "il Trentino lo dimostra: li' c'e' stata un'originalita' di rapporti". Chiamparino ritiene infine che nel Pd non ci siano diversi progetti politici, alternativi tra loro, ma piuttosto "divisioni fondate su rivalita' personali, lotte di potere interne al partito":
fare il congresso non servirebbe a superare la crisi ma solo a "fotografare la situazione esistente" e dopo tutto continuerebbe come prima.



Riporto qui uno stralcio dell'intervista del Sindaco di Torino a La Stampa. Poichè anche Dario Carmassi ( in un altro forum ) se non erro aveva fatto riferimento a questa intervista dove auspicava un ulteriore approfondimento, approfitto del bellissimo post di fulvio100z, per aggiungere come complemento all'interessante dibattito, un'altra tessera informativa.

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vicali








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MessaggioInviato: Dom Nov 23, 2008 2:31 pm    Oggetto:  Re: Perché sono contrario al partito unico del Galletto…….
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fulvio100z ha scritto:

Che fare, dunque. Atteso che il Galletto non potrà mai diventare un partito ma nemmeno un coordinamento di forze politiche se non per le elezioni nazionali o europee per quanto detto in precedenza, nel medio periodo (cioè i prossimi 5 anni di legislatura regionale) dovrebbero servire alle forze politiche riformiste valdostane per unirsi e creare un vero e proprio partito che possa raccogliere circa il 15 – 20 % dei consensi dell’area di centro sinistra. E se di aggregazione bisogna parlare allora facciamola su soggetti effettivamente complementari e cioè tra il PD e Valle d’Aosta Vive. Questi due soggetti sono effettivamente molto simili perché entrambi guardano ad un moderno riformismo e ad un rapporto democratico con la popolazione ma soprattutto gli arancioni, in tema di autonomia e bilinguismo hanno una posizione (scusate il termine) “de-ideologizzata” rispetto alle posizioni di UV. Così non è per RV che invece, almeno mi pare di capire, giochi a presentarsi come la parte buona dell’UV ma senza alcuna rielaborazione dei concetti di autonomia che ne stanno alla base. Se prendiamo i risultati delle regionali e assegniamo al PD circa 7.000 voti e alla sola VdaVive circa 4.500 voti (ipotizzando poco meno della metà – come dato elaborato a spanne) potremmo contare su di un partito di circa 11 – 12.000 voti, cioè una sola forza politica che si colloca all’incirca intorno al 15%, slegato da matrici comuniste e/o autonomiste integraliste che ben potrebbe pescare voti al centro tra le fila dell’UV (anche se la matematica in politica non funziona così….) Questo Movimento Democratico e Autonomista (perché per me deve prima di tutto essere democratico e poi autonomista, cioè l’autonomia deve essere riempita di democraticità) potrebbe porsi sulla scena regionale e sul comune di Aosta come una credibile e seria alternativa all’UV, cercando poi alleanze con RV e l’Arcobaleno. Ma una impostazione del genere determina una alleanza in cui la guida ed il perno è incentrata su questo MDA così come a livello nazionale una futura coalizione di governo di centro sinistra non possa che partire dalla centralità del PD.

Se poi per una volta volessimo allargare gli orizzonti allora potremmo far decollare il MAD come il nucleo di un futuro partito democratico del nord, raccogliendo molte delle istanze avanzate da gente come Cacciari e Chiamparino......


OTTIMA analisi, che condivido in pieno.
La proposta del partito unico è stata portata avanti in maniera assai pasticciata, perché non metteva abbastanza in chiaro che il nuovo soggetto dovrebbe essere, come dici tu, de-ideologizzato e di centrosinistra riformista (quindi riferirsi al Pd nazionale).
Sono contento che tu pensi, come me, che questo soggetto che nascerebbe dall'unione tra Pd e VdaVive dovrebbe porsi come ALTERNATIVA all'alleanza del centro autonomista.
Questo è il punto. Il problema è che il segretario Donzel ha abbandonato questa linea dell'alternativa, e lancia segnali di "collaborazione" con l'Uv, tradendo così le aspettative di quanti, come te, hanno guardato con favore e speranza alla nascita del Pd.

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Ultima modifica di vicali il Dom Nov 23, 2008 11:28 pm, modificato 1 volta in totale
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paolog







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MessaggioInviato: Dom Nov 23, 2008 8:45 pm    Oggetto:  
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Stimo molto Vincenzo, ma ultimamente non lo capisco, si ostina a sparare a zero su Raimondo accusandolo di fantomatici cambiamenti di rotta, e di collaborazione con l'u.v., mettendosi così sullo stesso piano di chi questa alleanza la cerca, e sullo stesso piano di chi con la confusione cerca alleanze poco credibili.
Per questo ringrazio Fulvio del suo bel post, sono sicuro che se partiamo da questo suo ragionamento, si potrà aprire una nuova stagione politica nel P.D. e in questa nostra regione
.

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dario m. carmassi








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MessaggioInviato: Dom Nov 23, 2008 10:13 pm    Oggetto:  
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Invado anche questo spazio dove sono stato presente almeno virtualmente.

Molto bene, vedo che la discussione sul "soggetto unico" sta uscendo dal circolo vizioso dei sospetti e degli anatemi.

D'altro canto le prime uscite sull'ipotesi PD non avevano trovato diversa accoglienza.

Sappiamo che un forte spirito conservatore dimora anche a sinistra.

Vi prego di non dare giudizi affrettati anche su Renouveau, il loro congresso si terrà sabato prossimo sarà una tappa fondamentale nello sviluppo di un'alternativa di governo a livello regionale.

Se il resoconto degli interventi al congresso UV è fedele, bisogna dare atto ad Albert Chatrian di essere stato l'unico a non offrire collaborazione.

Noi tutti siamo molto legati all'esperienza della Resistenza e della lotta al Nazismo, in occasione importanti, ufficiali, le parole vanno misurate ed hanno un significato preciso.
Se parliamo di confronto è un atto direi doveroso, indispensabile; perché la democrazia si base sul confronto e sul rispetto e la considerazione delle altrui idee; altrimenti scivoliamo nella dittatura della maggioranza e/o nell'avventino o nelle barricate, le forme di democrazia più evoluta cercano la condivisione e la partecipazione.
Se parliamo di collaborazione è un'altra cosa, ricordiamo bene il collaborazionismo.

Teniamo bene a mente, me lo ricordava qualche giorno proprio il segretario del PD Donzel, che almeno l'80% dell'elettorato valdostano si è espresso per forze politiche locali.

La problematica identitaria, con le conseguenti ricadute sociali, culturali e linguistiche, non può essere considerata un secondo tema.
Un soggetto politico radicato nel territorio (come evocato da Chiamparino e da Fassino) ha proprio nel suo dna originario questa esigenza.
La forte presenza di un sensibilità anche esasperata, senza scivolare nello sciovinismo e nel ridicolo, è non solo utile ma indispensabile ad un soggetto autenticamente popolare e diffuso su tutto il territorio.

Lo dice uno che fa Carmassi di cognome ma che è nato in Valle e si sente Valdostano a tutti gli effetti, così come tanti non nativi ma cresciuti e con un lungo vissuto nella nostra regione.

Credo che il "glocal" sia la risposta giusta, sul piano culturale e poi economico-sociale, al disastro compiuto dagli anni della globalizzazione senza regole di cui ora raccogliamo gli amari frutti con il collasso economico mondiale.

I paletti del nuovo sono a mio parere tre:

Autonomismo, capacità della nostra comunità di autogovernarsi, di riappropriarsi e riconoscersi in una propria identità e da questa di rapportarsi al resto dell' Europa;

Riformismo-progressista, capacità di coniugare la difesa dello stato sociale alle nuove esigenze del mondo produttivo, liberare risorse per lo sviluppo, premiare i meritevoli senza dimenticare i bisognosi, riportare l'ente pubblico alle sue funzioni uscendo dall'iniziativa imprenditoriale, prendere atto delle trasformazioni e puntare sistematicamente all'eccellenza in ogni settore, qualità non quantità;

Ambientalismo, ricordarsi che il territorio su cui viviamo non è risorsa rinnovabile, una volta consumato o consunto non c'è più, è il nostro unico vero patrimonio dobbiamo permettere alle generazioni future di usufruirne.

Approfondiamo questi aspetti ci troviamo dentro questo triangolo e nella premessa?
Quale concetto è al di fuori del pensiero democratico-progressista?

Dario
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vicali








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MessaggioInviato: Dom Nov 23, 2008 11:25 pm    Oggetto:  
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Caro Giorgio,
io non lancio accuse, faccio solo constatazioni. Perché Raimondo non risponde alle mie domande? Perché non dice di essere per l'alternativa all'Uv-Sa-Fa? Perché non esclude un'alleanza con l'Uv alle comunali di Aosta? Perché ai congressi Sa e Uv è così caramelloso? Perché non fa sua almeno l'analisi di Fulvio?
Se è come dici tu, e cioè se Raimondo la pensa come me e i miei sospetti sono infondati, perché si rifiuta di dirlo?
La ragione è semplice: perché le cose stanno come dico io.
Mi piacerebbe moltissimo essere smentito, ma non da te ed Erika (tra l'altro con mille ambiguità) ma da Raimondo, con dichiarazioni pubbliche e inequivocabili.

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Vincenzo Calì
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