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AREA DEMOCRATICA

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UNA PIAZZA, UN PONTE
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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Apr 22, 2007 10:47 pm    Oggetto:  
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ORDINE DEL GIORNO

Le delegate e i delegati del Congresso regionale della Gauche Valdôtaine-Democratici di Sinistra esprimono un giudizio positivo sul confronto che ha accompagnato la fase congressuale e riconoscono a tutte le mozioni presentate il merito di aver rappresentato posizioni, ansie ed aspirazioni di tutti gli iscritti al partito.

Si apre ora una fase nuova, molto impegnativa, che deve rivedere il pieno coinvolgimento di tutto il partito sulla base dei seguenti impegni:

1. il processo di costruzione del nuovo partito democratico non si può limitare ad intese o accordi tra forze politiche esistenti ma deve essere caratterizzato da un processo di partecipazione democratica, aperto a tutti i valdostani, che consenta di allargare i confini e la ricchezza del nuovo partito;

2. la Gauche Valdôtaine-Democratici di Sinistra deve essere protagonista di questa fase, animatrice di un processo partecipativo che si rivolge alle altre culture riformiste e alle componenti autonomiste e progressiste di questa regione interessate al percorso del partito democratico;

3. all’interno di questo percorso, la Gauche Valdôtaine-Democratici di Sinistra si dovrà presentare con una piattaforma programmatica rinnovata, capace di cogliere l’esigenza di cambiamento e rinnovamento della società valdostana, ancorata ai valori e alle idealità della nostra esperienza di sinistra, alla funzione che ancora oggi deve svolgere un partito laico, moderno e di sinistra, promotore di uno schieramento di centro sinistra capace di un progetto che guarda ad un futuro migliore,

4.
nel nuovo partito la rappresentanza di genere, con una presenza significativa di donne nei gruppi dirigenti, e il rinnovamento generazionale saranno obiettivi fondamentali e irrinunciabili;

5. sul piano organizzativo le strutture di partecipazione politica e democratica costruite negli anni dai DS non solo non dovranno essere smantellate, ma dovranno essere moltiplicate e rafforzate su tutto il territorio regionale;

6. la costituente del Partito Democratico deve definire un rapporto con il PD a livello locale di tipo federativo, che continui e rafforzi l’esperienza della Gauche Valdôtaine-Ds.

Pollein, 14 aprile 2007

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«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta»
Nuto Revelli
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MessaggioInviato: Dom Apr 22, 2007 10:47 pm    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Lun Apr 30, 2007 7:53 pm    Oggetto:  
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Stanotte non dormivo.
Parlavo, senza aprire la bocca per non svegliare madame, con me stesso e mi raccontavo una serie di fatti e fatterelli politici che ho vissuto in passato, così, tanto per ricordarmeli. Poi mi è venuta in mente una frase sentita l'altra mattina a Radio Tre da un operaio che diceva, pressappoco "ma noi operai i sindacati, in qualche maniera, ci difendono, ma quando smettiamo di essere operai e ritorniamo cittadini, a noi chi ci difende dai politici?" E mi si è accesa una lampadina nel cervello...Eggià, chi difende i cittadini dai politici? Noi andiamo a votare e poi per cinque anni stiamo lì come babbei in attesa di buttare via gli scemi e ricominciare il giro della giostra. Perchè, pensateci bene, quelli che governano sono la stessa cosa dei padroni dell'impresa...certo, li abbiamo votati, ma il fatto rimane, poi loro, per cinque anni, fanno come cavolo gli pare...e forse anche più!

Ed ecco allora una lampadina che si accende: l'IDEA.
Facciamo un SINDACATO DEI CITTADINI, organizziamo una struttura non politica, ma civile in grado di discutere con lorsignori e di portare avanti le istanze del popolo che deve subire. Non sarebbe una nuova formazione politica, ma una semplice e magari efficace arma di difesa appunto dalla politica. Poi all’improvviso la luce della succitata lampadina si è spenta. I sindacati dei cittadini ci sono già: si chiamano PARTITI. Molti li snobbano ma sono uno strumento di partecipazione formidabile. Basta utilizzarli nello spirito con cui li riconosce la nostra Costituzione. Allora mi sono spaventato al pensiero di vedere il mio partito allo stato attuale, mi sono impaurito all’ipotesi di non riuscire a fare qualche cosa di impegnativo per cambiare definitivamente le cose al suo interno. Poi alla ricerca di un appiglio di sicurezza, di un pensiero che mi facesse abbandonare l’inquietudine che mi aveva assalito, mi sono ricordato di tutti i miei compagni di strada che insieme a me stanno tentando l’impossibile con Area Democratica verso un vero Partito democratico...e allora ho preso sonno!

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giorgio








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MessaggioInviato: Mar Giu 05, 2007 10:10 pm    Oggetto:  
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CERTO IL FRAZIONISMO E’ DELETERIO, ma dobbiamo ricordarci che alcune scissioni in certi contesti storici sono state non solo necessarie, ma inevitabili. Quella bolscevica ad esempio, rispetto all'inettitudine menscevica, per non parlare della nascita del PCI. Quello che sta succedendo oggi è un'altra pagina amara, per la sinistra. Se la consideriamo dal punto di vista della possibile diminuzione della forza della sinistra, ma può essere anche il principio di una svolta necessaria, per far emergere dal torpore, i valori e gli ideali della sinistra. Un torpore che ha favorito il consolidarsi di una casta burocratica che ha preso in mano le leve del potere nel partito sino quasi a distruggerlo. Sarebbe deleterio mantenere una unità fittizia su una politica anonima chiamandoci ancora di sinistra. In una situazione come l'attuale, prima di perdere definitivamente i contatti con il popolo della sinistra, meglio cercare da subito un percorso comune e costruire così un nuovo soggetto politico come il Pd, riferimento per tutta la sinistra riformista e per tutto il centrosinistra.

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raimondo








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MessaggioInviato: Mer Giu 06, 2007 8:36 am    Oggetto:  
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La glastnost è il principio di ogni processo riformatore...

L'unità delle sinistre non è un obiettivo di oggi; ma è da prima della caduta del fascismo che uomini di grande intelligenza vi hanno profuso le loro energie. Se non vi siamo arrivati, se meanche si riusciva a mettere insieme il PSDI e il PSI, se dal PCI venivano espulsi quelli del Manifesto, se a sinistra vi sono sempre stati gruppi che hanno contestato il grandi partiti della sinistra, andrà anche riconosciuto che qualche distinzione di fondo c'era (e non marginale) ... Non credo nella malafede collettiva dei politici...

E qui vengo al PD... Se l'obiettivo di mettere insieme le diverse culture riformiste dovesse favorire l'aggregazione a sinistra, dovremmo rallegrarci perché raggiungeremmo due obiettivi in uno.

Io per adesso mi occupo del PD e noto che in Valle chi predica l'unità in realtà coltiva tanti orticelli che hanno grandi recinti che li separano, e non vede di buon occhio il nascere di un forza politica "riformista" con un progetto chiaro e trasparente che non sia a sua volta come alcuni partiti valdostani la somma di singoli "signori della guerra" con le loro "truppe".

E quindi non capisco... come si possa riformare il sistema politico valdostano, predicando "valori" e pontificando sulle "riforme" se sotto sotto i metodi non cambiano radicalmente...

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«[...] Oggi vi dico, amici, non indugiamo nella valle della disperazione, anche di fronte alle difficoltà dell'oggi e di domani, ho ancora un sogno. [...] Martin Luther King jr. (28 agosto 1963)
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giorgio








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MessaggioInviato: Mer Giu 20, 2007 7:05 pm    Oggetto:  
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(ANSA) ha scritto:
16:42 SINISTRA DEMOCRATICA: SAVINO CORCELLA COORDINATORE VDA

(ANSA) - AOSTA, 19 GIU -
Savino Corcella, già di Rifondazione comunista e Ds, è il coordinatore della Sinistra Democratica della Valle d'Aosta. Sd è il movimento fondato dagli ex leader Ds Fabio Mussi e Gavino Angius.

In una nota diffusa da Corcella si legge che la forza politica vuole promuovere "una sinistra nuova, plurale, laica, autonoma, critica, larga, di governo, del lavoro, della cultura, dell'ambiente, delle libertà; una sinistra non minoritaria, ambientata in Europa nel socialismo".

Sinistra Democratica della Valle d'Aosta si presenterà al pubblico venerdì 22 giugno, alle ore 21, ad Aosta, presso l'Espace Populaire di via Mochet, nel corso di una serata alla quale è annunciata la presenza anche dell'onorevole Giorgio Panattoni, coordinatore di Sinistra Democratica del Canavese. (ANSA).


La piazza sotto casa si è un pochino svuotata, e il ponte è servito per ora solo a Savino per fare un'escursione o una rimpatriata. Spero in un prossimo sentimento "nostalgico". "Saudade" la chiamano i calciatori brasiliani, a lui che è un brasiliano della parola un caloroso saluto augurandogli un pochino di "Saudade" domani che il PD sarà veramente una cosa nuova a cui fare riferimento...
Ciao Savino a presto

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faustocoppi








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MessaggioInviato: Dom Ago 19, 2007 12:39 pm    Oggetto:  
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faustocoppi ha scritto:
La calda estate di Gavino
agosto, sinistra mia non ti conosco


Rina Gagliardi
Me lo ricordo bene il compagno Gavino Angius, in quel lontano lunedì del 1991. Eravamo a Rimini, all'Hotel Continental (che si era trasformato nel quartier generale del No allo scioglimento del Pci) e il congresso costituivo del Pds era quasi finito: si trattava solo di eleggere Achille Occhetto segretario del nuovo partito. Si aspettava la notizia - più che scontata, quasi una sorta di adempimento burocratico - in un clima non particolarmente allegro. Invece, di notizia ne arrivò un'altra, e inaspettata: Occhetto non era stato eletto per mancato raggiungimento del quorum previsto. E fu proprio Angius, in quel momento, a balzare dalla sedia in preda ad un irrefrenabile scoppio di felicità: si procurò sull'istante due bottiglie di spumante e officiò un brindisi per tutti gli astanti. Un brindisi "alla faccia di Occhetto". Una piccola compensazione, dopo le sofferenze di una campagna congressuale durata due anni. Gavino, così mi pareva, è fatto così: un uomo intelligente ma anche schietto, e un po' sanguigno. Non un politicante, o un adepto dell'arte dell'intrigo, così cara a tanti politici. Uno che usa ponderare a lungo le sue posizioni, le sue scelte, ma poi le esprime apertis verbis , senza troppi giri di parole o contorsioni dialettiche.
Voi direte: perché questa lunga premessa sul vicepresidente del Senato, oggi uno dei leader di spicco di Sinistra Democratica? Perché in questo scorcio di torrido agosto, Gavino Angius sembra essersi consacrato a una sola "missione": l'attacco alle sinistre radicali, e segnatamente a Rifondazione comunista. Ieri, addirittura, una doppia uscita - Unità e Corriere della sera - per difendere le bellezze della Legge 30, mettere sotto accusa la manifestazione del 20 ottobre e paventare un nuovo ‘98. Insomma, ci si è buttato anima e corpo, in questa battaglia - proprio come se la sinistra, le sinistre, fossero il suo nemico principale. Nemmeno l'unità d'azione gli piace. Ora, alla luce della limpida storia politica che Gavino Angius ha alle spalle, non riesco a trovare una ratio convincente, né in queste sue posizioni, né in questo suo sfrenato attivismo agostano. E provo a interrogarmi.
Prima, possibile spiegazione: la distanza "nel merito delle cose", cioè sulle leggi (Treu e Biagi) che regolano il mercato del lavoro. Forse Angius non le conosce bene, forse ha letto troppi articoli di Ichino, e ne è stato folgorato. Forse, ancora, non considera il superamento della precarietà del lavoro come una priorità, a dispetto degli impegni solenni assunti nel programma dell'Unione. Fin qui, opinioni personali - sbagliate, ma pur sempre opinioni. Ma come fa, poi, Angius ad affermare che il Prc è contro la legge 30 «per pure ragioni strumentali» e con una «degenerazione propagandistica che ha del grottesco»? Qui, duole dirlo, o c'è disinformazione, o (come propendo a pensare) c'è pura malafede. Fin dai tempi in cui quella legge fu approvata, Rifondazione espresse un netto, nettissimo giudizio critico - e non da sola, ma in compagnia, per dire, di fette amplissime del sindacato, oltre che di numerosi giuslavoristi. Nella campagna elettorale di un anno e mezzo fa, tutti i dirigenti, grandi, medi e piccoli, di Rifondazione si sono sgolati a ripetere, in quattro o cinquemila comizi, che uno dei nostri obiettivi qualificanti era proprio l'abolizione, o il superamento sostanziale, di quel tipo di legislazione.
Tanto è vero che, a governo Prodi già ampiamente insediato, il 4 novembre del 2006 il Prc partecipò massicciamente a un corteo (assai riuscito) contro la precarietà - e tutti, forse anche Gavino, capirono allora di che cosa si trattava, di una grande insostituibile battaglia di civiltà. Arrivare adesso a sostenere che, invece, si tratta di una «spregiudicata» (sic) manovra politica, anzi politicistica, per sbarazzarsi del governo Prodi è davvero scorretto, infondato e palesemente strumentale - del resto, a tutti è chiaro che il vero pericolo, per il governo Prodi, viene dalle componenti centriste dell'Unione, dallo stravolgimento del programma dell'Unione in senso moderato e confindustriale che una parte della maggioranza tenta di compiere, nonché dalla "voglia matta" di Lamberto Dini di ridiventare presidente del consiglio, sia pure per un giro di valzer. Ma, supponiamo, tutto questo Angius lo sa bene. Vuol dire, allora, chissà, che il passionale dirigente comunista di vent'anni fa si è trasformato, lui sì, in uno spregiudicato uomo di manovra? Una quinta colonna del Pd, che opera - pensa di operare più efficacemente - da fuori, da "libero battitore", con l'incarico di far deragliare, se e come può, il treno dell'unità a sinistra? Uno che alle ragioni di Sinistra Democratica - quelle strategiche e di lunga durata - ci crede come noi crediamo in Dio?
Seconda spiegazione (non alternativa ma complementare alla precedente): Angius ha il terrore, qualunque cosa essa sia, della "Cosa Rossa", ovvero di una soggettività di sinistra plurale, unitaria, consistente, capace di incidere nella grande politica e perfino nell'attività di governo. Teme di tornare "indietro", nell'inferno del comunismo e della radicalità, e di privarsi così di un dignitoso futuro politico - al punto da pensare che quello con Boselli e De Michelis possa davvero definirsi tale. Ma un tal panico, vivaddio, è quasi incomprensibile, anche dal punto di vista di chi, come l'ultimo Angius, ha il vezzo di definire se stesso come un "socialdemocratico europeo". Non la vede, il vicepresidente del Senato, la crisi profonda in cui si dibatte, in tutta Europa, la socialdemocrazia? Non si è accorto della sua deriva centrista, liberista, social-liberale? Non ha avuto notizia della Grosse Koalition tedesca e del successo crescente della Linke , guidata da un socialdemocratico europeo vero come Oskar Lafontaine? Insomma, se il modello in cui Angius si riconosce è quello di Blair, o di Gordon Brown, o dell'attuale Spd, e se quelle sono le sue prospettive politiche, lo dica con maggiore chiarezza. Magari spiegando meglio le ragioni che lo hanno portato a non aderire al Partito Democratico (non gli piaceva il nome?), che è oggi la casa naturale, il logico approdo, di chi pensa la politica in termini neocentristi. Oltre che di chi, naturalmente, ha una sfegatata paura del "Rosso", come ogni buon toro alla corrida di Pamplona.


http://www.liberazione.it/


Una Piazza, un Ponte...Una Strada, un Ritorno!
La federazione di Aosta, si scoprì la più importante d'Italia, in senso numerico percentualistico, nell'essere promotrice entusiasta del suo percorso legato alla Mozione Angius. Si prevedeva e si esaltava, un pò avventatamente, questa "vittoria" come quella che avrebbe portato un rinnovamento a livello di Partito regionale. Si discuteva già di nuovi e giovani segretari proiettati verso un "socialismo" illuminato valdostano. Anzi lo si era persino publicizzato persino dalle pagine del Travail, se non vado errato...Ora noi semplici ciclisti, che hanno percorso tanta strada in questo mondo di stranezze, siamo stati facili profeti...Avevamo detto di un bellissimo film: Torna a casa Lassie! Lo ribadiamo, oltre le biciclette, molti ciclisti amano i coollie, e fanno fatica a distaccarsene, gli vogliono bene...un bene dell'anima!

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faustocoppi
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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Ago 23, 2007 2:25 pm    Oggetto:  
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Angius sin dall'inizio aveva una posizione diversa. Se ha seguito Mussi e Salvi lo deve aver fatto sull'onda dell'emozione e delle polemiche. Succede quando si vuol essere leader senza esserne capaci. Qualunque cosa farà non avrà alcuna importanza. Angius è ormai come se non fosse mai esistito. E' probabile che aderisca al partito di Boselli e che attraverso di esso rientri nel PD a tempo dovuto.

Grande confusione, come si poteva prevedere... dice Fausto Coppi, e non a torto. Grande confusione anche qui nei Ds-Gv, dove chi non era leader e chi pensava di trarne vantaggio comunque, oggi si ritrova con un boomerang che sta voltaggiando alle spalle, pronto a colpire di ritorno... Il Partito Democratico della VdA merita altri uomini e un "leader" oramai, lasciatemolo dire, noi lo abbiamo già!

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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Ago 26, 2007 12:19 pm    Oggetto:  
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faustocoppi ha scritto:


Vorrei qui ricordare con estrema compostezza, ma con grave dolore la scomparsa di Vittorino Chiarello. Fu tra i fondatori di Rifondazione in ambito locale e nazionale e anche se non ho potuto conoscerlo personalmente so che Vittorino è stato sempre un comunista coerente e efficace nella sua azione politica. A quei nik che più gli sono vicini politicamente, e che con il sottoscritto avevano iniziato un dialogo “all’acqua di rose”, ricevano da me le più sincere condoglianze. Umanamente siamo vicini alla famiglia.



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erika








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MessaggioInviato: Mar Ago 28, 2007 12:05 pm    Oggetto:  
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La discesa in campo di Raimondo pensavo potesse essere un buon inizio per costruire il ponte di cui parla Giorgio ma con rammarico leggo alcune dichiarazioni rilasciate in questi giorni e mi rendo conto che i muri vengono tirati su molto più velocemente.

Mentre raccoglievo le firme, mi rendevo conto di quanto questa società civile fatta da agricoltori, da medici, da professori, da operai... apprezzi Donzel. La considerazione invece che ci sia l'ombra di Giovanni Sandri dietro questa candidatura mi fa veramente sorridere e arrabbiare allo stesso tempo. Accetterei questo da una persona estranea al partito, da una persona che non conosce Raimondo ma non da una persona che ha visto nascere Area Democratica, a seguito ogni fase del Congresso e si è letto le mozioni congressuali. Una persona che l'ha spesse volte sentito parlare in direzione e letto su le pagine di Le Travail.

Se uno voleva fare una critica a mio avviso doveva farlo sul piano politico, dicendo cosa non condivideva della dichiarazione d'intenti ma questo naturalmente è il mio modesto parere.. Il parere di una persona che si è avvicinata alla politica da pochi mesi. Ora anziché parlare delle ombre se uno apprezza Raimondo e condivide la sua dichiarazione di'intenti credo debba sostenerlo, così si inizieranno a vedere le luci. I fatti contano molto più delle parole..
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giorgio








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MessaggioInviato: Mar Ago 28, 2007 3:26 pm    Oggetto:  
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giorgio ha scritto:
Nulla da fare... I consigli della vecchiaia rischiarano senza riscaldare, come il sole d'inverno. Continuo a sgolarmi e parlo di fare qualche passettino indietro per iniziare con un piglio diverso l'approccio che si è dato da sempre ad ogni gesto, ad ogni accenno di incomprensione, agli scontri invece che ai dialoghi. Ma i gossip caro Fiou no! Basta, non se ne può più.

Invecchiando si diventa più tolleranti; non vedo commettere alcun errore che non abbia commesso anch'io, questa è la pura verità, ma a voi cari ragazzi di Area Democratica, vi chiedo come diceva Goethe, di non fare sentire più vecchio di quello che non è il nostro caro compagno Fiou, non facendogli perdere uno dei maggiori diritti dell'uomo: non essere più giudicato dai suoi simili. Vi chiedo dunque di dargli un cenno di presenza in vita facendogli notare quanto sia stato alquanto deprimente leggere queste sue posizioni nei confronti del caro amico Raimondo. E pensare che neanche a Fiou, Raimondo, aveva negato una parola colloquiale, come si conviene tra persone civili e rispettabili.

Mi dispiace, ma devo fare notare quanto sia stato infelice nella sua esternazione un consigliere navigato ed esperto come Fiou a cui aveva dato il mio voto anche in tempi non sospetti. Pazienza...costruiremo il nuovo con nuovi strumenti e nuovi Leader, ma questa volta sappiamo che saranno più credibili...Questi signori che sdegnosi allontanano qualunque forma di partecipazione democratica per ritornare agli strumenti dello stalinismo come il "Gossip", non meritano di rimanere al loro posto.

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Ultima modifica di giorgio il Sab Nov 01, 2008 7:23 pm, modificato 2 volte in totale
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erika








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MessaggioInviato: Mar Ago 28, 2007 3:55 pm    Oggetto:  
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Io invece vorrei averlo accanto a me a sostenere Raimondo. Credo sia un buon consigliere e non potete immaginare cos'abbia voluto dire per me presentare la nostra mozione accanto a lui.
Vorrei però capire il perché di questa caduta di stile soprattutto ripeto da parte di uno che conosce bene Raimondo ed è in politica da anni.... Rolling Eyes
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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Set 02, 2007 2:59 pm    Oggetto:  
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Citazione:
L’esigenza di un partito autenticamente democratico che si richiami ai valori, all'etica, alla coerenza, all'unità di intenti, anche se fra non molto ci sarà la fusione nel PD, è sentita come alquanto importante da moltissimi compagni ancora oggi. Le "verbose" rivendicazioni dei due consiglieri regionali, lontani lo spazio di una poltrona, dal posto assegnatogli dal loro elettorato, le astruse discussioni di questi giorni che cadono sempre su posizioni personali, la mancanza di notizie sulla unità interna dei Ds come tema principale e portante sull'unificazione dei partiti di centro sinistra, i cavillosi distinguo di qualche leader, ci stanno stancando. Il rischio che si corre è l’abbandono dell’impegno civile e politico di fare entrare nel Partito Democratico, quella maggioranza delusa perchè convinta dell’incapacità di questa classe dirigente che si professa "riformista" a percepire il pericolo che si corre: la sparizione di una sinistra moderata da ampie zone d’Italia in generale e della Valle d'Aosta in particolare.

Quindi cerchiamo di uscire dalla frammentazione, dai piccoli litigi, concentriamoci sulla nostra capacità di aggregazione, mentre nel contempo vediamo di lavorare su quella degli altri. Abbiamo a disposizione la rete, che è uno strumento molto potente. Siamo tutti capaci di analisi, e possiamo davvero fare qualcosa per rilanciare la vita pubblica dei cittadini... perchè questo è il senso di questo progetto: riportare al cittadino il senso della cittadinanza, attraverso le associazioni, le federazioni, i movimenti, la società civile... con la politica, la solidarietà, l'aggregazione... tutto quello che è incompatibile con questo eccesivo protagonismo cui stiamo assistendo in questi ultimi giorni. Eppure anche noi cadiamo nei tranelli, litighiamo e ci perdiamo nelle minuzie, perdiamo facilmente di vista gli obbiettivi per puro amor proprio. Insomma di lavoro ce n'è proprio tanto, e la strada non è in salita, è proprio verticale.

Certe volte le strumentali divisioni che frenano l'entusiasmo di molti potenziali elettori suonano assurde... come se i 300 spartani alle Termopili si fossero divisi sulla base del colore del gonnellino e sulla forma dello scudo, mentre l'esercito persiano piombava su di loro... L'idea di costruire, o anche solo di rafforzare una rete di associazioni e Case dei Democratici è qualcosa di talmente impegnativo, che talvolta ci preoccupa. Ma ora che siamo partiti... evitiamoci inutili difficoltà e andiamo avanti cercando di coinvolgere gli scettici, che sono ancora tanti...
Avanti con Raimondo Donzel.


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giorgio








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MessaggioInviato: Lun Ott 22, 2007 5:03 pm    Oggetto:  
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(ANSA) ha scritto:
10:19 PRC: VALLEISE, ENTRO ANNO NECESSARIO SOGGETTO UNICO SINISTRA

(ANSA) - AOSTA, 22 OTT -
Per la sinistra italiana e valdostana è giunto il momento di scegliere. "Entro l'anno dobbiamo dare vita in tutto il paese, in Valle d'Aosta a un soggetto unitario della sinistra, con tesseramento comune, liste comuni a ogni appuntamento elettorale". E' l'impegno assunto in una nota da Piero Valleise, segretario regionale di Rifondazione Comunista, all'indomani della manifestazione di Roma.

"Il popolo diffuso della sinistra sociale - sostiene Valleise - chiede alla sinistra politica tre cose: radicalità, innovazione delle forme di rappresentanza, e unità, vale a dire il superamento di divisioni vecchie e sciocche. Il quotidiano Liberazione ha citato positivamente in prima pagina l'esperienza valdostana dell'Arcobaleno". "In questo senso - si legge ancora - va la costruzione di Sinistra Europea Valle d'Aosta. La 'Casa Rossa' deve essere un processo democratico per ritrovare il filo rosso con i giovani e per definire il profilo del socialismo del ventunesimo secolo".

Secondo Valleise, infine, "é il momento delle scelte chiare, il treno passa ora, Ds e Margherita sciogliendosi hanno dato vita a un soggetto politico simile alla Democrazia Cristiana degli anni '80, alleato con i poteri forti, conservatore sui diritti, attento ai suggerimenti di Vescovi e Cardinali''. (ANSA).



Bella la premessa, ma orrendamente stantia e conservatrice la chiusa di un concetto politico espresso all' ANSA
da Piero Valleise. A prima vista ed a una sommaria lettura, il comunicato ANSA poteva sembrare di buon auspicio.

Certo che Liberazione non è un giornale di larga tiratura, ma se i suoi potenziali lettori valdostani invece di
"sbracare" in considerazioni simil vallesiane fossero più sensibili al rinnovamento, si sarebbero accorti che
in Valle d'Aosta nella buca della ribalta, sotto la cuffia non c'era alcun suggeritore. I lanciatori di questi strali
critici da Rfc, ai suoi alleati dell'Arcobaleno, sono pregati di prendere atto che gli sconfitti nelle recenti elezioni
per il PD della VdA sono coloro che appartengono esattamente alla categoria da loro tanta deprecata.

Inoltre vorrei fare una piccola considerazione. Se i responsabili dell'Arcobaleno fossero stati un pochino
più attenti e accorti politicamente e meno critici a prescindere dall'evolversi della situazione del PD in Valle,
avrebbero notato - come personalmente ho appurato - quante persone domenica 14 ottobre hanno
preferito, dopo una nostra campagna fatta casa per casa, di caldi appelli al voto, essere presenti in
P.za Chanoux e non ostante venti minuti di coda, votare con soddisfazione per il PD.


Ps.
Sabato 20.10.2007 la sinistra era in piazza. Settecentomila persone si sono date appuntamento a Roma
per far sentire il peso della loro voce. Tra loro c'era una componente, fortemente minoritaria, appartenente
a quella che definisco sinistra cialtrona. Era quella che marciava non per i diritti dei lavoratori, dei pensionati
e dei precari ma contro il PD e la CGIL. Io spero di cuore che la sinistra (quella vera) riesca ad unirsi per avere
un peso maggiore nel centrosinistra. Proprio per questo dovrebbe staccarsi definitivamente da quelli del tanto
peggio tanto meglio (che in genere sono quelli con la pancia piena, che possono divertirsi a giocare alla rivoluzione).
Ovvero da quelli che la sinistra storica ha sempre isolato e combattuto.

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«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta»
Nuto Revelli
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erika








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MessaggioInviato: Mer Ott 24, 2007 10:55 am    Oggetto:  
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Non è l'unica dichiarazione che mi ha colpito in questi giorni.
Lunedì sulla gazzetta matin ho letto che Guglielminotti non sa se entrerà nel PD. Non era uno dei sostenitori della mozione Fassino nella prima fase del Congresso? Non è stato uno dei 3300 che domenica 14 ottobre ha votato? Cos'è quindi cambiato? Sembra che tutti i più grandi sostenitori del PD siano i meno convinti ora? Bah,...non riesco proprio a capire!!!!
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giorgio








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Località: Aosta




MessaggioInviato: Gio Ott 25, 2007 7:01 pm    Oggetto:  
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Una piazza...un ponte...un link...

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