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"Grillini":scatolette di tonno, niente arrosto...
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giorgio








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MessaggioInviato: Mar Lug 05, 2011 4:05 pm    Oggetto:  Parliamo di TAV
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Non sono mai intervenuto sull'argomento TAV perché non riuscivo ad avere una posizione sull'argomento. Sono quindici giorni che leggo pareri di ogni genere su giornali, sulla rete, e di sfuggita anche la stampa straniera e sono venuto alla conclusione che questa opera è molto poco utile, quindi davanti a un costo preventivato in una somma pari a circa una manovra finanziaria che poi sicuramente si moltiplicherà, all'italiana, per due o per tre, io penso che probabilmente sarebbe stato meglio lasciar perdere. La violenza, è vero, è da evitare ma, chiedo: chi da retta alla protesta pacifica dei cittadini in generale e della Valle Susa nello specifico? Sono dieci anni che protestano civilmente e cosa hanno ottenuto? Tuttavia ancora non sono convinto che sia tutto da bloccare.

Ora, da qualche tempo ho cercato di tenermi informato al massimo, dato che sono vissuto per quindici anni in Piemonte. Amo questa bellissima Regione, la conosco in tutto il suo territorio per motivi di lavoro, familiari e personali. Ed entrando nei particolari della TAV, non mi vergogno a dire che se da una lato avere un treno più comodo e veloce dell'attuale per andare in Francia mi pare cosa buona, dall'altro capisco che la spesa è grande, che tutto si basa su assunzioni economiche non certissime, e che i tunnel nelle valli disturbino gli abitanti. E penso anche che le mie perplessità emergano da tutti gli interventi che ho letto ovunque. Ma il punto di vista che mi sento di esprimere, a mio parere, vanifica ogni altra considerazione: se la decisione è stata presa dal governo ed è correlata a impegni internazionali, quella decisione diviene inoppugnabile e va rispettata. Punto.

Si sbaglia a dire che le proteste dei valligiani sono state inascoltate e ci basti sapere che in bassa valle di Susa il tracciato è stato addirittura spostato dal fianco destro a quello sinistro, meno invasivo delle zone abitate; che è stato deciso di non rischiare a bucare un monte sospetto di contenere materiali nocivi, e che il tracciato è stato ridotto in quanto a gallerie. Per non parlare degli indennizzi che (in bilico per quanto riguarda gli importi, e di questo bisognerebbe parlare, invece di tirare bombe di carta) sono stati decisi in favore della popolazione e delle attività relative.

Tempo fa mi dava fastidio il cassonetto dell'immondizia proprio davanti al mio portone, specie d'estate per gli effluvi che emanava. Ho protestato con l'Azienda e cortesemente l'hanno spostato. Ora da fastidio a quelli della casa a fianco, è ovvio, ma siccome è un villino posto all'angolo della strada, è la posizione meno dannosa che si poteva trovare. Che dite? Sarebbe legittimo se i nuovi protestanti lo incendiassero?

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MessaggioInviato: Mar Lug 05, 2011 4:05 pm    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Mar Lug 05, 2011 4:41 pm    Oggetto:  
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Paneacqua.eu ha scritto:
Il dialogo sconosciuto a Grillo

"Gli incidenti sono stati una sconfitta per tutti e Grillo è un pericolo per la democrazia". E' l'accusa, amara, del sindaco di S.Antonino, Antonio Ferrentino, consigliere provinciale di Sel. Lui è stato in prima linea con il movimento prima che nascesse la "seconda fase " della Torino-Lione, quando, dopo gli scontri di Venaus, fu costituito l'Osservatorio tecnico. Anche adesso è tra i sindaci che dissentono, ma si sente tradito da una parte del movimento No Tav: "Non basta più - dice - prendere le distanze dai violenti, bisogna denunciare con forza anche chi solo usa linguaggi violenti e inappropriati". Proprio per questo il sindaco Ferrentino è furibondo con Grillo: "E' arrivato come una rockstar scendendo dall'auto, ha arringato la folla, nel bel mezzo degli incidenti, con le ambulanze che andavano e venivano, poi se ne è andato, magari a fare un comizio da un'altra parte. Un comportamento inqualificabile: se questo è il nuovo che avanza, molto meglio il vecchio". Il movimento - è l'invito di Ferrentino - "deve fermarsi, riflettere. Spero che il governo e la Regione convochino i sindaci, come chiediamo da una settimana, per trovare una soluzione-politica. Lo ha fatto il governo Berlusconi nel 2005 dopo Venaus, mi rendo conto però che dopo quello che è successo ieri è tutto più difficile".

Ignazio Marino, senatore del partito democratico articola una proposta per andare oltre la fase degli scontri in Val di Susa: lo strumento è la democrazia partecipata. "Penso - spiega Marino - a una consultazione popolare articolata su più livelli: la Val di Susa, la provincia di Torino e la Regione Piemonte, perché è evidente a tutti che ci troviamo di fronte a opportunità e criticità distribuite in maniera differente sul territorio piemontese. Si dovrebbe incoraggiare un meccanismo di partecipazione che attribuisca un peso maggiore alla volontà espressa in valle, rispetto a quella altrettanto importante e necessaria del resto della Regione".

"C'è tutto il tempo - spiega Marino - perché questa proposta possa prendere corpo, poiché la scadenza in sede europea per l'apertura formale del cantiere del tunnel di base (non mi riferisco quindi a quello della Maddalena), come ha puntualizzato recentemente anche il presidente dell'Osservatorio sulla TAV Mario Virano, è il 2013. Ovviamente ogni studio utile, soprattutto se riguarda l'impatto sulla salute delle persone, deve essere prioritario. Utilizziamo questo tempo di due anni per consultare davvero in maniera diretta i cittadini piemontesi". Una proposta in realtà non nuova, se n'era infatti discusso anni fa per poi accantonarla, non solo per le problematiche squisitamente giuridiche, ma soprattutto perché i valsusini pretendevano di essere gli unici titolari del diritto di voto. "Tirare fuori ora proposte di questo genere significa semplicemente voler perdere ancora del tempo", taglia corto il parlamentare torinese del Pd Stefano Esposito. "A Marino ricordo quanto detto da Bersani e da tutti i dirigenti del Pd: non si discute più sul "se" fare l'opera, ma solo sul "come" - conclude Esposito -, ovvero sul progetto preliminare varato dall'Osservatorio che potrà essere modificato durante l'iter verso quello definitivo. Sarebbe consigliabile evitare di parlare di cose che non si conoscono o quanto meno informarsi prima sulla posizione del proprio partito".


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giorgio








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MessaggioInviato: Sab Ago 13, 2011 8:13 pm    Oggetto:  
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Notando in questi momenti bui e tragici, l'assenza del M5S sul palcoscenico politico, mi sono fatto un pensiero e una convinzione personale che Beppe Grillo, all'atto pratico è nessuno e che non essendo un uomo politico, come ho sempre sostenuto, ha commesso il primo vero grave errore secondo me, a Milano. In effetti è successo proprio questo. L'elettorato del Movimento ha considerato Pisapia il meno peggio e l'ha votato, contravvenendo alle indicazione dello staff supremo grillino, in pratica i grillini cioè i votanti, si sono apparentati a Pisapia, ma non ufficialmente così che a lui sono arrivati i voti (d'accordo, avrebbe vinto lo stesso...), ma senza alcuna contropartita, politicamente la scelta di Grillo si è rivelata un disastro.

E questo è accaduto perchè, benchè lui dica il contratrio, il movimento e i suoi militanti sono ancora orientati prevalentemente a sinistra e finchè non la smetteranno di parlare solo di temi ambientali ed etico-morali denunciando la casta senza cominciare a cavalcare un pò la protesta delle partite IVA e del lavoro, la situazione non cambierà. Ora, se Grillo fosse un politico, questa cosa avrebbe dovuto capirla, il Movimento è composto da persone tendenzialmente di cultura progressista e comunque ferocemente anti-berlusconiana ergo non ha senso lanciare diktat contro tutti i partiti, alla fine, messi di fronte alla scelta, la maggiorparte di loro sceglie il meno peggio (secondo la loro ottica), com'è successo un pò ovunque.

O Beppe trasforma davvero
il Movimento allargando il suo programma e la lotta su altre questioni (rivolta fiscale , rivolta dei lavoratori contro le corporations, etc) e di spazio ce ne sarebbe data la totale assenza di politiche liberali del Pdl e il marasma in cui versa la base leghista, oppure non pretenda di orientare il suo elettorato, che è apartitico, ma fino ad un certo punto... ma non lo farà perchè ripeto non è un politico, lui è il moderno D'Annunzio, un uomo d'azione sagace artista della comunicazione, e la sua impresa fiumana è stato il V-Day di Bologna in cui ha saputo radunare 300.000 manipoli...solo che ora serve un Politico scaltro e pragmatico, un Duce, che sappia sporcarsi le mani e arrivare nelle stanze dei bottoni per incidere davvero sulla realtà altrimenti il MoVimento farà la fine dei Radicali o degli Azionisti di ieri, un'associazione politica di persone emarginata e senza alcun riscontro nel mondo politico.

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MessaggioInviato: Ven Set 02, 2011 3:54 pm    Oggetto:  
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Il Rompiballe, Politica ha scritto:
Grillo, non è così che si fa
Pubblicato da Pierpaolo Farina il set 2, 2011

C’era un tempo in cui, lo ricordo bene, sul blog di Beppe Grillo c’erano meno comunicati politici e più inchieste contro tanti grandi o piccoli abusi di potere che soffocavano (e soffocano) l’Italia nella palude della corruzione a crescita zero, con sacrifici per molti e privilegi per pochi.

Complici i riflettori dei media ad egemonia berlusconiana, nel 2007 il comico genovese era all’apice del suo successo personale, tra V-Day e raccolte firme per leggi popolari che hanno portato centinaia di migliaia di persone in piazza, unite dal risentimento verso una politica vecchia, incapace di mettersi in sintonia col Paese, soffocata negli accordi sotto-banco e nelle rivalità personali.

Il popolo di centrosinistra, che aspettava la legge sulle televisioni, la nuova legge elettorale, la legge sul conflitto di interessi, la reintroduzione dei reati finanziari, l’abolizione delle leggi vergogna, dopo oltre un anno dall’insediamento del governo Prodi non ne poteva più di aspettare, soprattutto dopo aver digerito l’indulto che, tra gli altri, risparmiò la galera a Previti, Consorte e i furbetti del quartierino. E Grillo in quel periodo dava voce ad un malessere diffuso, tanto che, complice l’incapacità della classe dirigente del centrosinistra di dare segnali di discontinuità, soprattutto sul piano morale (cfr caso Unipol-BNL), si conquistò la simpatia e il consenso di larghi strati del centrosinistra.

Alcuni dei quali (lo dicono le analisi dei flussi elettorali), complice anche la capacità di Veltroni di resuscitare Berlusconi con il dialogo sulla legge elettorale, non andò a votare nel 2008, decretando la terza vittoria elettorale del Cavaliere (con le nefaste conseguenze che conosciamo). Allora come oggi svettava la Questione Morale, allora come oggi in pochi ne portano avanti il pesante vessillo.

Una cosa però è cambiata: Beppe Grillo ora fa politica. O meglio, dice di non farla, però nei fatti è la sua popolarità e il seguito che si è conquistato in quei mesi di latitanza morale del centrosinistra nel 2007 ha fatto sì che esponenti del Movimento 5 Stelle venissero eletti in migliaia di comuni. Una cosa certamente positiva, una ventata d’aria fresca. C’è però da distinguere tra quelli che io chiamo i 5stellini e quelli che vengono definiti dalla stampa i grillini: coi primi si può parlare e dialogare, con i secondi no. I primi hanno qualcosa in cui credere, gli altri credono solo alla parola di Beppe Grillo. I primi sono magari ex-militanti del centrosinistra che l’attuale classe dirigente si è fatta scappare col proprio lassismo morale, mentre gli altri sono proprio fascisti senza bandiera che si nutrono di populismo e hanno come unico scopo l’abbattimento dello Stato (ricordiamoci come si affermò il fascismo 90 anni fa).

Una volta ho avuto modo di parlare con uno di loro a Palazzo Marino, alla prima seduta del consiglio comunale: parlai della volontà di indire una raccolta firme per una via a Berlinguer. La risposta (sua e degli altri simpatizzanti) fu: di Berlinguer non ce ne frega niente.
Un atteggiamento diametralmente opposto a quello di Mattia Calise, per esempio, che Berlinguer lo ha anche citato in aula nel trentesimo anniversario dell’intervista sulla Questione Morale (e che sostiene la nostra raccolta firme, come del resto Giulio Cavalli e Nando Dalla Chiesa, per citarne alcuni).

La vicenda riportata poi sul Fatto Quotidiano, della censura di un video da parte dello Staff di Grillo per violazione del copyright, contro cui (lo ricorda anche Pasquale Videtta) Grillo ha mobilitato i suoi fan quando è toccato a lui, penso sia l’epilogo della vicenda iniziata nel 2007. Dopo quattro anni, aldilà delle proposte che in larga parte sono condivisibili, il modo di fare Grillo è arrivato ad esaurimento. Come così si è esaurita la sua credibilità su certi temi, a partire dalle battaglie contro il copyright.

Ora, se il centrosinistra negli ultimi sei anni non avesse mantenuto la stessa classe dirigente, avesse affrontato con serietà la Questione Morale, mettendola al primo posto nell’agenda politica, avesse contrastato Berlusconi che dice che siamo tutti uguali dando l’esempio e ponendosi al di sopra di ogni sospetto, forse Beppe Grillo oggi continuerebbe a fare il comico, non sottrarrebbe voti al centrosinistra e l’alternativa di governo sembrerebbe assai molto più credibile. Coltivare la diversità, per il centrosinistra, dovrebbe essere un fattore genetico, un agire spontaneo; viceversa, ci sarà sempre un Grillo a fare la morale, magari pur non avendone i titoli, come dimostra la faccenda del copyright. Con buona pace di chi accusa gli altri di essere tafazzista: guardati allo specchio, l’unico tafazzista qui sei tu.



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MessaggioInviato: Gio Ott 20, 2011 7:41 pm    Oggetto:  
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Non credo che chi vota M5S voterebbe a sinistra, forse una parte ma non certo tutti. La sinistra è altro dal populismo piuttosto confuso di Grillo che non si capisce dove vuole andare con la sua battaglia: verso il liberismo attuale o verso una società socialdemocratica? . Eppoi perchè si devono etichettare le persone? Destra, sinistra, che vuol dire? Se non ci fosse la Lega i leghisti voterebbero Berlusconi o Bersani? (Io la risposta l'ho in tasca)

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MessaggioInviato: Ven Ott 21, 2011 3:08 pm    Oggetto:  
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Alla buonora! movimenti come quello M5S sono sempre, culturalmente, di destra. Solo che chi li frequenta e li gradisce di solito non sa di essere di destra e anzi, spesso, ha perfino un certo ritegno a confessarlo a se stesso. Qualunquismo e populismo sono armi della destra, da sempre, e infatti il venditore di tappeti più famoso d'Italia le usa con abbondanza. Essere contro la politica prlamentarista, come ho dimostrato postando un pezzo dal Mein Kampf di Hitler, è una connotazione di destra. Gridare nella piazza che tutti sono sbagliati, che tutti sono incapaci, incompetenti, magari ladroni, è troppo facile e comunque il M5S di Grillo è stato preceduto da un altro movimento di destra che nei primi anni in piazza diceva le stesse cose, ed era la Lega.

Certo che poi non è obbligatorio che a sinistra ci siano solo personaggi preparati e integerrimi, tutti sono umani, però è il concetto base della sinistra, al di là dei suoi operatori, che vale la pena. E chi cerca strade alternative si ritrova, prima o poi, nella confusione del populismo inetto e nocivo. Quanto al M5S confermo che, dal mio punto di vista è un movimento di destra. Non ha uno straccio di proposta sul welfare, sul lavoro, sulle pensioni, sull'emarginazione, sulla sanità, sulla scuola. Qualche slogan vuoto di contenuti non è un programma di governo. I suoi strumenti sono la demagogia e il populismo, che sono da sempre tipici della destra reazionaria. Ogni sua azione indebolisce la sinistra e rafforza la destra, in quanto sposta fasce di elettorato dal voto di sinistra all'astensionismo, mentre non intacca minimamente l'elettorato di destra. Certo, dal punto di vista in cui destra e sinistra sono uguali, ma resta il fatto oggettivo che danneggia solo una parte e ne avvantaggia un'altra.
Oggi vi ha ringraziato pubblicamente anche il Cav.1816.


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MessaggioInviato: Sab Ott 22, 2011 6:52 pm    Oggetto:  
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Grillo sarà tutto ciò che di lui si dice, e magari anche di più. Ma trascurare il consenso che ottiene ho capito che è un errore. Sputare contro la politica tutta è facile e porta consenso. Usare i mezzi mediatici del web per far passare i suoi messaggi, è un'innovazione rispetto ai modi ingessati della politica come l'abbiamo conosciuta sin ora, e porta consenso. Sostenere tesi elementari fuori da ogni ideologia, è un modo per farsi capire facilmente, e porta consenso. Insomma ci sono zone dove i voti ottenuti, non solo disturbano a destra e a manca, rubando seggi, ma in valore assoluto, rappresentano una forza politica più forte di altri partiti consolidati nel panorama italiano da anni. Io penso che perlomeno tentare di studiare da vicino il fenomeno 5 Stelle, sia un atto di umiltà necessario, dal momento che la superbia altezzosa lascia le cose come stanno, cose che in futuro potrebbero divenire anche più grandi (e fastiose).

Grillo é limitato. Estremamente limitato, ma ha il merito di aver smosso una scena ammuffita. non é certo un socialista (nel senso marxista del termine, non certo craxiano), ma nemmeno un idiota totale. Ha portato una serie di temi molto importanti nel dibattito nazionale: ambiente, rifiuti, limitazione delle legislature, via i condannati dal parlamento, i rapporti tra il peggio del capitalismo italiano e la politica. Ciò detto fa la prima donna e spara parecchie cazzate pure lui. Ma almeno fa ridere. Va preso per quello che é: un comico che fa casino. Mai prenderlo eccessivamente sul serio.

Che una parte non indifferente del popolo italiano si faccia impressionare dai demagoghi è ovvio. Vogliamo ricordare con quale "maggioranza" è stato eletto questo governo? Molti entusiasti...risultato: zero! Se cominciassimo a ragionare un pò? In tanti e non in pochi? E non ci facessimo impressionare da gente capace solo di parlare...parlare...


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MessaggioInviato: Lun Ott 24, 2011 4:38 pm    Oggetto:  
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Dal Blog di Grillo, oggi

In Molise ci sono state le prove generali delle elezioni politiche 2013. Due candidati fotocopia: un ex Forza Italia per il pdmenoelle e un Pdl per il pdl. Stesso dna, stessi programmi. Ricordate Enrico Letta che solo qualche settimana fa candidava Profumo leader del pdmenoelle? Il nome di Berlusconi tolto dal simbolo, il maggiordomo Alfano a fare campagna elettorale al suo posto. L'Udc di Azzurro Caltagirone alleata con il centrodestra, al contrario delle regionali in Piemonte in cui si presentò con Pd e Idv. Il gioco è fatto. Nulla cambia. Il MoVimento 5 Stelle è la variabile imprevista in questo duopolio di finti avversari che mantengono lo status quo in Italia da vent'anni. Un sistema bipolare previsto dal Piano di Rinascita Democratica della P2 di Gelli applicato alla lettera. Un sistema che sottrae alla volontà popolare l'azione dei partiti. Fanno ciò che vogliono, eleggono chi vogliono, stabiliscono accordi a tavolino, si scambiano i deputati. In Molise nessun esponente del centro sinistra ha fatto ricorso contro il terzo mandato consecutivo di Iorio. E' illegale, ma Bersani è rimasto in silenzio perché Errani del pdmenoelle è al suo terzo mandato consecutivo in Emilia Romagna. La legge lo proibisce, ma la spartizione dell'Italia tra governo e opposizione è al di sopra della legge. Formigoni del pdmenoelle è al quarto mandato illegale in Lombardia, ma dal centrosinistra, con l'eccezione dei radicali, neppure un fiato. La Moratti voleva l'Expo, Pisapippa anche. La Bresso voleva la Tav, Cota e Zanna Bianca Maroni pure. Il M5S si è presentato alle comunali di Bologna, ha ottenuto il 10% e il centrosinistra ha vinto al primo turno. In Molise il M5S ha avuto il 5,6% e ha vinto il centrodestra. In Veneto ha ottenuto percentuali a due cifre in molti comuni mentre la Lega è arretrata. Il M5S non va a destra o a sinistra, ma avanti. Senza contributi elettorali, anch'essi fuorilegge perché bocciati da un referendum. Senza finanziamenti per l'editoria, a cui attingono a piene mani i giornali di partito e quelli fiancheggiatori. Il prossimo anno il M5S parteciperà alle elezioni comunali in tutte le principali città, da Genova a Taranto a Palermo, oltre che in molte minori, e l'anno successivo alle politiche. Perché l'Italia è sprofondata? Perché da troppi anni non c'è un governo e neppure un'opposizione, ma, al loro posto, l'occupazione delle istituzioni dei partiti. I partiti sono morti, ma l'Italia non vuole morire con loro.Lo ha gridato contro il nucleare e per l'acqua pubblica e la sua voce è sempre più forte. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure


Niente da dire sulla cazzata del candidato scelto dal Pd in Molise, ma leggendo questo Comunicato n. 49 del Blog di Grillo, non posso non fare commento. Mi infastidisce la continua, stupida, presa per il culo di un personaggio serio come Pisapia che il Comunicato grillesco ancora definisce Pisapippa, alla faccia del rispetto e dell’educazione. E poi, per quale motivo? Forse sarebbe meglio pensare a Grillopippa, per esempio, a Grillofumo.. E infine non approvo le solite frasi fatte, ad uso esclusivo di chi ci crede, tipo “il M5S non va a destra né a sinistra ma avanti . Ma che cazzo vuol dire se non populismo allo stato puro?

E a chiudere il Comunicato grillico il tarataratarata d’obbligo:


Il prossimo anno il M5S parteciperà alle elezioni comunali in tutte le principali città, da Genova a Taranto a Palermo, oltre che in molte minori, e l'anno successivo alle politiche. Perché l'Italia è sprofondata? Perché da troppi anni non c'è un governo e neppure un'opposizione, ma, al loro posto, l'occupazione delle istituzioni dei partiti. I partiti sono morti, ma l'Italia non vuole morire con loro. Lo ha gridato contro il nucleare e per l'acqua pubblica e la sua voce è sempre più forte. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure


Ma che vuol dire questo cumulo di parole se non niente? Da troppi anni non c’è governo e neppure opposizione e adesso arriviamo noi: bene, a fare cosa, sarebbe bene saperlo, che le 13 pagine del programma grillesco recitano solo frasi fatte, o consuete, o di convenienza. Eppoi pensate un pò in Molise i grillisti non hanno preso neanche un seggio, Grillo ci parli di questo grande risultato anzichè farci la solita tiritera sugli altri. Molto comodo sbraitare sugli altri per nascondere il proprio fiasco.

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MessaggioInviato: Lun Ott 24, 2011 6:20 pm    Oggetto:  
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Sono ritornato sul blog di M.r Grillo e hai visto mai che gran successo il suo thread? Nessuna risposta.
Certo che è una situazione divertente, i grillisti non parlano mai di Grillo (specialmente del loro grande successo in Molise in cui hanno preso ben zero consiglieri), la Lega è dilaniata da faide inenarrabili, ma i legoidi non esprimono nessun parere nè ci illuminano, in compenso siamo pieni all'inverosimile di discussioni e pareri sul Pd e sul csx. Fra poco si parlerà di Pd e csx anche in Bulli e Pupe oppure in Folies Bergeres. Carissimi, volevo dire altro, neanche a me interessa Grillo più di tanto a parte il suo populismo, il suo qualunquismo ed anche il suo affarismo. Notavo infatti che l'M5S (inteso proprio come movimento) ha fatto fiasco in Molise, ma non ho sentito un grillista commentare in alcuna maniera questo risultato però li sento pontificare molto su Casta e csx. Notavo che la Lega è letteralmente presa da una vera guerra per bande con tanto di liste di proscrizione, ma non ho sentito un legoide del forum dire anche una sola sillaba su queste vicende però li sento pontificare su tutto e anche sul csx.
Notavo semplicemente che è una situazione alquanto paradossale.


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MessaggioInviato: Mar Ott 25, 2011 2:50 pm    Oggetto:  
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NON-STATUTO MoVimento 5 Stelle

ARTICOLO 1 – NATURA E SEDE

Il "MoVimento 5 Stelle" è una "non Associazione". Rappresenta una piattaforma ed un veicolo di confronto e di consultazione che trae origine e trova il suo epicentro nel blog

La "Sede" del "MoVimento 5 Stelle" coincide con l'indirizzo web

I contatti con il MoVimento sono assicurati esclusivamente attraverso posta elettronica all'indirizzo
.

ARTICOLO 2 - DURATA
Il MoVimento 5 Stelle, in quanto "non associazione", non ha una durata prestabilita.

ARTICOLO 3 – CONTRASSEGNO
Il nome del MoVimento 5 Stelle viene abbinato a un contrassegno registrato a nome di Beppe Grillo, unico titolare dei diritti d'uso dello stesso.

ARTICOLO 4 – OGGETTO E FINALITÀ
Il "MoVimento 5 Stelle" intende raccogliere l'esperienza maturata nell'ambito del blog
dei "meetup", delle manifestazioni ed altre iniziative popolari e delle
"Liste Civiche Certificate" e va a costituire, nell'ambito del blog stesso, lo strumento di consultazione per l'individuazione, selezione e scelta di quanti potranno essere candidati a promuovere le campagne di sensibilizzazione sociale, culturale e politica promosse da Beppe Grillo così come le proposte e le idee condivise nell'ambito del blog wwww.beppegrillo.it, in occasione delle elezioni per la Camera dei Deputati, per il Senato della Repubblica o per i Consigli Regionali e Comunali, organizzandosi e strutturandosi attraverso la rete Internet cui viene riconosciuto un ruolo centrale nella fase di adesione al MoVimento, consultazione, deliberazione, decisione ed elezione.

Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.

Separare il M5S da Beppe Grillo è come arrampicarsi sugli specchi. A parte il nome del sito di Grillo riportato nel simbolo (a scanso di equivoci), questi qua sopra sono i primi 4 articoli dello statuto del M5S (non-statuto come lo chiamano loro)I candidati vengono quindi selezionati per "promuovere le campagne di sensibilizzazione sociale, culturale e politica promosse da Beppe Grillo". E pensare che chi si riconosce in questo non - partito, no-associazione, si sente una persoma libera. A me sembrano discepoli di un milionario (quattro milioni e mezzo di reddito all'anno senza fare un cazzo non sono uno scherzo) che per vincere la noia si atteggia a guru.
Contenti loro.


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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Ott 27, 2011 7:48 pm    Oggetto:  
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Citazione:
bruno courthoud Dice:
20 ottobre 2011 a 22:35

Sta per concludersi l’era della politica delegata ai partiti tramite il voto. La partitocrazia non vuole assolutamente capirlo, come è ovvio. I cittadini vogliono partecipare, controllare, essere attori in prima linea, ogni giorno, costantemente, partecipare e condividere le decisioni. Si sono stufati delle deleghe in bianco. Occorrono elementi aglli ed efficaci di cerniera e confronto continuo tra i delegati e i cittadini (assemblee? … ). I referendum non sono assolutamente sufficienti, macchinosi e sempre boicottati. I comitati neppure, anch’essi boicottati, macchinosi e resi inutili, lo stesso per le petizioni, quasi una presa per il sedere.Se si pensa che in pieno medioevo era sufficiente un suono di campana per riunire i capifamiglia all’uscita di messa! Partiti, fatevene una ragione!

Citazione:

Giorgio Bruscia Dice:
22 ottobre 2011 a 16:51

Credo che il tuo ultimo messaggio sia un boomerang e si riferisca infatti alle persone che come te non leggono tutto sino in fondo o non ascoltano, quelle che fanno sempre sì con la testa, impazienti di parlare e rispondere, ma sono così prese dal desiderio di contestare a prescindere, che pur non avendo sentito le altrui ragioni, pretendono anche di essere in grado di parlarne per pontificare.

Chissà se tra le dieci regole di Noam Chomsky, ce n’è una anche per te, che ti si addica – forse la seconda – visto che ormai pratichi l’area degli “Indignati”.Che sia quella di “Creare problemi e offrire le soluzioni”?

Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, con lo scopo che sia poi il pubblico che richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà (non è un tuo amato personaggio quello che ha di nuovo proposto la legge Reale?)!

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MessaggioInviato: Ven Ott 28, 2011 6:31 pm    Oggetto:  
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Patuasia 25 ottobre 2011 a 18:13 ha scritto:
bruno courthoud Dice:
Cara Patuasia, scusami ma non sopporto più Giorgio Bruscia.

Patuasia 26 ottobre 2011 a 16:50 ha scritto:

Da Facebook – ieri 25.10.2011
C’è un mio ex amico su fb (l’ho radiato) che parla male di tutti e di tutto (grillini, indignati, e altri gruppuscoli inconsistenti di questo genere), ma guai a toccargli il suo PD. Il Partito (è rimasto un veterocomunista). Ma se il PD pensa ogni giorno di essere un partito a vocazione maggioritaria, con chi ce la dobbiamo prendere? A me pare un partito (?) con il culo moscio e flaccido, come quello di berlusconi.

Bruno Courthoud

*************************************************************
Giorgio Bruscia Dice:
Ok. Ero (e non sono) un veterocomunista e un veterocomunista non dovrebbe guardare e leggere i messaggi di Bruno Courthoud . Mai. In Valle d’Aosta esistono (dati Istat) migliaia di operai disoccupati e (dati Patuasia) un Bruno Courthoud. Ed allora perché, a leggere questi messaggi nella giornata, sembra invece che esistano migliaia di Bruno Courthoud, e nemmeno un operaio ? Qui non siamo alla decadenza dell’impero. Qui siamo oltre. Qui siamo già morti e sepolti e non ce ne siamo ancora accorti. E che la terra ci sia lieve.

Ebbene ho volutamente pubblicato questo messaggio per fare capire a tutti i nick del blog quanta doppiezza ci sia in una persona che accusa sempre il sottoscritto di essere veterocomunista. Molti momenti del suo tempo libero sono dedicati a sparare alzo zero e a palle incatenate contro il Pd-Vda, reo, ai suoi occhi, di essere uno dei pochi partiti organizzati e riconosciuto ufficialmente dai media come: “il partito d’opposizione valdostano”. Ora se il sottoscritto scrive rispondendo alle accuse da lui inviate – comunque lecite – nel proprio forum di Area Democratica o qui su Patuasia o su Facebook, che la sinistra radical, il M5S, e qualche altro partitino dalle percentuali da prefisso telefonico non sono all’altezza numerica per esigere successi, allora si scatena uno strano fenomeno: “divento talmente antipatico da non essere più sopportato, e da come si evince sopra, vengo radiato dai suoi amici e divento ex.

Cioè io sono un veterocomunista e può anche starmi bene, ma lui è talmente illuminato e democratico da tagliarmi fuori persino dalla sua cerchia di amicizie. Ebbene mi sono stancato di sentire offendere, non il sottoscritto, ma quelle persone, quegli elettori di sinistra che si identificano nel Pd-Vda. Questa non è una difesa d’ufficio delle mie convinzioni politiche che vedono il Pd lottare per il lavoro, il welfare, la sanità, ma per ricordare un frase di Voltaire animatore ed esponente principale dell’Illuminismo: «Non condivido le tue idee, ma sono pronto a morire affinché tu possa avere il diritto di esprimerle».
Voglio anche ricordare a Bruno Courthoud un altro aforisma di Voltaire: «Un uomo è libero nel momento in cui desidera esserlo». Io lo sono dalla mia nascita!
Buona giornata Patuasia, spero che anche per il sottoscritto la porta rimanga aperta.


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MessaggioInviato: Ven Ott 28, 2011 6:36 pm    Oggetto:  
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Patuasia 26 ottobre 2011 a 17:41 ha scritto:
patuasia Dice:
Signori Bruscia e Courthoud, ma perché non vi telefonate e prendete un appuntamento? Credo che a quattrocchi sia più facile chiarirsi e magari riderci su, la vita è abbastanza difficile di suo no?


Patuasia 27 ottobre 2011 a 17:15 ha scritto:
Giorgio Bruscia Dice:
Carissima Patuasia,
anche a me corre l’obbligo di ringraziarla; purtroppo a me mancano le suadenti e dolci parole da lei usate ovviamente per altri nick. Conosco la mia suscettibilità, e capisco bene che il botta e risposta non porta da alcuna parte, specie se questo scambio al calor bianco non è diversificato dall’intervento di altri interlocutori.

Capisco anche, per la leggibilità del blog, che dovrei essere più acquiescente o arrendevole, ma le denigrazioni nei miei confronti e nei riguardi del Pd – negli ultimi tempi – sono diventate sempre più specifiche, mirate e al limite dell’offesa. Il sottoscritto non ha mai cercato nessuno, ha sempre agito di rimando e in risposta. Perciò un minimo di orgoglio personale, stante il mio “sangue romagnolo”, non mi consente di essere remissivo nè tantomeno taciturno.
Sono fatto così, mi accetti così.


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MessaggioInviato: Sab Ott 29, 2011 5:36 pm    Oggetto:  
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le Travail ha scritto:
Svergognati
Posted on 25th ottobre 2011 in Editoriali

La manifestazione del 15 ottobre si è svolta in contemporanea – pacificamente – in oltre ottanta città nel mondo, persino ad Atene; in Italia no. A New York alcuni dei manifestanti sono stati arrestati perché sono scesi dai marciapiedi; a Roma è successo il finimondo e lo sgomento di chi avrebbe voluto portare in piazza, con dignità e compostezza, la propria indignazione è l’unico commento significativo a questa ulteriore vergogna nazionale. Una tale violenza non è in alcun modo giustificabile: è esasperazione acefala, distillato di rabbia, rifiuto insensato di qualsiasi regola, di qualsiasi limite, mancanza assoluta di rispetto delle istituzioni e degli altri esseri umani. È delinquenza. Punto.

Tuttavia un’altra forma di esasperazione sta montando fra i vari strati della società, causata da un’altra mancanza di rispetto, meno violenta, ma non per questo meno dannosa. È quel senso di stanchezza e di umiliazione che vivono tutti coloro che si sentono presi in giro, ingannati, traditi; è il sapore acre di ingiustizia che resta addosso alle persone oneste di fronte ai soprusi. Ancora più acre e umiliante quando le ingiustizie sono messe in scena con modi apparentemente civili, utilizzando le regole stesse della democrazia. Gli spettacoli indegni ai quali abbiamo assistito nelle scorse settimane per salvare un governo in agonia (le cambiali pagate in modo spudorato dal presidente del Consiglio, il rimbalzo di accuse fra gli schieramenti politici, gli sgarbi, l’insofferenza e i mille distinguo all’interno dello stesso partito, le giustificazioni fornite con faccia tosta a ciò che giustificabile non può essere) non sarebbero neppure tanto insopportabili se non fosse che il paese sta languendo e ha tanto bisogno di cure. Che un’intera classe dirigente non si renda conto di aver passato la misura, che abbia scordato di dover produrre leggi sensate e coraggiose anziché sprecare tempo a tramare per la propria rielezione o il proprio prestigio, sta diventando davvero inaccettabile per molti di noi. Mai come in questo momento si moltiplicano le iniziative di raccolte firme, petizioni, quesiti referendari; la resistenza attiva dei cittadini contro gli attacchi alla libertà di espressione e al diritto ad un futuro dignitoso per tutti non sembra volersi arrestare…
GIOVANNA ZANCHI


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MessaggioInviato: Dom Ott 30, 2011 10:54 pm    Oggetto:  
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Mattia Calise del M5S di Milano ad una trasmissione a La7 ha detto: Fare politica senza passare per nessun partito. Mi chiedo e vi chiedo: "che cosa vuol dire? Si può fare politica senza avere idee politiche? Come si può fare politica senza passare da nessun partito? Se io ed Enrico Tibaldi ad esempio diventassimo grillini e facessimo parte di un governo... riusciremmo prendere la stessa decisione per i soldati italiani in Afghanistan? La stessa decisione per aumentare o no l'Iva? La stessa decisione per abolire l'art.18? Per togliere la legge che garantisce la giusta causa per licenziare? Potrei andare avanti un'ora, perché le decisioni di governo vengono prese attraverso le idee politiche, non con la semplice onestà personale ( seppur auspicabile, sia chiaro ). Che mi frega se Calise o Grillo dicono che il M5S vuole le "energie rinnovabili"? Perché, un comunista o un liberale non vorrebbero le energie rinnovabili?

Ma che "razza" di discorsi fanno questi giovanotti? Secondo me c'è un gravissimo errore di fondo in questi cocetti grilleschi. Un gravissimo errore di fondo che deriva da una pesante dose di superficialità o di qualunquismo, che poi in fondo è la stessa cosa. Ho visto solo uno spezzone della trasmissione perchè avevo altre cose ben più importanti da fare. Mi sembra che c'era quello che dovrebbe essere il gotha del grillismo: Favia, Bono, Calise. Francamente cadevano le braccia a sentirli; anche due persone sommamente squalificate come Porro e Cirino Pomicino con qualche domanda ben assestata sono state in grado di metterli davanti alla loro vacuità. Terrorizzante sentire quel Favia dire: "le differenze fra PdL e Pd sono piccole e solo a livello estetico".

A proposito, mi rendo conto che ultimamente è alquanto fuori moda parlare di PdL, specialmente da quando illustri e lucidi pensatori ci stanno informando che il Pd è uguale al PdL, ma questa notizia ve la passo lo stesso. Il sostituto procuratore della Repubblica di Palermo, Ingroia, interviene al congresso dei Comunisti italiani: " Fra chi difende la Carta e chi ogni giorno cerca di violarla, violentarla, stravolgerla, so da che parte stare". Ma dalla maggioranza arriva un coro di critiche. Gasparri chiede l'intervento del Parlamento. Stracquadanio: "Il Csm intervenga".




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