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AMBIENTE
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Andrea








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MessaggioInviato: Lun Giu 18, 2007 7:49 pm    Oggetto:  Re: Terza marcia a piedi Comboè
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faustocoppi ha scritto:
carmelo.pace ha scritto:
Che bello il vallone di Comboè...io lo lascerei così com'è! niente strada poderale, o rotaia, certi turisti pagherebbero per andare a comprarsi la fontina a piedi fino all'alpeggio, forse si fermerebbero anche a mangiare.
Farei una ristrutturazione eco-compatibile delle strutture già esistenti e basta. E' un piccolo paradiso che va scoperto con un pò di fatica.


Il Comboè o è o non è.... Twisted Evil


belle parole sacrosante!
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MessaggioInviato: Lun Giu 18, 2007 7:49 pm    Oggetto: Adv






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erika








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MessaggioInviato: Mar Giu 19, 2007 9:31 am    Oggetto:  
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Anche su questo tema mi sembra che i DS non si siano mai espressi...
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MessaggioInviato: Mar Giu 19, 2007 10:54 am    Oggetto:  IDROGENO
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Patto tra Lombardia e Piemonte per realizzare una Hydrogen Community europea

21 marzo - È stato firmato ieri mattina l’accordo strategico tra Regione Piemonte e Regione Lombardia che sancisce l’unione di potenzialità e infrastrutture per la realizzazione di una Hydrogen Community europea, che si occupi di ricerca sui temi dell’energia rinnovabile, delle celle a combustibile e dell’idrogeno.
Piemonte e Lombardia hanno assunto lo sviluppo del vettore idrogeno e delle celle a combustibile come un’opportunità per realizzare un modello di crescita compatibile e innovativo. In questi anni, entrambe hanno stimolato lo sviluppo del settore avviando numerosi progetti pilota di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo, con il supporto e la collaborazione della rete di atenei e del tessuto industriale.
L’accordo strategico firmato dalle due Regioni garantirà, nell’ambito della Joint Technology Iniziative (JTI) sul tema dell’idrogeno, il supporto del sistema di ricerca al tessuto produttivo, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese.
Dati recentemente presentati dalla Commissione Europea indicano, infatti, la pianura padana come una delle aree d’Europa di maggiore criticità per la qualità dell’aria, a causa della concomitanza tra la forte industrializzazione, l’elevato tasso di mobilità e la particolare configurazione orografica (la distribuzione dei rilievi) che favorisce il ristagno dell’aria rendendo meno efficace qualsiasi strategia che altrove sarebbe risolutiva.
“L’accordo firmato questa mattina”, ha spiegato la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Presso, “è un altro tassello importante nella nostra politica per l’innovazione e la ricerca sull’energia. Si tratta di passi fondamentali per il nostro futuro non solo dal punto di vista ambientale e della qualità della vita, ma anche dal punto di vista economico e della creazione di posti di lavoro”.
Come ha spiegato l’assessore regionale all’Innovazione, Andrea Bairati, “grazie a questo accordo, le due Regioni si impegneranno a realizzare, entro 30 giorni, una cabina di regia congiunta, per organizzare e pianificare le attività di coinvolgimento e di partecipazione delle aziende e degli enti di ricerca – pubblici e privati – interessati a cogliere questa opportunità di sviluppo tecnologico. Entro tre mesi dalla sua costituzione, la Cabina di Regia presenterà un primo piano strategico quantificando gli oneri finanziari necessari”.

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Carmelo Pace


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MessaggioInviato: Mar Giu 19, 2007 10:59 am    Oggetto:  
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Ad H2U si formano gli esperti del futuro

12 giugno - È nata a Cala Corvino (Monopoli), in provincia di Bari, un’università interamente dedicata all’idrogeno. Si chiama H2U e il suo scopo è formare le figure professionali del futuro, ovvero team di esperti capaci di affrontare le sfide poste dalla cosiddetta economia all’idrogeno, secondo la celebre definizione dell’economista Jeremy Rifkin. Contigua al centro dove si svolgeranno i corsi è la Cittadella dell’Idrogeno, dove è stato da poco inaugurato un impianto per la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili. Servirà per permettere agli studenti dell’Università di prendere confidenza con tutti gli aspetti delle tecnologie basate sull’idrogeno. Si tratta di una turbina eolica ad asse verticale fornita dall’azienda italiana Ropatec e un insieme di pannelli fotovoltaici forniti dalla DEA Distribuzione Energie Alternative, che forniranno energia alla Cittadella e al sistema di produzione di idrogeno anch’esso realizzato grazie a due aziende italiane, la ILT Technology e la Power One.

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MessaggioInviato: Mar Giu 19, 2007 11:01 am    Oggetto:  
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L’Ue accelera sull’idrogeno

25 maggio – L’Ue lancia il piano per l’idrogerno. Ad annunciarlo è il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. ''C'è una novità molto importante di carattere internazionale e nazionale sull'energia ricavata dall'idrogeno, che però è passata sotto silenzio. – ha detto ieri Pecoraro - Il Parlamento Europeo ha approvato a grande maggioranza il progetto della piattaforma per l'idrogeno cui l'Italia si è impegnata a partecipare. La prossima settimana - ha aggiunto il ministro - ne discuteremo in un informale Consiglio dei ministri dell'Ambiente europei”. Il ministro ha poi spiegato che con questo progetto “la Ue si è posta l'obiettivo di avanzare verso l'economia all'idrogeno, che rappresenterà la terza rivoluzione industriale dopo quella dell'energia fossile e quella nucleare”. Secondo il piano, i singoli Stati dovranno organizzare le piattaforme per produrre idrogeno, in pratica indicare le strategie su come intendono produrlo: ''Noi ci candidiamo a farlo con le fonti rinnovabili”, ha precisato Pecoraro. Per quanto riguarda invece le automobili a idrogeno, una delle attese più grandi, e che secondo alcune associazioni ambientaliste sono avversate da alcuni settori legati all'economia del petrolio, il ministro ha indicato l'esempio della California, “dove circolano già molte auto a idrogeno, ma anche in Italia abbiamo degli esempi positivi, come gli autobus a idrogeno di Torino”.

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Carmelo Pace


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MessaggioInviato: Mer Giu 20, 2007 12:44 am    Oggetto:  ECOINCENTIVI PER CICLOMOTORI E BICICLETTE
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Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha stanziato 15 milioni di
euro per chi sceglie di rottamare il vecchio ciclomotore. La campagna lanciata dal Ministero
è frutto di un accordo con Confindustria l'Associazione nazionale ciclo motociclo accessori
(Ancma), nato con l’obiettivo di svecchiare il moto auto nazionale. Il provvedimento permette
a tutti i cittadini che sceglieranno di rottamare il vecchio ciclomotore, euro zero o costruito fino
a tutto il 2001, di ottenere contributi significativi: la copertura totale delle spese di demolizione
anche senza contestuale acquisto del motorino; il 30% del listino fino a un massimo di 250
euro per l’acquisto di una bicicletta; il 30% del listino fino a un massimo di 1000 euro per un
motociclo o quadriciclo a trazione elettrica; il 30% del listino fino a un massimo di 700 euro per
un ciclomotore elettrico o una bicicletta a pedalata assistita; il 15% del listino fino a un
massimo di 300 euro per un motorino Euro 2 a 4 tempi o comunque a basso consumo; l’8%
del listino fino a 150 euro per un ciclomotore Euro 2 a 2 tempi.

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MessaggioInviato: Gio Giu 21, 2007 11:13 am    Oggetto:  Politiche anti-spreco
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Dal sole24ore

Martedí 19 Giugno 2007
«La vera risorsa nascosta? Le politiche anti-spreco»


di Jacopo Giliberto
«C'è un giacimento nascosto e che potremmo sfruttare senza fatica, con un beneficio immediato e misurabile subito: è il risparmio d'energia», commenta Emma Marcegaglia, vicepresidente della Confindustria.

Marcegaglia, il tema dell'energia è fatto di altre cose oltre che di efficienza.

Certamente, ma il tema è trasversale e va affrontato in una visione di politica energetica più ampia. C'è l'argomento del "mix" dei combustibili, con un'apertura al nucleare; la Confindustria sostiene gli investimenti nelle infrastrutture energetiche, come i rigassificatori; sulla lotta ai cambiamenti climatici siamo in prima fila ma, come si dice, "mettendo i puntini sulle i". Ci sono le fonti rinnovabili e pulite.

Che politica energetica vorrebbe in Italia?

Gli interventi estemporanei, la perenne emergenza, servono a poco. L'Italia ha bisogno di una politica a medio termine, prospettica, che consenta di gestire la posizione critica del Paese. La ricetta dev'essere fatta di molti ingredienti, di investimenti, di ecologia, di equilibrio tra fonti energetiche. Se non si programma, lo scenario è pessimo per il mondo e preoccupante per l'Italia. Basta guardare la previsione dell'Agenzia internazionale dell'energia: nel 2030 la domanda di energia primaria del mondo sarà superiore del 50% rispetto a oggi, di cui il 70% aumento a carico dei Paesi emergenti. Le stime per l'Italia parlano di un +41% entro quindici anni. La fonte principale per noi sarà il metano, che salirà dal 50 al 61%. Il 90% delle nostre materie prime energetiche arriva dall'estero a caro prezzo con un impegno gravoso nel rispetto del Protocollo di Kyoto: sono tre fronti, la sicurezza dell'approvvigionamento dall'estero, i costi, l'impatto ambientale.

E l'efficienza energetica dà un beneficio?

Dà risultati veloci, immediatamente leggibili; riduce la dipendenza italiana dall'import, difende dagli scostamenti di prezzo; contiene l'impatto ambientale; stimola l'innovazione tecnologica. Ma senza integralismi del risparmio energetico, perché gli sprechi vanno eliminati senza che vengano penalizzate la qualità della vita e della produzione.

L'industria italiana, per la sua storia, è parsimoniosa di energia.

È vero. L'intensità energetica in Italia è del 9% inferiore alla media europea, cioè serve il 9% in meno di energia per ottenere la stessa produzione. L'industria ha già questa cultura e l'efficienza non è più un tema da "amatori", come sembrava qualche anno fa. Siamo "proattivi" e il risparmio deve coinvolgere non solamente le imprese: nelle case e nei trasporti c'è il 60% delle emissioni.

Lei è un'imprenditrice del settore siderurgico. Un esempio pratico.

Abbiamo istallato nei forni di riscaldo una serie di sistemi che ci consentono di risparmiare il 10% di energia elettrica.

Proponente incentivi al risparmio energetico. Ma non possono bastare.

Appunto, una politica trasversale che non sia fatta di imposizioni ma che punti - anche con strumenti come la comunicazione e l'informazione - a coinvolgere i cittadini nei comportamenti virtuosi. Come le deduzioni fiscali, le forme di certificazione e le etichette energetiche, che sono un elemento di competitività. Queste spese non devono gravare sulla bolletta delle imprese bensì distribuirsi sulla fiscalità generale, perché è un tema collettivo. Quello che vale di più è il cambiamento di cultura, le scelte di consumo e di produzione.

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MessaggioInviato: Mer Lug 25, 2007 12:18 pm    Oggetto:  Entra in vigore la legge 192/05 e succ. mod. 311/06
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ANSA Valle d'Aosta Data: 24/07/2007

01:01 INCENTIVI PER COSTRUIRE CASE ENERGETICAMENTE EFFICIENTI
(ANSA) - AOSTA, 24 LUG - Ristrutturare e costruire abitazioni secondo criteri di efficienza energetica e di ecocompatibilità, potendo contare su finanziamenti pubblici. E' la prospettiva che hanno i valdostani visto che è in fase di discussione in commissione un disegno di legge in materia di efficienza energetica negli edifici.

La normativa, in fase di discussione, spazia dal criterio di calcolo delle prestazioni energetiche del patrimonio abitativo esistente alla definizione di standard costruttivi efficaci dal punto di vista del risparmio energetico. L'obiettivo è favorire lo sviluppo e l'integrazione delle fonti energetiche rinnovabili, dando la preferenza alle tecnologie a minore impatto ambientale. "La normativa - anticipa l'assessore all'Energia - Leonardo La Torre - promuove e incentiva la sostenibilità energetica nella realizzazione e ristrutturazione delle opere edilizie pubbliche e private, tenendo in conto le condizioni climatiche locali".

Il disegno di legge introduce il concetto di "progetto energetico dell'edificio" e la procedura, spiega La Torre, " si fonda su una progettazione globale del sistema edificio-impianto che deve prendere in considerazione la costruzione in tutte le sue componenti edilizie e impiantistiche".

I progettisti dovranno infatti tenere conto dell'efficienza degli impianti di climatizzazione invernale ed estiva e di produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari e delle fonti di illuminazione artificiale, cercando soluzioni idonee ai fini dell'uso razionale dell'energia e della riduzione dell'impatto ambientale. Secondo La Torre la legge dovrebbe avere un "impatto favorevole sulla diffusione delle fonti rinnovabili, sulle imprese di costruzione, di materiali e componenti per l'edilizia e su quelle di produzione, di installazione e manutenzione di impianti di climatizzazione".

Da uno studio dell'Agenzia regionale per l'Ambiente risulta, infatti, che il grado di dispersione termica delle abitazioni valdostane rimane elevato. Dai dati emerge che una casa di vecchia edificazione consuma in media 200 kWh/m2 anno equivalenti a 20 litri di gasolio al metro quadro, quando, si possono ridurre i consumi, in presenza di eccellenza, anche ai 10 kWh/m2 per anno pari a 1 litro di gasolio per m2. (ANSA).

...mancano solo i riferimenti alla legge del Governo Prodi 192/05 e succ. mod. 311/06, dettaglio non irrelevante...

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