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UNA PIAZZA, UN PONTE
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giorgio








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MessaggioInviato: Mar Dic 15, 2009 3:41 pm    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 14/12/2009 ha scritto:
18:00 GIORNALISTI:ORDINE E ASVA, INACCETTABILI INSULTI A CRONISTA
(ANSA) - AOSTA, 14 DIC -
"Le minacce e gli insulti al collega intervenuto all'assemblea dell'associazione Amis des Bataille de reines sono fatti gravi. Il comportamento di molti allevatori al pari del mancato intervento in difesa del giornalista da parte del presidente uscente, riconfermato nell'incarico denota una scarsa attitudine al confronto democratico".

Così i presidenti dell'Ordine dei giornalisti della Valle d'Aosta e dell'Associazione stampa valdostana (Asva), Claudio Laugeri e Antonio Mannello prendono posizione su quanto accaduto sabato scorso, quando il giornalisa del quotidiano La Stampa Enrico Martinet è stato insultato e minacciato da alcuni allevatori presenti durante l'assemblea dell'associazione Amis des Batailles de Reines.

"Al giornalista - spiegano nella nota Laugeri e Mannello - é stata negata qualsiasi informazione su un tema di indubbio interesse pubblico, quale l'elezione del direttivo di un'associazione di forte rappresentatività in un settore investito di recente da un'ampia e articolata inchiesta giudiziaria". "Quegli allevatori dalle facili minacce - si legge ancora nel comunicato congiunto - hanno perso un'occasione per distinguersi da quei comportamenti malavitosi invocati per regolare le questioni con chi rientri nella cerchia dei 'non graditi'".

Per i presidenti dell'Ordine dei giornalisti della Valle d'Aosta e dell'Asva "é inaccettabile la violenza pur se verbale rivolta a un giornalista colpevole soltanto di voler raccogliere le notizie direttamente alla fonte, anziché affidarsi alle veline e alle informazioni filtrate. Impedire ai cronisti di svolgere il proprio lavoro significa voler negare la possibilità di avere un'informazione degna di un Paese democratico". (ANSA).

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Più volte mi sono ritrovato a piangermi addosso, scrivendo delle mie non positive impressioni, sulla carta stampata valdostana che è così matrigna con il Pd-Vda. Da tempo, noto come alcuni episodi e accadimenti politici vengono bellamente lasciati cadere nell'anonimato se questi, guarda caso, non riguardano la maggioranza, bensì il Partito democratico; poi l'evitare di esporre fatti nella corretta forma e non riportare nello stile consono al vero giornalista super partes, io penso che sia uno sfregio all'etica professionale. Non è una censura preventiva al giornalista qui sopra nominato, insultato e minacciato in una assemblea, ma è un rendersi conto come il sottoscritto finalmente non si possa considerare più una mosca bianca.

I giornalisti a volte sono nel mirino della critica
perchè colpevoli di voler raccogliere notizie scomode al palazzo, e in paesi non democratici addirittura rischiano la vita. Ma altre volte vanno direttamente alla fonte solo per evitare di farsi appiccicare la qualifica di "velinari". Infatti noi, utenti della carta stampata leggendo questi resoconti, e conoscendo la realtà perchè presenti all'intervista - che ha sviluppato altri argomenti e con altre considerazioni - ci domandiamo chi sia realmente il propositore di informazioni filtrate. Impedire ai cronisti di svolgere il proprio lavoro significa voler negare la possibilità di avere un'informazione degna di un Paese democratico". Sacrosanto! Ma il proporre alla vasta platea di lettori un'informazione monca o rielaborata "ad usum delphini" non è degna di un Paese civile.

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Ultima modifica di giorgio il Mar Dic 15, 2009 9:22 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mar Dic 15, 2009 3:41 pm    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Mar Dic 15, 2009 3:42 pm    Oggetto:  
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La Stampa 15 Dicembre 2009 ha scritto:
Cityporto in servizio non prima dell’estate
La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:


In relazione all’articolo pubblicato sulle pagine de «La Stampa» di giovedì 10 dicembre e intitolato «Da febbraio scarico merci ecologico», desidero precisare quanto segue: il titolo dell’articolo è inesatto, non avendo il sottoscritto mai affermato alla giornalista che mi ha intervistato che il servizio sarebbe partito nel mese di febbraio 2010. Interpellato, ho dichiarato che, «essendo previsti 60 giorni per la presentazione del Piano operativo di dettaglio del Cityporto, il progetto relativo verrà consegnato probabilmente entro il mese di febbraio», specificando, successivamente, che «tale documentazione sarà la base per la gara d’appalto da indire e che, di conseguenza, rispettando rigorosamente i tempi, l’avvio del servizio non potrà avvenire prima della metà del 2010».
Ringrazio per l’attenzione.
MARINO GUGLIELMINOTTI GAIET
Vicesindaco di Aosta


C.V.D

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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Gen 21, 2010 12:24 pm    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 20/01/2010 ha scritto:
17:57 PD: FONDAZIONE DOLCHI AMMINISTRERA' PATRIMONIO 1,7 MLN EURO (ANSA) -
AOSTA, 20 GEN -
La Fondazione Giulio Dolchi potrà contare su un patrimonio che si aggira attorno a un milione e 700.000 euro. Presentata oggi agli organi di informazione, è una delle settanta in costituzione in tutta Italia che hanno la funzione di amministrare il patrimonio economico e culturale del Partito Democratico.

"La decisione - ha sottolineato il presidente della Fondazione, Ercole Bruno Martinet - scaturisce a livello nazionale all'epoca dei Ds, che ravvisarono la necessità di separare la politica ossia il partito dalla gestione del patrimonio ereditato dal Pci". Per il segretario regionale del Pd, Raimondo Donzel, "la Fondazione è strumento di salvaguardia dello sforzo organizzativo di chi ci ha preceduti, a incominciare dal Pci, e veicolo di valori della sinistra valdostana". E Giulio Dolchi - secondo i rappresentanti del Pd - "ne rappresenta un baluardo": fu presidente del Partito, fondatore del Travail, partigiano, sindaco di Aosta e presidente del Consiglio.

Tra le finalità della Fondazione, infine, la promozione dei valori della sinistra, il supporto all'attività politica del Pd, la promozione di eventi, la valorizzazione dei documenti cartacei e fotografici appartenuti a Giulio Dolchi. (ANSA).



La Fondazione viene costituita formalmente con atto notaio Marcoz in data 6 maggio 2008. L’8 gennaio 2009 vengono nominati dal Consiglio di Indirizzo gli organi statutari.
Presidente del Consiglio di Indirizzo: Elisabetta Rosaci
Consiglio di Amministrazione:
Presidente: Ercole Bruno Martinet
Membri del Consiglio di Amministrazione: Raimondo Donzel, Walter Pivato, Giuseppe Rollandin, Massimo Verduci

Scopi della Fondazione
La Fondazione ha come finalità politico culturale la promozione dei valori della sinistra italiana ed europea ed in particolare supportare l'attività politica del Partito Democratico. La fondazione nel perseguimento dei suoi scopi istituzionali:
a) intraprende iniziative volte a promuovere il pensiero, la cultura e l'azione politica della sinistra italiana ed europea.
b) favorisce l'incontro fra tutti coloro che possano fornire supporto di idee e ogni altro contributo a sostegno alle attività della Fondazione.
c) può promuovere, progettare e organizzare anche su commessa o sulla base di appositi finanziamenti, attività formative,corsi, convegni e seminari nelle discipline di sua competenza.
d) può promuovere pubblicazioni ed iniziative editoriali di qualsiasi tipo e natura attinenti lo scopo della Fondazione.
e) promuove la raccolta di fondi e la richiesta di contributi, pubblici e privati, da destinare agli scopi della Fondazione

PS
Sito web della Fondazione
La Fondazione Giulio Dolchi ha un proprio sito web :

Il sito potrà ospitare tra le altre cose, tutte le informazioni che riguardano la Fondazione: lo statuto, gli organismi direttivi, i bilanci,il patrimonio ( beni mobili e immobili con una precisa descrizione dell'ubicazione e dell'utilizzo) nonché una descrizione delle attività che la Fondazione propone, al fine di garantirne la massima trasparenza.

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MessaggioInviato: Gio Gen 21, 2010 5:47 pm    Oggetto:  
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La Stampa 21 Gennaio 2010 ha scritto:
il caso
Istituzione politico culturale
La Fondazione Pd intitolata a Dolchi

AOSTA

E’ stata costituita in Valle d’Aosta la Fondazione Giulio Dolchi. L’iniziativa è di respiro nazionale ed è funzionale al trasferimento di tutti i beni dei Democratici di sinistra alle fondazioni «per separare la politica dalla gestione del patrimonio, evitando che scelte negative della politica abbiano ripercussioni sul patrimonio». La presentazione dell’istituzione intitolata a Giulio Dolchi è stata fatta ieri dal presidente del consiglio di amministrazione Ercole Bruno Martinet (presidente del consiglio di indirizzo è invece Elisabetta Rosaci), dal segretario regionale del Pd Raimondo Donzel e da Giuseppe Rollandin, che fa parte del Cda con Donzel, Walter Pivato e Massimo Verduci. Scopo delle fondazioni, hanno spiegato, «è anche quello di recuperare tutto il materiale conservato nelle varie sedi del partito per non disperdere una storia che dura da 70 anni».

La Fondazione Giulio Dolchi ha come finalità politico-culturale «la promozione dei valori della Sinistra italiana ed europea e il supporto all’attività politica del Pd». La scelta di intitolare la Fondazione valdostana a Giulio Dolchi è stata facile. «Dolchi - ha detto Ercole Bruno Martinet - è stato la storia della Sinistra in Valle d’Aosta, il fil rouge tra la Resistenza al nazifascismo e lo sviluppo democratico ed economico di oggi per la difesa dei più deboli. A Giulio Dolchi e alla sua determinazione sono legati sia il radicamento della Sinistra nell’identità valdostana sia la difesa della cultura bilingue».

Giulio Dolchi (classe 1921, sposato con Rosa Marquet, morto il 20 ottobre 2003) era stato partigiano nella brigata «Arturo Verraz» in Val di Cogne, dirigente di Pci, Pds e Ds, fondatore del giornale «Le Travail», presidente dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia), consigliere comunale nel capoluogo dal 1946, assessore comunale negli Anni 50, sindaco dal 1966 al 1992, consigliere regionale per cinque legislature nelle quali ha ricoperto il ruolo di vice presidente e più volte quello di presidente del Consiglio. Dolchi è stato presidente della «Fédération Mondiale Villes Jumellées» e, per l’impegno in favore dei valori della francofonia è stato insignito della Legion d’Onore dal presidente della Repubblica francese.

La Fondazione valdostana nasce con un patrimonio diversificato, che tra denaro contante (6500 euro), fabbricati, terreni, partecipazioni societarie, ammonta a circa un milione 700 mila euro. Tra i beni immobili di proprietà della Fondazione figura l’attuale sede del Pd in corso Battaglione Aosta.
Tra le prime iniziative della Fondazione (che ha già un sito,
e ha un logo realizzato dal grafico aostano Franco Balan) sono previste anche la sistemazione dell’archivio Dolchi, la ricerca di testi e documentazioni su di lui e una mostra fotografica.


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giorgio








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MessaggioInviato: Lun Feb 01, 2010 5:10 pm    Oggetto:  
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Io, inizio ad essere un pò preoccupato…Scrivo sapendo tutto sulla vicenda delle primarie in Puglia, sui molti spunti di riflessione che si pongono e sono certo, sui fiumi di inchiostro e di parole che saranno ancora versati. Una cosa però mi preme dire in particolare ed è che in questa storia tutta sbagliata, la cosa che considero più sbagliata è stata quella di aver esposto una persona capace, corretta, e competente come Boccia a sconfitta certa e ironia della sorte, facendone per di più un simbolo della conservazione e della burocrazia. Francesco Boccia è una grandissima risorsa sulla quale costruire questo partito, e con lui altre e altri democratici. Mi riferisco a tutti coloro che rappresentano anagraficamente la generazione degli Obama, degli Zapatero e dei Milliband …Ma in Italia la direzione strategica, non gli tocca ancora perché è saldamente nelle mani di chi guidava la macchina già quindici anni fa. Quello che si richiede loro invece è come al solito di farsi carico di operazioni spericolate come quella pugliese o del lavoro quotidiano e durissimo sul territorio. La classica “gavetta” mai passata di moda. Più ancora della crisi di oggi, quello che mi preoccupa davvero è l’angosciosa capacità del nostro Partito di mangiarsi il proprio futuro. Quasi non ci accorgiamo che la nostra stanchezza è rifiuto di preparare il futuro, e generalmente si conducono al collasso culture politiche notevoli, ma che necessitano di nuova linfa, di rinnovamento. Il regista Francis Ford Coppola, intervistato per La Stampa da Raffaella Silipo descrive il possibile collasso: «Amo l’Italia ma mi rende triste. Perché è un paese in cui i padri divorano i figli, si prendono tutto senza lasciar nulla e i giovani devono andarsene per avere un’opportunità».

Dispiace qui far rilevare, che ora la B come iniziale, mi chiamo Bruscia, sia stata scassata, disintegrata dal risultato pugliese (Boccia) e dalla B più "peggiore" degli Incapaci: Berlusconi, Bush, Blair. E pensare che BB, come ricordiamo, era quel magnifico esemplare di donna, che rispondeva al nome di Brigitte Bardot. BB, due iniziali che portavano al compiacimento, perfino alla tentazione, al desiderio. Brigitte è stata un mito, un sogno della mia giovinezza. Ora è inutile che parliamo di Bush, bugiardo naturale, con quegli occhi molto vicini che dimostrano la teoria lombrosiana sui mentitori patologici. Di quelli che, e ce ne sono parecchi, che credono di essere i padroni del pianeta. Di Berlusconi parlare a che serve? Piduista, corruttore, falsificatore di bilanci, ladro di cose altrui (la Mondadori, per es), grande amico del bugiardo patologico americano con il quale si trovava certamente bene, vista la comunanza di “qualità” e forse anche di interessi. Solo l’insipienza e la "vuotaggine culturale" degli italiani lo tiene seduto su quella poltrona di comando. Ma mi tocca e devo parlare anche di Blair, la luce dei socialisti nostrani alla Cicchitto, che ha dimostrato alla Camera inglese di che pasta è fatto: Si è solo difeso, non ha ammesso errori, e arrogantemente falso, ha detto che il mondo senza Saddam è più sicuro e che lui oggi rifarebbe quello che ha fatto. Un populista altrettanto falso degli altri due B che ho citato. Deve essere la B iniziale. Bersani non si offenda, ma credo che anche a lui come al sottoscritto dispiacccia per la B iniziale. Di fatto io spaventato sempre da quella B, avevo votato per Franceschini, alle primarie, ma questa B dopo il trionfo di BB è diventata sinonimo di disastro. Speriamo di rifarci.

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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Feb 19, 2010 12:06 pm    Oggetto:  
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(ANSA) 12:37 ha scritto:
COMUNALI: AOSTA; ALPE PROPONE A PD PRIMARIE IN COMUNE
(ANSA) - AOSTA, 18 FEB -
Un 'ponte' verso il Pd per affrontare insieme la sfida elettorale delle comunali di Aosta e indire primarie comuni. Il nuovo movimento Alpe (Verdi, Vda Vive e Renouveau Valdotain) - nelle cui fila, tra l'altro, figurano alcuni fuoriusciti dallo stesso Pd - avvia il proprio percorso istitutivo con un gesto distensivo nei confronti dell'altro partito di centro sinistra.

"Verso il Partito democratico - ha spiegato Paolo Fedi, coordinatore dei Verdi, durante la conferenza stampa di presentazione della prossima assemblea costitutiva di Alpe prevista il 27 febbraio - siamo sempre aperti, la consideriamo la formazione più vicina e non possiamo pensare di metterci in una posizione di scontro, anche perché dal punto di vista degli ideali sono persone amiche".

In rappresentanza della componente degli indipendenti provenienti dal Pd, che confluiranno nel nuovo movimento (tra questi Vanni Florio e Roberto Avetrani), è intervenuto Walter Pivato: "Io e le persone di cui sono il portavoce - ha detto - non siamo state fatte entrare nel Pd, ma abbiamo lavorato all'interno dei Ds-gauche valdotaine per la creazione di un unico movimento riformista e autonomista che non fosse solo la filiale di un partito nazionale. Alpe rappresenta il coronamento di questo nostro impegno". (ANSA).

Mi piacerebbe non sapere ( mi fa paura alcune volte la verità, come cantava la Caselli) come faranno alcuni personaggi che figurano essere fuoriusciti dal Pd, quando dello stesso, non ne hanno mai fatto parte. Mi piacerebbe anche non sapere chi è questo personaggio che assieme agli altri quattro fuoriusciti, descritti una volta come indipendenti... poi come società civile, poi come liberi cittadini.... poi come ecc, possa costruire un ponte verso noi del Pd. Non sapendo fare altro che copiare i simboli, i progetti, i programmi, gli stessi slogan del Pd: "principi federalisti della solidarietà e della sussidiarietà che devono costituire, unitamente alla necessità di garantire a ciascuno pari opportunità, la base dell'organizzazione amministrativa, sociale e economica della Valle d'Aosta”... come potremo noi essere sicuri che questo ponte tenga alle intemperie e alle difficoltà del caso? Noi, sono anni che anche da questo Forum di Area Democratica con : Una piazza un ponte cerchiamo dialoghi, e qualche risposta, senza mai avere avuto la dignità di un briciolo di attenzione? Essere trattati con sufficienza snobistica da politici dalla notevole puzza sotto al naso, avere sempre la sensazione del fratello minore come lo sgobbone tappabuchi - o portavoti - basta leggere ormai ogni tipo d'informazione valdostana, ci ha più che stancato,.... irritato.

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MessaggioInviato: Mar Set 28, 2010 4:07 pm    Oggetto:  
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La Stampa 28 Settembre 2010 ha scritto:
POLITICA.PROPOSTA DI ALLEANZA
Dalla Federazione della Sinistra
un appello alle forze progressiste


In attesa di capire se e quando si andrà al voto anticipato, la Federazione della Sinistra della Valle d’Aosta chiama a raccolta le forze dell’area progressista per «sviluppare i punti di un prossimo programma elettorale». Un appello lanciato «indipendentemente dalla data delle elezioni politiche» e che ha come destinatari l’Alpe, la Sinistra per la Città e l’associazione Loris Fortuna, già alleati alle recenti comunali aostane, ma anche il Partito Democratico e l’Italia dei Valori, passando per l’Associazione Libero Pensiero (Alp), che negli ultimi mesi si è distinta in particolare per il lavoro documentale svolto sui lavori che interesseranno l’Ospedale regionale. I rappresentanti delle sigle sono stati invitati alla tavola rotonda di venerdì alle 17.30 all’Espace Populaire: «La speranza – dice Francesco Lucat, coordinatore della Federazione – è che questo dibattito sia il primo di una lunga serie di iniziative».
Lucat attacca il Pdl («sigla che significa “Partito di Lui”», ironizza), «spaccato per un contrasto fra il suo padre padrone e uno dei suoi fondatori» e denuncia «la degenerazione culturale e morale, l’attacco alla Costituzione e la guerra al lavoro» del governo Berlusconi. Poi spiega: «In Valle d’ Aosta l’Uv ha, con troppa fretta, scelto di salire sul carro di quello che appariva il vincitore assoluto e che sembrava garantire la continuazione di quel regime finanziario su cui quel partito fonda gran parte del suo consenso». Secondo il coordinatore della FdS, «la dichiarazione di Ego Perron secondo cui “Dobbiamo interrogarci su quanto è opportuno fare per questa regione, per noi è importante avere sempre interlocutori”» esprime «un opportunismo da “O Franza o Spagna, purché se magna” che è perfettamente compatibile con la logica del berlusconismo, assai meno con quella di chi, chiamandosi erede di Émile Chanoux, dovrebbe avere una storia e una dignità da difendere». Lucat propone alle forze progressiste «un confronto e un lavoro di lunga lena, difficile e impegnativo» per «uscire dal berlusconismo» e lancia la proposta: «Se ci saranno elezioni a breve scadenza, bisognerà elaborare una proposta forte e unitaria che permetta quel cambiamento da troppo tempo necessario».
Daniele Mammoliti


AostaSera.it 28/09/2010 ha scritto:
Prove tecniche di confronto all’interno della sinistra autonomista valdostana
Aosta - Venerdì 1 ottobre i partiti e i movimenti che gravitano attorno all’area progressista e autonomista sono invitati a un dibattito pubblico all’Espace Populaire. L’appello proviene dalla Federazione della sinistra valdostana.


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Francesco Lucat

Le vacanze sono finite, è cominciato l’autunno, e si torna a fantasticare di una possibile unione della sinistra valdostana, lontano da scadenze elettorali troppo pressanti. Per ora siamo allo stadio della proposta, anzi, dell’appello. Tocca alla Federazione della sinistra fare la prima mossa, tendendo la mano ad amici e amici degli amici, ovvero a PD, Alpe, associazione Loris Fortuna, Italia dei Valori, Sinistra per la Città e Associazione Libero Pensiero (Alp), ma anche ai sindacati, e in generale a chiunque condivida l’esigenza di riformare la sinistra valdostana.

L’appuntamento è per venerdì 1 ottobre alle 17,30 al’Espace Populaire. “Dobbiamo ricostruire una cultura alternativa per arrestare il generale imbarbarimento della vita democratica” sintetizza Francesco Lucat, segretario regionale di Rifondazione comunista. “Va fatto anche, naturalmente, in prospettiva di uno sbocco elettorale”. Scorrendo la lista degli interlocutori, colpisce la presenza dell’Alp, l’associazione “grillina” che ultimamente sta dando filo da torcere alla maggioranza.

I rapporti con la sinistra dei partiti tradizionali non è mai stato idilliaco, ma sembra dire Lucat, è tempo di guardare oltre le piccole divergenze e costruire un’alternativa solida per fare fronte alla deriva politica e istituzionale segnalata a sinistra. Lo stesso discorso vale per Italia dei Valori e PD, con cui on sono mancati gli screzi, ma sempre, sottolinea il segretario di RC, nell’ottica di uno scambio franco e leale. Quali sono le priorità? Secondo Lucat, in primis viene la tutela del lavoro. “La ricetta per uscire dalla crisi, secondo l’industria e il patronato, è la precarizzazione sistematica dell’occupazione. Rifiutiamo questo modello, in quanto proprio il lavoro è la colonna portante della democrazia italiana, e la storia della Repubblica lo dimostra. A questo proposito, appoggiamo senza riserve lo sciopero della Fiom del 16 ottobre”. La palla è ora nel campo delle altre forze dell’area progressista e autonomista. “Dobbiamo incontrarci, metterci attorno a un tavolo e discutere di contenuti, e non di schieramenti politici”.
di Elena Tartaglione


Credo che la loro fatica sia senza pari, e va a loro tutta la mia stima per l'impegno che hanno promesso di mettervi. Io ho fatto altre scelte, con un intento pari al loro in termini di proposizioni politiche. Speriamo presto di reincontrarci insieme nelle lotte e nelle istituzioni della Regione. Le occasioni di certo non mancheranno. Anche se mi rendo conto che l'azione politica è molto più schematica della ricerca ideologica e dei fondamenti dell'unità. Tra l'altro le scissioni del passato non hanno ancora esaurito le ragioni di quelle scelte, vedremo pertanto se l'elaborazione del nuovo soggetto politico giungerà a chiudere un epoca, per aprirne un'altra nuova, superando la boa delle pure intenzioni. Lasciamoli giocare verrebbe da dire!

Come può coesistere il principio della solidarietà con l'incapacità a stare assieme, per costruire partiti sempre più popolosi e popolati di idee? Si ha forse così tanta paura delle differenze? Non credete, cari compagni che si stia esagerando con l'ottimismo oltre l'evidenza? Se continuiamo a:
- Guardare alle sconfitte recenti
- ripensare alla rivoluzione d'Ottobre
- ni al Pd.

...sarebbe come dire: siamo in alto mare, o forse è solo un incubo, dopo un minestrone mal digerito. Naturalmente, se il riferimento è sempre: “Dobbiamo ricostruire una cultura alternativa per arrestare il generale imbarbarimento della vita democratica” rifacendoci alla rivoluzione d'Ottobre, questo sarebbe pura utopia e una perla di cui non si vuole fare a meno. Un pò come quei richiami al marxismo che talvolta si sentono alla "base", seppure non esista neppure più un filosofo che si dica marxista. Di fatto se la sinistra radicale è così in confusione è proprio per questo.

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MessaggioInviato: Mar Set 28, 2010 4:56 pm    Oggetto:  
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Rieccoli. C'è puzza di elezioni? Ma per chi parlano questi cosiddetti uomini della sinistra FdS?
Anche per me capire a chi vogliono tirare la volata sarebbe interessante. Da buon S.Tommaso, diffidente e sospettoso, aspetto che facciano qualche nome nuovo, che portino qualche idea meno ammuffita.
Già scritto....come la penso sulle cariatidi della politica Valdostana, si fà per dire sinistra radicale.

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giorgio








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MessaggioInviato: Lun Ott 04, 2010 12:37 pm    Oggetto:  
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La Stampa 02 Ottobre 2010 ha scritto:
POLITICA.
SVOLTA NELL’INCONTRO ALL’ESPACE POPULAIRE
Pd, torna il dialogo con la sinistra e gli autonomisti
A unire sono le critiche a Rollandin e Fosson
dopo la fiducia in Senato al governo Berlusconi


AOSTA

Dopo le tensioni e le incomprensioni dell’ultima campagna elettorale per le comunali, il Pd torna a dialogare con la sinistra e con il mondo autonomista. Dopo l’incontro all’Espace Populaire voluto dalla Federazione della Sinistra, che ieri pomeriggio ha messo attorno a un tavolo i rappresentanti delle forze che un tempo formavano l’Alleanza autonomista progressista, Raimondo Donzel dice: «Inizia una convergenza sui problemi sociali, sul lavoro, la scuola e la lotta al berlusconismo». Tanto che Francesco Lucat, artefice della riunione, non nasconde la sua soddisfazione («siamo andati al di là delle più rosee previsioni») che riesce a fargli digerire il secco «no» ricevuto dai grillini dell’Associazione Libero Pensiero, invitati ma rimasti a casa.

Ad accomunare Pd, Alpe, associazione Loris Fortuna e Rifondazione comunista più di un elemento. Ad esempio la critica alla decisione del senatore Antonio Fosson di dare la fiducia al governo Berlusconi: «Quando ho sentito il suo discorso ho avuto uno stravolgimento – ha detto Carlo Perrin –. Fosson si era candidato su presupposti diversi, ma il suo voto consolida un percorso politico». Donzel, sui rapporti tra Uv e centrodestra, non è stato meno tenero: «Rollandin va a Roma e porta in Valle solo fumo. Sono stati limitati i tagli, ma questi verranno fatti su indicazione del governo, alla faccia dell’Autonomia».

Ancora Donzel: «La maggioranza ha bocciato la nostra proposta di una legge contro la violenza sulle donne, che costava 100 mila euro, e poi ha speso 750 mila euro tra la Festa della Valle d’Aosta e la Désarpa, senza contare che quest’ultima è stata pessima, lontanissima dalla realtà del mondo agricolo e più simile al sabato fascista: un brutto spettacolo folcloristico in cui servire da mangiare e bere». La prospettiva? «La sfida è come quella per il Nuovo Ulivo – ha detto Flavio Martino – con l’obiettivo di unire le forze su un programma davvero riformista».
DANIELE MAMMOLITI

Dopo l’ appello lanciato dalla Federazione della Sinistra alle forze progressiste ecco che il Pd si sta preparando, oltre che per il voto nazionale, a più lunga gittata anche per quello regionale. Ma con chi? Con chi condividerà con lui un programma di governo e la voglia di battere in questo caso l'Uv di Augusto Rollandin. Ora dobbiamo trovare una convergenza ampia, ma dobbiamo pensare e ragionare fino a dove possiamo spingerci. Forse fino al punto di trovare il limite accettabile di un inizio di una convergenza sui problemi sociali, sul lavoro, la scuola e la lotta al berlusconismo. Esattamente come dice Donzel. Il Pd, alla faccia di certe posizioni preconcette è comunque un partito progressista e con lui deve fare i conti ed aprirsi con più elasticità quell’ elettorato di sinistra nel quale oggi si riconoscono almeno cinque proposte: Grillo, Di Pietro, la Federazione tra Prc e Pdci, Vendola e il Pd … appunto.

Appurato che il Pd è un partito di sinistra, di certo deve dialogare con tutto questo elettorato e il Vendola di cui tanto si parla, è importante solo se porta con sé una sinistra che è sì radicale, ma che vuole governare con noi. Non a tutti i costi, insomma deve essere il leader. È un alleato utile, soprattutto in campo nazionale, ma non possiamo minimamente immaginare che una coalizione guidata da lui arrivi al 51%. Dico questo perché il Pd ambisce a guidare il centrosinistra proponendo il suo segretario. In Valle esistono difficoltà e problemi quasi identici a quelli nazionali. Anche qui da noi sono tutti alla ricerca di visibilità per potersi innalzare e distinguersi da quel livello di uniformità che ha contaminato da tempo certe formazioni politiche.. Quasi tutte sono compresse e schiacciate dai soliti slogan e indirizzate verso un autonomismo spinto, che come la febbre del sabato sera, ha esasperato e drammatizzato quei rapporti che dovevano essere più concilianti con i partiti nazionali presenti in Valle. Se riusciremo a convergere senza troppi danni e mantenere la propria coerenza su certi valori, da cui non possiamo transigere ” Yes we can” … sì allora noi possiamo.. Sappiamo che la battaglia sarà lunga, ma dobbiamo ricordare che non importa quali ostacoli incontreremo nel nostro cammino, nulla può frapporsi a noi che chiediamo il cambiamento.

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paolog







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MessaggioInviato: Mer Dic 08, 2010 6:19 pm    Oggetto:  
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E’ da tempo che affermo e penso che lo abbiate capito, quanto questa politica mi abbia deluso e amareggiato.
Sicuramente la politica intrallazzatrice e sporcacciona del centro destra, è la causa maggiore, ma una delusione pesante arriva anche dalla nostra parte, dalla politica che il centro sinistra continua a perseguire. Questa, non parla mai di programmi e di alleanze per vincere le elezioni, non ci illumina per come mandare a casa gli inetti avversari. Dopo due anni in cui assistiamo allo sfacelo del nostro paese, siamo ancora ai distinguo: Riformisti, Progressisti, Sel, Idv, Comunisti,
Verdi ed Ecologisti, Società Civile, Popolo Viola, Grillini, Radicali …
Non uniti nel battere questa destra becera e arruffona a qualunque costo, bensì pronti a fare una coalizione perfino con il Fli.
Ricordo come Fini abbia detto e fatto tutto e il contrario di tutto, e come dopo aver demolito la destra tradizionale, facendo un patto scellerato con Berlusconi e Bossi, ora si appresti ad un abbraccio "mortale" per la sinistra, solo per scopi personali.
Al PD, a noi, serve uno "scatto di reni" o scendere di quel tanto per tornare
tra la gente comune, tra gli operai, commercianti, artigiani, insomma tra i
cittadini e con loro condividerne i problemi; ma soprattutto dove è
possibile cercare di risolverli. Ci serve un ricambio generazionale, mettere un limite. Io ad esempio auspico due
mandati, insomma una politica nuova senza interessi personali,
dove per determinare i programmi, i candidati, non siano sempre i soliti
quattro amici al bar che da 30 - 40 anni fanno il bello e il cattivo tempo.
La politica bisogna condividerla con quei disinteressati volontari (i nostri "peones") che sono la colonna portante e la linfa vitale del nostro partito.
Smetterla con le rivalità interne, metterci in pace con noi stessi, e lavorare
a testa bassa spassionatamente. Ricordo che la politica non inizia un mese prima delle elezioni, e non finisce il giorno dopo, ma è un impegno quotidiano dove tutti gli eletti e i non eletti devono concorrere per il bene dei cittadini che ci hanno dato la fiducia.
I nostri elettori, la nostra base i "peones" sono esigenti, non vogliono
e non devono essere presi per i fondelli; tuttavia e lo si vede dalla loro protesta, con il non voto, come sappiano distinguere da chi lavora solo per essere eletto da chi opera per il bene comune.
Concludendo: diciamo e facciamo qualcosa di sinistra. Nanni Moretti
lo disse a suo tempo a D'Alema, ma questo rimase lettera morta, ora tocca a noi rianimarla.
A livello Regionale, ai nostri “amici” dell'Alpe e ai compagni
della sinistra Valdostana, diciamo che è ora di smetterla
con la politica dell'anticipo, del primo della classe, del buttarsi avanti a tutti i costi autonomamente, tutto questo non fa bene all'alleanza. O si lavora concordemente per lo stesso
progetto, con pari diritti e dignità di rappresentanza come si è detto all'assemblea di Verres, oppure ognuno vada per la propria strada.
Ricordiamoci dello spirito del 2006, tutti uniti …
ora non devono comportarsi come fossero la maggioranza dell'alleanza e dettarne i tempi e le regole, altrimenti cosa cambia tra loro e l'Union Valdotaine"?

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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Mar 10, 2011 12:54 pm    Oggetto:  
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ha scritto:
Avevamo cortesemente rifiutato l’invito pervenuto da Alpe a partecipare al loro congresso, avendolo comunque considerato un gesto di apertura significativo, senza pregiudizi.

Tuttavia le nostre posizioni chiarissime e nette
in contrapposizione a quelle di Alpe su organizzazione, modo di operare concretamente e persone alla direzione non avrebbero consentito di esprimerci con la necessaria franchezza in una sede, come quella congressuale, in cui si è ospiti e si deve prima di tutto rispetto, che noi abbiamo. Alla luce delle dichiarazioni di Roberto Louvin, colui che è, di fatto, il padre padrone di Alpe, abbiamo avuto la conferma che la scelta di non essere presenti era quella giusta.

Ecco come giudica Louvin l’azione di informazione ai cittadini e di denuncia del Movimento 5 stelle e ne prende le distanze: "non abbiamo bisogno di fare sempre i primi della classe, di mettere il cappellino sulle battaglie degli altri. Non siamo tra quelli che mettono assieme un dossier e pensano di aver risolto tutto, dicendo 'adesso signori giudici vedetevelavoi". Ovviamente questa è anche la risposta ufficiale di Alpe al nostro invito a firmare l’esposto che spediremo in Procura riguardo al dossier delle centraline idroelettriche che abbiamo presentato. Messaggio ricevuto, non ve la sentite…ne prendiamo atto. Quello che ha detto al congresso, prof. Louvin, è inutilmente falso e lo sanno, prima di tutto, gli iscritti e simpatizzanti dell’Alpe che riteniamo essere, in maggioranza, persone molto consapevoli: un tentativo di propaganda il suo e un’offesa all’intelligenza del popolo di Alpe da chi, forse, si è arbitrariamente convinto di rappresentare un’élite politica insostituibile.

Noi non pensiamo di risolvere solo con l’attività di denuncia i problemi della Valle d’Aosta: quando abbiamo detto questo? Abbiamo lavorato e lavoriamo per informare, per far sapere le cose che rimangono diversamente chiuse nei palazzi e nemmeno voi dell'Alpe fate uscire. Coinvolgiamo i cittadini, abbiamo idee e progetti originali contenuti in sintetici programmi che sono come la lista della spesa: semplici, brevi e sbrigativi. Ultime le proposte alternative alle centraline idroelettriche sui torrenti a cui è seguito il vostro significativo silenzio. Come aveva già fatto il presidente del consiglio Alberto Cerise, vostro precedente compagno di merende, in un’intervista alla Stampa definendoci "fustigatori dei costumi" che urlavano e contestavano, lei vorrebbe creare un’immagine del Movimento 5 stelle che è quella che vi farebbe più comodo: non quella reale propositiva di soluzioni moderne e non clientelari, di rispetto delle regole, della legalità, dell’ambiente, di un’economia libera con la Regione che amministri e non faccia l’imprenditore in tutti i settori.

Le dodici ore di interventi con sindacalisti, rappresentanti di partito, dichiarazioni di principio le lasciamo volentieri a voi che avete paura del vero dibattito che farebbe emergere il disorientamento palese dei vostri elettori.

Noi che il congresso lo facciamo
tutte le settimane a turno a casa di uno o dell’altro, con le sedie che mancano e con Skype, non abbiamo bisogno di un consiglio direttivo, di un consiglio dei garanti, di un presidente, di un segretario e degli "uomini partito" Curtaz e Louvin che alla fine impongono la linea da seguire. Roba da vecchia democrazia cristiana e partito comunista. Cosa avremmo voluto vedere nel vostro congresso (forse non solo noi)? Un’Alpe senza politici di professione alla ribalta, con un passato sospetto o ingombrante, a decidere i giochi, in cui Carlo Perrin magari annunciava di andare a fare il nonno per esempio. Che non si faceva dare lezioni di democrazia da quel genio di Ego Perron (da sbattere fuori a calci dopo la riflessione da Isola dei Famosi". Credo che in una democrazia l’opposizione sia necessaria"). Un po’ di orgoglio accidenti! Che non faceva intervenire l’indagato Salvatore Luberto. Che non avesse parlato, parlato, parlato ma avesse deciso dove veramente vuole andare e come. Che avesse detto che con i truffatori presenti nella Fédération autonomiste non avrebbe mai fatto accordi. Con la corrente ambientalista veramente attiva che, invece, fa pensare alla sua confluenza in Alpe solo per evitare di raccogliere le mille firme per potersi presentare alle prossime regionali ed anche poter superare con facilità lo sbarramento della percentuale minima da raggiungere per poter avere degli eletti. Calcoli politici mediazioni e utili compromessi voi direte? No, per noi solo miserie e mancanza di coraggio.

ALPE NON C’E’,
e se continua così potrà essere un partito con un suo seguito, fatto di feudi di voti e personalismi, ma solo la brutta copia dell’Union Valdotaine. Ai capi di Alpe probabilmente questo è sufficiente per pensare di tornare a governare come quando erano presidenti e assessori e non facevano nulla di quanto predicano adesso come nuovi profeti. Il canto del galletto, che fiero spicca nel simbolo, dopo questo congresso povero di reale democrazia e di rinnovamento, si è trasformato in un misero verso di dolore, speriamo non quello del pollo che vede dietro l’angolo un destino segnato da cappone. Qualcuno del nostro gruppo si era arrabbiato per quella sveglia sui manifesti giganti e costosi del vostro congresso quasi identica a quella delle misere locandine artigianali del nostro Movimento 5 stelle presentatosi un mese prima ufficialmente. Incazzature inutili: la vostra sveglia non era stata volutamente caricata perché se avesse veramente suonato al congresso sarebbero stati dolori per chi comanda. E chi comanda si è dimenticato di caricarla…

La nostra sveglia invece ha suonato fortissimo per tutti i cittadini: che vogliono riprendere la democrazia e il controllo del loro destino in mano, direttamente, senza consumati mediatori dei partiti perché non esiste un’alternativa se non il vecchio che tenta di riciclarsi ma che ha le mani legate da quelli che erano gli amici di un tempo. Avevo personalmente, come altri, all’inizio guardato ad Alpe con prudenza ma con grande interesse a quello che sembrava un progetto che poteva rappresentare un tentativo di cambiamento. L’esito scontato del vostro congresso ha posato una pietra tombale sopra quelle speranze e la nomina del segretario in una struttura fortemente gerarchizzata come quella di Alpe non farà la differenza. Otterrete forse una vittoria nella lotta per le future poltrone nelle amministrazioni locali ma avete perso la sfida di rinnovamento, legalità e civiltà che è la sola che può salvare la Valle e per la quale noi ci battiamo.  Senza rancore nei confronti dei nominati, ma certo con molta delusione e amarezza per questa vostra rinuncia.

P.S. : " i dossiers non risolvono tutto" ,certo, ma almeno hanno consentito nell'interpellanza di oggi 9 marzo 2011 in Consiglio regionale alle ore 11.20 a Roberto Louvin, riguardante le centraline idroelettriche che nascono come funghi, di citare le società lussemburghesi interessate, circostanza che aveva denunciato proprio nell'ultimo dossier di dieci giorni fa il Movimento 5 stelle. La citazione in Consiglio da parte di Louvin comunque è positiva e denota forse che, messa da parte la propaganda, su alcuni temi importanti ci si dovrebbe ritrovare tutti esclusivamente per il bene della Valle d'Aosta...

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Ma l'incipit di questi signori che tra l'altro trattano argomenti come la schizofrenia ci hanno detto o no che: Avevamo cortesemente rifiutato l’invito pervenuto da Alpe a partecipare al loro congresso, avendolo comunque considerato un gesto di apertura significativo, senza pregiudizi. Alla luce delle dichiarazioni di Roberto Louvin, colui che è, di fatto, il padre padrone di Alpe, abbiamo avuto la conferma che la scelta di non essere presenti era quella giusta.

Allora una domanda è d'obbligo. Chi è la talpa nell'ALPE? Si perchè per scendere nei minimi particolari del congresso - come qui è stato fatto - il dubbio che ci assale è atroce, come atroce è il pensiero che Stefano Ferrero, travestito da gallo con tanto di cresta e sveglia nascosta sotto le ali, si sia infiltrato nel pollaio altrui e si sia staccato di dosso una penna per potere scrivere questo resoconto bellico. Un fatto è certo! Se qualcuno di noi fosse invitato in qualche congresso del Movimento di Grillo, si ricordi che prima di partire da casa a mani vuote, deve fare uno sforzo di memoria per dotarsi di qualche sedia o strapuntino, perchè a loro dire ne sono privi.

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giorgio








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MessaggioInviato: Lun Set 19, 2011 3:51 pm    Oggetto:  
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Mi ero, stupidamente, fatto delle illusioni su Casini. Ora le ho cancellate dalla mente, Casini non è, cioè a me non sembra che sia, quello che anche nel Pd molti pensano: lui ha dato questa illusione a molti di noi perché ce lo siamo visti al fianco nell’opposizione a questo vergognoso governo, ma lui è in questa posizione per altri motivi che non i nostri, lui è lì perché Berlusconi, nella destra dove Casini starebbe benissimo perché lui è un uomo di destra o, al limite, di centro-destra, non gli ha lasciato spazio. Diversamente da Follini, che è un democristiano di centro-sinistra, Casini starebbe chiaramente bene in una compagine di destra, ed è per questo che altri amici di destra, come Sacconi, come Cicchitto, lo invocano ad alta voce.

Perché quindi Bersani e Letta e Franceschini continuano a cercare un colloquio con Casini? Che senso ha proporgli un Nuovo Ulivo?
Nel terzo polo c’è anche Fini, che a Genova alcuni piddini hanno applaudito. Applaudire Fini? Ma siamo fuori di melone? Io non sono qui a pettinare le bambole e ho tutto il rispetto che devo avere per un uomo che in definitiva ha dimostrato di avere palle e anche una certà onestà, ma devo dimenticare che era il figlio di Almirante? Che era una camicia nera? Si, capisco, Granata vorrebbe un Fli fondato sul Manifesto di Verona, una riesumazione fascista del socialismo dei primordi mussoliniani, ma che c’entra? Loro vogliono una destra sociale, io vorrei semplicemente un socialismo: siamo in antitesi o no? Quindi perché i capi del Pd cercano accordi con il terzo polo?

Casini fa un lavoro semplice: vuole distruggere ogni credibilità di Berlusconi (che non dovrebbe essere compito difficile, ma purtroppo troppi italiani non capiscono una beato "cabasiso", politicamente) per prenderne il posto. Lui gioca sull’età del satiro, sulla inesperienza di Alfano, sulla vacuità del Bossi attuale e si sta costruendo un vestito da candidato del centro destra contro il centro-sinistra. E allora molliamolo, lasciamo che vada dove deve andare, cioè nel campo dei berlusconidi e consideriamolo per quello che è: un avversario. Purtroppo Di Pietro viene spesso trattato con sufficienza dagli altri politici, ma è l'unico che ha detto le cose come stanno su Casini...(l'Udc è l'escort della politica),
dunque ogni tanto prestiamogli orecchio.


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MessaggioInviato: Lun Set 19, 2011 5:45 pm    Oggetto:  
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Alla fine ce l'hanno fatta ad incontrarsi. L'occasione è la festa dell'Idv. Il luogo? Il palco di Vasto. E' qui che dopo annunci, smentite e contro smentite finalmente Bersani, Vendola e Di Pietro hanno incrociato gli sguardi e le parole. Non sono tutte rosa e fiori, ma il primo scoglio verso l'unità d'intenti e di programma è superato e il bilancio è positivo. Non cominciamo a sofisticare con la solita lagna di sinistra "benino ma non è abbastanza". Intanto Bersani ha finalmente deciso di dare un taglio a quattro anni di baggianate di Veltroni e dei margheritini che sognano di essere la seconda gamba di un centro a leadership di Casini, e continuano, tetragoni alla sparizione politica e mediatica di Rutelli. Bene farebbe Bersani a usare internet per un referendum tra gli iscritti al Pd sulla sua scelta, sarebbe anche un modo di annunciare che la d del partito vuol dire "democratico" e non "degli indecisi". E se i margheritini che hanno tante preferenze, pochi voti e pochissimi iscritti si lamentano, pazienza, tanto non vanno da nessuna parte. Casini è stato così chiaro che si merita un rassicurazione, tipo che se si vince torna a fare il presidente della Camera. Della Repubblica direi di no, almeno fin quando non impara a parlare senza fare la bocca a cul di gallina...

Dunque è già qualcosa che si siano incontrati,
ma non basta, ma dalle dichiarazioni di Bersani traspaiono alcuni preoccupazioni. La prima quella di non rivivere la vicenda "Ulivo", la seconda, di carattere interno al Pd, di tenere unito il partito sul versante cattolico, la terza, aggiungo io, quella delle primarie di coalizione. Non da ultimo, legittimamente, quella di andare a governare un paese sfasciato da tutti i punti di vista. Considerazioni lecite, ma che non tengono conto che la deriva del Paese può anche sopportare provvedimenti economici pesanti purchè improntate sulla giustizia sociale. La classe politica è quella che è, ma sicuramente non è del tutto rappresentativa del popolo e comunque la sfiducia accumulata dall'attuale governo è tale che alle prossime elezioni toccherà ad altri assumersi la pesante eredità del governo. E se i sondaggi dicono il vero, toccherà al centro sinistra.E' inutile perdere altro tempo e ciascun partito della coalizione dia il suo contributo con spirito di sacrificio per giungere ad un accordo, fatto di pochi punti, ma essenziali sul piano economico e dei diritti civili. L'Italia si deve svegliare dal torpore berlusconiano e capire che si deve evitare il baratro ad ogni costo. Vale soprattutto per i nostri figli ed eredi. Infine un'ultima considerazione sulle primarie di coalizione. Se si terranno sono convinto che le vincerà Bersani perchè lo sosterrà anche la parte del partito più a sinistra ma non solo.


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MessaggioInviato: Mar Set 20, 2011 7:30 pm    Oggetto:  
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Il Pd non è un partito di centro, per il semplice motivo che è a favore di un bipolarismo maturo, nel quale il centro non ha spazio politico. Che è esattamente il contrario di ciò che il centro di Casini desidererebbe, cioè dare peso ad una formazione "ago della bilancia" come fece il Psi della prima repubblica che, nonostante il suo scarso 12%, comandava la linea politica, non disturbando il manovratore democristiano, interessato esclusivamente al potere. Il Pd può e vuole dare un'idea di centro di mediazione tra le istanze e le rivendicazioni della sinistra e il moderatismo scarsamente laico dei reduci democristiani e Ignazio Marino, cerca di proporsi come sintesi sia delle idee di sinistra, solidariste, ambientaliste e pacifiste, sia di quelle posizioni laiche che sono uno degli ostacoli al buon funzionamento del partito.

Bersani è il Segretario emerso dalle votazioni congressuali e lo statuto del partito prevede che il candidato Premier alle elezioni sia, appunto, il segretario del partito. Però adesso, per la storia di Penati, che non può essere ancora giudicata nella sua interezza (per esempio quel Di Caterina pare sia una specie di filibustiere...), ma che comunque è lì, pesante, sul tavolo (e il Pd ha perso quasi l’1% in pochi giorni, nei sondaggi), io fossi Bersani proverei a metterla giù pesante e proporrei di affidere la segreteria ad altri. Questo ben sapendo che è impossibile cambiare cavallo in corsa, a meno che non si convochi un congresso straordinario! Una cosa alla quale nel partito nessuno pensa. Perciò nello scenario attuale Bersani guiderà le campagne elettorali, a meno che non si profili un nuovo scenario nel quale il Pd si giochi la possibilità di guidare una eventuale coalizione nelle trattative con altri partiti - SeL, IdV, Socialisti, Verdi, Sinistra e Radicali - trattativa che faccia emergere una figura nuova sufficientemente carismatica da sintetizzare in se le istanze delle formazioni che faranno parte della coalizione stessa.

Ovviamente è diverso il caso di un Governo del Presidente, istituzionale e incaricato di governare la transizione tra questa legislatura e la prossima, prima della scadenza naturale. In questo caso, l'ideale è un personaggio impegnato a non dar seguito alla sua gravosa esperienza, in modo da avere le mani libere per fare le cose che è necessario fare, senza la paura di perdere il contatto con al sua base elettorale.

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giorgio








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MessaggioInviato: Mer Set 21, 2011 11:07 am    Oggetto:  
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Io, al congresso, non ho votato Bersani. o meglio il suo progetto politico. Sono ancora convinto che se il Pd avesse mantenuto la barra sulla "vocazione maggioritaria" oggi volerebbe alto e, forse, Berlusconi sarebbe già un ricordo del passato. La strategia delle "grandi alleanze" costringe il Pd ad un ruolo di mediatore tra istanze diverse tra loro, oltretutto tra partiti padronali di "furbetti", siano essi di centro che di sinistra. Questo ruolo appanna la proposta politica del Pd e rianima vecchi zombi.

Tutto ciò premesso, nello scenario politico attuale, Bersani è la persona più adatta a guidare il Paese. Colto, serio, pragmatico, dotato di capacità amministrative indiscusse. La questione prioritaria che il Paese deve affrontare è il disastro economico. Vendola, Di Pietro, Marino possono essere più o meno simpatici e preparati su alcune materie, ma qui si tratta di salvare un Paese dal baratro. Anche la discussione sulle primarie di coalizione, in questo momento, è una puttanata. Da alcuni personaggi è concepita come una vetrina in cui mettersi in mostra, ma ora non è più tempo di giocare, è il momento di agire.

Non siamo mica qua a pettinare le bambole!


P.s.
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Dal 26 Gennaio del 1978 Berlusconi risulta iscritto alla loggia P2,
tessera numero 1816 codice e.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625.

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