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AREA DEMOCRATICA

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UNA PIAZZA, UN PONTE
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giorgio








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MessaggioInviato: Mar Dic 08, 2009 5:47 pm    Oggetto:  
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pasolini ha scritto:
Febbraio 2010.
Il governo berlusconi è caduto sul processo breve.
Fini si è dissociato definitivamente ed è uscito dal PDL.
Alle elezioni si presenta una lista fino a pochi mesi prima impensabile.
Si chiama Per La Costituzione.
Il candidato premier è Fini, il vice premier Bersani.
Raccoglie il nuovo partito di Fini, il PD, l'UDC, IDV, l'Alleanza di Rutelli, Sinistra Ecologia e Libertà.
Federazione di Sinistra rimane fori per questione di principio, mai con la destra.
Il programma non è specificatamente politico, ma si risolve in un solo punto.
Prendere la maggioranza e fare una legge seria sul conflitto di interesse, con un governo tecnico che reggerà l'ordinaria amministrazione fino all'approvazione di quella legge.
poi si tornerà alle urne.
Che fare?


Con Fini dentro non mi piace, ma si potrebbe parlare di CNL come qualche anno fa. Però oggi un CNL non lo si potrebbe fare con i soli voti di Fini. Ci vorrebbe un accordo anche con la Lega su un certo numero di riforme. Ma non credo che la Lega sia in grado di compiere una inversione di coalizione così repentina. Pensare ad un CNL che vada alle elezioni, è così travolgente e rischioso che lo si potrebbe fare solo dopo aver sconfitto con le armi, un colpo di stato di Berlusconi. Spero che di questo ce ne rendiamo conto.

Al di la di tutte le considerazioni, con buona pace delle sinistre comuniste, o loro si rassegnano a pensare al governo e non alla rivoluzione (che poi a giudicare da Russia e Cina, non sanno neppure cos'è), oppure il Pd farà accordi di programma con i partiti di centro, tanti e tanto quanto basta a raggiungere la soglia del 50% più uno. E questa è la sola condizione per strappare al PdL il governo del paese. Certo, Berlusconi alla fine di questo giro deve essere spacciato, perché con lui il paese sarà sempre ostaggio della sua criminalità.

A chi avesse pensato ad un compromesso storico dico che la definizione di "compromesso storico" non può funzionare, perché quello era l'incontro della Dc di Moro con il Pci di Berlinguer, cioè dell'ottanta per cento del parlamento. Qui invece, per distruggere Berlusconi dobbiamo solo impedire che si faccia le ulteriori leggi ad personam e che finisca in galera, perciò basta solo che entri in crisi il Pdl ed il suo governo, magari da sostituire con un governo tecnico che duri il tempo del processo al cavaliere.

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MessaggioInviato: Mar Dic 08, 2009 5:47 pm    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Mer Dic 09, 2009 3:58 pm    Oggetto:  
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giorgio ha scritto:
(ANSA) Data: 05/12/2009 ha scritto:
18:31 NO B DAY: IN PIAZZA AD AOSTA ANCHE SEGRETARIO PD VDA (ANSA) - AOSTA, 5 DIC - "Siamo vicini ai cittadini che sono contro la destra". Giustifica così il segretario regionale del Partito democratico, Raimondo Donzel, la sua presenza al NO B Day in piazza des Franchises, ad Aosta.
Sciarpa viola degli autoconvocati al collo, a pochi passi dal presidio allestito dal Partito della rifondazione comunista, dai Comunisti italiani, dall'Idv, ai quali si sono aggregati i Verdi, Donzel commenta:
Dal gazebo le voci di Walter Manazzale, consigliere comunale di Aosta del Prc, e Marilde Provera, ex parlamentare Prc, ricordano alle tante persone che affollano il centro storico del capoluogo i motivi che hanno spinto a scendere in piazza gli italiani. "Non ce la prendiamo con Berlusconi - dicono - come persona, ma come capo di un esecutivo che utilizza il potere per fare leggi ad personam, bloccando di fatto il lavoro del parlamento, che critica ferocemente chi lo mette in discussione, che premia chi agisce fuori dalle regole, che privatizza l'acqua e non le televsioni, che penalizza i lavoratori onesti e fa accordi con gli industriali". (ANSA)

Avevo dei dubbi sul fatto che la manifestazione in piazza des Franchises sarebbe stata notificata dai media e riportata con la dovuta attenzione dalle "testate" locali. Non ostante tutta la buona volontà di farla passare sotto silenzio e con sprezzo del pericolo c'è qualcuno che l'ha riportata. Devo dire tuttavia - sempre da "pignoletti" - che anche questo comunicato è inficiato da una presa di posizione poco serena, poco obbiettiva e ancor meno super partes. Presentare in maniera del tutto impalpabile un episodio politico - per me rilevante - o far notare come in fondo in fondo il segretario del Pd, Raimondo Donzel, per essere lì dovesse dare una giustificazione dimostra ancora una volta come il sottoscritto abbia ragione quando scrive che in Valle d'Aosta i "media" risentano pesantemente di certi condizionamenti relazionali e politici.

Come sempre qualcuno si aspetta che Donzel faccia dichiarazioni non impostate sul bon-ton politico o lesive nei confronti di ogni interlocutore non allineato al Pd pensiero, così poi dimostrare come il Pd sia isolato. Ma come sempre il Pd dimostra di lavorare per avere finalmente anche in Valle una sinistra capace di assumersi le proprie responsabilità. E oggi tentiamo anche di esprimere pubblicamente il disagio per la condotta irresponsabile del Presidente del Consiglio e in linea con il Pd nazionale, esprimere la perplessità che i partiti (tutti) della sinistra invochino la società civile e poi appena questa mette fuori il naso tutti (compreso il Pd naturlamente) cerchino di "zomparle" addosso e di "irreggimentarla...

Ma siamo anche stupefatti che i cultori dei movimenti si lamentino ogni volta che il Pd non dichiara ufficialmente di partecipare ad una loro manifestazione e quando ne promuove una il Pd, si lamentino egualmente parlando di tentativi di egemonizzare l'opposizione..."Siamo vicini ai cittadini che sono contro la destra" dice Donzel e io riepilogo qui la mia posizione:
1) sono da sempre favorevole alla manifestazione viola
2) sono sempre stato contrario alla sua strumentalizzazione da parte di Di Pietro
3) chiedo a quei giovani un impegno continuativo nella politica attiva proprio nei partiti della sinistra e del centro sinistra
4) critico chi critica Bersani perché il Pd è il solo "Incrociatore Aurora" che può sparare il colpo di cannone e la sola piazza che abbia la forza di dare inizio alla cacciata di Berlusconi, nelle forme che la democrazia o la storia ci imporranno.

La Stampa 09 Dicembre 2009 ha scritto:
POLITICA. IN VISTA DEL CONGRESSO DEI VERDI
Raimondo Donzel al No B-Day - Prove tecniche di dialogo a sinistra

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Pierluigi Bersani ha preferito restare a casa e non unirsi al corteo che sabato scorso ha invaso Roma. Ad Aosta, invece, il segretario regionale del Pd Raimondo Donzel si è presentato alla manifestazione che a livello locale è stata organizzata in occasione del No Berlusconi Day, sfoggiando anche un foulard viola, colore simbolo dell’iniziativa. «Nulla di strano, – commenta – il Pd è vicino alla gente di sinistra contro la destra. E poi a Roma c’era anche la presidente del partito, Rosy Bindi».

Donzel conferma le stesse perplessità espresse da Bersani: «Preferirei manifestazioni propositive e non contro qualcuno. Ma condivido la necessità di esprimere pubblicamente il disagio per la condotta irresponsabile del Presidente del Consiglio». La sua presenza al No-B Day aostano ha il sapore delle prove tecniche di dialogo a sinistra, anche se Donzel puntualizza: «Il No-B Day è nato in modo spontaneo e non condivido chi ha voluto mettere il cappello dei partiti a questo evento. Io ho partecipato alla giornata di sabato, ma non ho portato né bandiere né materiale del Pd e avrei voluto che tutti avessero fatto lo stesso». Riferimento ai simboli di Idv e Prc presenti sabato in piazza des Franchises.

«Il Pd – aggiunge Donzel - lascia fare ai movimenti e alle associazioni il loro ruolo e pensa a fare il suo». Il dialogo però esiste davvero, nonostante tutto. La prossima occasione per la sinistra locale di confrontarsi sarà il congresso dei Verdi, sabato. Non ci saranno i partiti dell’area autonomista né quelli del centrodestra. L’invito a partecipare è stato limitato alle forze che compongono l’Alleanza autonomista progressista del Galletto. Ma con un’eccezione: proprio il Pd che, dati alla mano, resta la sigla che nel centrosinistra continua a raccogliere il maggiore consenso.
Daniele Mamoliti


...che D.M ci abbia letto? Shocked

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Ultima modifica di giorgio il Gio Dic 10, 2009 1:38 pm, modificato 1 volta in totale
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pasolini








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MessaggioInviato: Mer Dic 09, 2009 7:34 pm    Oggetto:  
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Io la vedo un pò più grigia.
il mio progetto ha un senso in funzione di quanto accaduto sabato, cioè è una possibile e teorica risposta politica (alla cui verificazione io non credo) alla domanda delle persone scese a manifestare.
è molto più probabile che non venga data risposta alcuna, come sempre.
però è una risposta che rispetta le rispettive posizioni politiche e le cristallizza in attesa di poter tornare a discutere nel merito.
fini rimane di destra, il PD di sinistra (si fa per dire eh...) e via dicendo.
invece rutelli sta "chiamando" fini ad un'alleanza politica a tutto campo, non limitata come quella del sondaggio, cioè, dopo aver aderito al PD, cerca casini (che è stato col centrodestra una vita ed è di un centro che tira sicuramente a destra) e addirittura fini.
l'ipotesi di rutelli è un nuovo centrodestra che scalzi quello berlusconiano.
con buona pace di bersani, enrico letta, d'alema e di tutti quei babbioni che nel PD spingono verso l'UDC.

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P.Paolo Pasolini

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moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa
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giorgio








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MessaggioInviato: Mer Dic 09, 2009 8:30 pm    Oggetto:  
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pasolini ha scritto:
Io la vedo un pò più grigia.
il mio progetto ha un senso in funzione di quanto accaduto sabato, cioè è una possibile e teorica risposta politica (alla cui verificazione io non credo) alla domanda delle persone scese a manifestare.
è molto più probabile che non venga data risposta alcuna, come sempre.
però è una risposta che rispetta le rispettive posizioni politiche e le cristallizza in attesa di poter tornare a discutere nel merito.
fini rimane di destra, il PD di sinistra (si fa per dire eh...) e via dicendo.
invece rutelli sta "chiamando" fini ad un'alleanza politica a tutto campo, non limitata come quella del sondaggio, cioè, dopo aver aderito al PD, cerca casini (che è stato col centrodestra una vita ed è di un centro che tira sicuramente a destra) e addirittura fini.
l'ipotesi di rutelli è un nuovo centrodestra che scalzi quello berlusconiano.
con buona pace di bersani, enrico letta, d'alema e di tutti quei babbioni che nel PD spingono verso l'UDC.


Per un istante, fate finta di sparire, di far conto che le vostre voci critiche da quattro voti non ci siano. Berlusconi è il centro destra ed il Pd di Bersani con Di Pietro è il centro sinistra. Il centro dell'Udc con Rutelli resta quell'8% che è adesso. Se Fini se ne va con An, quell'8+8% può indebbolire il PdL al punto che loro possono decidere di far nascere governi di centro sinistra o di centro destra.

Berlusconi è l'anomalia che si colloca oltre la legalità costituzionale, la destra e la sinistra, nel rispetto della legalità di queste istituzioni hanno il diritto dovere di governare quando abbiano il consenso della maggioranza degli elettori. Se invece uscite di nuovo voi, fuori dal siparietto, la questione di sostanza resta esattamente la stessa, solo che voi credendo di essere il centro del mondo rimescolate quelle carte che non riuscite neppure a toccare, per la sola potenza della mente.

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MessaggioInviato: Gio Dic 10, 2009 11:44 am    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 09/12/2009 ha scritto:
19:01 PD: IN PIAZZA PER PROTESTARE CONTRO GOVERNO BERLUSCONI
(ANSA) - AOSTA, 9 DIC -
"Al Partito democratico interessano i problemi dei cittadini e non i fatti giudiziari e personali del premier. Vogliamo scelte che siano fatte nell'interesse del Paese e non di pochi. Per queste ragioni è importante che i valdostani capiscano che le decisioni sbagliate fatte dal governo Berlusconi hanno ripercussioni importanti anche sulla Valle d'Aosta".
Lo ha evidenziato il segretario regionale del Partito democratico, Raimondo Donzel, presentando le iniziative regionali per la manifestazione '1000 piazze per l'alternativà in programma venerdì 11 e sabato 12 dicembre. Donzel ha stigmatizzato "i tagli alla scuola e alla ricerca, le scelte scellerate nel settore della sicurezza che mettono a rischio l'esistenza dei piccoli presidi territoriali, la mancanza di politiche del lavoro in un momento di crisi che è tutt'altro che alle spalle e l'assenza di lungimiranza".

Il Pd sarà presente in piazza des Franchises ad Aosta venerdì 11 dalle 9 alle 19 e davanti allo stabilimento Cogne dalle 12 alle 15. Sabato 12 l'appuntamento è in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto ad Aosta dalle 9 alle 13, in piazza Chanoux a Pont-Saint-Martin dalle 10 alle 12 e in piazza Chanoux ad Aosta dalle 14 alle 19. In calendario anche l'assemblea regionale venerdì sera all'Hotel Napoleon di Montjovet per "discutere le problematiche regionali e nazionali e fare il punto con gli amministratori comunali sull'ultimo quinquennio". (ANSA).

raimondo ha scritto:
Care amiche, cari amici,
intervengo per un breve precisazione in questo spazio aperto di dibattito coi cittadini sulla partecipazione al NO B Day.

Premesso che preferirei manifestazioni con slogan tipo: SI' alla Democrazia; SI' al rinnovo dei contratti di lavoro con la sigla di tutti i sindacati (e più soldi e meno tasse in busta paga); SI' alla Scuola per tutti...

Condivido la necessità di esprimere pubblicamente il disagio per la condotta irresponsabile (e mi riferisco a quella pubblica lasciando da parte la querelle sulle questioni - ancorché gravi - attinenti alla sfera privata) del Presidente del Consiglio...

Ma ravviso, in linea con il PD nazionale, la perplessità che i partiti (tutti) della sinistra invochino la società civile e poi appena questa mette fuori il naso tutti (compreso il PD naturlamente) cerchino di "zomparle" addosso e di "irrigimentarla...

Noi crediamo nel ruolo dei partiti. Noi auspichiamo che la gente si schieri e sclega l'adesione ufficiale (iscrizione) o partecipi agli eventi (primarie elezioni) del PD. Non lo nascondiamo. Ma siamo stupefatti che i cultori dei movimenti di lamentino ogni volta che il PD non dichiara ufficialmente di partecipare ad una (loro) manifestazione e quando ne promuove una il PD si lamentino egualmente parlando di tentatici di egemonizzare l'opposizione...

Il PD lascia fare ai movimenti e alle associazioni il loro ruolo e pensa a fare il suo. Quindi visto che siamo la principale forza di oppposizione non c'è da chiedersi neppure quale sia il nostro sentimento di simpatia verso gli amici e i compagni del NO B Day. Ne conseguirà una nostra significativa presenza nelle piazze.

Ma per cortesia non mettiamo il cappello a chi non lo vuole e non vincoliamo gli altri a scelte a cui non hanno avuto neppure il diritto di condividere democraticamente...

Con l'augurio (e la cosapevolezza) che sarà un successo!


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MessaggioInviato: Gio Dic 10, 2009 12:14 pm    Oggetto:  
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sito ufficiale di Vallée d'Aoste Vive 8 aprile 2009 ha scritto:
Strategia autolesionista del PD
I pifferi di montagna, come ognuno di noi sa, andarono per suonare e furono suonati. Esattamente la stessa fine occorsa ad un partito progressista (?) valdostano che, piccandosi di essere il più furbo ed il più scaltro, ha inseguito l’improbabile chimera unionista sfasciando un’alleanza che qualche risultato l’aveva pur prodotto; morale: né con l’UV né con l’AAP. Soli come un gambo di sedano, a mendicare un candidato di facciata nella lista della circoscrizione, con la sicura certezza di non elezione.

Il PD, che ha tentato con tutte le armi di entrare in gioco, con proposte, ammiccamenti, concessioni sostanziose al Comune di Aosta e opposizione "costruttiva" in Regione, ha ottenuto soltanto la cocente disillusione dell’inutilità del suo corteggiamento: il taxi della destra è più grande e più comodo; cornuto e mazziato si dice in gergo.

Mariuolo
8 aprile 2009




Citazione:
(ANSA) Data: 09/12/2009 19:01 PD: IN PIAZZA PER PROTESTARE CONTRO GOVERNO BERLUSCONI
(ANSA) - AOSTA, 9 DIC -
"Al Partito democratico interessano i problemi dei cittadini e non i fatti giudiziari e personali del premier. Vogliamo scelte che siano fatte nell'interesse del Paese e non di pochi. Per queste ragioni è importante che i valdostani capiscano che le decisioni sbagliate fatte dal governo Berlusconi hanno ripercussioni importanti anche sulla Valle d'Aosta".

Lo ha evidenziato il segretario regionale del Partito democratico, Raimondo Donzel, presentando le iniziative regionali per la manifestazione '1000 piazze per l'alternativa in programma venerdì 11 e sabato 12 dicembre. Donzel ha stigmatizzato "i tagli alla scuola e alla ricerca, le scelte scellerate nel settore della sicurezza che mettono a rischio l'esistenza dei piccoli presidi territoriali, la mancanza di politiche del lavoro in un momento di crisi che è tutt'altro che alle spalle e l'assenza di lungimiranza".

Il Pd sarà presente in piazza des Franchises ad Aosta venerdì 11 dalle 9 alle 19 e davanti allo stabilimento Cogne dalle 12 alle 15. Sabato 12 l'appuntamento è in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto ad Aosta dalle 9 alle 13, in piazza Chanoux a Pont-Saint-Martin dalle 10 alle 12 e in piazza Chanoux ad Aosta dalle 14 alle 19. In calendario anche l'assemblea regionale venerdì sera all'Hotel Napoleon di Montjovet per "discutere le problematiche regionali e nazionali e fare il punto con gli amministratori comunali sull'ultimo quinquennio". (ANSA).


C'è chi parla di poltrone, e c'è chi invece parla e agisce perchè interessano soprattutto i problemi dei cittadini.
Lo ha evidenziato il segretario regionale del Partito democratico, Raimondo Donzel,
presentando le iniziative regionali per la manifestazione '1000 piazze per l'alternativà

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MessaggioInviato: Gio Dic 10, 2009 3:31 pm    Oggetto:  
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La Stampa 10 Dicembre 2009 ha scritto:
POLITICA/1. IL PD RISPONDE A LA TORRE
Donzel: “Grave ridurre l’autonomia a un semplice discorso monetario”


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Mobilitazione nazionale per il Pd, che domani e sabato organizza «1000 piazze per l’alternativa». La manifestazione è stata presentata ieri ad Aosta nella sua versione locale. Il Pd sarà presente domani nel capoluogo in piazza Des Franchises dalle 10 alle 19 e davanti alla Cogne dalle 12 alle 15 per distribuire volantini con le sue proposte; sabato, dalle 9 alle 13 al mercato di Aosta, dalle 10 alle 12 a Pont-St-Martin e dalle 14 alle 19 in piazza Chanoux ancora ad Aosta. Spiega il segretario regionale del Pd, Raimondo Donzel: «E’ un’iniziativa che affronta i problemi dei cittadini, contro le politiche del governo di centrodestra, incapace di contrastare la crisi». Lo stesso centrodestra su cui il segretario di Fédération Leonardo La Torre ha affermato: «Il processo di avvicinamento con gli autonomisti è in atto, ma vogliamo un ritorno economico».

Donzel, alleato di La Torre in Comune di Aosta, ribatte: «Anche noi siamo autonomisti e riteniamo grave ridurre la questione a un discorso monetario». Il Pd domani sera a Montjovet sarà in assemblea generale e parlerà anche di Amministrative. Il giorno dopo i Verdi apriranno il loro congresso; il Pd è stato invitato, ma la sua presenza non è scontata: «Vedremo – dice Donzel –, mi risulta che l’invito sia stato fatto alle forze del Galletto. Ed è noto che noi non ne facciamo parte».


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MessaggioInviato: Gio Dic 10, 2009 4:32 pm    Oggetto:  
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E' sempre opportuno e significativo ricordare che:

1) - Il Partito Democratico nasce per unire le diverse culture riformatrici e progressiste del paese e, attraverso queste, portare un cambiamento strutturale della politica italiana. [...] Il progetto, per quanto ambizioso, è, e rimane, quello di costruire un soggetto politico moderno, popolare e autenticamente riformatore, capace di rappresentare il meglio della società civile laica, cattolica, ambientalista e autonomista.

2) - Nelle tantissime assemblee che abbiamo portato e seguito sul territorio, si è sempre visto lo sforzo di cercare di rafforzare quella identità democratica e riformatrice attraverso il confronto sui problemi reali: il sistema di welfare che rischia di esplodere, la crisi che colpisce le famiglie, il lavoro e lo sviluppo economico e sociale dei nostri territori.

3) - Sulla collocazione del partito nell'esperienza del Galletto mi è sembrato di vedere un confronto politico trasparente tra chi voleva investire su una prospettiva di scioglimento del Pd in una formazione regionale radicale e chi credeva nella necessità di lavorare sulla autorevolezza, sulla credibilità e sull'autonomia di un processo costituente appena iniziato. La stragrande maggioranza del partito ha scelto questa seconda via. Questo poi si è concretizzato come il frutto del Congresso tenuto per le Primarie del Pd Vda dove neanche Bersani ha avuto un consenso così largo da paragonare a quello avuto da Donzel a livello regionale. Nelle ultime elezioni del 2009 ad Aosta il Pd da solo è il primo partito del centrosinistra cioè ha avuto più voti di Valle d'aosta viva, Rv, o riassumendo, più voti di Comunità Alpine. Sul territorio tutto, poi abbiamo fatto un ulteriore passo avanti ricuperando in molti Comuni.

4) - Il Pd nasce per fare altro, per rompere lo schema e voltare pagina, rimettendo al centro i problemi reali e costruendo proposte di governo della cosa pubblica che possano coinvincere i valdostani e gli italiani, tutti, che si può migliorare. Se le formazioni politiche che compongono il Galletto matureranno degli obiettivi analoghi e una cultura politica nuova non vedo per quale motivo non ci si possa incontrare in futuro. Oggi, votare per il Pd, significa votare per delle idee e dei progetti utili per l'Europa e per la Valle d'Aosta, per contrastare il populismo berlusconiano e il tentativo di destrutturare le nostre istituzioni ma anche per un cambiamento più ambizioso e urgente del fare politica: per una politica "normale" e moderna.

5) - Il Partito dempcratico dunque si candida a determinare un processo di innovazione della politica valdostana a partire dal campo delle forze del centrosinistra e di quelle autonomiste, prima di tutto nella capacità di governare la modernità e le trasformazioni sociali in atto e determinando una nuova stagione della partecipazione alla vita democratica. l'Assemblea prima e le primarie poi hanno confermato che tutto il Pd ha sancito una nuova linea politica che riconosce la necessità della presenza organizzata del Partito Democratico in Valle d'Aosta per dare un contributo alla ricomposizione di un ampio fronte autonomista, riformista, e progressista, incardinanto sui valori congiunti dell'Autonomia e della Resistenza antifascista.

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MessaggioInviato: Sab Dic 12, 2009 11:46 am    Oggetto:  
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AostaSera.it 11/12/2009 ha scritto:
Il Pd in piazza contesta il governo nazionale.
"Scelte scellerate che coinvolgono anche la Valle"

Aosta - "1000 piazze per l'alternativa" è il titolo della manifestazione in programma oggi,
venerdì 11 novembre, e domani anche in Valle d'Aosta. Al centro della protesta i tagli alla
scuola e alla ricerca e la mancanza di politiche del lavoro in tempo di crisi.

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Il gazebo del PD ad Aosta

Due giornate di mobilitazione del Partito Democratico per riportare l'attenzione sui problemi delle persone, per contestare le politiche e le scelte del governo di Berlusconi in tema di occupazione, sicurezza, scuola. Questo, in sintesi, è "1000 piazze per l'alternativa", manifestazione in programma oggi, venerdì 11 novembre, e domani anche in Valle d'Aosta.

"Le persone devono capire che le scelte scellerate del Governo italiano interessano e hanno ricadute pesanti anche in Valle d'Aosta - sottolinea Raimondo Donzel, segretario regionale del PD - perché, solo per fare un esempio, se si tagliano le risorse per la sicurezza a livello nazionale, anche la polizia e i carabinieri della Valle d'Aosta avranno meno soldi e meno possibilità di presidiare al meglio il territorio". Al centro della protesta anche i tagli alla scuola e alla ricerca e la mancanza di politiche del lavoro e di contrasto alla disoccupazione in periodo di crisi economica "Abbiamo apprezzato le misure anti-crisi adottate dal'amministrazione regionale, ma riteniamo che da sole non siano in grado di rimettere in piedi un paese" ha commentato ancora Donzel.

Il Partito Democratico è presente oggi tutto il giorno in piazza des Franchises ad Aosta e dalle 12 alle 15 davanti allo stabilimento Cogne. Domani, sabato 12 dicembre, l'appuntamento è in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto ad Aosta dalle 9 alle 13, in piazza Chanoux a Pont-Saint-Martin dalle 10 alle 12 e in piazza Chanoux ad Aosta dalle 14 alle 19. Per fare il punto con gli amministratori comunali sull'ultimo quinquennio e discutere invece delle future alleanze in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno i membri dell'Assemblea regionale si riuniranno questa sera a Montjovet. "Credo - ha ribadito il segretario regionale - che confermeremo la linea già votata in passato ovvero alle elezioni amministrative faremo accordi sulla base di programmi condivisi, perché il PD è un soggetto autonomo e non fa parte di alleanze precostituite".

di Nathalie Grange

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MessaggioInviato: Dom Dic 13, 2009 1:47 am    Oggetto:  
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VdA Today ha scritto:
1000 piazze PD, Donzel rilancia: «Non lasciamo
il governo di Aosta e Regione alla destra»


«Il PD è un grande partito, e non va al traino di nessuno»: Raimondo Donzel risponde indirettamente alla critiche per la mancata partecipazione al congresso dei Verdi valdostani, che si è tenuto sabato 12 dicembre all’Espace Populaire. «Rivendichiamo con orgoglio di essere il primo partito di sinistra ad Aosta – continua il segretario regionale – sommando più voti di Renouveau e VdA Vive».

«Siamo disposti a dialogare con tutti, ma non possiamo farci dettare la linea politica da Legambiente o dalla sinistra radicale». Donzel prende a riferimento i numeri le ultime elezioni regionali per dimostrare la forza che il suo partito esprime in città: «Verso Aosta si concentrano le attenzioni di tutti per quanto riguarda le alleanze. Noi però guardiamo all’intera Regione, al nostro radicamente sul territorio e alla politica nazionale».

I rapporti con gli autonomisti

Come risponde Donzel alla critiche di chi accusa il PD di voler affossare l’alleanza del Galletto? Ribadendo un cavallo di battaglia: «Noi siamo forza di governo, e vogliamo a tutti i costi che la città di Aosta e la Regione non finiscano in mano ad una destra affarista. Non ci stiamo con chi vede dietro all’Union solo clientelismo, dietro a Stella Alpina degli opportunisti e dietro a Fédération dei farabutti. Per questo dialoghiamo anche con questi movimenti, proprio perché vorremmo evitare di consegnare per 20 o 30 anni le amministrazioni comunale e regionale in mano alla destra. A questa destra». Il Donzel-pensiero? E’ il Galletto a scaricare il PD, e non viceversa.
A presentazione dell’iniziativa “1000 piazze per l’alternativa“, il segretario PD aveva ammonito: «Le iniziative sbagliate di questo governo iniziano ad avere ripercussioni anche a livello locale. Ci sembra che stia fallendo su tutta la linea, e vogliamo che la popolazione lo capisca».

Convergenze divergenti a centro-sinistra?

Le 1000 piazze passano in secondo piano, per tornare alle questioni locali. Donzel entra nel merito della polemica con i Verdi e le altre forze dell’Alleanza Autonomista Progressista, dicendo che avrebbe «partecipato volentieri a questo congresso, ma i metodi sono sbagliati e le parole hanno un peso». Il segretario fa riferimento al fatto che Gianpaolo Fedi, coordinatore dei Verdi locali, convocando gli alleati abbia invitato le “forze che fanno parte del Galletto“, scrivendo le testuali parole nell’invito inviato a Vallée d’Aoste Vive, Renouveau Valdôtain, Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, Associazione Loris Fortuna e PD, oltre che su Informazione, il periodico dei Verdi. Ma il Partito Democratico dal 2008 non fa più parte del Galletto. Questioni di lana caprina sulla terminologia: «Ho agito in buona fede», si è giustificato Fedi – e anche il nome sembra dargli ragione – durante il congresso; «Se ha dovuto ribadire che era un semplice errore, evidentemente c’era qualcosa dietro», replica dubbioso Donzel.

Verso le amministrative
I democratici però non chiudono la porta ad eventuali alleanze per le comunali del maggio 2010: «Vorremmo però che venga valorizzato il nostro peso politico, e che si smetta di attaccare a spron battuto nostri esponenti, come Alder Tonino, perché il PD è ancora un grande partito, radicato sul territorio e con una grande forza elettorale».
«Il Galletto lavora da un anno ad un soggetto unitario, ma nemmeno VdA Vive e Renouveau sono ancora riusciti a fondersi, ed è paradossale che Legambiente organizzi un banchetto lo stesso giorno e alla stessa ora del congresso dei Verdi: con questa sinistra spezzettata non si andrà mai da nessuna parte».
Il PD è disposto ad aprire subito un confronto con le forze del centro-sinistra? «Certo, a patto però che a parlare siano due soggetti. Con la vecchia “Unione” non si può vincere e governare».
di Alessandro Mano in gazebo, politica il 12 dicembre 2009 alle 18:51



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Sì, così piace anche a me l'articolo impostato su VdA Today. Un pezzo che si discosta dal precedente intitolato: Il PD valdostano nel cul-de-sac. L’attendismo paga sempre? Se non altro questa volta in questo articolo che ho riportato: 1000 piazze PD, Donzel rilancia: «Non lasciamo il governo di Aosta e Regione alla destra»... appare puntuale la posizione del Pd-Vda e del suo segretario.

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Ultima modifica di giorgio il Mar Dic 15, 2009 11:31 am, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Lun Dic 14, 2009 10:46 am    Oggetto:  
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Riporto qui una risposta al messaggio di Alessandro mano su Vda Today di un certo Matteo 13 dicembre 2009 alle 10am


Citazione:
Qualcuno spieghi a Donzel che l’apertura a destra dell’Union non è IL problema, ma solo uno dei tanti. Non sarà certo il PdL a dare lezioni di affarismo ad un partito che proprio sull’affarismo e sul clientelismo ha costruito la sua egemonia.
Il problema è proprio l’Union!
Dal governo dell’Union ha origine il fatto che esiste un controllo fortissimo e discriminatorio sui dipendenti regionali, che ai referendum la gente va a votare col buio, che si chiude Psicologia perché gli studenti non sono dei potenziali elettori, che si cementifica e si spendono soldi in opere inutili…
Certi politicismi del PD rivelano a mio parere l’assenza di un’idea alternativa e complessiva su come gestire la Valle d’Aosta, nonché una scarsa considerazione della morsa in cui è stata infilata la libertà in Valle. L’apertura al PdL è una mossa strategica, non un invasione di campo, il nuovo carro dei vincitori su cui salire per legittimarsi e continuare a governare indisturbati.
Essere di sinistra da un pò di tempo a questa parte vuol dire necessariamente essere anti-unionista…

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MessaggioInviato: Lun Dic 14, 2009 10:57 am    Oggetto:  
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E’ un dato di fatto che ci sono diversi modi di intendere e fare l’opposizione. E’ anche giusto dal momento che diverse sono le culture che si oppongono all’Union Valdôtaine. Io guardo con simpatia ad esempio l’opposizione spontanea che nasce anche dal popolo del web. Era l’ora che chi non fa politica militante facesse sentire la propria voce. Persone come te, Matteo, potrebbero rappresentare uno stimolo importante per tutta l’opposizione. A meno che non veniate soffocati nella culla da chi cerca di cavalcarvi e strumentalizzarvi. E qui in Valle personaggi di questa fattura ce ne sono, annidati e arroccati nei posti di rilievo mediatico – politico anche in luoghi impensabili della “vecchia” sinistra verde, radicale,a ntagonista e chi più ne ha più ne metta…

Mi dispiace che tutta la galassia della sinistra radicale sia praticamente morta qui in Valle e che per avere un minimo di visibilità sia costretta a portare le proprie bandiere alle manifestazioni che organizzano gli altri, con piattaforme palesemente immature rispetto alla propria cultura ed esperienza politica. Sono invece contento che il più grande partito dell’opposizione, il PD, si mobiliti in proprio cercando di fare mille iniziative su tutto il territorio nazionale e regionale e, cosa ancora più importante, porti avanti un’azione unitaria tendente a dividere il centrodestra (niente a che fare con l’azione di IdV che lo compatta). Non facciamoci travolgere dal carro prima che esso si metta in movimento. Mettiamoci i bastoni tra le ruote, “insieme”! A questo ci hai mai pensato? O vuoi che l’UV governi ancora per altri cinquant’anni?

Se tutte le opposizioni si muovessero, ciascuna secondo la propria cultura, forza e organizzazione, nella stessa direzione, contro lo stesso bersaglio, forse Rollandin e l’Uv avrebbero i giorni contati. Non ci vuole molto a capirlo. Alle manifestazioni si può aderire o meno, dipende dalla loro piattaforma politica. Ognuno è libero di organizzarle come e quando vuole e di aderire o meno a quelle degli altri. Non è questo il punto. Il fatto è che chi delegittima le forme di opposizione diverse dalla propria oggettivamente le depotenzia entrambe.


giorgio.b 13 dicembre 2009 alle 3pm

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MessaggioInviato: Lun Dic 14, 2009 11:00 am    Oggetto:  
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emilio 13 dicembre 2009 alle 10pm ha scritto:

qualcuno ricordi a Matteo che i massimi esponenti di VdAVive e RV erano esponenti di spicco anche nell’UV e per cui nel trattare con gli uni o con gli altri non vedo tutta questa differenza… io non dimentico e credo poco nel ravvedimento radicale delle persone… la cosa che potrebbe infastidirmi e preoccuparmi sarebbe averli nel mio stesso partito, per questo non sento tutta questa smania di un tutti assieme appassionatamente. e poi che gli altri facessero pure, nessuno ha mai tentato di impedirglielo, anzi personalmente apprezzo perchè sarà anche più facile confrontarsi, non capisco gran parte di queste polemiche se non per dare indirettamente forza alla parte avversa.


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MessaggioInviato: Lun Dic 14, 2009 11:15 am    Oggetto:  
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La nostra intenzione è promuovere una nuova aggregazione di Centrosinistra, per trasformare la politica e la società della nostra Regione. Siamo individui, associazioni, comitati, circoli e movimenti che non accettano né la deriva di destra della nascente alleanza tra l’Uv e il Pdl, né la frammentazione, la dispersione e le rivalità che caratterizzano l’attuale sinistra italiana e valdostana. Abbiamo una grande occasione per ricostruire una politica di cambiamento, continuando a lottare per la difesa e l’attuazione della nostra Costituzione. Il momento storico chiede il coraggio di sperimentare e un’assunzione collettiva di responsabilità. Vorremmo coordinarci con iniziative simili con altri partiti o movimenti valdostani, in modo da costruire un Centrosinistra nuovo, sperimentale e unitario, che parta dal basso e non solamente dall’alto.

Non escludo che il mio partito, specialmente in alcune specifiche realtà territoriali che non conosco, possa commettere sbagli o compiere azioni non condivisibili. Premesso questo, è francamente difficile ricostruire in quattro e quattrotto un assetto alternativo all'attuale potere consolidato da anni. Per dare ragione o torto ad Alessandro Mano o a Matteo occorre perlomeno conoscere i fatti. Io ho sostenuto il Pd federalista perchè credo che ogni territorio abbia la propria storia, la propria cultura il proprio modo di intendere la politica. Credo che le singole comunità abbiano tutto il diritto di scegliere da chi farsi amministrare e che debbano assumersene tutta la responsabilità. Vivo in Valle d’Aosta, e lavoro affinché il mio territorio sia ben amministrato e sia continuamente migliorata la qualità della vita, almeno per come io la intendo. Per come sono fatto, però continuerei a vivere male in questa Regione se non avessi la fondata speranza che liste personali come quelle dell’Uv e dei suoi attuali alleati o razziste e di destra come quelli dei futuri, non faranno fatica a radicarsi sul territorio. Sarebbe una catastrofe il contrario..

Qui in Valle Rollandin vinse le regionali
perchè fu scelto come candidato dai valdostani. Non ho strumenti culturali per valutarlo come amministratore; nella mia terra d’origine potrebbe forse candidarsi ad amministrare un condominio, niente di più. Se i valdostani gli hanno dato il consenso che ha avuto, evidentemente hanno un metro diverso dal mio per misurarlo. Tutto ciò premesso, se il riferimento nella risposta di Natteo è quello di una crisi delle istituzioni, della frantumazione della sinistra, e dei tentativi di operare un ribaltone con il supporto del Galletto, credo che siamo fuori strada. Se Matteo pensa e confida su vecchi politici di “lungo corso” - già Unionisti - come quelli di Valle d’Aosta viva, Rv, alleati assieme ad Aap ed i verdi, a me sembra che non ci sia nessuna novità. Al potere non avremo l’Uv n°1, bensì l’Union Valdotaine n°2. A me pare che l’azione politica intrapresa da poco dal nuovo Pd-Vda sia invece una mossa assai intelligente. La Valle d’Aosta non è una regione di sinistra, non lo è mai stata. La riflessione che pongo è questa: alla Valle d’Aosta e alla sinistra valdostana serve di più andare alle urne ed eleggere nuovamente un presidente di centrodestra o tentare di spostare a sinistra l'asse politico? Credo sia un nodo che devono sciogliere i valdostani anche nelle prossime elezioni comunali. Ma per fare questo dobbiamo aiutarli a comprendere che il maggior partito d’opposizione come il Pd sta lavorando per rinnovare il Palazzo senza portarsi dietro professionisti della politica abituati ad usare i vecchi arnesi del mestiere.

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MessaggioInviato: Mar Dic 15, 2009 11:22 am    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 14/12/2009 ha scritto:
18:00 GIORNALISTI:ORDINE E ASVA, INACCETTABILI INSULTI A CRONISTA
(ANSA) - AOSTA, 14 DIC -
"Le minacce e gli insulti al collega intervenuto all'assemblea dell'associazione Amis des Bataille de reines sono fatti gravi. Il comportamento di molti allevatori al pari del mancato intervento in difesa del giornalista da parte del presidente uscente, riconfermato nell'incarico denota una scarsa attitudine al confronto democratico".

Così i presidenti dell'Ordine dei giornalisti della Valle d'Aosta e dell'Associazione stampa valdostana (Asva), Claudio Laugeri e Antonio Mannello prendono posizione su quanto accaduto sabato scorso, quando il giornalisa del quotidiano La Stampa Enrico Martinet è stato insultato e minacciato da alcuni allevatori presenti durante l'assemblea dell'associazione Amis des Batailles de Reines.

"Al giornalista - spiegano nella nota Laugeri e Mannello - é stata negata qualsiasi informazione su un tema di indubbio interesse pubblico, quale l'elezione del direttivo di un'associazione di forte rappresentatività in un settore investito di recente da un'ampia e articolata inchiesta giudiziaria". "Quegli allevatori dalle facili minacce - si legge ancora nel comunicato congiunto - hanno perso un'occasione per distinguersi da quei comportamenti malavitosi invocati per regolare le questioni con chi rientri nella cerchia dei 'non graditi'".

Per i presidenti dell'Ordine dei giornalisti della Valle d'Aosta e dell'Asva "é inaccettabile la violenza pur se verbale rivolta a un giornalista colpevole soltanto di voler raccogliere le notizie direttamente alla fonte, anziché affidarsi alle veline e alle informazioni filtrate. Impedire ai cronisti di svolgere il proprio lavoro significa voler negare la possibilità di avere un'informazione degna di un Paese democratico". (ANSA).



Più volte mi sono ritrovato a piangermi addosso, scrivendo delle mie non positive impressioni, sulla carta stampata valdostana che è così matrigna con il Pd-Vda. Da tempo, noto come alcuni episodi e accadimenti politici vengono bellamente lasciati cadere nell'anonimato se questi, guarda caso, non riguardano la maggioranza, bensì il Partito democratico; poi l'evitare di esporre fatti nella corretta forma e non riportare nello stile consono al vero giornalista super partes, io penso che sia uno sfregio all'etica professionale. Non è una censura preventiva al giornalista qui sopra nominato, insultato e minacciato in una assemblea, ma è un rendersi conto come il sottoscritto finalmente non si possa considerare più una mosca bianca.

I giornalisti a volte sono nel mirino della critica
perchè colpevoli di voler raccogliere notizie scomode al palazzo, e in paesi non democratici addirittura rischiano la vita. Ma altre volte vanno direttamente alla fonte solo per evitare di farsi appiccicare la qualifica di "velinari". Infatti noi, utenti della carta stampata leggendo questi resoconti, e conoscendo la realtà perchè presenti all'intervista - che ha sviluppato altri argomenti e con altre considerazioni - ci domandiamo chi sia realmente il propositore di informazioni filtrate. Impedire ai cronisti di svolgere il proprio lavoro significa voler negare la possibilità di avere un'informazione degna di un Paese democratico". Sacrosanto! Ma il proporre alla vasta platea di lettori un'informazione monca o rielaborata "ad usum delphini" non è degna di un Paese civile.

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Ultima modifica di giorgio il Mar Dic 15, 2009 9:24 pm, modificato 1 volta in totale
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