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giorgio








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MessaggioInviato: Lun Giu 13, 2011 5:35 pm    Oggetto:  
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AostaOggi.it 11/06/2011 ha scritto:
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Mille occhi nessun controllo


AOSTA.
Il sindaco di Aosta, ha pensato di affidare ai pensionati degli appartenenti alle Forze dell'ordine "il servizio di monitoraggio segreto delle situazioni a rischio potenziale". Così ho letto da qualche parte. In parole meno burocratiche il sindaco vuole monitorare la sicurezza urbana. La cosa ha sollevato mille polemiche. Tanto per demagogia e molto per ignoranza. Infatti, risale al febbraio 2011 il Protocollo sottoscritto dal Ministero dell'Interno, dall'Anci e dalle associazioni degli Istituti di vigilanza privata, in virtù del quale i trentamila vigilantes italiani (circa un centinaio in Valle d'Aosta), dovrebbero collaborare con le forze dell'ordine segnalando reati, situazioni sospette e degrado urbano. Se la cosa fosse stata presentata per ciò che dovrebbe essere forse ci sarebbero state meno polemiche. Infatti, "con il protocollo - come spiegò all'epoca il ministro Maroni – è chiesto a chi svolge attività di vigilanza privata di continuare a farlo, ma di dare anche un contributo di informazione sul controllo del territorio, al di là dei limiti contrattuali e questo e' un segnale di grande civismo". Il risultato, aggiunse il Ministro, "sarà una maggiore capacità di prevenzione dei reati". Non si tratta, ha puntualizzò ancora, "di una delega a privati di funzioni che sono delle forze dell'ordine, ma e' un aiuto in più a queste ultime che potranno ricevere informazioni qualificate. Non e' quindi privatizzazione, ma un allargamento del modello di sicurezza che ha come presupposto il controllo del territorio". Il sindaco di Aosta ha però ampliato le categorie preposte al controllo. Ha voluto andare oltre. A che pro?

Ciò detto rimane il fatto per il Sindaco vuole mettere mille occhi sulla città ma al momento non c'é controllo negli spazi pubblici comunali e in quelli gestiti dall'Aps. Un esempio: nei parcheggi più frequentati (piazza Plouves e ospedale) sono sempre più numerosi i migranti che si inventano posteggiatori (abusivi ovviamente) e con la loro presenza incutono paure a molte donne, ma anche a qualche maschietto, perché se non gli dai la mancia, per averti indicato il posteggio libero, rischi di tornare e trovarti l'auto rigata. Ma indipendentemente da questo fatto com'é possibile che ad Aosta ci sia chi agisce impunemente? Altro esempio è illustrato dalla foto scattata alle ore 9 dello scorso 6 giugno. Dopo oltre un'ora le due auto parcheggiate erano ancora lì imperterrite a mettere a repentaglio l'incolumità dei pedoni. A proposito! giovedì due agenti della Polizia locale hanno fermato un corriere che percorreva via Croix de la Ville da nord a sud. Si sono fatti promettere che non lo farà più. Quando si dice prevenzione!

Leggo sul programma di governo della città dal titolo: "AOSTA CAPITALE DELL'AUTONOMIA NOS PROPOS POUR L'AVENIR" ...."a livello nazionale, si va affermando un orientamento - piuttosto bipartisan - che tende ad omologare tutte le regioni italiane in nome di un federalismo in cui fanno solamente aggio i numeri (quantità di popolazione, percentuale del PIL, standard qualitativi dei servizi, parametri economici, ecc.) rispetto alle identità culturali che fondano le loro radici nella storia dei popoli e nella peculiare natura fisica dei luoghi, tipici di una realtà di montagna, che necessita e merita una particolare attenzione". C'e' chi se la ricorda l'identità aostana?

Quasi nessuno perché hanno altro a cui pensare. Come il consigliere comunale Vincenzo Caminiti che si è offeso perché nel corso di una riunione della Commissione qualcuno ha definito il suo intervento pregnante. Tra lo stupore generale sono volate parole grosse, fortuna che c'era Mauro Baccega a quietare gli animi. Baccega infatti, in attesa di spiccare il volo per il palazzo regionale, non vuole che il suo assessorato sia investito da polemiche. Soprattutto quando si parla di vendita di case pubbliche o si assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Di questo discuteva la commissione alla presenza delle associazioni dei consumatori e di alcuni cittadini interessati.

A proposito di mobilità l'assessore Stefano Borrello, con grande merito, ha convocato una riunione per risolvere l'annosa quanto pericolosa problematica della fermata degli autobus in viale del Partigiani angolo piazza della Repubblica. Con ciò che non aveva mai voluto fare il suo predecessore Marino Guglielminotti Gaiet lo ha fatto lui. I cittadini ne tengano conto, così come del fatto che, avendo Borrello optato per il lavoro part-time invece di chiedere il distacco per svolgere le funzioni di assessore, ci ha fatto risparmiare, fino ad oggi, circa 25.000 euro. Chissà se qualche altro segue il suo esempio. Mi ha poi spiegato che i Neos Park omaggiati ai consiglieri rientrano in un accordo con l'azienda. Prendo atto. Ma qualche consigliere il conflitto di interesse non lo sente? E qualche consigliere avrà restituito l'apparecchietto?

Io chiudo male la settimana per una cosa che a chi legge potrà anche non interessare ma il presidente del sindacato dei giornalisti valdostani, e forse il direttivo, mi ha censurato una lettera che volevo inviare a tutti gli iscritti. Il perché non lo so. Ma immagino che sia perché mi sono detto contrario che al presidente del sindacato sia riconosciuto un emolumento per carica. Ritengo che la carica sia onorifica e non un mestiere. Noi che critichiamo sui giornali gli emolumenti dei politici poi facciamo ancora peggio e che ad ogni piè sospinto invochiamo la trasparenza e la libertà di opinione quando tocca noi il tutto viene calpestato. Per la serie si predica bene e razzola male. Ne riparlerò.

Comunque sia buon fine e miglior inizio settimana andando a votare per i referendum.




L'intesa SICUREZZA: “MILLE OCCHI SU CITTA”, protocollo firmato al Viminale nel febbraio 2011 con l’Anci prevede anche corsi di aggiornamento e formazione per le guardie giurate e non dovrebbe comportare oneri per lo Stato. "Con questo protocollo - ha spiegato Maroni – si chiede a chi svolge attività di vigilanza privata non solo di continuare a farlo, ma anche di dare un contributo di informazione sul controllo del territorio. Questa è una richiesta di servile partecipazione che al di là dei limiti contrattuali è voluta dal ministro della Lega e dal suo partito a cui sta a cuore tenere la popolazione italiana sotto lo “scacco” della paura. Altro che segnale di grande “civismo"! Questo per me non è altro che un tentativo di rinverdire il progetto “Ronde”, quello di una delega ai privati di funzioni che sono prerogative delle forze dell'ordine. Dunque non un allargamento neutrale del modello di sicurezza del territorio", ma solo di controllo del territorio. Chi non ricorda il prelievo coatto delle impronte digitali prima e magari dei braccialetti elettronici oggi. L'iniziativa però pare non sia piaciuta ai sindacati di polizia. Il patto “Mille occhi” dicono, dovrà dimostrare di non essere solo una minestra riscaldata da servire in prossimità delle scadenze elettorali. I sindacati ricordano infatti che già nel 2002 il ministro Pisanu aveva, con rulli di tamburi, licenziato un piano analogo.

Infine la frase usata da Piero Minuzzo oltre ad essere infelice è offensiva e discriminatoria. Lui scrive che le mille polemiche sollevate dai contestatori di tale patto sono dovute in genere al fatto che sono state fatte:"Tanto per demagogia e molto per ignoranza". Demagoghi chi? Ignoranti chi? Mr. Minuzzo, di questo passo lei continuerà a chiudere male molte settimane se i concetti che lei esprime sono rivolti sempre a cercare di segare le gambe ai suoi censori. Come a coloro, che come il sottoscritto, vedono nell’ultimo suo passaggio - quello sugli emolumenti sulla carica della presidenza sindacale che sia onorifica e non un mestiere - un guado concettuale che sprizza demagogia da tutti i pori. Esattamente come tutti i suoi aforismi da lei usati che più banali più scontati e più sprizzanti non si può. Poi con buona pace sua, in nome di un federalismo che tende ad omologare tutte le regioni italiane, come si fa ad imputare strane dimenticanze a coloro che – sempre secondo lei - non recepiscono politicamente la specificità ed il particolarismo valdostano? Lei non può equivocare, puntando l’indice verso quelle “demagogiche” radici che nessuno nega di avere e che non si sogna di recidere o di volere scientemente dimenticare

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MessaggioInviato: Lun Giu 13, 2011 5:35 pm    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Giu 17, 2011 4:23 pm    Oggetto:  
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La Stampa 17.06.2011 ha scritto:
Cronaca
Bruciata un’auto nel Quartiere Cogne, incendio forse doloso
Aosta - L’auto era parcheggiata proprio sotto casa del proprietario, in un cortile del quartiere Cogne di Aosta, tra via Lexert e via Giorgio Elter.
Per spegnere il rogo sono intervenuti i vigili del fuoco, alle ore 1.20, seguiti dagli agenti della Questura.


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L'auto bruciata
Un garage può essere utile anche d’estate, soprattutto per proteggere il proprio veicolo da spiacevoli episodi di vandalismo, e non solo. Deve averlo pensato questa notte anche Raffaele D’Agostino, il proprietario dell’auto - una Kia monovolume - distrutta dalle fiamme di un incendio, probabilmente di origine dolosa.

L’auto era parcheggiata proprio sotto casa dell’uomo, in un cortile del quartiere Cogne di Aosta, tra via Lexert e via Giorgio Elter. Per spegnere il rogo sono intervenuti prima i vigili del fuoco, alle ore 1.20, e poi gli agenti della Questura, che si stanno occupando del caso, insieme agli esperti della Polizia Scientifica di Aosta, impegnati nella ricerca di acceleranti.
di Massimiliano Riccio




L'intesa SICUREZZA: “MILLE OCCHI SU CITTA”, protocollo firmato al Viminale nel febbraio 2011 con l’Anci prevede anche corsi di aggiornamento e formazione per le guardie giurate e non dovrebbe comportare oneri per lo Stato. "Con questo protocollo - ha spiegato Maroni – si chiede a chi svolge attività di vigilanza privata non solo di continuare a farlo, ma anche di dare un contributo di informazione sul controllo del territorio. Tutto questo con buona pace del sindaco Giordano e del giornalista Piero Minuzzo che con la frase usata su "Il Dominicale" del 11/06/2011 - per il sottoscritto - era stata infelice, offensiva e discriminatoria. Infatti lui scrive che le mille polemiche sollevate dai contestatori di tale patto sono dovute in genere al fatto che sono state fatte:"Tanto per demagogia e molto per ignoranza". Demagoghi chi? Ignoranti chi? Mr. Minuzzo, di questo passo lei continuerà a chiudere male molte settimane se i concetti che lei esprime sono rivolti sempre a cercare di segare le gambe ai suoi censori. In effetti loro la vedono un pochino più lunga di lei visto che di occhi ce ne vorrebbero a decine di migliaia...Alla faccia del bicarbonato di soda, ma qui ad Aosta le auto bruciano come e peggio dei bruciori di stomaco!?

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MessaggioInviato: Gio Lug 14, 2011 7:05 pm    Oggetto:  
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La Stampa 14.07.2011 ha scritto:
POLITICA CONSIGLIO REGIONALE
Trenino Pila-Cogne Capolinea definitivo
Dopo 30 anni e 60 miliardi di lire spesi. “Alternative allo studio”
AOSTA
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Il vecchio trenino per trasporto materiale da Cogne ad Acque Fredde

Ititoli di coda del sogno trenino di Cogne durano per tre ore, poi la parola fine. Dopo 30 anni e 60 miliardi di lire spesi il Consiglio dice «basta». E apre la via di un nuovo studio perché il collegamento Pila-Aosta non tramonta. Funivia o funicolare o chissà che altro. Saranno i tecnici a stabilirlo. Così dice la risoluzione della maggioranza che ottiene 24 sì e 8 no. Risultato identico sul piano numerico ma contrario per la risoluzione dell’opposizione (Alpe e Pd) che il trenino vorrebbe ancora («Con 10 o 11 milioni si conclude», ricorda Roberto Louvin) per «rispondere alla duplice necessità di valorizzare le miniere di Cogne e di garantire alla popolazione una via di soccorso permanente e sicura». Non c’è stato verso di trovare un accordo. L’intesa è soltanto sullo spreco fatto. La maggioranza però volta pagina, mentre le opposizioni vorrebbero concludere l’opera cominciata nella metà degli Anni 80. Tutto come due anni fa quando il presidente Rollandin e l’assessore Marguerettaz avevano già scritto la parola «fine». Ma c’è stato il lavoro della quarta commissione Sviluppo economico che ha ascoltato politici e tecnici, letto documenti e relazioni e ha concluso che almeno bisogna ripensarci perché tempi e esigenze sono cambiati. Il presidente della commisisone Diego Empereur ha impiegato oltre mezz’ora per illustrare il lavoro fatto. I commissari però non hanno espresso giudizi definitivi, mentre la maggioranza ha deciso proprio attraverso la risoluzione.

Nell’ultimo punto si legge l’impegno dato alla giunta: «Approfondire con gli enti locali interessati le proposte per la realizzazione di un collegamento tra i comprensori di Pila e di Cogne, attraverso la predisposizione di uno studio che sviluppi valutazioni e scenari aggiornati, coerenti con gli assetti socio economico turistici attuali e con l’evoluzione tecnologica avutasi in questi anni nel settore». Proprio la chiusura fallimentare di un’opera con l’apertura di un’altra possibile, sia funivia o funicolare, fa dire a Raimondo Donzel, segretario Pd: «Assisto con tristezza a questo teatrino. A questo agire come il grande maestro Berlusconi. “Tranquilli, dite voi, via il trenino? C’è una funivia”. Avanti con l’ennesimo progetto». Louvin mette in guardia il Consiglio: «Cambiare d’orizzonte si può, ma non si può decidere sull’onda delle emozioni, delle paure. L’opera è pressoché finita. Non accettiamo l’equivoco che era il “trenino della neve” mentre era stato pensato per valorizzare il turismo culturale, delle miniere». Rollandin: «La proposta del recupero della miniera era disgiunto dal collegamento. Ribadiamo che il recupero della miniera è nei nostri progetti». E Marguerettaz: «La risoluzione tiene conto in modo equilibrato della situazione e offre un’analisi seria alla comunità». Alberto Zucchi (Pdl) insiste nel raccordo Aosta-Pila-Cogne e il collega di gruppo Enrico Tibaldi parla di «sconfitta politica» sul trenino e di «atto di coraggio di oggi nella rinuncia»
ENRICO MARTINET

Questa maggioranza presente in Consiglio Regionale Vda, arrogante e prepotente, assomiglia sempre più a quella maggioranza che vediamo agire con orrore nel Parlamento italiano. Sì, dico con orrore, perchè non l'ho mai vista attivarsi nell'accogliere democraticamente mozioni e varianti della minoranza, magari anche risolutive e intelligenti. Purtroppo quelle proposte di legge sono quasi sempre presentate al solo scopo di favorire quella classe dirigente, quelle associazioni, quelle imprese, che sono legate e contigue al potere e che dunque sono sinergiche con lo scambio e l'apporto di voti. Mai visto mettere, da parte di una Amministrazione, una pietra tombale e con tanta facilità su un progetto, ancora in itinere, che ha visto nel complesso un investimento di circa trenta milioni di euro, centesimo più, centesimo meno! Un progetto giunto quasi alla realizzazione finale e che ha avuto problemi gravi per alcune incombenze e soluzioni ritenute impossibili da realizzare. Esse sono saltate fuori solo quando si pensava di essere giunti al traguardo finale.

Certo che... quando si parla di noi - gente valdostana - il concetto generalizzato è quello che: "siamo gente grintosa che non si lascia impressionare facilmente dalle avversità, gente montanara che non si arrende davanti a nessuna difficoltà. Ma questa immagine così pregevole e concretamente forte deve ormai lasciare il passo ad una romantica e non più praticabile verità. Esempio... la costruzione del ponte di Brooklyn iniziò il 3 gennaio 1870, richiese la manodopera di 600 operai e costò 15,5 milioni di dollari dell'epoca. Durante i lavori 27 di essi persero la vita, la maggior parte per embolia gassosa dopo aver effettuato immersioni nelle camere di scavo sottomarine. Anche l'ingegner Roebling rimase vittima nel 1869 di un incidente durante l'attracco di un traghetto. Il suo posto venne preso dal figlio, Washington Roebling, che rimase a sua volta ferito e paralizzato parzialmente a causa di un'embolia gassosa. Allora, pensate, per portare a termine l'opera Washington Roebling, venne aiutato nel completamento dell'opera dalla moglie, Emily Warren Roebling, che operò sotto la sua supervisione. Il ponte venne definitivamente aperto al transito il 24 maggio 1883.

Ecco, esattamente uguale a tutta la grinta e alla forza d'animo e d'impegno che la classe dirigente valdostana ha messo in questo enorme progetto: Un trenino! Mi viene da ridere se non facesse piangere.


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Viaggio sul trenino del Bernina Express

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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Lug 17, 2011 7:41 pm    Oggetto:  
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La Stampa 17.07.2011 ha scritto:
Ferrovia
«E’ una maggioranza lontana dalla realtà»

«Questa maggioranza risulta ancora una volta completamente distaccata dalle esigenze e dagli interessi di cittadini, lavoratori e studenti». Al Comitato dei Pendolari stanchi non è piaciuto il dibattito in Consiglio Valle sul futuro della ferrovia. L’associazione contesta quindi il «piano che si basa soprattutto sulla fantomatica linea Aosta-Martigny che nessuno vuole, né la Svizzera, né l’Italia, né l’Europa». Critiche anche all’idea di smantellare la Aosta-Pré-Saint-Didier, rilanciata dai consiglieri Massimo Lattanzi e Salvatore Agostino, quest’ultimo propenso alla trasformazione della linea in pista ciclabile: «Sono affermazioni gravi», dicono i Pendolari stanchi.
[D. M.]


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MessaggioInviato: Sab Lug 23, 2011 7:45 pm    Oggetto:  
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La Stampa 23.07.2011 ha scritto:
Il trenino di Cogne è simbolo e risorsa
La Posta dei Lettori


COGNE
Scrivo in merito alla questione del trenino di Cogne, che la maggioranza del Consiglio Regionale ha infine deliberato di smantellare (delibera del 12 luglio 2011). Mi rendo conto che un sogno durato trent’anni, con un spesa di 30 milioni - uno all’anno! - ci abbia esasperati tutti quanti, ma vorrei attirare l’attenzione sul fatto, che una decisione drastica come questa, porterebbe a conseguenze irreparabili. Vorrei ricordare che Cogne è l’unica vallata della Valle d’Aosta dotata di una via di fuga. Non vorrei fare l’uccello del malaugurio, ma solo ricordare tutte le volte, che grazie al trenino, abbiamo in questi anni potuto raggiungere Aosta, ogni volta che frane, valanghe, alluvione e altro, hanno bloccato la strada per Aosta. Vorrei anche ricordare, prima che le ruspe vengano attivate, che il mantenimento del trenino rimane un’immensa, irripetibile, unica risorsa turistica per Cogne e per l’intera Valle d’Aosta, perché è parte fondamentale del bacino minerario più alto e articolato d’Europa. Di piccoli musei minerari è pieno il mondo, ormai, ma noi siamo gli unici ad avere un sito simile e non dovremmo rinunciare a questa unicità. In un progetto di ampio raggio, comprendente anche gli altri comuni valdostani interessati in passato dalla filiera siderurgica, il trenino, che unisce Cogne alla Valle Centrale, entrerebbe a far parte di un circuito turistico, di interesse mondiale. In Valle d’Aosta e a Cogne il trenino con la miniera di Colonna, sarebbero una tappa imperdibile, come lo è a Parigi la Tour Eiffel. Un simbolo. L’itinerario siderurgico, è a tutti gli effetti un simbolo della nostra identità, che è stata non solo pastorizia , ma altrettanto mineraria, fin dall’antichità. Spezzare in piccole tranches separate questo Patrimonio Comune, che appartiene a tutti noi, è un errore madornale e rivela una miopia stupefacente, che per fortuna, forse, siamo ancora in tempo a correggere.
BARBARA TUTINO


Questa maggioranza presente in Consiglio Regionale Vda, arrogante e prepotente, assomiglia sempre più a quella maggioranza che vediamo agire con orrore nel Parlamento italiano. Sì, dico con orrore, perchè non l'ho mai vista attivarsi nell'accogliere democraticamente mozioni e varianti della minoranza, magari anche risolutive e intelligenti. Purtroppo quelle proposte di legge sono quasi sempre presentate al solo scopo di favorire quella classe dirigente, quelle associazioni, quelle imprese, che sono legate e contigue al potere e che dunque sono sinergiche con lo scambio e l'apporto di voti. Mai visto mettere, da parte di una Amministrazione, una pietra tombale e con tanta facilità su un progetto, ancora in itinere, che ha visto nel complesso un investimento di circa trenta milioni di euro, centesimo più, centesimo meno! Un progetto giunto quasi alla realizzazione finale e che ha avuto problemi gravi per alcune incombenze e soluzioni ritenute impossibili da realizzare. Esse sono saltate fuori solo quando si pensava di essere giunti al traguardo finale.

Certo che... quando si parla di noi - gente valdostana - il concetto generalizzato è quello che: "siamo gente grintosa che non si lascia impressionare facilmente dalle avversità, gente montanara che non si arrende davanti a nessuna difficoltà. Ma questa immagine così pregevole e concretamente forte deve ormai lasciare il passo ad una romantica e non più praticabile verità. Esempio... la costruzione del ponte di Brooklyn iniziò il 3 gennaio 1870, richiese la manodopera di 600 operai e costò 15,5 milioni di dollari dell'epoca. Durante i lavori 27 di essi persero la vita, la maggior parte per embolia gassosa dopo aver effettuato immersioni nelle camere di scavo sottomarine. Anche l'ingegner Roebling rimase vittima nel 1869 di un incidente durante l'attracco di un traghetto. Il suo posto venne preso dal figlio, Washington Roebling, che rimase a sua volta ferito e paralizzato parzialmente a causa di un'embolia gassosa. Allora, pensate, per portare a termine l'opera Washington Roebling, venne aiutato nel completamento dell'opera dalla moglie, Emily Warren Roebling, che operò sotto la sua supervisione. Il ponte venne definitivamente aperto al transito il 24 maggio 1883.

Ecco, esattamente uguale a tutta la grinta e alla forza d'animo e d'impegno che la classe dirigente valdostana ha messo in questo enorme progetto: Un trenino! Mi viene da ridere se non facesse piangere.

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MessaggioInviato: Ven Ago 05, 2011 2:18 pm    Oggetto:  
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Citazione:
POLITICA. IL DEPUTATO CHIEDE DISCONTINUITÀ, IL SENATORE COESIONE
Governo, i due fronti di Nicco e Fosson
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Parlamentari Da sinistra il deputato Roberto Nicco e il senatore Antonio Fosson

La politica romana va in vacanza e con lei anche i parlamentari valdostani. Sulle polemiche esplose negli ultimi giorni il senatore Antonio Fosson commenta: «Capisco il momento, ma alcuni attacchi sono stati pretestuosi. Per quel che mi riguarda le vacanze si traducono anche nel prosieguo dell’impegno sul territorio, con un calendario fitto di impegni per tutta l’estate». L’ultimo appuntamento ufficiale a Roma è stato con il discorso alle Camere del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il giudizio di Fosson è sospeso: «La crisi economica è gravissima e nessuno sa come finirà. In questo periodo la classe politica deve riconquistare la fiducia, chiede sacrifici ai cittadini, ma non ne fa in prima persona. Il discorso di Berlusconi non ha indicato strade, ma perlomeno ha fornito un metodo di lavoro, lanciando un messaggio di coesione e collaborazione sulla scia delle parole del presidente Giorgio Napolitano. Mi è piaciuto molto l’intervento di Pierferdinando Casini: anche io penso che non si esca da questa situazione chiedendo dimissioni».

Più duro il deputato Roberto Nicco che in aula ha chiesto «un segnale di discontinuità» e rilanciato l’ipotesi di «un governo di unità, di coesione nazionale per uscire dalla palude». Secondo Nicco «sul piano politico, la debolezza di questo governo è sotto gli occhi del Paese. Un governo debole - ha concluso - non ce lo possiamo permettere».
[D. M.]


AostaSera.it 04/08/2011 ha scritto:
“La debolezza di questo Governo è sotto gli occhi del Paese”. Il deputato valdostano Roberto Nicco, intervenuto ieri alla Camera dopo le comunicazioni di Berlusconi sulla crisi economica, di sicuro non la pensa come il premier che aveva appena definito “solido” il sistema politico italiano. “In quest’aula, negli ultimi tempi – ha continuato Nicco – abbiamo assistito a una diversa rappresentazione, a partire dallo psicodramma sul decreto rifiuti, con il Governo che ha votato contro le indicazioni del ministro competente ed è stato battuto nel voto, passando per la surreale querelle sul trasferimento dei Ministeri, l’ultimo dei problemi oggi per gli Italiani, fino alle vicende di questi giorni, con il Ministro Tremonti che denuncia di essere “spiato, controllato, pedinato” e di non sentirsi tranquillo in una caserma della Guardia di Finanza”.

Anche sulla recente manovra finanziaria, Nicco non ha usato mezzi termini. “Sin dal lunedì successivo alla sua approvazione – ha commentato – la borsa ha continuato nelle sue scosse telluriche, fino a bruciare in un solo giorno risorse per 15 miliardi di euro”. Il deputato valdostano ha sottolineato che “senza affrontare il nodo cruciale, quello di una radicale riforma dell’attuale assetto del sistema finanziario internazionale, rischiamo di pestare l’acqua nel mortaio, di vedere vanificare i nostri sforzi”.

di Massimiliano Riccio

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MessaggioInviato: Mer Set 28, 2011 4:49 pm    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 27/09/2011 18:24 ha scritto:
PDL: GIOVANE ITALIA NORD, BOSSI SMETTA CON PAGLIACCIATE
PADANIA ESISTE SOLTANTO NELLA SUA TESTA
(ANSA) - AOSTA, 27 SET -
''In Italia ci sono milioni di somari che vanno fieri della bandiera tricolore, Umberto Bossi se ne faccia una ragione e la finisca con le sue pagliacciate''. E' quanto si legge in un comunicato della Giovane Italia, movimento giovanile del Popolo della Liberta', ''che risponde per le rime all'ennesimo insulto che il leader leghista riserva ad uno dei simboli dell'Italia''.

Firmata dai responsabili regionali della Giovane Italia di Valle d'Aosta, Piemonte, Trentino-Alto-Adige, Veneto, Liguria, Friuli-Venezia-Giulia, Lombardia ed Emilia Romagna, la nota fa riferimento all'affermazione ''chi espone il tricolore e' un somaro'' che Bossi ha fatto in un recente comizio. ''Se la Lega Nord e' a corto di risorse per le sue feste paesane - prosegue il comunicato - rinunci a qualche pietoso comizio e faccia proposte politiche invece di offendere, magari ragionando anche di riforma delle pensioni. Il Ministro Bossi ci risparmi questo spettacolo deprimente, sfoghi la sua volgarita' altrove: siamo stanchi degli insulti anti-italiani e del mancato rispetto verso i valori che uniscono questa nostra nazione. Sulla patria non si scherza''.

Sottolineando che la ''Padania continua ad esistere soltanto nella testa di Bossi e non vi e' traccia di essa ne' nella cultura ne' nella storia italiana, a cui anche il nord ha dato grande contributo con figure come Guglielmo Marconi, Alessandro Manzoni, Italo Svevo solo per citarne alcuni, che mai hanno pensato e operato in termini di 'padanita'' ma artefici della identita' italiana, come Nazario Sauro e altri veri eroi italiani'', la Giovane Italia invita ad esporre dai balconi la bandiera Tricolore ''fino al momento in cui Bossi non chieda scusa per questa ulteriore frase infelice''. (ANSA).


Io spero solo che qualcuno - dopo avere letto questo comunicato - che sa ancora pensare, pensi... perchè di materiale per pensare ce n'è, e tanto. Io sto abbastanza male. Pensare a due alleati politici che a Roma consumano alla stessa tavola rigatoni alla pajata e polenta taragna mentre sul territorio si prendono a pesci in faccia e nel contempo udite, udite, governano assieme il paese Italia, ci assale nausea e conati di vomito. Uno dei pochi momenti in cui sto bene, sono quei rari casi in cui vedo che la mia nipotina capisce un pò di matematica, calcola correttamente un problema con due operazioni, fa sfoggio della sua preparazione con tanto di esibizione a memoria delle "tabelline pitagoriche". Chissà quando potrò vedere eseguire una disequazione frazionaria...ma in quel momento d'intelligenza di una bimba di quinta elementare, brilla nel mio cuore cretino la scintilla debolissima della speranza. Dove entra la matematica fugge l'irrazionalità, mi illudo!?

E questo sembra non c'entri niente con i numeri padani.
Invece io sono convinto che c'entri molto. Perchè molto di quel che succede si deve secondo me al fatto che tanta gente semplicemente non ragiona. Non ragiona proprio col cervello, va in automatico. Non voglio scrivere qui una mia risposta che senza dubbio avrebbe il tono polemico e sarcastico come si meriterebbe questo comunicato Ansa della Giovane Italia di Valle d'Aosta, Piemonte, Trentino-Alto-Adige, Veneto, Liguria, Friuli-Venezia-Giulia, Lombardia ed Emilia Romagna. Allora riporto qui quello che Dario Franceschini uno dei massimi dirigenti del Pd nazionale nell'agosto del 2009, disse in un incontro a Marghera: "Io mi chiedo se hanno tempo da perdere. Di fronte al Paese che aspetta scelte di fondo, strutturali per affrontare e superare la crisi, a milioni di italiani e a decine di migliaia di imprese che aspettano risposte per affrontare l'emergenza perchè non ce la fanno più a vivere - ha continuato Franceschini - loro si occupano delle bandiere regionali da sovrapporre a quella nazionale. La smettano di perdere tempo e prendere in giro gli italiani".


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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Ott 21, 2011 5:12 pm    Oggetto:  
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Citazione:
Casapound
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Casapound è un centro sociale neofascista occupato a Roma in via Napoleone III 8, al quartiere Esquilino. Casapound diventa un caso di interesse mediatico sia perché rappresenta l'esempio più riuscito di un'occupazione a scopo politico che non fa riferimento a movimenti di sinistra. Vengono dedicati servizi televisivi da parte della trasmissione Lucignolo, dalla trasmissione di Daria Bignardi su La7 Le Invasioni Barbariche, da Current Tv Italia che trasmetterà uno speciale sulla destra radicale romana con particolare attenzione per la componente delle occupazioni non conformi e il portavoce di Casapound viene intervistato nella trasmissione Matrix. Sul suo esempio nasce anche Casapound Latina il 29 dicembre 2006. I riferimenti politici degli occupanti e degli animatori del centro sono direttamente legati all'ideologia fascista, con particolare attenzione alla Carta del Lavoro e alla storia del fascismo.


AostaOggi 21.10.2011 ha scritto:
Black bloc in Valle?
Secondo La Repubblica sono due, e di destra

Aosta - La lista delle persone monitorate costantemente dalle forze dell'ordine evidenzia la presenza,
nella nostra regione, di due estremisti di destra. Lo ha scritto ieri La Repubblica.


Black bloc, ecco una parola coniata nel 2001, all’epoca delle manifestazioni contro il G8 a Genova, e riportata in auge la settimana scorsa, in seguito agli scontri di Roma. Come molti neologismi nati sull’onda dell’emotività, è un contenitore vuoto, una definizione adatta ai titoli dei giornali, che semplifica, uniformandoli, fenomeni molto differenti da loro.
Ieri La Repubblica, sul suo sito Internet, ha pubblicato la mappa dei black bloc suddivisi per regione, intendendo con questo, per comodità, le persone tenute sotto controllo dalle forze dell’ordine in tutta la penisola, uomini e donne che l’intelligence monitora costantemente, magari da anni. Secondo il “censimento” sono precisamente 1.921, e sono sia di destra che di sinistra, pressappoco in parti uguali. Molti provengono dagli ambienti delle curve ultras e dei centri sociali, ma possono essere anche – scrivono i giornalisti Paolo Griseri e Francesco Viviano, anonimi cittadini, addirittura “funzionari di prefetture e impiegati modello”.

La geografia della contestazione violenta e - più o meno - strutturata non dimentica nessuna regione, e perciò anche la Valle d’Aosta ha diritto alla sua quota. Nella nostra regione i sorvegliati speciali sarebbero due, entrambi indicati come di destra. Niente di paragonabile alla situazione del Lazio, dove sono 278 (169 di destra, 109 di sinistra). Seguono la Toscana (183) e il Veneto (157).

La fonte è un non meglio precisato elenco stilato dalle forze dell’ordine. Chiaramente l’esigenza di salvaguardare l’anonimato della fonte non consente ai giornalisti de La Repubblica di entrare nel merito.

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In tempi non sospetti abbiamo sempre denunciato la presenza di una forte quota di rappresentanza giovanile "nera" nel tessuto politico valdostano. Quando il Pd ha subito nel tempo diverse ingiurie fasciste con scritte e svastiche sui muri e sulle vetrine dei propri locali, tutta la stampa locale si è esibita in una serie di battute umoristiche e oltre tutto ancor più offensive nei confronti di un partito di sinistra democratica e rispettoso dei canoni e dei valori espressi dalla Resistenza. Oggi veniamo finalmente a scoprire che all'interno della nostra comunità c'è un'attività del tutto oscura che si estrinseca nell'avere tra noi la disastrosa presenza di Black Bloc e per di più di marca fascista. Sono mesi e mesi che noi di Area Democratica denunciamo anche la presenza di un'altra organizzazione nera: "casapound". Avete notate voi una qualche indignazione? No, di certo, anzi posso dirvi che i media locali fanno a gara nell'intervistarli per riempire le pagine locali e ora che hanno scoperto che abbiamo due Black Bloc, le interviste verranno pagate a peso d'oro.

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giorgio








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MessaggioInviato: Mar Nov 29, 2011 4:48 pm    Oggetto:  
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AostaSera.it 28/11/2011 ha scritto:
Il Pd sui precari forestali:
“La Regione ci ripensi, occupazione a rischio”

Aosta - Dopo le infuocate assemblee della scorsa settimana, in attesa dell’incontro di Rollandin con i sindacati, Donzel avverte:
“E’ inimmaginabile, con le risorse che ha ancora a disposizione il bilancio regionale, che a pagare siano soprattutto i più deboli”.

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Manifestazione degli operai idraulico-forestali

Un passo indietro, o quanto meno un ripensamento. E’ quanto chiede il Pd al Presidente Rollandin, in merito alla nuova organizzazione del lavoro, per quanto riguarda i cantieri forestali che la Regione istituirà per il 2012. Nella nuova prospettiva i lavori saranno appaltati a imprese artigiane che sulla base della clausola di garanzia sociale, inserita nella finanziaria regionale, dovranno attingere all’elenco dei lavoratori selezionati quest’anno dalla Società di Servizi.

“In linea di principio l’idea coinvolgere anche i privati nel settore della forestazione è interessante – ha spiegato Raimondo Donzel - ma resta il fatto che con i meccanismi di applicazione dell’IVA e del giusto profitto dell’impresa e con i grossi problemi di gestione burocratica del sistema degli appalti, verranno fortemente diminuite le possibilità di impiego in un settore dove molti lavoratori si stanno avvicinando alla pensione e, in caso di esternalizzazione totale, sia le donne sia gli invalidi sia i lavoratori anziani avrebbero grosse difficoltà a ricollocarsi sul mercato”.

Per questo motivo il Pd chiede “soluzioni alternative finalizzate alla ricollocazione di questi lavoratori: è inimmaginabile, con le risorse che ha ancora a disposizione il bilancio regionale, che a pagare il prezzo della crisi siano soprattutto i più deboli”.

di Massimiliano Riccio


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