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LA QUESTIONE MORALE
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Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> SPAZIO DEMOCRATICO
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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Feb 03, 2012 7:08 pm    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 03/02/2012 17:59 ha scritto:
BANCHE: MULTA BCC; MAGGIORANZA VDA, ORA INTERIM A ROLLANDIN
(ANSA) - AOSTA, 3 FEB -
''Preso atto della decisione dell'assessore Claudio Lavoyer di rimettere il mandato per poter chiarire la propria posizione rispetto alle notizie riportate dagli organi di stampa e dimostrare la propria correttezza, difendendo in ogni sede e liberamente la propria onorabilita' e quella della sua famiglia'', e ''riconoscendo il senso di responsabilita' dimostrato dall'assessore che con questa scelta intende anche consentire al Governo regionale di continuare a svolgere in piena serenita' il proprio mandato'', i capigruppo delle forze di maggioranza in Consiglio regionale ''concordano sulla necessita' che le funzioni assessorili siano nell'immediato assunte e mantenute dal Presidente della Regione, inteso che e' volonta' dell'assessore Lavoyer fornire gli opportuni chiarimenti e notizie al Consiglio e alla Giunta regionale entro i prossimi 90 giorni''. (ANSA).


(ANSA) Data: 03/02/2012 18:31 ha scritto:
BANCHE: MULTA BCC; LAVOYER, RAMMARICATO PER FANGO SU DI ME
(ANSA) - AOSTA, 3 FEB
- ''Sono rammaricato per il fango che mi e' stato rovesciato addosso e che ha coinvolto, in modo indegno, la mia famiglia e leso la privacy di tante persone che nulla hanno a che vedere con la questione''. Lo ha dichiarato all'ANSA l'assessore regionale al bilancio, finanze e patrimonio della Valle d'Aosta, Claudio Lavoyer, poco dopo aver rassegnato le dimissioni dall'incarico all'interno della Giunta.
Lavoyer ha poi sottolineato che la decisione di dimettersi e' stata presa ''per consentire al Governo regionale di svolgere serenamente l'attivita' in questo momento di grande crisi economica''. (ANSA)

Mi era sembrato di sentire La Torre rassicurare, in una intervista rilasciata stamane, mi sembra anche su Tg3, che nel giro di poco sarebbero giunte tutte le carte del caso che avrebbero giustificato e spiegato ogni cosa. Leggo ora che è volontà dell'assessore Lavoyer fornire gli opportuni chiarimenti e notizie al Consiglio e alla Giunta regionale entro i prossimi 90 giorni. Ma una volta che una tra di loro in Federation saranno mai coordinati nel raccontare la stessa cosa?

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MessaggioInviato: Ven Feb 03, 2012 7:08 pm    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Feb 03, 2012 7:26 pm    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 03/02/2012 ha scritto:
18:36 MOVIMENTI PER 40 MLN SU CONTI, ASSESSORE VDA SI DIMETTE
(ANSA) - AOSTA, 3 FEB -
A seguito delle polemiche sorte per aver movimentato ''in maniera anomala'' oltre 40 milioni di euro in due anni sui propri conti correnti e su quelli riconducibili a parenti, l'assessore al bilancio, finanze e patrimonio della Valle d'Aosta, Claudio Lavoyer, oggi pomeriggio ha rassegnato le dimissioni. Preso atto della decisione, i capigruppo di maggioranza hanno concordato sull'assegnazione dell'interim al Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ''inteso che e' volonta' dell'assessore Lavoyer fornire gli opportuni chiarimenti e notizie al Consiglio e alla Giunta regionale entro i prossimi 90 giorni''.

Lavoyer, esponente di punta del movimento Federation autonomiste, e' finito al centro di una 'bufera' dopo la diffusione dei verbali di un'ispezione della Banca d'Italia che ha multato la Banca di credito cooperativo valdostana per alcune carenze nell'organizzazione e nei controlli interni. In sei conti correnti - intestati all'assessore e a persone a lui vicine - sono state riscontrate ''anomalie'' concretizzate ''nella creazione di fittizie disponibilita' finanziarie mediante frequenti giri di assegni''. Un movimento complessivo di 40,7 milioni di euro tra il 2009 e il 2010. La vicenda e' segnalata dalla Banca d'Italia anche alla Procura di Aosta, che ha aperto un fascicolo e ha disposto approfondimenti tramite la guardia di finanza.

Sulle operazioni bancarie dell'assessore ''c'e' stata disattenzione nell'operativita', ma questo puo' essere successo nei confronti di questo gruppo come nei confronti di altri, la politica non ha nulla a che fare'' ha commentato Martino Cossard, presidente della Bccv. A seguito dell'ispezione della Banca d'Italia e dei rilievi dell'ufficio di vigilanza, la Bccv ha chiuso i conti correnti riconducibili all'assessore Lavoyer e al gruppo di persone a lui collegato.

Nel 2007 Lavoyer era stato condannato in primo grado dal tribunale di Aosta per truffa a un anno di carcere - con la condizionale - in merito all'inchiesta su alcune ospitalita' offerte dalla Regione Valle d'Aosta.(ANSA).



T'amo, o pio bove; e mite un sentimento
di vigore e di pace al cor m'infondi.
O che solenne come un monumento
tu guardi i campi liberi e fecondi
O che al giogo inchinandoti contento
L'agil opra de l'uom grave secondi;

Inutile chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati (A seguito dell'ispezione della Banca d'Italia e dei rilievi dell'ufficio di vigilanza, la Bccv ha chiuso i conti correnti riconducibili all'assessore Lavoyer e al gruppo di persone a lui collegato).

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giorgio








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MessaggioInviato: Sab Feb 04, 2012 4:18 pm    Oggetto:  
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Aostaoggi.it 04/02/2012 ha scritto:
Il sindaco di Aosta sul caso Lavoyer-Carradore:
«una questione personale»

Giordano spiega: «per ora ci sono solo indiscrezioni giornalistiche».
No comment sulle dimissioni dell'assessore regionale

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AOSTA. «Ad oggi, sono e rimangono null'altro che indiscrezioni giornalistiche. Tutto ciò che so lo leggo, giornalmente, sui quotidiani». Bruno Giordano, primo cittadino di Aosta, prende le distanze e, senza remore, manifesta il suo disappunto sulle modalità con cui i media stanno trattando quanto accaduto all'assessore regionale alle Finanze Claudio Lavoyer e a persone a lui vicine.

Le dimissioni dell'esponente dell'esecutivo regionale avranno riflessi nella giunta comunale? «No», risponde con voce stentorea. E, accalorandosi, dichiara: «Non commento decisioni di palazzo regionale». Non trattiene la stizza nei confronti dei giornalisti: «Come si fa a parlare di "riflessi", di "segnali" su vicende che neppure voi conoscete. Vicende che nascono, lo ripeto, da supposizioni giornalistiche».

Il sindaco tiene a sottolineare un concetto prioritario: «L'assessore Patrizia Carradore non ha alcun avviso di garanzia. Quanto è successo non riguarda l'amministrazione comunale. Parliamo di questioni del tutto personali. Che, mi auguro, vengano definite al più presto, anche al fine di evitare speculazioni politiche».

Non tollera quello che definisce il «giochino dei nomi» relativo alla nomina di un eventuale futuro assessore alle Attività Produttive. «Vorrei ricordare - dice Bruno Giordano - che, qualora dovessimo affrontare questa realtà, la scelta di un assessore compete soltanto al sindaco». Parla a ruota libera: «L'unica persona - dice - che dovrebbe essere sentita in questo momento è l'assessore Carradore». Gli facciamo notare di averla cercata pochi minuti prima per offrile l'opportunità di spiegare la sua posizione, ma di aver trovato il cellulare spento. Risposta: «Posso anche capire il perché».

Ritorna, con forza, sul termine «indiscrezioni giornalistiche» di un fatto «che deve ancora essere chiarito». E, di seguito: «Ho anche altre cose da fare, se permettete, che non passare il tempo a rincorrere ciò che scrivono i giornali». Conclude: «Alla fine, di cosa stiamo parlando? Di fatti che attengono alla persona e non alla pubblica amministrazione».

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S.L.


Bruno Giordano, primo cittadino di Aosta, sul caso Lavoyer-Carradore rilascia interviste, dicendo che questo è un caso personale. Si può notare a questo punto come il Sindaco del capoluogo valdostano non sia in linea con la maggioranza regionale. E' una sensazione o valutazione politica sbagliata? Qui tra gli addetti al gossip si parla già che abbia una fifa nera!

Cordialità

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MessaggioInviato: Sab Feb 04, 2012 5:14 pm    Oggetto:  
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AostaOggi.it 10/02/2010 ha scritto:
Renato Favre sulle elezioni:
“Lusingato che si sia fatto il mio nome, ma la pesca apre a fine marzo”

Aosta - Renato Favre e Patrizia Carradore tirano le somme sul’attività istituzionale del 2009.
Il consiglio comunale di Aosta ha discusso per 142 ore e si è riunito 26 volte. Favre sulle elezioni: “Lusingato ma non mi sbilancio”

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Renato Favre e Patrizia Carradore

In una conferenza stampa fiume, il presidente del Consiglio di Aosta, Renato Favre e la sua vice, Patrizia Carradore, hanno fatto il resoconto sull’attività istituzionale svolta nel 2009. Entrambi hanno espresso soddisfazione per il lavoro fatto. In particolare Favre ha rivendicato il ruolo sempre maggiore che la Presidenza del consiglio ha assunto. “E’ un’istituzione – ha spiegato – che è nata solo nel 1994, negli anni si è evoluta. Sono spesso a Roma per rappresentare Aosta nell’Anci, e a questo proposito credo sarebbe auspicabile che il Celva, oltre che sindaci e presidenti delle comunità montane, pensasse di lasciare almeno una sedia anche ai presidenti del consiglio. Anche perché noi rappresentiamo tutto il consiglio, e siamo la seconda carica, dopo quella del sindaco, che da quando c’è l’elezione diretta è potentissimo”.

Il primo consiglio comunale dello scorso anno si è tenuto il 13 gennaio, l’ultimo il 16 dicembre. L’assemblea si è riunita in tutto 26 volte, per un totale di 142 ore di discussione. Le interpellanze e interrogazioni presentate sono state 8; 67 le mozioni. Di queste solo 4 sono state approvate, 34 invece sono state ritirate, 26 respinte o non approvate e 3 rinviate. I rappresentanti degli Aostani non sono degli assenteisti, la maggior parte dei consiglieri e degli assessore ha preso parte a tutte le assemblee, alcuni ne hanno perse una o due. La maglia nera va al consigliere dimissionario Giovanni Girardini, presente solo 10 volte su 26, lo segue a distanza Giorgio Giovinazzo, con 10 assenze.

Favre ha fatto anche un accenno alle prossime elezioni. “Ho letto i giornali, e ho visto che il presidente Ego Perron ha fatto il mio nome, assieme a quello dell’assessore Follien, ne sono lusingato. Ma sono un cacciatore e un pescatore, e la pesca apre a fine marzo, prima non ho intenzione di pescare né di farmi pescare. Per il momento non mi pronuncio”.

di Cristian Pellissier



Ricordate il magnifico Renato Favre e la ultracrinita Patrizia Carradore in questa magnifica intervista? Entrambi esprimevano soddisfazione per il lavoro fatto. Solo che il Favre rivendicando il suo ruolo di antipiddino e compagno di merende del Pdl non sapeva che fine avrebbe fatto e che la sua vice e vicina di "poltrona"....nemmeno. Chissà cosa passerà loro per la testa!

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MessaggioInviato: Lun Feb 06, 2012 12:01 pm    Oggetto:  
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AostaSera.it 04/02/2012 ha scritto:
Dimissioni di Lavoyer: il Pd "ora chiarimenti anche dalla Carradore"
Aosta - "Spero - sottolinea Fabio Protasoni, Presidente del Pd Vda - che l’assessore Carradore prenda esempio e non si sottragga al chiarimento che è dovuto anche da parte sua." Il Pd chiede una redistribuzione delle deleghe di Lavoyer e non un nuovo assessore.
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Patrizia Carradore - Assessore comunale al Turismo

"Le dimissioni di Lavoyer sono una buona notizia per le istituzioni e per lui stesso." Cosi Fabio Protasoni, Presidente del Pd Valle d'Aosta commenta sul suo blog la decisione dell'Assessore alle Finanze di rimettere il suo incarico nelle mani del Presidente della Regione. Questione chiusa quindi? No, secondo il Presidente del Pd che sottolinea come ora si apre la questione comune di Aosta. "Spero - sottolinea Protasoni - che l’assessore Carradore prenda esempio e non si sottragga al chiarimento che è dovuto anche da parte sua."

Il segretario del Pd Donzel è ancora più netto "se le dimissioni di Lavoyer sono state doverose perché lo stesso atto di responsabiltà non arriva dalla Carradore?". Per Il Pd rimane comunque un'ambiguità sulle dimissioni di Lavoyer "Mi pare assai discutibile questa innovazione valdostana delle “dimissioni a tempo”"scrive Protasoni. "Surreale" è il termine con cui invece il segretario Donzel descrive la vicenda. "Prima ancora delle dimissioni - sottolinea Donzel - vogliamo chiarimenti. Questa maggioranza sembra più preoccupata dalle logiche dei posti che dalla logica della trasparenza."

E sull'interim a Rollandin il segretario del Pd aggiunge "Siamo perplessi sull'idea che si sta profilando di un interim a Rollandin per poi passare alla nomina di un nuovo assessore. In un momento di crisi come quello attuale il Governo regionale non può permettersi "il gioco ad occupare i posti" ma deve prevedere un rimpasto e una redistribuzione delle deleghe di Lavoyer". "C'è già - conclude Donzel - un assessore tecnico di troppo che non si capisce bene cosa stia facendo".

di Silvia Savoye



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MessaggioInviato: Lun Feb 06, 2012 5:32 pm    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 04/02/2012 17:00 ha scritto:
BANCHE: MULTA A BCC; PD, CARRADORE CHIARISCA POSIZIONE
(ANSA) - AOSTA, 4 FEB -
Dopo le dimissioni dell'assessore regionale alle finazne, Claudio Lavoyer, il gruppo del Pd al Comune di Aosta ritiene ''indispensabile e urgente che anche l'assessore comunale Patrizia Carradore, coinvolta direttamente nel vorticoso giro di assegni e transiti sospetti, chiarisca ufficialmente la sua posizione in merito alla vicenda''. E' quanto si legge in una nota nella quale si sottolinea che ''le dimissioni dell'assessore regionale Lavoyer dimostrano tutta intera la gravita' della situazione che non puo' essere liquidata come vicenda personale''.

''A chi occupa ruoli di responsabilita' pubblica - prosegue la nota - e' richiesta la massima trasparenza, soprattutto in un momento in cui si e' incrinata la fiducia dei cittadini verso le istituzioni e la politica'' Il Pd auspica pertanto che ''il Sindaco sappia farsi promotore di questa esigenza di chiarezza, affinche' arrivino presto quei chiarimenti che fino ad oggi non sono ancora arrivati; in caso contrario, il gruppo comunale sentirebbe il dovere di difendere la dignita' delle istituzioni, con ogni mezzo, anche con una richiesta di dimissioni''. (ANSA).



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MessaggioInviato: Gio Feb 09, 2012 11:24 am    Oggetto:  
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Ecco cosa pubblicava La Stampa il 16 ottobre 2009 e che già Area Democratica aveva riportato nello stesso giorno e su questo stesso Thread...

La Stampa 16 Ottobre 2009 ha scritto:
L’irritazione. il caso
Convegno di St-Vincent l’assessore alle Finanze «Obiettivo efficienza»
«Non voglio domande sulle truffe alla Regione»
Lavoyer e l’etica: “No ai moralismi”


SAINT-VINCENT

Storia chiusa, per Claudio Lavoyer, quella delle truffe alla Regione causa ospitalità un po’ troppo generose. Chiusa da una condanna a un anno di carcere in primo grado ma soprattutto cancellata dalla prescrizione. Capitolo chiuso, ma nota dolente. Alla domanda se non abbia provato un qualche imbarazzo ad aprire i lavori di un convegno sui danni alle finanze pubbliche, l’assessore taglia corto e di quello, dice, «non voglio proprio parlare». Elastica, efficace. E soprattutto rapida. Così deve essere la pubblica amministrazione secondo l’assessore alle Finanze Claudio Lavoyer, che ieri ha aperto i lavori della tre giorni dedicata a «Etica e diritto - il danno alle Finanze pubbliche: profili amministrativi e penali». Organizzato dalla Regione, dall’UniVda e dal Centro europeo di bioetica (targato Unesco) radunerà fino a domani giuristi, magistrati (dal procuratore di Aosta Marilinda Mineccia fino al pg di Torino, Marcello Maddalena), docenti universitari e giornalisti (tra questi l’editorialista de La Stampa, Luigi La Spina).

«Non ho la presunzione di entrare nel merito degli argomenti in discussione - ha ammesso Lavoyer - ma due brevissime considerazioni sul rapporto tra etica e amministrazione le vorrei fare. Ritengo, in una visione non moralistica e bacchettona, che l’etica nella pubblica amministrazione significhi innanzitutto avere una pubblica amministrazione efficace nelle risposte ai bisogni dei cittadini». La politica del fare, insomma. «Un’amministrazione equa, affidabile ed efficace riesce a ispirare fiducia al pubblico, crea un clima favorevole alle imprese e contribuisce al buon funzionamento dei mercati. L’etica è la chiave del buon governo». Lavoyer si fa una domanda - «quali sono quindi gli interventi necessari per rafforzare la fiducia dei cittadini?» - e si dà una risposta sgranata in cinque punti: «Bisogna definire una chiara missione per adeguarsi alle attuali esigenze della gente; salvaguardare i valori adeguandosi ai cambiamenti; è importante applicare le regole ma soprattutto prevenire le storture perché a lungo termine la prevenzione è un investimento che incide favorevolmente sulle relazioni tra pubblica amministrazione e società civile; anticipare i problemi e infine trarre vantaggi dalle nuove tecnologie, che possono aiutare i poteri pubblici a trovare nuove vie per informare i cittadini».

«Noi, politici e amministratori - dirà Lavoyer a margine dei lavori - abbiamo come primo compito quello di dare risposte alla gente». Risposte che però ogni tanto - basta leggere le cronache giudiziarie di tutto il Paese - cozzano contro la legge. «Il rispetto delle normative è la prima e imprescindibile regola, questo è chiaro - dice -. Però non deve essere tutto lì. L’efficienza è la chiave di tutto: azioni veloci risparmiano costi immensi ed evitano problemi a lungo termine. Serve equilibrio. Poi può capitare che i politici sbaglino, e quando prendono una decisione ogni tanto scivolino...». Chi quegli scivoloni era sempre pronto a punirli era il procuratore di Asti Maurizio Laudi, magistrato torinese in prima linea contro terrorismo e criminalità morto il 24 settembre a 61 anni per un infarto. Era nella segreteria scientifica del convegno e in tutti gli interventi della mattina ha fatto capolino il suo nome. Maddalena ha citato ampi brani della relazione che Laudi aveva preparato su Giustizia ed etica: «E’ da respingere - scriveva - una concezione della giustizia come valore assoluto. Spaventa l’idea di un giudice che con le sue sentenze stabilisca ciò che è “bene” e ciò che è “male”, facendosi egli stesso creatore della regola in nome di un incontrollato e incontrollabile ruolo di interprete autentico della “morale”».
ANDREA CHATRIAN



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MessaggioInviato: Gio Feb 09, 2012 4:46 pm    Oggetto:  
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(ANSA)Data: 08/02/2012n17:13 ha scritto:
REGIONI: DIMISSIONI LAVOYER; MAGGIORANZA, GESTO RESPONSABILE
(ANSA) - AOSTA, 08 FEB -
La maggioranza fa quadrato intorno all'ex assessore Claudio Lavoyer, giudicando le sue dimissioni ''un gesto di responsabilita''' e invocando al piu' presto i chiarimenti sulla vicenda.

Nel corso del dibattito in aula sulla presa d'atto delle dimissioni (che hanno portato all'assunzione ad interim delle deleghe assessorili da parte del Presidente della Regione), Leonardo La Torre, capogruppo Federation autonomiste, ha evidenziato il ''carnevale delle procedure'' che ha accompagnato l'affaire Lavoyer: ''Per ora mancano i fatti reali e ci sono solo i fatti mediatici, perche' alla politica non e' pervenuto nessun elemento di valutazione''.

Il gesto di Lavoyer ''consentira' alla Giunta regionale di svolgere serenamente il proprio lavoro'', ha spiegato il capogruppo di Stella Alpina, Francesco Salzone, che ha aggiunto: ''E' difficile scindire il ruolo politico da quello privato e per questo motivo che abbiamo apprezzato il gesto di Lavoyer''.

Per Massimo Lattanzi (Pdl) ''le dimissioni di Lavoyer erano formalmente non dovute, ma politicamente ritenute necessarie dall'assessore e questo e' l'unico atto di reale trasparenza compiuto''. (ANSA).


Fare quadrato, è un motto che ce lo insegnarono i romani, ai tempi dei Salassi - oggi in Regione è applicato dai politici di maggioranza - ed è diventato compattezza ed unità d'intenti. Solo così essi potranno ancora ambire ad attaccare efficacemente, solo così potranno conquistare perché sanno che sopravvivere non è più sufficiente. Fare quadrato significa avanzare senza fermarsi, senza esitare, essere in grado di comandare, ma al tempo stesso anche di obbedire.

"Sono sorvegliata da soldati, circondata da splendide mura e scaccio lontano con il mio valore i dardi nemici. Se pace tu porti, accostati pure a queste porte, se guerra tu cerchi, triste e battuto ti ritirerai. Il Meridione e il Ponente, il Settentrione e l'Oriente sanno su quali enormi fremiti di guerre io Aosta abbia prevalso."


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erika








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MessaggioInviato: Ven Feb 10, 2012 11:11 am    Oggetto:  se lavoyer è un santo, la carradore?
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Caro Giorgio,
ascoltando il consiglio regionale, ho notato che tutte le forze di maggioranza,dipingono Lavoyer come un santo, chè si dimette da assessore
(15mila€ al mese Shocked) per diventare consigliere (5mila€ )...ma questo vuol dire, che gli altri coinvolti che non si dimettono sono moralmente scorretti?
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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Feb 10, 2012 6:32 pm    Oggetto:  Re: se lavoyer è un santo, la carradore?
Descrizione:
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erika ha scritto:
Caro Giorgio,
ascoltando il consiglio regionale, ho notato che tutte le forze di maggioranza,dipingono Lavoyer come un santo, chè si dimette da assessore
(15mila€ al mese Shocked) per diventare consigliere (5mila€ )...ma questo vuol dire, che gli altri coinvolti che non si dimettono, sono moralmente scorretti?


In genere per essere santi o diavoli fino al giorno che "qualcuno" fu precipatato dal Gran Capo nell'Ade, non correvano molte differenze. E' bastato un nonnulla per finire là dove Dante piazzò al termine dell'imbuto infernale...certo Lucifero
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. Dunque come non dubitare - noi semplicemente umani - rappresentanti della Minoranza, che chi si è travestito da santo
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non lo abbia fatto solo per svicolare da brutte responsabilità. Più che scorretti io direi irresponsabili !

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MessaggioInviato: Mer Feb 15, 2012 11:00 pm    Oggetto:  
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AostaSera.it 15/02/2012 ha scritto:
L'assessore Carradore riferisce in commissione consiliare:
porte chiuse e bocche cucite.

Aosta - Niente di nuovo dall'udienza in commissione Affari istituzionali, dove Patrizia Carradore
è stata chiamata a riferire sul giro di assegni che ha portato l'assessore Claudio Lavoyer alle dimissioni.
Tre quarti d'ora di seduta a porte chiuse, per richiesta

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Patrizia Carradore - Assessore comunale al Turismo

"Non ho nulla da aggiungere sulla questione, ho letto tutto sui giornali". L'assessore comunale Patrizia Carradore commenta ancora così la vicenda che ha visto coinvolti in una ispezione di Bankitalia, assieme a quelli dell'ex assessore regionale alle finanze Claudio Lavoyer, alcuni conti presso la BCC a lei intestati. Poi è entrata nella sala del consiglio comunale di Aosta, dove oggi è stata convocata, in una seduta a porte chiuse della quarta commissione: quella degli Affari Istituzionali. I membri dell'opposizione, infatti, avevano chiesto nei giorni scorsi un chiarimento da parte dell'assessore al Turismo, Sport e Commercio.

Impossibile raccontare il dibattito, che si è svolto in segreto all'interno dell'aula, se non che non è trapelato nulla di nuovo sul contestato giro di assegni, che ha comportato una sanzione di 46 mila e 500 euro nei confronti della BCC valdostana. All'uscita, bocche cucite bipartisan sui contenuti. La consigliera Dina Squarzino commenta di "non essere soddisfatta delle spiegazioni", mentre Paolo Momigliano Levi promette che "si riprenderà il discorso in Consiglio".

Il più loquace è Michele Monteleone che si dichiara soddisfatto del "passaggio istituzionale con cui si è gestita la situazione, di cui rivendico la competenza della nostra commissione". Il capogruppo del PD ha concertato assieme al presidente di commissione Carlo Marzi di andare a colmare i buchi del regolamento comunale rispetto a situazioni come quella di oggi. Nel prossimo consiglio tutta l'opposizione sottoporrà due mozioni legate alla vicenda: "una – spiega Monteleone – verterà sulla verifica patrimoniale dei consiglieri e l'altra su come trattare elementi della sfera privata di un membro del consiglio che hanno ripercussioni pubbliche". L'opposizione, infine, non chiederà le dimissioni dell'assessore Carradore: "per regolamento – spiega Monteleone - si dovrebbero chiedere per tutta la Giunta".

di Lorenzo Piccinno

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«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Feb 16, 2012 3:59 pm    Oggetto:  
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Oggi come ti muovi e ti sposti tra la gente, per caso ascolti " l'opinione pubblica"...quella che ti ritrovi girato l'angolo di casa, quando fai la coda in farmacia, o quando aspetti il turno per un prelievo alla nuova palazzina di via Ginevra; poi quando gusti un buon caffè ristoratore, non senti dire altro che: "In realtà oggi esiste la lobby dei partiti". Mi viene - tra me e me - da fare una considerazione: Bellissimo quell' "in realtà" che pare un rafforzativo, di supporto ad una nuova espressione: "Lobby dei partiti". E se non l'hanno inventata loro, mi domando, dove avranno letto una definizione del genere: "Lobby dei partiti? So che, Carlo Galli su La Repubblica ha scritto...più o meno: il Pdl sembra più aderente del Pd alle ragioni di piccole e grandi lobbies, ma un conto è essere aderente a lobbies, che è espressione corretta, un altro conto è: lobby dei partiti.

Già per loro conto, i partiti sono gruppi di pressione organizzati e palesi, che operano in base al dettato costituzionale ed alle leggi elettorali, ben altro sono i gruppi di pressione non sempre palesi - le lobbies - che dotate di rilevanti mezzi economici, agiscono attraverso organizzazioni di categoria e la stampa per premere sui partiti e le istituzioni, al fine di ottenere vantaggi mirati ai loro specifici interessi. Provate a pensare qui in Valle d'Aosta ad un accostamento locale e per fare un esempio ad una Union Valdotaine e poi all'attuale Partito democratico. E ciò nonostante, questi signori che sono in coda con me, confondendo causa con effetto, li mette insieme, a mio avviso, illogicamente. In generale uno che abbia idee confuse, è facile che pervenga a conclusioni sbagliate. Ed è così, forse, che da tempo in casa Union ci si inventa diversivi, qualsiasi diversivo, pur di uscire fuori da questo dato di fatto delle lobby facendo portare l'acqua con le orecchie ai suoi iscritti. Appunto, e questo accade quando si parla senza riflettere. Questo mio post testimonia quello che ho sempre sostenuto. Che se si estrapola una frase dal contesto in cui è stata scritta o detta, se ne stravolge il contenuto fino a rovesciarne il senso. In un presunto confronto tra me e i miei probabili interlocutori, avrei cercato di dimostrare che un plotone di assessori e consilieri manovrati come marionette, come sta accadendo proprio in questi giorni in Consiglio Regionale, potrebbero difendere gli interessi di "qualcuno" investito anche da qualche conflitto di interessi.

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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Apr 29, 2012 7:34 pm    Oggetto:  
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La Stampa 27.04.2012 ha scritto:
Quella fuga dal Pd alle stanze dei bottoni
L’ultimo è Sciulli ma a livello locale c’è una lunga storia di addii eccellenti

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Carmine Sciulli

Quando, una settimana fa, il Consiglio regionale ha votato i nuovi componenti del Corecom, il segretario del Pd Raimondo Donzel è sbottato su Internet: «Passare alla maggioranza è premiante». Un commento tagliente rivolto a Carmine Sciulli, eletto all’interno del Comitato regionale per le Comunicazioni in area Fédération ma dalla lunga storia all’interno dell’area di sinistra con, nel curriculum, prima la presidenza dei Ds-Gauche Valdôtaine e poi un posto nell’assemblea del Partito Democratico, «gratis» specifica Donzel accostando i due precedenti incarichi a quello appena guadagnato al Corecom, «retribuito» specifica di nuovo il segretario del Pd.

Pochi giorni dopo, però, la situazione si è ripetuta con la nomina di Aurelio Verzì alla presidenza del Collegio sindacale del Casinò. Verzì, già dirigente all’Agenzia delle Entrate, un altro che, tra la militanza politica e quella sindacale in Cgil, era tra gli habitués delle un tempo rossissime feste dell’Unità. Il Pd perde pezzi? «Ma no, non stiamo perdendo pezzi e anzi ne stiamo acquisendo di nuovi» risponde Donzel che fa buon viso a cattivo gioco e puntualizza: «Quella al Corecom è una nomina politica, quella al Casinò è tecnica, non le metto sullo stesso piano».

La transumanza dalla sinistra valdostana a lidi più vicini alle stanze dei bottoni non è comunque storia nuova. Anche quando il Pci-Pds-Ds-Pd era più di governo che di lotta non sono mancati gli addii eccellenti. Un caso è quello di Loris Minelli, attuale segretario comunale a Courmayeur, prima ad Aosta dove era uno dei dirigenti più potenti, che nella sua vita precedente - anni ’80 - vestiva i panni del segretario regionale della Cgil. Un altro è quello di Patrizia Bongiovanni, oggi Sovrintendente regionale agli studi e colonna dell’assessorato regionale all’Istruzione, la cui storia personale è scolpita nel cognome (il padre Oddone fu sindaco comunista di Aosta dal 1975 al 1978) e che nella sua fase di militanza a sinistra non ha mai risparmiato critiche, come ricordano coloro che la ascoltarono durante un congresso dei Ds a Quart, sotto la segreteria di Giovanni Sandri.

«Ho molto rispetto per chi cambia idea - dice Donzel -, ognuno è responsabile delle proprie decisioni e non è compito mio giudicare. Non posso però evitare di condannare chi sceglie il campo in cui stare a seconda della convenienza personale. Sono convinto che anche questa facilità nel cambiare posizioni e schieramenti sia una delle ragioni per cui oggi cresce l’antipolitica». [D. M.]



A questa lista di “fuoriusciti”, presentata con dovizia di particolari da [D. M.] se ne potrebbe aggiungere un’altra - sempre con dovizia di particolari - che alla fine non cambierebbe il senso dell’alto valore etico – politico, che Raimondo Donzel ha voluto significare con le sue dichiarazioni. Senza dubbio quest’articolo ha una grossa qualità - se vogliamo dirlo - ha il pregio di fare capire a molti boccaloni quanto grande sia ancora il significato che si dà alle parole: “valori, etica, idealità”, proprio all’interno del Pd-Vda. Quando si dice che concedere le proprie disponibilità gratis, fare ed essere un volontario della politica senza essere remunerato – per molti oggi concetti desueti e superati - quello che si legge all’interno dell’articolo ti permette di pensare che non siano affatto concetti astrusi. Non so se il giornalista abbia voluto fare un elogio al Pd-Vda o abbia mirato ad altre intenzioni, ma va da se che è sufficiente leggere attentamente questo servizio che molti lo troveranno degno di nota politicamente. Non fosse altro per leggere nero su bianco, come impegnarsi a titolo di favore o gratis solo per fare emergere idealità e valori del proprio partito sia alquanto complicato e incomprensibile ai più.

Come non ritornarci per altri commenti..a presto.

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giorgio








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MessaggioInviato: Mer Mag 02, 2012 5:50 pm    Oggetto:  
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Posta dei Lettori
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28.04.2012 ha scritto:
Nessun addio ma scelte personali

In un articolo apparso nell’edizione del 27 aprile dal titolo «Quella fuga dal Pd alle stanze dei bottoni», vengo additato quale transumante dalla sinistra a lidi più vicini alle stanze dei bottoni. Non comprendo il «peccato». Al termine di due mandati congressuali quale segretario regionale della Cgil, stante l’incompatibilità statutaria dell’eventuale terzo mandato e dopo oltre 15 anni di militanza a tempo pieno, ho ritenuto opportuno tornare a un lavoro che non fosse quello del politico di professione. Per tale ragione mi sono cimentato (1996) in un pubblico concorso per un posto di dirigente al Comune di Aosta. Sottolineo in un pubblico concorso e senza nulla chiedere a chicchessia. Risultandone vincitore ho poi negli anni ricoperto vari incarichi dirigenziali (tecnici) ivi compreso – per via dei titoli professionali posseduti - quello di segretario comunale prima ad Aosta e ora a Courmayeur. Non vedo come tali personali scelte abbiano comportato un «addio eccellente» dagli ideali e dal passato impegno nella sinistra e nel sindacato che, al contrario, tuttora con orgoglio rivendico.
LORIS MINELLI AOSTA



Mah, confesso che mi piace leggere la Posta dei Lettori, non fosse altro che a volte si riesce a passare da uno stato di depressione ad uno di euforia. E basta poco infatti; è sufficiente leggerne una - di lettera - per sentirsi leggeri e vedere di nuovo il mondo con allegria e positività. E' da tempo che ogni wrighter valdostano si sta cimentando con commenti costantemente pungenti, critici, ma soprattutto dotti ed esaurienti sul come e sul perchè il Pd - non certamente gli altri partiti regionali - non riesca a rinnovarsi nei quadri dirigenti. Caspita mi sono detto, come mai allora il buon Daniele Mamoliti, nel precedente articolo - riportato nel post precedente - ci ha ricordato che il Pd butta via i suoi dirigenti come se nulla fosse!?

Ho letto persino, che dopo Loris Minelli, anche Patrizia Bongiovanni è stata considerata transumante per via di quella sua fase di militanza a sinistra dove non ha mai risparmiato critiche, come ricordano coloro che la ascoltarono durante un congresso dei Ds a Quart, sotto la segreteria di Giovanni Sandri. Devo pensare che il bravo giornalista fosse lì ad ascoltare, ma vista la giovane età, fosse un pochino distratto. Posso assicurare che il sentimento transumante era già presente da tempo, non solo nella allora signorina Patrizia, ma anche nel suo degno e stimato papà Oddone. Nell'emiciclo che ospitava il congresso ero seduto gomito a gomito proprio con la famiglia Bongiovanni. Posso assicurare che l'organizzazione dopo avere fatto parlare tutti i principali e allineati oratori si stizzì alquanto, quando il sottoscritto si presentò sul palco e sciorinò con coraggio, tutta una serie di critiche e accuse rivolte ai vecchi marpioni che occupavano nel partito posizioni dominanti da tempi immemorabili. Ricordo come fosse ora, che mi tagliarono persino il tempo assegnatomi. Per la parte destra dell'emiciclo ero troppo provocante e insolente, visto che la parte sinistra mi stava "pure" applaudendo. Ritornai al mio posto e con mia somma sorpresa ricevetti sia da Patrizia prima, che da Oddone Bongiovanni una sonora e rumorosa contestazione. Ero diventato un eretico, come lo ero già per Caracciolo, per Dell'Aquila, Vanni Florio, Baiocco, Millet, Marino Guglielminotti Gaiet e gli allora giovani della Gauche compresi gli Statti, gli Sciulli, Ferrero ecc. Devo dare atto che sicuramente Giovanni Sandri con tutta la sua intelligenza e naturalmente i suoi difetti, fece inconsciamente da tramite per un futuro passaggio del vecchio partito "conservatore" ad uno che si rivelerà poi, con il nostro apporto di Area Democratica, riformista.

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giorgio








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MessaggioInviato: Mer Mag 02, 2012 6:20 pm    Oggetto:  
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Riporto qui - per una buona informazione - uno stralcio del mio discorso a Quart

Citazione:
Carissimi compagni…che dire? Tirare a campare in una realtà valdostana, offuscata da affermazioni insincere è l'ultima delle cose che, un vero compagno desidera sperimentare. Soprattutto se poi queste affermazioni, sono divulgate sugli organi di stampa "ad usum delphini" da alcuni "senatori". Il modo di comportarsi, i valori a cui non fanno più riferimento, la qualità dell'educazione politica, inverano, di fatto, la triste prassi che da tempo, altri compagni meno credibili e forse censurabili, stanno praticando per screditare quella che una volta era un gruppo coeso.

Non utilizzerò un linguaggio "sfumato" e non presenterò nessun pensiero "Doroteo". Il bizzarro comportamento, di negare l'esistenza di realtà evidenti, di non volere osservare i fatti incontrovertibili, ci fa pensare ad un progetto di orbi che vuole dominare un mondo di presunti ciechi . Dove, in effetti, l'orbo è il "dominus", tutti gli effetti, il "Principe". E i ciechi, tutti quelli, che come noi guardano disinteressatamente solo al futuro del nostro partito! Di fatto, sono arrivati gli autonomisti "riformisti" di un riformismo “sui generis”. Hanno detto, fatto e smontato di tutto, nell'interregno cui continuano a gestire, dal giorno successivo al congresso di Quart, dove, con somma chiarezza e garbo, furono invitati ad accomodarsi all'opposizione. Ma questa posizione da loro è stata considerata troppo scomoda e rischiosa, per chi ha sempre praticato il potere reale e virtuale, e dunque:" Si sono affrettati a dichiarare, che noi siamo una "turbativa" per il partito...Hanno spiegato che siamo rancorosi intolleranti. Hanno raccontato che stiamo compromettendo la capacità propositiva dei Ds".

Insomma, un po' di tutto. Bei personaggi, questi, che nei congressi, nelle direzioni se ne stanno sempre acquattati, come il cuculo: prima fanno parlare la maggioranza e solo dopo presentano le mozioni ed in ultimo se ne vanno, cercando di fare mancare il numero legale e spaccare così il partito. Ora, il doroteismo, al di là della sua vicenda storica, non corrisponde semplicemente a una corrente del partito democristiano che fu (Rumor, Piccoli, ecc. ricordate?). Il doroteismo altro non è stato che, il distillato del più puro gattopardismo applicato alla politica, col furbesco intento di far di necessità storica virtù, ma anche vizio. Il vecchio gruppo dirigente ci ha campato o meglio ha provato a tirarci a campare, ora rischia di morirne. Pavento che, come capita a certi morituri, sia l'ultimo, infelicemente a percepire l' approssimarsi dell' amaro calice, anche se da sempre ne abbia felicemente intuito la causa. Ai compagni più avvertiti il compito di drizzare la schiena ed ancor prima, le antenne.
[...]

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