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Avanti col nucleare?
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Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> AGRICOLTURA, AMBIENTE, TUTELA DEL TERRITORIO, ECOLOGIA
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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Mar 17, 2011 3:45 pm    Oggetto:  Avanti col nucleare?
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Enel sta facendo carte false per portare avanti il nucleare francese che è pure meno sicuro di quello giapponese, e lo fa mentre la Merkel spegne sei centrali vecchie.

Ci vuole una mobilitazione su questi temi, per arrivare al referendum superincazzati. Il PD è contro questo nucleare. Cogliamo la palla al balzo e facciamo un gioco di squadra per portare al voto per il referendum più del cinquanta per cento della popolazione. E muoviamoci, perché Berlusconi, l'Enel ed il suo governo lo stanno già facendo pericolosamente.

Tutta la materia è opinabile, confusa, i conti sono difficili da fare, quindi non c'è niente di meglio per chi possegga le televisioni, che però adesso sono intasate di notizie che vengono dai quattro reattori giapponesi che si stanno sfasciando, rilasciando cesio nell'atmosfera. Approfittiamone, anche per rispetto di chi in questi giorni sta pagando le conseguenze di quelle scelte sbagliate, che per avere energia sicura adesso è costretta a razionarla.

Il Primo Ministro giapponese si è lamentato per non essere stato informato tempestivamente dalla società proprietaria degli impianti di che cosa stava accadendo, e quindi di non essere in grado di assumere i corretti provvedimenti. Così apprendiamo che vi sono società private che hanno in mano il destino di tanti esseri umani senza alcun controllo serio delle autorità statali. Quelle centrali della General Electric erano già da molto tempo chiacchierate per la loro sicurezza messa in forse proprio dai sistemi ritenuti insufficienti. E che quelle non fossero chiacchiere emerge proprio dal putiferio a cui stiamo assistendo in queste ore.

Lo stesso accade per il nucleare italiano. L'Enel denuncia un costo per centrale di 4 miliardi di euro, mentre un socio americano che ha rinunciato all'affare, le pagava otto. Con ciò si capisce che i conti sono sballati a bell'apposta per forzare un giudizio positivo sull'economicità del progetto, che di fatto non c'è. E poiché l'Enel è ormai di privati e di un Tesoro filo nuclearista, il gioco sporco può passare se non lo fermiamo col referendum.

Quindi non c'è solo un problema di mafia o di Bel Paese, qua c'è anche una questione di affarismo e politica che va ben oltre i nostri confini.

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MessaggioInviato: Gio Mar 17, 2011 3:45 pm    Oggetto: Adv






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pasolini








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MessaggioInviato: Ven Mar 18, 2011 12:06 am    Oggetto:  
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Ne facciamo una questione ideologica, e anch’io ne faccio una questione del genere, ma se mi fermo a pensare mi devo rendere conto che anche i nuclearisti hanno le loro buone ragioni. Perché insomma, girala come vuoi, ma tutti vogliamo riscaldamento, andiamo in macchina uno per vettura, gli aerei vanno più veloci della bicicletta, le navi fanno le crociere(sapete cosa consuma una nave da 100mila tonn.? una cifra scandalosa..), quando fa caldo gli impianti aria condizionata vanno a mille, i piatti e i panni li laviamo nelle macchine ecc.ecc. e quindi se vogliamo bere del buon vino dobbiamo avere del buon vino da bere, o no?, altrimenti beviamo acqua e non rompiamo le palle con ideologie abbastanza risibili, anche se giustificate.
Allora, sei per le centrali nucleari? No e si. Cioè?
Cioè…cioè sarei anche, con molto sforzo, per impiantare qualche centrale nucleare in Italia a patto che…a patto che? Ecco qua:

1) per ordine del governo tutta l’Italia, case fabbriche scuole uffici ecc. dovrebbe avere i tetti pieni di pannelli fotovoltaici. Obbligatoriamente, con la spesa da decurtare sulle tasse.
2) Una volta stabilito quanta energia si potrà avere con questo provvedimento si potrà andare a realizzare una-due-tre centrali nucleari di ultima generazione per completare il fabbisogno. Con un patto non modificabile, e cioè che le scorie dovranno essere stipate in contenitori di piombo o di qualunque materiale atto a contenerne gli effetti per migliaia di anni.
3) Per ordine del governo tutti gli impianti di riscaldamento funzionanti ancora a carbone o a nafta dovranno essere sostituiti da impianti a metano
4) Il centro di tutte le città con più di centomila abitanti dovrà essere chiuso alle automobili, senza ecopass o cose del genere: chiuso e basta.


Ecco, queste sono, per me, condizioni non modificabili per poter parlare di centrali nucleari

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P.Paolo Pasolini

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L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo,
moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa
marcescenza è, ora, il fascismo.
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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Mar 18, 2011 9:51 pm    Oggetto:  
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AostaSera.it 09/02/2011 ha scritto:
Ambiente
"Nessun progetto per il nucleare in Valle d’Aosta"
Aosta -
E’ quanto ha dichiarato il presidente della Regione, Augusto Rollandin, rispondendo a Raimondo Donzel,
del Partito Democratico, durante i lavori del Consiglio regionale.

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Raimondo Donzel

“Nella nostra regione non ci sono le condizioni per una qualsiasi produzione del nucleare. E questa, lo abbiamo detto a più riprese, è la nostra posizione”. E’ quanto ha dichiarato il presidente della Regione, Augusto Rollandin, rispondendo a Raimondo Donzel, del Partito Democratico, durante i lavori del Consiglio regionale sottolineando che "nella Conferenza unificata Stato-Regioni del 20 Gennaio 2010, otto regioni hanno espresso parere negativo alla delibera del Cipe riguardante le tipologie di impianti nucleari realizzabili sul territorio italiano, mentre il vicino Piemonte ha dato parere positivo e la nostra Regione in quella sede non ha espresso alcun parere."


Dobbiamo confidare nella coerenza del Presidente? Speriamo di sì!

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MessaggioInviato: Mer Mar 23, 2011 7:02 pm    Oggetto:  
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Citazione:
Oggi la nube è sull'Islanda, domani sarà sulla Francia, poi gli effetti della nube radioattiva sono "attesi sull'Italia, prevediamo tra domani e dopodomani" ma "al momento non si rilevano assolutamente rischi per le popolazioni". Ad affermarlo è stato il responsabile del Servizio misure radiometriche del Dipartimento nucleare dell'Ispra, Giancarlo Torri. In Italia ad intercettare la nube "sono i sistemi della Rete nazionale di sorveglianza della radioattività, una rete che è sempre e comunque attiva su tutte le regioni italiane" ha spiegato Torri, aggiungendo che "a stamattina non si rileva nessun segnale di incremento di radioattività né sull'Italia né sull'Europa". "Al momento - ha ribadito Torri - non si rilevano assolutamente rischi per la popolazione. L'eventuale esposizione sarebbe molto rapida". "Con i nostri strumenti - ha concluso Torri - misuriamo normalmente valori da 10mila a 100mila volte inferiori a quelli che potrebbero avere impatto sulla salute delle persone, sono cioè valori bassissimi e pari a 10mila volte meno le dosi di radiazione naturale".
(22 marzo 2011)


E la regione Valle d'Aosta, verrà rispettata nella sua Autonomia dalla nuvola radioattiva? Glielo abbiamo detto ai giapponesi che noi abbiamo uno statuto autonomo da far rispettare? Noi non la vogliamo la nube, dobbiamo proteggere i nostri prodotti, l'erba per la nostra Fontina, le vigne per i nostri vini, la terra per le nostre patate rosse, i meli per le nostre renette, le erbe aromatiche per condire il Lardo di Arnad, poi, a ben vedere, per i piselli rinsecchiti dalle radiazioni, c'é sempre na bella secchiata di viagva, ma non preoccupiamoci delle radiazioni... son passate di moda. Ora c'é il beduino, l'Onu, il pony express e il nano. Lui sì col viagva!

Laughing

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MessaggioInviato: Mer Mar 23, 2011 7:58 pm    Oggetto:  
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MessaggioInviato: Dom Mar 27, 2011 5:43 pm    Oggetto:  
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La Stampa 27.01.2011 ha scritto:
Referendum Sul nucleare è già l’ora degli appelli

Si apre anche in Valle la campagna per i referendum del 12 e 13 giugno e, tra i partiti, tocca all’Italia dei Valori aprire le danze. Tre i quesiti che saranno sottoposti al giudizio dei cittadini: contro la privatizzazione dell’acqua, per l’abrogazione della legge sul legittimo impedimento e per abrogare le norme per la reintroduzione dell’energia nucleare in Italia, tema balzato sotto i riflettori dopo l’incidente alla centrale giapponese di Fukushima. «E’ necessario – ha spiegato ieri mattina Lorella Vezza, coordinatrice delle donne per l’Idv della Valle d’Aota – che i cittadini vadano a votare per tutti e tre i referendum perché si tratta di temi importanti e non si può correre il rischio che questioni come queste vengano liquidate dal mancato raggiungimento del quorum». Vezza ha aggiunto: «Questa del quorum è una vera e propria anomalia italiana, unica in Europa».

«Il nostro partito – ha aggiunto il coordinatore Marco Belardi parlando del nucleare – si è mosso già in tempi non sospetti. La raccolta delle firme è partita la scorsa primavera e quindi non accettiamo di passare per “sciacalli”, come qualcuno ha sostenuto, che sfruttano l’emotività causata dagli eventi nipponici». L’Idv, ha ricordato Belardi, ha raccolto in Valle d’Aosta 3300 firme a sostegno dei quesiti: «A questo punto siamo disponibili a dialogare con tutte le altre forze che si sono mosse come noi, anche se in questo momento non esiste ancora un coordinamento referendario vero e proprio».

Belardi ha contestato la decisione del governo di non accorpare i referendum con le elezioni amministrative in programma in diverse città italiane: «Si sarebbero potuti risparmiare tra i 250 e i 300 milioni di euro, che tra l’altro sono la stessa cifra che il governo intende destinare alla cultura ricavandoli dall’aumento delle accise sulla benzina».
[D. M.]



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MessaggioInviato: Mer Apr 20, 2011 6:30 pm    Oggetto:  
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Citazione:
Il Governo cerca oggi di evitare il giudizio dei cittadini abrogando da solo le norme che aveva voluto ad ogni costo. E' un risultato del movimento antinucleare, mantenere la vigilanza fino al risultato certo

Il Governo ha capito che al referendum sul nucleare del 12/13 giugno andava sotto. Dopo avere lungamente dimostrato incapacità di comprendere la gravità dell'incidente della centrale nucleare in Giappone il Governo ora ha presentato al Senato un emendamento al decreto legge sulla moratoria che cancella le normative precedenti sul nucleare. Questo nuovo e opposto orientamento del Governo, che modifica radicalmente quelli precedenti, è un importante risultato del movimento referendario che ha sviluppato una larga e unitaria iniziativa per votare SI al referednum del 12/13 giugno con l'obiettivo di cancellare la legge sul nucleare voluta ad ogni costo dal Governo in spregio al referendum del 1987.

Il Governo cerca oggi di evitare il giudizio dei cittadini abrogando da solo le norme che aveva voluto ad ogni costo.
Il giudizio sul tentativo del Governo, per ora bloccato, di riportare il nucleare in Italia resta drasticamente negativo. Il Governo ha fatto dichiarazioni gravi ed irresponsabili. Acquisiamo questo risultato che appartiene a quanti hanno condotto una ferma battaglia contro il ritorno del nucleare in Italia. Tuttavia va anche detto che l'esecutivo ha presentato un emendamento ad un decreto legge che per diventare legge dello Stato deve essere definitivamente convertito prima dal Senato e poi dalla Camera nello stesso testo e quindi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, tutto questo non prima del 20/25 maggio.

Solo a quel punto si saprà se ci sono con sicurezza gli estremi per fare giudicare dalla Corte che sono venute meno le ragioni del referendum abrogativo sul nucleare. Fino a quel momento deve continuare la vigilanza del movimento referendario per avere la piena garanzia che le ragioni del referendum sono effettivamente venute meno. Questo può anche aiutare gli altri referendum che invece si terranno regolarmente il 12/13 giugno.


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MessaggioInviato: Mer Mag 25, 2011 5:28 pm    Oggetto:  
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AostaSera.it 24/05/2011 ha scritto:
Referendum
Dal Pd e l’Italia dei Valori quattro sì per i referendum
La “staffetta delle donne di valore”, organizzata dall’Italia dei Valori per spiegare ai cittadini le motivazioni del sì, è arrivata questa mattina in Piazza Chanoux ad Aosta. "Vogliamo rompere il silenzio di censura che è calato su temi fondamentali".


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La “staffetta delle donne di valore”


“Quattro sì per far camminare le idee”. E’ questo slogan scelto dal Partito Democratico, l’Italia dei Valori e il Partito Socialista Italiano per accompagnare di comune accordo la campagna pro referendum, in vista del voto popolare del 12 e 13 giugno. La “staffetta delle donne di valore” partita dalla Liguria tre giorni fa, è arrivata infatti questa mattina in Piazza Chanoux ad Aosta e nei prossimi giorni sarà a Milano, appena prima dei ballottaggi per l’elezione del nuovo sindaco, per poi concludersi il prossimo 10 giugno a Reggio Calabria.

“Con il PD e il PSI condividiamo lo stesso punto di vista – ha spiegato Lorella Vezza, coordinatrice regionale delle donne dell’IDV - in altre parole la necessità di difendere il nostro futuro e di far capire alla gente che è necessario andare alle urne, perché senza il raggiungimento del quorum lasceremo la decisione nelle mani di chi ha scelto di non decidere. Vogliamo far sentire la nostra voce per denunciare il silenzio che è stato volutamente calato su questi temi”.

Legittimo impedimento
Sul primo tema referendario, l’Italia dei Valori ritiene che il governo abbia “introdotto il legittimo impedimento per permettere al Presidente del Consiglio e ai Ministri di non comparire in udienza penale per l’intera durata della loro carica. E’ un segno dell’arbitrio del potere politico e dell’impunità dei potenti”. “Nel caso in cui venisse allargato anche ai parlamentari – ha concluso Vezza – c’è il rischio che si crei una grande casta d’intoccabili: noi vogliamo che la legge sia uguale per tutti”.

Acqua
Per sostenere il “sì” ai due quesiti riguardanti l’acqua, la parola è passata a Giuliana Ferrero, consigliere comunale del Pd, partito che ha promosso in prima persona la raccolta delle firme per il referendum. “La privatizzazione del controllo e della gestione dell’acqua trasforma questo bene comune in una merce come le altre – ha spiegato Ferrero – dimenticando si tratta di un servizio essenziale e un diritto dei cittadini”. “Inoltre – ha continuato Ferrrero – in questo modo le comunità locali perderebbero il controllo su una risorsa essenziale, alimentando invece i profitti e il potere delle multinazionali, con la conseguente crescita dei prezzi pagati dai cittadini”. Contro la privatizzazione prevista dalla Legge Ronchi, il Consiglio Regionale si è già espresso chiaramente nel 2009, quindi secondo il PD, “l’Union Valdôtaine non dovrebbe avere difficoltà a schierarsi allo stesso modo anche in questa occasione, forse però crea imbarazzo la differente posizione del PDL, attuale alleato in maggioranza”.

Nucleare

“Nonostante il rifiuto popolare del 1987, il governo vuole puntare di nuovo sull’energia nucleare: noi siamo contrari su tutta la linea a questo ritorno di fiamma”. Sulla necessità di votare in maniera favorevole anche l’ultimo quesito è intervenuta Carmela Fontana, consigliere regionale del Partito Democratico. “Dopo gli incidenti di Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima – ha concluso Fontana – è chiaro a tutti che l’energia nucleare è una vera minaccia per la salute ambientale e delle persone. Noi invece vogliamo puntare sulle energie rinnovabili e sull’efficienza energetica nel massimo rispetto dell’ambiente”.

Appuntamenti sul territorio
Per spiegare ai cittadini perché votare sì ai quattro referendum, per questa settimana l’Italia dei Valori ha in programma altri 4 incontri sul territorio: questa sera l’appuntamento è alle ore 21 presso la saletta comunale di Challand-Saint-Anselme. Alla stessa ora, seguiranno gli incontri di Donnas (25 maggio), Champorcher (26 maggio) e Gaby (27 maggio).

di Massimiliano Riccio


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MessaggioInviato: Mer Mag 25, 2011 6:18 pm    Oggetto:  
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erika 25/05/2011 ha scritto:
Una bella risposta c'è stata ieri in piazza. Un tavolo con 4 donne di valore per dire di votare si ai referendum di giugno.... da quanto tempo non vedevate un tavolo così rosa?
Ecco l'intervento di Carmela...di cui la stampa non ha riportato mezza riga, come al solito...
NUCLEARE.
Il governo vuole puntare sull’energia nucleare in Italia nonostante il referendum del 1987 che l’aveva rifiutata.
PD-PSI e IDV hanno fin da subito espresso con forza la loro contrarietà al piano di ritorno al nucleare. Lo ripetiamo da mesi e con motivazioni tutt’altro che ideologiche.
Secondo il piano approssimativo del governo dovremmo importare una tecnologia vecchia e non sperimentata, sopportare costi altissimi e per di più incerti, tempi lunghissimi di realizzazione degli impianti senza alcun piano certo di gestione delle scorie radioattive, neppure di quelle nelle centrali non ancora smantellate.
Dopo gli incidenti Chernobyl e Fukushima, poi è chiaro a tutti che l’energia nucleare è una vera minaccia per la salute ambientale e delle persone e un pericolo per le mamme incinte anche a grande distanza dal luogo dell’incidente come dimostra una recente ricerca della Columbia University.
Il governo ora dichiara una moratoria di un anno rispetto al piano del nucleare per distrarre dal referendum, ma noi siamo qui a sostenere le ragioni del SI.
NOI DONNE NON VOGLIAMO METTERE A RISCHIO LA NOSTRA SALUTE E QUELLA DEI NOSTRI FIGLI, MA VOGLIAMO PENSARE AL FUTURO E CHIEDERE CHE SI VADA A VOTARE SI E PUNTARE SULLE ENERGIE RINNOVABILI E SULL’EFFICIENZA ENERGETICA NEL MASSIMO RISPETTO PER L’AMBIENTE.
Il PD della Valle d’Aosta anche in Consiglio regionale ha presentato un’interpellanza per avere garanzie che non ci sia il nucleare nella nostra regione, ma non ci basta, noi vogliamo un impegno da parte del governo regionale contro il nucleare in Italia e per la graduale dismissione del nucleare in Europa. Esistono infatti centrali nella vicina Francia, ma oltre a non voler aggiungere rischio a rischio, quando le energie rinnovabili ci porterebbero ad avere energia fin da subito e a costi minori.
PER QUESTE RAGIONI CHIEDIAMO CHE ANCHE I VALDOSTANI e LE VALDOSTANE VOTINO SI.



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MessaggioInviato: Dom Mag 29, 2011 6:13 pm    Oggetto:  
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12VdA.it Mercoledì 18 Maggio 2011 18:00 ha scritto:
Il Consiglio Valle respinge una risoluzione sul referendum
del 12 e 13 giugno sulla privatizzazione dell'acqua


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Una panoramica del Consiglio Valle

Lo svolgimento dei quesiti referendari sulla privatizzazione dell'acqua è stato oggetto di una risoluzione proposta durante la riunione di mercoledì 18 maggio in Consiglio Valle dai Consiglieri di Alpe e del Partito Democratico. Il testo è stato respinto con venticinque voti contrari ed i sette a favore dei proponenti. «Intorno all'acqua pubblica c'è un interesse fondamentale per tutti noi e obiettivi irrinunciabili - ha spiegato Raimondo Donzel, segretario regionale del PD - tra cui la tutela di una risorsa scarsa e insostituibile per la vita. La garanzia a tutti, in ogni angolo del Paese, di un servizio della massima qualità a tariffe eque. Occorre una visione d'insieme, di un quadro di regole certe che ridia stabilità a un settore così rilevante, manomesso dai tanti frammentati interventi della legislazione vigente. Su di una questione così importante è necessario che le forze politiche diano la loro opinione e che i cittadini abbiano il diritto di esprimersi. Con questa risoluzione, intendiamo invitare i Parlamentari valdostani e la Giunta regionale a operare in tutte le sedi di loro competenza, a livello nazionale e regionale, affinché siano contrastati in ogni modo i tentativi di impedire che i quesiti referendari sulla privatizzazione dell'acqua vengano sottoposti al giudizio dei cittadini. Spetta ai cittadini un diritto intangibile ad esprimersi liberamente su questa fondamentale materia».

«Questo è un invito che possiamo estendere ai Parlamentari, un po' più difficile farlo nei confronti del Governo regionale - ha risposto Dario Comé della Stella Alpina, presidente della terza commissione consiliare - sappiamo che è stata inserita una norma per la riforma della vecchia "Autorità per l'acqua", la quale regolerà le funzioni del nuovo sistema di gestione dell'acqua pubblica. Le conseguenze di questa norma non sono sufficienti per permettere la soppressione dei due referendum sull'acqua». «Perché vi siete limitati al referendum sull'acqua? - ha chiesto il capogruppo del Popolo della Libertà, Massimo Lattanzi - ci sarebbero stati i presupposti per parlare anche degli altri quesiti referendari. Nella sostanza, la demagogia che sta nelle premesse dell'iniziativa è di fatto una caccia alle streghe. Nessuno sta impedendo la legittima tenuta dei referendum. Sarà il popolo ad esprimersi nel merito della questione in tale occasione».

«Su questi referendum sull'acqua c'è stato un tentativo di "boicottaggio" - ha evidenziato Roberto Louvin di Alpe - e quindi crediamo doveroso che anche il Consiglio regionale indichi con forza la necessità di salvaguardare il diritto di esprimersi liberamente da parte dei cittadini su questa fondamentale materia. E' in questione la privatizzazione del servizio idrico. Riteniamo che ci siano dei beni comuni e dei servizi essenziali che devono essere salvaguardati e non affidati solo alle logiche del puro mercato. Ricordo che l'aver rifiutato l'election day, per tenere lontani i referendum dalla data delle elezioni amministrative, ha fatto lievitare la spesa di trecento milioni di euro, che corrisponde a quanto costato a tutte le province italiane dalla manovra Tremonti. Un milione e quattrocentomila cittadini hanno firmato la richiesta, è giusto che ci si pronunci e che le istituzioni non diano l'idea di essere ostili al referendum».
La discussione si è conclusa con l'intervento del presidente della Regione, Augusto Rollandin: «si tratta di una risoluzione senza senso - ha dichiarato - perché non si capisce con quali strumenti si possano contrastare i tentativi per impedire i referendum. Non saprei come agire, in quanto capo dell'Esecutivo regionale, per rimuovere detti ostacoli. Io credo che se si voleva far esprimere l'Assemblea nel merito del quesito, si poteva farlo altrimenti, anche se questo è proprio del ruolo delle forze politiche che decideranno come meglio impostare la campagna. Io vi chiedo di ritirarla, altrimenti non la voteremo, perché non capiamo quale sia la vostra richiesta».

«Il contenuto della risoluzione è chiarissimo - ha insistito Donzel - esistono tre diversi Comitati, uno per il nucleare, uno per l'acqua pubblica e uno per il legittimo impedimento. Volutamente non abbiamo aperto un dibattito sull'acqua pubblica, perché lo faremo nelle piazze e tra la gente. Nel merito c'era una richiesta di un impegno istituzionale per far sì che i cittadini non venissero gabbati per l'ennesima volta dal Governo Berlusconi, come nel caso del referendum sul nucleare per cui ora si deve aspettare la sentenza della Corte di Cassazione sulla possibilità di votare il 12 e 13 giugno».
Scritto da douze

A distanza di pochi giorni, lo si legge in maniera molto positiva su La Vallèe Notizie, che la posizione del Pd-Vda, Ps e IdV sui referendum sta mettendo in crisi le valutazioni espresse dalla maggioranza in Consiglio Valle. Una posizione, una volta tanto apparsa con chiarezza e dove si può finalmente valutare che i tre partiti che formano il centrosinistra valdostano sono stati presentati "uniti e chiari" sul SI. Finalmente anche questa fonte d'informazione locale ha preso atto che in Valle il centrosinistra sta facendo enormi passi in avanti sia sul piano dell'unità sia su quello della coerenza. Fa piacere constatare come una "certa scetticità" che appare costantente negli articoli di questo settimanale nei nostri confronti, abbia lasciato il campo ad una constatazione più positiva.

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Aostaoggi.it 31/05/2011 ha scritto:
Pdl nazionale da rifondare, ma in Valle d'Aosta avanti tutta

AOSTA. I risultati elettorali non possono lasciare dubbi. Bisogna rifondare il PdL, magari con un nome che non sia una sigla impronunciabile, con meno correnti e più dibattito di idee, e rilanciare l'azione del Governo che i cittadini hanno mostrato di non capire, al di là delle numerose cose buone fatte. Ma fra due settimane ci sono i referendum e occorre il massimo impegno perché non passi la linea statalista e truffaldina di cancellere una riforma autenticamente liberale che interviene sui veri costi della politica. La scarsa informazione sull'argomento ha lasciato finora campo libero alle bugie dei referendari che difendono, a volte in buona fede, i carrozzoni pubblici e lo spreco di una risorsa preziosa come l'acqua. E' il ritornello dei commenti di casa Pdl nell'ottica italiana.

A livello regionale, invece, la convinzione è che si deve andare avanti tutta con l'alleanza con le forze autonomiste e regionaliste. «Quella dei ballottaggi è stata una sconfitta che richiede una profonda riflessione» dice Massimo Lattanzi, capogruppo Pdl del Consiglio Valle. E aggiunge: «Gli elettori ci hanno dato un forte segnale e dobbiamo avere la capacità di cambiare e dare risposte alle attese dei cittadini». Guardando alla Valle d'Aosta Lattanzi dice: «Siamo lavorando bene per contribuire al rilancio dell'economia; noi stiamo facendo la nostra parte e siamo certi che altrettanto farà il governo nazionale».

Tra il serio ed il faceto per Leonardo La Torre, capogruppo di Federation autonomiste, «se il Pdl piange il Pd non ride visto che i suoi candidati sono stati segati al primo turno e hanno vinto sostenendo i candidati della sinistra radicale». E aggiunge: «è un campanello d'allarme per Pdl e Pd ed il Pdl deve avere la capacità di riflettere e rinnovarsi anche sul programma di governo». Nessun dubbio sulla prosecuzione in Valle «dell'accordo vincente tra forze autonomiste e Pdl» anche se, sottolinea La Torre, «è necessario che si torni a parlare al paese».

Laconico il commento di Rudi Marguerettaz, segretario di Stella alpina. «Bisogna capire - ha detto - cosa succederà a livello nazionale ma è necessaria una riflessione su un risultato tanto evidente da doverne prendere atto». Intempestivo l'allargamento della maggioranza al Pdl? «Non dovete chiederlo a noi» risponde Marguerettaz.

Dall'opposizione duro il giudizio di Chantal Certan, segretario di Alpe. «Abbiamo assistito ad una ventata di aria nuova; le persone hanno deciso di cambiare la situazione e lo prova l'alta percentuale degli elettori». Per Chantal Certan «il berlusconismo è in via di estinzione e di sicuro anche in Valle d'Aosta c'é voglia di aria nuova e c'é un clima favorevole per cerare l'alternativa ad un sistema che ha stufato i cittadini che voglio rappresentanti al servizio della comunità tutta».

piero.minuzzo@gmail

Veramente, ci vuole una bella faccia tosta o di bronzo - vanno bene entrambe - per descrivere i concetti sia di Massimo Lattanzi, capogruppo Pdl del Consiglio Valle che di Leonardo La Torre, capogruppo di Federation autonomiste rilasciati a Piero Minuzzo, che di senso politico hanno veramente molto poco. Esprimono solo una pessima strumentalità da comizio elettorale di parte, non obbiettivi, ma miranti a mistificare la realtà dei fatti - tra l'altro eclatanti - e che in questi giorni sono lì a dimostrare le panzane che ci vanno raccontando. Sarebbe anche l'ora di dire basta a questi "personaggi"! Ma come? Correndo in massa a votare quattro SI ai referendum e per ricordare così che sono veramente una classe politica in via d'estinzione. Devo nel contempo dare ragione a Rudi Marguerettaz, segretario di Stella alpina quando dice che è necessaria una riflessione su un risultato tanto evidente da doverne prendere atto e quando precisa: "Intempestivo l'allargamento della maggioranza al Pdl? «Non dovete chiederlo a noi». Direi che dalla sobrietà delle sue parole, fra gli altri due politici intervistati è uomo più pratico e intelligente.

Lattanzi ci viene a raccontare addirittura
che occorre il massimo impegno perché non passi la linea statalista e truffaldina di cancellere una riforma autenticamente liberale che interviene sui veri costi della politica. E, senza vergognarsi, ma con assoluta mancanza di senso dell'umorismo pontifica: " La scarsa informazione sull'argomento ha lasciato finora campo libero alle bugie dei referendari che difendono, a volte in buona fede, i carrozzoni pubblici e lo spreco di una risorsa preziosa come l'acqua. Capito? Viene a denunciare un'assoluta mancanza d'informazione a noi... a noi che stiamo subendo un autentico imbavagliamento dalla stampa nazionale e non. A noi che stiamo rischiando con le solite manfrine del suo governo, che con leggi particolari sollecitano la corte costituzionale ad emettere sentenze taglia referendum. A noi che abbiamo proposto di votarli assieme alle elezioni amministrative per evitare sprechi di danari pubblici, dunque nostri.

La Torre invece autentico ed ineffabile maitre à penser locale ( tradotto in italiano=Guida morale o intellettuale che con i suoi scritti o i suoi discorsi orienta e influenza un gruppo o una società) sta tra noi, come direbbe Bersani, a pettinare bambole e a smacchiare giaguari. Sta a concionare e a sproloquiare sui risultati del Pd (che a quanto pare gli sono andati di traverso ugualmente), visto che come tanti personaggi senza peso, non fa altro che ripetere a pappagallo un concetto espresso dalla destra. Lui l'ha acquisito e non rendendosi conto che la sua destra, travolta dai successi del centrosinistra, Pd in primo piano, e non sapendo cosa fare ha continuato a battere un tasto assolutamente ridicolo. Un riflesso Pavloviano?

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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Giu 05, 2011 11:17 am    Oggetto:  
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C'è una sola posizione che mi fa schifo: quella di chi vuole boicottare gli altri coi mezzucci, invece di portare avanti le proprie idee alla luce del sole. Siete per il nucleare? Portate avanti questa posizione argomentando e alla luce del sole, accettando anche di essere minoranza, non cercando di impedire la libera espressione della volontà popolare. Chi fa questo, dopo aver rotto i "cabasisi" con la storiella della volontà popolare è solo e semplicemente un pezzo di guano... Ritengo le questioni, acqua pubblica e nucleare, veramente molto importanti e fondamentali e non andrebbero abbandonate agnosticamente come fa oggi il Pdl. E faccio una riflessione più ampia: ma se i cittadini non sanno su tematiche così rilevanti (tanto per capirci, l'acqua è la questione più importante nei rapporti tra Israele e palestinesi, informarsi su questa cosa se non ci credete), si può sapere che democrazia è questa? Una democrazia in cui basta avere mezzi di stampa e disponibilità finanziarie per "inculcare" ciò che si vuole nella testa del popolo bue?

Torno a ripetere: perchè i filonucleari non fanno una battaglia a viso aperto, se pensano di avere ragione? Ma voi avete sentito le motivazioni di alcuni di loro ad Anno Zero? Uno diceva che il più grande disastro italiano era dovuto ad una centrale elettrica (Vajont), mica ad una nucleare, l'altro che c'erano stati solo 15 morti, un terzo le sparava a ruota libera. Quello di prendere ad esempio il Vajont, fa semplicemente ridere: il problema lì, era umano, c'era un difetto che era stato segnalato (ricordare la battaglia di denuncia portata avanti dalla giornalista dell'Unità Tina Merlin) e che non fu preso in considerazione. C'era cioè, l'errore umano. Se un errore umano accade per una centrale nucleare, non ci saranno 2.000 morti, ma decine di vole di più. Per non parlare del fatto che la tragedia del Vajont si è esaurita con la valanga di acqua che sotterrò interi paesi, mentre gli incidenti nucleari riverberano i loro effetti per secoli. Tanto per dirne una, prendiamo l'argomento della convenienza: si può sapere quale convenienza ci può essere quando se c'è un incidente devi evacuare una intera città e l'intera zona non può più essere ripopolata chissà per quanti anni? E quale convenienza c'è, se proprio il fatto che muoiano 15 bambini, mentre migliaia di loro contraggono forme tumorali è addirittura peggio, sotto questo punto di vista, che se morissero tutti, in quanto i costi sanitari sarebbero esorbitanti? Voterò "si" a tutti i quesiti. Per quanto riguarda il nucleare ho fatto dentro di me una riflessione: La scienza degli uomini è capace di andare sempre avanti, ma molte volte si innamora di sè stessa. Porto ad esempio la capacità ottenuta di fare sopravvivere un "corpo" umano anche nell'inefficienza del cervello. Vi pare giusto? E, quindi, attenzione.

P.S. Delle questioni di danno come in Giappone o Chernobil credo che sia inutile parlare. Abbiamo visto e compreso

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MessaggioInviato: Dom Giu 05, 2011 5:36 pm    Oggetto:  
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Un giorno, poi, ci spiegheranno perchè, sapendo che l'uranio si esaurirà entro il 2050 o giù di lì, vogliono costruire centrali che, se tutto va bene, saranno pronte verso il 2025. Più molte altre cosette che rendono antieconomico pensare di costruire oggi un piano energetico basato sul nucleare. Perchè, al fondo, io potrei capire se le centrali già esistessero o stessero per entrare in funzione, ma non è così. Ecco perchè, ripeto, il grande tema è quello della democratizzazione delle fonti di energia. In pratica è una sfida tra l'Italia dei monopòli e quella dell'accesso di tutti a beni preziosissimi. Anche il nucleare fa parte di questo carniere, insieme all'acqua. Ecco spiegata la disperazione dei boiardi alla Chicco Testa...



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MessaggioInviato: Mer Giu 29, 2011 7:58 pm    Oggetto:  
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Quando le questioni vengono ideologizzate o comunque trasformate in questioni di principio, è difficile qualsiasi confronto pragmatico. In Valle d'Aosta poi siamo campioni in questo. Ogni questione diventa vitale e insindacabile, una questione di vita o di morte. Io non capisco perchè gli ambientalisti francesi hanno voluto e sostenuto quel traforo e gli ambientalisti al di qua delle Alpi lo ritengono una catstrofe ecologica. Certo è che uno dei due sbaglia sicuramente. Qualcuno mi deve spiegare perchè gli ecologisti del nord Europa hanno voluto i termovalorizzatori e continuano a costruirli a fianco di scuole ed ospedali, mentre gli ambientalisti valdostani li considerano mostri assassini. Non ho ancora capito perchè gli ambientalisti italiani valorizzano il fotofoltaico e poi, sui territori, cavalcano i comitati contrari (sta succedendo un pò da tutte le parti).

Siamo ecologisti a giorni alterni.
Vogliamo l'energia idroelettrica, ma non vogliamo le dighe, vogliamo il gas, ma non vogliamo i rigassificatori, non vogliamo le discariche, i termovalorizzatori, ma non vogliamo neppure gli impianti di riciclaggio, vogliamo le pale eoliche, ma non vogliamo deturpare le nostre bellezze paesaggistiche, vogliamo collegamenti stradali percorribili, ma non vogliamo la variante di valico, vogliamo eliminare il trasporto su gomma, ma non vogliamo il potenziameno delle linee ferroviarie, vogliamo internet veloci e linee telefoniche ovunque, ma non vogliamo ripetitori, vogliamo le acque pulite, ma non vogliamo i depuratori, vogliamo il cassonetto vicino a casa, ma non davanti casa nostra, vogliamo l'energia elettrica ma non vogliamo i cavi dell'alta tensione, vogliamo che gli automobilisti vadano più piano, ma non vogliamo gli autovelox, vogliamo...

Dovunque nasca un'opera pubblica, grande o piccola che sia, nasce un comitato che la contesta, perchè non vogliamo rinunciare a niente, ma vogliamo che siano altri a subire gli effetti collaterali. La verità è che dietro le questioni di principio c'è sempre e solo il piccolo egoismo e l'interesse di bottega. Ma non sempre è possibile avere la botte piena e la moglie ubriaca.

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emilio







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MessaggioInviato: Gio Giu 30, 2011 2:51 pm    Oggetto:  
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Caro Giorgio, trovo anche io che spesso intorno a questi temi ci sia tanta, troppa, ipocrisia, c'è chi ci parla di decrescita, facendo la vita da nababbo e non facendosi mancare niente ...
ma bando alle ciance, i referendum hanno ottenuto un'ampia legittimazione popolare, il NUCLEARE è stato BOCCIATO e oltre a pensare a ridurre i consumi, dobbiamo pensare a produrre energia in maniera più sostenibile. secondo me si potrebbe/dovrebbe rilanciare l'iniziativa su 2 punti cardine: eliminare il CIP 6 per le energie ASSIMILATE che è una vera e propria presa per i fondelli (per assurdo con questa formula vengono finanziati anche gli inceneritori) e lanciare un Piano Energetico Nazionale basato sulle Fonti Rinnovabili, partendo dall'incentivo alle forme diffuse di produzione di energia del tipo "un pannello su ogni tetto" piuttosto che impattuosi impianti "industriali" sviluppati su grandi superfici spesso distratte alla produttività agricola che sanno più di speculazione che di sensibilità ambientalista e in cui le Mafie (tutte e ovunque) sguazzano ...
non è LA Soluzione, ma sarebbe un buon inizio. Wink

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