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AREA DEMOCRATICA

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QUOTE ROSA? NO GRAZIE!
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emilio







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MessaggioInviato: Mer Gen 10, 2007 7:56 pm    Oggetto:  QUOTE ROSA? NO GRAZIE!
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Ho notato la presenza nelle nostre fila anche di una discreta rappresentanza del gentilsesso e me ne rallegro!!! Very Happy
sono stufo, ma credo sia sentimento comune, di dover parlare di "Quote Rosa" ... per cui vi vogliamo sentire!!!

BENVENUTE!!!
Shocked Surprised Smile Very Happy Cool
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Adv



MessaggioInviato: Mer Gen 10, 2007 7:56 pm    Oggetto: Adv






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erika








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MessaggioInviato: Gio Gen 11, 2007 10:19 am    Oggetto:  
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Anch'io come te sono stufa di sentir parlare di "Quote Rosa".
Sono stufa di sentir parlare di parità effettiva tra uomini e donne nella partecipazione alla vita politica...
Per poi arrivare a che soluzione?
Due terzi di candidati dello stesso genere.
E perchè, visto che si parla di parità, non si è pensato alla metà dei candidati????
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raimondo








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MessaggioInviato: Gio Gen 11, 2007 10:20 am    Oggetto:  
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Embarassed Sono un maschietto; ma ritengo opportuno fare alcune precisazioni su questo tema. Naturalmente sono pronto a rivedere la mia posizione alla luce degli interventi delle compagne e delle amiche che interverranno nel Forum.
Come tutte le parole, il termine Quota rosa è illuminante nel suo sorgere, ma inevitabilmente annoia se ripetuto all'infinito e usato dappertutto come il prezzemolo... Al di là del lessico la discriminazione che le donne subiscono nei luoghi di lavoro e in politica non è una fanfalucca.
Il problema è se le quote rosa siano la soluzione per facilitare il loro accesso alla politica. Personalmente credo che non sia sufficiente. Non tanto la questione della percentuale ma lo strumento in sé: utile certo ma inefficace se non supportato da altre misure. Dal sostegno alla lavoratrice madre, a un superamento di certi ruoli sociali e familiari e quindi a complessi processi culturali.
Quota rosa ok, ma tanto per cominciare.
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emilio







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MessaggioInviato: Gio Gen 11, 2007 10:58 am    Oggetto:  
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come avrete capito il mio post voleva essere volutamente provocatorio ... Wink
quello che contesto è l'abuso, l'uso strumentale, che si fa del termine "Quote Rosa", come accade anche per il termine "Giovani" ... se ne riempiono la bocca tutti, ma poi effettivamente che cercano di cambiare qcs, sono pochi ... per non dire nessuno ...
per fortuna adesso c'è il forum di Area Democratica, non sarà un grande trampolino di lancio, ma almeno si possono esprimere le proprie opinioni, ci si può confrontare, bisogna cogliere questa occasione!!! Very Happy
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emilio







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MessaggioInviato: Gio Gen 11, 2007 11:06 am    Oggetto:  
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per dare qualche cifra e argomento di discussione ... inserisco 2 contributi trovati sul sito:

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Donne e società

Più della metà degli elettori europei è costituita da donne, ma continuano ad essere scarsamente rappresentate nelle professioni di responsabilità in tutti i paesi dell'Unione europea. Dopo diverse legislature, il Parlamento europeo continua a "militare" a favore di una maggiore partecipazione delle donne alla vita politica e ai processi decisionali. In vista delle elezioni europee del 2004, i deputati hanno chiesto ai partiti di inserire un maggior numero di presenze femminili nelle loro liste. Hanno inoltre rafforzato la strategia comunitaria a favore di una rappresentanza più equilibrata delle donne nell'economia e nella vita sociale e culturale.

Le presenze femminili all'interno dei governi e dei parlamenti nazionali dell'Unione rappresentano una media del 25%. La percentuale cresce nei paesi nordici, dove le politiche per le pari opportunità sono radicate nel tempo e hanno carattere decisionista: è stato registrato il 43,5% di presenze femminili al parlamento svedese nel 2003, il 38% in Danimarca, il 37,5% in Finlandia. Il dato opposto è rappresentato dall' Italia, con solo l'11,5% di donne in Parlamento e dalla Grecia, che conta soltanto l'8,7%. Per quel che riguarda i governi, sono ancora la Svezia e la Finlandia ad evidenziare il maggior numero di donne, che ricoprono rispettivamente il 52,6 e il 44,4% degli incarichi ministeriali, contro una media del 23% nei governi degli Stati membri.
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I partiti invitati a femminilizzarsi

La percentuale delle donne al Parlamento Europeo è superiore alla media dei parlamenti nazionali. In occasione delle prime elezioni a suffragio universale diretto, nel 1979, furono elette 69 donne su 410 seggi, cioè il 16,8%. Questa percentuale è cresciuta fino al 29,8% nel 1999 e ha raggiunto il 31% nel 2003, in seguito ai diversi mutamenti in corso di legislatura. Ma è ancora troppo poco. Nel 2001 il Parlamento propose la presenza di almeno il 40% di ciascun sesso in tutti i settori politici e in tutte le commissioni a livello europeo, nazionale e internazionale.

L'obiettivo rischia di rivelarsi irragiungibile dopo l'allargamento, poiché la presenza femminile in politica risulta essere ancora più debole all'interno dei dieci nuovi paesi aderenti. Ad esempio, degli osservatori dei dieci nuovi Stati membri, solo il 14% è costituito da donne, una cifra rivelatrice e allarmante che potrebbe annunciare una rappresentanza femminile inferiore nell'assemblea eletta dell'Unione a 25.

Il Parlamento europeo, in una risoluzione adottata nel novembre 2003, ha invitato i partiti di tutta l'Unione allargata a introdurre sistemi di quota come il cosiddetto sistema "chiusura-lampo" che prevede un'alternanza sistematica di presenze femminili e maschili nelle liste e/o a prendere provvedimenti per incoraggiare una partecipazione più bilanciata. Secondo il Parlamento la presenza delle donne nelle liste presentate alle elezioni europee dovrebbe essere almeno del 30% nei 25 stati. I partiti politici sono inoltre invitati a rivedere la propria struttura interna, che costituisce spesso un ostacolo all'equa partecipazione delle donne, e gli Stati membri a portare avanti campagne di sensibilizzazione.

In una risoluzione approvata nel 2001, sulla partecipazione bilanciata di uomini e donne nei processi decisionali, il Parlamento insisteva sulla necessità di promuovere il principio di uguaglianza non solo nella vita politica o economica, ma anche nell'insegnamento e nella formazione, al fine di offrire pari opportunità a uomini e donne. Allo stesso modo, sottolineava l'urgenza di migliorare il contesto sociale in cui vivono figli e altre persone a carico, per evitare che gli obblighi familiari non costituiscano un ostacolo alla crescita professionale delle donne.

Un'altra risoluzione del 2002 ha visto il Parlamento europeo preoccupato per la scarsa rappresentanza delle donne ai vertici dei sindacati. Sebbene rappresentino il 42% della popolazione attiva e il 40% degli iscritti ai sindacati, le donne risultano ancor meno rappresentate di quanto non lo siano negli organi politici. Le parti sociali sono state invitate a prendere iniziative per aumentare realmente la rappresentanza e la partecipazione femminile nella vita socio-economica.

p.s. l'ultimo passaggio è per te Raimondo!!! Wink Razz
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carmelo.pace







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MessaggioInviato: Gio Gen 11, 2007 3:31 pm    Oggetto:  Donne
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Certamente, per me ci vogliono più donne a tutti i livelli nuove mentalità nuovi approcci alle varie problematiche, comunque registro importanti segnali di cambiamento in ruoli decisamnte importanti abbiamo la Merckel in Germania, la neoeletta al congresso USA Nency Pelosi (madre di 5 figli), la candidata socialista alle presidenziali francesi Segolene Royal (4 figli), di seguito un articoletto esaustivo...continuate così!

Carmelo Pace

Top 50 donne manager
“50 Women to Watch”
Miuccia Prada

Pubblicata negli Stati Uniti la classifica delle “50 Women to Watch”, che elenca le 50 donne manager più importanti nel pianeta. Due sole le italiane presenti, l’imprenditrice stilista Miuccia Prada e Patrizia Micucci, managing director delle divisione italiana della banca d’investimento Lehman Brothers. La classifica, stilata dal quotidiano Wall Street Journal, prende in esame anche la situazione in Europa elencando le 10 donne più influenti.

Diversi i criteri di selezione, basati sulla potenziale capacità di lasciare un segno nel proprio settore nel futuro e sulle sfide da affrontare nelle proprio società. Criteri che hanno portato Miuccia Prada, ad apparire seconda nella classifica come proprietaria d’impresa e definita dal quotidiano “la stilista più valida sulle passerelle italiane”. La Prada è preceduta nella classifica solo dall’anchor woman sui generis Ophraw Winfrey, ed è stata inserita per la sua influenza nel mondo della moda italiano che “fa fatica a generare un nuovo raccolto di designer giovani e di talento”. La rapida ascesa in un campo, quello bancario, prevalentemente maschile e le origini pugliesi - un ambiente da cui è difficile emergere - sono invece le gli elementi che hanno portato Patrizia Micucci ad arrivare sesta nella classifica delle top manager dell’Unione Europea, classifica capitanata dall’Amministratore delegato di Burberry Rose Marie Bravo e che annovera al quinto posto anche la Commissaria Ue alla Concorrenza Neelie Kroes.

Ma chi sono le prime donne di questa prestigiosa classifica? Chi le donne più influenti del mondo? Precede tutte la prima classificata, Margaret C. Whitman, presidente e amministratore delegato del colosso della vendita on line E-Bay. La Whitman è seguita da Brenda Barnes top manager di Sara Lee, colosso che produce svariati prodotti, dall’abbigliamento all’ alimentari. Al terzo posto della classifica, la numero uno della casa cosmetica Avon. Si tratta della canadese figlia di immigrati cinesi Andrea Jung.

Tra le “50 donne da tenere d’occhio” non poteva mancare quelle dedite alla politica e all’economia. Tra loro, la prima è la tedesca Angela Merckel, seguita da Wu Xiaoling, vice governatrice della Banca Centrale Cinese, da Linda Chatman Thomsen, direttore della Sec, e da Janet Yellen, Presidente della Federal Reserve di San Francisco.

Ma il Wall Steet Journal non si limita a un mero elenco di nomi. Il quotidiano americano sottolinea come il numero delle donne a capo di una azienda sia in netta crescita, ma mette anche in luce il fatto che le donne ai vertici siano top manager di aziende che producono beni e servizi per altre donne, cioè editoria e media, attività al dettaglio, servizi finanziari, beni di largo consumo.

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Carmelo Pace


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Ultima modifica di carmelo.pace il Dom Gen 14, 2007 2:20 pm, modificato 1 volta in totale
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faustocoppi








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MessaggioInviato: Gio Gen 11, 2007 3:57 pm    Oggetto:  
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Una Donna, madre di 4 figli, giovane, intelligente, non sposata, concorrerà alla presidenza della
repubblica francese!
Non è una rosola bindola, una garduccia o una turcolina.
Non bacia gli anelli del papa, e non si inginocchia.
E' una donna vera, completa, è una donna in gamba

(non sarà mica che siete un pochino gelose, vero ragazze?)



Laughing Laughing Laughing
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carmelo.pace







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MessaggioInviato: Gio Gen 11, 2007 4:00 pm    Oggetto:  Donne
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Dimenticavo nel mio New World Team c'è anche Kerry Kennedy:

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Carmelo Pace


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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Gen 11, 2007 4:07 pm    Oggetto:  
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erika ha scritto:
Anch'io come te sono stufa di sentir parlare di "Quote Rosa".
Sono stufa di sentir parlare di parità effettiva tra uomini e donne nella partecipazione alla vita politica...
Per poi arrivare a che soluzione?
Due terzi di candidati dello stesso genere.
E perchè, visto che si parla di parità, non si è pensato alla metà dei candidati????


Il trionfo di Hillary. Forte di una vittoria a valanga, col 70 per cento dei voti contro il 27 per cento del rivale John Spencer, l'ex first lady ha superato il test elettorale 2006 confermandosi senza difficoltà per un secondo mandato senatore dello Stato di New York. Con il marito Bill Clinton al fianco, Hillary ha ringraziato New York e i suoi elettori, all'Hotel Sheraton di Manhattan, per esser stati al suo fianco e aver votato "per cambiare le cose" in America.



Nancy Pelosi, lo speaker è donna. Trionfo anche per Nancy Pelosi. Madre di cinque figli, nonna di altrettanti nipoti, Nancy Pelosi diventerà presidente della Camera dei rappresentanti ora che i democratici sono tornati ad essere maggioranza. Sarà la prima volta nella storia che una donna (e una italo-americana) occupa una poltrona solitamente descritta come "a due battiti di cuore" dalla presidenza: lo speaker è la seconda carica istituzionale nella linea di successione dopo il vicepresidente degli Stati Uniti.

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carmelo.pace







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MessaggioInviato: Gio Gen 11, 2007 4:08 pm    Oggetto:  
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e vero, ha capito subito da che parte guardare nell'immediato, CINA

PS caro faustocoppi se ti può far piacere anch'io sono un fissato della bicicletta, ma anche dello sci di fondo e di tutti gli sport dove c'è da soffrire...o è ora di partire c'è la riunione!

Saluti

Carmelo

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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Gen 18, 2007 4:22 pm    Oggetto:  
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In questi giorni rileggendo tutto e pensando alla vera verità, alla realtà quotidiana mi è venuto qualche dubbio...E precisamente non ho visto grandi cambiamenti nei luoghi di lavoro. Poi dove si esercita l'autorità, il potere ai massimi livelli, l'uomo si sente autorizzato ad usare la violenza sulle donne quasi fosse una conseguenza naturale del suo status (vedi il problema del mobbing), e non solo. Leggevo in questi giorni sui giornali il piccolo fatto che mi ha creato il dubbio. La consigliera Carmela Fontana è sempre stata apostrofata come "silente". Se fosse stato un uomo si sarebbe detto "attento" o "interessato".

Ancora, ecco a voi su un piatto d'argento, un'altra teoria: La donna viene attratta dall'uomo che occupa il livello più alto nella scala gerarchica! Ecco spiegata, dunque, nel mondo lavorativo, l'attrazione, secondo un canovaccio comune, della donna per il capo, anche quando il suddetto capo, di per sè, palesemente "furfanteggia", e dunque assolvibile...

Il problema, a mio avviso, si risolve creando condizioni veramente paritarie tra uomini e donne, nei luoghi di lavoro e nei centri del potere. Io preferirei un modello basato sulla meritocrazia (utopia) in cui comunque le donne avrebbero più spazio (utopia) di quello che hanno attualmente. Ben vengano quindi le quote rosa, anche se le accetto per contingenti necessità, e non per scelta personale.

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faustocoppi








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MessaggioInviato: Sab Gen 20, 2007 6:15 pm    Oggetto:  
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Il tema trattato da molto tempo e comunque di grande attualità è: donne e politica. Tutti ne parlano, dalle quote rosa in giù, ma un dato appare come paradossale. Il deficit di presenza femminile nella rappresentanza politica e sindacale è infatti un problema mondiale, ma molto più preoccupante nei paesi più sviluppati. In questi paesi, nonostante già da molto tempo siano state poste in atto attività di varia natura per contrastare il fenomeno e l'opinione pubblica sembri particolarmente sensibile, i risultati sono scarsi e statisticamente deprimenti. E questo, oltre i numeri, è sotto gli occhi di tutti. Allora, perché continuare a parlarne? Perché non è un problema delle donne, come ci vorrebbero far credere, ma un problema di democrazia, di esclusione, e non di costume, come ci vorrebbero far credere, ancora.

Si arriva a certificare che esiste una segregazione verticale diffusa, intesa come incapacità delle donne di raggiungere posizioni apicali non solo in politica, ma in tutti i settori sociali. Dunque il fenomeno è globale e, seppure in modi diversi, è presente tanto in Italia come in altri paesi europei, dove da sempre si cerca di combatterlo. Per non parlare sempre male degli altri, nel rapporto, si dice anche che, nonostante alcuni partiti italiani, prevalentemente di centro-sinistra, abbiano inserito nei propri statuti norme apposite per le pari opportunità, la presenza femminile negli organismi dirigenziali è ancora molto scarsa. Riguardo gli organi di livello nazionale, i partiti di centro-sinistra mostrano una percentuale mediamente più alta rispetto a quelli di centro-destra, anche se, nell'insieme, la percentuale di donne in tali organi è solo del 19%. Si potrebbe continuare, ma sarebbe bene che, anche così, qualcuno si sentisse chiamato in causa.

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faustocoppi
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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Gen 26, 2007 5:23 pm    Oggetto:  Se io fossi una donna
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Se io fossi una donna, per pragmatismo, direi che sarebbe bene che noi donne giovani e meno giovani stessimo unite e in guardia perchè di gente che vuole toglierci i diritti e farci tornare a casa a far la calza ce n'è pure troppa. A puro titolo di esempio, chiesa, fasci, finti moderati, gente che pensa che la "naturale funzione della donna" è stare a casa coi figli e a fare arrosti e lasagne... E purtroppo anche tante donne delle generazioni passate e pure presenti lo pensano, così con sommo dolore! Il problema è che tenere la casa e i figli può anche essere meraviglioso (affermo comunque che chi vuole una donna di casa deve poter esserlo senza che nessuno dica nulla). Però alla fine chi ti dà quello straccio di pensione che la donna che lavora forse avrà? Chi mette via per te dei soldi, anche pochi, per il momento in cui avrai mal di denti e dovrai farti la dentiera, male alla schiena e dovrai comprarti un busto, male alle gambe e dovrai farti radiografie a pagamento perchè i servizi pubblici non ci saranno più o saranno "impossibili"?

E SOPRATTUTTO, CHI SI REALIZZA PER TE? CHI VIVE PER TE I MOMENTI BRUTTI E BELLI SUL POSTO DI LAVORO? LA FATICA E LE SODDISFAZIONI? L'INUTILITA' E I RISULTATI? Tu non li vivi, non stai con gli altri, finisci per ripiegarti su te stessa in un universo di piatti da lavare, di panni, di soldi che non bastano mai perchè c'è uno stipendio solo... Dal discorso sono escluse naturalmente le "casalinghe di lusso", quelle con marito danaroso che non hanno altro da fare se non arredare la casa con mobili costosi, comprare vestiti, tirare su figli viziati e andare al circolo del bridge... ma questa è un'altra storia.

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erika








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MessaggioInviato: Gio Mar 08, 2007 8:25 am    Oggetto:  
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Ecccoci qua,
oggi non si può che dar ampio spazio a quest'ambito di discussione.
Sono rimasta colpita dalle parole della presidentessa della Consulta Femminile che auspica che nel nuovo Statuto speciale sia previsto che almeno il 40% degli eletti siano donne come previsto dalla Statuto della Sardegna approvato nei giorni scorsi.
E' quello che io dico da mesi ma sembrava già una gran conquista l'essere messe insieme a 2/3 di uomini in lista, con la concessione per lo più di avere una donna assessore.....
Dovrebbe esserci ogni giorno l'8 marzo....
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carmelo.pace







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MessaggioInviato: Gio Mar 08, 2007 1:20 pm    Oggetto:  
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Complessivamente posso dire che sono stati fatti enormi passi avanti a
favore delle donne rispetto al passato.
Nonostante la vita media sia cresciuta per entrambi, la sfida che rimane ancora aperta per le donne è coniugare la maternità al lavoro, rimarrebbe da capire cosa riuscirebbe a fare l'uomo se potesse rimanere gravido.
Attualmente la permanente difficoltà legata alla crisi del lavoro che il Paese
sta attraversando non migliora di certo la situazione.
Senza lavoro, nella precarietà, in cassa integrazione, nè donne nè uomini possono pensare al proprio presente e neanche al proprio futuro.
Su tutte le violenze, vessazioni e discriminazioni ancora esistenti a danno
delle donne dico semplicemnete che mi vergogno di essere uomo.



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Carmelo Pace


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