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CONSULTA FEMMINILE
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Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> DIRITTI E PARI OPPORTUNITA'
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erika








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MessaggioInviato: Mar Mar 20, 2007 9:48 am    Oggetto:  CONSULTA FEMMINILE
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Dedicherei questa parte del forum ai vari incontri in Consulta.
Ieri io e Simonetta abbiamo partecipato per la prima volta mentre Katya ormai ci fa parte da tempo.
Chiederei quindi le loro impressioni.
Io ho fatto un'apparizione lampo visto che alle 7 dovevo recuperare le mie piccole truppe ma direi che mi è bastato...
Sono tornata indietro di 15 anni quando nella mia classe interamente femminile si discuteva sul perchè una aveva saputo prima dell'altra dell'interrogazione, del perchè dare un parere in merito alla gita scolastica tanto poi avrebbe deciso la preside...
Mi è sembrato di capire (ma Katya in questo potrà dirmi se sbaglio) che ci sono dei problemi di comunicazione. Effettivamente anch'io quando sono stata nominata membro supplente ho cercato sul sito alcune informazioni come i verbali delle riunioni piuttosto che le commissioni presenti e ahimé non ho trovato nulla. Solo e soltanto le iniziative....
In più forse siamo capitate nelle riunione sbagliata in quanto vi era un vero e proprio scontro per l'istituzione o meno della Consulta delle Elette già pertanto presente informalmente dal 1995... Chissà...
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Adv



MessaggioInviato: Mar Mar 20, 2007 9:48 am    Oggetto: Adv






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katya







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MessaggioInviato: Mar Mar 20, 2007 12:17 pm    Oggetto:  
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La Consulta Regionale Femminile è un organismo complesso composto dalle rappresentanti di ogni organizzazione,sindacato, partito, associazione, organizzazione religiosa presente sul territorio valdostano... il numero delle donne coinvolte è ampio e spesso il suo funzionamento è confuso, chi non riesce a essere presente a tutte le riunioni (che sono almeno 1 al mese e alle quali bisogna ricordare che le consultrici partecipano in orario preserale, sempre nel proprio tempo libero, poi ci sono i gruppi di lavoro e le commissioni esterne... ) non riece sempre a seguire i lavori e talvolta si perde la memoria di quanto avvenuto in passato come nel caso citato da Erika nella riunione di ieri..
Chi vi arriva per la prima volta , è successo anche a me,si trova spiazzata di fronte a discussioni lunghe, accese e di cui non si conosce l'inizio... e per entrare nella logica del funzionamento deve avere un periodo di "rodaggio".Però non bisogna demordere e portarvi all'interno le proprie proposte e il proprio contributo anche riguardo alle modalità di lavoro e di comunicazione affinchè diventi la più chiara e condivisa possibile.
La Consulta nel suo complesso è consapevole delle proprie difficoltà e dei propri limiti di funzionamento per cui ha deciso di istituire al proprio interno una commissione che elabori una proposta di legge sul riordino della Consulta stessa, io e Simonetta abbiamo deciso di parteciparvi.
Erika resisti c'è bisogno di idee nuove anche in Consulta!
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erika








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MessaggioInviato: Mar Mar 20, 2007 2:17 pm    Oggetto:  
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Io vi darò volentieri una mano compatibilmente con i miei impegni di mamma...proprio per questo infatti difficilmente potrò partecipare alle varie commissioni ma sono certa che questo spazio possiamo dedicarlo a tutto ciò che arriva e si produce in Consulta: dai verbali, ai lavori in commissione, alle varie iniziative ma soprattutto per coinvolgere tutti i partecipanti al forum e recepire i loro consigli e le loro idee. E chissà che le prossime persone che capitino lì si sentano un pò meno sperdute...
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erika








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MessaggioInviato: Mar Mar 27, 2007 2:21 pm    Oggetto:  
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Ecco che in data 21.03 viene consegnata la proposta di legge per L'ISTITUZIONE DELLA CONSULTA DELLE ELETTE IN VALLE D'AOSTA.
Chi fosse interessato trova tale proposta andando:
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Adesso seguiamo con interesse il lavoro delle Commissioni.
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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Feb 24, 2008 12:20 pm    Oggetto:  
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(ANSA) 09:34 ha scritto:
CONSULTA FEMMINILE: ANNARITA NASSISI PREDIDENTE VDA


- AOSTA, 23 FEB -
Annarita Nassisi è la nuova presidente della Consulta regionale per la condizione femminile della Valle d'Aosta; succede ad Alessandra Fanizzi e sarà coadiuvata da Angela Tonello (vice presidente), Ester Piera Fonte (segretaria), Loredana Tessarin e Enza Autolitano. (ANSA).


Auguri e buon lavoro da parte di tutti noi di Area Democratica

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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Dic 11, 2009 1:18 am    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 10/12/2009 ha scritto:
10:57 PARI OPPURTUNITA': VDA; DA CONSULTA FIRME CONTRO NUOVA PL
(ANSA) - AOSTA, 10 DIC -
La Consulta regionale femminile in carica boccia la proposta di legge di riforma dell'organismo, presentando al consiglio regionale una petizione con 781 firme in cui viene ribadita, spiega la presidente Giacinta Prisant, una "opinione negativa sulle modalità di nomina delle componenti prospettata".

Le modifiche prospettate dalla progetto di norma riguardano la riduzione ad un numero fisso di componenti elette dal Consiglio regionale ed un contestuale aumento delle amministratrici.

Tale composizione - per la presidente della Consulta Giacinta Prisant - "limiterà la presenza di molte delle rappresentanti del mondo economico, sociale e culturale della regione, mentre é proprio il gratuito, prezioso e qualificato apporto di queste, in termini di differenti esperienze professionali e umane, che ha consentito a quest'istituzione di funzionare in modo efficiente e proficuo". (ANSA).


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MessaggioInviato: Ven Dic 11, 2009 11:36 pm    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 11/12/2009 ha scritto:
17:09 PARI OPPORTUNITA: VDA REGIONALIZZA CONSIGLIERA DI PARITA'
(ANSA) - AOSTA, 11 DIC -
Con un testo di legge la Regione autonoma Valle d'Aosta riordina la Consulta regionale per la condizione femminile, che assume la nuova denominazione di Consulta regionale per le pari opportunità, e regionalizza la figura della Consigliera di parità.

L'articolato della proposta di legge ha ricevuto oggi il parere favorevole, espresso a maggioranza, dalle Commissioni Istituzioni e Autonomia (presidente Alberto Zucchi) e Affari generali (Andrea Rosset).

L'iniziativa, sulla quale relazioneranno in aula le consigliere dell'Union valdôtaine, Emily Rini ed Helene Imperial, si compone di 27 articoli. "Con il nuovo testo - spiega Helene Imperial - una parte delle componenti della nuova Consulta sarà scelta tra le elette in Consiglio regionale e le rappresentanti elette negli Enti locali, ma è da evidenziare che una parte significativa delle nuove consultrici sarà liberamente scelta nel mondo dell'associazionismo e dei movimenti femminili, e una parte che, pur essendo eletta dal Consiglio, vedrà la proposta di candidature da parte degli stessi organismi, sindacati, organizzazioni di lavoratrici e imprenditoriali femminili".

Motivando l'astensione del suo gruppo, Patrizia Morelli (VdA Vive/R), sostiene che "la consulta femminile è purtroppo stravolta nella sua fisionomia dalla proposta della maggioranza regionale. Essa è stata finora un organismo di libera rappresentanza delle organizzazioni presenti sul territorio; la si trasforma oggi in organismo rigorosamente controllato e presidiato dalla politica regionale". Sottolinea ancora che "18 su 23 delle future componenti saranno in futuro nominate da organi politici regionali e degli enti locali: un totale allineamento alle maggioranze politiche affinché 'non disturbino' i vertici del governo regionale". (ANSA).


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MessaggioInviato: Mer Dic 16, 2009 11:55 am    Oggetto:  
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DIPARTIMENTO PARI OPPORTUNITA' DEL PD VDA ha scritto:

In merito alla proposta di legge n. 55/09, recante “Nuove disposizioni in materia di pari opportunità tra uomo e donna e di riordino degli organismi di parità operanti in Valle d'Aosta”, il Dipartimento Pari Opportunità e Diritti del Partito Democratico Valle d’Aosta esprime parere estremamente negativo su di essa e, in particolare, sulla futura composizione dell’organismo. Innanzitutto, la lettera a) del 1° comma: riporta che 4 componenti sono designate congiuntamente da 5 tipologie di gruppi, associazioni, movimenti. Non si declinano ulteriormente le modalità di designazione congiunta. Non si riesce poi a comprendere in base a quale criterio di misura associazioni e gruppi femminili (n. 1 lett. a) co.1 art. 7) abbiano un’effettiva rappresentatività a livello regionale o ‘siano democraticamente strutturate’ (si presume che in uno stato democratico lo siano tutte!).

Riesce inoltre difficile comprendere come le commissioni o movimenti femminili, a livello regionale, dei partiti, movimenti o gruppi politici possano designare congiuntamente una sola rappresentante (n.4 lett.a) co.1 art. 7). La diversità di vedute, idee e storie politiche, rende la designazione di una sola rappresentante quanto mai difficile, ove non impossibile. Pari difficoltà si rileva nel comprendere come le organizzazioni di volontariato possano essere ‘maggiormente rappresentative’ a livello regionale. Ciò vuol dire restringere il campo a favore di una sola istituzione, sempre se si escludono i vigili del fuoco volontari, che per numero forse sono i più rappresentati. (Per assurdo se i vigili del fuoco volontari rispettassero i principi di pari opportunità, ammettendo al loro interno entrambi i generi, probabilmente si avrebbero solo rappresentanti di questi volontari, a scapito di tutti gli altri, presenti in altre associazioni, che alzano notevolmente i numeri della Valle d’Aosta nel campo del volontariato). Il fare continuo riferimento ad una rappresentanza di tipo politico, all’alterità maggioranza/minoranza, renderà difficile ad associazioni di volontariato per statuto apolitiche, apartitiche, neutrali, imparziali, indipendenti, universali, accettare il metodo politico maggioranza/minoranza. Le associazioni di volontariato, sono libere dalle logiche della politica.

All’art. 9 è previsto che alla Consulta sia trasmessa
‘copia di tutti i progetti di legge regionale, che investono esplicitamente e significativamente le politiche di genere all’atto della loro presentazione al Consiglio regionale’. Cioè a dire, tutti i progetti di legge regionale che non investono esplicitamente e significativamente le politiche di genere o che le investono marginalmente e che paradossalmente ne avrebbero più bisogno, non le sono trasmessi. E’ palese l’incongruenza. Oggi la Consulta è composta da componenti effettive e componenti supplenti. Il nuovo testo non prevede supplenti, sicché gli impedimenti che per mille ragioni non permettono alle donne di essere sempre presenti, non possono essere affrontati in alcun modo, sfilacciando, frantumando e causando inutili perdite di tempo ad un lavoro che invece sinora si è dimostrato continuo.

Dunque e per concludere,
il Dipartimento Pari Opportunità e Diritti del PD Valle d’Aosta invita il Consiglio regionale ad evitare di porre, con questa nuova legge, la Consulta sotto il controllo dell’organo politico, perché: -) si snaturerebbe la sua funzione rappresentativa, gravemente mortificata; -) la logica che ne governa il lavoro non è politica e vi lavorano bene insieme anche rappresentanti di diversi schieramenti politici altrove opposti; -) è un bene per la politica della Valle d’Aosta e per la stessa Valle d’Aosta che organi come la Consulta conservino la loro indipendenza per l’importante impulso che danno agli organi politici e perché costituiscono il metro di misura dell’evoluzione e dello sviluppo della realtà sociale economica e culturale della Valle d’Aosta.

Simona Mele
Responsabile Dipartimento Pari Opportunità e Diritti
Partito Democratico Valle d'Aosta

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Ultima modifica di giorgio il Sab Dic 03, 2011 4:20 pm, modificato 1 volta in totale
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giorgio








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MessaggioInviato: Mer Dic 16, 2009 5:39 pm    Oggetto:  
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AostaSera.it 16/12/2009 ha scritto:
Riforma della Consulta femminile: il “no” del Partito democratico
Aosta - Anche il Partito democratico prende posizione sulla proposta di legge che dovrà riformare l‘attività e la composizione della Consulta regionale femminile.


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"Non si riesce a comprendere - si legge in una nota della responsabile dipartimento pari opportunità e diritti del Pd valdostano, Simona Mele - in base a quale criterio di misura associazioni e gruppi femminili (n. 1 lett. a) co.1 art. 7) abbiano un'effettiva rappresentatività a livello regionale o ‘siano democraticamente strutturate'

"Oggi - sottolinea Mele - la Consulta è composta da componenti effettive e componenti supplenti. Il nuovo testo non prevede supplenti, sicché gli impedimenti che per mille ragioni non permettono alle donne di essere sempre presenti, non possono essere affrontati in alcun modo, sfilacciando, frantumando e causando inutili perdite di tempo ad un lavoro che invece sinora si è dimostrato continuo".

In sintesi, il Pd invita il Consiglio regionale ad "evitare di porre, con questa nuova legge, la Consulta sotto il controllo dell'organo politico, perché: si snaturerebbe la sua funzione rappresentativa, gravemente mortificata; la logica che ne governa il lavoro non è politica e vi lavorano bene insieme anche rappresentanti di diversi schieramenti politici altrove opposti; è un bene per la politica della Valle d'Aosta e per la stessa Valle d'Aosta che organi come la Consulta conservino la loro indipendenza per l'importante impulso che danno agli organi politici e perché costituiscono il metro di misura dell'evoluzione e dello sviluppo della realtà sociale economica e culturale della Valle d'Aosta".
di Domenico Albiero


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MessaggioInviato: Gio Dic 17, 2009 4:51 pm    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 17/12/2009 ha scritto:
11:56 PARI OPPORTUNITA': DA PD VDA CRITICHE A NUOVO DL REGIONALE
(ANSA) - AOSTA, 16 DIC -
Parere "estremamente negativo" sulla proposta di legge 55/09, 'Nuove disposizioni in materia di pari opportunita' tra uomo e donna e di riordino degli organismi di parità operanti in Valle d'Aostà, è stato espresso dal dipartimento Pari Opportunità e Diritti del Partito Democratico Valle d'Aosta. E' quanto riportato in un comunicato in cui, in particolare, viene criticata la futura composizione dell'organismo.

Il Pd invita il Consiglio regionale "ad evitare di porre, con questa nuova legge, la Consulta sotto il controllo dell'organo politico", perché: "si snaturerebbe la sua funzione rappresentativa, gravemente mortificata; la logica che ne governa il lavoro non è politica e vi lavorano bene insieme anche rappresentanti di diversi schieramenti politici altrove opposti; è un bene per la politica della Valle d'Aosta e per la stessa Valle d'Aosta che organi come la Consulta conservino la loro indipendenza per l'importante impulso che danno agli organi politici e perché costituiscono il metro di misura dell'evoluzione e dello sviluppo della realtà sociale economica e culturale della Valle d'Aosta". (ANSA).


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MessaggioInviato: Ven Dic 18, 2009 10:53 am    Oggetto:  
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La Stampa ha scritto:
Consulta femminile
La riforma sceglie le nomine politiche


AOSTA

La consulta femminile? «Un carrozzone immondo che in questi anni ha solo sperperato denaro pubblico». La definizione è quella espressa del capogruppo del Pdl Massimo Lattanzi durante il Consiglio che ieri, con 25 voti favorevoli e 8 contrari (Pd e VdaVive), ha approvato la proposta di legge 55 sul riordino degli organismi di parità che operano in Valle. «E’ arrivata l’ora di cambiare uno strumento che in questi anni è stato gestito da persone politicizzate e di parte come Antonella Barillà e Giacinta Prisant - ha aggiunto Lattanzi -. Mancava solo che si riunissero all’Espace populaire».

Parole pesanti, quelle di Lattanzi arrivate dopo l’intervento del consigliere Raimondo Donzel (Pd), che ha affermato: «Questa legge mortifica un luogo di libera partecipazione come finora è stata la Consulta, ente terzo che esprime un parere consultivo, con un’ottica diversa da quella governativa. Ma con la prospettata nuova composizione, si capovolge il meccanismo della libera partecipazione, introducendo il concetto di maggioranza e minoranza nella Consulta. Come è possibile, se è un organismo apolitico? Non sosterremo questo provvedimento che snatura la Consulta». Delle 23 componenti, 18 saranno nominate dalla Regione, mentre 5 verranno elette tra le rappresentanti delle associazioni. Finora erano 20 elette più le 5 consigliere regionali. «Esattamente l’opposto di ciò che accade nelle altre regioni italiane e nella provincia di Trento - ha aggiunto Donzel -, in cui delle 15 donne sono 12 quelle elette dal basso, dalle associazioni, e 3 quelle nominate tra le esperte».

La consigliera dell’Union valdôtaine Hélène Impérial, tra i firmatari delle legge, ha replicato che «la composizione trova giustificazione nella convinzione dei firmatari, oltre che nella richiesta manifestata a più riprese anche da alcune componenti dell’assemblea della Consulta stessa, nella passata, ma anche nella presente legislatura, che sia necessario conferire alla Consulta per le pari opportunità maggiore credibilità e rigore; così facendo essa cesserà di essere un organismo a “geometria variabile” e diventerà un organismo con un numero fisso di componenti: questo per evitare l’inconveniente, assai frequente, del mancato raggiungimento del numero legale delle consultrici in occasione dell’assemblea, finendo così per delegare buona parte le scelte alle componenti del comitato esecutivo».
LAURA SECCI


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MessaggioInviato: Ven Dic 18, 2009 3:27 pm    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 18/12/2009 ha scritto:
10:14 PARI OPPORTUNITA': IN VDA REGIONALIZZATA NOMINA CONSIGLIERE (1)
(ANSA) - AOSTA, 18 DIC -
La Regione autonoma Valle d'Aosta, con una propria legge, ha 'regionalizzato' il consigliere di parità, che sarà nominato dalla Regione a differenza della disciplina nazionale che prevede la nomina con decreto ministeriale. La Regione, inoltre, corrisponderà al consigliere un'indennità rapportata all'impegno prestato.

La proposta di legge è stata sottoscritta dai capigruppo della maggioranza, dall'assessore Manuela Zublena e dalle due relatrici. Nel rispondere alle critiche giunte dalla Consulta per le pari opportunità in carica e relative alla composizione e alla nomina della stessa, la relatrice Emily Rini (Uv) ha sottolineato che "nulla era emerso nel corso di un incontro con i proponenti della proposta di legge". "Avevo percepito - ha poi aggiunto - in quella occasione un clima molto disteso e soprattutto una viva soddisfazione di tutte le parti coinvolte".

Della nuova Consulta faranno parte: quattro componenti espressione dell'associazionismo femminile, dei sindacati, delle organizzazioni dei lavoratori, dei partiti, movimenti o gruppi politici, delle organizzazioni di volontariato; la Consigliera Regionale di Parità; tre Consigliere regionali elette dal Consiglio regionale; dieci componenti elette dal Consiglio regionale tra candidate appartenenti al mondo dell'associazionismo femminile, dei sindacati, delle organizzazioni dei lavoratori, dei partiti, movimenti o gruppi politici, delle organizzazioni di volontariato; cinque componenti designate dal Cpel tra le donne elette in seno agli enti locali. (SEGUE).


(ANSA) Data: 18/12/2009 ha scritto:
10:24 PARI OPPORTUNITA': IN VDA REGIONALIZZATA NOMINA CONSIGLIERE (2)
(ANSA) - AOSTA, 18 DIC -
"La composizione dell'organismo - ha precisato l'altra relatrice, Helene Imperial (Uv) - trova giustificazione nella convinzione dei firmatari, oltre che nella richiesta manifestata a più riprese anche da alcune componenti dell'Assemblea della Consulta stessa, nella passata, ma anche nella presente legislatura, che sia necessario conferire alla Consulta per le pari opportunità maggiore credibilità e rigore".

Per la relatrice Imperial "la Consulta cesserà quindi di essere un organismo a 'geometria variabile' e diventerà un organismo con un numero fisso di componenti: questo per evitare l'inconveniente, assai frequente, del mancato raggiungimento del numero legale in occasione dell'Assemblea, finendo cosi per delegare buona parte le scelte alle componenti del Comitato esecutivo".

Nell'esprimersi contro la legge, Patrizia Morelli (Vda Vive-R) ha sottolineato che "la proposta di legge in alcune parti è condivisibile, ma con la modifica della composizione della Consulta purtroppo va a stravolgere l'essenza dell'istituto, che finora è stato un organismo di libera rappresentanza femminile, mentre da oggi, al valore della libera rappresentatività si sostituirà la logica di presidio politico". Ha quindi ricordato che ad eleggere 18 componenti su 23 sono le maggioranze del Consiglio regionale e del Consiglio permanente degli enti locali "che si appropriano così della Consulta, mettendola in condizione di non disturbare più".

Raimondo Donzel (Pd) ha sostenuto che "la Consulta deve essere ente terzo, che esprime un parere consultivo, con un'ottica diversa da quella governativa, e ciò viene vanificato dai criteri di composizione". A favore della legge si è espresso il Pdl che con il capogruppo Massimo Lattanzi ha osservato che "fino ad oggi la Consulta non ha funzionato e le donne del centro destra sono sempre state emarginate, mentre abbiamo bisogno di organi di consultazione seri, trasparenti, non mascherati da associazioni che in realtà sono rappresentanze di partiti".

Da parte di Manuela Zublena, infine, è giunta una sottolineatura sulla necessita" di una partecipazione femminile più convinta che esprima un senso di responsabilità più marcato". (ANSA).

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erika








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MessaggioInviato: Sab Dic 19, 2009 12:57 am    Oggetto:  sfornare figli anziche lavorare...
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Ascoltate quel pezzo di consiglio regionale e fatevi venire i capelli dritti. Le donne unioniste come quelle del PDL subiscono attacchi pesantissimi senza nemmeno rispondere.
Sentir dire che in un Comune un geometra donna non si è vista per 5 anni perchè era impegnata a sfornare figli, l'ho trovato molto di basso profilo e sinceramente pagherei per dare questa gioia belissima agli uomini...

Ora sulla composizione, bene credo che la bellezza della consulta stesse proprio nell'apertura massiccia alle associazioni.
Proprio nel volontariato sono coinvolte il maggior numero di donne e proprio quelle che si occupano delle associazioni sono quelle che danno il maggior contributo...
Donne come Rachida che insegna l'italiano, come Giacinta che da anni lavora per le donne e Antonella che costruttivamente ha sempre rimarcato il ruolo delle donne non possono essere liquidate con le parole di Lattanzi.
Ma d'altronde la politica pidiellina in consiglio come in comune si basa semplicemente sugli attacchi personali.

Chapeau!!!!
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grecorob








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MessaggioInviato: Sab Dic 19, 2009 3:01 pm    Oggetto:  
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Vado volutamente fuori tema ,cosi' come so che l'argomento puo' essere facilmente etichettato come qualunquista,demoagogo ed ancor peggio.
Impegna soltanto me stesso e ,assumendone il rischio,parlo esclusivamete a titolo personale.
Sono convinto che il Consigliere Lattanzi,magari imitato da altri suoi Colleghi, rinuncera' sicuramente ad incassare il Bonus riscaldamento di prossima distribuzione,cosi' come consegnera' agli uffici competenti il Pass gratuito per i pedaggi autostradali ed altre amenita' con il solo scopo di limitare " SPERPERO DI DENARO PUBBLICO".
Se cio' accadra',mi impegno pubblicamente a devolvere alla Caritas 1/30 della mia pensione mensile.
ROBERTO GRECO
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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Dic 20, 2009 12:40 pm    Oggetto:  
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La Stampa 20 Dicembre 2009 ha scritto:

La posta dei lettori. Piazza Chanoux 28/A. e-mail:
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Pari opportunità o buone opportunità?
E’ lodevole che i politici si preoccupino di non sprecare il denaro pubblico, ma abbastanza strano che ci si preoccupi di essere oculati solo in certi momenti e solo nei riguardi di certi organismi. La Consulta femminile è l’unica istituzione regionale creata per favorire la partecipazione delle donne, in uno spazio autonomo e libero di confronto e di iniziative. Non ci sono, signor Lattanzi, altri «immondi carrozzoni» gestiti da uomini su cui puntare più opportunamente l’attenzione? E’ assai meschino prendersela con chi ha lavorato con passione e competenza solo perché non appartiene al proprio partito, che evidentemente nel corso degli anni non ha mai saputo esprimere una rappresentante capace di emergere e conquistare il consenso dell’assemblea che, finora, ha sempre eletto democraticamente il proprio direttivo. Finora, perché spiace constatare che la legge istitutiva sarà completamente snaturata, assoggettando la Consulta al potere politico (alias agli uomini) dalle nuove proposte di modifica presentate proprio da due giovani consigliere. Evidentemente le nuove generazioni hanno capito che piuttosto che battersi per le pari opportunità è preferibile coltivare le buone opportunità che l’obbedienza alle direttive del proprio partito garantisce.
ANNA TORRIONE DE GRANDIS
Aosta


P.S.

La Stampa Domenica 29.11.2009 ha scritto:
Una delegata Uv: “Vi chiedo di non venderci a Berlusconi”

Sulle future alleanze e sul Leone Piera Diémoz strappa all’aula un applauso a metà discorso. Parla in patois: «Alla finale della Bataille di reine e in altre manifestazioni ho sentito unionisti dire che non si riconoscono più nel movimento, per posizioni e alleanze. Presidente Perron la base si sente inascoltata e alcuni sono tentati di lasciare il Leone. Il ‘’caso Milanesio’’ ha destato perplessità». Si rivolge al tavolo della presidenza: «Riflettete, vi prego. E lei, presidente Rollandin, non ci venda a Berlusconi. Pretendiamo dignità, onestà, etica, non ricchezza o potere. Senatore Fosson, le ricordo che Berlusconi ha fatto 18 leggi ad personam per sottrarsi alla Giustizia, non può darmi tranquillità. Non vorrei vergognarmi di essera valdostana e unionista».



Ebbene. mi fa piacere riportare questo stralcio che ho tratto da La Stampa.
Ecco che appaiono già quei segnali che indistintamente tutti i democratici da tempo auspicano.
Segnali importanti che l'Uv dovrà necessariamente tenere in conto,
vista la precarietà democratica in cui versa un partito come quello del Pdl...
dove esiste solo il pensiero e la voce del padrone

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«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta»
Nuto Revelli
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