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Trois Ville - Col du Joux
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giorgio








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MessaggioInviato: Mar Ago 24, 2010 12:02 pm    Oggetto:  Trois Ville - Col du Joux
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Commemorazione della distruzione di Trois Villes

Ogni anno viene ricordato un episodio della Seconda Guerra Mondiale, ovvero il rastrellamento e la distruzione di Trois Villes ad opera dei repubblichini come rappresaglia per la cattura da parte dei partigiani della 13ª banda Emilio Chanoux di due militi del battaglione Montebello. La 13ª banda Chanoux si impegnò attivamente nella ricostruzione del villaggio, definito da Gracchini la "culla della 13ª ".
Se volete andare, questo è un piccolo paese che per trovarlo devi, dall'uscita del casello di Aosta, tornare verso Torino per poche centinaia di metri e lì si trova l'incrocio verso Ville sur Nus. Subito dopo l'incrocio, a Villair, una piccola chiesa romanica, poi si sale per una ventina di minuti. Non si trova nulla, se non uno splendido panorama e qualche incontro fortuito. Il paese è quasi abbandonato ormai da tutti .... Se giungi al suo limite, parcheggi l'auto e ti incammini verso il bosco .... puoi camminare per una mezz'ora sino ad arrivare al torrente ..... Un silenzio e una pace incredibili... qualcuno lo incontri ancora, dedito ai suoi lavori. Una fontana, un fienile, vento, profumo di solitudine. Ma soprattutto un silenzio colpevole nato dalla volontà politica del governo della Regione Valle d’Aosta. Una fontana, un fienile, qualche cane che scorrazza qua e là. Non c'è un bar né un ristorante. E cosa ve lo presento allora a fare? Ecco il perché:
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23-24 agosto 1944 - Per ritorsione contro l’attacco partigiano al posto di blocco di Nus, effettuato il 18 agosto (che aveva causato la morte di 11 soldati tedeschi e la cattura di un milite ferito), i nazifascisti attaccano la zona controllata dalla 13ª banda Émile Chanoux, incendiano il villaggio di Trois-Ville e uccidono Pietro Désandré, Eusebio Barrel e Tommaso Forethier. Secondo un censimento fatto a fine guerra i nazifascismi in Valle hanno distrutto, nel corso delle rappresaglie, 260 case, gravemente danneggiate 131, per un totale di 467 famiglie sinistrate.

Ad oggi non ho visto nessun media ricordare questo, tranne uno striminzito servizio di Rai 3 regionale. Se non sbaglio, nessun giornale, nessun sito, ha riportato questa commemorazione ufficiale seguita da pochi volenterosi, qualche partigiano sopravissuto - credo quattro o cinque - un consigliere comunale di Quart, in rappresentanza del Pd. Eppure quando si tratta di essere presenti e valorizzare artatamente la propria parte politica e la propria persona non si bada a spese nel convocare giornalisti e presentare la Settimana Resistenza magari organizzata dall’Assessorato regionale all’Istruzione in collaborazione con l’Istituto storico della Resistenza e i comuni di Perloz, Quart e Valgrisenche. Ma oggi non è tempo. Oggi queste baggianate della resistenza al nazifascismo non servono più neanche al potere. Anzi meglio stare zitti e non sollevare polveroni di sorta, viste la alleanze spurie che si stanno formando con la destra. Ma la mia speranza è quella di vedere i nostri uomini al governo della Regione andare in difficoltà e soprattutto in crisi d’identità. Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quello che lascia ma non quello che si ritrova.

Presentazione della Settimana della Resistenza
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“Per la prima volta abbiamo deciso di organizzare un programma organico – ha spiegato l’Assessore regionale all’Istruzione, Laurent Viérin – per aiutare i giovani a conoscere quel passato che alla nostra generazione è stato raccontato dai nonni”. La via scelta per tenere viva la memoria è quella di una serie di visite guidate ai luoghi simbolo della resistenza in Valle come il paese di Perloz, sede tra l’altro del Museo della Resistenza, Valgrisenche con Le Vieux Quartier e la mostra “La strada e alla diga” e ancora Trois-Ville di Quart con il monumento al giovane partigiano.

Ma domenica dove eravate?

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Ultima modifica di giorgio il Sab Ago 27, 2011 9:50 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mar Ago 24, 2010 12:02 pm    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Mer Set 01, 2010 7:21 pm    Oggetto:  
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Redazione AostaSera.it ha scritto:
Anche il Pd rende omaggio ai partigiani e civili uccisi dai nazisti nel 44' a Valsavarenche
Valsavarenche - La commemorazione, organizzata dal Comitato regionale dell’Anpi, è in programma domenica 29 agosto a Molère di Valsavarenche.
Il segretario del Pd, Raimondo Donzel, terrà un discorso ufficiale.


Commemorazione domenica 29 agosto prossimo a Molère di Valsavarenche per ricordare i partigiani e civili uccisi il 3 ottobre del 1944 per mano di truppe nazifasciste. All'appuntamento, organizzato dal Comitato regionale dell’Anpi, terrà un discorso ufficiale anche il segretario del Pd, Raimondo Donzel. "Il discorso commemorativo - si legge in una nota del Pd - scaturisce da un incontro con Ida Desandré, nel quale è emersa tutta l’attualità della necessità di una testimonianza attiva del tragico passato nazifascista e totalitarista al fine di impedire nuovamente processi degenerativi nelle democrazie occidentali".

"La nostra generazione – aggiunge Donzel - che ha avuto la possibilità di conoscere i fatti direttamente dalla viva voce dei partigiani e delle poche vittime scampate alle persecuzioni del nazismo e del fascismo, ha il dovere morale di trasmettere alle nuove generazioni la memoria della Resistenza e della Shoah, con la stessa consapevolezza che ne ebbe Primo Levi, che ne “I sommersi e i salvati” scrive: “le verità scomode hanno un difficile cammino”"

27/08/2010


Tranne questa pregevole segnalazione della Redazione AostaSera.it e un servizio sul Tg3 Regionale, non si è avuta notizia alcuna di questa commemorazione. Nemmeno su quelle agenzie che dovrebbero essere sollecitate a produrre informazione non "partigiana". Sembra che non sia più tempo, nè il momento di esaltare accadimenti che ormai portano discapito ai responsabili di "testata". Ormai capisco ed è chiaro come questi eventi siano solo più un intralcio e un fastidio politico per i partiti della maggioranza del governo regionale e dei loro baciapile. Tengo a ricordare come queste manifestazioni, tempo addietro, avessero un risalto del tutto diverso dall'attuale, da quando cioè l'Uv cercava di trarre vantaggi elettorali per contrabbandare ideali democratici che non gli appartenevano. Hanno truffato i propri elettori parlando di pseudo libertà conquistata, descritta ed esaltata come una lotta partigiana nata dalle proprie fila.

Bugia. Una responsabilità questa, assunta dai rappresentanti di questo partito - che chiamano ancora del leoncino - che continuano a parlare di ideali comuni praticati allora in comunione da socialisti e liberali. Questa egemonia mediatica è stata volutamente fagocitata e sottratta agli eredi di queste battaglie, che hanno fruttato loro solo morti, fucilazioni e angherie nazifasciste. Ai signori dell'Union solo vantaggi in termini di voti. La libertà conquistata, la dignità ripristinata dalle nostre popolazioni nei confronti degli stati europei colpiti dalle viltà nazifasciste, sono servite ipocritamente per portare personaggi di poca coerenza politica al timone di una regione che oggi si può vergognosamente richiamare a valori di "destra".

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Ultima modifica di giorgio il Mar Ago 23, 2011 3:58 pm, modificato 1 volta in totale
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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Ago 21, 2011 3:18 pm    Oggetto:  
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TROIS VILLES 21. 08. 2011: Monumento al Giovane Partigiano

DOMENICA 21 AGOSTO – TROIS -VILLES (Quart)
Anniversario del rastrellamento e della distruzione di Trois-Villes.
La commemorazione degli avvenimenti sarà curata dall’Amministrazione Comunale di Quart e
A.N.P.I. Valle d'Aosta Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
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Nel 1944, nel cuore della lotta di liberazione dal nazismo e dal fascismo, una mano
ignota e paziente incise su di un masso erratico, precipitato sulle alture di Donnas, le parole:
"Silens loquor"; e per dar senso all'epigramma, scrisse ancora sulla viva pietra: "Hic via
transire homo liber et servus 1944".
Alcuni lessero allora quelle parole scritte in un latino molto incerto, ma dal chiaro
significato etico e politico, alternative ai roboanti proclami del Comando germanico di Piazza
e del Capo della Provincia d’Aosta.

Molti compresero che l 'alternativa era effettivamente
quella di essere uomini liberi o schiavi; molti fecero tesoro di quell'appello ad essere uomini
liberi, quando si unirono al movimento partigiano; molti forse vi ripensarono in punto di
morte, quando caddero combattendo contro i nazisti ed i fascisti che volevano imporre i l loro
regime anche in Valle d’Aosta; quando, civili inermi, furono uccisi per rappresaglia; molti
ripensarono a quelle parole, a liberazione avvenuta, quando poterono dedicare a quei morti,
spesso inumati senza nome per proteggere le famiglie da inumane ritorsioni, una croce o una
lapide che ne ricordasse il nome ed il sacrificio1.

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Ultima modifica di giorgio il Mar Ago 23, 2011 3:38 pm, modificato 1 volta in totale
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erika








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MessaggioInviato: Dom Ago 21, 2011 3:45 pm    Oggetto:  pollio salimbeni
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Oggi alla commemorazione era presente anche il vice presidente nazionale dell'Anpi Pollio Salimbeni che
ha ricordato l'importanza del 25 aprile e condannato quanto proposto dal ministro tremonti...

Per fortuna che non c'era il picchetto, altrimenti anche questa volta se ne sarebbero dovuti andare...
L'Anpi parla anche di quanto accade oggi e non si limita a ricordare la storia.
Gravissimo, non credete? Wink
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giorgio








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MessaggioInviato: Mar Ago 23, 2011 3:46 pm    Oggetto:  
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Commemorazione ANPI e Comune di Quart 21.08.2011

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giorgio








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MessaggioInviato: Sab Ago 27, 2011 9:48 pm    Oggetto:  
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Citazione:
Potere e libertà
27/08/2011
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AOSTA. In lustri di attività giornalistica più volte sono stato sensibilizzato a pubblicare documenti diffusi da questa o quella forza politica. Sollecitazioni che mi giungevano perché non avevo pubblicato qualcosa che non ritenevo di interesse pubblico, convinto che la nota o il documento giunto in redazione fosse più un messaggio diretto agli avversari o agli interlocutori politici piuttosto che un' informazione agli elettori o ai cittadini.

Mai mi è capitato che qualcuno mi abbia chiesto perché avevo scritto un articolo o pubblicato un pezzo. Ma le esperienze non finiscono mai. E così qualche giorno fa ho ricevuto due telefonate: una da un giovane unionista recente con ambizioni politiche che mi ha contestato la messa in rete su Aostaoggi.it di un articolo che riprendeva le critiche di Alpe al suo movimento. "Non mi sembrava degna di nota", mi ha detto quando gli ho spiegato che la linea editoriale di Aostaoggi.it è dare spazio a tutte le voci che hanno la dignità di rappresentanza. L'ho inviato a inviarmi una sua replica. Con una buona dose di sufficienza ha risposto: "non voglio dare importanza ad una cosa da niente". Fine della citazione. Una cosa da niente che ha però suscitato la sua irascibilità per la pubblicazione.

L'altra telefonata è stata di un politico, manager pubblico e sindaco, oltre che amministratore in tante società (alla faccia del conflitto di interessi) sempre unionista, che si è lamentato della pubblicazione di una lettera che secondo lui doveva rimanere riservata. "Non dovevi farlo", mi da detto con tono affabile dal sapore di avvertimento che non mi ha lasciato del tutto indifferente.

La questione, per me, è preoccupante. Molto preoccupante e qualcuno dell'Uv dovrebbe iniziare ad insegnare come stare al mondo ai futuri quadri dirigenti e attuali manager unionisti. La libertà di opinione è sacra. Di più, penso che se i futuri dirigenti dell'Union valdotaine prendono certe posizione "per cose da nulla" quando sono ancora in fasce, chissà cosa faranno quando indosseranno i pantaloni. L'Uv farebbe cosa buona ad istituire una scuola per formare i suoi futuri dirigenti e corsi di aggiornamento per i già arrivati. Fare corsi di pubblica amministrazione alla vigilia delle elezioni non è sufficiente per dare alla Valle d'Aosta prospettive di democrazia, libertà e autonomia, quella vera che è costata sacrifici ai Grandi Padri della Petite Patrie.

La scuola di politica (e io aggiungo di democrazia e libertà) per i giovani unionisti potrebbe iniziare, senza scomodare i padri fondatori dell'autonomia e dell'Union valdotaine, da quella splendida giornata di sole politico (c'era qualche nube per dare più solennità all'evento) che era il 13 settembre 1995 quando il popolo unionista si diede appuntamento al Col du Joux per ribadire che libertà, indipendenza, autodeterminazione e federalismo per il continuano ad essere i cardini del progetto politico dell'Union Valdotaine.

Il 13 settembre 1995 l'Uv celebrò il 50/o anniversario della fondazione con idealità, progettualità e ideologia che non sono più quelli di oggi. Allora aveva 15 consiglieri regionali oggi di più e con un potere assolutamente superiore a quello di allora.

"Oggi come allora - disse Alexis Betemps, all'epoca presidente del movimento - dobbiamo continuare a combattere per l'affermazione della sovranità del popolo valdostano". Una sovranità che non può, però, essere imposta da chi pensa di avere il potere. Betemps era convinto che l'Union non avesse ancora esaurito la sua azione politica. "Anzi in questo momento di crisi dell' Italia – disse – il rischio più che presente è un ritorno del fascismo e del totalitarismo, è necessario che gli Unionisti rinserrino le fila per difendere l' identità e il particolarismo valdostani". Certo che le telefonate chi ho ricevuto avevano proprio il sapore del rischio citato da Betemps il 13 settembre 1995 al Col du Joux.

E già allora, come oggi, tra le priorità da affrontare per portare a compimento il progetto politico dell' Union Valdotaine, il presidente del movimento indicò "la formazione nei giovani dell' idea valdostana, idea che potrà vivere solo fino a quando vi saranno valdostani". Ma dalla mia esperienza i giovani unionisti hanno avuto una scarsa formazione. O forse non ci sono più valdostani?

Al Col du Joux c'é il cippo che ricorda l'anniversario ed il luogo dove si riunì la prima volta la Jeune Vallee d' Aoste, il movimento ispirato dall' abate Joseph-Marie Treves. La Jeune Vallee d'Aoste e' stata la cellula che ha portato alla nascita dell'Union Valdotaine. Certo quelli di allora non erano giovani che pensavano a sorte di censure ma a costruire la libertà, la democrazia (propria e altrui, aggiungo io oggi) e l'autonomia valdostana.

La Jeune Vallee d'Aoste rivendicava per la Valle d'Aosta l'autonomia politica e una confederazione repubblicana delle regioni italiane, nel quadro più ampio di una federazione delle nazioni europee. Tant'è che l'allora onorevole Luciano Caveri, segretario dell'Ufficio di Presidenza della Camera, evidenziò "il ruolo assolutamente straordinario svolto dall'Uv contro il fascismo e la favore della democrazia e la libertà". Ma per qualcuno ancora oggi il condizionamento delle opinioni altrui è un valore a cui aspira.

Un'idealità, quella manifestata il 13 settembre 1995, che oggi non pare essere il faro dell'azione politica di qualche giovane unionista, aspirante leader, ma al momento attento al movimento per qualche business e di qualche uomo d'affari o businessman che gravita nel mondo rossonero perché solo con quella casacca può realizzare il suo core business.


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In effetti è una bella riflessione. Un addio al partito storico del leoncino che da anni ormai non esiste più.
R.I.P

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erika








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MessaggioInviato: Lun Ago 29, 2011 2:23 pm    Oggetto:  le frattocchie..
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Caro Giorgio,
su Le Travail avrai letto che due dei nostri giovani frequenteranno per un anno officina politica, insomma una scuola di politica che si ispira alle frattocchie e che li vede impegnati per 4 giorni al mese a Roma con i maggiori dirigenti del nostro partito.
ma non si limitano a questo. vengono sollecitati dai loro tutors a svolgere temi riferiti ad avvenimenti di attualità o ad analizzare proposte sul tappeto...
ebbene, i frutti si vedono già adesso.
ieri, la timida sara è intervenuta davanti a cinquanta persone a braccio, ricordando i valori di democrazia e libertà per cui eravamo li.
Una bella sorpresa...
per non parlare di andrea, molto più riflessivo e pacato.
sempre alla ricerca del particolare e soprattutto rispettoso dell'altro. chi l'avrebbe mai detto che quel ragazzo è stato capace di far scappare degli alpini e carabinieri in alta uniforme soltanto con le sue parole... Wink
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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Ago 17, 2012 11:05 am    Oggetto:  
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Citazione:
ASSOCIAZIONE NAZIONALE
PARTIGIANI D’ITALIA
COMITATO VALLE D’AOSTA


COMUNICATO STAMPA
Domenica 19 agosto a Trois-Villes di Quart.

Appuntamento alle ore 10 per la commemorazione del rastrellamento e della distruzione dei villaggi.

Domenica 19 agosto l'ANPI ricorda che il 23 agosto 1944, a seguito della cattura di due militari del posto di guardia di Nus e il ferimento di altri due, da parte dei partigiani della 13a banda Emile Chanoux, i villaggi di Trois-Villes vengono dati alle fiamme dai nazi-fascisti. Facendosi scudo della popolazione civile sequestrata dai villaggi sottostanti, i nazi-fascisti rastrellarono la zona di Trois-Villes, dove operava la banda: tra le fila partigiane furono in quattro a morire.

La commemorazione organizzata in collaborazione con l’amministrazione comunale di Quart inizierà alle ore 10 con un corteo dal piazzale della chiesetta di Trois-Villes verso il monumento partigiano dove si terrà la cerimonia commemorativa che prevede la deposizione della corona da parte dei partigiani del 13°, i saluti del comitato regionale dell'ANPI a cura del presidente regionale Marino Guglielminotti Gaiet e del sindaco di Quart Giovanni Barocco, il discorso commemorativo tenuto dal consigliere regionale Raimondo Donzel e il canto corale di “Bella Ciao”, intonato dalla voce di Giorgio Pilon.

Quest’anno la cerimonia, in caso di bel tempo, sarà seguita da un rancio partigiano e da un pomeriggio dedicato ad alcune letture legate al rastrellamento curate dal gruppo dei giovani dell’ANPI.

Alla commemorazione saranno inoltre presenti i gruppi di Amnesty e Emergency Valle d’Aosta con del materiale informativo.

ANPI – Comitato Valle d’Aosta
Via G. Elter, 6 – 11100 Aosta
Mail:
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Sembra che non sia più tempo, nè il momento di esaltare accadimenti che ormai portano discapito ai responsabili di alcuni "media locali". Ormai capisco ed è chiaro come questi eventi siano solo più un intralcio e un fastidio politico per i partiti della maggioranza del governo regionale - a cui si è aggiunto un altro partito di destra - e dei loro baciapile. Tengo a ricordare come queste manifestazioni, tempo addietro, avessero un risalto del tutto diverso dall'attuale, da quando cioè l'Uv cercava e cerca di trarre vantaggi elettorali per contrabbandare ideali democratici che a ben vedere non gli hanno mai riguardati. Hanno ingannato i propri elettori parlando di libertà conquistata, descritta ed esaltata come una lotta partigiana nata dalle proprie fila. Bugia.

Una responsabilità questa, assunta dai rappresentanti di questo partito - che chiamano ancora...del leoncino - che continuano a parlare di ideali comuni praticati allora in comunione con socialisti e liberali. Questa egemonia mediatica è continuamente fagocitata e sottratta agli eredi legittimi di queste battaglie, che ahimè hanno fruttato loro solo morti, fucilazioni e angherie nazifasciste. Ai signori dell'Union invece solo vantaggi in termini di voti. La dignità ripristinata, la libertà conquistata, dalle nostre popolazioni nei confronti degli stati europei colpiti dalle viltà nazifasciste, sono servite ipocritamente per portare personaggi di poca coerenza politica al timone di una regione che oggi - con i nuovi acquisti pidiellini - può vergognosamente richiamarsi a valori di "destra".



TROIS VILLES: Monumento al Giovane Partigiano
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giorgio








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MessaggioInviato: Lun Giu 17, 2013 3:19 pm    Oggetto:  
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Il Disagio della libertà

In novant’anni di storia, dal 1922 al 2011, abbiamo avuto il Ventennio fascista e il quasi-ventennio berlusconiano: per poco meno di metà della nostra vicenda nazionale abbiamo scelto di farci governare da uomini con una evidente, e dichiarata, vocazione autoritaria. Perché? Una risposta possibile è che siamo un popolo incline all’arbitrio, ma nemico della libertà. Vantiamo record di evasione fiscale, abusi edilizi, scempi ambientali. Ma anche di compravendita di voti, qualunquismo: in poche parole una tendenza ad abdicare alle libertà civili su cui molti si sono interrogati. Da Leopardi a Carducci che dichiarava “A questa nazione, giovine di ieri e vecchia di trenta secoli, manca del tutto l’idealità”, fino a Gramsci che lamentava un individualismo pronto a confluire nelle “cricche, le camorre, le mafie, sia popolari sia legate alle classi alte”. Per tacere di Dante con la sua invettiva “Ahi serva Italia, di dolore ostello!” e di Guicciardini con la denuncia del nostro amore per il “particolare”. Con la libertà vera, faticosa, fatta di coscienza e impegno sembriamo trovarci a disagio, pronti a spogliarcene in favore di un qualunque Uomo della Provvidenza. L’ultima occasione perduta è stata Tangentopoli, una grande spinta di rivolta contro la corruzione cui non è seguita una stagione di rinnovamento, bensì un periodo tra i più bui della nostra democrazia. Pesa su questo atteggiamento la particolarità di una storia difficile e divisa. Lo spirito civico, infatti, non si improvvisa. La lealtà e l’orgoglio nazionale non si istituiscono per decreto. Ma se c’è un momento in cui avremmo bisogno di una svolta, di un empito d’orgoglio nazionale, è proprio l’attuale.

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MessaggioInviato: Lun Ago 12, 2013 11:44 am    Oggetto:  
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«ALTA L'ILLUMINATA FRONTE CADDERO NEL NOME DELLA LIBERTÀ»
In memoria dei caduti di piazzale Loreto

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MessaggioInviato: Sab Set 28, 2013 7:24 pm    Oggetto:  
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Paola Garelli

Nata a Mondovì (Cuneo) il 14 maggio 1916, fucilata a Savona il 1° novembre 1944, pettinatrice.

Entrata, col nome di copertura di Mirka nella Brigata SAP "Colombo", che operava a Savona inquadrata nella Divisione partigiana "Antonio Gramsci", la giovane donna svolse la sua attività clandestina assolvendo compiti di collegamento e di rifornimento viveri e materiali per le formazioni operanti nei dintorni della città. Arrestata, nella notte fra il 14 e il 15 ottobre 1944, nella sua casa, da militi delle Brigate Nere, "Mirka" fu tradotta nella sede della Federazione fascista savonese e per due settimane interrogata e seviziata. La giovane donna, senza essere nemmeno sottoposta a una parvenza di processo, fu fucilata, il 1° novembre 1944, nel fossato della Fortezza ex Priamar di Savona, da un plotone di fascisti. Con lei furono eliminati i partigiani: Giuseppe Baldassarre, Pietro Casari, Luigia Comatto, Franca Lanzone e Stefano Peluffo. Nel libro Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana si può leggere la missiva che Paola Garelli scrisse alla sua bambina, prima di essere uccisa: "Mimma cara, la tua mamma se ne va pensandoti e amandoti, mia creatura adorata, sii buona, studia ed ubbidisci sempre gli zii che t'allevano, amali come fossi io. Io sono tranquilla. Tu devi dire a tutti i nostri cari parenti, nonna e gli altri, che mi perdonino il dolore che do loro. Non devi piangere né vergognarti per me. Quando sarai grande capirai meglio. Ti chiedo una cosa sola: studia, io ti proteggerò dal cielo. Abbraccio con il pensiero te e tutti, ricordandoti. La tua infelice mamma".

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«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta»
Nuto Revelli
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