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PD, PAROLA D'ORDINE, RADICARSI
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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Ago 29, 2008 7:01 pm    Oggetto:  PD, PAROLA D'ORDINE, RADICARSI
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Citazione:
PD, parola d'ordine: radicarsi

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Dibattito Alcune riflessioni sul percorso che dovrebbe portare il Partito Democratico
a dettare l'agenda politica del Paese, attraverso una presenza capillare sul territorio, impegnata
a creare circoli vicini alla gente, alle associazioni di volontariato, ai posti di lavoro, ai pensionati,
ai giovani, per costruire assieme ai cittadini piccole e grandi proposte


Faccio alcune riflessioni e considerazioni, sul Partito Democratico, aggiungendo alcuni suggerimenti personali.

Secondo me la parola d'ordine per il Partito Democratico, deve essere radicarsi, radicarsi, radicarsi sul territorio, con presenza fisica in ogni comune, in tutti i quartieri, in ogni borgata, in ogni luogo in cui ci siano persone da ascoltare.

I dirigenti di ogni livello del Partito devono impegnarsi a creare circoli vicini alla gente, alle associazioni di volontariato, vicini ai posti di lavoro, ai pensionati, ai giovani, ascoltare i cittadini per capire i loro problemi, le loro aspettative, i loro bisogni, ed assieme a loro costruire, piccole e grandi proposte, per dare delle risposte per risolverli. Il Partito Democratico deve essere in grado di dettare l'agenda politica del Paese. Parlare un linguaggio semplice ma capace di costruire proposte concrete per migliorare la società, i servizi sociali, a cominciare dalla sanità per renderla più trasparente e migliore, e perché il diritto alla salute sia veramente garantito a tutti i cittadini in egual misura, come prevede la nostra costituzione. La scuola e formazione sia sempre migliore, e il diritto allo studio sia garantito e uguale per tutti, e contribuisca da elevare la cultura dell'onestà. Trasporti migliori, sia fatta più prevenzione degli incidenti stradali, sia fatto di più per la sicurezza alle persone sul territorio, poi c'è veramente bisogno di creare una rete di servizi socio assistenziali sul territorio, per i malati, per i diversamente abili, per i bambini, per gli anziani, per tutti i cittadini più deboli.

Il Partito Democratico deve essere un partito moderno, aperto al dialogo, dinamico, aprire da subito un confronto con altre forze disponibili a costruire un grande progetto, una grande forza di governo, con la prospettiva di diventare un grande partito non solo italiano, ma anche europeo.

Per quanto riguarda le feste sul territorio italiano, secondo me, ne dobbiamo organizzare il maggior numero possibile nel paese, e chiamarle con il suo nome e cognome, feste del Partito Democratico.

Il Partito Democratico deve essere un partito trasparente, onesto, la moralità deve essere una delle grandi priorità, e darsi un codice etico di autoregolamentazione. Ha fatto molto bene Walter Veltroni, in campagna elettorale nelle ultime elezioni politiche 2008, ad aver detto pubblicamente di non volere i voti della mafia, è stato un grande esempio di coraggio e di onestà .

Come opposizione il Partito Democratico deve avere sempre proprie proposte forti, efficaci, ed incalzare il governo, sui problemi prioritari della gente. Spingerlo a scelte per aumentare da subito i salari che sono molto bassi, aumentare le pensioni che sono troppo basse e diventa sempre più dura per tanti arrivare a fine mese, fare di più per il controllo dei prezzi e tariffe, riduzione del carico fiscale, spingere il governo a fare molto di più, combattere l'evasione fiscale, il lavoro nero, il precariato, e per fermare le stragi sui posti di lavoro.

In conclusione un invito a tutti quelli che fanno parte del Partito Democratico, ai simpatizzanti, ad impegnarsi di più, a fare molto di più sul territorio del paese, con raccolta di firme su petizioni nazionali, ma anche locali, fare articoli per i giornali, prendere spazi alla radio, alla televisione per dire la nostra ed esporre le nostre idee, far conoscere le nostre proposte, e coinvolgere prioritariamente i giovani, indispensabili per far crescere il partito e per farlo diventare velocemente una grande forza al governo del paese.

Con l'obiettivo di porre al centro la persona con i suoi bisogni, ed essere al servizio della persona, al servizio della gente, degli interessi generali e per il bene del paese, per contribuire a costruire una società migliore, più giusta, piena di diritti, e di valori veri per tutti i cittadini.




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«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta»
Nuto Revelli
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Adv



MessaggioInviato: Ven Ago 29, 2008 7:01 pm    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Set 19, 2008 6:04 pm    Oggetto:  
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«Carissimi compagni e amici,

in questo momento così difficile per tutti noi e per il nostro partito, sento la necessità di scrivervi direttamente, fuori dal clima esasperato delle ultime vicissitudini, per riflettere sulle più profonde ragioni che ci hanno motivato a dare vita al Pd e per condividere, ancora una volta, motivazioni e propositi che hanno determinato le nostre scelte, decisioni e condotto il nostro modo di agire.

Voglia di cambiamento, di radicamento nella società, e sul territorio di democrazia, di capire e di rappresentare, di rinnovata passione politica, di futuro sono le ragioni che ci hanno motivato nel cammino verso il partito nuovo. Ragioni legate alla speranza di un futuro migliore soprattutto per le giovani generazioni. Il 14 di ottobre siamo stati mossi da queste e da altre nobili ragioni ma per responsabilità di tutti, siamo riusciti a far poco. Per una serie di motivi politici, tutti legittimi, siamo entrati in una fase di stallo dal quale è urgente uscire. Una fase di stallo che rischia di immobilizzare il processo di costruzione e radicamento del partito, indebolire la nostra azione politica a tutti i livelli ed allontanare la prospettiva per il centrosinistra di ben apparire all’appuntamento delle prossime elezioni con Raimondo Donzel segretario.

È di fronte a questa situazione che ho deciso di continuare a sostenere l’operato del nostro segretario. Il mio solo ed unico intento è quello di aiutare il partito ad uscire da una situazione difficile e costruire, con l'aiuto di tutti, una prospettiva. Ho sentito e sento il dovere e la responsabilità di mettere a disposizione del partito tutto il mio impegno con lo stesso spirito di servizio e tensione morale con cui da anni vivo il mio legame politico. A disposizione "per" e non "contro", senza posizioni precostituite per qualcuno o per pochi, ma aperto a tutti, senza etichette da "ex". Nella libertà dalle correnti e dai vecchi partiti i cui valori continueranno a vivere nel nostro agire politico, ma con occhi e orecchi rinnovati.

Pur nella certezza della mia posizione, non ho mai negato il punto politico e da sempre e coerentemente ho offerto la massima disponibilità a lavorare per costruire le modalità di una gestione unitaria del partito. Convinto come sono, che Raimondo Donzel sa di avere il preciso dovere di rappresentare tutti, anche i più accesi oppositori. Lui sente il dovere cioè di essere il segretario di tutti. Fortemente convinto e impegnato nel riproporre la volontà di dialogare sulle modalità di superamento dei problemi che consenta di rendere partecipi, nella gestione del partito, tutte le forze. Penso che lui sappia rimuovere ogni atto che segni l'ennesima e dannosa divisione, così come invece qualcuno vorrebbe, con la riproposizione di una commissione politica avente la funzione di limitare, di contenere e condizionare l’autonomia operativa del segretario.

Certo che la volontà comune sia quella di costruire un Partito democratico forte, coeso, radicato nel territorio e che sia giunto il momento di lavorare per questo concretamente e senza ulteriori indugi e divisioni, confido nel decisivo lavoro di noi tutti per aprire l'auspicato confronto che conduca alla condivisione del programma politico e ad una gestione unitaria del partito in tutte le sue articolazioni».


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faustocoppi








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MessaggioInviato: Mer Set 24, 2008 10:58 pm    Oggetto:  
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L’Assemblea che si è tenuta l’altra sera a St.Christophe, mi diceva un compagno, ha riproposto al centro del dibattito politico il tema della crisi della sinistra, crisi confermata, con specifico riferimento alla realtà valdostana, sia dalle vicende che hanno preceduto l’assoluta mancanza dell’Arcobaleno sul palcoscenico politico valdostano, sia dalla decapitazione della segreteria di Rifondazione Comunista e, soprattutto, dalle tensioni che ormai da mesi lacerano il neonato PD.
Mentre i vertici nazionali del nuovo partito già si interrogano sulla capacità
di Veltroni di ricostruire un centro-sinistra veramente determinato a contrastare lo strapotere berlusconiano, le varie realtà locali come la nostra,
sono il teatro di un perenne scontro di potere tra presunti leaders dal discutibile peso politico, tutti impegnati in una continua ricerca di spazi e visibilità.
E così, mentre non accenna a placarsi la polemica, la grottesca contesa in atto qui in Valle d’Aosta tra i sostenitori del Pd e gli eterni oppositori del Segretario (chiunque esso sia), sembra avere già condannato l’operare dell'attuale dirigenza ad una rovinosa sconfitta in occasione delle prossime elezioni Comunali.
Tutto ciò premesso, se da un lato la dissoluzione della vecchia Gv-Ds ha privato il centro-sinistra dell'unica forza in grado di orientare in senso autenticamente riformista la strategia di una coalizione in difficoltà e di assicurare un minimo di equilibrio nel passaggio delle consegne,
d'altro lato tutti i rappresentanti della “giovane guardia” cercano di posizionarsi nell'ambito del nuovo soggetto politico,
mirando giustamente ad ottenere il controllo.
Qui da noi non accade con i consueti accordi maturati nel chiuso delle segreterie, ma cercando di lavorare per una coesione interna, per un comune sentire.
A St.Christophe però si sono evidenziate in tutto il loro “splendore” quelle suicide lotte intestine che stanno contribuendo a consolidare ulteriormente la già notevole base di consenso
di cui l’Union Valdotaine dispone...
Ora, mentre i partiti della cosi detta sinistra radicale,
si sono dimostrati più interessati a risolvere il problema della collocazione del mausoleo di Lenin che ad intercettare il voto di tanti elettori che volevano rimanere a sinistra, la domanda è :" Quando il lungo inverno della sinistra italiana e valdostana troverà finalmente il suo epilogo?
Anche in questo caso, la risposta è drammaticamente semplice. La sinistra italiana uscirà dalle secche dell'opposizione quando,
magari a seguito dell'ennesima sconfitta elettorale, la crisi “dei” partiti verrà infine elaborata, assimilata e ricostruita, “nei” partiti,
consentendo al corpo elettorale di individuare al di fuori delle eterne oligarchie, la classe dirigente che dovrà prendere il posto della “giovane guardia”,
e di portare così a termine quel ricambio generazionale di cui già alla fine degli anni '90 si avvertiva la necessità.
Insomma, se la notte, forse, sta per finire, l'alba comunque tarda ad arrivare.

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faustocoppi
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giorgio








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MessaggioInviato: Mar Ott 07, 2008 5:57 pm    Oggetto:  
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E' vero, a casa mia le radici sarde sono ben radicate e tutti seguiamo con interesse gli accadimenti politici di quella meravigliosa isola. Oggi, visti i risultati del referendum, imposto dalla destra, posso “smoccolare” e con sollievo e moderato ottimismo posso dire: Vaffan-quorum, puntuale, gridato, clamoroso. Molto più largo di quanto non potesse temere la destra e sperare il centrosinistra. Una pernacchia li travolgerà, avevamo scritto.

Così è stato, oltre ogni aspettativa. Una debacle che non è solo di Mauro Pili, definitivamente al capolinea, ma di tutto il centrodestra, degli strani Riformatori isolani, sardisti in salsa tossica, socialisti di sventura. E certi verdi che dovrebbero arrossire per la vergogna della loro vergognosa posizione. Ma più di tutto una disfatta per il Gran Capo,il Cavaliere dell'Apocalisse che da palazzo Chigi aveva intimato-ordinato, attraverso i giornali e tv di servizio con i loro portavoce genuflessi, di andare a votare e votare “sì”.

Che figura, Cavaliere! Ed è la terza volta, dopo il 1994 e il 2004, che la Sardegna lo manda a quel Paese e si deberlusconizza mentre il re di Arcore e del sardo canile azzurro e nero, trionfa e comanda in tutta Italia. È soprattutto la sua prima vera sconfitta dopo il trionfo nelle elezioni politiche generali. Devo dire che letti i risultati mi è subito venuto in mente il verso dantesco dell’ultimo canto dell'Inferno: “E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Ultimo canto, e noi come Dante finalmente a sperare di uscire fuori dal tunnel e dallo sprofondo. Noi dunque, oggi un po' come lui, dopo l'Inferno.

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Nuto Revelli
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giorgio








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MessaggioInviato: Lun Ott 27, 2008 6:24 pm    Oggetto:  
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La Repubblica ha scritto:
27 ottobre 2008 Dati provvisori forniti dalla Centrale Elettorale della Provincia di Bolzano e territorio
Svp giù, sale Leitner. Pdl e Pd sotto tono
La Svp scende sotto il 50 per cento. I Freiheitlichen vanno fortissimi, oltre il 14 e il leader. Pdl e Pd sotto le aspettative. La destra di Unitalia cresce, la Lega Nord avrebbe il suo consigliere: Elena Artioli. Verdi in calo, ma Dello Sbarda c'è

SEZIONI SCRUTINATE 488 SU 488






Ripenso a quando i nostri grandi uomini politici che andavano per la maggiore giravano sul territorio a raccontare che noi del Pd in Valle d'Aosta, avremmo dovuto conquistare dal 12 al 15 % di voti e svariati consilieri in Regione. Ripenso invece alle previsioni più realistiche e un pochino più preoccupate che noi di Area Democratica pensavamo di raggiungere, per non avere un risultato negativo e generalizzato nella Regione. A nulla valsero allora gli avvertimenti, a nulla servirono le previsioni meno azzardate che davamo, anzi eravamo indicati come dei pessimisti. Ma la paternità politica della sconfitta - come ben si sa - viene addebitata a pochi. Solo la vittoria acquisisce come genitorialità molti padri. Era chiaro che a rimorchio della disfatta elettiva nazionale non poteva essere altro che sconfitta. L'onda lunga la si può ancora notare in Trentino, regione per molti versi simile alla nostra. E questa pure a rimorchio della bellissima e postiva manifestazione di Roma al Circo Massimo con centinaia di migliaia di simpatizzanti.

Ma è proprio qui che vorrei soffermare la vostra attenzione. Vi ricordate le nostre elezioni regionali di qualche mese fa? Ebbene andatevi a leggere i risultati e vedrete che noi in Valle d'Aosta come Pd Vd'A abbiamo ottenuto il 9,31% sul territorio a differenza del Trentino che ha ricevuto come Demokratische Partei Pd Partito Democratico il 6,0% dei voti. E qui molti nostri soloni invece di fare ammenda di previsioni sbagliate, continuano a divulgare che abbiamo realizzato una sonora sconfitta. Ma dove vivevano e vivono questi signori?


Risultati elezioni regionali 2008 Valle d'Aosta

Union Valdôtaine (UV)
32.614 44,39% (17) Stella Alpina (SA) 8.370 11,39% (4)
Fédération Autonomiste (FA) 4.536 - 6,17%
Coalizione autonomista 44.520 61,95% (23)

Vallée d'Aoste Vive-Renouveau Valdôtain (VdAV-RV) 9.170 [/b]12,48%[/b] (5)

Partito Democratico (PD) 6.841 9,31% (3)
Arcobaleno Vallée d'Aoste (ARC) 4.120 5,61% (0)
Coalizione autonomista-progressista 20.131 27,40% (Cool

Il Popolo delle Libertà (PdL)
7.826 10,65% (4)
Centro-destra 7.826 10,65% (4)
Totale 35

21 seggi garantiti alla coalizione ottenente la maggioranza assoluta.
Union Valdôtaine: Augusto Rollandin, Aurelio Marguerettaz, Giuseppe Isabellon, Laurent Viérin, Albert Lanièce, Alberto Cerise, Luciano Caveri, Emily Rini, Ennio Pastoret, Andrea Rosset, Alberto Crétaz, Mauro Bieler, Salvatore Agostino, Carlo Norbiato, Diego Empereur, Hélène Imperial e Manuela Zublena.
Stella Alpina: Marco Viérin, André Lanièce, Francesco Salzone e Dario Comé.
Fédération Autonomiste: Claudio Lavoyer e Leonardo La Torre.
Vallée d'Aoste Vive - Renouveau Valdôtain: Roberto Louvin, Albert Chatrian, Giuseppe Cerise, Patrizia Morelli e Alberto Bertin.
Partito Democratico: Raimondo Donzel, Carmela Fontana e Gianni Rigo.
Popolo della Libertà: Massimo Lattanzi, Enrico Tibaldi, Alberto Zucchi e Cleto Benin.

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giorgio








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MessaggioInviato: Mer Nov 12, 2008 12:43 pm    Oggetto:  
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LASTAMPA ha scritto:

DOMENICA 11 NOVEMBRE 2007
Aosta e Regione

SAINT-CHRISTOPHE. ELETTO PRESIDENTE DELLA COSTITUENTE
L’assemblea Pd sceglie Gillo


«Il Partito democratico che vogliamo? Un partito nuovo, nell’organizzazione, nei contenuti, nei linguaggi. Un partito capace di riavvicinare i cittadini alla politica, di essere al servizio del rinnovamento, di dare all’Italia e alla Valle d’Aosta una forza politica coraggiosa, chiara, trasparente, pronta a prendersi responsabilità di governo, capace di mediare e dialogare, serena, responsabile, rispettosa delle regole, snella, meno burocratizzata e pronta a consultare i cittadini sulle scelte importanti». Parole che Raimondo Donzel, vincitore della sfida del 14 ottobre con Enrico Bich per il ruolo di segretario regionale del Pd, ha pronunciato ieri pomeriggio nella sala conferenze della biblioteca di St-Christophe, davanti a uno spaccato del «popolo delle primarie», durante la prima riunione dell’Assemblea costituente regionale uscita dal voto di ottobre. Il segretario ha ricordato che «il Pd è un partito che nasce dal basso, che ha aperto agli stranieri, che vuole fare squadra e fare largo ai giovani» e lo ha detto al cospetto dei 16 componenti della costituente: Roberto Avetrani, Antonella Barillà, Giulio Cappa, Ornella Cheillon, Filippo Costa, Carmela Fontana, Renato Gigliotti, Lorenzo Gillo, Erika Guichardaz, Annarita Nassisi, Silvia Nicco, Giuseppe Rollandin, Elisabetta Rosaci, Luca Tonino, Emilio Zambon, Giovanna Zanchi. La prima riunione della costituente ha eletto presidente Lorenzo Gillo (11 voti contro 5 per Antonella Barillà). Ieri Raimondo Donzel ha ufficializzato la scelta di Tiziana Limonet come tesoriere, Erika Guichardaz responsabile dell’organizzazione e Giovanna Zanchi per la comunicazione. In attesa dell’assemblea nazionale della primavera 2008, si lavorerà all’elaborazione di un «Manifesto programmatico regionale ». Intanto i consiglieri Carmela Fontana e Giovanni Sandri hanno annunciato che nella prossima riunione del Consiglio regionale costituiranno il gruppo del Pd
(a.c)



E' passato solo un anno e c'è già qualcuno che tende a distruggere tutto adducendo
giustificazioni, motivazioni, pretesti, stratagemmi, astuzie, appigli, del tutto risibili
....e perchè no, Ridicoli.




Ps. Nello stesso giorno in fondo alla stessa pagina a destra

Donnas
Renouveau inaugura la sezione Bassa Valle. Oggi alle 18,30 nella trattoria «Saveurs d’antan-Chez Gino», per l’inaugurazione della sezione Bassa Valle, Renouveau Valdôtain incontra la popolazione con il senatore Carlo Perrin, la coordinatrice Lorella Vezza e Gino Agnesod, ex assessore. Moderatore Stefano Enrietti.

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pasolini








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MessaggioInviato: Gio Nov 13, 2008 5:56 pm    Oggetto:  
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Questo topic è intitolato: PD, parola d'ordine radicarsi. E poichè sto seguendo il dialogo sul partito unico della sinistra, come ormai avrete capito, è un discorso che mi interessa e mi sta a cuore. Oggi ho visto nominare un certo Fabio Protasoni e mi sono andato a spulciare nel suo blog chi è questo personaggio.
Blog di Fabio Protasoni ha scritto:
E’ nato a Brescia il 2 marzo 1966. Vive in quella gemma verde che è la Valle d’Aosta ma anche in altri posti. Si è diplomato come perito industriale e ha iniziato la sua attività professionale nell’industria metallurgica bresciana incontrando le Acli e il sindacato e ricoprendo diversi incarichi a livello provinciale e regionale.
Nel 93 ha assunto la carica di Coordinatore nazionale dei Giovani delle Acli, e nel 96 è entrato a far parte della Presidenza nazionale delle Acli prima come responsabile dell’organizzazione e dopo il Congresso di Bruxelles del 2000 come responsabile del Terzo Settore e del Progetto Globalizzare la Solidarietà del movimento.
In questa veste si è occupato, in particolare, dei temi legati ai modelli organizzativi del terzo settore, alla legislazione inerente l’associazionismo e alle problematiche dell’impresa sociale, di globalizzazione e di cooperazione internazionale.[…]
Da Febbraio 2005 fino all’ultimo congresso del 2007 è stato Consigliere Nazionale dei Democratici di Sinistra.
Il 14 ottobre 2007 è stato eletto alle primarie nell’Assemblea costituente del Partito Democratico
[…]E’ impegnato nel movimento dei Cristiano Sociali con il ruolo di membro dell’esecutivo Nazionale e coordinatore organizzativo. E’ stato animatore, insieme ad altri, di diverse iniziative politiche negli ultimi anni quali il movimento contro la guerra in Iraq, il comitato “Salviamo La Costitutzione” e quello per la riforma della legge elettorale.
[…]L’ultima iniziativa è dialogosonline: un sito di cattolici per provare a far circolare idee, confronti e dialoghi in un tempo di contrapposizioni.
questo aggiornato addì Roma Luglio 2008.


Dal che ho capito la piccola e bonaria strigliata di Fausto Coppi che, giustamente, se la prende con Fabio Protasoni che si è presentato come censore del segretario PD valdostano e alleato, ideologicamente, con Vincenzo Calì. Dico giustamente, perchè dal suo curriculum estrapolo parecchie cosette, tra le altre ad esempio che Protasoni ha sempre "bazzicato" il mondo cattolico - spero progressista, non quello del "cilicio e retrogrado" della Binetti - che ora dovrebbe essere all'interno del partito democratico, il quale a sua volta si picca di essere anche di sinistra.

Nessuna critica per carità, ma un partito che da PD si debba tramutare in un altro soggetto ancora, senza sapere se le componenti laiche e di sinistra radicale come IdV, Verdi, Pdci, Prc, Radicali di Loris Fortuna possano accettare non solo di confluire, ma di fondersi con le altri componenti più moderate e autonomiste, questo per me rimarrà un mistero.
Come per me rimarrà un mistero nel pensare a quella componente che all’interno del Pd valdostano (Alder Tonino, Bich, ecc) ha un giudizio decisamente diverso sull'ex magistrato. Di Pietro per me è solo un demagogo qualunquista che vive alla giornata sulle stupidaggini di Berlusconi, ma è privo di un progetto politico di ampio respiro. Appena Berlusconi uscirà di scena, se non alto per raggiunti limiti di età, il Dipietrismo terminerà la sua ragione d'essere e Di Pietro troverà la sua naturale collocazione nel centrodestra perchè, per sua ammissione, è quella la sua area culturale di riferimento.
Da questo capisco la riluttanza di Fausto Coppi e di Giorgio a volere subito e ad ogni costo intraprendere un discorso di un "nuovo soggetto politico". Come me, credo, che anche loro abbiano già capito che nel lungo periodo anzichè trovare una soluzione, non se ne farà assolutamente nulla. Dunque perchè buttare a mare un PD che bene o male ora sta cominciando a veleggiare verso porti più tranquilli? C'è troppa incompatibilità e troppo protagonismo. Sono solo tempo ed energie sprecate.

Dunque per radicarsi sul territorio, perchè non dedicarsi a ricuperare i suoi più vicini alleati sig.Protasoni... come i Cristiano Sociali che a lei fanno riferimento?

_________________
P.Paolo Pasolini

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L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo,
moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa
marcescenza è, ora, il fascismo.
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giorgio








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giorgio is offline 

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MessaggioInviato: Ven Nov 14, 2008 6:16 pm    Oggetto:  
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Blog di Vincenzo Calì giorgio ha scritto:

14 Novembre 2008 a 1:14 pm

x Vincenzo e ghianda,

Anch’io vorrei morire “in una regione libera, governata democraticamente da gente per bene, possibilmente con trascorsi e storia democratica e magari di sinistra, aggiungo io”. I miei genitori mi hanno consegnato un Paese decisamente migliore di quello che avevano avuto in eredità dai loro padri e mi piacerebbe riuscire a fare altrettanto nei confronti dei miei nipoti. Voi la pensate in modo un pò diverso e non c’è niente di male in questo. Siamo tutti grandi e vaccinati e soprattutto liberi. Tutti noi sogniamo una vita migliore in cui le risorse siano distribuite in modo più equo e le nostre strade siano destinate ad intrecciarsi con quelle di altri uomini che si credono liberi, ma non lo sono.

Non conosco appieno il temperamento e la cultura del popolo valdostano. Io arrivo qui dall’Italia, e quando anche voi avrete occasione di ritornare in Italia, penso per godervi serenamente la sensazione di un Paese più omogeneo, troverete invece un Paese impoverito, impaurito, più chiuso ed egoista di quello che anche io avevo lasciato quarantacinque anni fa.
Anche in Valle d’Aosta, seppur con aspetti meno tragici, la maggioranza della gente, anche di quella che una volta era la “nostra” gente, di fronte all’inconsistenza di un’area - che io chiamo liberal - e di una certa sinistra, ha riposto le sue speranze in un partito dove oggi un Rollandin non fa altro che proporre immagini berlusconiane. Credetemi, con questa gente occorre dialogare presentandoci con un’idea di futuro credibile per la quale valga la pena investire energie e speranze.

La rissa aperta, altro che dialogo, in questi giorni in questo blog, serve soltanto a mettere queste persone sulla difensiva, a incancrenire le posizioni e a non introdurre nelle loro teste il tarlo del dubbio sullo sbaglio che hanno fatto ad affidarsi all’attuale potere. Le fumisterie politiche, come le chiamate, possono travalicare alcune vostre impressioni, ma è necessario come dicevo altrove consolidare le teste di ponte che abbiamo conquistate. Questo non vuol dire affatto essere fermi sulle scelte (doverose e che fin qui sono state fatte), ma anteporre l’interesse della gente e dei ceti sociali che intendiamo tutelare, a quelli di partito. E dunque questo significa ripartire da un punto saldo e consolidato. Voi intendete cosa possa essere una maggioranza di partito che possa lavorare “step by step” e successivamente puntare a traguardi più lontani e ambiziosi?

Ebbene che dire dello strazio del cabaret dei sopravissuti, come io chiamo l’attuale rappresentanza del mondo politico che si coalizza in opposizione al Pd? Vecchie facce che danno aria ai denti per dimostrare di essere in vita. Litanie logorroiche, insulse e stantie sull’autonomismo, spesso fatte davanti a volti annoiati di militanti più anziani di me. Ecco perché è difficile trovare chi non è stato alleato a diversi livelli dell’UV a meno che non siano giovani leve che sono entrate di recente o si affaccino ora nella frastagliata scena politica valdostana. Proprio così ghianda esattamente per questo motivo che noi andiamo orgogliosi di quei giovani del Pd così tanto bistrattati da voi.

Io dalla nascita del Pd in Valle d’Aosta, mi godo lo spettacolo delle arrampicate “sugli specchi” in difesa della vecchia classe politica. E vi assicuro che i vecchi compagni che non vogliono trangugiare i bocconi che gli vengono serviti, hanno diverse alternative al loro supposto accantonamento. Dopo quella di trovare altre strade, autonomamente, è quella di continuare a fare fronda come in effetti stanno facendo. Tanto non sanno fare più altro! Mi sto godendo, come dicevo, tutto questo con sentimento doppio. La maligna goduria di aver fatto bene ad avere cattivi pensieri sulla sorte di altri progetti politici, “cosiddetti nuovi”, e l’angoscia di vedere sparire un mondo nel quale anch’io ho creduto.

Poi mi dico: Forse la ruota della storia ha già cominciato a girare nel senso opposto. E tutti i superbi califfi valdostani bianchi, rossi, verdi, rossoneri, non se ne sono accorti. Come quel cavaliere che nella favola continuava a combattere senza accorgersi di essere già morto. Ma noi siamo magnanimi e generosi e offriremo come sempre abbiamo fatto l’onore delle armi.

Ps. I pistolotti filosofici sull’identità, sulle recriminazioni, sulle sfaccettature socio-politiche, sulla ricostruzione storica del percorso ecc. una volta definite dovremmo veramente lasciarle da parte. Tutti.

giorgio bruscia




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MessaggioInviato: Gio Nov 20, 2008 8:59 am    Oggetto:  
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(ANSA) ha scritto:
15:19 PD: VENERDI' PRIMARIE GIOVANI PD VDA, SEGGI IN TUTTA REGIONE

(ANSA) - AOSTA, 19 NOV -
Si svolgeranno venerdì prossimo in Valle d'Aosta, in concomitanza con il resto d'Italia, le elezioni primarie dei giovani democratici. "Ad un anno di distanza dalle primarie che portarono alla nascita del Partito Democratico - si legge in una nota - la parte più giovane del centro sinistra torna ad esprimersi per eleggere i propri rappresentanti in seno alla dirigenza del nuovo partito".

Alle 'primarie' possono partecipare i giovani di età compresa tra i 14 ai 29 anni, all'inizio e al termine delle lezioni, davanti alle principali scuole superiori della regione, a Courmayeur, Aosta, Châtillon, Verres e Pont Saint Martin. Altri seggi saranno allestiti nel pomeriggio ad Aosta di fronte alla biblioteca regionale, in piazza Chanoux e in piazzetta des Franchises.

Sono candidati alla segreteria nazionale: Salvatore Bruno, Giulia Innocenzi, Dario Marini, Fausto Raciti. Candidati; all'assemblea nazionale sono invece canditati: Mattia Norbiato e Sara Timpano; all'assemblea regionale sono candidati: Mattia Norbiato, Sara Timpano, Matteo Tripodi, Raffaella Vicentin, Emilio Martino Zambon. (ANSA).




Venerdì 21 novembre finalmente si vota per costruire la giovanile del Partito Democratico!
Finalmente dopo tante parole, la parola passa a voi tutti...
In questi giorni avete avuto modo di presentarci un'idea nuova di “giovanile”, in cui sono protagonisti i territori, in cui l'autonomia dell'organizzazione si attua con la libertà e lo spirito critico dei giovani che la costruiranno e in cui l'agenda politica del Pd su alcuni temi come lavoro, scuola, università e diritti civili è dettata da voi giovani...

In sintesi vorrei una giovanile ambiziosa in un Pd veramente democratico!
Auguri

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MessaggioInviato: Gio Nov 20, 2008 8:16 pm    Oggetto:  
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Laughing Un augurio ai "Giovani" del P.D.
Lavoro, ma vicino a voi Ciaoo e Auguri a Matteo, Raffaella, e Emilio che sono sempre nel mio cuore. Embarassed
Senza fare torti a nessuno, ma loro li conosco e li stimo. Rolling Eyes

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MessaggioInviato: Sab Nov 22, 2008 3:26 pm    Oggetto:  
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(ANSA) ha scritto:
11:36 PD: GIOVANI VALDOSTANI HANNO VOTATO GIULIA INNOCENZI
- AOSTA, 22 NOV -
La maggioranza dei giovani del Pd, chiamati al voto per le primarie, si è espressa a favore di Giulia Innocenzi che con Fausto Raciti è candidata alla carica di segretario nazionale. In una nota i giovani esprimono "soddisfazione per il risultato delle elezioni" evidenziando che l'età media dei votanti è stata di 22 anni e un equilibrio tra ragazze e ragazzi.

All'Assemblea nazionale sono stati eletti Sara Timpano, studentessa universitaria a Pavia di anni 22, e Norbiato Mattia, studente del liceo scientifico 'E. Berard'di Aosta di anni 18. All'Assemblea regionale, oltre ai due delegati nazionali confermati anche per il livello territoriale, sono stati eletti: Emilio Martino Zambon, libero professionista di 29 anni, Raffaella Vicentin, impiegata di 27 anni, Matteo Tripodi gelataio di 28 anni.

La prima assemblea regionale si riunirà il 6 dicembre presso la sede del Pd regionale e sarà aperta a tutti coloro che hanno meno di 30 anni.



Tanti e tanti Auguri a tutti.
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Peccato che io non possa partecipare... i 30 anni li ho già compiuti...
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Grazie di cuore ragazzi.
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MessaggioInviato: Lun Nov 24, 2008 8:51 pm    Oggetto:  
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Tanti auguri ragazzi, grazie del vostro impegno.
Ho votato il vostro video.
Ciaoooo!!!!!!!!

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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 4:37 pm    Oggetto:  
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Allora, il Pd non è un contenitore di differenziata o uno studentello scapestrato, ma è, qualitativamente parlando, il partito di opposizione di centrosinistra per eccellenza e come tale non può e non deve limitarsi a ripetere la parola d'ordine che va per la maggiore negli altri movimenti: "no ai tagli" o manteniamo l'esistente in attesa del tracollo definitivo, o che ne facciamo della scuola e dell'università italiana! No, questo non è sufficiente.

Si è presentato agli elettori con l'obiettivo di puntare su ricerca, istruzione, turismo, lavoro, welfare con idee innovative. Ha contattato e deve ancora interpellare giovani donne e giovani uomini che operano meritevolmente in questi campi. Bene, attiviamoci tutti, come in una campagna di proselitismo perché con questi giovani si possano elaborare proposte innovative e con queste contrapporci poi all’Uv di Rollandin. E' così che dovrebbe funzionare un partito, non abbatterlo a furia di critiche inconcludenti...

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MessaggioInviato: Gio Nov 27, 2008 10:06 pm    Oggetto:  
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Blog di Raimondo Donzel ha scritto:

Resoconto dell’Intervento al Congresso UV del 22 novembre 2008
di Raimondo Donzel
Pubblicato 27 Novembre, 2008


Monsieur le Modérateur
Messieurs les Vice-Présidents
Mesdames et messieurs les autorités et les personnalités politiques
Honorables invités

Chers amis


Permettez-moi, tout d’abord, de vous adresser le salut cordial du Partit Démocratique de la Vallée d’Aoste.

Je vous remercie pour cette invitation dans l’espoir que ma réflexion puisse enrichir vos travaux.

Comme vous le savez, de nos jours les défis sont énormes et je souhaite que pour les relever, le présent et l’avenir nous verront – au moins – partager le même désir de travailler constamment pour le bien de notre Communauté, de la Vallée d’Aoste toute entière.

Comme par le passé les femmes et les hommes du Partit Démocratique, ainsi qu’ils l’ont toujours fait dans leurs précédentes responsabilités, mettront tout leur coeur, toute leur énergie et toute leur compétence au service du bien commun.

Vorrei condurre la vostra attenzione su tre questioni che hanno come comune denominatore la parola crisi e sulla novità con cui questi fenomeni si presentano a noi oggi:

1. Crisi della politica
2. Crisi economico-finanziaria
3. Crisi istituzionale.

1. Il Partito democratico nasce proprio con la volontà di rispondere, seppure in modo parziale e rispetto all’area del centro sinistra, alla crisi della politica in un momento in cui paradossalmente le democrazie sono forti e consolidate… poi viste le vicende nazionali e regionali anche la qualità degli uomini gioca la sua parte.

A causa di una crisi della partecipazione che attraversa tutte le democrazie occidentali è indispensabile fare ogni sforzo per riavvicinare la politica ai cittadini, alle persone, e difendere i valori fondanti delle nostre democrazie.

Sono cadute le ideologie, i muri che separavano tra loro i popoli e le regioni dell’Europa; ma non i valori, anzi sono stati e sono i valori condivisi ad abbattere i fanatismi politici e religiosi.

Non possiamo dimenticare che la nostra democrazia, la nostra autonomia risorgono nella dura lotta di resistenza al nazifascismo e ad ogni totalitarismo.

La fermezza dei valori antifascisti, di democrazia, di autonomia, di libertà, di giustizia sociale, di pari opportunità, di solidarietà sono ancora oggi il fondamento su cui costruire il futuro della politica; certo non possono però essere disgiunti da un attento pragmatismo nella prassi politica costruito intorno al dialogo tra le forze politiche e alla concertazione con le parti sociali. In sintesi armonia tra radicalità dei valori e realismo delle soluzioni (Veltroni/Obama). O se si preferisce con altra formulazione: Ideali e visione uniti a concretezza e pragmatismo (Veltroni/Obama).

Per questo è indispensabile un metodo di lavoro che sia incentrato su un dialogo non fine a se stesso ma per fare riforme e importanti scelte strategiche.

Sappiamo che è difficile realizzare le riforme e compiere le scelte strategiche di lungo periodo perché è faticoso costruire il consenso attraverso il dialogo e il confronto vero. Alle volte si cade nella tentazione del falso decisionismo. Bisogna, infatti, sempre distinguere il dovere della politica di decidere dalle scorciatoie populiste.

2. E qui vengo al secondo tema: la difficile crisi economico-finanziaria che ci ha colpiti e che purtroppo ancora deve manifestarsi in tutta la sua durezza nei prossimi mesi. Perdiamo posti di lavoro, molte famiglie e soprattutto gli anziani con le pensioni minime o i giovani precari e stagionali possono facilmente scivolare in condizione di povertà, diventa difficile pagare le bollette di luce e gas, aumentano gli sfratti perché gli affitti sono alti e i mutui sono incubi per famiglie e imprese in tutti i settori: agricolo, industriale, edile, turistico.

Noi siamo aperti ad una collaborazione nel reciproco rispetto dei ruoli – che va mantenuto distinto sia dove siamo minoranza sia dove siamo maggioranza – per dare risposte concrete ai cittadini e creare le condizioni per un futuro migliore.

Per noi importante è la volontà di unire una buona amministrazione alla capacità della politica di guardare lontano, esercitando, quindi, sempre un ruolo di critica costruttiva e propositiva ove esso sia necessario e sollecitando le buone pratiche di governo nei Comuni dove siamo maggioranza.

L’intento è di rafforzare il ruolo decisivo e strategico degli Enti locali, proprio in questa delicata fase, partendo dalla necessità di valorizzare il ruolo di presidio del territorio dei Comuni e puntando sulle Comunità montane per la gestione integrata dei servizi.

Ritengo pertanto indispensabile il dialogo fra quelle forze politiche che non si rassegnano all’esistente ma intendono, con una politica riformista, intraprendere la strada di una politica rivolta al futuro. Combattere la crisi attuale non solo con provvedimenti indispensabili di carattere sociale ma anche investendo per ridare alle nuove generazioni la speranza di un domani migliore che oggi viene a mancare. Sviluppo economico, dunque, come condizione per garantire servizi, lavoro, equità e solidarietà. Sentiamo come un dovere cercare di modernizzare la Valle d’Aosta e tenerla al passo delle più avanzate regioni europee.

3. Infine il fronte istituzionale che riguarda il delicato tema del federalismo. Sia nella tradizione della sinistra con Altiero Spinelli (prima socialista e poi comunista) che dal duro confino di Ventotene vide nel federalismo l’unica garanzia per superare la barbarie del bellicoso nazionalismo; sia nella tradizione autonomista con Severino Caveri che sosteneva: Le fédéralisme est le seul moyen qui puisse équilibrer et apaiser les luttes entre les différents groupes etnhiques et linguistiques : il constitue la meilleures solution du probléme des minorités;

la scelta federalista è forte, chiara e ciò che più conta è costitutiva dell’essenza stessa di un nuovo modo di concepire il ruolo dello stato e la sovranità delle regioni e degli enti locali.

Non pensiamo sia un passaggio facile. Per questo serve il concorso di tutti.

Bisogna dunque che altrettanto chiaro e trasparente sia il percorso del federalismo che si sta mettendo in atto nel paese. Va bene non essere subito stretti nella morsa dell’attuale federalismo fiscale; ma l’incertezza sul futuro è evidente nel rinvio ad una trattativa non sufficientemente delineata.

Pare ambiguo un non riconoscimento esplicito del ruolo propositivo delle esperienze autonomiste nel cammino verso il federalismo di fronte alla ripetuta sottolineatura di diffusi privilegi che non tengono conto alcuno delle nostre specificità o le marginalizzano.

Anche su altre riforme, come quelle elettorali, in particolare quella che riguarda le elezioni nei comuni, volta a rafforzare anche nei più piccoli la partecipazione, ribadiamo la necessità di uno spirito bipartisan. La costituzione, lo statuto, le leggi elettorali devono essere un patrimonio di tutti, nel rispetto del peso e del ruolo che gli elettori hanno affidato a ciascuna forza politica.

Ed ancora vi è l’urgenza di una riforma dell’amministrazione pubblica e della scuola che le leggi nazionali non avviano che superficialmente a colpi di tagli alla spesa pubblica senza alcuna progettualità a lungo termine… Insomma c’è di che tirarsi su le maniche e lavorare.

Mais je ne veux pas abuser davantage de votre temps, je vous remercie pour votre aimable attention.

Et je souhaite à vous tous d’excellents travaux et une fructueuse Assise.





ET VOILA'

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MessaggioInviato: Sab Nov 29, 2008 9:52 am    Oggetto:  
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giorgio ha scritto:


Comunque la si pensi sulle discussioni di questi giorni, sulle interpretazioni da dare al discorso di Donzel, che esse siano strategia, una disgrazia od una benedizione per la nostra tormentata Regione, è giunto il momento che il Pd Vd’A ed i suoi vertici regionali prendano in mano la situazione e provino a raddrizzare la barra del Titanic (cosi lo vogliono interpretare gli “amici del mi guardi Iddio”) che gli iceberg stanno già da un pezzo all'orizzonte.

Ancora una volta, dopo pochi giorni, si replica il patetico spettacolo già andato in onda per il caso “Partito unico ”, una telenovela assolutamente insignificante nel merito, ma che non può sollevare un interrogativo che è assolutamente necessario risolvere, una volta per tutte.
Come può un manipolo di dirigenti cercare di screditare, denigrare e dunque compromettere un partito, il Pd, come incapace di influenzare la politica valdostana e di poter soltanto sperare che un segretario si ravveda dal continuare a fare "politica collaborazionista" e di non fare scelte forti?

Con quale credibilità ci si presenterà agli elettori, se poi i dirigenti regionali fanno e scrivono quello che pare a loro? Le assemblee spesso non sono partecipate e chi manca sono quasi sempre coloro che hanno fatto questo gioco. Il gioco che il sottoscritto e Paolo da tempo denunciamo, quello di svuotare di credibilità gli organi dirigenziali. Molti rispondono picche quando la segreteria invita ad una maggiore partecipazione. Poi ci si fa vivi al momento opportuno, magari con un plotone che "sta segnando il passo" e si è fermato appena fuori dalla sede dell’assemblea, continuando a marciare sul posto in attesa della ripresa della marcia per entrare in azione al momento più opportuno e fare passare proprie mozioni.

Ancora una volta si vuole far apparire Donzel come il segretario inesistente di un partito ancora in cerca d'autore. Chiede e nessuno dà, bussa e nessuno gli apre. Alla faccia della lettera d’intenti, signor Vanni ed egregio Vincenzo. Ecco che si sta avverando, esattamente quello che avevo paventato. Creare un segretario fantoccio da riuscire a manovrare a proprio piacimento. E di questo, di questa sciagurata politica, di stare al gioco del re di Prussia, di questo insistere sull’evidente inconsistenza, irrilevanza di un tema che non esiste… un giorno ne chiederemo conto a Vincenzo!

Piuttosto che telefonare, Donzel dovrebbe fare uno squillo ai suoi uomini all’Assemblea Costituente e convocarli tutti, nessuno assente. Farli sedere attorno ad un tavolo e farsi spiegare cosa succede. Se lui non è l'uomo giusto per loro, poiché continua rispettare le regole e la politica del Pd e per questo lo si voglia congedare, si abbia il coraggio di dirne i motivi, e fare una cosa che ormai sembra essere fantascienza: assumersi le proprie responsabilità.

Se invece la volontà di Raimondo Donzel è quella da rispettare, la si rispetti, ci si metta d'accordo e si vada avanti con i sani propositi di qualsiasi politico di fare radicare il suo partito sul territorio. E poi, magari, ci si presenti alle elezioni senza i melliflui distinguo e gli ipocriti tiri al piccione che sembrano ormai essere l'unica capacità di un partito che ha ereditato il peggio del peggio di Ds e Margherita, senza proporre nulla di nuovo in cambio.

Non c'è tempo, non c'è più tempo per giochi, giochini, partitine a Risiko di retrobottega con immaginarie assunzioni o scambi di poltrone, poltroncine e strapuntini.

E questo non perchè alle porte ci sono elezioni. Nel caso lorsignori non se ne fossero accorti, tutto il mondo è in crisi, e in realtà sino a poche settimane fa intoccabili i posti di lavoro tagliati si contano a centinaia di migliaia. L'America sembrerà lontana a quelli che vorrebbero il ricambio a C.so Battaglione, ma qualcuno li avvisi che le imprese in bassa valle stanno chiudendo tutte, che la Cogne sta mettendo in ferie lavoratori che dovranno poi andare in cassa integrazione, e che il tanto citato volano turistico se ne fotterà delle nostre belle montagne, se le banche e le finanziarie regionali taglieranno stipendi e bonus.

L'uragano sta arrivando, e ci piacerebbe che chi vuole governare nel prossimo futuro la smettesse di pensare solo a far scorregge.



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Ultima modifica di giorgio il Sab Mar 29, 2014 12:37 am, modificato 1 volta in totale
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