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Governo Tecnico...costi della politica
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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Nov 11, 2011 12:03 pm    Oggetto:  Governo Tecnico...costi della politica
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La fiducia si può dare e poi ritirare. Negarla a priori, senza nemmeno conoscere le intenzioni programmatiche è un atto stolto e insano.
Andare a votare in queste condizioni e con questa legge elettorale è una pretesa in conclamata contraddizione con quanto espresso gli ultimi tre anni da Di Pietro e dai tutti i suoi parlamentari che non si sono convertiti. Un governo alternativo a quello di Berlusconi è una straordinaria vittoria in ogni caso. Un rito liberatorio. La fine di "un" incubo dei tanti che viviamo.
Il sostegno del PDL mi è indifferente se gli obiettivi sono condivisi. Cosa me ne frega di chi prema il tasto che approva la legge giusta? Gli strumenti che verranno scelti da Monti per perseguire quegli obiettivi, spesso obbligatori, non sono ancora noti. Bene farebbe Di Pietro a tenere un atteggiamento politicamente meno vile.
Lo so che fa paura mettere la propria firma sotto a provvedimenti aspri, ma è qui che si distingue uno statista da un peone qualunque. Un politico di razza da un Segretario di Razzi (ex IdV). Partecipi al governo per vigilare rigorosamente sull'equità dei provvedimenti, ma si astenga da comportamenti paraculi che gli elettori ormai riconoscono benissimo. Anche il gramelot si capisce, figuriamoci il dipietrese.

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Ultima modifica di giorgio il Gio Dic 22, 2011 9:56 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Ven Nov 11, 2011 12:03 pm    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Nov 11, 2011 12:15 pm    Oggetto:  
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Questa è la posizione di SeL: Se il ventennio fascista condusse nel baratro della guerra il paese, il quasi ventennio del populismo berlusconiano ha prodotto macerie economiche e sociali che ci hanno condotto al disastroso rischio di default attuale. Bisogna mettere la parola fine al dominio politico di Berlusconi, ma bisogna immediatamente guardarsi dalle insidie del berlusconismo. Ogni esperienza, anche quelle che intendono fronteggiare in buona fede l’evidente emergenza economico finanziaria, non possono sopportare l’ipoteca berlusconiana.
Il rischio che un governo di emergenza diventi l’ancora di salvataggio del regime precedente è in campo, nonostante l’autorevolezza della figura di Mario Monti, prolungando una fase di incertezza che sarebbe dannosa per la nostra fragilissima finanza pubblica e per l’intera situazione economica del paese. Siamo consapevoli che per affrontare la crisi ci sia bisogno di responsabilità e impegni straordinari.
Siamo tuttavia convinti che per affrontare i prossimi anni sia necessario chiedere ai cittadini di scegliere su quali opzioni fondare un nuovo governo, condividendo gli oneri di una fase così drammatica per il paese. Per questo riteniamo che siano necessarie elezioni presto, per dare una prospettiva più certa e legittimata.
Un governo di emergenza non può che essere a tempo e con un immediato obiettivo: fronteggiare l’emergenza dei conti con una patrimoniale vera, che non colpisca i cittadini che stanno già pagando gli effetti nefasti della recessione, e restituire la parola agli italiani con il voto. Il cambiamento è necessario, i cittadini e le cittadine italiane dovranno essere i protagonisti di questa fase. La democrazia è la più grande risorsa per la salvezza del nostro paese.

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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Nov 11, 2011 12:19 pm    Oggetto:  
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"Il corretto epilogo della crisi di governo aperta è il ricorso alle urne". A sostenerlo è la segreteria confederale della Cgil che ritiene che non spetta all'attuale "governo dimissionario guidare il Paese alle elezioni" ma che serve "un governo di emergenza, di transizione e di garanzia del presidente della Repubblica".
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MessaggioInviato: Ven Nov 11, 2011 12:20 pm    Oggetto:  
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A me pare evidente che chi spinge per andare immediatamente al voto è spinto solo dal desiderio di farlo con l’attuale legge elettorale. Alla faccia del paese e degli elettori. Non è un caso che si siano espressi in questo senso sia la Lega che l’IdV che hanno le rispettive leadership sotto tiro e mezzo PdL che teme l’implosione del partito. Cerchiamo di non abboccare all’amo. Rivotare ora e con questa legge elettorale è demenziale.
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MessaggioInviato: Ven Nov 11, 2011 3:17 pm    Oggetto:  
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Chi contesta il governo "tecnico" lo fa pensando che:a) questo governo è una contraddizione in termini, perchè il governo, per essere tale, in democrazia deve avere il voto popolare, b) commissariare gli stati significa negare la democrazia, e questi "tecnici" altro non sono che referenti di interessi specifici diversi da quelli della collettività. Ma diciamocelo subito, togliere la democrazia agli stati (sovranità) era già implicito nel momento in cui si aderiva all'Euro. Solo che ora in Italia ci sono due fatti allarmanti: il primo è che il governo è dimissionario, e il secondo è che l'Italia è commissariata dalla Ue e dal Fmi. Il commissariamento ha fatto di per se cadere il governo o il governo ha fatto di tutto perchè la Ue commissariasse l'Italia? Terzo ed ultimo, qualcuno ha fatto in modo che il governo non facesse nulla per il default in modo che l'Italia fosse commissariata?

Gli interessi di alcuni si intrecciano con gli interessi degli altri, che stanno sempre in alto, comunque. Credo che la cosa che moltii politici non vogliono ora è il voto popolare. E questo la dice lunga di come viene interpretata la democrazia in uno stato sempre e comunque ( post....ma neanche tanto)-fascista. Non possono garantire nulla alla popolazione e nemmeno possono "turlupinarla" come al solito. Quando si ha poco stipendio e il piatto mezzo vuoto nessuno ascolta le menzogne di quei politici che fino a ieri ci hanno (s)governato. Intanto chi è contro i politici a prescindere, quelli che...sono tutti uguali, continueranno a dire che se la passano sempre e comunque bene con il loro stipendio ben pasciuto.

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MessaggioInviato: Ven Nov 11, 2011 5:28 pm    Oggetto:  
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Non tutti i mali vengono per nuocere? Questo antico modo di dire tutto italiano può essere abbinato alla situazione politica italiana attuale... Da una situazione disastrosa alcune volte può nascere qualcosa di positivo. Vediamo quello che sta succedendo. La lega si è tirata indietro. Vuol dire che il timoroso Maroni non è in grado di affondare i colpi. E ieri abbiamo visto in un'intervista che è il trota che detta la linea. Povero Maroni, forse si era sentito statista perchè l'azione congiunta di magistrati e forze dell'ordine avevano catturato molti latitanti pericolosi. Lui ha pensato che era diventato bravo. Dunque la lega è out. Dall'altro versante anche il funambolico Di Pietro si è tirato indietro. Benissimo però non sarà facile per lui rientrare nella coalizione di centrosinistra quando ci saranno le elezioni. Ed ecco che immagino ed auspico una bella consultazione elettorale con i due estremi fuori dalle alleanze. Una elezione vera dove si confrontano i riformisti ed i conservatori. Così avviene in tutta Europa. Solo in Italia avviene il contrario. E da queste alleanze artefatte e senza anima è cominciato il disastro italiano. Forse in Italia stiamo per entrare in Europa. E' un bene per tutti.

Però penso che in Idv le cose stiano per cambiare. Stamane il sen. Pardi ha cambiato un pò la posizione. In Di Pietro vedo la sua miopia politica. Nel momenrto in cui la destra si divide clamorasamente precludendo per sempre una futura alleanza quando si tornerà a votare, Di Pietro ha pensato bene a dividere anche a sinistra. Se non è miopia politica questa ditemi qual'è? E tutto questo perchè? Per qualche voto in più? Ma io credo che i voti saranno in uscita viste le reazioni dei simpatizzanti sulla rete, su quello strumento così caro all'IdV. Comunque credo che, a prescindere dalle precedenti considerazioni su Di Pietro, l'ex Pm farebbe meglio ad aspettare l'incarico a Monti e il suo discorso al Parlamento per la richiesta della fiducia, perché questo signore potrebbe sorprenderci, e finiremmo per scoprire che non si tratta affatto di un "tecnico", ma di uno che fa politica. La sua dichiarazione, infatti è stata: «Servono riforme e tagli ai privilegi: un lavoro enorme».


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MessaggioInviato: Ven Nov 11, 2011 6:20 pm    Oggetto:  
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Voglio continuare con le mie personali considerazioni esponendo alcuni dubbi: tanti, troppi i problemi da risolvere. Sono un fan di Valentino Rossi - è pesarese tra l'altro - e come faccio a non rammaricarmi della sua Ducati con tutti i problemi meccanici da risolvere? E in politica come la mettiamo? Forse - e dico forse - i ministri possono essere dei tecnici, degli specialisti ai quali non è necessario spiegare come vanno le cose. Ma un Presidente del Consiglio non può essere un tecnico, ma uno preso dalla società civile che fa politica eseguendo gli ordini del Parlamento, i dispositivi delle leggi esistenti e proponendo soluzioni che comunque il Parlamento dovrà comunque approvare.

E il lavoro da fare, come lui stesso ha detto, è immane se vuole cambiare le cose e non lasciarle come stanno. Deve rivoltare il calzino, lui che non non ha nulla da temere per il suo futuro politico. La cosa importante è che faccia il suo lavoro con giustizia ed equità, se vuole raggiungere i suoi obiettivi senza buttare all'aria la pace sociale, ossia l'ambiente nel quale la gente si sente coinvolta a fare sacrifici in piena solidarietà cioè ciascuno in rapporto a ciò che ha e può dare. Se la "politica" attuale vuole salvare il paese, deve lasciarlo fare, modificando in sede legislativa le cose modificabili, ma senza stravolgere la direzione del risanamento.


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MessaggioInviato: Sab Nov 12, 2011 1:07 am    Oggetto:  
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Area Democratica 11 Novembre 2011 ha scritto:
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C'e' da festeggiare, con sobrieta'
L'editoriale di Marina Sereni

Il Governo Berlusconi ha le ore contate. Quante volte lo abbiamo letto, scritto, desiderato? Oggi sta veramente per accadere e nella nostra gente sento incredulità e qualche interrogativo. Non e' la caduta che ci si era immaginati: non c'e' stato il voto di sfiducia classico e le dimissioni del premier sono, mentre scriviamo, ancora soltanto annunciate, anche se intanto si discute ampiamente di un nuovo Governo a guida Monti. Sabato sera pero' all'annuncio seguirà il fatto: Berlusconi sara' a tutti gli effetti l'ex Presidente del Consiglio. Si potrà festeggiare finalmente? mi chiedono alcuni nostri militanti. Si', rispondo, con sobrietà perché le condizioni di vita delle persone sono difficili, le preoccupazioni per il posto di lavoro, la famiglia, l'azienda sono dure e le incertezze ancora molte. Tuttavia si deve e si può salutare con soddisfazione e speranza le dimissioni di Berlusconi, perché sono prima di tutto il risultato di una nostra battaglia in Parlamento e nel Paese. Mentre in tanti ci accusavano di fare del facile antiberlusconismo noi avevamo colto in anticipo sia la gravita' della crisi economica e sociale, sia il declino e la pericolosa perdita di credibilità del nostro Governo. Se oggi si può cominciare ad archiviare la lunga stagione del berlusconismo e se si può vedere nel Governo di emergenza l'avvio di una la fase politica nuova e' dunque merito in grande misura del Pd, della mobilitazione popolare e dell'unita' delle opposizioni che noi abbiamo ricercato e costruito.

Siamo ad una svolta politica che abbiamo tanto agognato e che ora rischia di coglierci di sorpresa. Da domani la sfida per noi non e' più far cadere Berlusconi ma salvare e ricostruire il Paese. E lo dovremo fare, come abbiamo detto con grande coraggio e nettezza, molto probabilmente sostenendo un governo di emergenza guidato da una personalità che non proviene dalla politica. Non sara' una passeggiata, il nostro popolo lo sa. Dovremo contribuire a fare scelte non ordinarie, dovremo farlo avendo a fianco esponenti del centrodestra. Di quel centrodestra che abbiamo contrastato duramente e che ha gravi responsabilità per la situazione economica e sociale italiana.

Il Pd questa prova difficile (ma necessaria se per noi prima di tutto viene l'Italia, come hanno detto Bersani e Franceschini in questi giorni) la può affrontare e vincere se saremo uniti nell'ambizione di influenzare il programma del Governo d'emergenza: crescita, rigore, equità debbono e possono andare insieme. Quando pochi mesi fa il Prof. Monti partecipo' ad un'audizione sul Documento di Economia e Finanza disse con grande chiarezza che una politica di soli tagli, senza attenzione alla crescita, non avrebbe funzionato. Purtroppo i fatti gli hanno dato drammaticamente ragione. Ora siamo, in una situazione straordinaria, tutti alla prova. Noi possiamo mettere il nostro partito al servizio di una grande fase di cambiamento, di una stagione di riforme, economiche, sociali e politiche. Una politica fiscale che premi il lavoro e l'impresa sulla speculazione e la rendita, un intervento sulle grandi ricchezze e sui grandi patrimoni, una riorganizzazione del welfare che costruisca nuovi diritti e combatta le diseguaglianze. E, insieme, una riforma della legge elettorale che corregga le distorsioni al bipolarismo prodotte dal Porcellum, una riforma del Parlamento, una riforma della politica e dei partiti. Con il governo "dei tecnici" può paradossalmente tornare centrale il ruolo della politica, dell'elaborazione riformista, del partito politico come soggetto indispensabile a realizzare le riforme difficili, i cambiamenti profondi che la crisi ci impone.


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MessaggioInviato: Sab Nov 12, 2011 6:57 pm    Oggetto:  
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Oggi si apre una pagina nuova
E oggi cala il sipario.
Il PD è pronto ad una pagina nuova, nell'interesse del Paese



Cosa resterà: un plastico di Bruno Vespa, le plastiche delle Santanchesse, il tunnel della Gelmy, le maserati di Larussa, le commiserazioni di Lavitola, la casa di Scajola, i crolli di Pompei, i crolli della Borsa, le poesie di Bondi, gli Stracquadani, i quaquaraquà, i voti di fiducia, la sfiducia nel voto, quelli vestiti di nero che considerano Roma cosa loro (i black bloc) quelli vestiti di nero che considerano Roma cosa loro (gli Alemanni), le mezze calzette, i Fede, i traditori, i Mora, le bionde, i tg truccati di Minzolini, i voti truccati di Formigoni, le cene eleganti, le scene pietose, il Grande fratello, lo zio di Ruby, l'editto bulgaro, il dito (medio) padano, il G8, la P4, le case dell'Aquila, il casino di Arcore, il lettone di Putin, l'elettore di puttane, le gnocche, gli allocchi, gli Scilipoti, gli scellerati, gli illusi, i collusi, il bunga bunga, lo spread, i listini, i festini, i decreti, i cretini.


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MessaggioInviato: Dom Nov 13, 2011 12:44 am    Oggetto:  
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Emergono anche le prime indiscrezioni sulo colloquio tra Berlusconi e Monti. Secondo un retroscena dell'agenzia Adnkronos il premier avrebbe ribadito all'ex commissario Ue la necessità della presenza di un garante per la maggioranza nel nuovo esecutivo. In particolare il presidente del Consiglio avrebbe posto sul tavolo anche il tema della giustizia chiedendo garanzie in proposito. Ma Monti sarebbe stato contrario. Il senatore a vita avrebbe invece avvertito il premier che tutti i ministri e vice o sottosegretari dovranno essere tecnici e solo a lui spetterà decidere al di là delle alchimie della politica. A quanto si apprende il Cavaliere l'avrebbe invece spuntata sul fatto che il nuovo governo non dovrebbe legiferare sulla riforma elettorale nè sul tetto delle telecomunicazioni. Berlusconi avrebbe inoltre chiesto un programma dettagliato con un timing ben preciso dell'azione di governo.

A quanto pare degli ultimi colpi di coda del cavaliere qualcuno pare andare a segno: non si toccano le TV e si rischia di andare comunque a votare col porcellum, se prima non arriva il referendum. Il PDL potrebbe controllare la situazione e togliere la fiducia a Monti appena il referendum venga indetto. Altri 5 anni di puttane e puttanieri (non solo PDL ovviamente) rischia che non ce li leva nessuno...Come era prevedibile sta dando un altro colpo di coda e vuole dare una fiducia limitata ai soli punti indicati dall'UE. Praticamente dopo essere stato commissariato dai mercati e dalla UE ora vuole provare lui a commissariare il governo prima ancora che questo si formi. Il tutto allo scopo di volere dettare l'agenda sui temi che gli stanno più a cuore.

Come al solito prima vengono gli affari personali e poi tutto il resto



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MessaggioInviato: Dom Nov 13, 2011 1:14 am    Oggetto:  
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Ora che l'avventura politica di Berlusconi e della peggiore destra Europea è finita, è forse giusto fare qualche bilancio su questi ultimi 3 anni. Quando nel maggio del 2008 il professor Prodi lasciò palazzo Chigi insieme al suo massimo collaboratore Tommaso Padoa Schioppa, lo spread con il bund tedesco era di soli 37 punti. Un semplice errore statistico. Eppure il governo Prodi era stato descritto dalla grande stampa terzista, in primis Corriere della Sera e Sole, come il massimo dei mali. Quando il risultato elettorale certificò la schiacciante vittoria della Lega e del Pdl molti avevano erroneamente intravisto l'inizio di un nuovo boom economico. E si iniziò con provvedimenti - in primis con l'eliminazione dell'Ici - demagogici e populisti. Eppure questi giornali hanno sostenuto questo governo fino quasi all'ultima curva, poi si sono arresi. Ora è possibile fare una serena analisi su quanto è successo. Siccome l'apparato economico italiano in tre anni non è scomparso, non è stato bombardato, non ha subito terremoti o maremoti, c'è una sola ed unica spiegazione. E' stata la classe dirigente politica del centro destra a causare ed accentuare il disastro. Prima minimizzando la crisi mondiale che si stava profilando e poi non attuando nessun provvedimento utile per attenuare gli effetti nefasti della crisi. Poi quando è avvenuta la crisi politica con l'uscita di Fini dalla maggioranza è stata tutta una tragicommedia giocata alla spalle degli italiani.
In ogni caso il dato fallimentare di 550 contro 37 dovrà restare per sempre nella nostra memoria.

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MessaggioInviato: Dom Nov 13, 2011 3:43 pm    Oggetto:  
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Monti faccia una legge elettorale conforme alle istanze dei referendari - eviti il referendum della prossima primavera/estate - e con ciò si imponga quale UOMO POLITICO !
Poi , da bravo economista qual è , faccia una legge di altissimo profilo : quella sul conflitto di interessi. Poi ripristinare la democrazia, non solo tasse ! Allora pagherò volentieri i maggiori balzelli.

A gennaio la corte di cassazione deciderà sull'ammissibilità del referendum. Se sarà sì la parola passerà ai partiti. Se faranno una nuova legge che va incontro al quesito referendario, si farà una nuova legge. Se non la faranno e se il quorum verrà raggiunto, tornerà in vigore il "Mattarellum", dove 475 parlamentari verranno eletti in collegi uninominali mentre i restanti 155 verranno eletti con il sistema proporzionale. Col "Mattarellum", la Lega che in questi giorni sta rompendo un'alleanza storica, potrebbe essere tentata di correre da sola mentre per Pdl sarebbe un vero e propio bagno di sangue. Eleggerebbe pochi parlamentari solo al sud Italia.

Ma dando ascolto a qualche dubbio, forse non mi sto rendendo conto che la storia sta operando una rivoluzione e che forse di qui a due mesi non si parlerà più di queste cose o non se ne parlerà in questi termini. Il bipolarismo come è stato concepito nella seconda repubblica a quanto sembra pare essere morto e seppellito, e con esso tutti i porcellum e i mattarellum della terra. Comunque vadano le cose occorrerà rimettere mano al sistema politico, dato che i partiti hanno dato prova di non essere in grado di funzionare. In quale paese, con un sistema politico funzionante, se cade la maggioranza non c'è un'opposizione pronta a prenderne il posto per fare cose diverse di quelle fatte dalla precedente maggioranza? Oggi in Italia questo non è stato possibile, perché l'opposizione non sarebbe stata in grado di garantire una politica diversa da quella di Berlusconi. Al punto che il Pd, per voce di Bersani, è stato costretto a scegliere come progetto:il meno peggio. Nel senso che le elezioni subito si sarebbero vinte, ma con un triste risultato: "governare le macerie del Paese Italia."


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MessaggioInviato: Lun Nov 14, 2011 2:48 pm    Oggetto:  
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I nostri giudizi sembrano molto convincenti. Spesso sono infondati. Nella finanza, nella vita chi è molto sicuro di sè spesso sbaglia. Gli psicologi analizzano questo fenomeno che ci accompagna ogni giorno. E' giusto analizzarlo anche alla luce di quanto sta avvenendo nella politica italiana. Gli esponenti del partito di Berlusconi ripetono tutti la stessa storia. Siamo favorevoli a patto che il presidente incaricato attui il programma imposto dalla lettera della EU. Ora questa affermazione è completamente falsa. La EU ci ha detto che dobbiamo rispettare i saldi, ma non ci ha detto come conseguirli. I soldi si possono trovare nei forzieri della Banca d'Italia o nel welfare italiano sbilanciato secondo alcuni, verso i garantiti e punitivo verso i giovani.Tuttavia gli esponenti della maggioranza si fanno coraggio pensando che il prof. Monti deve restare nell'alveo del loro fallimentare programma di governo. Fortunatamente non sarà così e le prime parole del professore sono incoraggianti: equità e crescita. Due parole che la ex maggioranza aveva bandito dal vocabolario della politica. Equità e crescita sono parole riformiste. In questo momento mi basta. Per il prossimo futuro vedremo.

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MessaggioInviato: Lun Nov 14, 2011 5:48 pm    Oggetto:  
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Il problema non è che ci preoccupi o meno, il problema è, se esistono altre vie d'uscita. La situazione è quella che è: 1900 miliardi di debito, interessi che viaggiano ormai al 7%. 200 o 300 miliardi (non ricordo la cifra esatta) in titoli in scadenza l'anno prossimo. Ogni punto in più di interesse sono miliardi di euro da sborsare per interessi. Chi li paga alla fine secondo voi? E sopratutto qual'è il punto di rottura oltre il quale ogni provvedimento è insufficente o arriva troppo tardi? Non lo so, ma l'impressione è che sia molto vicino: lo segnala la instabilità dello spread che ormai varia di 100 punti in un giorno. Sapete cosa vuol dire per la gente, che la sinistra dovrebbe difendere, avviarsi verso il default come in Grecia? Ora posto che continuare con il governo che avevamo fino a ieri sarebbe stato un suicido, che scelte ci sono? Due: nuovo governo o elezioni.

Elezioni vuol tre mesi di incertezza e instabilità, proprio quello che ci vuole per convincere gli operatori economici a comprare o almeno a non vendere i nostri titoli di stato! A quanto arriverebbe lo spread in tale situazione? Faccio presente che nei tre mesi passati è triplicato e che un giorno con la prospettiva di elezioni anticipate, l'ha fatto salire di cento punti. Pensare nuove elezioni ora è a mio avviso demenziale e il Pd perderebbe il mio voto se andasse in quella direzione [inciso: la lega sotto sotto spera nel default perchè nel caos sociale e finanziario che ne deriverebbe potrebbe pensare di raccoglire i consensi sufficienti per la secessione, avete fatto caso che quando il debito pubblico è a livelli di rischio la lega parla di secessione e nei periodi di tranquilltà diventa federalista?]. Non resta che un nuovo governo. E secondo voi guidato da chi, se non da uno che proviene proprio dall'establishment che si vuole rassicurare e tranquillizzare circa la nostra solvibilità? Sostenuto da chi? Da Pdl e centristi col Pd all'opposizione col risultato di prendere provvedimenti tutti sbilanciati in un senso? O col Pdl (con l'eccezione di un po' di transfughi se no non avrebbe i numeri) e Lega all'opposizione per far fare alla sinistra il lavoro sporco e perdere le elezioni?

La soluzione che sembra al momento in via di realizzazione è l'unica possibile, mi pare, per quanto possa offendere qualche delicata sensibilità, vedere un governo sostenuto dalla sfilza di nomi che molti citano, l'unica che abbia qualche possibilità di evitare il peggio. Se ce ne sono altre, non in un ideale mondo, ma qui e ora le ascolterò volentieri. Fatemi aggiungere un'ultima cosa: dopo anni di Berlusconi avere al governo una persona seria e competente è già una cosa molto molto "di sinistra".


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giorgio








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giorgio is offline 

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MessaggioInviato: Mar Nov 15, 2011 5:39 pm    Oggetto:  
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Non vedo alternativa a Monti in questo momento e credo che sia funzionale a molti nostri politici, spetterà a lui "far fare i sacrifici" agli italiani, poi con comodo si potrà votare, quando il lavoro "sporco" sarà già stato fatto.....solo allora capiremo certe tattiche. Anche se in effetti c'è poco da capire: la tattica del caballero è talmente evidente! Adesso sta ricontattando Fini, perché ha capito di avere sbagliato a voler fregarsi il suo partito estromettendolo per restare da solo a comandare. Dato che la cosa non gli è riuscita, così, come se niente fosse, come se gli insulti dei suoi giornali non fossero mai stati pubblicati, come se la campagna di fango che gli ha fatto gettare addosso con la faccenda della casa di Montecarlo, non fossero mai esistite, lo chiama e cerca di riappacificarsi. Una mancanza di dignità davvero rara! E la cosa potrebbe anche riuscirgli; anzi non mi meraviglierebbe affatto. Il collante che ha tenuto insieme questi personaggi è l'ambizione e l'ambizione se ne frega della coerenza e della dignità.
Auguro al caballero di tutto cuore di andare a godersi la pensione dorata ai caraibi, e lasciare noi in pace.


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