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Valle d'Aosta democratica: Batti un colpo.
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Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> SPAZIO DEMOCRATICO
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faustocoppi








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MessaggioInviato: Lun Apr 23, 2007 7:29 pm    Oggetto:  Valle d'Aosta democratica: Batti un colpo.
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A proposito di Tfr.

Voglio qui fare una precisa denuncia! Il più autorevole sindacato valdostano, la Cgil, sta per essere squassato da un movimento interno legato purtroppo ai noti fatti politici nazionali. Sì parlo del congresso nazionale che ha sancito risultati inconfutabili...Beh, abbiamo visto come l'anima più radicale presente dei Ds, abbia detto che il suo percorso finisce lì a Firenze. Abbiamo fondati motivi per potere pensare che questa componente possa trattare e confluire nel Prc e in quegli altri partitini dell'estrema sinistra come il Pdci, il nuovo Psi (?) ecc.... Che questo possa avvenire, è per noi che abbiamo trovato casa comune nel Partito democratico, anche auspicabile. Noi siamo pazienti in attesa e in previsione di un prossimo arrivederci, come Giovanni Berlinguer già auspica e Mussi già profetizza. Noi siamo pazienti anche con l'altra componente, quella di Angius, che sta prendendo tempo per vedere dove tira il vento e decidere "di conseguenza"...

Ma che questo sommovimento debba portare ad una spaccatura o a lotte intestine all'interno della Cgil valdostana, questo mi spaventa. Come mi ha spaventato quel sindacalista che a richiesta precisa di un lavoratore, di avere un consiglio mirato e tecnicamente valido sul Tfr, il lavoratore si senta rispondere di non firmare assolutamente per il Fopadiva! Quest soluzione invece era stata proposta e consigliata da un precedente sindacalista, ma purtroppo, senza accorgersene di altro settore categoriale. Alla richiesta di una spiegazione più esplicativa, il lavoratore si sente rispondere categoricamente: "Perchè politicamente io non sostengo l'accesso al Fopadiva! " Ah, a tanto stiamo arrivando? Potrei fare nome e cognome, di questo signore, ma mi astengo perchè, l' accaduto è troppo meschino, troppo inqualificabile per continuare in una polemica personale, ma credo che questo vada preso in considerazione...

Sono decine d'anni che appartengo a questo sindacato e ora da quando sono andato in pensione, da quando l'artrite mi impedisce di spiccare il volo su quelle salite che mi hanno reso famoso, mi sono iscritto allo Spi, ma mai avevo avuto sentore di questo vergognoso stato di cose! Questi signori che prima di fare sindacato, fanno politica, non devono restare un minuto di più in questa organizzazione. Vadano a cercare di passare il proprio tempo a fare un'altra attività, magari il portaborse, oggi va tanto di moda, ma lontano da via Binel... Questi sono i compagni che continuiamo ad allevare al nostro seno, compagni che ai temi miei di antica memoria Pci, all'interno li avrebbero chiamati mestatori, e li avrebbero mandati a fare altro, non dico cosa...

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faustocoppi
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Adv



MessaggioInviato: Lun Apr 23, 2007 7:29 pm    Oggetto: Adv






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raimondo








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MessaggioInviato: Gio Apr 26, 2007 12:19 pm    Oggetto:  
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Che bello scoprire che il campione dei Forum (Fausto Coppi) è iscritto alla CGIL.
Mi pareva di avere qualcosa in comune con lui. Certo non la sua gamba ma almeno la stessa divisa.
Dopo cento anni, che qualcuno teniti di spaccare la CGIL, non mi stupisce. Non mi stupisce l'arte della sinistra di farsi del male e di dividersi in partiti che rivendiacano di testimoniare i veri valori comunisti, i veri valori socialisti, i veri valori socialdemocratici... Testimonianza appunto, mentre la sinistra dovrebbe essere negli intenti di Marx, di Gramsci un movimento di rottura col passato e di cammino verso la società futura, più equa e solidale (per usare frasi fatte).
Ora dal momento che tutti (spero davvero tutti) abbiamo scelto la non violenza come modalità di lotta politica, non ci resta che mobilitarci per crescere nel consenso acettando (democraticamente) mediazioni con chi la pensa diversamente da noi con l'obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro e di vita dei ceti meno abbienti, col coraggio di sclete difficili per battere le nuove povertà, le nuove miserie, le nuove discriminazioni, le nuove marginalità (che se vogliamo sono i problemi da cui nacque il socialismo sia quello filantropico, sia quello cosiddetto scientifico) che nascono da una società molto più complessa e globalizzata rispetto a quella ottocentesca.
La CGIL al di là delle diverse sensibilità che vi coabitano è ancora una delle organizzazioni che con più determinazione e lungimiranza si muove per dare risposte ai problemi contemporanei.
Io lavorerò perché si continui la coabitazione e non si faccia la sciocchezza di dividere il più grande sindacato italiano... Non vincerebbero i lavoratori ma i soliti poltronisti della sinistra: più sindacati, più partiti più posti per i capi popolo, altro che interessi dei lavoratori...
Mr. Green

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«[...] Oggi vi dico, amici, non indugiamo nella valle della disperazione, anche di fronte alle difficoltà dell'oggi e di domani, ho ancora un sogno. [...] Martin Luther King jr. (28 agosto 1963)
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giovanni s.








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MessaggioInviato: Gio Apr 26, 2007 2:52 pm    Oggetto:  
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Caro Raimondo, parole magiche per le mie orecchie!!! Spero che si pensi così anche quando si tratterà del partito e del suo prossimo congresso.
PS. Il Fopadiva,a mio parere, è una delle scelte più convenienti per le lavoratrici e i lavoratori.

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Giovanni Sandri
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faustocoppi








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MessaggioInviato: Mar Ago 14, 2007 4:27 pm    Oggetto:  
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Faustocoppi ha scritto:
Questo topic l'ho visto ogni giorno che passava, scendere sempre più in basso, laggiù a fondo pagina, pronto per essere assorbito dalla pagina 2, che immancabilmente l'avrebbe attratto nel dimenticatoio totale. "Occhio non vede, cuore non duole". Ma poichè mi è capitato di leggere un’articolo di un settimanale che è l’Espresso, questa lettura mi ha dato l'opportunità di alcune considerazioni. L'articolo diceva cose dove con la scusa di fare una critica al Sindacato, fondandola su argomenti condivisibili, è riuscito a farli diventare qualunquistici e strumentali, e ho capito che il nuovo pseudo riformismo è il principale riferimento di quei poteri forti, che riescono meglio a camuffarsi ed a rendersi presentabili. Ed è per questo che rappresentano il più grande pericolo per i diritti dei lavoratori.

Al di là di dove provengono gli “attacchi”, una cosa è certa: solo la Cgil, in Italia, ha un apparato di oltre 10.000 dipendenti. Il rapporto con i lavoratori è sparito da tempo. Chi dovrebbe difendere i deboli, pratica all’interno anche il lavoro nero. Non si accede più per meriti ad incarichi dirigenti, bensì per "parentele". In realtà anche in Valle d'Aosta, esistono strane realtà e strani equilibri di parentele politiche. Come può un sindacato come la Cgil viaggiare per compartimenti stagni, dove ogni singolo rappresentante di categaria, cerca di assumere una posizione di "dominus" ? Proprio per non essere distruttivo, alcuni distinguo sono d'obbligo, come ad esempio la Federazione lavoratori della Scuola che sta ricevendo dall'intero territorio valdostano molti riconoscimenti...

Io non voglio sparare nel mucchio dicendo le solite ovvietà, tipo : ...Con tutti i soldi che i sindacati, resi benestanti dal prelievo forzoso in sede contrattuale, sprecano per portare a Roma pensionati a fare manifestazioni, si potrebbero fare tante cose! " Chi tenta di uccidere il sindacato, vuole restaurare qualche ritorno al passato, mi si dirà. Ma il sindacato deve tornare a fare il Sindacato con la S maiuscola ribadisco io. Pertanto mi chiedo, come è possibile che molti dirigenti sindacali di categoria, siano stati legati e lo siano ancor di più oggi, ad un gruppo politico che siede in Consiglio regionale, ma in aperto contrasto con le logiche dell'attuale partito di appartenenza, per cui sono stati eletti? In parole povere, come possono questi sindacalisti difendere i diritti dei lavoratori "spassionatamente", lavorando o avendo lavorato spalla a spalla, con il potere politico economico governante?

Un blog interattivo come questo, ma chiaramente ispirato, non deve cercare di appannare l’immagine di un'organizzazione molto vicina, ma cercare di migliorare la visione di un sindacato che non può essere visto come difensore dei parassiti. Anzi la mia battaglia è orientata alla riconquista di una credibilità - appunto sindacale - che si è annacquata nel tempo. La Democrazia nel Sindacato scricchiola sopratutto in CGIL di cui ero iscritto, ma che ho lasciato per tornare ad esserlo solo ad una precisa condizione: Uomini nuovi, lontani dal potere, dai posti "accomodanti", battaglieri non solo a parole, e soprattutto lontani dagli inciuci....


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faustocoppi
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pasolini








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MessaggioInviato: Mer Ago 15, 2007 12:19 pm    Oggetto:  
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Caro Faustocoppi, condivido solo in parte ciò che ci hai proposto, e tanto per essere chiari, quel passaggio dove dici: In realtà anche in Valle d'Aosta, esistono strane realtà e strani equilibri di parentele politiche. Come può un sindacato come la Cgil viaggiare per compartimenti stagni, dove ogni singolo rappresentante di categaria, cerca di assumere una posizione di "dominus" ?
o dove chiudi scrivendo: Un blog interattivo come questo, ma chiaramente ispirato, non deve cercare di appannare l’immagine di un'organizzazione molto vicina, ma cercare di migliorare la visione di un sindacato che non può essere visto come difensore dei parassiti. Anzi la mia battaglia è orientata alla riconquista di una credibilità - appunto sindacale - che si è annacquata nel tempo. La Democrazia nel Sindacato scricchiola sopratutto in CGIL di cui ero iscritto, ma che ho lasciato per tornare ad esserlo solo ad una precisa condizione: Uomini nuovi, lontani dal potere, dai posti "accomodanti", battaglieri non solo a parole, e soprattutto lontani dagli inciuci....

Ma questo violento attacco generalizzato al sindacato è sicuramente pericoloso e a mio parere rientra in un percorso preciso di delegittimazione di partiti e del sindacato da parte di chi vede in essi un intralcio per arrivare allo scontro diretto tra poteri forti ed individui, più deboli perché non organizzati. Dare un nome a questi poteri potrebbe anche essere avventuroso, ma certo essi sono sostenuti dalla destra e da certa stampa. Questo percorso parte da un attacco alla politica ed ai partiti fatto da uno di massimi rappresentanti del governo in una intervista al Corriere della Sera; solo pochi giorni dopo il tema fu ripreso da Luca di Montezemolo all'assemblea annuale della confindustria, a cui fece seguito quel "FANNULLONI " protetti dal sindacato, riferito al pubblico impiego. Tutto questo era stato preceduto dalla pubblicazione e da un successo del tutto inaspettato del libro " La casta" di due giornalisti del Corsera. (Un libro sullo stesso tema scritto dai senatori Salvi e Villone " I costi della democrazia" non ottenne lo stesso successo). E allora se l'aria che tira è questa, se il clima è questo, non deve meravigliare che un uomo misurato come Faustocoppi, legga questi avvenimenti anche in chiave di lettura valdostana. Perciò sul piano regionale forse ti posso capire e seguire, sul piano nazionale...no!

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P.Paolo Pasolini

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raimondo








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MessaggioInviato: Gio Ago 16, 2007 12:17 pm    Oggetto:  
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Ho molti dubbi in generale sulle scelte da fare per risolvere i singoli problemi... La soluzione non è così certa... la verità mai così bianca o nera...

Dubbi però non ne ho sul ruolo dei partiti e dei sindacati nelle moderne democrazie: sono indispensabili, altrimenti davvero solo pochi (oligarchi) parteciperebbero attivamente alla vita politica.

Una democrazia sana ha bisogno di strumenti che veicolino la partecipazione. I partiti e i sindacati sono tra gli strumenti più efficaci.

Ma, ecco i problemi, un certo modo di essere partito o sindacato deve essere messo in discussione. Non possono i partiti e i sindacati diventare associazioni clientelari.

La polemica di questi giorni contro il sindacato è fortemente strumentale e delegittimante, come quando Pannella attaccava il sistema partitocratico (salvo poi voler candidarsi ora a segretario di un Partito); mira solo a distruggere e non propone valide alternative.

Invece credo che la CGIL (parlo della CGIL solo perché la conosco meglio di CISl e UIL, ma sicuramente la riflessione accomuna tutti i grandi sindacati) sta portando avanti una politica di forte rinnovamento interno chedarà i suoi frutti a livello di elaborazione in una grande Conferenza organizzativa. Il sindacato ciòè si è reso conto che deve cambiare il suo modo di essere; cambiare per continuare a far crescere la democrazia, ecco l'obiettivo.

Vale lo stesso per il PD: è un tentativo - che io giudico di alto livello - di rinnovare il modo di essere partito, senza distruggere uno strumento fondamentale per la democrazia.

La voglia di innovarsi per favorire la partecipazione soprattutto di giovani e di donne ha un orientamento di centro sinistra esplicito: si muove nell'ottica delle pari opportunità.

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faustocoppi








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MessaggioInviato: Sab Ott 06, 2007 5:51 pm    Oggetto:  
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raimondo ha scritto:
Ho molti dubbi in generale sulle scelte da fare per risolvere i singoli problemi... La soluzione non è così certa... la verità mai così bianca o nera...

Dubbi però non ne ho sul ruolo dei partiti e dei sindacati nelle moderne democrazie: sono indispensabili, altrimenti davvero solo pochi (oligarchi) parteciperebbero attivamente alla vita politica.

Una democrazia sana ha bisogno di strumenti che veicolino la partecipazione. I partiti e i sindacati sono tra gli strumenti più efficaci.

Ma, ecco i problemi, un certo modo di essere partito o sindacato deve essere messo in discussione. Non possono i partiti e i sindacati diventare associazioni clientelari.

La polemica di questi giorni contro il sindacato è fortemente strumentale e delegittimante, come quando Pannella attaccava il sistema partitocratico (salvo poi voler candidarsi ora a segretario di un Partito); mira solo a distruggere e non propone valide alternative.

Invece credo che la CGIL (parlo della CGIL solo perché la conosco meglio di CISl e UIL, ma sicuramente la riflessione accomuna tutti i grandi sindacati) sta portando avanti una politica di forte rinnovamento interno che darà i suoi frutti a livello di elaborazione in una grande Conferenza organizzativa. Il sindacato cioè si è reso conto che deve cambiare il suo modo di essere; cambiare per continuare a far crescere la democrazia, ecco l'obiettivo.

Vale lo stesso per il PD: è un tentativo - che io giudico di alto livello - di rinnovare il modo di essere partito, senza distruggere uno strumento fondamentale per la democrazia.

La voglia di innovarsi per favorire la partecipazione soprattutto di giovani e di donne ha un orientamento di centro sinistra esplicito: si muove nell'ottica delle pari opportunità.


Mi piacerebbe sapere dove è stata nascosta la coerenza di certi sindacalisti visti all'opera anche sui media locali. Di questi personaggi che a parole dicono alcune cose e nei fatti, come il loro coinvolgimento politico, lasciano desumere che la corsa a sostenere uomini politici oramai "stanchi" e "logori" non sia altro che il proseguimento di un severo declino... Ricordo benissimo l'invettiva che uno di loro, mi sembra fosse completamente calvo, fece a rete S.Vincent

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faustocoppi
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giorgio








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MessaggioInviato: Mer Giu 04, 2008 12:30 am    Oggetto:  
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L'Unità ha scritto:
Veline e sindacalisti
Bruno Ugolini

Che cosa vorresti fare da grande? L'insidiosa domanda è stata posta da una rivista prestigiosa a giovani di belle speranze. Le risposte sono state molteplici. Chi ambirebbe fare l'attore, chi il calciatore, chi il presentatore, chi la velina. Uno scatenamento di ambizioni accarezzate, covate. Un segno dell'Italia di oggi lanciata verso l'effimera modernità.

Nello scatenamento sulle professioni ambite solo una figura resta fuori, negletta come un pulcino nero. È quella del sindacalista. Nessuno si fa avanti per dire mi piacerebbe fare il dirigente della Cgil o della Cisl o della Uil, magari dell'Ugl. Nessuno vorrebbe vestire i panni che furono di Di Vittorio, Buozzi, Pastore. Forse è per questo che le centrali sindacali continuano ad affermare: "Largo ai giovani", ma poi cambiano poco o nulla.

L'inchiesta registra, ad ogni modo, un'indifferenza che fa pensare. Ma come, non avevano scritto che i sindacalisti fanno parte di un'altra casta, un agglomerato di ricconi ben pasciuti? Un mondo descritto come dorato che però non ha la stessa capacità attrattiva delle veline. Ci deve essere sotto qualcosa.



Una risposta ad una domanda fatta ieri sera da Vanni Florio...
Il rinnovamento deve partire anche di lì, senza fare battute
ingenerose nei confronti di nessuno. Se il seguito di un uomo che
fa il sindacalista è composto da giovani, ben venga anche questo!

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«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta»
Nuto Revelli
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giorgio








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MessaggioInviato: Mar Lug 15, 2008 3:17 pm    Oggetto:  
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Citazione:
Lodo Alfano federalista
Paolo Hutter


L'arresto del presidente della Regione Abruzzo dimostra clamorosamente che il lodo Alfano è una misura statolatrica, centralistica e che lede i princìpi del federalismo.

Facciamo una doverosa premessa: la presunzione di innocenza vale per tutti, a maggior ragione per una personalità come Ottaviano del Turco. L'arresto di per sè non significa che è colpevole, o che è imputato di reati più gravi di quelli per esempio attribuiti a Bassolino, ma significa che il giudice per le indagini preliminari ha valutato alto il rischio di inquinamento delle prove. Si spera che tutto si chiarisca per il meglio. Ma la considerazione che emerge più forte, mentre il Parlamento sta esaminando la improcedibilità per le più alte cariche dello Stato, riguarda la pari dignità tra Governo centrale e Governi regionali.

Alle Regioni è stata attribuita una importanza crescente. Come è possibile che sia imperseguibile il capo del Governo nazionale e non quello regionale? È giusto? Che ne pensano le Regioni? Che ne pensa la Lega Nord?

E se si dovesse allargare il lodo Alfano ai governatori delle Regioni, perchè non anche ai Sindaci delle principali città? E perchè solo delle principali città? E i presidenti dei consigli regionali, provinciali e comunali? E gli assessori? Non bisogna tirare la giacchetta alla Corte Costituzionale ma è costituzionale che Del Turco sia in carcere e a Berlusconi si sospendano i processi?

Lodo Alfano per tutti...




Ed io continuerei con... l'onda lunga craxiana colpisce ancora. Meno male che qui siamo in montagna !

Shocked Cool

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pasolini








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MessaggioInviato: Gio Set 04, 2008 4:35 pm    Oggetto:  
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Citazione:


LAVORO.«NUOVO RISVEGLIO SIDERURGICO»
Cogne, operai contro sindacati


Un volantino a firma Gruppo Operaio, che ha come testata «Nuovo risveglio siderurgico», apre una finestra sui rapporti operai-sindacati all’interno della Cogne. E non sono rapporti idilliaci. La «testata» è la riproposizione (con in più l’aggettivo «nuovo») di un foglio che nei primi anni Settanta veniva distribuito nello stabilimento, edito dal consiglio di fabbrica e dalla Flm (federazione lavoratori metalmeccanici). «Riportato in vita - dice il Gruppo - in polemica con il sindacato regionale che non informa più gli operai su niente».

Il Gruppo chiarisce di «non essere una sorta di setta antisindacale. Riteniamo che il sindacato rappresenti l’unica istituzione in grado di tutelarci. Evidenziamo però che in questo momento, in azienda, i sindacati sono poco presenti. Le morti bianche, la sicurezza nei posti di lavoro, il precariato, la questione dei test su alcolismo e tossicodipendenze, il mancato rinnovo dei delegati su schede bianche da 10 anni, i rapporti umani all’interno dello stabilimento. La dice lunga il fatto che per paura di ritorsioni siamo costretti e firmare il volantino come Gruppo Operaio. Il sindacato cosa fa? I 700 aderenti alle organizzazioni sindacali non si sono iscritti a un circolo di buontemponi. Versiamo 11 euro al mese con la speranza che le cose inizino a cambiare anche grazie al lavoro fatto dai sindacati».

Riccardo Borbey, segretario del metalmeccanici del Savt non polemizza. «In questi anni e in questi giorni abbiamo lavorato e lavoriamo per risolvere i problemi del mondo del lavoro, anche quelli presenti nell’azienda Cogne spa. In autunno ci saranno imprese che ricominceranno bene e altre meno. Andiamo incontro ad una stagione difficile. C’è recessione e rallentamento della produttività. Questi sono i veri problemi. Il resto è polemica sterile».
La Cogne, chiamata indirettamente in causa dal volantino sul tema della sicurezza, replica. «Non abbiamo problemi di sicurezza sul posto di lavoro, se non i rischi normali presenti in uno stabilimento siderurgico. La sicurezza è uno dei capisaldi del Progetto Cogne 2008-2010 sul quale abbiamo programmato investimenti per 55 milioni. Gli incidenti sono diminuiti dal 2007 del 5,5 per cento. Abbiamo monitoraggi continui di Arpa e Usl. Abbiamo fatto, l’anno scorso, 3500 ore di formazione e quest’anno ne faremo 4000 solo sulla sicurezza».

Aosta 03 Settembre 2008

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LO STABILIMENTO DELLA COGNE

Ecco qua, ci siamo, è apparso “in funzione antisindacale” un volantino «Nuovo risveglio siderurgico», a firma Gruppo Operaio. Ci sono voluti quasi quarant’anni per riuscire a mettere una classe operaia, in fuga da un sindacato vigoroso ed efficace come quello valdostano. Una fuga già espressa in altri settori come quello politico che appoggiava ovviamente i lavoratori. Parlo del mio ex partito che da ben 4000 e più iscritti si era ridotto l’anno scorso a poco più poco meno di 400 persone. Ce lo aspettavamo tutti e non solo i più informati in materia, e la frase citata dal gruppo - «Riportato in vita in polemica con il sindacato regionale che non informa più gli operai su niente» - è sicuramente emblematica ed accusatoria di un dolce dormire che ha colpito quasi tutta la dirigenza sindacale valdostana. La mosca tse tse (come scriveva giorgio in una mail di anni fa...), ha ormai da tempo colpito i maggiori vertici di queste organizzazioni che un tempo espletavano funzioni primarie... e come le TRADE UNIONS, erano organi di collegamento tra i vari sindacati di mestiere (1868). A ben vedere anche qui purtroppo si deve leggere tra le righe la presenza di movimenti extra parlamentari che, seppur con presupposti nobili hanno trovato l’alibi di soffiare sul fuoco della protesta. Perché i lavoratori si domandano: Il sindacato cosa fa? Perchè gli 11 euro al mese che versiamo con la speranza che le cose inizino a cambiare (non ci siamo iscritti a un circolo di buontemponi...) non possono essere modificate anche grazie al lavoro fatto dai sindacati ?». La stanchezza e il dubbio della connivenza purtroppo cominciano a serpeggiare tra i lavoratori che non vengono aiutati a scacciare i cattivi pensieri nel vedere che anche tra i sindacati è nata una casta.

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P.Paolo Pasolini

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MessaggioInviato: Ven Set 19, 2008 10:20 pm    Oggetto:  
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ANSA 17, 40 -

Dopo la ritirata precipitosa dei capitani coraggiosi, un nuovo partner straniero si offre per rilevare la compagnia.
Si tratta di Osama Bin Laden, definito da una breve nota della Farnesina, "noto uomo d'affari dal discusso passato".
Bin Laden si è detto disposto a pagare tutti i debiti e a mantenere tutti i posti di lavoro.
Rimarranno identici i colori sociali e verrà modificata in modo minimo la denominazione, in "Al-quaeda"
Il premier è entusiasta e alle critiche giunte dagli Stati Uniti ha replicato in via ufficiosa che "non saremo mica gli unici coglioni a sedere nei consigli di amministrazione insieme a quelli coi soldi veri; poi vediamo se fargli la guerra".
Le accuse di terrorismo sono state definite "iniziative di certa magistratura politicizzata" poichè non c'è nessuna prova, e questo è purtroppo vero, che il Bin Laden sia stato la mente dell'attacco alle Torri Gemelle.
Ha destato un pò di preoccupazione, tuttavia, soprattutto negli assistenti di volo e nel sindacato, la decisione della nuova proprietà di modificare tutte le destinazioni verso gli USA in voli di sola andata.

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faustocoppi








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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 5:28 pm    Oggetto:  
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Angeletti e Bonanni sono degli opportunisti che ormai sentono la pressione della CGIL e della loro base, troppo forte per resistere nella loro accondiscendenza a questo governo ed alla Confindustria.
Hanno provato a tagliar fuori la CGIL dalla trattativa sul lavoro e sui contratti del Pubblico Impiego, pensando di trarre loro, in primo luogo, quel vantaggio di posizione per essere i sindacalisti di riferimento, accreditati presso il governo, scordandosi che la trattativa è solo uno degli strumenti della rivendicazione normativa e salariale, poi vi è anche la lotta che nei momenti di grave crisi è ancora più incisiva che non nei momenti di forte ripresa.
Specie se come in questo momento i timori sono così elevati che tutti, nella Confindustria e nel Governo legano alla risoluzione di questa crisi le loro future fortune.
Certo, il costo del lavoro per un verso peggiora i conti delle aziende, ma solo in parte, perché vi è un ritorno in termini di consumi e di mercato.
Ed altrettanto vale per il governo che con il sostegno al mercato, riesce a mantenere uno stesso saggio di fiscalità per fronteggiare la spesa dei mutui e di quella corrente.
É lo sciopero generale indetto dalla CGIL ad avere infranto i sogni di concertazione tra una parte del sindacato e del governo, perché in una sola giornata si può bruciare oltre mezzo punto di PIL, al costo di una sola giornata di salario per operai ed impiegati che di fronte a questa Confindustria ed a questo Governo, non hanno niente da perdere.
Con questo non discuto del fatto che lo sciopero generale rappresenti comunque una crisi ed una perdita per il paese, ma lo sono ancora di più quelle operazioni di discriminazione che hanno messo in campo la Marcegaglia e Berlusconi per piegare con la forza, proprio quella CGIL che rappresenta il nodo della protezione salariale e normativa dei lavoratori, e che si estende solo casualmente alle altre componenti della UIL e della CISL che, se talvolta vi si accodano fingendo l'unità, poi tornano a rompere quell'unità, appena il momento appare loro opportuno, col solo scopo di farle perdere forza e presentarsi al governo come la "soluzione". Con lo sciopero generale sono stati i fatti a screditarli: loro non sono alcuna soluzione senza la CGIL.

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faustocoppi
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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Dic 12, 2008 5:33 pm    Oggetto:  
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Stefano Bocconetti ha scritto:

Brutale, come sempre. Ed anche un po' «rozzo». Esattamente nello stile del personaggio. Comunque sia, ieri, Brunetta ha detto la sua sullo sciopero della Cgil. Poche battute: «Epifani ha smesso di fare il sindacato, vuole occupare spazi che non gli competono... Il suo sciopero è una follia. Al punto che anche il piddì lo ha scaricato».



Cari compagni della Cgil valdostana noi non vi abbiamo scaricato. Noi di Area Democratica siamo qui. Siamo qui per non dimenticare certe radici. Per ricordare a tutti quelli che ci leggono che la memoria non ci fa ancora brutti scherzi. Sarò anche un vegliardo che parla con termini desueti o con circonvoluzioni che oggi non piacciano più ai giovani rampanti, ma penso di essere sincero se non posso dimenticare tutti i diritti che ci siamo conquistati con la Cgil.

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«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
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giorgio








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MessaggioInviato: Sab Dic 13, 2008 10:50 am    Oggetto:  
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Questa vignetta ha un pò il sapore amaro che ci riporta alla memoria quanti errori siano stati fatti in Valle d'Aosta da una certa sinistra e non solo. Ci ricorda quanto siano state sbagliate certe lotte di alcuni gruppi sociali elitari, all'interno delle maggiori fabbriche o industrie di questa regione che esprimevano una considerevole forza lavorativa.

L'intestardirsi su scontri del tutto affrettati e inconsistenti pur di fare prevalere la propria linea intransigente ed essere (ecco la solita malattia politica di questa regione) più visibili, ha fatto sì che il sindacato ufficiale quello che sta dalla parte dei lavoratori - la Cgil - venisse declassato se non squalificato.

Lotte che non si sono limitate a livello di scelte politiche, ma come spesso accade qui da noi, portate ed elevate a livello di gossip e di calunnie personali, tipo il crescendo rossiniano nel "Barbiere di Siviglia". Fatto sta che a forza di insistere su queste mascalzonate il lavoratore si è disamorato e invece di tutelarsi o sentirsi tutelato nel prendere la tessera sindacale del più grande sindacato italiano, qui in Valle si è ritratto nel suo guscio e al massimo pur di non sentirsi scoperto si sta rifugiando in quel sindacato regionale che al pari degli altri due, cisl e uil io considero "giallo".

Ecco, non so come ringraziare certi personaggi, che finalmente se ne sono rimasti a casa, viste le ultime elezioni che li hanno condannati alla perfetta invisibilità. Magari con un appello e un augurio a rimanersene tranquilli, a non attaccare la Cgil nelle figure dei suoi esponenti. Di fare una campagna eventualmente meno aggressiva, ricordandosi che così la classe operaia loro non la mandano in paradiso, ma direttamente all'inferno.

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pasolini








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MessaggioInviato: Sab Dic 13, 2008 3:25 pm    Oggetto:  
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Mobilitazione generale contro la politica economica del governo.
Il leader Cgil: «Dati buoni, soprattutto a Nord»

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P.Paolo Pasolini

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