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Assemblea Regionale del Partito Democratico
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giorgio








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MessaggioInviato: Sab Mar 05, 2011 12:23 pm    Oggetto:  Assemblea Regionale del Partito Democratico
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Care e Cari,
nel ricordarvi la convocazione dell'
Assemblea Regionale del Partito Democratico

SABATO 5 MARZO 2011 dalle ore 14,30 alle ore 19.00
presso il Salone del CRAL CCS Cogne
Corso Battaglione Aosta 18 - AOSTA

vi reinvio la bozza dello Statuto e del Regolamento dei Circoli che dovremo discutere e approvare Sabato.

Rispetto alla versione precedente ho corretto qualche refuso e qualche mancanza che non cambiano il senso delle questioni di cui dovremo discutere.

Vi prego, qualora voleste proporre modifiche di preparare emendamenti puntuali al testo, in modo da rendere immediatamente operativo lo statuto, salvo al verifica dei garanti nazionali, che come sapete hanno l'ultima parola rispetto alla conformità con quello nazionale.
Sono comunque a vostra disposizione per chiarimenti o quant'altro.
A Sabato.


Fabio Protasoni
Presidente Assemblea Regionale PD


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MessaggioInviato: Sab Mar 05, 2011 12:23 pm    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Sab Mar 05, 2011 12:41 pm    Oggetto:  
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La Stampa 05.03.2011 ha scritto:
POLITICA.
CONGRESSO FONDATIVO PER IL GALLETTO, CONFRONTO SULL’ATTUALITA’ PER I DEMOCRATICI

Alpe e Pd, assemblee parallele

Se nel Maghreb hanno il «Venerdì della collera», in Valle d’Aosta arriva il «Sabato dell’opposizione». Che, però, invece di riunirsi in piazza, convoca assemblee e congressi rigorosamente coincidenti e separati.

Si parte al mattino, alle 8,30, con l’Alpe che chiama iscritti e simpatizzanti alla Grand Place di Pollein. L’appuntamento è con il «Congresso fondativo», formula che lo distingue dalla «Assemblea costitutiva» che lo scorso anno ha dato vita al movimento del Galletto, nel quale sono confluiti Vallée d’Aoste Vive, Renouveau Valdôtain e i Verdi. Antenne drizzate fin dall’apertura dei lavori, con i saluti delle forze politiche invitate. Tra queste, anche l’Uv, che con l’Alpe non ha mai voluto aver nulla a che fare. Questa mattina, invece, alla Grand Place parlerà Ego Perron. Si vedrà, da una parte, quale registro sceglierà il presidente del partito rossonero; dall’altra quale sarà l’accoglienza che gli riserverà la platea.

La giornata segnerà anche la fine dell’esperienza da coordinatore di Carlo Perrin, se non altro perché l’Alpe voterà un nuovo statuto interno che introdurrà due figure al vertice: un presidente e un segretario. Il presidente sarà votato oggi stesso dai congressisti e, salvo sorprese, il nome più pronosticato è proprio quello di Perrin. Sull’identità del segretario, invece, molte sono le ipotesi ma nessuna davvero concreta. La decisione finale spetterà non al Congresso ma al direttivo del movimento: Questa modalità non convince però tutti ed è prevedibile che il dibattito pomeridiano possa portare a proposte diverse.

In quelle stesse ore, a partire dalle 14,30, si riunirà anche il Partito Democratico di Raimondo Donzel che, al salone del Cral Cogne (oggi Ccs) di Aosta convoca l’assemblea regionale. Non sono all’ordine del giorno nomine ed elezioni interne. L’appuntamento sarà l’occasione per discutere dello statuto interno, del regolamento per il rinnovo dei circoli territoriali e della situazione politica nazionale e regionale, tra raccolta firme per le dimissioni di Berlusconi e alleanze da costruire (oppure no) in Valle d’Aosta.
[D. M.]


E' certo un fatto - basta leggere il testo dell'articolo - che il sig.[D.M.] quando deve scrivere del e sul Pd è di una stringatezza icredibile.
Speriamo che prima o poi questa strana forma di "stipsi espositiva" abbia termine e che una volta tranquillo possa vedere il mondo con tutti i suoi colori...


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Raimondo Donzel (Pd)

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Carlo Perrin (Alpe)

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MessaggioInviato: Sab Mar 05, 2011 12:55 pm    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 05/03/2011 12:12 ha scritto:
ALPE:PERRIN,SPOSTAMENTO A DESTRA UV E' SCELTA OPPORTUNISTICA
(ANSA) - AOSTA, 05 MAR -
La Valle d'Aosta ''vive una situazione politica bloccata'', degradata ''sia nei metodi sia nei contenuti'', tra ''metodi clientelari'' e ''scorciatoie''. E ''l'ulteriore spostamento a destra dell'Union Valdotaine'' rappresenta ''una scelta opportunistica che registra una sostanziale condivisione di metodi e valori che sono lontani dalla nostra cultura di popolo autonomo''. Cosi' il coordinatore di Alpe, Carlo Perrin, ha aperto il Congresso fondativo del Galletto, in svolgimento da questa mattina alla Grand Place di Pollein.

''In un quadro politico italiano di crisi e di incertezze, - ha aggiunto il coordinatore di Alpe - l'autonomia valdostana deve essere salvaguardata con dignita' e fermezza, dialogando con lo Stato sul piano prettamente istituzionale, senza scendere a compromessi politici o peggio personali che rischiano di trascinarci nel precipizi''.

Critiche al federalismo che secondo il coordinatore dell'Alpe ''mette in discussione l'essenza stessa delle autonomie speciali, riducendo tutto ad una diversa distribuzione delle risorse al territorio'', ma critiche soprattutto a cio' che accade in Valle d'Aosta dove, a dire di Perrin, ''la gestione delle politiche del lavoro e' avvilente'' e ''il metodo clientelare riduce enormemente le chances per tutti e, cosa molto piu' grave, alimenta la cultura di servilismo''. Per il coordinatore di Alpe ''il gigante Regione e' cresciuto ed e' sempre piu' lento nei suoi movimenti, favorendo la pratica della raccomandazione, della scorciatoia, del pellegrinaggio del martedi', dell'ingerenza anche nelle cose piu' banali''.

''Il nostro obiettivo - ha affermato Perrin - e' quello di creare una via alternativa all'attuale sistema e si rivolge a tante persone che avvertono la necessita' di una buona politica onesta''. Con un appello all'area autonomista progressista: ''L'alleanza ha dimostrato di avere il consenso dei valdostani nelle politiche del 2006 e del 2008, noi intendiamo consolidare e possibilmente allargare tale sistema di alleanze, nel rispetto dell'identita' e delle peculiarita' di ogni forza politica''. (ANSA).

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MessaggioInviato: Sab Mar 05, 2011 7:31 pm    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 05/03/2011 14:09 ha scritto:
UV: PERRON, CON ALPE CONFRONTO IMPOSSIBILE
(ANSA) - AOSTA, 05 MAR -
''Diversamente dai miei predecessori ho deciso di intervenire''. Cosi' Ego Perron questa mattina al congresso dell'Alpe. Una prima volta assoluta per un presidente dell'Union Valdotaine, dalla diaspora che sei anni fa ha portato alla nascita di Aosta Viva prima e poi di Vallée d'Aoste Vive e di Renouveau Valdotain, che con i Verdi hanno infine fondato l'Alpe.

Una rottura che ancora oggi mantiene aperte molte ferite: ''Piu' che la distanza politica, pesano elementi umani e questioni personali'', ha detto Perron che non ha lesinato critiche al Galletto. ''Non si puo' essere sempre contro tutto e contro tutti. E' necessario che ci sia un'opposizione ed e' utile che essa sia costruttiva. L'Alpe invece arriva al paradosso di bocciare questioni che in passato, quando eravamo tutti nello stesso movimento, avevamo condiviso''. E, a differenza di Flavio Serra (Stella Alpina) e Salvatore Luberto (Federation Autonomiste), che in precedenza avevano offerto al congresso dell'Alpe una apertura (''Se servira' alla Valle d'Aosta non sono da escludere collaborazioni''), Perron ha affermato che ''un confronto sereno maturo e' impossibile a causa dell'attitudine dell'Alpe alla contrapposizione dura''.

Il presidente dell'Uv ha concluso: ''Guardero' con interesse ai contenuti finali di questa assise, ma ho l'impressione che la linea sia gia' stata tracciata. E cio' mi fa dire che siamo lontani e diversi''. (ANSA).

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MessaggioInviato: Sab Mar 05, 2011 7:47 pm    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 05/03/2011 14:12 ha scritto:
PD: DONZEL, SE PDL IN MAGGIORANZA CHIEDEREMO ELEZIONI
(ANSA) - AOSTA, 05 MAR -
''Se l'attuale maggioranza regionale sara' allargata al Pdl, noi chiederemo che si vada alle elezioni''. Lo ha detto il segretario regionale del Pd Valle d'Aosta, Raimondo Donzel, intervenuto questa mattina al congresso dell'Alpe.

Donzel ha ricordato la legge elettorale regionale, che prevede alleanze preventive: ''Non si puo' costruire una nuova maggioranza mettendo insieme due programmi che alle urne erano contrapposti. Per questo, se cio' avverra', sara' necessario chiedere tornare al voto''.

Il segretario del Pd non ha toccato l'argomento delle alleanze e dei rapporti tra il suo partito e l'Alpe, ma ha liquidato la coalizione formata da Uv, Stella Alpina e Federation Autonomiste: ''Il fatto che si cerchi l'appoggio del Pdl segna il fallimento del modellino del polo autonomista, che da solo non riesce a governare come dimostra ad esempio il caos nei trasporti. E il paradosso e' che gli autonomisti, alla ricerca di un puntello, si rivolgano ad una forza caratterizzata dall'indubbio nazionalismo. Questo e' un fallimento politico''.(ANSA).


Ribaltone è un termine nato nel linguaggio giornalistico e politico per indicare improvvisi e radicali mutamenti di situazioni politiche, in particolare di cambi di maggioranza parlamentare. L'espressione, già in uso dalla fine dell'Ottocento, acquista notevole popolarità dalla fine del 1994, quando la Lega Nord, abbandonando la maggioranza di centrodestra durante la XII legislatura, causò la fine del governo Berlusconi I. A ben vedere questa nuova maggioranza che sorgerà con il Pdl, mettendo insieme due programmi che alle urne nelle ultime elezioni erano contrapposti, scatena qualche imprevisto regolamentare. Se ciò accadrà, sarà necessario chiedere alla popolazione di tornare al voto''. Raimondo Donzel è sempre più abile nel gestire la politica di opposizione.

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MessaggioInviato: Dom Mar 06, 2011 1:18 pm    Oggetto:  
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La Stampa 06.03.2011 ha scritto:
“Asse Uv-Pdl in Regione? Allora si torna a votare”
AOSTA
Il segretario del Pd Raimondo Donzel ha aperto con un duro attacco all’Union valdôtaine l’assemblea del Partito democratico chiamata a discutere della situazione finanziaria, dello statuto e del regolamento per le assemblee di circolo del partito.

Donzel ha attaccato l’Uv su tutti i fronti, a partire dall’ipotesi sempre più concreta dell’ingresso del Pdl nella maggioranza regionale. «Sarebbe un vero e proprio ribaltone - ha detto - perché l’Uv straccia la legge elettorale per l’elezione del Consiglio che stabilisce che le alleanze si indichino all’atto della presentazione delle liste. E il Pdl alle Regionali ha corso da solo. Se si vuole cambiare andiamo al voto e decidano i valdostani da chi farsi governare».

Poi Donzel ha elencato i fallimenti. «Il centrodestra ha sbandierato ai quattro venti in campagna elettorale per le amministrative che l’accordo con il Pdl avrebbe portato in Valle 800 milioni di euro per le grandi opere. Vinte le elezioni - ha ricordato Donzel - gli 800 milioni non si sono visti e per fare le grandi opere servirà un mutuo di 371 milioni e interessi milionari da pagare per anni». Il fallimento dell’intesa per portare Marguerettaz in Europa: «Il risultato è stato che Marguerettaz è rimasto in Valle, ma i valdostani hanno contribuito a portare in Europa Iva Zanicchi».

Il fallimento sull’ospedale: «Sull’ampliamento del presidio di viale Ginevra la giunta tutta autonomista di Augusto Rollandin - ha detto Donzel - non ha mosso ancora un mattone, salvo acquistare a prezzi astronomici posti auto». Sulla ferrovia «meglio stendere un velo pietoso tanto grave è l’inerzia. Al contrario delle autostrade dove l’attivismo di almeno uno dei due presidenti delle società di gestione (Rav e Sav, partecipate regionali, ndr), quello di Sav, ha votato a favore dell’aumento dei pedaggi».

Donzel ha affrontato anche il congresso fondativo di Alpe. «Guardiamo con favore alla trasformazione di Alpe in movimento ma aspettiamo l’evolversi degli eventi. Il Pd, partito federale, non condivide però l’invito ai separatisti fiamminghi».
ALESSANDRO CAMERA


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Il Pd Raimondo Donzel segretario del Partito democratico della regione

Nel messaggio precedente avevo parlato di ribaltone e, a breve distanza da esso, sono state confermate le mie modeste previsioni. Come non dare ragione al segretario del Pd che è costantemente criticato, pensate un pò, per la contiguità con l'Union Valdotaine? Lui è l'unico personaggio che nel mondo politico valdostano ha centrato, nel suo sofisticato mirino, lo sviluppo dello sporco conflitto attuato dalla corazzata unionista e delle manovre del battello dei soccorsi che sta arrivando nel "porto amico" di Palazzo dei ladri.

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MessaggioInviato: Lun Mar 07, 2011 9:44 am    Oggetto:  
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Sentito con soddisfazione ieri, in assemblea regionale:
Un partito nuovo ma non senza volto, senza storia, senza valori; anzi con tanti volti, i volti di tutte quelle persone che porteranno con sé le loro storie (fatte di tanti anni di militanza o di impegno civile e associativo), e anche i loro valori che costituiranno un patrimonio straordinario, su cui operare una sintesi che serva da base per un confronto con tutta la nostra comunità.

I valori positivi delle culture riformiste emerse dal comunismo italiano, dal socialismo, dalla socialdemocrazia, dall’impegno dei cattolici in politica, dal cristianesimo sociale, dal liberal socialismo, cui si è venuta aggiungendo nel tempo la sensibilità ambientalista, non si fondono oggi per caso. Importanti momenti di sintesi furono già trovati nella Resistenza al nazifascismo, nell’Assemblea costituente, nella fermezza della lotta al terrorismo.
E’ giunto il tempo che i riformismi che percorrevano strade parallele finalmente si fondano in una grande via comune.

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MessaggioInviato: Mar Mar 08, 2011 5:44 pm    Oggetto:  
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Sito Ufficiale Partito Democratico VDA ha scritto:
ORDINE DEL GIORNO DELL'ASSEMBLEA REGIONALE DEL PD VDA
SAB 5 MARZO 2011

L’Assemblea regionale del PD Valle d’Aosta, riunita il 5 marzo ad Aosta, ha espresso solidarietà al popolo libico in lotta contro la dittatura di Gheddafi, sollecitando le organizzazioni internazionali, in particolare ONU, Unione Europea e lo Stato italiano, a far prevalere gli interessi umanitari e i valori di libertà e democrazia prendendo tutte le misure atte a sostenere la lotta di liberazione libica.

L’Assemblea ha inoltre evidenziato:

-) che anche in Valle d’Aosta ha ottenuto un forte consenso la raccolta firme ‘Berlusconi dimettiti’ che ha ormai superato a livello locale le 1.500 firme;

-) l’importanza di sostenere le numerose iniziative che comitati e associazioni stanno organizzando a difesa della Costituzione, della legalità, del ruolo della donna nella società contemporanea, della scuola pubblica e del lavoro;

-) che nell’interesse di favorire la partecipazione politica contro qualunquismo, indifferenza e antipolitica, è positiva la costituzione del nuovo movimento ALPE, anche se gli stretti rapporti con forze come Liga Veneta e movimenti fiamminghi e corsi non ne rendono chiara la collocazione politica;

-) la crisi del governo regionale autonomista, costretto ad allargare la maggioranza al PDL di fronte all’incapacità di rispondere all’emergenza lavoro, alla precarizzazione diffusa, al caos trasporti e alla crisi economica, con una visione sempre più tesa ad accentrare il potere in Regione anche attraverso una forte esposizione debitoria, perdendo la vocazione redistributiva e di crescita collettiva della comunità valdostana proprie dell’autonomismo.

L’Assemblea ha dato inoltre un giudizio molto positivo del lavoro svolto dal tesoriere Claudio Latino e dalla tesoreria regionale per l’operazione di riorganizzazione amministrativa del partito, volta alla massima trasparenza e pubblicità dell’utilizzo del denaro pubblico, sull’esempio di quanto fatto dal Gruppo regionale del Partito Democratico.

Infine, l’Assemblea regionale ha aperto un dibattito molto costruttivo per rafforzare l’impianto federalista e regionale dello Statuto del partito, che ha portato alla costituzione di una Commissione che dovrà fare sintesi di numerosi contributi presentati in Assemblea.
Scritto da Davide
Monday 07 March 2011


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MessaggioInviato: Dom Mar 13, 2011 12:39 pm    Oggetto:  
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Come al solito si esagera. E si va anche oltre … “omen nomen”, sarcasticamente giocando. In molti si pongono un problema, quello nostro di sempre, tanto inconfessabile quanto praticato: la mania del tafazzismo. Secondo me hanno ragione, hanno ragione di brutto. Poi si può anche credere che, oltre il Pd, con tutti i suoi immensi limiti, vi sia in giro altro di meglio e di organizzativamente più forte. Come si può decidere di non andare più a votare, avendo in fondo capito che di meglio - purtroppo? – in giro non c’è altro, e allora tanto vale. Illusi o delusi, non incazzatevi. Ma, forse, ce l’avete con voi stessi, o no? Il senso di impotenza è il problema politico più grosso dei nostri tempi: andrebbe, però, affrontato razionalmente. Senza cercare il messia, cercando le proposte e gli obiettivi. Con tutte le difficoltà, grandissime, che ciò comporta; e umilmente.

Quello di criticare e demonizzare tutto e tutti è il solito vecchio sport dei militanti puri e duri della sinistra che non ha mai portato niente di costruttivo. Ma questa sinistra deve governare o restare sempre all'opposizione, aspettando il nuovo Berlusconi di turno? Il Pd, con tutti i suoi errori e con tutte le gelosie interne, è il partito meglio radicato nel paese e può essere un punto di riferimento per il cambiamento. Vogliamo continuare a demonizzarlo? Vogliamo sostituirlo con un altro? Con quale? Ora basta! Ciò che si vuole non è un Pd marginalizzato che non servirebbe a nessuno.Ciò che personalmente voglio è un Pd forte, ma che stia saldamente nell'area di centro sinistra e una sinistra che non sia criminalizzata o esclusa per il solo fatto di dirsi e volere cose di sinistra. Che tradotto vuole dire che non sono per la vocazione maggioritaria del Pd e per la pretesa di volere rappresentare la sinistra del nostro Paese. Mi auguro solo che questa sinistra si rafforzi e crei un punto un polo di riferimento con cui dialogare.

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MessaggioInviato: Mar Dic 06, 2011 6:13 pm    Oggetto:  
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AostaSera.it 06/12/2011 ha scritto:
Assemblea regionale del PD sabato a Champdepraz
Champdepraz - Sessione mattutina dedicata al dibattito interno; nel pomeriggio, a partire dalle ore 14.45,
tavola rotonda con le forze del centrosinistra e dell’autonomismo progressista sul tema “La Valle d’Aosta di domani”
.

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L'Assemblea del PD

Dopo il congresso dell’Union Valdôtaine, anche il Partito Democratico riunirà la propria Assemblea regionale, sabato 10 dicembre a Champdepraz, presso il salone polivalente comunale di frazione Fabbrica, con inizio alle ore 9.30.

Il programma dei lavori prevede due distinte sessioni. La sessione mattutina, convocata a partire dalle ore 9.30, sarà riservata ai componenti dell’Assemblea e sarà dedicata al dibattito interno, con le relazioni del segretario regionale Raimondo Donzel e del Presidente Fabio Protasoni, la presentazione del documento politico e programmatico “La Valle d’Aosta di domani: le proposte del Partito Democratico” e la ratifica del nuovo statuto del PD Valle d’Aosta.

Il pomeriggio, a partire dalle ore 14.45, sarà invece dedicato ad una tavola rotonda con i partiti del centrosinistra e le forze dell’autonomismo progressista sul tema “La Valle d’Aosta di domani: costruiamo insieme una nuova prospettiva politica in Valle d’Aosta”, alla quale parteciperanno esponenti di Alpe, IdV, Psi, Federazione della Sinistra, Associazione Loris Fortuna e di altri movimenti e associazioni. La conclusione dei lavori è prevista per le ore 17.30.

di Redazione Aostasera



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MessaggioInviato: Sab Dic 10, 2011 11:29 pm    Oggetto:  
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(ANSA) 10/12/2011 14:04 ha scritto:
PD: DONZEL, TAGLI REGIONALI A COMUNI CONTRADDICONO AUTONOMIA
(ANSA) - CHAMPDEPRAZ (AOSTA), 10 DIC -
''La Valle d'Aosta si e' sempre presentata come campione del federalismo, ma oggi siamo di fronte allo straniamento dell'Autonomia''. Di fronte all'assemblea regionale del partito, riunita da stamattina a Champdepraz, il segretario Raimondo Donzel ha denunciato ''la riduzione di risorse ai Comuni da parte della Regione'' spiegando che ''le cifre, rispetto allo scorso anno, sono simili, ma si tratta di un trucco contabile che fa crescere i fondi destinati alle spese vincolate e riduce di 8 milioni quelli per le spese non vincolate''.

L'attacco di Donzel e' stato a tutto campo, a partire dalla critica all'alleanza tra autonomisti e centrodestra che, secondo il segretario del Pd, ''ha portato piu' problemi che vantaggi, visto che sotto il governo Berlusconi alla Valle d'Aosta sono stati decurtati 500 milioni di euro in tutto''. Sul Casino' Donzel ha parlato di ''situazione di emergenza di una struttura che oggi versa solo il 10 per cento nelle casse regionali e che dunque, sostanzialmente, si autoalimenta''. Per quanto riguarda le Grandi Opere, attacco ai lavori per l'allargamento dell'Ospedale regionale: ''Sono fermi, dopo cinque anni di giunta Rollandin ci ritroveremo con un grande parcheggio interrato e basta''.

Un capitolo e' stato dedicato alla vicenda degli operai idraulico-forestali ed edili, che dal 2012 saranno esternalizzati: ''E' il più grande licenziamento della storia in Valle d'Aosta. Dall'anno prossimo 200 persone saranno a casa e per di piu' senza ammortizzatori sociali. E per cosa? Per risparmiare? No, perché le risorse spese saranno sempre le stesse. Solo che invece che nella casella delle spese correnti saranno inserite in quella degli investimenti. E' solo un trucco contabile''. (ANSA).


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MessaggioInviato: Sab Dic 10, 2011 11:36 pm    Oggetto:  
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(ANSA) 10/12/2011 16:11 ha scritto:
PD: VALLE D'AOSTA,APPELLO OPPOSIZIONI PER PERCORSO CONDIVISO
(ANSA) - CHAMPDEPRAZ (AOSTA), 10 DIC -
Il Partito democratico della Valle d'Aosta fa appello ''alle forze politiche che con noi condividono l'opposizione in Regione e in Comune di Aosta'' chiedendo ''uno sforzo in piu': mettere da parte particolarismi e ideologie e localismi'' per ''disegnare con coraggio un percorso nuovo, credibile e partecipato''. E' quanto si legge nel documento 'La Valle d'Aosta di domani', approvato all'unanimita' dall'assemblea regionale del Pd che si sta svolgendo a Champdepraz (Aosta).

Il documento contiene dieci punti programmatici relativi all'emergenza lavoro, ai costi della politica, alla centralita' degli enti locali, a ''un nuovo welfare centrato sulla persona e sul terzo settore'', alla riforma dell'amministrazione regionale e delle sue istituzioni, all'ambiente, allo sviluppo economico, alle infrastrutture, all'istruzione e all'autonomia territoriale.

Le proposte, si legge nel documento, ''sono messe a disposizione per il confronto e la condivisione con tutte le forze politiche e con tutti cittadini non solo del centrosinistra, ma anche autonomisti o liberali che vogliano costruire un'alternativa al modello 'autoritario' di centrodestra che si e' imposto in Valle d'Aosta''.

Duro, infine, il giudizio su ''una maggioranza regionale che gestisce l'amministrazione pubblica con l'arroganza di chi non ha una visione strategica o un progetto almeno a medio termine e si affida alla tattica o alla forza per raggiungere l'obiettivo del giorno. Come l'ultimo governo Berlusconi si tira a campare fino alla piu' vicina scadenza elettorale''. (ANSA).


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giorgio








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MessaggioInviato: Sab Dic 10, 2011 11:39 pm    Oggetto:  
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(ANSA) 10/12/2011 16:21 ha scritto:
PD: VDA, OK A USO FRANCESE E PATOIS IN RIUNIONI E ATTI
(ANSA) - CHAMPDEPRAZ (AOSTA), 10 DIC -
In Valle d'Aosta le riunioni del Pd potranno svolgersi, oltre che in lingua italiana, anche in francese e in 'patois', cioe' nel dialetto francoprovenzale parlato nella piu' piccola regione d'Italia. Lo sancisce ufficialmente lo statuto regionale, approvato questa mattina dall'assemblea del Pd valdostano riunita a Champdepraz.

L'uso del francese e del patois, e' specificato, sara' consentito ''verificando che tutti i presenti possano capire per intero le comunicazioni''. ''Secondo lo spirito della Costituzione italiana e dello Statuto speciale della Valle d'Aosta'', inoltre, il Pd valdostano assumera' ufficialmente la denominazione bilingue 'Partito Democratico della Valle d'Aosta-Parti Democratique de la Vallee d'Aoste'', che comparira' anche sul simbolo, e il bilinguismo italiano-francese sara' adottato per la stesura di tutti gli atti ufficiali. (ANSA).


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MessaggioInviato: Lun Dic 12, 2011 2:13 pm    Oggetto:  
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AostaSera.it 11/12/2011 ha scritto:
Il PD riunito in assemblea si prepara per le regionali
Champdepraz -
Presentato nel pomeriggio di sabato il documento "la Valle d'Aosta di domani"
che sarà la base su cui discutere per eventuali alleanze alle prossime elezioni amministrative.
In mattinata, le modifiche allo statuto e la relazione del segretario Donzel.


La prima novità emersa dal congresso del Partito Democratico valdostano, che si è svolto ieri a Champdepraz, è di natura linguistica/onomastica. Secondo statuto infatti, che è stato modificato per l'occasione, nelle riunioni in sezione e negli atti del partito si potrà usare la lingua francese e il dialetto patois, a patto che tutti capiscano. Anche nel simbolo del partito, al nome in italiano sarà accostata la traduzione "Parti Democratique de la Vallée d'Aoste", per quanto l'acronimo in lingua transalpina non dia risultati felicissimi.

Al di là di altre piccole modifiche statutarie e documenti di impegno ad uso interno al partito, presentati nella mattinata, il lavoro del congresso si è concentrato soprattutto sulla necessità di prepararsi alle prossime elezioni regionali. Già sul fondo della sua relazione, il segretario Raimondo Donzel invita a "aggregarsi sui contenuti e lavorare assieme perché in Valle cambi profondamente la linea di condotta politica". Frase che anticipa la presentazione, nel pomeriggio, di un documento diviso in dieci grandi punti programmatici e sottoposto agli altri rappresentanti del centrosinistra, invitati per l'occasione.

Le proposte sono state discusse per la prima volta, superficialmente, durante una "tavola rotonda" nel tardo pomeriggio. Gli argomenti vanno dal lavoro, alla partecipazione politica nella nostra regione, poi c'è un punto sugli enti locali, uno sul welfare e una proposta schematica di riforma istituzionale dell'amministrazione regionale. Infine c'è spazio anche per l'ambiente, infrastrutture, istruzione, autonomia e sviluppo economico.

Su quest'ultimo tema Donzel sottolinea la necessità "di far capire agli imprenditori che la strada per concorrere e competere è quella delle regole certe". Cultura, quella delle regole, che mancherebbe alla maggioranza di governo: "per la costruzione di rifugi in montagna – afferma Donzel - non esiste un piano regolatore, per cui un privato per poterne aprire uno deve rivolgersi ad una commissione, presieduta direttamente dal presidente della Giunta Augusto Rollandin".


di Lorenzo Piccinno





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MessaggioInviato: Mar Dic 13, 2011 4:52 pm    Oggetto:  
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Citazione:
La Valle d’Aosta di domani:
le proposte aperte del Partito Democratico

Il documento politico e programmatico approvato all’unanimità dall’Assemblea regionale
del PD il 10 dicembre a Champdepraz e che abbiamo offerto alla discussione di tutti


La peggiore crisi economica della storia del paese e l’epilogo del Berlusconismo si sommano al livello più basso di credibilità e di fiducia dei cittadini nella politica. E’ una situazione esplosiva che potrà risolversi solo con una forte discontinuità di governo e stili della politica. Vale per il paese e vale per la nostra Regione. Al PD della Valle d’Aosta e alle altre forze politiche che si riconoscono nei valori del centrosinistra e dell’autonomismo-progressista è affidato il compito di ricuperare fiducia e proporre ai cittadini un progetto politico capace di ridare speranza e di ricostruire un tessuto civile e sociale più sereno e positivo. E’ un compito che il PD è pronto ad assumersi per la sua storia e il suo presente ricco di contributi di creatività, passione e competenza che sono le chiavi di questa ricostruzione.
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Una ricostruzione che sarà difficile e che deve partire dal lavoro e dalle terribili conseguenze sociali che questa crisi ci impone. L’inadeguatezza del governo Berlusconi, l’ostilità programmatica della destra nei confronti del welfare, delle tutele del lavoro, dei diritti civili, dello sviluppo sostenibile e dei beni comuni ha debilitato la rete di protezione e di garanzie dei cittadini proprio nel momento in cui ve ne era più bisogno. Senza la benché minima politica di redistribuzione del reddito la destra ha aumentato il debito, blandito l’evasione fiscale, tagliato le risorse ai comuni, ignorato la sofferenza delle imprese e dedicato energie e il tempo delle istituzioni in leggi “ad personam” e posizionamenti ideologici. Peggio non potevano fare. Di qui la strada obbligata che ha portato al governo Monti e all’urgenza di un manovra per riallineare i conti pubblici e fermare a tempesta finanziaria che si era abbattuta sull’Italia, con gravissime conseguenze anche nella nostra Regione Autonoma. La manovra che si profila è molto pesante; al PD è affidato il doppio compito di assumersi la responsabilità del Paese nel suo complesso e correggere quanto più possibile la manovra, per renderla più equa. Senza questo punto fermo difficile parlare di ripresa e di crescita futura. Oggi si apre uno scenario nuovo per il quale anche dalla Valle d’Aosta deve venire un contributo e un sostegno. Il senso della nostro Autonomia speciale è proprio questo: avere una capacità di anticipare scelte strategiche e contribuire a compierle.

Da noi la situazione è diversa ma non migliore. La rete comunitaria e di welfare del nostro territorio, grazie all’Autonomia e alla relativa ricchezza delle nostre famiglie, ha retto meglio di altre realtà. Ma la crisi sta facendo emergere i nodi strutturali e i punti di debolezza della Valle d’Aosta. La nostra economia è debole e sostanzialmente dominata dal settore pubblico e para pubblico, l’isolamento strutturale da “orgogliosa isola felice” ci sta trasformando in un deserto senza rapporti e relazioni; le famiglie fanno sempre più fatica a reggere il disagio economico dei figli disoccupati e degli anziani non autosufficienti; il turismo, l’agricoltura, l’artigianato, l’industria, la cultura fanno sempre più fatica ad evolvere a crescere. Su tutto pesa una maggioranza regionale che gestisce l’amministrazione pubblica con l’arroganza di chi non ha una visione strategica o un progetto almeno a medio termine e si affida alla tattica o alla forza per raggiungere l’obiettivo del giorno. Come l’ultimo governo Berlusconi si tira a campare fino alla più vicina scadenza elettorale. In queste condizioni il rischio è di relegare la nostra Autonomia ad uno scudo bucato dietro il quale ci si trincera mentre i processi ci attraversano. Occorre reagire e far ripartire una dinamica positiva dell’Autonomia che sappia aumentare la nostra capacità di relazione e valorizzare le migliori qualità della nostra esperienza comunitaria. Per fare questo occorre partire da noi stessi. Da noi stessi come comunità. Da noi stessi come forze che credono in uno sviluppo positivo della nostra Regione. Occorre essere credibili non solo per le cose che si dicono ma anche per lo stile con il quale le si dicono, per i comportamenti, per il rinnovamento e l’innovazione del fare quotidiano. Ma soprattutto per la concretezza delle proposte e il rapporto con il proprio territorio. E’ la riforma del nostro “modo” di fare politica che può aprire spazi nuovi di fiducia. Ed è la fiducia dei cittadini la risorsa prima per poter cambiare e “ricostruire”. Per questo il PD si fa carico, per la sua parte, di fare una proposta. Una proposta innanzitutto di contenuti:

1- L’emergenza lavoro.
La cassaintegrazione, la mobilità, i licenziamenti mordono duro anche in valle d’Aosta. L’industria è certamente il settore più esposto. Ma la chiusura di molte aziende agricole, soprattutto zootecniche e il turnover molto elevato ma a saldo invariato di moltissime microimprese artigiane dice che la situazione è generalizzata. Fa fatica anche il settore turistico: anche qui nonostante leggi di settore per favorire nuove attività o ampliamenti i dati non sono confortanti. In questa fase non possiamo perdere neanche un posto di lavoro. Ecco perché il Pd si batte per stabilizzare il lavoro precario pubblico: perché il ricorso a questa forma di lavoro da parte dell’Amministrazione regionale è stato eccessivo nel tempo e di fatto non rispondeva a esigenze di temporaneità. La maggior parte di queti lavoratori svolge un’attività indispensabile e eguale a coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato.

A - Il PD ribadisce il suo NO all’esternalizzazione quasi totale del settore della cantieristica idraulico forestale, sia per le modalità con cui è stata compiuta a scelta, sia per la tempistica;
B - Il PD chiede un percorso di regole e di graduatorie per gestire il personale a tempo determinato, anche per le partecipate pubbliche;
C - il PD chiede con urgente di procedere alla stabilizzazione ovunque sia possibile, come nel caso dell’USL, dove è continuamente annunciata e ma i attuata;
D - In ogni settore vanno introdotti meccanismi premianti per tutte le aziende che assumono, in particolare coloro che assumono a tempo indeterminato o confermano le assunzioni stagionali o allungano la durata dei tempi determinati.
E - Nell’Amministrazione pubblica e nelle partecipate regionali il sistema contrattuale deve rispondere a principi di equità: a parità di prestazione occorre omogeneità di trattamento tra ti e td.

2. Il “costo” e il “valore” della politica rappresentativa e partecipata in Vda. Dignità e credibilità delle istituzioni passano attraverso un ricupero di trasparenza e di equità del fare politica a tutti i livelli. I costi vanno diminuiti, privilegi e agevolazioni tolte ma anche le funzioni dei diversi ruoli vanno riviste. Dopo quella dei costi occorre una riforma della democrazia in Valle d’Aosta che sappia ridare dignità al servizio della politica ma anche protagonismo ai cittadini, agli organi di rappresentanza e alla società civile organizzata. Inoltre la vitalità della società civile, la sua capacità di elaborazione critica e il protagonismo dei cittadini nella vita pubblica della nostra regione sono la condizione necessaria per far ripartire la Valle d’Aosta. Essa infatti può sperare in un futuro solo se lo cerca e lo determina unitariamente. Per questo partecipazione, riconoscimento del valore e dell’autonomia della società civile, assunzione di responsabilità collettiva, strumenti di democrazia diretta devono essere pensati in un progetto di liberazione collettiva delle energie. Basta con le consulte di rappresentanza nominata da chi dovrebbero controllare.

2.1 Abolizione di tutti i benefit ai consiglieri regionali (proposta già depositata);

2.2 riduzione dei compensi per i consiglieri regionali che hanno altre rendite da lavoro o pensione superiori a 20.000 euro (proposta già depositata)

2.3. Riduzione del numero degli Assessorati a sei e divieto di Assessorati tecnici (Proposta già depositata)

2.4. riduzione del numero dei consiglieri regionali a 29(proposta già depositata);

2.5. Abolizione dei vitalizi;

2.6. Le consulte siano nominate o elette dal basso e non dal Consiglio regionale come sua emanazione;

2.7. valorizzazione delle forme di partecipazione democratica dei cittadini già previste dall’ordinamento regionale (petizioni e referendum).

3. La centralità degli enti locali. Il cuore del successo dell’alta coesione sociale della nostra comunità sono i comuni. Vero e proprio perno del Federalismo nella nostra Regione. Essi non possono diventare semplici terminali dell’amministrazione regionale ma devono attrezzarsi, secondo il principio di sussidiarietà, per essere affrontare il cambiamento che abbiamo di fronte. Più autonomia degli enti locali rispetto alla regione, più risorse per il territorio, più protagonismo delle comunità locali.

A - Accorpamento delle funzioni dei piccoli Comuni a livello di vallata, con un Comune di riferimento;
B - Revisione dell’accentramento dei servizi nelle Comunità montane, con possibilità di sinergie nuove fra Consorzi di Comuni omogenei e superamento delle Comunità montane attuali.

4. Un nuovo welfare centrato sulla persona e sul terzo settore. In questo scenario di crisi è paradossale che la risorsa principale della coesione sociale, ovvero il terzo settore, sia sotto stress per il restringimento delle risorse pubbliche messe a loro disposizione. La cooperazione sociale, il volontariato, l’associazionismo sono i “sarti” del sociale. Coloro che ricuciono gli strappi, riallacciano relazioni e aprono vie di uscita dl disagio. Reimmaginare il welfare a partire dal principio di coesione sociale significa reinvestire sul terzo settore e sulla centralità della persona e della famiglia nel processo di assistenza socio-sanitaria.

A - Urgente canalizzare risorse verso la progettualità emergente nel terzo settore, senza interferire con la spontaneità del volontariato;
B - Sostegno alle famiglie numerose e in difficoltà;
C - Maggiore differenziazione nelle soglie di reddito previste per l’accesso gratuito o a costi ridotti dei servizi; revisione dei parametri dell’IRSE.


5. La riforma dell’Amministrazione Regionale e delle sue Istituzioni, degli enti locali e delle aziende collegate. Basta con gli annunci di sburocratizzazione e riorganizzazione che si ripetono ogni anno. Regole, regole e ancora regole per battere il clientelismo latente. Invece di depotenziare i diritti attraverso una contrattazione sempre più local/aziendale, bisogna riaffermare quelle norme che premiano la meritocrazia, come le assunzioni per concorso, e le norme oggettive per la mobilità; e quelle che garantiscono ai precari, attraverso l’istituzione di graduatorie permanenti.

A - Riduzione dei posti a tempo determinato attraverso percorsi di stabilizzazione
B - Regolamentazione tramite graduatorie per l’accesso ai posti a tempo determinato che tutelino i lavoratori che operano da più anni in modo consecutivo
C - Regole basate su anzianità e titoli per la mobilità del personale del comparto unico.
D - Riduzione del numero dei componenti dei CdA delle Società Partecipate regionali;



6.L’ambiente, è il cuore della Valle d’Aosta. Ambiente, salute, sviluppo sostenibile e turismo possono essere visti, per le caratteristiche della nostra regione, come un comparto omogeneo. Per questo occorre sviluppare politiche unitarie ed integrate capaci di avviare davvero un progetto di abbattimento dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata, tutelando il territorio come un bene culturale, sociale ed economico, sostenendo tutte le nuove tecnologie per lo sviluppo sostenibile ed infine sviluppando politiche di contenimento dei costi dell’offerta turistica e di incremento della qualità.

A. L’acqua come bene pubblico deve essere utilizzato con ricadute per l’intera collettività, avendo sempre presente che l’ambiente è il motore del turismo e quindi del nostro sviluppo economico;
B. L’aria analogamente in una regione turistica va salvaguardata per la salute dei propri cittadini e per l’immagine della regione: occorre investire in prevenzione e misure di salvaguardia.
C. il territorio va curato e protetto: la crescita delle foreste e la riduzione delle aree coltivate, impone un ripensamento generale dell’utilizzo degli spazi.

7. Lo sviluppo economico della regione: impresa, innovazione e autonomia. La micro e piccola impresa valdostana è il motore del nostro sviluppo, in tutti i settori, agricolo, artigiano, edile, industriale, e turistico. Va liberata da condizionamenti e rigidità e va sostenuta nel suo sforzo di riqualificazione, di internazionalizzazione dei mercati di riferimento e di innovazione.

7.1 Più sostegno nello start up, con un alleggerimento ulteriore delle pratiche burocratiche;

7.2, L’Amministrazione deve offrire più servizi per giustificare la mole del suo apparato;

7.3. Più politiche pubbliche sui nodi strutturali del tessuto economico del nostro territorio: mobilità delle merci, innovazione, formazione del personale, accesso al credito…

8. Infrastrutture per il futuro e piccole opere per rilanciare il presente. La questione delle infrastrutture viarie è la questione del futuro. Aeroporto, autostrada, ferrovia, trasporto pubblico sono una emergenza assoluta. Dall’altro lato occorre rilanciare l’economia di territorio attraverso un piano regionale di piccole opere di miglioramento urbano e geografico capace di far ripartire una economia di prossimità. Bisogna concentrare le risorse su queste priorità in un patto fra impresa, sindacati e istituzioni capace di garantire efficacia, efficienza, trasparenza e ricaduta reale sul tessuto economico.

A - subito l’elettrificazione anche a tappe della tratta Ivrea Aosta, con l’obiettivo di arrivare a Pré-Saint-Didier;
B - biglietto unico elettronico per tutti i mezzi di trasporto pubblico sul territorio valdostano;
C - ridurre i pedaggi autostradali per tutti i valdostani, anche attraverso viacard che consentano un determinato numero di spostamenti, tenendo conto del reddito;
D - abbattere i costi di gestione dell’Aeroporto.

9. Istruzione, Cultura e Università
Nessuno sviluppo, in particolare quello rispettoso dell’ambiente e innovativo, è possibile senza un salto di qualità nel livello medio di istruzione e cultura di un popolo.

A - Riprendere lo sforzo di innovazione che la scuola valdostana, in particolare quella primaria, ha saputo esprimere in passato, anticipando spesso riforme sul piano nazionale;
B - Liberare risorse culturali verso enti che non siano emanazione dell’Amministrazione regionale: la libertà è il presupposto della cultura;
C - Sostenere da subito un piano di sviluppo dell’Università verso i settori ambientale, scientifico e turistico, in sinergia con le Università dell’Arco alpino, per una grande Università della Montagna (Unica al mondo) e non limitarsi agli aspetti edilizi.

10. Autonomia territoriale.
La politica regionale non può essere schiacciata dalle logiche nazionali. Il nostro territorio deve poter esprimere liberamente la sua sensibilità. L’allineamento alla destra di Berlusconi, la ricerca di amicizie nell governo monti esprimono una subalternità culturale, mascherata dal ricorso all’ideologismo autonomista. Per questo le scelte di un territorio non possono essere condizionate in modo platealmente interessato da modelli e governi nazionali.

Mettiamo a disposizione le nostre proposte concrete per la discussione, il confronto e la condivisione con tutte le forze politiche e con tutti cittadini non solo del centrosinistra, ma anche autonomisti o liberali che vogliano costruire un’alternativa al modello “autoritario” di centrodestra che si è imposto in Valle d’Aosta. In particolare alle forze politiche, che con noi condividono la fatica dell’opposizione in Regione e in comune ad Aosta, chiediamo uno sforzo in più: mettere da parte particolarismi e ideologie e localismi e disegnare, con coraggio un percorso nuovo, credibile e partecipato.


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