Indice del forum

AREA DEMOCRATICA

BLOG: http://www.areademocratica.blogspot.com/

PortalPortale  blogBlog  AlbumAlbum  Gruppi utentiGruppi utenti  Lista degli utentiLista degli utenti  GBGuestbook  Pannello UtentePannello Utente  RegistratiRegistrati 
 FlashChatFlashChat  FAQFAQ  CercaCerca  Messaggi PrivatiMessaggi Privati  StatisticheStatistiche  LinksLinks  LoginLogin 
 CalendarioCalendario  DownloadsDownloads  Commenti karmaCommenti karma  TopListTopList  Topics recentiTopics recenti  Vota ForumVota Forum

Macelleria messicana e bresciana...
Utenti che stanno guardando questo topic:0 Registrati,0 Nascosti e 0 Ospiti
Utenti registrati: Nessuno


 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> GIUSTIZIA, LEGALITA', ETICA
PrecedenteInvia Email a un amico.Utenti che hanno visualizzato questo argomentoSalva questo topic come file txtVersione stampabileMessaggi PrivatiSuccessivo
Autore Messaggio
carmelo.pace







Età: 49
Registrato: 04/01/07 12:34
Messaggi: 265
carmelo.pace is offline 

Località: Chàtillon
Interessi: Tutto quello che mi piace
Impiego: CIGS


MessaggioInviato: Ven Lug 20, 2007 9:05 am    Oggetto:  Macelleria messicana e bresciana...
Descrizione:
Rispondi citando

Sp@zioGiovani
- una generazione per la Margherita -
Non inviare in ML "catene di San Antonio".
(Un solo messaggio al giorno, per favore) Grazie.
Archivio pubblico dei messaggi:
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Genova, sei anni dopo (da Gianni Alioti)



G8 a Genova_per non dimenticare


I testimoni, i giornalisti, ora anche i poliziotti
parlano di "macelleria messicana". Ma gli studenti
delle medie, fuori dall'aula di esame, chiedono: Cos'è
successo? E quando?


di Concita De Gregorio


Il 21 luglio, fra poco, saranno sei anni. Gli anni
passano in fretta, i giorni molto meno. C'è un ragazzo
tedesco, faceva il violoncellista prima di quella
notte, che mi scrive ancora. Quasi tutte le settimane.
Se non fosse di disturbo mi scriverebbe tutti i giorni
- dice. Ci siamo conosciuti al pronto soccorso
dell'ospedale di Genova, lui era in corridoio su una
barella e diceva che le costole quando si rompono
fanno il rumore dei fiammiferi spezzati, un rumore
piccolo e secco. Di Nancy Beai, Vancouver, ho
conservato l'indirizzo.


Di Misha il numero di telefono. A Isabel ho rispedito
a casa, Granada, la sua copia del Don Chisciotte.
L'avevo raccolta da terra quasi senza accorgermene,
quella notte alla scuola Diaz, e senza accorgermene
l'ho tenuta in mano tutto il tempo, stanza dopo
stanza, fuori per strada, all'ospedale fino all'alba.
Non ci voleva molto a capire cosa stesse succedendo a
Genova, quella notte. Non ci volevano sei anni,
bastavano sei minuti. Non bisognava essere draghi per
capire con chi stesse parlando al telefono senza sosta
Roberto Sgalla, il portavoce di Gianni De Gennaro
allora e fino a ieri capo della polizia. De Gennaro
non c'era è vero. Già questo è un fatto: la decisione
di non esserci. Ma non aveva perso il treno, di certo
non aveva impegni più rilevanti del G8. L'Italia è uno
strano Paese. Un Paese barocco, dove contano più le
parole dei fatti. Le dichiarazioni, le smentite, le
querele, le interrogazioni parlamentari. Gli anatemi,
le urla. I fatti svaniscono in fretta, si dimenticano.
Su un cartello della scuola Diaz c'era scritto
"please, don't clean up the blood", non lavate questo
sangue.


Siccome mi sembrava di non aver scritto tutto, nelle
cronache da Genova, ho raccolto la memoria che restava
in un diario e l'ho intitolato così: "Non lavate
questo sangue". Era il giorno dopo la morte di Carlo
Giuliani. Ho rivisto Mario Placanica, il carabiniere
che sparò. Ha sposato una ragazza energica di nome
Sveva, che gli ha dato un figlio, le medicine che gli
servivano per curarsi dalla depressione e l'idea di
scrivere un memoriale e farselo pagare dal miglior
offerente, all'asta. Qualcuno lo pubblicherà.

Placanica è pieno di rancore, dice che l'hanno usato e
poi buttato. Dice che l'hanno zittito e poi
abbandonato. Anche quella di zittire - con le minacce,
la denigrazione, la calunnia, il ricatto - è una
passione nazionale. Quelli che continuano a parlare,
se quel che dicono è scomodo, vengono presto
derubricati da testimoni a fanatici, squilibrati,
estremisti.


Lorenzo Guadagnucci è un giornalista economico del
gruppo Monti, Nazione Resto Del Carlino, un
ambientalista gentile di modi ed esperto nel suo
lavoro. Dormiva alla Diaz,

l'hanno massacrato insieme agli altri. Quando è uscita
la sua cronaca di quei giorni - precisa e lucidissima
- in molti sussurravano, poveretto, non c'è da
credergli, è rimasto scioccato e non sta bene. A
parlare di Genova, per un paio d'anni chiamavano solo
da Rifondazione comunista, come se raccontare quel che
si era visto fosse diventato una forma di militanza
politica. Poi, certo, c'è stato l'11 settembre, tutto
è cambiato, è passato tanto tempo. Si tace sempre di
più, leggere oggi le dichiarazioni del poliziotto
pentito che dice "fu una macelleria messicana" è
davvero impressionante: speriamo che non facciano
passare per depresso o per comunista anche lui.
Qualcuno ogni tanto si ricorda.

Si affacciano le nuove generazioni, e chiedono. Genova
cosa?, diceva uno in un capannello di quattordicenni -
uno col giornale in mano - fuori dall'aula dell'esame
di terza media. Genova quando? Loro sei anni fa ne
avevano otto, vedevano i cartoni. Nei quadri appesi
alle pareti della scuola il risultato dell'esame non
c'è scritto. Buono, ottimo, sufficiente: non si dice
più. È per la legge sulla privacy. Tutti uguali,
pazienza se spariscono meriti e demeriti, sacrifici e
leggerezze. Tutti uguali, privacy scritto in inglese,
silenzio. Qualcuno sussurra all'orecchio i risultati,
dice che li ha visti sulla scrivania della preside, ma
non ci sono prove. Meglio che stia zitto.


fonte "L'espresso"



Postilla

Quel giorno, prima del massacro alla Diaz, subito dopo
le prime violente cariche al corteo, nel momento che
passava lo spezzone composto dai giovani della FIM, da
oltre un centinaio di cislini, da alcune Ong genovesi
impegnate nella cooperazione internazionale o nella
tutela delle persone con handicap (tra cui ragazzi in
carrozzella), anche io come Concita ho raccolto per
terra qualcosa, tenendola in mano per ore. Era una
bandiera della CISL di Vicenza, che porta ancora i
segni di una violenza intenzionale e premeditata
“contro i pacifici”.

Quella bandiera la conservo gelosamente nel ricordo
sia di cose, persone e speranze calpestate a Genova,
insieme alla democrazia, sia di Beppe Benetti che dal
cielo ci sorride.

_________________
Carmelo Pace


Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Adv



MessaggioInviato: Ven Lug 20, 2007 9:05 am    Oggetto: Adv






Torna in cima
giorgio








Registrato: 06/01/07 01:27
Messaggi: 4558
giorgio is offline 

Località: Aosta




MessaggioInviato: Dom Apr 15, 2012 6:25 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Trentotto anni di prove distrutte e depistaggi
così un pezzo di Stato ha coperto i bombaroli

La stagione delle inchieste sulla strategia della tensione si chiude con un bilancio fallimentare. Ma ci lascia in eredità alcune certezze storiche: le condanne mancate parlano dell'inquietante presenza di reti di solidarietà occulte

di BENEDETTA TOBAGI

FORSE non ve ne siete resi conto, ma ieri mattina, quasi in sordina, si è chiusa un'epoca. Per quanto sopravviva una flebile speranza di nuove inchieste, ieri a Brescia nella sostanza (resta solo il ricorso in Cassazione) si è chiusa, con bilancio fallimentare, la pluridecennale stagione delle inchieste giudiziarie per le bombe della "strategia della tensione".

La strage di Brescia gode di un triste primato: nessun condannato. "Me l'aspettavo" è il commento più frequente al dispositivo della sentenza d'appello. Realismo comprensibile, ma non per questo meno tremendo. Quanto è terribile essere preparati a qualcosa di inaccettabile sotto il profilo etico, civile e semplicemente umano? Non aspettarsi più condanne per una strage di matrice politica che ha ucciso 8 persone: 5 insegnanti attivi nel sindacato, 2 operai, un ex partigiano. Un microcosmo specchio dell'Italia che pacificamente lottava, lavorava e sperava, in piazza della Loggia per una manifestazione antifascista e in piazza ucciso dall'ennesima bomba neofascista (con buona pace dei "negazionisti" di casa nostra, questo è accertato). Mentre l'Italia inorridiva davanti alla carneficina, il luogotenente per il triveneto dell'organizzazione terroristica Ordine Nuovo, Carlo Maria Maggi, arringava i suoi "soldati": "Brescia non deve rimanere un fatto isolato". Assolto: ma siano noti a tutti i suoi reiterati proclami stragisti, nell'Italia dove le stragi sono accadute per mano di individui che l'hanno fatta franca.


Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!
Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!

_________________
Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!
Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!

«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta»
Nuto Revelli
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> GIUSTIZIA, LEGALITA', ETICA Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
Non puoi allegare files in questo forum
Puoi scaricare files da questo forum





AREA DEMOCRATICA topic RSS feed 
Powered by MasterTopForum.com with phpBB © 2003 - 2008