Indice del forum

AREA DEMOCRATICA

BLOG: http://www.areademocratica.blogspot.com/

PortalPortale  blogBlog  AlbumAlbum  Gruppi utentiGruppi utenti  Lista degli utentiLista degli utenti  GBGuestbook  Pannello UtentePannello Utente  RegistratiRegistrati 
 FlashChatFlashChat  FAQFAQ  CercaCerca  Messaggi PrivatiMessaggi Privati  StatisticheStatistiche  LinksLinks  LoginLogin 
 CalendarioCalendario  DownloadsDownloads  Commenti karmaCommenti karma  TopListTopList  Topics recentiTopics recenti  Vota ForumVota Forum

GLADIO
Utenti che stanno guardando questo topic:0 Registrati,0 Nascosti e 0 Ospiti
Utenti registrati: Nessuno


 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> SPAZIO DEMOCRATICO
PrecedenteInvia Email a un amico.Utenti che hanno visualizzato questo argomentoSalva questo topic come file txtVersione stampabileMessaggi PrivatiSuccessivo
Autore Messaggio
giorgio








Registrato: 06/01/07 01:27
Messaggi: 4558
giorgio is offline 

Località: Aosta




MessaggioInviato: Lun Mar 19, 2012 4:38 pm    Oggetto:  GLADIO
Descrizione:
Rispondi citando

la Stampa 17.03.2012 ha scritto:
AOSTA-SCELTO DALLA REGIONE PER LA SOCIETA' RAV
Nel Cda dell'autostrada Monte Bianco un esperto di intelligence
e dirigente dell'associazione degli ex di Gladio

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!

Soldati americani nelle strade irachene


Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!

La nomina di Omar Vittone fa discutere le forze politiche. Ha lavorato anche nelle basi di Iraq e Afghanistan. Esperto di intelligence, 42 anni, una laurea alla Cattolica di Milano, ha lavorato nelle basi militari di Iraq e Afghanistan e, soprattutto, è referente di Piemonte e Valle d'Aosta dell'Associazione volontari Stay Behind che raggruppa gli ex appartenenti a Gladio, la celebre e discussa organizzazione segreta messa in piedi per arginare un'ipotetica invasione di forze del blocco sovietico.

E' il curriculum di Omar Vittone, 42 anni, di Verrès, nominato ieri dalla giunta regionale valdostana consigliere di amministrazione della Rav (Raccordo autostradale valdostano). La scelta sta suscitando polemiche politiche, perché già nel 2004 la Regione Valle d'Aosta preferì, per migliorare la sicurezza del Palazzo regionale, un ex di Gladio: il generale Paolo Inzerilli, ex comandante dei Servizi segreti militari e alla guida di Gladio per dodici anni.
stefano sergi



La Stampa aosta 18.03.2012 ha scritto:
Politica in subbuglio, il pdl: eravamo all'oscuro. tensioni anche nell'uv
Parla Omar Vittone: "Sono pronto a rinunciare al posto nel cda Rav"
Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!

Omar Vittone, 42 anni, di Verrès.
Ha lavorato nelle basi di Iraq Afghanistan e Libano. E' un esperto di Intelligence. L'esperto di Intelligence parla delle polemiche sulla nomina nella società autostradale e dei suoi rapporti con gli ex appartenenti a Gladio

"Se qualcuno vuole polemizzare lo faccia, io non ho niente da commentare" dice Omar Vittone il giorno dopo la sua nomina nel Cda della Rav. Il suo arrivo ai vertici dell’autostrada del Monte Bianco non è passato inosservato e dal mondo della politica - di opposizione ma anche di maggioranza - sono molti a manifestare perplessità per il suo profilo di esperto di Intelligence con esperienze in Iraq e Afghanistan e di dirigente dell’associazione che riunisce gli ex Gladio, la celebre organizzazione paramilitare.
"I rapporti costruiti a Roma da parte di Augusto Rollandin e di persone a lui vicine sono abbastanza singolari" commenta Roberto Louvin. Ma dubbi arrivano anche dal Pdl: "Nessuno sapeva nulla - dice Alberto Zucchi -, abbiamo appreso da La Stampa". Peraltro non mancano le critiche interne all’Uv: «La nomina - dice Luciano Caveri - è andata a una persona estremamente discutibile». Vittone, in questi giorni in Guinea, non si scompone: "Voglio lavorare per il bene della Valle d’Aosta. Se questo non è gradito, sono pronto a fare un passo indietro".


daniele mammoliti stefano sergi


Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!
Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!

_________________
Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!
Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!

«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta»
Nuto Revelli
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Adv



MessaggioInviato: Lun Mar 19, 2012 4:38 pm    Oggetto: Adv






Torna in cima
giorgio








Registrato: 06/01/07 01:27
Messaggi: 4558
giorgio is offline 

Località: Aosta




MessaggioInviato: Lun Mar 19, 2012 4:43 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Oltre ai partigiani bianchi, aderiscono ai Comitati di Resistenza Democratica almeno due stranieri: John Mc Caffery Junior, figlio dell'uomo che nel 1943-45 guidò da Ginevra i servizi segreti inglesi in Italia, ed Edward Philip Scicluna, che durante la guerra fu paracadutato tra i partigiani come ufficiale di una missione inglese, e divenne poi capo della "divisione lavoro" della Commissione Alleata in Piemonte. Nel 1970 Scicluna era direttore generale della Fiat Agency and Head Office a Malta.

Già nel 1970, dunque, si preparavano due diversi piani per spostare a destra l'asse politico italiano, quello più brutale che faceva capo a Valerio Borghese e l'altro, più raffinato e internazionalmente presentabile, che faceva capo a Sogno, ad Andrea Borghesio, a John Mc Caffery e Edward Scicluna. Aderirono anche alcuni intellettuali, molti dei quali successivamente presero le distanze dal progetto, nel frattempo divenuto eversivo.

Il movimento fu presentato in pubblico il 20 giugno 1971, all'indomani delle elezioni amministrative parziali del 13 giugno, che videro l'affermazione dell'estrema destra. Dichiarò Sogno:

"Si avvicina il momento in cui sono necessarie soluzioni che non rientrano più nella meschinità del calcolo e del dosaggio politico ordinario, il momento in cui fatalmente prevale chi sa concepire una comunità più ricca di motivi ideali, una società fondata su valori morali più generosamente e generalmente sentiti".

Nell'ottobre 1971 "un gruppo di medaglie d'oro della Resistenza e della guerra di liberazione iscritte alla Federazione Italiana Volontari della Libertà" firmò un appello contro i "frontismi estremi" e a favore di Edgardo Sogno. Sempre nell’ottobre 1971 nacque la rivista "Resistenza Democratica" che aveva come editore il "gladiatore" Enzo Tiberti, che durante la Resistenza aveva combattuto nelle Brigate Garibaldi, era stato iscritto al Pci fino al 1948, aveva aderito alla Gladio il 9 agosto 1960 e all'interno della struttura segreta aveva seguito corsi di "propaganda". Il primo numero della rivista uscì a gennaio 1972, con le firme di Massimo De Carolis, Aldo Cucchi, del generale Sabatino Galli e di vari altri.

Il 28 febbraio 1972 si svolge un'altra manifestazione, al teatro Odeon di Milano; oltre all'onorevole Simonacci e al massone Aldo Cucchi, c'è il solito Massimo De Carolis con un socialdemocratico emergente: Paolo Pillitteri. Tra le adesioni quella della "divisione Valtellina di Grosotto". Qualcuno, e il giornalista Gianni Flamini tra essi, si chiede se in sala non vi fossero anche il generale Giuseppe Biagi e Carlo Fumagalli.

_________________
Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!
Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!

«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta»
Nuto Revelli
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
giorgio








Registrato: 06/01/07 01:27
Messaggi: 4558
giorgio is offline 

Località: Aosta




MessaggioInviato: Lun Mar 19, 2012 4:45 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Nel frattempo si riavvicina a Sogno anche Luigi Cavallo, che aveva collaborato con lui negli anni cinquanta alla guida di "Pace e Libertà", un'organizzazione di cui ancora oggi probabilmente si conosce solo una parte dell'attività. Sogno riannoda i contatti anche con l'ex comandante partigiano Enrico Martini Mauri, che durante la guerra era stato a capo dei "fazzoletti azzurri", formazioni partigiane "autonome e apolitiche".

L'ambiente vicino a Sogno tende, intanto, a mutare fisionomia: una parte dei partigiani si allontana, mentre si fanno più strette le frequentazioni con militari che condividono la cosiddetta "idea Ricci", cioè il proposito di cambiare la Costituzione e di opporsi ad una eventuale avanzata delle sinistre anche con la forza. Sogno stabilisce contatti con Orlandini e con altri appartenenti al Fronte Nazionale, pur senza sciogliere i Comitati di Resistenza Democratica. Il 24 settembre 1973, all'indomani del golpe del generale Pinochet in Cile, dirà in una conferenza al Centro sociale liberale: "Nel caso del Cile è ingiusto e disonesto accusare i militari di aver ucciso la democrazia".

Più chiaramente, dirà il 17 novembre a Milano: "In momenti come questi non possiamo lasciare il nostro destino e quello dei nostri figli nelle mani di politici di mestiere che hanno perso il senso della storia e si sono rassegnati al peggio. Nei momenti decisivi per questo Paese noi abbiamo sempre avuto piccole minoranze, uomini singoli che sono intervenuti e che hanno assunto la responsabilità della guida morale e delle grandi decisioni. Di fronte alla situazione in cui stiamo scivolando, l'intelligenza e il mestiere politico non sono più sufficienti. [...] La ripresa di un cammino ascendente nello sviluppo economico, sociale e politico del Paese è impossibile senza una rottura della continuità con l'attuale regime, senza una radicale modificazione dell'attuale quadro politico e senza il totale ricambio dell'attuale classe politica".

È questo il periodo nel quale i rapporti tra Sogno e Cavallo si fanno più stretti. D'altro canto il medico torinese Andrea Borghesio, vecchio amico politico e personale di Sogno, e che, in questa veste, ha partecipato fin dall'inizio alle riunioni del Comitato di Resistenza Democratica, è anche membro della giunta piemontese del Fronte Nazionale al quale aderisce, tra gli altri, Salvatore Francia.

_________________
Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!
Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!

«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta»
Nuto Revelli
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
giorgio








Registrato: 06/01/07 01:27
Messaggi: 4558
giorgio is offline 

Località: Aosta




MessaggioInviato: Lun Mar 19, 2012 4:58 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Omar Vittone
Io sono io e la mia circostanza

C’è un detto, francese, assai noto: à la guerre comme à la guerre. E vuol dire solo che non si può andare in guerra preparati come ad una passeggiata di primavera. Così è, da sempre. Ignorare una semplice verità come questa non è solo un errore, è da irresponsabili. In particolare per un governo che invia in guerra non i suoi deputati (comodamente e giustamente assisi sui loro scranni), e neppure i suoi ministri, ma quella gente un poco bistrattata che porta il nome arcano e antico del soldato.

Già, il soldato. Le nostre società, da tempo, hanno rimosso il rapporto con la violenza, tramutandolo in un semplice tabù. Ma il gioco dei tabù non cancella le realtà che sotto di esso continuano ad esistere e inquietare la vita reale degli uomini. Insomma, la violenza rimane, ad ardere e brulicare nella storia, anche se noi facciamo finta di non vederla. E la storia, ci piaccia o no, continua a tingere il suo talamo dei colori della violenza. Non solo di essi, per fortuna: la storia ha nella sua tavolozza le tinte diverse del dialogo, della pace, della comprensione, degli alti ideali che uniscono gli uomini. Ma tutto questo non cancella anche la sfumatura bruna che ad essa viene data dalla violenza, dalla guerra e dal conflitto, con cui spesso la storia ama dipingere il suo quadro. Anzi, la violenza ha il potere eccezionale di cancellare tutti gli altri colori: questo la rende più potente di ogni altra potenza e proprio per questo non si può fare a meno di avere consapevolezza della sua natura originaria e radicale.

Il soldato è quell’uomo, quel cittadino, che più di tutti ha fatto suo il compito di sapere usare, gestire e dominare la violenza. Ecco perché il soldato non è un selvaggio e nella sua semplice esistenza si deve riconoscere il tratto di superiorità di una civiltà che non solo sa che la violenza è inevitabile, ma pure ha coscienza del fatto che essa deve essere usata, misurata, controllata e infine spenta in modo ordinato quando di essa non si abbia più bisogno. Una società che non sappia più l’arte del soldato, che non sappia più entrare in contatto con la violenza ed esercitare l’atto erculeo del suo dominio, rischia di essere imbelle, cioè di uscire fuori dalla storia.

Questo è proprio lo stato della nostra società. Ne è dimostrazione il fatto che il soldato ormai vi appare solo con le vesti azzurre del poliziotto (magari dell’ONU) o con la blusa fiacca e ipocrita del portatore di pace. Come se per portare la pace occorressero i fucili e i blindati. La verità è che noi andiamo alla guerra negando la guerra. Ed è proprio per questo che, come tutti gli illusi, siamo afflitti dal senso di colpa e dalla perturbante consapevolezza di una sconfitta annunciata. Non è questo che ci affligge ogni volta che dobbiamo combattere? Non ci affligge forse il dubbio che la nostra battaglia debba essere persa ancora prima di iniziare, che la sconfitta ci perseguiti sin dalla prima mossa? Forse l’Occidente non sa più l’antica arte della violenza, il più pericoloso e il più grande degli arcana imperii.

In Afghanistan, come in Iraq, si combatte una guerra. Non si tratta di ricostruire, ma di vincere. Non si tratta neppure di andare a fare la pace con il nemico (opera per cui basterebbero i tavoli di trattativa e non occorrerebbero, arcigni, i soldati). Quando un governo invia i suoi soldati sul campo lo fa perché sa che la guerra ha bisogno dei militari, e non degli ingegneri e dei medici, perché sa che il conflitto ha bisogno di essere condotto con la logica spietata del campo di battaglia. Quale questa logica? Il nemico deve essere vinto, con esso non si può discutere.


Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


Foto del profilo di Omar Vittone
Omar Vittone - 10 agosto 2011
Nel cuore gli USA non la VALLE.

_________________
Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!
Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!

«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta»
Nuto Revelli
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
giorgio








Registrato: 06/01/07 01:27
Messaggi: 4558
giorgio is offline 

Località: Aosta




MessaggioInviato: Mar Mar 20, 2012 4:14 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Wikipedia ha scritto:
Organizzazione Gladio in Italia
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!

Organizzazione Gladio.

Gladio era un'organizzazione clandestina di tipo "stay-behind" ("stare dietro", "stare in retroscena") promossa dalla NATO per contrastare una possibile invasione dell'Europa occidentale da parte dell'Unione Sovietica e dei paesi aderenti al Patto di Varsavia, attraverso atti di sabotaggio e di guerriglia dietro le linee nemiche. La NATO era preoccupata del fatto che l'Unione Sovietica fosse nettamente superiore sul piano delle armi convenzionali, per cui non si poteva sperare di sconfiggere l'Armata Rossa in un conflitto diretto senza ricorrere all'uso delle armi nucleari.

Malgrado in Italia Gladio sia propriamente utilizzato in riferimento solo alla "stay-behind" italiana (o, secondo alcuni, la principale e più duratura tra diverse stay-behind che operarono in Italia), il termine è stato applicato dalla stampa anche ad altre operazioni di tipo stay-behind. Durante la guerra fredda, quasi tutti i paesi dell'Europa occidentale organizzarono reti stay-behind sotto controllo NATO.

L'esistenza di Gladio, sospettata fin dalle rivelazioni rese nel 1984 dal membro di Avanguardia Nazionale Vincenzo Vinciguerra durante il suo processo, fu riconosciuta dal presidente del Consiglio italiano Giulio Andreotti il 24 ottobre 1990, che parlò di una "struttura di informazione, risposta e salvaguardia".

Gladio, la strategia della tensione e le ingerenze estere in Italia

Dopo la divulgazione del segreto, coincidente approssimativamente con la dissoluzione dell'Unione Sovietica e con la conseguente fine della guerra fredda, pur non esistendo nulla di accertato, sono state fatte molte ipotesi sulle relazioni intrattenute da questa organizzazione, o da parti deviate di essa, con l'eversione di destra o di sinistra o con attentati o con tentativi di colpo di stato avvenuti in Italia. Già precedentemente si era comunque parlato di tale organizzazione (ne parla per esempio Moro nel suo memoriale scritto nel 1978 durante i giorni della prigionia), e la sua esistenza era comunque ovviamente nota nell'ambito dei vertici politici, dei ministri competenti, dei vertici militari e dei servizi segreti.

Nel 2000 il rapporto del Gruppo "Democratici di Sinistra-L'Ulivo", stilato in seno ad una Commissione parlamentare, concludeva che la strategia della tensione era stata sostenuta dagli Stati Uniti d'America per "impedire al PCI, e in certo grado anche al PSI, di raggiungere il potere esecutivo nel paese", identificando anche i Nuclei per la Difesa dello Stato non come un gruppo autonomo, ma come una delle operazioni portate avanti da Gladio con questi scopi.



Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!

_________________
Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!
Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!

«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta»
Nuto Revelli
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
giorgio








Registrato: 06/01/07 01:27
Messaggi: 4558
giorgio is offline 

Località: Aosta




MessaggioInviato: Dom Apr 08, 2012 6:46 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

L'Italia e l'Europa hanno già vissuto momenti come questo. Sono i periodi che hanno sempre rappresentato il terreno fertile per la nascita degli autoritarismi. E' in momenti come quello che stiamo attraversando che i cittadini avvertono maggiormente il bisogno di ordine e moralità , fino a spingersi a chiedere a gran voce l'uomo forte. In un clima come questo, ogni tentativo di dare nobiltà all'impegno politico e alla partecipazione della gente, in forme vecchie o nuove, è destinato a fallire sul nascere.

Credo che tutte le persone che hanno a cuore il "bene comune", indipendentemente dalle loro idee politiche, in questo momento debbano unirsi per respingere l'attacco che è in corso contro la democrazia. Quella che è in atto non è una rivoluzione progressista contro il degrado politico e sociale del paese, è pura reazione. Solo se vinceremo questa battaglia culturale, potremo confrontarci, con la "gente", su proposte di partecipazione originali e innovative. Altrimenti non faremmo altro che dividere ulteriormente il fronte della resistenza. Cambiare la politica si può e si deve, come pure cambiare il Paese, con concetti nuovi di equità, giustizia sociale e partecipazione.

Se non vogliamo perdere il sogno di una società migliore, bisogna prima vincere la battaglia culturale contro l'egemonia individualista e qualunquista della destra. Allora e solo allora, sarà possibile un confronto collettivo sulle nuove regole che devono tenere insieme la nostra comunità. Nessuna riforma, anche la più innovativa e intelligente, può avere una possibilità di successo se non è frutto del coinvolgimento della società. Per questo, prima, dobbiamo creare le condizioni per aprire un confronto civile, democratico e partecipato.

_________________
Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!
Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!

«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta»
Nuto Revelli
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> SPAZIO DEMOCRATICO Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
Non puoi allegare files in questo forum
Puoi scaricare files da questo forum





AREA DEMOCRATICA topic RSS feed 
Powered by MasterTopForum.com with phpBB © 2003 - 2008