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Elezioni. Distensione tra Pd e Alpe.
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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Lug 16, 2010 9:16 pm    Oggetto:  Elezioni. Distensione tra Pd e Alpe.
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La Stampa 16 Luglio 2010 ha scritto:
Ritorno di fiamma tra Alpe e Pd

Finite le tensioni avute in campagna elettorale arrivano segni distensivi
«Intesa sui contenuti»
AOSTA


Toh, chi si rivede: Pd e Alpe seduti attorno allo stesso tavolo. Dopo la rottura dell’Alleanza autonomista progressista e le tensioni nell’ultima campagna elettorale, i due movimenti si sono ritrovati ieri (durante la sospensione per il pranzo del Consiglio regionale) uniti in una conferenza stampa per contestare quelli che considerano i frutti dell’intesa tra i movimenti autonomisti e le forze di centrodestra: «La crisi economica – dice il segretario del Pd, Raimondo Donzel – ha messo in difficoltà la giunta regionale che ha cercato di rafforzarsi avvicinandosi al governo» nella speranza, secondo Gianni Rigo, «di superare il patto di stabilità» e «recuperare finanziamenti». Il risultato però, sempre secondo Rigo, non è stato quello sperato: «La manovra e il federalismo fiscale stanno sottraendo risorse alla Valle. La giunta dirà che stiamo facendo sacrifici per salvare l’economia italiana e che in cambio abbiamo avuto il via libera alle grandi opere. Ma si tratta di progetti che non esistono, perché i soldi per realizzarle non ci sono». Una convinzione condivisa dall’Alpe: Albert Chatrian cita i Vanzina e sostiene che «sotto il vestito delle grandi opere non c’è niente», mentre per Giuseppe Cerise «è stato confezionato un pacco vuoto con tanto di fiocco», alludendo anche al progetto della linea ferroviaria Aosta-Martigny, «già bocciata in passato dalla Svizzera».

L’unità di intenti mostrata da Pd e Alpe segna così un nuovo capitolo nella lunga storia di amore-odio che ha caratterizzato gli ultimi anni dell’area progressista e di quella autonomista del Galletto. I primi segnali erano già arrivati in Consiglio comunale ad Aosta, dove i due movimenti hanno mostrato una rinnovata intesa su diversi temi, ultimo quello della «manovrina» criticata dalla democratica Giuliana Ferrero e dall’esponente dell’Alpe Dina Squarzino. Ma la prudenza è massima e nessuno vuole sentir parlare di ritorno di fiamma. Patrizia Morelli, del Galletto, puntualizza che la conferenza stampa convocata insieme «è un’iniziativa dei gruppi consiliari regionali, presa senza aver consultato le segreterie politiche». Una collaborazione su temi precisi e non un’intesa strategica, quindi. Almeno per ora, visto che sia il Pd sia l’Alpe si scambiano segnali di apertura reciproca: «Ci sono momenti – dice Rigo – in cui le forze di minoranza devono provare a usare un linguaggio comune per far capire all’esterno quali sono le difficoltà che in questo momento minacciano la Valle d’Aosta. Non è il caso di parlare di intese a effetto, ma c’è una condivisione sui contenuti». E Giuseppe Cerise si sbilancia: «Lo abbiamo detto altre volte e lo ribadiamo: per l’Alpe il Pd è l’interlocutore privilegiato».
DANIELE MAMMOLITI



Patrizia Morelli, del Galletto, puntualizza che la conferenza stampa convocata insieme «è un’iniziativa dei gruppi consiliari regionali, presa senza aver consultato le segreterie politiche»

In questo periodo le mie assenze dal partito - dovute a motivi di salute - non mi permettono di ribattere o commentare questo articolo di Daniele Mammoliti. Posso però convenire con lei che la conferenza stampa è stata tenuta senza consultare le segreterie politiche. Se questo è un tentativo di ritornare a collaborare con i "fuoriusciti" dal Pd e che si riconoscevano nell'AAP e nel Galletto, credo che il Pd, almeno quello che si riconosce in AREA DEMOCRATICA, rappresentata anche politicamente da questo forum, avrà qualche problemino al suo interno. Speriamo in un veloce chiarimento.

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Ultima modifica di giorgio il Ven Dic 28, 2012 9:44 pm, modificato 3 volte in totale
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MessaggioInviato: Ven Lug 16, 2010 9:16 pm    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Lug 18, 2010 11:35 am    Oggetto:  
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AostaSera.it 15/07/2010 ha scritto:
Politica
“L’accordo sulle grandi opere è un pacco vuoto con il fiocco”
Aosta -
Prove di dialogo fra Partito Democratico e Alpe.
L’occasione è offerta da una conferenza stampa organizzata congiuntamente dalle due forze politiche sull’intesa siglata a Roma fra Berlusconi e Rollandin sulle grandi opere.

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Conferenza stampa Alpe e Pd

"L'accordo sulle grandi opere, siglato venerdì scorso dal presidente della Regione Rollandin e dal premier Berlusconi, è un pacco vuoto con il fiocco che serve solo a distogliere l'attenzione dei valdostani dai veri problemi della Regione". E' questa la tesi di fondo che oggi, giovedì 15 luglio, i consiglieri del Partito Democratico e Alpe hanno voluto illustrare congiuntamente ai giornalisti, quasi una prova di dialogo fra due forze politiche che si sono confrontate duramente nel corso delle ultime elezioni comunali.

"Sotto il vestito non c'è nulla" - accusa Albert Chatrian, dell'Alpe. "L'accordo quadro firmato a Roma - precisa - prevede che il Governo debba reperire le risorse per la realizzazione della funivia del Monte Bianco, pari a oltre 140milioni di euro. Ma la manovra di assestamento approvata oggi in Consiglio regionale stanzia oltre 40milioni di euro per la stessa opera. Ma allora chi mette i soldi?".

"Né ospedale, né metrò, né la riconversione della Testafochi hanno stanziamenti concreti. Quella che doveva essere la politica delle grandi opere si è già trasformata in interventi di piccolo cabotaggio" prosegue Raimondo Donzel, del Partito Democratico. Fra le grandi opere rientra anche il collegamento ferroviario fra Aosta e Martigny, ma come conferma Pino Cerise, Alpe, "già nel 2000 la confederazione elvetica si era espressa contro e non esiste nemmeno uno studio di fattibilità".

Per le due forze di centro sinistra, il punto che spiega tutto è l'accordo che unisce le forze autonomiste, e Union Valdotaine in testa - e il Popolo della Libertà. "Manovra e federalismo fiscale - dice Gianni Rigo del PD - stanno invece sottraendo risorse alla Valle. Ci racconteranno che stiamo facendo sacrifici per salvare l'economia del Paese, ma in cambio abbiamo avuto le grandi opere. Però sono progetti che non esistono perché non ci sono i soldi".

Sulla, possibile, ritrovata intesa fra PD e Alpe, i consiglieri regionali delle due forze politiche non si sbilanciano, ma non smentiscono. "Non abbiamo consultato le segreterie per questa conferenza stampa" dice Patrizia Morelli, Alpe. "Ci sono momenti in cui i partiti che hanno valori comuni possono offrire interpretazioni comuni sui problemi della Valle d'Aosta", aggiunge Gianni Rigo. Braccia tese anche da Giuseppe Cerise: "Il PD continua ad essere il nostro interlocutore privilegiato".

di Domenico Albiero

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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Lug 18, 2010 12:59 pm    Oggetto:  
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La Stampa 18 Luglio 2010 ha scritto:
L’eterno ritorno del cesarismo

Chi è il «Cesare» che compare nei discorsi dei faccendieri, degli affaristi e degli altri personaggi dell’ultimo scandalo politico? Secondo una prima dichiarazione dei carabinieri, si tratterebbe di Berlusconi. Quest’attribuzione è sembrata subito verosimile perché il nome di Cesare, con la sua reminiscenza di scuola, può esprimere anche una ingenua adulazione o una deferente ironia. Ora invece si dice che si riferisce a Previti. Ma trovo maldestro, anche da parte di dilettanti, mettere in circolazione un nome di persona reale. Poco importa. Quello che gli interessati non sospettano è che il riferimento a Cesare e il sostantivo che gli viene associato - cesarismo - hanno una lunga storia nell’interpretare un fenomeno politico che è antico ma che ritorna sempre. La domanda importante oggi quindi non è chi è il «Cesare» di cui si parla, ma se è in atto una forma di cesarismo politico e quali sono i suoi tratti caratterizzanti.

Il Giulio Cesare storico in questa storia conta, ma relativamente. Ciò che è davvero importante è il modello di comportamento che gli viene attribuito e che attraversa i secoli. Sinteticamente è il modello del «dittatore democratico». Cesare era amato dal popolo e affossatore di fatto, in suo nome, della antica repubblica che diceva di volere salvare.
Ma i due termini «dittatore democratico» sono chiari soltanto in apparenza. Cambiano infatti profondamente di senso quando sono applicati al tempo della repubblica romana in via di transizione verso l’impero. O quando vengono ripresi sistematicamente nell’Ottocento in riferimento a Napoleone III, a Bismarck e persino, di riflesso, al nostro Cavour.

Nessuno di questi politici è stato propriamente un dittatore. Neppure l’imperatore dei francesi, che a metà dell’Ottocento è stato oggetto di una letteratura politica sterminata che ha rilanciato alla grande il tema del cesarismo (nel suo caso interscambiabile con bonapartismo). I tre nomi citati sono di uomini politici di grande statura. Hanno subito naturalmente stroncature feroci - come quella di «Cesare il piccolo» affibbiata al Bonaparte da Victor Hugo. Ma di Cesari grandi e piccoli ce ne sono stati tanti. Anche al tempo delle dittature novecentesche: basti ricordare i busti di Mussolini fisiognomicamente confusi con il profilo idealizzato di Cesare. In realtà però ha poco senso parlare di cesarismo fascista, perché in esso si perde l’elemento essenziale: il riferimento alla democrazia, che Mussolini certamente non voleva.

Questo è il punto: il cesarismo è uno stile di governo (non un regime) che, insediato in un sistema democratico preesistente, tende a forzare o a rifunzionalizzare le istituzioni esistenti in senso autoritario ma senza negarle, anzi volendo creare la «vera democrazia». Lo strumento centrale è un rapporto nuovo e diretto con il «popolo». Non a caso il concetto associato al fenomeno cesaristico è anche populismo.

Nei primi due decenni del Novecento Max Weber, facendo un bilancio della fine della democrazia liberale e spingendo lo sguardo in avanti, parlava di «tendenza cesaristica della democrazia di massa». Cesarismo e democrazia di massa sono dunque strettamente legati. Poi Weber ha insistito (forse troppo) sugli aspetti personali carismatici eccezionali della leadership cesaristica. Noi oggi più realisticamente riteniamo che il cesarismo del nostro tempo conti di più sulla potenza della comunicazione di massa e dei mezzi mass-mediatici che non sulle (presunte) doti carismatiche personali del leader. Si tratta di un mutamento di prospettiva decisivo.
Rimane essenziale il rapporto con il popolo. Ma chi è il popolo del Cesare storico? È la plebs acclamante ma anche un gruppo consistente di amici, collaboratori, mediatori, clientes e senatores del regime precedente. Il popolo del Cesare contemporaneo è il popolo-degli-elettori che lo votano, è il popolo mediatico monitorato con strumenti demoscopici. Ma anche una solida rete di «amici di Cesare», insediati non solo nella politica ma soprattutto nella «società civile». In questo senso il cesarismo è davvero popolare.


«Gli amici di Cesare» (compresi i leader di altri partiti che gli sono «amici» prima ancora che «alleati») surrogano di fatto il partito tradizionale. Il «partito del popolo» infatti ha la funzione esclusiva di mettergli a disposizione consenso e risorse. Offre personale esecutore, realizzatore, implementatore delle idee del leader. Non deve sollevare problemi, tanto meno competizioni o alternative interne. Il partito del leader cesaristico è, o meglio deve essere, assolutamente unitario. Deve attendere e sostenere le soluzioni dei problemi ipotizzate dal leader. Se queste non si realizzano la colpa è delle opposizioni che le ostacolano o degli ambiziosi disturbatori interni al partito che non sono più «amici». Ma soprattutto la colpa è del sistema istituzionale - in particolare giudiziario - che frena e boicotta. Da qui l’inderogabile necessità della riforma delle istituzioni che non si presenta come sovversiva (anche se retoricamente si sente «rivoluzionaria») ma come loro sistematica forzatura sempre al limite della legalità costituzionale.

Mentre scriviamo questo sistema sta entrando in una fase di turbolenza inedita. C’è chi da mesi ne prevede la fine. Personalmente - come analista - sarei cauto.
Gian Enrico Rusconi


Credo che i peones del Pd valdostano leggeranno questo articolo con molta attenzione. Stralciati dovutamente i passaggi che riguardano direttamente l'interessato Silvio Berlusconi e gli affari della politica nazionale, l'attenzione qui verrà dovutamente rivolta al senso specifico che Gian Enrico Rusconi ha dato al suo articolo: "il fenomeno del cesarismo". I partiti di sinistra hanno una specificità che è esattemente contraria a quelli della destra. Le decisioni al loro interno vengono tutte discusse. Una per una, ed è per questo che per la sinistra rimane sempre più difficile governare. Ma una volta che la decisione è stata presa, sicuramente essa avrà tutti i crismi della democraticità e sarà rispettata. Lo stesso Norberto Bobbio ci detta questi principi indicando che la destra è quel partito che non ha bisogno di certi passaggi democratici. Chi vuol intendere intenda oppure a buon intenditore poche parole, come diceva tanto tempo fa il nonno...

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MessaggioInviato: Mer Mag 04, 2011 7:37 pm    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 04/05/2011 10:32 ha scritto:
REGIONI: CONSIGLIO; PATRIZIA MORELLI CAPOGRUPPO ALPE
(ANSA) - AOSTA, 4 MAG - P
atrizia Morelli e' il nuovo capogruppo di Alpe al Consiglio regionale della Valle d'Aosta, mentre Alberto Bertin ed il nuovo vice capogruppo. Succedono rispettivamente a Roberto Louvin e Giuseppe Cerise, che ricoprivano l'incarico da inizio legislatura e che si sono dimessi per consentire la rotazione di meta' mandato e favorire ''la crescita del gruppo in termine di esperienze''.

L'ufficializzazione e' avvenuta in apertura dell'adunanza del Consiglio Valle, convocato per oggi e domani, nel corso della quale il presidente, Alberto Cerise, ha ricordato la beatificazione di Giovanni Paolo II. ''La Valle d'Aosta - ha detto - non dimentichera' mai questo Papa che ha amato le nostre montagne e i loro silenzi, la nostra gente e le nostre tradizioni e che ha voluto condividere con noi, per dieci anni, le sue vacanze estive''. (ANSA).


(ANSA) Data: 04/05/2011 15:34 ha scritto:
REGIONI: VDA; MORELLI, DISPONIBILE A CONFRONTO CON TUTTI
(V.'REGIONI: CONSIGLIO; PATRIZIA MORELLI...' DELLE 10.32)
(ANSA) - AOSTA, 4 MAG -
''Assicuro la mia disponibilita' a collaborare con uno spirito di apertura in un'ottica di confronto con tutti i gruppi e tutti i colleghi''. Sono le prime parole pronunciate in aula da Patrizia Morelli subito dopo l'ufficializzazione della sua nomina a capogruppo di Alpe.

Nel precisare che Alpe e' la forza politica valdostana ''piu' rosa perche' oltre al capogruppo lunedi' una donna sara' eletta segretario del partito'', Patrizia Morelli ha aggiunto: ''Assumo questo ruolo con grande serenita', ottimismo e determinazione''. Congedandosi da capogruppo, Roberto Louvin ha commentato: ''Il vento che oggi soffia dentro il nostro partito ha una dominante femminile e di questo ne siamo felici perche' e' un segno di partecipazione e di modernizzazione per la comunita' valdostana tutta''.

(ANSA).

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Le dominanti all'interno dell'Alpe, gentile Roberto Louvin, sono ben altre. Non nascondetevi dietro ad un dito femminile...

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MessaggioInviato: Lun Mag 09, 2011 1:07 am    Oggetto:  
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La Stampa 08.05.2011 ha scritto:
POLITICA. URNE APERTE FINO ALLE 20
Alpe, sarà sfida all’ultima scheda per l’elezione del segretario “rosa”


Bisognerà attendere il pomeriggio di domani per conoscere il nome del nuovo segretario dell’Alpe. Dopo gli otto incontri sul territorio, durante i quali è stato possibile votare tra le candidate Chantal Certan e Cleta Yeuillaz (già 500 le schede conteggiate finora), oggi gran finale per l’elezione diretta introdotta dall’ultimo congresso del Galletto. Tre i seggi allestiti e aperti dalle 10 alle 20: ad Aosta nella sede di via Trottechien; a Courmayeur al Jardin de l’Ange; a Pont-Saint-Martin in via Chanoux. Le operazioni di voto, però, si concluderanno solo alle 15 di domani, limite orario entro il quale verranno prese in considerazioni le preferenze arrivate per corrispondenza.

Pronostici nessuno ne fa e tra le fila dell’Alpe c’è aria di incertezza. A condizionare il voto, aperto a tutti gli iscritti (circa 800) e ai simpatizzanti del movimento, è la domanda che in queste settimane è circolata più di altre: quanto peserà e cosa cambierà la vittoria di una o dell’altra candidata?

Il presidente dell’Alpe, Carlo Perrin, durante la presentazione ufficiale di queste «primarie» atipiche ha sottolineato il fatto che «la linea politica del partito è stata già decisa dal congresso, per di più all’unanimità». Le stesse protagoniste hanno evitato di mettersi in contrapposizione l’una contro l’altra, complici anche storie e radici politico-culturali molto simili tra le due. Tanto che la vecchia contrapposizione tra la pattuglia degli ex Vallée d’Aoste Vive e gli ex Renouveau è sfumata, con adesioni trasversali sia per Certan, sia per Yeuillaz. In uno scenario del genere potrebbero cercare di far sentire il loro peso specifico Elio Riccarand e l’area ex verde.

Ma, al di là degli equilibri interni, la vera posta in gioco di questa elezione è soprattutto legata alle alleanze per il futuro prossimo. Tradotto: ai rapporti con il Pd. Rimasti soli all’opposizione, Democratici e Galletto non riescono proprio a legare, se non in occasioni estemporanee. Le distanze, in realtà, ci sono e si sono viste anche durante l’ultimo Consiglio regionale, tra iniziative non coordinate e documenti di uno non votati dall’altro. A pesare tra i due partiti c’è quella pattuglia di ex Pd (buona parte degli allora fondatori) trasmigrata nel Galletto in aperta polemica con Raimondo Donzel. Si vedrà se per trovare il bandolo della matassa gli iscritti riterranno più adeguati i modi spicci e sanguigni di Chantal Certan o le doti diplomatiche riconosciute a Cleta Yeuillaz, sostenuta proprio dagli ex democratici ora nell’Alpe.



Personalmente non credo che il problema dei rapporti - non certamente idilliaci tra Pd e Alpe - sia da imputare ai fugggiaschi ex Pd. Penso che anche i media abbiano sopravvalutato questa sparuta pattuglia. E a quanto pare...anche i "signori" dell'Alpe, sembra... non abbiano poi così tanto apprezzato "politicamente" la presenza di questo gruppetto. Al di là delle modalità di convenienza e del primo clamore creato ad arte per la vicinanza temporale di elezioni, sembra che anche l'Alpe abbia valutato il peso specifico assai modesto di questi personaggi.

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MessaggioInviato: Mar Mag 10, 2011 4:26 pm    Oggetto:  
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La Stampa 10.05.2011 ha scritto:
POLITICA. YEUILLAZ BATTUTA DI 96 VOTI
Alpe, Certan eletta segretario

“Dobbiamo ripartire dalla grande partecipazione”.
Mano tesa al Pd


AOSTA
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La base dell’Alpe consegna a Chantal Certan, 40 anni vice sindaco di St-Christophe, la guida del partito. Ha vinto con 374 voti il confronto con Cleta Yeuillaz, che si è fermata a quota 278, nell’elezione diretta per l’incarico di segretario politico del Galletto. Niente finale al fotofinish, ma un distacco di quasi cento preferenze su un totale di 690 votanti (38 schede annullate). «Sono molto contenta - dice Certan subito dopo lo spoglio delle schede, terminato alle 18 - soprattutto per la grande partecipazione da parte degli iscritti e dei simpatizzanti, che già si era evidenziata durante le due settimane di incontri sul territorio. Questo è di certo un punto fermo da cui ripartire, un buon auspicio per Alpe e un segno che c’è grande voglia di rinnovamento».

Cleta Yeuillaz riconosce la sconfitta e garantisce: «Non farò mancare il mio impegno a servizio dell’Alpe, continuerò a lavorare per l’unità del movimento, che rappresenta una valida alternativa per i cittadini che chiedono un cambiamento». Anche Yeuillaz sottolinea «l’alta partecipazione al voto e l’interesse che si è manifestato attorno a noi nelle serate che abbiamo organizzato in vista dell’elezione».

Ora la palla passa però a Chantal Certan: «Questo voto dimostra che, come diceva il nostro slogan, Alpe c’è. Ora però bisogna passare ai fatti e lavorare sui contenuti». Accanto a lei, ai vertici del partito, il presidente Carlo Perrin e il Consiglio direttivo. Manca ancora l’Esecutivo, che sarà composto da sette persone che saranno nominate dal direttivo, più un rappresentante degli eletti in Consiglio regionale, uno del Consiglio comunale di Aosta e uno dei restanti enti locali, oltre agli stessi Certan e Perrin. «Il quadro - annuncia il neo segretario - si completerà entro l’inizio della settimana prossima». Proprio Perrin commenta: «Dall’assemblea costitutiva del febbraio 2010 al congresso dello scorso 5 marzo si è delineata la strada dell’Alpe che in un anno è maturata e ha preso consistenza». Certan conferma: «E’ stato un anno molto positivo, necessario per porre la basi di un movimento nato da poco e che sta crescendo bene. E’ arrivato il momento di cambiare marcia».

Un voltare pagina che si traduce anche, secondo il neo segretario, in una rafforzata unità interna: «Io non vedo l’Alpe come una sigla nella quale ci sono spezzoni “incollati”, anzi. La mia stessa candidatura ha ricevuto l’appoggio esplicito di persone provenienti da storie politiche diverse e questo dimostra che davvero siamo un soggetto nuovo». Un pensiero va poi ai rapporti con le altre forze: «Siamo disponibili a confrontarci con tutti, ma è ovvio che il dialogo si concentrerà soprattutto con le forze che hanno dato vita all’Alleanza autonomista progressista». Si riapre il dialogo con il Pd? «Non è una questione di riapertura, ma semmai di lavorare insieme, soprattutto in modo complementare. Non possiamo fare le stesse cose ed è giusto che ognuno difenda la propria identità. Da parte mia c’è la totale disponibilità per costruire qualcosa insieme».

"374 schede di preferenza". "E’ il risultato di Certan.
Per Yeuillaz 278 voti su 690, 38 le schede annullate"



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MessaggioInviato: Ven Mag 13, 2011 4:36 pm    Oggetto:  
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La Stampa 13.05.2011 ha scritto:
Aosta
Politica, Alpe e Pd rafforzano l’intesa

«Lavorare insieme, in modo complementare». Chantal Certan, subito dopo la sua elezione a segretario dell’Alpe, aveva lanciato questo messaggio al Pd. E dalla sponda del Partito Democratico risponde Raimondo Donzel che accompagna gli auguri «di un buono e proficuo lavoro» all’auspicio «che la collaborazione tra i due movimenti prosegua per il bene della Valle d’Aosta».Segnali dunque di distensione, anche se Donzel sottolinea che «la strada è già stata tracciata in Consiglio Valle, in Consiglio comunale ad Aosta e a livello di segreterie».


Se son rose fioriranno, se son spine pungeranno. In questa regione, tra conflitti politici, alleanze spurie e richieste di nuove tessere all'Uv, ormai abbiamo poche chance per scalfire o affondare la "corazzata rossonera", se non fosse che siamo degli inguaribili ottimisti. Serve da parte di tutti una riflessione approfondita, ma sopratutto quello che cerchiamo è uno slancio verso una vera svolta nella ricerca di veri modelli di informazione. Se non ora quando?



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MessaggioInviato: Sab Mag 14, 2011 6:46 pm    Oggetto:  
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AostaSera.it 13/05/2011 ha scritto:
Incontro tra Alpe e Unione per il Trentino
Aosta - I due gruppi si ritroveranno domani a Trento per dare vita ad "una nuova ed
importante collaborazione tra due esperienze politiche che hanno molto in comune".
All’incontro prenderà parte anche il Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Dellai.


Dimostrare che l’Autonomia non è un privilegio, ma una responsabilità. Con questo obiettivo Alpe e “Unione per il Trentino” si ritroveranno domani, sabato 14 maggio, a Trento, "per dare vita ad una nuova ed importante collaborazione tra due esperienze politiche che hanno molto in comune: innanzitutto, la caratterizzazione territoriale, l’opposizione ad ogni forma di populismo (leghista e berlusconiano), la collaborazione con le forze progressiste e riformiste."

La delegazione di Alpe sarà guidata da Carlo Perrin e Chantal Certan e composta dal Vicepresidente del Consiglio regionale Albert Chatrian, dai consiglieri regionali Roberto Louvin e Giuseppe Cerise e da altri rappresentanti del consiglio direttivo. Per l’Unione per il Trentino, saranno presenti i responsabili della segreteria politica (Vittorio Fravezzi, Giorgio Lunelli e Mauro Gilmozzi), l’intero gruppo consiliare provinciale e il presidente dell’Upt, Adriano Paoli.
All’incontro prenderà parte anche il Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai.
di Redazione Aostasera


Mer Feb 09, 2011 11:01 pm ha scritto:
Luis Durnwalder: "Bolzano non festeggerà l'Unità d'Italia"

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La Provincia Autonoma d Bolzano non parteciperà ai festeggiamenti per i 150 dell'Unità d'Italia e la conferma è nelle parole del presidente della giunta provinciale altoatesina Luis Durnwalder: "Non mi sembra il caso di festeggiare e posso dire che non è una questione etnica e non vogliamo offendere nessuno. I 150 anni per noi non rappresentano soltanto Garibaldi ed i moti di fine Ottocento ma ci ricordano la separazione dalla nostra madrepatria austriaca.
8 febbraio 2011
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Non sapevo che i miliardi che riceve la provincia di Bolzano da Roma fossero "oppressivi". Potrebbero sempre rifiutarli se gli fa tanto schifo l'italia e invece li intascano. Vedo che Durnwalder non e' cambiato. Quelli della SVP si confermano dei beceri nazionalisti, sempre pronti a chiedere all'Italia diritti senza doveri. Una cosa sono i rispettabili sentimenti privati degli altoatesini di lingua tedesca, un'altra i doveri istituzionali della Provincia di Bolzano. E anche adesso credo che non ricevono nemmeno un centesimo di meno, semmai qualcosa di più. Per questo che non credo che se ne andrebbero tanto volentieri con l'Austria, dove dovrebbero iniziare a mantenersi da soli. Per me alla fine dell'anno fiscale intonerebbero tutti in coro : "Los von Wien! Chissà cosa pensano i maggiorenti e gli storici dell'Union Valdotaine? Per loro non è una questione di soldi, se lo fosse visto come sono finanziati adesso dovrebbero essere dei patrioti italiani da fare invidia a Garibaldi. Il punto è che non si sentono italiani, si sentono francesi, e in effetti fino a qualche centinaio d'anni fa lo erano, con noi non ci azzeccavano proprio niente. Ma oggi.....

Ma oggi....

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Foto: I presidenti (da sinistra) Günther Platter, Luis Durnwalder e Lorenzo Dellai (r.)
con i collaboratori dell'ufficio comune dell'Euregio Matthias Fink (indietro), Birgit Oberkofler
e Elena Alberti all'inaugurazione dell'ufficio. (Land Tirol)


...l'Alpe stringe accordi con l'Unione di Lorenzo Dellai, mentre continua il balletto degli Autonomisti tra baschi e fiamminghi di destra, verdi arcobaleno e ora appunto con i centristi di Dellai vicini all'Udc di Casini. Ci dica l'Alpe cosa effettivamente vuol fare da grande... Ne vogliamo parlare?

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«Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza, come noi della "generazione del Littorio".
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giorgio








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MessaggioInviato: Mer Mag 25, 2011 12:11 am    Oggetto:  
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Aosta
Politica, Alpe e Pd rafforzano l’intesa.
«Lavorare insieme, in modo complementare».

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Se non ricordo male alcuni giorni fa e precisamente il 13.05.2011 Chantal Certan, subito dopo la sua elezione a segretario dell’Alpe, aveva lanciato questo messaggio al Pd. E dalla sponda del Partito Democratico risponde Raimondo Donzel che accompagna gli auguri «di un buono e proficuo lavoro» all’auspicio «che la collaborazione tra i due movimenti prosegua per il bene della Valle d’Aosta».Segnali dunque di distensione, anche se Donzel sottolinea che «la strada è già stata tracciata in Consiglio Valle, in Consiglio comunale ad Aosta e a livello di segreterie». E oggi su Patuasia leggo “44 gatti”. Aspetto anch’io con trepidazione una smentita da parte di Alpe sul quadretto familiare, fin troppo familiare…

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erika








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MessaggioInviato: Mer Mag 25, 2011 5:41 pm    Oggetto:  DONNE DI VALORE...
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Una bella risposta c'è stata ieri in piazza. Un tavolo con 4 donne di valore per dire di votare si ai referendum di giugno.... da quanto tempo non vedevate un tavolo così rosa?
Ecco l'intervento di Carmela...di cui la stampa non ha riportato mezza riga, come al solito...
NUCLEARE.
Il governo vuole puntare sull’energia nucleare in Italia nonostante il referendum del 1987 che l’aveva rifiutata.
PD-PSI e IDV hanno fin da subito espresso con forza la loro contrarietà al piano di ritorno al nucleare. Lo ripetiamo da mesi e con motivazioni tutt’altro che ideologiche.
Secondo il piano approssimativo del governo dovremmo importare una tecnologia vecchia e non sperimentata, sopportare costi altissimi e per di più incerti, tempi lunghissimi di realizzazione degli impianti senza alcun piano certo di gestione delle scorie radioattive, neppure di quelle nelle centrali non ancora smantellate.
Dopo gli incidenti Chernobyl e Fukushima, poi è chiaro a tutti che l’energia nucleare è una vera minaccia per la salute ambientale e delle persone e un pericolo per le mamme incinte anche a grande distanza dal luogo dell’incidente come dimostra una recente ricerca della Columbia University.
Il governo ora dichiara una moratoria di un anno rispetto al piano del nucleare per distrarre dal referendum, ma noi siamo qui a sostenere le ragioni del SI.
NOI DONNE NON VOGLIAMO METTERE A RISCHIO LA NOSTRA SALUTE E QUELLA DEI NOSTRI FIGLI, MA VOGLIAMO PENSARE AL FUTURO E CHIEDERE CHE SI VADA A VOTARE SI E PUNTARE SULLE ENERGIE RINNOVABILI E SULL’EFFICIENZA ENERGETICA NEL MASSIMO RISPETTO PER L’AMBIENTE.
Il PD della Valle d’Aosta anche in Consiglio regionale ha presentato un’interpellanza per avere garanzie che non ci sia il nucleare nella nostra regione, ma non ci basta, noi vogliamo un impegno da parte del governo regionale contro il nucleare in Italia e per la graduale dismissione del nucleare in Europa. Esistono infatti centrali nella vicina Francia, ma oltre a non voler aggiungere rischio a rischio, quando le energie rinnovabili ci porterebbero ad avere energia fin da subito e a costi minori.
PER QUESTE RAGIONI CHIEDIAMO CHE ANCHE I VALDOSTANI e LE VALDOSTANE VOTINO SI.
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giorgio








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MessaggioInviato: Mer Mag 25, 2011 7:07 pm    Oggetto:  
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POLITICA/1. DODICI COMPONENTI
Scelto l’esecutivo di Alpe Organigramma completo
[R. S.]
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Il segretario Chantal Certan

Dopo il congresso fondativo e le primarie per l’elezione del segretario Chantal Certan, si è completato il quadro delle cariche dirigenziali del movimento Alpe con la nomina dei sette componenti del gruppo esecutivo. Ne fanno parte Andrea Piccirilli (si occuperà di associazionismo e società civile), Sonia Chabod (mondo giovanile), Elio Riccarand (comunicazione), Cleta Yeuillaz (unità territoriali), Leonard Tamone (lavoro ed economia), Loris Sartore (ambiente e territorio), Iris Morandi (cultura).

Fanno parte dell’esecutivo anche Alberto Bertin, rappresentante del gruppo consiliare regionale; Mario Vietti, rappresentante del gruppo consiliare al Comune di Aosta; Raffaella Roveyaz, designata dal gruppo degli eletti nei Comuni, oltre al presidente di Alpe Carlo Perrin e al segretario politico Chantal Certan. «È un altro passo importante nel percorso di Alpe spiega il segretario Chantal Certan -. Nel segno della partecipazione e della condivisione, che sono alla base del nostro modo di intendere e praticare la politica, auspico che esso sappia dare una spinta ulteriore alla nostra crescita».

Quello che mi ha stupito, e dico la verità, è la mancanza di almeno uno della sparuta pattuglia di fuggiaschi del Pd capitanati da Vanni Florio e Roberto Avetrani ed entrati in Alpe alla vigilia delle elezioni. E' probabile che visto l'andazzo che sta prendendo l'Alpe - si vede chiaramente chi è il vincitore interno al movimento - pare che questi signori, apprezzati inizialmente da Roberto Louvin, non abbiano lasciato alcun segno della loro presenza, e che come succede in molti partiti poco propensi ad aprirsi a fattori esterni, siano rimasti là, da dove cercavano di entrare, esattamente....sulla porta!

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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Ago 26, 2011 3:42 pm    Oggetto:  
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(ANSA) Data: 26/08/2011 11:42 ha scritto:
MANOVRA: PARLAMENTARI VDA, PESO SPROPOSITATO SU 'SPECIALI'
(ANSA) - AOSTA, 26 AGO -
''La manovra finanziaria ha un peso spropositato sulle Regioni a statuto speciale. Basta vedere che sono previsti 1.600 milioni di tagli per le regioni ordinarie e 2.000 milioni per quelle a statuto speciale''. Lo hanno dichiarato i parlamentari valdostani - il senatore Antonio Fosson e il deputato Roberto Nicco - che oggi sono stati auditi dalla seconda Commissione del Consiglio Valle proprio per fare il punto sulla Manovra di ferragosto.

''Non c'e' paragone - ha dichiarato Nicco - tra i tagli previsti. Questa manovra rischia di costare 96 milioni alla Valle d'Aosta. Sono pertanto fortemente preoccupato per la ricaduta economica che il provvedimento puo' avere sulle finanze regionali''. ''E' inoltre ridicolo - ha aggiunto Nicco - che per risanare le casse dello Stato si colpiscano i piccoli comuni che sono l'anima della democrazia''. Per Fosson e' ''inaccettabile che la manovra intervenga con decreto su norme di competenza statutaria''. ''Con la manovra - ha proseguito - si va a stravolgere la struttura delle istituzioni''. (ANSA).



(ANSA) Data: 26/08/2011 13:36 ha scritto:
MANOVRA: ALPE-PD, NECESSARIO CONFRONTO POLITICO
(V.'MANOVRA: PARLAMENTARI VDA, PESO SPROPOSITATO..' DELLE 11.42)
(ANSA) - AOSTA, 26 AGO -
''E' necessario un confronto politico sui temi legati alla manovra finanziaria''. Lo sollecitano, in un comunicato congiunto, i gruppi consiliari di Alpe e Partito Democratico al termine della riunione della seconda commissione dedicata all'esame delle possibili ricadute del provvedimento.

''Le perplessita', espresse solo pochi giorni or sono, da autorevoli esponenti della maggioranza rispetto all'urgenza di un dibattito - si legge nella nota - sono state confutate dalla gravita' della situazione, da cui emerge un pesante attacco allo Statuto e alle sue prerogative, come espresso anche dai Parlamentari e dallo stesso Presidente della Regione, che in tal senso ha provveduto ad illustrare emendamenti volti a ripristinare il rispetto delle norme costituzionali''.

Alpe e Pd sottolineano poi che ''in Commissione, al di la' del comune intento di difendere lo Statuto, la maggioranza regionale non ha avuto una posizione uniforme: i rappresentanti di Stella Alpina e Federation Autonomiste non hanno espresso giudizi nel merito complessivo della manovra, mentre posizioni critiche o favorevoli sono state formulate a titolo personale da esponenti di Union e Pdl''. ''Suscita quindi molta perplessita' - prosegue il comunicato - questa confusione nelle fila della
maggioranza, che indebolisce complessivamente la posizione della nostra Regione nei confronti della manovra nazionale, soprattutto poiche' in Commissione e' emersa la necessita' di emendamenti non generalisti ma puntuali su ogni articolo o comma che intacchino le prerogative dell'autonomia''.

''A questo proposito e al fine di fare chiarezza, visto che il primo settembre e' convocata la Conferenza Stato-Regioni, i gruppi di Alpe e Pd - si conclude la nota - hanno formalmente richiesto la convocazione d'urgenza del Consiglio regionale: gli esponenti di maggioranza presenti in Commissione non hanno avallato tale proposta e l'hanno rigettata''. (ANSA).


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giorgio








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MessaggioInviato: Ven Set 23, 2011 7:27 pm    Oggetto:  
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Il comitato Vallevirtuosa
«Un nuovo inizio per la nostra battaglia»
[A. MAN.]
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Al centro Fabrizio Roscio

In strategia si chiamerebbe «manovra a tenaglia». Ma i rapporti di forza non permettono di alzare così tanto il tiro: «Speriamo che chi ha firmato per la petizione torni a farlo per il referendum» dice Fabrizio Roscio, portavoce del Comitato Vallevirtuosa, che ha spiegato i temi che i 15 tecnici del Comitato porteranno domani alla III Commissione regionale, dove si discuterà la petizione con cui 11 mila cittadini hanno chiesto un confronto «serio e reale» tra i diversi scenari per il trattamento finale dei rifiuti e una moratoria all’appalto per il pirogassificatore. A questo fronte, si aggiunge il referendum: la notizia dell’ammissibilità del disegno di legge di iniziativa popolare, per porre limiti al trattamento a caldo dei rifiuti in Valle d’Aosta: «È ancora presto per una valutazione globale - ammette Roscio - ma per noi è di certo un lieto evento, un nuovo inizio della nostra battaglia, con una serie di impegni che dovremo prendere. Vogliamo capire le motivazioni della decisione, poi inizieremo con la raccolta delle firme necessarie». Sarà un processo lungo tre mesi in tutti i Comuni della Valle: «Possiamo contare sul supporto dei consiglieri comunali - dice Roscio - e confidiamo che almeno una persona su due tra chi ha già firmato per la petizione voglia farlo di nuovo per il referendum». Speranze per il passaggio in Consiglio regionale? «Non credo che partiti e movimenti di maggioranza si aspettassero una mobilitazione così massiccia, e nulla è detto. Per noi, sospendere la decisione sarebbe una mossa intelligente». Per Bruno Chaussod, altro esponente di Vallevirtuosa, per la Regione sarebbe «irresponsabile, con un referendum pendente, procedere con l’appalto». Chantal Certan, segretario dell’Alpe, ha espresso «grande gioia per il risultato ottenuto insieme» e ha aggiunto: «Vallevirtuosa è autonomo e indipendente da movimenti e partiti, ma l’Alpe e i suoi aderenti sono al loro fianco per qualsiasi esigenza. Questa decisione è importante perché permetterà una decisione democratica su una questione cruciale per il futuro della Valle e la salute di tutti, prima passata sottotraccia».


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La petizione sul pirogasificatore è arrivata da tempo in Consiglio Regionale, ma chi rispose allora se non Rollandin!? Il titolo è chiarissimo. Oltre 11.000 cittadini hanno presentato una petizione al Consiglio regionale della Valle d’Aosta per chiedere un Confronto tra tecnici sull’opportunità del pirogassificatore in Valle d’Aosta e nel frattempo una moratoria rispetto all’aggiudicazione dell’appalto per consentire una valutazione “serena” della questione. Il Consiglio regionale poi attraverso la III Commissione ha avviato il percorso di esame della petizione con l’audizione dei proponenti e di molti Consiglieri comunali, fra i 56 che hanno firmato la petizione, su cui il Consiglio regionale si esprimerà dando un parere favorevole o meno.

A questo fronte, si aggiunge il referendum. Bella la notizia dell’ammissibilità del disegno di legge di iniziativa popolare, per porre limiti al trattamento a caldo dei rifiuti in Valle d’Aosta! I giornali locali circa un paio di mesi fa anziché riferire questa notizia hanno pensato bene di intervistare il Presidente della Regione il quale, con l’avvallo del Pdl, in barba a oltre 11.000 firme che chiedono una riflessione, ha già risposto che l’opera si farà. Punto. E allora noi ci domandiamo, che ci sta a fare il Consiglio regionale? A cosa servono le petizioni? I cittadini sempre sollecitati a partecipare alla vita democratica, quando lo fanno, non vengono neppure presi sul serio? Ricordate l'ironia sulle 1264 firme raccolte dal Pd sui pedaggi autostradali? L’iter procedurale e democratico del Consiglio regionale viene ridicolizzato e depotenziato. E’ infatti il Consiglio regionale che deve dire se la petizione è accolta o meno. Il Presidente della Regione avrà tempo e modo di dire la sua. Ora il tempo è quello dei cittadini che si confrontano con i loro rappresetanti: A meno che qualcuno non pensi di essere l’Unico rappresentante dei cittadini.

E’ mortificante, però, che anche la stampa locale non abbia rispetto o conoscenza del ruolo delle varie istituzioni. Questo modo di fare danneggia gravemente la democrazia. A questo punto è davvero uno spreco di denaro pagare dei Consiglieri regionali se tanto abbiamo CHI decide e parla per loro! "Ad oggi - sottolinea Fabrizio Roscio del Comitato Rifiuti Zero Valle d’Aosta – siamo arrivati a 11000 firme”. Ad Aosta l’impegno è stato sottoscritto dai candidati dell’Alpe, della Sinistra per la città e dall’Italia dei Valori, mentre nei comuni da esponenti di liste civiche. Anche il Pd-Vda partecipa a questa operazione, anche se questa notizia come al solito non è mai apparsa! Come i precedenti referendum anche questa volta noi non mettiamo il cappello politico ad alcuna iniziativa, non si vuole trarre ipocritamente spiccioli vantaggi quando l'iniziativa è rivolta all'interesse pubblico. A proposito non si capisce bene se i rappresentanti delle liste civiche sono liberi e autorevoli rappresentanti o fanno riferimento a Chantal Certan, segretario dell’Alpe, che ha espresso «grande gioia per il risultato ottenuto insieme» e ha aggiunto (ma guarda un pò!?): «Vallevirtuosa è autonomo e indipendente da movimenti e partiti, ma l’Alpe e i suoi aderenti sono al loro fianco per qualsiasi esigenza.


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giorgio








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MessaggioInviato: Sab Dic 10, 2011 11:09 pm    Oggetto:  
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Patuasia 8 dicembre 2011 ha scritto:

Nonostante i crampi

Eppure bisogna andare avanti. Nonostante i crampi. Lo dobbiamo per chi ci seguirà (in fondo siamo stati più fortunati di coloro che hanno avuto in eredità una guerra). Occorre accantonare il cinismo e dare speranza alle forze che un qualche cambiamento vogliono operare. Si va avanti a piccoli passi. Mi sembra che in Valle i partiti di minoranza comincino a dare una forma al malumore che, seppur nascosto, esiste eccome. In quanto minoranze non incidono minimamente sulle scelte operate dal regime, ma il loro attivismo (era ora!), le loro proposte, la loro criticità verso la gestione del patrimonio collettivo, creano uno spazio di discussione più ampio e prospettive alternative. Nonostante la forte crisi che attraversa la politica, di politica abbiamo bisogno. Mantenere l’attenti, non significa non saper valutare con positività gli interventi più incisivi che, negli ultimi tempi, hanno contraddistinto l’opposizione di Pd e Alpe ( Patusia mi scuserà l'inversione sigle). La prudenza, il guanto di velluto, il passo felpato, hanno lasciato il posto a maggiore sonorità e sicurezza. Forse hanno capito che il loro elettorato è stanco di questo sistema e necessita di una presa di posizione chiara da parte della politica che lo rappresenta. I cittadini hanno dimostrato che sanno fare da soli: la nascita di numerosi comitati, associazioni…, sganciati dai partiti lo testimonia, saper interpretare con fiducia e ottimismo questo tipo di partecipazione diretta, può fare la differenza nella prossima tornata elettorale.



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Sì. bisogna andare avanti Arrow
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MessaggioInviato: Mer Ott 17, 2012 7:27 pm    Oggetto:  
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La Stampa 17.10.2012 ha scritto:
COURMAYEUR
Il caso Roveyaz infiamma Alpe.
Certan difende la candidatura

[C. P.]

È stato il caso Roveyaz a tenere banco nell'ultimo esecutivo di Alpe. Raffaella Roveyaz è candidata come vicesindaco dell'unionista Marco Albarello alle prossime Comunali di Courmayeur. Nel partito c'è chi chiede le sue dimissioni. Come Mario Vietti, altro componente dell'esecutivo: «Sostengo che un dirigente apicale del nostro movimento non può far parte di una lista civica. Lista di cui non discuto la composizione. Per questo motivo ho chiesto a Raffaella di dimettersi, non dal partito, ma dal suo ruolo di dirigente». Ma Roveyaz non si è dimessa. «Vero - ancora Vietti - ma ha detto che ci penserà».

La posizione di Vietti, che non è isolata, ha creato malumori. A non averla presa bene è il segretario Chantal Certan: «Alcuni hanno sollevato una questione di metodo, dicono che avrei dovuto convocare un incontro per affrontare la questione. Ma nel nostro congresso abbiamo deciso per la non ingerenza nelle scelte che si compiono nei paesi, e Courmayeur non fa eccezione. Quello che lascia un po’ perplessi - dice - è che queste cose le si apprendano dai giornali: come ha detto Roveyaz, se Vietti aveva qualcosa da dirle, poteva chiamarla».

Certan non discute la scelta di Raffaella Roveyaz: «Anche perché lei ha spiegato come sono andate le cose e ha detto che porterà i temi che Alpe ha da sempre portato avanti anche in questa lista: dal discorso sui costi della politica al sostegno al referendum, il tutto in uno spirito di condivisione e di costruzione». La questione doveva essere discussa già lunedì 8 ottobre. «Ma ho annullato l’incontro - dice Certan -. C’è chi dice perché non volevo parlare di questo, la verità è che c'erano dei seri motivi personali». Roveyaz è di poche parole: «C’è stato un confronto ed è stata ribadita la volontà di non creare ingerenze».
"Vietti ha chiesto le sue dimissioni dai ruoli dirigenziali Nessun passo indietro"



Concordo con Mario Vietti anche se il problema è di competenza interna ad Alpe.
Eppoi come dimenticare la grave tendenza al razzismo che Marco Arbarello fece intendere e capire di avere, in un rovente dialogo su Facebook?

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