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MALEDETTA CONFINDUSTRIA!
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carmelo.pace







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MessaggioInviato: Dom Gen 14, 2007 11:02 am    Oggetto:  MALEDETTA CONFINDUSTRIA!
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Adesso basta! ecco chi sono gli altri responsabili della crisi industriale italiana, assieme al governo Berlusconi certi imprenditori in confindustria hanno remato contro lo sviluppo delle energie alternative e chi sa quali altre porcate hanno combinato!
Per otto anni ho fatto l'imprenditore ma siccome pagavo le tasse, ero competitivo e innovavo sono stato buttato fuori dal sistema della premiata lobby BERLUSCONI/CONFINDUSTRIA!
Sono capace anch'io a fare impresa in regime di monopolio, di cartello con trenta paracadute, con accordi sottobanco, basta, basta, basta datevi una sveglia e andate a scovare nelle università coloro che possono dare un contributo serio e costruttivo al Paese!
2 notizie di questa mattina:
la prima da Rainews24 è la seguente, Emma Marcegaglia si oppone alla diffusione delle energie alternative perchè sconvolgerebbero il sistema industriale italiano...non ho parole, questa non è miopia strategica questo è pensare al proprio giardinetto...e gli altri paesi dell'unione europea, ma che dico del mondo, sono tutti impazziti, altro che kamikaze!

la seconda mi riguarda da vicino inquanto responsabile dell'R&D della Tecdis S.p.A unica società italiana capace di progettare e produrre LCD (display a cristalli liquidi), da Neomedia una rubrica di Rainews24
E-PAPER, e-book, libri elettronici

A Dresda in Germania si sta costruendo la prima fabbrica al mondo di carta elettronica. Ci lavoreranno 140 persone e produrra' 1.000.000 di pezzi all'anno.

La mia azienda, la Tecdis S.p.A, aveva ambiziosi progetti per il futuro...peccato però perchè anche questa fallirà.

Carmelo Pace

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Carmelo Pace


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MessaggioInviato: Dom Gen 14, 2007 11:02 am    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Lun Gen 15, 2007 11:42 pm    Oggetto:  Riforme e liberalizzazioni, le vere bandiere
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Dal Corriere di oggi

Riforme e liberalizzazioni, le vere bandiere
Chi è più di sinistra?

di
Francesco Giavazzi

Da qualche mese in alcuni supermercati giovani farmacisti vendono medicinali a un prezzo inferiore del 20-30% ai prezzi delle vecchie farmacie di città. Chi è più di sinistra? Chi liberalizza commercio e professioni, o chi consente che le farmacie, così come gli studi notarili, si tramandino di padre in figlio?
All'università di Lecce il numero dei dipendenti addetti a mansioni tecniche e amministrative supera il numero degli insegnanti (non è sorprendente dato che lo statuto dell'università prevede che il personale amministrativo abbia il 20% dei voti nell'elezione del rettore). Avendo bruciato tutte le risorse in una dissennata politica di assunzioni, il rettore è stato costretto a sospendere il riscaldamento (nelle aule, non certo negli uffici amministrativi, dove il riscaldamento funziona anche il pomeriggio, quando le stanze sono deserte). Pochi in città sembrano preoccupati dello stato della loro università: i figli della buona borghesia salentina studiano a Bologna, a Torino, a Milano. All'università di Lecce sono rimasti i figli di chi non può permettersi di mandarli al Nord. Chi è più di sinistra? Chi vuole riformare l'università, oppure chi nella Finanziaria ha imposto di stanziare più fondi per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici? In Danimarca prima dell'intervento di varie forme di assistenza pubblica, le famiglie a rischio di povertà sono 32 su 100: l'intervento dello Stato le riduce a 12. Cioè il welfare
danese riesce a spostare 20 di quelle 32 famiglie fuori dall'area a rischio. In Italia le famiglie vicine alla soglia di povertà sono 22, ma lo Stato riesce ad aiutarne solo 3. Chi è più di sinistra? Chi vuole riformare alle radici il nostro sistema di welfare,
nell'interesse dei poveri e dei giovani, oppure chi pensa che la riforma delle pensioni non sia urgente e difende i fortunati che hanno un lavoro a tempo indeterminato e vanno in pensione prima dei sessant'anni?
Concorrenza, riforme, merito dovrebbero essere le bandiere della sinistra radicale; questa invece, opponendosi alle riforme, finisce per difendere i privilegi. Non mi stupisce che il governo di centrodestra non abbia varato una sola liberalizzazione, né inciso su alcun privilegio: era stato eletto per conservare lo status quo e lo ha fatto. Ma non comprendo come lo stesso possa avvenire con un esecutivo di centrosinistra. Una società in cui c'è scarsa concorrenza, in cui nell'impiego pubblico (oltre il 10% di tutti i posti di lavoro) si fa carriera per anzianità e non per merito, è una società in cui il futuro finisce per essere determinato dal censo: proprio ciò contro cui si batte la sinistra. Alcuni (ad esempio Barbara Spinelli su La Stampa) pensano che a Caserta riformatori e liberalizzatori abbiano fallito perché chiedevano all'ala sinistra del governo di rinnegare la propria storia. E' esattamente il contrario: hanno fallito perché non sono stati capaci di spiegare che le riforme sono «di sinistra» e la conservazione dei privilegi «di destra».
Nei prossimi giorni i presidenti di Camera e Senato dovranno nominare due nuovi membri dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. La storia politica di Franco Marini e Fausto Bertinotti non lascia dubbi sul loro impegno contro i privilegi, a favore dei più deboli, dei meno fortunati. Mi attendo quindi che nominino persone il cui curriculum e i cui scritti non lascino dubbi sul fatto che esse siano pronte a sostenere la battaglia coraggiosa che il presidente Catricalà sta combattendo contro i molti potenti che ostacolano la concorrenza: banche, assicurazioni, imprese elettriche e del gas, professionisti ed enti locali.

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Carmelo Pace


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MessaggioInviato: Mer Gen 31, 2007 10:57 pm    Oggetto:  W la Marcegaglia!
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Vi ricordate il mio "sfogo" nei confronti della Marcegaglia?
Chi è il prossimo da insultare?...brava Emma!

29/1/2007 (7:19) - BUSINESS ECOLOGICO
Marcegaglia-Salamon, un posto al sole
Le due imprenditrici fondano un'azienda di pannelli fotovoltaici di nuova generazione.
LUIGI GRASSIA
TORINO
Questo è il Paese del sole ma senza pannelli solari. Per fortuna è pure il Paese del milione e mezzo di donne imprenditrici (sì, sono così tante) e fra queste ci sono un paio di amiche, Emma Marcegaglia e Marina Salamon, che qualche tempo fa sono venute a sapere di una tecnologia sviluppata presso l’università di Parma per una nuova generazione di impianti fotovoltaici; detto fatto, le due signore hanno deciso di creare un’azienda per produrli, associando gli inventori. Lo stabilimento sta per sorgere in una località lombarda.

Per Emma Marcegaglia l’energia è «core business», essendo il suo gruppo attivo non solo nella metallurgia e nell’elettromeccanica ma anche nella generazione da fonti rinnovabili con la società EuroEnergy; in Confindustria la Marcegaglia è vicepresidente con delega per l’energia e l’ambiente. Marina Salamon invece è nuova del settore però è già da parecchi anni che le sue attività non sono più confinate al tessile e all’abbigliamento; è azionista e consigliere di Banca Ifis, controlla la Doxa (quella dei sondaggi) e sta acquisendo diverse società nel terziario avanzato. L’annessione più recente è il 100% della Methods, un’impresa milanese di consulenza, formazione aziendale e strategie di comunicazione (lavora anche per Fiat Auto).

La nuova impresa della Marcegaglia e della Salamon si chiama Arendi e produrrà ogni anno pannelli solari in grado di generare 15 MegaWatt di elettricità; la società è controllata al 41% da EuroEnergy (gruppo Marcegaglia), al 15% da Alchimia (la holding di Marina Salamon), al 14% da Ifis Banca, al 25% da Sse (costituita dai professori che hanno brevettato alcune innovazioni sui film sottili per il fotovoltaico) e al 5% dallo studio di ingegneria Galli. Dunque nella compagine c’è un mix completo di imprenditoria (femminile), finanza, scienza e tecnica.

La materia prima per i pannelli della Aredi ha un nome che a sentirlo fa spavento, tellururo di cadmio, eppure l’amministratore delegato Roberto Garavaglia spiega che «il tellururo si trova sul mercato più facilmente del silicio», perché è vero che il silicio è roba comune (c’è anche nella sabbia) ma «gli impianti di raffinazione nel mondo non riescono a tener dietro alla domanda dei chip, fatti appunto col silicio, di cui ha fame l’industria elettronica». L’uso per il fotovoltaico rischia di passare in seconda fila e allora bisogna trovare alternative. Detto e fatto.

Il mercato potenziale è notevole. Di pannelli fotovoltaici da installare per uso domestico o per grandi impianti di generazione elettrica pullulano diversi Paesi mediterranei come la Grecia e la Spagna, ma persino la Germania ne è piena, pur essendo la sua latitudine sfavorevole rispetto alla nostra. Se finora da noi il business non si è molto sviluppato è perché non c’erano incentivi adeguati ma da un po’ di tempo è stato introdotto il «conto energia» che permette ai privati di immettere nelle reti elettriche l’eventuale sovrappiù di energia da loro prodotta rispetto ai consumi domestici, ottenendo un equivalente sconto sulla bolletta. Perciò la domanda di pannelli solari ora crescendo anche in Italia.

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MessaggioInviato: Lun Set 02, 2013 6:36 am    Oggetto:  
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La Valle spiega il presidente Diego Empereur (Uv) - si colloca tra le aree che hanno resistito alla crisi internazionale, pur in presenza di deboli segnali di ripresa, e il tasso di disoccupazione si attesta al 4,4 per cento rispetto alla media nazionale che è dell’8,7. Ora cari cittadini dovete sapere che il proverbio citato da Diego Empereur (Uv) vorrebbe spiegare che se hai un problema in comune con un'altra o più persone, la cosa non può che darti un certo sollievo. Capito? Politicamente per lui è come dire...mal comune mezzo gaudio.
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boby147







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MessaggioInviato: Mer Set 03, 2014 11:28 am    Oggetto:  Mohsin
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