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Il pirogasificatore e l'Ostruzionismo
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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Apr 10, 2008 2:12 pm    Oggetto:  Il pirogasificatore e l'Ostruzionismo
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La Stampa 06.Aprile 2008 ha scritto:
L’opinione
L’ACCORDO CHE FA UGUALI SCHIERAMENTI CONTRAPPOSTI
Vanagloria. I politici ne fanno un uso smodato. E quando due parti opposte scovano l’intesa per poterne avere una metà per uno, non c’è principio o appartenenza che tenga, si fa. Perché come ha lasciato intendere il Machiavelli «il fine giustifica i mezzi». Non c’è che da tirare un sospiro di sollievo (è il caso di dirlo) di fronte all’idea del termo valorizzatore che prende tempo, cioè slitta alla prossima legislatura, ma c’è però da rimanere più che allarmati sui metodi.
L’alternativa era: inceneriamo tutte le leggi, oppure l’inceneritore? Se la giunta avesse insistito sul progetto «pattume da bruciare», fra i rifiuti finiva a colpi di ostruzionismo ogni disegno legge. Un Consiglio inutile, o quasi. Retromarcia precipitosa. Il progetto termo valorizzatore che ha fatto arrabbiare cittadini e politici torna nel cassetto. Fino a due giorni fa la Regione ha impiegato fogli e inchiostro come non mai per controbattere le «bugie» di chi non voleva l’impianto. Insomma, un’idea annunciata non solo come buona, ma come l’unica possibile viene sacrificata perché non vengano bloccate altre leggi. Le opposizioni gridano vittoria, la maggioranza pure perché «il resto» può andare avanti.
Sono i guasti di una politica attenta alle elezioni più che ad amministrare. L’inceneritore poteva attendere, così come la maggior parte dei disegni di legge. L’opposizione ha usato l’arma del ricatto politico per lasciare perdere l’ostruzionismo. Insomma il principio già poco etico della «guerra giusta» chiuso da un compromesso.

ENRICO MARTINET


Carissimi, per ora c’è di fatto un grosso partito, il Pd, che guarda, per ora, sia al centro che alla sinistra e che è il solo oggi capace di contrastare la coalizione di centro destra nella nuova strategia dell’Uv. Se in campo nazionale, questa legislatura è fallita, è dovuto sia al pareggio al Senato che alla difficoltà di governare con una larga coalizione quando bastava il ricatto di qualche senatore per compromettere tutta la politica.In questa Regione si tende a dare invece continuità alla confusione e al mantenimento delle poltrone.

Aver scelto di andare da soli, con il supporto sicuro di Di Pietro ed i voti dei Radicali è stata una scelta obbligata ed un investimento per il paese di domani che non potrà essere ostaggio di piccoli partiti settari o di singoli parlamentari che godono del privilegio di ricattare il paese. Le alleanze che sono state proposte e concluse in Valle d’Aosta dal Pd sono consone alla ristrutturazione politica che tutti quanti noi auguriamo e che porteranno senza dubbio a progetti più lungimiranti.

L’articolo di Enrico Martinet "L’ACCORDO CHE FA UGUALI SCHIERAMENTI CONTRAPPOSTI" è secondo me, altamente offensivo, per quella parte politica che si è spesa come non mai per evitare una catastrofe ecologica annunciata (progetto termo valorizzatore). Dichiarare che l’opposizione ha usato l’arma del ricatto politico per lasciare perdere l’ostruzionismo è da miopi e da smemorati. Come non ricordare e non vedere i numeri presenti in consiglio regionale. Mi sembra di risentire le note dolenti dei menestrelli del governo Berlusconi che pur avendo una maggioranza quasi assoluta in parlamento e amplissima al senato, continuavano a vedere nell'opposizione la colpa assoluta dei cento e passa eventi in cui andarono sotto.

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Ultima modifica di giorgio il Sab Nov 10, 2012 6:14 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Gio Apr 10, 2008 2:12 pm    Oggetto: Adv






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giorgio








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MessaggioInviato: Dom Ott 21, 2012 10:14 pm    Oggetto:  
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Chi si astiene smetta di dichiararsi autonomista
Pubblicato il 21 ottobre 2012


Sono molto stupito che i partiti di maggioranza regionale, che si richiamano all’autonomismo, facendone spesso una bandiera ideologica, abbiano, con tanta leggerezza, invitato all’astensione al prossimo referendum del 18 Novembre. Astensione e autonomismo sono in chiara e diretta contraddizione. Il referendum propositivo è una conquista diretta della nostra autonomia. Esso si basa sullo stesso principio di autodeterminazione, di assunzione di responsabilità e di capacità decisionale che sono alla base del nostro statuto. Lo sappiamo. L’astensione è legittima e tutelata dalla legge ma pensare seriamente che possa rimanere senza conseguenze mi sembra una sciocchezza. Qui siamo di fronte ad un quesito chiaro, di ordine propositivo, senza implicazioni etiche ma solo politiche. Con quale argomento si può giustificare una indicazione di astensione? Accordi maggioranza? (Sigh!) Referendum inutile? (..e perchè mai?) Referendum pericoloso? E allora perché non fare una seria e chiara battaglia per il no? La questione è semplice. E’ un trucco. Un modo, indegno per chi sostiene i valori della identità e della tradizione valdostana, per impedire, che i cittadini possano scegliere autonomamente impedendo che si raggiunga il quorum e, quindi, rendere nullo il referendum. Ma significa barare. In Italia e in Valle d’Aosta è sempre esistita una fascia fisiologica di astensionisti. Si tratta di persone, che per scelta, impossibilità o ignoranza, non vanno mai a votare. Aggiungere, a quel 20-30-35% di persone che sicuramente non si recherà al voto i propri consensi significa, sostanzialmente, cercare di imporre la volontà di una minoranza consapevolmente contraria su una maggiorana favorevole, sommandone i voti con un’altra minoranza, che, per motivi diversissimi e tra loro differenti, non vota mai o quasi mai. Non è un caso che si tratti di un referendum propositivo e che il quorum venga fissato al 45%. Il legislatore voleva, in questo modo, arginare il peso specifico dell’astensione fisiologica sull’effettività del referendum. Certo non potevano immaginare che proprio partiti (ormai li possiamo definire psuedo-autonomisti) come l’UV o Stella Alpina giocassero sporco in questo modo. Autonomia significa poter scegliere da sé. L’astensione è sempre una delega in bianco. Astenendosi si sceglie di delegare altri a prendere decisioni, siano essi partiti, leader o poteri forti. Questo è però, appunto, il contrario dell’autonomia che significa assumersi responsabilità.

Fabio Protasoni
Presidente PD


Ci dicono che ci sono le conoscenze scientifiche, come anche le tecnologie, per avere un ambiente compatibile con il progresso umano. Ma giustamente, io ci credo poco e sono scettico sul perchè si adottino quasi sempre costosissime soluzioni per arginare il problema dei rifiuti, quando invece ci sono "soluzioni" dai costi contenuti e che rendono sicuramente di più in termini di sicurezza ambientale.

Credo che la risposta sia scontata e che tutti ben conosciamo: "esclusivamente volontà politica". Ritengo che "questa" ignoranza dei governanti, relativa al problema rifiuti, sia una causa marginale; preponderante è, invece, la volontà di mettere in campo cifre da capogiro, un "oceano" di soldi nel quale facilmente si può perdere traccia di illeciti e responsabilità. In Italia esiste la cultura delle opere faraoniche e spesso improduttive, dove facilmente può annidarsi l’impunita corruzione della classe dirigente e/o politica.


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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Nov 08, 2012 10:40 am    Oggetto:  
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Le emissioni di Berlusconi

Parlando con gli studenti di un liceo, mi sono sentito dire: “Il Termovalorizzatore di Acerra inquina come tre auto di media cilindrata: l´ha detto Berlusconi. Quindi non c`è nessun pericolo”. Effettivamente Berlusconi questo ha detto inaugurando l´inceneritore di Acerra, ma è vero?
Sono andato sul sito dell`Ispra, l`Istituto del ministero dell`Ambiente (guidato da Stefania Prestigiacomo, ndr) dove si può consultare il catalogo delle emissioni delle varie tipologie di auto (www.sinanet.apat.it/it/) e ho trascritto i dati relativi alle emissioni di un’auto euro 3, di cilindrata 1400-2000, in ambiente urbano (quando si usano le marce basse che inquinano di più).
Poi sono andato sul sito del Commissariato Rifiuti della Campania (affidato a Guido Bertolaso, con il vicario Franco Giannini, ndr) dove si trovano i valori massimi di emissione (mg/mc di fumi) che la Fibe-Impregilo garantisce per l´inceneritore di Acerra. Mancava il dato sulla CO2 emessa, che ho ricavato da Wikipedia. Ho moltiplicato i dati forniti dalla Fibe per i metri cubi di fumo emessi in un anno e ho cosí potuto paragonare le emissioni di un’auto di media cilindrata (euro 3) con quelle dell´inceneritore di Acerra.
Ebbene quest´ultimo non inquina come tre auto ma come 115.702 auto per quanto riguarda la CO2, come 61.000 auto per quanto riguarda gli ossidi di azoto, come 27.000 auto per quanto riguarda le polveri e come 562 per quanto riguarda il monossido di carbonio.
Mi chiedo: ma è possibile dare un dato cosí campato in aria senza che succeda niente? Non c`è una legge che punisca chi disinforma in tale maniera i cittadini? Perché nessun giornalista è andato a verificare i dati forniti dal Presidente del Consiglio? E in ultimo: può esserci democrazia se si danno ai cittadini dati non veri? Come possono i cittadini essere sovrani se non si fa sapere loro come stanno le cose, se li si disinforma? Cordiali saluti

Pio Russo Krauss
responsabile del settore Educazione
sanitaria e ambientale Asl Napoli 1Centro


Io voto SI al referendum

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MessaggioInviato: Gio Nov 08, 2012 2:25 pm    Oggetto:  
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Citazione:
Care e Cari,

scusate se vi disturbo sulla vostra mail ma, come sapete, il 18 Novembre siamo tutti chiamati a votare per un referendum molto importante. Il quesito proposto è semplice: ci chiede se vogliamo introdurre in Valle d’Aosta una norma che vieti la possibilità di bruciare i rifiuti urbani sul nostro territorio ed impedire, quindi, che si costruisca nella “plaine” di Aosta un grosso impianto di incenerimento come quello deciso dalla Regione.

Probabilmente ti sei già fatto una opinione.

Mi sembra di constatare, però, che sui media e nel dibattitto pubblico ci sia molta confusione.Tra i sostenitori delle diverse posizioni c’è chi, purtroppo, esagera e fa proclami e affermazioni false come quella di paventare un futuro con una moltiplicazione di discariche o quello con i rifiuti per le strade della Valle come a Napoli. In parte è normale… Se il tema non fosse controverso non ci sarebbe stato bisogno di fare un referendum. In parte è sempre difficile orientarsi in consultazioni locali laddove non ci sono i mezzi per far arrivare ovunque una informazione completa. Così chi fa più rumore o la spara più grossa rischia di avere la meglio. Quale che sia l’idea che ti sei fatto mi permetto di provare a proporti, in amicizia, alcune riflessioni nella speranza che un pensiero in più o un’informazione diversamente spiegata possa esserti utile oppure essere utile a qualche tuo conoscente. Il nocciolo della questione è senz’altro quello legato alla salute. Molti studi medici, in questi anni, hanno rilevato, purtroppo, come l’incidenza di tumori cresca sensibilmente nelle aree geografiche dove si opera una qualche forma di combustione dell’immondizia.

Molti studi scientifici hanno fissato che questo dipende dalla fuoriuscita, mai del tutto evitabile, di sostanze come la “diossina” o le “polveri sottili” che, poco per volta, si accumulano nell’ambiente ed entrano nel ciclo alimentare e nell’aria che respiriamo e arrivano fino a noi. Esistono poi scienziati che hanno scoperto sostanze ancora più pericolose e sfuggenti, come le nanoparticelle, che non possono essere filtrate o abbattute e che, comunque, riescono ad entrare nell’ambiente in cui viviamo. Questo avviene perché il rifiuto è composto da una quantità enorme di sostanze chimiche diverese che si combinano in modi sempre nuovi e difficilmente controllabili quando si bruciano. In attesa che lo stato definisca nuove leggi e normative, in base alle nuove scoperte della scienza, probabilmente è meglio essere prudenti e applicare un principio di precauzione. In sintesi se non siamo sicuri al 100% che non faccia male è meglio cercare un’altra soluzione. Nel caso del Pirogassificatore questa certezza non c’è perché si tratta di una tecnologia che, nella forma e per l’utilizzo proposto, non ha nessun riscontro esistente. Anche i dati sull’inquinamento prodotto, proposti da Arpa, sono stime e simulazioni fatte al computer… Vale la pena rischiare?

Una seconda questione è, a mio parere, quella relativa all’impatto economico e sociale che potrà avere un tale impianto. Si tratterà di un grosso impianto industriale alle porte di Aosta con una superfice di 8000 m2 e con un camino alto 60 metri che butterà nell’aria 2.000.000 di metri cubi di fumi al giorno.(non è una esagerazione… è proprio così) Uno spettacolo che di certo non passerà inosservato ai turisti che attraversano la valle o agli imprenditori che verranno da noi per comprare i nostri prodotti alimentari. La sensibilità verso la salubrità e la genuinità degli alimenti è una cultura in grande crescita nel nostro paese. Come cambierebbe l’immagine del nostro vino, della nostra fontina o della nostra carne se la fotografia di presentazione della Valle d’Aosta sarà “arricchita” da questo impianto? Il pirogassificatore, se non passa il referendum, ci costerà 225 milioni di euro in 20 anni. Anche se è una cifra comprensiva di servizi diversi e investimenti, anche per la gestione dell’attuale discarica è evidente a tutti che si tratta di una cifra enorme e che ci vincolerà, a questa scelta, per i prossimi due decenni. Ha veramente senso, in presenza di alternative credibili come il TMB (trattamento meccanico biologico), spendere tutti questi soldi?

La terza questione è proprio l’alternativa. Esistono, in Italia, esperienze già in atto, efficienti e credibili, per gestire il ciclo dei rifiuti. Innazitutto bisogna fare politiche serie di riduzione dei rifiuti. Ne produciamo troppi e senza preoccuparci troppo delle conseguenze. Poi occorre promuovere, sostenere e incentivare una raccolta differenziata estesa e di qualità. Non è difficile. E’ necessario che l’amministrazione pubblica investa su politiche adeguate e che cambi il sistema della tassa sui rifiuti. Si potrebbe stabilire, ad esempio, che il cittadino paghi solo per la quota di rifiuti “indifferenziati” che produce. Se differenzi non paghi e se invece mischi tutto ti facciamo pagare le spese per la raccolta. Sarebbero tutti portati a fare più attenzione. La quota di rifiuti urbani rimanenti potrebbe essere inviata ad un impianto di trasformazione (TMB Trattamento meccanico biologico) che riseleziona e ricupera ancora tutto il ricuperabile lasciando un’ultima piccolissima frazione secca non pericolosa che potremmo buttare in discarica allungandone la vita di 60/70 anni. In 60 anni ne succedono di cose….. I sostenitori del pirogassificatore, in mancanza di argomenti fondati, hanno detto molte assurdità sul TMB come quella che prevederebbe l’apertura di nuove discariche. E’ falso. Il TMB è il sistema in uso in centinaia di territori italiani e tratta già oggi, in Italia, 9,7 milioni di tonnellate di rifiuti.

Da ultimo vorrei sottoporti la mia idea sul referendum. Questo tipo di referendum (propositivo) esiste solo in Valle d ‘Aosta e a Bolzano. E’ il frutto della nostra autonomia e di quei valori di autogoverno e di responsabilità che hanno fatto della Valle una regione a Statuto Speciale. E’ uno strumento prezioso. Chi ci invita all’astensione non tiene conto del fatto che Autonomia (…decidere da sé sulle cose di casa nostra) e l’Astensione (delegare ad altri…) sono in diretto contrasto. Abbiamo una occasione unica per dimostrarci responsabili di noi stessi, sia che vinca il No che se vince il Si. Perché rinunciarvi?

Io il 18 Novembre vado a votare e voto Si. Lo faccio perché è un dovere e perché mi convince l’idea che in Valle d’Aosta possiamo costruire un modello nuovo che possa essere d’esempio anche per altri.

Ho fiducia in noi.
Spero di non avervi annoiato troppo ma ci tenevo a scambiare queste quattro idee.

Grazie per l’attenzione
Fabio Protasoni

Aosta 08/11/12

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Ultima modifica di giorgio il Gio Nov 08, 2012 3:17 pm, modificato 1 volta in totale
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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Nov 08, 2012 3:17 pm    Oggetto:  
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La Posta dei Lettori 08.11.2012 ha scritto:
Mamme contro il pirogassificatore

Un gruppo di mamme preoccupate dal progetto di costruzione del pirogassificatore, chiacchierando davanti a scuola, ha deciso di scrivere le proprie preoccupazioni da condividere con altre mamme. In una settimana la lettera ha raccolto 321 sottoscrizioni, ma molte mamme oltre a condividerla l’hanno fatta propria e la raccolta continua (si può ancora sottoscriverla scrivendo a
). Non siamo medici, non siamo tecnici, non siamo specialisti del settore ma siamo mamme e viviamo in Valle d’Aosta. Da quando sono nati temiamo per la salute dei nostri bambini. Ci preoccupiamo quando cominciano ad andare al nido, quando hanno la febbre, quando vanno in bicicletta o si arrampicano in alto. Fa parte del nostro essere mamme preoccuparci per la loro salute. Alcune di noi curano i figli con l’omeopatia, altre con gli antibiotici, ma ci accomuna è il desiderio profondo di volerli proteggere e di permettere loro di crescere sani e sereni. In questo periodo abbiamo sentito snocciolare dati di ogni tipo. A sostegno e contro il pirogassificatore. Noi ne facciamo una questione di salute: esistono studi sulla nocività di impianti come questo, ma nessuno studio ha mai dimostrato la non pericolosità per la salute, soprattutto per i bambini. Notizie di diossina nel latte materno, di metalli pesanti che si depositano nel terreno ed entrano nel ciclo alimentare, particelle ultrafini che sfuggono ai filtri ed entrano nei polmoni, nel sangue modificano il Dna e intervenendo in maniera pesante sullo sviluppo dei corpi in crescita dei nostri figli ci allarmano. Così come ci spaventano oncologi che riferiscono di un aumento di tumori e altre malattie infantili dovute all’esposizione ad inquinanti fin da piccolissimi. Non vogliamo e non possiamo accettare che i nostri bambini e tutti i futuri bambini valdostani possano diventare i numeri di nuovi studi. Cosa diremo loro una volta che dovessimo scoprire che la nostra scelta li ha esposti a rischi e ha messo in pericolo il loro futuro? Esprimiamo quindi tutta la nostra preoccupazione e ci chiediamo se per i nostri amministratori sia davvero prioritario il problema di tutelare la salute dei loro concittadini. Per questa ragione siamo contrarie all’impianto di pirogassificazione e chiediamo a tutte le mamme valdostane di farsi portavoce di questo messaggio.

LETTERA FIRMATA DA 321 MAMME





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MessaggioInviato: Gio Nov 08, 2012 7:00 pm    Oggetto:  
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La Posta dei Lettori 07/11/2012 ha scritto:
Anche l’astensione esprime una volontà

Dopo il mio modesto intervento su La Stampa di alcuni giorni fa, mi sono piovute addosso critiche pesanti da parte di blogger e dintorni di coloro che sono per il SI al prossimo referendum del 18 novembre contro il termovalorizzatore o pirogassificatore che dir si voglia. Mi sento, quindi, in dovere di precisare il mio pensiero in proposito. Perché i presentatori del referendum hanno paura dell’astensione? Chiariamo bene, se possibile, il quadro che abbiamo di fronte. Una legge regionale, votata a stragrande maggioranza dai rappresentanti del popolo valdostano, non esclude il trattamento a caldo dei rifiuti come possibile soluzione del problema. La minoranza regionale, più o meno camuffata da comitati vari, propone invece una modifica della legge in questione che esclude, tassativamente e comunque, il trattamento a caldo dei rifiuti stessi. Questi sono i termini del problema e non credo che ci piova sopra. Ora tutti sappiamo (e lo sanno anche quelli del SI) che il referendum, per legge e per Costituzione, prevede tre tipi di risposte: il SI, il NO e l’Astensione. Non esiste, per qualsiasi referendum, un dovere civico di andare a votare perché non si tratta di scegliere chi ci deve governare, ma di indicare una soluzione al problema in questione attraverso i tre modi previsti. Non c’è, quindi, nessuna lesione della democrazia se ci si astiene, anzi ritengo che chi responsabilmente si astiene manifesti una precisa volontà contro il quesito referendario proposto in quanto impedisce il raggiungimento del «quorum» necessario per la modifica legislativa richiesta. Questo ho voluto precisare con il mio scritto su La Stampa. E chiarisco ancora meglio. Mettiamo che al referendum vada a votare il 50%+1 dei cittadini e che i proponenti il referendum ottengano il 26% dei voti. Il referendum sarebbe valido e i SI avrebbero vinto, ma quale sarebbe la conseguenza? La volontà di poco più di un quarto dell’elettorato sarebbe sufficiente a modificare una legge e a prevalere sui tre quarti (sommando i voti dei NO alle astensioni) dei cittadini valdostani. E’ questa la democrazia che si vuole? In pratica la maggioranza di una minoranza (che sempre minoranza resta) sarebbe abilitata a modificare tutte le leggi votate dalla maggioranza effettiva dei valdostani. Ecco perché non hanno tutti i torti coloro che ritengono che, in questa circostanza, i NO al referendum potrebbero essere dei voti... a perdere.

ROMANO DELL’AQUILA AOSTA


Teniamo conto che stiamo parlando di principi, ovvero di cosa è giusto e cosa non lo è, non di cosa è più conveniente o meno per sostenere le nostre tesi.I referendum abrogativi sono strumenti di controllo e di verifica. Vengono chiesti da chi è convinto che, su un determinato argomento, il Palazzo regionale non abbia rispettato la volontà prevalente nella Regione. I promotori devono dimostrare che questo è vero. E' quindi indispensabile che si pronunci la maggioranza dell'elettorato. Il quorum serve esattamente a questo. Così almeno l'hanno inteso i padri costituenti quando hanno previsto questa istituzione. Per me è giusto che sia così. Su cosa si calcola il quorum? Se è una verifica dell'attività del Palazzo, per quanto mi riguarda, è giusto che il quorum sia calcolato sulla base degli elettori che hanno eletto i rappresentanti della Regione.

Chi si astiene (per scelta) sa di non contare un "cacchio" alle elezioni, ed è giusto che continui a non contare un "cacchio" se non vota al referendum. Ma è solo il mio parere. Come ho sempre sostenuto, anche in tempi non sospetti, solo alzando il livello culturale si dà la possibilità ai cittadini di capire e distinguere e, perciò, di scegliere nel modo corretto chi ci deve rappresentare e come. Si deve sapere che non si fa cultura con l'esporre ai cittadini che l'astensione esprime una volontà. Quello che sostengo può sembrare un paradosso, ma con queste lettere pubblicate a gogò, la Valle d'Aosta sta pagando il prezzo della mancanza di una destra con una cultura della legalità e il minimo senso delle isituzioni. Ormai è chiaro che il latore della lettera inviata a La Stampa - ROMANO DELL’AQUILA - è da considerare a tutti gli effetti un cittadino che con la sinistra non ha nulla a che fare.

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MessaggioInviato: Sab Nov 10, 2012 6:40 pm    Oggetto:  
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ANSA.it 10 novembre, 17:55 ha scritto:
M5S si presentera' a politiche in Vda
In corso procedura di certificazione anche per regionali

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M5S si presentera' a politiche in Vda (ANSA) - AOSTA, 10 NOV - Sono circa 10 gli aspiranti candidati del Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche nel collegio uninominale della Valle d'Aosta per i due seggi di Camera e Senato. Lo ha spiegato all'ANSA Stefano Ferrero coordinatore regionale del movimento, che figura nella lista delle persone ''certificate'' per la candidatura. ''Lo staff di Beppe Grillo - spiega Ferrero - sta vagliando i nominativi''.

Per le regionali e' invece in corso la certificazione dei nominativi che dovrebbero essere una ventina
.



Beh, qualcuno diceva che l'obiettivo era solo il pirogasificatore...
A me pare che l'obiettivo è un grandangolo! Altro che mettere il cappello politico, qui ci si mette un ombrellone. Dunque un elettore dovrebbe votare un candidato del M5S che non ha mai ascoltato in un contraddittorio con gli altri candidati, nè risposto ad una domanda dei giornalisti, solo in virtù delle nuotate del guru o delle apparizioni improvvise in Valle d'Aosta o di ciò che dice nei suoi spettacoli? Sarebbe questo il rispetto degli elettori e, soprattutto, la "democrazia diretta" che nasce dal basso?
Ma per favore....

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MessaggioInviato: Mar Nov 13, 2012 11:49 am    Oggetto:  
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AostaSera.it 30.10.2012 ha scritto:
Stella Alpina, sul referendum Caminiti si schiera di nuovo contro:
“Astenersi è sbagliato”

Aosta - “Siamo al paradosso: da una parte si parla di salvaguardare e valorizzare l’autonomia, dall’altra si tende
a dire ai cittadini di non andare a votare invitando a disertare uno degli istituti più democratici del nostro Statuto”


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Vincenzo Caminiti, consigliere comunale di Stella Alpina

“Non posso sacrificare i miei valori e le mie convinzioni perché sono entrato in politica: sull’invito ad astenersi il prossimo 18 novembre non sono d’accordo e non ho problemi a dirlo. Io andrò a votare”. Il consigliere comunale della Stella Alpina Vincenzo Caminiti rompe ancora una volta gli schemi andando apertamente contro le indicazioni di voto del proprio movimento di appartenenza. Dopo le “imboscate” degli scorsi mesi in consiglio comunale sull’affidamento del servizio Allo Nuit, le tempistiche riguardanti l’apertura di alcuni cantieri e la questione dell’acquisizione di un ramo d’azienda della Pro.ges da parte della cooperativa Leone Rosso, Caminiti torna a remare contro la maggioranza di cui fa parte affondando i colpi sul tema caldissimo, è proprio il caso di dirlo, del referendum sul pirogassificatore.

“Credo che tutti i cittadini possano avere dei dubbi in merito, risolvibili ciascuno secondo la propria sensibilità e il proprio pensiero”, scrive Caminiti in una lettera. “D’altronde, ogni scelta crea difficoltà e ogni scelta delle responsabilità, ma non per questo la soluzione è astenersi dal scegliere. Personalmente ho ascoltato sia le ragioni di Valle Virtuosa contro il pirogassificatore sia quelle di Valle Responsabile, con opinione opposta, perché ho ritenuto doveroso, proprio in quanto amministratore, formare una mia opinione che mi consenta di votare con coscienza, perché SI, io andrò a votare”.

Secondo il consigliere di Stella Alpina, “il referendum è la migliore occasione per permettere al cittadino di esprimere la sua opinione” e “quanto di meglio si potesse garantire in un sistema democratico”. E poi, un altro affondo. “Siamo al paradosso. Da una parte si parla di salvaguardare e valorizzare l’autonomia, dall’altra si tende a dire ai cittadini di non andare a votare invitando a disertare uno degli istituti più democratici del nostro Statuto, creato proprio dal Governo regionale in una delle massime espressioni della sua autonomia: il referendum propositivo, prerogativa solo di poche regioni”.

Caminiti difende a spada tratta il proprio diritto di recarsi alle urne e si dice “consapevole che la Stella Alpina si è espressa in modo divergente: ma proprio perché siamo in democrazia le opinioni diverse si possono esprimere senza censura”. Saranno d’accordo anche i vertici del suo movimento? “Sanno tutti come la penso e che si tratta di una posizione personale”, conclude il consigliere. “Sia chiaro: io sto bene in Stella Alpina e non ho nessuna intenzione di passare all’opposizione”.

di Massimiliano Riccio


Bene questo è un discorso serio fatto da una persona seria...

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giorgio








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MessaggioInviato: Gio Nov 15, 2012 4:13 pm    Oggetto:  
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Questa volta anche io non ubbidisco e vado a votare. E voto SI!

Immagini ricavate dal blog di Patuasia

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