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Universtà-Vda. Chiude il corso di laurea di psicologia





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12Vda.it Lunedì 30 Novembre 2009 09:00 ha scritto:

Luca Scacchi, ricercatore alle facoltà di psicologia, attacca Augusto Rollandin sulla chiusura del corso di laurea

Il ricercatore Luca Scacchi Luca Scacchi, ricercatore in psicologia sociale, della facoltà di psicologia dell'Università della Valle d'Aosta risponde al presidente della Regione e del Consiglio dell'UniVdA, Augusto Rollandin, in merito alla chiusura del corso di laurea specialistica in psicologia: «Rollandin attribuisce la responsabilità di tale scelta al Senato accademico dell’Ateneo ed a motivazioni tecniche, "strutturali" e non politiche - dichiara - ma sono i fatti, e non la mia personale opinione, a smentirlo». «Il Senato accademico - prosegue Scacchi - aveva approvato di utilizzare quanto previsto dalle deroghe concesse per gli Atenei non statali per attuare, a partire dal prossimo anno accademico, la trasformazione del corso di laurea specialistica in Psicologia, quindi non chiudendolo. E' stato il Consiglio dell'Università, presieduto da Rollandin, a respingere tale proposta nella riunione dello scorso 11 novembre e quindi, chiudere la specialistica di psicologia è una scelta del Consiglio e non del Senato Accademico. Anzi, lo stesso Senato accademico, nelle sue deliberazioni del 20 novembre, esprime "rammarico e preoccupazione per la decisione del Consiglio dell'Università relativa alla mancata trasformazione del corso di laurea specialistica di Psicologia" ed auspica "che in un futuro, venendosi a modificare le situazioni che hanno portato alla predetta decisione, la stessa possa essere ridiscussa, ritenendo in ogni caso necessario lo sviluppo verticale dell’Ateneo"».

L'ingresso dell'Università della Valle d'AostaRollandin aveva evidenziato, dopo la richiesta da parte degli studenti del corso, di un incontro «in tempi brevissimi» con la Presidenza del Consiglio di amministrazione dell'Università, che «i primi e naturali referenti delle Facoltà sono il Senato accademico ed il Rettore e che pertanto ad essi si rimanda, facendo inoltre presente che, in ogni caso, questioni di tale specificità sono di competenza dell'intero Consiglio e non esclusivamente della Presidenza». «L'incontro urgente - ha aggiunto Augusto Rollandin - deve essere quindi richiesto non a me, ma al Senato accademico. In ogni caso le motivazioni addotte dal Rettore dell'Università, Pietro Passerin d'Entrèves, sono state scelte di tipo strutturale e quindi non politiche. La scelta fatta dal Senato è comunque funzionale al fatto che i laureati devono trovare uno sbocco lavorativo: è importante, infatti, che ci sia un raccordo tra quello che è il mondo della scuola e della formazione e la reale possibilità di assorbimento dal punto di vista occupazionale da parte della realtà economica valdostana».

Secondo Luca Sacchi, che è anche membro del direttivo regionale della "Flc- Cgil" «tale scelta ha una motivazione sostanzialmente politica e non strutturale, e tanto meno tecnica».
«L'obiettivo "strutturale" di un corso di laurea, e di un Ateneo - prosegue il ricercatore - è infatti quello di fornire formazione e competenze, non quello di farsi carico direttamente della "reale possibilità di assorbimento dal punto di vista occupazionale da parte della realtà economica valdostana". Tanto più che nessun corso di laurea è in grado "strutturalmente" di farsi carico permanentemente della reale possibilità di assorbimento occupazionale nella realtà economica valdostana dei suoi laureati. Quindi due sono le possibilità: o questo obiettivo è dichiarato come rilevante solo per un particolare corso di laurea e non per gli altri, fatto, visto che il corso di laurea in questione sia l'unico corso specialistico aperto nell'Ateneo e con quasi il cinquanta per cento di iscritti non residenti in Valle d’Aosta, oppure i corsi di laurea dell’Ateneo saranno aperti e chiusi secondo le valutazioni e le esigenze delle singole contingenze e delle singole volontà politiche. Una scelta quindi tanto più grave in quanto svaluta e rende instabile qualunque offerta formativa espressa dall’Ateneo valdostano».
Scritto da douze


Ormai l'attacco è partito e arriva da tutte le direzioni a 360°.
Altro che se questa non è una motivazione prettamente politica
e non tecnica e "strutturale" come dice l'Augusto

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La Stampa 01 Dicembre 2009 ha scritto:
UNIVERSITA’.VERTICE CON LA REGIONE
Psicologia, chiusura più lontana
AOSTA

Chiusura sì, ma rimandata. E’ una dell’ipotesi che potrebbero interrompere il braccio di ferro tra la facoltà di psicologia dell’ateneo valdostano e il presidente dell’Università e della Regione, Augusto Rollandin.

«Si è aperto uno spiraglio che ci terrà con il fiato sospeso fino a venerdì. Speriamo che le nostre speranze non vengano deluse». Sono fiduciosi i rappresentanti degli studenti dopo l’incontro di ieri mattina con Rollandin, il rettore Pietro Passerin d’Entrèves e al direttore amministrativo Franco Vietti. «Abbiamo proposto di rimandare la chiusura di due o tre anni - ha spiegato Natalie Argentour, che ha partecipato all’incontro come futura rappresentante degli studenti della triennale (le elezioni si terranno la prossima settimana) -. Il fatto che la nostra richiesta sia stata presa in considerazione è già un segnale positivo. I problemi per chi, come me, dovrebbe cambiare ateneo sono molti e abbiamo avuto modo di spiegarli sia al rettore, che ci ha espresso la sua comprensione, sia a Rollandin. Parte dei crediti maturati andrebbero persi, inoltre molti degli studenti hanno un lavoro e una famiglia in Valle ed un trasferimento del corso di laurea comporterebbe non pochi disagi». E’ ancora presto per cantare vittoria ma, come dice la preside della facoltà Maria Grazia Monaci «è un buon risultato. Se la richiesta di posticipare la chiusura dovesse essere accolta per la nostra università sarebbe un buon risultato. Certo, mi dispiace per gli studenti del primo anno che non potrebbero usufruire di questi benefici, ma in due anni possono succedere molte cose. Vedremo».

Rollandin ha valutato in modo positivo l’opportunità di riaprire un tavolo tecnico per verificare la possibilità di iscrizione al corso specialistico per gli studenti che quest’anno frequentano il secondo e il terzo anno della laurea triennale di psicologia, ma non quelli del primo, visto il numero esiguo di iscritti. «La decisione di chiudere la laurea specialistica della facoltà da parte del Consiglio dell’università (approvata all’unanimità) e a seguire quella del Senato accademico (a maggioranza, con l’astensione del rappresentante degli studenti e di un preside nonché il voto contrario del preside della facoltà di psicologia), ha determinato preoccupazioni per gli studenti, in particolare per coloro che sono alla fine del percorso triennale e che speravano di poter conseguire in Valle la laurea specialistica - ha premesso Rollandin -. Per questo motivo saranno analizzati gli aspetti economici della proposta in particolare rispetto ai professori e le strategie per poter andare incontro il più possibile agli studenti che sono già a metà del loro percorso formativo».

A chiedere che si riveda la decisione di chiudere è anche il gruppo Vda Vive che ieri ha presentato una risoluzione in cui si invita il presidente a «riconsiderare la decisone presa dal consiglio di amministrazione dell’ateneo e dal Senato accademico» a «promuovere una nuova e più attenta valutazione tecnica». La segreteria regionale dell’Idv lancia un J’accuse preciso: «Si teme che la riduzione della potenzialità universitaria valdostana rientri in un disegno occulto di abbassamento del livello culturale regionale, per favorire solo le classi altolocate e per diminuire le menti libere pensanti, che in un futuro non molto distante potrebbero fare rinascere i fiori della democrazia». Di diverso avviso il consigliere Pdl Massimo Lattanzi secondo cui «è necessario evitare che i corsi dell’Univda producano solo dei disoccupati».
LAURA SECCI


Di certo c'è anche una posizione del Pd-Vda sul contesto Università.
Ma se non mi sono sbagliato o qualche cosa mi è sfuggita, anche questa volta nessuna intervista,
nessuna posizione riferita al Pd è presente su questo quotidiano. Il motivo?

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